PENSIERO CRISTIANO

Genesi 1:26-27
“Poi Dio disse: « Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra ». Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina.”
Noi siamo stati creati ad immagine di Dio, noi assomigliamo a Lui, affinché gli altri possono vedere Lui in noi. È importante capire che siamo stati creati da Dio, perfetti e senza peccato.
Cosa possiamo fare noi che gli altri animali non possono fare?
Noi possiamo ragionare, noi siamo ad immagine di Dio e non gli animali.

Genesi 3:6-8
“La donna osservò che l’albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l’albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi ad entrambi e s’accorsero che erano nudi; unirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture. Poi udirono la voce di Dio il Signore, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza di Dio il Signore fra gli alberi del giardino”.
Cosa è cambiato con il peccato dell’uomo?
Si nascondono da Dio, dal Creatore. Abbiamo perso la sua immagine.

Chi è l’immagine di Dio?
II° Corinzi 4:4
“Per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti, affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio.”
Colossesi 1:15
“Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura;”

Ebrei 1:3
“Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi”.
In Gesù risplende la gloria di Dio, è Lui che ci sostiene seduto alla destra dei luoghi altissimi.
Giovanni 1:14
“E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre.”
Dio è amore poiché è Trinità cioè Padre, Figlio e Spirito Santo, e tra loro si amano.
Noi siamo stati creati per fare le opere buone. È per grazia che siamo stati salvati.

In Cristo abbiamo segnato il nostro destino, qual è?
Romani 8:28-30
“Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli; e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati.”
Noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano Dio. Noi ritorniamo a vivere ciò per cui siamo stati creati, e siamo destinati ad esser immagine di Dio, di Cristo. Siamo chiamati.

Come possiamo diventare immagine di Dio?
Efesini 4:21-24
“Se pure gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti secondo la verità che è in Gesù, avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità”.
Dobbiamo spogliarci del vecchio uomo e rivestirci del nuovo per il quale siamo stati creati.
II° Corinzi 5:17
“Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.”
Non è una meta irraggiungibile.
Come possiamo a non resistere allo Spirito Santo?
Dobbiamo cambiare ovvero non restare legati ai nostri peccati.

Esercizio: Io voglio prender un peccato in particolare e lo voglio cambiare attraverso lo Spirito Santo e non voglio resistere, così mi avvicino di più a Gesù.
Perché vogliamo cambiare?
ASPETTI CHE NON VANNO BENE:
“Esser più bravi agli occhi di Dio” NO noi non potremmo mai ripagare quello che ha fatto Gesù sulla croce per noi. Noi non dobbiamo pensare che il nostro cambiamento, possa ripagare quello che ha fatto.
“Lui mi deve voler bene e mi deve benedire”
“Io voglio diventar più come Cristo per farmi bello/a davanti agli altri”
“Voglio provare a me stesso che io sono più spirituale, più bravo”

Quando è importante per Dio veder le motivazioni per amarlo e cambiare?
Luca 18:9-14 “Disse ancora questa parabola per certuni che erano persuasi di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo, e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così dentro di sé: "O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri; neppure come questo pubblicano. Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quello che possiedo". Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: "O Dio, abbi pietà di me, peccatore!" Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque s'innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato».”
Il pubblicano è giustificato.
Quali sono gli atteggiamenti sbagliati?
Vanità, l’arroganza e l’insoddisfazione cioè quando non capiamo che la famiglia o il lavoro è il mezzo per glorificare Dio non deve essere un idolo.

Quali sono gli atteggiamenti giusti?
L’umiltà, noi vogliamo diventare come Gesù, non vogliamo guadagnare qualcosa perché altrimenti lo offendiamo.
Efesini 2:8-10 “Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.”
Grazia significa regalo eccezionale, è gratuito.
Se fosse stato per opere noi ci vanteremo, e non è saggio esserlo.
Perché diventerei orgoglioso e direi a Dio “Io mi sono salvato da solo”.
Il nostro fine è fare le opere, sono una conseguenza della nostra salvezza, noi viviamo per farle le opere buone.

Perché vogliamo esser trasformati?
Siamo destinati, Dio ci ha preparato per fare le cose che Lui ha fatto. La santità inizia dal cuore, voglio cambiare, voglio assecondare il mio destino.
La nostra gioia è in Cristo Gesù.
Siamo nuove persone in Cristo, con nuovi obiettivi.


II° Pietro 1:3-9 “La sua potenza divina ci ha donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la propria gloria e virtù. Attraverso queste ci sono state elargite le sue preziose e grandissime promesse perché per mezzo di esse voi diventaste partecipi della natura divina dopo essere sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza. Voi, per questa stessa ragione, mettendoci da parte vostra ogni impegno, aggiungete alla vostra fede la virtù; alla virtù la conoscenza; alla conoscenza l'autocontrollo; all'autocontrollo la pazienza; alla pazienza la pietà; alla pietà l'affetto fraterno; e all'affetto fraterno l'amore. Perché se queste cose si trovano e abbondano in voi, non vi renderanno né pigri, né sterili nella conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo. Ma colui che non ha queste cose, è cieco oppure miope, avendo dimenticato di essere stato purificato dei suoi vecchi peccati.”

Di cosa parlo sempre?
Quello che abbiamo di più nel cuore.
Quello che abbiamo nel cuore deve essere Gesù, parlare di cosa Gesù ha fatto nella tua vita, a me personalmente me l’ha stravolta, mi ha liberato completamente. Ci ha chiamato santi e Lui attraverso il suo Spirito Santo ci ha donato tutti gli strumenti.
Attraverso la fede siamo una vita nuova. Noi siamo nuove creature, comportiamoci da nuove creature, che Dio ci ha fatto diventare. Siamo figli del Padre.

Galati 4:4-7 “Ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione. E, perché siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei nostri cuori, che grida: «Abbà, Padre». Così tu non sei più servo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede per grazia di Dio.”
Al momento giusto Dio mandò Suo Figlio per riscattare quelli che erano sotto la legge. Eravamo figli di Adamo, del peccato, ma grazie a Gesù siamo figli del Padre, così non siamo più schiavi ma figli, così siamo anche eredi per grazia di Dio.
Sposa del Figlio significa Chiesa di Dio.

Efesini 5:25 “Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei”.
Dobbiamo pensare alla nostra nuova identità, siamo la nuova Creatura, dimora dello Spirito Santo.

I° Corinzi 6:18-20 “Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l'uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo. Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.”
Quindi basta peccare, siamo vita nuova in Cristo, perché il nostro corpo è la casa dello Spirito Santo. Non apparteniamo a noi stessi.
Dobbiamo capire: noi chi siamo veramente?
Siamo questa nuova vita, figli del Padre, sposa di Gesù, tempio dello Spirito e questa è la nuova identità in Cristo.

CI SONO MODI SBAGLIATI DI CAMBIARE:

Colossesi 2:20-23 “Se siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché, come se viveste nel mondo, vi lasciate imporre dei precetti, quali: «Non toccare, non assaggiare, non maneggiare» (tutte cose destinate a scomparire con l'uso), secondo i comandamenti e le dottrine degli uomini? Quelle cose hanno, è vero, una parvenza di sapienza per quel tanto che è in esse di culto volontario, di umiltà e di austerità nel trattare il corpo, ma non hanno alcun valore; servono solo a soddisfare la carne.”
Austerità significa crearsi delle regole severe.
Far vedere agli altri che si è spirituali, farsi delle regole che non portano a Cristo, tutto ciò non è una buona intenzione.

Marco 7:18-23 “Egli disse loro: «Neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che dal di fuori entra nell'uomo non lo può contaminare, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e se ne va nella latrina?» Così dicendo, dichiarava puri tutti i cibi. Diceva inoltre: «È quello che esce dall'uomo che contamina l'uomo; perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l'uomo».”
Frode significa imbrogliare qualcuno per togliere denaro.
Lascivia significa lasciarsi andare.
A cosa dobbiamo stare attenti?
Dobbiamo star attenti al nostro cuore, il problema è dal di dentro, le cose che sono dentro di noi.
Non sono le cose che stanno fuori a farci del male.

Galati 3:1-3 “O Galati insensati, chi vi ha ammaliati, voi, davanti ai cui occhi Gesù Cristo è stato rappresentato crocifisso? Questo soltanto desidero sapere da voi: avete ricevuto lo Spirito per mezzo delle opere della legge o mediante la predicazione della fede? Siete così insensati? Dopo aver cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la carne?”
Paolo in questi versetti, dice che i Galati sono senza senno, perché vogliono far di testa loro secondo la legge, anziché secondo la fede, creandosi delle regole per sentirsi a proprio agio.
Perché ci piace il legalismo?
Ci sembra più semplice crearsi delle regole, dei paletti; ci piace comandare gli altri, così pensiamo di meritare la salvezza; spesso ci paragoniamo agli altri per sentirci meglio.

Filippesi 3:4-9 “Benché io avessi motivo di confidarmi anche nella carne. Se qualcun altro pensa di aver motivo di confidarsi nella carne, io posso farlo molto di più; io, circonciso l'ottavo giorno, della razza d'Israele, della tribù di Beniamino, ebreo figlio d'Ebrei; quanto alla legge, fariseo; quanto allo zelo, persecutore della chiesa; quanto alla giustizia che è nella legge, irreprensibile. Ma ciò che per me era un guadagno, l'ho considerato come un danno, a causa di Cristo. Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede.”
Paolo considera che il vivere secondo le leggi come tanta spazzatura di fronte alla libertà in Cristo, perché adesso è libero seguendo Cristo.
Come possiamo cambiare?

1° Tessalonicesi 5:23 “Or il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l'intero essere vostro, lo spirito, l'anima e il corpo, sia conservato irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.”
Dio ci santifica direttamente.

Ezechiele 36:25-26 “Vi aspergerò d'acqua pura e sarete puri; io vi purificherò di tutte le vostre impurità e di tutti i vostri idoli. Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne.”

È Lui che attua la purificazione, ci dà lo Spirito Santo, opera questo cambiamento. Ci dà un cuore nuovo ed uno spirito nuovo.
Qual è il ruolo del Padre in questa liberazione?

Ebrei 12:10-11 “Essi infatti ci correggevano per pochi giorni come sembrava loro opportuno; ma egli lo fa per il nostro bene, affinché siamo partecipi della sua santità. È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recare gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa.”
Attraverso la disciplina Dio ci aiuta correggendoci, affinché noi possiamo portare frutti di giustizia e di pace.

Giovanni 15:1-2 “«Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo pota affinché ne dia di più.»”
Il nostro scopo è dare di più frutto. E questo è per la nostra santificazione.

Qual è il ruolo del Figlio in questa liberazione?

Romani 6:1-7 “Che diremo dunque? Rimarremo forse nel peccato affinché la grazia abbondi? No di certo! Noi che siamo morti al peccato, come vivremmo ancora in esso? O ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita. Perché se siamo stati totalmente uniti a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua. Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato; infatti colui che è morto è libero dal peccato.”

Noi siamo morti al peccato e siamo risorti con Lui, quindi siamo liberi dal peccato. Siamo stati crocifissi con Lui, dobbiamo morire al peccato.
Qual è il ruolo dello Spirito Santo?

2° Corinzi 3:17-18 “Ora, il Signore è lo Spirito; e dove c'è lo Spirito del Signore, lì c'è libertà. E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito.”

Galati 5:16 “Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne.”
Lo Spirito ci guida e ci protegge. Dobbiamo lasciarci guidare dallo Spirito, è questo il nostro destino.

1° Giovanni 3:9 “Chiunque è nato da Dio non persiste nel commettere peccato, perché il seme divino rimane in lui, e non può persistere nel peccare perché è nato da Dio.”

Seme divino significa Spirito Santo.
Chi accetta Gesù è nato da Dio, quindi non persiste nel peccare.
Più vado avanti per la Sua strada e più assomiglio a Cristo.
Dobbiamo capire come noi stiamo resistendo a Dio? In cosa stiamo resistendo?
Riconoscere il nostro modo sbagliato di resistere a Dio, così i nostri comportamenti cambieranno automaticamente.
Domande per la riflessione personale:
1) Come hai provato a cambiare nel passato?
2) Quando hai cercato in passato di cambiare, volevi cambiarlo con le tue forze?
3) Come vedi che Dio sta lavorando nella tua vita?
4) Come rispondiamo al lavoro di Dio per cambiarci?

Quali sono le situazioni più facili, per noi, di peccare?
Molto spesso pensiamo che a Dio non interessa le nostre situazioni.

Esodo 3:7-8 “Il SIGNORE disse: «Ho visto, ho visto l'afflizione del mio popolo che è in Egitto e ho udito il grido che gli strappano i suoi oppressori; infatti conosco i suoi affanni. Sono sceso per liberarlo dalla mano degli Egiziani e per farlo salire da quel paese in un paese buono e spazioso, in un paese nel quale scorre il latte e il miele, nel luogo dove sono i Cananei, gli Ittiti, gli Amorei, i Ferezei, gli Ivvei e i Gebusei.”

Qui il Signore aveva visto l’afflizione del popolo, aveva sentito il loro grido, conosceva le loro pene, era sceso per liberare il Suo popolo.

Ebrei 2:14-18 “Poiché dunque i figli hanno in comune sangue e carne, egli pure vi ha similmente partecipato, per distruggere, con la sua morte, colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo, e liberare tutti quelli che dal timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la loro vita. Infatti, egli non viene in aiuto ad angeli, ma viene in aiuto alla discendenza di Abraamo. Perciò, egli doveva diventare simile ai suoi fratelli in ogni cosa, per essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per compiere l'espiazione dei peccati del popolo. Infatti, poiché egli stesso ha sofferto la tentazione, può venire in aiuto di quelli che sono tentati.”

Chi è la discendenza d’Abraamo?
Siamo tutti noi che abbiamo accettato Gesù.
Qual è qui la promessa?
Lui ci viene in aiuto perché sa che siamo tentati, conosce le nostre tentazioni.

Ebrei 4:14-16 “Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia ed essere soccorsi al momento opportuno.”
Non comportiamoci come il vecchio uomo, ma comportiamoci da nuove creature e se cadiamo non dobbiamo abbatterci. Quando cadiamo in tentazione, dobbiamo tornare al trono della grazia, e la grazia è un dono immeritato che Dio ci ha dato.
Quindi dobbiamo andar da Dio e dirgli così: “Scusa ho sbagliato di nuovo, grazie Padre, Papà, perché sei così buono, hai grazia nei miei confronti.”
Non vogliamo esser come dei bambini viziati che quando rompono un giocattolo pretendono dai loro papà che li comprano un nuovo gioco. Ma vogliamo esser quei bambini che riconoscono di aver sbagliato, chiedono scusa e si pentono.
Dio è con noi nelle situazioni difficili?

Isaia 43:1-2 “Ma ora così parla il SIGNORE, il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele! Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà.”

Sì, Dio è con noi.
Come è con noi? Che cosa Dio ci ha dato che è sempre con noi?
Dio ci ha dato lo Spirito Santo, come sigillo che ci aiuta.
Qual è il ruolo delle prove che abbiamo?

Romani 8:28-29 “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli.”
Siamo predestinati ad esser conformi all’immagine di Dio.

Romani 5:3-5 “Non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l'afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e l'esperienza speranza. Or la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato.”

Ci gloriamo nelle afflizioni. Il ruolo delle prove è la crescita per esser più come Gesù.

Giacomo 1:2-4 “Fratelli miei, considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia pienamente l'opera sua in voi, perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti.”

Sta dicendo guardate che la prova della vostra fede produce costanza e ci fa diventare perfetti come Gesù, perché le prove ci servono per esercitare la costanza, per diventare più come Gesù per compiere il nostro destino che Dio vuole per noi.

1° Pietro 1:6-7 “Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell'oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo.”

Le prove sono come il fuoco che tolgono l’impurità all’oro, noi siamo più puri.
Il nostro atteggiamento non deve esser quello di arrabbiarsi, ma chiedergli che si vuole imparare la lezione, capire qual è la lezione in questo.
Le reazioni che abbiamo, fanno vedere quello che abbiamo realmente nel cuore.

Marco 7:21-23 “Perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l'uomo».”

Il nostro cuore ci fa peccare.
Perché le nostre reazioni a volte sono gravi?
Le nostre reazioni sono gravi perché vogliamo avere il controllo su tutto.
Qual è il legame tra le nostre difficoltà e i nostri cuori?

Ebrei 4:12 “Infatti la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore.”

Il nostro cuore ha due realtà, Dio giudica i sentimenti e i pensieri del nostro cuore, quindi giudica il nostro essere.
I nostri pensieri sono: non crediamo che Dio abbia il controllo (è un problema di pensiero); noi solitamente crediamo alle bugie anziché alla Verità (è un problema di pensiero);
I nostri sentimenti sono: desideriamo o a volte adoriamo qualcos’altro rispetto Dio (è un problema di sentimento)
Quindi il problema della fede è che non abbiamo fiducia in Dio, il problema del ravvedimento è che i nostri desideri sono più per altro piuttosto che per Dio.
Dobbiamo guardare i nostri cuori. Cosa Dio mi sta facendo vedere? Cosa stiamo adorando più di Dio?
I nostri atteggiamenti derivano da tutto ciò che pensa il cuore. Riflettere quando stiamo per peccare su cosa pensiamo?, cosa vogliamo?, cosa adoriamo in quel momento?, cosa stiamo credendo al posto di Dio?

CHE COSA NON È GIUSTO?
Riflessione: Quali ingiustizie vediamo che ci danno più fastidio?
Falsa testimonianza, assunzione della droga e dell’alcol, violenze sessuali, furti, omicidi, maldicenze.

Genesi 1:31 “Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno.”

All’inizio della creazione, non c’era niente di ingiusto.

Genesi 3:17-19 “Ad Adamo disse: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato del frutto dall'albero circa il quale io ti avevo ordinato di non mangiarne, il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita. Esso ti produrrà spine e rovi, e tu mangerai l'erba dei campi; mangerai il pane con il sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra da cui fosti tratto; perché sei polvere e in polvere ritornerai».”

Abbiamo rovinato tutto, è colpa nostra.
Conseguenza della caduta: la fatica, l’affanno, la terra che non produce frutto, il dolore e la morte.
“Pecchi e tutto questo è la causa”.
Se succede una tragedia non è colpa di Dio, ma solo nostra.
La conseguenza del peccato è la morte.
Noi non meritiamo di vivere, eppure siamo vivi. Quello che meritiamo è di morire. Nessuno riceve mai, più di quanto merita.

Romani 1:18 “L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia;”

Tutti noi tendiamo a soffocare la verità con l’ingiustizia.
Cos’è l’ira di Dio? L’ira di Dio è l’inferno, la punizione eterna.

Marco 9:43-44 “Se la tua mano ti fa cadere in peccato, tagliala; meglio è per te entrare monco nella vita, che avere due mani e andartene nella geenna, nel fuoco inestinguibile, [dove il verme loro non muore e il fuoco non si spegne].”

Gesù ci sta dicendo: Guarda è talmente grave il tuo peccato ed è meglio che ti tagli la mano piuttosto che andare nella geenna, dove il fuoco non si spegne mai. È in senso figurato. Ci dice questo perché vuole farci capire veramente che cos’è il peccato.

Geremia 21:14 “Io vi punirò secondo il frutto delle vostre azioni", dice il SIGNORE; "appiccherò il fuoco a questa selva di Gerusalemme, ed esso divorerà tutto quello che la circonda"».”

L’azione corrisponde ad una reazione.

Lamentazioni 3:39 “Perché si rammarica la creatura vivente? L'uomo vive malgrado i suoi peccati!”

Perché ci lamentiamo? Eppure noi siamo vivi, malgrado i nostri peccati. Anche se meritiamo la morte istantanea.

Luca 13:1-5 “In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli il fatto dei Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato con i loro sacrifici. Gesù rispose loro: «Pensate che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, perché hanno sofferto quelle cose? No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti come loro».”

Gesù sta dicendo: voi mettete una relazione tra la sofferenza e il peccato, ma è un vostro problema. Non è vero che questi hanno sofferto di più.
Quindi prende due episodi che sembra non ci sia una giustizia, non ci sia Dio.
Tutti meritiamo questa morte, ma se non ci ravvediamo periremo come loro.
Come mai un Dio giusto ci sta mantenendo ancora in vita?
Cosa meritiamo veramente?

Giobbe 42:2-6 “«Io riconosco che tu puoi tutto e che nulla può impedirti di eseguire un tuo disegno. Chi è colui che senza intelligenza offusca il tuo disegno? Sì, ne ho parlato; ma non lo capivo; sono cose per me troppo meravigliose e io non le conosco.
Ti prego, ascoltami, e io parlerò; ti farò delle domande e tu insegnami! Il mio orecchio aveva sentito parlare di te ma ora l'occhio mio ti ha visto. Perciò mi ravvedo, mi pento sulla polvere e sulla cenere».”

Dio aveva dato a Giobbe delle prove che gli servivano per la sua trasformazione. Alla fine lui ha capito che a causa del suo peccato in realtà meritava molto peggio.
Dio è misericordioso e ci dà delle situazioni per esser più come Gesù. Le prove che ci dà sono niente al confronto di quello che in realtà meritiamo.
Vogliamo imparare a vivere la nuova vita. Dio è molto buono.

Matteo 18:21-35 “Allora Pietro si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?» E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Perciò il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno che era debitore di diecimila talenti. E poiché quello non aveva i mezzi per pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figli e tutto quanto aveva, e che il debito fosse pagato. Perciò il servo, gettatosi a terra, gli si prostrò davanti, dicendo: "Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto". Il signore di quel servo, mosso a compassione, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Ma quel servo, uscito, trovò uno dei suoi conservi che gli doveva cento denari; e, afferratolo, lo strangolava, dicendo: "Paga quello che devi!" Perciò il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me, e ti pagherò". Ma l'altro non volle; anzi andò e lo fece imprigionare, finché avesse pagato il debito. I suoi conservi, veduto il fatto, ne furono molto rattristati e andarono a riferire al loro signore tutto l'accaduto. Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti; non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?" E il suo signore, adirato, lo diede in mano degli aguzzini fino a quando non avesse pagato tutto quello che gli doveva. Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello».”

Anche quello che dobbiamo fare acquista un altro significato. Il servo ha ricevuto grazia però non è riuscito a darla, molto spesso siamo così anche noi.
Non sono dei limiti, ma sono delle aperture che Dio ci dà, come cristiani noi vogliamo comportarci bene perché siamo stati perdonati.
Vogliamo fare la volontà di Dio. Abbiamo veramente sperimentato cosa significa esser perdonati, cosa significhi la grazia e cosa significhi il perdono.
Quindi come possiamo ridire la frase “Non è giusto!”?
“È più che giusto”. Dio mi sta dando grazia. Noi vogliamo un unico amico, cioè Gesù.

IL VANGELO E IL CUORE
Come possiamo predicare la Buona Notizia cioè il Vangelo, che Gesù è andato sulla croce per noi?
C’è una battaglia in corso : qua sulla terra, dentro il nostro cuore.

Ebrei 4:12 “Infatti la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore.”

Cosa c’è nel cuore? Nel cuore si trovano i sentimenti e i pensieri. I sentimenti cioè cosa desideriamo, cosa adoriamo, cosa vogliamo e cosa apprezziamo, mentre i pensieri sono cosa pensiamo, cosa ci fidiamo e cosa crediamo.
Noi abbiamo un problema di fede e di ravvedimento.
Non credere in Dio: non crediamo in qualcosa che riguarda Dio, non abbiamo fiducia in Dio, questo è un problema di pensiero.
Non adoriamo Dio, questo è un problema di sentimento.
Cosa c’è dietro un peccato?
Noi crediamo in una bugia.

Genesi 3:1-6 “Il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che Dio il SIGNORE aveva fatti. Esso disse alla donna: «Come! Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?» La donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; ma del frutto dell'albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete"». Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male».
La donna osservò che l'albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l'albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò.”
Verità: non ne mangiare, altrimenti morirai.
Problema di bugia: No, non morirete affatto.

Romani 1:24-25 “Per questo Dio li ha abbandonati all'impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen.”

Qual è la causa del peccato?

Efesini 4:17-19 “Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, con l'intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell'ignoranza che è in loro, a motivo dell'indurimento del loro cuore. Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza fino a commettere ogni specie di impurità con avidità insaziabile.”

La causa del peccato è la vanità dei pensieri, con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio.
Casi di bugie:
Cosa non crediamo su Dio, cosa pensiamo su Dio, quando siamo in ansia per i soldi? Crediamo e pensiamo che Dio non si prende cura di me, non sta vedendo la situazione.
Tristezza per esser single: l’intimità con un’altra persona mi renda più felice che non con Dio.
Qual è la bugia che può venir dietro se sono in mezzo al traffico? Dio perché non intervieni? Dio non è in controllo.
Tutte queste sono delle bugie che pensiamo.

Romani 14:23 “Ma chi ha dei dubbi riguardo a ciò che mangia è condannato, perché la sua condotta non è dettata dalla fede; e tutto quello che non viene da fede è peccato.”

Non abbiamo fiducia in Dio, tutto quello che viene fuori è peccato, stiamo peccando: il frutto della nostra non-fede è il peccato.
È giusto chiedere, ma dobbiamo star dietro alle risposte di Dio ad ogni richiesta che facciamo. La risposta viene dal Signore, perché la Sua volontà è perfetta.

Romani 8:28 “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno.”

Dio ci risponde con preghiera, durante un sermone, dietro le situazioni che stiamo vivendo, in sogno, leggendo la Bibbia. Man mano che siamo fiduciosi in Lui, più abbiamo intimità con Lui e più siamo con Cristo, capiamo cosa stiamo facendo e cosa Dio sta dicendo.
Dov’è la battaglia?

Geremia 17:5-9 “Così parla il SIGNORE: «Maledetto l'uomo che confida nell'uomo
e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si allontana dal SIGNORE! Egli è come una tamerice nel deserto: quando giunge il bene, egli non lo vede; abita in luoghi aridi, nel deserto, in terra salata, senza abitanti. Benedetto l'uomo che confida nel SIGNORE, e la cui fiducia è il SIGNORE! Egli è come un albero piantato vicino all'acqua, che distende le sue radici lungo il fiume; non si accorge quando viene la calura e il suo fogliame rimane verde; nell'anno della siccità non è in affanno
e non cessa di portare frutto».”

Ci sono due uomini: l’uomo che confida nell’uomo è simile ad una pianta secca nel deserto, invece l’uomo che confida nel Signore è simile alla pianta che è vicino al rivolo d’acqua e non soffrirà mai di siccità.
Qual è la conseguenza nel confidare nell’uomo?
La conseguenza è la morte.
La battaglia è nel cuore.
Dov’è la vittoria?

Giovanni 8:34 “Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato.”
La conseguenza del peccato è la schiavitù del peccato

Giovanni 8:31-32 “Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».”

La conseguenza della verità è la libertà.
Qual è il modo di conoscer la verità?
Il modo è quello di perseverare nella Sua Parola così siamo suoi discepoli.
Vogliamo seguir la Sua Parola, vogliamo esser suoi discepoli.
Come le verità di Dio ci trasformano?
Ci trasformano quando noi desideriamo Dio, più di quanto desideriamo il peccato.
Qual è il compito per noi?
È di continuar a pregare nei nostri cuori, Dio sa tutto e fa per il meglio.

Salmi 42:11 “Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; egli è il mio salvatore e il mio Dio.”

Perché sei depressa anima mia?
Anima mia spera in Dio, abbi fiducia in Dio, non abbatterti, questo è quello che dobbiamo dirci ogni giorno.

Salmi 43:5 “Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; egli è il mio salvatore e il mio Dio.”
Quando nella Bibbia c’è qualcosa di ripetuto, vuol dire che è una cosa importantissima.

Salmi 103:1-2 “Benedici, anima mia, il SIGNORE; e tutto quello ch'è in me, benedica il suo santo nome. Benedici, anima mia, il SIGNORE e non dimenticare nessuno dei suoi benefici.”

Dobbiamo predicare al nostro cuore. È nel cuore che si racchiude tutti i nostri sentimenti.
Qual è il messaggio primario della nostra predica?

Salmi 62:11-12 “Dio ha parlato una volta, due volte ho udito questo: che il potere appartiene a Dio; a te pure, o Signore, appartiene la misericordia; perché tu retribuirai ciascuno secondo le sue azioni.”
Quindi dov’è la vittoria?
Noi dobbiamo predicare al nostro cuore, ogni volta che siamo tormentati, dirgli: “Tu stai credendo in qualcos’altro e credere che il potere appartiene a Dio, secondo la misericordia appartiene a Dio, Dio è potente ed è misericordioso.”
Dio è in controllo di tutto e fa le cose giuste. Dio è buono.

IL NOSTRO COMPITO È DI PREDICARE AI NOSTRI CUORI
- Primo messaggio: Dio è grande.

Isaia 40:10-17 “Ecco il Signore, DIO, viene con potenza, con il suo braccio egli domina. Ecco, il suo salario è con lui, la sua ricompensa lo precede. Come un pastore, egli pascerà il suo gregge: raccoglierà gli agnelli in braccio, li porterà sul petto, condurrà le pecore che allattano.
Chi ha misurato le acque nel cavo della sua mano o preso le dimensioni del cielo con il palmo? Chi ha raccolto la polvere della terra in una misura o pesato le montagne con la stadera e i colli con la bilancia? Chi ha preso le dimensioni dello Spirito del SIGNORE o chi gli è stato consigliere per insegnargli qualcosa? Chi ha egli consultato perché gli desse istruzione e gli insegnasse il sentiero della giustizia, gli impartisse la saggezza e gli facesse conoscere la via del discernimento? Ecco, le nazioni sono come una goccia che cade da un secchio, come la polvere minuta delle bilance; ecco, le isole sono come pulviscolo che vola. Il Libano non basterebbe a procurare il fuoco e i suoi animali non basterebbero per l'olocausto. Tutte le nazioni sono come nulla davanti a lui; egli le valuta meno che nulla, una vanità.”
Come vediamo la grandezza di Dio?
Dio viene con potenza, è un dominatore, in controllo di tutto, raccoglie le sue pecore, protegge il suo gregge.
Qualcuno di noi può prender tutta l’acqua degli oceani?
No, non lo possiamo fare.
Lo Spirito del Signore è stato creato da Dio.
Chi ha egli consultato perché gli desse istruzione
e gli insegnasse il sentiero della giustizia,
gli impartisse la saggezza
e gli facesse conoscere la via del discernimento?
Nessuno perché solo Lui sa tutto quanto.
Pulviscolo significa polvere.
Tutte le nazioni sono nulla davanti a Lui.

Ebrei 1:3 “ Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi.”
Gesù è splendore della Sua Gloria e sostiene tutte le cose con la sua potenza.

Colossesi 1:15-17 “Egli è l'immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura; poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui.”

Il Padre ha creato tutte le cose per Gesù. Tutte le cose sono state create in Lui.
La Parola è Gesù. Il creato stava aspettando la Sua venuta.

Luca 2:13-14 “E a un tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch'egli gradisce!»”

Efesini 1:11 “In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà.”
Siamo stati predestinati secondo la volontà di Gesù, siamo già destinati a tutte le cose.

Proverbi 21:1 “Il cuore del re, nella mano del SIGNORE, è come un corso d'acqua;
egli lo dirige dovunque gli piace.”
Non c’è nessuno che può resistere alla potenza di Dio.
Lui può fare quello che vuole.
Gesù è l’unico Dio, può fare qualsiasi cosa.
Molto spesso noi siamo nervosi perché pensiamo che in realtà Dio non può fare tutto.
Vogliamo imparare riguardo le frustrazioni, le nostre paure invece la grandezza di Dio.

Marco 5:21-43 “Gesù passò di nuovo in barca all'altra riva, e una gran folla si radunò attorno a lui; ed egli stava presso il mare. Ecco venire uno dei capi della sinagoga, chiamato Iairo, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi e lo pregò con insistenza, dicendo: «La mia bambina sta morendo. Vieni a posare le mani su di lei, affinché sia salva e viva». Gesù andò con lui, e molta gente lo seguiva e lo stringeva da ogni parte.
Una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, e che molto aveva sofferto da molti medici e aveva speso tutto ciò che possedeva senza nessun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata, avendo udito parlare di Gesù, venne dietro tra la folla e gli toccò la veste, perché diceva: «Se riesco a toccare almeno le sue vesti, sarò salva». In quell'istante la sua emorragia ristagnò; ed ella sentì nel suo corpo di essere guarita da quella malattia. Subito Gesù, conscio della potenza che era emanata da lui, voltatosi indietro verso quella folla, disse: «Chi mi ha toccato le vesti?» I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi come la folla ti si stringe attorno e dici: "Chi mi ha toccato?"» Ed egli guardava attorno per vedere colei che aveva fatto questo. Ma la donna paurosa e tremante, ben sapendo quello che era avvenuto in lei, venne, gli si gettò ai piedi e gli disse tutta la verità. Ma Gesù le disse: «Figliola, la tua fede ti ha salvata; va' in pace e sii guarita dal tuo male».
Mentre egli parlava ancora, vennero dalla casa del capo della sinagoga, dicendo: «Tua figlia è morta; perché incomodare ancora il Maestro?» Ma Gesù, udito quel che si diceva, disse al capo della sinagoga: «Non temere; soltanto continua ad aver fede!» E non permise a nessuno di accompagnarlo, tranne che a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero a casa del capo della sinagoga; ed egli vide una gran confusione e gente che piangeva e urlava. Entrato, disse loro: «Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». Ed essi ridevano di lui. Ma egli li mise tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui, ed entrò là dove era la bambina. E, presala per mano, le disse: «Talità cum!» che tradotto vuol dire: «Ragazza, ti dico: àlzati!» Subito la ragazza si alzò e camminava, perché aveva dodici anni. E furono subito presi da grande stupore; ed egli comandò loro con insistenza che nessuno lo venisse a sapere; e disse che le fosse dato da mangiare.”

Come impariamo sulle ansie?
Noi pensiamo che Gesù arrivi al momento sbagliato, invece Lui viene al momento giusto e fa le cose giuste. Ogni cosa è per il suo piano.
Il nostro cuore è preso da ansie che vanno contro Dio.
Quando siamo nervosi pensiamo e crediamo che Lui non è veramente grande.
Se non succede subito una tal cosa è perché non porta gloria a Dio.
Dio è in controllo.
Quando crediamo che Lui è fuori controllo, cosa dobbiamo predicare al nostro cuore?

Luca 12:25-31 “E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita? Se dunque non potete fare nemmeno ciò che è minimo, perché vi affannate per il resto? Guardate i gigli, come crescono; non faticano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu mai vestito come uno di loro. Ora se Dio riveste così l'erba che oggi è nel campo e domani è gettata nel forno, quanto più vestirà voi, gente di poca fede! Anche voi non state a cercare che cosa mangerete e che cosa berrete, e non state in ansia! Perché è la gente del mondo che ricerca tutte queste cose; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in più.”

Siamo così potenti da aggiungere un’ora sola alla nostra vita?
Non dobbiamo lamentarci perché facendolo non si guadagna niente.
Dio è grande ed influenza le vite di ognuno di noi.
Non crediamo che Dio è veramente grande?
Dio è in controllo di tutto.
Impegno per questa settimana:
“Ogni giorno rifletti su quelle volte quando il tuo cuore non si è fidato del controllo sovrano del Signore”.
“Preghiamo di riconoscere subito questi dubbi per il giorno seguente, chiedendo scusa a Dio”.

DIO È SANTO
Predicare al nostro cuore: Dio è più potente di te.

Salmi 62:11-12 “Dio ha parlato una volta, due volte ho udito questo: che il potere appartiene a Dio; a te pure, o Signore, appartiene la misericordia; perché tu retribuirai ciascuno secondo le sue azioni.”

Dio ha il potere, ha la misericordia, è misericordioso.
Cosa significa la parola Santo? Significa diverso, messo da parte.
Quindi Dio è diverso da noi completamente. Noi abbiamo bisogno di Lui, Lui non ha bisogno di noi.

Isaia 40:25-26 “«A chi dunque mi vorreste assomigliare, a chi sarei io uguale?»
dice il Santo. Levate gli occhi in alto e guardate: Chi ha creato queste cose? Egli le fa uscire e conta il loro esercito, le chiama tutte per nome; per la grandezza del suo potere e per la potenza della sua forza, non ne manca una.”

Il Santo è Dio.
La domanda “A chi dunque mi vorreste assomigliare, a chi sarei io uguale?” è una domanda retorica, nessuno può assomigliare a Lui.
In che cosa è diverso?

1° Giovanni 1:5 “Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che vi annunziamo: Dio è luce, e in lui non ci sono tenebre.”
Dio è completamente puro. In Lui c’è solo Luce.

Abacuc 1:13 “Tu, che hai gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male, e che non puoi tollerare lo spettacolo dell'iniquità, perché guardi i perfidi e taci quando il malvagio divora l'uomo che è più giusto di lui?”

Dio è diverso dal male, Lui ha gli occhi troppo puri per sopportare la vista del peccato.

Salmi 93:1-5 “Il SIGNORE regna; egli s'è rivestito di maestà; il SIGNORE s'è rivestito, s'è cinto di forza; il mondo quindi è stabile, e non sarà scosso. Il tuo trono è saldo dai tempi antichi, tu esisti dall'eternità. I fiumi hanno alzato, o SIGNORE, i fiumi hanno alzato la loro voce; i fiumi elevano il loro fragore. Più delle voci delle grandi, delle potenti acque, più dei flutti del mare, il SIGNORE è potente nei luoghi altissimi. I tuoi statuti sono perfettamente stabili; la santità s'addice alla tua casa, o SIGNORE, per sempre.”

Dio è maestoso, potente e glorioso.

Isaia 6:1-5 “Nell'anno della morte del re Uzzia, vidi il Signore seduto sopra un trono alto, molto elevato, e i lembi del suo mantello riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini, ognuno dei quali aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi, e con due volava. L'uno gridava all'altro e diceva: «Santo, santo, santo è il SIGNORE degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!» Le porte furono scosse fin dalle loro fondamenta dalla voce di loro che gridavano, e la casa fu piena di fumo. Allora io dissi: «Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il SIGNORE degli eserciti!»”
I serafini sono degli angeli particolari; essi si coprivano la faccia perché erano vicini al Signore, affinché non vedessero la grandezza e la santità di Dio. Si coprivano i piedi perché i piedi scoperti erano segno di disprezzo.
Gridava santo per tre volte quindi era una cosa assolutamente più importante di loro.
A volte noi non vediamo quanto siamo malvagi, impuri, diversi da Dio, più guardiamo a Lui, più ci vediamo diversi e non santi.
Perché è importante capire la santità di Dio?

Salmi 89:7 “Dio è terribile nell'assemblea dei santi, e tremendo fra quanti lo circondano.”

Salmi 119:120 “Tu mi fai rabbrividire di paura; io temo i tuoi giudizi.”
È importante capire la Sua santità per aver timore di Lui, timore del Suo giudizio.

2° Corinzi 7:1 “Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio.”

Solo quando abbiamo timore di Lui, vogliamo diventare come Lui, ma solo quando guardiamo alla Sua santificazione, vogliamo cambiare.
Due sono le reazioni:
1. Accettare il sacrificio di Gesù, allora inizia il processo di santificazione.
2. Se non vogliamo cambiare, vuol dire che non abbiamo accettato il sacrificio di Gesù.
Esempi pratici su cui dubitiamo di Dio:
Quali sono le bugie al posto della verità?
- Spesso temiamo più gli uomini invece che temere Dio.

Proverbi 29:25 “La paura degli uomini è una trappola, ma chi confida nel SIGNORE è al sicuro.”
Noi siamo in peccato di fronte al Signore, perché abbiamo timore degli uomini. Ma se riconosciamo che Dio è più potente di questi uomini allora siamo al sicuro.
È Gesù che ci dà più gioia rispetto ai nostri amici.
Altri esempi del timore dell’uomo e non di Dio sono: fumo, bevo, dico parolacce per farmi accettare dalla compagnia, faccio le corna a mia moglie, quindi dormo con un’altra donna che non è mia moglie oppure dormo con un altro uomo che non è mio marito.
Mi faccio tatuaggi, piercing, prendo in giro qualcuno per farmi vedere dagli altri. Do molta importanza a cosa pensano gli altri su di me.
Se il comportamento degli altri ci rende depressi è perché temiamo più gli altri che l’approvazione di Dio.
A volte pensiamo che siamo meglio di Gesù. Altre volte abbiamo paura di parlare di Gesù agli altri.
Tutte le volte che facciamo questo: ci allontaniamo da Lui. Quando adoriamo gli altri allora abbiamo sostituito Dio, ci modifica la nostra relazione nell’esser più come Gesù.

Salmi 34:1-22 “Di Davide, quando si finse pazzo davanti ad Abimelec e, scacciato da lui, se ne andò. Io benedirò il SIGNORE in ogni tempo; la sua lode sarà sempre nella mia bocca. Io mi glorierò nel SIGNORE; gli umili l'udranno e si rallegreranno.
Celebrate con me il SIGNORE, esaltiamo il suo nome tutti insieme.
Ho cercato il SIGNORE, ed egli m'ha risposto; m'ha liberato da tutto ciò che m'incuteva terrore. Quelli che lo guardano sono illuminati, nei loro volti non c'è delusione. Quest'afflitto ha gridato, e il SIGNORE l'ha esaudito; l'ha salvato da tutte le sue disgrazie. L'angelo del SIGNORE si accampa intorno a quelli che lo temono,
e li libera. Provate e vedrete quanto il SIGNORE è buono! Beato l'uomo che confida in lui. Temete il SIGNORE, o voi che gli siete consacrati, poiché nulla viene a mancare a quelli che lo temono. I leoncelli soffrono penuria e fame, ma nessun bene manca a quelli che cercano il SIGNORE. Venite, figlioli, ascoltatemi; io v'insegnerò il timor del SIGNORE. Chi è l'uomo che desidera la vita e che brama lunghi giorni per poter gioire del bene? Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra da parole bugiarde. Allontànati dal male e fa' il bene; cerca la pace e adoperati per essa. Gli occhi del SIGNORE sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti al loro grido. Il volto del SIGNORE è contro quelli che fanno il male
per cancellare dalla terra il loro ricordo. I giusti gridano e il SIGNORE li ascolta;
li libera da tutte le loro disgrazie. Il SIGNORE è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito. Molte sono le afflizioni del giusto; ma il SIGNORE lo libera da tutte. Egli preserva tutte le sue ossa; non se ne spezza neanche uno.
La malvagità farà perire il malvagio, quelli che odiano il giusto saranno considerati colpevoli. Il SIGNORE riscatta la vita dei suoi servi, nessuno di quelli che confidano in lui sarà considerato colpevole.”

Nulla viene a mancare a quelli che lo temono. Il Signore è con me.

Cosa dobbiamo predicare ai nostri cuori?

Predichiamo Salmo 27:1-3 “Il SIGNORE è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? Il SIGNORE è il baluardo della mia vita; di chi avrò paura? Quando i malvagi, che mi sono avversari e nemici, mi hanno assalito per divorarmi, essi stessi hanno vacillato e sono caduti. Se un esercito si accampasse contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; se infuriasse la battaglia contro di me, anche allora sarei fiducioso.”

Di chi avrò paura? Se il Signore mi ha acquistato con il Suo sangue? Lui è la mia luce, la mia salvezza.

Compito: Pensare ogni sera a tutte le volte che ho paura più degli uomini che non di Dio?
Se sono religioso, non sono salvato.

DIO È BUONO
La battaglia è nel cuore.

Salmo 62:11-12 “Dio ha parlato una volta, due volte ho udito questo: che il potere appartiene a Dio; a te pure, o Signore, appartiene la misericordia; perché tu retribuirai ciascuno secondo le sue azioni.”
Il potere appartiene a Dio, a Dio appartiene la misericordia.
Dio è grande quindi non devo essere io in controllo.
Dobbiamo aver timore di Lui e non dell’uomo.

1° Timoteo 4:4 “Infatti tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da respingere, se usato con rendimento di grazie;”
Tutta la creazione è stata fatta da Dio.

Salmo 145:9 “Il SIGNORE è buono verso tutti, pieno di compassioni per tutte le sue opere”.
Dio è buono verso tutti.

Salmo 100:5 “Poiché il SIGNORE è buono; la sua bontà dura in eterno, la sua fedeltà per ogni generazione.”

Il Signore non smette mai di amarci.

Naum 1:7 “Il SIGNORE è buono; è un rifugio nel giorno dell'angoscia e conosce quelli che confidano in lui.”

Quelli che confidano nel Signore, mettono la loro fiducia in Lui.
Abbiamo provvidenza in Lui. Lui ci protegge, ci nutre. Tutto dimostra la bontà di Dio.

Salmi 119:68 “Tu sei buono e fai del bene; insegnami i tuoi statuti.”
Dio è buono e fa del bene. Non è l’incontrario.
Il salmista gli sta chiedendo di insegnare a fare del bene.

Giacomo 1:17 “Ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall'alto e discendono dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c'è variazione né ombra di mutamento.”

Ogni dono è perfetto e buono. Il Signore ci regala questo dono perfetto, della sua bontà.
Come possiamo vedere la Sua bontà nella nostra trasformazione?

Matteo 13:44 “ «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e, per la gioia che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo.”

L’uomo vende tutto perché ha gioia avendo trovato il tesoro, quindi aveva soddisfazione. Così anche noi dobbiamo rinunciare alle cose del mondo, pur di aver il regno.

Giovanni 4:7-29 “Una Samaritana venne ad attingere l'acqua. Gesù le disse: «Dammi da bere». (Infatti i suoi discepoli erano andati in città a comprare da mangiare.) La Samaritana allora gli disse: «Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?» Infatti i Giudei non hanno relazioni con i Samaritani. Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: "Dammi da bere", tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell'acqua viva». La donna gli disse: «Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; da dove avresti dunque quest'acqua viva? Sei tu più grande di Giacobbe, nostro padre, che ci diede questo pozzo e ne bevve egli stesso con i suoi figli e il suo bestiame?» Gesù le rispose: «Chiunque beve di quest'acqua avrà sete di nuovo; ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna». La donna gli disse: «Signore, dammi di quest'acqua, affinché io non abbia più sete e non venga più fin qui ad attingere». Gesù le disse: «Va' a chiamare tuo marito e vieni qua». La donna gli rispose: «Non ho marito». E Gesù: «Hai detto bene: "Non ho marito"; perché hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora, non è tuo marito; in questo hai detto la verità». La donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato su questo monte, ma voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna adorare». Gesù le disse: «Donna, credimi; l'ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. Dio è Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità». La donna gli disse: «Io so che il Messia (che è chiamato Cristo) deve venire; quando sarà venuto ci annuncerà ogni cosa».
Gesù le disse: «Sono io, io che ti parlo!» In quel mentre giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che egli parlasse con una donna; eppure nessuno gli chiese: «Che cerchi?» o: «Perché discorri con lei?» La donna lasciò dunque la sua secchia, se ne andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto; non potrebbe essere lui il Cristo?»”

La donna non era soddisfatta e si capisce perché cercava soddisfazione in modi sbagliati. Gesù le risponde che è Lui la soddisfazione totale.
Cosa centra la soddisfazione con l’adorazione? Adoriamo quello che ci dà soddisfazione perché diventa tutto il nostro centro.
Gesù, Lui è il centro della sua soddisfazione.
Quale simbolo dimostra che la donna samaritana ha capito la vera bontà?
Perché lascia la sua secchia.
In Lui aveva trovato la vera bontà.
Esempi pratici: bugie in cui crediamo che Dio non è buono?
Cose che cerchiamo:
- Ogni cosa vogliamo da questa vita è una dimostrazione in piccolo di quello che vogliamo in Dio.
- Il matrimonio è qualcosa di buono quando dimostra al mondo la Sua bontà, comunione, guidare con Santità.
Il problema è che queste cose le trasformiamo in cose che noi adoriamo, le pervertiamo come vogliamo noi, e non cerchiamo l’immagine di Gesù.
Nel matrimonio ci si aiuta a vicenda, servendosi l’uno con l’altro, ed è il riflesso del nostro rapporto con Dio.
Se pensiamo che Dio non è stato buono, diciamo che non riusciamo nelle cose a cui noi vogliamo. Per esempio: “Lui non è abbastanza buono con me”.
Dio ha creato il matrimonio e il lavoro.
Cosa predichiamo ai nostri cuori?

Salmi 34:8 “Provate e vedrete quanto il Signore è buono! Beato l’uomo che confida in lui”.

Provare e vedere quanto Dio è buono.
Noi dobbiamo trovare soddisfazione in Dio e nient’altro.
Se cerchiamo la soddisfazione in qualcos’altro, allora sappiamo che questo è un problema di relazione tra noi e Dio.

GIOVANNI 5:1-47
“Dopo queste cose ci fu una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c'è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Sotto questi portici giaceva un gran numero d'infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici[, i quali aspettavano l'agitarsi dell'acqua; perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l'acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l'acqua era stata agitata era guarito di qualunque malattia fosse colpito].


Là c'era un uomo che da trentotto anni era infermo. Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da lungo tempo stava così, gli disse: «Vuoi guarire?» L'infermo gli rispose: «Signore, io non ho nessuno che, quando l'acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi il tuo lettuccio e cammina». In quell'istante quell'uomo fu guarito; e, preso il suo lettuccio, si mise a camminare.

Quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all'uomo guarito: «È sabato, e non ti è permesso portare il tuo lettuccio». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: "Prendi il tuo lettuccio e cammina"». Essi gli domandarono: «Chi è l'uomo che ti ha detto: "Prendi il tuo lettuccio e cammina?"» Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato, perché in quel luogo c'era molta gente. Più tardi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: «Ecco, tu sei guarito; non peccare più, ché non ti accada di peggio». L'uomo se ne andò, e disse ai Giudei che colui che l'aveva guarito era Gesù. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavano di ucciderlo; perché faceva quelle cose di sabato.

Gesù rispose loro: «Il Padre mio opera fino ad ora, e anch'io opero». Per questo i Giudei più che mai cercavano d'ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù quindi rispose e disse loro: «In verità, in verità vi dico che il Figlio non può da se stesso fare cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa ugualmente. Perché il Padre ama il Figlio, e gli mostra tutto quello che egli fa; e gli mostrerà opere maggiori di queste, affinché ne restiate meravigliati.

Infatti, come il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figlio vivifica chi vuole. Inoltre, il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il giudizio al Figlio, affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità vi dico: l'ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio; e quelli che l'avranno udita, vivranno.

Perché come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figlio di avere vita in se stesso; e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figlio dell'uomo. Non vi meravigliate di questo; perché l'ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori; quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudizio. Io non posso fare nulla da me stesso; come odo, giudico; e il mio giudizio è giusto, perché cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

«Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera. Vi è un altro che rende testimonianza di me; e so che la testimonianza che egli rende di me è vera. Voi avete mandato a interrogare Giovanni, ed egli ha reso testimonianza alla verità. Io però la testimonianza non la ricevo dall'uomo, ma dico questo affinché voi siate salvati. Egli era la lampada ardente e splendente e voi avete voluto per breve tempo godere alla sua luce. Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni; perché le opere che il Padre mi ha date da compiere, quelle stesse opere che faccio, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.

Il Padre che mi ha mandato, egli stesso ha reso testimonianza di me. La sua voce, voi non l'avete mai udita; il suo volto, non l'avete mai visto; e la sua parola non dimora in voi, perché non credete in colui che egli ha mandato. Voi investigate le Scritture, perché pensate d'aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me; eppure non volete venire a me per aver la vita!

Io non prendo gloria dagli uomini; ma so che non avete l'amore di Dio in voi. Io sono venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un altro verrà nel suo proprio nome, quello lo riceverete. Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che viene da Dio solo? Non crediate che io sia colui che vi accuserà davanti al Padre; c'è chi vi accusa, ed è Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza. Infatti, se credeste a Mosè, credereste anche a me; poiché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come crederete alle mie parole?»”

Perché perseguitano Gesù che compie miracoli di sabato?
I giudei stavano sotto la legge e non si poteva lavorare di sabato secondo i comandamenti di Dio.
Loro cercavano la santificazione della comunità ma in modo sbagliato.
I giudei cercavano un motivo per toglierlo di mezzo.
La persecuzione era perché Gesù gli comandava di trasgredire la legge.
Gesù diceva di esser Dio e si dichiarava uguale a Lui.

Il paralitico aveva come obiettivo di entrare nella vasca ed era la sua speranza. La sua speranza non era quella di glorificare Dio. Il paralitico non riconosce Gesù all’inizio.
Dov’è la nostra speranza?
Giovanni il Battista rendeva testimonianza di Lui. Loro non credono nella Parola di Dio, la Parola parla e testimonia di Dio.
Versetto 28 Che cosa significa tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce?

Nel giorno del giudizio, tutti risorgeranno dalle tombe, ma Gesù dividerà chi crede e chi no, Gesù ha già pagato per tutti noi.
Come rendiamo speciale, ciò che Gesù ci ha reso speciali?
Galati 5:1 “Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù.”
Galati 5:13 “Perché, fratelli, voi siete stati chiamati a libertà; soltanto non fate della libertà un'occasione per vivere secondo la carne, ma per mezzo dell'amore servite gli uni agli altri;”
Galati 5:16-18 “Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. 17 Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste. 18 Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge.”
Galati 5:19-21 “Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, 20 idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, 21 invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio.”
Dissolutezza = vita non sobria
Mansuetudine = umile, che non è preso dall’ira.
La prima passione è fare la volontà di Dio.
I giudei pensano che sia attraverso la legge la salvezza. Ma le Scritture parlano di Gesù e bisogna accettarlo per ricever la salvezza.

 

 

IL CORPO

“Ecco perché Cristo, entrando nel mondo, disse: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta,
ma mi hai preparato un corpo; non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato.
Allora ho detto: "Ecco, vengo"(nel rotolo del libro è scritto di me)"per fare, o Dio, la tua volontà"».” (Ebrei 10:5-7)

1. INCARNAZIONE E UMANITÀ
A Natale, Gesù ha preso un corpo umano simile al nostro per compiere un’opera che richiedeva un corpo, cioè offrire il sacrificio di Pasqua che permette la salvezza di chiunque crede!
Gesù non ha disprezzato la condizione umana con un corpo biologico:
“ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce” (Filippesi 2:7-8).
Gesù ha conosciuto i limiti, la debolezza e le sofferenze del corpo umano. Gesù ha accettato di limitarsi e ci chiama ad accettare di essere limitati.
Limitato non significa peccatore, ma incapace di fare tutto.
Gesù è stato stanco, Gesù ha avuto fame, Gesù è stato triste, è stato minacciato dagli uomini e perfino abbandonato dal Padre:
“E, verso l'ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lamà sabactàni?», cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Matteo 27:46).
Gesù ha conosciuto il dolore della crocifissione nel suo corpo. Accettare di sacrificare il proprio corpo non è stato facile per Gesù; ci ricordiamo la sua preghiera a Getsemani:
«Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta». (Luca 22:42)
Pensiamo che era più facile per Lui che per noi, perché era Figlio di Dio, ma siamo diventati figli di Dio per fede in Lui; sacrificare il proprio corpo non è stato una passeggiata per Gesù. Gesù era pienamente umano e pienamente divino.

2. DIO È IL CREATORE DEL CORPO
Ognuno è attaccato al proprio corpo e passiamo tanto tempo per curarlo. Molti piaceri passano per i sensi del corpo e Dio non ci chiama ad una dis-incarnazione col pretesto di diventare più spirituali (Gesù era molto spirituale eppure incarnato)!
Chi disprezza il suo corpo (o quello di un altro) disprezza l’opera del Creatore e dimentica che Dio stesso ha detto, quando ha creato il corpo umano, che era molto buono:
“Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno (Genesi 1:31).
Minimizzare il valore del corpo significa minimizzare l’opera del Creatore e il valore del sacrificio di Gesù. Il corpo fa parte di un insieme dove è collegato all’anima e allo spirito. Nel progetto di Dio, lo spirito umano guida l’anima che decide per il corpo. Il peccato ha rovinato questo progetto e l’anima ha preso il potere e il corpo impone i suoi desideri peccaminosi.
Il Sacrificio di Gesù permette allo spirito umano di ritrovare il contatto con lo Spirito Santo e di riprendere il potere, cioè incanalare l’anima e il corpo. Diventare cristiano non significa rinunciare al corpo, ma rinunciare all’imperialismo del corpo.

3. NON UCCIDERE!
I terroristi disprezzano la vita umana e fanno quello che Dio ha vietato, cioè uccidere il prossimo (Esodo 20:13). Il terrorismo è diabolico, perché non fa caso della vita umana e uccide a caso. Le notizie di guerre, di terrorismo, di catastrofe mostrano tanti morti e ci abituiamo al crimine; uccidere il prossimo alimenta la cronaca quotidiana e chi se ne frega più?
Il suicidio è anche un insulto al Creatore del corpo umano. Paolo non promuoveva il suicidio quando scriveva: “Infatti per me il vivere è Cristo e il morire guadagno” (Filippesi 1:21).
Infatti, Paolo non si è suicidato; voleva solo dire che la vita nel mondo è molto dura e che si rallegrava di essere riunito a Cristo, nel futuro. Gesù non si è suicidato; aveva il potere di dare la sua vita e di riprenderla:
“Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita per riprenderla poi. Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Quest'ordine ho ricevuto dal Padre mio». (Giovanni 10:17-18)
La morte dimora un nemico e non è mai un amico: “L'ultimo nemico che sarà distrutto sarà la morte” (1 Corinzi 15:26).
La morte è lo strumento del diavolo e Gesù è venuto per distruggere le opere del diavolo: “Colui che persiste nel commettere il peccato proviene dal diavolo, perché il diavolo pecca fin da principio. Per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo” (1 Giovanni 3:8).
La risurrezione di Gesù esprime la vittoria della vita sulla morte. Questa vittoria ha alimentato la speranza dei cristiani di tutti i tempi: tutto non si ferma con la morte del corpo; c’è una vita dopo la vita:
“Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti. Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti” (1 Corinzi 15:20-21).


4. A CHE COSA SERVE IL CORPO?
1) Dio ha voluto farne un tempio per lo Spirito Santo
2) Dio ha voluto farne uno strumento per il Suo servizio e quello degli esseri umani.
“Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (1 Corinzi 6:19-20).
Il corpo umano è un vaso di terra (materiale) che Dio ha scelto per mettervi il suo Spirito Santo: “Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi” (2 Corinzi 4:7).
“Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi” (1 Corinzi 3:16-17).
Gesù ci chiama ad avere il coraggio di morire per Lui, se necessario; si chiama martirio! “Chi avrà trovato la sua vita la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà” (Matteo 10:39).
Tanti cristiani perdono il loro corpo perché sono perseguitati per la loro fede. Gesù ci assicura che ritroveranno la loro vita. Non dobbiamo avere paura di chi può solo uccidere il nostro corpo: “E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può far perire l'anima e il corpo nella geenna” (Matteo 10:28).
Temere Dio= Rispettare Dio (non averne paura). I desideri del corpo occupano la gente del mondo, ma Gesù ci de-preoccupa dei bisogni del corpo e afferma che Dio provvederà per noi: “Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate” (Matteo 6:8).

5. CAMMINATE SECONDO LO SPIRITO
Il peccato ha allontanato lo Spirito Santo dalla vita umana, ma il sacrificio di Gesù ci riscatta e Gesù, dopo la sua risurrezione, ha soffiato sui discepoli dicendo:
“Ricevete lo Spirito Santo!”: “Allora Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi». Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo” (Giovanni 20:21-22).
Siamo stati salvati, ricreati e rigenerati per ricevere lo Spirito Santo nel nostro corpo. La bibbia chiama “carne” i desideri del corpo e dell’anima; questi desideri sono imperialisti e schiavizzano tanta gente. Dio ci chiama a crocifiggere i desideri del corpo e dell’anima, non il corpo! I desideri dello Spirito Santo sono incompatibili con i desideri della carne: “Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste” (Galati 5:16-17).

6. L’AGNELLO DEL SACRIFICIO DI PASQUA
Quando Giovanni battista ha visto Gesù, per la prima volta, ha riconosciuto l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo:
“Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!” (Giovanni 1:29).
Si riferiva all’agnello che veniva sacrificato alla Pasqua ebraica:
“Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, dell'anno; potrete prendere un agnello o un capretto. Lo serberete fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta la comunità d'Israele, riunita, lo sacrificherà al tramonto. Poi si prenda del sangue d'agnello e lo si metta sui due stipiti e sull'architrave della porta delle case dove lo si mangerà” (Esodo 12:5-7).
Non è a caso che Gesù sia stato sacrificato a Pasqua! Né l’incarnazione né il sacrificio di Gesù è un idea filosofica. Gesù non è stato virtuale ma reale. Sono dei fatti storici che si sono iscritti nello spazio-tempo. Dio ci promette l’eternità e la vita eterna non si svolgerà nello spazio-tempo, ma nella dimensione spirituale.
Intanto viviamo la nostra umanità nello spazio-tempo secondo il progetto di Dio. Il mondo non conosce il progetto di Dio e vive il progetto del diavolo; il diavolo ha un obiettivo solo, cioè ammazzare ognuno:
“Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere;” (Giovanni 10:10a).
Il ladro pensava che ammazzando Gesù avrebbe potuto regnare sul mondo, ma non sapeva che Dio aveva preparato il contrario; non sapeva che stava per essere vinto!

7. LA CENA DEL SIGNORE
Gesù ci ha lasciato un segno dell’alleanza che ha sigillata con noi mediante l’offerta del suo corpo e del suo sangue, cioè la Cena del Signore. Quando beviamo vino, beviamo vino; quando mangiamo pane, mangiamo pane. Il vino non è magicamente trasformato in sangue e il pane non viene trasformato in corpo di Gesù.
Il vino e il pane sono simboli, ma simboli di una realtà iscritta nello spazio-tempo. Mentre i sacrificatori della vecchia alleanza ripetevano ogni anno il sacrificio dell’agnello pasquale, il sacrificio di Gesù è valido una volta per sempre: “Secondo la legge, quasi ogni cosa è purificata con sangue; e, senza spargimento di sangue, non c'è perdono. Era dunque necessario che i simboli delle realtà celesti fossero purificati con questi mezzi. Ma le cose celesti stesse dovevano essere purificate con sacrifici più eccellenti di questi.
Infatti Cristo non è entrato in un luogo santissimo fatto da mano d'uomo, figura del vero; ma nel cielo stesso, per comparire ora alla presenza di Dio per noi; non per offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote, che entra ogni anno nel luogo santissimo con sangue non suo. In questo caso, egli avrebbe dovuto soffrire più volte dalla creazione del mondo; ma ora, una volta sola, alla fine dei secoli, è stato manifestato per annullare il peccato con il suo sacrificio.
Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza (Ebrei 9:22-28).
Dio aveva comandato di non bere il sangue degli animali e Gesù non ci chiede di bere il suo sangue. Non siamo cannibali o ematofagi! Il sangue è associato alla vita e Gesù ci offre la vera vita. Bere il vino significa discernere la vita che Gesù ci offre.

8. CORPO E SESSUALITÀ
La sessualità si vive nel corpo e Dio l’ha voluta. Dio ci chiede di viverla nel modo giusto e con il partner giusto. La sessualità non è un peccato tollerato! È così bella che Paolo la paragona all’unione della chiesa e di Gesù: “Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diverranno una carne sola. Questo mistero è grande; dico questo riguardo a Cristo e alla chiesa” (Efesini 5:31-32).
Il diavolo prova a banalizzare e a saccheggiare la sessualità limitandola all’erotismo. C’è tanta confusione (omosessualità, pedofilia, fornicazione, masturbazione, sodomia, ecc.) a proposito della sessualità, nel mondo, ma Dio non è Dio di confusione: “perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace” (1 Corinzi 14:33). Dio ci chiama ad avere un’idea chiara del nostro corpo e della sessualità. La Bibbia ne parla, ma quello che dice non fa piacere alla nostra vecchia natura (cioè alla carne ribelle). La sessualità serve alla riproduzione e all’attaccamento dei coniugi; è cemento della coppia. Non sprecarla. Non è necessario scoprirla prima del matrimonio e non è necessario di acquistare esperienza con molti partner.
L’istinto sessuale è forte e ognuno deve imparare l’autocontrollo.
Nessuno deve essere schiavo/a delle sue pulsioni sessuali. Il piacere si prepara in due e si vive in due. La vita di coppia richiede tempo, pazienza e autocontrollo. Non a caso, Paolo menziona l’autocontrollo nel frutto dello Spirito: “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; (Galati 5:22).

9. LA RISURREZIONE DI GESÙ E DEI CRISTIANI
La risurrezione di Gesù è quella del suo corpo. L’anima e lo spirito di Gesù non sono morti sulla croce, il corpo, invece si! Dio ha risuscitato il corpo di Gesù e Tommaso l’ha toccato: “Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!» (Giovanni 20:27-28).
Gesù risuscitato ha anche mangiato cibo materiale: “Ma siccome per la gioia non credevano ancora e si stupivano, disse loro: «Avete qui qualcosa da mangiare?» Essi gli porsero un pezzo di pesce arrostito; egli lo prese, e mangiò in loro presenza” (Luca 24:41-43). Tuttavia, il giorno dell’Ascensione, il corpo di Gesù è stato trasformato. Il rapimento di Gesù (Ascensione) prefigura il rapimento della chiesa. I corpi spirituali sono diversi dai corpi naturali: “Così è pure della risurrezione dei morti. Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile; è seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; è seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale. Se c'è un corpo naturale, c'è anche un corpo spirituale” (1 Corinzi 15:42-44).
Paolo insegna che saremo trasformati in un batter d’occhio: “Ora io dico questo, fratelli, che carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio; né i corpi che si decompongono possono ereditare l'incorruttibilità.
Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità” (1 Corinzi 15:50-53).

10. LA CASA DEGLI SPIRITI IMMONDI (DEMONI)
I spiriti immondi cercano di incarnarsi cioè ad entrare in un corpo, ma se il corpo è già abitato dallo Spirito Santo, non possono farlo. Invece, se è “vuoto”, forzano il passaggio per entrare: “«Quando lo spirito immondo esce da un uomo, si aggira per luoghi aridi cercando riposo e non lo trova. Allora dice: "Ritornerò nella mia casa da dove sono uscito"; e quando ci arriva, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va e prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, i quali, entrati, vi prendono dimora; e l'ultima condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa malvagia generazione»” (Matteo 12:43-45).
C’è un mondo spirituale spesso ignorato che agisce attorno a noi, ma tutte le potenze spirituali ostili a Dio sono state vinte quando Dio ha reso la vita a Gesù e l’ha innalzato al di sopra di ogni cosa: “Questa potente efficacia della sua forza egli l'ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra nel cielo, al di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro. Ogni cosa egli ha posta sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa, che è il corpo di lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti” (Efesini 1:20-23).
La vittoria di Gesù, a Pasqua, ha spodestato tutti gli spiriti maligni: “ha spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce” (Colossesi 2:15). Una parte importante del ministero di Gesù è stata di liberare esseri umani posseduti o legati da potenze demoniache. Gesù ha anche mandato i suoi discepoli ad esercitare la stessa autorità: “Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire qualunque malattia e qualunque infermità” (Matteo 10:1). Ci vogliono cristiani esperimentati per esorcizzare!

11. LA CHIESA È IL CORPO DI GESÙ
La Chiesa è il corpo di Gesù sulla terra. Questo significa che Gesù continua a essere incarnato nel corpo dei suoi fratelli e sorelle, cioè noi! “Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; è lui il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato” (Colossesi 1:18). “Senza attenersi al Capo, da cui tutto il corpo, ben fornito e congiunto insieme mediante le giunture e i legamenti, progredisce nella crescita voluta da Dio” (Colossesi 2:19). “Ogni cosa egli ha posta sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa, che è il corpo di lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti” (Efesini 1:22-23).
La parola “Capo” significa entrambi, la testa e il boss! Un corpo è un’assieme che è coordinato dalla testa; così è la Chiesa. Se la mano non è più nel corpo, non ubbidisce più alla testa e non serve più a niente; è morta! Ogni cristiano dipende dagli altri e non deve staccarsi dal corpo; niente individualismo!

12. PERCHÉ UN SACRIFICIO?
Dimora che Dio sembra crudele chiedendo un prezzo così caro per il peccato. Come mai Dio così sanguinario e non si soddisfa di niente se non del sangue del proprio figlio: Gesù? La storia del popolo d’Israele era marcata dal ritmo sostenuto di numerosi sacrifici come se Dio fosse assetato di sangue. Come mai, il Dio che dà la vita richiede sacrifici di corpi animali? Che senso hanno questi sacrifici? Quando Adamo ed Eva hanno peccato, si sono fatti vestiti di foglie di fico, ma Dio li ha rivestiti di indumenti di pelle: “Dio il SIGNORE fece ad Adamo e a sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì” (Genesi 3:21). Per fare tuniche di pelle, Dio ha dovuto spargere il sangue di animali. I vestiti, nella Bibbia rappresentano la giustizia: “State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia;” (Efesini 6:14).
La Giustizia “man-made”, cioè il frutto del suo lavoro, non soddisfa la santità di Dio. Dio provvede a una giustizia che prefigura il sacrificio di Gesù. Risuscitando Gesù, Dio ha dichiarato che il sangue del suo sacrificio può perdonare i peccati.
Il messaggio è: lo stipendio del peccato è la morte e il prezzo della giustificazione è la vita. Gesù ha dato la sua vita per noi, cioè ha pagato a pieno il prezzo dei nostri peccai. Gesù è degno di essere chiamato “Salvatore”, perché è Lui che ci salva dai nostri peccati: “Ella partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati»” (Matteo 1:21).
Il nome di Gesù (Yehoshua) significa “Dio salva”, perciò l’angelo aveva annunciato a Giuseppe il nome del bambino.

 

 

LA FEDE CRISTIANA

1. Quale fede nel mio oggi?
“Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà” Gesù le disse: “Tuo fratello risusciterà». Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?» Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo”. (Giovanni 11:21-27).
Marta ha una certa fede e crede cose vere che confessa con la bocca:
• Crede che Dio risponde sempre a Gesù.
• Sa che Lazzaro risusciterà.
• Crede che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio.
Ma Marta non può immaginare la risurrezione del suo fratello oggi! La sua fede è limitata. Dio ci chiama ad avere una fede illimitata, perché Lui è illimitato. La fede di Marta non la fa uscire dalla sua tristezza; la fede di Marta non ha nessun’impatto sul suo presente. Se la mia fede non mi aiuta a vivere meglio oggi, non serve a gran che!

2. Gesù troverà fede sulla terra?
«Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Luca 18:8).
La nostra società è piena di riferimenti alla vita di Gesù e la letteratura menziona fatti biblici. Quasi tutti hanno una Bibbia a casa; certi la leggono. Tutta la morale occidentale sembra venire della Bibbia e la religione ha organizzato quasi tutto! Ci sono opere caritative, i diritti dell’uomo sono rispettati, i più poveri sono assistiti, ecc., ma Gesù chiede se troverà fede, quando verrà! Sembra che tutta la società si sia organizzata per vivere una buona morale senza fede! In questo brano, Gesù menziona chiaramente che verrà! Gesù ha promesso che sarebbe risuscitato ed è veramente risuscitato; Gesù ha promesso che verrà e verrà certamente! A che punto il ritorno di Gesù influisce la nostra quotidianità? La fede è di vivere il presente nella prospettiva del ritorno di Gesù. Lasciamo il futuro (invece del passato) condizionare il nostro presente!

3. Il Dio dell’impossibile
“Gesù fissò lo sguardo su di loro e disse: «Agli uomini questo è impossibile; ma a Dio ogni cosa è possibile»” (Matteo 19:26). Il concetto umano dell’impossibile è fondato sulle nostre osservazioni dei fenomeni naturali. Gli scienziati hanno modellizzato questi fenomeni e generato delle leggi come la legge della gravità espressa da Isacco Newton e allargata da Alberto Einstein. Non abbiamo (ancora) osservato che una pietra possa partire dal suolo e innalzarsi nell’aria senza l’intervento di una forza esterna e concludiamo che è impossibile! La nostra conclusione è fondata sull’esperienza del passato, esperienza necessariamente limitata! Dovremmo avere più umiltà e riconoscere che è soltanto poco probabile, ma non impossibile. Dio sa come utilizzare le leggi della natura in modi che ci sorprendano e che chiamiamo “impossibile”. Dio ha delle risorse sconosciute da noi e la fede lo riconosce umilmente!
La fede non crede tutto; la fede crede quello che Dio dice. Ascoltare e riconoscere la voce di Dio è indispensabile. Ci vuole conoscenza delle Scritture e discernimento!

4. Fede che guarisce?
Dio vuole la guarigione dei ammalati, dei paralitici, dei cancerosi, dei ciechi, ecc. Nel suo ministero terrestre, Gesù ne ha guarito parecchi e ha mandato i suoi discepoli con questo ordine:
“Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino». Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Matteo 10:7-8).
“E, partiti, predicavano alla gente di ravvedersi; scacciavano molti demòni, ungevano d'olio molti infermi e li guarivano” (Marco 6:12-13).
“La preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà; se egli ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati” (Giacomo 5:15).
Come mai, gli ammalati per i quali preghiamo e che ungiamo d’olio non guariscono tutti? Le risposte facile sono “il malato non aveva abbastanza fede!”, “chi pregava non aveva abbastanza fede!” o “non era la volontà di Dio!”, ecc. Ci forza a riflettere! La nostra fede non può costringere Dio a compiere la nostra volontà (anche quando è generosa). Non c’è un modo di pregare che Dio ascolta e un modo di pregare che Dio non ascolta; non c’è una formula magica! Forse pensiamo che se Dio fa di noi uno strumento per la guarigione dei malati siamo migliori degli altri o più spirituali! Non è così! La guarigione del corpo è solo un aspetto dell’armonizzazione globale; per Gesù la guarigione dello spirito è più importante di quella del corpo. Quando lo spirito è guarito, il corpo guarisce anche lui.

5. La fede agisce
La parola “fede” è scritta 252 volte nel NT, mentre si trova solamente 14 volte nell’AT. La fede è quasi specifica del NT. La fede è personale; nessuno può credere per un’altra persona. Non si può fare riserve di fede; la fede è come la manna che bisognava raccogliere ogni giorno e che non si conservava per l’indomani! C’è una differenza tra fede e credenza. La fede è spirituale, la credenza è intellettuale. La fede fa agire; la fede d’Abraamo l’ha fatto agire. Tanta gente pensa di essere cristiana soltanto perché ha una credenza, ma la loro credenza non li fa agire. La fede ci mette in rapporto con Dio; una credenza ci mette in rapporto con una morale o una religione. Tutti gli eroi della fede, in Ebrei 11, hanno avuto una fede che operava in loro o attraverso di loro! Ci sono dati come esempi da imitare!
“Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa. Al contrario uno potrebbe dire: Tu hai la fede ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. Tu credi che c'è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza valore? Abramo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere, quando offrì Isacco, suo figlio, sull'altare? Vedi che la fede cooperava con le opere di lui, e che per le opere quella fede divenne perfetta” (Giacomo 2:17-22).

6. Fare crescere la fede
“Noi dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, fratelli, com'è giusto, perché la vostra fede cresce in modo eccellente, e l'amore di ciascuno di voi tutti per gli altri abbonda sempre di più;” (2 Tessalonicesi 1:3).
La fede cresce; da piccola, può diventare grande! Di che grandezza è la tua fede? Ai discepoli spaventati nella tempesta, Gesù diceva "Uomini di poca fede!". In altre parole, Gesù diceva che avere paura non serve, ma avere fede serve a cambiare le circostanze della vita. Prima di tutto la fede dovrebbe servire a non spaventarsi quando le circostanze della vita ci sono ostile. Poi la fede dovrebbe anche servire a cambiare queste circostanze. A che cosa serve la nostra fede? Per certi, la fede è solo una dichiarazione che non serve a niente, come un vecchio fucile arrugginito in un museo di guerra! Se la nostra fede è arrugginita, non ci serve e Dio ci chiama a togliere la ruggine per renderla operativa!
“Infatti, in Cristo Gesù non ha valore né la circoncisione né l'incirconcisione; quello che vale è la fede che opera per mezzo dell'amore” (Galati 5:6). La fede di Gesù operava grandi miracoli.
Per crescere, la fede deve essere nutrita e lo cibo necessario è la Parola di Cristo: “Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo” (Romani 10:17).
“Ma egli rispose: «Sta scritto: "Non di pane soltanto vivrà l'uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio"».” (Matteo 4:4).
La parola di Dio è cibo per la fede!

7. Il dubbio
I Giudei avevano visto parecchi segni miracolosi compiuti da Gesù, ma non credevano: “Sebbene avesse fatto tanti segni miracolosi in loro presenza, non credevano in lui” (Giovanni 12:37).
Vedere è un verbo della sfera dei sensi, non della sfera dello spirito. Tommaso ha visto con i suoi occhi, ma Gesù afferma che bisogna credere senza vedere: “Poi [Gesù] disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». Tommaso gli rispose: «Signore mio e Dio mio!» Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»” (Giovanni 20:27-29).
Abbiamo spesso un po' di disprezzo per Tommaso che non credeva alla testimonianza degli altri discepoli che avevano visto Gesù risuscitato dai morti, ma ci spetta analizzare se non c'è anche in noi un po' d'incredulità e ascoltare la voce di Gesù "Non essere incredulo/a!”

8. Salvati mediante la fede
Paolo insiste sul ruolo della fede per ottenere la salvezza:
“Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi: è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo” (Efesini 2:8-10). Opposizione tra fede e opere.

9. Perché credi in Dio?
La dogmatica si rapporta a quello che crediamo, mentre l'apologetica si rapporta ai motivi per i quali crediamo? Perché crediamo? Dio ci chiama a uno sforzo intellettuale per definire perché crediamo. La testimonianza cristiana non esprime in che cosa (o in chi) crediamo, ma perché crediamo: “ma glorificate il Cristo come Signore nei vostri cuori. Siate sempre pronti a rendere conto della speranza che è in voi a tutti quelli che vi chiedono spiegazioni. Ma fatelo con mansuetudine e rispetto, e avendo una buona coscienza; affinché quando sparlano di voi, rimangano svergognati quelli che calunniano la vostra buona condotta in Cristo” (1Pietro 3:15-16). Quello che tocca il cuore non è il contenuto dogmatico, ma la testimonianza: "Io credo, perché..."! “Non credo perché i miei genitori credono, ma credo perché ho fatto e faccio tuttora esperienze di fede”.
Il cieco guarito da Gesù non spiega nessuna dottrina, ma testimonia della sua esperienza con Gesù:
“Essi [i capi religiosi] dunque chiamarono per la seconda volta l'uomo che era stato cieco, e gli dissero: «Dà gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore». Egli dunque rispose: «Se egli sia un peccatore, non lo so; una cosa so: che ero cieco e ora ci vedo» (Giovanni 9:24-25). Questo uomo rendeva conto della sua fede con un argomento incontestabile. La gente contesta i dogmi, ma non può contestare una testimonianza che esprime un'esperienza di vita.
Gesù ci manda come testimoni: “Quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; e anche voi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio” (Giovanni 15:26-27).
Il cieco guarito testimoniava: "Credo, perché ero cieco e adesso vedo!". E noi sappiamo dire perché crediamo? La Chiesa di Gesù non ha l'impatto che aveva al primo secolo, perché non sa rendere testimonianza di cambiamenti significativi. Quanta gente di buona volontà "crede" soltanto perché teme di essere esclusa dalla vita eterna o per non creare problema nella famiglia.

10. Non essere credulone
Nei primi secoli, ci sono stati parecchi sviamenti dal vangelo, perché c'era ignoranza delle Scritture e una credulità infantile. Dobbiamo riconoscere che non è facile di credere solo a quello che è giusto. Chi non crede a niente non si lascia perturbare da favole, ma chi crede stenta a definire i limiti della sua fede. Abbiamo bisogno di discernimento e di sana conoscenza per non ricevere le tante eresie che vanno in giro per il mondo. Paolo scriveva del vescovo (pastore) che deve essere: “attaccato alla parola sicura, così come è stata insegnata, per essere in grado di esortare secondo la sana dottrina e di convincere quelli che contraddicono. Infatti vi sono molti ribelli, ciarloni e seduttori delle menti, specialmente tra quelli della circoncisione, ai quali bisogna chiudere la bocca;” (Tito 1:9-10).
Badate ai ciarloni e ai seduttori! Dobbiamo definire che cosa crediamo e che cosa non crediamo, cioè la dottrina. Questo significa studiare la Bibbia a lasciare lo Spirito Santo insegnarci la verità.

11. Il crogiolo delle prove
“Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell'oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo” (1Pietro 1:6-7).
La fede è spesso come un minerale che contiene impurità e che bisogna raffinare col fuoco. Il fuoco permette di sciogliere l'oro e di eliminare le impurità solide. La fede passa attraverso delle prove dolorose per essere pronta al giorno della manifestazione di Gesù.
Le prove non fanno piacere a chi è provato, ma sono indispensabili per eliminare le cose inutili che inquinano la fede. L'artigiano di questa eliminazione è Dio stesso. Non lo fa per sadismo.
Le prove che ognuno deve affrontare non arrivano per caso, ma Dio le permette per raffinare la nostra fede. In questa prospettiva, ci spetta smettere di lamentarci ogni volta che siamo afflitti da svariate prove. Le nostre prove hanno un senso e Dio ci chiama a scoprirlo.
Nessuna prova scappa al controllo di Dio e possiamo avere fiducia in Lui per superarle. Possiamo perfino rallegrarci di servire Dio che raffina la nostra fede nel crogiolo delle prove. A questo proposito, c'è qualche insegnamento nella storia del popolo d'Israele nel deserto.
La prova ha durato 40 anni a causa dell'incredulità e della disobbedienza del popolo: “Infatti, chi furono quelli che dopo averlo udito si ribellarono? Non furono forse tutti quelli che erano usciti dall'Egitto, sotto la guida di Mosè? Chi furono quelli di cui Dio si disgustò per quarant'anni? Non furono quelli che peccarono, i cui cadaveri caddero nel deserto? A chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che furono disubbidienti? Infatti vediamo che non vi poterono entrare a causa della loro incredulità” (Ebrei 3:16-19).
L'incredulità è il contrario della fede. Nonostante tutti i segni che Dio aveva compiuto in Egitto (10 piaghe), il passaggio miracoloso del Mare Rosso e la provvidenza di Dio, il cuore umano (la carne) non aveva fede in Dio.

12. Vivere per fede, non per sentimenti
“«Ancora un brevissimo tempo e colui che deve venire verrà, e non tarderà; ma il mio giusto per fede vivrà; e se si tira indietro, l'anima mia non lo gradisce». Ora, noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per ottenere la vita” (Ebrei 10:37-39).
La fede riceve le promesse, l'insegnamento e gli avvertimenti di Dio contro ogni evidenza visibile. L'uomo e la donna di fede credono che Dio li ama e ha un progetto fantastico per la loro vita.
A causa dei nostri peccati e del messaggio della nostra coscienza che ribadisce "Sei colpevole", pensiamo che il progetto di Dio è di castigarci.
Ci sentiamo indegni di un progetto fantastico! Quello che sentiamo c'inganna. I sentimenti sono spesso contrari alla fede; il giusto non vivrà per i suoi sentimenti, ma per fede in Dio! I sentimenti appartengono alla dimensione dell'anima, ma la fede appartiene alla dimensione dello spirito. Se confessiamo di vivere secondo lo Spirito, non camminiamo più secondo la carne (l'anima). L'imperialismo dei sentimenti inganna parecchi cristiani e il crogiolo delle prove serve a separare quello che è dallo spirito (la fede) da quello che è dall'anima (le emozioni).
Dio non è contrario alle emozioni, ma è contrario al loro imperialismo.
Dio non ci chiama ad essere schiavi dei nostri sentimenti. Chi segue quello che il suo cuore dice, dovrebbe ricordarsi che un cuore malvagio non guida nessuno verso il progetto di Dio!
“Infatti la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore. E non v'è nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto” (Ebrei 4:12-13).
L'essere umano carnale è guidato dai suoi sentimenti e dai suoi pensieri (l'anima); i cristiani nati di nuovo (l'essere umano spirituale) è guidato dalla parola di Dio.

13. Cibo per la fede
“Ma non tutti hanno ubbidito alla buona notizia; Isaia infatti dice: «Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?» Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo” (Romani 10:16-17).
Le forze fisiche vengono dallo cibo che mangiamo, ma la fede viene dalla parola di Cristo. Ecco perché è così importante ascoltare la parola di Cristo. La parola di Cristo non ci parla di morale, ma di grazia.
Chi non ascolta la parola di Cristo, ascolta la voce della morale!
La morale pesca criteri di vita nella legge. L'uso comune (ma sbagliato) della legge è l'auto giustificazione e il giudizio del prossimo (la morale).
La grazia non è contraria alla legge di Mosè; entrambi procedono dallo stesso Dio santo, misericordioso e sapiente.
La grazia è contraria all'uso sbagliato della legge. L'uomo carnale fa un uso sbagliato della legge e non riceve la grazia. L'uomo spirituale riceve la grazia, per fede, ed è liberato dall'uso sbagliato della legge.
La predicazione della grazia è il lieto messaggio del vangelo; la parola di Cristo è parola di grazia:
“Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo” (Giovanni 1:17).
“Stava ancora parlando quando venne uno della casa del capo della sinagoga a dirgli:
"Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro". Ma Gesù che aveva udito rispose:
"Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata". (Luca 8:49-50).
“Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori, e incontratolo gli disse: "Tu credi nel Figlio dell'uomo?". Egli rispose: "E chi è, Signore, perché io creda in lui?". Gli disse Gesù:
"Tu l'hai visto: colui che parla con te è proprio lui". Ed egli disse: "Io credo, Signore!". E gli si prostrò innanzi” (Giovanni 9:35-38).

Sentiamo Gesù dire agli ammalati: la tua fede ti ha salvato/a:
1. “Ed ecco una donna, che soffriva d'emorragia da dodici anni, gli si accostò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Pensava infatti: "Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita". Gesù, voltatosi, la vide e disse: "Coraggio, figliola, la tua fede ti ha guarita". E in quell'istante la donna guarì” (Matteo 9:20-22).
2. “Allora Gesù gli disse: "Che vuoi che io ti faccia?". E il cieco a lui: "Rabbunì, che io riabbia la vista!". E Gesù gli disse: "Va', la tua fede ti ha salvato". E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada” (Marco 10:51-52).
3. “Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va' in pace!» (Luca 7:48-50).
4. “Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci [leprosi]? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?». E gli disse: «Alzati e va'; la tua fede ti ha salvato!» (Luca 17:17-19).
5. “All'udire questo Gesù restò ammirato e rivolgendosi alla folla che lo seguiva disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito” (Luca 7:9-10).
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Piccola fede in un grande Dio

Come una semenza di senape
“Se voi non avete fede, certo, non potrete sussistere” (Isaia 7:9b).
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Dire che il giusto (giustificato) vivrà per fede significa che non c'è alternativa. Vivere per fede no è riservato a pochi cristiani impegnati, ma è il modo di vita normale per tutti i cristiani nati di nuovo. La fede è totalmente straniera alla carne; la fede appartiene alla dimensione spirituale.
- “Gesù udì che lo avevano cacciato fuori; e, trovatolo, gli disse: «Credi nel Figlio dell'uomo?» Quegli rispose: «Chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gesù gli disse: «Tu l'hai già visto; è colui che ti sta parlando». Egli disse: «Signore, io credo». E l'adorò. (Giovanni 9:35-38).
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“E Gesù gli disse: «Dici: "Se puoi!" Ogni cosa è possibile per chi crede». Subito il padre del bambino esclamò: «Io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità»” (Marco 9:23-24).
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Opposizione tra fede e razionalità
Evangelizzare è un comandamento e non è riservato a pochi che hanno un ministero specifico. Ogni cristiano nato di nuovo è un missionario e ogni persona non convertita è un campo di missione.

 

DA PRINCIPIO NON ERA COSÌ

“Essi gli dissero: «Perché dunque Mosè comandò di darle un atto di ripudio e di mandarla via?» Egli [Gesù] disse loro: «Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandare via le vostre mogli; ma da principio non era così.” (Matteo 19:7-8)

1. Normale e anomalo
Conosciamo il mondo presente che è la conseguenza dalla scelta sbagliata di Adamo ed Eva. Stentiamo a immaginare come era il mondo da principio, cioè prima del peccato. Che cosa è normale e che cosa è anomalo? Per il nostro “buon senso” condizionato dal peccato, il peccato è normale, ma per Dio è proprio il contrario. Il regno di Dio sembra anomalo ai peccatori. Per loro, i valori del Regno di Dio sono anomali e li rigettano! Vivere il regno di Dio nel mondo significa accettare di non essere normali agli occhi dei peccatori. Agli occhi di chi vogliamo essere normali, a quelli di Dio o a quelli del mondo? C'è un'incompatibilità di fondo tra il Regno di Dio e il mondo! Vivere il Regno di Dio nel mondo significa accettare di essere considerati dal mondo come anomali. Gesù era talmente anomalo che il mondo l'ha ucciso. L'anomalia disturba, perché provoca una riflessione. La pecora nera disturba e viene accusata da tutti i problemi del gregge. Per il mondo, Gesù era fuori specificazione! Per i cristiani, Gesù è il modello da imitare.

2. Decondizionamento e ricondizionamento
Mosè ha dovuto dare leggi a causa della durezza del cuore umano corrotto. Un cuore duro è un cuore che considera il mondo odierno come normale e Dio come anomalo. Un cuore duro è un cuore che rifiuta di uscire dal suo modo di funzionare anomalo agli occhi di Dio! Un cuore duro è un cuore così arrogante che rifiuta la parola di Dio! Mosè viveva in mezzo a un popolo ribelle e arrogante. Il cuore del popolo d'Israele era diventato duro e il popolo non ne era minimamente consapevole. Perciò Dio ha dato precetti per limitare i danni. Da quando Gesù è venuto su questa terra, Dio non si accontenta di limitare i danni. Il sacrificio di Gesù Cristo è potente per strappare gli esseri umani alla loro corruzione e trasportarli nel Regno di Dio:
“Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio. In lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. Egli è l'immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura;” (Col 1:13-15).
Per questo motivo la nuova alleanza, il patto sigillato dal sangue di Gesù ci libera dal potere delle tenebre che condiziona il mondo. Convertirsi significa intraprendere un processo di decondizionamento e ricondizionamento.
Ci vuole un bel po' di umiltà per riconoscere che siamo corrotti e che il peccato ci condiziona. La gente del mondo, animata dallo spirito del mondo, cioè il diavolo, vuole sempre avere ragione. Il mondo si considera normale! Chi si misura al calibro del mondo considera il peccato come normale e Dio come anomalo. Chi si misura al calibro di Dio considera il peccato come anomalo e si ravvede. Ravvedersi significa riconoscere di non avere sempre ragione.

3. Ho sempre ragione
L'essere umano corrotto si costruisce un dio alla sua immagine, un dio che non disturba la sua realtà anomala. Dio ci aveva creati alla sua somiglianza e il peccato ha rovinato la creazione e le creature (noi) al punto che abbiamo perso il divino (la dimensione spirituale). Gesù, il divino, è venuto sulla terra per renderci il divino. Chi nasce di nuovo cambia i suoi riferimenti e si lascia metamorfosare dallo Spirito Santo. Chi non è nato di nuovo vive secondo i riferimenti del mondo e non si lascia trasformare. Chi non è nato di nuovo ha il cuore duro! La gente del mondo ha il cuore così duro che dichiara di non avere bisogno di cambiare! La gente del mondo è così indurita che pretende di avere sempre ragione. Essa considera che Dio ha torto!
Gesù è il modello dell'essere umano non corrotto, cioè del essere umano da principio. Gesù è l’uomo creato all'immagine di Dio e il primogenito tra molti fratelli. Gesù ci offre di nascere di nuovo e di riprogrammare la nostra vita. Gesù ci libera dall'egocentrismo arrogante. Vogliamo assomigliare a Gesù e essere considerati anomali o vogliamo assomigliare a Adamo e essere considerati come normali dagli esseri umani?

4. Venga il tuo Regno
I figli e le figlie di Adamo utilizzano la legge (la conoscenza del bene e del male) come riferimento; i figli di Dio, in Gesù Cristo, utilizzano la grazia come riferimento. I figli di Adamo chiedono "È lecito?", i figli di Dio chiedono " È utile?": “Ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa edifica. Nessuno cerchi il proprio vantaggio, ma ciascuno cerchi quello degli altri” (1 Corinzi 10:23-24).
I figli di Adamo cercano il proprio vantaggio, mentre i figli di Dio cercano il vantaggio degli altri a scapito del proprio! La legge (venuta per mezzo di Mosè) è stata data per la vita del gruppo, la Grazia (venuta per mezzo di Gesù) è stata data per la vita di ogni individuo. Assieme gli individui formano il gruppo!
Bramiamo il regno di Dio, perché nel mondo i cristiani nati di nuovo sono una minoranza e la maggioranza decide per tutti (democrazia). Siamo nel mondo, ma non del mondo. Ognuno di noi, nel suo piccolo, può già vivere il Regno di Dio con le risorse dello Spirito Santo.
Il Regno di Gesù non è di questo mondo: “Gesù rispose: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui»” (Giovanni 18:34-36).
Si, si, siamo stranieri sulla terra: “Tutti costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse, ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra. Infatti, chi dice così dimostra di cercare una patria;” (Ebrei 11:13-14). Il mondo è xenofobo e rigetta gli stranieri!

5. Indurimento del cuore
Quando Mosè è andato dal faraone per chiedere il permesso di recarsi nel deserto per adorare Dio, il faraone ha indurito il suo cuore per la sua rovina e quella del suo popolo: “E il cuore del faraone si indurì: non diede ascolto a Mosè e ad Aaronne, come il Signore aveva detto” (Esodo 7:13).
Chi indurisce il cuore, non ascolta i servitori di Dio.
Il faraone pretendeva di essere l’incarnazione della divinità e rifiutava di sottomettersi a qualunque altra autorità. Quando Dio parla ci sono due reazioni possibile:
- Indurire il proprio cuore e rigettare la parola di Dio.
- Ravvedersi e ricevere la parola di Dio.
Chi minimizza e scusa (giustifica) il peccato non ascolta Dio che ci chiama ad aborrire il peccato: “L'amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male e attenetevi fermamente al bene” (Romani 12:9).
Ogni volta che giustifichiamo i nostri errori, induriamo il nostro cuore. Vogliamo avere sempre ragione. Il drogato giustifica il suo vizio invece di ravvedersi! Come il faraone, i peccatori rifiutano di dare ascolto alla parola di Dio. La pazienza di Dio ha dei limiti e il fallimento del faraone ci dimostra che indurire il proprio cuore è la scelta sbagliata. Quante volte Dio ti ha chiamato ad abbandonare uno tuo vizio e hai risposto: "Si, Signore, domani!" e non l'hai fatto! Perciò Dio dice "Oggi, se senti la mia voce, non indurire il tuo cuore!"
Il tempo di Dio è "Oggi": “mentre ci viene detto: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori, come nel giorno della ribellione»” (Ebrei 3:15).
Chi gioca con il peccato non aborrisce il male e si ritrova imprigionato/a dal peccato. La gente del mondo considera che è normale di essere schiavi dal peccato, perché il peccato procura piacere a breve termine.
Il peccato vuole avvolgere e paralizzare gli esseri umani, perciò Dio ci chiama a rigettarlo: “deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù, (Ebrei 12:1b-2a). A lungo termine, il peccato produce tristezza, malessere e morte.

6. Contrasto
Gesù rappresentava un ordine (un’armonia) inimmaginabile per gli esseri umani, l’ordine del Regno di Dio che vigeva prima della caduta (da principio).
L’ordine di Gesù contrastava con il sistema religioso costruito dai farisei (legalismo). Fino a che punto contrastiamo il mondo o ci mimetizziamo con esso? Da principio non c’era la legge con tutti i suoi comandamenti; la legge non era necessaria, perché il cuore umano era ancora buono.
Il peccato ha rovinato il cuore umano e la sua volontà di dominare tutto e tutti lo rende duro! La legge è l’unico modo per fare coesistere pacificamente gli esseri corrotti dotati da un cuore duro, ma non era il progetto iniziale di Dio per l’umanità. La legge è incapace di cambiare il cuore umano e non può riportare nessuno alle circostanze iniziali.
Il cuore umano NON è più buono e bisogna tagliare la testa all’umanismo che continua a pretendere che gli esseri umani sono buoni. Karlo Marx predicava una teoria chiamata comunismo e diceva che gli esseri umani nascono buoni, ma che la società li corrompe.
Perciò, Marx voleva cambiare la società! Era una seduzione e il fallimento del comunismo è stato clamoroso. Per fare regnare il suo ordine, Marx utilizzava la tortura, la coercizione e la prigione. Questi castighi non hanno il potere di cambiare il cuore umano. Gesù non ha portato una religione o una filosofia migliore, ma una possibilità di cambiare la natura della vita e di ripristinare quello che c’era da principio.
Al principio, Dio voleva rapporti armoniosi; la società ci mostra rapporti astiosi, arroganti, dominatori, ecc. Non possiamo cambiare la società, ma possiamo invitare Gesù a cambiare il nostro cuore e scoprire come Dio lo voleva da principio.

7. Resistete al diavolo
Da principio, tutto era diverso, perché il peccato non aveva ancora contaminato i rapporti; Gesù è venuto per ristabilire i rapporti. Riconciliazione è il nome dell'opera di Gesù nella sfera dei rapporti: Tra Dio e me
- Tra gli altri e me
- Tra me e me
- Tra la natura e me.
Lo Spirito Santo vuole guidarci in rapporti nuovi a 360 gradi, rapporti basati sull'amore. Per principio c'era l'amore: “Poiché questo è il messaggio che avete udito fin da principio: che ci amiamo gli uni gli altri” (1 Giovanni 3:11).
Nel testo Gesù parlava dal rapporto coniugale dove l'amore dovrebbe regnare e dove, spesso, l'amore non regna!
Il divorzio è un fallimento dell'amore tra coniugi. Per principio Dio non voleva il divorzio e Dio non ha cambiato idee. Senza Dio come Signore della coppia, non c'è rapporto coniugale che tiene. Il diavolo si scatena per distruggere il progetto di Dio e il rapporto tra coniugi è un terreno di gioco dove si diverte molto:
“Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere;” (Giovanni 10:10a).
La Bibbia ci chiama a resistere al diavolo: “Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi” (Giacomo 4:7).
È l’autorità del Nome di Gesù che ci permette di resistere al diavolo e di vincerlo: “Per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo” (1 Giov. 3:8b).

8. Niente compromessi
Non ci sono compromessi possibili tra il normale e l’anomalo. Il regno di Dio esclude il regno del diavolo. I valori del regno di Dio sono incompatibili con i valori del mondo. Nessuno può essere un po’ del mondo e un po’ del Regno di Dio; bisogna scegliere. Non possiamo essere cristiani la domenica e ubbidire al mondo gli altri 6 giorni della settimana.
Dio ci chiama a essere ambasciatori del suo Regno in questo mondo: “Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: Siate riconciliati con Dio” (2 Corinzi 5:20).
Spetta a noi di invader il mondo e non al mondo di invader la nostra vita.
I compromessi ci separano dalla benedizione di Dio, perché Dio non ha fatto nessun compromesso con il mondo e il suo capo. Spetta a ognuno esaminarsi per sapere se è nella verità o se naviga nel mare dei compromessi: “Esaminatevi per vedere se siete nella fede; mettetevi alla prova. Non riconoscete che Gesù Cristo è in voi? A meno che l'esito della prova sia negativo” (2 Corinzi 13:5).
L’esito della prova è semplice: O siamo Benedetti da Dio o non lo siamo! Se Dio ci benedice, chi ci maledirà e se Dio non ci benedice, chi ci benedirà?

 

 

L’ORA DI DIO

Gesù le disse: «Che c'è fra me e te, o donna? L'ora mia non è ancora venuta» (Giov 2:4)
Salite voi alla festa; io non salgo a questa festa, perché il mio tempo non è ancora compiuto» (Giovanni 7:8)
Egli disse: «Andate in città dal tale e ditegli: "Il Maestro dice: 'Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te, con i miei discepoli'"» (Matteo 26:18)
Ora prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta per lui l'ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine (Giovanni 13:1)

1. Pazienza
Sapere aspettare pazientemente l'ora di Dio è necessario. Gesù ha aspettato il tempo di Dio.
Chi forza le cose non vive il progetto di Dio e non è benedetto/a da Dio.
Mettere Dio davanti al fatto compiuto non è saggio, anzi, è stolto! Dio ci chiama alla pazienza dinamica, cioè a darci da fare per quello che dipende da noi e aspettare con fiducia per quello che non dipende da noi. E ci vuole discernimento per distinguere tra l'uno e l'altro! Dio fa un lavoro in profondità e ci vuole tempo. Se a 25 anni non hai ancora raggiunto la perfezione, non scoraggiarti! La strada della santificazione non è mai breve. Nessuno è già perfetto, ma l’imperfezione non impedisce nessuno di servire Dio con zelo, amore e gioia.

2. La tempistica di Dio
Se Gesù fosse stato crocifisso all'inizio del suo ministero, il suo sacrificio sarebbe stato valido, ma non avrebbe potuto comunicarci tutto l'insegnamento che ha dato nell'ultimo anno.
La crocifissione di Gesù non è stata un incidente che sarebbe scappato all'attenzione di Dio; era pianificata e Gesù lo sapeva. Gesù aveva accettato di venire sulla terra per essere crocifisso e non è stato sorpreso quando l'ora è arrivata.
Era triste, turbato e angosciato, ma non sorpreso:
“Ora l'animo mio è turbato; e che dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma è per questo che sono venuto incontro a quest'ora. Padre, glorifica il tuo nome!» Allora venne una voce dal cielo: «L'ho glorificato e lo glorificherò di nuovo!” (Giovanni 12:27-28). Gesù si è sottomesso alla tempistica del Padre! Anche Paolo desiderava andarsene con il Signore a causa della malvagità di questo mondo, ma Dio l’ha chiamato a rimanervi abbastanza per scrivere diverse lettere alle chiese:
“Infatti per me il vivere è Cristo e il morire guadagno. Ma se il vivere nella carne porta frutto all'opera mia, non saprei che cosa preferire. Sono stretto da due lati: da una parte ho il desiderio di partire e di essere con Cristo, perché è molto meglio; ma, dall'altra, il mio rimanere nel corpo è più necessario per voi. Ho questa ferma fiducia: che rimarrò e starò con tutti voi per il vostro progresso e per la vostra gioia nella fede” (Filippesi 1:22-25). Le lettere di Paolo sono un insegnamento forte che ha incoraggiato milioni di cristiani che Paolo non poteva immaginare.

3. Tanto tempo passato
E' legittimo chiedersi perché Dio ha aspettato così tanto tempo prima di mandare Gesù sulla terra. È legittimo chiedersi perché Gesù non è ancora tornato quassù. Paolo dice che bisogna che i tempi siano compiuti: “per realizzarlo quando i tempi fossero compiuti. Esso consiste nel raccogliere sotto un solo capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che sono nel cielo, quanto quelle che sono sulla terra” (Efesini 1:10).
Da Abraamo fino a Mosè ci sono più di quattro secoli e i discendenti di Abraamo conoscevano poco di Dio. Dio si è rivelato piano piano, perché il popolo non era ancora pronto. Dio aveva promesso a Mosè di mandare un profeta come lui e ci sono più di 1200 anni tra Mosè e Gesù, il profeta annunciato da Mosè. Davide aveva ricevuto la promessa che uno suo discendente sarebbe stato sul suo trono e Gesù è arrivato 1000 anni dopo questa promessa. Non sappiamo perché le cose sono andate così lentamente, ma ci basta sapere che Dio è stato fedele alle sue promesse e che sarà ancora fedele alle sue promesse.

4. Pazienza e Perseveranza (P&P)
Aspettare il tempo di Dio si chiama "perseverare"! La pazienza e la perseveranza sono due sorelle gemelle che fanno tutto assieme: “fortificati in ogni cosa dalla sua gloriosa potenza, per essere sempre pazienti e perseveranti;” (Colossesi 1:11)!
Per impazienza, si rovina il futuro. Senza perseveranza, non c'è un futuro. Nessuno è nato paziente e la pazienza fa parte del frutto dello Spirito Santo: “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo;” (Gal 5:22).
Un frutto non matura in una notte, ma ci vuole tempo! Dio ci dà il tempo della nostra vita e sarebbe stupido scoraggiarsi al tempo dei fiori con l’argomento che non ci sono ancora frutti. Non saccheggiare i fiori perché un giorno ci saranno il frutti.

5. La pazienza di Davide
Davide aveva ricevuto la promessa di diventare re d'Israele. Per due volte Davide ha avuto l'occasione di uccidere Saul che lo perseguitava. Tuttavia, Davide ha rifiutato di portare la mano sull'unto dell'Eterno. Il tempo di Davide-re non era ancora maturo e Davide ha saputo aspettare il tempo di Dio.
-“Davide disse alla gente: «Mi guardi il Signore dall'agire contro il mio re, che è l'unto del Signore, e dal mettergli le mani addosso; poiché egli è l'unto del Signore».
Con queste parole Davide frenò la sua gente e non le permise di gettarsi su Saul. Saul si alzò, uscì dalla caverna e continuò il suo cammino” (1 Samuele 24:7-8).

- “Allora Abisai disse a Davide: «Oggi Dio ti ha messo il tuo nemico nelle mani; ora lascia, ti prego, che io lo colpisca con la lancia e lo inchiodi in terra con un solo colpo e non ci sarà bisogno di un secondo». Ma Davide disse ad Abisai: «Non ucciderlo! Chi potrebbe mettere le mani addosso all'unto del Signore senza rendersi colpevole?» Poi Davide aggiunse: «Com'è vero che il Signore vive, il Signore soltanto sarà colui che lo colpirà, sia che venga il suo giorno e muoia, sia che scenda in campo di battaglia e vi perisca. Mi guardi il Signore dal mettere le mani addosso all'unto del Signore! Prendi ora soltanto, ti prego, la lancia che è vicino alla sua testa e la brocca dell'acqua e andiamocene»” (1 Samuele 26:8-11).
Il tempo di Davide non era ancora pronto e Davide ha saputo aspettare pazientemente! Non ha provocato la volontà di Dio con un ingiustizia o un peccato.

6. Il tempo, un concetto complesso
Il concetto del tempo è collegato allo spazio-tempo come lo conosciamo nella nostra realtà materiale. Dio è spirito, cioè immateriale, e il concetto di tempo è probabilmente diverso per Dio. Sentiamo a immaginare che cosa significhi il tempo per Dio.
Il verbo essere con il quale Dio stesso si presenta a Mosè (YHWH = io sono) è senza passato e senza futuro. Perciò la Bibbia dichiara:
“Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno” (Ebrei 13:8).
Cambiare fa intervenire un passato e un presente diverso: "Ero triste e adesso sono gioioso!". Dio, Lui, non cambia: “ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall'alto e discendono dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c'è variazione né ombra di mutamento” (Giacomo 1:17).
Noi siamo perfettibili, ma Dio è perfetto.
Dobbiamo stare attenti quando proviamo a quadrare Dio nel tempo, come lo percepiamo:
“Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno. Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento” (2 Pietro 3:8-9). Quando la Bibbia dichiara che Dio ha creato tutto in sette giorni, dobbiamo rimanere cauti nell'interpretazione di questi giorni; non è escluso che siano periodi diversi da 24 delle nostre ore.
Il tempo è anche un concetto complesso per i scienziati e sapere misurarlo non lo rende meno complesso.

7. Umiltà, ci sono misteri
Nella nostra presunzione di volere capire tutto, di controllare tutto e di dominare tutto, imprigioniamo Dio nel nostro spazio - tempo! Un po' di umiltà non dovrebbe nuocere e eviterebbe di creare Dio alla nostra immagine! Siamo così antropocentrici che stentiamo a immaginare che Dio possa essere radicalmente diverso da noi.
Dio ci dà il tempo e ci chiede di gestire la nostra realtà temporale, cioè di non sprecare il nostro tempo: “Guardate dunque con diligenza a come vi comportate; non da stolti, ma da saggi; recuperando il tempo perché i giorni sono malvagi. Perciò non siate disavveduti, ma intendete bene quale sia la volontà del Signore” (Efesini 5:15-17).
Il tempo passa comunque e non possiamo fermarlo. Il tempo ci inquieta, precisamente perché passa ineluttabilmente! Quando il tempo passa, passiamo con lui e la morte arriva inesorabilmente. La vita biologica è limitata e il corpo materiale passa (trapassa).
Gesù ci offre la vita eterna e questo ci rassicura. Quello che viene da Dio è eterno. Una delle traduzioni di YHWH è l'Eterno; Dio è l'Eterno. Come sarà l'eternità è difficile (impossibile?) a immaginare! Non ha senso dire che l'eternità sarà lunga; non è lunga, ma infinita. L'infinito, che sia nello spazio o nel tempo, ci dà vertigini. Come sarà la vita eterna è inimmaginabile; sappiamo che il Dio d’amore che fa ogni cosa bene ha fatto l’eternità bene. La vita eterna non sarà noiosa!
Che cosa c'era prima del tempo? Che cosa ci sarà dopo il tempo? - L'eternità. Che senso ha "prima" o "dopo" nell'eternità? La Bibbia dice che Gesù è come Dio e che era già prima della fondazione del mondo: “ Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l'amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e io in loro»” (Giovanni 17:24-26).
Il tempo ha cominciato con la creazione dell’universo.

8. Predestinazione
Il concetto di predestinazione ci rimanda al prima della fondazione del mondo:
“In lui [Dio] ci ha eletti prima della fondazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà” (Efesini 1:4-5). È facile sbagliare quando vogliamo interpretare questo concetto.
Dio aveva immaginato la salvezza mediante Gesù prima di creare il mondo. Dio sapeva dunque che Adamo ed Eva avrebbero fatto la scelta sbagliata. Non sappiamo come Dio giudicherà Adamo ed Eva; non ci riguarda. Dio ha ucciso una bestia per coprire Adamo ed Eva; sangue è stato sparso per “giustificarli”: “Dio il SIGNORE fece ad Adamo e a sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì” (Genesi 3:21). Chi rimane in Adamo è predestinato alla morte; chi rimane in Gesù è predestinato alla vita.
Ognuno sceglie se vuole rimanere in Adamo o “entrare” in Gesù. Dio non decide per noi. Dire che Dio è onnisciente e che sa in anticipo quello che sceglieremo è probabilmente sbagliato, perché la logica è umana e non fa intervenire quello che non sappiamo. Non possiamo concludere quando non sappiamo. Questo ci disturba e ci chiama all’umiltà.

9. I tempi e i momenti
“Egli [Gesù] rispose loro: «Non spetta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla propria autorità” (Atti 1:7). Quando Gesù parla dei tempi, si riferisce a un periodo più o meno lungo nel quale poco o niente succede.
Invece, i momenti sono puntuali e qualcosa succede. La vita umana è fatta da tempi e da momenti. I tempi ci sembrano spesso uno spreco, perché niente succede, ma sono una scuola che ci prepara a una svolta, cioè un momento particolare. Nessun cristiano nato di nuovo deve scoraggiarsi per i tempi. Non ci sono momenti se non c’è un tempo! La perseveranza nel tempo è indispensabile allo sviluppo dei momenti di Dio. Nessuno deve scoraggiarsi mentre sembra che niente succeda.

10. Un giorno è come mille anni
“Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno. Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento.
Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate” (2 Pietro 3:8-10).
Quando Gesù è risuscitato, la Chiesa dei primi tempo aspettava il suo ritorno a breve. L’idea del Messia politico era profondamente radicata e l’occupazione romana diventava molto pesante. Nel 70, Gerusalemme è stata distrutta e i Giudei sono scapati per tutto il mondo (diaspora). Certi scettici criticavano la speranza della Chiesa, cioè il ritorno di Gesù.
Pietro ha scritto la seconda delle sue lettere per incoraggiare la Chiesa a perseverare nella speranza, nonostante le difficoltà. L’argomento di Pietro era che il vangelo non era ancora stato annunciato a tutto il mondo, condizione che Gesù aveva fissata per tornare sulla terra:
“E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine” (Matteo 24:14).
La fine non è ancora arrivata e sono sempre meno i missionari che partono per predicare il Vangelo del Regno. Ci spetta uscire dal letargo per lavorare a questo obiettivo:
“E questo dobbiamo fare, consci del momento cruciale: è ora ormai che vi svegliate dal sonno; perché adesso la salvezza ci è più vicina di quando credemmo. La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce” (Romani 13:11-12).

 

L’ASCENSIONE

“Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio” (Marco 16:19)
“Poi li condusse {fuori} fin presso Betania; e, alzate in alto le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato su nel cielo” (Luca 24:50-51)
“Dette queste cose, mentre essi guardavano, [Gesù] fu elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo sottrasse ai loro sguardi. E come essi avevano gli occhi fissi al cielo, mentre egli se ne andava, due uomini in vesti bianche si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che vi è stato tolto ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo» (Atti 1:9-11)

1. Che cosa è l'Ascensione?
L’Ascensione è un movimento dal basso verso l'alto contrario all'umiliazione che Gesù aveva scelta per salvarci:
L'arroganza degli esseri umani gli ha spinto a costruire la torre di babele e a innalzarsi fino al cielo.
L’Ascensione di Gesù è un intervento di Dio, non degli uomini.
Gesù è stato metamorfizzato per scappare alla gravità; l’Ascensione è una trasformazione del corpo. Gesù è stato preso dal Padre che lo ha trasportato nella gloria.
“Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre” (Filippesi 2:5-11).

2. Chi è stato rapito prima di Gesù?
Enoch: “Tutto il tempo che Enoc visse fu di trecentosessantacinque anni. Enoc camminò con Dio; poi scomparve, perché Dio lo prese” (Genesi 5:23-24).
“Per fede Enoc fu rapito perché non vedesse la morte, e non fu più trovato, perché Dio lo aveva portato via; infatti, prima che fosse portato via, ebbe la testimonianza di essere stato gradito a Dio. Ora senza fede è impossibile piacergli, poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano” (Ebrei 11:5-6).
Elia: “Quando furono passati, Elia disse a Eliseo: «Chiedi quello che vuoi che io faccia per te, prima che io ti sia tolto». Eliseo rispose: «Ti prego, mi sia data una parte doppia del tuo spirito!» Elia disse: «Tu domandi una cosa difficile; tuttavia, se mi vedi quando io ti sarò rapito, ti sarà dato quello che chiedi; ma, se non mi vedi, non ti sarà dato». Essi continuarono a camminare discorrendo insieme, quand'ecco un carro di fuoco e dei cavalli di fuoco che li separarono l'uno dall'altro, ed Elia salì al cielo in un turbine. Eliseo lo vide e si mise a gridare: «Padre mio, padre mio! Carro e cavalleria d'Israele!» Poi non lo vide più. E, afferrate le proprie vesti, le strappò in due pezzi;” (2 Re 2:9-12)

3. Il rapimento della chiesa
“Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore” (1 Tessalonicesi 4:16-17).
“«Il vostro cuore non sia turbato; credete in Dio, e credete anche in me! Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi;” (Giovanni 14:1-3).
Il rapimento della Chiesa sarà l’opera di Dio, non dei cristiani. Solo Dio può innalzarci come ha innalzato Gesù.

4. Dov'è Gesù, adesso?
“Questa potente efficacia della sua forza egli [Dio] l'ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra nei luoghi celesti, al di sopra di ogni principato, autorità, potenza, signoria e di ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro. Ogni cosa egli ha posta sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa” (Efesini 1:20-22).
Dio ha innalzato Gesù nei luoghi celesti, nella gloria che aveva prima di venire sulla terra. Gesù è il Nome al di sopra di ogni nome. Gesù è il Capo suprema della Chiesa e noi siamo il corpo. Come i membri dipendono dal capo per agire, così dipendiamo da Gesù per vivere.

5. Dove sono i cristiani nati di nuovo in Cristo?
“Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù, per mostrare nei tempi futuri l'immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi in Cristo Gesù” (Efesini 2:4-7).
Quando siamo “in Cristo”, siamo seduti nei luoghi alti, al di sopra di tutte le potenze diaboliche e del diavolo stesso. Questo significa che siamo vittoriosi con Gesù vittorioso! Il diavolo si scatena per farci dubitare di questa realtà, ma impariamo a riconoscere la sua voce, à smascherarlo e a resistere alle sue menzogne. In Cristo, Dio ci ha ri-creati per essere vittoriosi da tutti i nostri nemici:
“Ho cercato il SIGNORE, ed egli m'ha risposto; m'ha liberato da tutto ciò che m'incuteva terrore” (Salmi 34:4).


L’umiltà non è incompatibile con la vittoria; siamo vittoriosi senza trionfalismo! A noi sia la vittoria e a Dio sia la gloria! Non siamo vittoriosi a causa dei nostri meriti, ma a causa dei meriti di Gesù. Gesù ha meritato di trionfare della morte e del suo principe; Gesù condivide con noi la sua eredità di figlio di Dio:
“E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!» Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui” (Romani 8:15-17).


L’Ascensione è una realtà e la nostra fede è fondata sui fatti. Abbiamo un’eredità della quale Dio c’invita a prendere possesso come Caleb:
“Dammi dunque questo monte del quale il SIGNORE parlò quel giorno, poiché tu udisti allora che vi stanno degli Anachiti [giganti] e che vi sono delle città grandi e fortificate. Forse il SIGNORE sarà con me, e io li scaccerò, come disse il SIGNORE». Allora Giosuè lo benedisse, e diede Ebron come eredità a Caleb, figlio di Gefunne. Per questo Caleb, figlio di Gefunne, il Chenizeo, ha avuto Ebron come eredità, fino a oggi: perché aveva pienamente seguito il SIGNORE, il Dio d'Israele” (Giosuè 14:12-14).


Dio ci ha promesso un’eredità grande e spesso trascuriamo di prenderne possesso:
“E Giosuè disse ai figli d'Israele: «Fino a quando trascurerete di andare a prendere possesso del paese che il SIGNORE, il Dio dei vostri padri, vi ha dato?” (Giosuè 18:3). Oggi, Dio ci chiama a fare passi di fede per appropriarci l’eredità che Gesù condivide con noi.
“Se dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio. Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra; poiché voi moriste e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio” (Colossesi 3:1-3)

 

 

PENTECOSTE

“Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov'essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi” (Atti 2:1-4)

1. Generalità:
- Lo Spirito Santo è la terza persona della Trinità. Anche se la parola “Trinità” non è scritta nella Bibbia, troviamo che Dio si manifesta come Padre, Figlio e Spirito Santo. È un mistero che non capiamo bene e che accettiamo per fede. Nello stesso modo che Gesù diceva: “Il Padre e io siamo uno”, lo Spirito Santo è uno con il Padre e Gesù: Io e il Padre siamo uno» (Giovanni 10:30).
- Come Gesù, lo Spirito Santo esisteva già prima della fondazione dell'universo: “La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell'abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque” (Genesi 1:2).
-Lo Spirito Santo agiva nell'AT e ispirava i patriarchi, i profeti, i giudici e tanti altri esseri umani consacrati. La parola “Spirito” è la stessa di “soffio” ed è legata alla vita, cioè alla respirazione. Ispirare significa fare entrare il soffio dentro di se e dire che tutte le Scritture sono ispirate da Dio:
“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” (2 Timoteo 3:16-17); questo significa che il soffio o la vita di Dio è entrato nei profeti. Il soffio è soltanto una somiglianza dello Spirito Santo; non ci sono parole per descrivere le realtà spirituali.
- Analogamente, è quasi impossibile esprimere il pensiero di Dio con linguaggi umani. Perciò Paolo dice che la lettera uccide, è lo Spirito che vivifica:
“Egli [Dio] ci ha anche resi idonei a essere ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito vivifica” (2 Corinzi 3:6).
Non significa che non dobbiamo leggere la lettera, ma che la sua interpretazione umana uccide (ha ucciso Gesù); abbiamo bisogno dello Spirito Santo per capirla:
“Allora [Gesù] aprì loro la mente per capire le Scritture”
(Luca 24:45)!
- Lo Spirito Santo può abitare solo in cuori puri/purificati, perciò riposava SU i profeti. Ormai può abitare DENTRO di noi dopo che il nostro cuore è stato purificato dal sangue di Cristo: “lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi” (Giovanni 14:17).
Bisognava che Gesù muoia per i nostri peccati, prima che lo Spirito Santo possa essere sparso: “Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato” (Giovanni 7:38-39).

2. Che cosa fa lo Spirito Santo?
Ecco un elenco non esaustivo dell’opera dello Spirito Santo:
1. Interpreta le Scritture al nostro cuore (2 Pietro 1:20)
2. Ci dà la vita (Romani 8:10)
3. Ci trasforma nell’immagine di Gesù (2 Corinzi 3:18)
4. Ci spinge alla conversione
5. Testimonia di Gesù al nostro spirito (Giovanni 15:26)
6. Ci fa conoscere la volontà di Dio
7. Versa l'amore di Dio nei nostri cuori (Romani 5:5)
8. Testimonia al nostro spirito che siamo figli/e di Dio (Romani 8:16)
9. Mette convinzioni nel nostro cuore (Giovanni 16:8)
10. Porta ordine nella nostra vita e nella chiesa (1 Corinzi 14:33 e 40)
11. Ci ricorda le parole di Gesù (Giovanni 14:26)
12. Ci guida nella verità (Giovanni 16:13)
13. Ci dà saggezza per testimoniare (Luca 12:12)
14. Ci consola e dà conforto (Giovanni 14:16 e 26)
15. Ci aiuta a pregare (Romani 8:26)
16. Distribuisce doni per l'edificazione della Chiesa (1 Corinzi 12:11)
17. Fa crescere un frutto benedetto (Galati 5:22)
18. Ci permette di vincere la carne e di vivere secondo lo Spirito. (Romani 8:13)
19. Ci fa traboccare di vita abbondante (Giovanni 7:38-39)
20. Ci spinge a testimoniare (Atti 1:8)
21. Fa dal nostro corpo un tempio per Dio (1 Corinzi 6:19)
Chi minimizza lo Spirito Santo amputa la Bibbia e tiene solo una morale religiosa.

3. Parlare in lingue sconosciute
Parlare in lingue sconosciute è spesso mal compreso e genera divisioni nella Chiesa di Gesù. Se il diavolo si accanisce contro questo dono, possiamo concludere che Dio abbia previsto che sia una pratica importante per i cristiani nella loro intimità con Lui. È sbagliato dire che chi non parla in lingue non è convertito/a. È l’unico dono che non è dato per l’edificazione della chiesa, ma per l’edificazione di chi parla in lingue. È il più piccolo dei doni, dice Paolo, perché non serve all’edificazione della Chiesa: “Vorrei che tutti parlaste in altre lingue, ma molto più che profetaste; chi profetizza è superiore a chi parla in altre lingue, a meno che egli interpreti, perché la chiesa ne riceva edificazione” (1 Corinzi 14:5).
Alla Pentecoste, undici discepoli umanamente impauriti dall'opposizione dei capi religiosi giudei, escono dal silenzio e si manifestano pubblicamente con molta franchezza. La loro bocca testimonia in lingue non imparate da loro, ma capite dagli ascoltatori stranieri. Lo scopo di questo dono era di comunicare il vangelo ai Giudei della diaspora riuniti à Gerusalemme per la festa delle settimane. In più, Paolo parlava della lingua degli angeli: “Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo” (1 Corinzi 13:1). Che siano lingue umane o angeliche non importa veramente; sono ispirate dallo Spirito Santo.
A la Pentecoste, sentire i discepoli parlare in altre lingue era così inconsueto che certi uomini pensavano che i discepoli fossero ubriachi. Il vino disinibisce e rende audaci; il vino fa cantare e rallegra il cuore dell'uomo. Così questi dodici discepoli e pochi altri seguaci (circa 120 persone) sono stati riempiti dallo Spirito Santo che li ha spinti verso il pubblico. Questo Pietro che aveva rinnegato Gesù davanti ad una serva viene animato da un zelo nuovo che lo fa testimoniare pubblicamente che Gesù è il Cristo e che è veramente risuscitato. Gesù aveva annunciato che lo Spirito Santo sarebbe mandato per testimoniare: “Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra»” (Atti 1:8).

4. Cambiamenti profondi
Lo Spirito Santo genera un cambiamento in profondità: “Ora, il Signore è lo Spirito; e dove c'è lo Spirito del Signore, lì c'è libertà. E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito” (2 Cor 3:17-18”.
Nascere di nuovo è un cambiamento in profondità. La legge non può cambiare nessuno, ma lo Spirito Santo può, con la nostra complicità, operare grandi cambiamenti nella nostra vita e nella vita degli altri. Come il bruco si metamorfizza in farfalla, gli esseri umani che nascono di nuovo sono trasformati in figli/e di Dio. Dopo la metamorfosi, la farfalla vola facilmente, mentre il bruco non lo poteva neanche con grandi sforzi. Non sono i sforzi che fanno crescere le ali, ma la nuova nascita. Nascere di nuovo genera trasformazioni profondi e duraturi. Il fascino della carne diminuisce e l’amore delle cose spirituali cresce. Lo Spirito Santo può sviluppare il suo frutto nella nostra vita: “Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste. Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge. Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza,
idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c'è legge. Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito” (Galati 5:16-25).

5. Entusiasmo
In greco "spirito" si dice "asthma" e en-theo-asthma (entusiasta) significa "avere il soffio di Dio dentro se". Quando Gesù è morto, ha reso il suo spirito, dunque ha cessato di soffiare.
Prima di partire al cielo, Gesù ha compiuto un atto unico: ha soffiato sui discepoli dando loro l'ordine di ricevere lo Spirito Santo: “Allora {Gesù} disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi». Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo»” (Giovanni 20:21-22). Questo atto è molto simile a quello che Dio ha fatto con Adamo e Eva: “Dio il Signore formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente” (Genesi 2:7). È interessante capire che Gesù comincia una nuova creazione e che gli esseri umani che ricevono lo Spirito Santo appartengono a questa nuova creazione: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove” (2 Corinzi 5:17).
Il giorno della Pentecoste, lo Spirito Santo è venuto come entrambi, lingue di fuoco e un forte vento: “Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov'essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi”. (Atti 2:1-4). Alla Pentecoste, lo Spirito Santo ha riempito i discepoli e li ha resi entusiasti.

6. La nascita della Chiesa
La Pentecoste è l'inizio della Chiesa; lo Spirito Santo fa nascere la Chiesa come corpo di Cristo sulla terra per estendere il Regno di Dio che Gesù aveva cominciato a stabilire. Gesù ci dice di cercare, in priorità, il Regno di Dio: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in più” (Matteo 6:33). Il regno dei pagani è caratterizzato dalla ricerca materiale (cibo e vestito) e psicologiche (onore, potenza, sicurezza) ma Gesù ci chiama a de-preoccuparci dalle cose terrestri, perché Dio provvederà ai bisogni di chi si occupa di cercare il Regno di Dio e la sua giustizia. Lo Spirito Santo è dato a esseri umani nati di nuovo per diversi obiettivi:
1. Amare a 360°
2. Adorare Dio
3. Cercare il regno di Dio
4. Testimoniare
5. Capire la Bibbia e insegnare il suo messaggio Queste sono le attività della Chiesa.

7. Nascere d’acqua e di Spirito
“Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” (Romani 8:11). C'è un'opera dello Spirito Santo che vivifica: “Così anche sta scritto: «Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente»; l'ultimo Adamo è spirito vivificante” (1 Corinzi 15:45).
L'ultimo Adamo è Gesù; Gesù conclude la prima creazione e comincia una nuova creazione di cui è il prototipo. Nello stesso capitolo, Paolo scrive che Gesù è il secondo uomo: “Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo è dal cielo. Qual è il terrestre, tali sono anche i terrestri; e quale è il celeste, tali saranno anche i celesti” (1 Corinzi 15:47-48). La nuova nascita di cui Gesù parlava con Nicodemo è il passaggio dal primo uomo al secondo uomo e Gesù attesta che lo Spirito Santo è coinvolto in questa nuova nascita: “Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito” (Giovanni 3:5-6).
Gesù aveva la nostra natura biologica e psicologica, ma la sua natura spirituale era diversa; era stato concepito dallo Spirito Santo. La nuova nascita cambia la nostra natura spirituale che, in un secondo tempo, influenza la nostra psicologia e anche la nostra biologia (guarigione di malattie psicosomatiche).

8. Battesimo nello Spirito Santo
Perché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni». (Atti 1:5).
Che cosa è il battesimo nello Spirito Santo? È la pienezza della vita di Dio. È l’inizio di un processo chiamato santificazione e vita secondo lo Spirito.
Che cosa sono i doni dello Spirito Santo e a che cosa servono?
• Parola di sapienza
• Parola di conoscenza
• Fede
• Doni di guarigione
• Potenza di operare miracoli
• Profezia
• Discernimento degli spiriti
• Diversità di lingue
• Interpretazione delle lingue
“Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune. Infatti, a uno è data, mediante lo Spirito, parola di sapienza; a un altro parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di guarigione, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, potenza di operare miracoli; a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue e a un altro, l'interpretazione delle lingue; ma tutte queste cose le opera quell'unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a ciascuno in particolare come vuole” (1 Cor 12:7-11).

9. Quando
Quando una persona si converte, riceve una caparra dello Spirito Santo: “Or colui che ci ha formati per questo è Dio, il quale ci ha dato la caparra dello Spirito” (2 Corinzi 5:5), ma non è ancora la pienezza dello Spirito Santo. A Efeso, c'erano 12 uomini credenti, ma ignoranti dall’esistenza dello Spirito Santo: “Egli [Paolo] disse loro: «Riceveste lo Spirito Santo quando credeste?» Gli risposero: «Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo». Egli disse: «Con quale battesimo siete dunque stati battezzati?» Essi risposero: «Con il battesimo di Giovanni». Paolo disse: “«Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo di credere in colui che veniva dopo di lui, cioè in Gesù». Udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù; e, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e profetizzavano. Erano in tutto circa dodici uomini”. (Atti 19:2-7). Imporre le mani non è un atto magico. In certi casi lo Spirito Santo è stato trasferito con l'imposizione delle mani (come a Efesi) e in altri è sceso alla sprovvista, come da Cornelio: “Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola. E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio” (Atti 10:44-46). Di solito la cronologia è:
1. Conversione
2. Battesimo d'acqua
3. Battesimo nello Spirito Santo
Ma ci sono eccezioni. Dio non può essere imprigionato in strutture rigidi, in dogmi o in dottrine.
“Allora gli apostoli, che erano a Gerusalemme, saputo che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio, mandarono da loro Pietro e Giovanni. Essi andarono e pregarono per loro affinché ricevessero lo Spirito Santo; infatti non era ancora disceso su alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Quindi imposero loro le mani ed essi ricevettero lo Spirito Santo” (Atti 8:14-17).

10. A chi è dato la pienezza dello Spirito Santo?
“E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà»” (Atti 2:38-39). La pienezza dello Spirito Santo è offerta a tutti i cristiani nati di nuovo. È offerta, ma non è sempre ricevuta. Tanta gente ne ha paura, perché non lo conosce e teme di perdere il controllo della propria vita. Se lo spirito dei profeti è sottomesso ai profeti, significa che i profeti controllano la loro vita e quello che esce dalla loro bocca.
Il battesimo nello Spirito Santo non è un certificato di perfezione spirituale e chi l'ha ricevuto è ancora un peccatore. Perciò ci vuole umiltà e ordine nella chiesa. Attorno ai doni dello Spirito Santo, c'è spesso troppo arroganza e l'arroganza non viene mai dallo Spirito Santo. Uomini non ancora saldi nella fede scambiano autorità spirituale e arroganza; pensano che tutto quello che esce dalla loro bocca sia ispirato solo perché parlano ogni tanto in lingue sconosciute. Il battesimo nello Spirito Santo non serve a mettere nessuno in mostra tranne Gesù. Ci sono pretese molto carnali, anche nella Chiesa, e ci vuole discernimento per smascherarle e correggerle. L’albero si riconosce dal suo frutto e il frutto dello Spirito Santo non include l’arroganza, ma l’amore, la gioia, la pace, la pazienza, la benevolenza, la bontà, la fedeltà, la mansuetudine e l’autocontrollo.

IL VOSTRO AVVERSARIO, IL DIAVOLO

“Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo” (1Pietro 5:8-9)

1. Prede facili
Ogni figlio/a di Dio ha un avversario. L'idea di averne uno non piace a nessuno, ma la realtà non cambia. Non c'è un terreno neutro e ognuno deve scegliere da che parte stare.
Il diavolo cerca di divorarti; il suo unico obiettivo è ucciderti. Il leone non si riposa finché non ha divorato la preda. Non permettere che ti divori. Le prede sono spesso ingenue e rifiutano di vedere la realtà, perché è scomoda. L'ingenuità delle prede è un vantaggio per il leone, non certo per le prede. Bisogna sapere come il leone si comporta per potergli resistere e non farsi divorare. Il leone è più forte delle prede. Gesù ci paragona alle pecore e nessuna pecora può vincere un leone o un lupo.
«Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe» (Matteo 10:16).
Fino a quando le pecore sono custodite dal pastore, il lupo non può divorarle: “Or i settanta tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni ci sono sottoposti nel tuo nome». Ed egli [Gesù] disse loro: «Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male” (Luca 10:17-19).
Gesù è il nostro Pastore spirituale e ci dà il potere di camminare su tutta la potenza del nemico.

2. Resistere
Per resistere bisogna essere saldi nella fede. La fede è un atteggiamento di fiducia in Dio. Per fede sappiamo che il nemico è già vinto, ma spetta a noi istallare nella nostra vita la vittoria di Gesù contro la morte e il diavolo. Gesù ha pagato un grande prezzo per conquistare la vittoria e offrirla alla nostra fede. Gesù offre, non impone. Il mondo sta male, perché il diavolo non offre, ma impone la sua volontà a chi non gli resiste nel Nome di Gesù.
Tutto il mondo è sotto il potere del diavolo: “Noi sappiamo che siamo da Dio, e che tutto il mondo giace sotto il potere del maligno” (1 Giovanni 5:19).
Il mondo non può resistere al diavolo e si fa divorare. Tanti giovani s’illudono e pensano di essere più forti del diavolo o negano che esista. Alla fine della loro vita capiscono di essere stati ingannati e si amareggiano, ma è troppo tardi. Tanta gente depressa non pensava di essere sopraffatta dalla depressione, ma si ritrova nella tristezza, nella disperazione e nel malessere senza capire di essere caduta nelle fauci del leone che vuole ucciderla.
Un gatto si diverte giocando con un topo, ma alla fine lo uccide; il diavolo si diverte con le sue prede ma alla fine le uccide. Il leone è più forte di tutti tranne che di Gesù. Il diavolo pensava di avere vinto Gesù quando fu crocefisso, ma ignorava la potenza di Dio per risuscitarlo. La risurrezione di Gesù ha vinto la morte e il suo principe: il diavolo.
C’è solo un modo di resistere al diavolo e di farlo indietreggiare: ricevere la vittoria che Gesù ha conquistato con la sua risurrezione.
Il sangue di Gesù ci ha riscattato dalla schiavitù; il diavolo non ha perso le sue caratteristi-che e non ha più il potere di imporci la sua volontà. Ci prova, ma possiamo resistergli con successo. Per resistere alle proposte ingannevoli del diavolo che prova a sedurci, bisogna riconoscerlo e smascherarlo. Non è sempre facile, perché si traveste da angelo di luce:
“Non c'è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori si travestono da servitori di giustizia;” (2 Corinzi 11:15).
Una delle strategie del diavolo è parlare di religione (salvezza tramite le buone opere) e di umanismo (l’umanità può migliorare), i quali sono entrambi vicoli ciechi.

3. Non contro carne e sangue
Dietro qualcuno che mi fa male, c'è il leone che prova a distruggermi; se reagisco con odio verso questa persona, ci sono due perdenti umani e un leone spirituale vincitore. Prima di reagire, dovrei riconoscere chi è il nemico e non sbagliare bersaglio.
Se non riconosco le macchinazioni del diavolo, rischio di fare il suo gioco. Paolo scriveva: “affinché non siamo raggirati da Satana; infatti non ignoriamo le sue macchinazioni” (2 Corinzi 2:11). In realtà ignoriamo spesso le sue macchinazioni (Satana significa avversario) e ci lasciamo raggirare. Quando ce ne accorgiamo, siamo già stati feriti e abbiamo già ferito qualcuno. Quante ferite inutili fanno soltanto il gioco dell'avversario!
La nostra umanità – la carne - risponde al male con il male. Tutte le guerre ne sono la prova! Gesù ci offre un'alternativa alla vita secondo la carne: la vita secondo lo spirito. Lo spirito risponde al male con il bene: “A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l'altra; e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica” (Luca 6:29). "Pazzia", dicono gli esseri umani ma Gesù dice "saggezza"! La saggezza che viene dall’alto non rivendica i propri diritti quando c'è un conflitto; le coppie dovrebbero saperlo per non essere raggirate dalle macchinazioni del diavolo. Porgere l'altra guancia a chi mi percuote è una grande umiliazione, ma è l'unico modo per disinnescare la spirale della vendetta.
È meglio essere umiliato che ferito; dall'umiliazione si guarisce in poco tempo. La saggezza umana (la carne) dice: "sberla per sberla", ma la saggezza di Gesù (lo spirito) dice di non rispondere al male con il male. Che lezione! Alla scuola di Dio abbiamo tanto da imparare e siamo così poco docili che ricadiamo spesso nelle macchinazioni del diavolo. Perciò, Pietro ci dice "Siate sobri, vegliate!".

4. "Siate sobri, vegliate!"
Tre volte, Pietro invita i suoi lettori alla sobrietà: 1Pietro 1:13, 4:7 e 5:8. Ci sarà una ragione! La sobrietà è il contrario della stravaganza e della volontà di farsi vedere. La sobrietà è sorella dell’umiltà e dell’animo contento. Chi è insaziabile si espone al nemico, perché perde di vista Gesù per guardare a quello che brama. È giusto avere ambizioni nella vita, ma ognuno deve esaminarsi per sapere se l’ambizione è un idolo mascherato!
Vegliate è anche un ordine di Gesù: “«…Quel che dico a voi, lo dico a tutti:"Vegliate"»” (Marco 13:37). Le prede potenziali devono vegliare, perché il leone le attacca durante il sonno e alla sprovvista. Vegliare significa riconoscere la propria debolezza e le macchina-zioni
dell’avversario. C’è un’anestesia generata dal benessere che espone i cristiani all’avversario.
Lo Spirito Santo vuole svegliare il popolo di Dio: “E questo dobbiamo fare, consci del momento cruciale: è ora ormai che vi svegliate dal sonno; perché adesso la salvezza ci è più vicina di quando credemmo” (Romani 13:11).
Gli erbivori, come le gazzelle, vivono in gruppi nei quali certi vegliano mentre gli altri si riposano. Non sono sempre gli stessi che vegliano o che dormono! La Chiesa di Gesù è un gruppo nel quale siamo chiamati a vegliare gli uni sugli altri, come sentinelle.

5. Conoscere l’avversario
Nella Bibbia, il diavolo è descritto come:
1. l'avversario = satana
2. il maligno: "... 13 e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno." Matteo 6:13.
3. il padre della menzogna: Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c'è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna. (Giovanni. 8:44).
4. il principe della morte: Poiché dunque i figli hanno in comune sangue e carne, egli [Gesù] pure vi ha similmente partecipato, per distruggere, con la sua morte, colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo (Ebrei 2:14).
5. il principe della potenza dell'aria: vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell'aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli (Efesini 2:2).
6. il lupo: Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga (e il lupo le rapisce e disperde), (Giovanni 10:12).
7. il ladro: Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza (Giovanni 10:10).
8. un leone ruggente: Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente (1 Pietro 5:8).
9. il tentatore: Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo (Matteo 4:1).
10. il seduttore: Il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furono gettati anche i suoi angeli (Apocalisse 12:9).

6. Contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti
La nostra lotta non è nel mondo fisico e materiale, ma nel mondo spirituale. Non lottiamo contro la gente, ma contro lo spirito che anima la gente ostile alla nostra fede. Gesù non lottava contro i posseduti, ma contro gli spiriti maligni che schiavizzavano certi esseri umani. Non c’è nessuna formula magica per lottare contro i demoni e le forze spirituali malvage che agiscono nella politica, nella società e nelle famiglie.
“Il nostro combatti-mento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere” (Efesini 6:12-13).
Chi rifiuta di lottare è già vinto. Il pacifismo è una bella idea, ma ci vogliono due parti che vogliano fare la pace e il leone non la vuole! Il leone ci impone il combattimento. Dio ha provveduto all’attrezzatura per proteggerci, resistere e vincere.



“Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale hai fatto quella bella confessione di fede in presenza di molti testimoni” (1 Timoteo 6:12).
“Infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti” (2 Corinzi 10:4).
“Colui che persiste nel commettere il peccato proviene dal diavolo, perché il diavolo pecca fin da principio. Per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo” (1 Giovanni 3:8).
“Vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza; e com'egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui” (Atti 10:38).

IL SENSO DELLE COSE DI DIO

“Ma Gesù, voltatosi, disse a Pietro: «Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini»” (Matteo 16:23).
1. Incompatibilità
Gesù dice che Pietro non aveva il senso delle cose di Dio. Come tutti noi, si era costruito una conoscenza (cosmogonia) con l’informazione che i suoi sensi umani avevano raccolto. Aveva buona volontà e buon senso eppure, di queste cose, Gesù dice “Tu mi sei di scandalo”.
Come Pietro avrebbe potuto evitare di essere di scandalo a Gesù? Se non avesse parlato, non avrebbe dato l’occasione a Gesù di comunicare un insegnamento forte e rivoluzionario. Il problema non era di parlare ma di non avere il senso delle cose di Dio.
Pietro attingeva, in buona fede, informazioni nella logica umana che Gesù chiama il “senso delle cose degli uomini”. Aveva seguito Gesù e sentito il suo insegnamento; non ignorava le sue parole, ma le aveva interpretate per integrarle nella sua costruzione mentale umana. È l’unico sforzo che Pietro poteva fare e Gesù denunciò una totale incompatibilità tra il senso delle cose di Dio e il senso delle cose degli uomini. Pietro era cresciuto in una cultura ebraica piena della Parola di Dio comunicata ai patriarchi, a Mosè e ai profeti. Pietro vi aveva aggiunto l’insegnamento di Gesù in uno sforzo lodevole di farsi un’idea coerente di Dio, del suo progetto per l’umanità e del senso del Messia. Pietro non era totalmente ignorante né totalmente stupido. Ragionava come aveva imparato a casa, a scuola e nella società. Era condizionato dal pensiero degli altri che per Gesù era il “senso delle cose degli uomini”. Gli uomini parlavano di Dio senza avere il senso delle cose di Dio. Pietro era un pescatore poco versato nelle questioni intellettuali, ma non era questo che scandalizzava Gesù. Non era la quantità scarsa di conoscenza che Gesù denunciava, ma la qualità di questa conoscenza.

2. Gli eruditi mal messi
Nicodemo, invece era un esperto dell’Antico Testamento (AT) e aveva una grande conoscenza, ma era incapace, come Pietro, di darne un’interpretazione giusta:
“Gesù gli rispose: «Tu sei maestro d'Israele e non sai queste cose? In verità, in verità ti dico che noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo di ciò che abbiamo visto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti? Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio dell'uomo”. (Giovanni 3:10-13).
Il fatto di essere maestro, in Israele non permetteva a Nicodemo di avere il senso delle cose di Dio. Pietro, l’ignorante e Nicodemo, l’erudito, erano intrappolati nello stesso modo di pensare che Gesù chiama “il senso delle cose di Dio. Pietro, l’ignorante e Nicodemo, l’erudito, erano intrappolati nello stesso modo di pensare che Gesù chiama “il senso delle cose degli uomini”. Gli scribi e i capi religiosi al tempo di Gesù (e in tutti i tempi) non avevano il senso delle cose di Dio e il senso delle cose degli uomini li ha fatto crocifiggere Gesù!
Anche Saulo di Tarso era un erudito dell’AT e la sua interpretazione delle Scritture lo spingeva a perseguitare i primi cristiani con ferocità. Tutta l’erudizione di Saulo non gli permetteva di comprendere le cose di Dio. Dopo la sua conversione, Saulo diventò Paolo. Sulla strada di Damasco, e più tardi nel tempio di Gerusalemme, Paolo ha avuto una rivelazione che rivoluzionò totalmente la sua interpretazione delle Scritture. Paolo scriveva ai Corinzi: “Tuttavia, a quelli tra di voi che sono maturi esponiamo una sapienza, però non una sapienza di questo mondo né dei dominatori di questo mondo, i quali stanno per essere annientati; ma esponiamo la sapienza di Dio misteriosa e nascosta, che Dio aveva prima dei secoli predestinata a nostra gloria, e che nessuno dei dominatori di questo mondo ha conosciuta; perché, se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria" (1 Corinzi 2:6-8).
C’è un modo sbagliato di studiare la Bibbia; c’è un atteggiamento sbagliato nei confronti della Bibbia e della natura umana. C’è un interpretazione sbagliata delle Scritture che porta alla morte, mentre le Scritture ci sono date per portarci alla vita.
“Voi investigate le Scritture, perché pensate d'aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me; eppure non volete venire a me per aver la vita!” (Giovanni 5:39-40).

3. Che criteri per che progetto?
Pietro non aveva detto qualcosa di cattivo, di immorale o di egoista, anzi voleva sottrarre Gesù alla morte. Era una parola generosa, umanista e “buona”. Eppure, Gesù vi si oppone vigorosamente e la dichiara diabolica. Se Gesù fosse con noi, quante volte dichiarerebbe che le nostre parole sono diaboliche?
“Ma, Signore, spiegami che cosa ho detto di male?” “Se è così, non parlo più!”. “Perché mi maltratti quando parlo per risparmiarti la vita?” Chi era pazzo, in questo dialogo? Con il senso delle cose degli uomini, gli esseri umani non esitano a dire che Gesù era pazzo e Pietro saggio. Ma chi è disposto a seguire un Maestro che gli esseri umani considerano pazzo? Chi non sarebbe tirato indietro dopo tali parole di Gesù? “Ma chi me la fa fare?”.
Ovviamente, il progetto di Gesù era diverso da quello di Pietro! E se il progetto di Gesù è diverso dal nostro, come reagiamo alle sue parole che sfidano il nostro buon senso (umano), le nostre conoscenze e le nostre certezze? Dopo la morte di Gesù, dopo la sua risurrezione e dopo la sua ascensione in gloria, Pietro capì quello che non aveva potuto capire prima! E se ci fosse un “dopo” che non immaginiamo ancora e che rendesse il nostro buon senso diabolico? Ovviamente, i criteri di Gesù erano “di un altro mondo”, criteri ancora velati che lo Spirito Santo doveva rivelare dopo”. Dopo capirai, ribadiva Gesù allo stesso Pietro:
“Gesù gli rispose: «Tu non sai ora quello che io faccio, ma lo capirai dopo» (Giovanni 13:7).
Perché Pietro non ha mollato? Forse Pietro si sentì umiliato dalle parole di Gesù, ma non mollò, perché aveva avuto una rivelazione (ancora parziale) da Dio: Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?» Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli” (Matteo 16:15-17) .
Mentre certi seguaci si tirarono indietro alle parole di Gesù, Pietro ribadì: “Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui.
Perciò Gesù disse ai dodici: «Non volete andarvene anche voi?» Simon Pietro gli rispose: «Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna; e noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio»” (Giovanni 6:66-69).

4. Rinnovamento della mente
Ripetutamente, Gesù andò contro il buon senso di Pietro, il quale probabilmente si sentì umiliato dalle parole di Gesù. Forse Pietro avrà pensato che c’era qualcosa che Gesù doveva ancora capire… “Non hai capito, Signore!” è la mia reazione quando non capisco! E ho arroganza di affermare che il mio pensiero è migliore di quello di Gesù, perché lo vivo in prima persona! E ho arroganza di concludere che, tra noi due, il pazzo è Gesù! È scandaloso dire queste cose con franchezza! Gesù diceva che Pietro gli era di scandalo: “Tu mi sei di scandalo”. C’era uno scandalo, ma non era dove Pietro lo pensava! Quando c’è uno scandalo, forse non è dove penso io! «Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il Signore. «Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri» (Isaia 55:8-9).
I pensieri di Dio, la sua logica e le sue strategie sono cose del cielo, mentre noi siamo sulla terra. Dio aveva già rivelato l’incompatibilità dei suoi pensieri e dei nostri, ma stentiamo ad assimilare la Parola di Dio. Pietro non sapeva ancora che la sua mente era incapace di discernere la volontà di Dio e che doveva essere rinnovata, come Paolo scriveva ai Romani: “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà” (Romani 12:2).
Rinnovare significa fare del nuovo con il vecchio! Gesù fa ogni cosa nuova, inclusa la nostra mente, quando Lo lasciamo fare! I vangeli ci mostrano tanti dissensi tra Pietro e Gesù, ma Gesù fu paziente. Gesù sapeva già che Pietro sarebbe stato totalmente rinnovato alla Pentecoste.

5. Il pensiero del cane
Noi esseri umani siamo gli organismi più sviluppati sulla terra, ma sarebbe pretenzioso pensare che possiamo capire tutto. Il pensiero umano non è universale né il calibro assoluto. Ci sono probabilmente delle dimensioni e/o delle cose inimmaginabili alla nostra mente, ma sarà difficile dimostrarlo. Per il cane, la matematica è semplicemente inimmaginabile; non può immaginarla. Esso ignora la matematica. Ignorare una cosa non la cancella. Il cane non può dimostrare che la matematica non esiste, non è arrogante per considerare il suo modo di pensare come unico, perfetto e universale. L’essere umano, invece, ha quest’arroganza! Il cane non può immaginare come pensano gli esseri umani; al limite, ci considera come super-dogs (a sua somiglianza). Anche noi, siamo tentati di considerare che Dio è un super-man (a nostra somiglianza). L’essere umano è molto di più di un super-dog, ma il cane non lo sa! Dio è molto di più che un super-man, ma non lo sappiamo. Forse Dio considera che sia un po’ stupido pensare come Pietro, cioè avere: il “senso delle cose degli uomini”, ma non lo sappiamo. Tuttavia possiamo concepirlo sulla base del paragone tra il cane e l’essere umano; non è assurdo!
Per il cane è impossibile dimostrare che l’essere umano può pensare cose inconcepibili per lui, dato che sono inconcepibili al suo cervello; il cane ha il “senso delle cose dei cani”. Similmente, per noi, esseri umani, è impossibile dimostrare che Dio pensi a cose inconcepibili per noi, dato che sono inconcepibili al nostro cervello; abbiamo solo il “senso delle cose degli uomini”. Possiamo umilmente concepire che c’è una realtà inconcepibile, ma non possiamo concepirla; questa realtà inconcepibile per noi è il “senso delle cose di Dio”. Certi diranno che sono congetture gratuite e inutili, ma non possono dimostrarlo. Dimostrare che non c’è l’inconcepibile è arduo.

6. Modelli e dogmi
Dal mondo complesso della fisica, sappiamo che nell’universo ci sono fenomeni inimmaginabili che gli scienziati chiamano “singolarità”. Un buco nero è una singolarità e ci rivela che la nostra conoscenza è collegata a modelli che abbiamo costruito e che rimangono incompleti (o limitati). Per es, Isacco Newton produsse un modello della gravità che “funzionava” in circa 95% dei casi. Fino a Albert Einstein, il 5% dei casi per i quali il modello di Newton non funzionava erano una singolarità. Einstein produsse un nuovo modello (la relatività) che riteniamo migliore di quello di Newton, poiché permette di spiegare il 99% dei fenomeni gravitazionali che possiamo percepire. Resta tuttavia un modello! Un modello complesso, ma incompleto.
La materia nera e l’energia scura (sembra che esistano!) scappano al nostro intendimento e ai modelli attuali. Se accettiamo, concettualmente la possibilità di singolarità fisiche, perché non accettare la possibilità di singolarità spirituali? OK, abbiamo seri motivi di credere all’esistenza di Dio, e cercare di conoscerLo non è fanta-scienza!
I buchi neri lasciano “tracce” nell’universo e anche il Creatore ha lasciato tracce nella creazione! Mentre l’idea di un Creatore che ha lasciato tracce nella creazione non è filosoficamente assurda, l’idea che il Creatore possa essere Dio fa reagire certi scienziati, perché quello che la religione ha fatto conoscere di Dio è inaccettabile alla loro mente. Non scusa niente, scriveva Paolo ai Romani: “Poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili” (Romani 1:19-23).

7. Aspirate alle cose di lassù
“Se dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio. Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra;” (Colossesi 3:1-2).
Lassù e quaggiù sono due mondi distinti tra i quali c’è comunicazione mediante Gesù e lo Spirito Santo. Mentre conosciamo le cose di quaggiù, le cose di lassù devono essere rivelate per essere conosciute. Non ci sono parole per esprimere le cose di lassù nei linguaggi di quaggiù; Gesù utilizzava delle parabole per parlare delle cose di lassù e i discepoli stentavano a capirne il senso. Il peccato ha separato il mondo di quaggiù da quello di lassù. Il sacrificio di Gesù apre una porta tra i due mondi.

SOTTOSOPRA

“Ma non avendoli trovati [Paolo e Sila], trascinarono Giasone e alcuni fratelli davanti ai magistrati della città, gridando: «Costoro, che hanno messo sottosopra il mondo, sono venuti anche qui,…»” (Atti 17:6)
“«Ecco, vi sono degli ultimi che saranno primi e dei primi che saranno ultimi»” (Luca 13:30)

1. UNA BOMBA
Paolo e Sila ricevono una testimonianza sorprendente: "hanno messo sottosopra il mondo". Il loro messaggio era così potente che nessuno rimaneva indifferente.
Il vangelo che i primi cristiani predicavano era potente per salvare, guarire e liberare: “Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco;” (Romani 1:16).
Il loro messaggio era una bomba che scombussolava il pensiero umano:
“ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo e per gli stranieri pazzia; ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; poiché la pazzia di Dio è più saggia degli uomini e la debolezza di Dio è più forte degli uomini” (1 Corinzi 1:23-25).
Il messaggio di Gesù era così insopportabile (scandaloso) per il pensiero Giudeo che i capi religiosi l'hanno fatto morire. Il messaggio di Gesù era così pazzo per i greci, che non l’hanno ricevuto.
In che cosa la predicazione di Gesù era così insopportabile?
Gesù non trasgrediva la buona morale e insegnava di ubbidire ai dieci comandamenti.
Gesù compiva opere potente per il bene del popolo ma metteva sottosopra l'interpretazione delle Scritture dicendo che nessuno si salverà con i propri sforzi. Gesù incarnava la grazia e la grazia era percepita come un scandalo dal mondo religioso (fondato sui meriti).
Gesù demoliva un edificio religioso pazientemente costruito dagli uomini.
Tutte le religioni sono basate sulla minaccia dell'inferno per chi non ubbidisce scrupolosamente a un codice morale.
La minaccia era la leva dei capi religiosi per assoggettarsi la gente.
Le religioni dominano con violenza e terrorizzano gli uomini.
Gesù portava un messaggio di liberazione a tutti gli esseri umani imprigionati nei sistemi religiosi dittatoriali costruiti dai capi religiosi.
Essi utilizzavano abusivamente l'insegnamento di Mosè e dei profeti per dominare sul popolo.
Gesù si presenta come il liberatore di tutti gli oppressi imprigionati dai sistemi religiosi:
“«Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha inviato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi, per proclamare l'anno accettevole del Signore»” (Luca 4:18-19).
Il pensiero unico imposto alla società è un modo per dominare sul popolo; per i capi religiosi c'era un pensiero unico, cioè la carota e il bastone. Il pensiero di Gesù che parlava da parte di Dio era che nessun'essere umano può salvarsi dall'inferno con i propri sforzi.
Gesù diceva "Siete troppo corrotti per potere riscattarvi con "buone opere".
Le buone opere sono quello che si FA, ma Dio è interessato a quello che SIAMO!
Le pretese di chi FA per meritare la salvezza sono incompatibili con la grazia.
Gesù non diceva che era male ubbidire alla legge e ai profeti, ma diceva che nessuno poteva salvarsi con le proprie forze.
Gesù dimostrava che tutti trasgredivano al meno i due primi comandamenti, i comandamenti d'amore!
Non serve negarlo; nessuna legge (sistema religioso) può generare amore in cuori corrotti. Gesù diceva "siete troppo corrotti per portare frutti buoni":
“Non c'è infatti albero buono che faccia frutto cattivo, né vi è albero cattivo che faccia frutto buono; perché ogni albero si riconosce dal proprio frutto. Infatti non si colgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva dai rovi” (Luca 6:43-44).
Il frutto d’un albero buono è l'amore e dato che nessuno riesce ad amare, tutti sono alberi cattivi.
La natura buona o cattiva dell'albero è quello che È e da quello che È, dipende quello che FA!
Gesù predicava che bisogna prima cambiare la natura dell’albero e dopo i frutti seguiranno!

2. I LIMITI DELLA LEGGE
La legge e tutti i sistemi religiosi non possono cambiare la natura umana e si limitano a gestire quello che si FA.
Le religioni sono elenchi di "FAI e non FAI" e Paolo scriveva che tali elenchi servono solo a soddisfare la carne:
“Se siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché, come se viveste nel mondo, vi lasciate imporre dei precetti quali: «Non toccare, non assaggiare, non maneggiare» (tutte cose destinate a scomparire con l'uso), secondo i comandamenti e le dottrine degli uomini? Quelle cose hanno, è vero, una reputazione di sapienza per quel tanto che è in esse di culto volontario, di umiltà e di austerità nel trattare il corpo, ma non hanno alcun valore; servono solo a soddisfare la carne” (Colossesi 2:20-23).
I sistemi religiosi o codici morali possono solo arginare la corruzione, ma non possono cambiare la natura umana.
Gesù diceva ai capi religiosi che il loro sistema religioso era inutile; si sono arrabbiati!
Conoscevano bene i limiti della legge, ma non potevano immaginare che Dio volga cambiare la natura umana.
Non credevano al profeta Ezechiele quando profetizzava che Dio voleva cambiare il cuore umano:
“Io darò loro un medesimo cuore, metterò dentro di loro un nuovo spirito, toglierò dal loro corpo il cuore di pietra, e metterò in loro un cuore di carne” (Ezechiele 11:19 e 36:26).
Continuavano a illudersi con un vecchio concetto umanista che pretende che gli esseri umani non sono così corrotti e che con qualche sforzo si può migliorare la loro condizione.
La legge può fare di leva solo se gli esseri umani possono cambiare qualcosa, ma l’esperienza mostra che non possono cambiare niente.
Lo scandalo del vangelo di Gesù è di affermare che la legge non permette di migliorare niente. Ecco come Gesù lo diceva: “Disse ancora questa parabola per certuni che erano persuasi di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così dentro di sé: "O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri; neppure come questo pubblicano. Io digiuno due volte la settimana, pago la decima su tutto quello che possiedo". Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: "O Dio, abbi pietà di me, peccatore!" Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque s'innalza sarà abbassato, ma chi si abbassa sarà innalzato»” (Luca 18:9-14). Il fariseo elenca quello che FA, mentre il pubblicano si umilia per quello che È (un peccatore)! Il fariseo non ottiene il favore di Dio, mentre il pubblicano torna a casa giustificato!

3. TRAMBUSTO NEL TEMPIO
Gesù entra nel tempio di Gerusalemme e lo mette sottosopra:
“Gesù entrò nel tempio e ne scacciò tutti quelli che vendevano e compravano; rovesciò le tavole dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombi. E disse loro: «È scritto: "La mia casa sarà chiamata casa di preghiera", ma voi ne fate un covo di ladri»” (Matteo 21:12-13).
Il tempio era il luogo della religione, il guardiano della buona morale e del pensiero unico. Il tempio era il luogo dell'intolleranza dove si predicava la minaccia dell'inferno. Gesù rovescia tutto questo. Gesù annuncia che il tempio nel quale Dio vuole abitare non è fatto da mani umani. Le religioni sono fatti da mani umani.
“I Giudei allora presero a dirgli: «Quale segno miracoloso ci mostri per fare queste cose?» Gesù rispose loro: «Distruggete questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere!» Allora i Giudei dissero: «Quarantasei anni è durata la costruzione di questo tempio e tu lo faresti risorgere in tre giorni?» Ma egli parlava del tempio del suo corpo” (Giovanni 2:18-21).
Gesù rivoluzionava il concetto del tempio e delle Scritture, ma i capi religiosi non hanno voluto capirlo. La rivoluzione di Gesù disturbava i capi religiosi che hanno preferito sacrificare un uomo per salvaguardare il popolo:
“Uno di loro, Caiafa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla, e non riflettete come torni a vostro vantaggio che un uomo solo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione». Ora egli non disse questo di suo; ma siccome era sommo sacerdote in quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione, e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire in uno i figli di Dio dispersi. Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire” (Giovanni 11:49-53). Gesù annuncia che, da ora in poi, il vero tempio di Dio doveva essere il cuore umano purificato dai peccati che impedivano a Dio di abitarvi.
“Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d'uomo; e non è servito dalle mani dell'uomo, come se avesse bisogno di qualcosa; lui, che dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa” (Atti 17:24-25).
Il tempio di Gerusalemme (costruito da mani umani) diviene inutile nella nuova alleanza che Gesù ha sigillata con il suo sangue e i cristiani nati di nuovo divengono il tempio del Dio vivente:
“ E che armonia c'è fra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come disse Dio: «Abiterò e camminerò in mezzo a loro, sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo” (2 Corinzi 6:16).

4. NUOVO TEMPIO
“Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi. Nessuno s'inganni. Se qualcuno tra di voi presume di essere un saggio in questo secolo, diventi pazzo per diventare saggio; perché la sapienza di questo mondo è pazzia davanti a Dio. Infatti è scritto: «Egli prende i sapienti nella loro astuzia»;” (1 Corinzi 3:16-19).
Il tempio di Dio è il luogo dove abita lo Spirito Santo. Fino a quando Gesù non è stato sacrificato, lo Spirito Santo non poteva abitare nel cuore umano, ma Gesù ha profetizzato "sarà con voi e sarà in voi":
“lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi” (Giovanni 14:17). Per abitare in noi, lo Spirito Santo deve trovare cuori purificati da ogni peccato. Ci vuole il sangue di Cristo per purificare i cuori umani, perciò lo Spirito Santo è stato sparso solo dopo la morte di Gesù:
“Nell'ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avevano creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato” (Giovanni 7:37-39). Lo Spirito del Signore è stato sparso alla Pentecoste come Pietro lo spiegava: 32 Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; di ciò noi tutti siamo testimoni.
“Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite” (Atti 2:32-33). La rivoluzione è che Dio vuole risiedere in mezzo agli esseri umani (Emmanuelle) mediante il suo Spirito Santo.
Nel nostro cuore (il nuovo tempio), lo Spirito Santo agisce con potenza per:
testimoniare al nostro spirito che siamo figli/e di Dio,
per guidarci nella verità,
per sviluppare il suo frutto (buono) e
per spingerci a testimoniare.
Gesù dichiara che lo Spirito ci farà anche traboccare di benedizioni per gli altri (fiumi d’acqua viva che sgorgheranno).

5. TUTTO SOTTOSOPRA
Dio mette tutto sottosopra quando sceglie le cose debole per confondere le forte: “ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, perché nessuno si vanti di fronte a Dio”(1 Corinzi 1:27-29).
“Dio sceglie i poveri, i disprezzati, i deboli del mondo, perché vuole innalzare chi si umilia e abbassare chi si innalza: Chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque si abbasserà sarà innalzato” (Matteo 23:12).
Se il messaggio che la Chiesa odierna non mette il mondo sottosopra, ci viene da chiederci se predica il messaggio giusto! Gesù predicava e praticava una rivoluzione radicale, quella della nuova nascita.
L’umanismo odierno alimentato da società segrete come la massoneria dà l’illusione di un miglioramento nell’umanità. Basta considerare la cronaca nera, nei giornali, per convincerci che le conoscenze scientifiche, la filosofia, le religioni e la democrazia non hanno migliorato gli individui.

La depressione, il senso di colpa, la tristezza, la disperazione, il senso del fallimento, l’angoscia, ecc. avvelenano la vita di miliardi di esseri umani e solo il vangelo di Gesù può mettere questa gente sottosopra.
L’istituzione religiosa ha smussato il messaggio di Gesù per regnare con la morale e la minaccia dell’inferno.
L’istituzione religiosa ha usurpato il potere a Gesù e fa regnare i suoi capi religiosi come nel tempo di Gesù, 2000 anni fa. I cristiani nati di nuovo non si lasciano ingannare e danno a Gesù il diritto di regnare nella loro vita, perché Gesù li ha liberati dal sistema chiamato “il mondo”.

Il principe di questo mondo è il diavolo che Gesù chiama il padre della menzogna. Il mondo è ingannato dalle menzogne del diavolo e non se ne accorge (non vuole accorgersene). La verità mette tutto sottosopra: Gesù è la verità. Perciò Gesù diceva: “«… conoscerete la verità e la verità vi farà liberi»” (Giovanni 8:32).
Gesù continua a mettere tutto sottosopra nella vita dei suoi discepoli, ma siamo spesso ostili e ci opponiamo alla sua opera, come il popolo d’Israele si è opposto alla Sua opera per ben quaranta anni, nel deserto.
Noi sappiamo queste cose che sono state scritte per noi:
“Ora, queste cose avvennero loro per servire da esempio e sono state scritte per ammonire noi, che ci troviamo nella fase conclusiva delle epoche” (1 Corinzi 10:11).
Siamo ammoniti e responsabili. Lasceremo Gesù mettere tutto sottosopra nelle nostre vite? Se non è il caso, non serve dire “Gesù è Signore”, perché un Signore che non può regnare nei cuori, non è Signore di questi cuori.


IMMAGINE

“Poi Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina” (Genesi 1:26-27)
“Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo è dal cielo. Qual è il terrestre, tali sono anche i terrestri; e quale è il celeste, tali saranno anche i celesti. E come abbiamo portato l'immagine del terrestre, così porteremo anche l'immagine del celeste” (1 Corinzi 15:47-49)

1. All’immagine di Dio
Quando Dio ha creato l'essere umano, l'ha creato alla sua somiglianza e l'ha creato maschio e femmina. Dio è entrambi maschio e femmine. Quando ha creato l’umanità, Dio ha voluto separare i sessi e la differenza fa parte del progetto di Dio. Nessuno sesso è completo e nessuno può riprodursi da solo/a. Questo dovrebbe mantenere tutti umili! Dio non ha detto che le donne siano meno degli uomini, come la coltura e la religione lo fanno credere. Si può essere diverso senza essere né meglio né peggio dell’altro/a. Dio ci chiama a rispettare la differenza.

L’omosessualità nega la differenza. Come fare quando il sesso psicologico non corrisponde al sesso biologico e che una persona esperimenta un'attrazione verso un’altra persona dello stesso sesso biologico? La risposta non è semplice ma prima di pensarci, è utile chiederci che cosa alimenta l'attrazione di due persone, che siano dello stesso sesso o meno.
L'attrazione non è magica e non è irresistibile; può crescere o sparire. Spetta a ognuno lavorare su di sé per capire cosa c'è dietro l'attrazione. Ci sentiamo incompleti e cerchiamo la meta che manca per essere completi. L'adolescenza, con i conflitti intergenerazionali rompe l'armonia della famiglia e i ragazzi/e prendono coscienza della solitudine (del fatto di essere incompleti/e).
L'istinto sessuale si sviluppa e complica le cose. Non sappiamo più se cerchiamo qualcuno per creare l’armonia che abbiamo persa o se cerchiamo il piacere sessuale.

Speriamo che sia la stessa cosa e non vogliamo pensarci troppo. E che cosa c'è da pensare? È naturale di formare una coppia e di fare sesso con un coniuge. Anche se fare sesso sembra un obiettivo da raggiungere, non è il caso. Se fosse il caso, qualunque persona farebbe l'affare. Cerchiamo la persona giusta perché siamo più o meno consapevoli che c'è altro, che c'è di più. L'erotismo non è tutto. Definire "l'altro" non è semplice. Le nostre aspettative non sono molto chiare e la delusione è spesso in agguato.
In fondo abbiamo un ricordo subconscio dell'armonia che Adamo e Eva vivevano con Dio prima di peccare. L'armonia si è persa a motivo del peccato e ritrovarla richiede di cancellare il peccato. L’armonia fa parte dell’immagine di Dio. Solo Gesù può cancellare il peccato perché è morto per noi. Nessun coniuge può colmare il buco del cuore dell’altro/a e quando i coniugi se ne accorgono, si sentono ingannati e rimproverano all’altro/a di non essere Dio!
Molti uomini (maschi) trovano le donne complicate e molte donne considerano gli uomini privi di sensibilità. È forse il caso, ma il problema non qua! Il problema è di conoscere e accettare le differenze per non essere sorpresi (delusi) nei momenti di crisi. Diviene ovvio che chi nega le differenze o non sa come gestirle si trova meglio con gente dello stesso sesso!

2. Chi è Dio?
Dio non è un superman. Le religioni si sono fate un Dio all’immagine dell’uomo (di solito maschio), con i limiti, i difetti e i ragionamenti umani. Pensano che l’immagine di Dio include la cattiveria, la furbizia, la sete di potere, ecc. e concludono che Dio è un po’ cattivo, un po’ furbo e assettato di potere. Ma non è così! Allora, che cosa significa “creati all’immagine di Dio”? Sembra che la biologia sia esclusa; Dio non ha né cromosomi né cellule mortali!

Gli animali hanno cromosomi e cellule mortali senza essere stati creati all’immagine di Dio.
Dato che gli animali hanno anche un’anima, l’immagine di Dio non è neanche l’anima. Rimane lo spirito. All’inizio, Dio ha messo il Suo Spirito (un alito di vita) nell’essere umano; non l’ha messo in nessun’animale:
“Dio il SIGNORE formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente” (Genesi 2:7).
L’alito vitale è quello che distingue l’essere umano dagli animali; è l’immagine di Dio nell’essere umano. Dio non disprezza né il corpo, né l’anima degli esseri umani; li ha creati e ha detto:
“Che bello!” (Genesi 1:34).

Dio ci chiama a non disprezzarli! Dio ci ha creati per essere più che animali, cioè spirituali. Il progetto di Dio per ogni essere umano è un spirito, un anima e un corpo. Il progetto di Dio per ogni essere umano è l’armonia tra il corpo, l’anima e lo spirito. Dio è Spirito, diceva Gesù alla donna Samaritana: “Dio è Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verit໓ (Giovanni 4:24)!
Dio ha previsto una gerarchia nell’essere umano, con lo spirito umano in cima e il corpo in basso. Nel progetto iniziale, lo spirito umano doveva comandare l’anima e l’anima comandare il corpo.
Lo spirito è stato dato agli esseri umani per comunicare con lo Spirito di Dio. In questa comunicazione, Dio voleva guidare tutta la vita umana. Da quando la comunicazione è stata interrotta, lo spirito umano stenta a governare l’anima e l’anima prende il sopravento. L’essere umano senza comunicazione spirituale con Dio torna allo stato animale. L’anima lotta contro lo spirito per prendere il potere. Per i cristiani nati di nuovo, lo spirito deve riprendere il potere e comandare l’anima. Anima e corpo costituiscono la carne e sono i desideri della carne che Dio ci chiama a crocifiggere per permettere allo spirito di governare la vita nell’armonia:
“Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri” (Galati 5:24).
Questo è possibile quando lo spirito umano ritrova la comunicazione con lo Spirito di Dio. Lo spirito umano è l’immagine dello Spirito Santo nell’essere umano.

3. Condizionamento
Nella nostra infanzia abbiamo interagito con molte persone più o meno gentili e quasi tutte peccatrice. La nostra logica non capiva gran che a un ambiente emotivo fatto da ira, rimproveri, castighi, tenerezza, carezze, conforto, incoraggiamento, ecc. Abbiamo vissuto delle sofferenze e degli abusi psicologici, fisici, ecc.
Gli abusi hanno lasciato delle tracce nella nostra anima e, associato l'attrazione per un altro, c'è questo bagaglio confuso di emozioni passati. Certe ferite si sono più o meno guarite e altre sono ancora vive e dolorose. Pensiamo che sia normale (non conosciamo altro).

Abbiamo trovato (o non trovato) modelli d'identificazione, la nostra autostima è stata più o meno saccheggiata, l'angoscia del castigo ha minato la nostra identità. L'immagine di Dio, dentro di noi, è stata rovinata. Tuttavia c’è una grande speranza, perché Dio ha provveduto alla guarigione per restaurare la nostra anima:
“Egli [il Signore] mi ristora l'anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome” (Salmo 23:3). Non si tratta di dire che solo gli omosessuali hanno bisogno di ristorazione, ma tutti! L’omosessualità è solo un effetto collaterale della separazione dell’essere umano dal suo Creatore: “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23).
Le radici della sessualità (omo- o etero-) sono nell’infanzia, nel condizionamento.

Se l’anima umana è abbastanza malleabile per essere storta, può anche essere raddrizzata. L’immagine del padre e della madre è importante e tendiamo a riprodurre i schemi comportamentali visti e integrati nell’infanzia. Per esempio, l’odio verso il genitore dell’altro sesso può contaminare i rapporti con tutti gli esseri umani dall’altro sesso, l’altro sesso diviene nemico.
Qualunque tipo di rapporto col nemico è inconcepibile e l’omosessualità si presenta come l’unica alternativa. Guarire dal nostro condizionamento è indispensabile. Non significa che il nostro condizionamento era cattivo, ma era come un gesso attorno a una gamba rotta. Quando la gamba è guarita, bisogna togliere il gesso!

4. Immaginazione
Nel nostro cervello, l’'immagine gioca un ruolo così importante che ci costruiamo immagini virtuali che chiamiamo immaginazione.
L’essere umano sembra essere l’unica creatura dotata di un’immaginazione.
L’immaginazione non è concreta, ma astratta e la gestione dei concetti astratti permette all’essere umano di prevedere, di dominare la natura e di utilizzare le leggi della natura. Il linguaggio verbale è una costruzione astratta.

Nel cervello, associamo a ogni parola un’immagine o un concetto.
Gli animali non hanno un linguaggio verbale come noi; non possono comunicare concetti filosofici o leggi fisiche. La parola è un attributo di Dio; Dio creò il cielo e la terra con la sua Parola.
Dio ci ha dato questo attributo che fa parte dell’immagine di Dio in noi. Avere la capacità di parlare è una cosa; dire buone cose ne è un’altra.
Gesù dice che le parole che escono dalla bocca vengono dal cuore umano:
“Ma ciò che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l'uomo. Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni” (Matteo 15:18-19).
Il cuore immagina e esprime i suoi desideri con le parole. L’educazione ci fa filtrare le parole che produciamo, ma non può cambiare il cuore malvagio.

La tentazione è un processo mentale astratto; il cuore umano immagina il peccato e si lascia andare a commetterlo:
“Nessuno, quand'è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno; invece ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce. Poi la concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte” (Giacomo 1:13-15).
Tutto comincia nell’immaginazione. Con che pensieri alimentiamo la nostra immaginazione? Dobbiamo controllare la nostra immaginazione se non vogliamo essere controllati da essa.
L’ozio è la madre di tutti i vizi, dice la saggezza popolare!
Quando abbiamo tempo per immaginare il peccato, significa che siamo oziosi.
Dio ci dà il tempo della nostra vita e tocca ognuno definire che cosa farne. Invece di sognare al peccato e al modo di consumarlo, pregare dovrebbe allontanare la possibilità di peccare; l’alternativa diviene: peccare o pregare!
Santificare la nostra immaginazione fa parte del progetto di Dio per noi. Non si tratta di uccidere la nostra immaginazione, ma di alimentarla con buone cose. Dio ci ha dato l’immaginazione e è preziosa; senza immaginazione, non possiamo avere progetti per il futuro. L’immaginazione è la radice delle arti!

5. Specchio
Un specchio è una superficie luccicata che rimanda un’immagine! Che tipo di specchio sei? Per rispecchiare l'immagine di Gesù, bisogna che lo specchio non sia né graffiato né sporco! Ci sono dei specchi che cambiano le dimensioni dell'immagine perché non sono perfettamente piati. Uno specchio bombato dentro (concavo) da un'immagine più piccola e uno specchio cilindrico allunga l'immagine nel senso dell'asso del cilindro.
Siamo nati specchi storti, graffiati e sporchi e non possiamo rispecchia l'immagine di Gesù con fedeltà. Spesso, la nostra testimonianza non glorifica Dio, perché presentiamo al mondo un Dio storto, graffiato e torbido.

Nell'AT, i specchi si facevano con un pezzo di bronzo che bisognava lavorare con forza e pazienza. Poi, l'ossigeno dell'aria reagiva con la superficie e rovinava tutto. Bisognava riprendere il lavoro per lucidare la superficie. Anche noi reagiamo con il peccato che ci circonda e abbiamo bisogno di essere puliti dal sangue di Gesù.
Tanti ragazzi e ragazze, quando si vedono nello specchio, si trovano brutti, perché non accettano la propria immagine! Questo naso... Queste orecchie... Questi capelli... I denti storti e questi brufoli... ecc. Se stentiamo ad accettarci come siamo, dobbiamo sapere che Dio ci accetta come siamo; tuttavia, se Dio ci ama come siamo, ci ama troppo per lasciarci come siamo!
Siamo unici e non è necessario imitare i modelli di questo mondo per essere accettati da Dio.
Abbiamo un rapporto complicato con la nostra immagine.

Ci lamentiamo di avere i capelli così dritti, ma se qualcuno ce lo dice, siamo offesi, perché ci sentiamo rigettati. Dio non ci rigetta mai!
La Bibbia è come uno specchio che ci permette di conoscerci; quello che scopriamo di noi non è sempre glorioso. Diventare consapevoli dei nostri difetti è una cosa, correggerli ne è un’altra! Vorremmo cambiare con un colpo di bacchetta magica, ma Dio non lavora con la magia. Dio ci rende artigiani dei cambiamenti, perché ci rispetta.
La disciplina coinvolge la perseveranza nello sforzo.
Dio lavora in noi per cambiare quello che è utile agli altri! Dio lavora anche a darci un’immagine di figlio/a di Dio. Se abbiamo disprezzato l’immagine di Adamo, in noi, Dio vuole lavorare a installare l’immagine di Gesù, in noi!

Se gli altri ci disprezzano a motivo dei nostri limiti, Dio non ci disprezza, perché i nostri limiti non limitano Dio; anzi, Dio sceglie le cose disprezzate di questo mondo per confondere le forti:
“Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono” (1 Corinzi 1:28).
Se siamo figli/e del Re, dobbiamo dare al mondo l’immagine di principi/esse; fa parte della nostra testimonianza!

6. Immagine ritoccata
Che immagine vogliamo dare agli altri? C'è un'offerta di cosmetici per curare la propria immagine, ma nessuno di loro può cambiare il nostro carattere! La moda esprime qualcosa e certi si vestono soprattutto per dare un immagine di loro stessi agli altri. Quanta vana gloria nel farsi vedere! L'immagine che vogliamo dare di noi non è tutta la storia; nascondiamo i nostri difetti e vizi per mostrare solo quello che riteniamo onorabile. In questo senso l'immagine che mostro di me diviene una menzogna. C'è un modo non verbale di mentire!
Con photoshop, si ritoccano le foto per renderle più belle, ma l'immagine non corrisponde più alla realtà. Ritoccare l'immagine di un viso brutto non migliora il viso, ma solo la sua immagine!

La testimonianza cristiana passa anche per gli occhi; gli altri devono vedere il nostro
comportamento:
“Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri»” (Giovanni 13:35).
I cristiani mettono Gesù in vista, non la loro propria immagine. I gioielli, i vestiti, la macchina che guidiamo danno un immagine di noi. Mentre è giusto essere vestiti dignitosamente, il lusso e l’ostentazione non servono a costruire la Chiesa di Gesù.
Non sono valori importanti agli occhi di Dio. Spetta ognuno esaminarsi per mettere ordine nella nostra vita. Quando l’immagine non corrisponde alla verità, parliamo d’ipocrisia e Gesù ha denunciato l’ipocrisia dei capi religiosi arroganti. Per loro, il parere era più importante dal essere! Il parere è superficiale, ma Dio non è superficiale.
Dio non si lascia ingannare dalle apparenze, cioè dall’immagine ritoccata che diamo agli altri. Dio vede la realtà del nostro cuore e non si lascia impressionare dall’immagine superficiale che offriamo agli altri, perché sa che è ritoccata.

7. Immagini a 360 gradi
La pubblicità che arriva nella nostra cassetta postale comporta più immagini che testo.
L'immagine "colpisce" la mente umana più del testo.
La concupiscenza passa per gli occhi:
“Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno” (1 Giovanni 2:16-17); i ciechi ne sono risparmiati.

L'occhio non si sazia mai di vedere:
“Ogni cosa è in travaglio, più di quanto l'uomo possa dire; l'occhio non si sazia mai di vedere e l'orecchio non è mai stanco di udire” (Ecclesiaste 1:8).
Chi guida la macchina deve guardare la strada, ma l’occhio è continuamente sollecitato dalla pubblicità, dalla gente o dal paesaggio. Chi guida deve selezionare le immagini necessarie e rifiutare le immagini irrilevante. Chi non filtra si espone a causare incidenti stradali.

Che immagini guardiamo? Il mondo si lascia passivamente invadere dalle immagini imposte dai media e i cristiani nati di nuovo sono tentati di seguire il mondo. Se non possiamo evitare il primo sguardo, possiamo sempre scegliere di evitare il secondo. Il potere dell’immagine è grande, ma Dio ci chiama a non lasciarci abbindolare; “Resistete!”, dicono Pietro e Giacomo!
Che posto diamo ai schermi e quanto tempo passiamo a guardarli? Oggi come oggi, abbiamo schermi dappertutto, nelle nostre case; tutti generano immagini che inondano i nostri occhi:
• Tv
• Computer
• Smartphone
• Tablet
• Navigatore, ecc.

Come i nostri bisnonni facevano senza tutta elettronica? Vivere senza schermi ci sembra impossibile. L’immagine è solo un immagine; può suggerire molto, ma non rimpiazza l’oggetto (o la persona) che rappresenta. La visura della mia casa è un'immagine, in due dimensioni, di un oggetto che ne ha tre. Non abito nella visura, ma nella casa stessa.
L'immagine della casa non mi protegge né dalla pioggia, né dal freddo, né dai ladri. Per utile che sia l'immagine della casa, non rimpiazza la casa. Quando compriamo un mobile in kit (da Ikea, per esempio) ci sono istruzioni su un foglio illustrativo.

Una sequenza di immagini spiega come costruire il mobile. L'immagine è più suggestiva del testo e il foglio illustrativo e proprio privo di testo. Lo stesso foglio illustrativo può essere capito da gente di lingua diversa. Non è necessario tradurre un'immagine!
“Ora, il Signore è lo Spirito; e dove c'è lo Spirito del Signore lì c'è libertà. E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito” (2 Corinzi 3:17-18).


EFESINI 4:17-24

“Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, con l'intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell'ignoranza che è in loro, a motivo dell'indurimento del loro cuore. Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza, fino a commettere ogni specie di impurità con avidità insaziabile. Ma voi non è così che avete imparato a conoscere Cristo. Se pure gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti secondo la verità che è in Gesù, avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente e a rivestire l'uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità” (Efesini 4:17-24)

1. Come si comportano i pagani
2. Vanità dei loro pensieri
3. L'intelligenza ottenebrata
4. Estranei alla vita di Dio
5. L'ignoranza
6. L'indurimento del loro cuore
7. Perduto
8. Abbandonati alla dissolutezza
9. Ogni specie di impurità
10. Con avidità insaziabile
11. Avete imparato
12. Dato ascolto
13. Siete stati istruiti
14. La verità che è in Gesù
15. Avete imparato
16. A spogliarvi del vecchio uomo
17. Le passioni ingannatrici
18. Rinnovati
19. A rivestire l'uomo nuovo
20. Giustizia
21. Santità
22. Verità


Questi 22 temi possono essere più o meno sviluppati

Sviluppo questi temi: 3) l'intelligenza ottenebrata, 5) l'ignoranza, 11) avete imparato e 15) avete imparato.

A) Intelligenza
Ai Corinzi, Paolo scriveva:
“Per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti, affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l'immagine di Dio” (2 Corinzi 4:4). Il diavolo acceca le menti per impedire una sana riflessione; la mente del mondo è accecata, ma quando i cuori si convertano, Gesù restituisce una mente guarita in grado di capire qualcosa al vangelo.
“Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà” (Romani 12:2).

Dio ci ha dato un’intelligenza e ci spetta utilizzarla. Tanti cristiani non osano utilizzarla per le cose spirituali e rimangono infantili; sei giorni alla settimana utilizzano la loro mente per vivere al lavoro, in casa, ecc., ma il settimo giorno staccano la presa e la mente non funziona. Questa dicotomia non dà una buona testimonianza; chi desidera convertirsi per staccare la propria mente. Trascurare la propria intelligenza non onora Dio; ce l’ha data come un talento da far fruttare! La gente del mondo critica i cristiani dicendo che la loro fede è una pattumiera di mediocrità; e se ci fosse un po’ di verità, in questa critica? Dire “Dio sa e se ne occuperà” non è sbagliato, ma lo diventa quando Dio ci chiede, a noi, di occuparsene! È facile e sbagliato adottare l’atteggiamento dei musulmani “Inch Allah”, cioè “E’ la volontà di Dio”, ogni volta che non vogliamo risolvere un problema o utilizzare la nostra mente per pensare. Ci sono misteri, nell’insegnamento della Bibbia, ma non è tutto mistero. La pigrizia del nostro cervello non onora Dio. No, non è necessario essere stupido per seguire Gesù!

B) Ignoranza
Siamo tutti nati ignoranti di tutto. Il nostro percorso di vita ci ha messo al contatto di gente che ci ha insegnato qualcosa; certi di noi sono stati docili per imparare e altri ribelli per non imparare. Abbiamo un rapporto ambiguo verso la conoscenza e pensiamo spesso che ignorare ci discolpa.
“Non sapevo …”. C’è una conoscenza utile e una conoscenza pericolosa. Il diavolo ha tentato Eva e Adamo con l’argomento della conoscenza del bene e del male; si sono lasciati tentare e ci tocca chiederci “perché?” Ci tocca chiederci che scelta avremmo fatto al loro posto? Noi sappiamo che il tentatore è il grande ingannatore e che il suo obiettivo è di ucciderci. Saperlo dovrebbe bastarci per non tergiversare con lui. Ma, spesso, tergiversiamo con il diavolo che ci tenta con il piacere, la ribellione l’illusione della libertà. Perché il diavolo ha utilizzato l’argomento della conoscenza del bene e del male per ingannare i nostri avi, la chiesa cattolica ha lottato contro la conoscenza, in generale, dicendo che chi ha conoscenza perde la fede. C’è ambiguità in entrambi le parole “conoscenza” e “fede”.

1. “Conoscenza”:
(1a) La conoscenza scientifica/tecnologica, filosofica, biblica o culturale è una cosa; la conoscenza del bene e del male ne è un’altra. La scuola ci ha insegnato una parte della conoscenza utile e nessuno può negare che ci vuole una certa conoscenza per trovare un lavoro e esercitarlo. Non voglio essere operato da un chirurgo ignorante!
Questa conoscenza è necessaria e voluta da Dio. Le scienze ci permettono di conoscere un po’ il mondo materiale e energetico nel quale viviamo. Per i cristiani, questo mondo è stato creato da Dio e si vedono le tracce della sua saggezza, grandezza e potenza: “Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili” (Romani 1:20).

Questa conoscenza dovrebbe spingerci a cercare chi è il Creatore.
La maggioranza degli atei è più anticlericale che atea; questa gente rifiuta l’idea di Dio che la chiesa cattolica propone (impone) e ha ragione. Nella mente di questa gente, Dio viene eliminato mano a mano che la scienza trova spiegazioni ai fenomeni naturali (il famoso Gaps God). Ma si tratta di un ragionamento sbagliato, perché più la conoscenza scientifica è grande, più il suo Creatore si rivela essere grande.
Dio non ha bisogno di essere un mago incomprensibile per essere creduto e rispettato. Il fatto di capire qualcosa alle scienza toglie qualcosa al mistero, ma non tutto. Le scienze non spiegano il mistero del “Perché” e si limitano a spiegare il “Come”. Il problema non è la conoscenza scientifica, ma l’arroganza di chi pretende averla e l’uso che ne fa.
Sembra giusto lottare contro l’arroganza, non contro la conoscenza scientifica.

(1b) La conoscenza del bene e del male si rapporta alla morale, dunque a un codice di leggi etiche. Adamo ed Eva non avevano questa conoscenza e se ne sono accorti quando il diavolo è venuto seminare il dubbio nella loro mente:
“Il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che Dio il SIGNORE aveva fatti. Esso disse alla donna: «Come! Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?» La donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; ma del frutto dell'albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete"». Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male» (Genesi 3:1-5). Dopo avere seminato il dubbio, il diavolo argomenta dicendo che Dio è bugiardo!
Il diavolo propone: “Sarete come Dio” e spiega: “avendo la conoscenza del bene e del male”. Il diavolo propone a Eva un’emancipazione e dice “non hai capito, niente, Dio ti mantiene nell’ignoranza, perché ha paura che tu conosca il bene e il male”! La tentazione era di pensare che si possa fare senza Dio quando c’è la conoscenza del bene e del male. C’è un cambiamento di riferimento; il riferimento iniziale era Dio (qualcuno) e il riferimento che propone il diavolo è la legge (qualcosa).

Oggi, la stramaggioranza della gente ha una conoscenza della legge (religione), ma non ha nessuna conoscenza di Dio. Oggi, la gente si sente colpevole al calibro della conoscenza del bene e del male; questa conoscenza non ha emancipato gli esseri umani, ma li ha imprigionati. Adamo ed Eva hanno sacrificato un rapporto con qualcuno (il Creatore) per un rapporto con qualcosa (la legge morale o religione).
I capi religiosi di tutti i tempi e di tutti i luoghi hanno la conoscenza del bene e del male che il diavolo prometteva e è al nome di questa conoscenza che hanno crocifisso Gesù. Gesù non diceva di fare il male, eppure disturbava i capi religiosi, perché scappava alla prigione del legalismo. Addirittura, Gesù predicava che era venuto per liberare i prigionieri:
“Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il ricupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi, …” (Luca 4:18).

I guardiani della prigione si sono arrabbiati contro Gesù che li mandava in disoccupazione! L’opera di Gesù è il contrario dell’opera del diavolo; Gesù è venuto per liberarci del rapporto con la legge (la conoscenza del bene e del male) per permetterci di ristabilire un rapporto con Dio:
“Colui che persiste nel commettere il peccato proviene dal diavolo, perché il diavolo pecca fin da principio. Per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo” (1 Giovanni 3:8).
Che cosa produce la conoscenza del bene e del male, nella mente della gente? Per una parte, questa conoscenza genera colpevolezza e per un’altra, arroganza.
Chi non arriva a ubbidire alla legge viene torturato dalla sua coscienza e ci sono milioni di esseri umani che soffrono dall’accusa della loro coscienza e che ne perde il sonno! L’altra parte (la gente che pensa di ubbidire alla legge) diviene arrogante e disprezza gli altri.

Ecco il risultato della conoscenza del bene e del male:
disprezzo di se o degli altri! Valeva la pena cedere all’inganno del diavolo?
Dio non ci chiede di ignorare la legge, ma di utilizzarla per quello che vale; non ci è stata data per permetterci di meritare la salvezza, ma per dimostrarci che meritiamo il castigo!
“Voi che volete essere giustificati dalla legge, siete separati da Cristo; siete scaduti dalla grazia” (Galati 5:4).
“La legge è venuta per mezzo di Mosè, ma la grazia e la verità sono venute nel mondo per mezzo di Gesù” (Giovanni 1:17).
La grazia ci salva, non la legge! I farisei conoscevano la legge, noi conosciamo la grazia e la legge! La grazia ci salva e la legge ci guida!

2. “Fede”
(2a) La fede che Dio esiste: Il buon senso indica che l’ordine non nasce dal disordine e che c’è un Creatore che ha messo le cose in ordine. La maggior parte della gente crede che c’è un Creatore, ma non l’identifica con il Dio della Bibbia. Spesso, la gente l’identifica con il Dio della religione e pensa che basta credere che esiste per essere salvato/a. Questa fede non cambia niente alla vita della gente e non salva nessuno; Giacomo scriveva che i demoni hanno questa fede, ma non sono salvati:
“Tu credi che c'è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano” (Giacomo 2:19). Non basta dire “Credo in Dio” per essere salvato/a.

(2b) La fede che salva:
La fede che salva fa ubbidire e cambia qualcosa nella vita. Abraamo ha creduto e la sua fede è entrata in azione. La fede di Abraamo era un rapporto personale con Dio, un rapporto umile e ubbidiente.
Abraamo
(1) ha ascoltato Dio,
(2) ha creduto alle sue promesse e
(3) si è messo in movimento. Abraamo ha fatto diverse esperienze di fede che l’hanno guidato a conoscere Dio come il Sovrano; queste esperienze di fede hanno cambiato la sua vita.
Meglio una piccola fede in un gran Dio che una grande fede in un piccolo Dio.
La fede di Abraamo ha cresciuto con ogni esperienza che ha fatto con Dio
(1) lasciare la casa del suo padre,
(2) offrire il suo figlio Isacco in sacrificio,
(3) salvare Lot e la sua famiglia rapita,
(4) Intercedere per Sodoma e Gomorra.
“Che diremo dunque che il nostro antenato Abraamo abbia ottenuto secondo la carne? Poiché se Abraamo fosse stato giustificato per le opere, egli avrebbe di che vantarsi; ma non davanti a Dio; infatti, che dice la Scrittura? «Abraamo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto come giustizia». Ora a chi opera, il salario non è messo in conto come grazia, ma come debito; mentre a chi non opera ma crede in colui che giustifica l'empio, la sua fede è messa in conto come giustizia” (Romani 4:1-5).
Questo testo non contraddice Giacomo:
“Abraamo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere quando offrì suo figlio Isacco sull'altare? Tu vedi che la fede agiva insieme alle sue opere e che per le opere la fede fu resa completa; così fu adempiuta la Scrittura che dice: «Abraamo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto come giustizia»; e fu chiamato amico di Dio. Dunque vedete che l'uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto. […] Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta” (Giacomo 2:21-26).
La fede è la risposta dell’essere umano alla grazia di Dio; la fede non è un opera, ma un atteggiamento. La fede è la locomotiva e le opere sono le carrozze; la fede viene per primo. Le opere sono l’espressione della gratitudine, non i spiccioli per pagare la salvezza.

3. Fare conoscere
Tutto il ministero di Gesù è “Fare conoscere Dio e il Suo Amore”; tutto il ministero che Gesù ha confidato ai discepoli è “Fare conoscere Dio e il Suo Amore fino alle estremità della terra”:
“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente»” (Matteo 28:19-20).
Nella parola “conoscere” c’è il concetto di esperimentare, di assimilare, di integrare!
C’è una grande differenza tra conoscere le Scritture e conoscere Dio, ma l’uno non dovrebbe escludere l’altro. Purtroppo, la storia mostra che tanta gente conosce le Scritture, senza conoscere Dio. Conoscere è un processo e Paolo riconosce che, fino a quando siamo su questa terra, conosciamo solo in parte:
“L'amore non verrà mai meno. Le profezie verranno abolite; le lingue cesseranno; e la conoscenza verrà abolita; poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito” (1 Corinzi 13:8-10).

Nessuno ha tutta la conoscenza di Dio e questo dovrebbe mantenerci umili! Quando incontriamo un altro cristiano che ha una conoscenza di Dio diversa dalla nostra, ci spetta esaminare ogni cosa e ritenere quello che è buono:
“Ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene;” (1 Tessalonicesi 5:21).
Invece ci sono parecchi litigi che generano divisioni nella Chiesa!

Fare conoscere la Parola di Dio significa predicare, testimoniare, insegnare, avvertire, incoraggiare e correggere; non è poco! C’è un insegnamento convergente nel quale i predicatori contribuiscono tutti a comunicare un’idea più grande e più completa di Dio, senza entrare in conflitto (contraddizione). Uno insiste sulla misericordia di Dio, un altro sulla Sua saggezza, un altro sulla Sua potenza, fedeltà, pazienza, vittoria, ecc.
Questo insegnamento convergente edifica la Chiesa; tutte le predicazioni sono vere e si completano. C’è anche un insegnamento divergente nel quale si propagano eresie.
Già nel primo secolo, gli apostoli mettevano la chiesa in guardia contro i falsi dottori e falsi profeti. C’è un’infinità di filosofie che si contraddicono e la chiesa ha, purtroppo, generato degli insegnamenti che si contraddicono.
Quando l’uno dice che gli esseri umani sono salvati per mezzo delle buone opere, contraddice l’altro che dice che gli esseri umani sono salvati per grazia!
Come fa il popolo per scegliere? Tornare all’insegnamento della Bibbia permette di escludere tante eresie.
La conoscenza della Bibbia è indispensabile; non rimpiazza un rapporto dinamico con Dio, ma lo completa.

4. Non ignorare:
“O ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita” (Romani 6:3-4).
Non è necessario essere ignorante per entrare nel Regno di Dio!!!

C) Imparare
“Avete imparato”, scriveva Paolo! Imparare è possibile solo quando si riconosce umilmente che non si sa ancora. Imparare è un processo per tutta una vita. Imparare richiede tempo e sforzi; bisogna decidere di imparare e rimboccarsi le maniche per farlo! C’è troppo dilettantismo e superficialità nelle chiese evangeliche.
Imparare richiede disciplina e perseveranza; e vorremmo essere discepoli senza disciplina! Un po’ di serietà!

Dato che non c’è la scadenza della verifica, procrastiniamo e lo studio della Bibbia diviene la priorità N° 200!
Ci vuole spesso un incentivo per studiare la Bibbia e impegnarsi a insegnare qualcosa è un buon incentivo.

La chiesa propone molte occasioni di insegnare la Bibbia, inclusi i studi biblici, gli incontri giovanili, la predicazione, l’evangelizzazione, la scuola domenicale, ecc.
Chi va all’università per imparare una materia, dedica tempo, forze e priorità allo studio e lo fa da professionista. Ci vorrebbe lo stesso impegno per imparare la Parola di Dio.
Il telefonino permette rapidamente di scrivere un versetto o un’idea e di non dimenticarli!

Il computer offre una chiave biblica molto rapida e si può esplorare testi o temi metodicamente. Uno studio biblico può incoraggiare qualcuno anche se non è esaustivo. Siamo inondati da informazione quasi inutile che copre la conoscenza biblica! Ricordiamo cose di poca importanza e dimentichiamo gli insegnamenti della Bibbia!
“Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero»” (Matteo 11:29-30).
Si impara a chi sa già. C’è una lunga catena che ci ha raggiunta e che deve raggiungere le generazioni futuri; abbiamo imparato qualcosa della Parola e lo insegneremo a chi ci segue:

“E le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri” (2Timoteo 2:2).
Abbiamo la responsabilità di non interrompere questa catena, ricordandoci che certi sono stati martirizzati per averlo fatto. Per loro, insegnare la Bibbia era più importante della vita del loro corpo.

Per noi, la vita del nostro corpo non è in palio e diamo poca importanza alla catena “imparare-insegnare”. Alla scuola di Gesù c’è molto da imparare; prima, bisogna disimparare il condizionamento del mondo che inquina la nostra mente! Dio ha cose stupende da insegnarci se siamo disposti a imparare da Lui! Lo Spirito profetico continua a soffiare per comunicare il messaggio di Dio agli esseri umani; chi l’ascolterà per comunicarlo?


DIO NON SONNECCHIERÀ NÉ DORMIRÀ

Canto dei pellegrinaggi. Alzo gli occhi verso i monti ... Da dove mi verrà l'aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra.
Egli non permetterà che il tuo piede vacilli; colui che ti protegge non sonnecchierà.
Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchierà né dormirà.
Il Signore è colui che ti protegge; il Signore è la tua ombra; egli sta alla tua destra.
Di giorno il sole non ti colpirà, né la luna di notte.
Il Signore ti preserverà da ogni male; egli proteggerà l'anima tua.
Il Signore ti proteggerà, quando esci e quando entri, ora e sempre. (Salmo 121:1-8)

1. Estate e vacanze
L'estate è la stagione delle vacanze, l'occasione di fare altre cose, di riposarsi, di viaggiare e di divertirsi.
Dimenticare la quotidianità e darsi alla gioia senza preoccupazione; ecco il vero lusso!
Dio non parte in vacanza e non viaggia per divertirsi;
viaggia con noi per proteggerci da ogni incidente e proteggerci da ogni male.
Dio ci ama e ci ama troppo per lasciarci in balìa alla malvagità del diavolo.

Dio ha promesso di accompagnarci se lo accettiamo!
Ci spetta pensare un po'; vogliamo essere accompagnati da Dio in tutti i nostri divertimenti estivi o preferiamo lasciarLo fuori per essere indisturbati nel godimento dei piaceri offerti dal mondo?
L'estate è spesso l'occasione di peccare perché l'ozio e le brame della carne ne danno la possibilità. La Bibbia ci insegna che il diavolo ha lasciato Gesù, dopo avere provato a tentarlo, fino ad un momento opportuno:
“Allora il diavolo, dopo aver finito ogni tentazione, si allontanò da lui fino a un momento opportuno” (Luca 4:13).

Il diavolo è vinto, ma non si dà per vinto.
L'estate è spesso un momento opportuno per il diavolo che cerca a ucciderci. Quando studiamo come il diavolo ha tentato Gesù, ci accorgiamo che le sue proposte sono quasi decenti e che non c'è nessun male apparente a provarci!
"Stop", dice Dio! "Non lasciarti trascinare al macello!". Dio ci avverte che il diavolo ha sempre proposte seducenti per chi ricerca emozioni forti.

2. Libertà, si; anarchia, no!
Si, si, sappiamo tutti che Gesù ci ha chiamati alla libertà e che, comunque, ha già pagato in anticipo per i nostri peccati.
Pagare volontariamente con l’idea che basterà chiedere perdono per ricevere la grazia si chiama tentare Dio.
Siamo certamente liberi di peccare, ma il peccato ha un prezzo che nessuno può pagare. Non giocare con il peccato, perché lo stipendio del peccato è il malessere, la malattia e la morte. Se il peccato non fosse così drammatico, Gesù non sarebbe andato fino alla croce per salvarci dalle sue conseguenze.

Se il perdono non ci costa niente, è opportuno ricordarci che ha costato la vita a Gesù.
“Che diremo dunque? Rimarremo forse nel peccato affinché la grazia abbondi? No di certo! Noi che siamo morti al peccato, come vivremmo ancora in esso?” (Romani 6:1-2).
In estate, quando l'aria della sera è fresca, fa sempre piacere rimanere all'aperto con una candela accesa per allontanare le zanzare.
Purtroppo c'è spesso una falena che vi si avvicina attirata dalla luce.
Basta svolazzare una volta sopra la fiamma per bruciarsi le ali e morire.
Le candele del diavolo ci sembrano innocue ma chi se vi avvicina, solo per vedere, si brucia e muore!
"Stop" ci dice Dio "la fiamma è pericolosa!".

Non dobbiamo avere paura di tutto e rimanere ai domiciliari per paura di incontrare il diavolo per strada, ma dobbiamo essere consapevoli che ci cerca per ucciderci. Gesù ci dice: “«Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe” (Matteo 10:16).
Solo Dio può, e vuole, renderci vittoriosi contro il diavolo, ma se disubbidiamo volontariamente alla sua parola, diventiamo vulnerabili e il diavolo lo sa. Una delle sue strategie è di trascinarci lontano da Dio per tentarci. Nessuno deve ignorarlo!
“Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!»” (Genesi 4:7).

3. Non rattristare lo Spirito Santo
"Non faccio niente di male" dicono i candidati al peccato, "tutti gli altri lo fanno!".
Il calibro dei cristiani non è gli altri, ma Gesù. Ci tocca chiederci "What would Jesus do?" Gesù non si ubriacava, non fornicava, non si drogava, non andava alle slot machines.
Il nostro rapporto con Dio è basato su due promesse, la promessa di Dio di salvarci e la nostra promessa di seguirLo.
Dio dichiara che rimane fedele al suo contratto con noi; e noi?
“Se lo rinnegheremo anch'egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso” (2 Timoteo 2:13).
Ci spetta non rinnegare la nostra promessa di seguirLo.

La storia del popolo d’Israele ci mostra un Dio fedele alle sue promesse e un popolo ripetutamente infedele alla sua alleanza.
Dio mandava i suoi profeti per avvertire il popolo, ma il popolo caparbio non si lasciava avvertire e rompeva il patto come una donna o un uomo adultero.
Le conseguenze dell’allontanamento del popolo sono sempre state dolorose, perciò c’è spesso qualcuno per dire che Dio è sadico.
No, Dio non ha nessun piacere a vedere i suoi figli e figlie soffrire:
“Di' loro: "Com'è vero che io vivo", dice il Signore, DIO, "io non mi compiaccio della morte dell'empio, ma che l'empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie! Perché morireste, o casa d'Israele?"” (Ezechiele 33:11).

Le conseguenze dei nostri peccati sono sempre una perdita di contatto con Dio che dà la vita. Dio non ha bisogno di castigarci;
ci castighiamo noi stessi. Quando rattristiamo lo Spirito Santo, ci ritroviamo vuoti e tristi; siamo stati creati per essere riempiti dallo Spirito Santo:
“Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione” (Efesini 4:30).
La gioia fa parte del Suo frutto e senza di Lui, c’è soltanto il ricordo della gioia persa. Il mondo è bulimico di piacere perché cerca la gioia … e non la trova nei divertimenti peccaminosi. Più si dà a questi divertimenti, più la tristezza riempie i cuori.
Basta guardare i vecchi rammaricati per convincersene.

4. Sceglie dunque la vita
Dio non sonnecchia e non dorme quando ci abbandoniamo al peccato; la nostra coscienza ci avverte, ma Dio non ci impedisce di peccare, perché rispetta le nostre decisioni. L’amore che non rispetta non è amore.
Non siamo dei robot programmati, ma degli esseri umani liberi delle loro scelte; liberi e responsabili.
Dio non ha forzato il suo popolo a fare la Sua volontà, ma l’ha avvertito mediante i profeti: “Ho steso tutto il giorno le mani verso un popolo ribelle, che cammina per una via non buona, seguendo i propri pensieri;” (Isaia 65:2 e Romani 10:20).

La via non buona è larga e molti vi camminano, ma porta alla perdizione:
“Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa”.
“Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano” (Matteo 7:13-14).
La nostra scelta determina il bersaglio: perdizione o vita.

Siamo liberi di scegliere, ma per scegliere, bisogna conoscere le conseguenze. Ignorare (o fingere di ignorare) non cancella le conseguenze!
La Bibbia ci avverte che le conseguenze del peccato sono la morte.
Ci spetta scegliere:
“Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, affinché tu viva, tu e la tua discendenza” (Deuteronomio 30:19).
Ci fa comodo pensare che Dio chiuda un occhio sul nostro peccato, dato che il fuoco del cielo non è caduto su di noi quando abbiamo peccato, nel passato!
Pensiamo, perfino, che Dio tolleri il nostro peccato! Dio è paziente, ma non tollera il nostro peccato; Dio è santo e la santità non è compatibile con il peccato.

5. Il binomio “Illusione-Delusione”
Non è sorprendente di vedere un malessere così esteso nella società odierna?
È opportuno chiederci da dove viene? Perché una percentuale importante delle medicine vendute contiene antidepressivi? La gente dice “sono stato/a sfigato/a”; la Bibbia dice “hai fatto scelte sbagliate”.
Vedo la faccia gioiosa dei giovani pieni di speranza e la faccia torturata dei vecchi disperati. I giovani sono illusi e i vecchi sono delusi.
Bisogna dire ai giovani che l’illusione è una menzogna e che la menzogna viene dal diavolo; per evitare la delusione, bisogna evitare l’illusione!
Il discorso non è né religioso né morale; il discorso è logico.

La religione e la morale minacciano, ma la logica avverte! Chi si lascerà avvertire? Sento dire: “se non ci divertiamo quando siamo giovani, quando ci divertiremo?”, ma perché scegliere un divertimento micidiale? Tanti pensano essere più furbi degli altri e perfino di Dio; sono trasgressivi per l’adrenalina che produce la sfida.
Non seguire la voce del diavolo quando ti dice di trasgredire l’ordine di Dio; è pericoloso. Il diavolo l’ha fatto con Eva e Adamo e vediamo i risultati.
Loro, forse, non sapevano, ma noi sappiamo!

Il tentatore non ha cambiato e la logica non ha cambiato:
le stesse cause producono i stessi effetti e basta vedere la faccia spenta degli anziani per convincersene.
Non seguire la folla che cammina sulla via spaziosa della perdizione; abbi il coraggio di scegliere la via angusta.
Dio ti proteggerà sulla via angusta e ti aiuterà a vincere il maligno.
“Ragazzi, vi ho scritto perché avete conosciuto il Padre. Padri, vi ho scritto perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Giovani, vi ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio rimane in voi, e avete vinto il maligno” (1 Giovanni 2:14).

Dio ha promesso che non sonnecchierà né dormirà. Noi possiamo approfittare dell’estate per sonnecchiare e dormire, ma Dio non lo fa e ci protegge dai pericoli sconosciuti da noi. Ci avverte anche dei pericoli sconosciuti per permetterci di prendere posizione e non lasciarci sorprendere.
Il combattimento spirituale continua anche in estate, perché il diavolo non parte in vacanze. Vigilanza, dunque!
Vegliare e pregare è un consiglio di Gesù ai suoi discepoli (anche noi) e ci spetta prenderlo sul serio. “Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole»” (Matteo 26:41).
Partiamo in vacanza con Dio, non in vacanza da Dio.


COME POTRÀ IL GIOVANE?

“Come potrà il giovane rendere pura la sua via? Badando a essa mediante la tua parola. Ti ho cercato con tutto il mio cuore; non lasciare che mi allontani dai tuoi comandamenti. Ho conservato la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te” (Salmo 119:9-11 Nuova Riveduta).
“Come potrà un giovane tenere pura la sua via? Custodendo le tue parole. Con tutto il cuore ti cerco: non farmi deviare dai tuoi precetti. Conservo nel cuore le tue parole per non offenderti con il peccato” (Salmo 118:9-11).

1. Bada alla tua via!
"Bada alla tua via!" dice il Salmista. E come potrà il giovane badare alla sua via? La risposta è inclusa nello stesso versetto: "Mediante la Parola di Dio". Si tratta di un’esortazione potente. Chi comanda nella vita del giovane, Dio o il peccato? Che criteri il giovane utilizza per scegliere o decidere, la Parola di Dio o il piacere del peccato? Il piacere si è fatto un posto importante nel mondo e è diventato l'idolo di tanti giovani (e non solo)!

Tanta gente vive solo per il piacere e certi hanno venduto la loro anima al diavolo per un piacere effimero.
Dio non è contrario al piacere, ma è contrario all'idolatria del piacere.
La ricerca del piacere non è l'obiettivo della vita cristiana; ne è un effetto collaterale.
Il piacere-idolo è un brutto tiranno e i suoi suddetti non sono felici.

La sete convulsiva di piacere rovina tante vite.
- Il piacere compulsivo della sessualità "libera" rovina le coppie e le famiglie.
- Il piacere del gioco d'azzardo rovina l'economia di chi ne è dipendente.
- Il piacere del mangiare tropo genera obesità.
- Il piacere del fumo produce cancro delle vie respiratorie.
- Il piacere delle sostanze stupefacenti uccide, ecc.

Il piacere è un brutto tiranno per chi si sottomette ai suoi ordini.
Dio non ha creato i giovani per farli prigionieri del piacere peccaminoso. Bisogna sapere dire "No" al piacere peccaminoso e resistere alla molteplicità delle sue sollecitazioni chiamate seduzioni!
Il problema del piacere-idolo è che mette l’ego in primo posto, un posto che solo Dio è degno di occupare nella vita di ognuno.

2. L’inganno della seduzione
Se la seduzione non fosse seducente, non sarebbe più seduzione!
La seduzione è un inganno e il diavolo è il grande ingannatore. Il diavolo regna su questo mondo e utilizza la seduzione del piacere per asservire gli esseri umani alla sua autorità devastante.
Il diavolo ha un solo obiettivo per i giovani: ammazzarli!

“Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere;” (Giovanni 10:10a).
Gesù offre un'altra prospettiva che si chiama vita abbondante:
“Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza” (Giovanni 10:10b).

C'è un'alternativa al lupo, si chiama Gesù. C'è un'alternativa alla morte, si chiama vita abbondante. C’è un’alternativa al piacere peccaminoso, si chiama felicità e armonia.
Che scelta fai?
“Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, affinché tu viva, tu e la tua discendenza” (Deuteronomio 30:19).

Ogni scelta ha conseguenze e ognuno dovrebbe considerare le conseguenze per scegliere.
Per chi è già schiavo dal peccato, Gesù si presenta come il liberatore:
“Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il ricupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi” (Luca 4:18).

Non è troppo tardi per ricevere Gesù e la libertà che dà. O Gesù regna, o il peccato regna nella tua vita! Quale Signore hai scelto di servire? Gesù stesso afferma:
“Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l'uno e amerà l'altro, o avrà riguardo per l'uno e disprezzo per l'altro. Voi non potete servire Dio e Mammona” (Matteo 6:24).

3. Il caos del mondo
Il mondo è pieno di filosofie strane e, oggi, quasi tutto sembra permesso o incoraggiato.
“Non c’è male a farsi del bene” è un invito a liberarsi da tutti i vincoli morali e tanti si lasciano contaminare.
Già 3200 anni fa, ognuno faceva quello che gli pareva meglio:
“In quel tempo, non c'era re in Israele; ognuno faceva quello che gli pareva meglio” (Giudici 21:25). Dio ha messo picchetti per avvertirci e ci ha dato i suoi comandamenti per proteggerci da conseguenze che noi ignoriamo (forse?).

Il peccato non è solo una questione di bene e male, ma una rottura dell’armonia voluta da Dio. Il peccato è una scelta ribelle contro Dio.
I peccatori pensano: “Siamo più furbi di Dio e sfidiamo le sue istruzioni!”.
E’ vero che tanta gente ha un’idea storta di Dio, ma molti cristiani nati di nuovo hanno anche un idea storta di Dio. Anni di morale religiosa hanno dato un’idea storta di Dio.
Gli atei hanno ragione di rifiutare un’idea storta di Dio, ma l’alternativa a “un’idea storta di Dio” non è “nessun Dio”! L’alternativa è “un idea corretta di Dio!”. Un idea corretta di Dio è necessaria per una vita armoniosa, liberata dall’imperialismo dell’ego insaziabile.

4. Siete sale della terra
Tante filosofie seducono la gente, ma sono illusioni che bisogna smascherare in tempo.
Non è semplice! Prendiamo il tempo di pensarci! Se ci fosse realmente una filosofia umana (saggezza) giusta, in 2000 anni, la gente l’avrebbe scoperta e sarebbe diventata la norma di tutti. Una filosofia giusta dà quello che promette!

L’illusione non dà quello che promette. Il vangelo è l’unica saggezza che ha attraversato 2000 anni e non delude chi lo riceve.
Come mai così poca gente lo riceve? Forse perché i giovani da tanto tempo non badano più a rendere la loro via pura. Pensiamoci! Il vangelo è molto di più della testimonianza che portiamo, ma la gente vede/sente solo la nostra testimonianza.
Che testimonianza presentiamo al mondo? Essere “sale della terra”, come Gesù dice, significa essere cristiani saporiti. Invece ci sono troppi cristiani insipidi!
I giovani hanno voglia di badare alla loro via quando vedono cristiani adulti vivere quello che predicano con amore e potenza.

5. Criteri per rendere pura la propria via
Il salmista chiede: “Come il giovane potrà …?”! Significa che non è ovvio.
La via del giovane non è pura automaticamente e bisogna lavorare sodo per renderla pura.

Gli insegnamenti della cultura, della religione, della famiglia non ci permettono di rendere la nostra via pura agli occhi di Dio.
Utilizzare la Parola di Dio (Bibbia) per decidere come rendere la nostra via pura è possibile solo se la conosciamo e se siamo docili.
I capi religiosi, nel tempo di Gesù, conoscevano la Parola di Dio, ma non erano docili; anzi si sono ribellati e hanno fatto crocifiggere Gesù.

Dio ci chiama a:
(1) conoscere la Bibbia
(2) sottometterci alla sua armonia
(3) ubbidire ai suoi insegnamenti.

Ci dà lo Spirito Santo per questo! Guai a chi rattrista lo Spirito Santo con la sua incredulità e la sua disubbidienza. L’insegnamento della Bibbia non si limita a una morale (Questo è buono e questo è male), non è un libro di storia o di storie. La Bibbia è Parola ispirata di Dio. Gesù afferma che: “L’uomo non vivrà solo di pane, ma da ogni Parola che esce dalla bocca di Dio” (Matteo 4:4).

6. Puro! Che cosa significa?
Il chimico dice che un prodotto è puro se non è una miscella. Nella natura, quasi tutto è impuro. Per esempio, l’acqua di mare è una miscela, perché contiene circa 30 grammi di sale per 1000 grammi di acqua (3%)!
L’impurità, cioè il sale, basta a renderla imbevibile. 3% bastano a corrompere 97%...!

Rendere pura l’acqua di mare non è una piccola impresa.
Rendere puro la via del giovane non è una piccola impresa!
Se compro un desalinizzatore per purificare l’acqua di mare, c’è un manuale e guai a chi non lo legge per farlo funzionare bene!
Come il giovane renderà la sua acqua pura? Badando a seguire le istruzioni del manuale!

Logico, no? Non ho bisogno di capire tutti dettagli del funzionamento del desalinizzatore per farlo funzionare bene; basta seguire le istruzioni del manuale che il produttore ha scritto.
La Bibbia è il manuale del giovane per rendere la sua via pura.
Il Produttore della vita è Dio; chi meglio di Lui sa come vivere bene la vita?

7. La sua via …, ma che via?
Su che via camminiamo? Si sceglie la via secondo l’obiettivo da raggiungere!
Quale è il nostro obiettivo, nella vita?
La domanda sembra semplice, ma non è il caso!

Cristiani nati di nuovo, rispondiamo che il nostro obiettivo è di servire Dio, ma non è tutta la storia! In realtà, il nostro obiettivo è anche di avere successo, di guadagnare soldi, di essere benestanti, di godere la vita e di fare carriera.
Speriamo che entrambi gli obiettivi siano compatibili, ma non ci pensiamo per paura che non sia il caso! Così camminiamo con un piede nel mondo e un piede nel cielo e non è comodo!
Quando le due vie divergono, non possiamo più mantenere un piede lì e un piede là; mettiamo allora entrambi i piedi sulla stessa via!
Quale? Troppo spesso finiamo con i due piedi sulla via del mondo e abbandoniamo la via del cielo. La via del cielo è angusta e ripida!

Camminare da solo non è divertente; invece, sulla via larga, ci sono “amici” per incoraggiarci e con chi scherzare! Il problema è che la via larga porta alla perdizione.
Incoraggiarsi a vicenda sulla via larga è micidiale:
“Coraggio, amico, su con le gambe che andiamo in perdizione!”. Cambiare via si chiama convertirsi!

8. Camminare stanca
Una via significa che c'è un processo dinamico: camminare. Si parte dal conosciuto per recarsi verso lo sconosciuto. Nessuno cammina senza avere deciso di camminare, perché camminare stanca.
Tanta gente si lascia portare dal movimento del mondo e va verso la perdizione alla sua insaputa; basta lasciarsi trascinare dalla corrente del mondo.

Fare come gli altri, cioè i ragazzi del mondo è una forte tentazione e bisogna saperlo. Bisogna decidere su che via vogliamo camminare e perseverare.
La decisione deve essere ripresa ogni giorno, perché la pressione del mondo si manifesta ogni giorno. La stanchezza non è un motivo valido per non camminare.
I grandi uomini di Dio hanno passato una vita a camminare, per fede, con Dio.

9. Progredire o girare nel deserto?
Ogni giovane ha la sua via. A volte ci sentiamo soli sulla nostra via, ma Gesù ha promesso di accompagnarci ogni giorno! Le promesse di Gesù ci incoraggiano a perseverare e a non mollare tutto. Nessuno ha una via diritta; zigzaghiamo, perché ci smarriamo e ci ritroviamo nel nulla. Bisogna allora tornare indietro per ritrovare la via.

Come gli Ebrei, giriamo nel deserto. Hanno girato così tanto a motivo della loro incredulità e della loro disobbedienza:
“A chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che furono disubbidienti? Infatti vediamo che non vi poterono entrare a causa della loro incredulità” (Ebrei 3:18-19).
Dio ci mette davanti a cose che non piacciono al nostro ego e siamo tentati di rifiutare di affrontarle. Proviamo a essere più furbi di Dio e continuiamo a camminare pensando di averla scappata bella, ma, un giorno o l'altro, ci ritroviamo davanti alle stesse cose spiacevole che bisognerà affrontare coraggiosamente un giorno o l'altro! Procrastinare non serve, anzi è controproducente.

Dio non ci chiama a sfuggire davanti ai nostri problemi, ma a risolverli e più presto sarà, meglio sarà (the sooner, the better). È utile saperlo, ma è ancora più utile viverlo. A girare nel deserto si cammina, ma non si va avanti...
Gli Ebrei avevano l'illusione di progredire e hanno avuto bisogno di 40 anni per fare quello che si poteva fare in 40 giorni, a causa della loro incredulità e della loro disobbedienza.
È facile criticarli, ma non serve se manifestiamo la stessa incredulità e la stessa disobbedienza. Loro non sapevano, mentre noi sappiamo; sapere ci rende responsabili!

10. Non scoraggiarti!
Ci sembra, ogni tanto, che la nostra via è un vicolo cieco.
Non riusciamo a concretizzare i nostri progetti, ci sono tante sofferenze e... chi ce la fa fare? Lo scoraggiamento è sempre in agguato e chi si scoraggia si ferma.
A noi sembra che la nostra via sia senza uscita, ma non a Dio.
Oltre a questa curva, la via continua, anche se non la vedo ancora.

Cammino per fede, non per vista.
Ho fiducia che Dio non mi lascia in braghe di tela in mezzo al nulla.
Dio non l'ha fatto con gli Ebrei e non lo farà con noi.
Perciò non ci fermiamo! Davanti alle difficoltà, gli Ebrei hanno avuto la forte tentazione di tornare indietro e di camminare indietro verso l'Egitto; Mosè ha dovuto incoraggiarli a non farlo.

“Ora, queste cose avvennero loro per servire da esempio e sono state scritte per ammonire noi, che ci troviamo nella fase conclusiva delle epoche” (1 Corinzi 10:11).
Tutti i cristiani hanno la forte tentazione di tornare indietro da dove Dio li ha salvati.
La volontà di Dio non è di farci tirare indietro, ma di osare andare avanti, per fede:
“Ma il mio giusto per fede vivrà; e se si tira indietro, l'anima mia non lo gradisce». Ora, noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per ottenere la vita” (Ebrei 10:38-39).
Coraggio! La vita per fede non è comoda e Dio ci tira sistematicamente fuori dalla nostra zona di comodità! Come mai? Nella nostra zona di comodità, non viviamo per fede, ma utilizziamo le nostre risorse per dare gloria all’uomo (alla donna) che siamo! La vita cristiana è un’avventura di fede; lo è stata per Abramo, per Mosè e per tanti altri che ci dicono che Dio è fedele e che vale la pena correre i rischi della fede. Non scoraggiarti!

11. Navigatore
I progressi della tecnologia facilitano i viaggiatori.
Il navigatore aiuta a non smarrirsi nel labirinto delle strade.
Il navigatore permette a ognuno di badare alla sua strada.

Come funziona? È collegato al cielo, cioè a satelliti di geo-localizzazione e riceve in continuo informazione per localizzare il viaggiatore.
Il navigatore ha memorizzato molte carte geografiche che mostra sullo schermo. L’elettronica fa il resto e una voce dice che scelta fare a ogni incrocio.
Gesù dice che lo Spirito Santo ci guiderà in tutta la verità; lo Spirito Santo è il nostro navigatore e la memoria delle carte geografiche è la nostra conoscenza della Bibbia.
Al momento giusto, lo Spirito Santo va “pescare” l’informazione necessaria nella nostra memoria e sussurra al nostro orecchio che scelte fare.

Quando non seguo le istruzioni del navigatore, la voce non si arrabbia mai contro di me, ma mi propone un’alternativa o mi fa tornare indietro.
Tornare indietro significa convertirsi. Sembra stupido non accendere il navigatore quando si va verso lo sconosciuto, ma tanta gente si fida dal suo cuore (“ascolta quello che il tuo cuore dice”), come se il “cuore” fosse infallibile. Anche certi cristiani si affidano a quello che sentono, mentre la Bibbia ci dice di badare alla Parola di Dio.
Onestamente, quello che sentiamo cambia 200 volte al giorno e i nostri sentimenti non sono affidabili. L’amore di Dio può essere percepito con sentimenti, ma non è sempre il caso. Spesso crediamo, per fede, che Dio ci ama perché la sua Parola lo dice.

C’è una forma di pseudo spiritualità chiamata esaltazione che è poco spirituale in quanto segue più il cuore che la Parola di Dio!
Quando il navigatore mi guida, non è che io mi senta esaltato o trasportato di felicità, ma mi guida a buon porto.
Se ho fiducia nella tecnologia, posso anche avere fiducia nella Parola di Dio.
Quando andrete a destra o quando andrete a sinistra, le tue orecchie udranno dietro a te una voce che dirà:
«Questa è la via; camminate per essa!» (Isaia 30:21).
Ascoltiamo, dunque, la voce di Dio!
“Quando però sarà venuto Lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire” (Giovanni 16:13).





CHE COSA C’È NEL MEZZO?

"[Gesù] Entrò di nuovo nella sinagoga. C'era un uomo che aveva una mano inaridita, e lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato per poi accusarlo. Egli disse all'uomo che aveva la mano inaridita: "Mettiti nel mezzo!". Poi domandò loro: "È lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?". Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse a quell'uomo: "Stendi la mano!". La stese e la sua mano fu risanata. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire" (Marco 3:1-6).


1. La sinagoga e il sabato
La sinagoga era il luogo della religione, delle regole (legge), della fedeltà alla tradizione. C'era posto per Dio nella sinagoga? La domanda è scandalosa perché, secondo i farisei, Dio «doveva» abitare lì, in quel santuario costruito da mani d’uomo per Lui. Come se Dio dovesse lasciarsi imprigionare in una struttura umana!
Nella casa del vietato e del lecito, Gesù chiese: "È lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?"

La domanda è scandalosa perché il sabato «doveva» essere rispettato a tutti costi. Non si scherza con le cose religiose e i farisei erano disposti ad assassinare Gesù per salvaguardare i dogmi della loro religione:
“Anzi, verrà l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio” (Giovanni 16:2).
Gesù vuole salvare, guarire, sanare; la religione si oppone. Per i farisei, la sofferenza di questo storpio non importava; quello che importava, invece, era l'osservanza della legge di Dio; cioè il rispetto del sabato. E per noi? Gesù disturbò l'ordine stabilito con una domanda d'amore. Come se la sinagoga non fosse il luogo dell'amore; come se il sabato non fosse il giorno dell'amore. Perché Gesù scelse la sinagoga e il sabato per guarire quest’uomo?

2. Indignato dalla durezza dei cuori
Gesù era indignato e rattristato dalla durezza dei loro cuori. Preferire l'ordine religioso alla guarigione di un uomo è una scelta drammatica che rattrista Gesù. Chissà quante volte abbiamo rattristato Gesù con scelte sbagliate? Chissà se il nostro cuore è duro al punto di togliere la vita di qualcuno invece di darla? Gesù è sorgente di vita e i legalisti (i farisei) sono sorgenti di morte! E noi, che sorgenti siamo?: "La sorgente getta forse dalla medesima apertura il dolce e l'amaro?" (Giacomo 3:11).

Non è per caso che Gesù abbia fatto questo miracolo di sabato e nella sinagoga; Gesù ha voluto provocare una riflessione fondamentale sul ruolo della religione (legge) e l'attaccamento carnale a principi, precetti e comandamenti. Gesù ha voluto mostrare che la lettera può uccidere e che solo lo Spirito può vivificare:
“Egli ci ha anche resi idonei a essere ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito vivifica” (2 Corinzi 3:6).
Gesù non dice che la legge data da Mosè è scaduta:
“Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento” (Matteo 5:17) ma che non deve avere il posto centrale (in mezzo) nella vita; questo posto spetta a Dio e al prossimo (amore).
“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle” (Matteo 23:23).
Chiunque ricerca la giustificazione (la salvezza) nella legge è decaduto dalla grazia:
“Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella legge; siete decaduti dalla grazia” (Galati 5:4)! Gesù dice che bisogna dare la precedenza alla giustizia, alla misericordia e alla fedeltà (la gente) senza trascurare la legge!

3. Gioia o ira?
Per i farisei qualcuno doveva stare male, o lo storpio o Gesù (forse entrambi). Per Gesù qualcuno doveva stare bene, o lo storpio o i farisei (forse entrambi). Quello che doveva rallegrare i cuori, cioè la guarigione di uno storpio, scatena ira e accuse. Siamo rallegrati dalla guarigione che Gesù dà o siamo così induriti di cuore che ci arrabbiamo quando Gesù scombussola il nostro ordine per guarire qualcuno? Perché quest’accanimento contro Gesù?

4. Qual è il calibro?
Lecito, non lecito? Vietato, non vietato? Gli uomini cercano disperatamente un codice, delle regole, una legge alla quale aggrapparsi.

Abbiamo bisogno di sapere quello che è giusto e quello che è sbagliato e, forse, anche quello che è bene e quello che è male! Abbiamo bisogno di criteri obiettivi, di riferimenti, di un’autorità per decidere (e giudicare). Gesù fa una domanda per interpellare i farisei, ma non l’ascoltano: “È lecito fare del male … è lecito togliere la vita?”. I farisei non hanno risposto. Rispondere a questa domanda domandava coraggio e umiltà.

Se avessero detto: “È lecito fare del bene e … è lecito salvare”, avrebbero tradito la loro interpretazione della legge. Se avessero risposto: “È lecito fare del male … è lecito togliere la vita, avrebbero tradito lo spirito della legge, cioè l’amore. Gesù ha messo i farisei davanti ad un’incoerenza del loro sistema religioso e … si sono arrabbiati al punto da volere eliminarlo fisicamente (il quale è un’offesa alla legge)!

Quando l’amore per le parole di Dio porta l’uomo a odiare il Figlio di Dio (la Parola fatta carne), c’è qualcosa che non va. Forse è l’amore per le parole di Dio che non andava. Che amore avevano per le parole di Dio? Che rispetto avevano per Dio? Che cosa cercavano nelle parole di Dio? Marco dice che cercavano un motivo per accusarlo! C’era uno spirito di contesa, cercavano un motivo per litigare invece di sottomettersi a Dio per fede.
Questa saggezza è carnale, terrena e diabolica dice (Giacomo 3:15).

5. Regnare o ubbidire?
Gesù disse di fare quello che i farisei dicevano ma non quello che facevano:
“Fate dunque e osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le loro opere; perché dicono e non fanno” (Matteo 23:3).
Era giusto rispettare il sabato come giorno di riposo, ma non spettava a nessuno gestire il riposo degli altri! Cos’è il riposo? Quando l’essere umano non lascia più Dio regnare e si mette in testa di occupare il posto di Dio per regnare (e giudicare gli altri), fa il gioco del diavolo.

Chi regna e chi è sottomesso al Re? Sembra giusto dichiarare che Dio regna e gli esseri umani si sottomettono alla Sovranità di Dio. In realtà, la sovranità è oggetto di concupiscenza e ognuno prova a diventare sovrano anche nel suo piccolo:
“Ma Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che quelli che sono reputati prìncipi delle nazioni le signoreggiano e che i loro grandi le sottomettono al loro dominio” (Marco 10:42).
È facile scambiare la volontà di Dio con quella dell’uomo; è una grave confusione.
Quando l’uomo regna nel Nome di Dio, non compie la volontà di Dio; l’uomo non è chiamato a regnare, ma a servire. Gesù non è venuto per regnare (anche se ne aveva il diritto), ma per servire e salvare: “Appunto come il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti” (Matteo 20:28);
ci ha lasciato un esempio:
“Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io” (Giovanni 13:15). Ovviamente i farisei non avevano capito l’esempio o non avevano voluto capirlo. Volevano regnare, non lasciare Dio regnare.

6. Non farti nessun’immagine di Dio
I farisei si erano fatti un’immagine di Dio (contro il primo comandamento in Esodo 20:4
“Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra”) e volevano forzare Dio a corrispondere a questa immagine.
Dio chiama gli uomini a essere umili per quanto riguarda l’idea che si fanno di Dio (Conosciamo in parte: “Poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo” 1 Corinzi 13:9).
Dio non si lascia imprigionare in nessuna immagine, nessuna teologia (dogmi), nessuna morale (legge); Dio è più grande di tutto questo.
Perché abbiamo così tendenza a definire (limitare) Dio, è strutturare la teologia, a dominare sulla gente? La tentazione suprema è di volere essere come Dio, conoscere il bene e il male per non avere più bisogno di Dio:
“Ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male” (Genesi 3:5).
Un Dio che non si lascia mettere in equazione non è gestibile! Chi ha detto che Dio deve essere gestibile? Non è piuttosto l’uomo che dovrebbe lasciare Dio gestire la sua Creazione? L’uomo ha paura e la sua paura non lo guida né nella verità né nell’amore. Da quando l’uomo (Adamo) ha peccato contro Dio, ha paura. Non è quel che dice a Dio per giustificarsi di essere nascosto?
“Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto»” (Genesi 3:10);
la paura rovina la vita degli esseri umani. L’uomo ha bisogno di essere rassicurato, di trovare sicurezza, di vivere in pace. Quando la sua coscienza lo tormenta, deve trovare un modo per calmarla. L’uomo ha paura da quello che non conosce; ha paura di Dio perché si sa peccatore; ha paura del suo prossimo che potrebbe essere un altro Caino assassino; ha paura del futuro e di non avere le risorse per affrontarlo. Invece di confidarsi nella grazia di Dio, l’uomo s’inventa una storia, una favola, una religione e … si rassicura (s’illude di rassicurarsi) a prezzo modico!

7. Bisogna scegliere il suo campo!
Ci sono poli forti, in questo testo:
• togliere la vita salvare la vita
• fare il male fare il bene
• legge (lecito/non lecito) grazia
• ira dei farisei riconoscenza della guarigione
• farisei Gesù
In mezzo a questi due poli antagonisti, un uomo paralizzato: "Mettiti nel mezzo!"
Gesù non cerca una via di mezzo (nei compromessi); non c’è via di mezzo tra il giusto e lo sbagliato!
Gesù smaschera lo sbagliato e lascia il giusto parlare per Lui.
Gesù mette l’uomo al centro del discorso; i farisei mettono la religione (il legalismo) al centro del discorso. Le esigenze della legge sono contrarie a quelle dell’uomo. La legge non risponde alle attese del paralizzato e il paralizzato non ha nessuna attesa dalla legge o dalla religione (non è venuto alla sinagoga per essere guarito). Gesù cambia tutto; una riunione liturgica ben preparata si trasforma in un momento di vita perché Gesù apporta la vita. Gesù distrugge le strutture artificiali costruite da mano d’uomo e che imprigionano gli uomini (e Dio!); Gesù dà libertà e guarigione.

8. Azione e reazione
La presenza, le parole e gli atti di Gesù non lasciano mai indifferenti. In certi provocano sollievo, speranza e guarigione, in altri producono contrarietà, odio e pensieri criminali. Gesù non si è arrabbiato e non ha alimentato nessun conflitto; Gesù non ha bisogno di polemiche, di litigi o di contese (la sua saggezza è pacifica). Gesù non protegge nessuna teologia, non ha bisogno di persuadere nessuno: agisce! Gesù diceva:
“Se non faccio le opere del Padre mio, non mi credete; ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre” (Giovanni 10:37-38). Le azioni di Gesù parlano a favore suo, ma la gente non vuole ascoltare. Come riceviamo la parola di Dio quando ci perturba? Lo storpio l’ha ricevuta con fede e la sua vita è stata trasformata; i farisei non l’hanno ricevuta e la loro vita è rimasta miserabile.

9. Gesù non si spaventa
Gesù era libero come il vento; l’ira dei farisei non lo tocca. Gesù non risponde alla violenza degli uomini con violenza. Gesù non vuole alimentare la contesa e non butta benzina sul fuoco. Gesù rimane sereno e la sua serenità mostra la giustezza del suo insegnamento:
“Soltanto, comportatevi in modo degno del vangelo di Cristo, affinché, sia che io venga a vedervi sia che io resti lontano, senta dire di voi che state fermi in uno stesso spirito, combattendo insieme con un medesimo animo per la fede del vangelo, per nulla spaventati dagli avversari. Questo per loro è una prova evidente di perdizione; ma per voi di salvezza; e ciò da parte di Dio. Perché vi è stata concessa la grazia, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in Lui, ma anche di soffrire per lui” (Filippesi 1:27-29).
Gesù non insegna con grande dichiarazione o con parole persuasive. Gesù lasciava la verità parlare per sé. Gesù è il canale attraverso il quale Dio parla, ristora, guarisce, salva e dà la vita; è l’unico Nome dato agli uomini per essere salvati:
“In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12).

10. Ambiguità
Il problema dei farisei è presente per ognuno di noi. I cristiani impegnati sono attaccati alla Parole di Dio e fanno di tutto per non tradirla. Per i farisei, il sabato era sacro santo e rispettare il giorno di riposo era un ordine non negoziabile di Dio:
“Ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al SIGNORE Dio tuo; non fare in esso nessun lavoro ordinario, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né lo straniero che abita nella tua città”; “Osserverete dunque il sabato perché è un giorno santo per voi. Chiunque lo profanerà sarà messo a morte. Chiunque farà in esso qualche lavoro sarà eliminato dal suo popolo” (Esodo 20:10 e 31:14).
Quando si comincia a negoziare i comandamenti e ad adottare una certa flessibilità, la porta può essere aperta all’eresia. I farisei volevano mantenere l’eresia fuori e hanno chiuso la porta. I farisei si consideravano i guardiani del vecchio patto (AT). Perché Gesù si mette di traverso? Per i farisei, Gesù dava un messaggio ambiguo; da un lato Gesù diceva che non era venuto per cancellare la legge ma per compierla:
“«Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento” (Matteo 5:17).
Dall’altro lato, Gesù scandalizza con parole come:
“Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato, perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato” (Marco 2:27-28).
Qual è il messaggio di Gesù? Ovviamente Gesù non è ambiguo. Gesù denuncia le pretese di ricompensa (la salvezza mediante le opere) spesso associate all’osservazione della legge.
C’è ambiguità quando c’è l’idea della salvezza mediante le buone opere.
I Riformatori hanno rimesso quest’aspetto al centro del cristianesimo, riscoprendo che l’uomo è salvato per grazia (mediante la fede) e non per le opere:
“Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio” (Efesini 2:8).
Dio aveva dato la legge per 2 motivi:
(1) per dare un quadro morale (e sociale) al popolo d’Israele
(2) per mostrare all’uomo la sua incapacità a raggiungere le esigenze di Dio in termine di santità, di onestà e di amore;

i farisei hanno occultato questo secondo aspetto e si sono compiaciuti nella mediocrità con il pretesto che “così è fatta l’umanità” (sotto inteso “così è fatta l’umanità dal Creatore”).
L’ipocrisia che Gesù ha combattuto era precisamente questo divario tra quello che si doveva insegnare e quello che l’essere umano era in grado di fare (Matteo 23:3).

11. Alternativa?
Ma, d'altronde, che scelta avevano i farisei? Nell’eredità di Adamo c’era l’incapacità di vivere in armonia con Dio e non potevano scappare a questa realtà; lo sapevano bene:
“Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo” (Giovanni 8:9).
Invece di utilizzare la legge come calibro delle proprie azioni la utilizzavano per giudicare gli altri. Se si fossero giudicati se stessi, si sarebbero ravveduti e avrebbero cambiato vita:
«Egli ha accecato i loro occhi e ha indurito i loro cuori, affinché non vedano con gli occhi, e non comprendano con il cuore, e non si convertano, e io non li guarisca» (Giovanni 12:40).
Perciò Paolo c’invita a esaminarci per sapere se siamo nella fede: “Ora ciascuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva dal calice;” “Ciascuno esamini invece l'opera propria; così avrà modo di vantarsi in rapporto a se stesso e non perché si paragona agli altri” (1 Corinzi 11:28; Galati 6:4).
Una parte del problema dei farisei è la loro identità: sono figli della legge più che figli di Dio.
Questo è un pericolo per tutti i cristiani; si chiama legalismo. Siamo d’accordo (almeno lo spero) che l’osservanza della legge non può portare nessuno alla salvezza e che la salvezza è una grazia offerta alla nostra fede.
Ma dopo avere ricevuto la salvezza per fede, torniamo facilmente alla legge con pretese di meriti. Ma la Bibbia dice che senza fede è impossibile piacere a Dio:
“Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano” (Ebrei 11:6).
La salvezza per fede è soltanto il primo passo di una lunga strada di fede e il giusto vivrà per fede, non per legge:
“E che nessuno mediante la legge sia giustificato davanti a Dio è evidente, perché il giusto vivrà per fede” (Galati 3:11).
L'ubbidienza alla legge può dare una falsa sicurezza perché sottintende che basta praticare i suoi comandamenti per essere in regola con Dio; invece è soltanto la fede nell’opera di Gesù che permette all’essere umano di essere in regola con Dio.
È soltanto la fede che dà la sicurezza di cui l’umanità ha tanto bisogno. Quando Gesù tornerà, troverà certamente cristiani legalisti, ma troverà fede sulla terra?
“Io vi dico che renderà giustizia con prontezza. Ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?“ (Luca 18:8).

12. Il fascino del peccato
C’è un altro problema di fondo che bisogna risolvere: “Perché mi disturba tanto vedere gli altri peccare?” Non dovrebbe essere il mio problema, tutto sommato, ma il problema di Dio. Mi disturba pensare che una persona possa godere il peccato e ricevere la salvezza per fede, dopo. Quello che m’inganna è di pensare che si possa godere il peccato. Quello che disturbava i farisei, nel caso della donna adultera:
“Gesù andò al monte degli Ulivi. All'alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna colta in adulterio; e, fattala stare in mezzo, gli dissero: «Maestro, questa donna è stata colta in flagrante adulterio.
Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?» Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra. E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei».
E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?» Ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neppure io ti condanno; va' e non peccare più»” (Giovanni 8:1-11)
Era un atto che avrebbero commesso loro stesso se ne avessero avuto l’occasione, ma non l’hanno avuto e sono convinti di avere perso qualcosa (gelosia?).
Fino a quando pensiamo che il peccato può dare felicità alla gente, siamo gelosi di quelli che peccano! Il vero problema non è l’adulterio di questa donna, ma perché si è consciamente esposta a un rischio mortale? Nessuno si chiede che tipo di rapporto mediocre viveva con suo marito.
Nessuno, tranne Gesù, vede in lei una vittima del diavolo. Si sa che non c’è nessun adulterio felice e pure, tanti esseri umani vivono nell’adulterio per rubare un piacere effimero. Se il cuore umano fosse saldo, non si lascerebbe sedurre dal piacere effimero, ma il cuore umano non è saldo! Il cuore umano è un campo di battaglia ed è pieno delle ferite del passato. La legge non può guarire il cuore umano; può soltanto nascondere le sue ferite dietro una maschera di moralità.
Se la chiesa di Gesù non si preoccupa delle ferite della gente, non compie il ministero che Gesù gli confida. È fantastico pensare che Gesù può perdonare i peccati, ma non è tutta la salvezza che ha conquistata per i suoi.
La salvezza deve includere una guarigione interiore, una rigenerazione che permette ai cristiani di essere saldi nella fede e forti nella tentazione.
Non è il fatto di avere il perdono che significa che i cristiani sono stati sanati e ci sono tanti cristiani ammalati che hanno bisogno di guarigione interiore per diventare saldi nella fede.
Certo che non hanno bisogno del giudizio legalista dei farisei, ma piuttosto dell’amore dei fratelli. Lo troveranno quando i fratelli metteranno l’essere umano in mezzo alla chiesa, come Gesù.
“Ma quelli (i farisei), udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo” (Giovanni 8:9).

13. I dogmi in mezzo alla chiesa
C'è chi mette i dogmi al centro del discorso; Gesù metteva la gente al centro! La Bibbia dice che chiunque invocherà il Nome del Signore (Gesù) sarà salvato:
“Poi li condusse fuori e disse: «Signori, che debbo fare per essere salvato?» Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia»” (Atti 16:30-31); è questa la grazia!
Al limite siamo disposti ad accettare che un pubblicano e una prostituta possano essere salvati perché abbiamo capito che l'amore di Dio si rivolge anche alla gente peccatrice di cui facciamo parte:
“Quale dei due fece la volontà del padre?» Essi gli dissero: «L'ultimo». E Gesù a loro: «Io vi dico in verità: I pubblicani e le prostitute entrano prima di voi nel regno di Dio“ (Matteo 21:31)
Ma non accettiamo che un cattolico o un testimone di Geova possa essere salvato!
Eppure, ci sono cattolici e testimoni di Geova che invocano sinceramente il nome del Signor Gesù! Quando mettiamo i dogmi al centro, non c'è più posto per la gente! Nel Nome del Dio d'amore, ci accaniamo contro chi non ce la pensa come noi!
Abbiamo dogmi e una dottrina e le mettiamo al centro dei rapporti umani!
Dobbiamo convincerci che Dio ama anche i testimoni di Geova e i cattolici! Dio ci chiama ad amarli, anche noi!
Dio non ha detto di amare tutti tranne tante categorie di gente! Se la gente invoca il Nome di Gesù, chi siamo, noi, per dire: "non sei salvato, perché i tuoi dogmi non mi piacciono"?
Certo ci spetta scrutare le Scritture e stabilire dogmi robusti, ma non è collegato alla salvezza di nessuno! C'è probabilmente abbastanza da fare per tirare via le trave dai miei occhi senza volere occuparmi di tirare via le pagliuzze dall'occhio del prossimo mio!
Nel tempo di Gesù c’erano diverse tendenze religiose con dogmi discretamente diversi. I sadducei, i farisei, gli erodiani e gli esseni avevano tutti una comprensione più o meno sbagliata del piano di Dio.

Gesù non ha lanciato una campagna per correggere gli errori; Gesù ha annunciato la buona notizia e tra la gente che l’ha ricevuta, c’era gente di tutte queste tendenze.
Quando la gente si è convertita a Gesù, tutte queste tendenze hanno perso il loro senso. Nello stesso modo, ci sono cattolici, protestanti, ortodossi e altri nella chiesa di Gesù; abbandonano il loro bagaglio di dogmi “strani” man mano che conoscono Gesù personalmente.
Nel “mondo” dei dogmi, ci sono 2 categorie di gente:
(1) quella che difende i dogmi a colpi di grande dichiarazione
(2) quella che cerca di progredire ed è disposta ad abbandonare certi dogmi per seguire Gesù.
I primi non si lasciano convincere e si perde il tempo a parlare con loro; i secondi non hanno bisogno di urli, gridi o altre messe in scena perché si lasciano convincere dalla verità.
Gesù annunciava la verità e ci domanda di annunciare la verità con rispetto e mansuetudine.
Mettere la gente “in mezzo” significa considerare i problemi, le sofferenze, le schiavitù della gente e intervenire per aiutare questa gente con amore.
Quando i dogmi sono in mezzo, la gente torna a casa con le sue sofferenze. Lo storpio è tornato a casa senza le sue sofferenze.
C’era un certo cieco che Gesù ha guarito e a chi i farisei dicevano:
“Rende gloria a Dio, sappiamo che quest’uomo (Gesù) è un peccatore”. Il cieco guarito rifiuta di camminare su questa strada: “Che sia peccatore o no, non lo so! So una cosa: ero cieco e adesso vedo”. L’intervento di Gesù nella vita di questo cieco non era basata su i dogmi o la comprensione che quest’uomo aveva del Regno di Dio, ma sulla sua fede nella grazia di Dio.
I dogmi e le dottrine sono come le fondamenta di una casa, cioè attorno e non in mezzo! Sono necessari per rendere la casa robusta e salda! Tuttavia non sono la ragione di essere della casa! In mezzo alla casa' è la gente che vi vive! La casa è solo un "involucro" per la gente che ci abita. La vita è più importante del involucro!

14. Conclusione
Gesù non ha messo né la legge né i dogmi in mezzo alla sua chiesa, ma l'uomo, lo storpio, il bambino, la prostituta e il peccatore! Dio s'interessa allo storpio invalido, al bambino vulnerabile, alla prostituta frustrata e al peccatore ferito! Sono tutti minimi fratelli che Gesù ci chiama ad amare, sollevare, soccorrere e liberare nel suo nome!
La legge è buona e Gesù non chiama nessuno a disubbidire alla legge, ma non deve occupare il centro della vita. La legge non è fatta per salvare dall’inferno, ma per vivere in armonia. I dogmi sono necessari perché sono le fondamenta della nostra fede e vita cristiana. Gesù non ci chiama a buttare fuori i dogmi, ma a non metterli al centro della nostra vita cristiana. I dogmi non sono fatti per salvare nessuno, ma per mantenerci saldi nella fede.
Tutto sommato, se qualcuna avesse avuto il diritto di mettersi al centro, era Gesù, il Figlio di Dio, il Messia, il Signore, ma non l’ha fatto. Gesù ci lascia un esempio d’umiltà, un esempio d’amore verso la gente e un esempio di coraggio per affrontare solo la maggioranza legalista, dogmatica o egoista!
“Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:
"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Matteo 18:2-3).
E, preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro:
"Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato" (Marco 9:36).

 

STRAORDINARIO

“Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno anche i pagani altrettanto? Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste” (Matteo 5:46-48).

1. Un mondo ordinario.

Il mondo, attorno a noi è ordinario, ma Gesù ci chiama a essere straordinari:
• Amare chi ci ama è ordinario.
• Salutare chi ci saluta è ordinario.
• Ubbidire alle regole di una religione è ordinario.
• Guadagnare il proprio stipendio con onestà è ordinario!
• Godere i piaceri del mondo è ordinario.
• Confidarsi nel denaro è ordinario.
• Sottomettersi alle leggi dello stato è ordinario.
• Ecc.

2. C’è straordinario e straordinario
C'è gente straordinaria in quanto non ama chi l'ama, non saluta chi la saluta e guadagna il suo stipendio con inganno. Questa gente è straordinaria in quanto mediocre, ma Gesù ci chiama a essere straordinari all'altra estremità della scala, cioè a manifestare la perfezione di Dio!

La maggior parte dei farisei era ordinaria in quanto vincolata da una religione. Era ordinario fare offerte al tempio, era ordinario recarsi al tempio per la Pasqua, era ordinario rispettare il riposo sabatico! Questa gente ordinaria ha crocifisso Gesù, perché essi era straordinario! Lo straordinario disturba l'ordinario in quanto mostra che l'ordinario è solo ordinario!
Abbandonare l'ordinario per conquistare lo straordinario, per fede, è il percorso di Abraamo, di Mosè e di tutti gli uomini di fede. Vivere con le sole risorse umane è ordinario, ma vivere per fede è straordinario!

3. Carne e Spirito
“È lo Spirito che vivifica; la carne non è di alcuna utilità; le parole che vi ho dette sono spirito e vita” (Giovanni 6:63). La carne è ordinaria; lo Spirito è straordinario!
“Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito, è spirito” (Giovanni 3:6).

Tutti i figli di Adamo sono nati dalla carne; tutti i figli di Adamo sono ordinari. Bisogna nascere dallo Spirito per diventare straordinari. Chi è nato dallo spirito è diventato figlio/a di Dio, per fede:
“Ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio” (Giovanni 1:12-13).

Nascere di nuovo (cioè diventare figlio/a di Dio) è straordinario. Nicodemo non poteva neanche immaginarlo:
“Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?»” (Giovanni 3:4).

Possiamo immaginare l'ordinario, ma lo straordinario è inimmaginabile. Nicodemo era un capo religioso e tutta la sua religione era ordinaria, cioè carnale.
La religione non permette di nascere di nuovo. Anzi, la religione si oppone alla vita spirituale; sono i figli di Adamo che hanno ucciso il Figlio di Dio. Con la sua volontà di conoscere il bene e il male, Adamo è diventato il primo essere umano religioso.

I figli di Adamo perseguitano a morte i figli di Dio:
“Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro, in modo che non potete fare quello che vorreste” (Galati 5:16-17).

4. Una dimensione in più
L'ordinario e lo straordinario non hanno niente in comune; lo straordinario è una dimensione in più. Se la carne (l'ordinario) corrisponde al piano XY, lo spirito (lo straordinario corrisponde all'altezza Z. Tutti gli sforzi nel piano XY sono vani per conquistare la dimensione Z.

La religione si trova nel piano XY, perciò non permette in nessun modo di conquistare la dimensione spirituale (Z). L'umanismo è una filosofia carnale. Sembra essere umanamente generosa e buona, ma non permette di diventare spirituale. L'umanismo pretende di potere migliorare gli esseri umani, ma è una speranza falsa, come tutto quello che propone il diavolo! Il comunismo è un’altra forma di umanismo; può sedurre, ma non ha niente di spirituale.

5. Umiltà?
Tutti i figli e tutte le figlie di Dio sono persone straordinarie, non per merito ma per grazia. L’umiltà ci spinge, ogni tanto, a negare l’aspetto straordinario della nostra identità di figli di Dio, ma è spesso ambiguo in quanto diciamo di essere incapaci di fare qualcosa nell’idea di avere un pretesto per non dovere ubbidire.

Quando l'umiltà porta qualcuno a trascurare i talenti ricevuti da Dio, c'è qualcosa che non va. Non è più umiltà, ma pigrizia e incredulità. Quello che è stato rimproverato al popolo d'Israele nel deserto era l'incredulità:
“A chi [Dio] giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che furono disubbidienti? Infatti vediamo che non vi poterono entrare a causa della loro incredulità” (Ebrei 3:18-19).
La vera umiltà è associata alla fede e dichiara: “Solo, non posso nulla, ma posso tutto con Cristo che mi fortifica!”. Fare passi di fede è sempre straordinario!

6. Daniele
Daniele era un uomo straordinario perché coltivava con Dio un rapporto stretto. Era lo Spirito Santo che gli rivelava il senso dei sogni del re. Perciò Daniele aveva questa fama di essere una persona straordinaria: “Questo Daniele si distingueva tra i capi e i satrapi, perché c'era in lui uno spirito straordinario; il re pensava di stabilirlo sopra tutto il suo regno” (Daniele 6:3).
Non è Daniele che si vantava di essere straordinario, ma il re stesso!

Quando la gente del mondo parla di noi, menziona che siamo gente straordinaria? Lo straordinario è diverso dall'ordinario ma non ci piace essere diversi! La nostra carne vuole fare di noi dei camaleonti che prendono il colore dell'ambiente dove si trovano. Vogliamo essere santi con i santi e profani con i profani. Non ci piace essere santi tra i profani perché abbiamo paura di essere esclusi dal branco dei profani.
Daniele non si è tirato indietro ed è stato gettato nella fossa dei leoni per avere osato ad essere straordinario. Dio l’ha soccorso in modo sovrannaturale; Dio soccorre sempre i suoi servitori che corrono il rischio di essere straordinari in un mondo ordinario. Quello che rendeva Daniele straordinario era la sua costanza nella preghiera e nell’ubbidienza:

“Quando Daniele seppe che il decreto era firmato, andò a casa sua; e, tenendo le finestre della sua camera superiore aperte verso Gerusalemme, tre volte al giorno si metteva in ginocchio, pregava e ringraziava il suo Dio come era solito fare anche prima” (Daniele 6:10).

7. Gesù era straordinario
Gesù era straordinario tra gli ordinari ed essi l'hanno escluso dal branco. Seguire Gesù significa correre il rischio di essere rigettati dagli esseri umani ordinari. Il religioso è ordinario; lo spirituale è straordinario. Gli uomini religiosi sono quelli che hanno crocifisso Gesù.

Essere luce del mondo significa essere diversi dalle tenebre. La luce è straordinaria; le tenebre sono ordinarie! Non solo Gesù era la luce del mondo:
“Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita»” (Giovanni 8:12),

ma ci chiama a essere anche noi luce del mondo:
“Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta” (Matteo 5:14).

Gesù era straordinario e ci chiama a essere straordinari. “La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l'ha conosciuto. È venuto in casa sua, e i suoi non l'hanno ricevuto;” (Giovanni 1:9-11).

Quello che rendeva Gesù straordinario era il suo rapporto con Dio che chiamava "Padre". Gesù aveva un’altra identità e diceva che l'identità degli uomini del mondo era di essere figli del diavolo. Essere figli del diavolo è ordinario ma diventare figli di Dio è straordinario.
L'amore deve essere il marchio della nostra identità come era il marchio del l'identità di Gesù:
“Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri»” (Giovanni 13:35).

Essere discepoli di Gesù è straordinario! C'è un prezzo da pagare per essere discepoli di Gesù: “[Gesù] Diceva poi a tutti: «Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua...»” (Luca 9:23).
Vogliamo veramente venire dietro a Gesù? Siamo disposti a pagare il prezzo per esserne straordinari? Gesù l'ha fatto e ci ha lasciato un esempio da seguire.

 

CI HA RISCATTATI

“Egli [Gesù Cristo] ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone.” Tito 2:14.

1. Gesù ha dato se stesso

1a. Gesù era volontario per dare se stesso:
“Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita per riprenderla poi. Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Quest'ordine ho ricevuto dal Padre mio” (Giov 10:17-18).

1b. Dare è un verbo del Regno di Dio; Gesù ha dato la sua vita. Per Dio, amare è sempre associato a dare: “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giov 3:16°).

1c. La morte di Gesù non è stata un incidente; Gesù era venuto sulla terra specificamente per dare la sua vita: “Ora, l'animo mio è turbato; e che dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma è per questo che sono venuto incontro a quest'ora” (Giovanni 12:27).
La morte di Gesù non è stata un attimo di distrazione di Dio, ma un progetto maturato.

1d. Dare non è vendere; le religioni vendono il paradiso a gran prezzo di buone opere, ma Gesù non ha creato una religione. Gesù dà la salvezza a chiunque crede che il Suo sacrificio può riscattarlo.

1e. La risposta a “dare” è “ricevere”. Quante volte rifiutiamo di ricevere perché non ci sentiamo degni? Cosi ci auto castighiamo e ci priviamo della grazia di Dio:
“Vigilando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia e molti di voi ne siano contagiati” (Ebrei 12:15).
Chi vuole meritare la grazia di Dio non ha ancora capito che, per definizione, la grazia è gratuita.

1f. La grazia è gratuita per noi, perché Gesù ne ha pagato il prezzo. Il prezzo non si deve pagare due volte; Gesù si è dato per pagare il prezzo del nostro riscatto.

1g. La grazia è gratuita: Per il mondo, quello che è gratuito non ha nessun valore; perciò tanta gente disprezza la grazia di Dio e questo disprezzo ha perfino raggiunto la Chiesa nella quale, purtroppo, tanta gente non fa tanto caso della Grazia!

1h. Dimensione della grazia: Più percepiamo la grandezza della Grazia, più lodiamo Dio. Meno percepiamo la grandezza della Grazia, meno lodiamo Dio!

1i. Per Dio, sei prezioso/a. Non sei prezioso/a per quello che sei o per quello che fai; sei prezioso/a perché Dio ti ama.
“Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Romani 5:8).

 

2. Per riscattarci da ogni iniquità

2a. Shopping: Gesù è venuto sulla terra per fare shopping e ha pagato il conto con il suo sangue.

2b. Un vano modo di vivere: Gesù, dice Pietro, ci ha riscattato con il suo sangue dal vano modo di vivere tramandatoci dai padri:
“Sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia” (1 Pietro 1:18-19).

2c. Un eredità chiamata carne: I padri ci hanno tramandato un modo di vivere vano e sbagliato che la Bibbia chiama “carne”. Adamo ci ha lasciato un’eredità di peccato che c'imprigiona in vizi e comportamenti cattivi. Abbiamo tutti ricevuto dai padri un brutto carattere che fa soffrire gli altri e una mente acciaccata che rifiuta di vederlo.

2d. Moralmente accettabile? Fino a quando giudichiamo che siamo moralmente accettabili, non percepiamo il bisogno di essere riscattati. Pensiamo che solo le prostitute e i pubblicani hanno bisogno di essere riscattati, ma dimentichiamo che siamo tutti corrotti e privi della gloria di Dio:
“Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23).
Abbiamo un concetto esclusivamente morale del peccato, ma non è quello che la Bibbia insegna.

2e. Morale e fare: La morale è collegata a quello che si fa o non si fa.

2f.- Identità ed essere: La Bibbia c’insegna che il peccato è questione d’identità, cioè a quello che si è o no si è. Il progetto di Dio non è solo di renderci moralmente accettabili, ma di cambiare la
nostra identità.

2g. Nascere di nuovo: Siamo tutti nati figli/e di Adamo, ma Gesù ci chiama a nascere di nuovo per diventare figli/e di Dio. Non è colpa nostra se siamo nati figli/e di Adamo, ma è colpa nostra se non
diventiamo figli/e di Dio.

2h. La scelta di cambiare identità: Il riscatto riguarda il nostro cambiamento d’identità dal quale dipende il nostro cambiamento di comportamento. Volere cambiare il comportamento senza
cambiare l’identità (la natura) è impossibile. Con il suo sangue, Gesù ci ha riscattato dalla nostra identità di figli/e di Adamo.


3. Un popolo che gli appartenga

3a. A chi appartieni? Prima di essere riscattati, a chi appartenevamo?

3b. Il vecchio proprietario: Chi era il proprietario delle nostre vite? Adamo ci aveva svenduti al peccato e il diavolo si era impadronito di tutta l'umanità. Il nostro vecchio padrone che Gesù
chiamava "principe del mondo" era un tiranno malvagio. Il suo unico obiettivo era di ucciderci:
“Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore” (Giovanni 10:10-11).
Il diavolo ruba; Gesù riscatta! Il diavolo ammazza; Gesù dà la vita eterna. Il diavolo distrugge; Gesù ricostruisce (edifica).

3c.- Cambiare proprietario: Quando ci siamo convertiti, abbiamo cambiato proprietario! Il vecchio proprietario non ha più nessun diritto su di noi da quando il prezzo del riscatto è stato pagato.
Quando compro una macchina, ricevo un certificato dal PRA che attesta che sono il proprietario del veicolo. Il vecchio proprietario non ha più nessun diritto sulla macchina, perché il prezzo è stato
pagato a pieno. Gesù ha pagato un grande prezzo per riscattarci dal vecchio proprietario. Nessuno può pagare il prezzo del proprio riscatto. Che disperazione!

3d.- Religioni = bufala: Le religioni ingannano gli esseri umani con l'idea che ognuno può riscattarsi con sforzi e buone opere. La proposta delle religioni è una bufala!

3e.- Gesù è il proprietario legittimo della Chiesa: La Chiesa è proprietà di Gesù e Gesù si occupa della sua proprietà. Gesù è partito al cielo, ma ha mandato lo Spirito Santo per curare la sua
Chiesa.

3f.- Non criticare la Chiesa: Chiunque critica la Chiesa critica il Suo Proprietario, cioè Gesù. La Chiesa non è ancora perfetta, ma non spetta a nessun’essere umano criticarla e giudicarla. Per
fede, Dio ci chiama ad andare avanti e a non lasciare niente fermarci. Non è il nostro problema se la Chiesa è imperfetta; è il problema del Suo Proprietario.

3g.- Riscattato/a per chi? Troppi cristiani pensano che sono stati riscattati per loro, ma non è il caso!

3h. Partecipare a un popolo:
Siamo stati riscattati per essere un popolo che appartiene a Gesù. Gesù ci ha riscattati per compiere la Sua volontà, non la nostra. L’alternativa è essere un popolo che appartiene al diavolo o essere un popolo che appartiene a Gesù. Dio non ci ha salvati per appartenere a nessuno o a noi stessi. Quando dobbiamo scegliere tra i nostri vantaggi e la volontà di Dio, che cosa scegliamo?

3i. Un popolo disubbidiente:
Chi è questo popolo che pretende di avere il diritto di non ubbidire a Dio per soddisfare la sua carnalità? Non vogliamo che Gesù regni su di noi:
“Or i suoi concittadini l'odiavano e gli mandarono dietro degli ambasciatori per dire: «Non vogliamo che costui regni su di noi» (Luca 19:14).
Vogliamo regnare noi; diciamo “Signore, Signore!”, ma non lo lasciamo regnare. Diamo alla nostra volontà più importanza che alla volontà di Dio. Forse pensiamo “Intanto sono stato salvato dai miei peccati” e facciamo quello che vogliamo?

3j. Dare gloria a Dio:
Dove è la gratitudine e la gloria dovuta al nostro Signore?
“Gesù, rispondendo, disse: «I dieci non sono stati tutti purificati? Dove sono gli altri nove?
Non si è trovato nessuno che sia tornato per dare gloria a Dio tranne questo straniero?»” (Luca 17:17-18).
Abbiamo dimenticato di dare gloria a Dio per la purificazione. Dare gloria significa dedicare la nostra vita al nostro Salvatore 24/24 e 7/7 per fare “Grazia”.
“Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità” (1 Giovanni 3:18).

3k. Lo Spirito Santo = sigillo dell’appartenenza:
“Voi però non siete nella carne ma nello Spirito, se lo Spirito di Dio abita veramente in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui” (Romani 8:9).

 

4. Zelante nelle opere buone:

4a. Gesù era zelante per l’opera di Dio: E i suoi discepoli si ricordarono che sta scritto:
«Lo zelo per la tua casa mi consuma» (Giovanni 2:17) (vedi Salmo 69:9).

4b. Ci sono dei talenti sepolti, invece di essere utilizzati con zelo. A quelli che sono zelanti per fare fruttare i talenti che hanno ricevuto, Gesù dirà:
Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore" (Matteo 25:21)
ma ai pigri che trascurano i loro talenti, Gesù dirà:
“Il suo padrone gli rispose: "Servo malvagio e fannullone, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; dovevi dunque portare il mio denaro dai banchieri; al mio ritorno avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti. Poiché a chiunque ha, sarà dato ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti" (Matteo 25:26-30).
Gesù ammonisce i servi fannulloni e pigri che la loro parte sarà pianto e stridore di denti.

4c. Zelo o pigrizia:
Paolo scriveva: “Quanto allo zelo, non siate pigri; siate ferventi nello spirito, servite il Signore;” (Romani 12:11).

4d. La cattiva fama delle buone opere:
Le opere buone non hanno una buona reputazione nel mondo evangelico, perché sono associate ai meriti, ma rispondere a un errore con un altro errore non è giusto. Se le buone opere NON servono a meritare la salvezza, Dio ci chiama a praticarle per esprimere la nostra riconoscenza per il dono gratuito della salvezza.

4e. Non salvati per buone opere:
La Riforma ha scoperto che la salvezza è una grazia offerta alla fede, mentre la religione affermava che la salvezza era una ricompensa offerta alle buone opere.
Se le buone opere permettessero di ottenere la salvezza, Gesù sarebbe morto in vano!

4f. Salvati per grazia:
“Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo” (Efesini 2:8-10).

4g. Siamo salvati PER compiere buone opere:
Le buone opere sono la conseguenza della salvezza e ogni cristiano nato di nuovo è chiamato a manifestarne tante.

4h. Gesù era conosciuto per le sue opere buone:
“Gesù disse loro: «Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate?»” (Giovanni 10:32).

4i. Il biglietto di visita del cristiano:
Gesù ci chiede di essere conosciuti per le nostre opere buone:
“Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli” (Matteo 5:16).

4l. Buone opere compiute alla sola gloria di Dio!


 

“NON COSÌ TRA DI VOI”

“Ma Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che quelli che sono reputati prìncipi delle nazioni le signoreggiano e che i loro grandi esercitano autorità su di esse. Ma non è così tra di voi; anzi, chiunque vorrà essere grande fra voi sarà vostro servitore; e chiunque tra di voi vorrà essere primo sarà servo di tutti”. (Marco 10:42-44)

1. Egemonia e rassegnazione

Il modello di società nel mondo è fatto di egemonia (dominio) e di rassegnazione (sottomissione forzata). Per difetto, tutti gli esseri umani funzionano così; fa parte dell'eredità ricevuta da Adamo (1Pietro 5:8). Gesù propone un'altra eredità, ma i suoi meccanismi ci sono così sconosciuti (e sconvolgenti) che stentiamo a funzionare come insegna Gesù. Siamo stati riscattati da Gesù, ma torniamo facilmente ai schemi di Adamo, come gli Israeliti nel deserto.

2. Gerarchia

Il modello gerarchico, che tutti hanno sperimentato nella vita, si costruisce attorno ai genitori che dominano sui figli per amore dell'ordine. L'educazione è fatta di dominio e di rassegnazione. Ci siamo rassegnati ad ubbidire perché il rapporto di forza non ci permetteva di fare altrimenti. Certi si sono convinti che i genitori dominavano per il bene dei figli, ma altri hanno sperimentato un conflitto di potere nel quale perdevano sistematicamente. Che frustrazione! Così si sono istallati schemi di comportamento sbagliato che stentiamo a correggere. Poi riproduciamo nei nostri figli/e il male di cui siamo stati vittime. E così avanti per generazioni.

3. La carne e le sue rivendicazioni

La carne vuole dominare, e non solo quella dei maschi! Purtroppo il modello di dominio e sottomissione ha invaso anche il mondo lavorativo, religioso, politico e sociale. Il contagio è così diffuso che viene chiamato "buon senso". Si tratta di un rapporto di forza o addirittura di violenza. Chi ha subito violenza la fa subire ad altri. Spesso i bambini abusati sessualmente diventano a loro volta pedofili perché la violenza sessuale è l'unico modello di rapporto intimo che conoscono; è logico ma drammatico. Siamo tutti prigionieri del nostro condizionamento e chi ce ne libererà? Chi desidera essere liberato dal buon senso? La gente religiosa è prigioniera della morale e della minaccia del castigo.

4. Le religioni vogliono dominare

Il cattolicesimo ha creato una gerarchia per dominare sul “gregge”. Le religioni dominano con la minaccia dell’inferno e la paura della scomunica. L’istituzione ha mantenuto i “fedeli” infantili per dominarli meglio. I rapporti interpersonali sono basati su decreti e non c’è posto per l’amore. Dove regna il timore, l’amore non c’è. L’autorità dell’istituzione non è lo Spirito Santo, ma è violenza psicologica e fisica. Già ai tempi di Gesù, la religione non tollerava nessuna disubbidienza alle sue regole: “Nessuno però parlava di lui apertamente, per paura dei Giudei”. (Giov 7:13) e Questo dissero i suoi genitori perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che se uno riconoscesse Gesù come Cristo, fosse espulso dalla sinagoga. (Giovanni 9:22).
Il sistema religioso stabilito dai Giudei era intollerante e imponeva agli esseri umani il suo modo di fare.

5. Liberazione

Il sacerdozio universale è la liberazione dal sacerdote-mago. Gesù fa di tutti i suoi fratelli dei sacerdoti: “e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno e dei sacerdoti del Dio e Padre suo, a lui sia la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.” (Apocalisse 1:5-6).
Nessuno si prende questo titolo di sacerdote da se stesso, ma lo riceve da Gesù che l’ha ricevuto da Dio. In questo tipo di rapporto, nessuno essere umano domina su un altro; solo Dio regna e domina e tutti Gli si sottomettono.

6. Nella vera Chiesa

Pietro dice che gli anziani non devono dominare secondo i meccanismi del mondo: “pascete il gregge di Dio che è tra di voi, sorvegliandolo, non per obbligo, ma volenterosamente secondo Dio; non per vile guadagno, ma di buon animo; non come dominatori di quelli che vi sono affidati, ma come esempi del gregge”. (1Pietro 5:2-3).
Che cosa si deve fare quando ci sono falsi fratelli che vogliono prendere il potere per dominare sulla chiesa? Purtroppo ci sono falsi fratelli:
“Anzi, proprio a causa di intrusi, falsi fratelli, infiltratisi di nascosto tra di noi per spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù, con l'intenzione di renderci schiavi” (Galati 2:4).
Come mai c’è gente che è disposta a lasciarsi schiavizzare? È perché è insicura e un capo carismatico la rassicura! Pur di essere rassicurata, si lascia schiavizzare. Altra gente invece pensa che la gerarchia della chiesa viene da Dio e che ribellarsi è un peccato; perciò si sottomette con ambiguità.

7. Non imitare gli errori

Il condizionamento cattolico viene riprodotto nelle chiese evangeliche, perché è l’unico che la gente conosce. Essere nato/a di nuovo non significa che tutto è cambiato magicamente. Dio ci chiama a lavorare alla nostra santificazione:
“Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio”. (2 Corinzi 7:1).
Santificazione include l’idea di separazione. Dio ci chiama a separarci dagli atteggiamenti del mondo e dal condizionamento che ne abbiamo ereditato. È un lungo lavoro e siamo tutti in cantiere; finché Gesù non torna, il lavoro non è finito: “E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù”. (Filippesi 1:6).
La carne, cioè la natura non rigenerata, vuole dominare sugli altri e li fa soffrire, perché non li ama.
Fa piacere alla carne dei leader (pastori, anziani) dominare in un modo o nell’altro. Paolo parla di autorità, ma non per distruggere:
“Perciò vi scrivo queste cose mentre sono assente, affinché, quando sarò presente, io non abbia a procedere rigorosamente secondo l'autorità che il Signore mi ha data per edificare e non per distruggere”. (2 Corinzi 13:10).
Chi controlla se i fedeli danno la decima impone un dominio che Dio disapprova. Questo legalismo è una prigione. Non è sbagliato dare soldi alla chiesa, ma è sbagliato focalizzare l’attenzione sui soldi e farne un motivo di colpa.

8. Non vi fate chiamare “Rabbi”

Gesù ci insegna a considerarci fratelli e sorelle e a non stabilire nessuna gerarchia fondata sull’autoritarismo degli esseri umani:
“Ma voi non vi fate chiamare "Rabbì"; perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo; ma il maggiore tra di voi sia vostro servitore. Chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque si abbasserà sarà innalzato. (Matteo 23:8-12).
Ciò non significa che nella chiesa ci sia anarchia, ma che dobbiamo sottometterci al nostro Maestro/Padre/Guida. È più facile sottomettersi a chi impone la sottomissione che a chi dà la libertà. La nostra responsabilità è legata alla nostra libertà. Dio ci considera esseri umani adulti e responsabili. Se tutti i cristiani fossero responsabili, la chiesa sarebbe unita e ubbidiente. Invece, siamo allenati, secondo il mondo, a giocare ai furbetti e lo facciamo anche in chiesa. Dio ci chiama ad abbandonare questo comportamento infantile. Convertirsi significa abbandonare i comportamenti ereditati da Adamo (il mondo) per scegliere quelli presentati da Gesù. I comportamenti di Adamo sono diventati riflessi che qualifichiamo normali, perché quasi tutti li praticano. I cristiani nati di nuovo hanno un altro Padre e imparano da Lui i comportamenti che il mondo considera anomali.


9. Crocifiggere la carne

Nelle chiese evangeliche si vede di tutto e il suo contrario. Purtroppo istaurare il Regno di Dio nella vita dei cristiani non è facile; la carne si oppone vigorosamente. Non si può negoziare con la carne, perché è imperialista, egoista, arrogante; la carne, dice Paolo, deve essere crocifissa:
“Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri”. (Galati 5:24).
La sete di dominare, di ordinare e di regnare è carnale e non deve esistere nella chiesa di Gesù. Che cosa bisogna fare quando esiste e che gli esseri umani litigano per il potere? Come mettere ordine senza ricorrere alla violenza, al dominio e all’autoritarismo? Paolo è stato confrontato a questa realtà e ha dovuto restare saldo. Egli parla di un’autorità spirituale che Dio dà per edificare la chiesa, non per distruggerla:
“Perciò vi scrivo queste cose mentre sono assente, affinché, quando sarò presente, io non abbia a procedere rigorosamente secondo l'autorità che il Signore mi ha data per edificare e non per distruggere”. (2 Corinzi 13:10).

10. WWJD? (What Would Jesus Do)?

Non si tratta di limitare la volontà di potere, ma di rinunciarvi. La vera autorità è quella dello Spirito Santo: “La mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza” (1 Corinzi 2:4).
Gesù aveva grande autorità e le sue opere potente (segni miracolosi) confermavano i suoi discorsi. Gesù non aveva bisogno di gridare, urlare e terrorizzare le folle per essere ascoltato. Gesù parlava come nessuno:
“Le guardie dunque tornarono dai capi dei sacerdoti e dai farisei, i quali dissero loro: «Perché non l'avete portato?» Le guardie risposero: «Nessuno parlò mai come quest'uomo!»” (Giovanni 7:45-46).
Gesù aveva un autorità spirituale che colpiva la gente:
“Ed essi si stupivano del suo insegnamento perché parlava con autorità”. (Luca 4:32).
Gesù lasciava lo Spirito Santo convincere la gente; Lui si limitava a dire le parole di Dio! Gesù diceva la verità e lasciava ognuno gestire il messaggio. Stranamente la gente che grida non fa cambiare idea a nessuno e gridare non serve a niente.
Gesù rimaneva sereno e relax!

11. Domino

Dominare significa essere il domino, cioè il padrone che vuole controllare tutto. C’è soltanto un Padrone che controlla tutto: Dio. Chiunque vuole dominare, usurpa il potere a Dio e s’innalza in alto. Dio non ha delegato la sua dominazione a nessuno; Gesù non ha chiesto a Pietro di rimpiazzarLo dopo la sua ascensione. La carne tenta di dominare:
- con la paura del castigo,
- con gli insulti e il sarcasmo,
- con i ricatti di ogni tipo
- con la corruzione e l’ingiustizia
- con le menzogne, l’inganno e la seduzione
- con la forza e la violenza
- ecc.

“Non così tra di voi”, dice Gesù.
Il progetto di Dio era di essere il Re d’Israele, ma il popolo ha richiesto un re umano per fare come le altre nazioni. Samuele aveva avvertito il popolo che il re umano sarebbe scivolato nell’imperialismo, la tirannia e la dominazione violente. E così è stato con la maggioranza dei re d’Israele. Così è stato con la chiesa cattolica che si è dato un papa e una gerarchia per dominare sul gregge.
La carne ci è così familiare che la consideriamo come normale. La carne è normale al calibro di Adamo e dei suoi figli/e. Per Dio, la carne è anormale.

12. Leadership

“Saranno divisi il padre contro il figlio e il figlio contro il padre; la madre contro la figlia, la figlia contro la madre; la suocera contro la nuora e la nuora contro la suocera»”. (Luca 12:53).
I rapporti interpersonali sono spesso conflittuali, perché ognuno cerca di dominare sugli altri. Gesù cita una profezia dell’AT (Michea 7:6) e mostra che ci sono tre assi di conflitto per la leadership. I padri vogliono dominare i figli (e reciprocamente quando i figli sono adolescenti). Le madri vogliono dominare le figlie (e reciprocamente) e le suocere vogliono dominare le loro nuore. Queste tensioni portano a divisioni nelle famiglie. “Non così tra di voi!” dice Gesù! Vivere il vangelo in famiglia è molto difficile, perché in famiglia il vero carattere (la carne) viene a gala e ognuno si rassegna alla carnalità degli altri, quando non vi trova piacere! La vera conversione deve stendersi in tutti i reparti della nostra vita, non solo nella vita della domenica, al culto! Quanta ipocrisia, purtroppo! E ognuno cerca di spiegare perché lascia la propria carne regnare, mentre Gesù ci chiama a pentirci e a cambiare atteggiamento.

13. Riposo per le vostre anime!

“Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre;” (Matteo 11:29).
Gesù propone rapporti umani diversi dal conflitto di potere. Lui, il Signore parla di mansuetudine e di umiltà e questi valori sono esclusivamente valori del Regno di Dio. L’umiltà è la chiave! Se il Signore era umile, sarebbe utile che i suoi discepoli lo siano anche! Gesù non aveva nessuna pretesa, non era arrogante e non disprezzava nessuno come i grandi di questo mondo fanno. Gesù era più grande dei grandi di questo mondo, ma non rivendicava nessun dominio. Mentre l’atteggiamento dei figli di Adamo genera stress e tensione, Gesù parla di riposo per l’anima di chi l’ascolta e l’imita. Davanti agli arroganti pretenziosi, Gesù si rivolge ai suoi discepoli:
“Non così tra di voi!”.

“Ma Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che quelli che sono reputati prìncipi delle nazioni le signoreggiano e che i loro grandi esercitano autorità su di esse. Ma non è così tra di voi; anzi, chiunque vorrà essere grande fra voi sarà vostro servitore; e chiunque tra di voi vorrà essere primo sarà servo di tutti”. (Marco 10:42-44).

 

GIONA O LE PERIPEZIE DI UN PROFETA DIFFIDENTE

La storia di Giona è comica, tragica e incoraggiante.
Le 13 tappe della vita di Giona sono:
1. Prima chiamata di Dio: “Alzati!” (1:2)
2. Fuga (1:3)
3. Prima risposta di Dio (1:4)
4. Giona gettato nel mare (1:15)
5. Salvataggio di Giona nel mare (2:1)
6. Preghiera di Giona (2:3)
7. Seconda chiamata di Dio: “Alzati!” (3:2)
8. Ubbidienza di Giona (3:3)
9. Predicazione e pentimento dei Niniviti (3:5-6)
10. Primo dispiacere e irritazione di Giona (4:1)
11. Crescita di un ricino (4:6)
12. Secondo dispiacere e irritazione di Giona (4:9)
13. Pietà (compassione) di Dio (4:11)

1. Prima chiamata di Dio: “Alzati” (Giona 1:2)
Giona non ha avuto dubbi sulla chiamata di Dio; non si è chiesto se questa idea di andare in missione procedeva dalla sua fantasia! Giona sapeva bene che Dio lo chiamava ad andare a Ninive, ma questa missione non gli piaceva! Una chiamata di Dio sempre disturba e scombussola i propri piani. Giona era profeta di Dio e perciò abituato a raccogliere il messaggio di Dio per farlo conoscere agli uomini. Sapeva distinguere la voce di Dio tra mille! Ma questa volta il progetto di Dio non gli piaceva!
Fino a quando si trattava di parlare a Israele, Giona lo faceva, ma andare all’estero era inconcepibile. Ninive era la capitale dei nemici d’Israele. E poi portare un messaggio poco popolare “Pentitevi” era rischioso. Chi sa quanto tempo Giona ha pensato a queste cose e deciso di non pensarci più! Ma il pensiero tornava come un chiodo attirato da una calamita e Giona si è stufato! “Basta, Signore; non voglio pensarci più e non ci andrò!” Giona si sarà girato cento volte sul suo letto, cercando il sonno liberatore … ma non veniva e Giona ha cominciato a pensare a una strategia alternativa per liberarsi da questa chiamata! “Se Dio mi chiama ad alzarmi per andare all’est, mi alzerò e sfuggirò all’ovest”. “Quando sarò via, in mezzo al mare, chi sa se Dio si occuperà ancora di me! Manderà un altro profeta!!!”.
Dio non voleva mandare un altro profeta! Dio non è limitato dalla malavoglia di Giona! Perché Dio è Dio, ha i mezzi per agire e convincere Giona a vivere cose stupende. Non è che Dio si sia arrabbiato o impazientito con il suo profeta diffidente! Dio conosceva già la tortuosità del cuore di Giona! Dio sa che sarà lungo, ma Dio non è in fretta! Dio ha dato una vita intera a Giona per realizzare un progetto ben definito. Qualcuno pensa che Dio si sia accanito contro Giona e non ha rispettato la sua scelta. Un Dio che forza non è un Dio d’amore!
Precisamente! Dio non ha forzato Giona; l’ha convinto! La strada della convinzione è stata lunga ma efficiente! Dio continua a chiamare gente tortuosa, confusa e diffidente … siamo tutti +/- così: “Alzati!”.
Come siamo disposti a rispondere alla sua chiamata? Dio non chiama nessuno a una vita comoda e liscia. Dio chiama i suoi a vivere un’avventura di fede sorprendente. Vogliamo vivere una vita fuori dal comune?

2. Fuga (Giona 1:3)
Dio ci chiama a fuggire il male, non gli ordini che ci dà: “Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l'uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo” (1 Corinzi 6:18),
“Perciò, miei cari, fuggite l'idolatria” (1 Corinzi 10:14)!
Darsi alla fuga piuttosto che affrontare le difficoltà è una reazione molto comune. Sfuggire lascia, tuttavia, un sentimento di insicurezza di se stesso e poco auto-stima. Darsi alla fuga significa che c’è la paura di affrontare le difficoltà, la paura di risolvere i problemi e la paura dello sconosciuto.
Queste paure sono semenza di nevrosi e di depressione. Alla scuola di Dio, impariamo a farci coraggio, a non temere le difficoltà; impariamo a ricevere saggezza per risolvere i problemi.
Dio ci chiama a un’igiene mentale e psicologica, cioè a pensare giusto e a reagire giusto. Giona ha pensato che fuggire era la soluzione, ma non era il caso. Dio ha permesso che la sua storia ci sia trasmessa per insegnarci che fuggire non serve se non a metterci nei guai.
Dio non ci chiama a essere testardi e a perseverare a tutti costi. Si tratta di perseverare sulla strada giusta, ma quando sbagliamo strada, bisogna avere l’umiltà e il coraggio di tornare in dietro. Tornare in dietro non è una fuga! Giona è sfuggito, non è subito tornato indietro! Più tardi, quando il frutto amare della sua disubbidienza è maturato, è tornato indietro … in Israele.
Sfuggire dà l’idea che c’è qualcuno più forte che impone il terrore e non lascia nessun’alternativa. Dio non impone terrore a nessuno; il diavolo, sì! Giona doveva ancora imparare che la volontà di Dio è buona e che non c’è niente di migliore che questa Sua volontà.
Dio non chiamava Giona ad andare a Ninive per metterlo a disagio, ma per utilizzarlo come strumento di salvezza! A Giona non piaceva questa idea. La volontà di Dio non piace mai alla nostra carne, perché c’illudiamo e pensiamo che c’è qualcosa di migliore per noi … Giona pensava che sfuggendo, Dio sceglierebbe un altro profeta per mandarlo in missione a Ninive.
La storia mostra che Dio non si è rassegnato; Dio non ha cambiato idea. Nessuno può fare cambiare il progetto di Dio; Dio è sovrano e ha i mezzi per compiere la sua volontà.

3. Prima risposta di Dio (Giona 1:4)
Dio avrebbe potuto fermare Giona p
rima che s’imbarchi nella nave, ma non l’ha fatto; perché? Dio lascia le conseguenze della disubbidienza manifestarsi. Dio non ha castigato Giona; non l’ha bastonato e non l’ha forzato a cambiare idea. Dio ha cominciato un lungo lavoro di educazione di Giona per portarlo al pentimento e all’ubbidienza gioiosa. Dio utilizza le circostanza per fare pensare Giona.
All’inizio, Giona non vuole pensare a niente e va dormire nella sua cabina! Per i marinai pagani, la tempesta è una sfortuna e Giona è uno sfortunato! Dall’inizio, Giona sa che non è per caso che le cose vanno storte, sa che Dio controlla quello che lui non controlla e si accorge che la sua strategia di fuga non giova né alla sua vita né a quella degli altri viaggiatori. Disubbidire a Dio non giova a nessuno, perché la volontà di Dio è buona.
La disubbidienza di Giona ha causato una grande angoscia nel cuore dei marinai. Ma Dio si è anche rivelato a loro e hanno capito che il Dio d’Israele è potente per calmare la tempesta e salvare dalla morte.
Hanno offerto un sacrificio a questo Dio potente e fatto voti.
Dio ama tutti gli esseri umani e Dio non voleva che nessuno muoia; né Giona né i marinai! Dio ha la capacità di utilizzare un profeta disubbidiente per farsi conoscere ai marinai.

4. Giona gettato nel mare (Giona 1:15)

Dopo una riflessione lunga, Giona si arrende; accetta che la morte sia l’epilogo della sua fuga e si fa buttare nel mare. I marinai lo prendono e credono alle sue parole:
“Egli [Giona] rispose: «Prendetemi e gettatemi in mare, e il mare si calmerà per voi; perché io so che questa gran tempesta vi piomba addosso per causa mia»” (1:12). In mezzo al mare, non c’è via di fuga per Giona! Non può più giocare al furbetto!
Si ritrova davanti alla sua disubbidienza e alle sue conseguenze. Qualcuno penserà che Dio voleva castigarlo, ma una lettura attenta mostra che non è il caso. Dio voleva educare, formare e salvare Giona. Se Dio avesse voluto castigare Giona, l’avrebbe ucciso, ma tale non era il suo piano.
Giona non lo sapeva, perché doveva ancora scoprire che Dio è misericordioso. Conviene fermarsi su questi momenti drammatici per Giona; la disperazione, la paura, la solitudine e … un Dio che non osa più invocare, perché Gli ha disubbidito. La morte è sempre un momento brutto, anche se non dura più di tanto! Quando Giona ha sentito il rumore del suo corpo sull’acqua e si è ritrovato bagnato ha dovuto pensare: “Sono stato stupido di disubbidire a Dio e mieto quello che ho seminato”
(vedi le parole del brigante crocifisso in Luca 23:41: “Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male”, e Proverbi 5:12-13: “e tu non dica: «Come ho fatto a odiare la correzione, e come ha potuto il mio cuore disprezzare la riprensione? Come ho fatto a non ascoltare la voce di chi m'insegnava, e a non porgere l'orecchio a chi m'istruiva?”).
Forse sapeva nuotare; forse no! Ma in un mare così grande, nuotare non permetteva di salvarsi.
Fino qui Giona non invoca Dio, ma nell’acqua Dio ha preparato una salvezza inimmaginabile.
Se la tempesta non si è scatenato per caso, il grosso animale marino non era lì per caso!
Dio aveva previsto di salvare i marinai dalla tempesta e Giona dalle acque profonde.

5. Salvataggio di Giona nel mare (Giona 2:1)
Mentre il suo corpo comincia ad affondare nel mare mosso, Giona invoca Dio e Dio rivela la sua soluzione straordinaria: un’animale marino inghiottisce Giona senza masticarlo! È probabile che questo animale sia stato un tipo di balena (mammifero), perché lì dentro c’era ossigeno e Giona ha potuto continuare a respirare. D’altronde una balena non ha denti. Tre giorni e mezzo di oscurità. Giona non sapeva niente dell’animale e non sapeva niente del salvataggio! L’idea logica era di pensare che l’animale l’avesse mangiato per alimentarsi e che stava per essere digerito dai suoi succhi gastrici.
Per Giona era ancora inconcepibile che non sia il caso. L’agonia continuava a fuoco lento …! Aveva cominciato quando Giona si era rifugiato nella stiva per non vedere il mare mosso. Da lì era uscito vivo … per essere gettato nel mare e da lì era uscito vivo nella pancia dell’animale marino.
Non sapeva ancora che da lì uscirebbe vivo su una spiaggia sconosciuta! Dio lo sapeva e Dio aveva orchestrato queste “coincidenze” per formare Giona.
Gesù ha validato la storia di Giona e ha rivelato che era profetica:
“Ma egli rispose loro: «Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno; e segno non le sarà dato, tranne il segno del profeta Giona. Poiché, come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così il Figlio dell'uomo starà nel cuore della terra tre giorni e tre notti” (Matteo 12:39-40). Di Giona, Gesù parla unicamente dai tre giorni passati nella pancia del mostro marino. Giona profetizzava la morte e la risurrezione di Gesù e il battesimo cristiano, il quale è una morte, un seppellimento nell’acqua e una risurrezione con Gesù.

6. Preghiera di Giona (Giona 2:3)
Nella pancia della balena, Giona canta un canto bellissimo e riconosce che la salvezza viene dal Signore. Non c’è canto di riconoscenza fino a quando la misericordia di Dio non diviene una realtà personale. Dio permette delle difficoltà per fare conoscere agli uomini come Giona (i furbetti diffidenti) che ha risorse inimmaginabili per intervenire quando tutto sembra perso.
Quando hanno sepolto Gesù, tutto sembrava perso e Dio è intervenuto potentemente per risuscitarLo e vincere il diavolo una volta per sempre! Che canto di lode questa vittoria dovrebbe suscitare nei nostri cuori! Tutto sommato, il nostro battesimo è un seppellimento con Cristo e la nostra vita cristiana è una vita di risurrezione! Siamo stati sepolti con Gesù e come Giona è tornato alla vita grazie all’intervento potente di Dio, così siamo salvati dalla morte grazie all’intervento potente di Dio. Gesù parla di Giona per dire che come lui, il Figlio dell’uomo sarà sepolto tre giorni e tre notti prima di risuscitare.
Giona anticipava profeticamente la morte e la risurrezione di Gesù come un segno della potenza di Dio per salvare i suoi. Il Salmo 116 rispecchia questa salvezza straordinaria:
“I legami della morte mi avevano circondato, le angosce del soggiorno dei morti mi avevano colto; mi aveva raggiunto la disgrazia e il dolore. Ma io invocai il nome del SIGNORE: «SIGNORE, libera l'anima mia!» Il SIGNORE è pietoso e giusto, il nostro Dio è misericordioso. Il SIGNORE protegge i semplici; io ero ridotto in misero stato ed Egli mi ha salvato” (Salmo 116:3-6).

7. Seconda chiamata di Dio: “Alzati” (Giona 3:2)
Dio non ha salvato Giona per metterlo in pensione! Ritorno alla casella “Start”, Dio chiama Giona, per la seconda volta: “Alzati, va a Ninive!”. Tutta la storia della tempesta e del salvataggio di Giona ha soltanto servito a formare Giona per affrontare l’ordine di Dio con un'altra prospettiva. Giona ha capito che Dio non vuole la sua comodità, ma la sua ubbidienza incondizionata! “Ti dirò dopo quello che devi dire, ma vai!”
La seconda chiamata di Dio è esattamente identica alla prima, ma Giona ha profondamente cambiato. Tuttavia non ha ancora finito di cambiare. Il battesimo è un punto di partenza, non di arrivo e c’è ancora tanto da imparare. Giona è come nato di nuovo e accetta con gioia di ubbidire a Dio. Giona ha fatto un percorso spirituale che ha cambiato il suo atteggiamento. Giona non vuole più essere furbetto con Dio!

8. Ubbidienza di Giona (Giona 3:3)
Giona non esita più e parte a Ninive! Era un lungo viaggio pericoloso e Ninive era una grande città straniera. Giona rischiava di essere ucciso da questi “stranieri”.
Lo sconosciuto fa sempre paura! Giona parte con gioia e si reca finalmente a Ninive!
Questa volta non esita più e ubbidisce alla sua chiamata missionaria. Giona scopre tante cose nuove, cibi, lingue, culture e religioni sconosciuti!
Chi parte in missione lascia la sua comodità e deve adeguarsi al modo di vivere dei “stranieri”.
Giona ha capito che Dio lo mandava per avvertire (non minacciare) gli abitanti di Ninive che il loro peccato aveva superato i limiti e che Dio progettava di distruggere la città.
Non è un messaggio troppo amichevole … non è una buona notizia o un lieto messaggio, ma Giona si mette a predicare. Non ha mai fatto qualcosa del genere, non ha esperienza, non sa come fare se la gente lo combatte. Tuttavia, peggio della tempesta e dell’animale marino, non si può.
Se Dio l’ha salvato quando disubbidiva, si aspetta di essere soccorso quando ubbidisce. Giona prende coraggio! Forse si ricorda questo canto che aveva cantato nel ventre del “mostro marino” e lo ripassa nel suo cuore per farsi coraggio. Dio ha risposto nell’angoscia e Dio sta ancora per sorprendere Giona con delle risposte inimmaginabili.
Giona non sa ancora che Dio vuole salvare Ninive e anche lui! Giona ha forse un piacere sadico ad annunciare la distruzione della città ed è forse curioso di vedere come Dio la distruggerà! Sarà il fuoco del cielo? Sarà un epidemia? Sarà un terremoto? Sarà un esercito nemico? Sarà la carestia?
Giona crede che Dio sta per distruggere la città e lo predica con vigore! L’informazione è solo un aspetto del progetto di Dio; il pentimento e la salvezza sono un altro aspetto.

9. Predicazione e pentimento dei Niniviti (Giona 3:5-6)
Giona annuncia un messaggio chiaro e terribile: “Ancora 40 giorni e Ninive sarà distrutta”.
A ogni incrocio si ferma e ripete le parole che Dio ha messo nella sua mente. Lo Spirito Santo opera nel cuore degli abitanti e si convertono massicciamente. Anche il re si converte!
Sembra che Giona abbia avuto un successo straordinario! Un predicatore che vede tanta gente pentirsi per vero dovrebbe essere un predicatore contento. Ma Giona non aveva previsto questa mossa. Come reagiamo quando Dio agisce in un modo non previsto da noi? Tutto sommato, Dio non doveva rendere nessun conto a Giona e sarebbe presuntuoso pretendere che Dio debba renderci conto dalla sua misericordia:
“Non mi è lecito fare del mio ciò che voglio? O vedi tu di mal occhio che io sia buono?" (Matteo 20:15).
Non piaceva a Giona che Dio sia buono verso i Niniviti! Voleva un Dio severo e intrattabile, alla sua somiglianza! Le religioni non parlano della bontà di Dio, ma del giudizio e della giustizia.

10. Primo dispiacere e irritazione di Giona (Giona 4:1)
Ma Giona provò un grande dispiacere! Non aveva previsto la conversione della folla! Aveva previsto la distruzione della città e dei suoi abitanti, ma non aveva previsto la grazia di Dio. Giona non amava i Niniviti! Giona voleva vederli castigati per i loro numerosi peccati! Voleva vedere la punizione di Dio scendere su tutta questa gente (>120 000 abitanti). Che figura se niente di quello che ha profetizzato si realizza! La gente lo burlerà o si vendicherà. Giona non era contento e ha provato un grande dispiacere! Dio non agisce come lo pensava! Giona non “permette” a Dio di essere misericordioso e di perdonare i peccati di chi si converte seriamente. Giona ha esperimentato la grazia di Dio, ma non è disposto a vedere questi stranieri peccatori esperimentare la stessa grazia. Giona s’irrita! La sua preghiera cambia! Non è più il canto di salvezza, ma la lamentela della delusione. Giona si era illuso per quanto riguarda il castigo degli abitanti di Ninive. È stufo di servire un Dio misericordioso che ha pietà degli esseri umani. Per lui Dio non è né serio né credibile!

11. Crescita di un ricino (Giona 4:6)
Dio sa che fa caldo e che il sole picchia sulla testa del suo profeta contrariato. Dio non si arrabbia con lui, ma usa di premura e di bontà, facendo crescere una pianta verde per dare un po’ d’ombra a Giona. Dio controlla il mare e le tempeste; Dio controlla le balene; Dio controlla il ricino e perfino il verme che rosicchia il ricino. Prima di partire, Gesù ha detto ai suoi discepoli che ha ricevuto da Dio ogni potere sulla terra e nel cielo: “E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra” ... (Matteo 28:18).
Dovrebbe rassicurarci sapere che il nostro Signore è potente, che controlla le tempeste, che controlla le balene, i ricini e i vermi (tra altri). Perciò possiamo rimanere sereni e tranquilli quando la terra vacilla sui suoi fondamenti (vedi Salmo 46:2). C’è tanta angoscia e paura nel mondo, ma per chi si confida in Dio, c’è un altro atteggiamento, molto più comodo:
“Poiché così aveva detto il Signore, DIO, il Santo d'Israele: «Nel tornare a me e nello stare sereni sarà la vostra salvezza; nella calma e nella fiducia sarà la vostra forza». Ma voi non avete voluto!” (Isaia 30:15).

12. Secondo dispiacere e irritazione di Giona (Giona 4:9)
Giona è testardo e continua a mormorare, a lamentarsi e a contestare la sovranità di Dio. Giona è contrariato e s’irrita! Come gestiamo le nostre contrarietà? Che cosa facciamo quando le cose vano storte e scappano al nostro controllo? La contrarietà porta Giona a desiderare la morte. Chi si nasconde dietro la contrarietà di Giona, se la morte ne è il capolinea?
Il diavolo lavora a uccidere il profeta di Dio e Giona non lo capisce. Noi, non ignoriamo le macchinazione del diavolo:
“[perdoniamo] affinché non siamo raggirati da Satana; infatti non ignoriamo le sue macchinazioni” (2 Corinzi 2:11). Giona cerca un rifugio nella morte, ma la Bibbia c’insegna che la morte è un nemico e che Gesù l’ha vinta. L’idea della morte amica proviene dal romanticismo e contamina tutto il mondo.

13. Pietà di Dio (Giona 4:11)
Pensiamo spesso che Dio sia indifferente alla morte della gente, ma non è il caso! Dio aveva compassione e pietà dei Niniviti ignoranti. Gesù aveva compassione delle folle che si riunivano per ascoltarLo e le vedeva come un gregge senza pastore: “Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore” (Matteo 9:36).
Se Dio s’interessa ai peccatori per dare a ognuno un’opportunità di pentirsi e convertirsi, dovrebbe anche essere una preoccupazione importante della Chiesa. Dio ha sentimenti di pietà (compassione) e di misericordia; Dio perdona a chi si pente seriamente. C’è gioia nel cielo per un solo peccatore che si pente ed è salvato:
“Vi dico che così ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento” (Luca 15:7).
Dio non si rallegra dalla morte del peccatore, ma dal suo pentimento e dalla sua conversione:
“Di' loro: "Com'è vero che io vivo", dice il Signore, DIO, "io non mi compiaccio della morte dell'empio, ma che l'empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie! Perché morireste, o casa d'Israele?" (Ezechiele 33:11).
C’è ancora speranza, come Geremia lo scriveva:
“È una grazia del SIGNORE che non siamo stati completamente distrutti; le sue compassioni infatti non sono esaurite;” (Lamentazioni 3:22).

14. Conclusioni
1. Giona è un personaggio interessante, così vicino a noi nella sua ribellione, la sua disubbidienza, il suo grido a Dio, la sua religiosità e la sua indifferenza verso la morte dei peccatori.
2. Dio rivela la sua bontà e la sua potenza per salvare il suo profeta disubbidiente. Dio inventa soluzioni inimmaginabili. Dio rivela anche la sua bontà verso i marinai e verso i Niniviti.
3. L’ubbidienza non rimpiazza l’amore e Giona non amava né i Niniviti, né il Suo Dio.
4. I limiti e la debolezza di Giona non limitano Dio. Dio utilizza gente limitata e debole. Dio ha voluto istruire Giona della Sua misericordia, ma Giona non ha capito tutto il pensiero di Dio.
5. Giona ha profetizzato, alla sua insaputa, la morte e la risurrezione di Gesù e Gesù l’ha detto apertamente ai capi religiosi che conoscevano il profeta Giona, ma non hanno capito il senso profetico del suo passaggio attraverso la morte. Investigavano le Scritture per avere la vita, ma non capivano il senso delle Scritture a motivo dell’indurimento del loro cuore.
6. Dio ha ancora compassione delle folle e ci chiama ad avere anche noi compassione delle folle. Dio salva ancora oggi e lo fa in modi stupendi!

 

SOLO CONTRO TUTTI

“Allora Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi a me!» Tutto il popolo si avvicinò a lui; ed Elia riparò l'altare del Signore che era stato demolito. Prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei figli di Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: «Il tuo nome sarà Israele». Con quelle pietre costruì un altare al nome del Signore, e fece intorno all'altare un fosso della capacità di due misure di grano. Poi vi sistemò la legna, fece a pezzi il toro e lo pose sopra la legna. E disse: «Riempite quattro vasi d'acqua e versatela sull'olocausto e sulla legna». Poi disse: «Fatelo una seconda volta». E quelli lo fecero una seconda volta.

E disse ancora: «Fatelo per la terza volta». E quelli lo fecero per la terza volta. L'acqua correva attorno all'altare, ed egli riempì d'acqua anche il fosso. All'ora in cui si offriva l'offerta, il profeta Elia si avvicinò e disse: «Signore, Dio di Abraamo, d'Isacco e d'Israele, fa' che oggi si conosca che tu sei Dio in Israele, che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per ordine tuo.

Rispondimi, Signore, rispondimi, affinché questo popolo riconosca che tu, o Signore, sei Dio e che tu sei colui che converte il loro cuore!» Allora cadde il fuoco del Signore e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la polvere, e prosciugò l'acqua che era nel fosso. Tutto il popolo, veduto ciò, si gettò con la faccia a terra e disse:
«Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!» Elia disse loro: «Prendete i profeti di Baal; neppure uno ne scampi!» Quelli li presero, ed Elia li fece scendere al torrente Chison, e laggiù li sgozzò”. (1 Re 18:30-40)

La chiesa di Gesù è troppo spesso timida e non proclama il vangelo. La chiesa deve crescere nella consapevolezza del Grande Mandato (vedi Matteo 28:20): “Insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente».”

I profeti, predicatori ed evangelisti non devono essere degli Showmen ma dei Shockmen! Elia era un nonno che destava scalpore e non aveva paura di andare a controcorrente. Aveva uno stile di vita speciale e non si conformava al mondo; Elia era un pazzo per Dio e ha cambiato la storia del suo popolo.
Giacomo diceva di Elia che era un modello di preghiera e di fede (Giacomo 5:17-18).
“Elia era un uomo sottoposto alle nostre stesse passioni, e pregò intensamente che non piovesse e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. Pregò di nuovo, e il cielo diede la pioggia, e la terra produsse il suo frutto”.
La nostra vita è stata pensata da Dio per portare frutto. Dio ci chiama a non sprecare il nostro tempo e a non sciupare i nostri talenti. Basta con questa auto-commiserazione che ci fa dire "sono tropo debole per servire il Signore"; questo non è umiltà ma incredulità e disobbedienza.
Elia non cercava a farsi vedere per alimentare la sua vanagloria, ma cercava a fare vedere Dio. Elia non si vergognava della Parola del suo Dio e non si preoccupava dei commentari della gente.

Non parlava per fare piacere alla gente ma per fare piacere a Dio.
Elia sfida il popolo sul Monte Carmelo e si schiera contro 450 profeti della divinità pagana chiamata Baal. C'erano anche 400 profeti di Astarte, la regina del cielo. Gesù dice che lo spirito di Elia animava Giovanni Battista. Entrambi erano originali vestiti di una pelle di cammello e provocavano il popolo con franchezza. Volevano fare qualcosa di grande per Dio con la loro vita.
Ogni servitore di Dio è chiamato a fare qualcosa di grande con la propria vita per il suo Signore invece di svolgerla in un modo insignificante.
Ecco il contesto storico della vita di Elia (circa 2900 anni fa): Acab era un re d'Israele infedele a Dio. La sua moglie pagana, Izebel, aveva importato il culto delle divinità straniera del suo popolo e aveva stabilito falsi profeti in Israele. Il popolo d'Israele era confuso e adorava Dio, Baal e Astarte.

L'insegnamento di Dio era stato mescolato a pratiche diverse con argomenti balordi del tipo "i tempi sono cambiati, bisogna adeguarsi".
Elia denunciava questa modernità ingannatrice e chiamava il popolo d'Israele a fare una scelta coraggiosa. "Scegliete, non zoppicate più con entrambi i piedi!". La cristiana odierna zoppica spesso tra il materialismo e lo spirituale. C'è mondanità nella chiesa e c'è poco cristianesimo nel mondo.

Ci sono dei falsi profeti che ci chiamano ad adorare il Creatore, qualunque sia il nome che gli uomini gli danno (Allah, Buddha, Dio, ecc.). Dio ci chiama a essere una chiesa profetica con una forte identità biblica che ci distingue dal mondo e che ci fa riconoscere come Elia si faceva riconoscere come profeta del Signore. Tutti riconoscevano che Elia era profeta di Dio. Gesù diceva:
“Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri»” Giovanni 13:35. L'amore è quello che ci contraddistingue.

1) Elia chiama il popolo
"Avvicinatevi a me". Elia voleva essere un modello a chi il popolo guarda per seguire Dio. Giovanni e Pietro dicevano allo zoppo:
"Guardaci": Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: «Guardaci!»
Ed egli li guardava attentamente, aspettando di ricevere qualcosa da loro” (Atti 3:4-5). La gente vede Gesù quando ci guarda? Non nascondiamo Gesù per essere accettati dal mondo: “Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa”. (Matteo 5:14-15).
Essere di esempio non deve essere un peso. Gli altri sono deboli, ma Dio ci chiama a essere forti in Lui; gli altri camminano nel buio, ma noi camminiamo nella luce da parte di Dio. Dio ci chiama a accettare il suo progetto di essere di esempio per gli altri; si tratta di un impegno. Dio ci chiama a osare essere diversi in questo mondo.

Recentemente c'era una macchina con un adesivo sul quale era scritto "Non seguitemi, anch'io sono perso!"; noi non siamo più persi e dobbiamo mostrare la strada del Regno di Dio agli altri. Dio ci chiama, come aveva chiamato Elia, a essere profeti suoi e questo richiede, da parte nostra, di mettere tante cose in ordine nella nostra vita. Ci sono delle scelte a fare per essere riconosciuti come profeti del Signore. Scegliamo la verità in un mondo di bugie governato dal diavolo.
Il mondo è nemico di Dio e sarà nemico nostro se ci schieriamo per la verità. Come siamo disposti a essere rigettati dal mondo per piacere a Dio? Elia era solo contro tutti e non se ne vergognava. Elia era l'unico profeta di Dio rimasto in Israele e Dio lo chiamava a non conformarsi al mondo. Dio ci lo chiede anche a noi:
“Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente” (Romani 12:2a). Ci costa non conformarci a questo mondo.

Elia era geloso per Dio e la Sua identità di profeta del Signore lo spingeva a testimoniare pubblicamente della verità Ci chiama a osare schierarci per la verità senza vergogna. Evangelizzare fa parte del lavoro dei profeti del Signore e Paolo dichiarava:
“Perché se evangelizzo, non debbo vantarmi, poiché necessità me n'è imposta; e guai a me se non evangelizzo! Se lo faccio volenterosamente ne ho ricompensa; ma se non lo faccio volenterosamente è sempre un'amministrazione che mi è affidata” (1 Corinzi 9:16-17)

Evangelizzare significa aiutare una persona in pericolo. È un reato non fermarsi per aiutare una persona accidentata e perfino un animale in pericolo. Siamo spesso colpevoli di un peccato per omissione quando trascuriamo di annunciare il vangelo di Gesù alla gente in pericolo. Dio ci chiama a non tacere in questo mondo triste e disperato. Non possiamo nascondere il vangelo a chi ne ha disperatamente bisogno.
"Ho paura del silenzio dei giusti" diceva qualcuno, perché i giusti non protestano più contro l'ingiustizia. Come Ezechiele siamo chiamati a essere sentinelle da parte di Dio:
“Ora, figlio d'uomo, io ho stabilito te come sentinella per la casa d'Israele; quando dunque udrai qualche parola della mia bocca, avvertili da parte mia. Quando avrò detto all'empio:
"Empio, per certo tu morirai!", e tu non avrai parlato per avvertire l'empio che si allontani dalla sua via, quell'empio morirà per la sua iniquità, ma io domanderò conto del suo sangue alla tua mano. Ma se tu avverti l'empio che si allontani dalla sua via, e quello non se ne allontana, egli morirà per la sua iniquità, ma tu avrai salvato te stesso” (Ezechiele 33:7-9).

Tutti i cristiani nati di nuovo sono delle sentinelle del Signore. Paolo si era prodigato per le chiese e scriveva:
“Perciò io vi dichiaro quest'oggi di essere puro del sangue di tutti; perché non mi sono tirato indietro dall'annunciarvi tutto il consiglio di Dio” (Atti 20:26-27).

Non tiriamoci indietro dall'annunciare tutto il consiglio di Dio ai nostri contemporanei. Il talento della testimonianza non deve essere sepolto. Osiamo essere diversi dal mondo e render coraggiosamente conto del vangelo; osiamo essere in vista per mostrare Gesù agli altri! Come gli artisti sul parco scenico, siamo nell'occhio di bue, cioè il proiettore ci illumina mentre tutto il resto è buio. Al suo battesimo, Gesù era nell'occhio di bue: “Gesù, appena fu battezzato, salì fuori dall'acqua; ed ecco, i cieli {gli} si aprirono ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dai cieli che disse: «Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto»” (Matteo 3:16-17).

Umiliamoci di non avere passione per Dio, per la Sua Parola e per i persi. L'occhio di bue ci metta a disagio ma se mostra Gesù in noi, Dio sarà glorificato. Il fuoco di Dio ci spinge a uscire dall'anonimato e a rivelare Gesù al mondo. Alimentiamo questo fuoco invece di volere estinguerlo! Dio risponde con il fuoco quando imitiamo Elia e riempiamo il nostro ruolo di profeti davanti agli esseri umani persi. Elia ha pubblicamente testimoniato della verità al popolo confuso. Un profeta non teme di ferire la sensibilità della gente:
“Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, di amore e di autocontrollo. Non avere dunque vergogna della testimonianza del nostro Signore, né di me, suo carcerato; ma soffri anche tu per il vangelo, sorretto dalla potenza di Dio” (2 Timoteo 1:7-8).

Il fuoco di Dio ci fa uscire dalla timidezza. Il fuoco di Dio ci mette in scena per rivelare Gesù al mondo. Gli errori del mondo non devono lasciarci indifferenti, ma spingerci a testimoniare di Gesù. Paolo, a Atene non è rimasto indifferente a tanta idolatria:
“Mentre Paolo li aspettava ad Atene, lo spirito gli s'inacerbiva dentro nel vedere la città piena di idoli. Frattanto discorreva nella sinagoga con i Giudei e con le persone pie; e sulla piazza, ogni giorno, con quelli che vi si trovavano” (Atti 17:16-17).

Paolo non ha detto "qui c'è troppo da fare", ma si è messo all'opera! Paolo non ha fatto un passo indietro, ma un passo avanti; Paolo ci ha lasciato un esempio da imitare! Paolo era nell'occhio di bue, anche per noi. Il coraggio che viene da Dio deve cacciare via il timore che vorrebbe farci fare un passo indietro! "Avanti" dice lo Spirito Santo!
Non zoppicare con i zoppi! Come potremmo chiamare gli altri a non zoppicare se noi zoppichiamo?
Dio ci affida il vangelo per il mondo che va in perdizione. Dio ci chiama ancora a essere sentinelle!

2.- Elia ricostruisce l'altare demolito!
Nel passato un altare era stato costruito per offrire sacrifici a Dio, ma era crollato per mancanza di cura. Elia avrebbe potuto rimpiangere il tempo passato quando tutto andava come Dio l'aveva comandato, ma non considera questo cambiamento come una scusa per tirarsi indietro; anzi fa un passo avanti e restaura il vecchio altare. Elia scava per ritrovare il vecchio fondamento, non ne stabilisce un nuovo. C'è una tendenza a rimpiazzare la Parola di Dio con un discorso moderno nel mondo. Ci sono dei ciarloni che predicano un vangelo artefatto che seduce la gente, ma non è altro che pensiero umano. La gente cerca la novità, ma Elia c'insegna a ricercare il fondamento vecchio, perso, nascosto, dimenticato per ricostruire l'altare del Signore! Dio ha dato dei doni ai suoi figli e ci chiama a restaurarli:
“Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te mediante l'imposizione delle mie mani” (2 Timoteo 1:6). Se abbiamo perso la grinta di Dio, dobbiamo ritrovarla!

Elia fa ricostruire l'altare, cioè rimettere assieme le pietre sparpagliate. L'altare è un assieme di pietre unite. Fino a quando non c’è l'unità voluta da Dio, il fuoco non scende dal cielo! Nessuno è ospite nella casa del Signore. I figli non sono mai ospiti nella casa del loro padre. I figli di Dio sono a casa loro nella chiesa. C'è unità sotto il tetto del Padre e Dio ci chiama a lavorare all'unità nei nostri rapporti. Col tempo e per mancanza di cura l'amore dei coniugi si è sgretolato e Dio ci chiama a restaurare il vecchio rapporto, non a costruirne un nuovo. Nella chiesa, l'amore fraterno si è raffreddato e la critica ha sgretolato la fratellanza. Dio ci chiama a restaurare la fratellanza e a riconciliarci per ritrovare l'unità. Gesù insegnava a lavorare all'unità:
“Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all'altare e va' prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta” (Matteo 5:23-24).

Elia ha restaurato l'unità tra le pietre disunite e le ha rimesse assieme. Dio non ha mandato il fuoco dal cielo fino a quando l'altare non è stato restaurato. Elia ha preparato il sacrificio e l'ha inzuppato abbondantemente d’acqua per escludere un intervento umano nel fuoco che doveva consumare il sacrificio. Sull’altare, ci vuole un sacrificio da consumare! Dio non ha fatto scendere il fuoco sull'altare prima che ci sia un sacrificio. Paolo ci dice che il sacrificio gradito da Dio è l'offerta del nostro corpo:
“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale” (Romani 12:1).

Il sacrificio che ci salva è quello di Gesù, ma Dio chiede il sacrificio del nostro corpo per portare la salvezza agli esseri umani persi. L'offerta del nostro corpo è l'espressione della nostra gratitudine verso Gesù che si è offerto in sacrificio per noi.
L'acqua è contraria al fuoco, ma il fuoco di Dio vince l'acqua! Sembrava impossibile di bruciare questo sacrificio inzuppato d'acqua, ma Dio compie l'impossibile per dimostrare al suo popolo che è potente.

Attraverso la vita di Elia, solo contro tutti, Dio si è manifestato al suo popolo confuso e ingannato dagli insegnamenti pagani. Dio ha mandato il suo fuoco e il popolo si è convertito confessando "Il Signore è Dio". Elia è stato uno strumento di Dio per portare il popolo alla conversione e Dio vuole utilizzarci come strumenti di conversione per il popolo della nostra città. Elia non si è tirato indietro e ha avuto fede in Dio, nel Dio dell'impossibile. Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?
“Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi chi sarà contro di noi? Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui?” (Romani 8:31-32).

“Infatti il Signore percorre con lo sguardo tutta la terra per spiegare la sua forza in favore di quelli che hanno il cuore integro verso di lui” (2 Cronache 16:9a)



LA VITA NELLA PRIMA CHIESA 12/01/2018

“Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere. Ognuno era preso da timore; e molti prodigi e segni erano fatti dagli apostoli. Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati” (Atti 2:42-47).

1.- Il dinamismo di una chiesa sana
1a.- La disciplina spirituale porta alla crescita
1b.- L’unità e la potenza
2.- La preghiera e la pienezza dello Spirito Santo
2a.- La preghiera come reazione alla persecuzione
2b.- Risposta potente alla preghiera
3.- La potenza dimostrata attraverso gli apostoli
3a.- Segni e miracoli
3b.- Nuovi convertiti aggiunti

1.- Il dinamismo di una chiesa sana
1a.- La disciplina spirituale porta alla crescita
“Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere” (Atti 2:42).
1. Perseverare nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli
2. Perseverare nella comunione fraterna
3. Perseverare nel rompere il pane
4. Perseverare nelle preghiere
Perseverare assieme è una sana disciplina!

1.- Il dinamismo di una chiesa sana
1b.- L’unità e la potenza

“Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di
ciascuno” (Atti 2:44-45).
1. Stare assieme
2. Distaccarsi dal materialismo
3. Distribuire generosamente
4. Rispondere ai bisogni di ciascuno
Gli interessi della Chiesa prevalgono sugli interessi privati: rinunciare a se stesso/a, caricarsi della croce e seguire Gesù, ogni giorno!
“Diceva poi a tutti: «Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua” (Luca 9:23).
“Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno”
(Atti 2:44-45)

1. Unità nell’amore per Dio
2. Unità nell’amore gli uni per gli altri
3. Unità nella visione di evangelizzare
4. Unità nell’ubbidienza

La persecuzione genera disgregazione o unità nella chiesa
Lo Spirito Santo comunica risorse straordinarie per affrontare situazioni straordinarie. Osare andare a controcorrente.
Una chiesa che fa convergere tutti gli sforzi verso un unico obiettivo.

“Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: «Guardaci!» Ed egli li guardava attentamente, aspettando di ricevere qualcosa da loro. Ma Pietro disse:
«Dell'argento e dell'oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!»
Lo prese per la mano destra, lo sollevò; e in quell'istante le piante dei piedi e le caviglie gli si rafforzarono” (Atti 3:4-7)

Dio conferma il messaggio degli apostoli con miracoli.

“E quelli se ne andarono a predicare dappertutto e il Signore operava con loro confermando la Parola con i segni che l'accompagnavano” (Marco 16:20).
Il popolo sente la predicazione del vangelo e vede gli interventi di Dio (miracoli): Conversione

2.- La preghiera e la pienezza dello Spirito Santo
2a.- La preghiera come reazione alla persecuzione

“Rimessi quindi in libertà, vennero ai loro, e riferirono tutte le cose che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano dette.
Udito ciò, essi alzarono concordi la voce a Dio, e dissero: «Signore, tu sei colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; colui che mediante lo Spirito Santo ha detto per bocca del tuo servo Davide, nostro padre:
"Perché questo tumulto fra le nazioni, e i popoli meditano cose vane? I re della terra si sono sollevati, i prìncipi si sono riuniti insieme contro il Signore e contro il suo Cristo“ Atti 4:23-26 (vedi Salmo 2).

“Proprio in questa città, contro il tuo santo servitore Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato, insieme con le nazioni e con tutto il popolo d'Israele, per fare tutte le cose che la tua volontà e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero.
Adesso, Signore, considera le loro minacce, e concedi ai tuoi servi di annunciare la tua Parola in tutta franchezza, stendendo la tua mano per guarire, perché si facciano segni e prodigi mediante il nome del tuo santo servitore Gesù»” (Atti 4:24-30).
Pregare assieme prima di agire; incoraggiarsi a vicenda e impegnarsi a perseverare.

2.- La preghiera e la pienezza dello Spirito Santo
2b.- Risposta potente alla preghiera

“Dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano riuniti tremò; e tutti furono riempiti dello Spirito Santo, e annunciavano la Parola di Dio con franchezza”
(Atti 4:31).

Dio ascolta la preghiera dei suoi figli/e e risponde con potenza. Lo Spirito Santo riempie tutti i presenti (peccato per gli assenti) e li propulsa (vedi Atti 1:8):
1. nell’annuncio della Parola di Dio
2. nella testimonianza della risurrezione di Gesù
3. nella chiamata a ravvedersi e credere in Gesù

3.- La potenza dimostrate attraverso gli apostoli
3a.- Segni e miracoli

“Molti segni e prodigi erano fatti tra il popolo per le mani degli apostoli; e tutti di comune accordo si ritrovavano sotto il portico di Salomone. Ma nessuno degli altri osava unirsi a loro; il popolo però li esaltava” (Atti 5:12-13).
Dio utilizza le mani degli apostoli per compiere segni e i prodigi, come annunciato in Marco 16. Dio vuole ristorare il corpo, l’anima e lo spirito degli esseri umani.
Gesù non ha cambiato (vedi Ebrei 13:8) “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno”.
Il Nome di Gesù è ancora potente per salvare, guarire, liberare e benedire.

3.- La potenza dimostrate attraverso gli apostoli
3b.- Nuovi convertiti aggiunti

• “Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone” (Atti 2:41).
• “Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati” (Atti 2:47b).
• “E sempre di più si aggiungevano uomini e donne in gran numero, che credevano nel Signore;” (Atti 5:14).
• “Ma molti di coloro che avevano udito la Parola credettero; e il numero degli uomini salì a circa cinquemila” (Atti 4:4).

Parole d’ordine:
“Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere” (Atti 2:42).

Non ci sono contese dottrinali nella prima chiesa
La chiesa parla di quello che sa: testimonianza
Gli apostoli non indietreggiano davanti ai casi impossibili, ma fanno indietreggiare le impossibilità
I primi cristiani rimanevano uniti nella diversità e la complementarità
L’opposizione è un’opportunità per esperimentare le risorse di Dio
L’amore dei primi cristiani non considera la persecuzione un motivo valido per tirarsi indietro Franchezza: pregare con franchezza e testimoniare con franchezza



PREDICARE, POTENZA E PERSEVERANZA

“Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù che voi uccideste appendendolo al legno e lo ha innalzato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare
ravvedimento a Israele, e perdono dei peccati. Noi siamo testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli ubbidiscono»” (Atti 5:30-32).

1.- Uomo paralitico guarito e Cristo predicato
1a.- Il miracolo attira l’attenzione
1b.- Gesù Cristo glorificato è proclamato

2.- Manifestazione della potenza di Dio
2a.- L’ipocrisia smascherata e giudicata
2b.- Il giudizio di Dio genera rispetto

3.- La chiesa perseguitata ma perseverante
3a.- Arrestati e messi in giudizio
3b.- Umili e fedeli

1.- Uomo paralitico guarito e Cristo predicato
1a.- Il miracolo attira l’attenzione

“Ma Pietro disse: «Dell'argento e dell'oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!» Lo prese per la mano destra, lo sollevò; e in quell'istante le piante dei piedi e le caviglie gli si rafforzarono. E con un balzo si alzò in piedi e cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio” (Atti 3:6-8).

“Tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Dio; e lo riconoscevano per colui che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta «Bella» del tempio; e furono pieni di meraviglia e di stupore per quello che gli era accaduto. Mentre quell'uomo teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse a loro al portico detto di Salomone” (Atti 3:9-11).

Questa guarigione umanamente impossibile scombussola Gerusalemme, inclusi i capi religiosi! Dio interviene per:
1.- rendere la salute a un paralitico. Dio ci vuole in buona salute!

2.- dare un’occasione a Pietro e Giovanni di parlare di Gesù
3.- innescare una sana riflessione nella mente di tutti.
Il miracolo è uno strumento d’evangelizzazione, non un spettacolo divertente. Come possiamo attirare l’attenzione della gente su Gesù?

1b.- Gesù Cristo glorificato è proclamato
“Pietro, visto ciò, parlò al popolo, dicendo: «Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo? Perché fissate gli occhi su di noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare quest'uomo? Il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi metteste nelle mani di Pilato e rinnegaste davanti a lui, mentre egli aveva giudicato di liberarlo”
(Atti 3:12-13).

“Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti. Di questo noi siamo
testimoni. E, per la fede nel suo nome, il suo nome ha fortificato quest'uomo che vedete e conoscete; ed è la fede, che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti” (Atti 3:14-16).

• C’è lo scontro tra due sistemi: la religione e la fede. Quello che la religione è incapace di fare, la fede lo compie. Il tempio era il luogo della religione. Pietro insiste sul ruolo della fede nel Nome di Gesù.
• Pietro rimane umile (dà tutta la gloria a Dio), ma vigoroso nella sua testimonianza. Gesù è stato umiliato pubblicamente e Pietro lo glorifica pubblicamente.
• Dio ha deciso di operare tramite esseri umani limitati!
• Non esiste una formula “magica” per guarire i paralitici!

“Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati” Atti 3:19. Pietro non scusa niente e chiama tutti a ravvedersi e a convertirsi. Giovanni Battista e Gesù avevano già predicato così e Gesù aveva chiesto ai suoi discepoli di fare così:
“e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme” (Luca 24:47).
Il ravvedimento fa parte del vangelo di Gesù. Pietro non minaccia, ma avverte il popolo.

2.- Manifestazione della potenza di Dio
2a.- L’ipocrisia smascherata e giudicata

“Ma un uomo di nome Anania, con Saffira sua moglie, vendette una proprietà, e tenne per sé parte del prezzo, essendone consapevole anche la moglie; e, un'altra parte, la consegnò, deponendola ai piedi degli apostoli. Ma Pietro disse: «Anania, perché Satana ha così riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo e trattenere parte del prezzo del podere? Se questo non si vendeva, non restava tuo? E una volta venduto, il ricavato non era a tua disposizione? Perché ti sei messo in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio».
Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E un gran timore prese tutti quelli che udirono queste cose. I giovani, alzatisi, ne avvolsero il corpo e, portatolo fuori, lo seppellirono” (Atti 5:1-5).

Il problema non è di avere dato una parte sola dei soldi, ma di avere voluto nascondere qualcosa (menzogna). Anania e Safira volevano ricavare una certa gloria per loro. Mettersi in mostra, nella chiesa di Gesù, significa cercare a ricavare una certa gloria.
L’ipocrisia è una forma di menzogna. Gesù denunciava vigorosamente l’ipocrisia dei capi religiosi: “Guai a voi, ipocriti!” (8x in Matteo 23).

• Pietro non ha pronunciato nessun giudizio contro Anania; Pietro ha smascherato l’ipocrisia e lo Spirito Santo ha fatto il resto.
• Basta con questa idea eretica di una misericordia divina senza limiti. La mancanza di rispetto per Dio caratterizza i figli di Adamo.
• La morte biologica di Anania non significa la sua dannazione eterna.

2.- Manifestazione della potenza di Dio
2b.- Il giudizio di Dio genera rispetto

“Allora un gran timore venne su tutta la chiesa e su tutti quelli che udivano queste cose” (Atti 5:11).
• I miracoli sono pubblici, la testimonianza di Gesù è pubblica e la santità di Dio si manifesta anche pubblicamente. Dio stesso interviene per evitare una deriva che avrebbe discreditato il vangelo. L’intervento di Dio genera rispetto.
• Predicare l’amore di Dio senza parlare della sua giustizia è uno sviamento frequente. Chi pretende di potere continuare a peccare perché Dio è misericordioso e che il prezzo del peccato è già stato pagato da Gesù non rispetta né la santità né la giustizia di Dio.

• Non piace parlare della santità di Dio eppure, Lui stesso, ci chiama alla santità:
“Poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo»” (1 Pietro 1:16).
Come la prima chiesa, vogliamo tutti vedere miracoli, ma siamo pronti a vivere senza compromessi, cioè nella santità. La santità non è riservata a pochi cristiani un po’ esaltati, ma Dio la richiede da tutti i Suoi figli e figlie. Non è necessario essere esaltati per essere santi!

3.- La chiesa perseguitata ma perseverante
3a.- Arrestati e messi in giudizio

“Il sommo sacerdote e tutti quelli che erano con lui, cioè la setta dei sadducei, si alzarono, pieni di invidia, e misero le mani sopra gli apostoli e li gettarono nella prigione pubblica. Ma un angelo del Signore, nella notte, aprì le porte della prigione e, condottili fuori, disse: «Andate, presentatevi nel tempio e annunciate al popolo tutte le parole di questa vita».
Essi, udito ciò, entrarono sul far del giorno nel tempio,
e insegnavano. Ora il sommo sacerdote e quelli che erano con lui vennero, convocarono il sinedrio e tutti gli anziani del popolo d'Israele, e mandarono alla prigione per far condurre davanti a loro gli apostoli” (Atti 5:17-21).

“Ma le guardie che vi andarono non li trovarono nella prigione; e, tornate, fecero il loro rapporto, dicendo: «La prigione l'abbiamo trovata chiusa con ogni diligenza, e le guardie in piedi davanti alle porte; abbiamo aperto, ma non abbiamo trovato nessuno dentro». Quando il capitano del tempio e i capi dei sacerdoti udirono queste cose, rimasero perplessi sul conto loro, non sapendo cosa ciò potesse significare.
Ma sopraggiunse uno che disse loro: «Ecco, gli uomini che voi metteste in prigione sono nel tempio, e stanno insegnando al popolo»” (Atti 5:22-25).

“Allora il capitano, con le guardie, andò e li condusse via, senza far loro violenza, perché temevano di essere lapidati dal popolo. Dopo averli portati via, li presentarono al sinedrio; e il sommo sacerdote li interrogò, dicendo: «Non vi abbiamo forse espressamente vietato di insegnare nel nome di costui? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina, e volete far ricadere su di noi il sangue di quell'uomo»” (Atti 5:27-28).

• I capi religiosi non potevano sopportare la testimonianza degli apostoli e li hanno imprigionati. La chiesa pregava per loro. Quanti sono imprigionati, ancora oggi; la chiesa
prega ancora per loro?
• Un angelo è venuto per liberare gli apostoli. Dio manda ancora angeli per soccorrere i suoi testimoni.
• Dio non abbandona Pietro e Giovanni. Dio non abbandona mai i suoi figli/e perseguitati.
• Dio fortifica Pietro e Giovanni e li rimanda a parlare di Gesù al popolo. Il popolo deve ancora sentire parlare di Gesù e Dio ci manda, anche noi!

“Ma Pietro e gli altri apostoli risposero: «Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù che voi uccideste appendendolo al legno e lo ha innalzato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare
ravvedimento a Israele, e perdono dei peccati. Noi siamo testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli ubbidiscono»” (Atti 5:29-32).

• A chi Pietro e Giovanni dichiarano che bisogna ubbidire? Ubbidire non ha una buona fama, nel mondo odierno!
• Quando la disubbidienza civica è autorizzata da Dio? Non per la comodità dei suoi figli, ma per il progresso del Suo Regno.
• Dittatura religiosa, democrazia o teocrazia? Venga il tuo Regno!” vuole dire che bramiamo il governo di Dio sulla terra! Veramente?
• Il coraggio di andare a controcorrente.
• Perseverare nella testimonianza. Non cessare mai di portare il lieto messaggio che Gesù è il Cristo.

3.- La chiesa perseguitata ma perseverante
3b.- Umili e fedeli

“Ma essi, udendo queste cose, fremevano d'ira, e si proponevano di ucciderli. Ma un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della legge, onorato da tutto il popolo, alzatosi in piedi nel sinedrio, comandò che gli apostoli venissero un momento allontanati.
Poi disse loro: «Uomini d'Israele, badate bene a quello che state per fare circa questi uomini. Poiché, prima d'ora, sorse Teuda, dicendo di essere qualcuno; presso di lui si raccolsero circa quattrocento uomini; egli fu ucciso, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi e ridotti a nulla” (Atti 5:33-36).

“Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, ai giorni del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch'egli perì, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi.
E ora vi dico: tenetevi lontani da loro, e ritiratevi da questi uomini; perché, se questo disegno o quest'opera è dagli uomini, sarà distrutta; ma se è da Dio, voi non potrete distruggerli, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio»” (Atti 5:37-39).

“Essi furono da lui convinti; e chiamati gli apostoli, li batterono, ingiunsero loro di non parlare nel nome di Gesù e li lasciarono andare.
Essi dunque se ne andarono via dal sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di essere oltraggiati per il nome di Gesù. E ogni giorno, nel tempio e per le case, non cessavano di insegnare e di portare il lieto messaggio che Gesù è il Cristo” (Atti 5:40-42).

• Dio utilizza Gamaliele per convincere i capi religiosi. Dio non è limitato e interviene mediante … un capo religioso!
• Gli apostoli sono stati ingiustamente battuti, ma hanno trovato la forza di rallegrarsene: “Se siete insultati per il nome di Cristo, beati voi! Perché lo Spirito di gloria, lo Spirito di Dio, riposa su di voi” (1 Pietro 4:14).


• “Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi” (Matteo 5:10-12).
• Chi cantava cantici nella prigione di Filippe!:
“Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano” (Atti 16:25).


Parole d’ordine:
“Noi siamo testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli ubbidiscono»” (Atti 5:32).



VIVERE E MORIRE PER CRISTO 09/02/2018

Atti 6:1-4 Istituzione dei diaconi
“In quei giorni, moltiplicandosi il numero dei discepoli, sorse un mormorio da parte degli ellenisti contro gli Ebrei, perché le loro vedove erano trascurate nell'assistenza quotidiana. I dodici, convocata la moltitudine dei discepoli, dissero:
«Non è conveniente che noi lasciamo la Parola di Dio per servire alle mense.
Pertanto, fratelli, cercate di trovare fra di voi sette uomini, dei quali si abbia buona testimonianza, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico.
Quanto a noi, continueremo a dedicarci alla preghiera e al ministero della Parola»”

Atti 6:5-7 Istituzione dei diaconi (Con’t)
“Questa proposta piacque a tutta la moltitudine; ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmena e Nicola, proselito di Antiochia. Li presentarono agli apostoli, i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
La Parola di Dio si diffondeva, e il numero dei discepoli si moltiplicava grandemente in Gerusalemme; e anche un gran numero di sacerdoti ubbidiva alla fede”.

1.- Resi capaci di servire
1a.- Pieno di fede e di Spirito Santo
1b.- Esercitando il proprio ministero tra la gente
2.- Accusati ingiustamente
2a.- Degli oppositori infiammati
2b.- Una difesa pacifica
3.- Primo martirio cristiano
3a.- Proclamazione convincente
3b.- La morte di un testimone


1.- Resi capaci di servire
1a.- Pieno di fede e di Spirito Santo

• La crescita è sempre accompagnata da sfide che bisogna affrontare con saggezza e fede.
• Gruppi di cultura diversa stentano a vivere in pace. La divisione della Chiesa è in agguato.
• Nuove soluzioni per risolvere problemi nuovi.
• Delegare certe attività per rimanere centrati sulla testimonianza
• Niente gerarchia: tutti al servizio di Dio! Diversità di servizi nell’unità della Chiesa.
• Ognuno mette i suoi talenti al servizio di tutti.
• La gente (e i suoi bisogni) rimangono al centro della Chiesa.

• I lavori amministrativi indispensabili non devono distogliere i predicatori dalla loro predicazione. I dodici appostoli sono stati testimoni oculari di Gesù!
Priorità alla testimonianza.
• I lavori amministrativi includevano la gestione dei soldi, dello cibo e i rapporti con gli indigenti (le vedove greche).
• I sette diaconi (= dedicati a un servizio) hanno tutti un nome greco e parlavano probabilmente greco meglio dei 12 apostoli.
• La Chiesa di Gerusalemme si apre alla realtà “pagana”.
• La saggia risoluzione del conflitto mantiene la Chiesa unita.
• Molte nuove persone si convertono.

1b.- Esercitando il proprio ministero tra il popolo
“Ora Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo.
(Atti 6:8) I sette diaconi non si sono limitati a gestire faccende materiali.
Il loro zelo per il Signore ha permesso allo Spirito Santo di utilizzarli per compiere prodigi e miracoli.
Solo gli apostoli avevano ricevuto questo dono di operare miracolo. Dio estende il Suo regno tramite uomini zelati e impegnati. Perché Stefano era pieno di potenza e di grazia, è stato uno strumento di Dio. Non è il “titolo” che importa, ma lo zelo e l’impegno.

1b.- Esercitando il proprio ministero tra il popolo (con’t)
Stefano non si è limitato a “servire alle tavole”, ma si è messo a testimoniare fuori dalla Chiesa. Lo Spirito Santo spinge i cristiani verso gli altri esseri umani e Stefano non si è tirato indietro dall’avventura della fede (Vedi Marco 16:17-20):
“Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno».
Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
E quelli se ne andarono a predicare dappertutto e il Signore operava con loro confermando la Parola con i segni che l'accompagnavano”.
I miracoli avrebbe dovuto ispirare rispetto verso Stefano; invece, gli invidiosi hanno complottato contro di lui sulla base della menzogna, perché non c’era niente di sbagliato nel suo parlare.
“E non potevano resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava” Atti 6:10.
La conseguenza è stata la persecuzione.

2.- Accusati ingiustamente
2a.- Degli oppositori infiammati

Atti 6:9-14 “Ma alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenei, degli Alessandrini, di quelli di Cilicia e d'Asia, si misero a discutere con Stefano; e non potevano resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava. Allora istigarono degli uomini che dissero: «Noi lo abbiamo udito mentre pronunciava parole di bestemmia contro Mosè e contro Dio». Essi misero in agitazione il popolo, gli anziani, gli scribi; e, venutigli addosso, lo afferrarono e lo condussero al sinedrio;
e presentarono dei falsi testimoni, che dicevano: «Quest'uomo non cessa di proferire
parole contro il luogo santo e contro la legge. Infatti lo abbiamo udito affermare che quel Nazareno, Gesù, distruggerà questo luogo e cambierà gli usi che Mosè ci ha tramandati»”
• Perché questa opposizione così violente contro Stefano?
• Chi sono gli avversari della verità?
• Che spirito animava gli oppositori?
• Chi vince tra i falsi testimoni e il vero testimone di Gesù?
• Perché Dio non è intervenuto per salvare Stefano dai suoi oppositori?

2b.- Una difesa pacifica
• Stefano rimane pacifico e non risponde agli insulti con insulti (1 Pietro 2:23): “Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente”
• Stefano rende testimonianza della speranza sua con mansuetudine e rispetto (1 Pietro 3:16): “Ma fatelo con mansuetudine e rispetto, e avendo la coscienza pulita; affinché quando sparlano di voi, rimangano svergognati quelli che calunniano la vostra buona condotta in Cristo”.
• Stefano segue Gesù fino in fondo.
• Gli occhi degli oppositori sono stati ottenebrati (Efesini 4:18): “con l'intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell'ignoranza che è in loro, a motivo dell'indurimento del loro cuore”
• Lo Spirito Santo ha dato a Stefano le parole giuste per il tempo giusto (Luca 21:15): “Perché io vi darò una parola e una sapienza alle quali tutti i vostri avversari non potranno opporsi né contraddire”.

E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissati gli occhi su di lui, videro il suo viso simile a quello di un angelo.

3.- Primo martirio cristiano (Stefano)

3a.- Proclamazione convincente
“Gente di collo duro e incirconcisa di cuore e d'orecchi, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo; come fecero i vostri padri, così fate anche voi. Quale dei profeti non perseguitarono i vostri padri?
Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti i traditori e gli uccisori; voi, che avete ricevuto la legge promulgata dagli angeli, e non l'avete osservata». Essi, udendo queste cose, fremevano di rabbia in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui” (Atti 7:51-54).

Stefano ha avuto l’occasione di parlare e ha costruito la sua difesa sulla storia del popolo d’Israele ripetutamente disubbidiente agli ordini di Dio. Ha aggiunto che la morte di Gesù faceva parte da questo comportamento disubbidiente.
C’è una continuità, nel tempo, di ribellione a Dio dietro una maschera di custodi della legge. Stefano ha il coraggio di denunciare l’ipocrisia “Non avete osservato la legge”. Parlare della Parole di Dio non basta; bisogna osservare i suoi ordini! Il messaggio ha raggiunto i cuori, ma invece di pentirsi, i capi religiosi si sono infuriati.

Ci sono molte similitudini tra il discorso di Pietro alla Pentecoste e quello di Stefano. Mentre il popolo ha avuto il cuore compunto e si è convertito, i capi religiosi hanno indurito il loro cuore e hanno digrignato i denti contro Stefano.
La parola di Dio non lascia nessuno indifferente! La stessa verità genera sia pentimento sia indurimento; sia conversione sia persecuzione. Come riceviamo la Parola di Dio?
La legge e i profeti avevano annunciato il Messia e le sue sofferenze; una letture seria delle Scritture dimostra che Gesù è il Messia. Il NT è continuità dell’AT.

3b.- La morte di un testimone
“Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra, e disse: «Ecco, io vedo i cieli aperti, e il Figlio dell'uomo in piedi alla destra di Dio». Ma essi, gettando grida altissime, si turarono gli orecchi e si avventarono tutti insieme sopra di lui; e, cacciatolo fuori dalla città, lo lapidarono.
I testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E lapidarono Stefano che invocava Gesù e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi, messosi in ginocchio, gridò ad alta voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». E detto questo si addormentò” Atti 7:55-60.

C’è un forte contrasto tra Stefano, pieno di Spirito Santo e i suoi persecutori. Stefano vedeva Gesù alla destra di Dio e utilizza lo stesso vocabolario di Gesù, cioè il Figlio dell’uomo:
“Ma da ora in avanti il Figlio dell'uomo sarà seduto alla destra della potenza di Dio” Luca 22:69. Lo Spirito Santo apre gli occhi sulla dimensione spirituale dove c’è Gesù nella gloria. Questa realtà era sconosciuta dagli persecutori di Stefano e la sua testimonianza scatena una reazione contagiosa che coinvolge tutti i presenti!
La psicologia di gruppo sfida il buon senso e produce una sommossa generale che si conclude con la lapidazione di Stefano. Quando si uccide un giusto nel nome della religione, non c’è Dio nella religione.

La morte di Stefano non è stata vana; anzi è forse stata più utile della sua vita! Vedere un martirio morire non lascia indifferente! Saulo (Paolo) era lì a guardare Stefano morire in pace. Nella sua morte Stefano ha ripreso due frase che Gesù aveva pronunciate sulla croce:
1. Padre, non imputare loro questo peccato (vedi Luca 23:34): Gesù diceva: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno». Poi divisero le sue vesti, tirandole a sorte.
2. Rimetto il mio spirito tra le tue mani (vedi Luca 23:46): Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio». Detto questo, spirò”.
Dallo Spirito Santo, Stefano ha ricevuto le risorse necessarie per testimoniare con la sua vita, le sue parole e la sua morte come Gesù.

La morte di Stefano ha scatenato una persecuzione che ha “forzato” i cristiani a partire in missione, fuori da Gerusalemme. Gesù aveva detto:
“Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra»” Atti 1:8.

La persecuzione ha propulso i cristiani sulla scena internazionale. I primi cristiani si trovavano tropo bene per partire in missione e Dio ha utilizzato la persecuzione di Stefano per farli andare.
Il sangue dei martiri è seme dei cristiani! (Tertulliano, 2° secolo).
Ancora oggi, in molti stati, i cristiani sono perseguitati per la loro fede. Lo Spirito Santo dà a tutti le risorse per affrontare la morte.


Gamaliele aveva profetizzato:
“E ora vi dico: tenetevi lontani da loro, e ritiratevi da questi uomini; perché, se questo disegno o quest'opera è dagli uomini, sarà distrutta; ma se è da Dio, voi non potrete distruggerli, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio»” Atti 5:38-39.
Due mila anni dopo siamo qui per attestare che questa opera era e è da Dio. Il diavolo è un nemico vinto e non ha il potere di fermare il progetto di Dio. A noi è affidato il Gran Mandato, cioè la missione di diffondere il vangelo nel mondo a ogni costo, incluso il costo della propria vita.

“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate” (Matteo 28:19-20).


DA PERSECUTORE A PREDICATORE 23/02/2018

Atti 9:1-17 Saulo, sempre spirante minacce e stragi contro i discepoli del Signore,
si presentò al sommo sacerdote, e gli chiese delle lettere per le sinagoghe di Damasco affinché, se avesse trovato dei seguaci della Via, uomini e donne, li potesse condurre legati a Gerusalemme.
E durante il viaggio, mentre si avvicinava a Damasco, avvenne che, d'improvviso, sfolgorò intorno a lui una luce dal cielo e, caduto in terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» Egli domandò: «Chi sei, Signore?»
E il Signore: «Io sono Gesù, che tu perseguiti. Àlzati, entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare».
Gli uomini che facevano il viaggio con lui rimasero stupiti, perché udivano la voce, ma non vedevano nessuno. Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla; e quelli, conducendolo per mano, lo portarono a Damasco, dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda.
Or a Damasco c'era un discepolo di nome Anania; e il Signore gli disse in visione: «Anania!» Egli rispose: «Eccomi, Signore». E il Signore a lui: «Àlzati, va' nella strada chiamata Diritta, e cerca in casa di Giuda uno di Tarso chiamato Saulo; poiché ecco, egli è in preghiera, e ha visto in visione un uomo, chiamato Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista».
Ma Anania rispose: «Signore, ho sentito dire da molti di quest'uomo quanto male abbia fatto ai tuoi santi in Gerusalemme. E qui ha ricevuto autorità dai capi dei sacerdoti per incatenare tutti coloro che invocano il tuo nome».
Ma il Signore gli disse: «Va', perché egli è uno strumento che ho scelto per portare il mio nome davanti ai popoli, ai re, e ai figli d'Israele; perché io gli mostrerò quanto debba soffrire per il mio nome».
Allora Anania andò, entrò in quella casa, gli impose le mani e disse: «Fratello Saulo, il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada per la quale venivi, mi ha mandato perché tu riacquisti la vista e sia riempito di Spirito Santo».

1.- Un incontro con Gesù che trasforma la vita
1a.- Il nemico della Chiesa
1b.- Conversione
2.- Mandato da Gesù
2a.- La missione di Anania
2b.- Missione compiuta: Saulo crede
3.- Perseguitato per Cristo mentre predica
3a.- Il campo di missione a Damasco
3b.- Ritorno a Gerusalemme


1.- Un incontro con Gesù che trasforma la vita
1a.- Il nemico della Chiesa

• Saul sembrava impermeabile al vangelo. Il capitolo 9 ci rimette in contatto con Saulo dopo averlo lasciato alla lapidazione di Stefano. Saulo era animato di un zelo senza conoscenza e voleva sradicare la Chiesa nascente. Per realizzare il suo progetto si è fatto dare la missione di buttare in prigione i cristiani di Damasco e non aveva nessun scrupolo a arrestare uomini e donne.
• Saulo pensava di avere successo e di portare nella prigione di Gerusalemme i seguaci de Gesù prima di farli condannare dai stessi giudici religiosi che avevano fatto lapidare Stefano. L’esito era già conosciuto!
• Saulo aveva scelto Damasco perché era una grande città nella quale numerosi cristiani si erano rifugiati dopo la prima persecuzione innescata dalla lapidazione di Stefano.
• Roma aveva data ai Giudei di Gerusalemme un certo potere religioso pure di mantenerli
nell’impero. Saulo aveva dunque ricevuto l’autorità di riportare i fuggiaschi a Gerusalemme.
• La sua determinazione e il suo potere facevano di Saulo un uomo temuto e totalmente contrario al vangelo. Chiunque avrebbe voluto testimoniare di Gesù sarebbe stato fermato e probabilmente ucciso.

1b.- Conversione
• Sulla strada di Damasco, Gesù stesso si è manifestato a Saulo in un modo straordinario. Saulo ha visto una luce più brillante del sole (Atti 22:6) che l’ha fatto cadere al suolo: “Mentre ero per strada e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, improvvisamente dal cielo mi sfolgorò intorno una gran luce”.
• Una voce ha chiamato Saulo con il suo nome e gli ha chiesto: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”.
• Per Saulo, queste manifestazioni sovrannaturali vengono senza dubbio da Dio stesso. Tuttavia Saulo chiede: “Chi sei, Signore?”
• Gesù risponde che perseguitando i cristiani, Saulo stava perseguitando Gesù stesso.
C’è unità tra il Capo (Gesù) e il corpo (la Chiesa).
• Gesù non tratta Saulo secondo il suo peccato.
• Gesù innalzato e glorificato ha ricevuto ogni potere in cielo e sulla terra, ma Gesù manifesta la grazia. La grazia è una rivoluzione per un Giudeo attaccato alla legge.
• Di' loro: "Com'è vero che io vivo", dice il Signore, DIO, "io non mi compiaccio della morte dell'empio, ma che l'empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie! Perché morireste, o casa d'Israele?" (Ezechiele 33:11).
• Gesù è ancora solidale dal suo corpo perseguitato in tanti luoghi.
• L’avventura della fede comincia. Saulo ubbidisce e va a Damasco, secondo l’ordine di Gesù. Saulo si sottomette all’autorità di Gesù.
• Alzati!
• Tre giorni di buio e di crisi spirituale senza altra speranza che la grazia di Gesù che non l’ha ucciso.
• Tutto l’essere di Saulo, corpo, anima e spirito sono coinvolti in questa esperienza con Gesù.
• Saulo non sa ancora niente della sua guarigione e del progetto di Dio per il suo futuro.

2.- Mandato da Gesù
2a.- La missione di Anania

• Anania conosceva la voce di Gesù; non ha dubbi, ma non capisce. Anania sa che Saulo aveva il volere e il potere di incatenarlo. Anania ha bisogno di essere rassicurato da Gesù e si lascia convincere. “Alzati” e “Va”, comanda Gesù!
• Anania osa correre il rischio della fede e ubbidisce a Gesù.
• Anania impone le mani a Saulo per guarire i suoi occhi.
• Anania battezza Saulo e gli rivela che Dio ha un piano straordinario per la sua vita.
• Dio ha scelto Saulo per farne un missionario. La scelta di Dio riguarda la sua attività, non la sua salvezza.

2b.- Missione compiuta: Saulo crede
Atti 9:17-19 “Allora Anania andò, entrò in quella casa, gli impose le mani e disse: «Fratello Saulo, il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada per la quale venivi, mi ha mandato perché tu riacquisti la vista e sia riempito di Spirito Santo».
In quell'istante gli caddero dagli occhi come delle squame, e ricuperò la vista; poi, alzatosi, fu battezzato. E, dopo aver preso cibo, gli ritornarono le forze. Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco”.

• Lo Spirito Santo ha tolto la paura e ha reso Anania coraggioso.
• Anania è andato a parlare a Saulo con franchezza e amore.
• Dio ci chiede la stessa determinazione per testimoniare a chi è ostile al vangelo. Lo Spirito Santo ci darà le stesse risorse!
• Grazie alla sua ubbidienza, Anania è stato uno strumento di Dio per la guarigione di Saulo.
• La guarigione si è manifestata quando Anania ha imposto le mani a Saulo. Gesù aveva istruito i suoi discepoli a fare così (Marco 16:18): “Prenderanno in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno»”.
• Il battesimo d’acqua (e di Spirito Santo) segue la conversione.

• La conversione manifesta un cambiamento di fondo. Saulo è diventato un uomo nuovo e ha messo al servizio di Gesù il resto della sua vita.
• Lo Spirito Santo ha saputo convincere Saulo.
• Nessuno si converte per motivi logici; ci vuole un intervento dello Spirito Santo per convincere! Ci vuole una rivelazione!
• Saulo ha ripetutamente testimoniato di questa conversione (Atti 22:6 e 26:13):
“Mentre ero per strada e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, improvvisamente dal cielo mi sfolgorò intorno una gran luce”. “A mezzogiorno vidi per strada, o re, una luce dal cielo, più splendente del sole, la quale sfolgorò intorno a me e ai miei compagni di viaggio”.
Una vera conversione genera una vera testimonianza.

3.- Perseguitato per Cristo mentre predica
3a.- Il campo di missione a Damasco

Atti 9:20-25
“E [Saulo] si mise subito a predicare nelle sinagoghe che Gesù è il Figlio di Dio. Tutti
quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: «Ma costui non è quel tale che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocano questo nome ed era venuto qua con lo scopo di condurli incatenati ai capi dei sacerdoti?» Ma Saulo si fortificava sempre di più e confondeva i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo”.
Parecchi giorni dopo, i Giudei deliberarono di ucciderlo; ma Saulo venne a conoscenza del loro complotto. Essi facevano persino la guardia alle porte, giorno e notte, per ucciderlo;
ma i discepoli lo presero di notte e lo calarono dalle mura dentro una cesta”.
• Subito! Saulo si è messo al lavoro, subito! C’era una comunità cristiana a incoraggiare e tanti Giudei da evangelizzare. Saulo non aveva ancora i vangeli scritti, ma c’era l’Antico Testamento e Saulo lo conosceva abbastanza bene per presentare Gesù come il Messia annunciato da Mosè e dai profeti.


• A Damasco, Saulo aveva la fama di essere stato un persecu-tore della “Via” e certi cristiani dubitavano della sua sincerità. Gesù aveva insegnato ai suoi seguaci a essere prudenti come i serpenti e semplici come le colombe: “«Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe” (Matteo 10:16).
• Tuttavia la comunità Giudea era molto più ostile contro Saulo considerato come un traditore. Paolo voleva la pace, ma non dipendeva da lui: “Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini” (Romani 12:18).
La predicazione del vangelo suscita sempre ostilità e Saulo l’ha sperimentato sul campo di missione di Damasco.

• Saulo avrebbe potuto godere stima dei Giudei, ma ha preferito portare gli oltraggi di Gesù. L’avventura di fede ha portato Saulo fuori dalla sua zona di comodità. Scendere dalle mura in una cesta non era proprio comodo. Per tutti gli anni della sua vita, Saulo ha dovuto subire la persecuzione da parte della gente religiosa. La grazia è scandalosa per la religione.
• In 2 Corinzi 11:22-27, Saulo elenca difficoltà e sofferenze che la sua ubbidienza hanno generato: “Sono Ebrei? Lo sono anch'io. Sono Israeliti? Lo sono anch'io. Sono discendenza d'Abraamo? Lo sono anch'io. Sono servitori di Cristo? Io (parlo come uno fuori di sé) lo sono più di loro; più di loro per le fatiche, più di loro per le prigionie, assai più di loro per le percosse subite.
Spesso sono stato in pericolo di morte. Dai Giudei cinque volte ho ricevuto quaranta colpi meno uno; tre volte sono stato battuto con le verghe; una volta sono stato lapidato; tre volte ho fatto naufragio; ho passato un giorno e una notte negli abissi marini.
Spesso in viaggio, in pericolo sui fiumi, in pericolo per i briganti, in pericolo da parte dei miei connazionali, in pericolo da parte degli stranieri, in pericolo nelle città, in pericolo nei deserti, in pericolo sul mare, in pericolo tra falsi fratelli; in fatiche e in pene; spesse volte in veglie, nella fame e nella sete, spesse volte nei digiuni, nel freddo e nella nudità.
Parla perfino della cesta per mezzo della quale era riuscito a sfuggire da Damasco (v32):
“A Damasco, il governatore del re Areta aveva posto delle guardie nella città dei Damasceni per arrestarmi;”.

3b.- Ritorno a Gerusalemme
• Saulo è partito 3 anni in Arabia (Galati 1:18) prima di fare un breve salto a Gerusalemme dove aveva numerosi nemici nella comunità ebraica:
“Poi, dopo tre anni, salii a Gerusalemme per visitare Cefa e stetti da lui quindici giorni;”
• Non sappiamo quello che Paolo ha fatto in Arabia, ma non ha perso il suo zelo per Gesù e lo ritroviamo missionario in Asia.
Sappiamo che Saulo ha ricevuto una rivelazione direttamente da Gesù e è andato a Gerusalemme 14 anni dopo per confrontare il “suo” vangelo von quello degli apostoli (Galati 2:1):
“Poi, trascorsi quattordici anni, salii di nuovo a Gerusalemme con Barnaba, prendendo con me anche Tito”.
Bisognava evitare di creare due chiese distinte, una composta da Giudei convertiti e l’altra composta da pagani convertiti. Lavorare all’unità è importante.
• È importante sapere che Pietro, Giacomo e Giovanni hanno riconosciuto il ministero di Saulo e il messaggio che predicava.

• Saulo ha manifestato lo stesso zelo che aveva prima della sua conversione per predicare il vangelo di Gesù.
• Da Persecutore della chiesa di Gesù, Saulo è diventato Predicatore del vangelo di Gesù.
• Saulo è rimasto in movimento per Gesù fino alla sua morte. Non c’è tregua quando ci sono esseri umani perduti a chi bisogna annunciare il vangelo di Gesù:
“Perché se evangelizzo, non debbo vantarmi, poiché necessità me n'è imposta; e guai a me, se non evangelizzo!” (1 Corinzi 9:16).

Tocca noi continuare! Gesù aveva comandato: “da Gerusalemme fino alle estremità della terra!


RAVVEDIMENTO(1) 14/03/2018

“Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino»” (Matteo 4:17)
“Allora aprì loro la mente per capire le Scritture e disse loro: «Così è scritto, che il Cristo avrebbe sofferto e sarebbe risorto dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si sarebbe predicato il ravvedimento per il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme” (Luca 24:45-47)
“E, partiti, [i discepoli] predicavano alla gente di ravvedersi; scacciavano molti demòni, ungevano d'olio molti infermi e li guarivano” (Marco 6:12-13)Il ravvedimento è un punto forte del vangelo di Gesù (50x nel NT), ma non fa piacere a nessuno. Gesù ha cominciato il suo ministero predicando il ravvedimento e ha confidato ai suoi discepoli di continuare a predicare il ravvedimento a tutte le genti. Che cosa è e che cosa non è il ravvedimento?

1.- Rimpiangere non è ravvedersi
Ravvedersi è ben diverso dal rimpianto causato dalle conseguenze dolorose di scelte sbagliate. Questo rimpianto è l'espressione dell'egoismo frustrato. Quanta gente rimpiange scelte sbagliate e vorrebbe potere tornare indietro per avere una "seconde chance"; non si può andare indietro nel tempo! Piangere per scelte sbagliata non è ravvedimento quando si piange solo per il dolore vissuto in prima persona come conseguenze di scelte sbagliate.
Le nostre numerose scelte sbagliate portano un frutto amaro che non sono un castigo divino ma soltanto una conseguenza logica. Il mondo piange, ma non si ravvede!

2.- Ravvedimento e perdono
Il ravvedimento non ha senso se non c'è perdono. Nell'islam, non c'è né perdono né ravvedimento. Ogni sistema religioso che promuove una salvezza tramite opere considera che se le opere “buone” superano quelle cattive (i peccati), i religiosi meritano il paradiso.
I meriti non coinvolgono nessun ravvedimento e nessun perdono. I meriti considerano il paradiso come un stipendio; il ravvedimento lo considera come una grazia. Gesù non ha istituito un sistema religioso in più, ma una relazione con Dio basata sul perdono.
Non c’è perdono senza ravvedimento e Dio non forza nessuno, perché rispetta la nostra libertà. Vorremo essere perdonati senza ravvederci, perché ci umilia chiedere perdono a Dio. La consapevolezza del perdono genera gratitudine, gioia e amore.

3.- Il ravvedimento non è una formalità
Ravvedersi non è un atto liturgico reso necessario dalla dottrina. Non si passa allo sportello del perdono per timbrare il “foglio di strada” e continuare a peccate impunemente. Non mi pento perché un sacerdote mi dice "ravvediti".
Il ravvedimento non è il frutto di una minaccia del tipo: "se non ti ravvedi, Dio ti manderà in inferno!". È vero che se non mi ravvedo, andrò in inferno, ma non mi ravvedo per evitare l'inferno. Tale mossa sarebbe interessata (egoista) e il ravvedimento sarebbe il prezzo da pagare per non andare nell'inferno, cioè sarebbe un opera meritatoria.
Ma il vangelo afferma che tale prezzo è già stato pagato da Gesù quando ha offerto la propria vita sulla croce. Il ravvedimento è un primo passo verso la ricezione del regalo chiamato “perdono”.
Il secondo passo è la fede di credere che Dio può e vuole perdonare i miei peccati.
Non avrebbe nessun senso di confessare i peccati se non ci fosse la speranza del perdono.

4.- La santità di Dio è il calibro
Ravvedersi fa intervenire il calibro della santità di Dio e non il piacere egoista mancato. Piangere non è sinonimo di ravvedimento.
Il ravvedimento può essere accompagnato da pianti, ma non tutti i pianti esprimono il ravvedimento. Molti piangono, ma pochi si ravvedano per bene.
La Chiesa contiene troppa gente che pensa di essersi ravveduta, ma che l'ha fatto solo formalmente con le labbra.
“Il Signore ha detto: «Poiché questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini” Isaia 29:13. Vedi Matteo 15:8: "Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me”.

5.- Serietà
Non si tratta di inventare un lungo elenco di peccati da confessare a Dio secondo il principio di precauzione. Non costa gran che chiedere perdono a Dio ogni giorno, ma se non proviene da una convinzione di peccato, è solo una mossa vuota.
Dio non è così stupido da essere ingannato da mosse vuote! È necessario di confessare a Dio tutti i peccati che la nostra memoria può trovare nel nostro passato, ma bisognerebbe definire che cosa è il peccato!
Dio ci ha dato una legge, mediante Mosè, e un modo di definire il peccato è la trasgressione della legge. La legge è un codice morale con un elenco di cose che bisogna fare e un elenco di cose che bisogna non fare. Il codice della strada contiene anche un elenco di cose da fare e un elenco di cose da non fare. La gente si è abituata a trasgredire il codice de la strada quasi senza scrupoli.
Si è anche abituata a trasgredire la legge di Dio senza scrupoli.
Il mondo relativizza la trasgressione della legge e banalizzato il peccato. "Intanto, tutti lo fanno" è diventato un argomento di permissività.
Il mondo pensa "Se Dio si scandalizza per così poco è il suo problema". La religione ha confinato Dio al ruolo di giudice e, con l'idea della misericordia, Gli è stato tolto perfino il diritto di giudicare. Se Dio è solo un giudice che non giudica più, non serve più a niente!
Questo modo di pensare è diffuso nella cultura odierna e siamo molto influenzati dalla cultura, alla nostra insaputa. La cultura ha forgiato il nostro modo di pensare (condizionamento) e ignoriamo che ci sono altri modi di pensare.
Il modo di pensare di Dio è molto diverso dal nostro: “«Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il SIGNORE. «Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri” Isaia 58:8-9.

6.- Religione
I musulmani seguono una religione, cioè un codice morale che definisce quello che bisogna fare e non fare per evitare l'inferno. Per l'islam, non c'è perdono! Anzi, il perdono è un concetto scandaloso, perché incompatibile con la giustizia.
Il Dio dei musulmani non perdona, perché è giusto. Essi concludono erroneamente che se il Dio dei cristiani perdona, allora non è giusto. Se Dio non perdona, allora non serve ravvedersi e l'islam risparmia il ravvedimento ai suoi addetti.
Il binomio "ravvedimento - perdono" è esclusivamente cristiano, perché solo il vero Dio rivelato da Gesù è capace di essere 100% giusto E di perdonare i peccati:
“Dio lo ha prestabilito [Gesù] come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù” Romani 3:25-26. Il sacrificio di Gesù è la pietra angolare di questa rivoluzione. Gesù è venuto rivoluzionare le religioni e né i Giudei, né i musulmani, né certi cristiani hanno accolto questa rivoluzione. Tutti i “cristiani” ignoranti che pensano di potere riscattare i loro peccati con buone opere fanno come i musulmani.
Si sforzano di meritare il paradiso. Se il paradiso è il frutto di sforzi più o meno acrobatici, non c'è posto per la grazia! La grazia è la rivoluzione che Gesù ha iniziato.
La legge definisce i meriti, la grazia definisce il perdono e il perdono definisce il ravvedimento: “Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo” Giovanni 1:17.

7.- “Siete un fallimento”
Giovanni Battista predicava il ravvedimento e il battesimo che amministrava era un battesimo di ravvedimento: “Ed egli andò per tutta la regione intorno al Giordano, predicando un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati, come sta scritto nel libro delle parole del profeta Isaia: «Voce di uno che grida nel deserto: "Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri” Luca 3:3-4.
Giovanni Battista predicava:" Siete un fallimento, agli occhi di Dio!". Questo messaggio non fa piacere a nessuno. La carne umana brama il successo, non il fallimento. Ci piace sentire parlare della misericordia di Dio, ma non ci piace sentire parlare della santità di Dio. Eppure la bontà di Dio ci spinge al ravvedimento:
“Oppure disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua costanza, non riconoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento?” Romani 2:4.

8.- Umanesimo
L'umanesimo rampante predica che gli esseri umani non sono un fallimento e che il ravvedimento demotiva la gente, perché distrugge l'autostima.
In altre parole, secondo l'umanesimo, bisogna focalizzarsi sulle cose che vanno bene (i successi) e non soffermarsi sui fallimenti. Tuttavia, ignorare i fallimenti non li cancella. La Bibbia chiama peccato quello che il mondo chiama fallimento.
La Bibbia dice che tutti hanno peccato:
“Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” Romani 3:23.
Per superare il fallimento (il peccato), bisogna identificarlo e decidere di cambiare strategia. Dato che le stesse cause producono gli stessi effetti, bisogna cambiare le cause.
Il ravvedimento contiene entrambi, l'identificazione dei peccati e la decisione di non peccare più. Il ravvedimento è una confessione dei peccati e l'impegno di non peccare più.
In un primo tempo, pensiamo che le cause da cambiare siano il nostro modo di fare, ma scopriamo che il modo di fare rispecchia il nostro modo di essere. Non possiamo seriamente cambiare il nostro modo di fare senza cambiare quello che siamo.
L’umanesimo non può cambiare la natura della gente; solo Dio lo può. Il battesimo cristiano è l'espressione della decisione di cambiare quello che siamo.
La Bibbia parla di fare morire il vecchio uomo per rivestire il nuovo:
“Avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente e a rivestire l'uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità”Efesini 4:22-24. Il battesimo cristiano è un passo successivo al ravvedimento, non lo rimpiazza.

Le religioni, inclusi il New Age, l’umanesimo e tante altre filosofie, eliminano il concetto di ravvedimento che non piace e la gente odierna vuole sentire quello che piace. Dio non parla per fare piacere al nostro ego, ma per comunicarci la verità.
Amiamo più il piacere o la verità? Se Gesù avesse amato il piacere, non sarebbe andato sulla croce. I seguaci di Gesù utilizzano lo stesso calibro del loro Maestro, cioè la verità.
Il ravvedimento fa parte dall’insegnamento che Gesù ha confidato ai suoi discepoli. Un vangelo senza ravvedimento non è il vangelo di Gesù: “Ché poi non c'è un altro vangelo; però ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo” Galati 1:7.

RAVVEDIMENTO (2) 21/03/2018

“Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. Questo faremo se Dio lo permette” (Ebrei 6:1-3)

“In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli il fatto dei Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato con i loro sacrifici. Gesù rispose loro: «Pensate che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, perché hanno sofferto quelle cose? No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti come loro»” (Luca 13:1-5).

1.- Ravvedersi dalle opere morte!
Quale sono le opere morte? Paolo distingueva tra le opere della carne e il frutto dello Spirito:
“Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio” (Galati 5:19-21).
La carne è l'eredità che ogni essere umano ha ricevuto da Adamo.

Ecco un elenco delle opere della carne:
1. Fornicazione
2. Impurità
3. Dissolutezza
4. Idolatria
5. Stregoneria
6. Inimicizie
7. Discordia
8. Gelosia
9. Ire
10. Contese
11. Divisioni
12. Sètte
13. Invidie
14. Ubriachezze
15. Orge
16. Altre simili cose

I figli/e di Adamo praticano queste opere e non erediteranno il regno di Dio.
Certe opere della carne ci sono ben conosciute, altre meno.
Quando leggiamo questo elenco, ci sembra ascoltare la cronaca
del telegiornale! Tutte queste cose sono "naturali" in quanto i figli di Adamo le praticano spontaneamente e le considerano come “normale”. La domanda è: Quale è la “norma”?
Da quando l’essere umano esiste, queste cose rovinano la loro vita e le religioni, la cultura, la morale non hanno potuto migliorare niente al modo di vivere dell’umanità.

2.- Risplenda la vostra luce
La “buona morale” è incapace di cambiare la natura dei figli di Adamo; essa può solo arginare queste opere. Così la “buona morale” di tutte le religioni elenca una lunga lista di "Non fare!".
Non fare è difficile e ci vuole un po' di carattere per non fare tutte queste cose elencate.
Purtroppo, la gente religiosa è conosciuta da quello che non fa invece che da quello che fa!
Gesù non ci chiama ad una religione, ma ad un rapporto. Sono dei religiosi che hanno crocifisso Gesù! Gesù ci chiama ad essere conosciuti da quello che facciamo, non da quello che non facciamo: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli” (Matteo 5:16).
Gesù confronta le buone opere con le opere morte. Il biglietto di visita dei discepoli di Gesù è l'amore: “Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri»” (Giovanni 13:34-35).

3.- Amare è la rivoluzione di Gesù
Nessuna religione può generare amore; l'amore non è elencato nella lista delle opere della carne, bensì nella lista del frutto dello Spirito. I figli di Adamo sono incapaci di amare secondo il senso che Dio dà a questa parola.
La parola "amore" è molto ambigua e i femminicidi uccidono la donna che dicono di amare! Amiamo la sessualità, amiamo la tenerezza, amiamo essere ammirati e lodati, amiamo essere scelti, amiamo la sicurezza, amiamo il piacere, ma amare qualcuno/a è ben diverso!
Gesù ci mostra il calibro dell'amore: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. Nessuno ha amore più grande di quello di dare la sua vita per i suoi amici” (Giovanni 15:12-13). Amare non è prendere; amare è dare. Gesù ha dato la sua vita per noi; questo è l'amore (vedi Giovanni 3:16):
“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”.

Bisogna notare che Gesù ci ha amato quando non c'era niente di amabile in noi.
Non, Gesù non ci ama perché siamo buoni, forti, intelligenti, religiosi, sottomessi, ecc.
Gesù ci ama gratuitamente senza ragione.
Gesù non ha ricavato niente dall'amore che ci dava; anzi ha perso la vita. Gesù chiama i suoi discepoli a vivere questa qualità di vita.

4.- Le risorse di Gesù
Gesù è 100 % consapevole della nostra totale incapacità di amare come Lui. Perciò, Gesù non ci ha lasciati sprovvisti; Gesù ha mandato lo Spirito Santo e Paolo elenca le nove parti del frutto dello Spirito Santo:
“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c'è legge” Galati 5:22-23.

Ecco l’elenco:
1. Amore
2. Gioia
3. Pace
4. Pazienza
5. Benevolenza
6. Bontà
7. Fedeltà
8. Mansuetudine
9. Autocontrollo

Ogni termine merita di essere definito, perché sono concetti poco conosciuti.
Per il momento ci concentriamo sull’amore, perché è l’oggetto del primo e del secondo comandamento:
“«Qual è il più importante di tutti i comandamenti?» Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l'unico Signore. Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua". Il secondo è questo: "Ama il tuo prossimo come te stesso". Non c'è nessun altro comandamento maggiore di questi» (Marco 12:28b-31). Vedi Deuteronomio 6:4-5: “Ascolta, Israele: Il SIGNORE, il nostro Dio, è l'unico SIGNORE. Tu amerai dunque il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima tua e con tutte le tue forze”.
Levitico 19:8 “Chiunque ne mangerà porterà la pena della sua iniquità, perché avrà profanato ciò che è sacro al SIGNORE e quel tale sarà tolto via dalla sua gente”.
Apriamo i nostri cuori per ricevere l’amore che Dio vuole versarvi mediante lo Spirito Santo:
“Or la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato” (Romani 5:5).

5.- Fallimento
Siamo tutti in fallo davanti a questi due comandamenti che Gesù dice essere i più importanti. Questa costatazione ci spinge al ravvedimento. Chi si ravvedrà? I capi religiosi hanno indurito il loro cuore e hanno rifiutato di ravvedersi.
La loro religione, come tutte le religioni, li invitava a ubbidire scrupolosamente a 1000 altri comandamenti “più facili” con l’idea di riscattare il fallimenti verso i due primi. Se il motore non funziona, non serve pulire la carrozzeria, cambiare i freni o gonfiare le gomme.
Bisogna focalizzarsi su quello che non funziona e farlo funzionare, non nasconderlo dietro belle apparenze. Gesù chiamava ipocrisia questa mossa dei capi religiosi che nascondevano la loro incapacità di amare dietro un’apparenza religiosa.

6.- Scegliere
Il ravvedimento procede da una scelta. Ogni scelta esclude molte cose! La scelta di seguire Gesù esclude la pratica del peccato. Gesù dice "Va e non peccare più!":
“Ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neppure io ti condanno; va' e non peccare più»” (Giovanni 8:11).
La scelta è un punto importante nella Bibbia, perché la scelta ci rende responsabili. Dio non vuole fare degli esseri umani dei robot, ma dei figli/e liberi, alla sua somiglianza: Dio non è un robot.
I figli di Adamo, venduti al peccato, non avevano una vera scelta, ma da quando Gesù è venuto, abbiamo una vera scelta. Dio sa che non è colpa nostra se siamo nati nel peccato (è colpa di Adamo), ma Dio ci dice che è colpa nostra se non ne usciamo.

Gesù è venuto per offrirci una via fuori dal peccato; Gesù è la via:
“Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).
C’è una via che porta alla morte e un’altra che porta alla vita; Scegliamo, dunque, la via della vita:
“Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, affinché tu viva, tu e la tua discendenza” (Deuteronomio 30:19).

7.- La volontà della creatura
Il peccato può essere definito come la volontà della creatura che si oppone alla volontà del Creatore! Questa definizione fa uscire dall'idea legalista "È lecito o non è lecito".
Il peccato è molto più che una disubbidienza alla legge; il peccato è una rottura di armonia di cui i peccatori sono le vittime. Il ravvedimento è un primo passo verso il recupero dell'armonia.
Il peccato degli esseri umani non danneggia Dio;
Dio non perde niente quando gli esseri umani peccano. Dio ci chiama a non peccare perché vuole risparmiarci dalle conseguenze dolorose del peccato.
Il perdono non cancella le conseguenze del peccato; ne cancella il castigo (il salario) che la Bibbia dice essere la morte spirituale: “Perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 6:23).

La vita eterna è l'armonia con Dio, mentre la morte eterna è la separazione.
La volontà dei figli di Adamo è opposta alla volontà di Dio, perché sono motivati dalla carne:
“Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro;” (Galati 5:17).

8.- Diffidenza
Dio conosce le conseguenze di ogni peccato e ci dice di non peccare. Dio conosceva le conseguenze del peccato di Adamo ed Eva e aveva detto "Non peccare!".
Adamo ed Eva non capivano totalmente le conseguenze della disubbidienza. Il loro errore ci insegna che possiamo ubbidire ai consigli di Dio anche se non capiamo tutto. O abbiamo fiducia in Dio e crediamo che vuole proteggerci dalla sofferenza delle conseguenze o non ci crediamo.

La diffidenza di Adamo ed Eva risultava dal dubbio per quanto riguarda l'amore di Dio; hanno dubitato che Dio aveva vietato un frutto per amore di loro.
È strano di dovere costatare che gli esseri umani sono più propensi a credere alle proposte del diavolo che a quelle di Dio. Lo Spirito Santo ci spinge a ravvederci a motivo della diffidenza che nutriamo verso di lui. Il contrario della diffidenza è la fiducia o fede.
La fede serve a credere alle proposte e promesse di Dio, anche senza capirle! Non è necessario capire come la carne di pollo viene trasformata in carne umana quando la mangiamo.
I processi chimici e biochimici sono complessi, ma funzionano indipendentemente dalla nostra comprensione; gli ignoranti non sono penalizzati.

Capire o non capire non cambia niente ai processi della digestione, assorbimento e assimilazione. La diffidenza di un bambino che avrebbe paura di diventare un pollo a forza di mangiare carne di pollo ci fa sorridere! Dovrebbe farci pensare, invece! Dio chiama i suoi figli/e a vivere per fede, cioè ad avere fiducia in Lui e nelle Sue Parole:
“Ma il mio giusto per fede vivrà; e se si tira indietro, l'anima mia non lo gradisce». Ora, noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per ottenere la vita” (Ebrei 10:38-39).

Vedi Abacuc 2:3-4: “perché è una visione per un tempo già fissato; essa si affretta verso il suo termine e non mentirà; se tarda, aspettala; poiché certamente verrà; e non tarderà. Egli è pieno d'orgoglio, non agisce rettamente; ma il giusto per la sua fede vivrà”.
Galati 3:11: “E che nessuno mediante la legge sia giustificato davanti a Dio è evidente, perché il giusto vivrà per fede”.

“Ricòrdati dunque come hai ricevuto e ascoltato la parola, continua a serbarla e ravvediti.
Perché, se non sarai vigilante, io verrò come un ladro, e tu non saprai a che ora verrò a sorprenderti” (Apocalisse 3:3)





LA FEDE IN DIO (1)

“Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. Questo faremo se Dio lo permette”

1.- Che fede?
Quasi tutta la gente crede che c'è una divinità o più di una. Questa fede che c'è un Dio Creatore non è completa in quanto non stabilisce un rapporto con Dio. Anche il diavolo e i demoni credono che Dio esiste: “Tu credi che c'è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano”
Giacomo 2:19.
Tuttavia, né il diavolo né i demoni hanno stabilito un rapporto di fiducia con Dio.
Anzi, il diavolo sfida Dio. La sfida (diffidenza) è l'anti-fede.
La Bibbia (il NT) c'insegna che la fede cristiana ha qualcosa di specifico. Contrariamente alla credenza delle religioni, la fede cristiana è scandalosa per il pensiero religioso universale e pazza per la logica occidentale:
“Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione.
I Giudei infatti chiedono miracoli e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei è scandalo, e per gli stranieri pazzia; ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio;” 1 Corinzi 1:21-24.
Effettivamente, Dio non è presente nelle religioni (saggezza umana) e Dio scappa alla razionalità. Entrambe, religione e razionalità vogliono mettere le loro braccia attorno all'oggetto della loro ricerca per "controllare" Dio. Il pensiero umano vuole avere ragione e dominare tutto e, perfino, Dio.

2.- Scienze
I ricercatori studiano le scienze per capire le leggi della natura (il creato) e utilizzarle per la comodità dell’umanità. Gli scienziati hanno fatto delle scoperte stupende che permettono di migliorare la qualità della vita materiale. Purtroppo, c'è una forma di arroganza da parte di chi pensa di controllare tutto con la conoscenza scientifica. Dio è incontrollabile!
C'è un modo di credere che non incide sulla quotidianità; non è fede! Se c’è un Creatore, allora bisogna ricercarlo per capire il senso del creato e vivere il Suo progetto.
È poco coerente credere che c'è un Creatore senza impegnarsi a cercarlo. La gente non vuole che il Creatore intervenga nella propria vita e teme di dovere sottomettersi a un’autorità dittatoriale.
Perciò questa gente non si preoccupa di Lui. Paolo dice che è inescusabile:
“Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, essendo percepite per mezzo delle opere sue;
perciò essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato come Dio, né lo hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato” Romani 1:20-21.
Le scienze ci spingono a ricercare Dio.

3.- Religioni
Le religioni non lavorano sul terreno della logica scientifica, ma sul terreno dei meriti associati alla pratica di dogmi irrazionali. Per potere rivolgersi a tutti gli esseri umani, le religioni devono passare attraverso un canale diverso dalla logica scientifica, perché non tutti la conoscono.
Le religioni fanno intervenire la paura dell'inferno (castigo) e propongono regole per scapparvi.
Le regole sono democratiche, cioè tutti gli esseri umani devono potere seguirle.
Le regole hanno anche un aspetto arrogante in quanto propongono un controllo su Dio stesso.
L'obiettivo delle religioni è di manipolare Dio per ottenere i suoi favori.
Le religioni esistono solo se il concetto di merito esiste.
Le religioni dicono "se segui le regole, meriti un premio".
In altre parole, i religiosi pensano che Dio sarà forzato di benedirli, salvarli, proteggerli o provvedere ai loro bisogni se seguono le regole. Questa è l'arroganza, cioè l'idea di potere forzare Dio.
Il vero Dio non può essere forzato da nessuno; nessuno è più forte di Dio. Né le religioni, né le scienze possono dominare Dio.

4.- Ignoranza
Per molto tempo, la fede era la risposta universale a tutte le domande (Gap God). Con l’aumento della conoscenza, c’è sempre meno posto per la fede in Dio. Così dicono certi filosofi. In realtà, l’aumento della conoscenza permette di scoprire Dio nelle sue opere.
Era infantile affermare che la mela cade perché Dio vuole che le mele cadano.
Sir Isaac Newton ha studiato la gravità e ha espresso delle leggi che spiegano come la mela cade.
Il mondo occidentale odierno è un mondo razionale basato sulle scienze e molta gente dichiara che le scienze non lasciano nessun posto a Dio o che Dio non c’è. Dio non è meno quando la nostra conoscenza aumenta.

5.- Una rivoluzione chiamata grazia
La rivoluzione di Gesù è di presentare Dio sotto un aspetto diverso da quello della logica e della religione. Dio è così grande che la logica umana non può capire tutto. Gesù ci presenta un Dio-amico, mentre le religioni presentano un Dio-nemico.
Le regole delle religioni servono a vincere Dio, perciò c'è arroganza nelle religioni.
Le regole della fede servono a vincere il diavolo.
Gesù ci chiama ad avere fiducia in Dio, non nelle regole! Per le regole, la grazia è uno scandalo. Per i religiosi, la grazia è scandalosa, perché toglie la possibilità di strumentalizzare la gente con il concetto dei meriti (base del condizionamento di tutti).
Gesù è consapevole della nostra perdizione e sa che meritiamo tutti l'inferno. Gesù è molto chiaro: non ci sono dei buoni che meritano il favore di Dio e dei cattivi che meritano l'inferno.
Gesù dice che siamo tutti cattivi e che meritiamo tutti l'inferno.
Le regole proposte dalle religioni non permettono di scappare all'inferno, perché gli esseri umani corrotti non possono produrre niente di buono.
La grazia, incarnata nella persona e l'opera di Gesù è l'unica via di scampo.
La fede cristiana richiede la scelta di abbandonare l’illusione di tutte le altre vie di scampo, perché sono vicoli ciechi. Dio non ci chiede di credere in Lui senza averci dato indici.
Oltre al creato che parla del Creatore, Dio ha parlato e annunciato il Messia tramite i profeti.
Dio ha mandato il Messia, cioè Gesù, e ha dimostrato il suo amore verso di noi.
Dio ha risuscitato Gesù e l’ha innalzato alla sua destra.
Questi fatti storici sono stabiliti e c’invitano a credere in un Dio d’amore, di perdono, di santità e di potenza. Le religioni non presentano un Dio d’amore e di perdono.

6 .- Salvezza per solo fede
“Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi: è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti;” Efesini 2:8-9.
Salvati mediante la fede, non mediante le opere. La salvezza è un dono di Dio (una grazia) che si riceve per fede. La fede si appropria quello che Dio dà. La fede è dinamica in quanto genera un cambiamento nella vita! E che cambiamento! La salvezza è un grande cambiamento!

7.- Una fede salda
La fede, di cui la Bibbia dice che salva, riceve le promesse di Dio e si appropria le risorse che Gesù ha già conquistato. La fede cristiana si appoggia su un’opera GIÀ compiuta, non su un futuro incerto. La fede cristiana non dice "spero che alla fine Gesù vincerà il diavolo", ma "so che Gesù ha già vinto il diavolo"! La vittoria di Gesù incide sulla mia vita in quanto mi permette di scappare alla tirannia del diavolo e alla schiavitù del peccato.
Quanta gente è malmenata dal diavolo (angoscia, senso di colpa, depressione, incertezza, dipendenza, ecc.) e non può liberarsene perché non ha l'autorità di resistere al diavolo.
La fede in Gesù dà ai cristiani nati di nuovo questa autorità.
È il nome (= persona e opera) di Gesù che libera, guarisce, salva e trasforma:
“E, per la fede nel suo nome [di Gesù], il suo nome ha fortificato quest'uomo che vedete e conoscete; ed è la fede, che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti” Atti 3:16.
Questo uomo era emiplegico e non aveva mai camminato, ma ha creduto in Dio e si è alzato quando Pietro gli ha detto "Su con le gambe!". Questa fede ha cambiato il corso della vita di questo uomo. Il Nome di Gesù è la persona e l’opera di Gesù.

8.- Cambiamento d’identità
Per fede in Gesù, possiamo diventare figli/e di Dio:
“Ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio” Giovanni 1:12-13.
Diventare figli/e di Dio è un grande cambiamento nella vita. Non è un idea, ma diviene una realtà. Diventare figlio/a di Dio richiede una rottura con il passato.
Nel passato, ero un figlio/a di Adamo e, adesso, divengo un figlio/a di Dio, in Gesù. Un figlio/a ha un’eredità e l’eredità di Adamo era la maledizione; l’eredità di Gesù è la benedizione:
“Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui” Romani 8:17.


LA FEDE IN DIO (2)

“Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. Questo faremo se Dio lo permette” Ebrei 6:1-3.

1.- Dall’inizio sino alla fine: fede!
La fede è indispensabile per ricevere la salvezza e, dopo, per vivere la vita cristiana di ogni giorno. Ripetutamente, la Bibbia dichiara che il giusto (= il giustificato) vivrà per fede:
“«… Ma il mio giusto per fede vivrà; e se si tira indietro, l'anima mia non lo gradisce». Ora, noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per ottenere la vita” (Ebrei 10:38-39):
vedi Abacuc 2:4 “Egli è pieno d'orgoglio, non agisce rettamente; ma il giusto per la sua fede vivrà”.
Romani 1:17 “Poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, com'è scritto: «Il giusto per fede vivrà»”.
Galati 3:11 “E che nessuno mediante la legge sia giustificato davanti a Dio è evidente, perché il giusto vivrà per fede”.
Siamo giustificati per fede per vivere per fede. La fede permette un rapporto diretto con Dio, senza altro mediatore che Gesù:
“Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo” 1 Timoteo 2:5.
Le religioni fanno intervenire una gerarchia di mediatori, ma la Bibbia dice che abbiamo tutti un accesso diretto a Dio mediante Gesù.
La fede cambia la vita in quanto Dio ci propone un’avventura sconosciuta che percepiamo spesso come minacciosa. Per fede, possiamo ubbidire senza capire e senza sentire; ubbidire alla Parola di Dio con la fiducia che Dio non ci manda allo sbaraglio;
Pietro è uscito dalla barca per camminare sull’acqua senza capire né sentire niente se non la voce di Gesù che lo chiamava dal mare (Marco 14:24-33):
“Poi Gesù disse: «Questo è il mio sangue, il sangue del patto, che è sparso per molti. In verità vi dico che non berrò più del frutto della vigna fino al giorno che lo berrò nuovo nel regno di Dio».
Dopo che ebbero cantato l'inno, uscirono per andare al monte degli Ulivi.
Gesù disse loro: «Voi tutti sarete scandalizzati perché è scritto: "Io percoterò il pastore e le pecore saranno disperse". Ma dopo che sarò risuscitato, vi precederò in Galilea». Allora Pietro gli disse: «Quand'anche tutti fossero scandalizzati, io però non lo sarò!»
Gesù gli disse: «In verità ti dico che tu, oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo abbia cantato due volte, mi rinnegherai tre volte».
Ma egli diceva più fermamente ancora: «Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò».
Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.
Poi giunsero in un podere detto Getsemani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedete qui finché io abbia pregato».
Gesù prese con sé Pietro, Giacomo, Giovanni e cominciò a essere spaventato e angosciato”.
Tuttavia la sua fede ha vacillato ed è affondato;
Gesù gli ha detto: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Gesù non l’ha lasciato affondare, ma l’ha soccorso.
La fede di Pietro è stata fortificata e ha continuato a seguire Gesù mentre tanti altri hanno smesso (Giovanni 6:60): “Perciò molti dei suoi discepoli, dopo aver udito, dissero: «Questo parlare è duro; chi può ascoltarlo?»”
Senza fede, la vita è piena di stress, di paura e di disperazione! Queste cose non sono la volontà di Dio per gli esseri umani.

2.- Fede e opere
“Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta” Giacomo 2:26.
La fede senza opere è morta; la fede ci spinge a compiere il piano di Dio che comporta opere.
La fede è la locomotiva che tira le carrozze chiamate opere.

Nessuno è già arrivato e nessuno può smettere di vivere per fede.
Abraamo aveva circa cento anni quando Dio gli ha promesso un figlio. Mosè aveva 80 anni quando Dio l’ha mandato in Egitto per liberare il popolo d’Israele. Abraamo e Mosè hanno creduto alle Parole di Dio e hanno agito. Dio ci chiama a mostrare la nostra fede in modo chiaro, cioè tramite opere: “Anzi uno piuttosto dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede»” Giacomo 2:18.
Dopo avere affermato che siamo salvati per Grazia, per mezzo della fede (Efesini 2:8 “Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio”).
Paolo aggiunge che non siamo stati salvati per fare quello che vogliamo, ma per praticare le opere che Dio ha preparato per noi:
“Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo” Efesini 2:10.
Deve essere chiaro che le opere NON sono mai una moneta per meritare la salvezza, ma l’espressione della nostra gratitudine verso Dio che ci ha regalato la salvezza.
Le opere sono il frutto della salvezza; c’è un ordine cronologico: FEDE => OPERE; mai il contrario!

3.- Abraamo
La fede caratterizzava Abraamo e la storia di questo uomo ci mostra che ha creduto alle parole di Dio e ha ubbidito senza vedere ancora la terra promessa.
La vita per fede contrasta con la vita per vista.
Sappiamo che quello che gli occhi vedono è solo una parte delle cose.
La realtà si trova nel mondo spirituale invisibile.
La fede riceve le promesse e gli ordini di Dio e si mobilizza per mettersi in moto senza dubbio. Per ascoltare Dio e mettersi in moto, Abraamo doveva conoscere qualcosa di Dio. Dio si è rivelato a lui e Abraamo ha riorganizzato la sua vita sulla base dell'informazione che aveva ricevuto da Dio. Dio è affidabile, cioè Dio è degno di essere creduto! Abraamo non aveva la Bibbia e ha creduto a Dio con il poco che conosceva di Lui. Noi abbiamo la Bibbia e possiamo conoscere Dio molto meglio di Abraamo, se la studiamo. Abraamo avrebbe potuto godersi una vita tranquilla, ma ha preferito l’avventura della fede! Abraamo e menzionato come amico di Dio, a motivo della sua fede:
“Tu vedi che la fede agiva insieme alle sue opere e che per le opere la fede fu resa completa; così fu adempiuta la Scrittura che dice: «Abraamo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto come giustizia»; e fu chiamato amico di Dio” Giacomo 2:22-23.

Vediamo tre passi di fede che Abraamo ha fatto:
1) Abraamo ha risposto alla voce di Dio che lo chiamava a lasciare la casa del suo padre per andare dove Dio lo guiderebbe (Genesi 12:1):
“Il SIGNORE disse ad Abramo: «Va' via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va' nel paese che io ti mostrerò;”
2) Abraamo ha creduto alla promessa di Dio che annunciava un figlio a una coppia vecchia e ormai incapace di concepire (Genesi 17:19):
“Dio rispose: «No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e tu gli metterai il nome di Isacco. Io stabilirò il mio patto con lui, un patto eterno per la sua discendenza dopo di lui”.
3) Abraamo ha ubbidito a Dio che gli chiedeva di andare sul Monte Moria per sacrificare il figlio della promessa, cioè Isacco (Genesi 22:2):
“E Dio disse: «Prendi ora tuo figlio, il tuo unico, colui che ami, Isacco, e va' nel paese di Moria, e offrilo là in olocausto sopra uno dei monti che ti dirò»”.
Per “Abraamo, amico di Dio”:
vedi 2 Cronache 20:7 “Non sei stato tu, Dio nostro, a scacciare gli abitanti di questo paese davanti al tuo popolo Israele, e lo desti per sempre alla discendenza di Abraamo, il quale ti amò?”
Isaia 41:8 “«Ma tu, Israele, mio servo, Giacobbe che io ho scelto, discendenza di Abraamo, l'amico mio”.
Chi ha fede diviene “amico di Dio” come Abraamo, il capo fila dei credenti:
“Infatti la promessa di essere erede del mondo non fu fatta ad Abraamo o alla sua discendenza in base alla legge, ma in base alla giustizia che viene dalla fede” Romani 4:13.

4.- Sino alla fine
Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. 2Timoteo 4:7. Conservare la fede quando tanta gente la perde, richiede di curarla, cioè di alimentarla, di correggerla, di utilizzarla, ecc. La fede cresce quando è alimentata e il cibo necessario si chiama “ogni parola che proviene dalla bocca di Dio”:
“Ma egli [Gesù] rispose: «Sta scritto: "Non di pane soltanto vivrà l'uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio"»” Matteo 4:4.
Paolo scriveva: “Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo” Romani 10:17.
Una delle preoccupazioni di Gesù era di sapere se ci sarà ancora fede sulla terra quando tornerà: “«Ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?»” Luca 18:8b.
Le tribolazioni, le tentazioni, lo scoraggiamento, la stanchezza, la paura, ecc. possono corrodere la fede e farla sparire. Dio ha voluto una dimensione comunitaria per la fede dei suoi figli/e con l’idea di aiutarsi a vicenda a conservare una fede sana.
La chiesa locale deve contribuire a fare “conservare la fede” nella vita di tutti i cristiani.

5.- La fede è certezza …
“Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono” Ebrei 11:1.
C'è un mondo invisibile: "le realtà che non si vedono" dietro il mondo visibile. Le scienze ci permettono di esplorare il mondo visibile, mentre la fede ci permette di esplorare il mondo invisibile. Il mondo visibile ha le sue radici nel mondo invisibile.
Molti scienziati esplorano il mondo visibile senza preoccuparsi tropo di sapere da dove viene e perché esiste. Senza accorgersene, fanno un passo di fede perché accettano che ci sia stata una creazione (che chiamano "Big Bang") per generare il mondo visibile che studiano. L'oggetto delle scienze è il "come" delle cose: "Come cade la mela?", ma il "perché" è totalmente fuori della loro portata. "Perché la mela cade?" non trova una risposta sensata. Certi rispondono che la gravità è responsabile della caduta della mela, ma definiscono loro stessi la gravità come l'interazione che fa cadere le mele. Rispondono: "la mela cade, perché c'è una forza che fa cadere le mele"... ; si tratta di una dichiarazione d'ignoranza. La “fede” dello scienziato dice "Ignoro ma ci credo" o "Ignoro il perché, ma non mi impedisce di studiare il come." La conoscenza scientifica cresce, ma non risponderà mai alle domande esistenziali degli esseri umani. Le domande dei bambini sono:
"Papa, perché?" non "Papa, come?".
Non capisco pienamente perché il sacrificio di Gesù sulla croce mi salva, ma posso e sperimentare la salvezza, per fede! Lo Spirito Santo mette nel nostro cuore la certezza della salvezza:
“Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio” (Romani 8:16).
La fede che salva è un rapporto d'amore con Dio. Le scienze mi parlano della saggezza, della potenza e della grandezza di Dio, ma non del suo amore. È Gesù che ci parla dell'amore di Dio.
La grandezza, la potenza e la saggezza di Dio mi spaventano un po'; l'amore di Dio mi colpisce!

6.- Piacere a Dio
“Ora senza fede è impossibile piacergli, poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano” Ebrei 11:6. Che cosa piace a Dio?
• I nostri dogmi (conoscenza)
• Le nostre buone opere
• La nostra generosità
• La nostra partecipazione alla vita della Comunità
• La nostra buona volontà, ecc.
Tutte queste cose sono secondarie, ma la prima è la fede.
Quando Gesù tornerà sulla terra, troverà tante opere caritative, tante religioni, tanta buona volontà (?), ecc., ma troverà fede?
Ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?» Luca 18:8b.
Vivere per fede in contrasto con vivere per vista:
“Poiché camminiamo per fede e non per visione; 2 Corinzi 5:7.
Vivere per fede significa abbandonare la zona di comodità per esplorare lo sconosciuto in una posizione di vulnerabilità che non piace alla carne!
La carne vuole tirarsi indietro per timore dello sconosciuto. Dio ci spinge ad andare avanti con questa fiducia che Lui ci accompagnerà, ci darà la saggezza e le forze per vincere nel nome di Gesù! La Bibbia ci dà esempi di uomini e donne di fede che c'incoraggiano a vivere il progetto di Dio, per fede (vedi Ebrei 11).

7.- Valori duraturi
Come l'amore e la speranza, la fede non sparirà mai:
“Ora dunque queste tre cose durano: fede, speranza, amore; ma la più grande di esse è l'amore” 1 Corinzi 13:13.
L'oro e le ricchezze materiali spariranno, ma la fede è un valore duraturo.
Conviene investire nei valori duraturi. Consacriamo molto tempo a curare le cose passeggere e poco tempo a occuparci delle cose durature; Dio ci chiama a assegnare il primo posto alle cose durature. Il corpo è l'oggetto di una grande attenzione e facciamo di tutto per mantenerlo in buona salute, ma lo lasceremo probabilmente su questa terra.
La nostra anima e il nostro spirito sono eterni e sarebbe il caso di averne anche cura. Tanta gente trascura la sua fede al punto di lasciarla soffocare dalle preoccupazione di questo mondo.
Gli impegni mondani e l’inganno delle ricchezze sono un’arma pericolosa che il diavolo utilizza per distoglierci dalla fede:
“Quello che ha ricevuto il seme tra le spine è colui che ode la parola; poi gli impegni mondani e l'inganno delle ricchezze soffocano la parola che rimane infruttuosa” Matteo 13:22.
Chi ha orecchi, oda!

8.- Naufragio
“Conservando la fede e una buona coscienza, alla quale alcuni hanno rinunciato e, così, hanno fatto naufragio quanto alla fede” 1 Timoteo 1:19.
Si può fare naufragio quanto alla fede e dobbiamo saperlo per evitarlo.
La tentazione di tornare alla carne è sempre forte e bisogna lottare per non essere trascinati dalla corrente del mondo. La vita cristiana è un’avventura piena di sorprese e di sfide.
Per affrontarle, Dio ci parla e ci istruisce.
Dio parla in diversi modi, ma le istruzioni di Dio sono sempre coerenti con la Bibbia:
“Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi” Ebrei 1:1-2. Dio ha parlato mediante Gesù che Giovanni chiamava la Parola incarnata:
“E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre” Giovanni 1:14. Dio ci parla tramite lo Spirito Santo che Gesù ha sparso su i suoi discepoli.
Gesù è stato innalzato alla destra di Dio (da dove era venuto) e ha mandato lo Spirito Santo per insegnarci:
“ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto” Giovanni 14:26.
Se rattristiamo lo Spirito Santo, non ci parla più e non ci insegna più e facciamo naufragio quanto alla fede. Possiamo leggere la Bibbia, ma solo lo Spirito Santo che ha ispirato i suoi autori può aiutarci a interpretare le Scritture:
“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” 2 Timoteo 3:16-17.
Sono queste Scrittura che alimentano la nostra fede: Ma egli [Gesù] rispose: «Sta scritto: "Non di pane soltanto vivrà l'uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio"». Matteo 4:4.

9.- Necessario ma non sufficiente
Leggere la Bibbia è necessario ma non sufficiente. I capi religiosi che hanno crocifisso Gesù conoscevano bene l'Antico Testamento (AT), ma ne avevano un interpretazione sbagliata. “Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un'interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell'uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo” 2 Pietro 1:20-21.
Lo stesso Spirito Santo che ha ispirato le Scritture vuole interpretare il loro senso per aiutarci a capire e vivere il progetto di Dio per noi, cioè l'avventura della fede.
Dio ci parla anche nella sofferenza. Siamo così testardi che la sofferenza è spesso l'unico linguaggio che siamo disposti ad ascoltare. Impariamo dunque ad affrontare le sofferenze per fede in Dio, ricevendo le sue promesse per rimanere sereni e progredire.
Per fede installiamo la vittoria di Gesù nella nostra vita 24/24. Vivere secondo lo Spirito è doloroso per la carne. I desideri della carne sono opposti a quelli dello Spirito:
“Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro, in modo che non potete fare quello che vorreste” Galati 5:17. Per quaranta anni Dio ha parlato a un popolo ribelle e contraddicente:
“Ma riguardo a Israele afferma: «Tutto il giorno ho teso le mani verso un popolo disubbidiente e contestatore»” Romani 10:21.
La loro disubbidienza deve insegnarci a non imitare la loro ribellione. La loro carne contestava le istruzioni che Dio comunicava loro mediante Mosè. Per natura, siamo dei contestatori di Dio, perché siamo figli/e di Adamo che ha, per primo, contestato la Parola di Dio.
Dio non si compiace a farci soffrire, ma utilizza la sofferenza come linguaggio per insegnarci e stimolaci a vivere secondo lo Spirito. Chi è abbastanza docile per capire questo linguaggio progredisce!

10.- Vincitori per fede
“Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede” 1 Giovanni 5:4.
La nostra fede serve a lottare e vincere il mondo governato dal diavolo!
“Noi sappiamo che siamo da Dio, e che tutto il mondo giace sotto il potere del maligno” 1 Giovanni 5:19.

La vita per fede è un combattimento nel mondo spirituale
(Vedi Efesini 6:10-16 “Del resto, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza.
Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate stare saldi contro le insidie del diavolo; il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati,
contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti.
Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere.
State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno”).

La fede ci permette di resistere al diavolo e di vincerlo con il sangue di Gesù:
“È stato gettato giù l'accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello, e con la parola della loro testimonianza;” Apocalisse 12:10b-11a.

“Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati”. Romani 8:37.


I BATTESIMI (1) 11/04/2018

“Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. Questo faremo se Dio lo permette”.

1.- I battesimi nel Nuovo Testamento
Battezzare, in greco, significa immergere nell’acqua. Il battesimo biblico è sempre per immersione.
Prima parte
• Battesimo di Giovanni Battista (G.B.)
• Battesimo cristiano nell’acqua
Seconda parte
• Battesimo nello Spirito Santo

2.- Il battesimo di Giovanni Battista (1)
“Allora accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il
Giordano; e, confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano” Matteo 3:5-6.
Il battesimo di Giovanni era un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati.
L’acqua era utilizzata simbolicamente per la purificazione dei peccati!
Giovanni Battista preparava la strada a Gesù e il battesimo che praticava era “solo” un appello al ravvedimento e alla fede in Dio!
Il ravvedimento è un primo passo verso la vita nuova.
Un primo passo è necessario, ma non è ancora tutta la strada.
Ci sono tanti altri passi sulla strada del cielo e chi si ferma dopo il primo passo non cammina più (chi si ferma dovunque non cammina più)!
“Venne Giovanni il battista nel deserto predicando un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati” Marco 1:4.
“Paolo disse: «Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo di credere in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù»” Atti 19:4.
La chiesa non pratica più il battesimo di Giovanni che era rivolto ai Giudei, prima del vangelo di Gesù. “Sotto i sommi sacerdoti Anna e Caiafa, la parola di Dio fu diretta a Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Ed egli andò per tutta la regione intorno al Giordano, predicando un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati, come sta scritto nel libro delle parole del profeta Isaia: «Voce di uno che grida nel deserto: "Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri.
Ogni valle sarà colmata e ogni monte e ogni colle sarà spianato; le vie tortuose saranno fatte diritte e quelle accidentate saranno appianate; e ogni creatura vedrà la salvezza di Dio"»” Luca 3:2-6.
Giovanni preparava la via del Signore Gesù!

3.- Il battesimo di Giovanni (2)
“Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, dopo aver attraversato le regioni superiori del paese, giunse a Efeso; e vi trovò alcuni discepoli, ai quali disse:
«Riceveste lo Spirito Santo quando credeste?» Gli risposero: «Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo». Egli disse loro: «Con quale battesimo siete dunque stati battezzati?» Essi risposero: «Con il battesimo di Giovanni». Paolo disse: «Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo di credere in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù». Udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù; e, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e profetizzavano. Erano in tutto circa dodici uomini”. Atti 19:1-7.
Il battesimo di Giovanni Battista non bastava; preparava la strada a Gesù. Il battesimo di Giovanni Battista ha preparato la via al battesimo cristiano e al ricevimento dello Spirito Santo.

4.- Il battesimo di Gesù (1)
“Allora Gesù dalla Galilea si recò al Giordano da Giovanni per essere da lui battezzato. Ma questi vi si opponeva dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da
te, e tu vieni da me?» Ma Gesù gli rispose: «Sia così ora, poiché conviene che noi adempiamo in questo modo ogni giustizia». Allora Giovanni lo lasciò fare. Gesù, appena fu battezzato, salì fuori dall'acqua; ed ecco i cieli si aprirono ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui” Matteo 3:13-16.
Gesù non aveva bisogno né di ravvedersi (battesimo di Giovanni) né di nascere di nuovo; perché allora si è fatto battez-zare? Gesù dice che era giusto farlo! Come mai lo Spirito Santo è venuto solo dopo il battesimo di Gesù? Niente impediva che venisse prima, dato che Gesù non doveva nascere di nuovo! Non si capisce tutto, ma era giusto che sia così.

5.- Il battesimo di Gesù (2)
Al di là delle domande, ci sono insegnamenti:
(i) per un credente farsi battezzare è un atto di giustizia,
(ii) lo Spirito scende dopo il battesimo d’acqua.
Gesù ha dato un esempio d’ubbidienza all’ordine di Dio e ci mostra la strada da seguire. Gesù era adulto quando è stato battezzato e si è fatto battezzare per immersione (nel fiume, con molta acqua). Gesù si è fatto battezzare prima di cominciare il suo ministero; per circa 30 anni Gesù ha vissuto come tanti uomini (ma senza peccare).
Il battesimo apre la strada al suo ministero pubblico. In questo senso il battesimo mostra una rottura col passato.
“«Io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato a Israele, io sono venuto a battezzare in acqua»” Giovanni 1:31.

6.- Il battesimo in Cristo Gesù (1)
“E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo” Atti 2:38.
La cronologia usuale della piena salvezza è:
1. Conversione, confessione dei peccati e salvezza per Grazia mediante la fede
2. Battesimo d’acqua = ubbidienza per fede
3. Ricevimento dello Spirito Santo, per fede nella promessa di Dio
4. Vita cristiana vittoriosa per fede (Santificazione).
Alla Pentecoste Pietro associa il ravvedimento, il battesimo d’acqua e il ricevimento dello Spirito Santo. La promessa è per tutti … e per tutti i tempi:
“«Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà»” Atti 2:39.

7.- Il battesimo in Cristo Gesù (2)
“O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione. Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato. Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui,” Romani 6:3-8. Paolo dice che l'acqua del battesimo cristiano non è un simbolo di purificazione, ma di seppellimento e di risurrezione.

8.- Il battesimo in Cristo Gesù (3)
“… siete stati con lui sepolti nel battesimo, nel quale siete anche stati risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti” Colossesi 2:12.
Per ricevere una vita nuova bisogna abbandonare la vecchia. Non possiamo rivestire Gesù se non ci siamo spogliati di Adamo. Nel battesimo, Adamo viene sepolto e Gesù ci dà una nuova vita.
Il battesimo è un cambiamento di natura. Il battesimo cristiano è la fine della storia di Adamo (il primo uomo) e l’inizio della storia di Gesù (il secondo uomo) 1 Corinzi 15:20-23.

(Adamo)(Gesù); )( = battesimo; ) = morte ( = risurrezione.
Gesù prende il mio posto sulla croce e porta il mio castigo; offro la mia vita a Gesù e Lui mi dà la sua vita di risurrezione.
Gesù diviene il mio sostituto nella morte e nella vita.
Gesù ha iniziato una nuova Creazione e chiunque è “in Cristo” partecipa a questa nuova Creazione (2 Corinzi 5:17 “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove”).

9.- Il battesimo in Cristo Gesù (4)
“Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti. Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati; ma ciascuno al suo turno: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo, alla sua venuta;” 1 Corinzi 15:20-23.
La risurrezione è inclusa nel battesimo d’acqua. Uscire dall’acqua è simbolo di risurrezione.
• L’uomo per mezzo di cui è venuta la morte è Adamo. La morte è il risultato della disubbidienza di Adamo.
• L’uomo per mezzo di cui è venuta la risurrezione dei morti è Gesù. La risurrezione è il risultato dell’ubbidienza di Gesù.

10.- Il battesimo in Cristo Gesù (5)
“Così è pure della risurrezione dei morti. Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile; è seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; è seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale. Se c'è un corpo naturale, c'è anche un corpo spirituale.
Così anche sta scritto: «Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente»; l'ultimo Adamo è spirito vivificante. Però, ciò che è spirituale non viene prima; ma prima, ciò che è naturale; poi viene ciò che è spirituale.
Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo è dal cielo. Qual è il terrestre, tali sono anche i terrestri; e quale è il celeste, tali saranno anche i celesti. E come abbiamo portato l'immagine del terrestre, così porteremo anche l'immagine del celeste” 1 Corinzi 15:42-49.
Gesù è l’ultimo Adamo ()) e il secondo uomo ((). Passiamo da Adamo terrestre a Gesù celeste mediante la croce.

I BATTESIMI (2) 18/04/2018

“Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. Questo faremo se Dio lo permette” (Ebrei 6:1-3)

11.- Il battesimo in Cristo Gesù (6)
1. “Ma se camminiamo nella luce, com'egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato” 1 Giovanni 1:7.
2. “… e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue,…“ Apocalisse 1:5.
3. “In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia,” Efesini 1:7.
La purificazione dei peccati non procede dall’acqua del battesimo, ma dal sangue di Gesù. Alla conversione, i peccati sono perdonati mediante il sangue di Gesù. Alla conversione si riceve la prima parte della salvezza, cioè il perdono dei peccati, ma la natura umana non è ancora cambiata. Il sangue di Gesù risolve quello che abbiamo FATTO, non quello che SIAMO.
Cambiare quello che siamo (la nostra identità) richiede di fare morire il vecchio uomo e di rivestire il nuovo. Il battesimo è il simbolo di questa morte e risurrezione con Cristo.

12.- Il battesimo in Cristo Gesù (7)
“Quest'acqua (del diluvio) era figura del battesimo (che non è eliminazione di sporcizia dal corpo, ma la richiesta di una buona coscienza verso Dio). Esso ora salva anche voi, mediante la risurrezione di Gesù Cristo,” 1 Pietro 3:21.
Noè è profeticamente passato attraverso la morte con l’arca e ha ritrovato la vita, come un segno di risurrezione. Noè è stato salvato da una generazione malvagia, dalla natura dei figli di Adamo. Se Gesù fosse soltanto morto, il suo sangue e la sua croce non avrebbero perso il loro valore, ma non ci sarebbe una nuova vita e l’umanità non sarebbe stata salvata dalla natura dei figli di Adamo.
1. Il sangue di Gesù permette di perdonare i peccati.
2. La croce di Gesù permette di uscire dalla natura di Adamo (il peccato).
3. La risurrezione di Gesù permette di entrare in una vita nuova.
4. L’ascensione di Gesù ci permette di vivere nella vittoria.

13.- Il battesimo in Cristo Gesù (8)
“Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me” Galati 2:20.
Paolo dice che da quando è stato crocifisso con Cristo (battesimo) non è più lui che vive, ma Cristo risuscitato.
Questa nuova vita, Paolo la vive per fede.
“Ma quanto a me, non sia mai che io mi vanti di altro che della croce del nostro Signore Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso e io sono stato crocifisso per il mondo” Galati 6:14.
La croce di Gesù marca una rottura o separazione dal mondo.
Il battesimo è l’impegno di rinunciare al mondo per seguire Gesù.

14.- Il battesimo in Cristo Gesù (9)
“Poi, a tutti, (Gesù) diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua»” Luca 9:23.
Seguire Gesù significa passare, con Lui, attraverso la morte e la risurrezione per vivere in novità di vita: questo è il battesimo.
È una decisione di ogni giorno; ogni giorno bisogna prendere la croce e seguire Gesù. Rinunciare a se stessi è una forma di morte; mettere la propria volontà da parte, abbandonare l’educazione, la cultura, la religiosità, ecc. per seguire Gesù.
Questa è la via stretta che pochi scelgono: “Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano”
(Matteo 7:13-14).
È una questione di volontà: “se qualcuno vuole” e di perseveranza “ogni giorno”.
Il battesimo sbocca sulla via stretta; è l’inizio della via.
Mentre è importante passare per questa porta, è necessario continuare a camminare su questa via per arrivare alla mèta: “dimenticando quello che è dietro, corro verso il futuro!”: “Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti” Filippesi 3:13.

15.- Il battesimo e la circoncisione
1. “Infatti, in Cristo Gesù, né la circoncisione né l'incirconcisione hanno valore alcuno; quel che vale è la fede operante per mezzo dell'amore” Galati 6:15.
2. “Poiché tanto la circoncisione che l'incirconcisione non son nulla; quel che importa è l'essere una nuova creatura” Galati 5:6.
Il battesimo cristiano d’acqua non equivale alla circoncisione giudea; come segno esteriore non significa niente se non c’è un impegno di fede.
Nel giudaismo, ogni neonato maschio doveva essere circonciso. Ogni pagano che si convertiva al giudaismo doveva essere circonciso.
Era un segno di appartenenza al popolo di Dio.
La circoncisione è un atto deciso dai genitori per i figli; il principale interessato non può decidere.
La circoncisione non dà alle donne alcuna possibilità di partecipare; sono tutte escluse.
La circoncisione non è simbolo di liberazione dal peccato; la circoncisione è stata data ad Abraamo come segno del patto che Dio faceva con lui, 4000 anni fa.
“Questo è il mio patto che voi osserverete, patto fra me e voi e la tua discendenza dopo di te: ogni maschio tra di voi sia circonciso” (Genesi 17:10).

16.- Il battesimo dei bambini (1)
Non c’è nessuno testo che giustifica il battesimo dei bambini.
Molto presto, nella storia della chiesa, il battesimo è stato somministrato a bambini (neonati) per analogia con la circoncisione dei bambini ebrei, ma questo Gesù non l’ha mai insegnato.
Paolo non ha insegnato che il battesimo rimpiazza la circoncisione.
Purtroppo, già nei primi secoli, certi pagani cristiani e certi ebrei convertiti hanno voluto mantenere la circoncisione nel cristianesimo. Paolo ha lottato contro questa tendenza, dichiarando che la circoncisione non apparteneva al nuovo patto, ma a un vecchio; certi cristiani hanno allora rimpiazzato la circoncisione dei neonati con il battesimo dei neonati.
In tempi di persecuzione, certi genitori hanno considerato giusto battezzare i bambini per paura che siano uccisi prima di potere ...

17.- Il battesimo dei bambini (2)
… decidere di essere battezzati loro stessi. La paura è sempre l’antagonista della fede. Togliere la responsabilità da una persona significa infantilizzarla. Dio ci vuole adulti e responsabili.
I partigiani del battesimo dei bambini dicono che nella casa di Cornelio, tra chi fu battezzato con tutta la sua famiglia, c’erano probabilmente dei bambini:
“Vi era in Cesarea un uomo di nome Cornelio, centurione della coorte detta «Italica».
Quest'uomo era pio e timorato di Dio con tutta la sua famiglia, faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio assiduamente.
Egli vide chiaramente in visione, verso l'ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: «Cornelio!» Egli, guardandolo fisso e preso da spavento, rispose: «Che c'è, Signore?»

E l'angelo gli disse: «Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite, come una ricordanza, davanti a Dio. E ora manda degli uomini a Ioppe, e fa' venire un certo Simone, detto anche Pietro.
Egli è ospite di un tal Simone, conciatore di pelli, la cui casa è vicino al mare».
Appena l'angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi domestici, e un pio soldato fra i suoi attendenti e, dopo aver raccontato loro ogni cosa, li mandò a Ioppe.
Il giorno seguente, mentre quelli erano in viaggio e si avvicinavano alla città, Pietro salì sulla terrazza, verso l'ora sesta, per pregare. Ebbe però fame e desiderava prender cibo.
Ma mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi. Vide il cielo aperto, e scenderne un oggetto simile a una gran tovaglia, che, tenuta per i quattro angoli, veniva calata a terra.
In essa c'era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo. E una voce gli disse: «Àlzati, Pietro; ammazza e mangia». Ma Pietro rispose: «No assolutamente, Signore, perché io non ho mai mangiato nulla di impuro e di contaminato». E la voce parlò una seconda volta: «Le cose che Dio ha purificate, non farle tu impure».
Questo avvenne per tre volte; poi d'un tratto quell'oggetto fu ritirato in cielo.
Mentre Pietro, dentro di sé, si domandava che cosa significasse la visione, ecco gli uomini mandati da Cornelio, i quali, avendo domandato della casa di Simone, si fermarono alla porta.
Avendo chiamato, chiesero se Simone, detto anche Pietro, alloggiasse lì.

Mentre Pietro stava ripensando alla visione, lo Spirito gli disse: «Ecco tre uomini che ti cercano. Àlzati dunque, scendi e va' con loro, senza fartene scrupolo, perché li ho mandati io».
Pietro, sceso verso quegli uomini, disse loro: «Eccomi, sono io quello che cercate; qual è il motivo per cui siete qui?» Essi risposero: «Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, del quale rende buona testimonianza tutto il popolo dei Giudei, è stato divinamente avvertito da un santo angelo, di farti chiamare in casa sua e di ascoltare quello che avrai da dirgli».
Pietro allora li fece entrare e li ospitò. Il giorno seguente andò con loro; e alcuni fratelli di Ioppe l'accompagnarono.
L'indomani arrivarono a Cesarea. Cornelio li stava aspettando e aveva chiamato i suoi parenti e i suoi amici intimi.

Mentre Pietro entrava, Cornelio, andandogli incontro, si gettò ai suoi piedi per adorarlo. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati, anch'io sono uomo!»
Conversando con lui, entrò e, trovate molte persone lì riunite, disse loro: «Voi sapete come non sia lecito a un Giudeo aver relazioni con uno straniero o entrare in casa sua; ma Dio mi ha mostrato che nessun uomo deve essere ritenuto impuro o contaminato. Perciò, essendo stato chiamato, sono venuto senza fare obiezioni.
Ora vi chiedo: qual è il motivo per cui mi avete mandato a chiamare?»
Cornelio disse: «Quattro giorni or sono stavo pregando, all'ora nona, in casa mia, quand'ecco un uomo mi si presentò davanti, in veste risplendente, e disse: "Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita, e le tue elemosine sono state ricordate davanti a Dio.
Manda dunque qualcuno a Ioppe e fa' venire Simone, detto anche Pietro; egli è ospite in casa di Simone, conciatore di pelli, in riva al mare".
Perciò, subito mandai a chiamarti, e tu hai fatto bene a venire; or dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per ascoltare tutto ciò che ti è stato comandato dal Signore».

Allora Pietro, cominciando a parlare, disse: «In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali; ma che in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito.
Questa è la parola ch'egli ha diretta ai figli d'Israele, portando il lieto messaggio di pace per mezzo di Gesù Cristo. Egli è il Signore di tutti.
Voi sapete quello che è avvenuto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza; e com'egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; essi lo uccisero, appendendolo a un legno.

Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e volle che egli si manifestasse non a tutto il popolo, ma ai testimoni prescelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha comandato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è colui che è stato da Dio costituito giudice dei vivi e dei morti. Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome».
Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola. E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio.
Allora Pietro disse: «C'è forse qualcuno che possa negare l'acqua e impedire che siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?» E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Allora essi lo pregarono di rimanere alcuni giorni con loro” (Atti 10:1-48);

Luca dice che quelli che sono stati battezzati d’acqua avevano ricevuto lo Spirito Santo e questo esclude i neonati.
Le chiese che praticano il battesimo dei bambini hanno previsto una confermazione e questo getta ancora più confusione perché confermare con sincerità un atto sbagliato non lo rende giusto.
Dio conosce i cuori e non appartiene a nessuno di giudicare la sincerità della confermazione.
La cronologia comandata da Gesù è
(i) credere e
(ii) essere battezzato; i neonati non possono credere.
Il vangelo menziona una cronologia:
“Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato;” Marco 16:16.
Un neonato non può ancora credere!

18.- Il battesimo non salva!
“Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato” (Atti 2:21 + Romani 10:13). “Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia»” (Atti 16:31).
Dio ha voluto salvare gli esseri umani per grazia, cioè gratuitamente. Gesù ha già pagato il prezzo dei peccati e la responsabilità umana è di accettare o di rifiutare il dono di Dio (la grazia).
La conversione è l’associazione del ravvedimento e della fede che riceve il perdono.
Quando una persona si converte, è salvata; i suoi peccati sono perdonati e la sua coscienza è purificata. La giustizia di Dio è soddisfatta (anche il suo amore).
La grazia non è associata a nessuna opera umana; il battesimo è una opera e non entra nella salvezza! È il sangue di Gesù che ci salva dai nostri peccati.

19.- Il battesimo non salva!
“Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato” Marco 16:16.
Un’interpretazione comune di questo testo è che bisogna credere E essere battezzato/a per essere salvato/a; si conclude che chi crede solo non è salvato/a! Ma non è scritto così; è solo scritto che chi non crede sarà condannato/a! È probabilmente utile chiedersi che cosa significa essere salvato/a, in questo contesto? Si pensa, di solito che la salvezza si limita al perdono dei peccati, ma c’è molto di più! Dio vuole salvarci dai nostri peccati E dalla tirannia del peccato; questo secondo aspetto è il battesimo.
Aldilà delle polemiche ci sono due insegnamenti:
(i) il battesimo deve seguire la fede che crede (questo invalida il battesimo dei neonati) e
(ii) (ii) Dio non si accontenta di perdonare i nostri peccati, ma vuole introdurci in una vita nuova.

20.- Il caso del brigante sulla croce
Gesù gli disse: «Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso». Luca 23:43.
Il brigante sulla croce ha riconosciuto due cose:
(i) che era giusto che sia castigato e
(ii) che non era giusto che Gesù sia castigato.
Questo riconoscimento dell’ingiustizia nella crocifissione di Gesù e la sua fiducia in Gesù sono segni di una conversione del brigante. Gesù ha affermato che sarebbe con Lui nel paradiso di Dio, la stessa sera.
L’entrata nel paradiso è la salvezza; nessuno contesta che questo ladro ravveduto sia salvato.
E pure, non è stato battezzato! Non poteva essere battezzato, ma è morto con Gesù (e il battesimo è una morte con Gesù).
D'altronde essendo morto non poteva nascere di nuovo!
Il punto importante è che un essere umano può essere salvato senza essere battezzato e questa mostra chiaramente che il battesimo non salva! Il battesimo è un passo in più verso la santità (vita secondo lo spirito).

21.- Conclusione
• C’è qualcosa di misterioso nel battesimo d’acqua; tuttavia non è necessario di avere capito tutto per essere battezzato/a. Basta credere che Gesù è morto per i nostri peccati, di ravvedersi e di offrire la nostra vita a Dio come segno della gratitudine che abbiamo per il dono della vita che Gesù ha pagato per noi.
• Gesù ha ordinato ai suoi discepoli di battezzare i convertiti.
• La fede precede sempre il battesimo.
• Il battesimo d’acqua è un’identificazione con Gesù: il battezzato/a entra e esce dall’acqua come Gesù è entrato e uscito dalla tomba. Simbolicamente, il battezzato/a muore e risuscita con Gesù.
• Il battesimo è una liberazione dalla natura corrotta di Adamo e l’inizio di una nuova vita, liberata dal peccato e dalla morte. Il battesimo d’acqua apre una via nuova chiamata santificazione.
• Il battesimo d’acqua permette allo Spirito Santo di venire abitare nel cuore degli uomini e delle donne che si sono convertiti e sono nati di nuovo (nati d’acqua e di Spirito: Giovanni 3:5 “Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio”).
• Giovanni Battista annunciava che Gesù è colui che battezza nello Spirito (Matteo 3:11
“Io vi battezzo con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dopo di me è più forte di me, e io non sono degno di portargli i calzari; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco”). È impossibile vivere una vita vittoriosa, santa e gioiosa senza lo Spirito Santo. Il battesimo nello Spirito Santo viene anche chiamato “Pienezza dello Spirito”.
Normalmente il battesimo dello Spirito Santo segue il battesimo d’acqua, ma ci sono delle eccezioni (vedi Cornelio in Atti 10:44-48:
“Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola. E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio.
Allora Pietro disse: «C'è forse qualcuno che possa negare l'acqua e impedire che siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?» E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Allora essi lo pregarono di rimanere alcuni giorni con loro").
• Il battesimo nello Spirito Santo NON è un attestato di perfezione, ma un aiuto per progredire verso la perfezione.

Viviamo nella dimensione del “già-non ancora”! Gesù è già morto, risuscitato e seduto alla destra di Dio (sono fatti del passato). Nel nostro presente, si tratta di integrare, per fede, tutti gli aspetti di una si grande salvezza. Il “non ancora” ci spinge a progredire e a non scoraggiarci.

 

L’IMPOSIZIONE DELLE MANI 02/05/2018

“Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. Questo faremo se Dio lo permette” (Ebrei 6:1-3)

1.- Gesù imponeva le mani agli ammalati
“È [Gesù] non vi poté fare alcuna opera potente, ad eccezione di pochi malati a cui impose le mani e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità” Marco 6:5-6.
Gesù imponeva le mani ai malati e li guariva.
“Al tramontar del sole, tutti quelli che avevano dei sofferenti di varie malattie li conducevano a lui; ed egli li guariva, imponendo le mani a ciascuno” Luca 4:40.
Imporre le mani agli ammalati non è un rito magico.
Nell’AT, il prete imponeva le mani al capro espiatorio per caricarlo dei peccati del popolo:
Poserà la mano sulla testa del capro, e lo sgozzerà nel luogo dove si sgozzano gli olocausti, davanti al SIGNORE. È un sacrificio espiatorio” Levitico 4:24.
Il gesto ha un forte senso di trasmissione di qualcosa a qualcuno. Imporre le mani agli ammalati non è l’unico modo di guarirli e Gesù ha anche guarito certi malati a distanza, cioè senza contatto fisico con loro. (Matteo 15:28, Luca 7:7).
“Allora Gesù le disse: «Donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi». E da quel momento sua figlia fu guarita” Matteo 15:28.
“Perciò non mi sono neppure ritenuto degno di venire da te; ma di' una parola e il mio servo sarà guarito” Luca 7:7.
In altri casi, Giacomo parla di ungere d’olio gli ammalati:
“C'è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d'olio nel nome del Signore” Giacomo 5:14.
Riteniamo che Dio vuole guarire gli ammalati e che non è il rito che guarisce, ma Dio. La fede è più importante del “metodo”.

2.- Gesù ha istruito i discepoli a imporre le mani agli ammalati
Gesù ha ordinato ai suoi discepoli di imporre le mani agli ammalati:
“Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni, parleranno in lingue nuove, prenderanno {in mano} dei serpenti, anche se berranno qualche veleno non ne avranno alcun male, imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno»” Marco 16:17-18.
“Il padre di Publio era a letto colpito da febbre e da dissenteria. Paolo andò a trovarlo; e, dopo aver pregato, gli impose le mani e lo guarì” Atti 28:8.
Il libro degli Atti degli apostoli rapporta molte guarigioni compiute dai primi cristiani.
Gesù non ha detto che Dio smetterebbe di guarire dopo un secolo! Dio guarisce ancora e la chiesa di Gesù continua a imporre le mani agli ammalati.
La guarigione dei corpi è un segno profetico dell’ordine di Dio che si manifesterà nel Regno di Dio. Imporre le mani agli ammalati per guarirli è la predicazione del Regno di Dio messa in pratica!

3.- Anania e Saulo [Paolo]

e [Saulo] ha visto {in visione} un uomo chiamato Anania entrare e imporgli le mani perché recuperi la vista». [...] Atti 9:12.
Allora Anania andò, entrò in quella casa, gli impose le mani e disse: «Fratello Saulo, il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada per la quale venivi, mi ha mandato perché tu riacquisti la vista e sia riempito di Spirito Santo». In quell'istante gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò [subito] la vista; poi, alzatosi, fu battezzato. Atti 9:17-18.
Anania ha imposto le mani a Saulo per guarirlo dalla cecità. Dio ha guarito Saulo, ma ha fatto intervenire Anania fisicamente. Dio potrebbe fare tutto senza fare intervenire esseri umani come Anania, ma non lo fa! Anania ha dovuto superare la sua paura, per fede, per recarsi da Saulo! Anania non era uno dei 12 discepoli.

4.- Contatto fisico
Gesù non esitava a toccare anche i lebbrosi considerati come intoccabili:
“Ed ecco un lebbroso, avvicinatosi, gli si prostrò davanti, dicendo: «Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi». Gesù, tesa la mano, lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato». E in quell'istante egli fu purificato dalla lebbra” Matteo 8:2-3.
Anche se non capiamo tutto, l'importante è che Dio continui a guarire gli ammalati che manifestano fede nella Sua potenza quando i cristiani impongono loro le mani.
“E tutta la folla cercava di toccarlo [Gesù], perché da lui usciva un potere che guariva tutti” Luca 6:19.
Il contatto fisico permetteva al potere di Gesù di guarire gli ammalati:
“Una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva speso tutti i suoi beni con i medici senza poter essere guarita da nessuno, si avvicinò di dietro e gli toccò il lembo della veste; e in quell'istante il suo flusso ristagnò. E Gesù domandò: «Chi mi ha toccato?» E siccome tutti negavano, Pietro e quelli che erano con lui risposero: «Maestro, la folla ti stringe e ti preme». Ma Gesù replicò: «Qualcuno mi ha toccato, perché ho sentito che una potenza è uscita da me». Luca 8:43-46.

Non si tratta di un “contato elettrico”, perché “la corrente” è passata solo da Gesù alla donna e non agli altri esseri umani che stringevano Gesù! Gesù dice che il fattore che ha reso possibile questa guarigione è la fede della donna:
“Ma egli [Gesù] le disse: «Figliola, la tua fede ti ha salvata; va' in pace». Poi Gesù, entrato nella casa di Pietro, vide che la suocera di lui era a letto con la febbre; ed egli le toccò la mano e la febbre la lasciò. Ella si alzò e si mise a servirlo” Matteo 8:14-15.
“E, presala per mano, le disse: «Talità cum!» che tradotto vuol dire: «Ragazza, ti dico: àlzati!» Subito la ragazza si alzò e camminava, perché aveva dodici anni. E furono subito presi da grande stupore;” Marco 5:41-42.

5.- Liberazione/guarigione a distanza
Gesù non era prigioniero di un metodo o di riti. Gesù ha anche guarito a distanza, cioè senza contatto fisico e neanche la presenza dell’interessato/a.
“Anzi subito, una donna la cui bambina aveva uno spirito immondo, avendo udito
parlare di lui, venne e gli si gettò ai piedi. Quella donna era pagana, sirofenicia di nascita; e lo pregava di scacciare il demonio da sua figlia.
Gesù le disse: «Lascia che prima siano saziati i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli per buttarlo ai cagnolini». «Sì, Signore», ella rispose, «ma i cagnolini, sotto la tavola, mangiano le briciole dei figli».
E Gesù le disse: «Per questa parola, va', il demonio è uscito da tua figlia». La donna, tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto: il demonio era uscito da lei” Marco 7:25-30.
“Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anche io sono uomo sottoposto ad altri e ho sotto di me dei soldati; e dico a uno: "Va'", ed egli va; e a un altro: "Vieni", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo", ed egli lo fa». Gesù, udito questo, ne restò meravigliato, e disse a quelli che lo seguivano: «Io vi dico in verità che in nessuno, in Israele, ho trovato una fede così grande!
E io vi dico che molti verranno da Oriente e da Occidente e si metteranno a tavola con Abraamo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, ma i figli del regno saranno gettati nelle tenebre di fuori. Là ci sarà pianto e stridor di denti».
Gesù disse al centurione: «Va' e ti sia fatto come hai creduto». E il servitore fu guarito in quella stessa ora” Matteo 8:8-13.

6.- Trasferire una benedizione
Gesù ha imposto le mani a piccoli bambini sani che non avevano bisogno di guarigione:
“Allora gli furono presentati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano. Ma Gesù disse: «Lasciate stare i bambini e non impedite loro di venire da me, perché il regno dei cieli è di chi è come loro». E, imposte loro le mani, se ne andò via di là” Matteo 19:13-15.
In questo caso l'imposizione delle mani è associata alla trasmissione di una benedizione.
È anche il caso per i primi sette diaconi. Erano uomini pieni di Spirito Santo:
“Questa proposta piacque a tutta la moltitudine; ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmena e Nicola, proselito di Antiochia. Li presentarono agli apostoli, i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani” Atti 6:5-6.
La chiesa di Antiochia ha anche imposto le mani a Paolo e Barnaba prima di lasciarli partire in missione:
“Mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: «Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato, pregato e imposto loro le mani, li lasciarono partire” Atti 13:2-3. “Non trascurare il dono che è in te e che ti fu dato mediante la parola profetica insieme all'imposizione delle mani dal collegio degli anziani”. 1 Timoteo 4:14.
L'imposizione delle mani degli anziani della chiesa serviva a trasmettere un dono, cioè una carica o ministero per l'edificazione della chiesa. I doni non sono mai attribuiti da Dio sulla base dei meriti e non c'è nessun (0%) motivo di vanagloria per chi li riceve e le utilizza.
Sono talenti che bisogna fare fruttare! Dio non chiama dei qualificati, ma qualifica quelli che chiama! Paolo aveva imposto le mani a Timoteo per benedire il suo lavoro:
“Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te mediante l'imposizione delle mie mani” 2 Timoteo 1:6.

7.- Trasmettere lo Spirito Santo
Il dono che Timoteo aveva ricevuto mediante l’imposizione delle mani di Paolo era uno dei 9 doni dello Spirito Santo (vedi 1 Corinzi 12:7-11: “Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune. Infatti, a uno è data, mediante lo Spirito, parola di sapienza; a un altro parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di guarigione, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, potenza di operare miracoli; a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue e a un altro, l'interpretazione delle lingue; ma tutte queste cose le opera quell'unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a ciascuno in particolare come vuole”).
Questi doni sono dati per l’edificazione della Chiesa, non per la vanagloria degli esseri umani. Non sono un certificato di santità.
“Allora gli apostoli, che erano a Gerusalemme, saputo che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio, mandarono da loro Pietro e Giovanni. Essi andarono e pregarono per loro affinché ricevessero lo Spirito Santo; infatti non era ancora disceso su alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Quindi imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo” Atti 8:14-17.
“Udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù; e, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e profetizzavano. Erano in tutto circa dodici uomini” Atti 19:5-7.
Tuttavia, per non fare dall’imposizione delle mani un rito, vediamo che lo Spirito Santo è sceso sui discepoli, alla pentecoste, senza l’intervento di nessuna mano. Lo stesso si è verificato mentre Pietro annunciava il vangelo a Cornelio:
“Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola. E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio”. Atti 10:44-46.

8.- Non s’impongono le mani agli indemoniati
Gesù non imponeva le mani agli indemoniati, ma scacciava i spiriti immondi con la sua parola:
“Gesù lo sgridò, dicendo: «Taci, ed esci da quest'uomo!» E il demonio, gettatolo a terra lì nel mezzo, uscì da lui senza fargli alcun male. E tutti furono presi da stupore e discutevano tra di loro, dicendo: «Che parola è questa? Egli comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi, ed essi escono»” Luca 4:35-36.
“Ma se è con il dito di Dio che io scaccio i demòni, allora il regno di Dio è giunto fino a voi” Luca 11:20.

9.- Conclusione
Non c'è niente di magico nell'imposizione delle mani, ma questo modo di fare rimane un po' misterioso.
Non c'è un fluido magico che passa da chi benedice verso chi è benedetto.
Eppure Gesù lo faceva e ha comandato ai suoi seguaci di farlo.

Il contatto fisico gioca un ruolo, anche se non è sempre così. Imporre le mani per:
1. Guarire gli ammalati
2. Benedire qualcuno per un compito specifico
3. Trasmettere lo Spirito Santo

La fede permette di affrontare il mistero di quello che non si capisce. L’obiettivo dell’imposizione delle mani è:
1. L’estensione del Regno di Dio nelle vite
2. La manifestazione della potenza di Dio
3. L’edificazione della Chiesa.

 

RISURREZIONE DEI MORTI (1) 09/05/2018

“Perciò, lasciando da parte l'insegnamento iniziale su Cristo, passiamo a ciò che è più completo, senza gettare di nuovo le fondamenta della rinunzia alle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. Questo noi intendiamo fare, se Dio lo permette”. Ebrei 6:1-3

(1) La risurrezione di Gesù

1.- Profezie
Gesù aveva annunciato varie volte che sarebbe risuscitato dopo tre giorni:
“Poi [Gesù] prese con sé i dodici e disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e saranno compiute riguardo al Figlio dell'uomo tutte le cose scritte dai profeti. Infatti egli sarà consegnato ai pagani, e sarà schernito e oltraggiato e gli sputeranno addosso; e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno; ma il terzo giorno risusciterà». Ed essi non capirono nulla di tutto questo; quel discorso era per loro oscuro e non capivano ciò che Gesù voleva dire”. Luca 18:31-34
(vedi Marco 8:31: “E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare”).
Entrambe, la morte di Gesù e la sua risurrezione facevano parte del piano di Dio e niente può annientare il piano di Dio. Gesù era venuto sulla terra per offrire la sua vita come sacrificio per i nostri peccati. La sua morte non è stata un incidente.
1.- Gesù aveva parlato di Giona (Matteo 12:34 “Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? Poiché la bocca parla dalla pienezza del cuore”)

2.- Gesù aveva parlato del tempio del suo corpo
(Giovanni 2:18-22 “Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù”).

Entrambe le storie menzionano tre giorni. Gesù aveva parlato di tre giorni, perché ci volevano 3 giorni per essere sicuri che il morto era veramente morto. La risurrezione non avrebbe senso se Gesù non fosse morto! Perciò i musulmani contestano perfino la morte di Gesù.
Gesù aveva il potere di deporre la sua vita e di riprenderla.
Così era l'ordine di Dio
(Giovanni 10:18 “Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio»”).
Per Gesù, non è stato facile di deporre la propria vita ma Gesù è stato ubbidiente sino alla morte sulla croce.

“Perciò, Dio l'ha risuscitato, l'ha innalzato nel cielo e lo ha dato come Capo alla chiesa! Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre”.
Filippesi 2:9-11.

Oltre a Giona, l’Antico Testamento (AT) menziona diversi fatti storici che profetizzavano un passaggio attraverso la morte:
• Noè (Genesi 7 “Il Signore disse a Noè: «Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione. D'ogni animale mondo prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina. Anche degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra. Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho fatto». Noè fece quanto il Signore gli aveva comandato.
Noè aveva seicento anni, quando venne il diluvio, cioè le acque sulla terra.
Noè entrò nell'arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli, per sottrarsi alle acque del diluvio. Degli animali mondi e di quelli immondi, degli uccelli e di tutti gli esseri che strisciano sul suolo entrarono a due a due con Noè nell'arca, maschio e femmina, come Dio aveva comandato a Noè.
Dopo sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la terra; nell'anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, il diciassette del mese, proprio in quello stesso giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono.
Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti. In quello stesso giorno entrò nell'arca Noè con i figli Sem, Cam e Iafet, la moglie di Noè, le tre mogli dei suoi tre figli: essi e tutti i viventi secondo la loro specie e tutto il bestiame secondo la sua specie e tutti i rettili che strisciano sulla terra secondo la loro specie, tutti i volatili secondo la loro specie, tutti gli uccelli, tutti gli esseri alati.
Vennero dunque a Noè nell'arca, a due a due, di ogni carne in cui è il soffio di vita. Quelli che venivano, maschio e femmina d'ogni carne, entrarono come gli aveva comandato Dio: il Signore chiuse la porta dietro di lui.
Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le acque crebbero e sollevarono l'arca che si innalzò sulla terra. Le acque divennero poderose e crebbero molto sopra la terra e l'arca galleggiava sulle acque. Le acque si innalzarono sempre più sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo.
Le acque superarono in altezza di quindici cubiti i monti che avevano ricoperto.
Perì ogni essere vivente che si muove sulla terra, uccelli, bestiame e fiere e tutti gli esseri che brulicano sulla terra e tutti gli uomini. Ogni essere che ha un alito di vita nelle narici, cioè quanto era sulla terra asciutta morì.
Così fu sterminato ogni essere che era sulla terra: con gli uomini, gli animali domestici, i rettili e gli uccelli del cielo; essi furono sterminati dalla terra e rimase solo Noè e chi stava con lui nell'arca.
Le acque restarono alte sopra la terra centocinquanta giorni”.)
• I quasi sacrificio di Isacco
(Genesi 22:13 “Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio” e
Ebrei 11:19 “Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe e fu come un simbolo”)
• La vita di Giobbe
• La Pasqua ebraica
(Esodo 12:12-13 “In quella notte io passerò per il paese d'Egitto e colpirò ogni primogenito nel paese d'Egitto, uomo o bestia; così farò giustizia di tutti gli dèi dell'Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle vostre case sarà il segno che voi siete dentro: io vedrò il sangue e passerò oltre, non vi sarà per voi flagello di sterminio, quando io colpirò il paese d'Egitto”)
• Il passaggio del mare rosso all’uscita dell’Egitto:
(Esodo 14:13-14 “Mosè rispose: «Non abbiate paura! Siate forti e vedrete la salvezza che il Signore oggi opera per voi; perché gli Egiziani che voi oggi vedete, non li rivedrete mai più! Il Signore combatterà per voi, e voi starete tranquilli»”);
• Daniele nella fosse dei leoni:
(Daniele 6:20-22 “La mattina dopo il re si alzò di buon'ora e sullo spuntar del giorno andò in fretta alla fossa dei leoni. Quando fu vicino, chiamò: «Daniele, servo del Dio vivente, il tuo Dio che tu servi con perseveranza ti ha potuto salvare dai leoni?». Daniele rispose: «Re, vivi per sempre);
• I tre amici di Daniele buttati nella fornace ardente:
(Daniele 3:17-26 “sappi però che il nostro Dio, che serviamo, può liberarci dalla fornace con il fuoco acceso e dalla tua mano, o re. Ma anche se non ci liberasse, sappi, o re, che noi non serviremo mai i tuoi dèi e non adoreremo la statua d'oro che tu hai eretto».
Allora Nabucodònosor, acceso d'ira e con aspetto minaccioso contro Sadràch, Mesàch e Abdènego, ordinò che si aumentasse il fuoco della fornace sette volte più del solito. Poi, ad alcuni uomini fra i più forti del suo esercito, comandò di legare Sadràch, Mesàch e Abdènego e gettarli nella fornace con il fuoco acceso. Furono infatti legati, vestiti come erano, con i mantelli, calzari, turbanti e tutti i loro abiti e gettati in mezzo alla fornace con il fuoco acceso.
Ma quegli uomini, che dietro il severo comando del re avevano acceso al massimo la fornace per gettarvi Sadràch, Mesàch e Abdènego, rimasero uccisi dalle fiamme, nel momento stesso che i tre giovani Sadràch, Mesàch e Abdènego cadevano legati nella fornace con il fuoco acceso.
Essi passeggiavano in mezzo alle fiamme, lodavano Dio e benedicevano il Signore.
Azaria, alzatosi, fece questa preghiera in mezzo al fuoco e aprendo la bocca disse:
«Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri; degno di lode e glorioso è il tuo nome per
sempre);
• I salmi
(Salmi 16:9-10 “di fronte agli empi che mi opprimono, ai nemici che mi accerchiano. Essi hanno chiuso il loro cuore, le loro bocche parlano con arroganza.”;
Salmi 23:4 “Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna,
chi non giura a danno del suo prossimo”;
• Osea
(Osea 6:1-2 “«Venite, ritorniamo al Signore: egli ci ha straziato ed egli ci guarirà.
Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà. Dopo due giorni ci ridarà la vita e il terzo ci farà rialzare e noi vivremo alla sua presenza”).

2.- Un fatto storico incontestabile
La mattina di Pasqua, Gesù non era più nella tomba, perché Dio l’aveva risuscitato dai morti. Era impossibile che Gesù sia trattenuto nel soggiorno dei morti:
“ma Dio lo risuscitò, avendolo sciolto dagli angosciosi legami della morte, perché non era possibile che egli fosse da essa trattenuto” Atti 2:24.
La risurrezione di Gesù disturba il pensiero umano.
I capi religiosi hanno fatto credere che i discepoli avessero rubato il corpo di Gesù nonostante le guardie mandate per sorvegliare la tomba (Matteo 28:13 «Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo”).

La menzogna è tenace e la gente è più propensa a credere alla menzogna che alla verità. Rubare un cadavere è una cosa; presentarlo vivo davanti a cinque cento persone è un'altra cosa.

La risurrezione di Gesù non è stata una faccenda privata e ci sono stati tanti testimoni, nel primo secolo.

L'impatto dell’incontro di Gesù risuscitato con diverse persone è stato forte e Pietro, il codardo che ha rinnegato Gesù a Pasqua, proclama ripetutamente con franchezza che è testimone della risurrezione di Gesù:
• Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; di ciò noi tutti siamo testimoni. Atti 2:32.
• e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti. Di questo noi siamo testimoni. Atti 3:15.
• Gli apostoli, con grande potenza, rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; e grande grazia era sopra tutti loro. Atti 4:33.
• Ma Pietro e gli altri apostoli risposero: «Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi uccideste appendendolo al legno, e lo ha innalzato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele e perdono dei peccati. Noi siamo testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli ubbidiscono». Atti 5:29-32.
• E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; essi lo uccisero, appendendolo a un legno. Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e volle che egli si manifestasse non a tutto il popolo, ma ai testimoni prescelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. Atti 10:39-41.
• Ma Dio lo risuscitò dai morti; e per molti giorni egli apparve a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, i quali {ora} sono suoi testimoni davanti al popolo. E noi vi portiamo il lieto messaggio che la promessa fatta ai padri Dio l'ha adempiuta per noi, {loro} figli, risuscitando Gesù, come anche è scritto nel salmo secondo: "Tu sei mio Figlio, oggi io ti ho generato". Atti 13:30-33.
• Dio dunque, passando sopra i tempi dell'ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, perché ha fissato un giorno nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo che egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti risuscitandolo dai morti». Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni se ne beffavano; e altri dicevano: «Su questo ti ascolteremo un'altra volta». Atti 17:30-32.
• [Gesù] Già designato prima della fondazione del mondo, egli è stato manifestato negli ultimi tempi per voi; per mezzo di lui credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria affinché la vostra fede e la vostra speranza siano in Dio.
1 Pietro 1:20-21.

Dio ha risuscitato Gesù e gli ha dato la gloria alla quale aveva rinunciato per prendere un corpo biologico (incarnazione).
Mediante la risurrezione di Gesù, Dio ha validato il suo sacrificio e il messaggio del vangelo; Gesù è stato dichiarato Figlio di Dio mediante la sua risurrezione
(Romani 1:4 “costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore”).
Paolo ha incontrato Gesù sulla via di Damasco:
(Atti 9:3-7 “E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». E la voce: «Io sono Gesù, che tu perseguiti! Orsù, alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno.)
E la sua vita è stata rivoluzionata da questo incontro.
Paolo non ha incontrato un fantasma e si è ritrovato cieco. Non è stato un incontro virtuale. Nessuno rischia la vita per una realtà virtuale!
Non c'è nessun motivo valido per dubitare della risurrezione di Gesù.
Perché i discepoli avrebbero fatto credere una bugia? D'altronde, nel Nome di Gesù, ci sono stati numerosi miracoli che nessun essere umano poteva compiere (né negare).
È inconcepibile di pensare che Dio abbia confermato la parola di bugiardi con segni miracolosi.
Più di 500 persone hanno visto Gesù risuscitato:

“Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti”. 1 Corinzi 15:6.
La maggioranza dei fatti archeologici dipende da una o due testimonianze.
Nessuno ha dubbio sulle conquiste di Alessandro il Grande, ma ci sono pochi documenti che le attestano.
Il grado di credibilità delle testimonianze della Bibbia è molto più grande di quello delle testimonianze storiche. Tra credere tutto e credere niente c’è una via di mezzo, cioè credere a quello che è obiettivamente credibile!
Gesù aveva un corpo materiale dopo la risurrezione; ha mangiato
(Luca 24:41 “Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?»”) e ha detto a Tommaso di mettere il suo dito nelle sue piaghe.
(Giovanni 20:27 “Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!»”).

3.- La bomba del vangelo
Ci voleva un motivo straordinario per mettere tutto il bacino mediterraneo in subbuglio. Un’idea, una filosofia o una favola costruita da bugiardi non mette l'impero romano in subbuglio:

Ma non avendoli trovati [Paolo e Sila], trascinarono Giasone e alcuni fratelli davanti ai magistrati della città, gridando: «Costoro, che hanno messo sottosopra il mondo, sono venuti anche qui, e Giasone li ha ospitati; ed essi tutti agiscono contro i decreti di Cesare, dicendo che c'è un altro re: Gesù». Atti 17:6-7.

Dopo la persecuzione di Stefano, i cristiani di Gerusalemme sono partiti in tutto l'impero per predicarvi il vangelo di Gesù, il Risuscitato:
Quelli che erano stati dispersi per la persecuzione avvenuta a causa di Stefano,
andarono sino in Fenicia, a Cipro e ad Antiochia, annunciando la Parola solo ai Giudei, e a nessun altro. Atti 11:19.

Paolo è conosciuto per avere percorso la Turchia, l’Iraq, la Siria, la Grecia, la Macedonia, l’Italia e probabilmente la Spagna con lo scopo di annunciare la risurrezione di Gesù. Nessuno mette la propria vita a repentaglio per niente, ma Paolo era entusiasta e proclamava dappertutto il vangelo di Gesù di cui la risurrezione di Gesù è la pietra angolare.
Metteva la sua vita a repentaglio per la risurrezione di Gesù. L'influenza dei grandi filosofi greci non ha rivoluzionato la vita di milioni di pagani, ma la predicazione del vangelo di Gesù da parte dei testimoni oculari continua a rivoluzionare la vita di milioni di esseri umani dappertutto, nel mondo!
Buddha non è risuscitato, Maometto non è risuscitato, Carlo Marx non è risuscitato e il messaggio che hanno propagato comporta effetti limitati al tempo della vita e non dà una prospettiva d'eternità. La risurrezione di Gesù dà una prospettiva d’eternità a chi lo riceve come Signore e Salvatore.

4.- Gli effetti della Risurrezione di Gesù
Nell’immediato, oggi, nella nostra quotidianità, la risurrezione di Gesù ha grandi effetti:
• La vittoria della vita contro la morte
• Il fallimento del diavolo
• Il dardo della morte è stato rotto
• La nuova nascita verso la vera vita (spirituale)
• La partecipazione alla natura di Cristo
• Il Gran Mandato • La speranza per l’eternità • Ecc.
Per fede, possiamo già anticipare il Regno di Dio e i suoi valori, nel tempo della nostra vita presente.

“Fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati” 1 Tess 4:13.

“Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti,” 1 Pietro 1:3.

La risurrezione di Gesù apre la strada alla risurrezione di tutti i cristiani nati di nuovo. Questo è il tema dello studio successivo.

“Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli [Gesù] pose la sua mano destra su di me, dicendo: «Non temere, io sono il primo e l'ultimo, e il vivente. Ero morto, ma ecco sono vivo per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell'Ades. Scrivi dunque le cose che hai viste, quelle che sono e quelle che devono avvenire in seguito” Apoc 1:17-19

RISURREZIONE DEI MORTI (2) 16/05/2018

(2) La risurrezione dei credenti

“Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. Questo faremo se Dio lo permette” Ebrei. 6:1-3

1.- Futuro perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore. 1 Tessalonicesi 4:16-17.

“In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità vi dico: l'ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio; e quelli che l'avranno udita, vivranno. Perché come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figlio di avere vita in se stesso; e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figlio dell'uomo. Non vi meravigliate di questo; perché l'ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori; quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudizio. Io non posso fare nulla da me stesso; come odo, giudico; e il mio giudizio è giusto, perché cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato” Giovanni 5:24-30.

Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nessuno di quelli che egli mi ha dati, ma che li risusciti nell'ultimo giorno. Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno». Giovanni 6:39-40.
Gesù parla di:
• un ultimo giorno;
• risuscitare i credenti;
• dare la vita eterna.

“Ora se si predica che Cristo è stato risuscitato dai morti, come mai alcuni tra voi dicono che non c'è risurrezione dei morti? Ma se non vi è risurrezione dei morti, neppure Cristo è stato risuscitato; e se Cristo non è stato risuscitato, vana dunque è la nostra predicazione e vana pure è la vostra fede. Noi siamo anche trovati falsi testimoni di Dio, poiché abbiamo testimoniato di Dio, che egli ha risuscitato il Cristo; il quale egli non ha risuscitato, se è vero che i morti non risuscitano.
Difatti, se i morti non risuscitano, neppure Cristo è stato risuscitato; e se Cristo non è stato risuscitato, vana è la vostra fede; voi siete ancora nei vostri peccati. Anche quelli che sono morti in Cristo sono dunque periti. Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini.
Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti. Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati; ma ciascuno al suo turno: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo, alla sua venuta”; 1 Corinzi 15:12-23.
Il “tutti saranno vivificati” è sinonimo di “tutti risusciteranno”. Il verbo è al futuro e si rapporta alla seconda venuta di Gesù.

Perché alla risurrezione non si prende né si dà moglie; ma i risorti sono come angeli nei cieli. Matteo 22:30. Gesù indica che i risorti non hanno un corpo biologico, perché sono come angeli. Gli angeli non si accoppiano, non mangiano e non muoiono. Gli angeli sono spiriti al servizio di Dio: “Essi non sono forse tutti spiriti al servizio di Dio, mandati a servire in favore di quelli che devono ereditare la salvezza?” Ebrei 1:14. Gli angeli non sono sottomessi alla gravità.

2.- Che corpo per la risurrezione?
“Così è pure della risurrezione dei morti. Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile; è seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; è seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale. Se c'è un corpo naturale, c'è anche un corpo spirituale. Così anche sta scritto: «Il primo uomo, Adamo,
divenne anima vivente»; l'ultimo Adamo è spirito vivificante.
Però, ciò che è spirituale non viene prima; ma prima, ciò che è naturale, poi viene ciò che è spirituale. Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo è dal cielo. Qual è il terrestre, tali sono anche i terrestri; e quale è il celeste, tali saranno anche i celesti. E come abbiamo portato l'immagine del terrestre, così porteremo anche l'immagine del celeste.
Ora io dico questo, fratelli, che carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio; né i corpi che si decompongono possono ereditare l'incorruttibilità.
Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità.
1 Corinzi 15:42-53.

Paolo dichiara chiaramente che la carne e il sangue non possono ereditare il Regno di Dio. I corpi corruttibili devono rivestire l’incorruttibilità per diventare immortali e vivere la salvezza eterna. Ci sarà una trasformazione! Il corpo di Gesù è risorto a Pasqua e è stato trasformato il giorno dell’Ascensione. La prima risurrezione si fa in un corpo, la seconda senza corpo biologico. Gesù è risorto dai morti con il suo corpo biologico (la tomba era vuota, Ha mangiato, si è fatto toccare da Tomaso e aveva le piaghe dei chiodi nelle mani). Tuttavia, quando è stato rapito nel cielo, il corpo di Gesù è stato trasformato in un batter d'occhio. Gesù non l'ha lasciato sulla terra ma è stato innalzato nel cielo. Così, il corpo di Gesù non era più soggetto alla gravità.
Un corpo materiale è normalmente sottomesso alla gravità. Il rapimento della chiesa sembra andare contro la gravità a meno che i corpi dei santi siano resi immateriali in un batter d'occhio: Paolo non descrive la natura della trasformazione, ma non si trasforma un corpo corruttibile in un altro corpo corruttibile.

“Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, mediante il potere che egli ha di sottomettere a sé ogni cosa. Filippesi 3:20-21.

Il corpo della nostra umiliazione sarà trasformato per essere reso conforme al corpo di Gesù risuscitato. Gesù ha il potere di compiere questa trasformazione. Se il corpo di risurrezione fosse materiale e biologico, Paolo non parlerebbe di trasformazione. Le parole "trasformazione" e "conforme" contengono "forma". Abbiamo avuto la forma di Adamo, ma la nuova nascita ci apre la porta della vita eterna con la forma di Gesù! Paolo parla anche di corpi spirituali diversi dei corpi terreni.

3.- Spazio-tempo

Gesù esisteva già prima della fondazione del mondo, cioè prima che ci sia materia e corpi biologici. Gesù era un spirito nella gloria del Padre. Circa due mila anni fa, Gesù ha preso un corpo biologico e si è incarnato nello spazio-tempo che conosciamo. Prima di essere stato concepito nel grembo di Maria, Gesù non aveva carne; Gesù era uno spirito. Dopo la sua Ascensione, Gesù ha ritrovato la gloria che aveva prima di incarnarsi, cioè un corpo immateriale.
[Gesù] Già designato prima della fondazione del mondo, egli è stato manifestato negli ultimi tempi per voi; per mezzo di lui credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria affinché la vostra fede e la vostra speranza siano in Dio. 1 Pietro 1:20-21.

Dio ha risuscitato Gesù e gli ha dato la gloria alla quale aveva rinunciato per prendere un corpo biologico. Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo. Giov.17:24.

4.- Cronologia
Poi vidi dei troni. A quelli che vi si misero seduti fu dato di giudicare. E vidi le anime di quelli che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, e di quelli che non avevano adorato la bestia né la sua immagine e non avevano ricevuto il suo marchio sulla fronte e sulla mano. Essi tornarono in vita e regnarono con Cristo per mille anni. Gli altri morti non tornarono in vita prima che i mille anni fossero trascorsi. Questa è la prima risurrezione. Beato e santo è colui che partecipa alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la morte seconda, ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui mille anni. Apocalisse 20:4-6.

C'è una prima e una seconda morte! C’è una prima e una seconda risurrezione. Di che cosa si tratta? La prima risurrezione servirà a fare regnare i cristiani nati di nuovo sulla terra per 1000 anni con Gesù. La Bibbia non dà dettagli su questa prima risurrezione, ma afferma che la seconda morte non avrà potere su chi l’ha sperimentato. Questi 1000 anni sulla terra si svolgeranno nello spazio-tempo che conosciamo. "1000 anni" sono una grandezza del nostro spazio tempo; "sulla terra" è anche collegato allo spazio che conosciamo. Questa prima risurrezione farà intervenire corpi materiali, ma corpi capaci di vivere 1000 anni nell'armonia del Regno di Dio. Che cosa succederà dopo i 1000 anni? La Bibbia spiega che il diavolo sarà buttato nell'inferno e che ci sarà un giudizio di tutti gli esseri umani. Quelli che non hanno partecipato alla prima risurrezione e al Millennio risusciteranno e saranno giudicati, condannati e gettati nell'inferno.
Lo spazio-tempo sparirà e l'eternità comincerà:
“Poi vidi un grande trono bianco e colui che vi sedeva sopra. La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e l'Ades restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Poi la morte e l'Ades furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco. Apocalisse 20:11-15.

Lo stagno di fuoco è l'inferno. L'inferno è eterno. Dunque, dopo i mille anni di regno sulla terra si passerà sia alla vita eterna sia alla morte eterna. La morte eterna non è la sparizione dello spirito, ma la separazione dello spirito dalla presenza di Dio. L'inferno è doloroso per l'eternità. Non sono i corpi biologici che saranno gettati nell’inferno, ma i spiriti (o corpi spirituali). La prima risurrezione ci riporterà all'armonia del giardino di Eden, cioè al progetto iniziale di Dio per l'umanità nello spazio-tempo. Adamo ed Eva non potevano vivere per l'eternità nel loro corpo biologico.

Lo spazio-tempo ha avuto un inizio (la Creazione) e avrà una fine. Dio ha creato lo spazio-tempo e ha dichiarato "è bello!"; Dio era già prima dello spazio-tempo e sarà ancora dopo lo spazio-tempo. Dio È (YHWH); lo spazio-tempo è una parentesi nell'eternità! Perché Dio ha creato lo spazio-tempo? Nessuno lo sa! Dio ci ha creati nello spazio-tempo con un progetto d'eternità. Già all'inizio, nel giardino d’Eden, c'era l'albero della vita eterna:
“Poi Dio il Signore disse: «Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi, quanto alla conoscenza del bene e del male. Guardiamo che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell'albero della vita, ne mangi e viva per sempre»” Genesi 3:22.

La vita per sempre è la vita eterna. La disubbidienza di Adamo ed Eva gli ha privati della vita eterna. Nel giardino, c'era un albero della morte eterna e un albero della vita eterna. Dio aveva creato questi alberi prima di creare gli esseri umani; questi alberi facevano parte del progetto di Dio prima della disubbidienza dei primi esseri umani. Il peccato di Adamo ed Eva non ha prodotto la fine dello spazio-tempo, ma la loro partecipazione alla morte eterna, cioè alla separazione da Dio:
tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio Romani 3:23.

Prima della creazione di Adamo ed Eva, c'erano degli animali, sulla terra (spazio-tempo) e è legittimo chiedersi se morivano dopo un certo tempo o meno? La morte fisica degli animali non era il risultato del peccato di Adamo che non esisteva ancora. La morte fisica degli esseri umani (la prima morte) non è il salario del peccato. La morte spirituale è il salario del peccato (vedi Romani 6:23). L'insegnamento della Bibbia non ci permette di escludere molte generazioni di animali nati e morti nello spazio-tempo, inclusi i dinosauri, prima della creazione di Adamo. Dio li ha creati il sesto giorno, ma non conosciamo la durata del sesto giorno come non conosciamo la durata del settimo giorno. Lo stesso vale per la durata dei 5 primi giorni. Non è molto importante ma è legittimo pensarci. Quello che importa, invece, è che la prima morte si rapporta alla morte del corpo umano e la seconda morte a quella dello spirito umano. La seconda morte si verificherà dopo il giudizio universale, dunque dopo i mille anni, solo per gli increduli.

(ADES = SOGGIORNO DEI MORTI)


5.- Una finestra aperta

Sul monte della trasfigurazione, il corpo di Gesù era diverso, cioè glorioso e i discepoli hanno visto questa gloria del mondo spirituale, ma non hanno potuto installarsi in questo mondo. Ne hanno avuto un anticipazione:
“Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo, Giovanni e li condusse soli, in disparte, sopra un alto monte. E fu trasfigurato in loro presenza; le sue vesti divennero sfolgoranti, candidissime, di un tal candore che nessun lavandaio sulla terra può dare. E apparve loro Elia con Mosè, i quali stavano conversando con Gesù” Marco 9:2-4.

Il mondo spirituale È. Il mondo spirituale era prima della trasfigurazione e ha continuato dopo di essa. I discepoli hanno fatto una visita breve in un mondo perenne (eterno). In questo mondo c'era anche Mosè e Elia che Pietro ha visti. C'è dunque una dimensione spirituale nella quale lo spirito dei morti si trova. Sono consci? Ci vedono? Ci sentono? Possono interagire con i vivi sulla terra?

“Conosco un uomo in Cristo che quattordici anni fa (se fu con il corpo non so, se fu senza il corpo non so, Dio lo sa), fu rapito fino al terzo cielo. So che quell'uomo (se fu con il corpo o senza il corpo non so, Dio lo sa) fu rapito in paradiso, e udì parole ineffabili che non è lecito all'uomo di pronunciare”. 2 Corinzi 12:2-4.

Questo rapimento ha introdotto Paolo nella dimensione spirituale che chiama il terzo cielo e paradiso. Vi ha sentito delle parole ineffabili. Paolo non sa se il suo corpo partecipava a questo rapimento o solo il suo spirito. La testimonianza di Paolo è che c’è un “terzo cielo”, cioè un mondo spirituale fuori dal primo cielo (il mondo materiale?) e del secondo cielo (il mondo culturale?). Le visioni dei profeti come Ezechiele, Daniele e Geremia si riferiscono a questo mondo spirituale che hanno visitato in spirito. Anche Mosè ci ha avuto accesso quando ha avuto la visione del tabernacolo:
“Vedi di fare ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte”.
Esodo 25:40.

Giovanni, sull’isola di Patmos ha avuto la rivelazione dell’Apocalisse:
“Io, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione, nel regno e nella costanza in Gesù, ero nell'isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù. Fui rapito dallo Spirito nel giorno del Signore, e udii dietro a me una voce potente come il suono di una tromba, che diceva: «Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette chiese: a Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatiri, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea»”. Apocalisse 1:9-11.

“Dopo queste cose vidi una porta aperta nel cielo, e la prima voce, che mi aveva già parlato come uno squillo di tromba, mi disse: «Sali quassù e ti mostrerò le cose che devono avvenire in seguito». Subito fui rapito dallo Spirito. Ed ecco, un trono era posto nel cielo e sul trono c'era uno seduto”. Apocalisse 4:1-2.

Giovanni non dice se il suo corpo fu rapito, ma dice che è stato rapito dallo Spirito. Ovviamente Giovanni è tornato nel suo corpo e nello spazio-tempo per scrivere le sue visioni. Ci sono numerose descrizione del mondo spirituale o finestre aperte sul aldilà. Gesù ne parla nella parabola del ricco e di Lazzaro:
“«C'era un uomo ricco, che si vestiva di porpora e di bisso, e ogni giorno si divertiva splendidamente; e c'era un mendicante, chiamato Lazzaro, che stava alla porta di lui, pieno di ulceri, e bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; e perfino i cani venivano a leccargli le ulceri. Avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abraamo; morì anche il ricco, e fu sepolto. E nell'Ades, essendo nei tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abraamo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: "Padre Abraamo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell'acqua per rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma". Ma Abraamo disse: "Figlio, ricòrdati che tu nella tua vita hai ricevuto i tuoi beni e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. Oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una grande voragine, perché quelli che vorrebbero passare di qui a voi non possano, né di là si passi da noi". Luca 16:19-26.

Entrambi Lazzaro e il ricco hanno lasciato il loro corpo sulla terra e il loro spirito è stato trasferito in un’altra dimensione, quella dello spirito. Gesù descrive entrambi, l’inferno e il paradiso. Non sappiamo quanto tempo è successo tra la morte dei corpi e il trasferimento dei spiriti, ma Gesù dice al ladrone:
Ed egli gli disse: «Io ti dico in verità, oggi tu sarai con me in paradiso». Luca 23:43.

Oggi indica che il trasferimento è immediato. A proposito del Ricco e di Lazzaro, Gesù non parla di giudizio, ma è quasi certo che era prima del giudizio, perché dopo il giudizio, l’Ades sarà buttato nello stagno di fuoco: “E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e l'Ades restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Poi la morte e l'Ades furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco”. Apocalisse 20:12-15.

IL GIUDIZIO ETERNO 15/10/2018

“Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. Questo faremo se Dio lo permette”Ebrei 6:1-3

1- Un giorno futuro
Il giudizio eterno non è un’invenzione degli esseri umani per spaventare gli altri. La Bibbia ne parla molto:
1. "Poi vidi un grande trono bianco e colui che vi sedeva sopra. La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro, che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e l'Ades restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Poi la morte e l'Ades furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco" Apocalisse 20:11-15.
2. "In verità vi dico che, nel giorno del giudizio, la sorte del paese di Sodoma e Gomorra sarà più tollerabile di quella di tale città" Matteo 10:15 (e 22 e 24).
3. Io [Gesù] vi dico che di ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; poiché in base alle tue parole sarai giustificato, e in base alle tue parole sarai condannato». Matteo 12:36-37.
4. Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza. Ebrei 9:27-28.
5. Siccome Paolo parlava di giustizia, di temperanza e del giudizio futuro, Felice si spaventò e replicò: «Per ora va'; e quando ne avrò l'opportunità, ti manderò a chiamare». Atti 24:25.

Gesù dice che Dio è giusto e che giudicherà con giustizia. La giustizia di Dio non è un rullo compressore, come quella degli esseri umani. Dio terrà conto di molti elementi come le buone (e cattive) intese che non hanno avuto l'occasione di essere espresse. Dio scruta i cuori di tutti e vede tutto, inclusi i pensieri segreti che rispecchiano la qualità del nostro cuore. Tuttavia, se ci sono circostanze attenuante, Dio dimora giusto e non tutti saranno salvati. La salvezza non deve infrangere la giustizia. La norma è la giustizia e non ci sono eccezioni possibili. La salvezza non è un eccezione alla giustizia. La salvezza non è un'alternativa alla giustizia. Dio non può essere ingiusto perché la giustizia è nella sua natura. La salvezza proviene dal compimento della giustizia. Nascondere il giudizio futuro alla gente è criminale (vedi Ezechiele 33:7 “Ora, figlio d'uomo, io ho stabilito te come sentinella per la casa d'Israele; quando dunque udrai qualche parola della mia bocca, avvertili da parte mia”).

Predicare la salvezza per grazia non ha senso se la grazia non permette di scappare alla condanna del giudizio eterno.

2- Il giudizio eterno non è ancora cominciato
Egli [Dio] non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci castiga in proporzione alle nostre colpe. Salmo 103:10.
Spesso soffriamo le conseguenze dei nostri peccati, ma non sono il giudizio di Dio. Se salto per la finestra e che mi rompo le gambe, Dio non c'entra! Dio non si compiace a rompere le gambe di chi salta per la finestra. Dio non è sadico!
Dio non giudica ancora nessuno, perché saremmo tutti morti! Il giudizio verrà dopo la morte:
“Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio” Ebrei 9:27.
L'idea che ci sia un ciclo di reincarnazioni per permettere a tutti di migliorare e, finalmente, raggiungere il nirvana (paradiso) viene dall'induismo e non è per niente biblica.
Dopo la morte viene il giudizio! Dio ci corregge già sulla terra, ma non ci tratta secondo i nostri misfatti. Il salario dei nostri misfatti è la morte (Romani 3:23 “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”); Dio non ci uccide per correggerci.
L'obiettivo del castigo è di fare cambiare il nostro atteggiamento. Un morto non può più cambiare il proprio atteggiamento!

Il giudizio è una cosa, la condanna ne è un'altra! Paulo dice che non c'è più nessuna condanna per gli esseri umani che sono “in Cristo” (Romani 8:1 “Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù”).
Saremo tutti giudicati, ma non tutti condannati. Gesù è già stato condannato per i nostri peccati e i stessi peccati non possono essere castigati due volte. Chi è "in Cristo" beneficia degli effetti della condanna che Lui ha portata per i nostro peccati.
Quando la Bibbia dice che lo stipendio del peccato è la morte, è ovvio che non si tratta della morte del corpo, ma dell’anima/spirito. In fatti, tutti gli esseri umani muoiono un giorno e la loro morte non espia i loro peccati! Gesù ci chiama a fare scelte coraggiose per non mettere a repentaglio la nostra anima e il nostro spirito.

“E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può far perire l'anima e il corpo nella geenna” Matteo 10:28.
Gesù dice che la morte del corpo non è grave ma quella dell'anima lo è. La prima morte è quella del corpo, la seconda è quella dell'anima. Il salario del peccato non è la morte del corpo, ma quella dell'anima. Se la morte del corpo fosse lo stipendio del peccato, tutti sarebbero salvati per l'eternità, poiché tutti muoiono. Non è così, dice Gesù!
Gesù parla della geenna, cioè l'inferno. L'inferno c'è! Dio ha il potere di fare perire l'anima nella geenna. Queste parole di Gesù contrastano con l'argomento (universalismo) che pretende che Dio non può fare perire le sue creature, perché è buono! Si, Dio è buono ma Buono E giusto!

3- Un giudizio giusto
“Allora egli prese a rimproverare le città nelle quali era stata fatta la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute: «Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute tra di voi, già da molto tempo si sarebbero pentite, con sacco e cenere. Perciò vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. E tu, o Capernaum, sarai forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino all'Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, essa sarebbe durata fino ad oggi. Perciò vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua». Matteo 11:20-24.

Gesù parla due volte del giorno del giudizio! Gesù indica che il giudice terrà in conto l'ignoranza e la conoscenza; sarà un giudizio assolutamente giusto. Gesù non si lascia ingannare dalle apparenze ma scruta in profondità. Gesù conosce tutto quello che è nascosto e le intese segrete della gente. Questa idea mi spaventa perché se posso nascondere i miei vizi agli esseri umani, non posso nasconderli a Dio. Agli occhi degli esseri umani posso essere onorevole, ma agli occhi di Dio sono un malvagio ipocrita e un bugiardo.
L'idea di un giudizio a geometria variabile (cioè giusto) viene espressa da Gesù stesso:
“Quel servo che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non ha preparato né fatto secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; ma colui che non l'ha conosciuta e ha fatto cose degne di percosse, ne riceverà poche. A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà. Luca 12:47-48.

A chi niente è stato dato, niente sarà richiesto! I pagani che non hanno mai sentito parlare del vangelo della grazia saranno giudicati sulla base di altri criteri. Paolo parla della loro coscienza: “Infatti quando degli stranieri, che non hanno legge, adempiono per natura le cose richieste dalla legge, essi, che non hanno legge, sono legge a se stessi; essi dimostrano che quanto la legge comanda è scritto nei loro cuori, perché la loro coscienza ne rende testimonianza e i loro pensieri si accusano o anche si scusano a vicenda.
Tutto ciò si vedrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo”. Romani 2:14-16.

“Poi, alzati gli occhi, Gesù vide dei ricchi che mettevano i loro doni nella cassa delle offerte. Vide anche una vedova poveretta che vi metteva due spiccioli, e disse: «In verità vi dico che questa povera vedova ha messo più di tutti; perché tutti costoro hanno messo nelle offerte del loro superfluo, ma lei vi ha messo del suo necessario, tutto quello che aveva per vivere»” Luca 21:1-4.

Il giudizio di Gesù non è assoluto ma relativo. I due spiccioli della vedova valevano poco, in assoluto, ma per Gesù valevano più dell'offerta dei ricchi. Gesù scruta il cuore e vede se i donatori sono gioiosi o meno.
“Tu infatti hai sostenuto il mio diritto e la mia causa; ti sei assiso sul trono come giusto giudice” Salmo 9:4.
Dio è un giusto giudice.

4- Gesù è la nostra giustizia
“Che diremo dunque? Diremo che degli stranieri, i quali non ricercavano la giustizia, hanno conseguito la giustizia, però la giustizia che deriva dalla fede; mentre Israele, che ricercava una legge di giustizia, non ha raggiunto questa legge. Perché? Perché l'ha ricercata non per fede, ma per opere. Essi hanno urtato nella pietra d'inciampo, come è scritto: «Ecco, io metto in Sion un sasso d'inciampo e una pietra di scandalo;
ma chi crede in lui non sarà deluso»” Romani 9:30-33.

Paolo spiega che ci sono due vie per raggiungere la giustizia cioè essere graditi da Dio:
1.- La fede nelle proprie opere (legalismo)
2.- La fede nell'opera di Gesù (grazia)
I religiosi, illustrati dal popolo d'Israele hanno scelto la prima via, mentre i credenti, illustrati dai stranieri, hanno scelto la seconda via. La prima via (il legalismo o buona morale) glorifica l'essere umano che l'ha scelta, mentre la seconda (la fede) glorifica Dio. La prima via dipende dalle forze umane, la seconda dalle forze divine. Oggi potremo dire che per recarci a Roma, ci sono due mezzi:
1.- Le gambe del viaggiatore
2.- L'aereo

Entrambi sembrano possibili con sforzi diversi per il viaggiatore ma se il viaggiatore ha una gamba rotta, la prima scelta è impossibile. Paolo vuole dire che il peccato ci ha rotto le gambe e che rimane un mezzo solo per recarsi a Roma, l'aereo. È facile prendere l'aereo perché non sono le gambe che fanno lo sforzo, ma i motori dell'aereo. Gesù ci offre un passaggio nell'aereo; ci dà un biglietto gratuito (l’ha pagato Lui). E ci sono tanti paralitici che dubitano dall'offerta al punto di non cogliere l'occasione! La loro incredulità è l'unico motivo responsabile se non raggiungono Roma. Hanno una "buona" scusa, cioè non possono camminare, ma chi se ne frega quando c’è la possibilità di volare! L'obiettivo è di arrivare a Roma, non di spiegare perché non è stato possibile di raggiungere l’obiettivo!

5- Giustizia e misericordia
“Ormai mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione” 2 Timoteo 4:8.

Dio è un giudice giusto. La giustizia chiede che ogni crimine sia castigato una volta e una volta sola! Dato che Gesù ha pagato per me, non devo pagare una seconda volta. Una doppia imposizione non sarebbe giusta.
I musulmani dicono che se Dio perdona i peccati, non è giusto, ma sappiamo che, nella sua saggezza, Dio ha trovato il mezzo di essere 100% misericordioso e 100% giusto. L'equazione sembrava impossibile, ma Dio ne ha trovato la soluzione; la soluzione si chiama Gesù Cristo!

“Ma [i peccatori] sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù” Romani 3:24-26.

Essere giusto e giustificare il peccatore era l'equazione umanamente impossibile! Dio è capace dell'impossibile, perciò è degno di lode e di fede! Il perdono di Dio che ha costato la vita a Gesù NON è un invito a continuare a peccare, ma un invito a offrire la nostra vita a Dio come un sacrificio! Il sacrificio è di rinunciare al piacere della carne! Il motore del mio sacrificio è la gratitudine verso Gesù che mi salva, non l’illusione di potere pagare la giustizia. Il dono di Dio non si compara; neanche con i spiccioli delle buone opere!

6- Non giudicare gli altri
“Infatti non ho coscienza di alcuna colpa; non per questo però sono giustificato; colui che mi giudica è il Signore. Perciò non giudicate nulla prima del tempo, finché sia venuto il Signore, il quale metterà in luce quello che è nascosto nelle tenebre e manifesterà i pensieri dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio” 1 Corinzi 4:4-5.

I cristiani non giudicano (non dovrebbero giudicare) la gente ma devono avere la saggezza di giudicare i fatti. Nessuno ha gli elementi necessari per giudicare gli altri; Dio li giudicherà in tempo debito. Tuttavia la Chiesa non deve essere timida né compiacente verso il peccato.

È giusto smascherare il peccato e informare la Comunità che fornicare, rubare, uccidere, mentire e gonfiarsi d'orgoglio non onorano Dio perché sono dei peccati! Per esortare la Chiesa a non peccare, i predicatori devono identificare il peccato. Come la Comunità riceve la predicazione è fuori portata del predicatore.

Lo Spirito Santo si occupa di rivelarne il senso e di stimolare ognuno a camminare nella verità e santità!

Perché Adamo ed Eva sono stati attirati dall’albero della conoscenza del bene e del male e ne hanno mangiato il frutto? Perché Dio aveva specificamente vietato di mangiare il frutto di questo albero? A che cosa serve la conoscenza del bene e del male? Ovviamente la conoscenza del bene e del male serve a giudicare se stessi e gli altri. Una legge utilizza dei criteri per giudicare. Una parte del nostro problema è di giudicare il FARE, mentre Dio giudica, prima di tutto, l’ESSERE.
La tentazione di giudicare gli altri è forte, ma non procede dallo Spirito Santo. Gesù non ci dice “Giudica il tuo prossimo”, ma “Ama il tuo prossimo”. La chiesa è stata avvelenata da giudizi umani incompleti o sbagliati. Il consiglio di Giovanni rimane valido:

“Se qualcuno vede suo fratello commettere un peccato che non conduca a morte, preghi e Dio gli darà la vita!“ 1 Giovanni 5:16.
Più preghiere e meno giudizio!

È strano di costatare che utilizziamo un criterio di misericordia verso noi stessi e un criterio di condanna verso gli altri. Si chiama favoritismo e è contrario a Dio. Se Dio mi ha dato la grazia, mi tocca utilizzare il calibro della grazia in tutti i miei rapporti con gli altri.
Se Dio è stato paziente verso di me, perché dovrei essere impaziente verso gli altri? L’impazienza ci spinge a giudicare invece di amare! Chi sono io per imporre a Dio un timing nella sua opera per gli altri! Paolo ci chiama a sopportarci a vicenda con pazienza, non a giudicarci a vicenda con impazienza:

“Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi!” Colossesi 3:13.
“Uno soltanto è legislatore e giudice, colui che può salvare e perdere; ma tu chi sei, che giudichi il tuo prossimo?” Giacomo 4:12.

7.- Due verdetti del giudizio
“Dopo molto tempo, il padrone di quei servi ritornò a fare i conti con loro.
Colui che aveva ricevuto i cinque talenti venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: "Signore, tu mi affidasti cinque talenti: ecco, ne ho guadagnati altri cinque". Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore” Matteo 25:19-21

“E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti“ Matteo 25:30.

Nel giudizio eterno, ognuno sentirà Gesù dire l’una o l’altra delle parole “Entra” o “Fuori”. Voglio seguire le istruzioni della Bibbia per essere gradito da Dio ed entrare nella gioia del mio Signore!

 

BATTESIMO NELLO SPIRITO (05/12/2018)

“Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo” (Giovanni 1:33)

1.- Giovanni Battista
Giovanni Battista profetizzava che Gesù era Colui che battezza con lo Spirito Santo.
Per il popolo d’Israele, battezzare con lo Spirito Santo era una novità; l'AT non ne parla più di tanto.
La manifestazione principale dello Spirito Santo era la profezia limitata a pochi esseri umani. Tuttavia, Dio aveva promesso di spargere il suo Spirito su ogni persona, come Pietro lo ricorda alla Pentecoste, citando un testo di Gioele:
«Dopo questo, avverrà che io spargerò il mio Spirito su ogni persona: i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni. Anche sui servi e sulle serve spargerò in quei giorni il mio Spirito. (Gioele 2:28-29).
Le manifestazioni dello Spirito Santo menzionate da Gioele e citate da Pietro sono (1) profetizzare, (2) fare dei sogni e (3) avere delle visioni.


2.- Ezechiele e Isaia
Ezechiele aveva profetizzato una cosa impossibile nel contesto religioso della sua epoca:
“Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Metterò dentro di voi il mio Spirito e farò in modo che camminiate secondo le mie leggi, e osserviate e mettiate in pratica le mie prescrizioni” (Ezechiele 36:26-27).
Bisogna cambiare il cuore per permettere allo Spirito Santo di entrare dentro e abitarvi.
Isaia scriveva di un patto nuovo nel quale lo Spirito di Dio era al centro:
«Quanto a me», dice il Signore, «questo è il patto che io stabilirò con loro: il mio Spirito che riposa su di te e le mie parole che ho messe nella tua bocca non si allontaneranno mai dalla tua bocca, né dalla bocca della tua discendenza, né dalla bocca della discendenza della tua discendenza», dice il Signore, «da ora e per sempre» (Isaia 59:21).

3.- Il futuro si fa presente
Le profezie di Gioele, Ezechiele, Isaia e altri sono al futuro. Gesù vara il futuro! Alla Pentecoste
Gesù ha sparso lo Spirito Santo sui suoi seguaci (circa 120) con effetti visibili e sconosciuti.
Lo Spirito Santo li ha catapultato nella testimonianza (si tratta di una forma di profezia).
Le manifestazioni dello Spirito Santo sono sovrannaturali e gli spettatori della Pentecoste sono stati stupiti:
“E si stupivano e si meravigliavano, dicendo [l'un l'altro]: «Tutti questi che parlano non sono Galilei? Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua nata?” (Atti 2:7-8).
Lo Spirito Santo ha trasformato i primi cristiani e ne ha fatto degli ambasciatori del Regno di Dio. Gesù aveva promesso:
“e io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore perché sia con voi per sempre: “lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. Non vi lascerò orfani; tornerò da voi” (Giovanni 14:16-18).
Gesù dice che lo Spirito Santo è Spirito di verità e che il mondo che giace sotto il potere del bugiardo non Lo conosce.

4.- L’apostolo Giovanni
L’apostolo Giovanni ha scritto diversi testi nei quali Gesù parlava dello Spirito Santo e lo definisce più precisamente:
• Vi ho detto queste cose, stando ancora con voi; ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. (Giovanni 14:25-26).
• Quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; e anche voi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio. (Giovanni 15:26-27).
• quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà.
(Giovanni 16:13-14).

5.- Organizzare la Chiesa
Lo Spirito Santo rimpiazza e rappresenta il Signore Gesù sulla terra. Mentre era sulla terra, Gesù insegnava i suoi discepoli e, adesso, lo Spirito Santo insegna i discepoli odierni.
Le manifestazioni dello Spirito Santo, a Pentecoste danno un’impressione di spontaneità che solo lo Spirito di Dio controllava. Pietro ha parlato al popolo, ma non era il capo della Chiesa.
Non c'era nessuna gerarchia tra i primi cristiani.
Pietro non ha provato a gestire la Pentecoste o a limitare il suo impatto; Pietro ha lasciato lo Spirito Santo organizzare la Chiesa e guidarla nella verità. Era una novità! Oggi come lasciamo lo Spirito Santo organizzare la Chiesa?

6.- Un dono e dei doni
Lo Spirito Santo distribuisce dei doni ai cristiani nati di nuovo. Ricevere un dono dello Spirito Santo non significa che siamo migliori degli altri o più santi o più capaci.
Dio dà lo Spirito Santo a chi Gli ubbidisce come lo diceva Pietro:
«Noi siamo testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli ubbidiscono» (Atti 5:32).
L'ubbidienza a Dio è collegata ai doni dello Spirito Santo. Chi non vuole ubbidire a Dio non deve sperare ricevere i doni dello Spirito Santo. Un stipendio è un stipendio meritato, mentre un dono è un dono immeritato. Un stipendio glorifica chi lo riceve, mentre un dono glorifica chi lo dà, cioè Dio. Ubbidienza e umiltà devono caratterizzare i battezzati nello Spirito Santo.
Lo Spirito Santo comunica dei doni per l’edificazione della Chiesa (non per la gloria degli esseri umani):
1. il dono di una parola di saggezza
2. il dono della conoscenza
3. il dono della fede
4. il dono delle guarigione
5. il dono di fare miracoli
6. il dono della profezia
7. il dono del discernimento dei spiriti
8. il dono di parlare lingue
9. il dono di interpretare le lingue
“Infatti, a uno è data, mediante lo Spirito, parola di sapienza; a un altro parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di guarigione, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, potenza di operare miracoli; a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue e a un altro, l'interpretazione delle lingue;” (1 Corinzi 12:8-10).
C’è unità nella diversità dei doni dello Spirito Santo.

7.- Il frutto dello Spirito Santo
In contrasto con le opere della carne, il frutto dello Spirito invece è:
1. amore
2. gioia
3. pace
4. pazienza
5. benevolenza
6. bontà
7. fedeltà
8. mansuetudine
9. autocontrollo;
“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo;” (Galati 5:22)
Ai Galati, Paolo descrive un frutto indivisibile. Nessuno può dire "Ho la gioia e non ho bisogno dell'amore". Nessuno ha tutti i doni, ma ognuno deve portare tutto il frutto.

8.- Glossolalia
Il parlare in lingue non imparate si chiama glossolalia. C'è una teologia malsana del parlare in lingue e bisogna attenersi all'insegnamento della Bibbia. Non è scritto che parlare in lingue sia il segno della nuova nascita o che tutti i convertiti debbano parlare in lingue.
Nel Regno di Dio nessuno parlerà più in lingue perché le cose imperfette faranno posto alle cose perfette:
“L'amore non verrà mai meno. Le profezie verranno abolite; le lingue cesseranno e la conoscenza verrà abolita, poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; ma quando la perfezione sarà venuta, [allora] quello che è solo in parte sarà abolito” (1 Corinzi 13:8-10).
Chi pretende parlare in lingue sotto l’ispirazione dello Spirito Santo e non ama il prossimo è un bugiardo. L'amore non verrà mai meno, ma le lingue cesseranno. Il dono delle lingue non deve essere né sottovalutato né sopravalutato.

9.- A che cosa serve parlare in lingue?
Tutti i doni dello Spirito Santo sono comunicati per l'edificazione della Chiesa tranne il parlare in lingue che è dato per l'edificazione di chi lo pratica:
“Chi parla in altra lingua edifica se stesso; ma chi profetizza edifica la chiesa. Vorrei che tutti parlaste in altre lingue, ma molto più che profetizzaste; chi profetizza è superiore a chi parla in altre lingue, a meno che egli interpreti perché la chiesa ne riceva edificazione” (1 Corinzi 14:4-5).
Parlare in lingue è un’intimità con il Signore. Non significa che la persona che parla capisca quello che dice, ma che dice delle cose importante al Signore. Non è necessariamente accompagnato da sentimenti o di eccitazione.

10.- Non rattristare lo Spirito Santo
“Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione” (Efesini 4:30).
L'incredulità, la disubbidienza, l’arroganza e il peccato rattristano lo Spirito Santo che si tira indietro da chi persevera in queste cose o non si ravvede. La colomba non fa il suo nido nel fango. Se il fango del peccato riempie il cuore, la colomba vola via.

11.- La Comunione dello Spirito Santo
“La grazia del Signore Gesù Cristo e l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” (2 Corinzi 13:13).
Lo Spirito del Signore comunica con lo spirito umano riconciliato dal sacrificio di Gesù. Ogni tanto la benedizione del Signore "scende" dallo spirito umano nell'anima e vi porta l'armonia. La gioia, l'amore, la sicurezza, ecc. sono dei sentimenti dell'anima. Ogni tanto la benedizione del Signore "scende" fino al corpo e vi porta la guarigione.
Gioia, amore, guarigione e benessere sono degli effetti collaterali della comunione dello Spirito Santo con il nostro spirito! Il sentimento di esaltazione può venire dallo Spirito Santo, ma è raramente il caso.
Dobbiamo stare attenti di scambiare comunione con lo Spirito Santo con sentimenti dell’anima.
Non ha senso di riprodurre manifestazioni dell’anima per essere benedetti nello spirito.
La benedizione passa dallo spirito all’anima, non nell’altro senso. Non c'è nessuna formula magica per fare scatenare la gioia o la guarigione. C'è, purtroppo, un sentimentalismo carnale che viene scambiato con manifestazioni spirituali e questo genera parecchia confusione nelle chiese.

12.- Deviazionismo
Nel primo secolo c'erano già dei gruppi di "cristiani" che cercavano di entrare in estasi con manifestazioni più o meno strane! Certi urlavano, altri cadevano a terra, altri avevano movimenti compulsivi e si riunivano per praticare queste cose piuttosto che per cercare Dio e la santità.
Pietro ricordava che il comandamento di Dio era "Siate santi!":
“ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo» (1 Pietro 1:15-16)
(vedi Levitico 11:44-45 “Poiché io sono il SIGNORE, il vostro Dio; santificatevi dunque e siate santi, perché io sono santo. Non contaminate le vostre persone per mezzo di uno qualsiasi di questi animali che strisciano sulla terra. 45 Poiché io sono il SIGNORE che vi ho fatti salire dal paese d'Egitto, per essere il vostro Dio. Siate dunque santi, perché io sono santo”).

Senza la santificazione nessuno vedrà Dio:
“Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore”; (Ebrei 12:14).

La santità è la separazione dal peccato e non è più santo chi urla, chi cade a terra o chi è agitato da movimenti convulsivi. C’è ancora molto ignoranza e manifestazioni che non sono spirituali nella chiesa di Gesù. Dio ci chiama alla saggezza che viene dall’alto per vivere il Suo progetto senza scandalizzare i credenti e i non credenti:
“Ciò che è bene per voi non sia dunque oggetto di biasimo” (Romani 14:16).

13.- Il giusto per fede vivrà
“Ma il mio giusto per fede vivrà; e se si tira indietro, l'anima mia non lo gradisce». Ora, noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per ottenere la vita” (Ebrei 10:38-39).

La fede è uno strumento spirituale che crede nelle promesse di Dio e nella Sua grazia.
La fede non è espressione dell'anima (mente o cuore). Credo anche se non capisco o se non sento.
Sentire e capire sono strumenti dell'anima.
Dio ci chiama a vivere per fede, non per sentimenti o per logica. Chi diviene l'ostaggio dei propri sentimenti o della logica non vive più per fede.
Alla Pentecoste, i discepoli hanno ricevuto una forte unzione dello Spirito Santo e manifestavano gioia e coraggio nella testimonianza.
La gente pensava che avevano bevuto troppo vino!
Lo Spirito del Signore è dato per testimoniare ai pagani e portarli alla conversione.
Lo Spirito Santo è dato per edificare la comunità dei credenti e lo Spirito Santo ci è comunicato per guarirci dalle ferite del passato.

14.- Terapia dell’anima
Parlare in lingue è un dono dello Spirito Santo per l'edificazione personale, cioè per la terapia dell’anima. Se non c'è un'interpretazione per comunicare un messaggio alla comunità, non si deve parlare in lingue nella comunità. Ognuno parla in lingue nella sua intimità col Signore, nel segreto della sua camera.
Qualcuno chiederà giustamente "a che cosa serve?" Comunicare in un linguaggio che nessuno capisce sembra assurdo.
Ma Dio capisce questo linguaggio quando è suscitato dal suo Spirito al nostro spirito!
C'è una terapia personale nel parlare in lingue.
“Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso [per noi] con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio” (Romani 8:26-27).
Il diavolo non capisce il linguaggio dello Spirito Santo. Spesso, quando parliamo della nostra debolezza, nella preghiera, il diavolo ne trae vantaggio, perché non lo sapeva prima di sentirci. Quando preghiamo in lingue, il diavolo non capisce quello che diciamo a Dio.

15.- Che cosa dice la Bibbia
Ci sono diversi testi che parlano della glossolalia:
• “Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno». (Marco 16:17-18).
• Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi. (Atti 2:4).
• “Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola. E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio (Atti 10:44-46).
• E Dio ha posto nella chiesa in primo luogo degli apostoli, in secondo luogo dei profeti, in terzo luogo dei dottori, poi miracoli, poi doni di guarigioni, assistenze, doni di governo, diversità di lingue. (1 Corinzi 12:28).
• e, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e profetizzavano. (Atti 19:6).
• “Pertanto, fratelli, desiderate il profetare, e non impedite il parlare in altre lingue; ma ogni cosa sia fatta con dignità e con ordine” (1 Corinzi 14:39-40).
• “Che dunque, fratelli? Quando vi riunite, avendo ciascuno di voi un salmo, o un insegnamento, o una rivelazione, o un parlare in altra lingua, o un'interpretazione,
si faccia ogni cosa per l'edificazione” (1 Corinzi 14:26).

16.- Controllo contro la confusione
“ Gli spiriti dei profeti sono sottoposti ai profeti, perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace” (1 Corinzi 14:32).

Nessuno è posseduto dallo Spirito Santo o perde il controllo sul suo comportamento e le sue parole. Lo Spirito Santo rispetta le nostre persone e non ci forza a dire o fare delle cose strane.
C’è una confusione carnale che viene spesso giustificata con argomenti ingiustificabili del tipo:
“Lo Spirito Santo mi ha spinto a fare questo”. Non credervi! Una parte del frutto dello Spirito Santo è l’autocontrollo! La perdita del controllo sui propri comportamenti e le proprie parole non proviene dallo Spirito Santo.
Il parlare in lingue non è un linguaggio incantatore che permetterebbe di manovrare la mano di Dio. La carne umana è spesso mossa dalla volontà di potere e il potere dello Spirito Santo attira gli ignoranti che vorrebbero diventare potenti di una potenza sopra naturale per alimentare la sette di potere della propria carne.
Nessun dono dello Spirito Santo viene dato per attirare l’attenzione su una persona o un’altra; i doni dello Spirito mettono Gesù al centro e edificano la Chiesa.
Lo Spirito Santo non è una scorciatoia per diventare famosi con pochi sforzi! Gli ipocriti facevano diverse cose per essere visti e ammirati dagli altri.
Il loro modo di servire Dio serviva più il loro ego che Dio:
«Quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno. (Matteo 6:5)
Purtroppo questa vana gloria è tenace e nessuno scappa alla tentazione di alimentarla. Bisogna resistere alla tentazione.

17.- Chiedete e vi sarà dato
Dio vuole dare lo Spirito Santo ai suoi figli/e, senza eccezione:
“Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” (Luca 11:13).
Ci sono dei cristiani ignoranti che chiedono lo Spirito Santo per anni e non lo ricevono mai, perché s’immaginano che lo Spirito deve prendere il controllo su di loro. Lo Spirito Santo non ci telecomanda perché siamo figli di Dio, non robot. Gesù ha comandato ai suoi discepoli:
“Detto questo, [Gesù] soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo” (Giovanni 20:22)
Ricevere è una parola chiave in tutti i passi di fede.
All’inizio, il parlare in lingue si costruisce con la mente. Avendo sottomesso la propria vita all’autorità di Dio, crediamo che i suoni che escono dalla bocca e che costruiamo con la propria volontà vengano da Dio. È questione di fede. All’inizio il flusso è lento e limitato, ma con la pratica, le cose diventano più spontanee e più abbondanti.
L’intimità con lo Spirito Santo non è sempre accompagnata da sentimenti.
Chi parla in lingue decide quando cominciare e quando finire e non è necessario creare un’atmosfera di eccitazione per parlare in lingue; anzi, ci sono messe in scena che ingannano i più deboli e servono solo alla gloria di chi pretende parlare in lingue sotto l’ispirazione dello Spirito Santo.

18.- Fake
Il diavolo è anche capace di suggerire lingue straniere ai suoi addetti e bisogna mettersi al beneficio del sacrificio di Gesù per essere fuori portata del diavolo. Nessuno deve avere paura di parlare in lingue sotto l’influenza del diavolo alla sua insaputa.
Chi lo fa lo sa e lo fa consapevolmente. Dio non lascia il diavolo seminare confusione nella vita dei suoi figli/e quando ci vede umili e onesti. C’è un mondo occulto e diabolico che molti cristiani ignorano (o vogliono ignorare per paura di non sapere gestire gli attacchi del diavolo).
C’è anche una curiosità esoterica e malsana di queste cose.
A proposito di consultare lo spirito dei morti, Dio dice al suo popolo: “a te non lo permetto”:
“Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, perché il SIGNORE detesta chiunque fa queste cose; a motivo di queste pratiche abominevoli, il SIGNORE, il tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te. Tu sarai integro verso il SIGNORE Dio tuo; poiché quelle nazioni, che tu spodesterai, danno ascolto agli astrologi e agli indovini. A te, invece, il SIGNORE, il tuo Dio, non lo permette (Deuteronomio 18:10-14).
Gesù non ha mai preso sotto gamba il monde dei demoni e una parte importante del suo ministero era di liberare che ne era posseduto o legato.

19.- Non trascurare
“Non trascurare il dono che è in te e che ti fu dato mediante la parola profetica insieme all'imposizione delle mani dal collegio degli anziani” (1 Timoteo 4:14).
Lo scoraggiamento è un’arma cara al diavolo. Ci scoraggiamo facilmente, perché la vita cristiana è difficile. Lo Spirito Santo ci è dato per aiutarci nella nostra debolezza. Paolo ha anche esperimentato questa situazione:
“ed egli [Dio] mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me” (2 Corinzi 12:9).
La Potenza di Cristo è precisamente lo Spirito Santo. Il contrario di non trascurare è perseverare. Perseveriamo nella fede con l’aiuto dello Spirito Santo. I figli di Adamo camminano secondo la carne, ma i figli di Dio camminano secondo lo Spirito. I figli di Adamo sono maledetti e vanno in perdizione eterna; i figli di Dio sono benedetti e vanno verso la vita eterna.
“Infatti quelli che sono secondo la carne, pensano alle cose della carne; invece quelli che sono secondo lo Spirito, pensano alle cose dello Spirito. Ma ciò che brama la carne è morte, mentre ciò che brama lo Spirito è vita e pace; infatti ciò che brama la carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio e neppure può esserlo; e quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio.
Voi però non siete nella carne ma nello Spirito, se lo Spirito di Dio abita veramente in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui.
Ma se Cristo è in voi, nonostante il corpo sia morto a causa del peccato, lo Spirito dà vita a causa della giustificazione.
Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. (Romani 8:5-11).

FORMAZIONE BATTESIMO

“Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. Questo faremo se Dio lo permette” (Ebrei 6:1-3).

Il fondamento
Il fondamento è importante in quanto si costruisce una vita sopra di esso. Se il fondamento è robusto, la vita sarà salda. La chiesa del primo secolo aveva un “background” religioso diverso dal nostro e l’autore della lettera agli Ebrei giudica che non è necessario porre di nuovo il fondamento, perché vuole andare oltre. Tuttavia descrive sei temi che chiama anche l’insegnamento elementare:

1. il ravvedimento dalle opere morte,
2. la fede in Dio,
3. la dottrina dei battesimi,
4. l'imposizione delle mani,
5. la risurrezione dei morti,
6. il giudizio eterno.

Questi sei temi sono l’oggetto di questa formazione per il battesimo.
I battesimo è un impegno serio e bisogna conoscere il suo contenuto, prima di farsi battezzare. Una parte importante della vita di Gesù era di insegnare e ha mandato i suoi discepoli a insegnare quello che avevano sentito da lui:
“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente».”. (Matteo 28:19-20).
Il messaggio del vangelo di Gesù è talmente rivoluzionario che deve essere insegnato. Nessuno ne ha l’intuizione e nessuno lo scopre seguendo il proprio cuore. Le scienze parlano della saggezza e della potenza del Creatore, ma Gesù ci rivela il Suo amore, la Sua natura e il Suo pensiero:
“Ma com'è scritto: «Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai salirono nel cuore dell'uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano».” A noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito” (1 Corinzi 2:9-10).
Da 2000 anni, ci sono cristiani impegnati a trasmettere questo messaggio rivelato dallo Spirito Santo di generazione in generazione, secondo il consiglio di Paolo:
“e le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri” (2 Timoteo 2:2).
Lo studio della Bibbia fa parte dell’impegno cristiano. A chi passa tempo a leggere, studiare, cercare nella Bibbia, Dio dà una comprensione che meraviglia; Dio è stupendo.
Tuttavia, leggiamo la Bibbia, spesso con un condizionamento sbagliato (ostile) che chiamiamo cultura, buon senso o filosofia. Questo condizionamento rallenta i nostri progressi, perché tutto passa attraverso le lenti delle risorse umane, mentre Dio passa attraverso un altro canale, quello dello Spirito che rivela Dio al nostro spirito umano.
La Bibbia è un bel libro, ma si può leggerlo in meno di un anno. Tuttavia, il suo contenuto è così grande che una vita non basta a esplorarlo. Dobbiamo anche riconoscere che dimentichiamo molte cose! Chi si ricorda il tema dell’ultima predicazione? La predicazione non è un spettacolo o una conferenza, ma un insegnamento che Dio comunica. Ci spetta riceverlo con serietà e assimilarlo per fede.
È precisamente quello che gli Ebrei, nel deserto, non hanno fatto:
“Poiché a noi come a loro è stata annunciata una buona notizia; a loro però la parola della predicazione non giovò a nulla non essendo stata assimilata per fede da quelli che l'avevano ascoltata”. (Ebrei 4:2).
La parola “discepolo” significa “studente”; i studenti ricevono un insegnamento e fanno di tutto per assimilarlo. I discepoli non sono dei dilettanti, ma degli ascoltatori assidui che scrivono appunti e li studiano a casa. La storia del cristianesimo è purtroppo una storia di sviamenti e di divisioni.
Il diavolo fa di tutto per distruggere il cristianesimo e utilizza anche l’ignoranza come trampolino! Se concordiamo tutti che siamo salvati per fede, non per conoscenza dottrinale, dobbiamo ricordare che la conoscenza di Dio è necessaria; Gesù è precisamente venuto per farci conoscere Dio-Padre: “Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito [figlio di] Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l'ha fatto conoscere” (Giovanni 1:18).

ERESIE CATTOLICHE


Lista delle eresie e delle invenzioni adottate e perpetuate dalla chiesa cattolica romana nel corso di 1600 anni “E conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi” (Gesù, secondo le parole di Giovanni 8:32).
Senza assumere una posizione di criticismo nei confronti di nessuna confessione religiosa, pure sembra un preciso dovere di chi ricerca la verità prendere in considerazione questa nota storica scritta, fra le altre cose, da un insigne Reverendo. Buona Lettura.
AVVERTENZA. Queste date in molti casi sono approssimative.
Molte di queste eresie furono correnti qua e là nella Chiesa molto tempo prima di essere adottate ufficialmente; ma è solo quando un Concilio le ha ufficialmente adottate e il Papa le ha proclamate come dogma di fede che esse devono essere credute e praticate dai cattolici.
Per essere verace, una dottrina deve essere conforme alla Parola di Dio. «Alla legge! Alla testimonianza! Se il popolo non parla, così, non vi sarà per lui alcuna aurora!» (Isaia 8:20). Nella Riforma del secolo XVI, queste eresie furono ripudiate perché non d’accordo con l’insegnamento di Gesù e degli Apostoli quale si trova nel Nuovo Testamento.

1. Tra tutte le invenzioni umane praticate dalla Chiesa Romana e contrarie al Vangelo, le più antiche sono la preghiera per i morti e il segno della Croce. Ambedue furono inventate verso l’anno 310. Furono ufficialmente adottate intorno al 500 dopo Cristo.

2. La venerazione di santi, morti e di angeli, verso l’anno 375.

3. La celebrazione quotidiana della Messa entrò in uso nel 394.

4. Il Culto di Maria, madre di Gesù, e l’uso dell’espressione Madre di Dio a lei applicato, ebbe origine nel Concilio di Efeso del 431.

5. Il monachismo fu introdotto in occidente da Benedetto da Norcia che costruì il primo monastero a Monte Cassino nel 528. Gesù ordinò ai suoi discepoli di predicare a tutti i popoli della terra, non di segregarsi in conventi o monasteri (Matteo 10:5-8; 28:19-20; Marco 16:15-20).

Matteo 10:5-8 “Questi sono i dodici che Gesù mandò, dando loro queste istruzioni:
«Non andate tra i pagani e non entrate in nessuna città dei Samaritani, ma andate piuttosto verso le pecore perdute della casa d'Israele. Andando, predicate e dite: "Il regno dei cieli è vicino". Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.

Matteo 28:19-20 «Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente»

Marco 16:15-20 “E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato. Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno».
Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. E quelli se ne andarono a predicare dappertutto e il Signore operava con loro confermando la Parola con i segni che l'accompagnavano.

6. La dottrina del Purgatorio fu istituita da Gregorio Magno verso l’anno 593

7. La lingua latina come lingua di culto nella Chiesa fu imposta da Papa Gregorio I nell’anno 600 dopo Cristo. La Parola di Dio invece insegna che si deve pregare e predicare nella lingua conosciuta dal popolo (leggi:

1 Corinzi 14:19 “ma nella chiesa preferisco dire cinque parole intelligibili per istruire anche gli altri, che dirne diecimila in altra lingua”).

8. Secondo il Vangelo le preghiere devono essere dirette solo a Dio. Nella chiesa primitiva non ci furono mai preghiere rivolte a Maria o ai Santi. Tale pratica ebbe origine 600 anni dopo Cristo Leggi:
Matteo 11:28 “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo”

Luca 1:46 “E Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore»”

Atti 10:25-26 “Mentre Pietro entrava, Cornelio, andandogli incontro, si gettò ai suoi piedi per adorarlo. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati, anch'io sono uomo!»”

Atti 14:14-18 “Ma gli apostoli Barnaba e Paolo, udito ciò, si strapparono le vesti, e balzarono in mezzo alla folla, gridando:
«Uomini, perché fate queste cose? Anche noi siamo esseri umani come voi; e vi predichiamo che da queste vanità vi convertiate al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi. Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che ogni popolo seguisse la propria via, senza però lasciare se stesso privo di testimonianza, facendo del bene, mandandovi dal cielo pioggia e stagioni fruttifere, dandovi cibo in abbondanza, e letizia nei vostri cuori». E con queste parole riuscirono a stento a impedire che la folla offrisse loro un sacrificio”.

9. Il Papato è di origine pagana. Il titolo di Papa, ossia vescovo universale, venne per la prima volta dato dall’empio imperatore Foca al vescovo di Roma nell’anno 610.
Ciò egli fece per fare dispetto al vescovo Ciriaco di Costantinopoli che lo aveva scomunicato per aver egli fatto assassinare il suo predecessore, l’imperatore Maurizio. L’allora vescovo di Roma, Gregorio I ricusò il titolo e fu il suo successore Bonifazio III il primo ad avvalersi del titolo di Papa. Gesù non lasciò nessuno capo fra gli apostoli essendo Egli sempre il capo immortale della Chiesa.
Leggi:
Luca 22:24-26 “Fra di loro nacque anche una contesa: chi di essi fosse considerato il più grande. Ma egli disse loro: «I re delle nazioni le signoreggiano, e quelli che le sottomettono al loro dominio sono chiamati benefattori. Ma per voi non dev'essere così; anzi il più grande tra di voi sia come il più piccolo, e chi governa come colui che serve”.

Efesini 1:22-23 “Ogni cosa egli ha posta sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa, che è il corpo di lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti

Colossesi 1:18 Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; è lui il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato

1 Corinzi 3:11 “poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù”

10. Il Bacio del piede del Papa cominciò nell’anno 709. Gli imperatori pagani si facevano baciare il piede. Il Vangelo condanna simili pratiche
(Leggi:

Atti 10:25-26 “Mentre Pietro entrava, Cornelio, andandogli incontro, si gettò ai suoi piedi per adorarlo. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati, anch'io sono uomo! “

Apocalisse 19:10 “Io mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo. Ma egli mi disse: «Guàrdati dal farlo. Io sono un servo come te e come i tuoi fratelli che custodiscono la testimonianza di Gesù: adora Dio! Perché la testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia».

Apocalisse 22:9 “Ma egli mi disse: «Guàrdati dal farlo; io sono un servo come te e come i tuoi fratelli, i profeti, e come quelli che custodiscono le parole di questo libro. Adora Dio!»

11. Il potere temporale papale cominciò nell’anno 750. Quando Pipino, l’usurpatore del trono di Francia, discese in Italia chiamato da Papa Stefano II per far guerra ai Longobardi, li sconfisse e dette la città e i dintorni di Roma al Papa. Gesù assolutamente proibì ciò ed Egli stesso rifiutò di essere fatto re.
(Leggi:
Matteo 4:8-9 Di nuovo il diavolo lo portò con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, dicendogli: 9 «Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori».

Matteo 20:25-26 “Ma Gesù, chiamatili a sé, disse: «Voi sapete che i prìncipi delle nazioni le signoreggiano e che i grandi le sottomettono al loro dominio. Ma non è così tra di voi: anzi, chiunque vorrà essere grande tra di voi, sarà vostro servitore;

Giovanni 18:36 “Gesù rispose: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui»”.

12. L’adorazione della croce, e delle immagini e delle reliquie fu adottata ufficialmente nel 788.
Ciò fu per ordine dell’imperatrice Irene di Costantinopoli, che prima fece cavare gli occhi al proprio figlio Costantino VI, e poi invocò un concilio della Chiesa per richiesta di Adriano 1, vescovo di Roma in quel tempo. Nella Bibbia tale pratica è chiamata idolatria ed è severamente condannata.
Leggi:
Esodo 20:4-6 “Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti”.
Deuteronomio 27:15 "Maledetto l'uomo che fa un'immagine scolpita o di metallo fuso, cosa abominevole per il SIGNORE, opera di un artigiano, e la pone in luogo occulto!" - E tutto il popolo risponderà e

dirà: "Amen".

Salmo 115 Non a noi, o SIGNORE, non a noi, ma al tuo nome dà gloria, per la tua bontà e per la tua fedeltà!
Perché le nazioni dovrebbero dire: «Dov'è il loro Dio?»
Il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace.
I loro idoli sono argento e oro, opera delle mani dell'uomo.
Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono,
hanno orecchi e non odono, hanno naso e non odorano,
hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano,
la loro gola non emette alcun suono.
Come loro sono quelli che li fanno, tutti quelli che in essi confidano.
Israele, confida nel SIGNORE! Egli è il loro aiuto e il loro scudo.
Casa d'Aaronne, confida nel SIGNORE! Egli è il loro aiuto e il loro scudo.
Voi che temete il SIGNORE, confidate nel SIGNORE!
Egli è il loro aiuto e il loro scudo.
Il SIGNORE si è ricordato di noi; egli benedirà,
sì, benedirà la casa d'Israele,
benedirà la casa d'Aaronne, benedirà quelli che temono il SIGNORE, piccoli e grandi.
Il SIGNORE moltiplichi le sue grazie a voi e ai vostri figli.
Siate benedetti dal SIGNORE, che ha fatto il cielo e la terra.
I cieli sono i cieli del SIGNORE, ma la terra l'ha data agli uomini.
Non sono i morti che lodano il SIGNORE, né alcuno di quelli che scendono nella tomba;
ma noi benediremo il SIGNORE, ora e sempre.
Alleluia.

Geremia 10:1-5 “Ascoltate la parola che il SIGNORE vi rivolge,
casa d'Israele! Così parla il SIGNORE:
«Non imparate a camminare nella via delle nazioni, e non abbiate paura dei segni del cielo,
perché sono le nazioni quelle che ne hanno paura. Infatti i costumi dei popoli sono vanità;
poiché si taglia un albero nella foresta e le mani dell'operaio lo lavorano con l'ascia;
lo si adorna d'argento e d'oro, lo si fissa con chiodi e con i martelli
perché non si muova. Gli idoli sono come spauracchi in un campo di cocomeri, e non parlano;
bisogna portarli, perché non possono camminare. Non li temete! perché non possono fare nessun male, e non è in loro potere di far del bene».

13. L’uso dell’Acqua Santa cui si aggiungeva un pizzico di sale e che veniva poi benedetta dal prete, venne autorizzato nell’anno 850.

14. Le venerazione di San Giuseppe ebbe inizio nell’anno 890.

15. L’uso delle campane nelle chiese venne istituito da Papa Giovanni XVI nella chiesa di San Giovanni in Laterano nell’anno 965.

16. La canonizzazione dei santi avvenne per la prima volta ad opera imposto ufficialmente nell’anno 995. La Bibbia chiama santi tutti i credenti e veri seguaci di Cristo
Leggi:
Romani 1:7 a quanti sono in Roma, amati da Dio, chiamati santi, grazia a voi e pace da Dio nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo

1 Corinzi 1:2 alla chiesa di Dio che è in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù, chiamati santi, con tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore loro e nostro
ecc.

17. Il digiuno in giorno di venerdì e durante la Quaresima venne imposto ufficialmente nell’anno 998 “Sembra da papi interessati nel commercio del pesce. Per mangiare carne occorre la dispensa. Alcune autorità affermano che ciò iniziò verso l’anno 700. Si tratta di cosa contraria al chiaro insegnamento delle Scritture
Leggi:
Matteo 15:10 “Chiamata a sé la folla, disse loro: «Ascoltate e intendete”

1 Corinzi 10:25 “Mangiate di tutto quello che si vende al mercato, senza fare inchieste per motivo di coscienza”

1 Timoteo 4:3 “Essi vieteranno il matrimonio e ordineranno di astenersi da cibi che Dio ha creati perché quelli che credono e hanno ben conosciuto la verità ne usino con rendimento di grazie.

 

18. La messa come sacrificio fu sviluppata gradualmente e la frequenza ad essa resa obbligatoria nell’undicesimo secolo XI. Il Vangelo insegna che il sacrificio di Cristo fu offerto una sola volta per tutti, e non dev’essere ripetuto, ma solo commemorato nella Santa Cena.
Leggi:
Ebrei 1:27 “Non ci sono versetti che hanno questo riferimento.”

Ebrei 9:26-28 “In questo caso, egli avrebbe dovuto soffrire più volte dalla creazione del mondo; ma ora, una volta sola, alla fine dei secoli, è stato manifestato per annullare il peccato con il suo sacrificio. Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza”.

Ebrei 10:10-14 “In virtù di questa «volontà» noi siamo stati santificati, mediante l'offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre.
Mentre ogni sacerdote sta in piedi ogni giorno a svolgere il suo servizio e offrire ripetutamente gli stessi sacrifici che non possono mai togliere i peccati, Gesù, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è seduto alla destra di Dio, e aspetta soltanto che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi. Infatti con un'unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati”.

19. Il celibato dei preti fu decretato da papa Gregorio VII nell’anno 1079. Il Vangelo invece insegna che i ministri di Dio possono avere moglie e figli. San Pietro era ammogliato, San Paolo prescrisse che i vescovi devono avere famiglia.
Leggi:
1 Timoteo 3:2 “Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare”

1 Timoteo 3:5 perché se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?

1 Timoteo 3:12 “I diaconi siano mariti di una sola moglie, e governino bene i loro figli e le loro famiglie”

Matteo 8: 14-15 “Poi Gesù, entrato nella casa di Pietro, vide che la suocera di lui era a letto con la febbre; ed egli le toccò la mano e la febbre la lasciò. Ella si alzò e si mise a servirlo”.

20. La corona del Rosario fu introdotta da Pietro l’eremita nell’anno 1090. Questa fu copiata dai Maomettani. Il contare le preghiere è pratica pagana ed è severamente condannata da Cristo.
Leggi:
Matteo 6:5-13 “«Quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno. Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così:
"Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano; rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno."

21. La inquisizione per gli eretici fu istituita dal Concilio di Verona nell’anno 1184. Gesù condanna la violenza e non forza nessuno ad accettare la sua religione.

22. Le indulgenze (con le quali si rimetteva la punizione per i peccati) vennero concesse per la prima volta nell’anno 850 da papa Leone IV a coloro che salivano la Scala Santa sulle loro ginocchia.
La vendita di esse iniziò nell’anno 1190 e continuò fino all’epoca della Riforma 850 e 1190. San Pietro rifiutò danaro da Simon Mago che credeva di poter acquistare il dono di Dio con l’oro Atti 8:20 “Ma Pietro gli disse: «Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai creduto di poter acquistare con denaro il dono di Dio”.
La religione cristiana secondo l’insegnamento dell’Evangelo è contro un simile traffico e fu appunto la protesta contro tale traffico che provocò la Riforma Protestante del XVI secolo.

23. Il dogma della Transustanziazione fu decretato da Papa Innocenzo nell’anno 1215. Con questa dottrina il prete pretende di creare Gesù Cristo ogni giorno e poi mangiarLo in presenza del popolo durante la Messa. Il Vangelo condanna simile assurdità. Nella Santa Cena v’è solo la presenza spirituale di Cristo.
Leggi:
Luca 22:19-20 “Poi prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». 20 Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi”

Giovanni 6:63 “È lo Spirito che vivifica; la carne non è di alcuna utilità; le parole che vi ho dette sono spirito e vita”

1 Corinzi 11:26 “Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga»”.

24. La confessione auricolare o confessione dei peccati fatta all’orecchio del prete, fu istituita da Papa Innocenzo nel Concilio Laterano nel 1215. Il Vangelo ci comanda di confessare i peccati direttamente a Dio e a coloro che abbiamo offeso. Giuda si confessò ai preti e poi si strangolò:

Matteo 27:3-5 “Allora Giuda, che l'aveva tradito, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì, e riportò i trenta sicli d'argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, consegnandovi sangue innocente». Ma essi dissero: «Che c'importa? Pensaci tu». Ed egli, buttati i sicli nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi”
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Salmo 51:1-12 “Abbi pietà di me, o Dio, per la tua bontà;
nella tua grande misericordia cancella i miei misfatti. Lavami da tutte le mie iniquità
e purificami dal mio peccato; poiché riconosco le mie colpe,
il mio peccato è sempre davanti a me. Ho peccato contro te, contro te solo,
ho fatto ciò ch'è male agli occhi tuoi. Perciò sei giusto quando parli,
e irreprensibile quando giudichi. Ecco, io sono stato generato nell'iniquità,
mia madre mi ha concepito nel peccato.
Ma tu desideri che la verità risieda nell'intimo: insegnami dunque la sapienza nel segreto del cuore.
Purificami con issopo, e sarò puro; lavami, e sarò più bianco della neve.
Fammi di nuovo udire canti di gioia e letizia, ed esulteranno quelle ossa che hai spezzate.
Distogli lo sguardo dai miei peccati, e cancella tutte le mie colpe.
O Dio, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito ben saldo.
Non respingermi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito.
Rendimi la gioia della tua salvezza e uno spirito volenteroso mi sostenga

Luca 7:48-50 Poi disse alla donna: «I tuoi peccati sono perdonati». 49 Quelli che erano a tavola con lui, cominciarono a dire in loro stessi: «Chi è costui che perdona anche i peccati?» 50 Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va' in pace».

Luca 15:21 E il figlio gli disse: "Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio"

1 Giovanni 1:8-9 Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. 9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.

25. L’adorazione dell’ostia fu sancita da Papa Onorio III nell’anno 1220. Così la Chiesa Romana adora un Dio fatto dalle mani di uomini. Tale pratica è il colmo dell’idolatria ed è assolutamente contraria allo spirito del Vangelo.
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Giovanni 4:23-24 “Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. 24 Dio è Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità»”.

26. La Bibbia fu proibita al popolo e messa all’indice dei libri proibiti, dal Concilio di Tolosa, nell’anno 1229. Gesù dice che la Scrittura deve essere letta da tutti
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Giovanni 5:39 “Voi investigate le Scritture, perché pensate d'aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me;”
2 Timoteo 3:15-17 e che fin da bambino hai avuto conoscenza delle sacre Scritture, le quali possono darti la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù. Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.

27. Lo scapolare fu inventato da Simone Stock, monaco carmelitano inglese, nell’anno 1287.

28. Il battesimo per aspersione fu reso legale dal Concilio di Ravenna nell’anno 1311. Il battesimo secondo il Nuovo Testamento è per immersione in acqua, da amministrarsi ai soli credenti Matteo 3:6 “ed erano battezzati da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati”

Matteo 3:7 “Ma vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire l'ira futura?”

Matteo 3:16 “Gesù, appena fu battezzato, salì fuori dall'acqua; ed ecco i cieli si aprirono ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui”.

Matteo 28:18-20 “E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente”.

Marco 16:16 “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato”

Atti 8:36-39 “Strada facendo, giunsero a un luogo dove c'era dell'acqua. E l'eunuco disse: «Ecco dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?» [Filippo disse: «Se tu credi con tutto il cuore, è possibile». L'eunuco rispose: «Io credo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio».] Fece fermare il carro, e discesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunuco; e Filippo lo battezzò. Quando uscirono dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo; e l'eunuco, continuando il suo viaggio tutto allegro, non lo vide più”
Atti 9:18 “In quell'istante gli caddero dagli occhi come delle squame, e ricuperò la vista; poi, alzatosi, fu battezzato.

29. La Chiesa Romana proibì il calice ai fedeli nella comunione, al Concilio di Costanza, nell’anno 1414. Il Vangelo ci comanda di celebrare la comunione col pane e col vino.
Leggi:
Matteo 26:27 “Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti”

1 Corinzi 11:25-27 “Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga».
Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà dal calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore”.

30. La dottrina del Purgatorio fu considerata come dogma nel Concilio di Firenze, nell’anno 1439.
Nel Vangelo non v’è neanche una parola che accenni al purgatorio dei preti. Il sangue di Gesù Cristo è l’unica purificazione dei nostri peccati.
Leggi:
1 Giovanni 1:7-9 Ma se camminiamo nella luce, com'egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.
Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.

1 Giovanni 2:1-2 Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. Egli è il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

Giovanni 5:24 In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.

Romani 8:1 Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù

31. I Sette Sacramenti vennero per la prima volta così elencati da Pietro Lombardo nell’anno 1160 dopo Cristo ma la dottrina dei Sette Sacramenti divenne ufficiale col Concilio di Firenze, nell’anno 1439.
L’Evangelo dice che Cristo istituì due soli sacramenti, il Battesimo e la Santa Cena
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Matteo 28:19-20 Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente».

Matteo 26:26-28 “Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete, mangiate, questo è il mio corpo». Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati”.

32. L’Ave Maria, preghiera indirizzata a Maria, venne ordinata tale nella sua prima parte, che è tolta dalla Bibbia da Oddo, vescovo di Parigi nel 1196. A. D. e la sua seconda parte come preghiera, della chiesa venne completata da Papa Pio Vi nell’anno 1568. La Bibbia ci esorta in molti passi a pregare Dio soltanto. Il pregare altri è considerato idolatria. Maria non disse mai di indirizzare a lei le nostre preghiere.

33. Il Concilio di Trento dichiarò che la Tradizione deve essere ritenuta di eguale autorità che la Bibbia, nell’anno 1545. Per tradizione s’intendono insegnamenti umani. I farisei credevano lo stesso e Gesù li rimproverò acerbamente, poiché con la tradizione degli uomini si annulla la Parola di Dio.
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Marco 7:7-13 “Invano mi rendono il loro culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini".
Avendo tralasciato il comandamento di Dio vi attenete alla tradizione degli uomini». Diceva loro ancora: «Come sapete bene annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra! Mosè infatti ha detto: "Onora tuo padre e tua madre"; e: "Chi maledice padre o madre sia condannato a morte". Voi, invece, se uno dice a suo padre o a sua madre: "Quello con cui potrei assisterti è Corbàn" (vale a dire, un'offerta a Dio), non gli lasciate più far niente per suo padre o sua madre, annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. Di cose simili ne fate molte».

Colossesi 2:8 “Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani raggiri secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo e non secondo Cristo;”

Apocalisse 22:18 “Io lo dichiaro a chiunque ode le parole della profezia di questo libro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro;”

34. I libri Apocrifi furono aggiunti alla Bibbia pure al Concilio di Trento. Tali libri non sono
Riconosciuti canonici dai Giudei. Anno 1546
Leggi:
Apocalisse 22:18-19 “Io lo dichiaro a chiunque ode le parole della profezia di questo libro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro; se qualcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dell'albero della vita e della santa città che sono descritti in questo libro.


35. Il Credo cattolico di Pio IV fu imposto nel 1560. I veri cristiani si attengono solo al Vangelo e al Credo degli Apostoli, che è di 1500 anni più antico del Credo dei cattolici.

36. La devozione al Sacro Cuore fu adottata ufficialmente nel 1765.

37. L’immacolata concezione di Maria fu proclamata dogma da Papa Pio IX nell’anno 1854. Il Vangelo invece dice che tutti gli uomini, eccetto Cristo, sono peccatori, e Maria stessa ebbe bisogno del Salvatore
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Luca 1:30 “L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio”

Luca 1:46-47 “E Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore,

Romani 3:23 “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”

Romani 5:12 “Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato.”

Salmo 51:5 “Ecco, io sono stato generato nell'iniquità, mia madre mi ha concepito nel peccato.”

38. Nell’anno 1870 dopo Cristo, Papa Pio IX stabilì dogma della Infallibilità Papale. Questo è il colmo della bestemmia e il segno dell’apostasia e dell’anticristo predetto da S. Paolo
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2 Tessalonicesi 2:2-12 “di non lasciarvi così presto sconvolgere la mente, né turbare sia da pretese ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche lettera data come nostra, come se il giorno del Signore fosse già presente.
Nessuno vi inganni in alcun modo; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e non sia stato manifestato l'uomo del peccato, il figlio della perdizione, l'avversario, colui che s'innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e proclamandosi Dio.
Non vi ricordate che quand'ero ancora con voi vi dicevo queste cose? Ora voi sapete ciò che lo trattiene affinché sia manifestato a suo tempo. Infatti il mistero dell'empietà è già in atto, soltanto c'è chi ora lo trattiene, finché sia tolto di mezzo.
E allora sarà manifestato l'empio, che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della sua bocca, e annienterà con l'apparizione della sua venuta.
La venuta di quell'empio avrà luogo, per l'azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, con ogni tipo d'inganno e d'iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all'amore della verità per essere salvati.
Perciò Dio manda loro una potenza d'errore perché credano alla menzogna; affinché tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma si sono compiaciuti nell'iniquità, siano giudicati.

Apocalisse 13:5-8 “E le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie. E le fu dato potere di agire per quarantadue mesi.
Essa aprì la bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome, il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo.
Le fu pure dato di far guerra ai santi e di vincerli, di avere autorità sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione. L'adoreranno tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla creazione del mondo nel libro della vita dell'Agnello che è stato immolato.

Apocalisse 13:18 Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d'uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.

La Bibbia dice che non v’è nessun uomo giusto sulla terra che non pecchi.

Romani 3:4-23 No di certo! Anzi, sia Dio riconosciuto veritiero e ogni uomo bugiardo, com'è scritto:
«Affinché tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole
e trionfi quando sei giudicato».
Ma se la nostra ingiustizia fa risaltare la giustizia di Dio, che diremo? Che Dio è ingiusto quando dà corso alla sua ira? (Parlo alla maniera degli uomini.) No di certo! Perché, altrimenti, come potrà Dio giudicare il mondo?
Ma se per la mia menzogna la verità di Dio sovrabbonda a sua gloria, perché sono ancora giudicato come peccatore? Perché non «facciamo il male affinché ne venga il bene», come da taluni siamo calunniosamente accusati di dire? La condanna di costoro è giusta.
Che dire dunque? Noi siamo forse superiori? No affatto! Perché abbiamo già dimostrato che tutti, Giudei e Greci, sono sottoposti al peccato, com'è scritto:
«Non c'è nessun giusto,
neppure uno.
Non c'è nessuno che capisca,
non c'è nessuno che cerchi Dio.
Tutti si sono sviati, tutti quanti si sono corrotti.
Non c'è nessuno che pratichi la bontà,
no, neppure uno».
«La loro gola è un sepolcro aperto;
con le loro lingue hanno tramato frode».
«Sotto le loro labbra c'è un veleno di serpenti».
«La loro bocca è piena di maledizione e di amarezza».
«I loro piedi sono veloci a spargere il sangue.
Rovina e calamità sono sul loro cammino
e non conoscono la via della pace».
«Non c'è timor di Dio davanti ai loro occhi».
Or noi sappiamo che tutto quel che la legge dice, lo dice a quelli che sono sotto la legge, affinché sia chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio; 20 perché mediante le opere della legge nessuno sarà giustificato davanti a lui; infatti la legge dà soltanto la conoscenza del peccato.
Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti: vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono - infatti non c'è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio

2 Tessalonicesi 2:3-4 “Nessuno vi inganni in alcun modo; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e non sia stato manifestato l'uomo del peccato, il figlio della perdizione, l'avversario, colui che s'innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e proclamandosi Dio.”

Apocalisse 17:3-9 “gli mi trasportò in spirito nel deserto; e vidi una donna seduta sopra una bestia di colore scarlatto, piena di nomi di bestemmia, e che aveva sette teste e dieci corna. La donna era vestita di porpora e di scarlatto, adorna d'oro, di pietre preziose e di perle.
In mano aveva un calice d'oro pieno di abominazioni e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla fronte aveva scritto un nome, un mistero: BABILONIA LA GRANDE, LA MADRE DELLE PROSTITUTE E DELLE ABOMINAZIONI DELLA TERRA. E vidi che quella donna era ubriaca del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù.
Quando la vidi, mi meravigliai di grande meraviglia.
L'angelo mi disse: «Perché ti meravigli? Io ti dirò il mistero della donna e della bestia con le sette teste e le dieci corna che la porta.
La bestia che hai vista era, e non è; essa deve salire dall'abisso e andare in perdizione. Gli abitanti della terra, i cui nomi non sono stati scritti nel libro della vita fin dalla creazione del mondo, si meraviglieranno vedendo la bestia perché era, e non è, e verrà di nuovo. Qui occorre una mente che abbia intelligenza. Le sette teste sono sette monti sui quali la donna siede. Sono anche sette re”

Apocalisse 17:13-18 “Essi hanno uno stesso pensiero e daranno la loro potenza e la loro autorità alla bestia. Combatteranno contro l'Agnello e l'Agnello li vincerà, perché egli è il Signore dei signori e il Re dei re; e vinceranno anche quelli che sono con lui, i chiamati, gli eletti e i fedeli». Poi mi disse: «Le acque che hai viste e sulle quali siede la prostituta, sono popoli, moltitudini, nazioni e lingue. Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la consumeranno con il fuoco. Infatti Dio ha messo nei loro cuori di eseguire il suo disegno che è di dare, di comune accordo, il loro regno alla bestia fino a che le parole di Dio siano adempiute. La donna che hai vista è la grande città che domina sui re della terra».

Molti vedono il Numero 666 nelle lettere romane VICARIVS FILII DEI –V-5, I-1, C-100, I-1, V-5, I-1 L-50, I-1, I-1, D-500, I-1, Totale 666.

39. Pio X nel 1907 condannò assieme al «Modernismo» tutte le scoperte della scienza che non piacciono al papa (Lo stesso aveva fatto Pio IX nel Sillabo del 1864).

40. Nel 1930 Pio XI condannò le scuole pubbliche.

41. Nel 1931 lo stesso Pio XI ha confermato la dottrina che Maria è Madre di Dio. Dottrina che fu per la prima volta inventato dal Concilio di Efeso nel 431. Questa è una eresia contraria alle stesse parole di Maria.
Leggi: Luca 1:46-49

42. Nell’anno 1950, l’Assunzione della Vergine Maria fu proclamata da Papa Pio XII.

43. Pio XII proclama Maria, Regina del mondo, nell’anno 1950.


44. Paolo VI proclama Maria, Madre della Chiesa nell’anno 1964.


CONCLUSIONE: Quale sarà la prossima invenzione? La Chiesa Romana dice che non cambia mai, eppure non ha fatto altro che inventare nuove dottrine contrarie alla Bibbia, e praticare riti e cerimonie dal paganesimo.


Nota: Il Cardinale Newman nella sua opera «Lo sviluppo della dottrina cristiana» confessa che: «I templi, l’incenso, le lampade, le candele, le offerte votive, l’acqua santa, giorni e stagioni di speciali devozioni, processioni, benedizioni di campi, vestimenti sacerdotali, la tonsura, le immagini, ecc. sono tutte cose di origine pagana» (pagina 359).
La suddetta lista cronologica delle invenzioni umane distrugge il vanto dei preti che la loro religione sia quella insegnata da Cristo e che i Papi siano stati i custodi fedeli della medesima. La vera religione di Cristo, invece, non si trova nel Romanesimo, ma nel Vangelo. (Compilata dal Rev. Stefano Testa)


PERSEVERARE SINO ALLA FINE (24-02-2019)

“Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda. Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti. Poiché l'iniquità aumenterà, l'amore dei più si raffredderà. Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato” (Matteo 24:10-13)

1. Molti si svieranno
Sviare significa uscire della strada giusta e prendere una strada sbagliata. C’è una strada giusta per molte strade sbagliate. Non sviare! Bisogna che qualcuno ci faccia conoscere la strada giusta per non sviare e stare molto attenti. Dio ha promesso a Abraamo: “Ti mostrerò la strada!”. A ogni incrocio, ci sono dei pannelli che indicano la destinazione delle strade e la tentazione di scegliere una via facile può essere grande.
“Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano” (Matteo 7:13-14).

“Io vi ho detto queste cose, affinché non siate sviati. Vi espelleranno dalle sinagoghe; anzi, l'ora viene che chiunque vi ucciderà, crederà di rendere un culto a Dio. Faranno questo perché non hanno conosciuto né il Padre né me.
Ma io vi ho detto queste cose affinché, quando sia giunta l'ora, vi ricordiate che ve le ho dette. Non ve le dissi da principio perché ero con voi” (Giovanni 16:1-4).
Gesù parla ai suoi discepoli e dice “Non lasciatevi sviare!”. Più che mai, questa esortazione di Gesù è valida, perché viviamo i tempi della fine!

1. L’amore del denaro fa sviare certi cristiani: “Infatti l'amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori” (1 Timoteo 6:10).
2. L’amore del piacere può fare sviare certi cristiani: “Infatti già alcune si sono sviate per andare dietro a Satana” (1 Timoteo 5:15). Qui, Paolo parlava di vedove che vivevano nel disordine sessuale.
3. L’ignoranza della Bibbia, cioè l’assenza di radici profonde può fare sviare i cristiani superficiali:
“Ma non hanno in sé radice e sono di corta durata; poi, quando vengono tribolazione e persecuzione a causa della parola, sono subito sviati” (Marco 4:17). Bisogna sapere che la vita cristiana comporta tribolazioni e persecuzioni e affrontarle con coraggio.
Abbiate dunque cura di fare ciò che il SIGNORE, il vostro Dio, vi ha comandato; non ve ne sviate né a destra né a sinistra; (Deuteronomio 5:32).
La storia del popolo d’Israele mostra molti sviamento e Dio ha voluto che questa storia sia scritta nella Bibbia per la nostra istruzione, cioè per non imitare i stessi sviamenti.

2. Molti falsi profeti sorgeranno
«Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l'albero cattivo fa frutti cattivi. (Matteo 7:15-17).
Come riconoscere i falsi profeti? Se sono molti, avranno strategie diverse e bisogna conoscerle per non essere trascinati nei loro errori. Ci sarà una seduzione nel loro pseudovangelo.
• I falsi profeti hanno un messaggio che fa piacere alla carne umana.
• Non cercano la gloria di Dio, ma la propria gloria.
• Risparmiano il ravvedimento.
• Predicano che l'essere umano è abbastanza buono per meritare il paradiso.
• Ecc.
L'umanesimo seduce molti. I falsi profeti lavorano sulla fibra emotiva per muovere la folla. Le loro tecniche sono quelle della psicologia di massa che utilizza i sensi.
I loro ascoltatori cercano un piacere carnale nascosto sotto una vernice religiosa.
I loro ascoltatori consumano degli incontri, ma non progrediscono nel loro rapporto con Dio e pregano poco.
Nel segreto della loro cameretta, non riescono a riprodurre l’eccitazione collettiva.
Sono diventati dipendenti da un guru che prende il posto di Gesù, ma non predica l'insegnamento di Gesù.
Molti falsi profeti chiedono soldi e fanno pressione per "forzare" le offerte con promesse che attirano la carne. I donatori non danno con gioia ma con mercantilismo: sperano di ricevere il centuplo!
“Ma gli uomini malvagi e gli impostori andranno di male in peggio, ingannando gli altri ed essendo ingannati” (2 Timoteo 3:13).
I falsi profeti parlano ai cristiani e ai religiosi. Non sono degli atei che negano l’esistenza di Dio. I falsi profeti parlano di Dio e della Bibbia, ma la travisano. Bisogna avere un senso critico verso tutti i profeti.
Paolo dice di giudicare “Anche i profeti parlino in due o tre e gli altri giudichino;” (1 Corinzi 14:29).

Ci sono parecchi profeti autoproclamati e non sono tutti ispirati dallo Spirito Santo.
Perciò abbiamo bisogno di saggezza e discernimento per smascherarli e allontanarci da loro. C’è spesso una confusione tra anima e spirito e i falsi profeti parlano all’anima (i sensi e/o la logica). Hanno un talento di comunicatore e seducono.
Danno l’idea di essere sicuri di se stessi e prendono un bel po’ di gloria per loro stessi.
I veri profeti parlano allo spirito umano.
I falsi profeti predicano una religione del fare, mentre Gesù s’interessa all’essere.
I falsi profeti elencano numerosi comandamenti e regole che rassicurano la gente.
Per loro, la fede non è necessaria, perché tutto sembra chiaro.
I falsi profeti non cercano a rafforzare il rapporto degli esseri umani con Dio, ma con loro. Dicono di essere indispensabili alla crescita degli individui.
Guai a chi non segue le loro istruzioni. I falsi profeti hanno un discorso minaccioso verso i ribelli.
Mentre Gesù si presenta come il grande Liberatore, i falsi profeti schiavizzano i loro addetti. C’è un modo poco rispettoso di forzare la gente a agire adesso, sotto l’influenza coercitiva di chi parla.
“Se non lo fai adesso, Dio non ti darà un’altra possibilità!”.
Chi ubbidisce è succube del falso profeta e perde il suo senso critico. Dio non agisce così.

I veri profeti hanno un altro discorso:
“Chi profetizza, invece, parla agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione” (1 Corinzi 14:3).
I profeti dell’AT avevano spesso un linguaggio forte per chiamare il popolo a tornare a Dio. Ogni tanto annunciavano cose future e conseguenze spiacevoli delle scelte sbagliate. Mettevano Dio al centro del loro messaggio, mentre i falsi profeti mettono l’uomo al centro del loro discorso.
È facile spacciarsi per un profeta ispirato dallo Spirito Santo, ma se un profeta non produce il frutto dello Spirito Santo: “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo;” (Galati 5:22), è legittimo dubitare delle sue belle parole.
Li riconoscerete dal loro frutto, diceva Gesù!
C’è una ricerca di unire le religioni e sembra generoso parteciparvi.
Tuttavia, Gesù non ha promosso una religione, ma una relazione con Dio.
La vera unità non è costruita con compromessi, ma nell’amore.
Giovanni ci istruisce a provare i spiriti per sapere se vengono da Dio:
“Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo. Da questo conoscete lo Spirito di Dio: ogni spirito, il quale riconosce pubblicamente che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; e ogni spirito che non riconosce pubblicamente Gesù, non è da Dio, ma è lo spirito dell'anticristo. Voi avete sentito che deve venire; e ora è già nel mondo” (1 Giovanni 4:1-3).

3. L'iniquità aumenterà
“Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l'apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati!” (2 Timoteo 3:1-5).

Che cosa è l’iniquità? Si tratta entrambi di ingiustizia e di impurità.
Il peccato sarà banalizzato e la rimozione di picchetti morali renderà il peccato facile.
I cristiani nati di nuovo hanno l'insegnamento della Bibbia che fissa molti picchetti.
Anche se il cristianesimo non è una morale minacciosa, il messaggio del vangelo dà principi morali.
Oggi, il peccato non è più chiamato peccato e parlare di peccato viene percepito come
colpevolizzante.

• La sessualità è un dono di Dio, ma Dio ha fissato delle regole che l’umanità non vuole rispettare. Il diavolo colpisce obiettivi importanti. Il diavolo vuole uccidere e la sessualità è un terreno dove uccide molti esseri umani ingenui o schiavi dal piacere erotico. L’internet permette a tutti di guardare film erotici in pochi click e senza controllo.

• La corruzione divampa nel mondo. La finanza è corrotta e tutti vogliono molti soldi senza sforzi. C’è sempre qualcuno che è vittima di queste mosse; i ricchi diventano più ricchi e i poveri sono sempre più poveri.
• C’è un bel po’ d’iniquità nella politica. I grandi di questo mondo sono più preoccupati dalla loro immagine elettorale che dal benessere del popolo.
• La farmacodipendenza aveva poche molecole a disposizione, ma oggi, tutto ha cambiato e le droghe (la farmacia del diavolo) sono vendute quasi liberamente.

La gente rifiuta il senso morale e il mondo è diventato una giungla nella quale l’iniquità aumenta.


4. L'amore dei più si raffredderà
Tanti cristiani saranno delusi e abbandoneranno la fede. L’amore è il biglietto di visita del cristiano e l’amore non deve raffreddarsi.
La Chiesa di Gesù non deve perdere di vista i due primi comandamenti per occuparsi di 1000 altri comandamenti più o meno inutili.
Abbiamo bisogno dello Spirito Santo per amare e chi non ha lo Spirito Santo non può amare. L’amore fa parte del frutto dello Spirito Santo che permette di riconoscere i veri discepoli di Gesù.
“Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri»” (Giovanni 13:35).
C’è parecchia confusione a proposito dei doni dello Spirito Santo e molti cristiani mancano entrambi di saggezza e di amore.
L’amore si raffredda quando non c’è più l’umiltà e che nessuno si pente più.
“Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore” (Apocalisse 2:4).

5. Perseverare sino alla fine
“Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli;” (Giovanni 8:31).
Perseverare nella fede, nella preghiera, nello studio della Bibbia, nel servizio (ubbidienza), nell’amore, nella testimonianza, nella fratellanza, la grazia, ecc.
Perseverare ha un senso quando tutto diviene difficile.
Perseverare richiede (1) decisione e (2) volontà.
Non si tratta di perseverare un giorno sì e un giorno no, ma ogni giorno.
Gesù fissa la scadenza cioè "sino alla fine".

I "vecchi" cristiani non hanno il "diritto" di riposarsi.
Il concetto di pensione non è biblico.
I pensionati hanno più tempo per pregare, leggere la Bibbia, preparare studi biblici e servire il Signore.
Non hanno una licenzia per peccare.
Perseverare sino alla fine è un impegno di ogni giorno.
Lo scoraggiamento è nemico della perseveranza e nessuno è risparmiato dallo scoraggiamento.
Perseverare è possibile solo se combattiamo il vero nemico con le armi spirituali (vedi Efesini 6:10 “Del resto, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza”).
Chi non vince il diavolo è vinto dal diavolo.
Vorremo una vita cristiana priva di combattimento spirituale e rifiutiamo di lottare contro il diavolo. Paolo ne parlava alla fine della sua vita:
“Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede” (2 Timoteo 4:7).
Paolo ha perseverato sino alla fine. Se la pianta non persevera, non porta mai frutto!
“Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere” (Atti 2:42).

 

 


ESEMPI PER LA NOSTRA ISTRUZIONE (31-03-2019)

“Or queste cose avvennero per servire da esempio a noi, affinché non siamo bramosi di cose cattive, come lo furono costoro, e perché non diventiate idolatri come alcuni di loro, secondo quanto è scritto: «Il popolo si sedette per mangiare e bere, poi si alzò per divertirsi». Non fornichiamo come alcuni di loro fornicarono, e ne caddero in un giorno solo ventitremila. Non tentiamo Cristo come alcuni di loro lo tentarono, e perirono morsi dai serpenti. Non mormorate come alcuni di loro mormorarono, e perirono colpiti dal distruttore. Ora, queste cose avvennero loro per servire da esempio e sono state scritte per ammonire noi, che ci troviamo nella fase conclusiva delle epoche” (1 Corinzi 10:6-11).

“Poiché tutto ciò che fu scritto nel passato, fu scritto per nostra istruzione, affinché mediante la pazienza e la consolazione che ci provengono dalle Scritture, conserviamo la speranza” (Romani 15:4)

1. Una storia caricata d’insegnamenti
La storia del popolo d’Israele è piena d’istruzione. Paolo menziona quattro esempi da non seguire:
1. Non diventiate idolatri
2. Non fornichiamo
3. Non tentiamo Cristo
4. Non mormorate.

Il popolo d’Israele, all’uscita d’Egitto, sapeva poco di Dio e non si tratta di biasimarlo.
Noi, abbiamo tutta la Bibbia per farci conoscere Dio e il suo progetto per l’umanità. Tuttavia, tanti la leggono poco e hanno una conoscenza limitata di Dio.
Il popolo ha stra-capito la liberazione dalla schiavitù perché non sapeva ancora gestire la libertà!
Gestire la libertà che Dio ci dà è un tema importante nella vita di ogni cristiano.
Il popolo ha probabilmente pensato:
“Adesso possiamo fare quello che vogliamo”! Potete fare quasi tutto, senza limiti attira ognuno.
La domanda è “Che cosa desidera il tuo cuore?”.
La risposta di tanti è “Il mio cuore desidera peccare senza essere disturbato!”.
Un cuore ribelle a Dio desidera scappare dal controllo di Dio.
Così ha voluto fare il popolo d’Israele, scambiando libertà e anarchia.
Dio ha messo picchetti morali (la legge) per evitare una deriva catastrofica.
Il popolo ribelle ha perfino contestato i picchetti che Dio ha fissato e ha derivato in catastrofe grave.
Trascurare gli insegnamenti di Dio ha sempre delle conseguenze gravi.
La legge di Dio ci è stata data per il nostro bene.

2. Perché?
Il punto è “Perché Dio ha dato una legge santa a un popolo ribelle incapace di praticarla?”. Sì, Dio sapeva che il popolo d’Israele uscito dall’Egitto era formato da figli e figlie di Adamo. Dio sapeva che il loro cuore era corrotto e ribelle.
Qualcuna dirà giustamente che il popolo non era responsabile delle conseguenze della corruzione trasmessa da Adamo.
Ci fa piacere trovare un colpevole che ci sdogana e giustifica i nostri vizi!
A noi, fa piacere dire a Dio “Sono fatto così; devi accettarmi come sono!”.
Dire a Dio, “Scatenati su Adamo, non su di me!” è un po’ facile e non del tutto onesto.
Da quando Gesù è venuto, c’è una possibilità di scappare alla condizione di figlio/a di Adamo per diventare figlio/a di Dio.
Il popolo d’Israele non aveva questa scelta, ma noi, l’abbiamo!
Come Dio giudicherà il popolo d’Israele non mi riguarda, ma devo prepararmi a essere giudicato da Dio secondo i criteri rivelati da Gesù.
Il fatto di avere la scelta di scappare alla condizione di Adamo per diventare figli/e di Dio ci rende responsabili.
Sì, siamo nati peccatori, ma Gesù ci propone di nascere di nuovo e di rivestire la sua natura capace di resistere al peccato.

3. La Grazia è incompatibile con la religione
Paolo aveva capito bene che nessun figlio/a di Adamo è capace di ubbidire alla legge data da Mosè. Paolo ci chiama a cambiare ottica e a capire che la legge non ci è stata data per meritare il paradiso, ma per dimostrarci che siamo incapaci di ubbidire:
“Perché mediante le opere della legge nessuno sarà giustificato davanti a lui; infatti la legge dà soltanto la conoscenza del peccato” (Romani 3:20).
Queste parole di Paolo sono una bomba che disturba chiunque cerca la giustificazione tramite le opere della legge.
La legge è data per mostrarci che abbiamo bisogno della grazia! Tante persone testarde non vogliono della grazia e perseverano nell’uso sbagliato della legge.
Paolo utilizza una parola forte, dicendo che sono scaduti dalla grazia:
“Voi che volete essere giustificati dalla legge, siete separati da Cristo; siete scaduti dalla grazia” (Galati 5:4).

4. “È scritto …, ma io vi dico …”
Gesù sorprendeva i religiosi attaccati all’uso sbagliato della legge quando ripeteva:
“E’ scritto …, ma io vi dico …”
(5 volte in Matteo 5:28-44 “Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. Se dunque il tuo occhio destro ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo. E se la tua mano destra ti fa cadere in peccato, tagliala e gettala via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo.
Fu detto: "Chiunque ripudia sua moglie le dia l'atto di ripudio". Ma io vi dico: chiunque manda via sua moglie, salvo che per motivo di fornicazione, la fa diventare adultera e chiunque sposa colei che è mandata via commette adulterio.
«Avete anche udito che fu detto agli antichi: "Non giurare il falso; dà al Signore quello che gli hai promesso con giuramento". Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re. Non giurare neppure per il tuo capo, poiché tu non puoi far diventare un solo capello bianco o nero. Ma il vostro parlare sia: "Sì, sì; no, no"; poiché il di più viene dal maligno.
«Voi avete udito che fu detto: "Occhio per occhio e dente per dente". Ma io vi dico: non contrastate il malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l'altra; e a chi vuol litigare con te e prenderti la tunica, lasciagli anche il mantello. Se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due. Dà a chi ti chiede, e a chi desidera un prestito da te, non voltar le spalle.
Voi avete udito che fu detto: "Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico". Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano”).

I religiosi utilizzano la legge per dimostrare che non hanno peccato;
Gesù utilizza la legge per dimostrare che tutti hanno peccato! le parole “ma io vi dico …” di Gesù non lasciano via di scapo; nessuno riuscirà mai a vivere quello che Gesù indica come la norma, cioè la santità.
Gesù ci chiama ad abbandonare il nostro vecchio punto di vista della legge e ad adottare il suo punto di vista.

Questo ha delle conseguenze:
(1) riconoscere che siamo incapaci di rispondere ai criteri di santità e di perfezione di Dio
(2) pentirsi del proprio fallimento (peccati)
(3) ricevere la grazia
(4) nascere di nuovo
(5) camminare secondo lo Spirito
L’uso sbagliato della legge porta a un vicolo cieco.
L’unica porta di uscita si chiama Gesù:
“Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato” (Giovanni 10:9°).
Una porta serve a uscire da una condizione per entrare in un’altra condizione.
Gesù ci permette di uscire dalla perdizione per entrare nella salvezza.
Ci fa comodo invocare la Grazia di Dio per giudicare noi stessi, ma utilizzare la legge di Dio per giudicare gli altri. Non è coerente perché Dio offre la Grazia anche agli altri.

5. Cheap Grace (Grazia svalutata)
La Grazia di Dio non è una licenza per peccare! Certi falsi profeti insegnano che il prezzo dei peccati è già stato pagato e che sarebbe stupido non approfittarne!
Il messaggio di questi falsi profeti non include né la nuova nascita né la camminata secondo lo Spirito.
Il peccato è un insulto alla santità di Dio e chi pecca senza scrupoli si concentra sulla soddisfazione dei suoi desideri. I desideri di chi non è nato di nuovo sono peccaminosi. Bisogna dirlo, una volta per sempre: “Non ci sono peccatori felici”.
A lungo termine il peccato distrugge e la felicità vola via! Il piacere del peccato è un inganno, perché bisogna pagarne il costo! Il costo è la morte!
A questo proposito, bisogna dire che la salvezza che Gesù ci offre è gratuita per noi, ma non per Gesù che ne ha pagato il prezzo.

Questa salvezza ha due aspetti distinti:
1. Il perdono dei peccati
2. La nuova nascita

I discepoli della Grazia svalutata si fermano al perdono dei peccati e continuano a peccare.
La loro vita è frustrante, perché il peccato è imperialista e li malmena. Non conoscono la seconda parte della salvezza.

Questa seconda parte della salvezza è la liberazione dall’imperialismo del peccato.
1. Il perdono dei peccati agisce sul senso di colpa per quello che abbiamo fatto.
2. La nuova nascita ci libera da quello che siamo.

Le religioni si focalizzano sul fare; Gesù si focalizza sull’essere.
Dio è più interessato a quello che siamo che a quello che abbiamo fatto.
Quando cambiamo il nostro “essere”, il nostro “fare” cambia da solo.
Rinunciare al vecchio essere per rivestire il nuovo essere è una liberazione.

6. Il sacrificio di Gesù
I due aspetti della salvezza sono inclusi nel sacrificio di Gesù:

1. Il sangue di Gesù ci purifica da quello che abbiamo fatto (i nostri peccati) e toglie il senso di colpa. Il sangue di Gesù è associato al perdono dei nostri peccati.
2. La croce di Gesù è una messa a morte da quello che sono. Bisogna rinunciare al figlio/a di Adamo per diventare figlio/ a di Dio. La croce di Gesù è associata al nostro cambiamento d’identità.

Per fede, credo che il sangue di Gesù toglie i miei peccati. Non capisco come, ma se Dio lo dichiara, posso credere alle sue parole:
“Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (1 Giovanni 1:9).

Per fede, credo che il corpo di Gesù crocifisso è la fine di un capitolo e che la sua risurrezione dai morti è l’inizio di un nuovo capitolo.
Il battesimo cristiano è il simbolo della morte del figlio/a di Adamo e della nascita del figlio/a di Dio.
La Cena del Signore presenta:
1. il vino come simbolo del sangue di Gesù che perdona i nostri peccati (le cose fatte)
2. il pane come simbolo del corpo di Gesù crocifisso e risuscitato per darci una nuova identità (il nostro essere)

Il sacrificio di Gesù è piena sufficiente. Non dobbiamo completarlo con buone opere.
Gesù ha compiuto tutto e ci offre la salvezza gratuitamente.
La grazia è, per definizione, gratuita:
“Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti;”
(Efesini 2:8-9).

7. Ogni giorno
La vita cristiana è una decisione di ogni giorno.
Gesù menziona tre aspetti della scelta dei suoi discepoli:
1. rinunciare a se stesso/a
2. prendere la croce di Gesù
3. seguire Gesù

“[Gesù] Diceva poi a tutti: «Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua …»” (Luca 9:23).

Questi tre aspetti non sono una moneta per pagare la salvezza, ma l’espressione della nostra gratitudine per la moneta che Gesù ha pagato per salvarci.
Siamo così riconoscenti che vogliamo fare quello che Gli fa piacere, ogni giorno.
• Dio ci dà le risorse per resistere al diavolo e essere vincitori in ogni tentazione, ogni giorno.
• Dio ci dà le sue promesse che possiamo ricevere per fede ogni giorno.
• Dio ci dà lo Spirito Santo che può abitare nei cuori purificati. Lo Spirito Santo ci anima, ci rivela il piano di Dio, ci spiega le Scritture, ci consola, c’incoraggia e ci guida nella verità.

Non siamo dei cristiani solo la domenica, ma 7/7, cioè ogni giorno!
Ogni giorno preghiamo, studiamo la Bibbia, compiamo le opere che Dio ci confida e seguiamo Gesù sulla strada stretta.

Ogni giorno il peccato sta spiando alla nostra porta e Dio ci chiama a dominarlo:
“Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!»”
(Genesi 4:7).
Se non dominiamo il peccato, lui cerca a dominarci. Decidiamo di non lasciarlo dominarci!

8. Le opere della carne verso il frutto dello Spirito
La Bibbia chiama carne la natura di Adamo e spirito la natura di Gesù.
La carne ha una natura opposta a quella di Gesù. I desideri della carne sono contrari a quelli dello spirito.
Rinunciare a se stesso/a significa respingere le pretese della carne per vivere secondo lo Spirito.

Chi ha rivestito Gesù può camminare in novità di vita, cioè secondo lo Spirito.
Gli esempi dell’Antico testamento ci sono stati dati per aiutarci a non cadere nei stessi errori che hanno fatto girare il popolo d’Israele per 40 anni nel deserto.
Dio vuole istruirci come voleva istruire il Popolo d’Israele.
Se siamo docili, impariamo in poco tempo, ma se siamo ribelli, non progrediamo e la nostra vita è miserabile perché non ci concediamo le gioie del mondo (perché sono immorale) e non riceviamo le gioie del cielo (perché ci opponiamo a Dio).

La vecchia natura (quella di Adamo) ci spinge a vivere secondo la carne.
La carne ci viene spontaneamente e dobbiamo imparare a rinunciare alla sua espressione. L’alternativa alle opere della carne è il frutto dello Spirito:
“Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio.
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c'è legge.
Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito” (Galati 5:19-25).

9. Conclusioni
L’obiettivo delle istruzioni di Dio è di migliorare la nostra qualità di vita. Il peccato rovina la nostra qualità di vita. Quando Dio ci chiama a non peccare, non significa che sia capriccioso, ma che voglia risparmiarci le conseguenze dolorose del peccato.
Il peccato è lo strumento del diavolo per rendere gli esseri umani schiavi e, alla fine, ucciderli! Il diavolo vuole la nostra morte, ma Dio vuole la nostra vita.
Perciò Dio ha mandato Gesù, per darci la vita e la vita abbondante:
“Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza” (Giovanni 10:10).

Dio non è moralizzatore, come i religiosi lo credono! Dio è liberatore!
Ci sarà tempo, un’altra volta per sviluppare queste quattro opere della carne che hanno rovinato la vita del popolo d’Israele e che potrebbero rovinarla nostra se non facciamo tesoro delle cose scritte per la nostra istruzione!

- Non diventiate idolatri (Esodo 32:6 “L'indomani, si alzarono di buon'ora, offrirono olocausti e portarono dei sacrifici di ringraziamento; il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alzò per divertirsi”)

- Non fornichiamo (Numeri 25:1-9 “Or Israele era stanziato a Sittim e il popolo cominciò a fornicare con le figlie di Moab. Esse invitarono il popolo ai sacrifici offerti ai loro dèi; e il popolo mangiò e si prostrò davanti ai loro dèi. Israele si unì a Baal-Peor e l'ira del SIGNORE si accese contro Israele. Il SIGNORE disse a Mosè: «Prendi tutti i capi del popolo e falli impiccare davanti al SIGNORE, alla luce del sole, affinché l'ardente ira del SIGNORE sia allontanata da Israele». Mosè disse ai giudici d'Israele: «Ciascuno di voi uccida quelli dei suoi uomini che si sono uniti a Baal-Peor».
Ecco che uno dei figli d'Israele venne e condusse ai suoi fratelli una donna madianita, sotto gli occhi di Mosè e di tutta la comunità dei figli d'Israele, mentre essi stavano piangendo all'ingresso della tenda di convegno. E Fineas, figlio di Eleazar, figlio del sacerdote Aaronne, lo vide, si alzò in mezzo alla comunità e afferrò una lancia; poi andò dietro a quell'Israelita nella sua tenda e li trafisse tutti e due, l'uomo d'Israele e la donna, nel basso ventre. E il flagello cessò tra i figli d'Israele. Di quel flagello morirono ventiquattromila persone”).
- Non tentiamo Cristo (Numeri 21:5-9 “Il popolo parlò contro Dio e contro Mosè, e disse: «Perché ci avete fatti salire fuori d'Egitto per farci morire in questo deserto? Poiché qui non c'è né pane né acqua, e siamo nauseati di questo cibo tanto leggero».
Allora il SIGNORE mandò tra il popolo dei serpenti velenosi i quali mordevano la gente, e gran numero d'Israeliti morirono.
Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il SIGNORE e contro di te; prega il SIGNORE che allontani da noi questi serpenti».
E Mosè pregò per il popolo. Il SIGNORE disse a Mosè: «Fòrgiati un serpente velenoso e mettilo sopra un'asta: chiunque sarà morso, se lo guarderà, resterà in vita».
Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra un'asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita”)

- Non mormorate (Numeri 16:41-50 “Il giorno seguente, tutta la comunità dei figli d'Israele mormorò contro Mosè e Aaronne e disse: «Voi avete fatto morire il popolo del SIGNORE». E avvenne che, mentre la comunità si radunava contro Mosè e Aaronne, i figli d'Israele si volsero verso la tenda di convegno; ed ecco che la nuvola la ricoprì e apparve la gloria del SIGNORE. Mosè e Aaronne vennero davanti alla tenda di convegno. Il SIGNORE disse a Mosè: «Allontanatevi da questa comunità e io li consumerò in un attimo». Ed essi si prostrarono con la faccia a terra.
Mosè disse ad Aaronne: «Prendi il turibolo, riempilo di fuoco preso dall'altare, mettici sopra dell'incenso e portalo presto in mezzo alla comunità e fa' l'espiazione per loro; poiché l'ira del SIGNORE è scoppiata, il flagello è già cominciato».
Aaronne prese il turibolo, come Mosè aveva detto, corse in mezzo all'assemblea, ed ecco che il flagello era già cominciato fra il popolo. Aaronne mise l'incenso nel turibolo e fece l'espiazione per il popolo. Si fermò tra i morti e i vivi e il flagello cessò.
I morti a causa del flagello furono quattordicimilasettecento, oltre a quelli che morirono per il fatto di Core. Aaronne tornò da Mosè all'ingresso della tenda di convegno e il flagello era cessato”).

 

SCEGLI DUNQUE LA VITA (01-05-2019)

“Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, affinché tu viva, tu e la tua discendenza, amando il SIGNORE, il tuo Dio, ubbidendo alla sua voce e tenendoti stretto a lui, poiché egli è la tua vita e colui che prolunga i tuoi giorni. Così tu potrai abitare sul suolo che il SIGNORE giurò di dare ai tuoi padri Abraamo, Isacco e Giacobbe»” (Deuteronomio 30:19-20).

1. Liberi di scegliere
Dio chiama gli esseri umani di tutti i tempi e di tutti i popoli a fare una scelta. Dio non sceglie per nessuno; Dio propone e consiglia. Dio non costringe nessuno perché l'amore è incompatibile con la costrizione. Dio c'informa che ci sono delle conseguenze alle nostre scelte.
Le nostre scelte definiscono niente meno che la morte o la vita.
Dio ci chiama a diventare responsabili e a fare scelte coraggiose.
Ci vuole una crescita spirituale per uscire dall'infantilismo e osare diventare adulti, cioè responsabili.
I bambini non sono ancora responsabili e i loro genitori scelgono per loro, ma non deve durare. Siamo abituati a essere assistiti e a non prendere decisioni.
Lo Stato deve provvedere al lavoro, alla sicurezza, alla casa e a tante cose.
Ci consideriamo come bambini che giocano nel giardino dei genitori piuttosto che come adulti che lavorano la terra per vivere.
Vogliamo divertimento senza pensieri. Non è il progetto di Dio per noi. Dio ci chiama a scegliere. Per scegliere, bisogna essere informati e spetta a ognuno di informarsi su chi è Dio e quale è il suo progetto. La Bibbia ce Lo rivela.

2. Il cielo e la terra
Dio prende il cielo e la terra a testimoni contro di noi. I cieli e la terra ci parlano del Creatore e ci rendono responsabili di cercarLo. Le scienze scoprono il creato e il creato non può opporsi al Creatore. Abbiamo forse un'idea sbagliata dal Creatore e non combacia con quello che la natura (il cielo e la terra) dicono.
Spetta a ognuno ricercare il Creatore perché se c'è un Creatore di un universo così strutturato, merita di essere onorato, conosciuto e ascoltato.
Nessun scienziato onesto crede nel caso. Le scienze dicono che ogni effetto ha una o un assieme di cause e che le stesse cause producono gli stessi effetti.
Quando le cause sono sconosciute, si parla di caso.
Invocare il caso è un modo pudico per dire "Non conosco le cause!" ignorare le cause non le cancella.
Ci sono scienziati più o meno disonesti che credono ancora che il cielo e la terra siano il risultato del caso! Dato che il caso non c'è, bisogna invocare un altro creatore.
La Bibbia ci parla dell'unico Creatore che prende a testimoni contro di noi il cielo e la terra.
“Io chiamo oggi come testimoni contro di voi il cielo e la terra, che voi ben presto perirete, scomparirete dal paese di cui andate a prendere possesso di là del Giordano. Voi non ci vivrete a lungo, ma sarete interamente distrutti” (Deuteronomio 4:26)

Dio valida la sua istruzione con la sua autorità di Creatore del cielo e della terra!

3. Sono inescusabili

Il caso non ha potuto creare il caso ... Eppure, le statistiche (la matematica del caso) hanno delle leggi. Le statistiche sono strutturate e ogni struttura è il risultato di una volontà. All'inizio c'era il caos e Dio ha strutturato l'energia, la materia e la vita. C'è una mano potente dietro questa organizzazione e dietro le leggi della natura. Cerchiamo a chi appartiene questa mano:
“Poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato come Dio, né lo hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrata” (Romani 1:19-21).

Il cielo e la terra ci parlano della potenza, della saggezza e della grandezza di Dio.
Nessuno può trascurare un Dio così grande, saggio e potente. Il Creatore si è anche manifestato nella persona di Gesù Cristo per rivelare la sua misericordia e il suo amore verso le sue creature smarrite. Sì, Dio ti ama. Sei inescusabile di non cercarLo con tutto il tuo cuore!

4. Non c'è nessuno destino
Sono le nostre scelte che definiscono il nostro futuro. Dio ci chiama a scegliere la vita invece di scegliere la morte. Qualcuno dirà che bisogna essere stupido per scegliere la morte, ma temo che ci siano tanti stupidi!
C'è un fondo di commercio di paganesimo nella nostra civiltà moderna. Viviamo con concetti pagani totalmente incoerenti con le scienze e incompatibili con l'insegnamento della Bibbia. Quanta gente crede che il suo futuro sia scritto nelle stelle e consulta l'oroscopo prima di fare qualunque cosa. Questa gente non crede che il suo futuro dipenda dalle sue scelte. Se c'è un destino scritto da qualche parte, gli esseri umani sono ridotti a essere dei robot senza libertà e senza scelte. Dio non chiama le sue creature umane a essere robot; Dio le chiama a diventare figli/e Suoi! Fa comodo ai pigri e disonesti scappare alle loro responsabilità invocando la sfortuna o il destino. La marea di lamentele che sentiamo ogni giorno accusa una volontà nefasta che vuole fare del male e contro la quale diciamo di essere impotenti. Invece, Gesù è venuto per liberarci da questa volontà nefasto e offrirci la vittoria di Pasqua. Il lieto Messaggio chiamato "Vangelo di Gesù" ci propone di uscire dalla prigione del destino nefasto che porta alla morte. Dio ci chiama a scegliere la vita per vivere.

5. Oroscopo, magia e scienze occulte
Dio ci avverte che chiunque consulta i morti per i vivi e ricorre all'evocazione del diavolo ha scelto la morte. Queste pratiche sono abominevoli:
“«Quando sarai entrato nel paese che il Signore, il tuo Dio, ti dà, non imparerai a imitare le pratiche abominevoli di quelle nazioni. Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, perché il Signore detesta chiunque fa queste cose; a motivo di queste pratiche abominevoli, il Signore, il tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te. Tu sarai integro verso il Signore Dio tuo; poiché quelle nazioni, che tu spodesterai, danno ascolto agli astrologi e agli indovini. A te, invece, il Signore, il tuo Dio, non lo permette” (Deuteronomio 18:9-14).

Nell’Antico Testamento, Dio sembra spesso crudele perché combatte certi popoli. Dio stesso spiega perché li ha combattuti e il motivo è precisamente il ricorso all’occultismo, à l’astrologia e al culto dei morti. Dio continua ad avvertirci “Non toccare a queste cose!”. Dio continua a chiamarci “Scegli dunque la vita affinché tu viva!”

6. Per difetto

Per difetto, tutti gli esseri umani sono schiavi del diavolo e della morte perché Adamo ed Eva ci hanno mandato in questa prigione. La scelta di Adamo ed Eva non è la nostra responsabilità, ma Dio ci offre di uscirne. La nostra scelta è di uscire o rimanere nella prigione dell'oppressione. Gesù si presenta come il liberatore da tutte le prigioni:
“«Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il ricupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi, per proclamare l'anno accettevole del Signore»” (Luca 4:18-19)

(Isaia 61 Lo Spirito del Signore, di DIO, è su di me, perché il SIGNORE mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l'apertura del carcere ai prigionieri, per proclamare l'anno di grazia del SIGNORE, il giorno di vendetta del nostro Dio; per consolare tutti quelli che sono afflitti; per mettere, per dare agli afflitti di Sion un diadema invece di cenere, olio di gioia invece di dolore, il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati querce di giustizia, la piantagione del SIGNORE per mostrare la sua gloria.
Essi ricostruiranno sulle antiche rovine, rialzeranno i luoghi desolati nel passato, rinnoveranno le città devastate, i luoghi desolati delle trascorse generazioni. Là gli stranieri pascoleranno le vostre greggi, i figli dello straniero saranno i vostri agricoltori e i vostri viticultori. Ma voi sarete chiamati sacerdoti del SIGNORE, la gente vi chiamerà ministri del nostro Dio; voi mangerete le ricchezze delle nazioni, a voi toccherà la loro gloria.
Invece della vostra vergogna, avrete una parte doppia; invece di infamia, esulterete della vostra sorte. Sì, nel loro paese possederanno il doppio e avranno felicità eterna.
Poiché io, il SIGNORE, amo la giustizia, odio la rapina, frutto d'iniquità; io darò loro fedelmente la ricompensa e stabilirò con loro un patto eterno. La loro razza sarà conosciuta fra le nazioni,
la loro discendenza, fra i popoli; tutti quelli che li vedranno riconosceranno che sono una razza benedetta dal SIGNORE.
Io mi rallegrerò grandemente nel SIGNORE, l'anima mia esulterà nel mio Dio; poiché egli mi ha rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto nel mantello della giustizia, come uno sposo che si adorna di un diadema, come una sposa che si adorna dei suoi gioielli. Sì, come la terra produce la sua vegetazione e come un giardino fa germogliare le sue semenze, così il Signore, DIO, farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le nazioni).

Gesù ha vinto il diavolo per permetterci di uscire dalla morte ed entrare nella vita.
Oggi, questa scelta ci è ancora offerta. Oggi è il giorno. Oggi devi decidere.
Non scegliere significa lasciare il diavolo scegliere per te e il suo progetto è la morte. Il diavolo non ti ama e non si preoccupa della tua libertà.
Il diavolo vuole ucciderti. Lo lascerai fare? Il diavolo ha un diritto su di te perché la giustizia richiede la tua morte. Gesù ha offerto la sua vita per riscattarti dalla morte. Oggi, scegli Gesù!
“Perciò, come dice lo Spirito Santo: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione, come nel giorno della tentazione nel deserto,»” (Ebrei 3:7-8).
“Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza” (Giovanni 10:10).

 

 

PRUDENTI E SEMPLICI (23-05-2019)

“Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini; perché vi metteranno in mano ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe” (Matteo 10:16-17a)

1. Siate prudenti
Il mondo è cattivo perché il diavolo è cattivo.
Il diavolo o maligno ha usurpato il potere e regna su questo mondo:
“Noi sappiamo che siamo da Dio, e che tutto il mondo giace sotto il potere del maligno” (1 Giovanni 5:19).
Giovanni lo chiama anche il principe di questo mondo
- Giovanni 12:31 “Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo;”
- Giovanni 14:30 “Io non parlerò più con voi per molto, perché viene il principe di questo mondo. Egli non può nulla contro di me” e
- Giovanni 16:11 “Quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato”).

I cristiani nati di nuovo hanno un Re solo, cioè Gesù.
Il mondo e il suo principe sono ostili al Re e al Regno di Dio.
Non è più tanto il mondo politico che combatte i cristiani, ma le potenze spirituali, nei luoghi celesti:
“Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti” (Efesini 6:12) Sono i demoni al sevizio del diavolo che manipolano i figli di Adamo e tutte le mosse del mondo odierno.
Gesù ci insegna a diffidarci del diavolo; siamo stranieri in questo mondo. Ognuno deve scegliere se vuole seguire l’andazzo di questo mondo o allinearsi sul Regno di Dio.
Adamo ed Eva avevano la scelta:
1. Confidarsi in Dio e diffidarsi del diavolo.
2. Confidarsi nel diavolo e diffidarsi di Dio.

In confidare e diffidare, c'è la radice "fid" dalla quale viene "fede".
Il mondo ha fede nel diavolo! Il mondo è accecato e fiducioso; il mondo pensa che tutto andrà bene per l’umanità. Non illudiamoci, niente può andare bene quando il diavolo regna. L'umanesimo ha inquinato il pensiero umano con l'illusione che gli uomini (e le donne) sono buoni e che possiamo fidarci dai loro progetti. Gesù dice il contrario:
"Diffidatevi del mondo!" o "Guardatevi dagli uomini!"
Professiamo di avere fiducia nel Signore e dimentichiamo che bisogna avere diffidenza verso il diavolo. Perciò Gesù ci chiama alla prudenza.
Gli uomini del mondo sono i nostri nemici in quanto suddetti del diavolo. Gesù ci ha insegnato ad amare i nostri nemici E a essere prudenti!
Nessuno deve ignorare che il diavolo va in cerca di prede da divorarle come un leone ruggente. Una delle strategie del nemico è di fare credere agli esseri umani che c'è un "buon diavolo". È una menzogna! Non credevi! Il diavolo non è né buono né innocuo!
Il diavolo è malvagio e affamato:
“Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli stando fermi nella fede”
(1 Pietro 5:8-9°).
Non ignorarlo! Chi è prudente non l'ignora e chi l'ignora non è prudente. L'ingenuità e l’ignoranza sono pericolose!

2. Svegliatevi primo che sia troppo tardi
Tanta gente anziana del mondo ha capito, dopo molto tempo, che il diavolo l'ha fregata e ne concepisce amarezza. Questa gente è diventata diffidente verso tutti, incluso verso Dio! Questa diffidenza a 360° non rende felice. Nessun diffidente è felice! Non aspettare di essere ingannato per svegliarti e resistere al diavolo; sii fermo nella fede. Molta gente dice “mi convertirò prima di morire” e continua a vivere nel peccato.
Questa gente crede che il peccato renda felice, ma ignora che il peccato rende infelice. Non ci sono peccatori felici! Il peccato è spesso una seduzione.
Gesù ribadisce:
Gesù rispose loro: «Guardate che nessuno vi seduca …» (Matteo 24:4).
La seduzione è una menzogna e non dovrebbe sorprendere nessuno se, dietro la seduzione, c’è il padre della menzogna, cioè il diavolo. Il diavolo vince i cristiani imprudenti che si lasciano sedurre. Essere prudenti significa essere sulle nostre guardie e discernere il lupo dietro la sua maschera di agnello.
Il progetto del lupo è di distruggere il gregge:
“Io so che dopo la mia partenza si introdurranno fra di voi lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge;” (Atti 20:29). State attenti e prudenti!
I lupi hanno la parvenza della buona morale ma rinnegano quello che ne fa la forza:
(2 Timoteo 3:5 “aventi l'apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati!” e
Tito 1:16 “Professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, essendo abominevoli e ribelli, incapaci di qualsiasi opera buona.”).
In quanto cristiani nati di nuovo impariamo ad essere fiduciosi in Dio e diffidenti verso il diavolo.
La nostra fiducia in Dio ci rende felici e la nostra diffidenza verso il diavolo ci rende prudenti.

3. Non zoppicare
Come già menzionato, Gesù associa il diavolo e la seduzione; il diavolo è il grande seduttore:
“perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l'ho predetto” (Matteo 24:24-25).
La parola di Gesù “Ecco, ve l'ho predetto” deve renderci prudenti.
La seduzione piace alla carne e i cristiani carnali si lasciano abbindolare dalla seduzione.
Per diventare immuni alla seduzione, Paolo ci chiama a camminare secondo lo Spirito:
“Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne” (Galati 5:16).
Lo Spirito è 100% incompatibile con la carne.
Troppi cristiani sperano ancora di potere camminare un po’ secondo la carne e un po’ secondo lo Spirito.
Elia ribadisce: “Allora Elia si avvicinò a tutto il popolo, e disse: «Fino a quando zoppicherete dai due lati? Se il SIGNORE è Dio, seguitelo; se invece lo è Baal, seguite lui». Il popolo non gli rispose nulla” (1 Re 18:21).

4. Siate semplici
Viviamo in un mondo artificialmente complicato. Chi non è complicato non entra nelle strategie del mondo. Per piacere al mondo, bisogna essere complicati. Una parte importante del condizionamento della cultura è di rendere la gente complicata. I semplici non sono credibili. Dire di qualcuno che è un semplice è un insulto.
Eppure, Gesù comanda “Siate semplici come le colombe”.
Potremo aggiungere una beatitudine:
"Beati i semplici perché non si complicano la vita!".

Quanta gente si complica la vita inutilmente.
Questa gente pensa che per essere accettati dagli altri (dignitosi), bisogna essere complicati.
Il timore di essere rigettati rende questa gente complicata.
I schiavi della complicazione spendono molti soldi e molto tempo a rendersi la vita complicata.
Quanto stress è generato dal bisogno di essere complicati per mostrare agli altri che siamo qualcuno. La moda è un esempio di complicazione della vita.
La gente del mondo vuole farsi vedere. Povera gente che ha solo strazi per farsi vedere. Questi meccanismi contaminano la chiesa di Gesù eppure Gesù ha raccomandato:
"Siate semplici come le colombe!".

5. Marta, Marta, non complicarti la vita!
La complicazione rende molte persone nevrotiche.
Marta si complicava la vita con tante faccende domestiche complicate.
Marta voleva ricevere Gesù dignitosamente.
Marta seguiva il canone di questo mondo e "rimproverava" a Gesù di non spingere la sua sorella, Maria, ad aiutarla! Gesù non segue questa logica; Gesù si accontenta di un pranzo semplice. Maria era semplice e ascoltava Gesù; Marta era complicata e si stressava in cucina! Dire le cose così fa sorridere, ma deve fare pensare ognuno.
Siamo semplici come Maria o complicati come Marta? Gesù non ha rimproverato a Marta di preparare la cena, ma di complicarla.
Gesù si accontenta di un cibo semplice! E noi?
I farisei e altri religiosi si complicavano la vita con una moltitudine di comandamenti complicati e "dimenticavano" i comandamenti semplici, cioè "AMARE".
La grazia è semplice; la legge è complicata.
I bambini sono semplici e Gesù ci chiama ad assomigliare ai bambini per quanto riguarda la semplicità!
“Servi, ubbidite ai vostri padroni secondo la carne con timore e tremore, nella semplicità del vostro cuore, come a Cristo, non servendo per essere visti, come per piacere agli uomini, ma come servi di Cristo, facendo la volontà di Dio di buon animo” (Efesini 6:5-6).

Ci sarà qualcosa di complicato, a Trieste, per concludere "Non se pol!".
Quanta gente si complica la vita al punto di concludere "Non se pol".
Quando semplifichiamo le cose, se pol farle! “Siate semplici, dice Gesù!”.
Se c’è un modo di rendere le cose troppo complicate per osare intraprendere qualcosa, c’è anche un modo di semplificare i problemi per progredire con successo.
Uno dei paradossi di questo mondo è di complicare le cose e rendere la gente disperata di non riuscire a farle. Marta si complicava la vita!
Guardatevi dagli uomini complicati!
La preghiera che Gesù ha insegnato ai suoi discepoli è semplice. Certi cristiani vogliono fare delle preghiere complicate per mostrare agli altri (e a Dio) che sanno parlare.
La preghiera non è un concorso di eloquenza. Dio guarda al cuore, non alle parole. Torniamo alla semplicità, anche nelle nostre preghiere! Non sviamo dalla semplicità:
“Ma temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purezza nei riguardi di Cristo” (2 Corinzi 11:3).

6. Pecore in mezzo ai lupi
Per una pecora, la probabilità di sopravvivere in mezzo ai lupi è zero! Eppure Gesù manda i suoi discepoli come pecore vulnerabile in mezzo ai lupi. Gesù non ha nessuna illusione e non è sadico. Ok, siamo come pecore in mezzo ai lupi, ma pecore che hanno un Pastore!
La vulnerabilità delle pecore non cambia niente alla strategia del Pastore per salvare le sue pecore. Ci sono delle pecore spaventate dai lupi e ci sono delle pecore rassicurate dal Pastore.
Chi ascolta i lupi si spaventa e si scoraggia, ma chi ascolta il pastore non teme e prende coraggio. A chi vede un grandissimo lupo e un piccolo pastore, Gesù dice
"avvicinatevi a me!".
Da vicino il pastore è più grande dai lupi e i lupi non possono nulla né contro il pastore né contro le pecore che il pastore protegge. Abbiamo fede in un grande pastore che ha promesso di proteggerci nel bel mezzo dei lupi.
Più abbiamo fedeli in Gesù meno c'è posto per il panico dei lupi.
Gesù non c'invita a ignorare i lupi ma ad avere fede in Lui poiché ha vinto i lupi!


Né troppo prudenti, né troppo poco prudenti
Né troppo semplici, né troppo poco semplici

 

LA PENTECOSTE E SPIRITO SANTO (09-06-2019)

“Trovandosi con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'attuazione della promessa del Padre, «la quale», egli disse, «avete udita da me. 5 Perché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni». 6 Quelli dunque che erano riuniti gli domandarono: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?» 7 Egli rispose loro: «Non spetta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla propria autorità. 8 Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra»” (Atti 1:4-8)

La Pentecoste: lo Spirito Santo scende dal cielo
“Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov'essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi.
Or a Gerusalemme soggiornavano dei Giudei, uomini religiosi di ogni nazione che è sotto il cielo. Quando avvenne quel suono, la folla si raccolse e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. E tutti stupivano e si meravigliavano, dicendo: «Tutti questi che parlano non sono Galilei? Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua natìa? Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia cirenaica e pellegrini romani, tanto Giudei che proseliti, Cretesi e Arabi, li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue». Tutti stupivano ed erano perplessi chiedendosi l'uno all'altro: «Che cosa significa questo?»” (Atti 2:1-12)

1. Promessa di Gesù
Gesù è tornato al cielo, ma dieci giorni dopo, ha mandato lo Spirito Santo su i discepoli, come l’aveva promesso:
• “E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. Non vi lascerò orfani; tornerò da voi” (Giovanni 14:16-18).
• “Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio” (Giovanni 15:26-27).
• “Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada; perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò” (Giovanni 16:7).
Gesù è stato fedele alla questa sua promessa. Gesù è sempre fedele alle sue promesse!

2. Nascita della Chiesa
Lo Spirito di Dio è santo e non può abitare in esseri umani sporchi, macchiati dal peccato.
• A Pasqua, Gesù ha offerto la sua vita in sacrificio per togliere la sporcizia del peccato dal cuore dei discepoli-
• All’Ascensione, Gesù ha confermato la promessa di Dio riguardo allo Spirito Santo
• Alla Pentecoste, Gesù ha mandato lo Spirito Santo che ha trasformato i discepoli La Chiesa è nata alla Pentecoste. Lo Spirito Santo ha riempito la vita di esseri umani non qualificati e li ha propulsi in un’avventura straordinaria che continua ancora oggi. Lo Spirito Santo è la potenza di Dio che ha cambiato questi esseri umani deboli in testimoni coraggiosi. Senza la potenza dello Spirito Santo, il progetto di Dio per gli esseri umani perdonati è impossibile. Chi è capace di amare i propri nemici? Chi è capace di predicare con franchezza in mezzo all’opposizione? Chi è capace di rischiare la propria vita per un insegnamento rivoluzionario chiamato vangelo di Gesù Cristo?
L’insegnamento di Gesù è rivoluzionario in quanto le religioni di tutti i tempi imprigionano gli esseri umani in prigioni morali caratterizzate da lunghi elenchi di cose da fare o non fare, ma Gesù si focalizza sull’essere. Gesù insegnava che bisogna nascere di nuovo per entrare nel Regno di Dio (vedi Giovanni 3). Nascere di nuovo significa cambiare la propria natura, quello che si è. Gesù è venuto e ha sacrificato la propria vita per cambiare l’identità degli esseri umani. I religiosi dicono “Che fai?”, ma Gesù chiede “Chi sei?”. Fino a quando l’idea che abbiamo del cristianesimo è una morale, cioè un lungo elenco di cose da fare o non fare, siamo ancora stranieri al Regno di Dio e fuori dal Suo progetto.

3. Vuoto o pieno?
La religione è noiosa perché è guscio vuoto; Il cristianesimo è gioioso, perché è un guscio pieno. Fino a quando i discepoli non hanno ricevuto lo Spirito Santo, sono stati gusci vuoti, ma il giorno della pentecoste, l’hanno ricevuto e ne sono stati riempiti. Gesù non ha cambiato la sua strategia; Gesù utilizza i suoi discepoli per chiamare degli esseri umani vuoti a diventare cristiani pieni. Non solo lo Spirito Santo riempi i cuori, ma li fa traboccare, come Gesù l’aveva annunciato:
“Nell'ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva.
Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato” (Giovanni 7:37-39).
Il giorno della Pentecoste, i discepoli sono stati riempiti dallo Spirito Santo e hanno traboccato fiumi d’acqua viva. Gesù interpellava gente assetata “Se qualcuno ha sete” e prometteva di dissetarla. Gesù chiamava “Venga a me e beva!”, Bere alla sorgente d’acqua viva disseta gli assetati di vita. Attorno a noi, la gente vive male: depressione, senso di colpa, angoscia, fobie, schiavitù a vizi imperialisti, problemi esistenzialisti, ecc. Per mezzo della bocca dei suoi discepoli di tutti i tempi, Gesù continua a chiamare «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva.»
Gli ascoltatori di Pietro, nel giorno della Pentecoste hanno percepito che Gesù poteva dissetarli e hanno chiesto:
“Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?» E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà». E con molte altre parole li scongiurava e li esortava, dicendo: «Salvatevi da questa perversa generazione»” (Atti 2:37-40).

4. Qualità di vita
La folla ha visto Pietro e gli altri discepoli traboccare e ha voluto bere di questa acqua viva.
Il cuore della gente è stato computo e hanno detto “Ne vogliamo anche noi”. La qualità di vita che Pietro annunciava contrastava con la qualità di vita che questi esseri umani religiosi conoscevano.
Per cambiare la loro qualità di vita, Pietro diceva:
“Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati”. (Atti 2:38)

La porta d’entrata alle sorgenti di acqua viva si chiama ravvedimento e fede in Gesù. Predicare il ravvedimento non è popolare, ma fuori da questa porta, non c’è nessun accesso alle sorgenti d’acqua viva che possono dissetare tutti i frustrati della vita.

5. Ravvedimento
Bisognerebbe spiegare che cosa è il ravvedimento e il battesimo di qui Pietro parlava. Il tempo manca, oggi, ma il ravvedimento non è solo la confessione di un elenco di peccati (cose fatte o non fatte), come lo credevo. Permettetemi una breve testimonianza: in un primo passo verso Dio, ho confessato i peccati che conoscevo e ho capito che il sangue di Gesù poteva purificare la mia coscienza:
“Avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell'aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura” (Ebrei 10:22).
L’ho fatto e mi sono trovato bene; ho sperimentato il perdono e ero felice, ma non era tutta la storia. Ho scoperto che continuavo a fare le stesse cose sbagliate e mi sentivo imprigionato in una natura corrotta. Ho scoperto che il ravvedimento aveva una seconda parte, cioè la confessione di quello che ero.
La prima parte riguardava quello che avevo fatto, la seconda parte riguardava quello che ero. Mentre la soluzione di Dio per i miei peccati (quello che avevo fatto) era il sangue di Gesù, la soluzione di Dio per la mia natura (quello che ero) era la croce di Gesù.
Sulla croce Gesù è morto e Gesù m’invita a morire con lui. Per nascere di Nuovo, bisogna morire alla vecchia natura.
Il battesimo che Pietro annunciava rispecchia questa idea.
Chi si fa battezzare viene sepolto nell’acqua e ne esce vivo come Gesù è stato sepolto nella tomba e ne è uscito vivo. Il battesimo ha qualcosa a che fare con un cambiamento di natura nell’identificazione con Gesù.
Fare morire la vecchia natura corrotta per riceverne una nuova santa è piuttosto una buona notizia e è quello che Pietro predicava alla Pentecoste. È la buona notizia del vangelo che Gesù ha affidato ai suoi discepoli e che continuiamo a predicare, oggi!
Il ravvedimento e il battesimo non sono dei riti vuoti, ma una liberazione dal un passato di fallimento! Nella sua prima predicazione pubblica riportata da Luca, Gesù annunciava la liberazione profetizzata 800 anni prima da Isaia:

“[Gesù] Si recò a Nazaret, dov'era stato allevato e, com'era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga. Alzatosi per leggere, gli fu dato il libro del profeta Isaia. Aperto il libro, trovò quel passo dov'era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il ricupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi, per proclamare l'anno accettevole del Signore».
Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. Egli prese a dir loro: «Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite»” (Luca 4:16-21)

(Vedi Isaia 61 “Lo Spirito del Signore, di DIO, è su di me, perché il SIGNORE mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l'apertura del carcere ai prigionieri, per proclamare l'anno di grazia del SIGNORE, il giorno di vendetta del nostro Dio; per consolare tutti quelli che sono afflitti; per mettere, per dare agli afflitti di Sion
un diadema invece di cenere, olio di gioia invece di dolore, il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati querce di giustizia, la piantagione del SIGNORE per mostrare la sua gloria.
Essi ricostruiranno sulle antiche rovine, rialzeranno i luoghi desolati nel passato,
rinnoveranno le città devastate, i luoghi desolati delle trascorse generazioni.
Là gli stranieri pascoleranno le vostre greggi, i figli dello straniero saranno i vostri agricoltori e i vostri viticultori. Ma voi sarete chiamati sacerdoti del SIGNORE, la gente vi chiamerà ministri del nostro Dio; voi mangerete le ricchezze delle nazioni, a voi toccherà la loro gloria.
Invece della vostra vergogna, avrete una parte doppia; invece di infamia, esulterete della vostra sorte. Sì, nel loro paese possederanno il doppio e avranno felicità eterna.
Poiché io, il SIGNORE, amo la giustizia, odio la rapina, frutto d'iniquità; io darò loro fedelmente la ricompensa e stabilirò con loro un patto eterno. La loro razza sarà conosciuta fra le nazioni, la loro discendenza, fra i popoli; tutti quelli che li vedranno riconosceranno
che sono una razza benedetta dal SIGNORE. Io mi rallegrerò grandemente nel SIGNORE,
l'anima mia esulterà nel mio Dio; poiché egli mi ha rivestito delle vesti della salvezza,
mi ha avvolto nel mantello della giustizia, come uno sposo che si adorna di un diadema,
come una sposa che si adorna dei suoi gioielli. Sì, come la terra produce la sua vegetazione
e come un giardino fa germogliare le sue semenze, così il Signore, DIO, farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le nazioni. ).

La religione dà delle regole, Gesù dà la libertà. Ognuno deve fare una scelta coraggiosa e deve informarsi per scegliere. Tutta la Bibbia è informazione. Pietro utilizzava testi del profeta Gioele e dei Salmi. Gesù menzionava una profezia di Isaia. Tutta la Scrittura è ispirata dallo Spirito Santo. Chi prenderà tempo per studiare la Scrittura?

6. Promessa senza scadenza
Alla Pentecoste Pietro affermava:
«Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel
nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà» (Atti 2:38-39)
La promessa è per gli esseri umani di tutti i tempi e di tutti i luoghi, cioè oggi e a Trieste! Si, Dio continua a chiamare tutti i frustrati della vita, tutti gli assetati di vita, tutti i falliti, tutti i vuoti, tutti i tristi.
Il vuoto caratterizza il cuore della gente senza Gesù. Il pieno deve caratterizzare il cuore della gente con Gesù. “Fate il pieno”; Dio non ci ha creati per essere vuoti, ma pieni di Spirito Santo. Come lo profetizzava Giovanni Battista dopo il battesimo di Gesù:
“Giovanni rese testimonianza, dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare in acqua, mi ha detto: "Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quello che battezza con lo Spirito Santo" (Giovanni 1:32-33). Gesù battezza ancora oggi con lo Spirito Santo.

7. Che cosa cambierà

Che cosa succederà se Gesù mi battezza con lo Spirito Santo? Gesù ha un bel progetto di vita per ognuno. Gesù offre una qualità di vita chiamata pienezza dello Spirito.
Quando riceviamo la pienezza dello Spirito Santo, il nostro spirito umano entra in comunione con lo Spirito di Dio che:
• ci libera
• ci guida nella verità
• versa l’amore di Dio nel nostro cuore
• ci dà doni soprannaturali
• testimonia al nostro spirito che siamo diventati figli/e di Dio
• ci consola
• ci trasforma all’immagine di Gesù
• sviluppa il suo frutto, ci riempie e ci fa traboccare ecc.

No, lo Spirito Santo non vuole fare degli esaltati squilibrati; anzi, vuole equilibrare la vita di chi lo riceve e riempirla di belle cose.

8. Conclusione
Il progetto di Dio è incompatibile con il progetto del diavolo sotto il potere del quale giace tutto il mondo. Lo Spirito Santo ci rende cittadini del cielo in mezzo ai cittadini della terra. Lo Spirito Santo fa di noi dei stranieri, sulla terra.
I nostri valori sono quelli del Regno di Dio, non quelli del regno del diavolo. Dio ci chiama a scegliere si vogliamo continuare a essere suddetti del diavolo o se vogliamo diventare suddetti di Gesù.
Dio ci chiama a scegliere se vogliamo essere gusci pieni o gusci vuoti. Troppa gente si lascia sedurre dal diavolo e non sceglie il progetto di Dio per la vita. Ci vuole un po’ di coraggio e un po’ di fede per osare accettare il contratto rivoluzionario di Gesù e cominciare a vivere secondo lo Spirito!

 

SANTIFICATEVI (11-08-2019)

“Io [Gesù] ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Santificali nella [tua] verità: la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anch'io ho mandato loro nel mondo” (Giovanni 17:14-18).


Gesù pregava per la santificazione dei suoi discepoli. Gesù associava la santificazione alla verità, cioè la Parola di Dio!

1. Santificare
La parola "santificare" significa "mettere da parte dal mondo". Gesù dichiara l'incompatibilità tra lo spirito del mondo e lo Spirito Santo. Gesù è venuto nel mondo e il mondo ha odiato Gesù, poiché non era del mondo. Gesù ha detto che il mondo odierà i suoi seguaci, poiché non sono del mondo.
Dio aveva mandato Gesù nel mondo come luce, ma le tenebre non hanno accettato la luce. Gli uomini del mondo hanno spento la luce.

2. A chi vogliamo piacere?
Vorremmo essere accettati da tutti, ma il mondo non accetta quello che non è suo!
Il mondo è buio e siamo chiamati a essere luci nel mondo. Agli esseri umani peccatori, non piace la luce, perché rivela la loro malvagità (vedi Giovanni 3:19 “Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie”).
Il mondo è intollerante. Non possiamo cercare di piacere a Dio E al mondo. Bisogna scegliere.
Non possiamo essere luce e tenebre allo stesso tempo; bisogna scegliere.
In teoria, abbiamo scelto la luce; nella pratica, ci sono parecchie zone d’ombra nelle nostre vite.
La vita dolorosa dei cristiani perseguitati mostra che lo stesso spirito di rigetto opera ancora nel mondo, oggi. Questi cristiani sono odiati dal mondo. Questi cristiani ci mandano un messaggio: “Siete pronti a piacere a Dio fino alla persecuzione?”.

3. Che riconciliazione?
Gesù è venuto per riconciliarci con Dio ma la riconciliazione ha dei limiti! Gesù non ha riconciliato il peccato con Dio. La morte e la vita non sono riconciliabili! Il buio e la luce non sono riconciliabili. Paolo scriveva della riconciliazione:
“E tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé per mezzo di [Gesù] Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione” (2 Corinzi 5:18-19).
Gesù ci ha riconciliati con Dio; Gesù non ha riconciliato il peccato con Dio. Gesù non ha riconciliato le tenebre con la luce.

4. Badate alla confusione
C'è confusione perché tanti esseri umani ignoranti pensano che la santificazione fa parte del patto di Mosè (la legge) e che Gesù ha compiuto tutto, inclusa la santificazione dei cristiani.
Dicono: “Se Gesù ha fatto tutto, per noi non c'è niente da fare e si può continuare a peccare senza scrupoli”. Ovviamente questo modo di pensare è sbagliato e sembra utile parlare di santificazione nella chiesa odierna. Si parla molto di misericordia e di grazia, ma si deve anche parlare di santità, di giustizia e di severità:
“Considera dunque la bontà e la severità di Dio: la severità verso quelli che sono caduti; ma verso di te la bontà di Dio, purché tu perseveri nella sua bontà; altrimenti, anche tu sarai reciso” (Romani 11:22).

Prendiamo spesso la severità di Dio sotto gamba e pensiamo che Dio sia tanto mediocre quanto noi! Il buonismo è un’invenzione degli esseri umani ingiusti e mediocri.
Dio è paziente, ma non debole! Dio è misericordioso ma non inghiottisce nessun rospo!
La bontà di Dio non ci concede di peccare impunemente.
La cultura ci ha trasmessa un’idea del peccato molto incompleta.
Pensiamo che il peccato sia solamente un problema morale e che l’arte del peccatore sia di peccare senza farsi prendere.
Sarebbe opportuno considerare che nessuno scappa a Dio.
Soprattutto sarebbe opportuno considerare che il peccato ha delle conseguenze drammatiche per i peccatori. Dio non soffre quando gli esseri umani peccano!
Gli esseri umani soffrono quando peccano! La legge non è l’espressione di un Dio capriccioso che teme per la sua reputazione; la legge è un ammonimento o avvertimento!
Dio ha messo dei picchetti per proteggerci da danni dolorosi!

5. La legge del traffico
Capiamo bene che il semaforo è stato messo a un incrocio pericoloso per evitare gli incidenti.
La legge sul traffico è stata fata per proteggere gli autisti.
Senza legge sul traffico, la strada sarebbe una giungla spaventosa.
Come mai capiamo la legge di Dio diversamente? Il poliziotto non è contento di multare i disubbidienti; lo fa per dissuadere i disubbidienti prima che ci sia un incidente. Dio non è contento di correggere i ribelli, ma lo fa per insegnare a loro che ci sono delle conseguenze alla ribellione. La multa non è il pericolo da evitare; l’incidente lo è!
Per quanto riguarda il peccato, la conseguenza è la morte! Dio non desidera la morte di nessuno: “Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento” (2 Pietro 3:9).
Io infatti non provo nessun piacere per la morte di colui che muore», dice il Signore, DIO. «Convertitevi dunque, e vivete!» (Ezechiele 18:32).
Lo stesso Dio che ha mandato Gesù sulla terra ha ispirato Mosè con un insegnamento che resta valido, sempre.

6. Confusione N°2
La legge di Mosè NON è stata data per meritare qualcosa. Tanti esseri umani onesti, ma ignoranti, pensano che ubbidire alla legge conquista la salvezza. Le religioni utilizzano questo argomento per fare ubbidire i loro seguaci.
Lo fanno con la minaccia dell’inferno, per chi non ubbidisce! È un terrorismo.
Dio era santo quando ha dato la legge a Mosè.
Dio è rimasto santo quando ha mandato Gesù.
Dio è ancora e sempre santo quando ci chiama alla salvezza per fede.

7. Impegnatevi
“Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore;” (Ebrei 12:14).
Questo testo ispirato dice che la santificazione è necessaria e che senza di essa nessuno vedrà il Signore! La santificazione non à un optional per religiosi esaltati!
La santificazione, cioè la separazione dal mondo, dal modo di pensare del mondo, dai valori del mondo è un requisito di base per vedere il Signore.
1. Pietro ne parla: “Ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo»”
(1 Pietro 1:15-16). Pietro menziona
2. Paolo ne parla: “Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio” (2 Corinzi 7:1).
“Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che vi asteniate dalla fornicazione” (1 Tessalonicesi 4:3).

8. Separatevene
Dio chiama i suoi figli e figlie a essere separati dal mondo. Ci sono tante cose innocue nel mondo e non si tratta di rinunciare alle cose innocue col pretesto della santità.
Dio ci chiama a separarci dal mondo. Da parte di Dio, il profeta Isaia chiamava:
"Separatevene!": E che armonia c'è fra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come disse Dio: «Abiterò e camminerò in mezzo a loro, sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Perciò uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d'impuro; e io vi accoglierò. E sarò per voi come un padre e voi sarete come figli e figlie, dice il Signore onnipotente». (2 Corinzi 6:16-18) (vedi Isaia 52:11 “Partite, partite, uscite di là! Non toccate nulla d'impuro! Uscite di mezzo a lei!
Purificatevi, voi che portate i vasi del SIGNORE!”).

Uscite!” è un ordine di Dio ricorrente.
• Dio ha chiamato Abraamo a uscire dalla casa del suo padre.
• Dio ha chiamato il popolo d’Israele a uscire d’Egitto.
• Dio ha chiamato i giudei deportatati in Mesopotamia a uscire da Babilonia.
• Dio chiama la Chiesa a uscire dai scemi del mondo.
Uscire per osare essere diversi. Siamo gregari e camaleonti! Ci piace fare come gli altri per essere accettati dal branco! Gesù ci chiama ad avere il coraggio di separarci dal branco per trovare la nostra identità, non quella del branco! La nostra identità è quella di figli/e di Dio; quella del branco è quella di figli/e del diavolo.

9. Lot non scherzava
Chiamare la gente a uscire non è uno scherzo. Lot aveva ricevuto angeli che lo avevano chiamato a uscire da Sodoma e Gomorra, lui e la sua famiglia.
I suoi generi hanno rifiutato di sentire la chiamata:
“Allora Lot uscì, parlò ai suoi generi che avevano preso le sue figlie, e disse: «Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il Signore sta per distruggere la città». Ma ai suoi generi parve che volesse scherzare” (Genesi 19:14).
La città di Lot era conosciuta per la sua immoralità sessuale. L'immortalità sessuale divampa anche oggi tra di noi. Come Lot, siamo stranieri in mezzo a peccatori incalliti. Per questi peccatori, la nostra testimonianza sembra essere uno scherzo e molti non la ricevano. Molti non hanno ricevuto la testimonianza di Gesù.

10. Siete una gente santa
“Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa;” (1 Pietro 2:9).
“Perché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo a una generazione storta e perversa, nella quale risplendete come astri nel mondo”
(Filippesi 2:15).
Dio ci chiama a risplendere, cioè a rispecchiare la sua luce nel mondo.
Uno specchio deve essere pulito per rispecchiare la luce.
Dio ci chiama a confessare ogni peccato che sporca lo specchio!

11. Con chi siamo in comunione?
“Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti che rapporto c'è tra la giustizia e l'iniquità? O quale comunione tra la luce e le tenebre? E quale accordo fra Cristo e Beliar? O quale relazione c'è tra il fedele e l'infedele? E che armonia c'è fra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente”
(2 Corinzi 6:14-16).

Lo Spirito Santo ha separato la luce dal buio, la materia dall’energia, la materia organica da quella minerale, gli animali dai vegetali e l’essere umano dagli animali. Tutta la Creazione è una messa in ordine con separazione tra le cose create. Non sorprende se lo Spirito Santo chiama gli figli/e di Dio a separarsi dai peccatori.

 

 

SPIRITO SANTO (27-08-2019)

Quale è il bisogno di ognuno di noi, oggi? Qualcuno risponde "la salute", altri "il lavoro", altri "la pace in famiglia", ecc.
L'unico vero bisogno di tutti gli esseri umani è di essere animati/riempiti dallo Spirito Santo.

Gesù annunciava:
• “E io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore perché sia con voi per sempre: lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. Non vi lascerò orfani; tornerò da voi” (Giovanni 14:16-18).
• “«Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avevano creduto in lui” (Giovanni 7:37b-39)
Chi ha sette venga ...»
• “Perché Giovanni battezzò, sì con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni»” (Atti 1:5).

Solo lo Spirito Santo può veramente cambiarci. Con buona volontà, ci mortifichiamo, ma non miglioriamo la nostra natura. Vorremo migliorare, ma ne siamo incapaci. Qualcosa cambia quando lo Spirito Santo fa crescere il suo frutto nella nostra vita:
“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo” (Galati 5:22).
È lo Spirito Santo che cambia qualcosa alla vita umana.
Se vogliamo vivere per la carne, abbiamo problemi, ma se ci alleniamo a vivere secondo lo Spirito, qualcosa cambia.

Tre esempi ce lo mostrano:
1) Dio ha creato Adamo a mano... magnifico. Era da Dio! È nato già cresciuto! Bello, muscoloso, grande, ma gli mancava lo Spirito fino a quando Dio non ebbe soffiato un alito di vita in lui:
“Dio il Signore formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente” (Genesi 2:7).
2) Ezechiele profetizzava sulle ossa secche e si sono riunite per dare esseri umani.
Guerrieri morti nonostante il miracolo... mancava lo Spirito Santo.
Ezechiele ha profetizzato: “Io profetizzai, come egli mi aveva comandato, e lo Spirito entrò in essi: tornarono alla vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, grandissimo” (Ezechiele 37:10).
3) 120 persone che Gesù ha insegnato 50 giorni fino dalla sua risurrezione.
Da 500 sono passati a 120 (Atti 1:15). Fino a quando lo Spirito Santo non è stato sparso, i simpatizzanti si sono tirati indietro:

La chiesa può avere una bella forma ed essere un gruppo moralmente accettabile, colto di Scritture. La prima chiesa aspettava lo Spirito Santo che cambia tutto e fa fare quello che non era mai stato fatto perché fa diventare quello che non eravamo mai stati, prima!
Atti 29... Gli atti dello Spirito nei cristiani continuano.

Introduzione. Ascensione di Gesù
“Nel mio primo libro, o Teofilo, ho parlato di tutto quello che Gesù cominciò a fare e a insegnare fino al giorno che fu elevato in cielo, dopo aver dato mediante lo Spirito Santo delle istruzioni agli apostoli che aveva scelti.
Ai quali anche, dopo che ebbe sofferto, si presentò vivente con molte prove, facendosi vedere da loro per quaranta giorni, parlando delle cose relative al regno di Dio.
Trovandosi con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'attuazione della promessa del Padre, «la quale», egli disse, «avete udita da me. Perché Giovanni battezzò, sì con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni». Quelli dunque che erano riuniti gli domandarono: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?» Egli rispose loro: «Non spetta a voi sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla propria autorità. Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra»(Atti 1:1-8)

Negli ultimi giorni, ci sarà:
1) Evangelizzazione globale
2) Testimonianza globale
3) Persecuzione globale

Vediamo negli Atti una chiesa coraggiosa che ha affrontato la persecuzione con franchezza.
Quale è il ruolo della chiesa, oggi?
"I miei testimoni siete voi", dice Gesù:
“E anche voi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio” (Giovanni 15:27)!
E la potenza per testimoniare è lo Spirito Santo.
Gesù è il Capo della chiesa.
Pian piano, ci allontaniamo da Dio.
La nostra macchina consuma gasolio e non abbiamo riserve per passare la notte.
Fare il pieno.
Gesù ha dato una promessa "Riceverete..."
La nuova creazione è opera di Gesù. Gesù ha fatto una nuova creazione e ha soffiato sui discepoli...

“Allora {Gesù} disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi». Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo” (Giovanni 20:21-22).
I discepoli avevano un grande potenziale ma mancava la potenza.
Ritornare a essere Cristo centrici. Rendere la gloria a Dio non a noi. Scoprire la Bibbia che ci parla. La bibbia è fonte di saggezza. Non ignorarla. Luca ha scritto un primo libro che Teofilo aveva letto, ma il secondo libro parla dello Spirito Santo.

Luca scriveva di Gesù: “Fino al giorno che fu elevato in cielo, dopo aver dato mediante lo Spirito Santo delle istruzioni agli apostoli che aveva scelti” (Atti 1:2).
Fino a quando Gesù è stato elevato. Gesù è sul trono.
I politici non sono seduti sul trono.
Niente paura da quello che succederà perché Gesù è stato elevato e si è seduto alla destra del trono di Dio.

La chiesa di Gerusalemme non seguiva un politico, ma il Re dei re.
Gesù è stato innalzato al di sopra di tutto.
Gesù intercede e prega per noi "Pietro, Pietro, il diavolo ti ha richiamato.... ma ho pregato per te"
Gesù continua a pregare per noi.
Gesù dà doni alla chiesa, Gesù veglia sul suo popolo. Quello che è salito è quello che scenderà.
Preghiamo per le autorità, ma votiamo per Gesù.
La Bibbia è la Parola di Dio.
Eppure ci sono parecchie divisioni per motivo di interpretazioni diversi.
Ascoltiamo lo Spirito Santo che ci spiega le Scritture e le interpreta per noi.
Ognuno di noi è scelto da Dio. Dio ci ama e ci chiama a vivere per fede.
Siamo pochi ma Dio ci ha chiamati a essere pionieri. C'è da fare, ma Gesù ci ha costituito... per compiere la Sua volontà. Dio compie miracoli quando ci rimbocchiamo le maniche.
Non siamo numeri ma figli/e di Dio! Vi ho costituito affinché andiate e portiate frutti!
Niente di meno! Dio ci vuole abilitare a compiere la Sua volontà con la potenza dello Spirito Santo.

Abbiamo ricevuto la vita eterna, il perdono, la vita nuova.
Non trascurare le esperienze dello Spirito Santo! Chi ha sete venga! Chi non ha sete non si avvicina a Dio. Avete sete? Allora avanti! Siamo chiamati a fare la storia.
Adamo senza lo Spirito Santo, era vuoto fino a quando lo Spirito non è stato dato!
I guerrieri sono stati deboli fino a quando non hanno ricevuto lo Spirito Santo.

Dio manifesterà la differenza tra chi Lo serve e chi non Lo serve.
Gesù ha il ventilabro! Lui scombussola le Comunità per separare la pula dal grano.
La morte non è la fine della storia. Chi muore passa alla vita eterna.
La morte è un problema per noi, ma non per Dio.
Abbiamo bisogno di esperienze spirituali che ci fanno trionfare! Cacciare i demoni con l'autorità di Gesù per trionfare.

All'improvviso...! Per i 120 discepoli, l'improvviso è l'adempimento di 50 giorni di preghiera.
La secolarizzazione invade la chiesa. Il mondo influenza la chiesa. Dovrebbe essere il contrario!
E’ stato il contrario il giorno della Pentecoste; con lo Spirito Santo, deve sempre essere il contrario!
Lo Spirito di Dio ci rende profeti del Regno di Dio in bel mezzo al mondo.
Senza lo Spirito di Dio non possiamo niente. Negli ultimi giorni spenderò il mio Spirito su ogni carne, dice Dio.
Il fuoco scese su individui per trasformare la comunione fraterna in comunione spirituale.
Nella Chiesa, siamo co-dipendenti.
120 conigli sono diventati 120 leoni quando lo Spirito Santo è venuto su di loro.
Predicazione, conversione, battezzati => 5000 anime che sono diventate missionari per portarci il vangelo.

Oggi è il tempo di Atti 29. Che visione abbiamo? Che desideriamo? La pace, il benessere, l'armonia... No, desidero servire Dio. Dio è lo stesso 2000 anni dopo la prima Pentecoste.
Sparge ancora lo Spirito Santo per catapultarci nel servizio.
Fare cose nuove perché siamo diventati persone nuove!
Rivoluzione! Gesù provoca un trambusto nei nostri piani.
Fatiche... Ricompensa per chi si è affaticato.
“Gli anziani che tengono bene la presidenza siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che si affaticano nella predicazione e nell'insegnamento;”
(1 Timoteo 5:17).

Siamo tutti diversi come le stelle del cielo (1Corinzi 15:40-41 “Ci sono anche dei corpi celesti e dei corpi terrestri; ma altro è lo splendore dei celesti, e altro quello dei terrestri. Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna, e altro lo splendore delle stelle; perché un astro è differente dall'altro in splendore”).
Abbiamo una fede cristiana. La fede di Abele, la fede di Noè, la fede di Gesù (vedi Ebrei 11:4,7 “Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo di essa gli fu resa testimonianza che egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora.
Per fede Noè, divinamente avvertito di cose che non si vedevano ancora, con pio timore, preparò un'arca per la salvezza della sua famiglia; con la sua fede condannò il mondo e fu fatto erede della giustizia che si ha per mezzo della fede.)!

 

RICOLMI DI SPIRITO (01-09-2019)

“Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito, parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali, cantando e salmeggiando con il vostro cuore al Signore; ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo; sottomettendovi gli uni agli altri nel timore di Cristo” (Efesini 5:18-21).

Paolo elenca quattro conseguenze o effetti nella vita di chi è ricolmo di Spirito Santo:
1.- Parlarsi con salmi, inni e cantici spirituali.
2.- Cantare e salmeggiare al Signore con il cuore.
3.- Ringraziare Dio Padre per ogni cosa.
4.- Sottomettersi gli uni agli altri nel timore di Cristo.
Due di queste 4 conseguenze hanno a che fare con il rapporto tra il credente e Dio:
2.- Cantare e salmeggiare al Signore con il cuore.
3.- Ringraziare Dio Padre per ogni cosa.
e due con i rapporti tra i credenti:
1.- Parlarsi con salmi, inni e cantici spirituali.
4.- Sottomettersi gli uni agli altri nel timore di Cristo.

La pienezza dello Spirito Santo non lascia il credente sterile nei suoi rapporti verticali e orizzontali.

1. Rapporto verticale
1a. Lodare Dio
Paolo c'invita ad abbondare in canti, inni, lode e ringraziamenti verso Dio nei nostri incontri.
Lo Spirito Santo vuole spingerci alla lode sotto diverse forme.
Paolo sembra indicarci che cantare o leggere i salmi sia un buon modo per lodare Dio. Come il resto delle Scritture, i salmi sono stati ispirati dallo Spirito Santo e costituiscono una potente esortazione alla lode (parlata o cantata).
Paolo ci stimola a imparare i salmi nei quali ci immedesimano e che esprimono qualcosa della nostra sensibilità.

1b. Ringraziare Dio
Ringraziare Dio per ogni cosa dovrebbe essere una preghiera abbastanza lunga perché “ogni cosa” costituisce un elenco lungo.
Ringraziare Dio ci de-focalizza da noi stessi e ci fa guardare a Dio, alla sua provvidenza, alla sua protezione, alla sua potenza, ecc.
La gratitudine fa elencare molte cose belle e il loro ricordo rallegra i cuori.
Rendere grazie a Dio diviene un modo di vivere.
Quando Paolo parla di pregare con l'intelligenza o la mente, dice che il ringraziamento si costruisce primo nel cervello e dopo nella bocca:
“Che dunque? Pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l'intelligenza; salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l'intelligenza” (1 Corinzi 14:15) Quando lodiamo Dio, in un modo o l'altro, non sbagliamo mai, perché Dio è degno di ogni lode. Più percepiamo il senso della grazia, più abbiamo motivi per ringraziare Dio!

2. Rapporti orizzontali
2a. Parlare agli altri
Al bar dell'angolo gli uomini parlano e lo fanno spesso con vigore. A sentirli, sembra che hanno
tutti e sempre ragione e che il mondo attorno a loro sia stupido, malvagio o ingiusto.
Di che cosa parlano se non di sport, di politica o di problemi diversi.

Le vecchiette che si ritrovano al mercato chiacchierano ed elencano tutti i mali del loro corpo, i problemi di famiglia o l'ultima ricetta del tiramisù!
Quanta vanità e quante lamentele in tutte queste conversazioni.
Nessuno ne è edificato eppure tutti ricominciano alla prima occasione! Che noia!
Paolo dice che ogni incontro con un'altra persona è un’opportunità di parlare di Dio:
Paolo istruisce a parlare con i salmi, inni e cantici spirituali. Chi lo fa è edificato ed edifica gli altri. Invece di parlare del sole e della pioggia, impariamo a comunicare con una parola di edificazione, di conforto, di esortazione, perché così è il linguaggio dei profeti:
“Chi profetizza, invece, parla agli uomini un linguaggio di edificazione, di esortazione e di consolazione” (1 Corinzi 14:3).
Un giorno dovremo tutti rendere conte delle parole inutili che avremo pronunciate:
“Io vi dico che di ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; poiché in base alle tue parole sarai giustificato, e in base alle tue parole sarai condannato»” (Matteo 12:36-37).

2b. Sottomettetevi

Il colpo di grazia è sottomettetevi gli uni agli altri nel timore di Cristo.
Sottomettersi è una parola che non piace. Nel mondo, sono i deboli che si sottomettono, ma i forti impongono il loro punto di vista con autoritarismo, disprezzo e arroganza.
Bisogna dominare, non sottomettersi. La sottomissione ricorda l'infanzia, ma non ne vogliano gli adulti. La ribellione all'autorità, la disubbidienza e il non-rispetto delle regole esprimono l'assenza di senso civico.
Sembra che sottomettersi sia obbligatorio per i bambini e per le donne, ma gli uomini macho vogliono dominare, imporre un loro pensiero e schiacciare i deboli. Che giungla! Lo Spirito Santo vuole scombussolare i nostri modelli relazionali.
• Gesù chiama “grande” colui che serve (Matteo 20:26 “Ma non è così tra di voi: anzi, chiunque vorrà essere grande tra di voi, sarà vostro servitore;”);
• Gesù chiama “beato” colui che è povero e umile (Matteo 5:3 “«Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli”);
• Gesù chiama “amato” colui che dà con gioia (2 Corinzi 9:7 “Dia ciascuno come ha deliberato in cuor suo; non di mala voglia, né per forza, perché Dio ama un donatore gioioso”);
• Gesù chiama “discepolo” colui che rinuncia a se stesso (Luca 14:33 “Così dunque ognuno di voi, che non rinuncia a tutto quello che ha, non può essere mio discepolo”).

Siamo purtroppo condizionati dal modello relazionale del mondo; Gesù ci offre un altro modello! Gesù dice “Non così tra di voi!”:
“Ma per voi non dev'essere così; anzi il più grande tra di voi sia come il più piccolo, e chi governa come colui che serve” (Luca 22:26).
Gesù era sottomesso al Padre; Gesù è il nostro modello. Tutti quelli che professano di essere figli di Dio devono comportarsi come il Figlio di Dio, cioè Gesù.

3. Riconoscere l’albero dal suo frutto

Queste quattro conseguenze sono i frutti che fanno riconoscere l’albero
(Luca 6:44 “Perché ogni albero si riconosce dal proprio frutto; infatti non si colgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva dai rovi”).
Nessuno deve essere sviato dalle belle parole dei ciarloni; quello che conta è il frutto. È credibile chi porta questo frutto. Non serve vantarsi di parlare in lingue sconosciute, profetizzare o di esprimere altre manifestazioni inconsuete; serve vivere le conseguenze della pienezza dello Spirito Santo:
“«Perché mi chiamate: "Signore, Signore!" e non fate quello che dico?»” (Luca 6:46).
La vita di Gesù incarnava queste quattro conseguenze. Gesù era autorevole poiché viveva quello che insegnava.
Il Maestro ci ha lasciato un esempio da imitare! ImitiamoLo!
Gesù era ricolmo dello Spirito Santo e ci chiama ad esserlo, anche noi, ricolmi di Spirito!

 

 

 

LODE - LODE – LODE (20-09-2019)


Lodate il Signore, perché è cosa buona salmeggiare al nostro Dio, perché è cosa dolce, e la lode si addice a lui” (Salmo 147:1).

1. Sinonimi
La Bibbia utilizza molti verbi più o meno sinonimi:
- Lodare
- Ringraziare
- Celebrare
- Glorificare
- Benedire
- Rendere grazie
- Esaltare
- Cantare
- Salmeggiare
- Magnificare
- Elogiare
- Onorare
- Proclamare le lodi
- Ecc.

Questi verbi esprimono la gratitudine, la gioia, il rispetto e l’amore. Di che cosa siamo grati? Che cosa il Signore ha fatto nella nostra vita? Che cosa alimenta la nostra lode?

2. Testimonianza
La lode diviene anche una testimonianza di esperienze personali che incoraggia gli altri a fare passi di fede. Facciamo, stasera, lo sforzo di non dimenticare le belle e grandi cose che Dio ha fatto per noi; elenchiamole come Davide lo faceva già circa tre mila anni fa:
“Di Davide.
Benedici, anima mia, il Signore; e tutto quello che è in me, benedica il suo santo nome.
Benedici, anima mia, il Signore e non dimenticare nessuno dei suoi benefici.
Egli perdona tutte le tue colpe, risana tutte le tue infermità;
salva la tua vita dalla fossa, ti corona di bontà e compassioni;
egli sazia di beni la tua esistenza e ti fa ringiovanire come l'aquila” (Salmo 103:1-5).

Attorno a noi, c’è un mondo spirituale invisibile che sente la nostra testimonianza.
Tutta le forze del male devono sentire dalla nostra bocca che Dio è il nostro Signore, il nostro Redentore, il nostro Salvatore. Ogni lingua confesserà che Gesù è il Signore:
“e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre” (Filippesi 2:11). Confessare che Gesù è il Signore significa dichiarare che il diavolo NON è più il nostro signore.
Gesù ha pagato il prezzo completo del nostro riscatto. Il diavolo è stato de-podestato! Abbiamo cambiato proprietario e il nuovo proprietario ci ama!
Confessare che Gesù è il Signore significa anche sottometterci alla sua autorità ed ubbidire alla sua voce.

3. Tutti nomi di Dio
Elencare tutti i Nomi di Dio alimenta anche la nostra lode e ci spinge a mettere la nostra fede in Lui:
# Creatore dei cieli e della terra
# El Schaddai: Dio onnipotente
# El Elion: Dio Altissimo
# El Olam: Dio eterno
# El Ganna: Dio geloso
# El Hai: Dio vivo
# YHWH Jiré: Dio provvederà
# YHWH Rapha: Dio che ti guarisce
# YHWH Nissi: Dio è la mia bandiera
# YHWH Shalom: Dio è pace
# YHWH Raah: Dio è il mio pastore
# YHWH Tsidkenu: Dio è la nostra giustizia
# Dio Salvatore
# Dio Signore
# L'Altissimo
# Il Potente che salva
Gesù ne aggiunge un altro che cambia la nostra vita: PADRE.

4. La misericordia di Dio
Mentre gli Israeliti potevano lodare Dio per il passato della loro nazione riempito dalla presenza di Dio, i stranieri (gentili, pagani, non-giudei) lo lodano per la Sua misericordia:
“Infatti io dico che Cristo è diventato servitore dei circoncisi a dimostrazione della veracità di Dio per confermare le promesse fatte ai padri; mentre gli stranieri onorano Dio per la sua misericordia, come sta scritto:
«Per questo ti celebrerò tra le nazioni e canterò le lodi al tuo nome».
E ancora: «Rallegratevi, o nazioni, con il suo popolo».
E altrove: «Nazioni, lodate tutte il Signore; tutti i popoli lo celebrino».
Noi, stranieri, onoriamo Dio per la sua misericordia! Che cosà è la misericordia di Dio?
In che cosa cambia il corso della nostra vita? Ci spetta pensare alla misericordia di Dio verso di noi e esprimere la nostra lode.
Il Nome di Dio che Gesù ci ha rivelato è PADRE MISERICORDIOSO.

5. Nascere di nuovo
La rivoluzione del vangelo è la nuova nascita. Non solo Gesù ha pagato il prezzo dei nostri peccati (quello che abbiamo fatto), ma ci offre di cambiare natura (quello che siamo). In quanto figli di Adamo, abbiamo ereditato la sua natura corrotta; Gesù, il Figlio di Dio ci chiama a diventare i suoi fratelli, cioè figli di Dio. La disperazione dei figli di Adamo è la corruzione; la speranza dei figli di Dio è la santità.
Gesù ci offre di passare:
- dalla corruzione alla santità
- dalla disperazione alla speranza
- dalla condanna alla giustizia
- dalla morte alla vita
- dalle tenebre alla luce
- dalla prigione alla libertà
- da una coscienza sporca a una coscienza pura.
- dalla religione (legge) alla fede
- dalla paura alla serenità
- dalla sconfitta alla vittoria
- Ecc.
Sì, i stranieri al patto di Mosè hanno tanti motivi per onorare e lodare Dio.
- Quanto grande è la misericordia di Dio manifestata in Gesù Cristo!
- O, immensità della saggezza di Dio.
- O, potenza del braccio di Dio!

6. Lodare è la volontà di Dio
“Siate sempre gioiosi; non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi”(1 Tessalonicesi 5:16-18).

Rendere grazie è uno dei sinonimi per lodare. Non sbagliamo mai quando lodiamo Dio! Possiamo non capire tutto, ma la nostra ignoranza non ci impedisce di lodare Dio.
La lode ci rende tutti uguali davanti al Signore. Nella lode, siamo tutti uniti perché convergiamo verso Dio senza distinzione di coltura, ricchezza, colore della pelle, posizione sociale. Nella lode siamo tutti fratelli e sorelle. La lode è scheletro della Comunità cristiana.
La lode unisce i credenti che dicono “Amen” alla lode degli altri:
“Che dunque? Pregherò con lo spirito, ma pregherò anche con l'intelligenza; salmeggerò con lo spirito, ma salmeggerò anche con l'intelligenza. Altrimenti, se tu benedici Dio soltanto con lo spirito, colui che occupa il posto come semplice uditore come potrà dire: «Amen!» alla tua preghiera di ringraziamento, visto che non sa quello che tu dici? Quanto a te, certo, tu fai un bel ringraziamento; ma l'altro non è edificato” (1 Corinzi 14:15-17).
L’unità della Comunità è la volontà di Dio.
La lode è spesso un passo di fede e ringraziamo Dio per quello che non vediamo ancora.
Fare passi di fede è anche la volontà di Dio per noi.
La lode contribuisce a edificare l’altro; l’edificazione dei fratelli e sorelle è anche la volontà di Dio.

7. Pensieri positivi
La lode ci de-focalizza dalle nostre mancanze, dai nostri limiti e dalla malvagità del mondo. Queste cose generano lamentele e disperazione. Quando la nostra mente si focalizza su la perfezione di Dio e l’opera di Gesù, non pensiamo più à tutte queste cose negative che scoraggiano e angosciano il mondo.

- Dio è grande indipendentemente dalla mia piccolezza!
- Dio è misericordioso indipendentemente dalle mie mancanze.
- Dio è forte, indipendentemente dalla mia debolezza!
- Dio è vittorioso, indipendentemente dei miei fallimenti.
La rivelazione che lo Spirito Santo dà, ci permette di alimentare i nostri pensieri con cose positive, mentre il mondo si amareggia di cose negative!
“Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri” (Filippesi 4:8).
Quello che è oggetto dei nostri pensieri alimenta la nostra lode.
La croce di Gesù ha la forma di un segno positivo. Gesù converte le nostre cose negative in cose positive, come l’ha fatto per Giuseppe, in Egitto:
“Voi avevate pensato del male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene per compiere quello che oggi avviene” (Genesi 50:20).

8. Entrate
“Entrate nelle sue porte con ringraziamento, nei suoi cortili con lode; celebratelo, benedite il suo nome” (Salmo 100:4).
Chiunque entra nel tempio di Dio lascia dietro di lui la realtà dolorosa del mondo.
Fino a quando rimaniamo intrappolati nelle sofferenze, nell’incredulità, nella ribellione a Dio, non entriamo nei suoi cortili.
La lode è il vestito giusto per entrare nei cortili di Dio.
Nell’AT, il culto celebrato a Gerusalemme richiedeva di lasciare la propria casa, i propri problemi e le sofferenze quotidiane per spostarsi verso il tempio.
Per prepararsi a lodare Dio nei cortili del tempio, i pellegrini recitavano salmi (i canti dei pellegrinaggi) = Salmi 120-134.
Ognuno si prepara a entrare nel tempio di Dio per lodarLo. Dio aveva dato istruzioni dettagliate per i sacrifici, la lode e i ringraziamenti, perché erano il cuore del culto ebraico. Gesù è entrato nel luogo santissimo, una volte per sempre, con il suo proprio sangue.
Noi, entriamo con le lodi!

 


“1” NESSUNO È BUONO

“Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio” (Marco 10:18).

Gesù dice due verità che vanno contro il pensiero religioso onnipresente e che bisogna ricevere per uscire dall'imperialismo del pensiero religioso.
1. Nessuno [uomo] è buono
2. Dio è buono

1a. Nessuno pratica la bontà
“Che dire dunque? Noi siamo forse superiori? No, affatto! Perché abbiamo già dimostrato che tutti, Giudei e Greci, sono sottoposti al peccato, com'è scritto:
«Non c'è nessun giusto, neppure uno. Non c'è nessuno che capisca, non c'è nessuno che cerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti si sono corrotti. Non c'è nessuno che pratichi la bontà, {no,} neppure uno»” (Romani 3:9-12)
(vedi Salmi 14:1-3 “Lo stolto ha detto in cuor suo: «Non c'è Dio». Sono corrotti, fanno cose abominevoli; non c'è nessuno che faccia il bene. Il SIGNORE ha guardato dal cielo i figli degli uomini, per vedere se vi è una persona intelligente, che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non c'è nessuno che faccia il bene, neppure uno. “
e Salmi 53:1-3 “Lo stolto ha detto in cuor suo: «Non c'è Dio». Sono corrotti, commettono iniquità,
non c'è nessuno che faccia il bene. Dio guarda dal cielo i figli degli uomini per vedere se c'è una persona intelligente che cerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti sono corrotti, non c'è nessuno che faccia il bene, neppure uno“).


L'essere umano sviato e corrotto non può praticare la bontà. Paolo dice che nessuno pratica la bontà; nemmeno tu, nemmeno io! Questo deve essere chiaro nella nostra mente. È un dato di fatto incontestabile, ma molto contestato. Chi lo contesta si trova nella categoria dei "Nessuno che capisca". Fino a quando abbiamo l'illusione di non essere sviati e corrotti, pensiamo di essere abbastanza buoni per meritare il favore di Dio! L'uomo religioso pensa così, ma Gesù non ci propone una religione; Gesù ci propone una relazione con il Dio santissimo! Per potere stabilire questa relazione con Dio, abbiamo bisogno di essere riconciliati con Dio. Lo sviamento e la corruzione ci hanno reso nemici di Dio. Gesù è venuto per cercare e riconciliare dei nemici di Dio! Missione apparentemente impossibile!
(Marco 10:27 “Gesù fissò lo sguardo su di loro e disse: «Agli uomini è impossibile, ma non a Dio; perché ogni cosa è possibile a Dio»”).

1b. Buono è relativo a un criterio morale
Nel pensiero umano, il concetto di buono è collegato a un sistema di riferimento chiamato codice morale o legge religiosa.
Ogni essere umano utilizza un calibro di questo genere per concludere:
a) Io sono buono
b) Gli altri non sono buoni come me
Autoproclamarsi calibro universale è una mancanza di intelligenza (1 Corinzi 10:12 “Perciò, chi pensa di stare in piedi guardi di non cadere”).
I più generosi dicono eventualmente che tutti sono buoni e che bisogna ampliare la bontà di ognuno dando a ciascuno la possibilità di esprimere la propria bontà. Così dice la filosofia comunista che ha dimostrato di essere un inganno.
Affermare con Karl Marx "L'uomo è buono ma la società lo corrompe" è 100% contrario alla parola di Gesù citata sopra, cioè "Nessuno è buono". Il comunismo è un pensiero anticristo. Karl Marx non utilizzava il calibro di Dio per definire il buono e il male. Questa ideologia ha lasciato trace nella società odierna che si aggrappa all’idea che gli esseri umani sono ancora capaci di praticare la bontà. Nessun politico dice che siamo cattivi, perché la sua politica dovrebbe essere repressiva. 3500 anni fa, Dio ha dato a Mosè una legge che dimostra che nessuno è buono, ma la legge di Mosè è stata travisata dal pensiero religioso per dominare sulla società con il senso di colpa e la paura dell’inferno. Sulla base del travisamento di questa legge, il pensiero religioso ha ucciso Gesù, il Giusto (Atti 3:14 “Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto e chiedeste che vi fosse concesso un omicida;”).

1c. La conoscenza del buono e del male
A Eva, il serpente aveva proposto la conoscenza del buono (= bene) e del male come calibro di vita: “Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male»” (Genesi 3:4-5).
Sappiamo che il serpente è anticristo e che Cristo è anti-serpente.
Nell'ultimo capitolo del Libro (la Bibbia) è scritto che Cristo è vincitore e il serpente è vinto.
Chi ascolta e mette in pratica l'insegnamento di Cristo sarà vincitore, ma chi ascolta e mette in pratica l'insegnamento del serpente sarà vinto.
Una parte ingente dell'umanità si lascia sedurre dal discorso del serpente.
L'ignoranza o il disprezzo delle parole di Gesù portano la gente a seguire la filosofia del serpente. Eva e Adamo hanno disprezzato la Parola che Dio aveva pronunciato:
“Dio il Signore ordinò all'uomo: «Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel
giorno che tu ne mangerai, certamente morirai»” (Genesi 2:16-17).
La scelta di Adamo ed Eva è stata drammatica e ha propulso l'umanità nella morte.
Ogni scelta basata sul disprezzo delle Parole di Dio ha delle conseguenze drammatiche.
La volontà di conoscere il buono e il male ha contaminato tutta l’umanità e ha generato sistemi religiosi repressivi (minacciosi).

1d. Dubitare della Parola di Dio
Dopo avere ascoltato il serpente, Adamo e Eva hanno dubitato della bontà di Dio e hanno pensato:
“Il consiglio di Dio non è buono!”. Se il consiglio di Dio non è buono, allora Dio non è buono! Questa conclusione è stata indotta nella mente di Adamo ed Eva dal grande Ingannatore, cioè il serpente. Tutte le religioni sono costruite su una conoscenza del bene e del male; ogni sistema religioso è anticristo in quanto propone agli esseri umani (anche a noi) di rimpiazzare Gesù con un codice morale.
Chi è al centro del nostro pensiero?
(1) Gesù e la grazia o
(2) un codice morale.
La conoscenza del bene e del male (il codice morale) avvelena tutti i rapporti interpersonali e introduce i concetti di giudizio e condanna.
Gli esseri umani passano molto tempo a giustificarsi, a giudicare e a condannare gli altri. Vogliono ignorare che uno solo è giudice, cioè Dio:
“Uno soltanto è legislatore e giudice, colui che può salvare e perdere; ma tu chi sei, che giudichi il tuo prossimo?” (Giacomo 4:12).
Dio conosce i veri criteri per giudicare; non è il nostro caso. Gli esseri umani vogliono innalzarsi al livello di Dio e diventare Dio per potere giudicare tutto e tutti come la storia della torre di Babele lo mostra:
“Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo; acquistiamoci fama, affinché non siamo dispersi sulla faccia di tutta la terra»” (Genesi 11:4).
Giungere fino al cielo significa innalzarsi al livello di Dio e prendere il suo posto. Questa idea ha dei corollari sorprendenti. Conquistare il cielo per prendere il posto di Dio è un invasione che si conclude con la volontà di cacciare Dio via dal cielo. Nella testa dell’umanità ribelle a Dio (i figli di Adamo), il dubbio si è fatto certezza “Dio non è buono e bisogna prendere il potere”.

1e.- Panteismo
“Sarete come Dio” è un primo passo che il serpente propone. A chi lo fa, il serpente suggerisce, “Siete dei!”. Il New Âge pretende che Dio si trova in ogni persona, perché ogni persona porta l’immagine di Dio. D’altronde, l’onnipresenza di Dio sottintende che Dio è dappertutto, incluso nella vita di tutti gli esseri umani (panteismo). E se il Dio buono è dentro ognuno, allora ognuno è buono! Gesù dice chiaramente che non è così; Gesù afferma che bussa alla porta
(Apocalisse 3:20 “Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me”)!

Chi bussa non è ancora dentro; dunque è fuori.
Il Dio tre volte santo e buono è fuori dal cuore dei figli di Adamo che l’hanno rigettato.
Dall’immagine di Dio nell’essere umano, resta ben poco, dopo il peccato di Adamo ed Eva. Dio ha dato uno spirito a ogni essere umano e lo spirito umano fa dall’essere umano una creatura alla somiglianza di Dio (Dio è spirito).
Lo spirito umano è stato dato ad Adamo per essere in rapporto con lo Spirito di Dio. Il peccato ha interrotto questo rapporto. Dio NON ha messo un po’ del Suo Spirito in tutti, come dice il panteismo. Gesù ha promesso ai suoi discepoli nati di nuovo:
“E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi” (Giovanni 14:16-17).

Se Gesù afferma “Sarà in voi”, significa che non era ancora nei discepoli quando Gesù diceva queste cose! Il vangelo di Gesù è definitivamente contrario al panteismo. Il panteismo è anticristo.

1f.- Universalismo
Il messaggio “Siete tutti peccatori e Dio vi chiama al ravvedimento” non fa piacere alla gente del mondo, perché non alimenta il loro ego insaziabile di vanagloria. Il messaggio “Siete tutti buoni”, invece, fa piacere. Chi vi crede s’illude e chi non vi crede si dispera. Viviamo in un mondo di illusi e di disperati. Dopo avere dominato sugli esseri umani con un messaggio che colpevolizza, la religione vuole dominare con un messaggio che scusa e scagiona la gente (demagogia). Così nasce una banalizzazione del peccato: “Intanto tutti lo fanno” o “Non sono peggiore degli altri”.
Il New Age pretende che Dio non può mandare le sue creature in inferno se è buono. Questo pensiero fa credere che, alla fine, saremo tutti salvati, perché Dio è buono! Questa filosofia si chiama universalismo. Il messaggio del New Age seduce molta gente e bussa, perfino, alla porta della Chiesa di Gesù. Perciò bisogna studiare la Bibbia e conoscere il pensiero di Dio. Gesù dichiarava: “Nessuno è buono”. Gesù chiamava la gente al ravvedimento e alla fede:
“Gesù si recò in Galilea, predicando il vangelo di Dio e dicendo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo»” (Marco 1:14b-15).
Il vangelo di Dio è definitivamente opposto all’universalismo.
L’universalismo toglie ogni responsabilità agli esseri umani, poiché Dio decide per loro e impone la sua decisione.
Invece, l’amore non impone; l’amore propone e lascia scegliere!
L’universalismo è un pensiero anticristo!

1g. L’umanesimo anticristo
Il diavolo è riuscito a invertire la verità e a fare dire a certi filosofi: “Ognuno è buono. Dio non è buono”. Invertire la verità significa mentire; il diavolo è bugiardo e padre della menzogna. Questo tipo di travisamento delle parole di Dio è frequente e la gente del mondo (i figli di Adamo) crede più facilmente alle menzogne del diavolo che alla verità che esce dalla bocca di Dio. Così hanno fatto Adamo ed Eva. Queste cose sono state scritte per la nostra istruzione (Romani 15:4 “Poiché tutto ciò che fu scritto nel passato, fu scritto per nostra istruzione, affinché mediante la pazienza e la consolazione che ci provengono dalle Scritture, conserviamo la speranza”)!
Non solo il Comunismo proclama “L’uomo è buono”, ma aggiunge “Dio non è buono”, perciò il
Comunismo è determinato a perseguitare i cristiani che confessano con il loro Signore “Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio.”
In tutti i stati nei quali il Comunismo è stato scelto come fondamenta della società, i cristiani nati di nuovo sono perseguitati.
Non c’è un Comunismo cristiano; il Comunismo di Karl Marx è una bugia e il vero Cristianesimo è la verità.
Il ragionamento del Comunismo è “Se Dio non è buono”, e non lo è, “bisogna eliminarLo”.
La persecuzione di chiunque crede in Dio è un atto di purificazione dell’umanità che viene considerato utile alla società. Perciò si parla di umanesimo.
Il comunismo di Karl Marx è una manifestazione dell’umanesimo anticristo; il panteismo e l’universalismo sono altre filosofie anticristo:
“Ragazzi, è l'ultima ora. Come avete udito, l'anticristo deve venire, e di fatto già ora sono sorti molti anticristi. Da ciò conosciamo che è l'ultima ora” (1 Giovanni 2:18).

1h. Il buono è buono e il male è male
Dire che l’essere umano è abbastanza buono per salvarsi da solo è un illusione, cioè una menzogna. Il diavolo è il padre della menzogna (Giovanni 8:44 “Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c'è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna.”).
Guai a chi chiama il vero falso e il falso vero:
“Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro! Guai a quelli che si ritengono saggi e si credono intelligenti!” (Isaia 5:20-21).
C’è una confusione grave, nel mondo odierno, perché la gente è condizionata ad accettare il male e a chiamarlo bene. Così il peccato diviene accettabile o onorabile. L’atteggiamento verso l’omosessualità illustra questa confusione.
La Bibbia propone molto di più che una sentenza: “È buono” o “È male”; la Bibbia propone la guarigione. La religione non può proporre la guarigione. Gesù guariva a 360°. Gesù non ha cambiato (Ebrei 13:8 “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno”) e continua a guarire!
Nel conflitto morale tra chi chiama l’omosessualità “bene” e chi la chiama “male”, il vangelo di Gesù propone un’alternativa che nessuna religione propone, cioè la guarigione. Non siamo più centrati su un giudizio “È buono” o “È male”, ma sulla guarigione.
Nessuna sessualità è buona se non è vissuta nell’amore di Dio. Dire che l’eterosessualità è buona e che l’omosessualità è male è soltanto un giudizio morale, ma la morale non rende nessuno felice, anzi... ! La liberazione, la guarigione e la trasformazione rendono felici i seguaci di Gesù.

1i. Non c’è nessun miglioramento
L'umanità non dà nessun segno di miglioramento; gli esseri umani sono oggi tanto malvagi quanto erano 3000 anni fa. Le religioni arginano la malvagità, ma non la cancellano.
La conoscenza può dare un senso civico, ma non aiuta a togliere la malvagità.
Non c'è nessun miglioramento percettibile e la malvagità divampa in un’umanità sempre più numerosa.
La bontà rimane un concetto astratto e quando qualcosa che gli assomiglia si manifesta, nasconde interessi personali egoisti. Nessuno è buono con generosità. I miglioramenti promessi dalle ideologie filosofiche e politiche non si sono concretizzati. Anzi, la malvagità si esprime sempre di più senza ritegno. Il contrario di buono è cattivo o malvagio. Gesù non aveva nessun'illusione sulla bontà degli esseri umani né sul loro miglioramento. Gesù li chiamava malvagi! Gesù non ha mai detto "State buoni" o "Miglioratevi". Gesù era consapevole che gli esseri umani sono tutti totalmente malvagi, cattivi e corrotti. Gesù sapeva che l'unica soluzione era di ripartire a capo, cioè nascere di nuovo (Giovanni 3:3 “Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio»”).
Siamo totalmente incapaci di togliere la malvagità dalla nostra vita. Gesù vede oltre a quello che mostriamo; Gesù vede la vera natura dei figli di Adamo e li dichiara malvagi:
“Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Matteo 7:11).
“Razza di vipere, come potete dire cose buone essendo malvagi? Poiché dall'abbondanza del cuore la bocca parla” (Matteo 12:34).
Smettiamola di volere migliorare le nostre opere (il fare) senza chiedere a Dio di cambiare la nostra natura (l’essere)! Il primo problema da risolvere è colui dell'essere, non del fare.
Il fare è un effetto collaterale dell'essere. Chi sei? Agli occhi di Dio ci sono due risposte possibili:
1. Essere un figlio di Adamo
2. Essere un figlio di Dio in Gesù Cristo
I figli di Adamo sono disubbidienti e maledetti. La loro eredità è la morte e la loro cultura è il peccato. I figli di Dio, invece, sono ubbidienti e benedetti. La loro eredità è la vita e la loro cultura è la santità. Si passa dalla realtà di figlio/a di Adamo a quella di figlio/a di Dio mediante la nuova nascita. Che liberazione!

1j.- Fare e essere
Quando Gesù dichiara “nessuno è buono, solo Dio è buono”, esso afferma che c’è una differenza di fondo tra la natura degli esseri umani e quella di Dio. Mentre siamo abituati a considerare il buono e il male in termine di “fare”, Gesù porta il discorso sul “essere”: Nessuno è buono; solo Dio è buono. Possiamo fare sforzi per cambiare quello che facciamo, ma non possiamo cambiare quello che siamo.
Eppure Gesù dice che se non cambiamo quello che siamo non possiamo entrare nel Regno di Dio. E Gesù “spiega” che bisogna nascere di nuovo (Giovanni 3:3 “Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio»”).
Il concetto di cambiare natura (l’essere) è rivoluzionario, perché totalmente fuori portata da qualunque religione.

Il vangelo di Gesù è l’unica alternativa ai sistemi religiosi e alle filosofie ingannatrici. Gesù c’invita a osare considerare onestamente che non siamo buoni, perché ci dà una speranza, una soluzione, una vittoria. Il mondo è triste, depresso, illuso, disperato e rassegnato. Gesù è La Via, l’unica Via che permette di uscire dall’eredità di Adamo, cioè la corruzione.

 

DIMENTICARE LA CASA DI PAPÀ

“Giuseppe chiamò il primogenito Manasse, perché disse: «Dio mi ha fatto dimenticare ogni mio affanno e tutta la casa di mio padre»” (Genesi 41:51).

1. Lasciare la casa di papà
Il nome di Manasse significa “Che fa dimenticare”.
Tutto l'affanno di Giuseppe è stato una liberazione dalla casa di suo padre. Lasciare la casa del padre per diventare adulto e creare una propria famiglia è un ordine di Dio che Gesù cita:
"Perciò l'uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà con sua moglie, e i due saranno una sola carne?” (Matteo 19:5) (vedi Genesi 2:24 “Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne”
e Efesini 5:31 “Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diverranno una carne sola”).

Giuseppe era troppo amato da suo padre per poterlo lasciare di propria volontà. L'amore di Giacobbe per Giuseppe era paradossalmente un ostacolo al piano di Dio. Era risaputo dagli altri fratelli che Giacobbe aveva una preferenza per Giuseppe.
Questa preferenza faceva comodo a Giuseppe ma l'imprigionava in un ruolo che non era voluto da Dio. L'amore morboso di un genitore può imprigionare i figli in un ruolo sbagliato.
Chi sa se Giuseppe ha capito che Dio aveva programmato l’avventura dolorosa che ha vissuto per aiutarlo a dimenticare la casa di suo padre e creare la sua propria.
L'amore morboso inibisce chi ne è l'oggetto e ne fa l'ostaggio del genitore. L'amore che prende un figlio in ostaggio non è amore per il figlio ma egoismo del genitore (istinto paterno).

Rispettare un padre aguzzino è impossibile.
Giuseppe ha dovuto essere liberato dal padre aguzzino per potere diventare adulto e libero.
Quattordici anni di sofferenza per liberarsi dall'influenza di suo padre.
Tutto il condizionamento del bambino Giuseppe era stato fatto da preferenze, ingiustizie, privilegi e comodità. Per molti era considerato come fortunato, ma per Dio era considerato come perduto. Giuseppe era diventato un bambino capriccioso e arrogante a motivo di questa immunità verso i castighi che fanno rigare i figli dritto.
L'amore morboso rende i figli capricciosi e arroganti. Questo condizionamento sbagliato è una prigione. E chi ne esce libero da questa prigione?
14 anni di sofferenza, umiliazione, solitudine e ingiustizia sono stati necessari a Giuseppe per dimenticare la sua infanzia viziata.
Si diviene capriccioso in poco tempo, ma ci vuole molto tempo per uscire da questo comportamento sbagliato; molto tempo e molte sofferenze. Dio sa recuperare le situazioni perse; Dio è specializzato nell’impossibile.

2. Chi è il padre?
Dimenticare la casa del padre e un percorso difficile.
Siamo tutti nati nella casa di Adamo e uscirne sembra essere una missione impossibile.
Gesù è il liberatore profetizzato da Isaia:
“Lo Spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l'apertura del carcere ai prigionieri, per proclamare l'anno di grazia del Signore, il giorno di vendetta del nostro Dio; per consolare tutti quelli che sono afflitti;” (Isaia 61:1-2).
La salvezza è uscire dalla casa del padre Adamo! Gesù è venuto per proclamare la libertà agli esseri umani che sono schiavi dal condizionamento del padre Adamo.
La strada di Giuseppe è stata profetica; il suo dolore annunciava la crocifissione della carne per scoprire la vita dello spirito. Tutti i figli di Adamo sono dei maleducati, agli occhi di Dio, e Gesù è venuto chiamare dei maleducati per farne dei figli di Dio. Fare dimenticare la maleducazione è una missione difficile e la sofferenza vi è attaccata. Dopo quattordici anni, Giuseppe ha capito che la sua sofferenza non era stata vana perché aveva permesso di dimenticare la casa del padre aguzzino. È stato un gran passo avanti per lui, ma c'è di più! Giuseppe ha anche capito che Dio voleva utilizzarlo per diventare strumento di salvezza per tutto il suo popolo:
“Giuseppe disse loro: «Non temete. Sono io forse al posto di Dio? Voi avevate pensato del male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene per compiere quello che oggi avviene: per conservare in vita un popolo numeroso” (Genesi 50:19-20).

3. Maturare
Quando Giuseppe era bambino, pensava come un bambino capriccioso, parlava come un bambino maleducato e si comportava come un bambino arrogante. Paolo scriveva: quando sono diventato adulto, ho fatto sparire quello che era dal bambino:
“Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino” (1 Corinzi 13:11)!
Per diventare adulto, Giuseppe ha dovuto far sparire quello che era dal bambino.
Quattordici anni di sofferenza per diventare adulto e dimenticare la casa del padre nella quale Giuseppe era diventato capriccioso, maleducato e arrogante! Dio chiama tutti a osare uscire dalla casa del proprio padre e ad uscire dal modo di pensare/agire del bambino.
La scuola di Dio è dura ma sbocca sulla benedizione.
Giuseppe non è rimasto in prigione per sempre; Dio l’ha fatto uscire quando ebbe capito l’insegnamento necessario. Certi sono docili e capiscono in poco tempo; altri sono ribelli e non capiscono mai.
L’obiettivo di Dio non è di farci soffrire, ma di farci maturare. Non imprecare contro Dio quando soffri ingiustamente; Dio permette la sofferenza per insegnarti qualcosa.
Gesù diceva: “Ricevete la mia istruzione” o “imparate da me” (Matteo 11:29 “Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre”).

4. Uscite!
“Poi udii un'altra voce dal cielo che diceva: «Uscite da essa (Babilonia), o popolo mio, affinché non siate complici dei suoi peccati e non siate coinvolti nei suoi castighi;” (Apocalisse 18:4).
Esci, fratello, esci dal carcere del passato; Gesù ne ha aperto la porta!
Dio ci chiama tutti a uscire da qualcosa che non è nostro per osare conquistare il nostro:
“Il SIGNORE disse ad Abramo: «Va' via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va' nel paese che io ti mostrerò;” (Genesi 12:1).

Abbiamo stabilito la nostra casa in prigioni chiamate:
• Brutte abitudini
• Colpevolezza
• Ragionamenti sbagliati
• (Mal)Educazione
• Cultura
• Religione
• Angoscia/depressione
• Ecc.

Gesù ne apre la porta, ma chi oserà uscirne? Fuori dalla prigione siamo vulnerabili e gli altri ci fanno un po' paura! Ci siamo abituati alle nostre prigioni e non vogliamo uscirne.
I muri delle nostre prigioni ci rassicurano. Ci vuole un po' di coraggio per uscirne e Gesù ci comunica questo coraggio! Gesù ci chiama a uscire dalle nostre prigioni come Dio ha chiamato Israele fuori dall’Egitto (schiavitù)! Giuseppe non è uscito dalla casa del suo padre per scelta personale, ma per scelta dei suoi fratelli gelosi. Essi pensavano castigarlo, ma è stato una benedizione per Giuseppe, a lungo termine (Quattordici anni è un lungo termine).
Dio ha fatto concorrere per il suo bene tutte le sofferenze vissute da Giuseppe.
Dio non ha cambiato e può farlo per te, oggi!

5. Il progetto di Dio
Dio ha utilizzato la sofferenza per salvare Giuseppe dalla sua infanzia viziata e per salvare i suoi fratelli dalla carestia. E se Dio utilizzasse la sofferenza per farti uscire dalle tue prigioni e salvare gli altri dalla morte? Dio non si compiace a vedere i suoi figli/e soffrire, ma permette la sofferenza come scuola di vita, scuola di liberazione.
Nessuno non ha mai realizzato qualcosa senza esserci spinto/a. La sofferenza ci spinge avanti. Giuseppe doveva andare avanti e dimenticare la casa di suo padre per creare la propria.
Crocifiggere la carne è sempre doloroso per la carne! Chi non la crocifigga vive sempre nella casa del padre Adamo. Dimenticare, come Giuseppe, la casa del proprio padre significa
smettere di vivere secondo i desideri della carne per imparare a vivere secondo lo spirito:
“Infatti quelli che sono secondo la carne, pensano alle cose della carne; invece quelli che sono secondo lo Spirito, pensano alle cose dello Spirito. Ma ciò che brama la carne è morte, mentre ciò che brama lo Spirito è vita e pace; infatti ciò che brama la carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio e neppure può esserlo; e quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete nella carne ma nello Spirito, se lo Spirito di Dio abita veramente in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui” (Romani 8:5-9).

Ognuno deve smettere di illudersi! Ognuno deve smettere di pensare che nella casa di Adamo tutto è bello: Ognuno deve smettere di considerare che la carne può soddisfare i suoi bisogni!
Quelli che vivono secondo la carne sono insaziabili e mai saziati. Quando Dio ha immaginato l’essere umano, ha previsto che sia riempito dal Suo Spirito Santo, perciò ha soffiato su Adamo.
Senza la pienezza dello Spirito Santo, siamo vuoti e insoddisfatti.

Il battesimo cristiano è un simbolo del passaggio fuori dall’eredità di Adamo verso l’eredità di Gesù.

L’INFERNO

“«C'era un uomo ricco, che si vestiva di porpora e di bisso, e ogni giorno si divertiva splendidamente; e c'era un mendicante, chiamato Lazzaro, che stava alla porta di lui, pieno di ulceri, e bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; e perfino i cani venivano a leccargli le ulceri. Avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abraamo; morì anche il ricco, e fu sepolto. E nell'Ades, essendo nei tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abraamo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: "Padre Abraamo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell'acqua per rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma". Ma Abraamo disse: "Figlio, ricòrdati che tu nella tua vita hai ricevuto i tuoi beni e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. Oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una grande voragine, perché quelli che vorrebbero passare di qui a voi non possano, né di là si passi da noi". Ed egli disse: "Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, e non vengano anche loro in questo luogo di tormento". Abraamo disse: "Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli". Ed egli: "No, padre Abraamo; ma se qualcuno dai morti va a loro, si ravvedranno". Abraamo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscita"»” (Luca 16:19-31).

1. Inferno = perdizione = stagno di fuoco
La parola “inferno” non si trova nella traduzione Nuova Riveduta della Bibbia, mais la sua realtà è chiaramente descritta con altre parole.
Gesù stesso ha parlato molte volte di questa realtà, non per minacciare qualcuno, ma per esortarci a non andarvi (avvertire non è minacciare).
La parola “inferno” viene da “inferiore”; i cadaveri sono sepolti in un luogo inferiore rispetto al livello del suolo. Gesù utilizza anche la parola “perdizione” e dice che tutti i figli di Adamo camminano sulla via spaziosa che conduce alla perdizione.
Gesù ci offre di uscire dalla realtà dei figli di Adamo e di diventare figli di Dio.
I figli di Adamo camminano sulla la via spaziosa che conduce alla perdizione, mentre i figli di Dio camminano sulla via stretta che conduce alla vita:
“Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita! E pochi sono quelli che la trovano”
(Matteo 7:13-14).
La perdizione è l'inferno dal quale nessuno può uscire:
“Oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una grande voragine, perché quelli che vorrebbero passare di qui a voi non possano, né di là si passi da noi" (Luca 16:26).

L'inferno è un punto di non ritorno. Non esistono possibilità di uscirne né dall’Ades, né dall'inferno dopo la morte perciò bisogna decidere, mentre siamo ancora in vita su questa terra. Si tratta di una decisione che riguarda la nostra eternità e tanti esseri umani trascurano di pensare all'eternità. Il diavolo è il grande ingannatore (bugiardo) e il suo obbiettivo è di mandare un gran numero di esseri umani all'inferno dove lui stesso sarà gettato, alla fine:
“E il diavolo, che le aveva sedotte, fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli” (Apocalisse 20:10).
La seduzione del diavolo è di fare credere agli stolti che non c'è un inferno e che possono tranquillamente continuare di peccare impunemente.
L’inferno è la privazione della presenza di Dio:
“Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23).
Gesù menziona che l’inferno è un luogo di tormento e di perdizione.

Il paradiso, invece, è un luogo di benessere, nell’armonia di Dio.
Nel nostro spazio tempo, l’inferno è sotto la terra e il paradiso si trova sopra; Gesù è stato innalzato nel cielo (sopra la terra). Gesù ci ha insegnato a pregare:
“Padre nostro che sei nei cieli” (Matteo 6:9). Tuttavia i cieli di qui parla Gesù non sono l’universo popolato di galassie, ma la dimensione spirituale fuori dallo spazio-tempo.

2. Sapere per decidere
Se l'idea dell'inferno è stata abusivamente utilizzata dalle religioni per estorcere soldi ai creduloni
(traffico delle indulgenze), bisogna sapere che:
(1) non c’è un purgatorio e
(2) non sono i soldi che permettono di strappare chiunque dall'inferno.
Poveri e ricchi sono uguali davanti all'inferno. Non si tratta né di spaventare nessuno né di ingannare nessuno.
Si tratta di conoscere la verità per prendere la decisione più importante che sia per rispondere alla domanda: “Dove passerai l’eternità?” Se non ci fosse un inferno, Gesù sarebbe morto in vano. Gesù è morto per salvarci dall’inferno.
Il pensiero umanista e "generoso" dice che un Dio buono non può mandare le sue creature all'inferno e che, alla fine, Dio salverà tutti gli esseri umani. Non è il pensiero della Bibbia. Certamente Dio non ha nessun piacere a condannare le sue creature all'inferno ma Dio è giusto e rifiuta di decidere per noi! L'amore lascia libero di scegliere.
L'amore informa e stimola a fare la scelta giusta, ma rifiuta di imporre la scelta giusta.
I genitori impongono le loro scelte ai figli/e fino a quando non sono adulti e responsabili, ma già all'adolescenza, i figli/e si oppongono alle scelte dei genitori.
Gli adolescenti rivendicano il diritto all'autodeterminazione.

Non hanno sempre l'informazione necessaria per fare le scelte giuste, ma vogliono scegliere loro stessi senza essere costretti da nessuno. I ricatti affettivi e l'autoritarismo spietato dei genitori sono dei meccanismi che certi genitori utilizzano per forzare i figli/e a sottomettersi, ma non rispettano la libertà dei figli. Quando i figli sentono che la loro libertà non è rispettata entrano nella ribellione aperta. Non sanno che la ribellione è una seduzione del diavolo per mandarli all'inferno:
“[I peccati] ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell'aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli” (Efesini 2:2).
Volere decidere dell'orientamento della propria vita è una buona cosa; perciò bisogna generare una sana riflessione e provvedere a un'informazione utile. La repressione genera un popolo infantile che si rassegna a non decidere niente, perché è stato condizionato a pensare che non sa scegliere e che deve accettare, per il proprio bene, le decisioni di chi pretende sapere.
La religione massacra il libero arbitrio e infantilizza i suoi addetti.
Dio chiama tutti gli adulti ad abbandonare quello che è dei bambini:
“Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino”
(1 Corinzi 13:11).
Se Dio vuole diventare il Padre celeste di tutti gli esseri umani, non infantilizza nessuno.
Dio ha mandato i suoi profeti e Gesù per informarci, ma chi li ascolta? E tra chi li ascolta, chi fa la scelta giusta?
La salvezza è un dono che Dio ci offre. La salvezza non ci costa niente, perché Gesù ne ha già pagato il prezzo. Ma da che cosa Gesù ci salva se non dall'inferno, dalla perdizione e dallo stagno di fuoco?

3. Gesù ha saccheggiato l’inferno
Nei tre giorni tra la morte e la risurrezione di Gesù, Paolo ci dice che Gesù è sceso nei luoghi inferiori per saccheggiare l’inferno:
“Per questo è detto: «Salito in alto, egli [Gesù] ha portato con sé dei prigionieri e ha fatto dei doni agli uomini». Ora, questo «è salito» che cosa vuol dire se non che egli era anche disceso nelle parti più basse della terra? Colui che è disceso, è lo stesso che è salito al di sopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa” (Efesini 4:8-10).

Prima della morte e della risurrezione di Gesù, nessuno poteva andare in paradiso perché tutti avevano peccato. Dio è giusto e non poteva chiudere un occhio sui peccati degli esseri umani. L’anima di tutti aspettava nel soggiorno dei morti (greco: Ades: ebreo: Sheol), anche quella degli uomini di Dio come Noè, Abraamo, Mosè e Daniele.
In questi tre giorni, Gesù è andato nel soggiorno dei morti per portare con sè dei prigionieri, cioè l’anima degli esseri umani prigionieri dal soggiorno dei morti.
Questi esseri umani avevano sperato in Dio e avevano capito che il Messia doveva venire per riscattare la loro anima da questo luogo.
Il prezzo del loro riscatto era il sangue di Gesù, perciò non potevano essere liberati dal soggiorno dei morti fino a quando Gesù non aveva sparso il suo sangue per il perdono dei loro peccati.
Al brigante, sulla croce, Gesù dice che sarà nel paradiso lo stesso giorno:
“Ed egli [Gesù] gli disse: «Io ti dico in verità, oggi tu sarai con me in paradiso»”
(Luca 23:43).
Da quando Gesù è morto, l’anima dei credenti non va più nei luoghi inferi, ma va nel paradiso di cui Gesù ha aperto la porta.

4. Buona Notizia
Sapere che cosa è l’inferno e da che cosa Gesù ci ha strappati deve riempire il nostro cuore di gratitudine e di amore. La mente di numerosi cristiani è intorpidita e non fanno caso né dell’inferno né della salvezza che Gesù ci offre. Perciò la lode del popolo di Dio è spesso anonima!
Sapere che certi familiari, il panificio dell’angolo, i colleghi di lavoro e numerose etnie non ancora raggiunte dai missionari vanno in inferno dovrebbe spingerci a parlare e testimoniare.
Chiediamo a Dio di produrre in noi un amore e uno zelo nuovo per partecipare attivamente al Gran Mandato che Gesù ci ha lasciato. Il Gran Mandato è il testamento di Gesù in quanto è l’ultimo ordine che ha dato ai discepoli prima di essere rapito nel cielo.
Assistere persone in pericolo è un dovere del codice della strada, ma è anche un ordine di Dio verso tutti i persi che ci circondano.
Una moltitudine di essere umani cammina sulla strada larga e va in perdizione senza essere stati informati. Chi li informerà e li chiamerà a cambiare strada?
I musulmani sono terrorizzati dall’idea dell’inferno e, per loro, le regole per evitare di andarvi non sono chiare. Abbiamo la possibilità di testimoniare che Gesù ci ha liberato dall’inferno:
“Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio” (Colossesi 1:13).
Dio vuole renderci inventivi per annunciare il vangelo di Gesù a 360°. Che cosa diremo al Signore quando ci chiederà “Perché non ti sei preoccupato della salvezza degli altri esseri umani?” Caino diceva a Dio che gli chiedeva “Dove è il tuo fratello?: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?» (Genesi 4:9). Si, ognuno è guardiano di suo fratello e della sua sorella.

 

GESTIRE L’INSICUREZZA

“In pace mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o Signore, mi fai abitare al sicuro” (Salmo 4:8).

Le minacce del diavolo
Abbiamo bisogno di sicurezza per vivere, ma dove la troviamo?
La nostra carne è imperialista e rifiuta categoricamente di uscire dalla sicurezza. Spesso si tratta di falsa sicurezza e l'ignoriamo.
Siamo minacciati e ci sentiamo insicuri. Ci sono delle macchinazioni del diavolo per toglierci la vita e abbiamo paura. Insicurezza e paura sono due sorelle gemelle!
“Affinché non siamo raggirati da Satana; infatti non ignoriamo le sue macchinazioni” (2 Corinzi 2:11).

• L'arma dei terroristi è l'insicurezza.
• L'arma dei persecutori è l'insicurezza.
• L'arma dei ladri è l'insicurezza!
• L’arma del diavolo è l’insicurezza.
Da quando Adamo ed Eva sono stati cacciati via dal giardino d'Eden, c'è insicurezza sulla terra.
- Gli esseri umani hanno costruito delle città fortificate con mura alte e fossati e porte blindate per dormire e vivere in sicurezza.
- L'industria dei sistemi d’allarme antifurto si sviluppa perché ci sono tanti ladri pronti a penetrare sino al l'intimità delle nostre camere per derubarci!
- I tecnici sviluppano sistemi sofisticati per proteggere le nostre case, le nostre macchine e le nostre banche, ma i ladri seguono a pari passo! L'insicurezza e il male stimolano la ricerca!
- I nostri computer sono a repentaglio; tra virus e hacker, l’informazione è minacciata e deve essere codificata per rimanere sicura.
- La nostra carta di credito è minacciata e le banche lavorano a rafforzare la loro sicurezza.

La falsa sicurezza delle religioni

Le religioni producono riti che dovrebbero ottenere il favore di Dio contro la disperazione della morte e l'insicurezza rampante nel mondo.

Sicurezza contro fede
Il bisogno di sicurezza può diventare un ostacolo alla vita per fede.
Dio ci chiama a uscire dalla nostra "comfort zone" nella quale ci sentiamo al sicuro.
Troviamo tanti pretesti per non ubbidire a Dio e rimanere nella nostra "comfort zone".
Pensiamo che Dio ci ha dato un cervello e che il cervello rifiuta di correre rischi.
Uscire dalla comfort zone è un rischio!
Gesù ha lasciato la sua comfort zone nel cielo per venire sulla terra.
Non c'era sicurezza sulla terra e Gesù è stato assassinato.

Scegliere un marito
Una ragazza considera la sicurezza che offre un ragazzo prima di decidere di sposarlo o meno.
Un ragazzo che non offre abbastanza sicurezza è rigettato, perché ci vuole sicurezza per allevare bambini.
La sicurezza ha diversi aspetti:
• le risorse materiali (soldi)
• la protezione dei più deboli (moglie e bambini)
• la reputazione sociale (integrità, rispetto, ammirazione, ecc.)
• la fedeltà e la stabilità emotiva ecc.

Solo Dio dà la vera sicurezza
Davanti a tanta insicurezza, Dio ci propone la vera sicurezza, quella che non tradisce mai.
1. “Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza” (Salmi 23:4).
2. “Garantisci sicurezza al tuo servo e non lasciare che i superbi mi opprimano” (Salmi 119:122).
3. “Perché il SIGNORE sarà la tua sicurezza, e preserverà il tuo piede da ogni insidia” (Proverbi 3:26).
4. “C'è grande sicurezza nel timore del SIGNORE; egli sarà un rifugio per i figli di chi lo teme” (Proverbi 14:26).

Rassicurare il popolo

«Siate forti e coraggiosi! Non temete e non vi sgomentate a causa del re d'Assiria e della moltitudine che l'accompagna; perché con noi è uno più grande di ciò che è con lui. Con lui è un braccio di carne; con noi è il Signore nostro Dio, per aiutarci e combattere le nostre battaglie». E il popolo fu rassicurato dalle parole di Ezechia, re di Giuda (2 Cronache 32:7-8).
Il popolo aveva bisogno di essere rassicurato perché si sentiva minacciato di un esercito più forte di lui. La crudeltà delle guerre semina l’insicurezza e le nazioni spendono somme enormi per essere armate e offrire ai loro cittadini la sicurezza.
Le nazioni povere sono la preda delle potenze economiche e politiche.
Il popolo ha bisogno di essere rassicurato e Dio manda i suoi profeti per parlare al suo cuore.
La Chiesa di Gesù ha un ruolo importante in quanto conosce il Signore che dà la sicurezza!

Pace e sicurezza
Le società ricche lavorano a generare sicurezza per gli esseri umani e l’ONU si dà da fare per questo, ma la sicurezza degli esseri umani è vana; sola la sicurezza che Dio dà regge in tempi di
difficoltà. Alla fine dei tempi, Paolo ci annuncia che tutto il sistema crollerà e che ci sarà una rovina improvvisa:
“Quando diranno: «Pace e sicurezza», allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno” (1 Tessalonicesi 5:3).
Non si tratta di farsi paura, ma di scommettere sulla sicurezza vera, cioè quella che Dio dà.

SICUREZZA
Questa espressione appare in 13 versetti:
5. “Voi dunque passerete il Giordano e abiterete il paese che il SIGNORE, il vostro Dio, vi dà in eredità; avrete pace da tutti i vostri nemici che vi circondano e vivrete nella sicurezza” (Deuteronomio 12:10)
6. “Ezechia rispose a Isaia: «La parola del SIGNORE che tu hai pronunciata, è buona». Poi aggiunse: «Sì, se almeno vi sarà pace e sicurezza durante la mia vita»” (2 Re 20:19)
7. “Dà loro sicurezza, fiducia, e i suoi occhi vegliano sul loro cammino” (Giobbe 24:23)
8. “Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza” (Salmi 23:4)
9. “Garantisci sicurezza al tuo servo e non lasciare che i superbi mi opprimano” (Salmi 119:122)
10. “Perché il SIGNORE sarà la tua sicurezza, e preserverà il tuo piede da ogni insidia” (Proverbi 3:26)
11. “C'è grande sicurezza nel timore del SIGNORE; egli sarà un rifugio per i figli di chi lo teme” (Proverbi 14:26)
12. “L'opera della giustizia sarà la pace e l'azione della giustizia, tranquillità e sicurezza per sempre” (Isaia 32:17)
13. “Ezechia rispose a Isaia: «La parola del SIGNORE che tu hai pronunciata, è buona». Poi aggiunse: «Perché ci sarà almeno pace e sicurezza durante la mia vita»” (Isaia 39:8)
14. “Prima di questi giorni non c'era salario per il lavoro dell'uomo, né salario per il lavoro delle bestie; non c'era nessuna sicurezza per quelli che andavano e venivano, a motivo del nemico; e io mettevo gli uni contro gli altri” (Zaccaria 8:10)
15. “Quel che dico quando mi vanto con tanta sicurezza, non lo dico secondo il Signore, ma come se fossi pazzo” (2 Corinzi 11:17)
16. “Del resto, fratelli miei, rallegratevi nel Signore. Io non mi stanco di scrivervi le stesse cose, e ciò è garanzia di sicurezza per voi” (Filippesi 3:1)
17. “Quando diranno: «Pace e sicurezza», allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno”. (1 Tessalonicesi 5:3)


-
SICURO
Questa espressione appare in 58 versetti:
1. “Dopo averli fatti uscire, uno di quegli uomini disse: «Metti la tua vita al sicuro: non guardare indietro e non ti fermare in alcun luogo della pianura; cerca scampo sul monte, altrimenti perirai!»” (Genesi 19:17)
2. “Voi metterete in pratica le mie leggi e osserverete le mie prescrizioni e le adempirete e starete al sicuro nel paese” (Levitico 25:18)
3. “La tua vita ti starà davanti come sospesa; tremerai notte e giorno e non sarai sicuro della tua esistenza” (Deuteronomio 28:66)
4. “Di Beniamino disse: «Egli, il prediletto del SIGNORE, abiterà al sicuro presso di lui. Il SIGNORE gli farà sempre riparo ed egli riposerà tra le sue colline»” (Deuteronomio 33:12)
5. “Israele abiterà al sicuro, la sorgente di Giacobbe sgorgherà solitaria in un paese di frumento e di mosto, dove il cielo stilla rugiada” (Deuteronomio 33:28)
6. “Vi prego dunque, giuratemi per il SIGNORE, poiché vi ho trattati con bontà, che anche voi tratterete con bontà la casa di mio padre; e datemi un segno sicuro” (Giosuè 2:12)
7. “Affinché l'omicida che avrà ucciso qualcuno senza averne l'intenzione, possa mettersi al sicuro; esse vi serviranno di rifugio contro il vendicatore del sangue” (Giosuè 20:3)
8. “Gedeone salì per la via dei nomadi, a oriente di Noba e di Iogbea, e sconfisse l'esercito, che si credeva sicuro” (Giudici 8:11)
9. “I cinque uomini dunque partirono, giunsero a Lais e videro che il popolo, che vi abitava, viveva al sicuro, come gli abitanti di Sidone, tranquillo e fiducioso, poiché nel paese non c'era nessuno in autorità che potesse fare loro il minimo torto; inoltre erano lontani dai Sidoni e non avevano relazione con nessuno” (Giudici 18:7)
10. “Quando arriverete là, troverete un popolo che se ne sta sicuro. Il paese è vasto e Dio ve lo ha messo in mano: è un luogo dove non manca nulla di ciò che è sulla terra»” (Giudici 18:10)
11. “Il SIGNORE mandò Ierubbaal, Bedan, Iefte e Samuele, e vi liberò dalle mani dei nemici che vi circondavano, e viveste al sicuro” (1 Samuele 12:11)
12. “Il SIGNORE tratti Gionatan con tutto il suo rigore! Nel caso poi che mio padre voglia farti del male, te lo farò sapere e ti lascerò partire perché tu ti metta al sicuro; e il SIGNORE sia con te come è stato con mio padre!” (1 Samuele 20:13)
13. “Resta con me, non temere; chi cerca la mia vita cerca la tua; con me sarai al sicuro»” (1 Samuele 22:23)
14. “Non è così della mia casa davanti a Dio? Poich'egli ha stabilito con me un patto eterno, ben regolato in ogni punto e perfettamente sicuro. Non farà egli germogliare la mia completa salvezza e tutto ciò che io bramo?” (2 Samuele 23:5)
15. “Gli abitanti di Giuda e Israele, da Dan fino a Beer-Sceba, vissero al sicuro, ognuno all'ombra della sua vite e del suo fico, tutto il tempo che regnò Salomone”. (1 Re 4:25)
16. “La mattina seguente si alzarono presto e si misero in marcia verso il deserto di Tecoa; mentre si mettevano in cammino, Giosafat, stando in piedi, disse: «Ascoltatemi, o Giuda, e voi abitanti di Gerusalemme! Credete nel SIGNORE, vostro Dio, e sarete al sicuro; credete ai suoi profeti, e trionferete!»” (2 Cronache 20:20)
17. “Saprai al sicuro la tua tenda; e, visitando i tuoi pascoli, vedrai che non ti manca nulla” (Giobbe 5:24)
18. “Sarai fiducioso perché avrai speranza; ti guarderai bene attorno e ti coricherai sicuro” (Giobbe 11:18)
19. “Sono invece tranquille le tende dei ladri; chi provoca Dio, chi si fa un dio della propria forza, se ne sta al sicuro” (Giobbe 12:6)
20. “La loro casa è in pace, al sicuro da spaventi, la verga di Dio non li colpisce” (Giobbe 21:9)
21. “Lo sai di sicuro! Perché tu eri allora già nato, e il numero dei tuoi giorni è grande!...” (Giobbe 38:21)
22. “In pace mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o SIGNORE, mi fai abitare al sicuro” (Salmi 4:8)
23. “Il SIGNORE sarà un rifugio sicuro per l'oppresso, un rifugio sicuro in tempo d'angoscia;” (Salmi 9:9)
24. “Perciò il mio cuore si rallegra, l'anima mia esulta; anche la mia carne dimorerà al sicuro;” (Salmi 16:9)
25. “«Non distruggere». Inno di Davide, quando Saul mandò uomini a sorvegliare la casa per ucciderlo. Liberami dai miei nemici, o mio Dio; portami in alto al sicuro dai miei avversari” (Salmi 59:1)
26. “La loro tavola imbandita sia per essi come una trappola, un tranello quando si credono al sicuro!” (Salmi 69:22)
27. “Per la tua giustizia, liberami, mettimi al sicuro! Porgi a me il tuo orecchio, e salvami!” (Salmi 71:2)
28. “Io sono per molti come un prodigio: tu sei il mio rifugio sicuro” (Salmi 71:7)
29. “Sicuro proseguirò nella mia strada, perché ricerco i tuoi precetti”. (Salmi 119:45)
30. “Ma chi mi ascolta starà al sicuro, vivrà tranquillo, senza paura di nessun male»” (Proverbi 1:33)
31. “Allora camminerai sicuro per la tua via e il tuo piede non inciamperà” (Proverbi 3:23)
32. “Chi cammina nell'integrità cammina sicuro, ma chi va per vie tortuose sarà scoperto” (Proverbi 10:9)
33. “L'empio fugge senza che nessuno lo perseguiti, ma il giusto se ne sta sicuro come un leone” (Proverbi 28:1)
34. “La paura degli uomini è una trappola, ma chi confida nel SIGNORE è al sicuro” (Proverbi 29:25)
35. “Il suo ruggito è come quello di un leone; rugge come il leoncello; rugge, afferra la preda, la porta via al sicuro, senza che nessuno gliela strappi” (Isaia 5:29)
36. “I più poveri avranno di che pascersi e i bisognosi riposeranno al sicuro; ma io farò morir di fame la tua radice e quel che rimarrà di te sarà ucciso” (Isaia 14:30)
37. “Voi dite: «Noi abbiamo fatto alleanza con la morte, abbiamo fatto un patto con il soggiorno dei morti; quando l'inondante flagello passerà, non giungerà fino a noi perché abbiamo fatto della menzogna il nostro rifugio e ci siamo messi al sicuro dietro l'inganno»” (Isaia 28:15)
38. “Ora ascolta questo, o voluttuosa, che abiti al sicuro, e dici in cuor tuo: "Io, e nessun altro all'infuori di me; io non rimarrò mai vedova e non conoscerò privazione di figli";” (Isaia 47:8)
39. “«Se, correndo con dei pedoni, questi ti stancano, come potrai gareggiare con i cavalli? Se non ti senti al sicuro che in terra di pace, come farai quando il Giordano sarà in piena?” (Geremia 12:5)
40. “Nei suoi giorni Giuda sarà salvato e Israele starà sicuro nella sua dimora; questo sarà il nome con il quale sarà chiamato: SIGNORE-nostra-giustizia” (Geremia 23:6)
41. "Ecco, li raccoglierò da tutti i paesi dove li ho cacciati nella mia ira, nel mio furore, nella mia grande indignazione; li farò tornare in questo luogo e ve li farò abitare al sicuro;” (Geremia 32:37)
42. “In quei giorni, Giuda sarà salvato e Gerusalemme abiterà al sicuro; questo è il nome con cui sarà chiamata: SIGNORE nostra giustizia" (Geremia 33:16)
43. “Alzatevi, salite contro una nazione che gode pace e abita al sicuro», dice il SIGNORE; «che non ha né porte né sbarre, e risiede solitaria” (Geremia 49:31)
44. “Vi abiteranno al sicuro; costruiranno case e pianteranno vigne; abiteranno al sicuro, quando io avrò eseguito i miei giudizi su tutti quelli che li circondano e li disprezzano; e conosceranno che io sono il SIGNORE, il loro Dio"»” (Ezechiele 28:26)
45. “In quel giorno, dalla mia presenza partiranno messaggeri su navi per spaventare l'Etiopia, che si ritiene al sicuro, e regnerà tra di loro il terrore come nel giorno dell'Egitto; poiché, ecco, la cosa sta per avvenire" (Ezechiele 30:9)
46. “Stabilirò con esse un patto di pace; farò sparire le bestie selvatiche dal paese; le mie pecore abiteranno al sicuro nel deserto e dormiranno nelle foreste” (Ezechiele 34:25)
47. “L'albero dei campi darà il suo frutto, e la terra darà i suoi prodotti. Esse staranno al sicuro sul loro suolo e conosceranno che io sono il SIGNORE, quando spezzerò le sbarre del loro giogo e le libererò dalla mano di quelli che le tenevano schiave” (Ezechiele 34:27)
48. “Non saranno più preda delle nazioni; le bestie dei campi non le divoreranno più, ma se ne staranno al sicuro, senza che nessuno più le spaventi” (Ezechiele 34:28)
49. “Dopo molti giorni tu riceverai l'ordine; negli ultimi anni verrai contro il paese sottratto alla spada, contro la nazione raccolta in mezzo a molti popoli, sui monti d'Israele, che sono stati per tanto tempo deserti; ma, fatta uscire dai popoli, essa abiterà tutta quanta al sicuro” (Ezechiele 38:8)
50. “Dirai: 'Io salirò contro questo paese di villaggi aperti; piomberò su questa gente che vive tranquilla e abita al sicuro, che risiede tutta in luoghi senza mura e non ha né sbarre né porte'” (Ezechiele 38:11)
51. “Perciò, figlio d'uomo, profetizza, e di' a Gog: Così parla il Signore, DIO: "In quel giorno, quando il mio popolo Israele abiterà al sicuro, tu lo saprai;” (Ezechiele 38:14)
52. “Essi avranno finito di portare il loro disonore e la pena di tutte le infedeltà che hanno commesse contro di me, quando abiteranno al sicuro nel loro paese e non vi sarà più nessuno che li spaventi;” (Ezechiele 39:26)
53. “A motivo della sua astuzia, la frode prospererà nelle sue mani; il suo cuore si inorgoglirà; distruggerà molte persone che si credevano al sicuro. Si ergerà pure contro il principe dei prìncipi, ma sarà infranto senza intervento umano” (Daniele 8:25)
54. “Quel giorno io farò per loro un patto con le bestie dei campi, con gli uccelli del cielo e con i rettili del suolo; spezzerò e allontanerò dal paese l'arco, la spada, la guerra, e li farò riposare al sicuro” (Osea 2:18)
55. “Cercate il SIGNORE, voi tutti umili della terra, che mettete in pratica i suoi precetti! Cercate la giustizia, cercate l'umiltà! Forse sarete messi al sicuro nel giorno dell'ira del SIGNORE” (Sofonia 2:3)
56. “La gente abiterà in essa e non ci sarà più nessun interdetto; Gerusalemme se ne starà al sicuro” (Zaccaria 14:11)
57. “Quando l'uomo forte, ben armato, guarda l'ingresso della sua casa, ciò che egli possiede è al sicuro;” (Luca 11:21)
58. “Pietro, rientrato in sé, disse: «Ora so di sicuro che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha liberato dalla mano di Erode e da tutto ciò che si attendeva il popolo dei Giudei»” (Atti 12:11)


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SICURA in Genesi 1:1 – Apocalisse 22:21 (Nuova Riveduta)

Questa espressione appare in 11 versetti:
1. “Ma il terzo giorno, mentre quelli erano sofferenti, due dei figli di Giacobbe, Simeone e Levi, fratelli di Dina, presero ciascuno la propria spada, assalirono la città che si riteneva sicura, e uccisero tutti i maschi” (Genesi 34:25)
2. “Egli è strappato dalla sua tenda che credeva sicura, è fatto scendere verso il re degli spaventi” (Giobbe 18:14)
3. “L'empio fa un'opera illusoria, ma chi semina giustizia ha una ricompensa sicura” (Proverbi 11:18)
4. “Allora io dissi: «Ah, Signore, DIO! ecco, i profeti dicono loro: "Voi non vedrete la spada, né avrete mai la fame; ma io vi darò una pace sicura in questo luogo"»” (Geremia 14:13)
5. “Proprio come la pietra che hai visto staccarsi dal monte, senza intervento umano, e spezzare il ferro, il bronzo, l'argilla, l'argento e l'oro. Il gran Dio ha fatto conoscere al re quello che deve avvenire d'ora in poi. Il sogno è vero e sicura è la sua interpretazione»” (Daniele 2:45)
6. “Tale sarà la città festante, che se ne sta sicura e dice in cuor suo: «Io, e nessun altro all'infuori di me!» Come mai è diventata un deserto, un covo per le bestie? Chiunque le passerà vicino fischierà e agiterà la mano” (Sofonia 2:15)
7. “Perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo ch'egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti»” (Atti 17:31)
8. “Perciò l'eredità è per fede, affinché sia per grazia; in modo che la promessa sia sicura per tutta la discendenza; non soltanto per quella che è sotto la legge, ma anche per quella che discende dalla fede d'Abraamo. Egli è padre di noi tutti” (Romani 4:16)
9. “Attaccato alla parola sicura, così come è stata insegnata, per essere in grado di esortare secondo la sana dottrina e di convincere quelli che contraddicono” (Tito 1:9)
10. “Questa speranza la teniamo come un'àncora dell'anima, sicura e ferma, che penetra oltre la cortina” (Ebrei 6:19)
11. “Perciò, fratelli, impegnatevi sempre di più a render sicura la vostra vocazione ed elezione; perché, così facendo, non inciamperete mai” (2 Pietro 1:10)




A PROPOSITO DI PIETRO (08-10-2019)

1. Introduzione
Fra i discepoli di Gesù, Pietro è certamente quello che emerge sia per le sue molteplici dimostrazioni di fede, sia per le sue cadute. Il suo nome era Simone (che sente), ma Gesù gli diede il nome di Pietro (sasso, ciottolo).

- Egli aveva una natura ardente, un temperamento vivace, impetuoso; era un uomo franco, aperto, schietto, energico, pieno d'entusiasmo, ma talvolta anche presuntuoso: faceva troppo assegnamento sulla propria forza morale, mentre, poi, il timore aveva su di lui il sopravvento.
- Quando Gesù lo chiamò per farne un suo discepolo, abbandonò prestamente ogni cosa e lo seguì. Questo non fu un sacrificio lieve, ma Pietro non se ne pentì mai.
Con Gesù percorse la Galilea, la Giudea, la Samaria. Ovunque andava Gesù, egli era al suo seguito. Fu scelto da Gesù per seguirlo, sul monte della trasfigurazione. Egli era anche tra coloro che più da vicino, avrebbero dovuto pregare con Gesù nell'orto del Getsemani.
- A lui Gesù predisse il martirio; infatti, così ci è tramandata unanimemente la testimonianza di vari scritti antichi, della morte con la quale avrebbe glorificato il suo Signore.
- L'episodio che, senza alcun dubbio, lo ha reso celebre a tutti i posteri Cristiani, è quello in cui Gesù ebbe a dirgli:
“E anch'io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte del soggiorno dei morti non la potranno vincere” (Matteo 16:18).

In realtà sono molti quelli che conoscono queste parole, ma sono pochi quelli che conoscono l'intero episodio e sanno coniugarlo con tutti gli avvenimenti che lo riguardano. Rileggiamo perciò per intero quello che è scritto in Matteo 16:13,20:
“Poi Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli:
«Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?» Essi risposero: «Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti». Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?» Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E anch'io ti dico: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte del soggiorno dei morti non la potranno vincere. Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai suoi discepoli di non dire a nessuno che egli era il Cristo.”

Il magistero della Chiesa Cattolica, in queste parole rivolte da Gesù a Pietro, vede la sua elevazione a capo della Chiesa. Capo della Chiesa è il Vescovo di Roma, cioè il Papa, che secondo lo stesso magistero, è il legittimo successore di Pietro.
In occasione della incoronazione del Vescovo di Roma, il Cardinale preposto a porre la tiara sul capo del Pontefice neo eletto pronunzia queste parole: “Ricevi la tiara adorna di tre corone, e sappi che sei il padre dei Principi e dei Re, il reggitore del mondo, il Vicario in terra del Salvatore nostro Gesù Cristo, cui è onore e gloria nei secoli dei secoli” (così ha scritto Silvio Romani nella Enciclopedia del Cristianesimo, alla voce:
“Incoronazione”).

La domanda a cui desidero rispondere mediante il presente studio è questa: Con le parole pronunziate da Gesù rivolte a Pietro, come abbiamo letto nel Vangelo di Matteo, è vero che Gesù ha eletto Pietro a capo della Chiesa? E, se eventualmente, quelle parole non costituiscono l'elezione di Pietro a capo della Chiesa, che significato hanno?
“Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”
Abbiamo già letto l'intero dialogo fra Gesù e Simon Pietro mentre erano in Cesarea di Filippi.
Il testo che tratteremo in questa prima parte come ho detto nell'introduzione riguarda Matteo 16:17,18: “Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E anch'io ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte del soggiorno dei morti non la potranno vincere.”

Il magistero della Chiesa Cattolica afferma che Gesù, con queste parole, ha costituito Pietro, capo di tutta la Chiesa Cristiana, e che il Vescovo di Roma, il Papa, è il suo legittimo successore. Nella Costituzione “De Ecclesia” del concilio Vaticano Secondo, è stata ribadita questa dottrina fondamentale della Chiesa Cattolica. In essa leggiamo infatti: “Certamente Pietro fu costituito da Gesù Pietra Fondamentale della sua Chiesa e Pastore supremo di tutto il gregge, donde il suo Primato sui fedeli e sugli Apostoli che si perpetua nel Romano Pontefice, successore di Pietro” (Costituzione “De Ecclesia”: Ed. Città Nuova, pag. 14).
L'autore cattolico Silvio Romani dice ancora: “Se successore di San Pietro non è il Papa, non è nessun altro: così nessuna Chiesa sarebbe la Chiesa di Cristo, ed il Cattolicesimo, fondato da Cristo, come Cristo l'ha voluto, sarebbe stato liquidato da Nerone con la morte di Pietro, e Cristo nella sua più solenne promessa, sarebbe stato smentito dal fatto, appena un trentennio dopo. Il Papa, dunque, è investito degli stessi poteri e doveri di Pietro e delle sue stesse prerogative, come la Chiesa da venti secoli confessa”. (Silvio Romani nella Enciclopedia del Cristianesimo alla voce “Papa”).

Lo stesso Romani, parlando del primato di Pietro, dice alla voce “Primato”: “Primato: sommo potere conferito da Gesù a Pietro, che racchiude non soltanto una preminenza onorifica, ma anche una vera e propria autorità e giurisdizione su tutti gli altri Apostoli.
Dal Vangelo risulta chiaramente la promessa di questo primato: (tu sei Pietro etc.) e il conferimento (pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle). Dagli Atti degli Apostoli risulta poi, che Pietro, consapevole di questa giurisdizione, la esercitò fortemente nella Chiesa primitiva e nessuno osò negargliela come un'usurpazione indebita”.

Poniamoci allora alcune domande:
• “È vero che Pietro è stato costituito da Cristo Capo della Chiesa?” • “È vero che ha esercitato il Primato in seno alla Chiesa primitiva?
• “È vero Che nessuno osò negarglielo come fosse una usurpazione?” Vi sono varie ragioni per respingere tutte queste affermazioni. Ora vedremo le ragioni che escludono il primato di Pietro.


2. Una indispensabile premessa
La dichiarazione di Gesù: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” (Matteo 16:18) è riportata soltanto dall'evangelista Matteo. Gli altri tre evangelisti hanno tutti e tre raccontato l'episodio della testimonianza di Pietro e tutti e tre concludono il loro dire con le parole che Pietro rivolge a Gesù dicendogli:
“Tu sei il Cristo , il Figlio dell'Iddio vivente” (Marco 8:29)
“Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?» Pietro rispose: «Il Cristo di Dio»” (Luca 9:20) “Simon Pietro gli rispose: «Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna; e noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio»” (Giovanni 6:68, 69).

Tutti e tre gli Evangelisti omettono il resto dell'episodio. Quindi apprendiamo solo da Matteo che Gesù ha detto: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”.
Come mai gli altri tre evangelisti omettono questa frase rivolta da Gesù a Pietro?
Secondo alcuni, questa risposta di Gesù sarebbe stata interpolata nel IV secolo per sostenere la tesi che Pietro era stato costituito da Cristo capo di tutta la Chiesa e che il Vescovo di Roma ne era l'unico e legittimo successore.

Questa opinione, però, non ha alcun fondamento storico ed è da rigettare: la Parola non può avere mistificazioni di sorta. Inoltre è da notare che se il passo fosse stato interpolato ad arte, non avrebbe lasciato la porta aperta alle discussioni, ma sarebbe stato interpolato in modo diverso, con parole meno equivoche, che non avrebbero lasciato alcun dubbio. Inoltre l'avrebbero aggiunto anche negli altri Evangeli! È, quindi, più credibile che il passo sia autentico. Anzi, al momento opportuno, vedremo come esso ha un grande valore, anche se non ha lo stesso significato che gli attribuisce la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, in genere e in particolare: dal Concilio Vaticano II in poi. Il passo, quindi, è da ritenersi autentico.

Come spiegare dunque, l'omissione da parte degli altri tre evangelisti, di quelle parole?
È certo che, se Gesù avesse voluto mettere Pietro a capo della Sua Chiesa, l'omissione di questa costituzione sarebbe grave. Ma noi sappiamo che gli evangelisti hanno scritto gli Evangeli sotto la guida e l'ispirazione dello Spirito Santo, questo esclude che possa esserci stata una tale omissione. Da bravi conoscitori del messaggio di Gesù, essi sapevano che il Maestro con quelle parole da loro omesse, non intendeva elevare Pietro a capo della Cristianità, la Sua Chiesa Universale, quindi l'omissione non è un fatto che mette sott'accusa la Parola scritta, ma, come vedremo, sott'accusa sono quelli che rivoltano i concetti fondamentali della Parola di Dio.

Molte cose hanno dovuto omettere gli evangelisti nei loro Evangeli, anche per motivi di spazio; l'evangelista Giovanni lo ha dichiarato dicendo:
“Or vi sono ancora molte altre cose che Gesù ha fatte; se si scrivessero a una a una, penso che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne
scriverebbero” (Giovanni 21:25).

Gli Evangelisti si sono limitati a riportare i fatti salienti, e per gli altri tre Evangelisti i fatti salienti, più importanti relativi alla conversazione di Gesù con i Suoi discepoli in Cesarea di Filippi, erano costituiti dalla confessione di fede di Pietro:
“Tu sei il Cristo il Figlio dell'iddio vivente”.
Giovanni nel suo Evangelo lo dichiara solennemente, dicendo:
“Ma questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome” (Giovanni. 20:31).
Per i tre Evangelisti, o sarebbe meglio dire: per Lo Spirito Santo, le parole che Gesù rivolse a Pietro non erano tanto importanti quanto quelle della confessione di fede di Pietro a Gesù; del resto, come vedremo in seguito, le parole di Gesù erano una ripetizione delle parole di Pietro e ne sottolineavano il valore, ma non costituivano il fatto nuovo della presunta elevazione di Pietro a Capo dei credenti. Per questo quelle parole non sono scritte nei vangeli di Marco, Luca e Giovanni.

3. Un errore da evitare
Nelle parole di Gesù rivolte a Pietro, che costituiscono l'oggetto del nostro studio, osserviamo che Gesù disse: “Tu sei Pietro ed io su questa pietra edificherò la mia Chiesa”. Il significato greco di questi due vocaboli impiegati nel Sacro Testo è diverso:
Petros significa ciottolo, una qualunque pietra; Petra, invece, significa roccia, macigno. Una più precisa traduzione del testo originale sarebbe questa: “Tu sei un ciottolo, ed io su questa roccia (la tua affermazione) edificherò la mia Chiesa”.

Questa più precisa traduzione del testo originale greco eviterebbe l'errore che induce a confondere il significato di “petros” con “petra”. Cristo, infatti, non ha edificato la Sua Chiesa su un ciottolo qualunque, ma l'ha edificata sulla “roccia”.
Chi sia questa roccia lo vedremo più avanti; e se a noi è difficile comprendere il senso delle parole di Gesù, non era difficile per i discepoli, sapere che la Roccia è Cristo, come dice Paolo in 1 Corinzi 10:4: “Bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo”, l'affermazione di Pietro: “Tu sei il Figliuolo dell'Iddio vivente”, era il riconoscimento della persona di Gesù, che il Padre aveva mandato nel mondo come Messia e Salvatore di tutti i credenti.
Proprio per questa ragione Gesù ebbe a dirgli:
“Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E anch'io ti dico: Tu sei Pietro, (un ciottolo) e su questa pietra (la roccia, l'affermazione da te espressa) edificherò la mia Chiesa” (Matteo 16:17,18).
È indispensabile evitare l'errore di confondere la “petra”, che è la roccia, con il “petros” che è il sasso, il semplice ciottolo.
Evitando questo errore, il testo appare più chiaro.

4. Una disputa molto significativa
Nell'Evangelo di Luca leggiamo quanto segue:
“Fra di loro (i discepoli) nacque anche una contesa: chi di essi fosse considerato il più grande. Ma egli disse loro: «I re delle nazioni le signoreggiano, e quelli che le sottomettono al loro dominio sono chiamati benefattori. Ma per voi non dev'essere così; anzi il più grande tra di voi sia come il più piccolo, e chi governa come colui che serve. Perché, chi è più grande, colui che è a tavola oppure colui che serve? Non è forse colui che è a tavola? Ma io sono in mezzo a voi come colui che serve” (Luca 22:24-27).

Questa contesa avvenne tra i discepoli dopo aver celebrato l'ultima cena con il loro Signore, quando cominciarono a intuire che Gesù parlava della Sua morte.
Questa avvenne, quindi, molto tempo dopo che Gesù ebbe a dire a Pietro:
“Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”.
Orbene, se con queste parole Gesù avesse costituito Pietro capo della Chiesa, questa contesa fra i discepoli non sarebbe sorta, perché essi avrebbero ben saputo che Gesù aveva costituito Pietro come loro futuro capo.
Ma essi disputavano per sapere chi di loro fosse reputato maggiore, perché alle parole rivolte da Gesù a Pietro non avevano dato il significato di una elezione a capo della Chiesa.
Qualcuno può osservare che i discepoli non avevano compreso le parole di Gesù, come del resto non avevano compreso molte altre cose, altrettanto importanti. Anche ammettendo questa ipotesi, l'episodio narrato da Luca, non si ferma alla disputa fra i discepoli, ma ha anche un seguito: Luca ci dice che Gesù intervenne nella loro disputa. Orbene, se Gesù avesse costituito Pietro come capo della Chiesa, avrebbe detto loro: “Perché disputate? Non ricordate che in Cesarea di Filippi ho costituito Pietro come vostro capo e capo della Chiesa?”. Al contrario, invece, Gesù intervenne per dichiarare loro che nessuno doveva ambire al primato per signoreggiare sul gregge, ma che coloro che avessero voluto essere grandi dinanzi agli occhi dell'Eterno, avrebbero dovuto comportarsi da servi, come Egli si era comportato, servo. Con il Suo intervento Gesù elimina l'idea che, con le parole rivolte a Pietro in Cesarea di Filippi, lo abbia costituito Principe degli Apostoli e capo di tutta la Chiesa.

5. Uguaglianza fra i discepoli
L'Evangelista Matteo, lo stesso che ha riportato nel suo Vangelo le parole di Gesù che noi stiamo esaminando, riporta un altro discorso che Gesù fece ai suoi discepoli in un'altra circostanza; infatti, Gesù ebbe a dir loro:
“Ma voi non vi fate chiamare «Rabbì»; perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli. Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo”.

Anche questo discorso, è stato fatto dopo aver detto a Pietro: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa” e anche qui dissipa ogni idea di primato.
Con questa Sua dichiarazione, Gesù stabilisce due principi:
1. La perfetta eguaglianza fra i discepoli; nessuno di loro avrebbe dovuto farsi chiamare dagli altri: Maestro, Padre, Guida, dovendosi fra loro considerare tutti fratelli, nessuno maggiore degli altri.
2. Con questa categorica proibizione di farsi chiamare dagli altri uomini: Maestro, Padre, Guida, ci dice che questi attributi appartengono a Dio Padre e a Lui solo.

Gesù aveva stabilito l'uguaglianza di tutti gli apostoli e di tutti i membri della Chiesa, locale e universale nella quale solo lo Spirito Santo è il suo degno rappresentante, e non un uomo: “Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v'ho detto” (Giovanni 14:26). È Lui il delegato, il Vicario, non un uomo!
Perciò, Egli ha proibito ai discepoli di tutti i tempi, di assumere le funzioni di capo di tutta la Chiesa. Ne consegue che chi si appropria di questi attributi, se ne appropria arbitrariamente, usurpando ciò che appartiene a Dio.
Per questa ragione Gregorio I detto Magno, Vescovo di Roma, scrisse una lettera al Patriarca metropolitano di Costantinopoli, Giovanni, il Digiunatore, che aveva assunto il titolo di Vescovo Universale, dicendogli:
“Io dichiaro positivamente e liberamente che chiunque si fa chiamare Vescovo Universale, o vuole che gli si dia un tale titolo, ha l'orgoglio ed il carattere dell'anticristo, di cui egli è il precursore”. (Ep.VI, 80: citata da E. Meynier: in Storia dei Papi, tipografia Alpina Torre Pellice 1932 pag. 71).

6. Pietro negli Atti degli Apostoli
Pietro non ha mai esercitato le funzioni di Capo della Chiesa. Dopo l'ascensione di Gesù in cielo, non ha mai esercitato le funzioni di principe degli apostoli e della Chiesa. Vi furono, infatti, dei provvedimenti presi dalla Chiesa, che se essa avesse avuto un capo, sarebbero stati presi solo da Pietro. Dalla Parola di Dio risulta invece che nessuna particolare funzione sia stata mai compiuta da Pietro. Anzi. Esaminiamo alcuni esempi:
• L'elezione del dodicesimo apostolo: l'apostolo Pietro, in un discorso rivolto alle circa 120 persone radunate, fece loro rilevare che il tradimento di Giuda e il suo successivo suicidio avevano fatto scendere il numero dei discepoli da 12 a 11. Pietro suggerì di procedere all'elezione del dodicesimo apostolo scegliendolo fra coloro che erano stati in compagnia di Gesù a cominciare dal battesimo di Giovanni sino alla Sua ascensione. Ad eleggere il dodicesimo apostolo, però, non fu Pietro ma si “tirò a sorte” tra due discepoli che avevano questi requisiti, e la sorte cadde su Mattia che fu associato agli undici. (At 1:26). Se Pietro avesse esercitato la funzione di capo del gruppo, nello stesso modo come Gesù aveva eletto i 12 discepoli, egli avrebbe eletto il dodicesimo venuto meno. Ma non fu lui ad eleggerlo, perché non ha mai esercitato la funzione di Capo.

• Elezione dei sette diaconi: moltiplicandosi il numero dei convertiti, aumentavano anche le esigenze. Gli apostoli non tenevano dietro a tutti i servizi e necessità. Gli apostoli fecero presente a tutti i membri della Chiesa che era necessario trovare tra i membri sette uomini, dei quali si fosse avuta ottima testimonianza e che essi avrebbero costituito come diaconi. Quando questi sette uomini furono trovati, i membri “li presentarono agli apostoli, i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani” (Atti 6:6). Non fu Pietro ad eleggere i diaconi, ma avrebbe dovuto farlo lui se avesse esercitato la funzione di capo della Chiesa. Fu la Chiesa a scegliere gli uomini e il collegio degli apostoli a consacrarli come Diaconi.

• L'Evangelo in Samaria: in seguito ad una persecuzione a cui andò incontro la Chiesa di Gerusalemme, tutti furono dispersi, tranne gli Apostoli. I dispersi uscirono da Gerusalemme e cominciarono ad annunziare altrove il messaggio della Buona Novella.
Con gioia i Samaritani accettarono il messaggio di salvezza annunziato loro da Filippo
che era uno dei Diaconi. Era indispensabile che l'opera da lui iniziata fosse portata a compimento dagli Apostoli. Se Pietro fosse stato il Capo della Chiesa, egli stesso, venuto a conoscenza di questa esigenza, avrebbe inviato in Samaria uno degli Apostoli. Leggiamo, invece, che “gli Apostoli che erano a Gerusalemme, avendo inteso che la Samaria aveva ricevuto la Parola di Dio, vi mandarono Pietro e
Giovanni” (Atti 8:14). Pietro, dunque, anziché ordinare ad altri di andare, ha ricevuto lui l'ordine di andare, perché non era il Capo della Chiesa.

• La conferenza di Gerusalemme: l'Evangelo era stato annunziato anche ai pagani, e molti di loro si erano convertiti al Cristianesimo. Ma, le Chiese Cristiane, fino ad allora, erano formate, da credenti che provenivano dal Giudaesimo, i quali erano tutti circoncisi, ma i pagani non lo erano. Perciò nacque una discussione, perché alcuni fra i Giudei convertiti, affermavano che i pagani convertiti dovevano anche loro essere circoncisi secondo il rito di Mosè per essere salvati. Altri Giudei convertiti, invece, erano pienamente convinti che ai fini della salvezza la circoncisione non aveva alcun valore. Come si risolse la situazione? Fu stabilito che le parti controverse, rappresentate dai più ragguardevoli “salissero a Gerusalemme agli Apostoli e Anziani per trattare questa questione”. (Atti 15.2).
Ebbene, se Pietro fosse stato il Capo della Chiesa, egli stesso avrebbe dovuto convocare quei credenti per risolvere la controversia dando delle direttive secondo i suggerimenti dello Spirito Santo. Rileviamo invece che non fu Pietro a convocare la Conferenza di Gerusalemme ma le Chiese nelle quali nacque il dissenso; non fu Pietro a presiedere la Conferenza e a proclamare quanto era stato stabilito; perciò, risulta che anche in occasione della Conferenza di Gerusalemme, Pietro non ha esercitato la funzione di Capo della Chiesa.
Infatti leggiamo: “Allora gli apostoli e gli anziani si riunirono per esaminare la questione. Ed essendone nata una vivace discussione, Pietro si alzò in piedi e disse: «Fratelli, voi sapete che dall'inizio Dio scelse tra voi me, affinché dalla mia bocca gli stranieri udissero la Parola del vangelo e credessero. E Dio, che conosce i cuori, rese testimonianza in loro favore, dando lo Spirito Santo a loro, come a noi; e non fece alcuna discriminazione fra noi e loro, purificando i loro cuori mediante la fede. Or dunque perché tentate Dio mettendo sul collo dei discepoli un giogo che né i padri nostri né noi siamo stati in grado di portare? Ma noi crediamo per essere salvati mediante la grazia del Signore Gesù allo stesso modo di loro»” (Atti 15:6-11)
È evidente qui, che Pietro non ha aperto i lavori della Conferenza per ricevere i convenuti e presentare il dilemma da affrontare.
È detto, infatti, che prima che Pietro aprisse la bocca per parlare, era nata “una vivace discussione” fra i convenuti.
Inoltre Pietro, nel prendere la parola, reclama l'ascolto non come Capo della Chiesa, ma come colui che prima era stato eletto da Cristo Gesù per portare l'evangelo ai Gentili, riferendo che Dio aveva dato lo Spirito Santo ai Gentili, che non erano circoncisi, deducendone che la circoncisione non era indispensabile ai fini della salvezza.
Pietro non fu neppure l'ultimo a parlare per concludere i lavori della Conferenza in quanto dopo di lui parlarono Barnaba, Paolo ed infine per concludere i lavori parlò Giacomo, il fratello di Gesù, Anziano della Chiesa di Gerusalemme.
A concludere i lavori della Conferenza fu, dunque, Giacomo con una proposta conclusiva approvata dal collegio degli Apostoli ed inviata tramite lettera alle chiese.
Pietro, in tutto questo, non ha avuto una funzione direttiva.
Nel risolvere il problema, si è uniformato agli ordini impartiti da Dio Padre, da Gesù Cristo e dallo Spirito Santo.
Pietro, dunque, non ha esercitato la funzione di Capo della Chiesa in nessuna circostanza, come le vicende del libro degli Atti ci ricordano.

 

 

 

SIETE MALVAGI! (27-10-2019)

“Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!”
(Matteo 7:11).

Gesù comunica un messaggio che ci fa piacere: Dio è buono e vuole dare cose buone ai suoi figli.
Gesù comunica anche un messaggio che ci fa meno piacere: siete malvagi!

La malvagità divampa nell’umanità da quando Adamo ed Eva si sono ribellati contro Dio.
La malvagità è una conseguenza della separazione tra Dio e gli esseri umani. La malvagità è l’assenza di bontà. La bontà è una caratteristica di Dio, ma chi si è separato da Dio si è separato della bontà e manifesta l’assenza di bontà, cioè la malvagità.
L’Antico Testamento mostra che i discendenti di Adamo erano malvagi.

1. Il diluvio
“Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo” (Genesi 6:5).
Dio ha mandato il diluvio sulla terra a causa della malvagità dei suoi abitanti, tutti figli e figlie di Adamo. L'arca di Noè era un passaggio attraverso la morte e profetizzava una risurrezione, quella che Gesù rende possibile nel battesimo cristiano.
La morte è l'unico modo di spogliarsi dall'eredità di Adamo.
La risurrezione è l'unico modo di camminare in novità di vita, cioè liberati dalla malvagità!
Tuttavia, i discendenti di Noè avevano ancora la natura di Adamo poiché il diluvio era solo una metafora della morte e della risurrezione.
La metafora si è concretizzata in Gesù. Solo Gesù può liberare dall'eredità di Adamo.
Gesù, in quanto Figlio di Dio, aveva un’altra eredità, un eredità benedetta.
Chi si ravvede, si converte e passa attraverso le acque del battesimo, s'identifica con Gesù e nasce di nuovo. Nascere da Dio fa dei battezzati dei figli/e di Dio che hanno il privilegio di condividere l'eredità di Gesù:
“Se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui” (Romani 8:17).

2. Giona mandato a Ninive
“«Àlzati, va' a Ninive, la gran città, e proclama contro di lei che la loro malvagità è salita fino a me»” (Giona 1:2).
Dio ha chiamato il profeta Giona e l’ha mandato a proclamare un messaggio difficile agli abitanti della città di Ninive: Il motivo per il quale Dio ha mandato Giona a Ninive è la malvagità dei suoi abitanti.
Il messaggio che Giona doveva predicare era:
"Siete malvagi e Dio sta per distruggervi!".
Ci piace sentire predicare che Dio ci ama e che ci vuole salvare, ma come reagiamo al messaggio confidato a Giona? Gli abitanti di Ninive si sono ravveduti dalla loro malvagità.
Dio ha preso l’iniziativa di mandare Giona a Ninive per avvertirne gli abitanti e chiamarli alla conversione.
Tutti i profeti mandati da Dio hanno chiamato gli uomini a ravvedersi dalla loro malvagità.
Dio detesta la malvagità ma vuole salvare i malvagi; perciò manda profeti per chiamarli al pentimento e per comunicare a loro che c’è speranza.
Come Dio ha mandato Giona tra esseri umani malvagi, ci manda anche noi, con lo stesso messaggio!

3. Umanesimo e “buona morale”
L’umanesimo, invece, dichiara che gli esseri umani nascono buoni e che la società li corrompe.
L’idea di essere nati buono/a fa piacere a tutti e molti adulti s’illudono di essere rimasti buoni. Tutte le religioni dicono che c’è qualcosa di buono in ognuno e che bisogna ampliarlo.
Tanti sforzi vani sono fatti per migliore gli esseri umani e dopo due millenni di dimostrazione del contrario, c’è ancora chi che pensa che si può migliorare la gente con la “buona morale” e l’educazione.
La Bibbia, invece, dice che siamo tutti malvagi, figli di malvagi.

4. Buoni doni e gente malvagia
Gesù dichiara che i genitori possono dare buoni doni ai loro figli ed essere malvagi! Tanta gente, invece, si ritiene “buona” perché dà buoni doni agli altri.
Ovviamente Gesù utilizza un altro calibro di quello della gente che si ritiene abusivamente "buona"!
L'insegnamento di Gesù è stupendo perché diverge dal condizionamento umano, cioè l’umanesimo e la “buona morale”.
Gesù dichiara che praticare la buona morale non rende nessuno buono agli occhi di Dio. Gesù azzecca una verità che disturba la gente religiosa che si ritiene “buona”.
Gesù dichiara con franchezza "Siete tutti malvagi!".

5. Essere e fare
Gesù distingue tra quello che siete e quello che fate.
I religiosi di buona morale si soffermano su quello che la gente fa, mentre Dio guarda a quello che la gente è.
Quando cominciamo ad analizzare onestamente quello che siamo, scopriamo di non essere così buoni come ci piacerebbe essere.
Abbiamo imparato a nascondere la nostra malvagità agli altri e... a noi stessi.
Ma chi potrà nascondere la propria malvagità a Dio?
• Quando ci arrabbiamo e inveiamo contro gli utenti della strada nel segreto della nostra macchina, c'è poca bontà da ritenere!
• Quando coltiviamo pensieri impuri nel segreto del nostro cuore, la malvagità viene a gala.
• Quando concepiamo piani machiavellici per ripagare chi ci ha offesi, diventiamo ingegnosi per fare il male! Altro che bontà!
La mente e gli emozioni sono contaminati dalla malvagità.

6. Educazione e condizionamento
L’educazione ci ha insegnato ad arginare i nostri pensieri malvagi (?), ma arginarli non significa cancellarne l’origine, cioè il cuore
(vedi Matteo 15:19 Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni).
La buona morale ci fa, perfino, sorridere a chi vorremmo mandare in quel paese.
La cortesia della buona morale è spesso ipocrita e ci spetta pensarci!
Dio ci pensa e Gesù ce lo dice: "Siete tutti malvagi, nonostante la vostra buona educazione!".
Siamo condizionati a pensare che si deve pentirsi dalle cose brute che abbiamo FATTE, ma Gesù c’invita a pentirci per quello che SIAMO. Siamo malvagi!

7. Un altruismo egoista
C'è qualcosa di ambiguo nei nostri comportamenti. La motivazione del "bene" che facciamo è spesso l'egoismo. Siamo così ego-centrati che non ci accorgiamo di essere egoisti!
Dio se ne accorge! Lo Spirito lavora a mostrarcelo, ma siamo lenti a capire, perché non ci fa piacere. Fare del bene fa piacere al nostro senso religioso e ci sentiamo meritevoli, ma lo facciamo probabilmente per la nostra vanagloria con l’idea di meritare qualcosa.
Più facciamo del bene, più ci sentiamo buoni.
È un inganno del diavolo tra tanti. Gesù, invece, dichiara che siamo malvagi anche se diamo buone cose agli altri.

8. Ma io vi dico …
Gesù scombussolava la gente religiosa che si riteneva "buona" al calibro della religione (la legge).
“«Voi avete udito che fu detto agli antichi: "Non uccidere; chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale"; ma io vi dico: chiunque si adira contro suo fratello [senza motivo] sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto a suo fratello: "Raca" sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: "Pazzo!" sarà sottoposto alla geenna del fuoco” (Matteo 5:21-22).
Ci sono delle parole assassine come "Pazzo!" che pronunciamo con malvagità e che uccidono il prossimo. Quando il nostro istinto è liberato, le parole nostre rivelano la gravità della malvagità umana. Adirarsi contro un fratello è umano e tutti lo fanno. Tutti vivono secondo la carne, ma la carne non è il calibro di Dio.
Le parole ripetute da Gesù “Ma io vi dico …” non lasciano via di scampo.
Mostrano che il calibro di Dio è molto esigente. Nessuno riuscirà mai a raggiungere la santità di Dio con i propri sforzi. Siamo troppo malvagi per raggiungere la santità.

9. Carne o Spirito?
Paolo sfida il condizionamento religioso quando dice che chi vive secondo la carne non può piacere a Dio. L’unico modo di piacere a Dio è di vivere secondo lo Spirito. Paolo scriveva che bisogna crocifiggere la carne per vivere secondo lo Spirito:
“E quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio” (Romani 8:8).
“Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro; in modo che non potete fare quello che vorreste” (Galati 5:16-17)
“Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri” (Galati 5:24).
La Bibbia chiama carne i desideri dell’anima che ha perso il contatto con Dio.
Paolo fa un lungo elenco delle opere della carne:
“Fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose;” (Galati 5:19b-21).
Il vangelo di Gesù dichiara che non c’è speranza per la carne e che il suo posto è sulla croce. Nessuno può migliorare la carne; la carne è malvagia.

10. Il mondo dei pensieri
Avere il pensiero di uccidere non è ancora un peccato ma tale pensiero mostra la malvagità nascosta nel fondo del cuore:
“Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni” (Matteo 15:19)!
Non uccido perché non è nel mio interesse di andare in galera.
Il mio egoismo è il mio interesse. Non uccido chi mi disturba perché la galera è contraria al mio interesse. Gesù mi dice che il mio problema è di avere il pensiero di uccidere, insultare, tradire, ecc.
Il mio problema è di essere un malvagio compiuto.
Sono un malvagio ben educato e ipocrita!
A questa conclusione, sento la gente dire "ma siamo tutti così, siamo umani!".
Ci rassicura essere umani come gli altri, ma non cambia la realtà e ci dà una falsa sicurezza.
Non essere più malvagio degli altri non mi rende buono.
Gesù dichiara che siamo tutti malvagi e che la malvagità è iscritta nel nostro DNA.
Se ci sono tante spiegazioni, non c’è nessuna scusa: siamo malvagi.
La gente si ritiene “buona” e minimizza la propria malvagità con compiacimento.
Gesù dice che la malvagità va confessata: "Pentitevi di essere malvagi"!
Fino a quando minimizziamo la malvagità e ci riteniamo, tutto sommato, "buoni", siamo ambigui perché non esprimiamo la nostra malvagità, ma non possiamo cancellarla.
L'ambiguità è il contrario dell'integrità.
A Dio piace l'integrità e, agli uomini piace l'ambiguità. "Pentitevi anche di essere ambigui!".

11. Grazia o legge religiosa
Per i religiosi che seguono una legge, la grazia è un concetto vuoto e pretendono di non avere bisogno di Gesù che incarna la grazia:
“Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo” (Giovanni 1:17).
I farisei e la loro interpretazione sbagliata della legge sono anticristi. Lo spirito religioso è anticristo; sono dei religiosi che hanno crocifisso Gesù. L’ultimo anticristo si siederà nel tempio, il santuario religioso:
“L'avversario, colui che s'innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e proclamandosi Dio” (2 Tessalonicesi 2:4).
Le religioni con le loro leggi morale sono invenzioni umani imposte da chi vuole dominare sugli altri. La grazia è un’invenzione divina proposta agli esseri umani.
Le religioni indicano un movimento del basso verso l’alto (vedi torre di Babele).
La grazia scende dall’alto verso il basso.
La base delle religioni è il merito degli esseri umani; la base della grazia è il merito di Gesù.

12. Viaggio nel paese dei malvagi
“Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più della luce, perché le loro opere erano malvagie. Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte;” (Giovanni 3:19-20).
Gesù ha lasciato la gloria del cielo per venire nel mondo dei malvagi.
Quando partiamo in viaggio, scegliamo posti belli ma Gesù ha scelto un posto malvagio.
Gesù non aveva nessuna illusione sulla natura degli esseri umani che è venuto a visitare sulla terra. La loro malvagia si è scatenata contro di Lui e l'ha fatto morire.
Fin dall'inizio Gesù sapeva che la fine sua era la croce. Ci voleva coraggio e determinazione per venire sulla terra con la consapevolezza della malvagità degli uomini.
Questo è l'amore, dare la propria vita per dei malvagi accaniti.
Gloria a Gesù per il suo amore verso dei peccatori come noi:
“Difficilmente uno morirebbe per un giusto, ma forse per una persona buona qualcuno avrebbe il coraggio di morire; Dio invece mostra il proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Romani 5:7).

13. Eredità di Adamo
Gesù era triste di trovare tanta malvagità sulla terra, ma non disprezzava nessuno!
Gesù era realista e vedeva la malvagità in ogni essere umano.
Il peccato del primo uomo ha catapultato tutti i suoi discendenti nella malvagità.
Per uscire dalla malvagità, bisogna riconoscerla nella nostra vita, pentirsene e abbandonarla.
Il lieto messaggio è che Gesù è venuto a chiamare e salvare dei malvagi.
Gesù ci offre quello che nessuna religione e nessun codice morale non ha mai potuto fare, cioè cambiare l’identità degli esseri umani.
Sono nato malvagio in quanto figlio di Adamo, ma Gesù mi offre di nascere di nuovo per diventare figlio di Dio, come Lui. Gesù non era malvagio. Gesù non era ingenuo; Gesù incarnava la verità e vedeva l’umanità decaduta e malvagia.
Gesù non nascondeva la verità e la verità faceva male ai suoi interlocutori.
Gesù non ha rigettato nessuno a causa della sua natura peccatrice. G
esù ci ha amato quando la malvagità ci rendeva odiosi.

14. Una testimonianza temeraria
“Il mondo non può odiare voi; ma odia me, perché io testimonio di lui che le sue opere sono malvagie” (Giovanni 7:7).
Gesù non ha detto che soli i religiosi sono malvagi, ma che “tutto il mondo” lo è.
Tutti gli esseri umani sono malvagi, incluso io.
Questa idea che qualcuno possa essere buono di natura non è per niente biblica; la Bibbia dice che tutti sono malvagi di natura.
Gesù non è venuto a chiamare dei buoni, ma dei malvagi. La salvezza per fede nell’opera di Gesù non avrebbe senso se alcuni potessero ottenerla con le proprie risorse umane (la carne). Chi pensa che lo possa mediante le proprie “buone opere” insulta il sacrificio di Gesù.
I malvagi producono opere malvagie perché la malvagità è nella loro natura. Si riconosce la natura dell’albero dal suo frutto (Luca 6:44 “Perché ogni albero si riconosce dal proprio frutto; infatti non si colgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva dai rovi”)!
Un inganno diffuso del diavolo è di fare credere ad alberi malvagi che possono produrre frutti buoni con i propri sforzi.
Gesù è venuto per distruggere le opere del diavolo.

15. Malvagità nella coppia
Nell'ambito della coppia e della famiglia, la malvagità non può più rimanere nascosta e si manifesta dolorosamente. “Ho sposato un uomo malvagio!” Benvenuta nella realtà poiché tutti i mariti sono malvagi e cercano esclusivamente la loro soddisfazione.
“Ho sposato una moglie malvagia!” tutte le moglie sono malvagie e cercano la soddisfazione della loro carnalità.
I litigi nelle coppie sono rapporti conflittuali tra un malvagio e una malvagia!
Non serve di cercare chi ha ragione, perché hanno entrambi torto.
L'egoismo di entrambi si manifesta e i sogni si spengono!
Il tempo del corteggiamento passa e la realtà cruda viene a gala senza maschera.
La realtà è che siamo tutti malvagi.
Gesù lo dice, ma chi ascolta Gesù? All'esterno, riusciamo a nascondere la nostra malvagità per fare bella figura ma questi sforzi richiedono energia. A casa, siamo troppo pigri per lottare contro la nostra natura malvagia.

16. Dio ama ancora i malvagi
Dio non chiude un occhio sulla nostra malvagità. Dio ci ama come siamo, cioè malvagi, ma ci ama troppo per lasciarci come siamo.
La malvagità è un insulto alla santità di Dio.
Dio è paziente e ci dà tempo per ravvederci dalla nostra malvagità e abbandonarla:
“ma [Dio] è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento” (2 Pietro 3:9b).
Non abusare della pazienza di Dio. Oggi è il giorno! Oggi, Dio chiama tutti al ravvedimento e all’abbandono della malvagità.
Dio è paziente verso ognuno di noi; ci sopporta ancora nonostante la nostra malvagità, la nostra religiosità, la nostra confusione mentale e tutti i nostri errori.
Nessuno deve scambiare la pazienza di Dio per la sua approvazione della malvagità.
Dio non giudica ancora nessuno, ma il tempo del giudizio verrà.

17. Liberazione
Riconoscere la propria malvagità, pentirsene e smettere di volere passare per buoni mentre siamo malvagi è una rivoluzione.
La conversione è una rivoluzione. Da quando Gesù è venuto, possiamo umilmente riconoscere quello che siamo e non avere paura del giudizio di Dio, perché Gesù ha pagato per riscattare i malvagi che siamo. Possiamo anche essere veri gli uni verso gli altri e smettere il carnevale delle maschere religiose. Oso dire che sono malvagio agli altri malvagi. La verità ci libera dalla paura di essere giudicati dagli altri malvagi.

18. Salvezza
“Grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo, che ha dato se stesso per i nostri peccati, per sottrarci al presente secolo malvagio, secondo la volontà del nostro Dio e Padre” (Galati 1:3-4).
La malvagità sabota la vita della gente e la rende amare.
Guardo attorno e c'è malvagità; guardo dentro e c'è malvagità. La malvagità degli uni alimenta le pettegolezzi degli altri. Che disperazione! Gli occhi vedono la malvagità e la lingua esprime l'amarezza.

Dio aveva creato gli esseri umani per essere riempiti di Spirito Santo, ma il peccato li lascia vuoti e disperati.
La depressione divampa in un mondo di malvagi.
Il lieto messaggio, cioè il vangelo, parla di salvezza offerta. Gesù ha pagato il prezzo del castigo che meritava la mia malvagità. Gesù mi dà una coscienza pura!
Guardo nel mio cuore salvato e non vedo più la malvagità! Gloria a Gesù per il dono della sua vita che mi salva. Ormai posso guardare e contemplare Dio nella sua santità, saggezza, potenza, misericordia e giustizia.
Vedo altro che la malvagità e la lode scaturisce dal mio cuore riconoscente!
Dio ci chiama alla salvezza e chiama i salvati alla speranza.
I salvati distaccano gli occhi dalla malvagità e contemplano la bontà di Dio.
La malvagità degli uomini alimenta la depressione; la bontà di Dio alimenta la lode!
Chi passa tempo nell'intimità con Dio trova tanti motivi di lode.
Chi passa tempo con il mondo vede solo malvagità e disperazione. La lode è il barometro della salvezza! Chi non è salvato non loda! Chi è salvato loda!


TRASPORTATI NEL REGNO DEL SUO AMATO FIGLIO (15-10-2019)


“Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio” (Colossesi 1:13).

1. Due regni


Il trasporto dal mondo al Regno di Gesù è una rivoluzione di vita con frutti rivoluzionari!

2. Ogni regno ha i suoi valori

Il trasporto dal mondo al Regno di Gesù è una rivoluzione di vita con frutti rivoluzionari!

2. Ogni regno ha i suoi valori

“Ma se avete nel vostro cuore amara gelosia e spirito di contesa, non vi vantate e non mentite contro la verità. Questa non è la saggezza che scende dall'alto; ma è terrena, naturale e diabolica.
Infatti, dove c'è invidia e contesa, c'è disordine e ogni cattiva azione.
La saggezza che viene dall'alto anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia” (Giacomo 3:14-17).


3. Tre volontà
Ognuno deve scegliere tra tre possibilità:
1. La volontà umana
2. La volontà del diavolo
3. La volontà di Dio

Siamo tutti d’accordo di rinunciare alla volontà del diavolo, ma non alla nostra volontà. Pensiamo che la nostra volontà sia buona, ma, in realtà, sola la volontà di Dio è buona, gradita e piacevole (Romani 12:2 “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà).
Dio voleva trasportare il popolo d’Israele dall’Egitto alla terra promessa. Abbandonare la volontà del Faraone non è stato il problema. Imparare la libertà di scegliere la volontà di Dio contra la volontà umana non è stato facile: 40 anni!!!

3. Tre volontà
Il popolo d'Israele è uscito dalle tenebre e non è entrato nella luce (è entrato nel deserto).
Quanti cristiani, oggi, si trovano in questa situazione.
Il loro rapporto con Dio è ambiguo perché sono riconoscenti di essere stati salvati, ma non si sottomettono all'autorità di Dio.
Pensano che Dio li abbi salvati per loro stessi, mentre Dio li ha salvati per farli entrare nel Regno del suo amato Figlio.
In Egitto, gli Ebrei erano la proprietà del faraone e non hanno voluto diventare la proprietà di Dio.
Hanno voluto diventare i proprietari della loro vita per soddisfare la concupiscenze della loro carne.


• Non c’è niente di migliore della volontà di Dio!
• Lo sappiamo, ma vivere la volontà di Dio è sempre difficile.
Gesù ha lottato contro la sua propria volontà per compiere la volontà di Dio:
«Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta» (Luca 22:42).
Per noi, come è stato per Gesù, rinunciare alla propria volontà è una lotta.
• “Perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato” (Giovanni 6:38).
La volontà di Dio era vincere il diavolo.
• Gesù ha accettato di rinunciare alla sua vita per compiere la volontà di Dio. Ogni volta che dichiariamo di cercare il Regno di Dio e la sua giustizia (Matteo 6:33 “Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più”), dobbiamo rinunciare alla nostra volontà e uscire dalla nostra comodità.
• Non ci sono discepoli di Gesù che non rinunciano a se stessi, ai loro diritti, alla loro comodità, alla loro dignità, al loro piacere.
“Gesù diceva poi a tutti: «Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua” (Luca 9:23).
Seguire Gesù è molto impegnativo. Il Regno di Dio è impegnativo.
• Generiamo tanti litigi per fare valere i nostri diritti.
Pensiamo che sia giusto di fare valere i nostri diritti, ma non è giusto generare litigi. Gesù non era litigioso. Gesù aveva tutti i diritti, ma non li ha fatto valere, perché cercava il regno di Dio.
Non c’è posto per i litigi nel Regno di Dio. Immaginiamo un mondo senza litigi tra marito moglie, condomini, datori di lavoro e dipendenti, ecc. Ecco il Regno di Dio!
• I martiri di tutti i tempi e di tutti i stati hanno preferito la volontà di Dio alla loro volontà. Per amore verso Dio, hanno rinunciato ai loro diritti.


“Per fede Mosè, fattosi grande, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio, che godere per breve tempo i piaceri del peccato; stimando gli oltraggi di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d'Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa” (Ebrei 11:24-26).
Mosè ha fatto una scelta difficile. Mosè ha accettato di rinunciare al benessere e di essere maltrattato per ubbidire a Dio.
Mosè ha accettato di essere trasportato dalla corte del Faraone nel Regno di Dio.

4.-Servire

• Nel mondo, ognuno vuole essere servito, ma nel Regno di Dio, tutti i sudditi del Re dei re sono chiamati a servire.
• Servire è un verbo del Regno di Dio.
• Gesù è venuto per servire:
“Appunto come il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti» (Matteo 20:28).
Servire non glorifica la nostra carne, ma glorifica il nostro Re!
Servire stanca; servire è spregevole; servire è umiliante.
• Il servizio non è per i super-cristiani, ma per tutti i figli del regno di Dio.

4.- Servire
• Servire scombussola i nostri piani.
• Serviamo per fare piacere a Dio, non a noi stessi.
• Siamo stati trasportati dal regno del diavolo al Regno di Dio per servire Dio e il nostro prossimo.
• Un servitore che non serve, a che cosa serve?
• I talenti distribuiti sono dati per servire; chi li gestisce è un servo di Dio. Il servo che nasconde i suoi talenti viene chiamato “servo malvagio e fannullone” e il suo Re lo caccia via dal Regno! Non così per i servitori che servono con i loro talenti; il loro padrone li chiama “servi buoni e fedeli” e sono accolti nel RdD:
“A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e partì. Subito, colui che aveva ricevuto i cinque talenti andò a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque. Allo stesso modo, quello dei due talenti ne guadagnò altri due. Ma colui che ne aveva ricevuto uno, andò a fare una buca in terra e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo, il padrone di quei servi ritornò a fare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto i cinque talenti venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: "Signore, tu mi affidasti cinque talenti: ecco, ne ho guadagnati altri cinque". Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore". Poi, si presentò anche quello dei due talenti e disse: "Signore, tu mi affidasti due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due". Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele, sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore". Poi si avvicinò anche quello che aveva ricevuto un talento solo, e disse: "Signore, io sapevo che tu sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra; eccoti il tuo". Il suo padrone gli rispose: "Servo malvagio e fannullone, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; dovevi dunque portare il mio denaro dai banchieri; al mio ritorno avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti. Poiché a chiunque ha, sarà dato ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti" (Matteo 25:15-30).


5.- Sottomettersi
• Il mondo odia il verbo sottomettersi
• Il verbo sottomettersi appartiene al Regno di Dio
• Dio è il Re e i suoi sudditi si sottomettono al Re
• La gente del mondo è sottomessa alla tirannia del diavolo che la schiavizza al peccato.
• La gente del Regno di Dio è sottomessa alla volontà di Dio che la libera dal peccato.
Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi” (Giacomo 4:7).
Tanti cristiani fanno il contrario … e Dio fugge da loro!

5.- Sottomettersi
“Infatti ciò che brama la carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio e neppure può esserlo;”
(Romani 8:7).
Ognuno deve decidere se vuole essere sottomesso a Dio o al diavolo.
I desideri della carne sono inimicizia contro Dio.
Chi vuole l’amicizia con Dio, rinuncia alla carne e s’impegna a vivere secondo lo Spirito.
Lo Spirito Santo ci spinge a sottometterci a Dio.
Adamo non si è sottomesso a Dio, ma al diavolo.
I risultati della sua scelta sono disastrosi.
Con o senza il nostro consenso, Dio regna.
Dio non ha perso il controllo dopo il peccato di Adamo e dei suoi figli.
Non vediamo ancora il Regno di Dio nel mondo odierno, ma sappiamo che verrà quando Gesù tornerà. “Venga il tuo Regno!”.
Ogni cristiano nato di nuovo può già anticipare qualcosa del Regno di Dio nella sua vita, ma cammina a controcorrente del mondo. Il Regno di Dio è la speranza della Chiesa di Gesù.
Tre tappe:
• Il Regno di Dio nel mio cuore
• Il Regno di Dio sulla terra (Millennio)
• Il Regno di Dio nel cielo (vita eterna)

• La disubbidienza del popolo d’Israele uscito dall’Egitto per essere trasportato nella terra promessa c’insegna che c’è molto da perdere a niente da guadagnare nella ribellione.
• Dio non ha perso il controllo e ha compiuto la sua volontà (promessa ad Abraamo) nonostante l’indurimento degli increduli.
• C’è tanta sofferenza per chi si ribella alla volontà di Dio. La sofferenza non è un castigo, ma una conseguenza delle scelte sbagliate.
• Lasciamo Dio regnare nelle nostre vite!
Praticamente, ricevere il Regno di Dio significa detronizzare l’ego e incoronare Dio.
• Chi regna sul mio tempo?
• Chi regna sui miei soldi?
• Chi regna sul mio piacere?
• Chi regna sui miei pensieri e progetti?
L’ego è contrariato quando lo detronizziamo. L’ego si arrabbia, l’ego rivendica, l’ego si oppone al Regno di Dio nella nostra vita.
Chi è ostaggio dell’ego non può lasciare Dio regnare nella propria vita.
Paolo c’insegna che l’ego va crocifisso!
Abbandoniamo l’ego indietro e lasciamo Dio trasportarci nel Regno del Figlio del suo amore!

SIMBOLO DEGLI APOSTOLI (05-11-2019)


Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra. E in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo,
La santa Chiesa cattolica (universale), la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna.
Amen.

Sembra che il Simbolo degli Apostoli risalga al secondo secolo dell'era cristiana. I battezzanti confessavano il Simbolo degli Apostoli. È un testo breve che gli analfabeti potevano facilmente imparare a memoria. Perciò non è stato necessario scriverlo fin dall’inizio. I suoi dodici dichiarazioni ricordano il numero degli Apostoli.

1. Io credo in Dio, Padre onnipotente
2. Io credo in Dio, Creatore del cielo e della terra
3. Io credo in Gesù Cristo, Figlio unico di Dio e nostro Signore
4. Io credo che Gesù Cristo fu concepito di Spirito Santo e nacque da Maria Vergine
5. Io credo nell'opera di Gesù
6. Io credo che Gesù tornerà per giudicate i vivi e i morti
7. Io credo nello Spirito Santo
8. Io credo nella Chiesa universale
9. Io credo nella comunione dei santi
10. Io credo nella remissione dei peccati
11. Io credo nella risurrezione della carne (o dei corpi)
12. Io credo nella vita eterna

0.- Introduzione: Io credo
• Credere è un punto indispensabile di una dichiarazione di fede.
• Credere è un punto forte del vangelo di Gesù
• Credere è una sfida alla ragione.
• È difficile di arginare il contenuto del verbo “credere”.
• È difficile di evitare traviamenti eretici.
• Davanti ai misteri, credere è necessario.
• L’alternativa a credere è negare i misteri.
• Il razionalismo pretende che non ci sono misteri.
• Il razionalismo ha cancellato il verbo “credere” dal suo vocabolario.
• Definire il contenuto della fede limita la fede, ma non può limitare Dio. Che cosa può o deve limitare la fede? Limiti stretti generano sette e sistemi religiosi dogmatici con una forte identità collettiva.
• L’assenza di limiti può generare una fede indefinita.
• Una fede indefinita non dà una forte identità collettiva.
• Definire la fede limita gli errori. Chi sa se limitare la fede non è un errore.
• Tra avere tutta la verità in tasca e ignorare tutta la verità, c’è posto per un’umile ricerca della verità.
• Credo non è necessariamente incompatibile con “capisco”, ma può esserlo.
• Se non capisco, posso credere senza potere rendere conto della mia fede.
• Credere senza limiti apre la porta alla pazzia.
• C’è sempre un aspetto di pazzia nella fede.
• Pazzo è colui che non segue una logica o segue una via illogica.
• “Capire” e “logica” provengono dalla mente razionale.
• Fino a che punto la mente è affidabile?
• Fino a che punto “credere” è affidabile?
• Un “io credo” collettivo permette di definire un’identità della collettività.
• C’è sempre un conflitto tra l’identità dell’individuo e l’identità della collettività.
• Per essere accettati nella collettività, gli individui devono rinunciare a una parte della loro identità.
• Per onestà intellettuale, certi rinunciano all’identità collettiva e si definiscono “outsiders”.
• C’è un bel po’ di presunzione nel volere capire tutto prima di credere.
• Gli outsiders sono un po’ presuntuosi perché limitano la loro fede a quello che ne possono capire.
• Gli umili sono un po’ pazzi perché credono ad articoli illogici.
• “Credere e “capire” sono due poli tra i quali il pensiero oscilla.
• La collettività esercita una pressione per “imporre” articoli di fede.
• La minaccia fa comodo a chi vuole imporre un contenuto (dottrine e dogma) ai membri della collettivit&a