GAZA - NOTIZIE MEDIORIENTE

27-12-2008 GAZA, Iran condanna raid ed invia aiuti. L’Iran ha condannato i raid israeliani contro Gaza e ha chiesto un intervento della comunità internazionale per fermarli. Il ministro degli Esteri di Teheran ha sollecitato un’azione urgente del consiglio di sicurezza, dell’Organizzazione della conferenza islamica e di tutti i paesi “per impedire al regime sionista di continuare i suoi crimini”. L’Iran ha inviato una nave con aiuti medici ed alimentari destinati a Gaza, nonostante il blocco navale israeliano.

GAZA scattata l’offensiva israeliana in risposta ai nuovi lanci di razzi palestinesi: raid missilistici causano ingenti danni.

USA Casa Bianca chiede a Israele di evitare perdite civili in raid contro estremisti. E a Hamas: cessino i lanci di razzi Qassam.

RAID A GAZA Presidente dell’ANP, Abu Mazen chiede alla comunità internazionale di intervenire per fermare “aggressione” di Israele.

GAZA Razzi sparati da Gaza nel Sud di Israele, in risposta a raid odierno, causano la morte di una donna israeliana e 4 feriti.

GAZA Per quanto atteso, l’attacco israeliano impressiona per le sue proporzioni e per numero vittime, dice portavoce Vaticano, Lombardi.

GAZA Raid israeliano contro le basi di Hamas nella Striscia di Gaza avrebbe provocato una cinquantina tra morti e feriti.

GAZA Appelli da Ue a israeliani e palestinesi per stop alle ostilità. Lega Araba convoca riunione d’Urgenza. Egitto apre valico Rafah.

GAZA Preoccupa la situazione nella Striscia, dice il ministro degli Esteri, Frattini commentando l’offensiva israeliana.

OFFENSIVA ISRAELIANA SU GAZA: 195 MORTI PALESTINESI.
Si aggrava il bilancio dei raid aerei compiuti da Israele sulla Striscia di Gaza. Secondo il ministero della Sanità di Hamas, le vittime sono 195, e circa 200 i feriti. I bombardamenti, che hanno riguardato l’intera Striscia, hanno colpito un centinaio di obiettivi. Tra le vittime, il capo della Polizia di Hamah, il cui quartier generale è andato distrutto. I raid erano stati annunciati nei giorni scarsi del governo israeliano. Nel mirino ci sono gli obiettivi di Hamas, il movimento integralista che da un anno e mezzo governa l’intera Striscia. Hamas ha promesso che la guerra a Gaza sarà come la seconda guerra del Libano, del 2006.

GAZA, ESTREMISTI INCITANO ALLA VENDETTA.
“Difenderemo le nostre donne e i nostri bambini con tutti i mezzi necessari” dice da Damasco il numero 2 dell’ufficio politico, di Hamas, Abu Marzuk. “La nostra reazione stupirà il mondo. Colpiremo con ogni mezzo inclusi i missili a lunga gettata e azioni Kamikaze”, rincara un capo dell’ala militare. Abu Mazen al momento dell’offensiva era in Arabia Saudita, Abu Mazen dove ha incontrato re Abdullah. Al centro del colloquio gli ultimi sviluppi per rilanciare il dialogo tra le fazioni palestinesi. Abu Mazen e Fatah, che controllano la Cisgiordania, sono gli storici rivali di Hamas, che da 2 anni e mezzo governa sulla Striscia. Abu Mazen e Fatah, che controllano la Cisgiordania, sono gli storici rivali di Hamas, che da 2 anni e mezzo governa sulla Striscia. Il presidente di turno della Ue Sarkozy e il responsabile degli Esteri Solana hanno chiesto a palestinesi ed Israeliani di sospendere le ostilità. L’Europa “condanna i bombardamenti israeliani nonché i lanci di missili della Striscia di Gaza. Chiede la fine immediata delle violenze e condanna l’uso spropositato della forza”, recita un comunicato della presidenza francese Ue. Anche la Commissione Ue chiede il cessate il fuoco. Mosca invita Israele a fermare subito l’operazione contro Gaza e Hamas a cessare i lanci di razzi verso Israele. Il presidente del Consiglio, Berlusconi, “segue con preoccupazione il riaccendersi degli scontri in Israele e a Gaza che stanno provocando vittime e feriti anche tra la popolazione civile”. Il presidente – recita una nota di palazzo Chigi – auspica che questa ondata di scontri non degeneri ulteriormente e chiede alle parti di cessare i lanci di razzi su Israele così come i bombardamenti su gaza. Solo con il dialogo e non provocazione e il ricorso alle armi, potrà essere travolta una soluzione. Il ministro degli esteri, Frattini ha ribadito che la questione israelo-palestinese sarà una “priorità della presidenza Italiana del G8.

ONU: SI FERMI VIOLENZA IN MEDIORIENTE 27-12-2008
Il segretariato generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha chiesto “la fine immediata di tutte le violenze nella striscia di Gaza e nel sud di Israele”, esprimendo preoccupazione per “il bagno di sangue in atto a Gaza”. Hamas deve fermare le attività terroristiche, e in particolare il lancio di missili Qassam verso Israele, che a sua volta deve evitare di uccidere civili negli attacchi. Lo sostiene il portavoce della Casa Bianca, Johndroe. Appello alla fine delle violenze anche dal premier britannico, Gordon Brown, e da Tony Blair, inviato del Quartetto in Medioriente. La lega Araba ha convocato una riunione d’emergenza per domani al Cairo, ed ha sollecitato una riunione straordinaria del consiglio di sicurezza dell’Onu. Nel frattempo l’Egitto, aspramente criticato per aver tenuto chiusi i valichi di Gaza, ha aperto quello di Rafah per permettere i soccorsi medici alla popolazione palestinese. Dura condanna all’attacco anche dell’Iran che ha chiesto l’immediato intervento della comunità internazionale per fermare israeliani e palestinesi. Malgrado il blocco israeliani, Teheran ha inviato una nave con aiuti medici e alimentari per la popolazione di Gaza.

VATICANO : ATTACCO ALLONTANA LA PACE
“Per quanto atteso” l’attacco israeliano “impressiona per le sue proporzioni e per il numero di vittime”. Lo dice il direttore della Santa stampa Vaticana, monsignor Lombardi. “Certamente sarà un colpo durissimo per Hamas. Le vittime innocenti commenta saranno numerose. L’odio crescerà ancora e le speranze di pace torneranno ad allontanarsi. Hamas – spiega monsignor Lonbardi a Radio Vaticana – è prigioniero di una logica di odio; Israele di una logica di fiducia nella forza come migliore risposta all’odio”.
GAZA Nuovi attacchi israeliani dopo il tramonto. Secondo l’ultimo bilancio di fonti mediche, le vittime sono almeno 205.
GAZA Eviteremo crisi umanitaria, non siamo nemici della popolazione, combattiamo Hamas, dice il premier israleliano, Olmert.
GAZA Non ci arrenderemo mai a Israele, non alzeremo bandiere bianche, afferma il leader di Hamas, Haniyeh.

GAZA 29-12-08
GAZA Razzo colpisce la città di Ashksin: un israeliano ucciso, altri 15 feriti. E in Cisgiordania 4 coloni israeliani accoltellati.
GAZA Caccia israeliani hanno bombardato l’università islamica nella striscia di Gaza, un simbolo culturale per Hamas
GAZA Ultimo bilancio dell’offensiva israeliana parla di 310 morti e 1.420 feriti, secondo il capo dei servizi di emergenza a Gaza. Altre fonti di Hamas parlano di 400 morti. Da sabato scorso, l’aviazione di Israele ha colpito, 130 obiettivi strategici degli estremisti.
GAZA Nuovi raid aerei israeliani, bombardato il ministero dell’Interno di Hamas. Nella notte, oltre 7 Vittime, tra cui 4 bambine.

NUOVI RAID ISRAELIANI, ANCORA BOMBE A GAZA “Non abbiamo nulla contro gli abitanti di Gaza, ma siamo impegnati in una guerra totale contro Hamas”, dichiarazione il ministro della difesa israeliana Barak.
Pioggia di bombe anche sulle gallerie sotterranee che collegano l’Egitto alla striscia di Gaza, usate spesso per controbattere armi. A Rafah, centinaio di palestinesi in fuga sono riusciti a superare il muro di confine ed entrare in Egitto. GAZA L’operazione militare avviata sabato scorso dell’aviazione israeliana avrebbe provocato la morte di 58 civili.

30-12-2008 Ora siamo già a 360 morti, 1.600 feriti, speriamo che si fermano a questo massacro.
Israele il premier Ehud Olmert ha detto che il bombardamento degli obiettivi di Hamas è il “primo capitolo di una serie di fasi”. GAZA Israele ha ricevuto una proposta francese di tregua. Forse, il governo Olmert la valuterà già stasera.

GAZA La decisione di Hamas di rompere la tregua con Israele è stata sconsiderata, dice il ministro degli Esteri, Frattini.
GAZA Il presidente egiziano, Mubarak, afferma che non sarà aperto il confine dell’Egitto con la striscia.

02-01-2009 NUOVI RAID ISRAELIANI SALE NUMERO VITTIME.
Nuovi Raid israeliani contro obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza. Colpiti siti per il lancio di razzi, depositi di armi e case di miliziani. Tre fratellini palestinesi sono rimasti uccisi mentre giocavano presso Khan Yunis. A Gaza, 5 i morti, tra cui un altro bimbo e un ragazzo. Cinque i feriti. Sale così a 431 morti e 2.200 feriti il bilancio dell’offensiva israeliana. Ieri, con uno dei capi di Hamas, Rayan, sono stati uccisi 10 suoi figli, 4 morti e 2 vicini. Evacuati decine di stranieri. Proclamata per oggi nei territori la “giornata della collera”.

GAZA, RAZZI DI HAMAS COLPISCONO ASKELON.
Ancora oggi sirene, di allarme nella città israeliana di Askelon, nuovamente esposta a un attacco di razzi sparati da Gaza. Secondo fonti locali, quattro razzi sono esplosi in città provocano il ferimento lieve di due persone. Sempre oggi, altri razzi di Hamas sono stati lanciati contro le comunità agricole israeliane del Neghev occidentale e sulla città di Beer Sheva. Non si segnalano vittime. In molti hanno lasciato le case. Finora 4 le vittime dei razzi palestinesi. Diversi decine i feriti. La polizia è in stato di allerta per il timore di proteste della popolazione araba contro i raid nella Striscia.

02-01-2009 Proseguiti anche oggi i contatti internazionali del Premier Berlusconi che stamane ha parlato al telefono con Olmert.


3-1-2009 GAZA Proseguiranno tutta la notte raid aerei dell’aviazione israeliana. Lo ha dichiarato il portavoce delle forze armate.
MEDIORIENTE L’esercito israeliano ha cominciato ad attaccare l’est della Striscia di Gaza con colpi di artiglieria.
GAZA Forze di terra israeliane sono entrate stasera in 2 diversi punti della Striscia di Gaza. Lo dicono testimoni palestinesi.
BANDIERE ISRAELIANE Scoppia la polemica per le bandiere israeliane bruciate a Milano durante la manifestazione pro-palestina.
GAZA Primi spari tra le truppe israeliane penetrate nel nord della Striscia di Gaza e miliziani di Hamas.
GAZA Con l’ingresso nella Striscia di Gaza delle proprie truppe Israele ha dato il via a seconda fase operazione “Piombo Fuso”.

GAZA, CORTEI IN 15 CITTÀ ITALIANE
Migliaia di persone stanno sfilando in 15 città italiane per manifestare solidarietà al popolo palestinese, aderendo alla giornata di mobilitazione “Fermiamo il massacro di Gaza”, promossa dal “Forum Palestina”. La manifestazione più imponente è a Roma, dove sono confluiti anche gruppi e associazioni di Napoli. A Torino sfilano anche numerosi immigrati di origine araba; a Milano sono state bruciate bandiere di Israele. Cortei sono stati organizzati anche a Bologna, Pisa, Parma, Salerno, Varese, Pordenone, Viareggio, Massa e Reggio Emilia.

GAZA COLPITA MOSCHEA: ALMENO 16 VITTIME.
Un missile israeliano sulla Striscia di Gaza ha causato almeno 16 morti e una sessantina di feriti. Lo si apprende da testimoni e fonti ospedaliere. Il missile ha colpito una moschea di Beit Lahya, nel nord della Striscia mentre circa 200 fedeli erano raccolti in preghiera. Il bilancio delle operazioni è ora di 463 morti e circa 2300 i feriti. Continua, anche se a ritmi rallentati, il lancio di razzi di Hamas su Israele. I 31 Qassam partiti oggi hanno ferito 3 civili israeliani nella città di Ashdad e Netivot.

DA MILLENNI IN ISRAELE C’È SEMPRE GUERRA, COLPA DI CHI?
È urgente che tutte le religioni cambiano l’insegnamento nelle Moschee e nelle chiese cattoliche, accettando la Parola di Gesù, solo così si può restare in pace con tutto il mondo. Non sia mai fatta la volontà delle religioni, e degli uomini fanatici, ma riconoscendo la Volontà di Dio detta da Gesù.

04-01-2009 GAZA LIVE Fonti mediche Gaza: 500 morti in 8 giorni, tra cui 87 bambini, 2500 feriti continuano intanto a piovere razzi da Gaza sul Neghev israeliano: colpite anche Sderot e Ashdod. “Non intendiamo né occupare Gaza né schiacciare Hamas, ma stritolare il terrorismo. Hamas ha bisogno di una lezione seria e gliela stiamo dando”, ha detto il presidente alla Tv Abc. L’offensiva di terra israeliana “sarà prolungata fino a quando sarà necessario” ha ribadito il ministero della difesa Barak in una riunione di governo. E il ministro degli esteri, Livni, respinge le critiche internazionali e parla di “Diritto all’autodifesa”.

GAZA, PAPA: GUERRA NON RISOLVE PROBLEMI “I patriarchi e i capi di tutte le chiese cristiane di Gerusalemme oggi, in tutte le chiese della Terrasanta, invitano i fedeli a pregare per la fine del conflitto a Gaza. Mi unisco a loro e chiedo a voi di fare altrettanto, ricordando le vittime, quanti hanno il cuore spezzato perché Dio li benedica” È quanto ha detto il Pontefice al termine dell’Angelus, aggiungendo: “La guerra e l’odio non sono la soluzione dei problemi. Preghiamo per porre fine all’attuale tragica situazione”. “Le notizie di Gaza mostrano quanto il rifiuto del dialogo porti a situazioni che gravano sulle popolazioni”.
Pregare per chi? Quale Dio? Se c’è un Dio solo, perché non lo ascoltano tutti? Queste religioni parlano in un modo diverso, la causa di tutti questi disaccordi, è che il papato non va d’accordo con il pensiero di tutte le altre religioni. C’è un solo Dio e questo è il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, un solo Figlio del vero Dio che si chiama Gesù Cristo, non si ha la pace se non si ascolta la Parola di Gesù, che si trova solo nella Bibbia. Fino a che ci sono persone che dicono “Uccidiamo tutti gli ebrei”, persone che cercano la morte in guerra, non ci sarà mai pace.

05-01-2009 BENCHÈ GLI ISRAELITI ABBIANO RAGIONE DEVONO AUTOCONTROLLARSI SEMPRE “CERCATE IL SIGNORE, VOI TUTTI UMILI DELLA TERRA…, CERCATE LA GIUSTIZIA, CERCATE L’UMILTÀ”. (Sofonia 2:3) Queste parole sono rivolte agli israeliti come richiamo per il loro modo sbagliato di vivere. Si erano sviati dalle vie chiaramente indicate dal Dio che avevano dichiarato come loro Dio. Il richiamo del profeta Sofonia ha dunque questa motivazione: “… prima che vi piombi addosso l’ardente ira del Signore!”. L’idea di un Dio incollerito non è assolutamente attraente; si preferisce pensare a Dio solo per la Sua bontà, la Sua misericordia, il Suo amore. Ma pensare a queste Sue caratteristiche senza tener conto, nello stesso tempo, della Sua santità e della Sua giustizia, significa avere un’idea sbagliata e falsa di chi Egli è veramente. Riconoscere i propri errori, a volte fatti anche in buona fede, è qualcosa che richiede umiltà, e non è facile. Eppure è l’unico modo per riavvicinarsi a Dio. h.p.

GAZA Colpiti nella notte 130 obbiettivi di Hamas. Al via una “caccia all’uomo” per stanare altri dirigenti di Hamas. Ancora civili tra le vittime dei raid Peres: “Hamas ha bisogno di una lezione”.

GAZA Livni: “Finché Hamas controllerà la striscia di Gaza, rappresenterà un ostacolo sulla via della pace”. Secondo il ministro degli Esteri di Hamas ha detto da un bunker sotterraneo “a Gaza siamo più forti, vinceremo”. Israele non ha intenzione di fermare l’offensiva di terra. Lo ribadisce il premio Olmert al leader mondiali.

MISSIONE VERSO GERUSALEMME
La Troika europea (Rep. Ceca, Francia e Svezia) è ripartita da Sharm el Sheikh per Gerusalemme, seconda truppa della missione in Medio Oriente, cui seguiranno poi Ramallah e Amman. Un portavoce della Troika ha precisato che Hamas è un’organizzazione terroristica, quindi resta esclusa ogni ipotesi di dialogo diretto. Sempre a Sharm il presidente francese Sarkozy, fautore di un’altra missione, incontra il collega egiziano Mubarak. Intanto la presidenza ceca di turno della Ue ha detto di avere uno “scenario di soluzione” del conflitto tra Israele e Hamas.

06-01-2009 ISRAELE FERMA L’ATTACCO DI HAMAS, È PER IL BENE DI TUTTI, LE VITTIME INNOCENTI PAGANO GLI ERRORI DI HAMAS.
GAZA. Carri armati israeliani sono entrati alle prime ore del giorno Akhan Younes, la più grande città del sud della Striscia di Gaza. Da quando è in corso l’offensiva, è la prima volta che le forze israeliane entrano in una roccaforte di Hamas. Dieci palestinesi sono stati uccisi stamane da una granata sparata da un carro israeliano a Deib Al-Balah nel centro della Striscia di Gaza. Le vittime sarebbero miliziani di Hamas e della Jihad islamica. In due scuole delle Nazioni Unite, sempre nella Striscia, altre 5 vittime. Da quando è iniziata l’offensiva, sono 130 i combattenti di Hamas morti, riferisce un portavoce dell’esercito di Tel Aviv. E 4 soldati israeliani sono rimasti uccisi e 24 feriti dal “fuoco amico”, sempre nella Striscia. Un carro armato ha sparato per errore sulla loro postazione. Lo ha annunciato un portavoce dell’esercito di Israele.

 

GAZA Carri armati israeliani sono entrati all’alba a Khan Younes, la più grande città del sud della Striscia di Gaza.
GAZA Diplomazia israeliana: offensiva risponde agli attacchi di Hamas, e non “approfitta” degli ultimi giorni della presidenza Bush.

GAZA La TV pubblica israeliana ha detto che 100 miliziani di Hamas sono morti negli scontri con l’esercito. Catturati altri cento.
GAZA Cinque palestinesi sono stati uccisi da una granata lanciata da un carro israeliano a Deir Albalah, al centro della Striscia.

Il MINISTRO DEGLI ESTERI del movimento estremista palestinese, Zahar, ha promesso attraverso al Jazira che Hamas non si arrenderà fino alla “liberazione di tutta la Palestina, anche a costo di migliaia e migliaia di vittime”. A Gaza, ha detto parlando da un bunker sotterraneo, “siamo superiori agli israeliani”.
GAZA Sterminata famiglia colpita da bombe israeliane. Almeno 13 i morti tra i quali 7 bambini tra 1 e 12 anni.
GAZA Nuova strage in una scuola Onu. Almeno 30 i palestinesi morti rifugiatisi nell’edificio bombardato dagli israeliani.

GAZA Fonti mediche denunciano: almeno 630 palestinesi morti e oltre 2.900 feriti da inizio offensiva israeliana il 27 dicembre.

07-01-2009 Il Segretario Generale Onu, Ban Ki Moon, giudica “totalmente inaccettabile” attacchi israeliani a strutture Onu a Gaza. Israele Tsahal interromperà i bombardamenti su Gaza per 3 ore al giorno. Ministro Barak ha ordinato l’apertura di alcuni valichi.
GAZA, Ancora razzi lanciati da miliziani di HAMAS contro Israele. Obiettivi Ashkelon, Ashdod e Eshkol, Paura ma nessun danno né feriti.
Leader sciiti libanesi di Hezbollah a Israele: pronti ad ogni aggressione. Non riuscirete a distruggere Hamas o Hezbollah. Gaza, alla scadenza della tregua, sono ripresi i combattimenti nella Striscia e alcuni razzi sono caduti su Israele. Gaza Sarkozy: Israele e palestinesi hanno accettato proposta franco-egiziana per tregua portavoce Olmert: si discute ancora.

GAZA Pieno sostegno PdL a Frattini e governo su tregua bilaterale. Critiche opposizione “destituite di ogni fondamento”.
Frattini: Subito il cessate il fuoco, “Ma Hamas deve essere disarmato”.

GAZA, PDL: ADEGUATA L’AZIONE DEL GOVERNO ITALIANO. “Il PdL dà pieno sostegno alla posizione del ministro Frattini e del governo che pensa a una tregua bilaterale”. Lo afferma Gasparri, capogruppo PdL Senato, a margine della commissione Esteri in cui si è discusso della crisi a Gaza. Evidente, aggiunge, che “Hamas persegua una finalità di terrorismo”.


08-01-2009 GAZA. Decine di carri israeliani sono entrati nel sud della striscia e si dirigono verso la città di Khan Yunis. Non c’è accordo in seno al consiglio di sicurezza Onu sulla risoluzione per un cessato il fuoco.

ISRAELE, Nuova serie di razzi dal Libano sul nord del paese, dopo il primo attacco di questa mattina. Lo riferisce la tv israeliana.
SCONTRO TRA IL VATICANO ED ISRAELE.

GAZA, “Assomiglia sempre più ad un grande campo di concentramento” in cui “popolazioni inermi” pagano “le conseguenze dell’egoismo”. Lo dice il presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la pace, Cardinale Martino lanciando l’ennesimo appello al dialogo del Vaticano. Il Cardinale ricorda poi che per trovare soluzioni al conflitto “occorre volontà da tutte le due parti”.

IL PORTAVOCE DEL MINISTRERO DEGLI ESTERI DI ISRAELE DENUNCIA: “Fare affermazioni che sembrano provenire dalla propaganda di Hamas e ignorare gli impronunciabili crimini commessi da quest’ultimo”, non “aiuta la gente ad avvicinarsi alla verità e alla pace”.

GAZA, OBAMA BARACK: SILENZIO, NON È INDIFFERENZA
“Non possono coesistere due diplomazie” nello stesso momento, anche in presenza di una crisi come quella di Gaza. Lo ha detto il Presidente eletto Obama, spiegando che “il silenzio non significa indifferenza”. Obama ha assicurato il suo massimo impegno una volta insediato alla Casa Bianca per giungere a “una pace duratura nella regione”. Ricordando che per il 2009 il deficit Usa è stimato a 1,3 miliardi di dollari, Obama ha affermato che il valore finale del piano di incentivi per l’economia non è stato ancora definito. Ha poi annunciato la nomina di Nancy Killefer a capo dell’ufficio che segue il funzionamento dei programmi federali.

09-01-2009 GAZA, 14CESIMO GIORNO, ISRAELE SI REGOLERÀ IN BASE AI PROPRI INTERESSI, DICE MINISTRO LIVNI SULLA RISOLUZIONE ONU CHE CHIEDE IMMEDIATAMENTE CESSATE IL FUOCO.
Agenzia Onu accusa Israele di Strage. Israele e Hamas Bocciano Risoluzione. Olmert: l’offensiva va avanti. Hamas: Ignora nostri interessi.

GAZA, 50 RAID AEREI DURANTE LA NOTTE.
USA: ISRAELE STENDA LA TREGUA QUOTIDIANA.
GAZA, L’offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza continua, malgrado l’invito a un cessate il fuoco dell’Onu. “I lanci di razzi avvenuti oggi contro gli abitanti nel sud di Israele dimostrano che la risoluzione Onu non è attuabile e non sarà comunque rispettata dai gruppi omicidi palestinesi”.
Si legge ancora in un comunicato. In precedenza, il ministro degli Esteri Livni aveva anteposto il diritto alla sicurezza e all’autodifesa di Israele.
Hamas e Jihad islamica respingono la risoluzione Onu 1860 per un cessate il fuoco immediato a Gaza. Per gli integralisti al potere nella Striscia, il testo “non va negli interessi del popolo palestinese”, osserva un portavoce a Beirut. Abu Ahmad, portavoce della Jihad a Gaza, sostiene che la lotta arma continuerà, poiché la risoluzione “non denuncia l’attacco criminale lanciato da Israele” e non chiede con chiarezza ritiro delle truppe e l’apertura dei confini. Domani una delegazione di Hamas sarà nuovamente al Cairo per dare risposta al piano Mubarak-Sarkozy.

ONU APPROVA IMMEDIATO CESSATE IL FUOCO.
Con l’astensione degli USA e il voto favorevole degli altri 14 membri, il consiglio di Sicurezza Onu aveva approvato nella notte la risoluzione 1860, che chiede “l’immediato e duraturo “cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Il testo era stato redatto ieri dal Regno Unito, quindi proposto a Francia e Stati Uniti e sottoposto all’attenzione dei paesi arabi.
L’astensione trova la sua motivazione nel desiderio di attenersi l’esito degli sforzi egiziani per una mediazione, ha spiegato Rice.

CORTEI FILO-HAMAS NELLE CAPITALI ARABE.
Si moltiplicano nelle capitali arabe le manifestazioni di solidarietà nei confronti dei palestinesi di Gaza. Cortei a Bagdad, Alessandria d’Egitto, Algeri, Ramallah e Amman, dove la polizia ha disperso con gas lacrimogeni la folla davanti all’ambasciata israeliana. Le dimostrazioni coincidono con il “venerdì di rabbia” proclamato da Hamas. Testimoni riferiscono che le autorità di Gerusalemme, tenendo attacchi, hanno vietato l’accesso alla Spianata delle Moschee agli uomini di meno di 50 anni. In Norvegia le manifestazioni per Gaza sono degenerate in violenti scontri di piazza fra gruppi di dimostranti pro-Israele e pro-palestinesi. La polizia ha fatto ricorso ai lacrimogeni ed arrestato 27 persone. In Italia a Roma il Pdci ha esposto la bandiera palestinese nella propria sede, a Torino un gruppetto di sostenitori della “resistenza palestinese” ha fatto irruzione nel consiglio comunale. Le comunità ebraiche si mobilitano invece per rispondere agli uomini anti-semiti e alle proteste anti-Israele. Manifestazione in Germania, Belgio, Olanda, Italia e Regno Unito. GAZA “L’80% della popolazione a Gaza non ha cibo sufficiente”. Lo ha detto il responsabile degli affari umanitari, dell’Onu, Holmes.


10-01-2009 ACCETTATE PIANO TREGUA DELL’EGITTO”
“Una forza internazionale a Gaza”. Israele deve accettare il piano proposto dall’Egitto per far cessare i combattimenti nella Striscia di Gaza. Parole del presidente palestinese, Abu Mazen, in Egitto per colloqui con il presidente, Abu Mazen, in Egitto per colloqui con il presidente Mubarak e il ministro degli Esteri tedesco, Steinmaier, che separatamente vedranno esponenti di Hamas. Abu Mazen ha chiesto anche ad Hamas di accettare “senza esitazione” il piano egiziano e ha difeso il dispiegamento di una forza internazionale. “La presenza internazionale è stata sempre richiesta per la protezione del popolo palestinese. È necessaria a Gaza non alla frontiera egiziana”, ha detto.

LIVNI: HAMAS NON DEVE RIARMARSI
Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, in un’intervista al Washington Post, ha affermato che “alla fine delle operazioni militari Hamas non potrà essere in grado di riamarsi”. Non ponendo alcun limite alla fine dell’offensiva, Livni ha assicurato che “Israele non ha intenzione di occupare la Striscia, ma questa è una guerra contro il terrorismo”. Non ha espresso contrarietà alla presenza di un contingente internazionale, ma ha precisato: “A volte la presenza di osservatori rende più difficile difenderci”. Nuove accuse poi a Teheran, che armerebbe i miliziani di Hamas.

PROSEGUE AVANZATA ESERCITO ISRAELIANO
Razzi Qassam colpiscono Ashkelon. Per l’intera notte e le prime ore del mattino sono proseguiti i raid aerei di Israele contro la Striscia di Gaza. Una quarantina le incursioni aeree che hanno preso di mira rampe per il lancio di razzi, arsenali e tunnel. Si registrano combattimenti di terra fra milizie palestinesi e truppe israeliane. Uccisi 15 miliziani di Hamas e Jihad. Il campo profughi di Jabaliya è stato centrato dai colpi di un tank: otto i morti della stessa famiglia. Prosegue intanto il lancio di razzi Qassam sul territorio israeliano. 14 persone sono state ferite da almeno 4 razzi caduti sulla città di Ashkelon.

GAZA, MANIFESTAZIONI IN 15 CITTÀ ITALIANE.
LA MAGGIOR PARTE DEGLI ITALIANI SONO DISPIACIUTI PER LE MANIFESTAZIONI A FAVORE DEI PALESTINESI.
Manifestazioni pro Palestina in 15 città italiane. La manifestazione più imponente a Roma, con un corteo partito da Piazza della Repubblica e con arrivo a Piazza Barberini, a cui hanno partecipato le organizzazioni filo palestinesi della capitale e di Napoli. Tensione a Milano e Torino dove sono state date alle fiamme bandiere con la stella di David e urlati slogan contro lo stato ebraico. A Firenze i manifestanti hanno circondato il Duomo con bandiere palestinesi.

GAZA, NUOVI CORTEI IN MEZZA EUROPA.
Tornano a riempirsi le piazze in Europa per i cortei di sostegno ai palestinesi di Gaza e di protesta per l’offensiva israeliana contro Hamas. Migliaia di persone sono sfilate a Londra, a Berlino e Duisburg, a Parigi e in altre città francesi, a Berna, a Oslo, a Stoccolma, ad Atene e Salonicco. Segnalati in alcuni casi scontri con la polizia. Corteo anche in Libano, nella città meridionale di Nabatiyeh, organizzato da Hezbollah, il movimento armato sciita libanese e alleato di Hamas.

ROMA, SVASTICHE SU MURI E NEGOZI EBREI.
Svastiche, stelle di David inneggianti ad Hamas, ma anche contro il Sindaco Alemanno sono state trovate sulle saracinesche di negozi di commercianti ebrei a Roma nelle vicinanze di Piazza Bologna e in via Catania. Le scritte erano tracciate con vernice nera e non presentavano firme o sigle. “Hamas vince”. “Gesù non era ebreo” e “Alemanno topo sionista” alcune delle scritte. Altre svastiche e scritte neofasciste sono state trovate davanti un monumento ai partigiani nel quartiere di Centocelle. La Digos sta indagando a tutto campo. Dura condanna da parte di presidenti di Provincia e Regione, Zingaretti e Marazzo, e di Alemanno. Gaza Hamas avrebbe rivendicato di aver colpito con un razzo la base di Tel Nof, a soli 27 Km da Tel Aviv.
GAZA Ucciso uno dei capi militari della Jihad islamica, Shams Omar. Ucciso anche un responsabile militare di Hamas, Emir Mansi.

11-01-2009 QUASI 900 MORTI E 3.700 FERITI TUTTE VITTIME PALESTINESI.
Il premier israeliano, Ehud Olmert, ha dichiarato che l’offensiva israeliana nei confronti della Striscia di Gaza si “avvicina ai suoi obiettivi”.
La Difesa: GUERRA SEMBRA ALLA FINE.
Il vice ministro della Difesa, Matan Vilnai, ha dichiarato che la guerra “sembra” vicina alla fine.
Per Vilnai, la guerra “ha permesso a Israele di raggiungere obiettivi che fino a due settimane fa nessuno avrebbe potuto nemmeno sognare”. I miliziani di Hamas “non hanno nemmeno capito cosa li ha colpiti”.

Blindati verso il centro di Gaza City ancora razzi su città israeliane unità della fanteria e blindati delle forze armate israeliane stanno avanzando lentamente verso Gaza City, in particolare nella periferia meridionale. L’avanzata ha provato la fuga di decine di famiglie. Bombardati durante la notte 60 obiettivi di Hamas. Quattro i bambini tra le vittime palestinesi. Due bombe sono cadute vicino alla sede Onu dove si trovava una delegazione di europarlamentari, tutti illesi. Piovono ancora razzi da Gaza sul sud di Israele. Colpite le città di Ashdod, Beer Sheva e Ashkelon, oltre a zone disabitate del Neghev. Si segnalano alcuni danni ma nessun ferito.

RAID AEREI, quattro feriti in Egitto. Anche 2 bimbi colpiti da schegge due uomini della guardia di frontiere egiziane e due bambini sono rimasti feriti durante un bombardamento aereo israeliano contro i tunnel scavati dai palestinesi lungo la frontiera tra Gaza ed Egitto. Finora i raid israeliani avevano provocato solo lievi danni agli edifici sul versante egiziano dalla frontiera di Gaza. Frattini: Sosteniamo la mediazione EGIZIANA L’Italia si impegna per una mediazione con gli altri Paesi dell’area, mettendosi in contatto anche con la Siria.

GAZA Alcuni capi di Hamas sarebbero fuggiti nel Sinai egiziano per evitare attacchi israeliani. Lo dice edizione online Haaretz.
PAPA Battezza 13 neonati e dice: Bambino non proprietà genitori ma a loro affidato perché lo aiutino a essere libero figlio di Dio.

ATTACCO A IRAN, BUSH DISSE NO! A ISRAELE.
Il Presidente americano, George Bush, nel 2008 ha respinto una richiesta segreta di Israele di bombardare il maggiore complesso nucleare iraniano, a Natanz, con ordigni anti-bunker. È quanto scrive il New York Times. La fonte aggiunge che il Presidente ha però autorizzato operazioni segrete destinate sabotare i presunti tentativi iraniani di sviluppare armi nucleari. Bush sarebbe stato convinto a dire no! dal segretario alla Difesa, Gates, ora riconfermato dal Presidente eletto Obama.

12-01-2009 GAZA, ISRAELE RINVIA COLLOQUI AL CAIRO
Il viaggio di Amos Gilad, consigliere politico del ministro della Difesa, Ehud Barak, è stato rinviato a domani. Hamas non accetterà di negoziare una tregua a Gaza prima che Israele abbia cessato gli attacchi, ritirate le truppe e riaperto tutti i valichi. Lo riferisce il dirigente del gruppo di Hamas a Gaza, Ismail Rodwan. “Hamas non farà concessioni, già respinte durante il blocco di Gaza, nemmeno sotto alle bombe”. Secondo Rodwan, “resta inalienabile” il diritto dei palestinesi a lottare contro l’occupazione. “I crimini israeliani” dovranno essere esaminati da tribunali internazionali.
Secondo fonti vicine ad Olmert, il premier vorrebbe proseguire l’offensiva per indebolire ulteriormente Hamas ed è pronto a convocare il Gabinetto di sicurezza per ottenere l’autorizzazione ad andare avanti. Il ministro degli Esteri, Tzipi Livni, punterebbe invece a chiedere il prima possibile per evitare di compromettere risultati raggiunti. Contrario a inviare altre truppe di terra a Gaza il ministero della Difesa Barak. L’esercito israeliano spiega che gli attacchi con missili da Gaza sono scesi del 50% rispetto a 17 giorni fa.

GAZA: OLTRE 900 PALESTINESI MORTI, 277 BAMBINI
Il numero delle vittime dell’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, giunta oggi al suo 17° giorno, è salito a oltre 900. Sono almeno 905 le persone che hanno perso la vita e 3950 quelle rimaste ferita dall’inizio dell’operazione “Piombo fuso”, il 27 Dicembre scorso. Tra le vittime, 277 bambini, 95 donne e 92 anziani, secondo fonti mediche. Gli israeliani uccisi in scontri e dai razzi sono 14; alcune decine i feriti. Continuano intanto i combattimenti nel cuore della città di Gaza, dove l’esercito israeliano, secondo Al Jazira, avrebbe demolito diverse case.

CONSIGLI ONU DIRITTI UMANI CONDANNA ISRAELE
Il Consiglio Onu dei diritti umani ha adottato una risoluzione che condanna l’offensiva israeliana a Gaza. Il documento ha attenuto 33 voti a favore, uno contrario (Canada) e 13 astensioni. L’Italia, come gli altri Paesi europei, si è astenuta. La risoluzione accusa Israele di “Gravi violazioni” dei diritti umani. I Paesi europei la ritengono non equilibrata, perché non cita la rottura della tregua da parte di Hamas come causa della reazione israeliana.

FRATTINI: GAZA NON È LO STATO DI HAMAS
“Non riconosciamo l’occupazione di Gaza da parte di come legittimazione a fare un secondo Stato palestinese”. Questo il messaggio – spiega il ministro degli Esteri Frattini – che porterà nella sua missione in Medioriente. Frattini ribadisce la disponibilità dell’Italia a partecipare a una forza “multinazionale”, sotto “la responsabilità del presidente Abu Mazen”, schierata a Gaza, lungo il confine con l’Egitto. La missione di Frattini sarà anche occasione per “portare aiuti umanitari”. Entro la settimana, il capo della Farnesina farà tappa anche a Damasco, in Siria.
La conferenza – spiega un comunicato – dovrà occuparsi “prioritariamente dei bisogni umanitari causati dal conflitto a Gaza, ma anche della possibilità dei progetti di ricostruzione a lungo termine”.


13-01-2009 “Cruenti combattimenti tra palestinesi e esercito israeliano sarebbero in corso a sud e nord di Gaza City, dove secondo la TV Al Jazeera, gli uomini del Tashal, “appoggiati da artiglieria e aviazione”, avrebbe tentato di entrare nei centri abitati incontrando una “forte resistenza”. La TV riferisce di “11 morti palestinesi” e di 4 militari rimasti feriti mentre ispezionavano un edificio minato. Dall’inizio dell’offensiva, il 27 dicembre, sono morte 905 persone. Fra queste, 277 bambini, 95 donne e 92 anziani. Gli israeliani vittime dei razzi sono invece 14.

SOLDATI ISRAELE A GAZA ONU: PROFUGHI AUMENTANO
Mentre in molte aree di Gaza City si continua a combattere, i soldati israeliani sono impegnati in perlustrazione dei bunker e tunnel predisposti da Hamas per ostacolare l’offensiva. E attraverso la TV Al Jazeera giunge un drammatico appello di un soccorritore palestinese: “Chiedo aiuto a tutti perché sono fermo da 3 ore in un vicolo di Gaza e i soldati israeliani non mi lasciano uscire con l’ambulanza. A bordo c’è una donna ferita. Intanto l’Unrwa (l’ente Onu per i profughi palestinesi), calcola che sia destinato a crescere il numero dei 30.000 sfollati che hanno chiesto loro rifugio.
Il Consiglio di sicurezza dell’Onu si riunirà di nuovo oggi alle 16 italiane per discutere della situazione a Gaza. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon si recherà nella regione. Il ministro della Difesa israeliano ha confermato che gli attacchi continueranno, anche se Israele rispetta l’Onu. E il ministro degli Esteri Frattini ha detto che nella sua prossima missione in Medio Oriente punta a consegnare personalmente gli aiuti italiani all’Anp. È atteso a Riad un incontro fra il re saudita, Bin Aziz e il presidente egiziano, Mubarak. Contemporaneamente al Cairo una delegazione di Hamas incontra il capo dei servizi segreti egiziani. Suleiman.

GAZA Il consigliere di sicurezza dell’Onu si riunirà oggi in vista del viaggio che Ban Ki-Moon si appresta a fare nella regione. Quattro militari israeliani sono rimasti feriti per un’esplosione avvenuta all’interno di una casa nella Striscia. L’offensiva contro Hamas continua, afferma il capo della Difesa israeliana, generale Gabi Ashkenzai.

14-01-2009 GAZA, Ancora intensi combattimenti nella notte a Gaza City, e raid aerei a sud. I 19 giorni offensiva, 975 morti e 4.400 feriti.
GAZA, CRISI Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, giunto al Cairo, prima tappa di una missione nell’area per colloqui su tregua. GAZA Tre razzi sparati dal Libano sul Nord di Israele, caduti in zona disabitata, non hanno provocato feriti.

GAZA, IN MESSAGGIO AUDIO SU SITI INTERNET ISLAMICI,
Leader Al Qaeda Bin Laden chiama i musulmani alla Jihad per fermare aggressione.
GAZA, Onu Ban Ki-Moon: c’è un uso eccessivo della forza nell’operazione israeliana, e ripetere appello cessare il fuoco immediato. Secondo l’ultimo bilancio dei servizi d’emergenza palestinesi, le vittime sono altre i 1000. I feriti sono quasi 4.600.

GAZA, BIN LADEN CHIAMA MUSULMANI ALLA JIHAD.
Nel messaggio, che riporta la data dell’attuale mese del calendario musulmano, Bin Laden critica le riunioni ministeriali arabe e il ricorso dei governi arabi moderati all’Onu: “Sono dei modi per perdere la causa palestinese”. Il leader di Al Qaeda afferma inoltre che “il regime americano sta affondando”. GAZA, Secondo fonti egiziane il movimento di Hamas avrebbe accettato la proposta di tregua avanzata dal Cairo. Gaza, Spero che la tregua sia confermata, dice il ministro degli Esteri Frattini, dopo annuncio egiziano. GAZA, Ci sono ancora punti di divergenza con il piano egiziano, afferma dal Libano un dirigente di Hamas.

 


15-01-2009 GAZA, Almeno 16 palestinesi sono rimasti nei nuovi rida lanciati nella notte dall’aviazione israeliana sulla Striscia. GAZA, Soldati israeliani entrano in forze nei quartieri più densamente popolati di Gaza City. In migliaia i civili in fuga.

EGITTO: “HAMAS ACCETTA TREGUA A GAZA”.
OBAMA: AL QAEDA È MINACCIA NUMERO UNO.
OBAMA: QAEDA È LA MINACCIA USA.
“FARÒ IL POSSIBILE CONTRO ATTACCHI”
“Farò il possibile contro attacchi” “Farò tutto il possibile – ha aggiunto Obama – per impedire al Qaeda possa creare dei rifugi da usare come basi per attacchi contro gli americani”.

GAZA, “C’è un uso eccessivo della forza nell’operazione israeliana, che deve esser fermato immediatamente”. Lo ha detto al Cairo il Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki-moon, dopo aver incontrato il Presidente egiziano Mubarak. Il Segretario dell’Onu ha inoltre ripetuto il suo “appello per un cessate il fuoco immediato e duraturo” a Gaza. La situazione nella Striscia di Gaza sarà al centro dell’Assemblea Generale dell’Onu in programma oggi a New York. Non è stato specificato se al termine dei lavori sarà redatto un documento da far votare dall’Assemblea.

GAZA, Il Segretario Generale Onu, Ban ki-Moon, è arrivato in Israele, seconda tappa del suo tour diplomatico per risolvere crisi.

GAZA, Il capo di Hamas, Meshaal, ribadisce: non accetteremo alcun accordo che non contempli il ritiro immediato di Israele da Gaza. GAZA, Un funzionario dell’Unrwa denuncia che la sede è stata colpita oggi dalle truppe israeliane con proiettili al fosforo bianco.

GAZA In raid israeliano uccisi ministro interno di fama, suo figlio, suo fratello e familiari; Capo Sicurezza e capo alla militare.

GAZA, Il ministro degli Esteri israeliano Livni sarà domani a Washington per discutere su un possibile cessate il fuoco.

16-01-2009 GAZA, Hamas ha proposto una tregua di un anno, in cambio del ritiro delle truppe israeliane e della fine dell’Embargo.
GAZA “L’unione europea condanna gli attacchi di Israele all’Unrwa “Inaccettabile colpire gli obiettivi civili umanitari”.
GAZA Inferno di fuoco in ospedale colpito ieri sera da una cannonata israeliana. Pazienti disperati in fuga dall’edificio in fiamme.

ISRAELE: OFFENSIVA GAZA VERSO LA FINE.
ISRAELE, spera che la soluzione sia “vicina” nell’offensiva lanciata da tre settimane a GAZA contro HAMAS. Lo ha affermato il portavoce del primo ministro Olmert, alludendo alle missioni diplomatiche in corso tra il Cairo e Washington, dove oggi sarà il ministro degli Esteri, Livni. Intanto, il leader in esilio di Hamas, Mechaal, è giunto a Doha dove nel pomeriggio è in programma una riunione dei dirigenti arabi, organizzato dal Qatar, per discutere le possibili soluzioni del conflitto.
HAMAS, Il leader in esilio Meshaal ha rigettato le condizioni israeliane per una tregua e ha detto che continuerà la “resistenza”.

NAPOLITANO, “È ormai un imperativo assillante per la comunità internazionale” fermare il conflitto nella Striscia di GAZA.
GAZA LA MORTE IN DIRETTA TV.
GAZA, Qatar e Mauritania hanno sospeso i rapporti diplomatici con Israele. Lo riferisce un diplomatico Mauritano. GAZA, Un medico palestinese in diretta telefonica con una televisione commerciale ha visto morire in diretta tre figlie e due nipoti.

BUSH: LASCIO UN’AMERICA PIÙ SICURA
Il presidente uscente ha detto che lascia un’America “più sicura” di 7 anni fa, dopo gli attacchi dell’11 settembre, anche se ha ammesso di aver fatto alcuni errori. Bush ha ammonito che il terrorismo resta “la minaccia più grave”. E ha definito l’arrivo alla presidenza di Obama “un momento di speranza e di orgoglio per l’America.

17- 01-2009 GAZA, ISRAELE BOMBARDA UNA SCUOLA GESTITA DALL’ONU BEIT LAHIYA, dove erano rifugiati alcuni civili: uccisi una donna e un bimbo.
GAZA, Hamas: “Il confronto sul campo di battaglia continuerà anche se Israele annuncerà un cessate il fuoco unilaterale”.

GAZA Secondo fonti egiziane si potrebbe svolgere domani a Sharm El Sheikh un vertice arabo-europeo. Invitata anche l’Italia.
USA Congelati i beni di quattro presunti appartenenti ad Al Qaeda fra cui uno dei figli di Osama Bin Laden.

HAMAS: TREGUA ISRAELE NON FERMA LA GUERRA
“Il confronto sul campo di battaglia continuerà anche se Israele annuncerà un cessate il fuoco unilaterale a Gaza”. È quanto ha affermato il rappresentante di Hamas a Beirut, Hamdan, aggiungendo: “Qualsiasi cosa che non preveda la fine dell’aggressione, il ritiro, l’apertura dei valichi e la revoca del blocco vuole dire continuare il confronto”. Raggiunto intanto ieri a Washington un accordo tra Usa e Israele, per impedire il riarmo degli integralisti di Hamas, in caso di tregua. L’intesa prevede una stretta collaborazione per bloccare il contrabbando di armi dall’Egitto a Gaza. Israele la ritiene elemento indispensabile per il cessate il fuoco.

L’ONU TORNA A CHIEDERE FINE OSTILITÀ GAZA
L’assemblea generale dell’Onu è tornata a chiedere un cessate il fuoco immediato e duraturo a Gaza, che porti anche al ritiro completo delle forze israeliane. Nella risoluzione adottata da una larga maggioranza, si esige “il rispetto senza condizioni della risoluzione 1860 del Consiglio di Sicurezza”. La risoluzione adottata lo scorso 8 gennaio, era infatti rimaste priva di effetti. La votazione ha visto 142 voti favorevoli, 6 voti contrari e 8 astensioni. Dal 27 dicembre più di 1.100 palestinesi sono morti per i combattimenti. Fra questi, circa 410 bambini e 100 donne.

MUBARAK: ISRAELE LASCI LA STRISCIA DI GAZA.
Il presidente egiziano Mubarak, in un discorso alla TV nazionale, ha chiesto ad Israele “ di porre fine alle sue operazioni militari immediatamente e di ritirare le sue truppe da Gaza”. Ha aggiunto precisando che l’Egitto non accetterà mai osservatori stranieri sulle sue frontiere. In un colloquio telefonico, Berlusconi ha espresso a Mubarak il suo pieno sostegno al piano di pace egiziano.

18-01-2009 GAZA, Hamas ha ordinato oggi un cessate il fuoco immediato ai suoi miliziani e ha detto che Israele ha 7 giorni per il ritiro. Gaza, Si è aperto a Sharm el Sheikh il vertice internazionale per rafforzare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Gaza Abu Mazen: cessate il fuoco unilaterale di Israele è importante ma non sufficiente serve completo ritiro delle truppe.

“HAMAS, CESSIAMO FUOCO MA VIA LE TRUPPE”
Hamas ha ordinato oggi un cessate il fuoco immediato ai suoi miliziani. Lo ha detto un alto esponente del partito islamico, Ayman Taha, dal Cairo, precisando che Israele ha una settimana per ritirare le sue truppe della Striscia di Gaza. Hamas ha anche chiesto di aprire i valichi per consentire gli aiuti. All’una italiana di stanotte è entrata in vigore la tregua unilaterale proclamata da Israele nella Striscia. Il presidente eletto, Barack Obama, ha dato il benvenuto al cessate il fuoco israeliano a Gaza e si è detto impegnato ad aiutare Israele e i palestinesi a lavorare verso la pace.

RAZZI SU SDEROT, VIOLATA TREGUA A GAZA.
Dopo una notte di calma relativa, israeliani e palestinesi si sono scontrati violando la tregua unilaterale proclamata alle 2.00 (ora locale). Uno degli incidenti si sarebbe verificato nel campo profughi di Jabalya. Elicotteri israeliani avrebbero inoltre sparato raffiche di mitra nel settore di Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza. Stamane 6 razzi sono stati lanciati contro Sderot. Immediatamente la risposta di Israele che con un raid di elicotteri ha colpito i siti da cui sono partiti i razzi. Dopo l’annuncio, stanotte, della tregua, il Premier Olmert aveva detto di aver realizzato tutti gli obiettivi dell’operazione “Piombo fuso”.

GAZA, RITROVATI 95 CORPI FRA LE MACERIE.
Sono novantacinque i corpi senza vita, fra cui quelli di alcuni bambini, recuperati dalle macerie di edifici crollati a Bit Lahya e Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza. I cadaveri sono stati scoperti dopo il cessate il fuoco unilaterale proclamato ieri da Israele. Lo hanno affermato fonti sanitarie e dei servizi di emergenza palestinesi. Le due città sono state particolarmente colpite negli scontri seguiti ai 22 giorni dell’offensiva israeliana. E un palestinese è stato ucciso dai soldati israeliani nei pressi di Khan Yunes, nella zona sud della Striscia.

BERLUSCONI: CARABINIERI A VALICHI DI GAZA
Terminato il summit di Sharm el Sheikh in Egitto il premier Berlusconi ha annunciato la disponibilità dei nostri carabinieri per il controllo dei valichi di Gaza, nonché un supporto marittimo sulla costa. Poi ha ricordato come “da tempo l’Italia sostiene un grande piano Marshall per la Palestina di cui vuole essere capofila”. “Bisogna operare con la Ue e la nuova amministrazione Usa per uscire da questa crisi”, ha aggiunto. Dopo la tregua raggiunta in queste ore a Gaza, ora serve che ci sia un progressivo ritiro delle forze israeliane dalla Striscia”, ha detto Berlusconi.

MUBARAK: SERVE SOSTEGNO INTERNAZIONALE GAZA
È necessario “il sostegno internazionale” al piano egiziano, che ha come obiettivo di mettere fine in modo durevole alle violenze a Gaza, per il consolidamento del cessate il fuoco”. È quanto ha detto il presidente egiziano Mubarak nella conferenza stampa conclusiva del vertice di Sharm el Sheikh. “È necessario il sostegno in altri una fase successiva per garantire il ritiro delle truppe israeliane e la rimozione del blocco”, ha aggiunto. Al vertice presenti anche il presidente palestinese Abu Mazen, il premier israeliano Olmert, il segretario generale Onu Ban Ki-moon, il presidente francese, il premier britannico e Berlusconi. Concluso il vertice di Sharm el Sheikh, il presidente francese Sarkozy, i premier britannico Brown e spagnolo Zapatero, la cancelliera tedesca Merkel, il primo ministro ceco Topolanek e il presidente del Consiglio Berlusconi saranno a Gerusalemme per incontrare il premier israeliano Olmert. Il presidente Mubarak partirà invece per il Kuwait per un vertice arabo su Gaza.

19-01-2009 GAZA, Scoperti e recuperati tra le macerie a Bit Lahya e Jabalaya 40 corpi senza vita, fra cui alcuni bambini. GAZA, LA TV israeliana Canale 10 ha riferito che è cominciato il ritiro israeliano. Diverse unità rientrate in Israele.
19-01-2009 GAZA, HAMAS: TREGUA PER SETTE GIORNI
COMINCIATO IL RITIRO ISRAELIANO
HANYEH: “HAMAS HA BATTUTO ISRAELE”
SHARM, DIPLOMAZIA EUROPEA IN CAMPO
BERLUSCONI: CARABINIERI A VALICHI GAZA
BROWN E SARKOZY: VIA LE TRUPPE
MUBARAK: SERVE AIUTO INTERNAZIONALE
OLMERT: NON VOGLIAMO RESTARE A GAZA
PAPA: TERRA SANTA SPAZIO PER TUTTI.
HAMAS Per leader di Hamas a Gaza, Ismail Haniyeh, l’operazione israeliana a Gaza è stata un fallimento e i miliziani hanno vinto.
GAZA L’offensiva israeliana ha provocato danni iniziali per quasi 2 miliardi di dollari, secondo l’Autorità palestinese a Ramallah.
20-01-2009 GAZA Usa pronti a essere di nuovo da guida. Presidente egiziano Mubarak telefona a presidente Napolitano e ringrazia Italia per sostegno ad azione diplomatica egiziana.
UE: DIALOGO, SE HAMAS RINUNCIA AL TERRORISMO.
L’Unione europea potrebbe discutere con Hamas solo dopo la sua rinuncia al terrorismo e l’accettazione dei principi del Quartetto sul Medioriente (Onu, Ue, Usa Russia). Lo dice il ministro degli Esteri ceco Schwarzenberg all’Europarlamento. Anche Parigi sarebbe pronta al dialogo con “un governo di Unità Nazionale che comprenda elementi di Hamas” a condizione che il movimento integralista rinunci alla violenza, riconosca Israele e accetti processo di pace.
21-01-2009 GAZA, Esercito Israele apre inchiesta per accertare se suoi soldati abbiano usato proiettili al fosforo durante l’offensiva.
GAZA, Esercito Esteri Frattini: Egitto organizzerà conferenza internazionale su ricostruzione. Italia presente da presidente Ue.
22-01-2009 LIVNI: ABBIAMO DIRITTO BOMBARDARE I TUNNEL.
Il ministro degli Esteri israeliano, Livni ha affermato che Israele si riserva il diritto di attaccare i tunnel usati da Hamas per contrabbandare armi. “Non affideremo la nostra sicurezza – ha precisato – all’Egitto, all’Europa o agli Stati Uniti. Se saremo costretti ci saranno altri attacchi”. Ieri, nell’incontro con i ministri degli Esteri dell’Ue, Livni ha affermato che “fino a quando il caporale Shalit resta in mano ad Hamas, sarà impossibile risolvere la crisi a Gaza”. Il caporale è nelle mani di Hamas dal giugno 2006. L’Ue chiede la riapertura dei valichi per l’emergenza umanitaria a Gaza.
22-01-2009 GAZA, “Il nostro esercito rispetta il diritto internazionale”, dice il ministro israeliano Tzipi Livni.
22-01-2009 AL QAEDA: “COLPIREMO USA E REGNO UNITO”
Al Qaeda torna a minacciare azioni terroristiche in Regno Unito e Stati Uniti. In un video messo in rete oggi, e individuato dal centro americano Site, che controlla i siti islamici, il numero 3 della rete terroristica Abu Yahya al-Libi esorta a compiere attentati in occidente, soprattutto negli Usa e nel Regno Unito, in risposta all’offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza. “Sacrificatevi per far provare agli infedeli ciò che essi fanno subire ai fratelli palestinesi” dice nel video, invitando a colpire gli ebrei ovunque essi si trovino.

25-01-2009 NAVE AMERICANA BLOCCA CARICO ARMI.
GAZA, Secondo Usa forniture Iran ad Hamas la flotta americana di stanza nel golfo di Aden per combattere la pirateria ha ricevuto istruzioni per impedire il traffico di armi dell’Iran ad Hamas. Lo scrive il Sunday Times, secondo cui gli americani sono convinti che i guardiani della rivoluzione riforniscono il gruppo islamico palestinese, facendo arrivare armi via terra della Somalia e dal Sudan con i beduini, o via mare attraverso il Canale di Suez. La scorsa settimana una nave mercantile russa battente bandiera cipriota, che trasportava armi destinate ad Hamas, è stata intercettata dagli americani e costretta ad attaccare in Egitto.
25-01-2009 LIVNI: Per Israele Obama è opportunità il Ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni, in un convegno del suo partito, ha detto che “Obama è un’opportunità per Israele”, ma solo se lo Stato ebraico sceglierà la via della pace. “Obama farà pressione su chi rifiuta questo processo, e Israele deve scegliere con chi stare. Se si oppone alla pace ci sarà una spaccatura con gli Usa”. “Se Netanyahu vincerà le prossime elezioni, ci sarà una frattura con Obama”, ha concluso, ricordando gli attriti di Netanyahu con Clinton negli anni ’90.

25-01-2009, FRATTINI A CLINTON, COLLOQUI SU GAZA.
Le principali tematiche internazionali fra cui la crisi a Gaza, sono state passate in rassegna del ministro degli Esteri, Frattini, e il suo omologo americano, Hillary Clinton, in una lunga conversazione telefonica. Frattini ha inoltre ribadito la volontà dell’Italia di rimanere un partner essenziale degli Usa in Europa. E in vista dei colloqui di stasera dei ministri degli Esteri, Ue con gli omologhi giordani, turchi, egiziani, e dell’Anp, Frattini illustrerà alcune proposte per un piano italiano articolato in 3 punti.
GUANTAMANO, ITALIA PRONTA A COLLABORARE
Il ministro Frattini ha dichiarato che l’Italia è “pronta a collaborare” sulla decisione Usa di chiudere Guantanamo. Il ministro lo ha detto a Bruxelles, dove si trova per la riunione che affronterà la questione della dislocazione in Europa di alcuni prigionieri. Su questo punto, ha spiegato che bisognerà definire le “regole” per l’eventuale loro accoglienza. Su Gaza, Frattini ha detto che la preoccupazione è di “non creare le condizioni per un nuovo governo di Hamas”.

28-01-2009 GAZA: STATO D’ALERTA NEL SUD DI ISRAELE.
Dichiarato lo stato di allerta nel Neghev, dopo gli scontri di ieri. Un soldato è rimasto ucciso da un ordigno ai margini della Striscia. “E stamane nuova violazione della tregua da parte dei miliziani di Hamas. Secondo la tv al Jazira”, “tre colpi di mortaio sono stati sparati contro l’esercito israeliano”. Nella notte, aerei israeliani hanno colpito tunnel usati per il contrabbando.
29-01-2009 RAID ISRAELIANO A GAZA CONTRO HAMAS.
L’esercito israeliano ha lanciato un attacco a Khan Yunes, a sud di Gaza, per colpire un membro di Hamas, responsabile dell’uccisione di un soldato israeliano. L’uomo, rimasto ferito, era su una moto che è stata centrata da un razzo. Le schegge hanno colpito 18 persone, tra cui 11 bambini. Il raid è avvenuto poche ore dopo il lancio di un missile da Gaza verso Israele. L’inviato americano, Mitchell, è a Ramallah, in Cisgiordania per incontrare il presidente dell’autorità palestinese Abu Mazen, nel tentativo di consolidare la tregua a Gaza.
29-01-2009 NUOVO APPELLO DELL’ONU PER I CIVILI DI GAZA
Occorrono 600 milioni di dollari per aiutare la popolazione della Striscia di Gaza. È la stima ipotizzata dal segretario dell’Onu, Ban Ki-moon, che dal vertice di Davos lancia un nuovo appello alla comunità internazionale. I fondi saranno destinati a coprire i bisogni alimentari, gli aiuti urgenti e l’allestimento di Tendopoli. Secondo l’Onu, nell’offensiva israeliana sono morti 1300 palestinesi. Tra i 5300 feriti, ci sono quasi 1900 bambini e 800 donne.
31-01-2009 GAZA: RAZZI LANCIATI A SUD DI ISRAELE.
Un razzo palestinese è stato sparato dal confine della Striscia di Gaza verso il sud di Israele senza fare vittime. Il razzo ha colpito un campo nei pressi di Ashkelon. Quello di questa mattina non è il primo episodio di attacco dopo l’accordo di “cessate il fuoco” avvenuto il 19 gennaio scorso.


01-02-2009 GAZA, “HAMAS HA ACCETTATO LATREGUA” LO AFFERMA LA TV SATELLITARE AL ARABIYA. ATTESA DOMANI DELEGAZIONE AL CAIRO. NUOVO LANCIO RAZZI, OLMERT MINACCIA
Il gruppo radicale palestinese Hamas ha accettato una proposta egiziana per una tregua di un anno con Israele nella Striscia di Gaza a partire da giovedì prossimo. Lo riferisce la tv araba al Arabiya, citata dal quotidiano Haaretz. Secondo la fonte, Hamas ha anche accettato di far controllare la frontiera con l’Egitto dall’Autorità nazionale palestinese. Una delegazione di Hamas è attesa per domani al Cairo per ufficializzare la risposta alla proposta. Il Cairo non commenta la notizia. Secondo Haaretz, i ministri israeliani Barak e Livni sono divisi sulla valutazione della proposta egiziana. Almeno 4 razzi, lanciati dalla Striscia di Gaza, sono esplosi nel Sud d’Israele senza fare vittime né danni. Immediata la reazione israeliana. Reagiremo “in modo smisurato” ai lanci di razzi palestinesi in violazione del cessate il fuoco, ha detto il premier Olmert al consiglio dei ministri. La risposta “ci sarà nel luogo e nel momento che riterremo più opportuni. Israele si riserva di non lasciare senza risposta alcun attacco di Hamas”, ha aggiunto il premier. Per il movimento islamico palestinese quella di Olmert è solo propaganda elettorale.
02-02-2009 RAZZI DA GAZA, ISRAELE BOMBARDA LA STRISCIA.
Un palestinese è rimasto ucciso e altri quattro sono rimasti feriti in un raid aereo israeliano vicino al confine egiziano di Rafah. Il premier Olmert aveva annunciato reazioni “smisurate”.
03-02-2009 ONU: A GAZA GARANTIRE PACE DUREVOLE.
L’aviazione israeliana ha bombardato i tunnel usati per contrabbandare armi dall’Egitto e alcune strutture di Hamas nella Striscia di Gaza.
03-02-2009 GAZA, Il numero 2 di Al Qaeda, Al Zawahri definisce “vuote” le parole del presidente Usa Obama sui 1.300 morti palestinesi a Gaza.

GAZA 04-02-2009 GUERRA, AIUTI SENZA CONFINI.
Guerra di Gaza: 1.314 i morti palestinesi, tra cui 412 bambini e 110 donne; oltre 5.000 feriti. Oltre 700 i razzi lanciati contro Israele: 4 vittime civili, 9 soldati uccisi, 182 i feriti. L’Unicef stima in 19,8mln di dollari la cifra utile per i primi aiuti e offre: - 20 kit di rianimazione per interventi chirurgici di emergenza; - 335 Kit di pronto soccorso; - materiali sanitari di emergenza per 50.000 persone; farmaci e attrezzature sanitarie; - scorte di carburante e generatori elettrici per 13 ospedali e 24 ambulatori; - Kit famigliari per potabilizzare l’acqua; - dislocazione di 5 nuovi team composti ognuno da 20-30 operatori sociali. Per partecipare al progetto “Aiuti senza confini” info su www.unicef.it.

05-02-2009 GAZA Attivista palestinese ucciso da soldati israeliani in Cisgiordania. La vittima 21 anni era un membro delle Brigate Al Quds.
06-02-2009 ISRAELE Liberati i 10 militanti e giornalisti a bordo del cargo di aiuti umanitari sequestrato al borgo di Gaza e portato in Libano.

06-02-2009 HAMAS, EGITTO NOVE MILIONI di dollari e due di euro: è quanto contenevano le borse con cui il mediatore di Hamas tornava dal Cairo.

10-02-2009 BERLUSCONI: “SARÒ A CONFERENZA SU GAZA”.
Il Presidente del Consiglio parteciperà alla conferenza internazionale su Gaza al Cairo il 2 marzo. “Sarò lì come Presidente del Consiglio italiano e come presidente di turno del G8”, dice Berlusconi in una conferenza a Palazzo Chigi con il Presidente Egiziano Mubarak. L’Italia e il suo premier potranno dare “un importante contributo” per il successo della Conferenza, dice Mubarak. Berlusconi “è stato il primo a parlare di un piano Marshall per la ricostruzione dello Stato palestinese”, spiega. Annunciato per il 12 Maggio, a Sharm El Sheikh, il secondo vertice intergovernativo tra Italia e Egitto.
11-02-2009 ISRAELE: Il leader del Likud, Netanyahu, ha detto di essere certo che sarà lui a formare il prossimo governo.
11-02-2009 ISRAELE: Livni propone al leader del Likud, Netanyahu, di prendere parte ad un governo di unità nazionale guidato del Kadima.
11-02-2009 ISRAELE: Dopo la sconfitta alle presidenziali, il leader laburista Barak dice: “Non temiamo il passaggio all’opposizione”.
11-02-2009 ISRAELE: Il portavoce di Hamas Barhum, dopo le elezioni presidenziali dice: “Hanno vinto gli estremisti”.
11-02-2009 ISRAELE: Elezioni legislative, è terminato lo spoglio: Kadima (centrodestra) batte Likud (destra) di un solo voto.
11-02-2009 ISRAELE: Il leader del Likud, Netanyahu, propone un governo da lui guidato con Livni agli Esteri e Lieberman alle Finanze.
11-02-2009 GAZA: Il numero due dell’ufficio politico di Hamas, Marzuk, annuncia: entro 48 ore sarà definita una tregua di 18 mesi con Israele.
11-02-2009 La notizia del cessate il fuoco sarà dato dall’Egitto dopo contatti con le altre fazioni palestinesi e la parte israeliana. Sempre sul fronte diplomatico, il Ministro degli Esteri egiziano Gheit ha annunciato che il segretario di Stato Usa H. Clinton parteciperà alla conferenza internazionale per gli aiuti a Gaza.
13-02-2009 SCONTRI A GAZA E CISGIORDANIA, 2 MORTI
Un palestinese di 14 anni è rimasto ucciso in uno scontro con i militari israeliani a Hebron, in Cisgiordania. Il ragazzo è stato raggiunto da un colpo d’arma da fuoco mentre era con un gruppo di manifestanti che lanciavano sassi verso i soldati. Nessun commento da parte dell’esercito israeliano. Da Gaza miliziani di Hamas hanno invece lanciato 3 Qassam verso il Negev senza provocare danni. Israele ha risposto con un raid aereo, provocando un morto e tre feriti. Anche qui, mancano conferme ufficiali alle fonti mediche.
14-02-2009 PAKISTAN, MISSILI DA “DRONE” USA: 32 MORTI.
Un Drone Usa, aereo senza pilota, ha lanciato due missili nella zona al confine con l’Afghanistan uccidendo 32 persone, tra i quali diversi civili. I missili che hanno raso al suolo una abitazione fortificata dove cerano 50 miliziani, sono stati sganciati nel sud Waristan, dove c’è la base del leader talebano Mahsud, alleato di Al Qaeda, e accusato dell’assassinio dell’ex premier Benazir Bhutto, avvenuto nel 2007. Il presidente Zardari ha detto che “il Pakistan sta combattendo con forza una guerra contro i talebani, che vogliono prendere il controllo del Paese e farci cambiare il nostro stile di vita”.


15-02-2009 ISRAELE, KADIMA CHIEDE ROTAZIONE PREMIER.
Il partito centrista Kadima e il Likud, per andare insieme al governo devono accordarsi su una rotazione del premier. Lo ha dichiarato il ministro israeliano per la sicurezza interna, Dichter “La rotazione è il minimo che Kadima possa esigere perché si formi un governo stabile”, afferma il ministro altrimenti “Kadima andrà all’opposizione”. Alle elezioni del 10 febbraio il partito di Livni (Kadima) ha avuto 28 seggi contro i 27 del Likud di Netanyahu.
15-02-2009 ISRAELE La leader di Kadima, Livni annuncia che non ha intenzione di entrare in un governo a guida Netanyahu.
16-02-2009 OLMERT: NESSUNA TREGUA SENZA RILASCIO SHALIT.
Israele non accetterà una tregua con Hamas nella Striscia di Gaza se non sarà rilasciato Gilad Shalit, il soldato rapito di miliziani palestinesi nel 2006. Lo ricorda il premier Olmert. La risposta di Hamas al piano egiziano è attesa per le prossime ore, ma il movimento islamico dice che Israele pone nuovi ostacoli. La bozza prevede una graduale allentamento del blocco israeliano a Gaza e fine lanci di razzi Qassam. Intanto alla vigilia dell’avvio delle consultazioni per la nascita del nuovo governo, la leader di Kadima, Livni, ha escluso di entrare in una maggioranza di destra con il Likud di Netanyahu.
16-02-2009 OLMERT: PAPA A MAGGIO IN TERRASANTA.
Il premier israeliano Olmert ha confermato che il Papa sarà in visita in Terrasanta fra l’8 ed il 15 maggio. Olmert lo ha annunciato poco prima della riunione dell’esecutivo aggiungendo che “il presidente Peres l’accompagnerà durante tutto il suo soggiorno che sarà organizzato dell’ufficio del primo ministro”. Il viaggio era stato preannunciato dallo stesso Pontefice nei giorni scorsi. Il Papa farà tappa ad Amman, in Giordania, poi si recherà a Tel Aviv, Gerusalemme Nazareth e Betlemme, dove incontrerà il presidente dell’Anp Abu Mazen e celebrerà la messa.
16-02-2009 GAZA, Palestinese ucciso, Razzi sul Negev mentre proseguono le trattative tra Israele e Hamas per definire i dettagli della tregua, resta alta la tensione al confine tra Israele e la Striscia di Gaza. Nella notte, sono stati lanciati due razzi dal nord della Striscia che sono caduti nel sud di Israele, senza conseguenze per le persone. Fonti Palestinesi affermano che nella zona settentrionale della Striscia, è morto un uomo colpito da un cannoneggiamento israeliano, ma questi ultimi negano di aver aperto il fuoco.
18-02-2009 AFGHANISTAN, FRATTINI A SORPRESA A HERAT.
Il ministro degli Esteri Franco Frattini è giunto stamane a Herat, sede del Comando militare italiano nella regione, per una visita non preannunciata. Frattini si sposterà in giornata a Kabul per colloqui istituzionali. Il ministro è stato accolto dal generale degli alpini Paolo Serra, comandante del contingente italiano. Nel corso della mattinata, Frattini incontrerà anche il governatore della provincia di Herat, Yusuf Nouristani.
20-02-2009 GAZA: MEDIO ORIENTE.
Due razzi di tipo Grad lanciati dalla Striscia di Gaza, sono caduti in Israele sulla città di Netivot.
20-02-2009 ITALIA-USA
Il Ministro degli Esteri Frattini, sarà ricevuto dal Segretario di Stato americano Clinton il 27 febbraio prossimo.

21-02-2009 LANCIO DI RAZZI TRA LIBANO E ISRAELE.
Una donna israeliana è stata leggermente ferita dal lancio di un razzo Katiusha lanciato dal Libano verso Israele. Secondo fonti israeliane la città colpita sarebbe quella di Maalot, vicino alla frontiera libanese. La risposta israeliana non si è fatta attendere e tre missili sono stati sganciati e diretti verso il sud del Libano. Intanto a Gaza, sono morti due palestinesi a causa di un’esplosione.

22-02-2009 GAZA, HAMAS: UCCISI DUE GIOVANI PALESTINESI.
Due giovani fratelli palestinesi sono morti a Juhr al-Dik, al confine fra la Striscia di Gaza e Israele, in circostanze poco chiare. Secondo il sito on-line del giornale Haaretz, potrebbero essere rimasti vittime di un’esplosione accidentale di ordigni che trasportano nell’ambito di una missione quasi suicida imposta loro da Hamas dopo la scoperta di un presunto tradimento a favore d’Israele. Secondo altre fonti, i due sarebbero stati uccisi a colpi di arma da fuoco.
22-02-2009 ISRAELE, NETANYAHU: NO DIKTAK SU GOVERNO.
Netanyahu non si farà costringere a dare vita a un governo di unità nazionale “L’unità può essere raggiunta attraverso il dialogo e non attraverso forzature e diktak”, ha detto il leader del Likud al termine dell’incontro con l’omologa di Kadima, Tzipi Livni. “Bisogna fare un tentativo vero per l’aggiungere una posizione comune”, ha rifiutato l’ipotesi di entrare a far parte di un governo guidato dal leader del Likud.

23-02-2009 GAZA, RAID ISRAELIANO DOPO ATTACCO.
Raid dell’esercito sul campo profughi di Maghazi, nel settore centrale della Striscia di Gaza. Non si ha notizia di eventuali vittime. Il raid arriva in risposta a degli spari contro una pattuglia israeliana. Malgrado l’entrata in vigore del cessate il fuoco, il 18 gennaio scorso, nei territori continuano gli scontri.

25-02-2009 AFGHANISTAN: Scontri a fuoco tra talebani e poliziotti anti-narcotici nelle piantagioni di oppio, nella regione di Helmand: 20 morti.

25-02-2009 LIBANO, RINVENUTI 4 RAZZI KATIUSCIA
L’esercito libanese ha rinvenuto nel Sud-est del paese 4 razzi Katiuscia non operativi. Il ritrovamento nei pressi di Shebaa, un’area ridosso del confine siriano, a pochi km dal territorio occupato dall’esercito israeliano. Shebaa è stata spesso teatro di scontri fra miliziani hezbollah e unità dell’esercito israeliano, poste a guardia delle prestazioni radar del monte Hermon. L’area si trova sotto il comando del contingente spagnolo della missione di pace dell’Onu Unifil.
25-02-2009 IRAN, PRIMI TEST CENTRALE NUCLEARE
Sono cominciati i test per l’avvio della prima centrale nucleare iraniana di Bushehr. Occorrerà effettuare una lunga serie di prove, tuttavia, prima che l’impianto entri in funzione. Lo ha annunciato il capo dell’Agenzia iraniana dell’energia atomica, Gholan Reza Aghazadeh, specificando che per i test ci sarà bisogno da 4 a 7 mesi di tempo. Era atteso per oggi l’annuncio della data di avvio della centrale, completata anche grazie all’aiuto dell’Agenzia atomica federale russa.
26-02-2009 HAMAS – FATAH, A MARZO GOVERNO UNITARIO
Le fazioni palestinesi, tra le quali Hamas e al Fatah, si sono fissate come obiettivi al Cairo un governo di unità nazionale entro fine marzo. La notizia è contenuta in un comunicato letto dall’ex primo ministro palestinese Abu Ala, al termine della Conferenza di riconciliazione interpalestinese, convocata al Cairo dall’Egitto. Per favorire la nascita del nuovo governo, verranno istituite 5 commissioni. Il nuovo esecutivo sarebbe riconosciuto dalla comunità internazionale e metterebbe fine a 18 mesi di stato nei negoziati per la nascita di un solo Stato palestinese, con Gaza e la Cisgiordania.
26-02-2009 GAZA, RAID ISRAELIANO SU TUNNEL DI RAFAH
L’aviazione israeliana è tornata a colpire la zona dei tunnel di Rafah che collegano la Striscia di Gaza al confine egiziano. L’azione segue il lancio di razzi Qassam, rivendicato dalla formazione armata “Hezbollah palestinese” “per le violenze compiute dagli israeliani nei confronti del popolo palestinese”. I razzi Qassam erano caduti su Sderot, danneggiando due abitazioni, e nel Negev, senza provocare danni.


27-02-2009 IRAQ, 2010 VIA TRUPPE COMBATTIMENTO USA.
Il presidente degli Stati Uniti Obama ha l’intenzione di ritirare le truppe da combattimento in Iraq entro il 2010. Obama ha preso questa decisione insieme ai membri del Congresso. Lo riferiscono la CNN e New York Times. Il presidente farà una dichiarazione pubblica su questa decisione oggi, durante una visita alla base dei Marines di Camp Lejeune nella Caroline del Nord Obama lascerà in Iraq una forza di sostegno fra i 35mila e i 50mila soldati. Attualmente sono 142mila quelli presenti sul territorio iracheno.

27-02-2009 ISRAELE, KADIMA RESTA FUORI DAL GOVERNO.
Si è concluso senza intese l’incontro fra il leader del partito centrista Kadima, Tzipi Livni, e il premier israeliano designato, Benjamin Netanyahu, per trovare un accordo sul nuovo governo di unità nazionale. Come riferisce la radio militare, Livni ha ribadito la sua contrarietà a entrare nel governo con Netanyahu. Manca infatti un’intesa sulle questioni principali i negoziati di pace e la riforma istituzionale. Livni ha ipotizzato che Kadima passerà all’opposizione Netanyahu ha commentato: “Ho fatto il possibile per raggiungere l’unità”.

27-02-2009 SOLANA VISITA LA STRISCIA DI GAZA.
“L’Unione Europea è pronta ad assumere nuovamente il ruolo di osservatore al valico di Rafah, fra Gaza ed Egitto, non appena le parti si accorderanno”. Lo afferma il rappresentante per la politica estera dell’Ue, Solana nella sua prima visita a Gaza da quando, nel giugno 2007 Hamas, ne assunse il potere. Solana esprime quindi sostegno al dialogo di riconciliazione nazionale palestinese in corso al Cairo. “Siamo a Gaza per esprimere solidarietà ai suoi abitanti e verificare l’entità di danni causati dalla guerra”, dice Solana, che non vedrà esponenti del gruppo radicale palestinese Hamas.

27-02-2009 BANGLADESH, AMMUTINATI: 200 ARRESTI, 70 MORTI.
Sale a 70 il numero dei morti nell’ammutinamento avvenuto due giorni fa a Dacca, all’interno del quartier generale dei paramilitari bengalesi delle forze di sicurezza. Più di 50 corpi sono stati già trovati all’interno della struttura secondo fonti locali. Tra le vittime, almeno 20 ufficiali e 4 civili. Gli insorti si sarebbero sbarazzati dei corpi delle persone da loro trucidate gettandoli in canali o seppellendoli. Almeno 200 ammutinati sono stati arrestati questa notte. La rivolta dei paramilitari era scattata dopo i continui rifiuti da parte dei superiori di aumentare la paga.

28-02-2009 FRATTINI: “QUELLA DEL TERRORISMO NUCLEARE”.
Il terrorismo nucleare: “Non è più una minaccia astratta”, serve “approccio più aggressivo su non-proliferazione”.

28-02-2009 BAGDAD: AVREMO ANCORA BISOGNO DEGLI USA.
L’Iraq avrebbe bisogno dell’aiuto degli usa ancora “per qualche tempo”. Lo ha dichiarato il Vice-presidente iracheno, Tarek Al Hachemi. L’Iraq saluta “l’impegno dell’amministrazione Usa di ritirare le truppe” dal suo territorio, afferma Hachemi. Tuttavia Bagdad, sottolinea il vice presidente, “avrà ancora bisogno della Comunità internazionale per costruire uno Stato di diritto e gli Stati Uniti avranno una grande responsabilità in questo campo”.

01-03-2009 GAZA Cinque palestinesi sono rimasti uccisi in seguito al crollo di un tunnel sotterraneo presso il confine di Gaza.

04-03-2009 IRAN, KHAMENEI: OLOCAUSTO FU PRETESTO
L’olocausto è stato “un pretesto” per creare lo Stato di Israele. Lo ha detto la Guida Suprema iraniana, Ayatollah Ali Khamenei, aprendo a Teheran una Conferenza internazionale di sostegno alla Palestina. Khamenei si è dichiarato contrario a qualsiasi trattativa fra Palestinesi e israeliani, affermando che il popolo palestinese potrà attenere risultati solo attraverso “la Jihd”. Il comandante di Pasdaran, Ali Jafari, avverte: l’Iran è in grado di colpire “tutti i siti nucleari israeliani”. E il segretario di Stato Usa, Clinton ha accusato Khamenei di chiara “ingerenza” negli affari mediorientali, per aver lanciato ai palestinesi un appello alla lotta armata.
05-03-2009 ANCORA STRAGI IN IRAQ ATTENTATI SU CIVILI
Un’autobomba è esplosa in un mercato di bestiame nella provincia di Babil, nel sud dell’Iraq, provocando almeno 10 morti e oltre 50 feriti. Undici iracheni sono invece stati uccisi ieri in una serie di attacchi contro la polizia le milizie che combattono Al Qaeda. Due gli attentati suicidi, a Baghdad e Mossul, nei quali sono morti quattro poliziotti e sono rimaste ferite 33 persone. Sempre a Mossul un soldato iracheno e un civile sono stati uccisi in due diversi agguati. Assassinato un avvocato sciita a Kirkuk, mentre 4 persone sono morte in un attentato presso Balad.
05-03-2009 CONFERENZA ISLAMICA: NO AD ARRESTO BASHIR
L’organizzazione per la Conferenza islamica (Oci) ha condannato l’emissione del mandato di cattura contro il presidente sudanese Omar El Bashir, da parte della Corte penale internazionale dell’Aia. Secondo l’Oci, la decisione della Corte potrebbe influenzare negativamente la soluzione del conflitto in Darfur. Per il segretario generale dell’Oci, “Il mandato di arresto può minare anche la stabilità del Sudan”. Bashir è accusato discrimini di guerra e contro l’umanità. Si stima che la repressione in Darfur abbia provocato 300 mila morti e due milioni di sfollati.
05-03-2009 DARFUR, CINA AUSPICA STOP A PROCESSO BASHIR.
La Cina “si augura” che il Consiglio di sicurezza dell’Onu chieda alla Corte internazionale di Giustizia di “sospendere il processo “contro il presidente sudanese Al Bashir. Lo dice il ministro degli Esteri di Pechino, in una nota diffusa dal suo sito internet. La Cina, dice la nota, è dispiaciuta e preoccupata” per la decisione della Corte di emettere un mandato di cattura per Bashir, accusato di crimini contro l’umanità e di guerra per la repressione in Darfur. La Cina è il principale acquirente del petrolio sudanese.
05-03-2009 BASHIR ACCUSA USA E PAESI EUROPEI
Per il secondo giorno consecutivo in migliaia di manifestazioni si sono riuniti nel centro di Khartum per ascoltare un discorso del presidente Bashir contro cui ieri la Corte penale internazionale ha emesso un mandato di cattura. “I Paesi che fingono di proteggere i diritti dell’uomo sono i primi a violarli”, ha detto Bashir chiedendo “la formazione di un fronte dei popoli liberi contro il neo-colonialismo”. Quindi ha detto che le 13 organizzazioni internazionali che sono state espulse “hanno agito contro il Sudan”. Khartum ha fatto sapere che non consegnerà Bashir alla Corte dell’Aia.
06-03-2009 FRATTINI RINVIA MISSIONE A TEHERAN
Il ministro degli Esteri, Frattini, ha deciso di “riprogrammare” la prevista missione in Iran a marzo, in considerazione delle “dichiarazioni inaccettabili rivolte dalle massime autorità iraniane contro lo stato di Israele e gli Stati Uniti”. Lo scomunica la Farnesina. Frattini aveva cercato con il benestante del consiglio Atlantico, di coinvolgere l’Iran nel tentativo di stabilizzare l’area Afghano-Pakistan. Dopo le ultime, “inaccettabili” dichiarazioni. Frattini ha deciso di rinviare l’incontro con la controparte iraniana.
07-03-2009 DISARO, LAVROV: AL BANDO TEST ATOMICI
Il ministro degli esteri russo Sergei Lavron ha lanciato da Ginevra un appello a tutti i paesi, in particolare agli Stati Uniti, ad aderire al trattato per la messa al bando dei test nucleari. “L’adesione – ha detto Lavrov – garantirebbe ai firmatori il diritto di usare l’energia nucleare per scopi pacifici”. Lavrov ha anche auspicato la creazione in Medio Oriente di una zona libera da armi nucleari. “Per la prima volta dalla fine della guerra fredda è arrivato il momento giusto per compiere progressi reali nel processo di disarmo internazionale”.
07-03-2009 IRAN, LANCIO DI SCARPE CONTRO AHMADINEJAD
Dopo Bush, anche Mahmoud Ahmadinejad è stato obiettivo di un lancio di scarpe. L’episodio è avvenuto nella città nordoccidentale di Urimiye mentre il presidente iraniano stava viaggiando in un’auto scoperta. Lo riferiscono i blog indipendenti iraniani, mentre la stampa ufficiale non ha scritto nulla. Secondo il blog, la guardia presidenziale iraniane non sarebbe riuscita a catturare l’emulo del giornalista iracheno diventato un eroe in patria e in molte altre nazioni per aver lanciato a dicembre una scarpa contro il presidente americano.
08-03-2009 IRAQ, Un soldato americano ucciso in un attacco di ribelli contro la sua pattuglia o Tikrit, città natale di Saddam Hussein.
08-03-2009 IRAQ, Kamikaze si fa esplodere davanti ufficio polizia di Baghdad. Undici persone fra cui 8 agenti, sono morte 16 ferite.
08-03-2009 GAZA L’aviazione di Israele ha compiuto due raid contro tunnel nella Striscia, dopo il lancio di razzi Qassam sul suo territorio.
08-03-2009 ISRAELE, Ex presidente Moshe Katzav sarà incriminato per stupro e violenze sessuali nei confronti di sue ex dipendenti.
08-03-2009 IRAQ, Sale il bilancio dell’attentato avvenuto stamane a Baghdad. 28 morti finora accertati nell’esplosione d’avanti ufficio polizia.

09-03-2009 BAGHDAD, ATTENTATO A POLIZIA: 28 MORTI.
Sanguinoso attentato ieri mattina davanti all’accademia della polizia di Baghdad. Un Kamikaze in motocicletta si è fatto esplodere provocando 28 morti e 58 feriti, quasi tutti poliziotti e reclute che entrano in accademia. L’attentatore indossava una cintura esplosiva ed anche la moto era imbottita di esplosivo. La violenza dell’esplosione è stata tale che molti corpi irriconoscibili ed è difficile fare il computo definitivo delle vittime. Intanto il gen. Usa Perkins ha confermato che entro settembre 12.000 soldati americani e 4.000 britannici lasceranno il Paese.
09-03-2009 HAMAS, abbiamo video israeliano Shalit il numero 2 dell’ufficio politico di Hamas, Musa Alu Marzuk, possiede un filmato di Gilad Shalit, il soldato israeliano catturato nel 2006 dei palestinesi nella Striscia di Gaza. Lo sostiene il quotidiano del Kuwait, “Al Jarida”, rilanciato oggi dai media israeliani. Marzuk avrebbe ricevuto il video, che testimonia che Shalit è in buona salute, dal leader delle Brigate Ezzedine-Al Qassam (braccio armato di Hamas), Ahmad Jabari.
12-03-2009 IRAQ: LANCIÒ SCARPE A BUSH, CONDANNATO
Il giornalista iracheno Montazer al Aidi è stato condannato a 3 anni di carcere dal Tribunale di Bagdad per il lancio delle sue scarpe contro l’ex presidente americano Bush, in occasione della sua ultima visita in Iraq. Nel corso del processo, ripreso questa mattina, il giornalista della tv “Al Baghdadiya” si è proclamato innocente, ma il Tribunale lo ha considerato colpevole di vilipendio a un capo di Stato straniero. Al Zaid lanciò le sue scarpe contro Bush il 14 dicembre scorso, diventando un eroe per gli anti-americani.
14-03-2009 ONU, Il Sig. generale Ban Ki-moon dice che la situazione della sicurezza in Afghanistan si è aggravata nel primo scorcio del 2009.
14-03-2009 ONU: AFGHANISTAN, GRAVE SITUAZIONE SICUREZZA
Lo dice il segretario generale Onu, Ban Ki-moon, in un rapporto al Consiglio di sicurezza. Gli aiuti internazionali giunti in Afghanistan, secondo Ban, non sono stati adeguati alle reali necessità, e “gran parte della popolazione subisce le conseguenze negative di una prolungata siccità e dell’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari”.
14-03-2009 ISRAELE VERSO GOVERNO A TURNO LIKUD-KADIMA.
In Israele, esponenti dei partiti Likud e Kadima starebbero parlandosi per cercare un accordo che sblocchi la situazione politica. Lo scrive il quotidiano “Haretz”. Si sarebbe infatti riaffacciata l’ipotesi concreta di una guida del governo “a rotazione” tra Benjamin Netanyahu e Tzipi Livni. Il primo, stando a quanto dice il giornale, rimarrebbe in carica per un tempo maggiore rispetto alla seconda.
15-03-2009 ISRAELE, COLLOQUIO TRA NETANYAHU E LIVNI.
Incontro segreto fra Netanyahu, primo ministro israeliano incaricato, nonché leader del Likud e il ministro degli Esteri in carica Livni, leader di Kadima. I due, come scrivono i giornali israeliani, si sarebbero incontrati per verificare l’ipotesi di un governo di coalizione, con premierato a staffetta. Inizialmente, l’ipotesi di una coalizione Likud-Kadima era stata scartata dalla Livni, ma ora, sempre secondo i media di Israele, torna ad essere una delle possibili ipotesi di compromesso.

16-03-2009 AFGHANISTAN, ATTACCHI KAMIKAZE: 11 MORTI.
Due diversi attacchi Kamikaze sono stati sferrati nel sud e nell’ovest dell’Afghanistan. I morti sarebbero almeno undici. La maggior parte delle persone uccise sono agenti di polizia. Un kamikaze si è fatto esplodere in mezzo a un gruppo di agenti, fuori dal quartier generale di polizia. Un Kamikaze si è fatto esplodere in mezzo a un gruppo di agenti, fuori dal quartier generale della polizia a Lashkar Gah, capitale della provincia di Helmand. Il secondo, identico attacco è avvenuto a Farah, distretto di Delaram. Complessivamente si contano almeno 28 feriti.
17-03-2009 ISRAELE, FALLITI NEGOZIATI PER SHALIT.
Falliti i negoziati fra Israele ed Hamas per la liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit, catturato dal movimento islamico nell’estate 2006. Il premier Olmert addebita il fallimento alle richieste eccessive di Hamas, che chiede il rilascio di centinaia di prigionieri Palestinesi. Due giorni di intensi negoziati non hanno sortito che un nuovo nulla di fatto. I negoziati inviati da Olmert sono rientrati la scorsa notte dal Cairo: Hamas, fanno spiegato, sarebbe tornato alle posizioni assunte un anno fa.
17-03-2009 DURBAN2, SCOMPARE RIFERIMENTO ISRAELE
La bozza olandese che la Ue propone di sostituire al documento di preparazione per la conferenza sul razzismo Durban II del 20 aprile a Ginevra “condanna tutte le forme di razzismo, discriminazione, xenofobia e intolleranza” senza contenere alcun riferimento a Israele. Il testo originale, accusato di contenere frasi antisemite, era stato contestato dall’Italia e da altri Stati membri. Nella bozza si esprime anche “preoccupazione” per l’aumento di episodi di intolleranza verso tutte le religioni.
19-03-2009 GAZA: RAID ISRAELE, UCCISI 2 PALESTINESI
Due militari palestinesi sono stati uccisi nella Striscia di Gaza durante un raid israeliano. Il bombardamento è avvenuto vicino a Dei el Balah. I combattimenti facevano parte della Brigata Al Aqsa, gruppo armato legato ad Al Fatah, il partito di Abu Mazen, presidente dell’Autorità Palestinese. Le forze armate di Israele hanno inoltre arrestato 7 leader politici di Hamas. I fermi sarebbero un tentativo di pressione dopo il fallimento dei recenti sforzi per il rilascio di un soldato israeliano.
19-03-2009 HAARETZ: SOLDATI CONFESSANO VIOLAZIONI
Soldati e ufficiali israeliani hanno affermato che civili palestinesi sono stati uccisi e proprietà deliberatamente distrutta nel corso dell’operazione “Piombo fuso” nella Striscia di Gaza a causa di regole di ingaggio “permissive”. E’ quanto riferisce il quotidiano israeliano “Haaretz”, secondo cui si tratta di affermazioni fatte da militari che hanno partecipato all’operazione nel corso di un dibattito in un collegio accademico di preparazione pre-militare.

21-03-2009 AFGHANISTAN, UCCISI 4 SOLDATI CANADESI.
Quattro soldati canadesi sono stati uccisi e altri otto sono rimasti feriti in due distinti attacchi avvenuti in Afghanistan. Gli attentati si sono verificati nel sud del Paese. Lo ha reso noto un portavoce dell’esercito canadese, precisando che sale così a 166 il bilancio complessivo dei soldati canadesi morti in Afghanistan dall’inizio del conflitto.

21-03-2009 AFGHANISTAN, DONATORI A CONFRONTO
Sviluppo, scuola, profughi, diritti umani: su questi temi si sono confrontati esponenti di Italia, Canada, Australia e Olanda, tra i Paesi più attivi nella ricostruzione dell’Afghanistan. Il convegno “verso un nuovo Afghanistan” svoltosi nell’ambasciata canadese a Roma ha messo in luce i progressi compiuti grazie all’impegno dei 4 Paesi ed evidenziato gli interrogativi che pesano sul futuro di un territorio in cui la guerra e ancora una realtà concreta. I risultati migliori riguardano la scolarizzazione: oggi, grazie all’intervento e agli aiuti esteri, vanno a scuola 6 milioni di bambini, maschi e femmine.

22-03-2009 ISRAELE, ALLARME DOPO FALLITO ATTENTATO
Stato d’allerta elevato in Israele dopo il fallito attentato di ieri sera ad Haifa. “Poteva essere una strage”, ha detto il premier Olmert, spiegando che la tragedia è stata evitata poiché l’esplosione non è avvenuta completamente. Decine di chili di esplosivo erano state nascosti in un auto parcheggiata davanti a un centro commerciale. Una piccola deflagrazione ha fatto scattare l’allarme e quindi l’intervento degli artificieri. Il gruppo “Liberatori della Galilea” ha rivendicato la responsabilità dell’attentato.

23-03-2009 IRAQ, 25 VITTIME IN ATTACCO SUICIDA.
Un attentatore suicida si è fatto esplodere durante una cerimonia funebre uccidendo 25 persone e ferendone altre 50. È accaduto nel nord della provincia irachena di Diyala, DIYALA, principalmente abitata da curdi e sunniti. La polizia della città di Jalawla, luogo preciso dell’attentato, avverte che il numero delle vittime potrebbe aumentare.

25-03-2009 AFGHANISTAN, ESPLODE BOMBA: 7 MORTI SU BUS.
Viaggiavano su un bus, quando è esplosa una bomba: Sette i morti e nove i feriti, questo il bilancio dell’attentato avvenuto questa mattina nell’est dell’Afghanistan. La bomba che si trovava sul bordo della strada ha raggiunto l’autobus che era in viaggio verso la città di khost, vicino alla frontiera con il Pakistan, dove i ribelli sono molto attivi.

25-03-2009 ISRAELE, NETANYAHU: NEGOZIEREMO CON L’ANP.
Il premier designato israeliano, Netanyahu, si è dichiarato deciso a negoziare con l’Autorità nazionale palestinese. “Penso che i palestinesi dovranno capire che troveranno nel mio governo un partner di pace, di sicurezza e di rapido sviluppo della loro economia”. Netanyahu lo ha detto nel corso di una conferenza a Gerusalemme e all’indomani della decisione dei laburisti di Barak di unirsi al suo governo. “La pace – ha continuato – non è l’obiettivo finale, bensì lo scopo comune e durevole di tutti i governi israeliani”.

25-03-2009 ISRAELE: IRAN HA CAPACITÀ PER ATOMICA
L’Iran ha superato la “soglia tecnologica” per produrre una bomba atomica. Lo ha affermato a Gerusalemme il capo servizio di informazioni militari israeliano, Yadlin, alla Commissione Esteri e Difesa del Parlamento. La strategia di Teheran, secondo Yadlin, è quella di arricchire una grande quantità di uranio a un livello molto basso, 4,5%, per farlo passare come destinato solo a uso civile, e arricchirlo poi a un grado utile a usi militari (93%) nel giro di pochi mesi.

25-03-2009 ISRAELE: 1.370 MORTI IN OFFENSIVA A GAZA
Nell’operazione “Piombo fuso” lanciata a Gaza da Israele, sono rimasti uccisi 1.370 palestinesi. Lo rivela, a due mesi dalla conclusione del raid, una stima dell’Esercito israeliano. Come riporta il giornale Haaretz, 600 delle ultime sono state identificate come “persone di Hamas” mentre 309 erano persone “non coinvolte” nei combattimenti. Fra questi, 189 bambini al di sotto dei 15 anni, e 91 donne, 121 vittime non sono state identificate. Fonti palestinesi hanno pubblicato stime analoghe: fra 1.324 e 1434 morti.

28-03-2009 FORZE PAKISTANE UCCIDONO 26 TALEBANI
Ancora un raid delle forze aree pakistane nella regione al confine con l’Afghanistan. L’incursione, condotta in mattinata, ha portato alla morte di 26 presunti miliziani talebani. I bombardamenti hanno “distrutto una base dei ribelli”, informano fonti di sicurezza. Teatro delle operazioni è stata la zona di Mohmand, uno dei 7 distretti tribali nel nord-ovest del Pakistan, dove c’è una forte presenza di talebani e miliziani legati ad Al Qaeda. Dall’inizio dei raid, nel 2002, più di 1.500 persone sono state uccise nell’area.

29-03-2009 AUT DI TALABANI AL PKK
Gli indipendentisti curdi del nord dell’Iraq hanno due scelte: deporre le armi o lasciare il Paese. È la posizione espressa dal presidente iracheno, Talabani, durante la visita del collega Gul. “Il Pkk deve aprirsi alla via politica e parlamentare” ha aggiunto, ricordando che un invito a deporre le armi è giunto anche dai curdi di Siria e Iran. Il premier del Kurdistan iracheno, Barzani, pur favorevole a un’amnistia per il Pkk, ha sottolineato: “Non consentiremo che il nostro territorio funga da base per attacchi contro Paesi vicini, specie ora che con la Turchia cominciamo a capirci veramente al meglio”.
30-03-2009 PAKISTAN, Polizia attacca i terroristi che a Lahore hanno preso d’assalto scuola di polizia. Nuovo bilancio: 40 morti, 90 feriti.
30-03-2009 SIRIA, Presidente Assad al vertice Paesi arabi a Doha: “Israele non è il nostro interlocutore per la pace nella regione.
30-03-2009 PAKISTAN, Esercito annuncia l’arresto di 6 terroristi e l’uccisione di altri 8 del commendo che oggi ha assalito scuola di Polizia.
31-03-2009 PAKISTAN, Retata dopo assalto terroristi a scuola di polizia di Lahore 65 arresti. L’attacco rivendicato dai talebani di Mehsud.
31-03-2009 PAKISTAN, 65 ARRESTI DOPO ATTACCO A POLIZIA
Il bilancio ufficiale dall’assalto di ieri alla scuola di polizia di Lahore, in Pakistan, è di 12 morti. Oggi sono state arrestate 65 persone sospettate di essere coinvolte nell’attacco. L’azione è stata rivendicata da Baitullah Mehsud, leader dei talebani della turbolenta regione pakistana del Waziristan e uomo legato Al Qaeda. In tutto lo Stato è stata ordinata la massima allerta: l’intelligence prevede nuovi possibili attentati.
31-03-2009 IRAQ, 7 MORTI NEL NORD PER CAMION-BOMBA
Tre civili e quattro poliziotti sono morti a causa dell’esplosione di un camion-bomba contro una stazione di polizia nel Nord Iraq. I feriti sarebbero diciotto. L’attacco suicida è avvenuto nel quartiere Al Mahatta di Mosul, a circa 400 km da Baghdad. Anche ieri, sempre a Mosul, era morto un agente e altri 4 militari erano stati feriti.
31-03-2009 CLINTON, mano tesa ai talebani che vogliono rompere con la violenza, dice il segretario di Stato Usa alla Conferenza per l’Afghanistan. Mano tesa a chi abbandona violenza ai talebani che abbandoneranno l’estremismo dovrà essere garantito una “onorabile forma di riconciliazione”. È quanto ha detto il Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, intervenendo alla Conferenza sull’Afghanistan. Il capo della diplomazia Usa ha aggiunto che “è necessario sopportare il governo afghano per isolare gli estremisti di Al Qaeda e i talebani che hanno seguito per la disperazione della gente e non per convinzione politiche”.
31-03-2009 ISRAELE, AL VIA IL GOVERNO NETANYAHU
Il premier designato Netanyahu (Likud) ha presentato alla Knesset quello che la stampa locale definisce “il governone”, composto da ben 37 fra ministri e vice ministri. Il nuovo esecutivo, di cui fanno parte anche esponenti laburisti, partito nazionalista Beiteinu, Shas e partito dei coloni, sarà il più numeroso della storia del paese. Nel discorso d’insediamento, Netanyahu ha attaccato il programma nucleare dell’Iran e si è impegnato alla pace con i palestinesi, senza però mai nominare la soluzione dei due Stati sovrani. Il giuramento del nuovo governo è previsto in serata.

05-04-2009 ISRAELE, HEBRON, PROTESTANO I COLONI ISRAELIANI
Decine di coloni israeliani hanno protestato con violenza ad Hebron, in Cisgiordania, contro l’apertura di un corridoio per i palestinesi. Secondo alcune testimonianze, decine di giovani israeliani hanno lanciato pietre contro case di palestinesi e distrutto i finestrini di alcune auto, prima che la polizia li disperdesse. L’episodio è accaduto nella zona abitata da centinaia di coloni, religiosi e ultranazionalisti, che vivono sotto la protezione dell’esercito.

08-04-2009 ISRAELE, FRATTINI: “ISRAELE NEL GOLAN OSTACOLA PACE”
L’occupazione delle alture del Golan da parte di Israele costituisce “uno dei principali ostacoli alla pace in Medio Oriente”. Lo sottolinea il ministero degli esteri, Frattini, che chiude a Damasco la sua missione nella regione. In una conferenza stampa assieme al collega siriano Moallem, il capo della Farnesina ha auspicato, “da amico di Israele”, una ripresa dei negoziati che Siria e Israele hanno condotto con la mediazione della Turchia. “Già Olmert aveva parlato chiaramente della restituzione del Golan. Questo è il cuore del negoziato”. È importante tornare a un tavolo”, ha spiegato.
08-04-2009 IRAN, CRONISTA USA ACCUSATO DI SPIONAGGIO
Roxana Salberi, la giornalista iraniana con passaporto americano in carcere da 3 mesi a Teheran è stata ufficialmente incriminata per spionaggio. Il Tribunale della rivoluzione si occuperà ora del suo caso. La cronista era stata fermata in un primo momento per aver acquistato bevande alcoliche, vietate in Iran, quindi per aver operato senza tesserino stampa. Saberi ha potuto incontrare domenica scorsa i suoi genitori, che vivono negli Stati Uniti e l’hanno trovata in “buone condizioni di salute”. Il Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha chiesto a Teheran il rilascio di Saberi.

12-04-2009 ISRAELE: Pronto a collaborare con l’Anp, dice il premier Netanyahu, dopo una telefonata con il presidente Abu Mazen.

13-04-2009 IRAN: SÌ A COLLOQUI SU NUCLEARE CON I 5+1
Il capo negoziatore iraniano sul nucleare, Said Jalili, ha fatto sapere che il governo di Teheran è disposto a riprendere i colloqui con i Paesi del “5+1”, e cioè Russia, Usa, Francia, Gran Bretagna, Cina e Germania. In una conversazione telefonica con l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Ue Solana, Jalili ha detto che la ripresa dei negoziati “è salutata con favore”. Solana era stato incaricato dai “5+1” di sondare la disponibilità dell’Iran.

13-04-2009 GAZA, Attentato palestinese contro una motovedetta israeliana a largo di Gaza. Non ci sarebbero danni né alla nave né a persone.

18-04-2009 AFGHANISTAN, RAID ISAF: UCCISI 6 INSORTI
Scontro a fuoco nella provincia di Lagor, nell’Afghanistan Centrale. Tra sospetti militanti sono stati uccisi dalle forze Isaf che operavano nella zona nel tentativo di arrestare un comandante degli insorti. Due uomini sono stati uccisi nella provincia occidentale di Farah, nel corso di un pattugliamento congiunto tra forze afghane e coalizione internazionale. Ucciso un insorto nella provincia di Khost, al confine con il Pakistan. Feriti e arrestati altri 2 ribelli che piazzavano una bomba sul ciglio di una strada.

19-04-2009 ISRAELE CRITICA BERNA SU AHMADINEJAD
I funzionari israeliani hanno criticato la decisione del presidente svizzero Hans-Rudolf Merz di incontrare il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad all’apertura della controversa conferenza dell’Onu a Ginevra contro il razzismo. Fonti politiche israeliane hanno fatto sapere che è discutibile un’incontro a un così “alto livello con un dirigente che nega sistematicamente l’Olocausto, che esporta odio e antisemitismo, che invece la distruzione di Israele”. La Svizzera ha dato ieri la propria adesione alla conferenza “Durban II” boicottata invece da numerosi Paesi per contrasti sulla bozza delle conclusioni.

21-04-2009 ISRAELE, Si ferma al suono delle sirene per due minuti nel ricordo della Giornata dell’Olocausto. Indignazione per parole Ahmadinejad.

21-04-2009 CONFERENZA GINEVRA, La Ue esprime “piena opposizione” alle parole di Ahmadinejad ma 22 Paesi restano a Ginevra.

21-04-2009 ISRAELE SI FERMA NEL RICORDO DELLA SHOAH
Il premier Netanyahu ha assicurato che “Israele è forte e una seconda Shoah non avverrà”. Numerose le polemiche per le accuse del leader iraniano Ahmadinejad durante la conferenza di Ginevra: il quotidiano Yadiot Ahronot ha titolato a tutta pagina “Mai più”.

22-04-2009 TEHERAN ACCOGLIE DA EROE AHMADINEJAD
Le autorità iraniane hanno organizzato un benvenuto trionfale al presidente Ahmadinejad, che tornava dalla conferenza delle Nazioni Unite sul razzismo. Al presidente, che ha definito il governo israeliano “totalmente razzista”, è stato tributato un vero trionfo, di quelli riservati agli eroi nazionali. In seguito, un nuovo attacco a Israele. Ahamadinejad ha detto che “a Gaza è in corso una polizia etnica” e che lo Stato israeliano è “guidato da criminale che vanno puniti. Dovranno dar conto delle loro brutalità.

23-04-2009 IRAQ
Un attentatore suicida è saltato in aria in una moschea a Dhoulouiyah, uccidendo 5 persone e ferendone altre tredici. La moschea, 70 km a nord di Bagdad, era già stata presa di mira dai terroristi l’anno scorso. Una bomba era stata piazzata sotto il pulpito mentre un leader religioso pronunciava un discorso. La località, a maggioranza Sunnita, è spesso teatro di aggressioni da parte di simpatizzanti di Al Qaeda.

24-04-2009 KAMIKAZE IN MOSCHEA A BAGDAD, 60 MORTI.
Due attentati suicidi si sono fatti saltare in aria in una moschea sciita a Bagdad provocando la morte di 60 persone e il riferimento oltre 125. Tra le vittime ci sono 20 pellegrini iraniani. Si tratta dell’attentato più sanguinoso compiuto in Iraq dal marzo 2008 che ha per obiettivo pellegrini provenienti dall’Iran. Molti dei feriti, tra cui 80 iraniani, versano in gravi condizioni. Il duplice attentato avviene a meno di 24 ore dalle due stragi commesse ieri da altri due kamikaze che hanno causato a Bagdad 28 morti e oltre 50 feriti e a Moqdadiya oltre 50 morti e 70 feriti.

27-04-2009 IRAQ Due cristiani sono stati uccisi a Kirkuk, nel nord del Paese, da alcuni sconosciuti in due diversi episodi. Tre i feriti.

27-04-2009 SERVIZI PAKISTANI BIN LADEN È MORTO
I servizi segreti pakistani sono convinti che il leader di Al Qaeda, Osama Bin Laden, sia morto, anche non hanno per il momento le prove. Lo ha annunciato il presidente pakistano, Zardari Lo ha annunciato il presidente pakistano, Zardari. Lo ha annunciato il presidente pakistano, Zardari. “Gli Usa hanno ammesso di non sapere nulla di lui, nonostante dispongano di attrezzature sofisticate per seguirne le tracce” ha detto. Poi Zardari ha aggiunto che “tutte le installazioni nucleari pakistane dispongono di un dispositivo di sicurezza straordinario” e che “il governo ha il controllo pieno della situazione in questo ambito.

28-04-2009 IRAQ: CATTURATO LEADER LOCALE AL QAEDA
Il capo in Iraq della rete terroristica Al Qaeda è stato assicurato alla giustizia. È quanto conferma un portavoce del premier iracheno Al Maliki. Abu Omar Al Baghdadi sarebbe stato catturato giovedì scorso a Bagdad. La notizia del suo arresto, diffusa giorni fa da un portavoce militare, non aveva convinto il Comando Usa in Iraq, che aveva messo in dubbio perfino l’esistenza reale del leader terrorista.

01-05-2009 IRAN: USA SOSTENGONO SIONISMO E RAZZISMO
Il ministro degli Affari esteri dell’Iran, Manukehr Mottaki, a Cuba per il vertice dei paesi non allineati, ha accusato gli Stati Uniti di sostenere “il regime sionista e il razzismo”. La presa di posizione del capo della diplomazia di Teheran è stata determinata dai dati emersi da un rapporto del Dipartimento di Stato di Washington, che hanno indotto l’amministrazione Obama a mantenere l’Iran nella lista nera degli Stati che appoggiano il terrorismo. Il rapporto mantiene anche Cuba nella lista.

06-05-2009 GAZA, DOSSIER DELL’UOMO ACCUSA “PIOMBO FUSO”
Un rapporto delle Nazioni Unite ha accusato Israele di aver aperto il fuoco intenzionalmente contro istituzioni dell’Unrwa, l’Agenzia dell’Onu per i profughi palestinesi, durante l’operazione Piombo Fuso a Gaza. Lo anticipa il quotidiano Yediot Ahronat, rilevando che la sua pubblicazione coincide con l’incontro al Palazzo di Vetro fra il capo di Stato israeliano, Peres, e il segretario dell’Onu, Ban Ki-Moon. Gerusalemme respinge il dossier: “Chi ha steso il documento ha ignorato le informazioni fornite da Israele e Hamas ha deliberatamente posizionato i suoi miliziani armati in zone popolate.

06-05-2009 BAGDAD, BOMBA PROVOCA 12 MORTI E 44 FERITI
Un’autobomba è esplosa questa mattina, uccidendo 12 persone e ferendone 44 in un mercato di frutta e verdura, nel quartiere di Dora a Bagdad. Lo ha reso noto la polizia irachena. Questo attentato è solo l’ultimo di una serie che ha portato il numero delle vittime, nel solo mese di aprile, a 335. La zona dove è avvenuto l’attentato è a maggioranza sunnita ed un tempo era sotto il controllo di Al Qaeda.

08-05-2009 PAKISTAN, UN MILIONE IN FUGA DAGLI SCONTRI
Altre 200mila persone si sono aggiunte al mezzo milione di sfollati già provocati dagli scontri tra miliziani talebani ed esercito nell’Ovest del Pakistan. Fonti locali affermano che l’esodo non è terminato: circa 300mila pakistani stanno già lasciando o lasceranno tra breve le loro case nelle regioni di Buner, Dir e Swat. La maggioranza degli sfollati sono bambini, denuncia l’Unicef. Nei combattimenti delle ultime 24 ore, secondo l’esercito pakistano, sarebbero stati uccisi oltre 140 guerriglieri.

09-05-2009 AHMADINEJAD CANDIDATO A PRESIDENZA IRAN
L’attuale presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, ha ufficializzato la propria candidatura per un secondo mandato alla presidenza del Paese. Alle elezioni del prossimo 12 giungo sono oltre 170 gli aspiranti presidenti. (ma le candidature devono superare il vaglio del potente Consiglio dei Guardiani). Tra loro c’è anche l’ex capo dei Pasdaran, le Guardie della Rivoluzione, Mohsen Rezai.
ISRAELE: Il primo ministro Netanjahu ribadisce l’opposizione al ritiro dalle Alture del Golan per motivi strategici. Netanyahu “no a ritiro dal Golan”. Israele non lascerà mai le Alture del Golan. Parola di Benjamin Netanjahu, premier dello Stato ebraico. A pochi giorni dalla sua visita a Washington, Netanjahu ha detto che “rimanere nel Golan assicurerà un vantaggio strategico nell’eventualità di un conflitto con la Siria”. Israele non accetterà compromessi su questioni, come il nucleare iraniano, che riguardano la sua sicurezza nazionale. Netanjahu ha anche criticato le forniture di armi a Teheran da parte di Mosca, definendole “un errore”.

10-05-2009 HAMAS RIBADISCE IL NO A SOLUZIONE DUE STATI
Il movimento integralista islamico palestinese Hamas non intende riconoscere la soluzione dei due Stati come mezzo per terminare il conflitto con Israele. Lo ha detto il suo caso politico, Khaled Meshal, da Damasco, capitale della Siria. Meshaal ha precisato, però, che Hamas potrebbe comunque partecipare a un governo di unità nazionale se si dovesse costituire uno Stato palestinese strutturato entro i confini del 1967. Lo scrive nella sua edizione internet il quotidiano israeliano “Haaretz”.

10-05-2009 IRAN Concluso a Teheran il processo di appello a Roxana Saberi, la giornalista iraniano-americana accusata di spionaggio.

11-05-2009 ISRAELE, ALL’ERTA PER VISITA PAPA.
Stato di massima allerta della polizia israeliana per l’arrivo previsto oggi a Tel Aviv di Benedetto XVI. Decine di migliaia di agenti saranno impegnati a garantire la sicurezza. “Non abbiamo informazioni concrete relative a tentativi di colpire il Pontefice disturbarne la visita”, ha detto un responsabile della Polizia. Sabato, a Gerusalemme, due attivisti islamici che distribuivano volantini contro la visita del Papa sono stati arrestati. Cinquemila gli agenti che saranno impiegati per la sicurezza a Nazareth.

11-05-2009 MEDIO ORIENTE Lanciato razzo dalla Striscia di Gaza contro Israele. L’esercito ha risposto con raid aerei. Non ci sono vittime.

11-05-2009 PAKISTAN 10 morti in un attacco suicida a un check-point tra Darra Adam Khel e la città di Peshawar nel nord ovest del Paese.

12-05-2009 ISRAELE Seconda giornata del Papa durante la quale visiterà la Cupola della Roccia, il Muro del Pianto e poi Messa pubblica.

14-05-2009 RE ABDALLAH: ISRAELE ACCETTI IDEA DUE STATI
Israele accetti la soluzione di due Stati in Medioriente, come prospettata del piano di pace saudita, e congeli le colonie ebraiche in Cisgiordania. È quanto il re giordano, Abdallah II, ha chiesto al premier israeliano Netanyahu. Il monarca ha insistito sul fatto che l’assenza di una prospettiva di pace rischia di mettere in crisi l’intera regione. “Israele – ha detto – non sarà mai sicuro e stabile se i palestinesi non otterranno i loro diritti di creare uno Stato indipendente”. Martedì Netanyahu ha visto il presidente egiziano Mubarak, lunedì prossimo sarà a Washington da Obama.

14-05-2009 NETANYAHU CHIESTO A PAPA CONDANNA IRAN
Il premier israeliano, Netanyahu, ha detto di aver chiesto a Papa Benedetto XVI di condannare le dichiarazioni dei leader iraniani a fare della distruzione di Israele. “È inconcepibile ha detto il premier dopo l’incontro con il Papa – che nel 21enne secolo vi sia un paese che invochi la distruzione dello Stato ebraico senza che vi sia una voce ferma e deciso per condannarlo”. “Il Papa – ha continuato Netanyahu – mi ha risposto: condanno tutte le forme di antisemitismo e odio. Credo che mi abbia capito”.

17-05-2009 KUWAIT, 4 DONNE ELETTE IN PARLAMENTO
Elezioni storiche in Kuwait: sono 4 le donne elette al Parlamento nazionale. Un risultato senza precedenti in uno dei Paesi più conservatori del Golfo Persico, significativo anche poiché la Camera conta soltanto 50 deputati. Il diritto al voto per le donne fu introdotto nel 2005 e nelle passate due elezioni nessuna candidata era riuscita a farsi eleggere deputata. Tra le quattro c’è anche l’ex ministro della Sanità Ma nessuna al Mubarak che nel 2005, fu la prima donna ministro del Paese. “È una vittoria per le donne del Kuwait e per la democrazia” ha commentato una delle neo-parlamentari.

17-05-2009 SMALIA, ISLAMICA CONQUISTANO JOHWAR
Situazione sempre più critica in Somalia dove gli Shabaab, ritenuti il braccio armato di Al Qaeda, hanno preso il controllo della città di Johwar, centro strategico a nord di Mogadiscio. In difficoltà il governo con la capitale in larga parte occupata dai ribelli islamici, che stanno impegnando le truppe regolari in violentissimi combattimenti, nei quali viene coinvolta anche la popolazione civile. Intanto dei leader islamici, Mohamed Siad, si è a sorpresa schierato con il governo moderato.

17-05-2009 SRI-LANKA, TIGRI TAMIL DEPONGONO LE ARMI
Le tigri Tamil dello Sri Lanka hanno annunciato di aver cessato di combattere. È quanto scrive Sebvarasa Pathamanathan, corpo del servizio diplomatico internazionale dell’esercito di liberazione delle Tigri Tamil, in un comunicato diffuso dal sito Tamilnet. La vittoria dell’esercito regolare era stato annunciata poco prima del presidente Mahinda Rajapaksa, rientrato a Colombo da un viaggio ufficiale in Giordania per “celebrare la Nazione finalmente libera dal terrorismo”. Nelle ultime settimane sono stati uccisi 3.000 civili. Ancora irreperibile il capo dei ribelli, Prabhakaran.
20-05-2009 IRAN TESTA NUOVO MISSILE A LUNGO RAGGIO
Teheran ha sperimentato con successo il lancio di un missile terra-terra con una gittata di circa duemila Km. Lo ha annunciato il presidente Ahmadinejad. Il nuovo vettore Sejil-2 “ha colpito con precisione il bersaglio”, ho detto il presidente iraniano. Il raggio d’azione del missile consentirebbe di raggiungere Israele e le basi americane nel Golfo Persico. Nel novembre scorso era stata testata una prima versione del vettore Sejil.
20-05-2009 GUERRA AL TERRORE, IL FRONTE PAKISTANO
ZARDARI: “SIAMO SOLO AGLI INIZI”
TALEBANI CONTROLLANO 8 DISTRETTI
UNA RIVOLTA CHE VIENE DA LONTANO
DRONE USA E SOVRANITÀ NAZIONALE
OLTRE UN MILIONE DI PROFUGHI
UNA VOCE DA ISLAMABAD MURSHED: “IMPOSSIBILE TALEBANIZZAZIONE”

22-05-2009 GUERRA AL TERRORE, IL FRONTE PAKISTANO
Nella lotta globale al terrorismo, già da tempo si è aperto un nuovo fronte strettamente legato a quello afghano. Nel Nord-ovest del Pakistan, sottoposto a frequenti raid dell’aviazione Usa il governo ha dichiarato ora guerra totale alle talebane, provocando un massiccio esodo dei civili da città e villaggi verso gigantesche tendopoli: L’accordo per instaurare la legge islamica nelle zone controllate dai talebani non è bastato a porre un freno alle azioni terroristiche dei miliziani, in gran parte legati ad Al Qaeda, che puntano, in prospettiva, a marciare verso Islamabad e prendere il potere.

22-05-2009 ZARDARI: “GUERRA È SOLO ALL’INIZIO”
Il Pakistan continuerà la sua guerra agli estremisti finché sarà necessario. Le parole del presidente Zardari sono una delle poche certezze in un conflitto scoppiato un mese fa, ma di cui è ancora difficile vedere la fine. Le operazioni militari contro i talebani scuotono una regione dove sono ancora presenti centinaia di migliaia di rifugiati anni fa proprio dal regime dei talebani. Il presidente appare più che mai determinata: “I raid in corso sono solo l’inizio. Prepariamoci a una guerra di più ampia portata. Siamo pronti anche a scovare Osama bin Laden”, ha detto.

22-05-2009 OLTRE UN MILIONE DI PROFUGHI
Al termine di tre giorni di visita nelle aree del conflitto, l’Alto Commissario Onu per i rifugiati, Guterres, ha tracciato un bilancio degli interventi. I profughi pakistani accolti nelle tendopoli sono ormai più di un milione, e la crisi si sta rivelando “una delle peggiori emergenze degli ultimi anni”. L’Acmir, presente in Pakistan da ormai 30 anni, teme che la situazione per ora tranquilla possa degenerare se decine di migliaia di famiglie non riceveranno in tempi brevi assistenza adeguata alle loro necessità. Da qui l’appello urgente lanciato da Guterres ai Paesi donatori.

22-05-2009 L’INSURREZIONE TALEBANA IN PAKISTAN
La guerriglia dei talebani, studenti coranici sunniti di etnia pashtum, nasce nel Pakistan settentrionale agli inizi degli anni ’90 dopo il ritiro dell’Urss dall’Afghanistan. Il loro scopo è imporre la Sharia (legge islamica) nelle loro aree di influenza, a cavallo tra i due paesi. Mentre a Kabul vanno al potere nel 1996, in Pakistan acquistano negli anni sempre più forza nelle aree tribali, imponendo un loro sistema legale e fiscale. Non è una novità: già in passato, i governi pakistani hanno lasciato che ciò accadesse ai confini con India e Afghanistan, Paesi ritenuti una minaccia.

Spodestati da Kabul nel 2001 dalla coalizione internazionale anti-terrorismo, i talebani hanno conservato sacche di potere, soprattutto nel sud afghano. La mancata cattura dei leader quali Osama Bin Laden e il mullah Omar è un altro punto in loro favore. Negli ultimi 8 anni, i miliziani hanno consolidato le loro posizioni tra i monti, scendendo anche a valle. Non tutti i talebani sono legati ad Al Qaeda: molti gruppi agiscono autonomamente, per il controllo di porzioni relativamente piccole di territorio. Gli scontri tra fazioni rivali fanno, in qualche modo, gioco dell’esercito. Il leader più influente dei talebani pakistani è Baitullah mehsud, a capo dei 30-35 mila uomini delle milizie Ttp (Tehrik-i-Taleban Pakistan), nata a fine 2007 e coinvolte nell’omicidio dell’ex premier Benazir Bhutto.

La formazione dell’organizzazione risale in realtà al 2002, quando piccole fazioni presenti al confine afghano iniziarono a coalizzarsi contro i capi tribù rivali e il governo centrale. Il gruppo gestisce oggi il potere n quasi tutto il Waziristan, ma è attivo anche nella grande città: diversi gli attentati compiuti o rivendicati a Peshawar, Lahore, Rawalpindi e Islamabad.

23-05-2009 PAKISTAN: IMMINENTE SCONFITTA DEI TALEBANI
I talebani nella valle di Swat saranno presto sconfitti. Parola del generale Sajjid Ghani, comandante delle truppe impegnate contro gli studenti coranici. “Ogni giorno subiscono perdite e li elimineremo” ha detto al Guardian. Gli estremisti però hanno messo a segno un nuovo colpo, provocando una strage con un’autobomba a Peshawar: 7 le vittime, 80 i feriti. Cresce intanto la preoccupazione per la situazione umanitaria nella regione a Nord-est del Pakistan.
24-05-2009 PAKISTAN, ASSALTO A ROCCAFORTE TALEBANA

È scattata la fase cruciale per il controllo della vallata di Swat. Le truppe pakistane sono avanzate alla periferia di Mingora, la più importante città della valle, dove oltre 20.000 civili sono bloccati a causa degli scontri tra esercito e talebani. Nella città, roccaforte della guerriglia, si troverebbe il maggior leader talebano della regione. L’esercito sostiene di aver ucciso un migliaio di ribelli. I profughi sarebbero 2 milioni. Testimoni parlano di Kamikaze pronti a farsi esplodere di case usate come covi e dei continui raid di artiglieria e aviazione contro i nascondigli delle milizie talebane.
27-05-2009 PAKISTAN: LAHORE, BOMBA FA STRAGE A SEDE DI POLIZIA
Una fortissima esplosione ha scosso la città di Lahore, in Pakistan vicino al confine con l’India. L’attentato ha raso al suolo la stazione centrale di polizia e un edificio conosciuto come “15 building”. Secondo le autorità locali, ci sarebbero 40 morti e 150 i feriti. Dopo lo scoppio, anche un sparatoria. Andati in frantumi tutti i vetri degli edifici circostanti e distrutti almeno 15 veicoli parcheggiati nella zona che è stata isolata e messa in sicurezza.
28-05-2009 LAHORE AUTOBOMBA RIVENDICATA DA TALEBANI
I talebani pakistani hanno rivendicato l’attentato suicida a Lahore, in Pakistan, che ha causato almeno 24 morti e quasi 300 i feriti. Una rivendicazione da parte del movimento Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP) viene segnalata in un comunicato del Site, il Centro americano specializzato nel monitoraggio dei siti islamici.
28-05-2009 MYANMAR: PROCESSO SUU KYI “NON POLITICO”
Il processo a carico della leader dell’opposizione birmana, Aung San Suu Kyi, e un’azione giudiziaria inevitabile e conforme alla legge e non avrà alcun impatto politico”. Lo afferma la giunta militare birmana, rispondendo alla richiesta dell’Onu di liberare il premio Nobel per la pace e alla dichiarazione dei suoi legali secondo i quali il processo “è di parte”. Suu Kyi accusata di aver violato gli arresti domiciliari, rischia fino a cinque anni di carcere.
28-05-2009 AFGHANISTAN, 34 TALEBANI UCCISI NELL’EST
La polizia afghana e le forze della Nato hanno ucciso 34 talebani nella provincia di Partika, lungo la frontiera con il Pakistan. Lo annuncia un portavoce del governo di Kabul. Secondo la fonte 15 talebani sono rimasti uccisi in uno scontro diretto e gli altri in un raid aereo. Ferito un soldato della forza internazionale. L’esercito Usa afferma che obiettivo dell’operazione era la cattura del comandante della rete Haqqani, un potente gruppo di talebani legato ad Al Qaeda.
29-05-2009 MEDIORIENTE Il presidente Obama si è detto fiducioso al fatto che Israele riconoscerà la soluzione dei “due Stati”.
30-05-2009 PAKISTAN, ESERCITO RICONQUISTA MINGORA
L’esercito pakistano ha ripreso il controllo di Mingora, la principale città della valle dello Swat, da due anni nelle mani dei talebani. Lo ha annunciato un portavoce dell’Esercito, confermando la fine dei combattimenti. L’Esercito sta dando la caccia a Baitullah Mehsud, luogotenente di Al Qaeda in Pakistan. Islamabad è preoccupata che l’aumento del contingente americano in Afghanistan possa spingere di nuovo gruppi di talebani entro i confini pakistani.
31-05-2009 QALQILYA SCONTRO HAMAS E POLIZIA: 7 LE VITTIME
Due attivisti di Hamas 4 poliziotti palestinesi e un passante sono morti durante uno scontro a fuoco tra militanti di Hamas e polizia dell’Anp. È avvenuto a Qalqilya, in Cisgiordania. Lo hanno reso noto funzionari palestinesi. Le forze di sicurezza fedeli all’organizzazione Al Fatah del presidente Abu Mazen, che amministra la Cisgiordania, erano intervenute in una zona di Qalqilya per arrestare militanti di Hamas, fra cui Mohammad Yassin membro del braccio armato dell’organizzazione, che si era nascosto in una casa. Le forze di sicurezza dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) e il loro presidente Abu Mazen sono collusi con “il nemico sionista”. Lo ha dichiarato il portavoce di Hamas Barhum, dopo lo scontro a fuoco di Qalqilya, in Cisgiordania, costato 7 morti.
03-06-2009 DA BIN LADEN AL PRESIDENTE USA
“Obama semina odio come George W. Bush”. Il messaggio trasmesso da Al Jazira. Il presidente americano Barack Obama “ha adottato la stessa politica di George W. Bush” e ha “gettato altri semi per aumentare l’odio e la vendetta contro gli Stati Uniti”. Il nuovo messaggio audio trasmesso dalla tv Al Jazira nel giorno in cui Obama arriva a Riad, Bin Laden minaccia di vendetta il popolo americano. Il capo, di Al Qaeda parla dell’offensiva dell’esercito pachistano nella Valle dello Swat: “Obama ha causato l’emigrazione forzata di un mln di musulmani”. Ieri sera, il numero 2 di Al Qaeda, al Zawahiri, ha lanciato un appello agli egiziani affinché “evitano Obama”. Obama: “dialogo tra Occidente e Islam”. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha iniziato l’attesa visita in Medio Oriente, per una svolta nei rapporti tra gli Usa e il mondo musulmano. A Riad, il capo della Casa Bianca incontrerà il Re saudita Abdullah, quindi si sposterà in Egitto, dove domani sarà ricevuto dal presidente Mubarak e terrà un atteso discorso al Cairo. Alla vigilia della visita, il leader Usa ha rilasciato un’intervista alla Bbc in cui ha auspicato il dialogo tra l’Occidente e l’Islam e garantito l’impegno per il processo di pace in Medio Oriente.
03-06-2009 AL QAEDA: UCCISO OSTAGGIO BRITANNICO
La sezione maghrebina di Al Qaeda ha annunciato l’esecuzione di un cittadino che era tenuto in ostaggio. Edwen Dyer, secondo l’organizzazione terroristica, è stato ucciso “per il rifiuto” di Londra di scarcerare Abu Qatada, ritenuto ex braccio destro di Bin Laden in Europa. Il premier Brown ha duramente condannato il “barbaro omicidio”: Dyer, rapito in Niger, era tenuto prigioniero in Mali. Resta sconosciuta la sorte dell’ostaggio svizzero Werner Greiner, sequestrato con Dyer a gennaio.
04-06-2009 MILANO, IN MANETTE 5 ESTREMISTI ISLAMICI
I Ros dei Carabinieri di Milano hanno smantellato un gruppo da 5 maghrebini che volevano compiere attentati in Italia. Gli estremisti, attivi anche in Siria, Algeria, e Marocco, sono stati arrestati con l’accusa di terrorismo in Italia e all’estero, finanziamento del terrorismo internazionale, reclutamento e addestramento di terroristi inviati poi in Afghanistan e Iraq.
05-06-2009 PAKISTAN, ARRESTATO CAPO DEI TALEBANI SWAT
È STATO ARRESTATO Sufi Mohammed, il capo dei talebani della Valle dello Swat e capo dell’organizzazione Nifaz Shariat e Muhammadi (Tnsm). Lo riferisce l’emittente pakistana Geo Tv, precisando che la stessa Tnsm conferma l’arresto. Arrestati anche i due figli del capo religioso, il portavoce e tre comandanti. Sufi Mohammed aveva ottenuto l’applicazione della Sharia, la legge islamica, nella Valle dello Swat, teatro da un mese di duri scontri tra esercito e talebani.
06-06-2009 AIEA: NESSUN PROGRESSO SU NUCLEARE IRAN
L’Iran dispone ormai di 5.000 centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, il che ostacola le ispezioni. A sostenerlo è l’Aica, l’agenzia Onu per l’energia atomica, che sottolinea la mancanza di progressi significativi nel dossier. A oggi, Teheran dispone di 1.339 kg di esafluoruro di uranio a basso arricchimento, 500 in più rispetto a 6 mesi fa. L’Aiea rivela poi il ritrovamento di tracce di uranio di provenienza incerta in un reattore siriano, e chiede chiarimenti a Damasco.
06-06-2009 AFGHANISTAN, ATTACCO KAMIKAZE: 4 MORTI
Ennesimo attacco kamikaze in Afghanistan. Una bomba è stata fatta esplodere in una stazione di autobus molto frequentata, nel sud dell’Afghanistan, vicino la frontiera pakistana. 4 uomini sono morti e 8 persone, fra cui 2 donne e 2 bimbi, sono rimaste ferite. Nessuna rivendicazione, ma la modalità dell’attacco lascia pochi dubbi sulla sua attribuzione. Nella provincia di Kandahar, infatti, è forte la presenza dei ribelli talebani. Negli ultimi 2 anni le loro azioni sono raddoppiate, nonostante i 70.00 soldati stranieri.
07-06-2009 EGITTO: HEZBOLLAH FINANZIA ESTREMISMO
Hezbollah, il partito sciita libanese, vuole minare il governo egiziano e finanzia estremisti palestinesi a Gaza. Lo dice il quotidiano israeliano Haaretz, che cita fonti governative egiziane. Non si danno ulteriori dettagli sulle attività del partito sciita libanese in Egitto. Su ciò farà forse luce il prossimo processo ai 50 presunti agenti di Hezbollah, nonché l’ala militare di Fatah rimasta isolata in Cisgiordania, dopo la vittoria di Hamas.
07-06-2009 BAGDAD COLPI DI MORTAIO SU “ZONA VERDE”
Colpi di mortaio contro la “zona verde” di Bagdad, dove si trovano gli uffici del governo iracheno e diverso sedi di ambasciate straniere. L’attacco è ancora in corso. Lo riferisce all’agenzia France presso una fonte dell’esercito iracheno, senza fornire altri particolari. Negli ultimi mesi gli attacchi contro la zona verde della capitale irachena sono diminuiti. Tuttavia, il 23 maggio due civili, tra cui un americano, sono stati uccisi da due razzi contro l’area.

08-06-2009 GAZA, SPARI AL CONFINE UCCISI 4 PALESTINESI
Le forze israeliane hanno ucciso almeno 4 miliziani palestinesi che cercavano di entrare nello Stato ebraico dalla Striscia di Gaza controllata da Hamas. Lo scontro a fuoco è avvenuto quando un gruppo di palestinesi armati, coperti dalla nebbia dell’alba, ha aperto il fuoco su una pattuglia israeliana nel valico di Karmi, sul lato d’Israele. Secondo una radio di Hamas, i miliziani coinvolti nella sparatoria sarebbero una decina. Non sono segnalate vittime da parte israeliana.
09-06-2009 KABUL, ITALIANI ATTACCATI: NESSUN FERITO
Una pattuglia di militari italiani è stata attaccata durante la notte nella valle di Musahi, a circa 30 chilometri da Kabul. Non ci sono feriti tra i paracadutisti della Folgore. La pattuglia motorizzata un’attività pianificata di controllo del territorio, quando è stata attaccata. I militari hanno risposto al fuoco e “neutralizzato la minaccia” secondo quanto riferiscono fonti del comando del contingente.
10-06-2009 AUTOBOMA A NASSIRYA DECINE DI VITTIME
Attentato nel sud dell’Iraq, vicino a Nassiriya, in un mercato affollato, dove è esplosa un’autobomba, 30 le persone morte e circa 70 i feriti. L’attentato è avvenuto a Batha, 40 Km a ovest di Nassiriya. Dopo la strage, la polizia ha sparato in aria per sedare le proteste dei parenti delle vittime, che accusano le forze di sicurezza di non aver saputo impedire l’attacco. Il capo della polizia locale è stato rimosso. Alcuni testimoni affermano che l’attentatore ha lasciato l’autobomba in divieto di sosta ed è riuscito ad allontanarsi prima dell’esplosione.
11-06-2009 VOTO IN IRAN, MOUSAVI SFIDA AHMADINEJAD
Gli ultimi appelli dei candidati hanno chiuso in campagna elettorale in Iran, dove oggi si vota per le elezioni presidenziali. In un’intervista al Corriere della Sera, la moglie di Mousavi, principale rivale del presidente Ahmadinejad, assicura che se il marito vincerà “saranno rispettati tutti i diritti e garantiti processi giusti”. “Io e mio marito abbiamo le stesse idee sui diritti delle donne”. Indipendente e provocatoria, Zahra Rahnvard è stata anche braccio destro del marito per tutta la campagna elettorale.

12-06-2009 VOTO IRAN, AHMADINEJAD LASCIA O RADDOPPIA?
Domani 12 giungo, 46 milioni di iraniani sono chiamati alle urne per le decime elezioni presidenziali da quando, nel 1979, nacque la Repubblica islamica. Tutte le altre volte, il presidente uscente è stato rieletto per un secondo mandato. Stavolta Mahmud Ahmadinejad, criticato per le politiche isolazioniste che hanno aggravato una già grave crisi economica, potrebbe non farcela. Anche per questa elezione, le candidature sono state vegliate dai Pasdaran, le guardie della Rivoluzione. La scrematura è stata radicale: dei 475 aspiranti sono rimasti in lizza soltanto 4: due conservatori e due riformisti.
12-06-2009 IRAQ UCCISO LEADER DEPUTATI SUNNITI
Un leader dei deputati sunniti, Haareth Al Obeidi, è stato ucciso a Bagdad all’uscita da una moschea dopo la tradizionale preghiera islamica del venerdì. Come riferisce sicurezza irachena, l’aggressore, dopo aver ferito a morte Obeidi, ha freddato anche la sua guardia del corpo. Poi ha lanciato una granata contro la moschea che ha ucciso altre tre persone e ne ha ferite 12. Obeidi era il leader del principale gruppo sunnita in Parlamento, alleato del premier Al Maliki.
12-06-2009 IRAN, BANDITI DA SEGGI UOMINI DI MOUSAVI
Mir. Houssein Mousavi, il conservatore moderato candidato alle previdenziali in corso in Iran, denuncia che ad alcuni suoi rappresentati è stato impedito l’accesso ai seggi dove avrebbero dovuto controllare la regolarità del voto. Lo riferisce l’agenzia di stampa Ilna. Mousavi ha chiesto alle autorità di occuparsi immediatamente della questione. Anche gli altri sfidanti di Almadinejad hanno chiesto alla “guida suprema”, lì ayatollah Khamenei, di intervenire affinché non vi siano irregolarità Ahmadinejad, dal canto suo, esclude brogli.
12-06-2009 PAKISTAN, UCCISO CAPO RELIGIOSO ANTITALEBANO
Ancora morti e feriti in Pakistan per due attacchi terroristici suicidi. Un’esplosione si è verificata presso un’università islamica a Lahore diretta da un leader religioso anti-talebano, Maulana Sarfraz Naimi, rimasto ucciso assieme a un’altra persona. Diversi i feriti. Quasi contemporaneamente, un’altra esplosione si è verificata in una moschea di Nowshera, circa 100 km a est di Islamabad. Tre i morti.
13-06-2009 IRAN, TROUPE TG3 COINVOLTA IN SCONTRI
Una troupe del Tg3, guidata dall’inviata Lucia Goracci, è rimasta coinvolta negli scontri avvenuti a Teheran fra la polizia e i sostenitori del candidato Mousavi, che protestavano per i risultati delle elezioni presidenziali. La troupe si trovava davanti al quartier generale di Mousavi, in piazza Fatemi. Quando la polizia ha caricato i manifestanti, l’interprete iraniana è stata colpita da una manganellata. Fermato per un quarto d’ora il cameraman Ettore Cianchi, al quale è stata sequestrata la registrazione degli scontri.
13-06-2009 VOTO IRAN, AHMADINEJAD VERSO RIELEZIONE
Gli ultimi risultati diffusi dalla Commissione elettorale iraniana dicono che il presidente uscente Ahmadinejad ha ormai un margine di vantaggio sul rivale Mousavi che lo rende inattaccabile. I voti ottenuti da Ahmadinejad sarebbero 18,8 milioni, contro i 9,3 milioni di Mousavi il quale non potrebbe più in alcun modo raggiungere il rivale. Mousavi ha detto che l’establishment “ha manipolato il voto” e che la sua parte politica si appellerà al supremo leader iraniano in merito ai brogli.
13-06-2009 ISRAELE: Preoccupazione per la vittoria di Ahmadinejad alle presidenziali iraniane: “È il più militante dei candidati”.
13-06-2009 IRAN: È stata una grande vittoria del popolo. Così Ahmadinejad ha commentato l’esito. Secondo alcune fonti, tre morti negli scontri.
13-06-2009 IRAN: Voci non confermate dell’arresto dell’oppositore Mussavi secondo l’americano New York Times e l’israeliano Haaretz.
14-06-2009 IRAN, MOUSAVI PRATICAMENTE AGLI ARESTI
Mousavi, il candidato moderato alle elezioni presidenziali di venerdì scorso e vero rivale di Ahmadinejad è “praticamente agli arresti domiciliari”. Così all’Ansa Rajab Ali Mazrvi dirigente del principale raggruppamento riformista (Mosharekat). Di fatto, sarebbe impedito a Mousavi ogni contatto con collaboratori e attivisti politici. Mousavi, infatti, avrebbe dovuto avere una riunione, poi cancellata, proprio con il Mosharekat.
15-06-2009 IRAN, Teheran vieta tutte le manifestazioni dell’opposizione. Respinta la richiesta del candidato Mousavi a tenere corteo pacifico.
15-06-2009 MEDIORIENTE discorso del premier israeliano Netanyahu accolto favorevolmente da presidenza Ue: “Passo nella direzione giusta”.
15-06-2009 ANP: NETANYAHU SILURA IL PROCESSO DI PACE
Immediata la bocciatura palestinese del discorso del premier israeliano Netanyahu sulle condizioni per la pace. Il portavoce del presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen accusa Netanyahu di “silurare” il processo di pace, quando esclude il ritorno dei profughi del 1948 e ogni trattativa sullo Sato di Gerusalemme, “capitale indivisibile dello Sato ebraico”. Hamas ha denunciato l’ideologia “razzista ed estremista” emersa dal discorso di Netanyahu. “Israele non può chiedere uno Stato demilitarizzato”, ha affermato la Lega Araba respingendo l’idea di Netanyahu.
15-06-2009 NETANYAHU, CASA BIANCA: GRANDE PASSO IN AVANTI
L’apertura del premier Netanyahu alla costituzione di “uno stato palestinese” è “un importante passo avanti”. È il primo commento della Casa Bianca alle condizioni poste dal premier israeliano per la creazione di uno “Stato palestinese smilitarizzato”. “Il presidente Obama – nota Gibbs, portavoce della Casa Bianca- si è impegnato per due Stati, uno Stato ebraico di Israele e una Palestina indipendente”. “È un passo nella direzione giusta quello di Netanyahu”, ha detto il ministro degli Esteri ceco, Khout, il cui Paese ha la presidenza di turno della Ue.
15-06-2009 IRAN, ESPULSA TROUPE DELLA TV SPAGNOLA
Il governo iraniano ha imposto a una troupe della Tve, la televisione pubblica spagnola, di lasciare il Paese dopo la copertura delle manifestazioni di protesta contro la rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad. Lo ha affermato la giornalista, Yolanda Alvarez, parlando al telefono alla radio nazionale spagnola in diretta da Teheran. Diversi media stranieri accusano le autorità iraniane di impedire la copertura dei disordini. Da ieri è impossibile anche accedere a Youtube.
15-06-2009 IRAN: I ministri degli Esteri europei hanno chiesto alle autorità di Teheran di indagare sulle denunce di brogli elettorali.
15-06-2009 IRAN: Migliaia in piazza a Teheran per chiedere nuove elezioni. Alla testa del corteo Mousavi, Kharrubi e l’ex presidente Khatami.
15-06-2009 IRAN: Onu ha chiesto che “la volontà del popolo iraniano sia pienamente rispettata”.
17-06-2009 ISRAELE: IRAN AVRÀ L’ATOMICA NEL 2014
Il Mossad, il servizio segreto israeliano, in una relazione alla Knesset ha lanciato l’allarme secondo cui l’Iran entro il 2014 sarà in grado di fabbricare la sua prima bomba atomica. Come riporta il quotidiano Haaretz, il capo del Mossad Degan, ha dichiarato che Teheran, dotata di atomica, sarebbe “una grave minaccia per Israele”. Sulle manifestazioni in corso in Iran, Degan ha detto che presto finiranno poiché la guida religiosa, Khamenei, sostiene Ahmadinejad.
17-06-2009 IRAN Nuova manifestazione dei sostenitori del candidato riformista Mousavi programmata per oggi pomeriggio al centro di Teheran.
17-06-2009 IRAN Usa chiedono a sito Twitter, che permette di comunicare attraverso web, di proseguire attività in Iran evitando manutenzione.
18-06-2009 IRAN, LUTTO PER VITTIME PROTESTE, NUOVI CORTEI
Non si placano le proteste in Iran per il voto di venerdì scorso nelle presidenziali. Oggi giornata di lutto. Dopo le manifestazioni di ieri e a 3 giorni dalla morte di 7 persone negli scontri, i sostenitori di Mousavi hanno organizzato un ricordo delle vittime. L’Associazione dei combattenti, che riunisce il clero riformatore iraniano, ha chiesto l’autorizzazione per organizzare sabato una grande marcia con l’intervento di Mousavi, il candidato sconfitto alle presidenziali. La marci è stata organizzata per protestare contro i risultati ufficiali delle elezioni che hanno assegnato la vittoria al presidente uscente, Ahmadinejad.
19-06-2009 TEHERAN, OPPOSIZIONE DI NUOVO IN PIAZZA
Non si placano le proteste in Iran per il voto di venerdì scorso nelle presidenziali. Nella parte sud di Teheran si è svolta una nuova manifestazione dell’opposizione, con il riformista Mousavi. Decine di migliaia di manifestanti vestiti di nero e con candele in mano hanno sfilato per onorare le vittime degli scontri di questi giorni. Oggi i seguaci di Mousavi si ritrovano all’università di Teheran per la preghiera del venerdì. L’Associazione dei combattenti che riunisce il clero riformatore iraniano, ha chiesto il permesso per una grande marcia da tenersi domani nella capitale.
19-06-2009 CONGRESSO VARA FONDI PER TRUPPE IN IRAQ
Due giorni il sì della Camera, il Senato Usa ha approvato un progetto di budget suppletivo di 106 miliardi di dollari destinati al finanziamento delle guerre in Afghanistan e in Iraq. Il Senato ha approvato la misura con 91 voti a favore e 5 contrari. Il fondo prevede anche finanziamenti destinati alla ricerca di un vaccino contro la nuova influenza e alla partecipazione Usa al Fondo Monetario Internazionale.
19-06-2009 VOTO IRAN RHAMENEI DIRÀ “ULTIMA PAROLA”
La preghiera del venerdì a Teheran sarà ufficiata dalla Guida suprema Ayatollah Khamenei, che intende “dire la parola decisiva sugli antagonisti” delle recenti elezioni presidenziali. Stando al quotidiano “Al Hayat”, Khamenei ha deciso di sostituire l’Ayatollah Rafsanjani alla funzione religiosa nell’università di Teheran, in virtù della delicata situazione politica del Paese. Intanto, in Consiglio dei guardiani ha fatto sapere che le irregolarità sotto esame sono 646. La Commissione elettorale ha respinto la richiesta del candidato sconfitto Rezaei di vedere le statistiche delle schede scrutinale.
19-06-2009 AFGHANISTAN Militari italiani intervenuti in aiuto delle forze Isaf sotto attacco dei ribelli. Missione riuscita, nessun ferito.

20-06-2009 AFGHANISTAN, STRAGE CIVILI, USA: UN ERRORE
Gli Usa hanno riconosciuto ufficialmente che nel raid aereo portato a termine il 4 maggio scorso nella provincia di Farah, nell’Afghanistan nord-occidentale, furono eseguiti tre bombardamenti “senza seguire le regole” e vennero uccisi dei civili. Il rapporto rilasciato dal Pentagono non esclude “la possibilità che altri civili siano stati uccisi.
20-06-2009 IRAN, OPPOSIZIONE: OGGI IN PIAZZA COMUNQUE
L’opposizione sfida il regime di Teheran. La manifestazione prevista per oggi non è annullata. Secondo un collaboratore di Mehdi Karroubi, uno dei candidati sconfitti alle presidenziali l’opposizione ha deciso di scendere in piazza per protestare contro i risultati elettorali. IRAN MONITO AUTORITÀ A MOUSAVI: NO RADUNI. Monito del consiglio per la Sicurezza dello Stato iraniano a Mir Hossein Mousavi, il candidato sconfitto alle presidenziali: sarà responsabile delle conseguenze di marce “non autorizzate”. In una lettera a Mousavi il Consiglio chiede di “mettere fine alle provocazioni e alle iniziative per tenere raduni illegali”. Ieri, la Guida Suprema, l’ayatollah Khamenei ha affermato che tutte le manifestazioni debbono cessare.
21-06-2009 IRAN Ministro Esteri Mottaki ha denunciato un piano preparato da lungo tempo da Londra per creare problemi nelle elezioni in Iran.
21-06-2009 IRAN Secondo la TV di Stato, 10 persone sono morte e altre 100 sono rimaste ferite nelle manifestazioni di ieri.
21-06-2009 IRAN Tv di Stato riferisce di un numero imprecisato di arresti tra i mujaeddin Khalq, venuti dall’estero per portare rivolta in Iran.
21-06-2009 IRAN John Leyne, corrispondente della Bbc in Iran è stato espulso dal Paese.
21-06-2009 IRAN Faezeh Rafsanjani, figlia dell’ex presidente e figura di spicco dell’opposizione, è stata arrestata insieme alla figlia.
21-06-2009 IRAN Lettera capo della polizia a Mousavi diffusa sui giornali: “Basta con la rivolta”. “Impediremo con la forza ogni azione illecita”.
21-06-2009 IRAN L’ex presidente Khatami ha ammonito sulle “pericolose conseguenze” che potrebbero derivare dal divieto di manifestare.
21-06-2009 ISRAELE “È sbagliato cercare qualsiasi affinità tra Pio XII e il nazismo”, ma per tutto il suo mandato tacque sull’Olocausto.
21-06-2009 IRAN Le immagini della morte di Neda, una ragazza colpita negli scontri di ieri, sono diventate il simbolo della protesta.
21-06-2009 IRAN Frattini ha detto che l’Italia è pronta a sforzi internazionali di assistenza umanitaria. Ha chiesto la fine delle violenze.
21-06-2009 NEDA, IL SIMBOLO DELLA RIVOLTA IRANIANA
Le immagini della sua morte hanno fatto il giro del mondo. Un video, che è riuscito a passare le maglie della censura, mostra una ragazza sanguinante mentre viene soccorsa. Secondo vari siti internet, la ragazza si chiamava Neda. Fonti dell’opposizione riferiscono che la giovane è stata uccisa negli scontri di ieri a Teheran con le forze di sicurezza. La strada dove è morta, via Amirabad, è stata già ribattezzata via Neda.
21-06-2009 SHAHMRZAD SHOLEH: IRAN, PREPARANO MASSACRO
“Le proteste pacifiche represse in Iran potrebbero diventare violente, ci voleva poco perché la situazione esplodesse, la gente proprio non ce la fa più dopo 30 anni di esecuzioni, carcere e torture”. Lo dice a Televideo da Parigi, dove ha partecipato alla manifestazione di ieri organizzata dalla resistenza iraniana, Sholeh, presidente delle donne democratiche iraniane in Italia. “In Iran non c’è stato un voto libero e ora sta per arrivare il peggio, preparano un massacro”, dice. “È la rivolta popolare, ma quanto accade è anche un conflitto tra i poteri interni del Paese”. B. Biancastri.
21-06-2009 SHAHRZAD SHOLEH: IRAN, CENTINAIA DI ARRESTI
“A Teheran centinaia di persone sono state arrestate e ferite. I feriti sono stati portati nelle case. La gente lasciava aperta la porta di casa per far entrare i feriti perché se fossero stati trasportati in ospedale sarebbero finiti in carcere”, afferma Sholeh”. “Quando i pasdarah scendono nelle strade vuol dire proprio che si vuole reprimere popolo, ma in questi organi repressivi c’è anche chi si è rifiutato di sparare sulla gente”. “Nelle strade sono scesi giovani, uomini e donne, anche con tutta la famiglia, per chiedere un cambiamento totale di questo regime”.
21-06-2009 MOUSAVI: AUTOCONTROLLO NELLA PROTESTA
L’ex candidato alle presidenziali iraniane Mousavi ha sostenuto che sono legittime e proteste popolari “contro le frodi e le bugie”. In un comunicato diffuso sul suo sito web, Mousavi afferma che il popolo iraniano “ha il diritto di protestare”. “Oggi il paese è in lutto per quelli che sono stati uccisi nelle proteste, vi chiedo di restare calmi”. “Nella vostra protesta dimostrate autocontrollo”, rivela Mousavi. Poi un appello alle forze di sicurezza: “Mi aspetto che le forze armate evitano danni irreversibili”.
22-06-2009 FARNESINA SCONSIGLIA VIAGGI IN IRAN
La Farnesina ha sconsigliato di recarsi in Iran, a causa dei disordini in corso dopo il voto presidenziale di venerdì scorso. Nel sito www.viaggiaresicuri.it il ministero degli Esteri invita a rinviare, per il momento, viaggi non necessari a Teheran di evitare le zone centrali e di tenersi lontani da manifestazioni. Anche il ministero degli Esteri, Frattini, aspetta una risposta dell’Iran all’invito di partecipare al G8 di Trieste. A tre giorni dal G8 “se non c’è una risposta entro oggi – ha detto Frattini – l’invito si ritiene declinato. Noi siamo la presidenza del G8, e non possiamo tenere la mano tesa più di tanto”. “In un momento del genere – ha aggiunto il ministro – non sappiamo che tipo di contributo potrebbe dare l’Iran alla nostra discussione”. L’ufficio del portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, fa sapere che l’Iran “non ha ancora deciso”.

23-06-2009 IRAN Governo non autorizza la manifestazione degli studenti ad ambasciata britannica contro ingerenze Gb.
23-06-2009 IRAN Preoccupazione dell’Onu per la situazione Segretario generale Ban Ki-Moon chiede di “por fine immediatamente agli arresti, alle minacce e all’uso della forza”.
23-06-2009 IRAN Consiglio dei Guardiani: nel voto presidenziali del 12 giugno “non ci sono state irregolarità rilevanti. Nessun annullamento”.

23-06-2009 FRATTINI: IRAN HA DECLINATO INVITO A G8
“A tre giorni (dalla conferenza G8 di Trieste, ndr) non ho ancora una risposta: devo ritenere che l’Iran abbia declinato l’invito”. Lo ha affermato Frattini, ministro degli Esteri, al Tg5. “La presidenza G8 non può aspettare molto”, ha avvertito Frattini commentando l’assenza di risposta da parte di Teheran sulla sua partecipazione alla riunione ministeriale del G8, che si terrà a Trieste dal 25 al 27 giugno.

24-06-2009 250MILA BAMBINI COINVOLTI IN CONFLITTI
Oltre un miliardo di bambini vie in Paesi o territori colpiti da conflitti ornati (quasi un sesto della popolazione mondiale). Di questi, circa 300 milioni sono di età inferiore ai 5 anni. È la stima del Rapporto di verifica lanciato lo scorso 16 giugno da Unicef e rappresentante speciale dell’Onu. Conflitti, usati come combattenti, messaggeri, spie, facchini, cuochi e le bambine, in particolare, sono costrette alla schiavitù del sesso, perdono l’infanzia. Negli ultimi 15 anni, almeno 2 milioni di minori sono morti e 6 milioni sono rimasti feriti o resi disabili. “La testimonianza degli ex bambini soldato mostra chiaramente quanto sia importante il ruolo dei bambini e dei giovani negli sforzi per la riconciliazione e la pacificazione”. Lo dice Marta Santos Pais (Unicef), rappresentante speciale del segretario Onu sulla violenza sui bambini. “Devono essere presi impegni a lungo termine per guidare e sostenere i giovani nella ricerca di soluzioni realistiche”, precisa, “il ruolo dell’istruzione e cruciale nella protezione dei bambini colpiti dalle guerre e nella prevenzione”, dice Charlotte Petri Gornitzka, segretario di International Save the Children.

24-06-2009 IRAN Il ministro degli Esteri annuncia che Teheran non parteciperà al prossimo G8 in programma a Trieste.

24-06-2009 TEHERAN: “NON VERREMO AL G8 DI TRIESTE”
Il ministro degli Esteri iraniano, Manovcher Mottaki, ha annunciato che il suo Paese non sarà presente alla riunione G8 in programma da domani a Trieste, nella quale si discuterà della stabilizzazione dell’Afghanistan. “Non ho in programma di andare in Italia”, ha detto il capo della diplomazia di Teheran. Lo riporta l’agenzia Irna. Le diplomazie occidentali consideravano il G8 una buona occasione per discutere con una potenza regionale come l’Iran i problemi dell’area.

24-06-2009 IRAN Candidato conservatore alle presidenziali Razai ritira il suo ricorso per presunte irregolarità nel voto del 12 giugno.
24-06-2009 IRAN Arrestati 25 dipendenti del giornale dl candidato moderato Mousavi, tra cui 20 giornalisti. Il blitz avvenuto due giorni fa.

24-06-2009 MEDIORIENTE L’Ue chiede a Israele di riaprire immediatamente di confine con la Striscia.
24-06-2009 AFGHANISTAN Un paracadutista italiano è rimasto lievemente ferito in un attacco di ribelli 200 km a nord di Herat.
25-06-2009 IRAN AHMADINEJAD: “Presidente Usa Obama non interferisca. Sull’Iran ha fatto dichiarazioni come quelle del suo predecessore Bush”
26-06-2009 IRAN La Casa Bianca ha respinto le accuse di ingerenza negli affari iraniani lanciate dal presidente dell’Iran Ahmadinejad.
26-06-2009 MOUSAVI: NON CEDERÒ ALLE PRESSIONI
“Chi è dietro ai brogli elettorali è responsabile del bagno di sangue”. È quanto ha detto l’ex candidato moderato alle presidenziali iraniane Mousavi, nel suo sito web. Il leader moderato ha anche parlato di minacce affinché ritiri la richiesta di annullamento dei risultati del voto del 12 giugno scorso. “Non mi impediranno di ottenere i diritti del popolo iraniano – spiega- per interessi personali o per paura delle minacce”. Protestare pacificamente, ha ribadito Mousavi, è un diritto costituzionale. Secondo la Bbc, solo 105 su 290 deputati hanno partecipato alla festa in Parlamento per la rielezione di Ahmadinejad.

26-06-2009 IRAN, USA RESPINGONO ACCUSE INGERENZA
Il portavoce della Casa Bianca, Gibbs, ha detto che il presidente iraniano sta cercando di porre gli Stati Uniti al centro della crisi politica seguita a Teheran alle elezioni.

26-06-2009 BAGDAD, ATTENTATO AL MERCATO: 10 MORTI
Almeno 10 persone sono morte e altre 25 sono rimaste ferite in un attentato in un mercato al centro di Bagdad. Lo riferiscono fonti dei ministeri dell’Interno e della Difesa. L’Iraq sta attraversando un periodo di rinnovata violenza a pochi giorni dal ritiro definitivo dalle caserme dell’esercito americano. Dal primo luglio la sicurezza sarà affidata esclusivamente ai reparti iracheni.

27-06-09 IRAN, MILIZIA ENTRA IN ABITAZIONI
L’organizzazione per i diritti umani Hrw denuncia la situazione di sopraffazione che si sta verificando in Iran dove la milizia basaji, è entrata nottetempo nelle case per fermare i canti di protesta della popolazione. Le milizie entrate nelle abitazioni oltre a terrorizzare gli occupanti, costringono a rimuovere le parabole satellitari che consentono di vedere le tlevisioni straniere.

27-06-09 AHMADINEJAD A OBAMA: NON INTERFERISCA
Il presidente iraniano Ahmadinejad ha nuovamente criticate il capo della Casa Bianca Obama per le sue presunte interferenze negli affari interni di Teheran “Ha parlato di riforma e di cambiamenti perché allora fa commenti contrari alle norme e alla politica”, ha tuonato Ahmadinejad che ha ammonito: “Se continuano la risposta sarà dirompente”. Critiche anche alle “interferenze” del ministro degli Esteri del G8. Intanto, secondo il quotidiano riformatore “Estemad Melli” la polizia avrebbe perquisito la sede del partito Kargozaran che ha sostenuto la candidatura di Mousavi al voto presidenziale.

27-06-2009 G8 ESTERI, FRATTINI CONCLUSIONI CONCRETE “Un vertice importante che ha raggiunto conclusioni concrete sui grandi temi di politica estera”. Così il ministro degli Esteri Frattini al termine dei lavori dell’ultima giornata del G8 ministeriale di Trieste ha commentato il risultato del vertice. Sull’assenza dell’Iran, nella sessione di oggi dedicata all’Afghanistan Frattini ha detto: “L’Iran è solo uno dei molti Paesi vicini, tutti gli altri hanno collaborato costruttivamente”. Sull’Afghanistan, ha detto “da Trieste parte una nuova azione. Resta un’area che desta preoccupazione ma che merita aiuto, sostegno e incoraggiamento”.

30-06-2009 TEHERAN, CONFERMATA VITTORIA AHMADINEJAD
Il Consiglio dei guardiani, dopo il riconteggio parziale dei voti delle elezioni del 12 giugno, chiesto dall’opposizione, ha confermato la vittoria di Mahmond Ahmadinejad. Lo riporta la tv di stato. Dopo il rilascio di 5 dei 9 dipendenti iraniani dell’ambasciata inglese a Teheran arrestati ieri, il premier Brown ha chiesto la liberazione degli altri 4, e ha definito l’arresto “inaccettabile e ingiustificabile”. Il capo del Foreign Office Miliband, ha assicurato al ministro degli esteri Mottaki che Londra non interferirà negli affari interni iraniani.
30-06-2009 AHMADINEJAD ORDINA INCHIESTA MORTE NEDA
Dopo le polemiche internazionali ed il rifiuto delle autorità iraniane di autorizzare i funerali di Neda, Ahmadinejad ha ordinato un’indagine per “identificare e perseguire gli assassini della ragazza, divenuta un simbolo per l’opposizione. Ahmadinejad considera “le tante notizie inventate sul tragico episodio e la propaganda dei media stranieri”, un’operazione con cui “i nemici dell’Iran vogliono macchiare l’immagine pulita della repubblica islamica”. Intanto sale di nuovo la tensione a Teheran: la polizia sta impedendo una catena umana dell’opposizione convocata con il tamtam del web. Per ora non ci sono scontri.
30-06-2009 IRAQ, AUTOMBA A KIRKUK, 26 MORTI
Proprio nel giorno in cui l’esercito americano si sta ritirando dalle città e dai centri abitati iracheni, un attentato a Kirkuk ha provocato almeno 26 morti e 60 feriti. Lo riferisce l’emittente satellitare Al- Arabiya. Altre fonti parlano di 32 morti. Un’autobomba è esplosa nei pressi del mercato della città noto centro petrolifero dell’Iraq settentrionale. Sempre oggi due ordigni sono esplosi in un quartiere di Baghdad a maggioranza sannita, provocando la morte di quattro civili. Gli attentati sono avvenuti mentre gli iracheni celebrano il “giorno della sovranità nazionale”, che segna l’inizio del ritiro delle truppe Usa.
02-07-2009 AFGHANISTAN, IN AZIONE 4 MILA MARINES.
L’operazione “Khanjar”, la più imponente offensiva militare della Coalizione degli ultimi tempi, ha preso il via stamane nella provincia di Helmand, nel sud dell’Afghanistan. Gli italiani saranno in azione a Musahi. Oltre 4000 marines, 650 militari afghani e decine di velivoli hanno l’obiettivo di espugnare una delle roccaforti talebane, secondo la nuova strategia del generale McChrystal, comandante della Coalizione. Contemporaneamente il Pakistan schierato le truppe al confine per catturare i talebani in fuga.
03-07-2009 AFGHANISTAN, USA: “È UNA BATTAGLIA INFERNALE”
Il raid americano in Afghanistan si è trasformato in una “battaglia infernale”. Lo ha detto il capo delle operazioni militari, generale Nicholson. L’offensiva, sferrata ieri da 4.000 soldati Usa e 650 afghani nella provincia di Helmand, nel sud del Paese, ha incontrato una forte resistenza e i marines hanno difficoltà ad avanzare. L’operazione, “Khanjar”, è la più importante offensiva militare dai tempi del Vietnam. Vi ha perso la vita un marine. Intanto nella provincia meridionale di Zabul, 20 talebani sono stati uccisi in un violento scontro a fuoco con le truppe della coalizione internazionale.
04-07-2009 AFGHANISTAN, UCCISI DUE MILITARI AMERICANI
Sono due i soldati americani rimasti uccisi, e 7 quelli feriti in un attacco dei talebani contro una base militare Usa nel sud-est dell’Afghanistan. Lo ha comunicato il governatore della provincia di Paktika, Hamidullah Zawak. I combattimenti, durati due ore, sono terminati dopo un intervento aereo che, secondo l’esercito americano, ha provocato 32 vittime fra i talebani. Dopo gli scontri, un attentatore suicida si è lanciato contro la base con un camion-bomba, uccidendo i due soldati. Il portavoce dei ribelli ha detto che sono state usate 8 tonnellate di esplosivo e che sono morti solo 5 miliziani.
05-07-2009 FILIPPINE, ATTENTATO AD UNA CHIESA, 5 MORTI
Almeno 5 vittime e 35 feriti è il bilancio di un’esplosione causata da una bomba davanti a una Chiesa a Cobalto, nelle Filippine meridionali. Lo ha reso noto la polizia filippina secondo la quale l’attentato sarebbe attribuibile ai ribelli separatisti musulmani. L’ordigno è esploso mentre i fedeli uscivano dalla cattedrale dell’Immacolata Concezione dopo aver partecipato alla messa. Quattro persone, tra cui due militari, sono morte sul colpo, un’altra è deceduta all’ospedale. Tra i feriti, molte donne e bambini. Il Papa nell’Angelus ha espresso la sua profonda deplorazione per l’attentato.

09-07-2009 AFGHANISTAN: Oltre 20 morti, tra cui almeno 12 studenti, in un attentato con un camion bomba a sud di Kabul.
09-07-2009 IRAQ: Due autobomba sono esplose pochi minuti l’una dall’altra a Mosul, uccidendo 14 persone e ferendone 33.
09-07-2009 IRAQ, DOPPIO ATTENTATO SUICIDA: 34 MORTI
Nella cittadina di Tal Afar, nel nord dell’Iraq, i due attentati che si sono susseguiti, sono morte almeno 34 persone e una sessantina sono rimaste ferite. Il primo attentato è stato compiuto da un Kamikaze che indossava un corpetto bomba e che si è fatto esplodere in mezzo alla folla. Quando è accorsa, la gente per dare aiuto ai feriti, un’altra esplosione ha causato ulteriori vittime.
09-07-2009 TEHERAN, POLIZIA SPARA PER DISPERDERE FOLLA
La polizia di Teheran ha sparato in aria colpi di arma da fuoco per disperdere i manifestanti che sono scesi in piazza nonostante il divieto imposto dal regime. Secondo i messaggi che si rincorrono su Twitter, vi sarebbero stati scontri fra dimostranti e forze dell’ordine in varie zone della città e tre persone sarebbero rimaste ferite. Precedentemente, gli agenti hanno disperso con i gas lacrimogeni circa 250 manifestanti radunati nei pressi dell’Università. Si sarebbero verificati anche degli arresti, 30 secondo voci non confermate, riferite da blogger iraniani.
10-07-2009 AHMADINEJAD: I NEMICI DEVONO TRATTARE CON ME
I nemici della Repubblica islamica sono “obbligati” a trattare con il mio governo “tornato al potere con il sostegno di 40 milioni di voti”. Lo ha detto il presidente iraniano Ahmadinejad secondo quanto riferito dall’Agenzia Irna. Mentre a Teheran i manifestanti sono di nuovo scesi in piazza, il presidente afferma: “Oggi i nemici del popolo iraniano sono molto arrabbiati, perché nonostante la loro propaganda il governo è tornato al potere”. E continua: “Non daremo alcun vantaggio a queste potenze tiranniche”.
13-07-2009 NETANYAHU VUOLE INCONTRARE ABU MAZEN
Il premier israeliano Netanyahu si è detto pronto ad incontrare “immediatamente” il capo dell’Anp Abu Mazen. “Non c’è motivo per cui non ci si debba incontrare per far avanzare il processo politico”, ha detto Netanyahu. Ma Abu mazen ha respinto l’invito chiedendo che prima Israele si impegni a congelare gli insediamenti in Cisgiordania. Da Ramallah, il leader dell’Anp, ha risposto che “ciò che si richiede e che tutte le parti palestinesi e israeliani, rispettino i loro obblighi in base alla Road Map”. Netanyahu intende invece autorizzare le costruzioni a Gerusalemme Est.
14-07-2009 AFGHANISTAN, UCCISO UN MILITARE ITALIANO
Un paracadutista italiano della Folgore è rimasto ucciso in Afghanistan in un attentato dinamitardo a 50 km a nord est di Farah. Alessandro Di Lisio, nato a Campobasso nell’84, viveva con i familiari a Oratino. Altri tre parà sono stati feriti e come dichiarato dal colonnello Fogari, portavoce del capo di stato maggiore della Difesa, non sono in pericolo di vita. La bomba è esplosa al passaggio della pattuglia, coinvolgendo il primo automezzo. La vittima è morta appena arrivata all’ospedale militare di Farah. Con i parà viaggiavano anche uomini del primo reggimento dei bersaglieri.
15-07-2009 IRAN, PRECIPITA AEREO CON 168 PERSONE
Un aereo Tupolev è precipitato 16 minuti dopo il decollo, nella provincia del nord-ovest iraniano di Qazvin. Il portavoce dell’organizzazione per l’aviazione civile iraniana ha reso noto che a bordo vi erano 153 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio. Non vi sono sopravissuti. Secondo fonti ufficiali un motore si è incendiato in volo e nello schianto, in area agricola, l’aereo si è letteralmente Airlines, era partito da Teheran diretto a Ierevan, in Armenia. La Farnesina ha fatto sapere che non ci sono italiani che le vittime.
15-07-2009 LA RUSSA: GOVERNO RESTA IMPEGNATO A KABUL
“Confermo il più che mai saldo intendimento del governo di mantenere l’impegno italiano per la stabilizzazione dell’Afghanistan”. Così il ministro della Difesa, La Russa, riferendo alla Camera sull’attacco ai soldati italiani. Il ministro ha detto che non c’è “una strategia mirata contro gli italiani”, ma un “tentativo di destabilizzare” legato all’offensiva delle forze afgane. La Russa ha sottolineato che è stata usata una quantità “inusuale” di esplosivo. La protezione dei mezzi “Lince” sarà rafforzata. Presto in arrivo, poi i nuovi blindati “Freccia”, e si pensa una copertura aerea con i “Tornado”.
16-07-2009 ISRAELE, RAPPORTO SHOCK SU “PIOMBO FUSO”
Gli ordini erano chiari sparare per primi e “a ogni cosa che si muovesse”. È ciò che emerge da un rapporto pubblicato dal “Financial Times”, dell’organizzazione “Breaking the silence”, che raccoglie testimonianze di 30 soldati israeliani impegnati a Gaza nell’operazione “Piombo Fuso” nel 2008, che provocò 1417 vittime, di cui 926 civili. Come racconta un soldato: “Meglio colpire un civile che esitare a sparare a un nemico, ci ordinavano” e “nell’incertezza, uccidete”. Nel dossier si parla anche dell’uso di armi al fosforo bianco.
17-07-2009 AFGHANISTAN: Undici civili, fra i quali 5 bambini sono morti in un’esplosione di una bomba al passaggio di un veicolo.
17-07-2009 IRAN: Il presidente Ahmadinejad ha nominato Ali Akbar Salesi nuovo capo del programma nucleare al posto del dimissionario Agazadeh.
17-07-2009 PAKISTAN: 4 persone morte in seguito al lancio di missili da un aereo drone Usa senza pilota, nel Nord-Ovest del paese.
20-07-2009 AFGHANISTAN elicottero civile precipita in una base aerea della Nato a Kandhar. Nello schianto sono morte 16 persone e 5 i feriti.
20-07-2009 AFGHANISTAN, IN VIDEO SOLDATO USA RAPITO
La tv satellitare araba Al Jazira ha trasmesso le immagini del soldato Usa catturato dai talebani il 30 giugno scorso, in Afghanistan. Il filmato mostra il soldato con la barba lunga, la testa rasata un abito grigio. Ho paura – dice – sono spaventato e vorrei tornare a casa”. Le generalità del soldato non sono state diffuse dal Pentagono. Nel video i talebani mostrano la targhetta di identificazione e i documenti. I talebani minacciano di uccidere il soldato se gli Usa non cambieranno tattica in Afghanistan. I vertici militari americani condannano il video: è propaganda e viola le norme internazionali.
20-07-2009 VIRUS A, ISRAELE: 2 MILIONI SI AMMALERANNO
Un quarto della popolazione israeliana, pari a due milioni di persone, potrebbe contrarre nei prossimi mesi l’influenza suina. Lo ha dichiarato un responsabile del ministero della sanità israeliano. “Si può stimare che circa un quarto della popolazione israeliana potrebbe essere colpita da questa epidemia”, ha dichiarato Itamar Groto, capo del servizio pubblico al ministero della Sanità. Il responsabile ha tuttavia sottolineato che nella stragrande maggioranza dei casi, la malattia avrà un decoroso bagno.
20-07-2009 IRAN: Il vicepresidente Rahim-Mashai ha smentito la notizia delle proprie dimissioni: “ Vogliono rovinare l’immagine del governo”.
20-07-2009 AFGHANISTAN: Soldati tedeschi sparano a camioncino che si avvicina ad alta velocità alla loro postazione. Muoiono due civili.
20-07-2009 AFGHANISTAN: L’esplosione di un ordigno nella provincia di Farah ha ucciso 11 civili che viaggiavano in un pullman.
22-07-2009 SCONTRI A TEHERAN, ONDATA DI ARRESTI
Non si placano le proteste a Teheran contro il presidente Ahmadinejad e il risultato delle lezioni dello scorso 12 giugno. Testimoni riferiscono che centinaia di manifestanti dell’opposizione riformista sono scesi nuovamente in piazza, gridando slogan contro il presidente, tra cui “morte al dittatore”. Agenti antisommossa e in borghese sono intervenuti picchiando i dimostranti, la protezione di chi sta sulla torretta. Dopo gli scontri decine di persone sono state arrestate.
23-07-2009 PAKISTAN Uno dei figli di Osama Bin Laden ucciso in un raid aereo americano all’inizio dell’anno. Lo rivela la radio pubblica Usa, Npr.
23-07-2009 ISRAELE secondo analisti dell’Istituto di studi strategici di Tel Aviv, c’è il rischio di uno “scollamento” dagli Usa.
24-07-2009 IRAN, CONSERVATORI ATTACCANO RAFSANJANI
Nuovo scontro ai vertici delle autorità iraniano. Secondo la tv Al Arabica, la maggioranza del Consiglio dei Guardiani allineari alla politica del governo e della Guida suprema Khamenei. L’ex presidente Rafsanjani aveva criticato in un sermone la repressione delle proteste seguite alla contestata rielezione del presidente Ahmadinejad. La guida suprema Khamenei ha intanto ordinato ad Ahmadinejad di licenziare il suo vicepresidente (e con suocero) Rahim Massai. Anche l’influente ayatollah conservatore Khatami ha chiesto al presidente le dimissioni di Mashai.
25-07-2009 IRAN, VICEPRESIDENTE MASHAIE SI DIMETTE
Si è alla fine dimesso il controverso primo vicepresidente iraniano Rahim Mashaie. Attaccato dai conservatori per le sue dichiarazioni favorevoli al dialogo con Israele. Massaie ha accolto la richiesta della Guida suprema, ayatollah Khamenei, di lasciare l’incarico. Con suocero del presidente Ahmadinejad Massaie aveva alcuni giorni fa smentito le voci circolate sulle sue dimissioni.
25-07-2009 IRAQ Aperte le urne nel Kurdistan iracheno per le elezioni presidenziali e legislative. Chiamati al voto 2,5 milioni di curdi.
25-07-2009 IRAN: COPLIREMO ISRAELE SE ATTACCATI
Il comandante in capo delle forze speciali iraniane, Mohammad Ali Safari, ha dichiarato alla tv di stato, Al Alam: “Se il regime sionista attacca l’Iran noi senza dubbio colpiremo i loro impianti nucleari con i nostri missili”. I leader iraniani hanno spesso respinto voci di un possibile attacco israeliano contro il proprio programma nucleare asserendo che lo Stato ebraico non è il grado di minacciare l’Iran. Israele ha ripetuto in più occasioni di considerare il nucleare iraniano come una minaccia alla propria esistenza.


26-07-2009 NIGERIA, SCONTRI POLIZIA – TALEBANI, MORTI
Scontri fra la polizia nigeriana e militanti di una stella radicale islamica hanno provocato 42 morti. Un gruppo di circa 70 uomini, che si fanno chiamare “talebani”, ha attaccato un posto di polizia a Bauchi, nel nord del paese, per rubare armi e munizioni. La polizia ha respinto l’attacco, ed in successive retate ha arrestato almeno 200 persone. I talebani nigeriani, apparsi nel 2004, sono ex-studenti che vogliono istaurare una repubblica islamica, e fanno base ai confini col Niger.
26-07-2009 AFGHANISTAN Uno dei candidati alla vice presidenza sfugge ad un attentato avvenuto nel Nord del Paese.
26-07-2009 IRAN AHMADINEJAD RIMUOVE 4 MINISTRI
Dopo le notizie sulla rimozione di quattro ministri da parte del presidente iraniano, Ahmadinejad, l’ufficio dello stesso presidente fa sapere che il solo ministro ad essere rimosso è stato quello dell’Informazione, Moschi Ejei. “La sola fonte ufficiale per le informazioni che riguardano il presidente è l’ufficio presidenziale”, dice una nota dell’ufficio stampa di Ahmadinejad.
26-07-2009 CECENIA: È di cinque morti il bilancio di un attentato di un kamikaze avvenuto nella capitale Grozny.

27-07-2009 KABUL FALLISCE ATTENTATO VICE KARZAI
Uno dei candidati alla vice-presidenza in tandem con Hamid Garzai alle prossime elezioni, Mohammad Passim Fahim, ha subito un attentato nel nord del Paese, del Paese, dal quale è uscito illeso. I talebani hanno attaccato il corteo di auto su cui viaggiava Fahim con razzi e mitragliatrici una delle sue guardie del corpo è rimasta ferita. Fahim stava facendo la campagna elettorale nella provincia di Kunduz per le presidenziali del 20 agosto.
27-07-2009 MOUSAVI: POPOLO NON PERDONERÀ UCCISIONI
Il leader dell’opposizione in Iran, Mousavi, ammonisce che il popolo non perdonerà: responsabili delle uccisioni e degli arresti e chiede che giovedì prossimo venga autorizzato un raduno in ricordo delle vittime della repressione Mousavi chiede inoltre il rispetto della Costituzione, affermando che il sistema giudiziario non è informato di tutti gli arresti durante le proteste seguite alla rielezione del presidente Ahmadinejad. “Le proteste proseguiranno”, aggiunge.
27-07-2009 AFGHANISTAN, TREGUA CON TALEBANI A BADGHIS
Le autorità locali afgane hanno siglato un accordo di cessate il fuoco in vista delle elezioni presidenziali del 20 agosto con i talebani della provincia nord-occidentale di Badghis, nella stessa area dove è presente il contingente italiano”. L’intesa è la prima nel Paese e rappresenta un modello per le altre province”, dice il portavoce del presidente Garzai Herawi. Il principale portavoce dei talebani ha però smentito l’intesa. Il principale portavoce dei talebani ha però smentito l’intesa. Il ministro degli Esteri britannico, Miliband dice intanto alla Nato che “la riconciliazione” è parte fondamentale della soluzione politica in Afghanistan.
28-07-2009 NIGERIA, 150 MORTI IN SCONTRI CON ISLAMICI
Sarebbero 150 le persone uccise tra ieri e oggi nello Stato di Kano, nel nord della Nigeria, dove gli integralisti islamici hanno attaccato una stazione di polizia, ma anche cittadini inermi. Il bilancio della Bbc ondine contrasta con quello della polizia, che parla di 55 vittime in tutto. Nel nord della Nigeria è in vigore la Svaria, la legge islamica e i poteri locali stanno acquistando sempre più forza rispetto al governo centrale. I membri della setta integralista, che si avvalgono dell’appellativo “talebani nigeriani”, mirano a imporre la legge islamica a tutto il Paese.
28-07-2009 IRAN: Guida suprema Khamenei ordina chiusura centro di detenzione in cui non sarebbero rispettati i diritti degli accusati.
28-07-2009 IRAN, NO A CERIMONIA VITTIME REPRESSIONE
Le autorità iraniane non hanno autorizzato gli esponenti dell’opposizione a organizzare una cerimonia in memoria delle vittime della repressione post-elettorale a Teheran. Lo ha reso noto oggi un responsabile del ministero dell’Interno, citato dall’agenzia Fars. La cerimonia in memoria dei manifestanti uccisi avrebbe dovuto svolgersi il prossimo giovedì.
28-07-2009 AFGHANISTAN, LA RUSSA SMENTISCE TREGUA
Nessuna tregua in Afghanistan con i talebani. La Russa smentisce le voci diffusesi da ieri sulla firma di una tregua nel paese asiatico, nel quale opera anche una missione militare italiana su mandato dell’Onu. “Non mi risulta – dice il ministro della Difesa – che ci siano né la tregua né canali per poterla stabilire. Poi i comandanti hanno spazi di autonomia operativa, ma a me non risulta affatto”, aggiunge il ministro ad Affaritaliani.it. Entro domani il Senato voterà il rifinanziamento delle missioni all’estero.
28-07-2009 IRAN Le autorità hanno rilasciate 140 oppositori arrestati durante le proteste contro la rielezione del presidente Ahmadinejad.
28-07-2009 GATES IN IRAQ: RITIRO USA PROCEDE BENE
Robert Gates, capo del Pentagono, è in Iraq per una serie di incontri con i vertici governativi. Dopo aver incontrato il premier Al Maliki, Gates ha detto che il ritiro militare americano dalle zone urbane procede bene: le forze irachene stanno facendosi carico della sicurezza, e la situazione è “migliorata notevolmente”. Il ritiro sarà completato nel 2011. Gates ha poi visitato Erbil, nel Kurdistan iracheno nel tentativo di riavvicinare arabi e curdi e trovare un’intesa per lo sfruttamento del petrolio. Incontro con il presidente della regione, Balzani, riconfermato dal voto.
29-07-2009 SUDAN, RINVIATO PROCESSO A REPORTER.
Una giornalista indossava pantaloni in pubblico e per questo è stata condannata a 40 frustate. Si è conclusa con il rinvio al 4 agosto il processo alla giornalista Lubna al Husseini. Attesa condanna a 40 frustate. È stata fermata dalla polizia di Khartoum assieme ad altre 13 donne perché indossava i pantaloni, considerati un indumento “indecente”. Lubna, che collabora con una missione Onu in Sudan, ha rinunciato all’immunità prevista e intende essere processata. La giornalista aveva detto di aspettarsi già oggi una condanna a 40 frustate e l’esecuzione pubblica della sentenza.
29-07-2009 IRAN, 20 OPPOSITORI SARANNO PROCESSATI
Una ventina di persone arrestate durante gli incidenti seguiti alla rielezione del presidente Ahmadinejad sarà processata per attacco alla sicurezza nazionale. Lo riferisce l’agenzia Irna. Il procuratore generale iraniano Dori- Najafabadi annuncia, intanto, che una gran parte dei manifestanti arrestati sarà liberata entro venerdì. Annunciato anche il rilascio di Said Hajarian, alleato del moderato Mousavi. Dopo il divieto di tenere una commemorazione, Mousavi e l’altro leader dell’opposizione, Karrubi, si raccoglieranno domani sulle tombe delle vittime della repressione, assieme ai loro familiari.
31-07-2009 RAID CONTRO MOSCHEA, 100 MORTI IN NIGERIA
Almeno un centinaio di estremisti islamici sono stati uccisi in un raid contro la moschea di Maiduguri, in Nigeria. È quanto riferiscono alcuni testimoni. Intanto, le forze di sicurezza nigeriane hanno arrestato il leader del gruppo islamico estremista Boko Haram di ispirazione talebana, Mohammed Yusuf. Dopo la cattura il leader dei “Talebani” è stato ucciso. Lo riferisce un portavoce della polizia nigeriana. Yusuf era in fuga con un gruppo di sostenitori. Sono 4 gli Stati settentrionali della Nigeria presi di mira dal fondamentalisti “talebani”. Secondo la polizia, negli scontri sono morte oltre 600 persone.
01-08-2009 IRAN: Tre turisti americani fermati da autorità iraniane per aver passato il confine dal Kurdistan iracheno all’Iran.
01-08-2009 IRAN: Cominciato a Teheran il processo a un gruppo di “ribelli” arrestati durante le manifestazioni del dopo elezioni.
02-08-2009 PAKISTAN, PAPA CHIEDE RISPETTO CRISTIANI
Di fronte alla persecuzione di cristiani in Pakistan, Radio Vaticana ricorda l’invito di Papa Benedetto XVI a “pregare per i cristiani che sono discriminati e perseguitati a causa del nome di Cristo affinché vengano loro riconosciuti i diritti umani, l’uguaglianza e la libertà religiosa”. L’emittente ripropone così, dopo le barbare uccisioni nel Paese asiatico, “l’intenzione missionaria” scelta dal Pontefice per il mese di agosto. Sette i cristiani bruciati vivi in scontri con musulmani nel Pakistan centrale.
(Sappiamo che da quando è mondo, le religioni si sono sempre massacrate una contro l’altra, nessuna religione è con Dio e con Gesù Cristo, non si può chiamarsi Cristiani se non si mette in pratica, e non si insegna la Parola, che è scritta nella Bibbia. Non si può insegnare che la Madonna intercede con Dio Padre, c’è uno solo che può intercedere con l’Eterno e questo è suo Figlio Cristo Gesù. Non si possono adorare gli idoli, i santi, le madonne, credere nei miracoli, l’acqua santa, vivere chiuse in clausura, invece di far conoscere la Parola a tutte le persone che incontrano nelle strade e nei posti di lavoro e tutto quello che la Chiesa Cattolica romana si è inventata. Come si può insegnare ad altre persone una religione che non è veritiera come altre religioni che hanno cupole e campanili, queste saranno sempre uno contro l’altro. La vera Chiesa di Gesù, non è una religione ma è la Chiesa che insegna la Parola di Dio. Abbiamo nella Bibbia tutti i passaggi della vera Chiesa: Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatiri, Sardi, Filadelfia, Laodicea. Chi non mette in pratica la Parola di Gesù, sarà schiavo delle religioni cioè della maledizione di Dio). Anche ieri l’01-08-2009, 7 cristiani, tra i quali 4 donne e un bambino sono stati bruciati vivi da un gruppo di musulmani in Pakistan.
02-08-2009 IRAN, KHATAMI CONTESTA PROCESSO A OPPOSITORI
L’ex presidente iraniano Khatami denuncia il processo ai manifestanti arrestati durante le proteste dopo le elezioni. “È contrario alla Costituzione, alla legge e ai diritti dei cittadini”. “Le confessioni ottenute non hanno credibilità”, afferma. Il leader dell’opposizione Mousavi denuncia: “Le abiure sono il frutto della tortura”. Altre dieci persone sono comparse oggi a porte chiuse davanti al tribunale di Teheran. Ieri è stato avviato il processo contro un centinaio di manifestanti, tra cui anche l’ex vicepresidente Abtahi. Drammatiche le “confessioni” in aula si dimette, intanto, il consigliere per i media di Ahmadinejad, Akbar Javanfekr.
03-08-2009 ATTENTATO A HERAT, ALMENO 20 MORTI
Sempre più teso il clima in Afghanistan con l’avvicinarsi delle lezioni presidenziali del 20 agosto. A Herat, la guerriglia talebana ha preso di mira un convoglio della polizia, uccidendo 12 persone e ferendone almeno 26, tra cui il capo del distretto di polizia locale. Tra le vittime, due agenti, una donna e bambino. L’esplosione è stata causata da una bomba nascosta in un bidone della spazzatura in un quartiere centrale di Herat.
03-08-2009 IRAQ Tareq Aziz, ex numero 2 di Saddam Hussein è stato condannato a 7 anni di carcere da un tribunale iracheno.
03-08-2009 AFGHANISTAN Trovata una bomba nella valle di Musahy, destinata molto probabilmente a colpire i paracadutisti italiani.
03-08-2009 TERRORISMO Maroni dispone espulsione di un tunisino che faceva proselitismo per la Jihad ed è già stato condannato a 6 anni.
03-08-2009 IRAN Secondo il Times di Londra, Teheran è in grado di avere la bomba atomica in un anno: manca solo il via libera di Khamenei.
03-08-2009 IRAN Il confermato presidente Ahmadinejad torna a denunciare ingerenze straniere sulle elezioni di giugno.
03-08-2009 IRAN L’ayatollah Khamenei ha confermato Mahmus Ahmadinejad alla presidenza della repubblica islamica.
03-08-2009 NATO Il nuovo segretario Rasmussen annuncia il via a un team di esperti e assicura: “Resteremo in Afghanistan finché necessario”.
03-08-2009 AFGHANISTAN Attentato contro un convoglio della polizia a Herat. Il bilancio è di 12 morti e 26 feriti, la maggior parte civili.
03-08-2009 CRISTIANI PAKISTAN Il Papa invia un telegramma di condoglianze alle famiglie delle vittime e deplora “attacco insensato”.

04-08-2009 PAKISTAN Arrestate almeno duecento persone in relazione agli attacchi dei giorni scorsi contro la comunità cristiana nel Punjab.
04-08-2009 AFGHANISTAN I miliziani talebani hanno sparato sette razzi su Kabul. Uno è caduto nella zona delle ambasciate. Ferito un bambino.
04-08-2009 AL QAEDA Nuovo video sul web del numero due della rete terroristica Zawahiri: “Le aperture di Obama ai musulmani sono un’illusione”.
04-08-2009 AFGHANISTAN Italebani hanno rivendicato l’attacco missilistico a Kabul, avvertendo che l’offensiva proseguirà.
04-08-2009 IRAN, AHMADINEJAD CONFERMATO PRESIDENTE
Dopo le violente repressioni seguite alle presidenziali del 12 giugno, la guida suprema iraniana, ayatollah Khamenei, conferma la rielezione di Ahmadinejad alla presidenza della Repubblica islamica. “Chi ha votato Ahmadinejad ha scelto la lotta ad arroganza e povertà in favore della giustizia”. La cerimonia si è tenuta nella moschea di Teheran intitolata all’Ayatollah Khomeini. Assenti i candidati sconfitti alle elezioni, Karroubi e Moussavi, e gli ex presidenti Rafsanjani e Khatami. A Teheran la polizia in tenuta antisommossa ha impedito a centinaia di manifestanti di sfilare in piazza.
04-08-2009 RASMUSSEN: LA NATO RESTERÀ IN AFGHANISTAN
Il nuovo segretario Nato, Rasmussen, nel primo giorno di lavoro a Bruxelles, ha annunciato che l’ex segretario di Stato Usa, Albright, guiderà i 12 esperti incaricati di definire “il nuovo concetto strategico” dell’Alleanza. Sulla futura missione della Nato, ha dichiarato: “Intendo avviare il processo di consultazione pubblica più aperta” mai condotta. “Resteremo in Afghanistan quanto necessario”, ha continuato Rasmussen, chiedendo alla Nato un impegno perché il Paese “non ridiventi uno snodo di terrorismo”. Poi ha aggiunto che la Nato lavorerà con la Russia. Tra le priorità indicate, anche il dialogo con il mondo arabo.
05-08-2009 IRAN GIURA AHMADINEJAD, ALLERTA POLIZIA
Centinaia di manifestanti, vicini al leader dell’opposizione, Moussavi, sono schierati intorno al Parlamento iraniano, dove si svolge la cerimonia d’insediamento del neo presidente eletto, Mahamud Ahmadinejad. Ali Lariani, presidente del Parlamento iraniano, durante la cerimonia ha detto che per l’Iran “si apre un nuovo capitolo”. Centinaia di poliziotti e milizie islamiche fin dalla notte sono dislocati a Teheran per paura di disordini, dopo le proteste e le denunce di brogli dello scrutinio del 12 giugno.
05-08-2009 AHMADINEJAD: PLAUSO OCCIDENTE NON ATTESO
Il presidente iraniano, Ahmadinejad, durante la cerimonia di insediamento per il suo secondo mandato, ha detto che l’Iran non si aspetta congratulazioni dai leader occidentali. “Abbiamo udito che alcuni leader – ha detto - hanno deciso di riconoscere il nuovo governo, ma di non congratularsi. Nessuno in Iran sta aspettando i vostri messaggi”. Nei disordini fuori dal Parlamento, la polizia ha arrestato una donna mentre intonava slogan contro il governo.
05-08-2009 PAKISTAN La moglie di Meshud, leader della guerriglia talebana, è rimasta uccisa in un raid missilistico americano.
05-08-2009 IRAN Arrestato Mir Hamid Hassanzadeh, uno dei più stretti consiglieri del leader riformista Mousavi.
06-08-2009 AFGHANISTAN Una bomba piazzata sul ciglio di una strada, ha ucciso 21 persone, tra cui anche donne e bambini.

07-08-2009 VIRUS A, IRAN VIETA PELLEGRINAGGI MECCA
Per evitare la diffusione dell’influenza A, il ministro della Sanità iraniano ha messo al bando tutti i pellegrinaggi alla Mecca, in Arabia Saudita. Secondo il ministro Mohammad Bagher Lankarani, il Paese non avrà dunque pellegrini in Arabia Saudita né durante il mese di Ramadan, che inizia il 22 agosto, né durante il mese del Hajj, che inizia a novembre. Secondo l’Oms, in Iran ci sono 144 casi di virus A, in maggioranza persone di recente tornate dalla Mecca.
07-08-2009 AFGHANISTAN, ANCORA UN ATTENTATO: 4 MORTI
Ennesimo attentato in Afghanistan contro una pattuglia di soldati Usa. È accaduto nella provincia meridionale di Helmand. Una bomba occultata sul ciglio di una strada è esplosa al passaggio del convoglio e 4 militari sono morti. Si tratta del secondo attentato del genere in due giorni. Dall’inizio del mese sono già almeno 15 i militari occidentali che hanno trovato la morte in Afghanistan. A meno di 2 settimane dalle elezioni presidenziali e provinciali si aggrava dunque il clima di tensione e violenza nel martoriato Paese.
07-08-2009 PAKISTAN Forse ucciso in attacco missilistico il capo talebano Mehsud: fonti Usa ribadiscono notizia ministro Interno pachistano.
07-08-2009 PAKISTAN UCCISO CAPO TALEBANI MEHSUD
Fonti talebane e il ministro dell’Interno pakistano hanno confermato oggi la notizia della morte del leader dei talebani pakistani, Baitullah Mehsud. A riferire la morte dell’uomo, ucciso in un attacco missilistico americano con la moglie e lo guardie del corpo, erano stati i militari Usa. Washington non ha finora confermato la notizia. Sulla testa di Mehsud, considerato alleato chiave di Al Qaeda e l’uomo più pericoloso del Paese, pendeva una taglia di 5 milioni di dollari. L’attacco che gli è costato la vita è stato sferrato mercoledì da un drone Usa a Maken, nel Waziristan, vicino al confine afghano.
10-08-2009 RAID AEREI ISRAELIANI BOMBE SU TUNNEL RAFAH
Aerei israeliani hanno bombardato un tunnel a Rafah, sul confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. Lo hanno reso noto funzionari di Hamas (che controlla la Striscia) e un portavoce militare israeliano. Al momento non ci sono notizie di vittime. Il raid, secondo il portavoce militare israeliano, è stato compiuto in risposta a lanci di razzi e colpi di mortaio da Gaza. L’obiettivo è stato, appunto il tunnel, spesso usato per contrabbandare armi nella Striscia. Questo è il primo attacco israeliano dal 14 giugno scorso.
10-08-2009 IRAQ: 2 ATTENTATI CON 41 MORTI E 156 FERITI
Raffica di attentati, stamane, in Iraq. Due autobomba hanno fatto almeno 16 morti e 81 feriti a Baghdad, in Iraq. Lo ha reso noto la polizia irachena. In un altro attentato ad est di Mosul, secondo l’ufficio del governatore della regione, due camion bomba hanno provocato la morte di almeno 25 persone e il ferimento di altre 75.
10-08-2009 IRAQ: Due attentati con l’impiego di autobomba a Baghdad e a Mosul, nel Nord, provocano almeno 33 morti e 135 feriti.
10-08-2009 IRAN, PASDARAN: “PROCESSARE MOUSSAVI”
L’ex presidente riformista Khatami e i due candidati dell’opposizione iraniana Moussavi e Karrubi devono “essere giudicati e puniti” per il ruolo avuto nei disordini a Teheran seguiti alla rielezione del presidente Ahmadinejad. Lo dice all’agenzia iraniana Irna il capo del Pasdaran (le guardie della rivoluzione iraniana), Yadollah Javani. Secondo il New York Times, il procuratore generale iraniano Najafabadi ha ammesso che alcuni detenuti per le proteste sono stati torturati. Intanto il ministro degli Esteri iracheno Zebari ha detto che l’Iran ha confermato l’arresto 3 americani che hanno sconfinato dal Kurdistan.

10-08-2009 SARKOZY: OTTENERE LIBERAZIONE CLOTILDE
La liberazione della giovane ricercatrice francese sotto processo in Iran “è un obiettivo prioritario”. Il presidente francese Sarkozy sta moltiplicando gli interventi per il rilascio. Clotilde Reiss, 24 anni, arrestata durante le proteste a Teheran, è accusata di attentato alla sicurezza nazionale. Il candidato riformatore alle presidenziali Karroubi denuncia in una lettera all’ex presidente Rafsanjani che diversi manifestanti sono stati stuprati in carcere.
10-08-2009 AFGHANISTAN Miliziani talebani hanno attaccato due sedi governative a sud di Kabul. Attacco anche a base militare spagnola.
11-08-2009 IRAN, LIBERA ADDETTA AMBASCIATA FRANCESE
Le autorità iraniane hanno rilasciato Nazak Afshar, impiegata del servizio culturale dell’ambasciata francese a Teheran, che era detenuta in carcere. Nel comunicarlo, il presidente francese Sarkozy ha ringraziato i “Paesi amici, tra cui la Siria”, per l’aiuto fornito. La franco-iraniana Afshar era stata arrestata giovedì scorso. Resta invece in carcere la studentessa francese Clotilde Reiss, detenuta dal 1 luglio per aver preso parte a una manifestazione dell’opposizione e sotto accusa per spionaggio. Teheran sostiene di aver proposto la libertà condizionata, Parigi è d’accordo, purché in ambasciata.
11-08-2009 KUWAIT, SVENTATO ATTACCO A BASE USA
Il ministero dell’Interno kuwaitiano ha annunciato di avere sventato un attacco in grande stile di al Qaeda contro una base americana e contro altre “importanti installazioni” del Paese. Sono stati arrestati e hanno confessato sei membri della cellula terroristica coinvolta nel progetto. L’attentato, secondo la stampa locale, era programmate durante il Ramadan che quest’anno cominciato a fine agosto, e prevedeva l’uso di ordigni “esplosivi e incendiari” contro la base di Arifjan utilizzata dalle truppe Usa.
12-08-2009 IRAQ Otto persone sono morte e 30 sono rimaste per l’esplosione di 2 autobomba a Bagdad, in una zona prevalentemente sciita.
13-08-2009 AFGHANISTAN, BOMBE UCCIDONO 14 CIVILI
L’esplosione di ordigni per le strade di alcune località dell’Afghanistan meridionale continua a mietere vittime. Stamane si registrano altri 14 morti. Secondo le autorità locali della provincia di Helmand, 11 persone sono rimaste uccise quando il loro furgone ha urtato una mina nel distretto di Gereshk. Un funzionario di polizia ha inoltre riferito di tre bambini uccisi per l’esplosione di una bomba che avevano trovato per le strade di Khandahar.
13-08-2009 IRAN, CLOTILDE REISS RESTA IN CARCERE
Clotilde Reiss, la ricercatrice francese di 24 anni detenuta e processata in Iran, in relazione ai disordini postelettorali, resta in carcere. Lo ha annunciato il procuratore di Teheran, Mortasavi, il quale ha precisato che, “finché non verrà emesso un verdetto, la Reiss non può lasciare il paese”. La decisione nonostante la Francia abbia ufficialmente chiesto a Teheran di poter pagare una cauzione e fornire garanzie scritte per il rilascio della Reiss.
14-08-2009 VOTO IN AFGHANISTAN, ACCORDI PER TREGUA
Il presidente afghano Garzai avrebbe raggiunto accordi con alcuni leader talebani per una tregua in vista delle presidenziali del 20 agosto. Lo scrive il Guardian, attribuendo il successo al fratello al presidente. Un portavoce Nato ha confermato i negoziati. Che hanno avuto il sostegno Usa. Nei prossimi giorni saranno annunciate le intese per Helmand e Kandahar, che consentiranno l’apertura di numerosi seggi: su 7.000 ne rimarranno chiusi 700. Un nuovo sondaggio dà per scontato il ballottaggio per Karzai.
14-08-2009 GAZA, SCONTRI TRA HAMAS E SEGUACE DI AL QAEDA
A Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza, un gruppo di attivisti ultraradicali, i sedicenti “Guerrieri di Dio”, che si proclamano fedeli di Al Qaeda, si è scontrato con gli uomini di Hamas. Il bilancio provvisorio del conflitto a fuoco è di 13 morti e un centinaio di feriti. I disordini sarebbero scoppiati in seguito al sermone in moschea di uno dei leader del movimento, che si ispira ad Al Qaeda, durante la preghiera del venerdì. Ancora non si conosce la sorte del promotore della rivolta, ma pare che la sua casa sia stata rasa al suolo per rappresaglia dalle milizie di Hamas.
15-08-2009 KABUL, ESPLOSIONE IN ZONA AMBASCIATE
Una violenta deflagrazione è stata avvertita nel centro di Kabul, nel quartiere delle ambasciate, intorno alle 6 ora italiana. Non si hanno, per ora, notizie di vittime. Testimoni sul posto parlano di una densa colonna di fumo che si alza dalla zona delle rappresentanze estere. L’area interessata sembrerebbe quella delle ambasciate britannica e statunitense a del quartiere generale Nato. L’esplosione arriva a 5 giorni dalle elezioni presidenziali afghane.

15-08-2009 GAZA, HAMAS: “UCCISO LEADER ESTREMISTA”
Abdel Latif Moussa, il capo carismatico di Jund Ansar Allah il gruppo estremista islamico che si ispira ad Al Qaeda, sarebbe morto durante i duri combattimenti contro le forze di sicurezza di Hamas, a Rafah nel sud di Gaza. Lo ha riferito un funzionario della sicurezza di Hamas. Gli scontri, cominciati ieri, hanno provocato finora la morte di 20 persone e il ferimento di 120. Jund Ansar Allah promuove un fondamentalismo più rigoroso di quello di Hamas, entrando di fatto in conflitto con quest’ultima.
17-08-2009 IRAN, ELISEO, SCARCERATA CLOTILDE REISS
La giovane ricercatrice francese Clotilde Reiss è uscita dalla prigione di Teheran dove era detenuta. Lo ha annunciato la presidenza francese in un comunicato, precisando che la 24enne “è in buona salute” e che per il suo rilascio è stata pagata una cauzione di entità imprecisata. La giovane secondo l’Eliseo, dovrà restare nell’ambasciata di Francia a Teheran in attesa che si concluda il processo a suo carico. La ragazza era detenuta in Iran dal 1° luglio per aver partecipato alle proteste contro la rielezione del presidente iraniano Ahmadinejad.
17-08-2009 VOTO KABUL, TALEBANI MINACCIANO ATTACCHI
I talebani hanno minacciato di attaccare i seggi elettorali durante il voto per le presidenziali e le presidenziali e le provinciali che si terranno in Afghanistan giovedì prossimo. Nei volantini diffusi nei villaggi del sud, i guerriglieri avvertono che chi andrà alle urne “sarà considerato alleato del governo di Kabul e quindi nemico dell’Islam” e preannunciano “nuove tattiche” per contrastare il voto. Il premier britannico Brown ha rinnovato l’impegno a restare in Afghanistan, spiegando che si tratta di “una delle estati più difficili”. Dal 2001 sono morti 201 soldati inglesi.
17-08-2009 IRAN Governo di Teheran chiude il giornale del partito riformista di Karroubi, rivale di Ahmadinejad nella corsa alle presidenziali.
18-08-2009 AFGHANISTAN, CLINTON TRATTEREMO CON ELETTO
“Tratteremo con chiunque gli afghani sceglieranno come loro dirigenti per i prossimi 5 anni”. Lo ha assicurato Hillary Clinton in un comunicato del Dipartimento di Stato a due giorni dalle elezioni presidenziali in Afghanistan. Il capo della diplomazia americana si congratula con il popolo afgano “per il coraggio di tenere elezioni nonostante la guerra in corso” e “noi siamo fieri di sostenerlo”, ha detto.
19-08-2009 AFGHANISTAN Tre uomini armati penetrano in una banca di Kabul. I talebani rivedicano l’azione, alla vigilia del voto nel Paese.
19-08-2009 AFGHANISTAN Uccisi tre uomini che avevano assaltato banca nel di Kabul. Per la polizia erano talebani.
19-08-2009 AFGHANISTAN Il segretario Ban Ki-Moon, esorta i cittadini, afghani ad andare a votare per democrazia e prosperità.
19-08-2009 AFGHANISTAN Forze Nato sparano per esporre e uccidono 4 poliziotti. Lo rende noto governatore di Ghazni, Nato non conferma.
20-08-2009 IRAQ, RAFFICA ATTENTATI ALMENO 95 I MORTI, FERITI
È di almeno 95 i morti e 563 i feriti il bilancio, fornito dalle autorità irachene, di sei attacchi compiuti quasi simultaneamente nella capitale Bagdad. Due camion-bomba sono stati fatti detonare vicino ai ministeri delle Finanze e degli Esteri, ai margini della “zona verde”, sede delle istituzioni irachene e delle ambasciate di numerosi Paesi. Il premier Maliki punta il dito contro le milizie sannite e i gruppi legati ad Al Qaeda e annuncia una radicale revisione dell’apparato di sicurezza, mentre il pentagono annuncia che il piano per il ritiro degli Usa rimane immutato.
20-08-2009 AFGHANISTAN AL VOTO, RAZZI SU KANDAHAR
In corso da stamane le operazioni di voto per le presidenziali in Afghanistan, elezioni precedute da una lunga scia di attentati e di intimidazioni. Si profila il ballottaggio tra il presidente uscente Garzai, dato come favorito e l’ex ministro degli Esteri, Abdullah, Garzai ha già votato a Kabul. Poco prima dell’apertura dei seggi, alcuni razzi sono stati lanciati a Kandahar, provocando sei feriti. Intanto, ieri sono stati uccisi altri tre soldati americani nel sud del Paese. Nelle ultime 24 ore sono dunque sei i soldati Usa uccisi in Afghanistan. 793 dall’inizio del conflitto.
20-08-2009 PAKISTAN Uno dei capi talebani, Maulvi Faqir Mohammad, ha annunciato di essere il nuovo capo del Ttp e di rimpiazzare Mehsud.
22-08-2009 OSSERVATORI UE: VOTO AFGHANO È VITTORIA
“Una vittoria contro quelli che volevano impedire al popolo afgano di decidere il proprio futuro”. Questo il giudizio degli osservatori dell’Unione europea sul recente svolgimento delle elezioni in Afghanistan. Il capo degli osservatori, Philippe Morillon, ha lanciato un appello ai principali candidati, Garzai e Abdullah: “Rivolgo un appello ai due principali candidati alla calma e al senso di responsabilità, in attesa dei risultati ufficiali che saranno comunicati dalla commissione elettorale”.
23-08-2009 IRAQ L’inizio del Ramadan non ferma le violenze. Otto morti, tra i quali due bambini, in diversi attacchi a Bagdad e Mosul.
23-08-2009 AFGHANISTAN, USA: LA SITUAZIONE È GRAVE
“La situazione in Afghanistan è grave e va peggiorando”. È l’allarme lanciato dal capo di Stato maggiore Usa, Mike Mullen, intervistato dalla Cnn. Mullen ha aggiunto che “negli ultimi due anni la guerriglia talebana ha migliorato le priorità tattiche militari e le ha rese più sofisticate”. “Al Qaeda è ancora in grado di colpire gli Stati Uniti, perché la sua potenza è ancora significativa”, ha detto Mullen.
23-08-2009 AFGHANISTAN, VOTO: “KARZAI IN TESTA”
“Karzai largamente in testa nel conteggio dei voti”. È l’apertura odierna del quotidiano Afghanistan Times di Kabul, che sostiene quindi che il ballottaggio non ci sarà e che sarebbe inutile per il Paese. Un dispaccio dell’agenzia Pajhwok sostiene che Karzai ha il 71% dei voti, dopo che sono state scrutinate 4,5 milioni di schede su 6,5 mln. “I primi risultati – conclude il giornale – mostrano che le elezioni presidenziali non andranno al ballottaggio. Questo è un segnale positivo perché assicura la stabilità”.
24-08-2009 AFGHANISTAN Un ordigno è esploso al passaggio di un mezzo militare italiano vicino a Farah senza provocare feriti.

25-08-2009 AFGHANISTAN, TESTA A TESTA KARZAI-ABDULLAH
Secondo i primi dati ufficiali della Commissione elettorale afgana, vi è un testa a testa tra il presidente uscente Garzai e il rivale Abdullah. Dopo lo spoglio del 10% dei voti, tra i due vi sono solo 10 mila voti di differenza: Karzai 41%, Abdullah 39%. Nei prossimi giorni la Commissione continuerà a diffondere i risultati parziali delle elezioni presidenziali del 20 agosto scorso ma i dati definitivi non saranno disponibili prima di metà-fine settembre. Appello “alla calma e al senso di responsabilità” di Abdullah per scongiurare eventuali violenze di piazza.
25-08-2009 AFGHANISTAN, GRAVE ATTENTATO A KANDAHAR
Un kamikaze, che ha fatto esplodere un’autobomba, che a sua volta ha innescato l’esplosione di altre 4 auto cariche di esplosivo, ha causato 41 morti e 66 feriti a Kandahar, nel sud dell’Afghanistan. Secondo fonti ospedaliere, le vittime dovrebbero essere tutte civili. Secondo testimoni, la deflagrazione è avvenuta davanti un edificio residenziale, che ospiterebbe gli uffici del Canadian international development agency. L’esplosione è stata fortissima ed ha fatto crollare due case ed una sala per ricevimenti di matrimoni. A kabul 3 bambini sono morti per lo scoppio di un proiettile da mortaio.
25-08-2009 IRAN, OPPOSITORI ANCORA ALLA SBARRA
Si è aperto al Tribunale rivoluzionario di Teheran un nuovo processo di massa ai contestatori della rielezione di Ahmadinejad alla presidenza dell’Iran. Si tratta del quarto giudizio a carico di persone arrestate in relazione alle manifestazioni di piazza che furono represse nel sangue. Tra gli imputati, la ricercatrice francese, Clotilde Reiss, e figure di spicco quali l’ex vice ministro dell’Interno iraniano, l’ex portavoce del governo e altri politici. Dai capi d’accusa letti in aula, emerge che “i riformisti hanno fomentato manifestazioni illegali anche negli anni in cui sono stati al potere” (1997-2005).
27-08-2009 ISRAELE Il primo ministro Netanyahu ha smentito la notizia del congelamento degli insediamenti in Cisgiordania per nove mesi.
27-08-2009 IRAN L’ayatollah Khamenei dice di non accusare i leader delle proteste post elettorali di essere pagati dalle potenze straniere.
28-08-2009 AFGHANISTAN La Bbc riferisce di uno scontro tra l’inviato Usa Holbrooke e il presidente Karzai su regolarità voto del 20 agosto.

28-08-2009 AHMADINEJAD: “PUNIRE CAPI DELL’OPPOSIZIONE”
Il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, ha auspicato che i leader dell’opposizione vengano puniti per i disordini scoppiati durante le proteste dopo la sua contestata rielezione. Senza precisare i nomi delle figure cui alludeva, il presidente ha chiesto, durante il sermone del venerdì, che sia messo in atto “un confronto serio con i capi dell’opposizione e con i maggiori istigatori degli incidenti”. “Coloro che hanno provocato, organizzato e attuato la dottrina ostile devono essere processati e contrastati con fermezza. Non ci dev’essere impunità per nessuno”, ha concluso.

30-08-2009 IRAN, IN PARLAMENTO DIBATTITO SU GOVERNO
Cominciato in Iran il dibattito parlamentare sulla formazione del nuovo governo. Ahmadinejad vorrebbe farvi entrare per la prima volta tre donne. Il governo di Ahmadinejad comprenderebbero 21 dicasteri. Le tre donne, Fatemeh Adjorlou, Soussan Keshavarz e Marzieh Vahid Dastjerdi, sono indicate rispettivamente agli Affari sociali, all’istruzione e alla Sanità. Il Parlamento voterà la fiducia mercoledì prossimo, dopo una discussione che si prevede intensa. Da ambienti ultraconservatori è trapelato nei giorni scorsi che 5 dei 21 ministri potrebbero non ottenere il nulla osta parlamentare.

30-08-2009 KAMIKAZE UCCIDE 14 AGENTI IN PAKISTAN
Attacco kamikaze in una caserma della polizia nella Valle di Swat, nel Nord-Ovest del Pakistan. Alcune fonti parlano di almeno 14 poliziotti uccisi. All’esplosione sarebbe seguito anche uno scontro a fuoco. “Un attentatore travestito da recluta è entrato nell’edificio e si è fatto saltare in aria”, ha detto il responsabile dell’informazione della provincia, Mian Iftikhar Hussain. La regione di Swat è una roccaforte dei talebani ed è spesso teatro di sanguinosi attacchi

30-08-2009 USA CONTESTA A PAKISTAN RITOCCO MISSILI
Gli Usa contestano al governo pachistano la modifica “illegale” di un tipo di missili forniti negli anni ’80 (epoca Reagan) per allungarne la gittata e far entrare l’India nel raggio d’azione. Lo rivela il New York Times online. Secondo funzionari dell’amministrazione Obama, il missile ritoccato è l’Harpoon, tuttora efficace vettore anti-nave che ha una gittata massima di 315 km. I pachistani l’avrebbero potenziato. Ma Islamabad sostiene che si tratta di un modello di produzione propria.

31-08-2009 NATO: IN AFGHANISTAN STRATEGIA DA RIPENSARE
In Afghanistan la situazione è “grave”. Lo sostiene il comandante Usa delle forze Nato, Stanley McChrystal, affermando che solo rivedendo la strategia attuale si può conseguire un successo. Il generale americano ha esposto la sua valutazione nell’ambito di un’analisi della strategia per la Nato per il Paese, e ha sottolineato la priorità di difendere i civili dagli attacchi talebani. Il rapporto completo sarà diffuso nei prossimi giorni. Oggi, 4 le vittime militari: due americani, due britannici. Intanto, a circa metà spoglio delle presidenziali, si riduce il vantaggio di Karzai su Abdullah: 45,9% a 33,3%.
31-08-2009 TERRORISMO, NUOVE ACCUSE DA IRAQ A SIRIA
Cresce la tensione tra Bagdad e Damascp. Secondo il premier iracheno, Al Maliki, “il 90% dei terroristi di vari Paesi arrivano dalla Siria”. Le nuove accuse del capo del governo sono arrivate aal termine di un incontro con il ministro degli Esteri turco, Davuoglu, impegnato in una mediazione tra i due Paesi. La crisi diplomatica è scoppiata dopo il rifiuto da parte di Damasco di estradare due membri partito Baath, accusati di essere coinvolti nei devastanti attentati che 19 agosto provocarono un centinaio di morti in centro a Bagdad.
31-08-2009 GHEDDAFI: ISRAELE CAUSA GUERRE IN AFRICA
Il leader libico Muammar Gheddafi ha aperto a Tripoli il vertice straordinario dell’Unione africana dedicato alla Somalia, accusando Israele di essere la colpa di “tutti i conflitti in Africa”. Rivolgendosi a una trentina di capi di Stato e di governo, in veste di presidente di turno dell’Ua, Gheddafi ha esortato a chiudere tutte le ambasciate israeliane nel continente, poiché Israele “usa la protezione delle minoranze come pretesto per scatenare conflitti in Darfur, Sudan meridionale e Ciad e sfruttarne poi le risorse”. Tra i presenti, il presidente sudanese Bashir, incriminato dal Tribunale Onu.
31-08-2009 ISRAELE: GHEDDAFI È “UN BULLETTO”
“Il circo equestre itinerante che è Gheddafi è ormai uno show tragicomico che imbarazza chi lo ospita. E a farne le spese è la Libia”. Così un portavoce del governo israeliano commenta l’invito del rais libico agli Stati africani a chiudere le ambasciate israeliane. “Mi chiedo se c’è ancora qualcuno che prenda sul serio ciò che dice quest’uomo. Siamo certi che nessun Stato darà peso alle azioni di questo bulletto”. Israele ha dieci legazioni in Africa; a giorni il ministro degli esteri Lieberman compirà un tour nel continente.
03-09-2009 NUCLEARE, AHMADINEJAD RESPINGE ULTIMATUM 5+1
Teheran respinge l’ultimatum del gruppo “5+1” sul dossier nucleare e ribadisce che tratterà solo con l’Aiea, l’agenzia Onu per l’energia atomica. “Siamo pronti ad affrontare nuove sanzioni e non ci inchiniamo alle pressioni occidentali”, ha detto il presidente Ahmadinejad. L’Iran presenterà le sue nuove proposte la prossima settimana. La Francia intanto ha chiesto all’Aiea di rendere noti gli allegati del rapporto sul nucleare iraniano, che secondo il ministro degli Esteri Kouchner possono fornire “indicazioni che ci consentono di interrogarci sulla realtà di una bomba atomica”.
04-09-2009 KUNDUZ, RAID AEREO NATO 90 MORTI, ANCHE CIVILI
Aerei Nato hanno bombardato un’autocisterna di carburante nella provincia afghana di Kunduz, provocando la morte di almeno 90 persone. L’autocisterna era stata sequestrata ieri sera dai talebani. La polizia ha assicurato che fra le centinaia di persone raccoltesi intorno al camion poco prima del bombardamento, vi erano anche dei civili. Fra questi, alcuni bambini che erano andati a cercare del carburante gratis. La forza internazionale Isaf ha confermato di aver condotto il raid e ha dichiarato che è stata aperta un’inchiesta per accertare l’uccisione di civili.
04-09-2009 ONU: NESSUN SEGUITO A LETTERA GHEDDAFI
L’Onu ha ricevuto una lettera dalla Libia in cui viene chiesto lo smembramento della Svizzera, ma non verrà dato nessun seguito alla inconsueta richiesta. Lo ha indicato il portavoce di Ban Ki-Moon, segretario generale dell’Onu, confermando che al Palazzo di Vetro è stata ricevuta una lettera libica in tal senso e aggiungendo che la prima cosa che “Ban ha fatto è chiedere che essa fosse ritirata”. La missiva, ha precisato all’Ansa il portavoce di Ban, è ovviamente “contraria allo spirito delle Nazioni Unite”.
05-09-2009 L’UE CONDANNA IL RAID NATO A KUNDUZ
L’Ue condanna fermamente il raid Nato che ieri ha provocato una strage a Kunduz, nel nord dell’Afghanistan, e chiede a Kabul nuovi impegni e regole rigide cui potrebbe condizionare gli aiuti. Così il responsabile della politica estera dei 27, Solana, ha concluso, il vertice dei ministri degli Esteri Ue. Il ministro spagnolo Moratinos ha annunciato che sotto la presidenza spagnola Ue, che inizia nel gennaio 2010, si svolgeranno un summit Ue-Pakistan e una conferenza internazionale a Kabul.
05-09-2009 KUNDUZ, FERITI TRE SOLDATI TEDESCHI
Il giorno dopo l’attacco Nato a Kunduz, nel quale sono morte decine di persone, tre soldati tedeschi sono rimasti feriti per l’esplosione di un ordigno sul ciglio della strada. Oggi è stata proclamata una giornata di lutto per la strage causata dai bombardamento aereo della forza internazionale Isaf, mentre le autorità afgane e le forze alleate hanno avviato un’inchiesta sull’accaduto. Si cerca di stabilire quante siano le vittime (90 secondo le autorità, 150 per i talebani) e quanti tra loro fossero semplici civili.
07-09-2009 AFGHANISTAN Missile colpisce una casa e uccide una coppia con la figlioletta, a Kabul. Feriti altri due bambini di 5 e 7 anni.
07-09-2009 NUCLEARE, IRAN: PRONTI A DIALOGO “GIUSTO”
Pronto ad avviare un dialogo sul nucleare “in un quadro logico e giusto”, l’Iran non è però disponibile a discutere sui suoi diritti “inalienabili”: il caso nucleare iraniano “è chiuso”, ha detto il presidente Ahmadinejad in una conferenza stampa. “Abbiamo proposto un dialogo con tutti i Paesi che possono permettere di cambiare le cose”, ha detto poi il presidente iraniano, aggiungendo di essere pronto a discutere e dialogare davanti al mass media” con Barack Obama, quando si recherà all’Assemblea generale Onu.

08-09-2009 KABUL: KAMIKAZE ALL’AEROPORTO, VITTIME
Un kamikaze ha fatto esplodere una bomba davanti l’ingresso principale della base militare dell’aeroporto internazionale afgano di Kabul. Lo ha detto Koziel Bart, colonnello della Nato di stanza in Afghanistan, secondo il quale “tutti gli ingressi sono chiusi e i voli sospesi”. Una fonte del ministero dell’Interno ha specificato che ci sono delle vittime civili”, senza indicarne né il numero, né la nazionalità.
08-09-2009 PAKISTAN, TALEBANI ATTACCANO STUDENTI
Ribelli talebani pachistani hanno attaccato un gruppo di studenti delle superiori mentre andavano a scuola uccidendone quattro e ferendone tre. Secondo quattro riferito da un rappresentante del governo, l’attacco accaduto nel Nord-Ovest del Pakistan, sembrerebbe questioni di etnia. Gli studenti attaccati, infatti, appartengono alla minoranza sciita. I talebani pachistani, che si ispirano a quelli afghani, sono della maggioranza sunnita e gli scontri con gli sciiti sono frequenti e spesso cruenti.

10-09-2009 IRAQ Kamikaze a bordo di un camion imbottito di esplosivo fa strage in un villaggio curdo: 19 morti e 13 feriti.

11-09-2009 11/9 “KABUL IN PRIMA LINEA CONTRO TERRORE”
Otto anni dopo gli attacchi dell’11 settembre, l’ambasciatore afghano a Washington, Said T. Jawad, invita a ricordare che “l’Afghanistan resta in prima linea nella guerra al terrore”. “La nostra missione comune di combattere il terrorismo sul suolo afghano unisce gli americani, gli afghani e le forze della Coalizione con un impegno fermo a superare oppressione e paura inflitti dai terroristi nel mondo”. I criminali responsabili dell’11 settembre “ancora latitanti devono essere portati di fronte alla giustizia” ha aggiunto.
11-09-2009 IRAN: PIANO GLOBALE CONTRO ARMI ATOMICHE
L’Iran ha proposto alla comunità internazionale un piano globale per eliminare le armi atomiche attualmente esistenti nel mondo, un obiettivo simile a quello descritto dal presidente Usa Obama la scorsa primavera a Praga. Lo dice al “Washington Post” Samareh Hashemi, consigliere di Ahmadinejad. Il piano sarebbe al centro del nuovo pacchetto di proposte presentato dall’Iran al gruppo negoziale 5+1. Teheran avrebbe offerto anche cooperazione su Afghanistan e lotta al terrorismo. Hashemi ribadisce che Teheran non vuole discutere di fermare il suo programma nucleare, che considera un diritto.

12-09-2009 AFGHANISTAN, ITALIANI IN SCONTRO A FUOCO
Alcuni militari italiani sono intervenuti in uno scontro a fuoco fra marines americani e ribelli talebani, avvenuto a Shiwand, nell’area di Farah, nella parte ovest del paese a comando italiano. Non ci sono stati né morti né feriti fra gli italiani, mentre sarebbe stato ucciso un militare americano. L’intervento degli italiani, supportati dagli elicotteri, sarebbe stato “risolutivo” per aver ragione dei talebani.
13-09-2009 NETANYAHU: “PRONTI A DIFENDERCI DAI RAZZI”
Israele non lascerà impuniti nuovi attacchi alla Galilea: lo ha detto il premier Netanyahu al consiglio dei ministri, riferendosi al lancio di razzi partiti venerdì scorso dal Libano. “Si tratta di un episodio molto grave – ha sottolineato – non siamo disposti ad accettare supinamente alcun atto terroristico diretto contro i cittadini israeliani. Riteniamo il governo libanese responsabile dell’accaduto”. Israele ha inoltrato una protesta formale al Consiglio di sicurezza dell’Onu. Netanyahu è atteso oggi al Cairo dal presidente egiziano Mubarak.
13-09-2009 AFGHANISTAN, RAID NATO, UCCISI 50 TALEBANI
Circa 50 miliziani talebani sono morti in seguito a una serie di raid aerei della Nato nell’Ovest dell’Afghanistan. Le incursioni sono state lanciate nella provincia di Farah in risposta a un attacco a un convoglio del Programma alimentare mondiale, costato la vita a 3 soldati americani e a 7 afghani. Uno degli attacchi avrebbe mancato il bersaglio e colpito una casa, uccidendo una donna e una ragazzina.
13-09-2009 AFGHANISTAN: RAID NATO 99 LE VITTIME
Sono 99 le vittime del raid aereo compiuto dall’Isaf il 4 settembre nella provincia afghana di Kunduz. Lo ha reso noto dei 4 inquirenti incaricati dal governo di Kabul di indagare sulla strage provocata dall’attacco. Trenta i civili uccisi e 69 i combattimenti talebani, questo il bilancio del raid che aveva l’obiettivo di recuperare alcune autocisterne della Nato rubate dai talebani. Uno dei veicoli, centrato da una bomba, è esploso facendo vittime tra i civili che cercavano di impadronirsi del carburante.
13-09-2009 INDIA, ATTENTATO IN KASHMIR: 4 MORTI
È di almeno 4 morti il bilancio di un attentato avvenuto a Srinagar, capitale dello Stato indiano di Jammu e Kashmir, rivendicato dal gruppo islamico Jamait-Ul Mujahideen. L’esplosione, che ha provocato anche diversi feriti, ha distrutto un’auto della polizia che aveva trasportato alcuni detenuti nel carcere della città. Secondo la polizia, 3 agenti sono morti sul colpo, mentre altri 9 sarebbero in gravi condizioni. Uccisa anche una passante investita dalla deflagrazione.

14-09-2009 AFGHANISTAN, PARÀ SVENTANO ATTACCO
I parà della Folgore hanno sventato un attentato contro il blindato su cui viaggiavano. Durante un’operazione con le forze di sicurezza afghane nella valle del Musahy vicino a Kabul, hanno notato tre persone che si allontanavano velocemente dalla strada al sopraggiungere dei veicoli dell’Isaf. È stato così scoperto un ordigno esplosivo improvvisato, formato da una mina anticarro di fattura artigianale, che avrebbe dovuto esplodere al passaggio del mezzo blindato italiano.
14-09-2009 NUOVO MESSAGGIO WEB DI OSAMA BIN LADEN
Un nuovo messaggio da Osama bin Laden, due giorni dopo l’anniversario dell’11 settembre, è stato pubblicato su un sito islamista: impossibile verificarne l’autenticità, ma il sito è stato spesso usato in passato dai sostenitori del leader terrorista. Lungo 11 minuti, il messaggio invita il popolo statunitense a “liberarsi dal terrorismo dei neoconservatori e dalla lobby israeliana” e nega che Obama abbia dato una svolta alla politica estera. “Se metterete fine alla guerra, bene, altrimenti continueremo la nostra”.
14-09-2009 AFGHANISTAN L’amministrazione Usa vuole riconoscere nuovi diritti al circa 600 prigionieri detenuti nella famigerata base di Bagram.
14-09-2009 IRAN Programmato per il primo ottobre un incontro sul nucleare fra l’Iran e il gruppo di Paesi 5+1.
15-09-2009 USA: UCCISO “PESCE GROSSO” DI AL QAEDA
Gli Stati Uniti confermano che nel raid aereo in Somalia sia rimasto ucciso uno dei terroristi più ricercati di Al Qaeda, il keniano Saleh Ali Saleh Nebhan, sospettato di aver preso parte agli attentati di Mombasa nel 2002. Lo hanno riferito a Washington fonti rimaste anonime dell’amministrazione Obama. Nell’operazione, avvenuta 250 km a sud di Mogadiscio, due elicotteri hanno attaccato un’auto e ucciso due persone. Intanto le milizie di al Shabaab, braccio armato somalo di Al Qaeda, fanno sapere che vendicheranno la morte del leader integralista islamico keniota Saleh Nebhan.
15-09-2009 IRAQ: È uscito dal carcere il giornalista che lanciò le sue scarpe contro l’allora presidente americano George Bush.

16-09-2009 AFGHANISTAN Al Qaeda incita sul web i talebani a sequestrare gli stranieri, militari e civili, per ottenere scambi di prigionieri.
16-09-2009 IRAN: RUSSIA E FRANCIA NON ESCLUDONO SANZIONI
“Le sanzioni sono poco efficaci, ma a volte ricorrervi è inevitabile”. Così il presidente russo, Medvedev riguardo al negoziato sul programma nucleare iraniano. “La nostra posizione è aperta. Dobbiamo manifestare senso di responsabilità sia prendendo una decisione su come portare avanti le trattative, sia su eventuali sanzioni”, ha proseguito, ricordando che tutti i programmi nucleari “devono essere sotto il controllo delle istituzioni internazionali compresa l’Aiea”. Dello stesso avviso Kouchner, ministro degli esteri francese, che sì aspetta azioni concrete dal vertice del 1° ottobre fra l’Iran e i 5+1.

17-09-2009 KABUL, SEI MILITARI UCCISI IN ATTENTATO
Un kamikaze ha fatto detonare un’autobomba e provocato la morte di 6 militari italiani e il ferimento di altri 4 a Kabul. L’attentatore ha colpito al passaggio del primo blindato di un convoglio militare, uccidendone i 5 occupanti. Sul secondo Lince, lo scoppio ha ucciso un militare e ne ha feriti altri quattro, che non sono in gravi condizioni. I sei militari uccisi e dei feriti appartengono alla Brigata parà della Folgore; l’altro ferito all’Aeronautica. Il ministro della Sanità afghano, Fatami, parla di 15 civili morti e 60 feriti. Un portavoce dei talebani, Mujahid, ha rivendicato l’attacco con un sms. Avevano tra i 26 e i 37 anni i sei militari italiani uccisi a Kabul. Si tratta del tenente Antonio Fortunato, 35 anni, di Lagonegro (Potenza), primo caporal maggiore Matteo Mureddu, 26 anni di Oristano, primo caporal maggiore Davide Ricciuto, 26 anni, nativo di Glarus(Svizzera), sergente maggiore Roberto Valente, 37 anni, di Napoli (era alla sua ultima missione) primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, 26 anni di Lubriano (Vt) e primo caporal maggiore Massimiliano Randino, 32 anni, di Pagani (Salerno). Le salme saranno in Italia tra venerdì e sabato. Probabili i funerali di Stato. Il presidente dell’Afghanistan, Hamid Karzai, ha espresso le sue condoglianze “al governo italiano, al suo popolo e alle famiglie delle vittime” dell’attentato di oggi a Kabul, costato la vita a 6 parà della “Folgore”. “Gli afghani non dimenticheranno mai e continueranno ad essere immensamente grati per il servizio che i militari italiani stanno rendendo a favore della pace e della sicurezza nel Paese”, ha aggiunto, esprimendo forte condanna per l’attentato terroristico.

19-09-2009 STRAGE KABUL, DOMANI LE SALME IN ITALIA
Arriveranno domani all’aeroporto romano di Ciampino le salme dei sei paracadutisti della Folgore rimasti uccisi nell’attentato kamikaze in Afghanistan. Una breve commemorazione a Kabul precederà il rimpatrio dei caduti. Ad accogliere i feretri(la bara coperta dal drappo funebre), ci sarà il presidente della Repubblica Napoletano, che questa sera rientrerà dalla visita in Giappone. Lunedì, nella Basilica di San Paolo, a Roma, si svolgeranno i funerali solenni. Avevano tra i 26 e i 37 anni i sei militari italiani uccisi a Kabul. Si tratta del tenente Antonio Fortunato, 35 anni, di Lagonegro (Potenza), primo caporal maggiore Davide Ricciuto, 26 anni, nativo i Glarus (Svizzera), sergente maggiore Roberto Valente, 37 anni, di Napoli (era alla sua ultima missione) primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, 26 anni di Lubriano (Vt) e primo caporal maggiore Massimiliano Randino, 32 anni, di Pagani (Salerno).

19-09-2009 AFGHANISTAN, STABILI CONDIZIONI DEI FERITI
Stabili le condizioni dei militari italiani rimasti feriti a Kabul. I quattro hanno riportato traumi acustici che sconsigliano il loro immediato rientro. Il primo maresciallo dell’Aeronautica Felice Calandriello, 58 anni, di Sassano(Salerno) e tre primi caporalmaggiori della Folgore, Rocco Leo, 26 anni, di Francavilla Fontana (Brindisi), Sergio Agostinelli, 32 anni, originario della Svizzera, Ferdinando Buono, 30 anni, di Napoli, ora ricoverati nell’ospedale militare da campo francese saranno trasferiti in Italia nei prossimi giorni.

19-09-2009 SOLDATI UCCISI A KABUL LUNEDÌ FUNERALI A ROMA
I funerali solenni dei sei militari italiani uccisi in Afghanistan si terranno lunedì alle 11, nella basilica romana di San Paolo fiori le mura. Camera ardente al Celio, aperta al pubblico ma non ai media, da domani pomeriggio. Lunedì sarà lutto nazionale, con un minuto di silenzio in scuole e uffici pubblici, ha deciso il Consiglio dei ministri, in una riunione sulla situazione in Afghanistan. Il Consiglio dei ministri, in segno di lutto, ha osservato un minuto di silenzio. Berlusconi ha aperto la riunione “con un ricordo e un omaggio ai nostri militari caduti a Kabul”, ha detto il ministro La Russa.
19-09-2009 AFGHANISTAN: Il quotidiano britannico ‘The Guardian’ mostra un video da cui risulterebbe la prova di numerosi brogli elettorali.

20-09-2009 GAZA, RAZZI “QASSAM” COLPISCONO ISRAELE
Due razzi “Qassam” lanciati della Striscia di Gaza hanno colpito il territorio israeliano nei pressi di Sderot. Non ci sono state vittime. L’attacco è stato sferrato due settimane dopo che due “Katyuscia” erano stati scagliati dal Libano nella Galilea del nord. È quanto scrive l’edizione on-line del quotidiano israeliano “Haaretz”.
20-09-2009 KHAMENEI: ISLAM CONTRO “CANCRO SIONISTA”
La giornata per Gerusalemme “è un chiaro grido dei musulmani contro il cancro sionista, che distrugge la nazione islamica”. Così la guida suprema iraniana, Ali Khamanei, che attacca Israele in un discorso pronunciato alla fine del Ramadan e diffuso dalla tv di stato. Centinaia di migliaia di persone hanno manifestato lo scorso venerdì in tutto l’Iran per esprimere solidarietà al popolo palestinese. Ma a Teheran, la mobilitazione è stata utilizzata dall’opposizione per manifestare contro la rielezione del presidente Ahmadinejad. Medvedev ha anche confermato che il Khamenei ha poi accusato l’amministrazione Usa di “politiche contro l’Iran”.
20-09- 2009 MOSCA: ISRAELE NON ATTACCHERÀ L’IRAN
“Israele ha assicurato alla Russia che non intende attaccare militarmente l’Iran”. Lo ha detto il presidente russo Medvedev in un’intervista alla Cnn. La “promessa” è stata fatta dal presidente israeliano Peres lo scorso agosto a Mosca. Il capo del Cremino ha aggiunto: “Un eventuale attacco sarebbe la cosa peggiore che si possa immaginare”, e “le sanzioni a Teheran devono essere solo l’ultima opzione” contro il programma nucleare iraniano. Medvedev ha confermato che il premier israeliano Netanyahu è stato a Mosca di recente in visita riservata.
20-09-2009 UCCISI A GAZA DUE MILIZIANI PALESTINESI
Due miliziani palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano nella Striscia di Gaza. Uno dei due faceva parte delle Brigate Al-Qassam, braccio armato di Hamas, e l’altro di un diverso gruppo armato. Ferito un terzo palestinese. I due miliziani, secondo l’esercito israeliano, stavano collocando dell’esplosivo nella recinzione al confine nord della Striscia. In mattinata c’era stato un nuovo lancio di razzi dalla Striscia verso il territorio israeliano, che non ha provocato vittime né danni.
20-09-2009 NETANYAHU RISPONDE SÌ A INCONTRO CON OBAMA
L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato che il premier parteciperà all’incontro di martedì prossimo con il presidente americano Barack Obama e il presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen. Il nodo del contendere resta quello degli insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Obama ne ha chiesto il congelamento immediato e totale, e per i palestinesi è una condizione per la ripresa dei negoziati. Il leader di Hamas e Gaza, Haniyeh, afferma però che il popolo palestinese non sarà tenuto a rispettare una eventuale decisione emersa nell’incontro.
23-09-2009 BAN: CLIMA E NUCLEARE SONO PRIORITÀ ONU
La lotta al riscaldamento climatico e l’impegno di liberare il mondo dalla minaccia dell’atomica sono i temi in testa alle priorità dell’agenda della 64/ma Assemblea generale dell’Onu. Lo ha detto il segretario generale, Ban Ki-moon, nel suo discorso all’apertura dei lavori a New York, rivolgendo un appello all’unità e al multilateralismo nell’affrontare queste sfide. Fra gli impegni più pressanti, Ban ha ricordato la liberazione della leader birmana San Suu Kyi, la ripresa del negoziato di pace in Medio Oriente e la volontà di stabilizzare l’Afghanistan.
23-09-2009 AHMADINEJAD AGLI USA “L’IRAN È OCCASIONE”
“Ho sentito Obama dire, che la prossima minaccia è l’Iran. Ma l’Iran è un’opportunità per ognuno”, ha spiegato il presidente iraniano Ahmadinejad, presente negli Usa per l’Assemblea generale dell’Onu. Ahmadinejad ha detto in un’intervista che spera in discussioni “libera e aperte” sul programma nucleare iraniano, ma ha ribadito che il suo Paese non ha intenzione di negoziare il suo diritto al nucleare civile. Inoltre ha affermato di voler chiedere clemenza per i 3 americani arrestati il 31 luglio scorso alla frontiera fra Kurdistan e Iran.

25-09-2009 BIN LADEN AGLI EUROPEI “VIA DALL’AFGHANISTAN”
Nuovo messaggio audio del capo della rete terroristica Al Qaeda, questa volta rivolto agli europei. “Mettete fine all’ingiustizia e ritirate i vostri soldati dall’Afghanistan”, chiede la voce di Osama Bin Laden nella registrazione diffusa sul Web, accompagnata da un’immagine fissa del leader terrorista. “L’oppressione più grande è uccidere le persone ed è ciò che fate con la missione Nato in Afghanistan”, aggiunge. Il messaggio audio è sottolineato in inglese è in tedesco. La Germania vota domenica per il rinnovo del Parlamento.
25-09-2009 IRAN RIVELA NUOVO SITO ARRICHIMENTO URANIO
Le autorità iraniano hanno comunicato all’Aiea di disporre di due siti per arricchire per uranio, ma solo per produrre energia elettrica per usi civili. L’unico sito di cui si avesse fin qui notizia si trova a Natane, 250 km a sud di Teheran. Il secondo sarebbe situato vicino alla città santa di Qom, sempre a sud della capitale, e potrebbe contenere fino a tremila centrifughe. La notizia, diramata da fonti diplomatiche, è stata confermata ufficialmente dall’Aiea: “Il 21 settembre abbiamo ricevuto una missiva in cui Teheran informativa sulla costruzione di una nuova centrale”.
26-09-2009 IRAN, PRESTO OPERATIVO SECONDO SITO NUCLEARE
Il secondo sito iraniano per l’arricchimento dell’uranio, che ha scatenato le dure reazioni dell’Occidente, “sarà presto operativo”. Lo ha annunciato l’ayatollah Golpayegani, capo della segreteria della guida suprema Khamenei aggiungendo che “abbaglierà il nemico”. Lo riporta il capo dell’organizzazione iraniana per l’energia atomica, Salehi, ha detto che l’Iran fisserà con l’Aiea una data per la visita degli ispettori dell’agenzia. “Il sito si trova fra Teheran e Qom, a 100 km dalla capitale” – ha comunicato Salehi, che ha anche denunciato come “un complotto preordinato” il coro di condanne occidentali. L’agenzia di stampa iraniana, Irna, ha dato la notizia che da domani i Guardiani della rivoluzione daranno avvio ad una esercitazione che comprenderà il lancio di alcuni missili per migliorare le capacità difensive del paese. Le manovre, denominate ‘Grande profeta 4’, avranno lo scopo di “mettere in pratica i programmi annuali di difesa”, ha sottolineato l’ufficio pubbliche relazioni del pasdaran. Intanto il capo dell’agenzia nucleare di Teheran ha assicurato che sottoporrà il secondo impianto l’arricchimento dell’uranio sotto la supervisione dell’Aiea.
26-09-2009 PAKISTAN, 2 ATTENTATI: ALMENO 15 VITTIME
Due attentati hanno di nuovo insanguinato il nord-ovest del Pakistan, provocando almeno 15 morti tra cui 2 bambini e decine di feriti. Un attentatore a bordo di un furgone imbottito di esplosivo è lanciato contro un commissariato di polizia, radendolo al suolo, a Bannu. Danneggiati oltre 20 negozi e i palazzi vicini. L’attacco è stato rivendicato dai talebani con una telefonata alla Reuters. A Peshwar, il secondo attentato. Un’auto imbottita di esplosivo e parcheggiata presso una banca è esplosa vicino a un ospedale militare. La polizia ha arrestato due sospetti.

26-09-2009 ISRAELE: CON NUOVO SITO IRAN PUNTA ALL’ATOMICA
“È necessaria una risposta senza equivoci” da parte delle grandi potenze mondiali nei colloqui del primo ottobre tra Teheran e il gruppo del 5+1”. Lo afferma il ministro degli Esteri israeliano Lieberman, aggiungendo che il nuovo sito nucleare iraniano “prova al di là di ogni dubbio che Teheran vuole dotarsi di armi atomiche”. In un’intervista alla radio pubblica, Lieberman ha anche detto che la principale preoccupazione di diversi Paesi arabi è la corsa al nucleare di Teheran e non la questione palestinese.
27-09-2009 IRAN LANCIA DUE RAZZI A CORTO RAGGIO
Due nuovi missili a corto raggio sono stati lanciati dall’Iran nella prima giornata di un programma di esercitazioni militari dei Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione. Previsto per domani, invece, il lancio di un missile a lunga gettata, che potrebbe colpire Israele. Queste esercitazioni arrivano in un momento di tensione con l’Occidente dopo la dichiarazione di Teheran, di un secondo centro per l’arricchimento dell’uranio. Il comandante delle Forze aeree dei Guardiani, ha dichiarato che l’obiettivo principale dei lanci è valutare i progressi dei missili terra-terra.
27-09-2009 TIFONE NELLE FILIPPINE, OLTRE 60 MORTI
Il violento tifone che ha colpito le Filippine ha causato finora oltre 60 morti. Il maltempo ha provocato un’interruzione di energia elettrica nella capitale, Manila, e la sospensione dei voli commerciali. La presidente Gloria Arroyo ha rivolto un appello a tutti i cittadini perché donino vestiti, alimenti e acqua potabile per le centinaia di famiglie senzatetto.
27-09-2009 AFGHANISTAN, BOMBA AD HERAT: QUATTRO MORTI
Fallito attentato contro Ismail Khan, ministro afghano dell’Energia. Un ordigno è esploso a Herat, al passaggio del convoglio governativo, nella vicinanze di una scuola. Il bilancio è di 4 morti, tra cui una donna è un bambino, e almeno 17 feriti. Il ministro era diretto all’aeroporto ed è rimasto illeso. Nella zona di Herat, militari del contingente italiano hanno distrutto un grande quantitativo di esplosivo, trovato grazie alle segnalazioni della popolazione.
29-09-2009 AFGHANISTAN, ATTACCO A TALEBANI: 40 MORTI
L’esercito afghano e i marine Usa hanno ucciso 40 talebani nell’Afghanistan occidentale. L’operazione si è concentrata nel distretto di Bala Baluk, provincia di Farah, dopo una segnalazione della popolazione locale, secondo quanto riferiscono i militari afghani. Tra i numerosi feriti vi sarebbero anche sei soldati. Un portavoce dell’esercito statunitense ha confermato che l’operazione è in corso, nella zona sotto comando Usa, dove c’è anche una base italiana.
29-09-2009 AFGHANISTAN, 12 MORTI IN ATTENTATO A BUS
Almeno 12 civili, tra i quali donne e bambini, sono morti in un attentato contro un bus nella provincia meridionale di Kandahar. Lo hanno reso noto fonti del governatore locale.
29-09-2009 AFGHANISTAN, BAMBINO UCCISO PER ERRORE
Un bambino di 13 anni è stato ucciso per errore da una pattuglia statunitense della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), in Afghanistan. Il bambino stava tornando a casa con la sua bicicletta, quando è stato colpito da una pallottola che gli ha perforato la testa. “Il doloroso incidente è dovuto ad un proiettile sparato in aria” ha spiegato un portavoce dell’Isaf che ha espresso le sue condoglianze alla famiglia del bambino, residente alla periferia del capoluogo di Paktika, Sharan.

30-09-2009 AFGHANISTAN Kamikaze in auto imbottita di esplosivo si fa esplodere contro mezzi dalla Nato a Khost, vittime tra i soldati.

30-09-2009 AFGHANISTAN, ATTACCO A MEZZI NATO: VITTIME
Un kamikaze a bordo di un’auto imbottita di esplosivo si è lanciato contro un convoglio militare Nato a Khost, nel sud-est dell’Afghanistan. “Uno dei mezzi militari è in fiamme, ci sono vittime tra i soldati, ma non ho informazioni precise”, ha dichiarato il capo distretto di Khost. L’attacco, ha spiegato, ha avuto luogo quando il convoglio ha oltrepassato un ponte nel distretto di Mandozai. Le forze internazionali nel distretto di Khost sono affidate al comune statunitense.
02-10-2009 AFGHANISTAN, RAID NATO: MORTI 9 CIVILI
Ci sono anche sei bambini e tre donne tra le vittime di un raid aereo compiuto dalla Nato in Afghanistan. È quanto affermano le autorità della provincia di Helmand, nel Sud del Paese. Il raid è stato lanciato dopo un lungo scontro a fuoco con i talebani asserragliati in una casa nel distretto di Nal Ali. Una bomba comandata a distanza ha distrutto l’edificio. La Nato ha ammesso che nell’incursione oltre a 4 miliziani, sono morti anche un numero imprecisato di civili.
06-10-2009 PAKISTAN, KAMIKAZE IN SEDE ONU: 5 MORTI
Torna la violenza nella capitale pakistana, con un attentato suicida nella sede del Programma alimentare mondiale. Nell’esplosione sono morte cinque persone, tra cui 4 dipendenti delle Nazioni Unite. Tra i diversi feriti, due versano in condizioni critiche. Il kamikaze è riuscito ad entrare nell’edificio, superando i controlli della sicurezza con indosso una divisa delle forze paramilitari pakistane. Dai rilievi risulta che la bomba conteneva 7-8 chili di esplosivo. L’Onu ha chiuso tutti gli uffici del Paese e sospeso le attività. Severa condanna dal segretario Ban Ki-moon.
07-10-2009 AFGHANISTAN, A HERAT UCCISI 6 INSORTI
Un reparto congiunto di Forze militari internazionali e dell’esercito afghano ha attaccato una base di insorti nella provincia occidentale di Herat, uccidendone sei, di cui tre arabi. Un portavoce militare afghano ha precisato che l’operazione è avvenuta nel distretto di Guzra e che l’intervento è avvenuto con l’ausilio aereo della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza, Isaf.
08-10-2009 AFGHANISTAN, KAMIKAZE A KABUL: MORTI E FERITI
Secondo l’emittente televisivo Ndtv, alle 8.30 (ora locale) un’autobomba è stata lanciata contro il muro dell’ambasciata indiana a Kabul, la quale dell’Afghanistan. Per la polizia locale, almeno nove persone sono morte e altre 45 sono rimaste ferite. Per ora non ci sono ulteriori dettagli, ma il fatto è stato confermato da un portavoce della missione Isaf a Kabul e testimoni oculari riferiscono che i morti potrebbero essere anche 30. Sul luogo dell’attentato c’è un via vai di ambulanze. Numerosi i veicoli distrutti dalla forza dell’esplosione.
09-10-2009 IRAN: ORA OBAMA PONGA FINE ALLE INGIUSTIZIE
Ora che ha vinto il premio Nobel per la pace, Obama deve subito cominciare a lavorare per porre fine alle ingiustizie nel mondo. Questa la prima reazione iraniana al premio al presidente Usa. “Non siamo delusi”, afferma un consigliere di Ahmadinejad, Akabr Javanfekr. Il presidente Barack Obama “è la persona giusta” per questo riconoscimento, ha detto il presidente afghano Karzai. Dura condanna, invece, da parte dei talebani. Obama “non ha compiuto nemmeno un passo per raggiungere la pace in Afghanistan”, ha detto un portavoce.
09-10-2009 NOBEL OBAMA, POSITIVE REAZIONI MEDIORIENTE
“Ci sono pochi leader che sono riusciti a cambiare l’atmosfera nel mondo in così poco tempo”. Così il presidente israeliano Peres, sull’assegnazione del Nobel per la pace a Obama. “Spero che con Obama la pace cominci a farsi strada”, auspica il premier Netanyahu. “Spero che la pace giunga in Palestina e nella regione sotto la presidenza di Obama”, dice il presidente Anp Abu Mazen. “È un premio alla buona alla buona volontà”, commenta Ahmad Yusef, voce diplomatica di Hamas, la fazione al potere a Gaza. “Nessuno, merita più di lui tale onore”, osserva il direttore Aiea, El Baradei.
09-10-2009 PAKISTAN, BOMBA AL BAZAR: ALMENO 49 MORTI
Pakistan di nuovo insanguinato da un attentato. Un’esplosione ha devastato il Khyber Bazar di Peshawar, uno dei mercati più frequentati del nord-ovest del Paese. I morti sono 49 e i feriti oltre cento, l’esplosione è stata provocata da un’autobomba guidata da un kamikaze. Sempre alla periferia di Peshwar, un convoglio di rifornimenti Nato destinati alle truppe Isaf in Afghanistan è stato attaccato. Sei camion sono stati incendiati dalle milizie talebane.
10-10-2009 IRAN, CONDANNATI A MORTE TRE OPPOSITORI
Tre manifestanti, incriminati per la partecipazione alle proteste scoppiate dopo le elezioni presidenziali in Iran, sono stati condannati a morte. Si tratta delle prime condanne capitali legate ai cortei contro Ahmadinejad. Secondo l’accusa, uno dei condannati era vicino ai Mujaheddin del Popolo, la più importante organizzazione di opposizione armata al regime. Gli altri due avrebbero legami con una organizzazione monarchica. Uno di loro sarebbe, secondo Amnesty International, Mohammad Reza Ali-Zamani, accusato di aver danneggiato “la sicurezza nazionale” incontrando agenti Usa in Iraq.
10-10-2009 MEDIO ORIENTE, MISSIONE PACE PER 400 ITALIANI
È cominciata la missione per la pace in Medio Oriente denominata “Time for Responabilities”, organizzata dal Coordinamento nazionale degli enti locali per pace ed i diritti umani, la piattaforma delle Ong italiane per il Medio Oriente e dalla Tavola della pace. Domani pomeriggio a Betlemme, i partecipanti, 401 persone, saranno accolti dalle autorità civili e religiose, per poi incontrare in una settimana migliaia di israeliani e palestinesi. Il coordinatore Flavio Lotti ha detto che “gli italiani sono preoccupati per quello che accende in M. Oriente e sentono il dovere di fare la propria parte”.
12-10-2009 PAKISTAN, STRAGE DI CIVILI IN UN MERCATO
È di almeno 41 morti il bilancio di un attentato in un mercato in una cittadina nelle valle di Swat, nel nord ovest del Pakistan. Le vittime sono 35 civili e sei militari. Un kamikaze si è fatto esplodere al passaggio di un convoglio delle forze di sicurezza. Secondo fonti locali, l’attentatore suicida sarebbe un adolescente. I feriti sono decine. L’attacco arriva a 48 ore dall’assalto contro il quartier generale dell’esercito pakistano a Rawalpindi. Negli ultimi due anni, il Pakistan è stato insanguinato da circa 280 attentati, con oltre 2.200 morti.
12-10-2009 PAKISTAN, RAID AEREO: UCCISI 31 TALEBANI
Incursione dell’aviazione pakistana contro i talebani nel sud del Pakistan. Sono almeno 19 i morti nel Waziristan, mentre è di 12 il numero delle vittime nel Bajaur. L’attacco è iniziato poche ore dopo il blitz delle forze speciali per liberare gli ostaggi catturati dai talebani nel quartier generale dell’esercito a Rawalpindi. Il ministro dell’interno pakistano ha annunciato, inoltre, che un’offensiva di terra nel sud Waziristan è imminente.
15-10-2009 PAKISTAN, ATTACCHI: ALMENO 36 VITTIME
Serie di attacchi in diverse zone del Pakistan. Un’autobomba è stata lanciata e fatta esplodere da un kamikaze contro nord-occidentale. Almeno 10 persone, fra cui diversi bambini, sono morte. Numerosi i feriti. Altri 3 attacchi contro 2 posti di polizia e una sede dei servizi segreti a Lahore, nel nord-est. Secondo le autorità locali, uomini armati hanno fatto irruzione in un edificio federale. Dalle prime informazioni, 26 persone, fra poliziotti e terroristi, sono morte. Le forze di sicurezza hanno ripreso il controllo della sede dei servizi ma si continua a sparare negli altri due edifici.
16-10-2009 AFGHANISTAN, IL TIMES INSISTE: ITALIA PAGO’
Anche dopo la denuncia del governo italiano, il Times insiste: gli italiani pagarono i talebani affinché i militari non subissero attacchi in Afghanistan e non solo nell’area di Sarobi ma anche ad Herat. Secondo Mohammed Ishmayel, comandante talebano, l’accordo firmato un anno fa con i servizi segreti italiani prevedeva che “nessuna delle due parti avrebbe attaccato l’altra”. Gli italiani avrebbero usato la stessa prassi in altre zone. È anche un alto ufficiale afghano confermerebbe: “Gli accordi erano stati siglati tanto nella zona di Sarobi che Herat”.
16-10-2009 ONU: A GAZA CI FURONO CRIMINI DI GUERRA
Il Consiglio Onu per i Diritti umani ha adottato il rapporto Goldstone, che accusa Israele e i palestinesi di Hamas di aver commesso crimini di guerra nei 22 giorni dell’operazione “Piombo Fuso”. Il testo chiede a un’inchiesta indipendente e attendibile di appurare la verità, pena il rinvio davanti a un Tribunale penale internazionale. Hanno votato a favore 25 Paesi, tra i 6 contrari ci sono Stati Uniti e Italia. Il conflitto uccise 13 israeliani e un numero tra 1166 e 1400 palestinesi.
16-10-2009 ATTENTATO SUICIDA IN PAKISTAN: 12 VITTIME
Una bomba è esplosa vicino ad un commissariato di Polizia a Peshawar, nel Nord-Ovest del Pakistan, teatro da giorni di una recrudescenza di violenti attentati. Il bilancio ufficiale parla di 12 morti e numerosi feriti. L’edificio è andato distrutto. A provocare l’esplosione sono stati due attentatori kamikaze, un uomo e una donna, a bordo di una moto, secondo quanto riferito da un inviato della tv satellitare araba “Al Jazeera”. Nel Waziristan una base militare pachistana è stata attaccata a colpi di razzo dai talebani. Tre i soldati uccisi.
16-10-2009 IRAN, CONTINUA MISTERO SU SORTE KHAMENEI
Continua ad essere incerta la sorte dell’ayatollah Khamenei dopo che da giorni circolano voci sul peggioramento della sua salute o sulla sua morte. Se l’agenzia Fars smentisce la notizia della morte, gli iraniani che seguono i social network continuano a interrogarsi sul silenzio dei media e del governo, segnale che Khamenei non sarebbe in buone condizioni. Il giornale ultra conservatore Kahyan e il Teheran Times non vanno in stampa da giorni. Nessun commento nemmeno sui siti ufficiali come www.Khamenei.ir.
17-10-2009 PAKISTAN, COMINCIATA OFFENSIVA DI TERRA
È cominciata l’offensiva di terra dell’esercito nel Sud Waziristan, la regione del Pakistan al confine settentrionale con l’Afghanistan, roccaforte dei talebani. Funzionari dell’intelligence pachistana hanno confermato l’inizio delle operazioni, senza precisare quali postazioni saranno bersaglio delle truppe di terra con l’eventuale supporto di raid aerei. Il governo aveva annunciato nei giorni scorsi l’offensiva, dopo la nuova ondata di attacchi dei miliziani filo-Al Qaeda.
17-10-2009 ISRAELE: “L’ONU MINA IL PROCESSO DI PACE”
Non si sono fatte attendere le reazioni all’adozione, da parte dell’Onu, del rapporto Goldstone, che accusa Israele e Hamas di aver commesso crimini di guerra durante il conflitto a Gaza. Secondo Israele il rapporto è “iniquo, incoraggia il terrorismo mondiale, e indebolisce il processo di pace”. “Continueremo ad esercitare il nostro diritto all’autodifesa”, recita una nota del ministero degli Esteri. Soddisfatto invece l’Anp, secondo cui il rapporto e “una rivincita del popolo palestinese”. Hamas rincara la dose: “Ora si processino i criminali di guerra sionisti”.
18-10-2009 ATTENTATO IN IRAN STRAGE NEL SUDEST
Sono 42 le persone rimaste uccise nell’attacco suicida contro alti ufficiali dei Pasdaran nella regione di Pishin, in Belucistan, nel sud-est dall’Iran. Oltre venti i feriti. Fra i morti vi sono 6 ufficiali delle Guardie della rivoluzione e notabili locali che partecipavano a una riunione di riconciliazione tra le componenti sunnita e sciita delle popolazione. Morto anche il comandante del battaglione Al Quds dei Pasdaran, Shushtari. L’attentato è stato rivendicato dal gruppo sunnita Jundallah (Soldati di Dio), responsabile in passato di attacchi nell’area e maggioranza sannita.
18-10-2009 AHMADINEJAD ACCUSA “AGENTI STRANIERI”
Il presidente iraniano, Ahmadinejad, ha attribuito ad “agenti degli stranieri” l’attentato di oggi nel Sudest del Paese, che ha provocato decine di morti. L’attentato “è da condannare – ha aggiunto il presidente – ma è anche fonte d’onore per la rivoluzione islamica”. Ahmadinejad invia inoltre ala guida suprema, ayatollah Khamenei, e alle famiglie delle vittime un messaggio “di condoglianze e congratulazioni” allo stesso per il loro “martirio”. Il presidente del Parlamento, Larijiani, aveva puntato il dito contro gli Stati Uniti, mentre la tv di Stato ha parlato d’un “coinvolgimento” di Londra.
18-10-2009 IRAN, I TERRORISTI ARRIVANO DAL PAKISTAN
L’Iran ha convocato l’incaricato d’affari pakistano a Teheran per “protestare contro l’utilizzo del territorio del Pakistan da parte di terroristi e ribelli che lanciano attacchi contro la Repubblica islamica”. Il ministero degli Esteri di Teheran ha chiesto a Islamabad “azioni severe” per impedire i movimenti dei terroristi. Secondo l’Iran, miliziani del gruppo sunnita Jundallah, che ha rivendicato la strage nel Belucistan iraniano, preparano i loro attacchi oltre confine. Il comandante dei Pasdaran, Pakpur, ha promesso una risposta “distruttiva” contro i ribelli.
19-10-2009 PAKISTAN, ESODO CIVILI PER SCONTRI WAZIRISTAN
Secondo giorno di offensiva militare dell’esercito pakistano contro le milizie talebane nel Sud Waziristan, al confine con l’Afghanistan. L’esercito ha lanciato una pesante offensiva di terra con 30.000 uomini, in una zona in cui è consistente la presenza dei gruppi talebani e di Al Qaeda. Finora almeno 5 soldati e 60 miliziani sono rimasti uccisi negli scontri. Malgrado l’accanita resistenza dei guerriglieri, l’esercito ha occupato diversi villaggi. Si calcola che circa centomila civili siano in fuga dalle zone interessate dai combattenti.
19-10-2009 BAGHDAD, SERIE ATTENTATI: ALMENO 9 MORTI
Una serie di attentati avvenuti ieri a Baghdad, la capitale dell’Iraq, hanno causato la morte di almeno 9 persone e al termine di altre 30. Attivisti vicini ad Al Qaeda sono forse gli autori del doppio attentato nel quartiere sannita ad Adhamiya, dove due bombe hanno fatto 8 morti e diversi feriti. Sempre nella capitale irachena, in un quartiere a sud, un poliziotto è stato invece ucciso da un franco tiratore.
20-10-2009 ISLAMABAD, DUE BOMBE ALL’UNIVERSITÁ
È di due morti e una decina di feriti il bilancio del doppio attentato all’Università islamica di Islamabad. Una bomba ha colpito la sezione maschile, l’altra è esplosa all’interno della sezione femminile. Malgrado l’ingente dispiegamento di militari nella capitale pakistana, i terroristi sono riusciti a passare la sicurezza e a mettere a segno l’attacco.
21-10-2009 INDIA Sono 15 le vittime di uno scontro fra treni avvenuto vicino a Matura, nel nord dell’India. Il bilancio è ancora provvisorio.
21-10-2009 NUCLEARE IRAN, BOZZA DI ACCORDO SULL’URANIO
Una bozza di accordo sul nucleare iraniano è stata consegnata ai paesi partecipanti alla riunione di Vienna (Iran, Usa, Francia e Russia). Lo ha annunciato il direttore dell’agenzia atomica internazionale, El Baradei. I Paesi interessati dovranno approvare entro venerdì l’intesa per far arricchire all’estero l’uranio che Teheran intende utilizzare nel suo reattore per la ricerca e a fini medici. Secondo indiscrezioni, l’uranio iraniano verrebbe arricchito in Russia fino al 19,75% per poi essere restituito. Si eviterebbe così il rischio di un arricchimento in Iran a fini militari.
23-10-2009 PAKISTAN, ATTACCO SUICIDA FA SEI VITTIME
Un kamikaze si è fatto esplodere davanti ad una base aeronautica del Pakistan provocando la morte di almeno 6 persone. L’attentato è avvenuto nel nord-ovest del paese, vicino alla città di Kamra. Lo riferisce un ufficiale della polizia locale. Al momento non si conosce a quale gruppo appartenga l’attentatore o se abbia agito per motivazioni proprie di tipo religioso o politico.
23-10-2009 IRAN: “COLLOQUI CON ISRAELE? PROPAGANDA”
L’Iran nega di aver condotto qualsiasi trattativa con Israele sul nucleare. “Si tratta di una bugia propagandistica che punta a vanificare il successo della nostra diplomazia con il gruppo del ‘5+1’ a Vienna”, dichiara il portavoce dell’Organizzazione per l’Energia atomica iraniana, Shirzadian. La notizia di colloqui tra i funzionari dei due paesi è stata diffusa da Israele, secondo cui l’Australia avrebbe organizzato più incontri a porte chiuse il mese scorso. Secondo il quotidiano “Haaretz” ci sarebbe stato un solo colloquio non bilaterale al Cairo sulla denuclearizzazione del Medio oriente.
24-10-2009 INTESA SULL’URANIO L’IRAN PRENDE TEMPO
L’Iran risponderà la prossima settimana alla proposta dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) sul trasferimento di gran parte del suo uranio arricchito in un Paese terzo. Lo ha detto l’ambasciatore iraniano presso l’Aiea. Teheran starebbe considerando “favorevolmente” la proposta di arricchire all’estero i ¾ dell’uranio iraniano, destinato a sui civili, ma afferma di aver bisogno di altro tempo. Il direttore dell’Aiea, El Baradei, aveva fissato a ieri il termine per la decisione iraniana; auspica comunque una “risposta positiva” che dia vita a “una nuova era di cooperazione”.
25-10-2009 ATTENTATI A BAGDAD, OLTRE 130 MORTI
Sangue misto a calcinacci e urla di terrore nel denso fumo nero hanno fatto sprofondare di nuovo nell’orrore Bagdad dove un duplice attacco suicida compiuto nel quartiere dei ministeri ha ucciso almeno 130 persone e ferite 500. Le due catacombe guidate da kamikaze sono esplose a distanza di 10 minuti l’una dall’altra nella superprotetta Zona Verde. La prima ha puntato sugli edifici che ospitano della Giustizia, del Lavoro e degli Affari sociali ed è esplosa. La seconda ha colpito la sede del governatorato di Bagdad. Il governo ha accusato Al Qaeda di voler destabilizzare il premier Al Maliki, in vista delle elezioni del 2010.
25-10-2009 OBAMA: FERMA CONDANNA ATTENTATI BAGDAD
Il presidente Usa Barack Obama ha “condannato con forza” gli scandalosi attacchi contro il popolo iracheno”, avvenuti oggi a Bagdad, che hanno causato oltre i 130 morti e 500 feriti. Lo ha reso noto la Casa Bianca. Obama ha telefonato al presidente iracheno Tarabani ed al premier Al Maliki, ai quali ha espresso le sue condoglianze, ribadendo l’impegno americano in Iraq. “Questi attacchi” – ha detto – in “vogliono impedire agli iracheni di avere il futuro che meritano”. “Mentre l’Iraq si accinge a preparare nuove elezioni per l’inizio dell’anno – ha aggiunto – l’America è al suo fianco”.
25-10-2009 IRAN, ISPETTORI AIEA VISITANO CENTRALE QOM
Gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) hanno compiuto una prima visita all’impianto iraniano per l’arricchimento di uranio, vicino alla città di Qom. Secondo l’agenzia iraniana Mehr, gli ispettori resteranno 3 giorni in Iran, durante ispezioneranno il sito. L’esistenza del sito di Qom, che secondo Teheran potrebbe accogliere tremila centrifughe di arricchimento dell’uranio, è stata rivelata all’Aiea solo il 21 settembre ed è stata al centro di molte polemiche. Le ispezioni sono state concordate nei colloqui di Ginevra tra Teheran e il gruppo del 5+1.


25-10-2009 GERUSALEMME, SCONTRI NELLA SPIANATA MOSCHEE
È di 3 feriti e 15 palestinesi arrestati il bilancio dei nuovi scontri scoppiati nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme, tra agenti israeliani e manifestanti islamici. Gli agenti sono intervenuti quando i manifestanti hanno iniziato a lanciare pietre contro i visitatori. Più di cento giovani sono asserragliati in una moschea. Le forze israeliane hanno chiuso l’accesso alla Spianata. Da giorni palestinesi e arabi israeliani incitano a “difendere” il luogo sacro. Per oggi era anche previsto un convegno di un gruppo ultranazionalista ebraico.
29-10-2009 IRAN: COLLABORAZIONE SU NUCLEARE CON OCCIDENTE
L’Iran “apre” all’accordo sul nucleare: il presidente Ahmadinejad ha dato il via libera allo scambio di combustibile e alla cooperazione con l’Occidente. Teheran ha poi consegnato all’Aiea la risposta ufficiale alla proposta di arricchimento all’estero dell’uranio. Lo ha confermato l’agenzia internazionale per l’energia atomica. Nella risposta si chiedono “importanti emendamenti tecnici ed economici”. Il rappresentante iraniano all’Aiea ha aggiunto che l’Iran ha un approccio positivo ma, senza fornire dettagli, chiede che avvengano i cambiamenti richiesti prima di dar seguito all’accordo.
29-10-2009 STAMPA: IRAN CHIEDE MODIFICHE SU URANIO
Teheran chiederà due cambiamenti alla proposta dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica sull’uranio da arricchire in Paesi terzi. Secondo il giornale iraniano filo-governativo “Javan”, l’Iran vuole fornire in modo graduale l’uranio da arricchire in Paesi terzi e chiede poi uno “scambio simultaneo” con combustibile nucleare pronto per essere utilizzato a fini civili. La risposta ufficiale di Teheran è attesa per oggi a Vienna. Il leader iraniano di opposizione Moussavi si è detto contrario ad arricchire all’estero l’uranio. Come lui si sono espressi diversi altri parlamentari.
30-10-2009 INDIA, DEPOSITO BENZINA IN FIAMME: 12 MORTI
Un imponente incendio in un grande deposito di carburante di Jaipur, nello Stato nord occidentale indiano del Rajasthan, ha causato almeno 12 morti. Ci sarebbero anche 150 feriti di cui alcuni in gravi condizioni. L’incendio scoppiato intorno alle 19,30 locali, a distanza di 15 ore non è stato ancora domato dai vigili del fuoco che ormai aspettano che si spenga da solo. Una falla in una conduttura, forse, la causa dello scoppio. Evacuati i villaggi e le abitazioni vicini al deposito. Chiesto a mezzo milione di persone di allontanarsi dall’area.
30-12-2009 AFGHANISTAN, CONVOCATO CONSIGLIO ONU
Il Consiglio di sicurezza Onu è stato convocato d’urgenza con all’ordine del giorno la situazione della sicurezza in Afghanistan. La riunione si svolge all’indomani dell’attentato compiuto dai talebani a Kabul contro gli uffici delle Nazioni Unite. Il segretario generale, Ban Ki-moon, aggiornerà i 15 delegati del Consiglio sull’accaduto, quindi terrà una conferenza stampa. Il presidente Usa Obama ha intanto fatto sapere che “i sacrifici delle truppe e delle loro famiglie peseranno sulla decisione di mandare rinforzi” a Kabul.
30-10-2009 KABUL, ESPLOSIONE INVESTE TAXI: 9 MORTI
Una bomba è esplosa al passaggio di un taxi con 9 civili a bordo nell’est dell’Afghanistan: tutti i passeggeri sono rimasti uccisi. Lo riferisce la polizia locale. Il portavoce delle forze di sicurezza della provincia di Nangahar, Ghafour Khan, ha precisato che tra le vittime ci sarebbero anche una donna e un bambino. Il veicolo colpito dalla deflagrazione si stava dirigendo verso un mercato nel distretto di Khogyani.
30-10-2009 NUCLEARE, IRAN DICE NO A PARTE ACCORDO AIEA
Al di là delle parole concilianti di Ahmadinejad, secondo il New York Times i dirigenti iraniani hanno respinto il punto centrale dell’accordo con l’Aiea, che prevede il trasferimento in Russia di 1180 kg di uranio iraniano a basso arricchimento entro gennaio. L’uranio, trasformato poi in combustibile in Francia, sarebbe stato rinviato in Iran per alimentare un reattore ad uso medico. Il no iraniano investe un punto nodale dell’accordo, se si considera che la quantità (1180 kg) di materiale fissile da esportare renderebbe impossibile all’Iran di dotarsi dell’atomica.
31-10-2009 PAKISTAN, ORDIGNO UCCIDE SETTE SOLDATI
Ennesimo attentato nel nord est del Pakistan vicino la frontiera con l’Afghanistan. Una bomba telecomandata è stata fatta esplodere nel distretto di Khiber. Sette soldati i pakistani sono morti e 11 sono rimasti feriti. Lo riferiscono fonti dell’esercito, secondo cui la bomba era stata piazzata lungo una strada. Intanto, si continuano a contare le vittime dell’attentato di mercoledì scorso al mercato di Peshawar, nel nord-ovest. Il bilancio dei morti è salito a 120.
01-11-2009 KABUL ABDULLAH: NO A 2° TURNO CON KARZAI
Abdullah Abdullah non è disponibile a partecipare al secondo turno delle presidenziali afghane, previsto il 7 novembre. Abdullah, nel corso di una conferenza stampa a Kabul, è stato perentorio, sottolineando come il governo Karzai, scaduto a maggio, sia illegittimo. “Le mie richieste sono state respinte, ora un’elezione trasparente è impossibile”, ha dichiarato Abdullah. Lo sfidante di Karzai aveva chiesto la rimozione del presidente della Commissione elettorale, che ritiene responsabile dei brogli del primo turno, e la destituzione di tre ministri a suo dire coinvolti nelle irregolarità.
01-11-2009 ABDULLAH INVITA A NON MANIFESTARE
Dopo aver rinunciato a partecipare al ballottaggio delle presidenziali del 7 novembre, l’ex ministro degli Esteri afghano, Abdullah Abdullah, ha chiesto ai suoi sostenitori di non scendere in piazza, invitandoli alla calma. Abdullah non si è inoltre espresso a favore di un boicottaggio delle urne, ma ha lasciato la libertà di scegliere se votare o no. L’ex ministro ha poi spiegato ai giornalisti che dietro la sua rinuncia non vi sono accordi per un futuro governo.
02-11-2009 VIRUS A, SCUOLE CHIUSE IN AFGHANISTAN
L’Afghanistan chiuderà le scuole per 3 settimane a partire da lunedì, per impedire il diffondersi dell’influenza A/H1N1. La decisione è stata presa dopo la scoperta del primo caso mortale, la scorsa settimana. Come dice una nota governativa “le scuole, pubbliche e private, rimarranno chiuse per salvaguardare la salute dei nostri concittadini”. Il settore dell’educazione interessa nel Paese, fra alunni ed insegnanti, 7 milioni di persone.
02-11-2009 PAKISTAN, BOMBA A RAWALPINDI: VITTIME
Senza fine la spirale di violenza che da tempo investe il Pakistan. Una forte esplosione è avvenuta nelle vicinanze di un hotel di lusso o del quartier generale delle forze armate pakistane, nella più importante arteria della città di Rawalpindi. I morti sarebbero almeno 16. Il quartier generale delle forze armate pakistane è lo stesso attaccato il mese scorso e occupato per ore dalle milizie talebane. Un poliziotto ha detto che l’esplosione è stata assordante e che del fumo si è elevato da un edificio.
02-11-2009 AFGHANISTAN, USA: SAREMO CON FUTURO PRESIDENTE
“Gli Stati Uniti prendono atto del ritiro di Abdullah Abdullah dal ballottaggio per le presidenziali afghane e confermano il loro sostegno al prossimo presidente, che a questo punto non può che essere Karzai”. È quanto ha detto il Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton secondo cui “ora spetta alle autorità afghane decidere su come chiudere questo processo elettorale in linea con la Costituzione.”.
06-11-2009 ISRAELE BOCCIA RISOLUZIONE ONU
“Avulsa dalla realtà cui Israele si confrontava sul campo”. Così il ministero degli Esteri israeliano ha liquidato e bocciato una risoluzione dell’Assemblea dell’Onu sugli scontri avvenuti a Gaza nel gennaio scorso. Le Nazioni Unite concedevano tre mesi al governo israeliano e ai palestinesi per avviare delle indagini “credibili” sui crimini di guerra che sarebbero israeliana. La risoluzione riprende le conclusioni del rapporto Goldstone che accusa Israele e i palestinesi di aver commesso crimini di guerra durante l’operazione “Piombo fuso”.
06-11-2009 AUTORE STRAGE USA GRIDÒ: ALLAH È GRANDE
Prima di aprire il fuoco sui suoi commilitoni, il maggiore medico Hasan gridò: “Allah Akbar” (“Allah è grande”). È quanto rivela il comandante di Fort Hood, generale Cone, che cita le testimonianze dei soldati sopravvissuti alla strage. Le autorità militari indagano per risalire al movente della strage. Hasan, musulmano praticante, nei giorni scorsi aveva svuotato il proprio appartamento e, secondo alcuni commilitoni, era ossessionato per il prossimo trasferimento in Afghanistan. Inoltre, da tempo veniva deriso da molti colleghi per le sue origini arabe.
08-11-2009 PAKISTAN, ATTENTATO KAMIKAZE: 13 MORTI
Ennesimo attentato in Pakistan. Almeno tredici persone sono rimaste uccise e quaranta ferite ad Adazi, nel nord-ovest del Paese, per l’esplosione di una bomba azionata da un kamikaze davanti all’abitazione del sindaco Abdul Malik, che figura tra le vittime. Per un responsabile locale, il kamikaze è arrivato su un’auto che ha fatto esplodere proprio mentre il sindaco si trovava con alcun visitatori davanti alla sua abitazione. Malik, che aveva creato una milizia antitalebana, era già stato oggetto di attacchi da parte dei combattenti islamici, ma ne era sempre uscito indenne.
08-11-2009 INDIA, DALAI LAMA A TAWANG TENSIONI CINA-INDIA
Il Dalai Lama, capo spirituale dei tibetani, ha iniziato una visita nello Stato indiano dell’Arunachal Pradesh, confinante con il Tibet e rivendicato dalla Cina. “Più volte il governo cinese ha inviato segnali per un mio ritorno in Cina, ma senza un progetto per il mio popolo non ha senso”, ha detto il leader tibetano arrivando al monastero di Tawang. Il territorio, un altopiano poco popolato e quasi sempre coperto di neve, fu oggetto nel 1962 di una guerra tra i due Paesi. Pechino ha chiesto a Delhi di non consentire il viaggio, ma l’India ha respinto l’appello cinese.
09-11-2009 PAKISTAN, ATTENTATO A PESHAWAR: 3 MORTI
Un attentato suicida ha causato la morte di tre persone a Peshawar. L’attentatore che stava su un risciò si è fatto saltare e un posto di blocco. Sono morti un poliziotto, un passante e il conducente del veicolo. Colpite dall’esplosione, cinque persone sono rimaste ferite. Lo ha riferito la polizia locale, che ha attribuito l’attacco ai talebani. Nelle ultime settimane, è stata intensificata la campagna terroristica nel Paese, come risposta alla maggiore offensiva portata dalle forze di sicurezza contro i terroristi.
09-11-2009 IRAQ Elicottero militare Usa si schianta a nord di Bagdad: morti i due piloti americani. Comando annuncia inchiesta su incidente.
09-11-2009 MO, INCONTRO OBAMA-NETANYAHU
Il presidente Usa incontrerà il primo ministro israeliano, negli Usa per vertice federazioni ebraiche.

10-11-2009 MEDIORIENTE Colloquio alla Casa Bianca tra il presidente tra il presidente Usa Obama e il premier israeliano Netanyahu sul processo di pace e Iran.

11-11-2009 AFGHANISTAN Forze di sicurezza trovano deposito con 250 kg di esplosivo per confezionare bombe artigianali, a Kandahar, nel Sud.

13-11-2009 KABUL, ATTENTATO VICINO BASE NATO: 6 FERITI
Ennesimo attentato suicida a Kabul, la capitale dell’Afghanistan. “Verso le 7:45 locali un kamikaze al volante di un’autobomba ha preso di mira un veicolo delle forze internazionali che si dirigeva verso Camp Phoenix”, ha detto un’ufficiale della polizia di Kabul. Secondo la polizia afghana, tre soldati Usa delle forze internazionali e altrettanti civili sono rimasti feriti nell’esplosione dell’autobomba. L’azione è stata rivendicata dai talebani. Non risultano coinvolti italiani.
13-11-2009 PAKISTAN, DICIANNOVE MORTI IN DUE ATTENTATI
Dodici persone sono morte in un attentato compiuto nella notte contro la sede dei servizi segreti militari pakistani a Peshawar. Altre 35 sono rimaste ferite nell’esplosione che ha semidistrutto l’edificio. Secondo una prima ricostruzione sembra che la deflagrazione sia stata provocata da un’auto imbottita di esplosivo e guidata da un attentatore suicida. In un altro attentato suicida contro un commissariato a Bannu, nel nord-ovest, sono rimasti uccisi 7 poliziotti e altri 5 sono stati feriti.
13-11-2009 NATO: EVITARE KABUL PARADISO TALEBANI
Il segretario della Nato, Rasmussen, ha detto a Londra che gli alleati devono intensificare l’addestramento delle truppe afghane, perché il paese non diventi il paradiso dei terroristi. “Siamo in Afghanistan per evitare che diventi una base operativa dei terroristi per l’Asia centrale, con la possibilità di destabilizzazione del Pakistan ed il conseguente rischio nucleare”. “Ho detto a Gordan Brown – ha concluso Rasmussen – che per continuare l’impegno internazionale ci vuole un buon governo, che combatte la corruzione”.
14-11-2009 11 SETTEMBRE, SARÀ CHIESTA PENA CAPITALE
Khalid Sheikh Mohammed, la mente delle stragi dell’11 settembre, sarà trasferito a New York con altri 4 detenuti di Guantanamo per essere processato da un tribunale ordinario. Lo ha annunciato il ministro della giustizia, Holder, precisando che sarà chiesta la pena capitale. L’associazione dei familiari delle vittime ha criticato la decisione di un processo davanti a una corte federale. Il trasferimento del terrorista è un ulteriore passo verso la chiusura del carcere di Guantanamo, da tempo promessa da Obama. La scadenza di gennaio 2010 non potrà essere onorata.
15-11-2009 IRAN: MISSILI ANCHE SENZA LA RUSSIA
“La Repubblica Islamica sarà in grado di produrre il sistema missilistico in un futuro non troppo lontano”. Sono le parole del presidente della commissione Esteri e Sicurezza nazionale dell’Iran, Boroujerdi. Parole che mostrano l’insofferenza nei confronti di Mosca, che secondo Teheran non rispetta gli accordi sulla vendita dei missili a causa di pressioni internazionali. “L’Iran non si ferma davanti alla mancata cooperazione da parte di altri paesi”, ha aggiunto Boroujerdi
16-11-2009 PAKISTAN, AUTOBOMBA: MORTI E FERITI
Un’autobomba esplosa questa mattina in Pakistan contro un posto di polizia ha provocato la morte di almeno tre persone. Altre 20 sarebbero rimaste ferite. È il quinto attentato in una settimana nel paese asiatico scosso dalle violenza dei talebani legati ad Al Qaeda. L’attacco è avvenuto nei pressi della base aerea militare di Badaber, nel distretto di Peshawar, al confine con l’Afghanistan.
16-11-2009 KABUL, 2 RAZZI SU AEREOPORTO MILITARE
Due razzi sono stati sparati contro la parte militare dell’aeroporto di Kabul, capitale dell’Afghanistan, ma non hanno provocato feriti. Lo ha annunciato la Nato L’Alleanza atlantica ha reso noto che gli ordigni sono stati lanciati ieri notte. Uno è atterrato all’interno del perimetro dell’aeroporto e le autorità stanno indagando sul luogo di impatto del secondo.

21-11-2009 BRESCIA, ANTITERRORISMO ARRESTATI 2 PAKISTANI
Due pachistani che gestivano un’agenzia di “money transfer” a Brescia sono stati arrestati nell’ambito di un’operazione coordinata dall’antiterrorismo dell’Ucigos. Avrebbero finanziato i terroristi islamici responsabili degli attentati di Mumbai (India, 16 novembre 2008) in cui rimasero uccise 195 persone. Guardia di Finanza, Fbi e autorità indiane hanno collaborato alle indagini. I pachistani avrebbero utilizzato l’identità di una persona ignara per eseguire una rimessa di denaro a soggetti vicini agli attentatori di Mumbai.

17-11-2009 MEDIORIENTE Gli Stati Uniti sono contrari ad una proclamazione unilaterale di uno Stato palestinese.

19-11-2009 AFGHANISTAN, GIURAMENTO PER HAMIO KARZAI
Hamid Karzai si è insediato oggi ufficialmente a Kabul quale presidente dell’Afghanistan per i prossimi 5 anni. In una cerimonia svoltasi nel palazzo presidenziale ha giurato solennemente di “rispettare e auspicare la costituzione afghana”. Karzai ha inoltre invitato il suo ex avversario Abdullah a partecipare a un governo di unità nazionale, che renda sicuro il paese entro cinque anni. Karzai si è aggiudicato il secondo mandato proprio dopo il ritiro di Abdullah.

19-11-2009 PAKISTAN, BOMBA DAVANTI TRIBUNALE: 16 VITTIME
Ennesimo attentato a Peshawar, nel nord-est del Pakistan. Un Kamikaze si è fatto esplodere davanti al palazzo di Giustizia. Almeno sedici persone sono rimaste uccise e trenta ferite. Lo hanno reso noto fonti della polizia locale. Il nord-est del Pakistan si conferma così come uno dei principi bersagli dei talebani legati ad Al Qaeda. Intanto nel Waziristan settentrionale un drone Usa ha attaccato una base di ribelli, uccidendo 4 estremisti islamici.
20-11-2009 AFGHANISTAN, ATTENTATO SUICIDA: 15 MORTI
Almeno 15 persone sono morte e una trentina sono rimaste ferite in un attentato suicida a Farah, sud-ovest dell’Afghanistan. Lo ha reso noto il governatore della provincia. La zona è sotto la responsabilità italiana. Secondo quanto riportato dalla polizia, un Kamikaze in motocicletta si è fatto saltare in aria in un mercato. Tra le vittime, anche un funzionario di polizia e due guardie del corpo. Numerose le vittime civili. La città à area di transito di mezzi pesanti con i rifornimenti destinati a Herat, regione al confine con l’Iran, dove operano agguerriti gruppi talebani.
20-11-2009 PAKISTAN Bomba esplode sul ciglio della strada a Peshawar (nord-ovest): uccisi 3 poliziotti, altre 6 persone ferite.
21-11-2009 PAKISTAN, RAZZI CONTRO BASE MILITARE: 4 MORTI
Una base delle forze di sicurezza pakistane, nel Waziristan settentrionale (nord-ovest del Pakistan) è stata colpita da razzi lanciati dai talebani. Quattro militari, fra cui un ufficiale, sono rimasti uccisi. La notizia è stata diffusa dall’emittente televisiva Geo tv. Dopo l’attacco, l’esercito pakistano ha risposto bombardamento basi talebane almeno sei militanti, fra cui un comandante delle forze talebane.
21-11-2009 YEMEN, INGEGNERE RAPITO IN MANO AD AL QAEDA
L’ingegnere giapponese, rapito domenica scorsa nello Yemen da una tribù locale, è stato sequestrato la notte scorsa da uomini armati di Al Qaeda. I rapitori lo hanno portato in una località sconosciuta. Lo hanno affermato due mediatori locali. L’ingegnere giapponese lavora ad un progetto del governo yemenita nella città di Arnab, a circa 60 km a nordest di Sanaa.
21-11-2009 BRESCIA, ANTITERRORISMO ARRESTATI 2 PAKISTANI
Due pachistani che gestivano un’agenzia di “money transfer” a Brescia sono stati arrestati nell’ambito di un’operazione coordinata dall’antiterrorismo dell’Ucigos. Avrebbero finanziato i terroristi islamici responsabili degli attentati di Mumbai (India, 16 novembre 2008) in cui rimasero uccise 195 persone. Guardia di Finanza, Fbi e autorità indiane hanno collaborato alle indagini. I pachistani avrebbero utilizzato l’identità di una persona ignara per eseguire una rimessa di denaro a soggetti vicini agli attentatori di Mumbai.
22-11-2009 IRAN, ,OUSSAVI: MOSTRA OPPOSIZIONE NON CEDE
Il movimento di contrasto alla politica del governo iraniano non si fermerà. Parola di Mir Hossein Moussavi, uno dei leader dell’opposizione iraniana e principale avversario di Ahmadinejad alle presidenziali di giugno. “Questo movimento continuerà e siamo pronti a pagare qualsiasi prezzo”, ha dichiarato Moussavi. Le sue dichiarazioni arrivano dopo la condanna a 6 anni di carcere inflitta all’ex vicepresidente iraniano Mohammad Ali Abtahi, per le proteste legate alla contestata rielezione di Ahmadinejad. Abtahi, rilasciato su cauzione, lavorò con l’ex presidente riformista Khatami.
22-11-2009 IRAN INIZIA MANOVRE IN DIFESA SITI NUCLEARI
L’Iran ha avviato una serie di manovre militari che si concluderanno fra cinque giorni, al fine di mostrare la sua capacità di difendere i propri siti nucleari contro un attacco aereo. Le operazioni copriranno un’area di 60.000 km, in cui si trovano la centrale di Bushehr, l’industria di trasformazione dell’uranio a Isfahan, e il centro di Qom. “Se ci attaccano – ha ripetuto un portavoce della guida suprema Khamenei – i nostri missili colpiranno Israele.
22-11-2009 GAZA, PALESTINESI: ACQUA NON SI PUÒ BERE
Secondo Munzir Shiblak, esponente palestinese incaricato della distruzione dell’acqua nei comuni costieri di Gaza, “l’acqua non è più adatta al consumo umano. Analisi di esperti internazionali indicano che solo il 10% dell’acqua della Striscia è potabile. Ciò costituisce un rischio per la vita dei palestinesi. La situazione è critica”. In un comunicato Shiblak ha chiesto che “vengano prese le misure necessarie per risolvere il problema dell’accesso di sale nell’acqua, problema che a Gaza si sta aggravando”.
22-11-2009 GAZA, RAID ISRAELIANO PROVOCA 5 FERITI
Alcuni aerei israeliani hanno attaccato in nottata vari obiettivi nella Striscia di Gaza. Almeno cinque palestinesi sarebbero rimasti feriti, stando a quanto riferiscono fonti mediche. Il raid è scattato in seguito all’ennesimo lancio di un razzo contro il territorio di Israele. Un portavoce militare dello Stato ebraico ha precisato che nella città di Gaza è stata colpita una fabbrica utilizzata per costruire armi.
22-11-2009 EGITTO, INCONTRO TRA MUBARAK E PERES
“Gerusalemme non è unicamente un problema palestinese, interessa i musulmani di tutto il mondo. Se non si trovano soluzioni, Israele si farà dei nemici fra tutti i musulmani del mondo”. È quanto ha dichiarato il presidente egiziano Mubarak, nel suo incontro con l’israeliano Peres, che ha ammesso l’esistenza di “divergenze” ma “superabili”. Mubarak si è poi detto contrario alla proposta israeliana di creare uno Stato palestinese con confini “provvisori”, in attesa di un accordo finale.
23-11-2009 IRAN La Difesa ha dato il via a cinque giorni di esercitazioni per contrastare eventuali attacchi aerei contro siti nucleari.
23-11-2009 AFGHANISTAN, OBAMA CONVOCA I MINISTRI
Nuovo consiglio di guerra del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha convocato per la serata di oggi (in Italia sarà notte fonda) i vertici del governo coinvolti nella nuova strategia per l’Afghanistan e il Pakistan. Saranno presenti il vice presidente Biden, il segretario di Stato Clinton e il capo del Pentagono, Gates. La riunione, la nona che si tiene sull’argomento, potrebbe essere l’ultima prima dell’annuncio degli attesi rinforzi militari nella ragione. La Nato intanto ha convocato per il 7 dicembre un nuovo vertice sull’Afghanistan.
24-11-2009 AHMADINEJAD: “SPERIAMO IN ACCORDO CON L’AIEA
“Speriamo di firmare un accordo sul nucleare con l’Aiea”. Così il presidente iraniano Ahmadinejad in una conferenza stampa con Lula in Brasile. Ahmadinejad ha, però, avvertito che se non si arriverà all’intesa, l’Iran andrà avanti, spiegando che le trattative si sono arenate “quando ci siamo resi conto che gli Usa stavano facendo propaganda contro di noi”. “L’era delle aggressioni militari è finita – ha aggiunto – ora siamo nell’epoca del dialogo. Le armi e le minacce appartengono al passato”.
26-11-2009 ISLAM, INIZIATO “HAJJ” ALLA MECCA
Sarà un pellegrinaggio in tono minore quello che, porterà alla Mecca circa due milioni di musulmani. L’epidemia di influenza A, secondo fonti ufficiali saudite, comporterà un calo delle presenze del 40%. A ciò si aggiunge il maltempo. Riad ha emesso 1,6 milioni di visti ai fedeli stranieri. L’Hajj, uno dei 5 pilastri dell’Islam, è il pellegrinaggio più importante nella vita di un musulmano. Inizia oggi con il Tawaf, il passaggio per 7 volte attorno alla Kaaba, la costruzione al centro della Grande Moschea. Tra i partecipanti, c’è anche Sarah Obama, nonna Keniota del presidente statunitense.
26-11-2009 NETANYAHU: “BLOCCO COLONIE PER 10 MESI”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ufficializzato la proposta di congelare tutti gli insediamenti ebraici nei Territori per 10 mesi. L’annuncio è contenuto in una nota che sottolinea come la decisione sia mirata a favorire la ripresa dei colloqui di pace con i palestinesi. Più volte il presidente dell’Anp, Abu Mazen, si è detto contrario all’ipotesi di un blocco a tempo. Ieri, confermando che non si ricandiderà ,a rimarrà in carica fino alla prossime elezioni, ha ribadito “l’imperiosa necessità” che Israele “ponga fine agli insediamenti illegali nei territori palestinesi”.
27-11-2009 NUCLEARE, RISOLUZIONE AIEA CONDANNA IRAN
L’Agenzia dell’Onu per l’energia atomica ha approvato una risoluzione che condanna l’Iran per aver nascosto la realizzazione dell’impianto nucleare per l’arricchimento dell’uranio a Qom. La risoluzione è stata promossa dal gruppo 5+1. E 25 dei 34 Paesi che fanno parte dell’Aiea hanno votato a favore. Tra questi anche Cina e Russia, finora riluttanti a condannare l’Iran. Il documento, che non è vincolante ma dà un indirizzo, critica Teheran per non aver rispettato il divieto di arricchire l’uranio imposto dal Consiglio di sicurezza e chiede la sospensione della costruzione dell’impianto.
27-11-2009 NUOVE SCUOLE PER COLONI ISRAELIANI
Il governo israeliano ha annunciato la costruzione di 28 nuovi edifici pubblici (scuole e sinagoghe) in Cisgiordania. La decisione è stata presa nel giorno in cui il premier Netanyahu ha proposto il congelamento per 10 mesi di nuove colonie ebraiche nei Territori. Secondo il ministro della Difesa Barak, firmatario della legge, le costruzioni non contraddicono la moratoria, che si riferisce esclusivamente ad abitazioni ad uso civile e non a edifici pubblici. Ordinato il blocco delle altre licenze. Sventato a Eilat un attentato: i militari hanno trovato 15 kg di esplosivo abbandonati da un uomo poi fuggito.
27-11-2009 ISRAELE, SVENTATO ATTENTATO A EILAT
Un’improvvisa recrudescenza di violenza si registra tra Israele e i Territori palestinesi, mentre si attende di conoscere se l’accorso con Hamas per lo scambio di prigionieri andrà in porto. A Nord della città di Eilat, una pattuglia israeliana ha sventato un probabile attentato: i militari hanno trovato 15 kg di esplosivo lasciati da un uomo che è riuscito però a dileguarsi. Ieri lanci di mortaio sono stati segnalati contro la zona del Neghev, seguiti da un raid israeliano contro il campo profughi di Jabalya che ha causato 4 feriti.
28-11-2009 NAUFRAGIO BANGLADESH, 14 MORTI E 50 DISPERSI
Quattordici morti accertati, fra cui molti bambini, e circa 50 dispersi sono il bilancio dell’affondamento di un traghetto in Bangladesh. Il “M.V. Coco 4” è affondato nel fiume Tetulia, 300 km a sud di Dacca. Trasportava centinaia di persone che tornavano a casa dopo una cerimonia per la festa islamica di Eid Al Adha. Il naufragio è avvenuto mentre i passeggeri stavano cominciando a sbarcare su un pontile vicino alla città di Lalmohan. Il peso della folla ha fatto inclinare e affondare il traghetto.
28-11-2009 LONDRA, A GENNAIO SUMMIT SU AFGHANISTAN
Si svolgerà il 28 gennaio prossimo a Londra la Conferenza internazionale sull’Afghanistan. L’annuncio è arrivato dal premier britannico Gordon Brown. La Conferenza punterà a discutere della sicurezza in Afghanistan e dell’eventuale riduzione delle truppe straniere impegnate per riportare la pace nel Paese.

28-11-2009 NUCLEARE, IRAN MINACCIA USCITA DA TNP
Il parlamento di Teheran potrebbe decidere di denunciare il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, di cui l’Iran è membro, come risposta alla risoluzione di condanna dell’Aiea. È quanto ha affermato il parlamentare conservatore iraniano Karamirad. La risoluzione chiede che l’Iran sospenda i lavori di costruzione del sito nucleare di Qom e di fornire maggiori informazioni sugli obiettivi dell’impianto. Il documento sarà sottoposto Consiglio di Sicurezza Onu.
29-09-2009 IRAN: POTREMMO ARRICCHIRE URANIO
Il governo di Teheran discuterà la prossima settimana il progetto di produrre in Iran il combustibile necessario ad alimentare un reattore nucleare con finalità mediche. Lo ha detto il presidente Ahmadinejad, dopo che il governo ha approvato la costruzione di 5 nuovi impianti e ha chiesto all’Aiea di trovare entro due mesi la collocazione per altri cinque. Secondo Ahmadinejad, l’Iran potrebbe produrre da solo l’uranio arricchito al 20%. Il presidente del Parlamento, Larijani, ha detto che l’Iran potrebbe “seriamente ridurre la cooperazione con l’Aiea”.

29-11-2009 AFGHANISTAN Obama pensa di schierare nel sud del Paese 9.000 marines, scrive il Washington Post. L’annuncio ufficiale martedì.

30-11-2009 USA: POTEVAMO PRENDERE OSAMA BIN LADEN
“Osama bin Laden era senza ombra di dubbio alla portata dell’esercito americano nel dicembre 2001 quando era accerchiato sulle montagne afghane di Tora Bora, ma i vertici militari Usa presero la decisione cruciale di non attaccare il leader del terrore”. Lo rivela un rapporto commissionato dal Senato americano, che spiega come la mancata cattura abbia posto le basi per l’attuale situazione in Afghanistan e Pakistan. Il rapporto, che sarà presentato oggi alla vigilia dell’annuncio dell’invio di rinforzi, è un duro contro l’ex presidente Bush e il capo del Pentagono.

30-11-2009 AFGHANISTAN, POLIZIOTTO AFGHANO UCCIDE 6 COLLEGHI
Un poliziotto afghano ha ucciso sei colleghi e ferito altri due in una sparatoria avvenuta in un posto di controllo, nel distretto di Khash Rod, nel sud-ovest dell’Afghanistan. Lo hanno riferito le autorità locali. Il capo della polizia ha spiegato che il poliziotto è fuggito verso Dil Arm dove è stato identificato da una pattuglia congiunta dell’esercito e della polizia nazionale afghana. La pattuglia ha cercato di arrestarlo vivo, ma il poliziotto ha continuato a sparare e, nella controffensiva, è rimasto ucciso.

30-11-2009 NUCLEARE, IRAN: “COSTRETTI” A NUOVI SITI
L’Iran è stato costretto ad approvare il piano per la realizzazione di 10 nuovi siti di arricchimento dell’uranio dalla risoluzione dell’Aiea che condanna il suo piano nucleare, ha detto uno dei vicepresidenti del Paese, Salehi. Ma il presidente del Parlamento, Lariani, ex capo negoziatore sul nucleare, ha affermato che esiste ancora la possibilità di una soluzione diplomatica. Intanto il presidente iraniano Ahmadinejad ieri ha anche annunciato di voler valutare, nel prossimo consiglio dei ministri, in calendario mercoledì, la possibilità di produrre dell’uranio arricchito al 20% da utilizzare nel reattore di ricerca di Teheran.

01-12-2009 TRENTAMILA SOLDATI USA IN PIÙ IN AFGHANISTAN
Il presidente Obama invierà altri trentamila militari americani in Afghanistan entro sei mesi. È quanto afferma una fonte della Casa Bianca, a poche ore dell’annuncio ufficiale a West Point (in Italia saranno le 2 di notte). I nuovi rinforzi porteranno il totale del contingente Usa in Afghanistan a oltre centomila unità. Il dislocamento delle truppe sarà più rapido del previsto. Nel suo discorso, Obama indicherà però anche altre date per il futuro disimpegno militare. Secondo indiscrezioni, chiederà agli alleati Nato 5-10mila soldati aggiuntivi (1500 all’Italia) per la lotta ai talebani.

02-12-2009 OBAMA: VIA DA AFGHANISTAN DA LUGLIO 2011
“I rinforzi americani e internazionali ci permetteranno di accelerare il trasferimento delle responsabilità alle forze afghane e di cominciare il trasferimento delle nostre forze fuori dall’Afghanistan nel luglio 2011. Lo dirà, fra poco, il presidente Barack Obama nel discorso a West Point, secondo le anticipazioni della Casa Bianca. La posta in gioco “non è soltanto un test per la credibilità della Nato, ma riguarda la sicurezza dei nostri alleati e la sicurezza comune del mondo”.

02-12-2009 KABUL, OBAMA: PROGRESSI IN 18-24 MESI
Il presidente americano Obama, in una videoconferenza durata circa un’ora, ha detto al suo omologo afghano Karzai che si attende “progressi sensibili” entro 18-24 mesi in Afghanistan. Lo ha riferito la Casa Bianca. I due capi di Stato hanno anche discusso delle azioni da intraprendere per evitare che l’Afghanistan diventi “un santuario per terroristi”. Obama ha inoltre chiamato per telefono il presidente del Pakistan Zardari, per un confronto sulla nuova strategia americana in Afghanistan ed in Pakistan.

02-12-2009 INDIA, CONTAMINAZIONE 25 ANNI DOPO A BHOPAL
A 25 anni di distanza dalla tragedia che causò 30mila vittime a Bhopal nell’India centrale, i livelli di contaminazione di aria e acqua nel raggio di 3 chilometri intorno all’impianto della morte sono ancora altissimi. Analisi condotte nei dintorni della fabbrica di insetticidi statunitensi Union Carbide hanno riscontrato presenza di tracce di isocianato di metile. Il 2 dicembre 1984 in seguito ad un incidente il liquido incolore si propagò reagendo con l’acqua e causando la morte di 3.787 persone. Altre 10mila persone morirono nelle ore successive per i veleni che hanno causato in tutte 30mila morti e 100mila invalidi.

03-12-2009 INDIA, KASHMIR, 2.600 CADAVERI IN FOSSE COMUNI
India, montagne del Kashmir. È qui che sono stati rinvenuti circa 2.600 cadaveri in fosse comuni e tombe senza nome. Secondo i volontari del “Tribunale internazionale dei popoli per i diritti umani”, si tratta di persone assassinate dalle forze di sicurezza. Dal 1989, data di inizio della ribellione per l’indipendenza della regione, più di 8.000 persone sarebbero scomparse. Il rapporto, “Prove sotterrate”, è stato presentato ieri ed è fondato su un’indagine durata 3 anni. Trovate 2.373 fra tombe e fosse comuni in 55 villaggi.

03-12-2009 AFGHANISTAN, DALLA NATO 5.0000 SOLDATI IN PIÙ
Una ventina dei Paesi che partecipano alla missione Isaf in Afghanistan hanno dato una “forte indicazione” sull’aumento delle loro truppe. Più di 5.000 i rinforzi attesi nei prossimi mesi. Lo ha detto James Appathurai, portavoce della Nato, prima dell’avvio del vertice dei ministri degli Esteri alleati. “C’è una sostanziale dimostrazione di unità e di volontà” a sostenere la richiesta degli Usa, ha aggiunto, sottolineando che sarà fatto ogni sforzo per reperire più addestratori di polizia. Intanto il capo del Pentagono Gates ha detto che i rinforzi americani potrebbero aumentare fino a 33mila uomini.

04-12-2009 KABUL, USA E NATO: BENE ITALIA PER SUPPORTO
Grande apprezzamento e “grande soddisfazione” per il contributo aggiuntivo dell’Italia in Afghanistan sono stati espressi dagli Stati Uniti e dal portavoce della Nato, Appathurai. “Gli Stati Uniti danno il benvenuto all’annuncio che l’Italia aumenterà in modo significativo i contributi di truppe in Afghanistan”, ha affermato in una dichiarazione all’Ansa il portavoce del Consiglio della sicurezza nazionale della Casa Bianca, Mike Hammer. Sempre all’Ansa il portavoce della Nato, Appathurai, ha parlato “di grande soddisfazione per l’annuncio del governo italiano”.

04-12-2009 ESPLOSIONE BUS DAMASCO “NON È UN ATTENTATO”
L’esplosione che ha colpito un pullman su cui viaggiavano pellegrini iraniani a Damasco “non è stata provocata da un attentato terroristico”. Lo ha affermato il ministro dell’Interno siriano, Sammour. Il ministro ha detto che i morti sono tre, tra cui l’autista iraniano, e ha avanzato l’ipotesi dell’esplosione di uno pneumatico mentre veniva gonfiato in una stazione di servizio. Al momento dello scoppio, il mezzo era vuoto. La tv araba Al Jazira aveva parlato di un attentato contro i pellegrini sciiti in visita a un santuario nel quartiere di Sayyeda Zainab, e di sei vittime.

04-12-2009 NATO: IN AFGHANISTAN ALTRI 7.000 SOLDATI
Sono almeno 25 i Paesi disposti a inviare rinforzi in Afghanistan e finora le truppe aggiuntive che verranno inviate nel 2010 sono almeno 7 mila. Lo annuncia il segretario della Nato, Rasmussen, al termine della riunione tra i Paesi che partecipano alla missione Isaf. “Le Nazioni hanno fatto seguire i fatti alle parole”, afferma. Rasmussen spiega che nel 2010 ci saranno 37 mila uomini in più nel Paese e parla di una nuova “Road Map” con più risorse a fronte della quale il governo afghano dovrà fare la sua parte.

04-12-2009 PAKISTAN, 40 MORTI IN ATTACCO A MOSCHEA
È di quaranta morti e ottanta feriti l’ultimo bilancio dell’attacco compiuto da un comando armato contro una moschea piena di fedeli a Rawalpindi, nel Pakistan orientale. Lo riferisce la polizia locale. Tra le vittime, donne, e bambini e diversi militari. Uomini armati hanno fatto irruzione nel luogo di culto durante la preghiera del venerdì sparando sui fedeli e lanciando bombe. Secondo testimoni, alcuni assalitori hanno attivato le cariche esplosive che avevano indosso. Le forze di sicurezza avrebbero ucciso tre membri del commando. Chiesta un’inchiesta sull’attacco terroristico.

04-12-2009 RIAD E SANAA CONTRO LA MINORANZA SCIITA
Da alcune settimane, Yemen e Arabia Saudita, Paesi opposti da storiche rivalità e tensioni ricorrenti, combattono un nemico comune: i miliziani Huthi, appartenenti alla minoranza sciita, in lotta per una maggiore autonomia. La rivolta degli Huthi, in corso da 5 anni, si è intensificata lo scorso agosto nell’estremo nord-ovest dello Yemen vicino al confine saudita. Il governo di Sanaa, già alle prese con un movimento secessionista nel sud e sporadici attacchi dei miliziani di Al Qaeda, ancora attivi nel Paese, è stato incapace di sedare la ribellione. Ad oggi, gli sfollati sono circa 175.000. Da crisi interna, circoscritta a un governo e un gruppo ribelle, il conflitto ha assunto una valenza internazionale sempre più marcata e pericolosa. Il 5 novembre, dopo l’ennesimo sconfinamento e l’uccisione di una guardia saudita da parte degli Huthi, il governo di Raid si è schierato a fianco dello Yemen ed è sceso in campo con l’esercito e l’aviazione a difesa della propria integrità territoriale e religiosa. A ciò si aggiungono le accuse che quasi ogni giorno il governo yemenita muove nei confronti dell’Iran, Repubblica islamica sciita, ritenuta senza mezzi termini lo sponsor della rivolta.

04-12-2009 LA RIVOLTA ZAIDITA IN CORSO DA 5 ANNI
La ribellione degli sciiti zaiditi nel nord dello Yemen scoppia nel 2004, sotto la leadership dell’imam Hussein al-Huthi, da cui prende il nome. Si batte contro le discriminazioni attuate dal governo centrale nei loro confronti, e chiede una forma di autonomia. Ucciso poco dopo l’inizio della crisi, Huthi viene sostituito da due suoi fratelli, che si mettono al comando di un numero di miliziani compreso tra 2.000 e 10.000. Molti bambini-soldato. Il presidente Saleh, al potere da 30 anni, accusa i ribelli di voler restaurare lo Stato confessionale, l’imamato che rimase in vigore fino al 1962.


04-12-2009 ZAIDITI, PER QUALCUNO NON SONO MUSULMANI
Gli zaiditi sono una setta minoritaria dell’Islam sciita, che riconosce in Zayd Ben Ali il quinto e ultimo imam. Conta 6 milioni di fedeli, concentrati tra i monti del nord dello Yemen. La setta zaidita è percepita come assai diversa dagli altri gruppi sciiti, e secondo molti studiosi si pone in una sorta di via di mezzo rispetto ai sanniti. Gli ortodossi non li considerano nemmeno musulmani. Lo maidismo si basa sulla dottrina dell’imamato, che regnò nello Yemen del Nord fino al 1962, quando l’emiro Mohammed al-Badr fu sconfitto dai repubblicani filo-egiziani legati a Nasser.


04-12-2009 L’INTERVENTO DELL’ARABIA SAUDITA
L’Arabia Saudita, Stato di rigorosa fede wahhabita, sembra essere scesa in pista non tanto per motivi religiosi quanto politici. Nei giorni scorsi, le truppe di Raid hanno dichiarato di aver ripulito una zona strategica di confine dai ribelli sciiti, catturando 150 tra combattenti somali ed etiopi. I ribelli Huthi smentiscono tale versione dei fatti, affermano di controllare la zona in questione, negano che tra le loro fila militino stranieri, e soprattutto escludono ogni legame con Al Qaeda, rete terroristica di chiara matrice sannita.


04-12-2009 IL COINVOLGIMENTO DELL’IRAN SCIITA
Il 25 novembre, il governo di Sanaa chiudeva due ospedali gestiti dalla Mezzaluna Rossa iraniana, ufficialmente per mancanza di trasparenza nella gestione dei fondi. Lo stesso giorno, centinaia di manifestanti chiedevano l’espulsione dell’ambasciatore iraniano. Sono le ultime schermaglie che da tempo oppongono Yemen e Arabia Saudita all’Iran di Ahmadinejad. Riad e Sanaa accusano Teheran di armare la guerriglia e addestrarla con operatori di Hezbollah. L’Iran respinge ogni accusa e, con il ministro Mottaki, avverte l’Arabia Saudita: “Chi getta benzina sul fuoco finirà col bruciare se stesso”.


04-12-2009 “POCHE AFFINITÀ TRA I RIBELLI E TEHERAN”
“Le tribù ribelli appartengono alla setta sciita degli zaiditi, i più estremisti in termini di contenuti religiosi mentre i sauditi sono campioni dell’ortodossia sannita islamica”. “Il conflitto oppone i sunniti ortodossi e wahhabiti agli sciiti zaiditi. Questi ultimi non hanno però nulla a che vedere con l’Islam sciita iraniano, che è duodecimano” (si rifà cioè al dodicesimo imam, Muhammad al Mandi). “Gli arabi della Penisola arabica chiamano in causa l’Iran, ma di affinità religiose tra Teheran e i ribelli yemeniti non ce ne sono: si tratta di due Islam sciiti, ma profondamente diversi”.


04-12-09 “UNA RIEDIZIONE DELLA GUERRA FREDDA”
“La crisi in atto è il ripetersi di un percorso che si era già aperto ai tempi della Guerra Fredda, quando lo Yemen era spaccato in Yemen del nord e Yemen del sud, e quest’ultimo era la porta d’accesso dell’Urss alla Penisola arabica”. “Lo scopo era, allora, quello di destabilizzare una regione che per il blocco occidentale era estremamente importante sia sotto il profilo geo-strategico che sotto quello economico, per le ingenti risorse energetiche presenti”. “Gli interessi in ballo sono poco religiosi e molto materiali, e le conseguenze del conflitto rischiano di danneggiare le grandi potenze, Cina compresa”.


04-12-2009 “MAR ROSSO, OBIETTIVO NO DICHIARATO”
“Questa guerra mira destabilizzare ilo Mar Rosso, una via di transito importantissima per l’Arabia Saudita, sia in termini del pellegrinaggio alla Mecca, che è una delle grosse voci del bilancio di Riad, sia per il transito delle grandi petroliere”. “Neppure il fenomeno della pirateria”(che infuria proprio al largo del Golfo di Aden) “ “né i miliziani legati ad Al Qaeda sono estranei al conflitto”. “Gli Emirati Arabi Uniti hanno più folte dichiarato piena solidarietà alla causa di Riad, così come il Qater e il Kuwait. A livello regionale, la situazione è chiara”, conclude Piacentini.


04-12-2009 FRATTINI: A KABUL 4MILA SOLDATI ITALIANI
Al vertice della Nato a Bruxelles, il ministro degli Esteri Frattini ha annunciato che l’Italia arriverà a schierare in Afghanistan circa 4.000 soldati. Frattini ha spiegato che accanto ai 2.700 militari già a kabul e nella zona di Herat, si aggiungeranno i mille soldati del contributo aggiuntivo deciso per il 2010, più 200 carabinieri per l’addestramento della polizia afghana. Il ministero ha aggiunto che l’Italia pensa ad aumentare il contributo al bilancio afghano per la ricostruzione e a nuove strategie della comunicazione.


05-12-2009 AFGHANISTAN, OFFENSIVA NATO IN VALLE NOW ZAD
Vasta offensiva lanciata NELL’Afghanistan meridionale da oltre 1.000 uomini dell’Isaf, a guida Nato e dall’esercito nazionale afghana per liberare la valle di Now Zad, nella provincia di Helmand. Now Zad era in passato la seconda città per importanza della provincia di Helmand, dove è massima la coltivazione del papavero da oppio, ma oggi è vuota dopo anni di combattimenti. I talebani hanno minato tutta l’area. Obiettivo dell’operazione è di sminare la zona e riportare un minimo di sicurezza per consentire alla popolazione di tornare a casa.


05-12-2009 IRAN: NECESSARI 20 SITI NUCLEARI
L’Iran ha bisogno di avere in futuro 20 siti per l’arricchimento dell’uranio, come quello di Natanz, per produrre combustibile sufficiente ed alimentare i propri impianti e non ha intenzione di ritirarsi dal Trattato di Non Proliferazione Nucleare (Tnpn). Lo ha affermato il capo dell’organizzazione per l’energia atomica di Teheran, Ali Akbar Salehi, in un’intervista tv, ripresa dall’agenzia ufficiale Irna. Nei giorni scorsi, il presidente Ahmadinejad aveva parlato di 10 nuovi impianti per l’arricchimento di uranio.


07-12-2009 IRAN, MUSSAVI: NON È MORTA L’OPPOSIZIONE
“È amaro constatare che gli stessi errori vengono ripetuti dalle autorità, le quali insistono che l’era delle riforme è conclusa. Dopo tutte le pressioni, il movimento non è finito”. È questo il comunicato che il leader dell’opposizione, Mussavi, ha pubblicato sul sito Kaleme, in occasione della ‘Giornata dello studente’ celebrata oggi in Iran. La polizia ha avvertito che reagirà “severamente” contro ogni raduno “illegale”. Divieto ai giornalisti stranieri di seguire le manifestazioni previste per oggi.


07-12-2009 IRAQ, VARATA NUOVA LEGGE ELETTORALE
Il Parlamento iracheno ha adottato, dopo che tra i diversi blocchi è stato raggiunto un accordo, una nuova versione della legge elettorale che dovrebbe aprire la via alle elezioni legislative fissate per l’inizio del 2010. I deputati hanno definito una nuova ripartizione dei seggi nei governatorati, evitando così l’ennesimo veto da parte del vice-presidente sunnita Al Hashimi. “La legge è stata adottata quasi all’unanimità”, ha riferito il presidente del Parlamento, Samarrai, senza fornire però cifre esatte.


08-12-2009 CAPO PENTAGONO A KABUL SI PARLA DEI RINFORZI
Il segretario alla Difesa Usa, Robert Gates, è giunto a sorpresa a Kabul capitale afghana, nel giorno in cui Karzai avrebbe dovuto presentare i primi nomi dei componenti della sua nuova squadra di governo. Il presidente ha invece deciso che “trasmetterà la lista all’inizio della settimana prossima”. Gates dovrebbe incontrare sia il presidente Karzai, sia i vertici della forza internazionale Isaf. Al centro degli incontri, l’arrivo in Afghanistan di altri 30.000 soldati di rinforzo. “Vogliamo parlare col presidente e col ministro della Difesa di come saranno utilizzati i rinforzi” ha detto Gates.


08-12-2009 BAGDAD, ESPLOSIONI AL CENTRO: 22 MORTI
Una serie di esplosioni, almeno quattro, sono state avvertite al centro di Bagdad nella “zona verde” dove si trovano ambasciate occidentali e centri militari. Almeno 22 i morti e sessanta i feriti. Dalla fine di ottobre, quando due autobomba colpirono gli uffici ministrativi cittadini, la capitale dell’Iraq era rimasta relativamente tranquilla.


08-12-2009 PAKISTAN, BOMBE IN SEDE SERVIZI: 12 MORTI
Ennesimo attentato in Pakistan vicino un ufficio dell’intelligence a Multan, nel Punjab pachistano. Almeno dodici persone sarebbero morte e altre quindici sono rimaste ferite. Secondo l’emittente Geo Tv si sarebbe trattato dell’esplosione di due bombe e le squadre di soccorso hanno portato in ospedale numerosi feriti. Intanto, nel nord-ovest, in un villaggio del Waziristan, un drone Usa ha lanciato due missili contro un’auto: 3 vittime.


08-12-2009 BAGDAD, ESPLOSIONI AL CENTRO: 127 MORTI
L’esplosione di cinque autobomba in rapida successione in diversi quartieri del centro di Bagdad ha provocato almeno 127 morti e 400 i feriti. Particolarmente colpita la “zona verde” dove si trovano ministeri ambasciate. Gli attentati sono avvenuti presso il ministero dell’Interno, una moschea, l’Università di Mustansiriya e in un distretto commerciale dove sono stati falciati anche donne e bambini. Per il premier Al Maliki gli attentati hanno il marchio di Al Qaeda con il sostegno dall’estero. Attacchi, ha detto, si oppongono alle aspirazioni di democrazia del popolo iracheno.

08-12-2009 IRAQ, LA LUNGA SCIA DI ATTENTATI NEL 2009
Quelli di oggi sono solo gli ultimi di una lunga serie di attentati che hanno sconvolto l’Iraq, soprattutto questo anno. Il 4 gennaio una donna kamikaze ha ucciso 40 persone durante il pellegrinaggio sciita dell’Ashura. Il 13 febbraio, un’altra kamikaze ha fatto 40 morti a Sud di Bagdad. A marzo un attentatore suicida si è fatto esplodere a Abu Ghraib uccidendo 41 persone. Ad aprile il bilancio di diversi attentati è di quasi 200. Il 20 giugno oltre 70 morti per un camion bomba a Tasa. In estate gli attentati fanno 200 vittime. Il 25 ottobre un camion bomba uccide 155 persone.


08-12-2009 IRAQ, IL 6 MARZO LE ELEZIONI POLITICHE
Si svolgeranno il 6 marzo prossimo le elezioni legislative in Iraq. È quanto ha annunciato la presidenza della Repubblica. In un primo momento le elezioni erano previste per il mese di gennaio ma la Commissione elettorale aveva reso noto di non poterle organizzare in tempo a causa del ritardo con il quale è stata conclusa la riforma del sistema elettorale dopo il veto posto dal vicepresidente Al Hashemi.


08-12-2009 AL QAEDA RIVENDICA SEQUESTRO STRANIERI
Al Qaeda del Maghreb islamico ha rivendicato il rapimento del francese Pierre Camatte e di tre spagnoli, prelevati a fine novembre, rispettivamente nel Mali e in Mauritania. Lo ha riferito la televisione Al-Jazira che ha trasmesso una registrazione audio con la rivendicazione del gruppo terroristico. I terroristi hanno aggiunto che in seguito invieranno un messaggio ai governi spagnolo e francese contenente le condizioni poste per la liberazione dei quattro ostaggi.


10-12-2009 IRAQ, DUE CRISTIANI UCCISI A MOSSUL
Due fratelli cristiani sono stati uccisi con un colpo di arma da fuoco alla testa in un quartiere periferico di Mossul, città del nord dell’Iraq. Secondo la polizia, i due erano originari di un villaggio cristiano della zona e si erano recati a Mossul per riparare il loro camion cisterna. In passato le comunità cristiane sono state prese di mira dagli estremisti sunniti. Alla fine dello scorso anno circa 12 mila cristiani hanno abbandonato la regione per trasferirsi altrove.


10-12-2009 MEDIORIENTE, FRATTINI IN VISITA IN ISRAELE E TERRITORI
Il ministro degli Esteri, Frattini, è in visita in Israele e nei Territori palestinesi, nel quadro degli sforzi che Ue e Usa portano avanti per riprendere i negoziati di pace. In agenda, incontri con il premier israeliano, Netanyahu, con il premier palestinese, Fayyad, e con il ministro degli Esteri israeliano, Lieberman. Il dossier mediorientale è uno dei temi trattato dai ministri degli Esteri Ue, a Bruxelles. Adottata una dichiarazione comune secondo cui Gerusalemme deve diventare la “futura capitale” di “due Stati” e il suo statuto finale deve essere raggiunto con negoziati.


10-12-2009 USA: ELEZIONI IRAQ NON CAMBIANO PROGETTI
Il progetto americano di ridurre il numero delle truppe in Iraq a 50.000 unità entro la fine di agosto non sarà modificato dalla decisione di Bagdad di tenere elezioni parlamentari a marzo. Lo assicura il Dipartimento alla Difesa. Il presidente Barack Obama si è impegnato a chiudere le operazioni militari Usa in Iraq entro il 31 agosto 2010, a fronte di un ritiro completo per la fine del 2011. I militari americani attualmente impegnati in Iraq dono circa 115.000.


10-12-2009 PER FORNIRE TRUPPE, USA INVIANO DRONI A KABUL
L’esercito americano ha acquistato alcuni droni che serviranno per rifornire le truppe in Afghanistan, dice il generale Duncan McNabb, dell’Us Air Force, senza precisare quando tali aerei senza pilota verranno testati: “Ne abbiamo presi alcuni per vedere che opportunità operative ci forniscono”. Il ricorso a droni è dovuto alla difficoltà poste da un paese molto montuoso: questi apparecchi permetterebbero di consegnare piccoli pacchi, contenenti ad esempio medicine, o recuperare recettori Gps lasciati al suolo durante il lancio di provviste, precisa il generale McNabb.


10-12-2009 IRAQ, AL QAEDA RIVENDICA ATTENTATI
Al Qaeda ha rivendicato gli attentati che martedì hanno provocato 127 morti a Bagdad. In un comunicato pubblicato su alcuni siti Jihadisti, riferito dal Centro americano di sorveglianza dei siti islamici (Site), si legge che Al Qaeda porterà avanti la sua campagna in Iraq fino a quando non sarà instaurata la legge coranica della Sharia. Due giorni dopo i sanguinosi attentati, il segretario americano alla Difesa, Gates, è a Bagdad per una visita a sorpresa. In programma incontri con il presidente Talabani e il premier Al Maliki.


10-12-2009 NUCLEARE, USA: INTESA DIALOGO CON NORDCOREA
“Dagli Stati Uniti e dalla Corea del Nord vi è un’intesa comune di vedute sulla necessità di riprendere i colloqui sul disarmo nucleare”. È quanto ha dichiarato l’inviato speciale del presidente Obama, Bosworth, commentando la missione di 3 giorni a Pyongyang. Bosworth ha aggiunto che non è chiaro che il regime nordcoreano abbia intenzione di tornare al tavolo dei negoziati a 6 dal quale è uscito lo scorso aprile. I colloqui a 6 coinvolgono le due Coree, Russia, Giappone, Cina e Stati Uniti.


11-12-2009 PAKISTAN: ATTACCO DRONE MUORE UN CAPO ALQAEDA
Un esponente di rilievo di Al Qaeda sarebbe stato ucciso da un drone nel corso di un attacco delle dorze della coalizione nel Pakistan nord-occidentale. Lo hanno detto fonti americane alla NBC specificando che non si tratta del capo supremo di Al Qaeda, Osama Bin Laden e specificando che l’azione si è svolta nell’ambito di un potenziamento delle operazioni contro Al Qaeda nelle ultime settimane.


12-12-2009 IRAQ, MAXI APPALTO A RUSSIA E NORVEGIA
La compagnia petrolifera russa Lukoil e quella norvegese Stratoil hanno ottenuto i diritti di sfruttamento del giacimento petrolifero di Qurna Ovest-2, il più grande del Paese e del mondo. Il consorzio russo e norvegese si è aggiudicato l’appalto grazie a un’offerta che prevede di aumentare la produzione di 1,8 milioni di barili di greggio al giorno, in cambio di un premio di 1,15 dollari per ogni barile addizionale. Il campo Qurna-Ovest-2 si trova nel sud dell’Iraq; le sue riserve ammontano a 12,8 miliardi di barili di petrolio.


12-12-2009 OBAMA: PAKISTAN FACCIA DI PIÙ CONTRO AL QAEDA
Gli Usa avrebbero bisogno di “maggiore collaborazione da parte del Pakistan” nella lotta contro Al Qaeda, ha detto il presidente degli Stati Uniti Obama in un’intervista televisiva che sarà trasmessa domenica sera dalla Cbs e di cui sono state anticipate alcune parti. Le aree del Pakistan occidentale “sono l’epicentro dell’estremismo violento contro l’Occidente” ha aggiunto Obama. Il primo ministro pakistano, Gilani, ha poco dopo annunciato che l’offensiva anti-talebani nel Sud Waziristanè conclusa, e gli sforzi militari si concentreranno nella zona di Orakzai, altra area tribale al confine afghano.


14-12-2009 AFGHANISTAN: 16 UCCISI IN DUE ATTENTATI
Sedici poliziotti afghani sono morti in due diversi attentati in Afghanistan. Otto sono morti in un attacco sferrato da ribelli islamici contro un posto di blocco nella provincia di Baghlan (Nord). Il posto di blocco si trovava sulla strada che conduce da Baghlan a Kabul dove è di pattuglia la polizia afghana. È una via usata comunemente dalle forze Nato. Il Secondo attentato nella provincia di Helmand, nell’Afghanistan meridionale: terroristi hanno attaccato un commissariato di Panjab, a Lashkar Gah, uccidendo otto agenti di polizia.


15-12-2009 KABUL, ATTENTATO: 8 MORTI E 40 FERITI
Un attacco suicida a Kabul, in Afghanistan, avrebbe fatto otto vittime e quaranta feriti. Lo scoppio, secondo le radio afghane, sarebbe stato molto vicino alla residenza di Ahmad Zia Massud, che ha avuto l’incarico di vicepresidente del primo governo nato dalle elezioni del presidente Hamid Karzai, dal dicembre 2004 al novembre 2009. Massud sarebbe stato immediatamente trasferito dalla sicurezza in un luogo sicuro. L’attentato avvenuto davanti all’hotel Heetal, nel quartiere di Wazir Akbar Khan, è accaduto poche ore prima di una Conferenza internazionale del tema della corruzione a cui avrebbe partecipato Karzai.


15-12-2009 BAGDAD, TRE ATTENTATI: 4 MORTI E 15 FERITI
Almeno quattro persone sono rimaste uccise ed altri 15 feriti questa mattina in seguito a tre attentati effettuati con la tecnica dell’autobomba nel centro di Bagdad. Lo hanno reso noto fonti del ministro dell’Interno iracheno.
21-12-2009 FUNERALI MONTAZERI A QOM CAPI OPPOSIZIONE
Migliaia di iraniani hanno partecipato a Qom ai funerali dell’ayatollah Montazeri, figura di riferimento per i riformisti, morto a 87 anni. Presenti anche i due leader dell’opposizione, Moussavi e Karroubi. Alcuni blog di oppositori parlano di scontri tra polizia e manifestanti che gridavano slogan contro il regime e hanno lanciato pietre sugli agenti. Figura religiosa sciita di primo piano, padre del riformismo in Iran, Montazeri guidò la rivoluzione islamica del 1979 al fianco di khomeini, prima di essere condannato per le sue critiche alle repressioni condotte dai rivoluzionari.
21-12-2009 MAURITANIA, COPPIA ITALIANA IN MANI AQMI
La coppia di italiani sequestrata venerdì in Mauritania “è nelle mani dei terroristi di Al Qaeda nel Maghreb islamico”, l’Aqmi. Lo ha reso noto una fonte diplomatica a Bamako, capitale del Mali, che ha chiesto l’anonimato. “Abbiamo informazioni precise – ha aggiunto- che i due italiani sono nelle mani di Aqmi, nella zona sahelo-sahariana. Aspettiamo che i terroristi rivendichino ufficialmente il sequestro”. “L’azione è stata minuziosamente preparata”, ha concluso la fonte
21-12-2009 NAPOLITANO: A KABUL NON È GUERRA AMERICANA
Quella in Afghanistan “non è una missione o una guerra americana, ma un impegno della comunità internazionale e dell’Onu con l’unico scopo di proteggere il mondo dal terrorismo internazionale”. Lo ha detto il presidente Napolitano ai militari impegnati all’estero. Napolitano ritiene motivo di “grande conforto”il fatto che sulle missioni internazionali “il Parlamento si sia mostrato unito”. “Sono contento di trasmettere serenità”, ha detto il capo dello Stato ai soldati. “Aggiungo che non è sempre facile essere sereni in Italia, siatelo almeno voi in Afghanistan”.
22-12-2009 AHMADINEJAD DENUNCIA MONTATURA SUL NUCLEARE
Il documento segreto iraniano pubblicato dal giornale britannico “Times”, che descrive gli sforzi di Teheran per preparare un innesco per un atomica, sarebbe un falso prodotto del governo Usa. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Ahmadinejad, in un’intervista all’emittente americana Abc. “Se l’Iran volesse costruire la bomba atomica – ha detto Ahmadinejad da Shiraz – sarebbe coraggioso abbastanza da dirlo”. Poi ha respinto l’ultimatum del presidente Usa, Obama, affinché l’Iran accetti la bozza di accordo dell’Onu sull’arricchimento all’estero dell’uranio.
23-12-2009 NUOVI SCONTRI IN IRAN, FERITI E ARRESTI
Nuovi scontri tra polizia e sostenitori dell’ayatollah Montazeri, morto tre giorni fa nella città santa di Qom. L’opposizione parla di numerose persone ferite a Isfahan, dove la polizia ha caricato i manifestanti usando lacrimogeni. Oltre 50 i manifestanti arrestati. Scontri sporadici a Najafabad, città natale di Montazeri. Il capo della polizia iraniana ha messo in guardia l’opposizione: “Ponete fine alle manifestazioni o ci sarà un confronto durissimo”. Il leader dell’opposizione Moussavi è stato intanto sostituito al vertice dell’Accademia delle Arti.
23-12-2009 ONU SANZIONA ERITREA: APPOGGIA ISLAMISTI
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto sanzioni all’Eritrea per aver sostenuto le fazioni islamiche armate attive in Somalia, in particolare il gruppo Al Shabaab, accusato di appoggiare Al Qaeda nel corno d’Africa. La risoluzione, approvata da 13 dei 15 membri del Consiglio, prevede il divieto della vendita di armi e sanzioni per il rifiuto di ritirare le truppe da un’area frontaliera contesa con il Gibuti. La Libia ha votato contro e la Cina, che ha potere di veto, si è astenuta. Il Consiglio ha poi riconfermato per 5 mesi il mandato della Forza Onu nella Repubblica Democratica del Congo.
24-12-2009 ATTENTATO IN PAKISTAN: 5 MORTI E 25 FERITI
Un’esplosione probabilmente causata da uno o più kamikaze è avvenuta a Peshawar, nel nord-ovest del Pakistan. Le vittime sarebbero 5 e 25 i feriti. L’esplosione è avvenuta nei pressi della Mali Road a Saddar ad un posto di blocco. Lo riferisce un’emittente televisiva. Secondo una prima ricostruzione che non è però stata ancora confermata, due kamikaze su una bicicletta si sono fatti esplodere al posto di blocco davanti allo State Life Building che ospita uffici pubblici, banche e imprese commerciali. Il vero obiettivo sembra fosse la sede della compagnia aerea pakistana.
24-12-2009 IRAN: DA USA ULTIMATUM “PRIVO DI SENSO”
In un’intervista al britannico “Channel 4”. Il presidente iraniano Ahmadinejad respinge l’ultimatum a porre fine alle attività di arricchimento dell’uranio entro la fine dell’anno intimato da Obama, definendolo “privo di senso”. Come sempre spavaldo e, almeno apparentemente, incurante delle nuove sanzioni minacciate dai Paesi occidentali, il leader iraniano ha deriso la “mano tesa” offerta dal presidente Usa e ha paragonata l’interminabile e tortuoso negoziato sul programma nucleare di Teheran ad una “stucchevole telenovela”.
24-12-2009 YEMEN, RAID AEREO SU BASE AL QAEDA: 34 MORTI
L’esercito yemenita ha lanciato stamane un raid aereo su una postazione di Al Qaeda nella provincia di Shabwa, ad est di Sanaea. Uccisi almeno 34 membri dell’organizzazione terroristica che partecipavano ad una riunione a Wadi Rafadh, una regione montagnosa isolata.. Fonti della sicurezza non escludono l’uccisione di un imam considerato il leader di Al Qaeda nella penisola arabica. Anche la scorsa settimana un altro raid aveva fatto 30 vittime fra gli estremisti islamici.
24-12-2009 ATTENTATO SUICIDA 8 MORTI IN AFGHANISTAN
Un attentato suicida è avvenuto a Kandahar, nel sud dell’Afghanistan. Otto persone sono rimaste uccise e altre cinque ferite. Lo ha annunciato un alto responsabile della polizia. Come riferisce la fonte, il kamikaze si è avvicinato con un carretto al Continental, un residence frequentato da stranieri. Le guardie di sicurezza gli hanno ordinato di fermarsi. Poi hanno aperto il fuoco, ferendolo ma l’uomo è riuscito ad azionare il detonatore.
24-12-2009 INDIA, IL MAESTRO LA PICCHIA: MUORE BIMBA
Aveva dimenticato il libro di scuola a casa. Lo ha detto al che, colto da un attacco d’ira, le ha inferto una botta violenta al collo e la bambina, di 8 anni, è morta poco dopo a casa. L’episodio è avvenuto nello stato indiano dell’Uttar Pradesh. Il maestro, che ha negato tutto, è stato arrestato è soltanto l’autopsia chiarirà cosa è accaduto. La bambina, tornata a casa, si è lamentata con i genitori di un dolore forte alla schiena che è stato sottovalutato. Nel giro di poche ore, la morte forse per una lesione interna.
24-12-2009 IRAN, VIETATE CERIMONIE PER MONTAZERI
Le autorità di Teheran hanno vietato ulteriori cerimonie per commemorare l’ayatollah dissidente Montazeri, morto domenica. Il divieto non tocca Qom, la città natale del religioso. Nel Paese tuttavia resta alta la tensione dopo giorni di proteste dell’opposizione e retate tra i gruppi riformisti che contestano il regime di Ahmadinejad. L’ex portavoce del governo del presidente riformista Khatami, Ramezanzadeh, è stato condannato a 6 anni per atti contro la sicurezza nazionale e possesso di documenti top secret.
25-12-2009 INDIA, CROLLA PONTE IN COSTRUZIONE: 17 MORTI
Sono almeno 17 gli operai morti nel crollo di un ponte in costruzione sul fiume Chambal, non lontano dalla città di Jodhpur, in Rajasthan. Circa 12 persone sono rimaste ferite. Almeno 30 operai risultano dispersi, e si teme che siano annegati o rimasti intrappolati sotto le macerie. Esercito, protezione civile e una squadra di sommozzatori cercano di localizzare i dispersi. Le autorità hanno indicato che la costruzione del ponte era stata affidata alla società coreana Hyundai Engineering e all’indiana Gammon.
25-12-2009 TALEBANI DIFFONDONO VIDEO OSTAGGIO USA
I talebani hanno diffuso un video con le immagini di un soldato americano catturato sei mesi fa in Afghanistan e tenuto in ostaggio in una base segreta. Si tratta del soldato Bowe Bargaadhl, 23 anni, che era considerato disperso dal 30 giugno scorso. Nelle immagini il militare appare in buone condizioni di salute, anche se spaventato. Il ragazzo è il primo soldato Usa catturato dai talebani dall’inizio dell’intervanto americano nel 2001.
25-12-2009 ISRAELE, NETANYAHU “COOPTA” OPPOSIZIONE
Il premier israeliano, Netanyahu, ha chiesto alla leader del partito di opposizione Kadima, Tzipi Livni, di entrare in un governo di unità nazionale. I centristi di Kadima, partito fondato dall’ex premier Sharon, rappresentano la forza di maggioranza relativa alla Knesset, il Parlamento israeliano. Nelle ultime ore era circolata la voce che 6 deputati di Kadima avessero deciso di lasciare il partito e unirsi al Likud, lo schieramento di Netanyahu.
25-12-2009 MO: RABBINO UCCISO, È CACCIA ALL’ATTENTATORE
Reparti dell’esercito israeliano e servizi di sicurezza dell’Anp, sono impegnati nella ricerca degli autori dell’omicidio del rabbino avvenuto ieri in Cisgiordania e poi rivendicato dalle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa. L’uomo, Meir Abshalom Hay, 45 anni e padre di 7 figli era un esponente importante della setta religiosa dei Breslav. Nella sua colonia, la responsabilità indiretta dell’attentato è attribuita al ministro della Difesa, Barak, per la rimozione dei posti di blocco che limitavano la circolazione ai palestinesi. Dopo l’attacco, gruppi di coloni si sono abbandonati a violenze contro gli arabi.
27-12-2009 POLIZIA IRAN: “4 MORTI, 300 ARRESTI”
Gli scontri tra oppositori e forze di sicurezza a Teheran hanno provocato “quattro morti”. È quanto ha dichiarato alla tv di Stato il vice capo della polizia, Ahmad Reza Radan, secondo il quale i morti non sono stati causati da un intervento repressivo degli agenti. Radan ha inoltre detto che sono 300 i manifestanti arrestati. I siti vicini all’opposizione parlano invece di dieci vittime, cinque a Teheran e altrettante a Tabriz.
27-12-2009 PAKISTAN, IN MIGLIAIA RICORDANO LA BHUTTO
Migliaia di persone partecipano alle commemorazioni per il secondo anniversario della morte dell’ex primo ministro Benazir Bhutto, uccisa il 27 dicembre 2007 a Rawalpindi, al termine di un comizio elettorale. Il presidente Zardari, il premier Gilani, membri del governo e del partito del popolo, commemorano la Bhutto a Lariana, nel mausoleo dove l’ex premier è tumulata. Nel giorno dell’Ashura, la principale festa religiosa della minoranza sciita, il governo ha rafforzato le misure di sicurezza per timore di scontri con la maggioranza sunnita.
27-12-2009 PAKISTAN, STRAGE IN UNA MOSCHEA SCIITA
Nel giorno culminante dell’Ashura, la principale festività religiosa sciita, un kamikaze si è fatto esplodere in una moschea a Muzafarabad, nella parte del Kashmir controllata dal Pakistan. Dieci i morti e circa 60 i feriti. Le vittime sono fedeli sciiti che affollavano il luogo di culto. Il Pakistan è un paese a maggioranza sunnita: gli scontri tra le 2 confessioni islamiche sono frequenti e sanguinosi.
28-12-2009 IRAN, ARRESTATI COLLABORATORI MOUSSAVI
Si stringe la morsa del regime intorno all’opposizione iraniana. Un sito web dei riformisti riferisce dell’arresto di diversi collaboratori di Hossein Moussavi, uno dei leader dell’opposizione, e di Mohammad Khatami, l’ex presidente riformatore. Tra gli arrestati anche il giornalista Emadeddin Baqi, responsabile dell’associazione per i diritti dei detenuti, e tre consiglieri di Mossavi.
28-12-2009 IRAN, NUOVI ARRESTI NELL’OPPOSIZIONE
Si stringe la morsa del regime intorno all’opposizione iraniana. Un sito web dei riformisti riferisce dell’arresto di diversi collaboratori di Hossein Mussavi, uno dei leader dell’opposizione, e di Mohammad Khatami, l’ex presidente riformatore di Stato, sono “cinque persone uccise. Tra gli arrestati anche il giornalista Emadeddin Baqi, responsabile dell’associazione per i diritti dei detenuti, e tre consiglieri di Mossavi. In manette anche Ebrahim Yazdi, a capo del movimento per la liberazione dell’Iran ed ex vicepremier e ministro degli Esteri nel primo governo nato dalla rivoluzione del ’79. Critiche al regime dal religioso moderato Karrubi.
29-12-2009 ABDULMUTALLAB ADDESTRATO IN YEMEN
Il ministro degli Esteri yemenita conferma che, prima del fallito attentato sul volo Amsterdam-Detroit, Farouk Abdulmutallab si trovava ancora in Yemen all’inizio di dicembre. Abdulmutallab era sparito alcuni mesi fa da Dubai dove studiava. Il 23enne, figlio di un banchiere, aveva fatto perdere le sue tracce a metà anno. All’Fbi ha dichiarato di essere un membro di Al Qaeda addestrato nello Yemen, in un centro della rete di Bin Laden. L’attentato è stato rivendicato da al Qaeda che ha annunciato “una guerra totale contro i crociati in tutta la penisola arabica”.
29-12-2009 AL QAEDA RIVENDICA RAPIMENTO ITALIANI
Con un messaggio audio, un uomo che si presenta come responsabile di Al Qaeda nel Maghreb islamico ha rivendicato il rapimento della coppia italiana scomparsa 10 giorni fa in Mauritania. Secondo la rivendicazione, il sequestro è una risposta ai “crimini compiuti dal governo italiano in Afghanistan e Iraq”. Una fotografia della coppia seduta nel deserto è stata diffusa dalla tv Al Arabica. Alle loro spalle si vedono 5 uomini armati con il viso coperto. La procura di Roma ha aperto un’inchiesta per sequestro a scopo di terrorismo.
30-12-2009 OGGI LE DIMOSTRAZIONI FILO-REGIME IN IRAN
Dopo le repressioni e gli arresti dei giorni scorsi, oggi in molte città iraniane e a Teheran sono previste manifestazioni in favore del regime. Parlando degli oppositori, il presidente Ahmadinejad ha detto che “tutti vedranno come il popolo iraniano, mobilitandosi sul campo, li disonorerà un’altra volta”. Intanto, gli uffici di 2 ayatollah vicini all’opposizione sono stati attaccati e distrutti da miliziani in borghese. Assediati gli uffici di altri 5 ayatollah moderati, affinché prendano le distanze dagli oppositori del regime.
30-12-2009 AHMADINEJAD: “PROTESTE NAUSEANTE MASCHERATA”
Il presidente iraniano ha definito le manifestazioni di domenica dell’opposizione “una nauseante mascherata”, promossa dall’estero, “da americani e sionisti”. Secondo le dichiarazioni di Ahmadinejad riportate dall’agenzia di stampa iraniana, “la nazione iraniana ha visto molte di queste mascherate”. “Americani e sionisti sono i soli responsabili di un gioco che hanno commissionato e mosso in scena. Uno spettacolo che fa vomitare. Secondo un rappresentante dall’ayatollah Khamenei, i “leader dell’opposizione sono nemici di Dio e andrebbero giustiziati in base alla legge cranica”.
30-12-2009 RIFORMISTI IRAN: REGIME CHIEDA PERDONO
Il maggiore partito riformista iraniano, il Mosharekat, ha invitato il regime a “chiedere perdono al popolo ed a tornare alla Costituzione per uscire dalla crisi in atto”. Il Mosharekat definisce gli incidenti di domenica “attacchi di forze militari contro gente indifesa” e le retate delle ultime 48 ore tra attivisti politici e giornalisti “vaste operazioni di arresti alla cieca. Invece di cercare la mediazione di “personaggi saggi, hanno affidato questo compito a chi capisce solo la violenza”, conclude.
30-12-2009 IRAQ, DOPPIO ATTENTATO 23 MORTI, 40 FERITI
Almeno 23 persone sono morte e altre 40 sono rimaste ferite in Iraq, nel centro della città di Ramadi (100 km a ovest di Bagdad), teatro di un doppio attentato suicida. Due kamikaze, uno a bordo di un’autobomba, l’latro a piedi, con corpetto esplosivo, si sono fatti saltare nelle vicinanze del quartier generale della Provincia. Tra le vittime, numerosi poliziotti e molti civili. Ferito anche il governatore della provincia di Al Anbar, che in un primo tempo, la tv di Stato Al Iraqiya aveva dato per morto.
31-12-2009 AFGHANISTAN, AGENTI CIA AMERICANI UCCISI
Sarebbero tutti agenti della Cia gli 8 americani rimasti uccisi in un attentato suicida nei pressi dei locali adibiti a palestra nella base militare Chapman, nella Provincia di Khost, nell’Afghanistan orientale. La notizia è stata data dall’emittente televisiva Cnn che non ha fornito ulteriori dettagli e cita (come fonte) un ufficiale statunitense che ha preferito restare anonimo.
31-12-2009 AFGHANISTAN, BOMBA UCCIDE 5 CANADESI
Cinque canadesi, 4 militari e un giornalista, sono rimasti uccisi dall’esplosione di un ordigno nell’Afghanistan meridionale, nell’area di Kandahar. È successo nel pomeriggio di ieri. Una bomba è esplosa al passaggio del veicolo blindato sul quale si trovavano i cinque. La notizia è stata diffusa dal Comando del contingente canadese nel Paese asiatico.
31-12-2009 PAKISTAN Raid in ospedale a Wana, nel Sud Waziristan: le forze di sicurezza uccidono 5 miliziani e ne arrestano altri 27.
31-12-2009 AFGHANISTAN, RAID NATO AL SUD: OTTO MORTI
Un bombardamento della Nato nella provincia di Helmand, nel sud dell’Afghanistan, ha causato 8 vittime. Si tratta di contadini che stavano irrigando i campi. A denunciare l’accaduto un portavoce del governo provinciale. Il raid aereo era stato ordinato in risposta ad un attacco contro una pattuglia dell’Isaf alle porte del capoluogo Lashkar Gah. La Nato non ha voluto commentare l’accaduto.
31-12-2009 RAPIMENTO MAURITANIA, NUOVA RIVENDICAZIONE
Sui siti internet della Jihad è apparsa questa mattina una nuova rivendicazione da parte di Al Qaeda, del sequestro dei due turisti italiani in Mauritania. Oltre al testo e all’immagine, già mostrata, in cui i due sono circondati da uomini armati, sono state pubblicate anche le foto dei passaporti di Sergio Cicala e Philomene Kaborelare. Nel testo si dice che “il sequestro è una risposta ai crimini del governo Berlusconi contro i musulmani in Afghanistan e Iraq”. Intanto Al Qaeda nel Maghreb islamico ha chiesto un riscatto di 7 milioni di dollari per il rilascio dei 4 cooperanti, un francese e tre spagnoli, sequestrati il 29 novembre in Mauritania.
31-12-2009 IRAN, SMENTITA FUGA KARROUBI E MOUSSAVI
La notizia che i due capi dell’opposizione iraniana, Hossein Moussavi e Mehdi Karroubi, sarebbero fuggiti da Teheran, è stata smentita dal figlio di Karroubi. “Mio padre e Moussavi sono a Teheran e continuano a rispondere alle richieste della gente” ha ribadito il figlio. Intanto proprio Moussavi ha esortato la sua gente “a scendere in strada a Teheran… nel caso sia arrestato qualsiasi leader del movimento Verde. Ditelo a tutti”. Questo messaggio è apparso sul profilo Twitter di Moussavi dopo le notizie della sua fuga.

01-01-2010 PAKISTAN, KAMIKAZE IN CAMPO VOLLEY: STRAGE
Un attentatore suicida si è fatto esplodere in un campo di pallavolo durante una competizione sportiva nel Nord-Ovest del Pakistan. Secondo la polizia, il bilancio provvisorio dell’attacco è di almeno 70 morti e 50 feriti. “Il kamikaze era in piedi e si è fatto esplodere durante la partita”, ha riferito un ufficiale della polizia. L’attentato è avvenuto nel distretto di Lakki Marwat, nella zona di confine con l’Afghanistan, roccaforte dei talebani pachistani e di Al Qaeda.
01-01-2010 TEHERAN, MOUSSAVI: “PRONTO A MORIRE”
Il leader dell’opposizione iraniana, Hossein Moussavi, ha lanciato oggi una affermando di essere pronto a morire per il suo popolo. “L’Iran è in seria crisi” ha dichiarato Moussavi “Arrestare o uccidere Moussavi o Mehdi Karroubi non calmerà la situazione – ha aggiunto – non ho paura di morire per quello che chiede la mia gente. La legge elettorale deve essere modificata. I prigionieri politici vanno rilasciati”. Per evitare che l’opposizione usi cellulari e web per comunicare sono stati disattivate centinaia di sim card.
01-01-2010 KABUL, SI TRATTA PER GIORNALISTI RAPITI
I due giornalisti francesi rapiti in Afghanistan con i loro accompagnatori afghani sono vivi e si sta trattando per la loro liberazione. Lo riferisce il portavoce della provincia di Kapisa, luogo del sequestro. “I due francesi sono vivi, i talebani li hanno trasferiti dal distretto di Taqab a quello di Alasai, una zona remota dove i rivoltosi hanno un forte controllo”, ha detto all’Ansa il portavoce del governatore Alim Ayar.
02-01-2010 RAID AEREO ISRAELIANO SU GAZA, 2 FERITI
L’aviazione israeliana ha sferrato nella notte un attacco nella striscia di Gaza in risposta, a quanto sembra, a un razzo lanciato contro Israele. Fonti mediche hanno parlato di due feriti, uno dei quali è un bambino. Il raid ha interessato la zona a nord di Gaza City e la città di Khana Younes nel sud del paese. Quattro gli obiettivi colpiti.
02-01-2010 TERRORISMO, OBAMA ACCUSA AL QAEDA YEMEN
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha accusato esplicitamente, per la prima volta oggi, la cellula yemenita di Al Qaeda come principale responsabile del tentato attentato di Natale contro un volo della Delta da Amsterdam a Detroit. In quale occasione solo una pura casualità impedì al giovane nigeriano Farouk Abdulmutallab di far saltare in aria l’aereo sul quale viaggiava.
02-01-2010 VIGNETTE SU MAOMETTO, ATTENTATO A AUTORE
Un 28enne somalo che avrebbe legami con il movimento terroristico somalo Al Shabbab e con Al Qaeda, ha cercato di introdursi nella casa di Kurt Westerqaard, autore di una della vignette su Maometto pubblicato 3 anni fa da un giornale scandinavo e giudicato sacrileghe nel mondo musulmano. È successo ad Ahrus, in Danimarca, dove il disegnatore, 74 anni, vive. La polizia che vigila sulla sua casa da quando è stato minacciato di morte ha sparato, ferendolo, e arrestato il 28enne che pare portasse un’arma da taglio.
02-01-2010 TERRORISMO, USA: VERTICE MARTEDÌ CON OBAMA
Vertice anti-terrorismo martedì alla Casa Bianca. Lo ha convocato il presidente Obama dopo aver ricevuto il rapporto preliminare sugli “errori umani e sistemici” legati al fallito attentato del volo Delta di Natale Amsterdam-Detroit. Secondo la stampa Usa, tra i risultati dell’inchiesta ordinata da Obama spiccano alcuni punti dolenti: le agenzie di intelligence americano continuano a non scambiarsi le informazioni, le “liste nere” non sono aggiornate, i controlli agli aeroporti sono obsoleti e occorrono nuovi scanner in grado di rivelare la presenza di esplosivo.
02-01-2010 IRAN, RAFFICA DI ARRESTI DI OPPOSITORI
La repressione del regime iraniano sull’opposizione si fa sempre più dura. Diverse persone, tra le quali almeno 6 giornalisti e 7 appartenenti al clero sciita, sono state arrestate nelle ultime ore. Tra i giornalisti ci sono Ali Hekmat e Mohammad Zohdi, autori di articoli su quotidiani riformisti messi al bando. I religiosi, tutti discepoli dell’ayatollah dissidente Montazeri, deceduto il 20 dicembre, sono stati arrestati a Qom, città santa sciita.
02-01-2009 AFGHANISTAN, ITALIANI 72 ORE SOTTO ATTACCO
Tre giorni di scontri interrotti hanno coinvolto un gruppo di militari della Nato, tra cui i soldati del contingente italiano, nell’Ovest dell’Afghanistan. Non si sono stati feriti. I militari dell’Isaf e delle forze di sicurezza afghane sono stati attaccati ripetutamente, nei pressi di Bala Morghab, da una sessantina di talebani, armati anche di razzi anticarro. Le forze Isaf, grazie anche all’intervento aereo alleato, sono riuscito a liberare l’area dopo 72 ore di combattimenti. A Bala Morghab c’è la base operativa che ospita militari afghani, americani e gli italiani della brigata Sassari.
05-01-2010 IRAQ, DUE ATTENTATI A KIRKUK, UCCISI 3 AGENTI
Tre poliziotti sono rimasti uccisi in due attentati sferrati nella città irachena di Kirkuk, 250 km a nord della capitale Bagdad. Come riferiscono fonti della polizia locale, la prima esplosione ha colpito in un quartiere meridionale, il convoglio che avrebbe dovuto accompagnare Burhan Tayyib, capo della polizia di Kirkuk, un agente è rimasto ucciso e altri otto feriti. Poco dopo, una mina è esplosa al passaggio di una pattuglia della polizia, uccidendo due agenti e ferendone tre.
05-01-2010 YEMEN, RIAPERTA AMBASCIATA USA
Riaperta stamane l’ambasciata degli Stati Uniti nella capitale dello Yemen, Sana ’ a, chiusa due giorni fa per le minacce terroristiche di Al Qaeda. La decisione, dopo l’operazione antiterrorismo delle forze yemenite, che ha portato all’uccisione di due presunti capi dell’organizzazione di Bin Laden. Restano chiuse le ambasciate di Francia, Germania e Giappone. In attività, ma con sportelli chiusi al pubblico, l’ambasciata italiana. Secondo la Bbc, dietro la chiusura delle sedi diplomatiche a Sana ’a c’è la scomparsa di un convoglio di armi e esplosivi nello Yemen.
05-01-2010 IRAN, LISTA NERA DI ENTI ESTERI VIETATI
Il ministero dell’informazione iraniano ha pubblicato una lista nera di enti, fondazioni, associazioni e società estere con cui è vietato “intraprendere ogni tipo di collaborazione commerciale, professionale e personale”. Secondo il ministero, gli enti in questione, 62 in tutto, sono finanziati da Usa, Regno Unito e Israele, al fine di “rovesciare la Repubblica islamica”. Nella lista ci sono la Bbc in lingua farsi, il sito web riformista Rahesabz, svariate radio libere e tv satellitari . Pene severe per i trasgressori.
05-01-2010 NIGERIA A USA: VIA DA LISTA ANTITERRORISMO
“Non è giusto discriminare 150 milioni di persone a causa di una sola”. È la protesta rivolta dalla Nigeria agli Usa dopo che questi hanno inserito i cittadini del Paese africano nella lista dei viaggiatori da sottoporre a controlli restrittivi negli aeroporti. Le autorità nigeriane avevano già ieri protestato al riguardo, asserendo che sebbene il cittadino responsabile del mancato attentato sul volo per Detroit fosse nigeriano, non si può colpevolizzare un’intera nazione. La richiesta formale di modificare la “lista nera” è stata consegnata all’ambasciatore statunitense.
05-01-2009 YEMEN, OFFENSIVA CONTRO AL QAEDA
Il governo dello Yemen ha inviato migliaia di uomini delle forze di sicurezza in tre province, nell’ambito di una campagna in grande stile per combattere la cellula di Al Qaeda nella penisola araba. L’offensiva che per ora coinvolge le province di Shawba, Maarib e Abyan, ha finora portato all’uccisione di 2 miliziani e all’arresto di 5 sospetti. “Andremo avanti finché non estirperemo il terrorismo dallo Yemen”, ha affermato il ministero dell’Interno in una nota.
07-01-2010 HOLBROOKE: AFGHANISTAN SARÀ GUERRA PIÙ LUNGA
Quella in Afghanistan sarà la guerra più lunga della storia degli Stati Uniti, ancora più lunga di quella in Vietnam. Lo ha detto al settimanale tedesco Die Zeit Richard Holbrooke, inviato Usa per il Pakistan e l’Afghanistan. “Questa guerra è più complicata” di quella del Vietnam, afferma l’inviato americano nell’intervista, di cui è stata diffusa un’anticipazione. La sfida logistica e sul terreno “è spaventosa”, ha aggiunto. Holbrooke ha sottolineato che un successo nella regione dell’Hindukush è anche nell’interesse tedesco. Ma Berlino respinge la richiesta di rinforzi.
07-01-2010 AFGHANISTAN, STRAGE CIA VENDETTA DI AL QAEDA
La strage costata la vita a otto agenti della Cia la scorsa settimana in Afghanistan è stata, secondo Al Qaeda, una vendetta per gli attacchi Usa che hanno provocato morti in Pakistan. Lo riferisce il Centro americano di monitoraggio dei siti islamici.
08-01-2010 RAID ISRAELE A GAZA, TRE MORTI E DUE FERITI
Tre palestinesi sono morti e altri due sono rimasti feriti per i raid israeliani nella Striscia di Gaza contro diversi obiettivi. Secondo fonti mediche locali, due degli uccisi sono adolescenti. Un portavoce militare israeliano ha detto che i raid sono la reazione ai ripetuti attacchi di razzi e mortai lanciati da Gaza, in particolare contro la città di Ashqelon. Tra gli obiettivi, l’ingresso di un tunnel che, sempre secondo il portavoce israeliano, “doveva consentire l’infiltrazione in Israele di terroristi allo scopo di attaccare civili e militari”.
08-01-2010 ATTENTATORE VOLO DELTA FU RECLUTATO A LONDRA
Le autorità dello Yemen hanno confermato che l’attentatore del volo Amsterdam Detroit aveva incontrato l’imam radicale Anwar al-Awlaki, figura chiave del terrorismo yemenita. Il giovane nigeriano sarebbe stato reclutato da Al Qaeda a Londra. Secondo il quotidiano Los Angeles Times la polizia di frontiera Usa aveva scoperto la presenza di un estremista sull’aereo, ma solo dopo il decollo. La Casa Bianca, tuttavia, smentisce: nessun elemento nuovo sull’attentatore emerse durante il volo, rispetto alle notizie che già si conoscevano.
08-01-2010 PAKISTAN, ESPLODE ABITAZIONE: 6 VITTIME
L’esplosione in una casa a Balida Town, nell’area di Karachi (Pakistan) ha causato la morte di 6 persone. Secondo la polizia, erano terroristi che custodivano esplosivi, armi, munizioni e giubbotti antiproiettile. Si contano almeno dieci feriti. I soccorritori sono al lavoro e cercano di rimuovere le macerie. In azione anche le squadre anti esplosivo. Finora sono state recuperate varie armi, tra queste alcune granate. Il fatto non è chiaro. A Karachi è infatti in corso da tempo una sanguinosa guerra fra bande criminali.
09-01-2010 AFGHANISTAN, MORTO UN SOLDATO DANESE
Un soldato danese è rimasto ucciso e cinque sono rimasti feriti, due dei quali in modo grave, in esplosione avvenuta nel Sud dell’Afghanistan. Lo riferisce l’esercito danese, secondo cui membri dell’Unità di esplorazione erano a bordo di un veicolo quando sono stati colpiti. I soldati sono stati trasportati in aereo in un ospedale; uno di loro è stato dichiarato morto al suo arrivo. Due dei feriti sono ancora ricoverati, mentre gli altri tre hanno riportato solo lievi ferite.
09-01-2010 DETROIT, MUTALLAB SI DICHIARA INNOCENTE
Il giovane nigeriano che tentò di far esplodere l’aereo Delta in volo per Detroit è rimasto muto davanti al giudice che gli contestava sei capi di accusa, tra cui tentato uso di armi di distruzione di massa. A suo nome è stata tuttavia presentata da un legale d’ufficio una dichiarazione di “non consapevolezza”. L’udienza, la prima, è durata solo pochi minuti. Umar Farak Abdul Mutallab rischia il carcere a vita. Intanto, l’ambasciata Usa in Sudan ha detto di aver ricevuto informazioni su un attentato a bordo di un aereo tra Uganda e Sudan da parte di terroristi.
09-01-2010 LONDRA, TRE ARRESTI SU VOLO PER DUBAI
Agenti armati con unità cinofile sono saliti su un aereo della compagnia Emirates in partenza dall’aeroporto londinese di Heathrow per Dubai, arrestando 3 passeggeri che avevano minacciato di far scoppiare una bomba. L’aereo è stato fermato mentre si dirigeva verso la pista per il decollo. I tre, cittadini britannici, erano probabilmente in stato di ubriachezza. A bordo non è stato trovato alcun ordigno. Intanto le autorità di New York hanno fermato e subito rilasciato il 28enne cinese, che per baciare la sua donna, aveva superato i controlli alle porte di imbarco, bloccando lo scalo di Newark.
09-01-2010 STRAGE CIA, VIDEO-TESTAMENTO KAMIKAZE
Humam al Balawi, il kamikaze che il 30 dicembre scorso uccise 8 agenti Cia in Afghanistan, ha agito per “vendicarsi dei servizi segreti giordani e americani, veri nemici della Nazione araba”. Lo dice lui stesso, in un video postumo di rivendicazione trasmesso da Al Jazira. L’uomo era stato reclutato dalla Cia su indicazione dei servizi di Amman. Il giorno dell’attentato era stato portato nella base di Khost senza controlli di sicurezza perché si pensava avrebbe rivelato il nascondiglio di Al Zawahiri, numero due di Al Qaeda.
10-01-2010 AFGHANISTAN, UCCISO CRONISTA BRITANNICO
L’esplosione di un ordigno a Nawa, nel sud dell’Afghanistan, ha provocato la morte di un giornalista britannico, un marine americano e un soldato afghano. L’inviato di guerra del Sunday Mirror, Rupert Hamer, seguiva un pattugliamento delle truppe Usa quando il mezzo su cui viaggiava è stato colpito da una bomba artigianale. Tra i feriti, il fotografo della stessa testata e altri 4 militari americani.
13-01-2010 YEMEN, UCCISO CAPO LOCALE DI AL QAEDA
Il comandante di una cellula yemenita di Al Qaeda, Abdullah Mizhar, è stato ucciso dalle forze di sicurezza yemenita nel corso di un’operazione antiterrorismo condotta nella provincia di Shabwa. Lo hanno reso noto fonti di sicurezza di Sana’a. Il terrorista guidava la cellula nella zona di Al Houta, a 600 chilometri a est della capitale Sana’a. Altri 4 militanti sono stati catturati, mentre nell’intervento sono morti anche due agenti e 4 sono rimasti feriti.
13-01-2010 IRAN, SABATO RIUNIONE 5+1 A NEW YORK
Il gruppo ‘5+1’ incaricato di negoziare con l’Iran sul programma nucleare e di suggerire nuove sanzioni, si riunirà sabato a New York. Lo confermano fonti diplomatiche che occidentali all’Onu che chiedono l’anonimato. I delegati dei 5 Paesi membri permanenti con potere di veto al Consiglio di sicurezza (Usa, Gb, Francia, Cina, Russia) più la Germania si riuniranno presso la missione Ue all’Onu. Gli Usa chiedono sanzioni contro Teheran, la Francia vorrebbe colpire il settore bancario, la Cina crede ancora nella diplomazia.
16-01-2010 PARLAMENTO KABUL BOCCIA NOMINE KARZAI
Il Parlamento afghano ha bocciato per la seconda volta la maggioranza delle proposte del Presidente Karzai per la formazione del nuovo governo. Dei 17 nomi, solo 7 hanno avuto il via libera, tra i cui i responsabili di Difesa, Interni, Finanze, Esteri, Affari religiosi e Lavoro. Quest’ultimo affidato a una donna, Amina Affari. Sommati ai 7 che i parlamentari hanno già approvato, Karzai può contare su 14 su 24 ministro del suo gabinetto(governo). Si teme che lo stop possa ostacolare il processo democratico, in vista anche della conferenza internazionale che si terrà a Londra il 28 gennaio.
16-01-2010 AFGHANISTAN, ORDIGNO UCCIDE 2 SOLDATI ISAF
Nel Sud dell’Afghanistan, l’esplosione di un ordigno posto sul ciglio di una strada ha causato la morte di due soldati britannici della forza multinazionale Isaf. Sale così a 18 il numero dei soldati Nato morti in Afghanistan a gennaio. Nel 2009 sono stati 520 i soldati Nato uccisi in Afghanistan. Nel Sud del Paese operano militari americani, britannici, canadesi e olandesi.
16-01-2010 YEMEN, CATTURATI TRE MILITANTI DI AL QAEDA
Tre militanti di Al Qaeda sono stati catturati all’alba nello Yemen, alla frontiera con l’Arabia Saudita. Al momento della cattura, i tre avevano armi, munizioni, materiale esplosivo e volantini. I ribelli sciiti intanto rivendicano l’abbattimento di un elicottero saudita durante violenti scontri alla frontiera con le forze di Ryad. Il ministro della Difesa non ha fornito indicazioni sull’incidente
17-01-2010 IRAQ, “ALI IL CHIMICO” CONDANNATO A MORTE
Ali Hassan al-Majid, detto “Alì il chimico”, è stato condannato a morte per impiccagione, con l’accusa di aver ordinato nel 1988 un bombardamento con gas letali sul villaggio curdo di Halabja, dove morirono 5.000 persone. Lo ha annunciato la tv di Stato irachena. “Alì il chimico”, braccio destro dell’ex presidente iracheno Saddam Hussein, è uno degli ultimi collaboratori del rais a essere processato. Era già stato condannato a morte per la repressione delle rivolte di curdi e sciiti compiute tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90. “Una vittoria per tutti gli iracheni, per tutta l’umanità”, ha detto il ministro curdo Hamed Amin.
17-01-2010 PAKISTAN, RAID MISSILI IN WAZIRISTAN: 15 MORTI
Il raid missilistico di un drone Usa, nel Waziristan del Sud, nel nord-est del Pakistan, ha causato la morte di almeno 15 persone. Lo comunicano fonti locali. Si presume che le vittime siano militanti islamici. L’attacco è avvenuto in una regione tribale alla frontiera con l’Afghanistan. Da inizio 2010 questo è il decimo attacco con i droni. Lo scorso venerdì, sempre in Waziristan, altri 2 attacchi Usa avevano fatto almeno 15 morti.
20-01-2010 SINODO, ESTREMISMO ISLAM MINACCIA TUTTI
Le correnti estremiste nate nelle società musulmane rappresentano “una minaccia per tutti, cristiani e musulmani e noi dobbiamo affrontarla insieme”. Lo afferma “Lineamenta”, documento delle linee guida del Sinodo speciale per il Medio Oriente. Il dialogo tra religioni viene incoraggiato in M. Oriente. A causa del conflitto l’incontro tra cristiani e ebrei “è poco sviluppato”. Sul piano politico la relazione “è ancora segnata” da ostilità causate dalle occupazioni di Israele. È compito dei cristiani “far cadere il muro di paura” tra le fedi, con “la nostra amicizia con ebrei e musulmani”.
22-01-2010 ONU: BILANCIO FORSE RESTERÀ SCONOSCIUTO
Il numero delle vittime del devastante terremoto di Haiti forse non si saprà mai con certezza. Lo afferma l’Onu, secondo cui i morti potrebbero essere tra 100mila e i 150mila. I 75mila corpi recuperati tra le macerie, sottolineano all’Onu, sono solo una stima. Nonostante il miglioramento, dice ancora l’Onu, “la situazione resta problematica” per la distribuzione di aiuti. Le squadre di soccorso sono riuscite a salvare 4 bambini e una neonata. Presto tuttavia si smetterà di scavare in cerca di sopravvissuti. Nuove scosse di assestamento di magnitudo 4.9 hanno riportato la paura tra i terremotati.
23-01-2010 KARZAI: SOLDI E LAVORO AI TALEBANI
Il presidente afghano Hamid Karzai ha annunciato che proporrà denaro e lavoro ai ribelli talebani perché abbandonino la lotta armata e tornino alla vita civile. Alla Bbc, Karzai ha spiegato che verranno usati i fondi della comunità internazionale per pagare gli stipendi e il reinserimento nella società degli ex ribelli. “Noi sappiamo a quale punto il popolo afghano ha bisogno di pace a qualunque costo” ha sottolineato il presidente.
23-01-2010 ISRAELE RISARCISCE ONU PER DANNI A GAZA
Israele ha versato all’Onu 10,5 milioni come risarcimento per i danni subiti dall’Organizzazione durante l’operazione “Piombo Fuso”, un anno fa. Le Nazioni Unite hanno sottolineato la “cooperazione” dello Stato ebraico. Una commissione d’inchiesta, istituita dal segretario generale Ban Ki-moon aveva stabilito che durante l’offensiva israeliana c’erano stati almeno 7 episodi in cui gli edifici dell’Onu erano stati danneggiati, mentre 11 funzionari erano rimasti feriti in modo non grave.
24-01-2010 BIN LADEN MINACCIA NUOVI ATTACCHI A USA
In un messaggio audio trasmesso dalla tv Al Jazira, il leader di Al Qaeda, Bin Laden, è tornato a minacciare gli Stati Uniti. Osama Bin Laden ha specificato di voler continuare ad attaccare gli Usa fino a quando Washington, proseguirà ad appoggiare Israele. L’America rimarrà nel mirino del terrorismo fino a quando non ci sarà pace per i palestinesi. Poi Bin Laden ha rivendicato il fallito attentato dello scopo dicembre al volo Delta in cui il nigeriano Omar Faruq fu bloccato mentre tentava di far esplodere l’aereo.
24-01-2010 AFGHANISTAN, UCCISI 2 SOLDATI USA NEL SUD
Ennesimo sacrificio dei militari statunitensi nel sud dell’Afghanistan. Due soldati sono rimasti uccisi a causa dell’esplosione di un ordigno. Il fatto è stato riferito dalla Nato attraverso un comunicato che non fornisce però ulteriori dettagli. Dall’inizio del nuovo anno sono già 24 i soldati americani uccisi in Afghanistan. Nello stesso periodo del 2009 ne erano morti 14.
24-01-2010 MESSAGGIO BIN LADEN, DUBBI AUTENTICITÀ
Il Consigliere della Casa Bianca, David Axelrod, ha dichiarato di non poter confermare l’autenticità del messaggio attribuito a Osama Bin Laden. Dopo la presunta dichiarazione di Bin Laden, il ministro degli Esteri britannico, Miliband, ha affermato che il pericolo terrorismo è ancora “molto reale”. Gli attacchi agli aerei Usa, per Miliband, rappresentano una “nuova fase” della campagna di Al Qaeda contro l’Occidente. “Il vero pericolo ora è lo Yemen” ha aggiunto il ministro.
26-01-2010 IRAQ, NUOVO ATTENTATO A BAGDAD: È STRAGE
E’ di almeno 17 i morti e un’ottantina di feriti il primo bilancio di un nuovo attentato, a Bagdad. Distrutto l’edificio che ospita l’Istituto medico-legale nel quartiere centrale di Karrada. L’esplosione di un’autobomba ha investito in pieno lo stabile, in gran parte crollato. Il bilancio delle vittime è destinato inesorabilmente a salire. L’ennesimo attacco interviene all’indomani di una raffica di attentati suicidi, che ieri hanno colpito tre maggiori hotel di Bagdad, provocando 36 morti.
26-01-2010 FRANCIA, VERSO DIVIETO BURQA IN PUBBLICO
La Francia va verso il divieto del Burqa e del niqab nei luoghi pubblici. La Commissione di studio istituita dal Parlamento francese ha infatti raccomandato che il velo islamico che copre integralmente il volto delle donne sia vietato in tutte le scuole, gli ospedali, i trasporti pubblici e gli uffici statali. Secondo il rapporto della Commissione, “il burqa offende i valori nazionali della Francia”.
28-01-2010 TUMULTI IRAN, IMPICCATI DUE OPPOSITORI
Impiccati i due oppositori del governo iraniano accusati di essere “mohareb” nemici di Dio, dopo la loro partecipazione alle manifestazioni seguite alla rielezione del presidente Ahmadinejad. Mohammad Reza Alì Zammani e Aresh Rahmanipuor sono stati giustiziati dopo la conferma della sentenza in appello. In due oppositori appartenevano uno al gruppo monarchico mentre l’altro era un esponente dell’Organizzazione dei Mujaheddin del Popolo. Lo riferisce l’agenzia Isna.
28-01-2010 AFGHANISTAN, KARZAI PRESENTA PIANO DI PACE
Fari puntati su Londra, dove oggi si apre la Conferenza internazionale sulla pacificazione e la ricostruzione dell’Afghanistan. Vi partecipano i 43 Paesi della forza Isaf, nonché Onu, Ue e Nato. Il presidente Karzai presenterà un piano, che ha già l’appoggio americano, per il reinserimento nella vita politica dei miliziani e dei talebani che non appoggiano la rete di Al Qaeda. Il pacchetto di incentivi è mirato alle comunità e ai villaggi, non agli individui. Il Consiglio di sicurezza Onu intanto ha revocato le sanzioni nei confronti di 5 ex ministri talebani, per favorire il tentativo di pacificazione nazionale.
29-01-2010 BIN LADEN ATTACCA OCCIDENTE SU CLIMA
Un nuovo messaggio audio attribuito a Osama Bin Laden è stato trasmesso dalla tv araba Al Jazira. Dopo quello diffuso domenica scorsa, nel quale il leader di Al Qaeda ha rivendicato il fallito attentato sul volo della Delta, il terrorista saudita questa volta parla di problemi legati al clima. In particolare Osama Bin Laden accusa i Paesi industrializzati dei cambiamenti del clima con le loro politiche e invita a boicottare i prodotti americani. “Dovremmo astenerci dal fare affari usando come moneta di scambio i dollari americani e dovremmo cercarlo di farlo il più presto possibile”, ha aggiunto.
29-01-2010 SENATO USA APPROVA MISURE CONTRO IRAN
Il Senato statunitense ha approvato misure che spianano la strada a sanzioni dell’amministrazione Obama nei confronti dell’Iran a causa del suo programma nucleare. Il Senato ha autorizzato il presidente ad adottare sanzioni per costringere l’Iran a rispettare gli obblighi internazionali sul nucleare. Saranno imposte sanzioni sulle importazioni di benzina.
29-01-2010 BLAIR: 11 SETTEMBRE CAMBIÒ PERCEZIONE DI SADDAM
“Fino all’11 settembre pensavamo che Saddam Hussein fosse un rischio e facemmo del nostro meglio per contenere quel rischio. Dopo gli attentati questa percezione degli Usa e della Gran Bretagna cambiò drammaticamente”. È quanto ha detto l’ex premier britannico Blair nel corso della sua deposizione all’inchiesta sull’Iraq. Blair ha insistito che le stragi fecero crescere la paura che armi di distruzione di massa potessero essere usate contro l’Occidente. “Dissi al presidente Bush che la Gran Bretagna avrebbe affrontato con gli Usa la minaccia di Saddam anche con la forza militare”.
29-01-2010 GUERRA IRAQ, PROTESTE CONTRO BLAIR
Diverse centinaia di persone hanno protestato davanti al centro conferenze di Londra, dove l’ex premier Blair ha deposto sull’inchiesta sul coinvolgimento della Gran Bretagna in Iraq. Scortati dalle forze anti-sommossa, i manifestanti hanno mostrato cartelli con la scritta “Bliar”, gioco di parole tra Blair e liar, bugiardo in inglese. Altri hanno indossato una maschera con il volto dell’ex premier e con le mani insanguinate. Blair ha evitato i manifestanti, arrivando all’audizione con largo anticipo.

30-01-2010 PAKISTAN, 5 MORTI IN ATTACCO DRONE USA
Almeno 5 miliziani islamici sono rimasti uccisi nelle zone tribali tra Pakistan e Afghanistan in un attacco portato da un drone Usa. Il raid, secondo fonti ufficiali, era diretto contro alcune installazioni dei talebani del Pakistan a Muhammad Khel, nella regione del nord del Waziristan. Secondo la fonte dell’aereo senza pilota sono partiti cinque missili contro gli obiettivi a terra.

02-02-2010 NETANYAHU: VOGLIAMO LA PACE CON I VICINI
“Bisogna impedire all’Iran di sviluppare l’arma atomica”. È quanto ha detto il premier israeliano Netanyahu nel corso della conferenza stampa congiunta con Berlusconi a Gerusalemme. Netanyahu si è anche detto disposto a proseguire il negoziato di pace con i palestinesi “senza precondizioni”. “Speriamo che Berlusconi riesca a convincere i palestinesi a iniziare il dialogo”. “Vogliamo la pace con tutti i Paesi vicini”, ha aggiunto. Il premier israeliano ha anche sottolineato che Israele vuole riportare a casa il caporale Shalit, rapito nel 2006 da Hamas.
02-02-2010 MOUSSAVI: RIVOLUZIONE FALLITA, ORA È TIRANNIA
Giudizio durissimo del leader dell’opposizione iraniana, Mir Hossein Moussavi sulla rivoluzione khomeinista del 1979: il regime attuale ha fallito e non si discosta troppo dalla dittatura dello scià Reza Pahlevi, da esso deposto. Questo il giudizio radicale di Moussavi in occasione del trentunesimo anniversario del ritorno dell’ayatollah Khomeini in Iran, dopo l’esilio. “Soffocare i media, riempire le carceri e uccidere brutalmente la gente che manifesta pacificamente per i suoi diritti sono segnali che mostrano che la radici della dittatura e della tirannia sono rimaste intatte”, sostiene.
02-02-2010 IRAN, PATIBOLO PER ALTRI 9 OPPOSITORI
Saranno eseguite nei prossimi giorni le condanne a morte di 9 oppositori del regime iraniano, fermati in occasione dei tumulti post-elettorali. “Ciascuno dei condannati è legato a una corrente contro-rivoluzionaria e ha partecipato ai disordini per sovvertire il regime”, ha spiegato Ebrahim Raissi, vice capo della magistratura. Quattro giorni fa sono state impiccate altre due persone arrestate durante le manifestazioni che contestavano la rielezione di Ahmadinejad a presidente.
02-02-2010 ARMI A TAIWAN, CINA SANZIONERÀ AZIENDE USA
La Cina andrà avanti con le minacciate sanzioni verso le società statunitensi che vendono armi a Taiwan, a meno che queste non blocchino le vendite. Un portavoce del ministero degli Esteri cinese ha detto che la vendita di armi a Taiwan da parte degli Usa danneggia profondamente gli interessi fondamentali della Cina. Tra le imprese coinvolte figurano Sikorsky Aircraft, Lockheed Martin, Raytheon e McDonnell Douglas. Un alto responsabile militare americano esprime “rammarico” per la decisione di Pechino. Identica la posizione espressa ieri alla Casa Bianca
04-02-2010 NETANYAHU: L’ITALIA CONTRO ANTISEMITISMO
L’Italia è diventata Paese di punta contro “l’antisemitismo e il negazionismo”. Lo ha detto il premier israeliano Netanyahu, introducendo davanti al Parlamento il premier Berlusconi. “Silvio, tu sei un grande leader coraggioso” ha detto Netanyahu, ribadendo che Israele “ha un grande amico in Europa”. Poi il premier israeliano ha reso omaggio alla madre di Berlusconi, Rosa, che durante la II Guerra mondiale salvò una ragazza ebrea, accendendo “per un solo attimo la luce nelle tenebre che coprivano l’Europa”.
04-02-2010 IRAN: DA BERLUSCONI SERVIGI A ISRAELE
Il presidente del Consiglio, Berlusconi, ha reso una “serie di servigi ai padroni israeliani” con le dichiarazioni fatte durante la visita in Israele. Il duro attacco al premier, all’indomani del suo discorso alla Knesset, arriva dal sito in italiano della radiotelevisione di Stato iraniana. “Dopo aver sparato dichiarazioni discutibili sull’Iran – afferma il sito – Berlusconi è arrivato a dire che la guerra contro Gaza fu giusta, calpestando i cadaveri di 1.400 palestinesi”. E “ha rivolto all’Iran tutte le accuse possibili, a partire da quella di voler sviluppare armi nucleari”.
05-02-2010 PAKISTAN, ATTACCO A CAMION NATO: 3 FERITI
Un commando armato ha attaccato in Pakistan due autocarri porta-cointainer della Nato a Kahta Kich, nella provincia occidentale del Beluchistan, ferendo Geo TV. Secondo fonti della polizia, uomini armati hanno aperto il fuoco contro i veicoli, ferendo i due autisti e un accompagnatore.
05-02-2010 ISRAELE: “INSULTI A BERLUSCONI UN ONORE”
“Essere attaccato da un regime fanatico, violento e sanguinario come quello degli ayatollah, che reprime e opprime il suo stesso popolo, può essere accolto solo come un complimento”. Parole di Yigal Palmor, portavoce del ministero degli Esteri israeliano. Il commento a proposito di quanto affermato ieri da Teheran su presunti “servigi” che Berlusconi avrebbe reso al “padrone israeliano”. Le critiche a Berlusconi sono arrivate da Teheran dopo l’intervento del premier alla Knesset, in cui aveva attaccato il regime iraniano, in particolare sulla questione nucleare.
06-02-2010 KABUL ERRORE POLIZIA: UCCISI SETTE CIVILI
Sette persone che stavano raccogliendo legname presso un posto di blocco Spin Boldak, provincia meridionale di Kandahar, sono state uccise per errore dalla polizia. Il fatto è stato riferito dall’agenzia di stampa Pajwok. Gli agenti ci cedevano che il gruppo fosse composto da talebani e così hanno aperto il fuoco. In realtà si trattava di abitanti di Sro Sagano, un villaggio nel distretto di Shorabak, che raccoglievano legna per difendersi dal freddo. Gli agenti sono stati fermati e sottoposti ad interrogatori.
06-02-2010 PAKISTAN, GIORNATA DI LUTTO E SCIOPERO
Giorno di sciopero in Pakistan, all’indomani del doppio attentato a Karachi contro gli sciiti, in cui sono morte 25 persone e rimaste ferite almeno 100. Allo sciopero, proclamato ieri sera dalle autorità religiose di Karachi, hanno aderito la compagnia di trasporti pubblici e la maggior parte delle scuole. Chiusi per lutto uffici e mercati. Gli attentati sono avvenuti nel giorno del Chehlum, pratica religiosa realizzata 40 giorni dopo la Ashura, con cui si commemora il martirio di Husayn bin Ali, pronipote del profeta Maometto.
06-02-2010 NUCLEARE IRAN, MOTTAKI: ACCORDO VICINO
Il ministro degli Esteri dell’Iran, Manoucher Mottaki parlando alla Conferenza sulla Sicurezza a Monaco di Baviera in Germani, ha detto di essere fiducioso sulla possibilità di un accordo con l’Occidente, sul controverso problema dell’arricchimento all’estero dell’uranio di cui dispone l’Iran. “Personalmente ritengo che si siano create le basi per procedere ad uno scambio in un futuro non troppo lontano”, ha sottolineato, aggiungendo che oggi incontrerà il nuovo direttore generale dell’Aiea, il giapponese Amano.
06-02-2010 CASO CICALA, NUOVO ULTIMATUM DI AL QAEDA
Nuovo ultimatum del braccio maghrebino di al Qaeda per il rilascio di Sergio Cicala, rapito con la moglie in Mauritania il 17 dicembre scorso. Attraverso un comunicato su internet, di cui riferisce il Centro Usa per il controllo dei siti islamici (Site), al Qaeda chiede la liberazione dei suoi prigionieri in cambio del rilascio di Cicala. Pubblicato il 4 febbraio, l’ultimatum da “25 giorni di tempo a partire dall’emissione del comunicato”, che non menziona mai la moglie di Cicala, Filomene.
08-02-2010 WASHINGTON: UNITI SU SANZIONI ALL’IRAN
Non si è fatta attendere la reazione Usa all’annuncio del presidente iraniano, Ahmadinejad, della produzione di uranio arricchito al 20%, che inizierà domani nell’impianto di Natanz alla presenza degli osservatori dell’Aiea. Il segretario alla Difesa Usa, Gates, incontrando a Roma il collega italiano, La Russa, ha invitato le potenze occidentali ad una azione comune su Teheran. Gates ha poi espresso gratitudine “per il ruolo vitale dell’Italia in Afghanistan”, ricordando l’impegno italiano al comando di Herat, e lodando i carabinieri, “forza armata di primo ordine”. Nell’incontro, i due hanno anche parlato del sisma di Haiti e degli aiuti.
09-02-2010 IRAN AVVIA PRODUZIONE URANIO ARRICCHITO 20%
L’Iran ha avviato questa mattina la produzione di uranio arricchito al 20% a Natane, nel centro dell’Iran, sotto la supervisione dell’Aiea, l’Agenzia per l’energia atomica dell’Onu. Lo ha comunicato la TV di Stato iraniana Al-Alam. Il capo dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica ha confermato che per l’energia atomica ha confermato che verranno prodotti dai 3 ai 5 chilogrammi di uranio arricchito al 20 per cento, ogni mese. Il doppio, quindi, di quanto necessario per alimentare il reattore con finalità mediche a Teheran. L’Aiea ha confermato la presenza di un team di ispettori a Natane.
09-02-2010 “PIOMBO FUSO”, SÌ A INCHIESTA ISRAELE
La presidente della Corte Suprema israeliana, Dorit Beinish, si è detta favorevole all’istituzione nello Stato ebraico di una commissione d’inchiesta sull’operazione “Piombo Fuso” contro la Striscia di Gaza, come chiede l’Onu nel rapporto Goldstone. La commissione Goldstone accusa Israele e alcuni gruppi palestinesi di crimini di guerra e ipotizza una denuncia presso la Corte Penale Internazionale (CpI) se lo Stato ebraico si rifiuterà di avviare un’inchiesta “credibile”.
11-02-2010 IRAN: ISRAELE DISTRUTTA SE CI ATTACCA
“Distruggeremo Israele una volta per tutte se verremo attaccati dai sionisti”. Così il presidente iraniano Ahmadinejad in una conversazione telefonica con il presidente siriano, Assad. “Abbiamo informazioni attendibili che il regime sionista sta cercando un modo per compensare le sue ridicole sconfitte a Gaza e in Libano”, ha aggiunto Ahmadinejad che tra breve terrà un discorso nella grande piazza Azadi, a Teheran, per la commemorazione del 31esimo anniversario della rivoluzione Khomeinista.
11-02-2010 IRAN, AGGREDITI LEADER OPPOSIZIONE
Primi scontri tra polizia e oppositori alle manifestazioni per celebrare il 31° anniversario della rivoluzione islamica in Iran. Mehdi Karroubi, uno dei leader dell’opposizione, è stato aggredito dai paramilitari mentre si trovava in auto nel centro di Teheren. Stessa sorte per l’ex presidente moderato Khatami. Entrambi hanno dovuto lasciare le manifestazioni. Testimoni parlano di lanci di lacrimogeni e spari contro gli oppositori. Fermati e poi rilasciati il fratello di Khatami e la moglie, nipote di Khomeini. Proteste anche a Isfahan e a Shiraz.
11-02-2010 IRAN CELEBRA RIVOLUZIONE ISLAMICA
Una folla oceanica di sostenitori del regime partecipa a Teheran alle manifestazioni per celebrare il 31esimo anniversario della rivoluzione islamica. Centinaia di migliaia di persone affollano piazza Azadi, dove sono confluiti sette cortei e il presidente Ahmadinejad ha tenuto un discorso. Vietata la presenza di giornalisti stranieri. Secondo il sito Rahsabz, migliaia di militanti dell’opposizione sono nelle strade. La Cnn riferisce che le milizie paramilitari dei basiji sono dispiegate nei punti nevralgici di Teheran, per soffocare i cortei dell’opposizione.
11-02-2010 AHMADINEJAD: ARRICCHITO URANIO AL 20%
L’Iran ha completato nel sito nucleare di Natanz l’arricchimento al 20% di un primo quantitativo di uranio. È quanto ha annunciato il presidente Ahmadinejad nel suo discorso per l’anniversario della rivoluzione islamica. “Abbiamo la capacità di arricchire l’uranio anche oltre il 20%, ma non lo faremo”, ha spiegato Ahmadinejad. Poi ha attaccato il presidente americano, Obama: “Perde occasioni” ed “è servo della volontà dei sionisti”.
11-02-2010 SCONTRI IN PIAZZA A TEHERAN, 15 FERITI
È di 15 feriti il bilancio provvisorio degli scontri tra polizia e manifestanti riformisti a Teheran, in occasione del 31esimo anniversario della rivoluzione islamica. I dimostranti si sono riuniti in piazza Enqelab, dove i basiji hanno sparato in aria per disperderli. Lo riferiscono i blogger iraniani, citati da un sito di opposizione. Sarebbero stati computi anche numerosi arresti. Altri dimostranti avrebbero assalito un autobus con basiji a bordo e li avvrebbero fatti scendere per poi incendiarlo.
12-02-2010 KHAMENEI: I NEMICI RINUNCIA A DOMINARCI
All’indomani delle celebrazioni per il 31esimo della rivoluzione iraniana, la guida suprema, Khamenei, ha rilasciato dure dichiarazioni: “È ora che i Paesi stranieri nostri nemici si sveglino e rinuncino a ogni tentativo di sottometterci”. L’Iran “ha trovato la sua strada e ha deciso di raggiungere l’apice dello sviluppo, superando ogni ostacolo che troverà sul suo cammino”, ha proseguito. L’ayatollah ha anche espresso soddisfazione per la partecipazione degli iraniani alle manifestazioni di ieri.
15-02-2010 AFGHANISTAN, PROSEGUE BLITZ: ANCORA VITTIME
Almeno 12 talebani sono stati uccisi negli scontri intorno alla città di Marjah, nella provincia meridionale afghana di Helmand, dove due giorni è in corso una maxi offensiva congiunta di militari afghani e della Nato. Lo riferiscono oggi fonti del governo locale. Il comando dell’esercito afghano fa sapere che gran parte dell’area è ormai sotto controllo delle truppe alleate. Da parte loro, i talebani sostengono di aver ucciso 13 soldati americani, facendo esplodere diversi ordigni a Marjah e nel vicino distretto di Nad Ali. La Nato ha intanto ammesso l’uccisione, per errore, 12 civili. Il presidente Karzai ha ordinato un’inchiesta.
15-02-2010 ALLARME TERRORISMO IN TRE CITTÀ INDIANE
Nelle città indiane di Delhi, la capitale, Indore e Kanpur è scattato lo stato di massima allerta per possibili attacchi terroristici. La decisione è stata presa dopo un vertice dei servizi di sicurezza indiani. Agli organismi preposti alla sicurezza in tutto il Paese è stato rivolto l’invito a prestare la massima attenzione sulla base di alcuni input specifici riguardanti possibili attacchi”, all’indomani dell’attentato a Pune (nove morti, tra cui un’italiana).
15-02-2010 GAZA, ARRESTATO GIORNALISTA GB
Un giornalista britannico identificato come Paul Martin è stato arrestato nella Striscia di Gaza per “reati contro la sicurezza del Paese”. Lo riferisce un portavoce del ministero dell’Interno. L’arresto, secondo la Bbc ondine, è stato successivamente confermato dal Foreign Office, il ministero degli Esteri britannico, che ha reso noto di essersi attivato per fornire assistenza consolare al giornalista. Paul Martin è stato colpito da ordine di carcerazione mentre stava testimoniando a favore di un amico palestinese accusato di collaborare con Israele.
15-02-2010 IRAN, CLINTON: TEMIAMO DITTATURA MILITARE
Gli Usa esprimono preoccupazione per l’Iran e temono che “si stia dirigendo verso una dittatura militare” con i Pasdaran che si sostituiscono alle istituzioni governative nel controllo delle imprese. Così il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, a Doha, in Qatar. “Vediamo che il governo dell’Iran, il leader supremo, il presidente, il Parlamento, stanno per essere soppiantati e che l’Iran si sta muovendo verso una dittatura militare” ha detto la Clinton parlando agli studenti arabi nel campus di Carnegie Mellon.
15-02-2010 NUCLEARE, NUOVE PROPOSTE ALL’IRAN?
Il responsabile per il nucleare iraniano, Salehi, ha affermato che la Russia, Francia e Stati Uniti hanno avanzato una nuova proposta sullo scambio di uranio, che Teheran sta esaminando. Il portavoce del ministero degli Esteri francese, Bernard Valero, ha negato invece che ci sia una nuova proposta presentata a Teheran dopo quella dell’ottobre scorso dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. L’Aiea proponeva di arricchire all’estero l’uranio iraniano in cambio di combustibile per un reattore usato per la ricerca. Teheran ha cominciato ad arricchire l’uranio al 20% il 9 febbraio a Natane.
19-02-2010 DOSSIER AIEA: IRAN PUÒ COSTRUIRE ATOMICA
L’Agenzia atomica internazionale si è detta preoccupata delle attività dell’Iran per l’arricchimento dell’uranio ad alto livello. È quanto emerge da un rapporto confidenziale trasmesso ai Paesi membri e trapelato ai media. L’Aiea ha confermato che l’Iran possiede già uranio arricchito oltre il 19,8% nell’impianto di Natane. Questo rafforza i timori che Teheran stia lavorando ed un ordigno atomico. La notizia era stata già data bei giorni scorsi dal presidente Ahmadinejad.
19-02-2010 IRAN: RAPPORTO AIEA È INFONDATO
L’Iran respinge fermamente l’accusa contenuta in un rapporto dell’Agenzia atomica internazionale secondo cui il regime di Teheran sta lavorando a un ordigno nucleare. Il rappresentante iraniano per il nucleare, Soltanieh, definisce “senza fondamento” il documento. Mosca si è detta allarmata e ha chiesto a Teheran di collaborare con l’Aiea per convincere la comunità internazionale che il suo piano nucleare ha soltanto scopi pacifici. La Casa Bianca denuncia: “Il dossier Aiea dimostra che Teheran non rispetta gli accordi internazionali”. Parigi chiede più determinazione contro l’Iran.
20-02-2010 KHAMENEI: L’ISLAM CI VIETA ARMI ATOMICI
L’Iran non sta cercando di dotarsi di bombe atomiche, poiché “la nostra fede religiosa ci impedisce di usare armi di questo genere”. Così la guida suprema del Paese, l’ayatollah Ali Khamenei, ha respinto il rapporto dell’Aiea che lanciava l’allarme sulla fabbricazione di una testata nucleare da parte di Teheran. “Le accuse dell’Occidente sono senza fondamento”, ha assicurato Khamenei, citato dalla tv iraniana. La Casa Bianca denuncia: “Il dossier Aiea dimostra che Teheran non rispetta gli accordi internazionali”. Mosca si dice allarmata, Parigi vuole sanzioni.
20-02-2010 RUSSIA: NO “SANZIONI PARALIZZANTI” AD IRAN
Mosca si oppone categoricamente alle “sanzioni paralizzanti” evocate dal premier israeliano Netanyahu nei confronti dell’Iran per il suo programma nucleare. “Il termine ‘paralizzante’ è per noi del tutto inaccettabile”, ha detto il viceministro degli Esteri russo, Riabkov. Eventuali nuove sanzioni, ha spiegato, non devono punire il popolo iraniano, ma rinforzare la non proliferazione.
22-02-2010 IRAQ: SERIE ATTENTATI NEL NORD, 7 MORTI
Sette persone, tra cui cinque poliziotti, sono rimaste uccise in Iraq in diversi attentati compiuti nelle province di Diyala e Mossul, nel nord del Paese. Ne ha dato notizia la polizia. In Iraq è in corso la campagna elettorale per le elezioni parlamentari in programma per il 7 marzo.
23-02-2010 RITRATTO BLASFEMO GESÙ IN INDIA: SCONTRI
Violenti scontri sono scoppiati in diversi Stati dell’India in seguito alla diffusione su un libro per la scuola primaria e sui media di un ritratto blasfemo di Gesù, raffigurato con una bottiglia di birra e una sigaretta. Lo riferisce l’agenzia vaticana Fides. Incendiate e rase al suolo due chiese. La protesta è cominciata nel Punjab (Nord-Ovest) dove alcuni cristiani hanno tentato di rimuovere le immagini da un mercato. Movimenti estremisti indù hanno incitato alla violenza. Le suore il ritiro del testo dalle scuole. Richieste subito accolta dalle autorità.
23-02-2010 CONFLITTO AFGHANISTAN SONO 1.000 I CADUTI USA
Dopo più di otto anni, il bilancio dei militari statunitensi uccisi in Afghanistan ha raggiunto quota 1.000. Il bilancio è del sito specializzato e indipendente, www.icasualties.org. Secondo lo stesso sito, dall’inizio del 2010 i soldati Usa uccisi sono 54, ma nel 2009 erano stati 316: il bilancio peggiore dall’inizio del conflitto afghano.
23-02-2010 IRAN: ITALIA INFLUENZATA DA ALTRI PAESI
“Le nostre attività nucleari si svolgono sotto le sorveglianza degli ispettori internazionali e servono a rispondere ai nostri bisogni interni. Ma sembra che la propaganda di alcuni Paesi abbia il suo effetto su certi Stati dell’Ue”. Così il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Mehman-Parast, in risposta alla richiesta del ministro degli Esteri, Frattini aveva detto: “Non si può accettare che Teheran continui a perdere tempo”.
23-02-2010 IRAN, ARRESTATO LEADER GRUPPO ARMATO SUNNITA
Le forze di sicurezza iraniano hanno arrestato Abdolmalek Righi, leader del gruppo armato sunnita Jundallah (Soldati di Dio), nel sud-est del Paese. Jundallah è un’organizzazione che si batte contro il regime sciita al potere a Teheran, con rapimenti di delle forze di sicurezza e attentati nella provincia sud-orientali del Sistan-Baluchistan, al confine con il Pakistan. Le autorità considerano Jundallah un gruppo terroristico sospettato di legami con Al Qaeda, e accusato Usa e Londra di sostenerlo per indebolire Teheran.
24-02-2010 IRAN: SRADICARE ISRAELE IN CASO DI ATTACCO
Il presidente iraniano Ahmadinejad ha detto, in un’intervista televisiva, che “se Israele dovesse attaccare uno dei Paesi vicini, dovrà essere sradicato”. “Ho contattato alcuni Paesi che si trovano attorno al regime sionista – ha aggiunto – e ho detto loro di essere pronti, di equipaggiarsi, e se i sionisti commettono ancora un errore, di mettere fine alle loro attività, di sradicarsi. Ahmadinejad ha anche detto che “in nessun modo” le potenze mondiali potranno fermare lo slancio nucleare iraniano. “Noi udremo tutto il nostro potenziale riguardo all’arricchimento dell’uranio, per il bene del Paese”.
24-02-2010 AL QAEDA, LIBERATO OSTAGGIO FRANCESE
È STATO LIBERATO IL FRANCESE Pierre Camatte, uno degli ostaggi rapiti tre mesi fa in Mauritania dell’Aqmi, il gruppo terroristico di Al Qaeda per il gruppo terroristico di Al Qaeda per il Maghreb. Lo ha riferito uno dei negoziatori maliani che stanno trattando il rilascio degli ostaggi. Nelle mani dell’Aqmi rimangono ancora tre cooperanti spagnoli e l’italiano Sergio Cicala con la moglie Philomene Kabore.
26-02-2010 KABUL STRAGE IN ALBERGHI DEL CENTRO
C’è anche un italiano fra le 18 vittime degli attacchi kamikaze che hanno colpito tre alberghi nel centro di Kabul. L’attentato è stato rivendicato dai talebani, che hanno detto di aver voluto colpire punti dove alloggiano gli stranieri. Secondo la polizia, un attentatore si è fatto esplodere e altri due sono stati uccisi. Gli attacchi sono stati seguiti da una sparatoria, durante la quale è stato colpito l’italiano. Gli alberghi sono frequentati per lo più da indiani: 9 delle vittime sono infatti indiane, morto anche un documentarista francese.
26-02-2010 ATTENTATO A KABUL, INDAGA PROCURA ROMA
La Procura della Repubblica di Roma ha avviato un’inchiesta in relazione alla morte del consigliere diplomatico Pietro Angelo Colazzo nell’attacco a Kabul. Il reato ipotizzato è quello di strage con finalità di terrorismo. Ad aprire il fascicolo è stato il procuratore aggiunto Pietro Saviotti, capo del pool antiterrorismo. Il magistrato è in attesa di un’informativa dalla Farnesina sulla dinamica dell’attentato in cui hanno perso la vita 18 persone.
26-02-2010 KABUL, ITALIANO UCCISO PIETRO ANTONIO COLAZZO
L’italiano ucciso a Kabul è Pietro Antonio Colazzo. Il ministro degli Esteri Frattini spiega che era un “consigliere diplomatico della Presidenza del Consiglio che lavorava presso l’ambasciata italiana”. In un primo momento erano trapelate voci secondo cui l’italiano era un funzionario dell’intelligence. Altri 4 italiani, dice il capo della polizia di Kabul, sono stati tratti in salvo grazie alle indicazioni di Colazzo. L’Italia rimarrà in Afghanistan, conferma Frattini. Il presidente del Senato Schifani e il Pd chiedono al governo di riferire in Parlamento.
26-02-2010 KABUL, NAPOLITANO COMBATTERE TERRORISMO
Dopo la morte a Kabul di Pietro Antonio Colazzo, il presidente della Repubblica Napolitano sottolinea “la necessità di un impegno risoluto e di un ulteriore concreto sforzo comune per sconfiggere il terrorismo”. Il presidente aggiunge che è necessario anche “restituire al popolo afghano la speranza di un futuro migliore di cui esso stesso sia l’artefice”. Napolitano ha poi espresso dolore per la morte di innocenti, “mentre autorità afghane e comunità internazionale sono impegnate nel riportare la pace nel Paese”.

27-02-2010 KABUL, SALMA COLAZZO DOMANI IN ITALIA
Il corpo di Pietro Antonio Colazzo, il funzionario dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna, rientrerà in Italia probabilmente domani. L’aereo che riporterà la salma dovrebbe partire nella tarda mattinata di domani da Kabul. Pietro Antonio Colazzo, numero due dell’Aise, è stato ucciso ieri nella capitale afghana, dove si trovava da due anni. Lo ha colpito a morte un commando di talebani che ha attaccato con esplosivo e armi tre hotel della città, provocando la morte di almeno 17 persone. L’ambasciatore indiano a Kabul ha riferito che vero obiettivo dell’attentato erano cittadini italiani.
27-02-2010 ATTESO UNO TSUNAMI, ALLERTA NEL PACIFICO
Il terremoto in Cile ha generato uno tsunami che potrebbe avere effetti devastanti. Il Centro Usa per gli tsunami ha esteso l’allarme a tutto il Pacifico, dal Cile all’Antartide fino all’Australia e alla Polinesia francese per la possibilità di onde pericolose, forti correnti oceaniche e inondazioni. Parte dell’isola di Pasqua è stata evacuata, mentre onde di 40 metri si sono abbattute sull’arcipelago di Juan Fernandez, al largo della costa meridionale del Cile, causando ingenti danni. Nelle Hawaii l’arrivo dello tsunami è previsto per le 11, le 22 in Italia.

06-03-2010 IRAQ, ATTENTATO A NAJAF MORTI E FERITI
Due pellegrini iraniani e un iracheno sono morti e altri 54 sono rimasti feriti a causa dell’esplosione di un attentato nella città santa sciita di Najaf, nel centro dell’Iraq. L’autobomba è esplosa a 500 metri dal mausoleo dell’imam Ali, nel centro della città, ordinariamente protetta da forti misure di sicurezza. È l’ennesimo attentato che insanguina il Paese in vista delle elezioni legislative.
08-03-2010 SCONTRI TRIBALI, OLTRE 500 MORTI IN NIGERIA
Cinquecento morti, tra cui donne e bambini, è il bilancio della nuova ondata di violenze contro i cristiani in Nigeria. Il governatore dello Stato centrale di Plateau conferma il numero della persone uccise dai nomadi musulmani. “Abbiamo arrestato 95 persone”, dice. Tra sabato e domenica i pastori hanno attaccato gli abitanti del villaggio di Dogo Nahawa presso Jos, usando i machete. Un medico del locale ospedale ha parlato di corpi mutilati e bruciati. L’area è già stata in passato teatro di sanguinosi scontri tra islamici e cristiani. Nel gennaio scorso le violenze sono costate la vita a centinaia di persone.
08-03-2010 STRAGI NIGERIA, APPELLO DI BAN KI-MOON
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, si è detto “profondamente preoccupato” per la situazione in Nigeria, dove oltre 500 persone hanno perso la vita in tre villaggi cristiani per mano di estremisti islamici. “Mi appello a tutte le persone coinvolte perché esercitino il massimo della moderazione”, ha detto Ban. “Gli esponenti politici e religiosi devono mettersi a tavolino per cercare di capire le ragioni di questa violenza e trovare una soluzione”, ha aggiunto.
08-03-2010 AL MALIKI IN TESTA IN METÀ PROVINCE.
E’ stata del 62,4% l’affluenza alle elezioni politiche irachene di ieri, secondo la commissione elettorale. Un dato che, minore di quello delle legislative del 2005 ma superiore alle provinciali dell’anno scorso, indica che oltre la metà degli aventi diritto al voto hanno sfidato le minacce di Al Qaeda. Secondo i primi dati, in 9 delle 18 province è in testa il premier uscente al Maliki che vince nelle aree sciite. L’ex premier Allawi guida invece nelle aree sannite. Mancano i risultati della regione di Bagdad, che potrebbero essere decisivi. Risultati ufficiali attesi entro marzo.
08-03-2010 ELEZIONI IN IRAQ USA, UE SI CONGRATULANO
Il presidente Usa, Obama, si è congratulato con gli iracheni per essersi recati a votare nonostante le violenze e ha definito le elezioni “una pietra miliare”. “Ho molto rispetto per i milioni di iracheni che non si sono lasciati intimidatori”, ha dichiarato Obama. Congratulazioni anche dal ministro degli Esteri Ue, Ashton: “Questa partecipazione riconferma l’impegno del popolo iracheno per un Iraq democratico”. Anche il segretario generale della Nato, Rasmussen, si congratula “con il governo e il popolo iracheno per le elezioni del 7 marzo”. “È un successo cruciale per il Paese”, sottolinea.
13-03-2010 DUE KAMIKAZE A LAHORE ALMENO 57 MORTI
Sono opera di due kamikaze a piedi gli attentati che a Lahore, nel Pakistan orientale, hanno ucciso 57 persone e ne hanno ferite un centinaio. Un attentatore si è fatto esplodere nel bazar vicino a una moschea e l’altro ha attito la carica che portava addosso presso alcuni veicoli delle forze di sicurezza. Le esplosioni sono avvenute in una zona densamente popolata, vicino a una affollata fermata di bus. Non ci sono per ora rivendicazioni. Altre due deflagrazioni si sono verificate nei pressi di un mercato popolare della città. La Tv satellitare Al-Arabiya parla di 4 feriti.
13-03-2010 PAKISTAN, KAMIKAZE A MINGORA: 10 LE VITTIME
Attentato a Minora, nella valle pachistana dello Swat, dove un kamikaze si è fatto esplodere uccidendone almeno 10 persone e ferendone altre 37. L’attentato sarebbe avvenuto di fronte alla sede di un tribunale locale. Secondo l’emittente Geo Tv, il kamikaze si è lanciato con la sua auto imbottita di esplosivo contro il posto di controllo allestito all’esterno del tribunale. Per la polizia locale, il bilancio delle vittime è destinato a salire.
13-03-2010 AFGHANISTAN, ESPLOSIONE UCCIDE 6 CIVILI
Sei civili sono stati uccisi e un altro è rimasto ferito a causa di una bomba artigianale esplosa al passaggio del loro veicolo nell’Afghanistan centrale. La notizia è stata data del dell’interno afghano. Il fatto è avvenuto a Tirin Kot, capitale della provincia dell’Uruzgan. Precedentemente due miliziani erano rimasti uccisi mentre cercavano di piazzare un altro ordigno su una strada del distretto di Muqur, nella provincia occidentale di Badghis.
15-03-2010 NETANYAHU: PIANO NUOVE CASE VA AVANTI
“Le costruzioni a Gerusalemme Est proseguiranno”. Non arretra di un passo il premier israeliano Netanyahu, nonostante i malumori internazionali provocati dall’annuncio di 1.600 nuove case per i coloni nell’aera rivendicata dai palestinesi. L’annuncio, dato durante la visita in Israele del vice di Obama, Biden, era stato bollato dagli Usa come “insulto”. La responsabile Ue per gli Esteri, Ashton, dall’Egitto, ha detto che la decisione mina i negoziati di pace.
15-03-2010 AMBASCIATORE ISRAELE: “CON USA GRAVE CRISI”
L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Michael Oren, ha detto che la crisi diplomatica tra Usa e Israele, esplosa dopo l’annuncio di Tel Aviv del nuovo piano edilizio a Gerusalemme Est, è la “più grave del 1975”. Lo riporta il quotidiano “Yediot Aharonot”. Oren avrebbe ammesso la gravità della crisi in una telefonata con i consoli israeliani negli Usa. La lobby filoisraeliana, Alpac, ha esortato l’amministrazione Usa a “placare le tensioni”. Nel 1975 Kissinger minacciò di rivedere i rapporti con lo Stato ebraico, se non avesse accettato un piano per il ritiro delle proprie truppe dal Sinai.

15-03-2010 UE: COLONIE MINACCIANO PACE IN MEDIORIENTE
Catherine Ashton, responsabile della politica estera Ue, ha iniziato la sua missione incontrando la Lega Araba al Cairo.”L’Ue è determinata a far progredire il processo di pace”ha detto. “La ripresa dei colloqui tra israeliani e palestinesi è urgente”. Dopo aver criticato il progetto di nuovi insediamenti in Cisgiordania, Ashton ha poi affermato che è “negativo” l’inserimento di siti culturali e religiosi palestinesi nel patrimonio israeliano. Ashton, oltre che in Egitto, sarà in Siria, Libano, Giordania, Israele e Cisgiordania, ma spera anche di poter visitare la striscia di Gaza.
20-03-2010 PAKISTAN: ATTACCO AEREO, UCCISI TALEBANI
L’aviazione pachistana ha attaccato le basi dei talebani nella regione tribale nord-occidentale di Orakzai, distruggendone almeno 6 e uccidendo 13 militanti del movimento Tehrik-i-taliban. Molti altri sono rimasti feriti. L’operazione è durata una giornata. In un intervento simile la scorsa settimana nella zona, e in particolare nel villaggio di Ghund Mela abitato da membri di una tribù di pashtun, erano stati uccisi 16 talebani.

22-03-2010 HILLARY CLINTON: ISRAELE SCELGA LA PACE
Il segretario di Stato Usa chiede a Israele di compiere “scelte difficili ma necessarie” sulla via verso la pace. Al congresso dell’associazione ebraico - americana Aipac, alla presenza di Netanyahu, la Clinton ribadisce il sostegno Usa alla sicurezza d’Israele e le critiche agli insediamenti a Gerusalemme Est: “Danneggiano il processo di pace”. Hillary Clinton rilancia quindi la strategia dei “colloqui indiretti” tra israeliani e palestinesi. “Saremo intransigenti nell’impegno per impedire a Teheran di dotarsi di armi atomiche” pur prevedendo più tempo per elaborare sanzioni efficaci, aggiunge.
22-03-2010 USA, NETANYAHU VEDRÀ OBAMA, BIDEN E CLINTON
Il premier israeliano Netanyahu, da oggi in visita negli Usa, incontrerà il presidente Obama, il vice Biden e il segretario di Stato Hillary Clinton. L’invito a Netanyahu da parte della Casa Bianca è stato accolto con sollievo da Israele dove la recente tensione nei rapporti tra i due Paesi era fonte di grande preoccupazione. Oggi Netanyahu interverrà al congresso dell’associazione ebraico – americana Aipac, dove parlerà anche la Clinton. In serata il pranzo ufficiale con Biden. Domani l’incontro con Obama.
27-03-2010 LEGA ARABA: PIANO PACE RISCHIA FALLIMENTO
“Dobbiamo considerare l’ipotesi che il processo di pace tra Israele e palestinesi sia un completo fallimento. È tempo di affrontare Israele. Dobbiamo avere piani alternativi”. È la posizione del segretario della Lega Araba, Mussa che ha aperto in Libia il 22° summit annuale dell’organizzazione. “Trattare Gerusalemme come la capitale indivisibile dello Stato di Israele è pura follia”, ha poi rincarato il primo ministro turco, Erdogan. Il presidente palestinese Abu Mazen ha ribadito: “ Impossibile dialogare senza uno stop agli insediamenti ebraici”.
27-03-2010 MOSCA SANZIONI IRAN FORSE NECESSARIE
“Siamo persuasi che la strada delle sanzioni non sia ottimale, ma non possiamo escludere che gli aventi non portino in quella direzione”. È la posizione espressa dal presidente russo, Medvedev, a proposito del braccio di ferro internazionale sul programma nucleare iraniano. Nel messaggio fatto pervenire al summit della Lega araba, il capo del Cremino ha tuttavia sottolineato che le eventuali sanzioni devono essere “accuratamente calibrate” e non dovranno colpire la popolazione.
27-03-2010 IRAQ, ALLAWI PRONTO A TRATTARE CON TUTTI
Trattative immediate con tutti i partiti per formare il nuovo governo e rendere l’Iraq completamente indipendente dagli Usa per la sua sicurezza. È la posizione di Ayad Allawi, vincitore delle elezioni politiche e primo ministro in pectore. La sua alleanza laica “Iraqiya” ha ottenuto 91 dei 325 seggi parlamentari, appena due in più dell’Alleanza per lo Stato di diritto del primo ministro uscente, lo sciita Al Maliki, che annuncia ricorsi. Allawi avrà 30 giorni dopo l’incarico per formare il governo; in caso di fallimento, il presidente darà il mandato a un altro deputato, che avrà 15 giorni.
27-03-2010 SOMALIA, UCCISO FUNZIONARIO GOVERNATIVO
Un funzionario del governo somalo e altre tre persone sono state uccise a Mogadiscio in un attentato rivendicato dagli Shabaab, la componente somala di Al Qaeda. Un ordigno comandato a distanza è scoppiato al passaggio dell’auto con il politico; oltre alle quattro vittime vi è stato un numero imprecisato di feriti. Nonostante la presenza delle forze di pace africane, nella zona vicino all’aeroporto continuano gli scontri tra gli insorti e le forze di sicurezza.
28-03-2010 OBAMA A SORPRESA IN VISITA A KABUL
Il presidente americano, Barack Obama, è a Kabul per una visita a sorpresa. Obama è a colloquio con il collega Hamid Karzai, poi si vedrà con lo staff del suo governo. È la sua prima visita in Afghanistan da presidente: era stato a Kabul nel 2008, assieme a una delegazione del Congresso Usa, quando era candidato alla Casa Bianca. È previsto un incontro anche con le truppe statunitensi di stanza nel paese. Obama resterà solo poche ore in Afghanistan. Circa un anno fa, effettuò un’analoga visita non annunciata in Iraq.
03-04-2010 IRAN: “LE PRESSIONI USA CI RAFFORZANO”
All’indomani dalle dichiarazioni del presidente Usa, Obama che vuole “aumentare la pressione” sull’Iran per il suo programma nucleare, il presidente iraniano Ahmadinejad ha dichiarato che ciò non fa che “rafforzare la determinazione” dell’Iran a continuare il programma. Ahmadinejad ha poi definito Obama “inefficace” nel portare avanti risultati concreti. “Potete tagliarvi la gola, saltare avanti e indietro, passare risoluzioni, non fermerete il progresso della nazione iraniana” ha aggiunto. Un’eventuale operazione punitiva di Israele contro Gaza inoltre “non farà altro – secondo il presidente- che avvicinare lo Stato ebraico alla madre”.
03-04-2010 IRAQ, STRAGE. UCCISI 25 CIVILI VICINO BAGHDAD
Venti uomini e 5 donne legati a miliziani sunniti anti al Qaeda sono stati uccisi in un villaggio a sud di Baghdad da miliziani di al Qaeda. Il fatto è stato reso noto da fonti del ministero dell’Interno e della Difesa. “Degli uomini che indossavano delle uniformi e che guidavano dei veicoli simili a quelli usati dell’esercito hanno attaccato tre case nel villaggio di Sufia, nella regione di Hour Rajab, assassinando 25 persone”, ha dichiarato un responsabile dell’Interno. Appartenenti ai Comitati per il risveglio, i sunniti hanno contribuito direttamente nella lotta contro al Qaeda.
03-04-2010 AFGHANISTAN, UCCISO MILITARE ISAF
Un soldato della Forza internazionale di assistenza alla Sicurezza (Isaf) è morto ieri sera nel sud dell’Afghanistan. Lo riferisce oggi la stessa Isaf. In un breve comunicato in cui non si indica la nazionalità della vittima, di precisa che il decesso è avvenuto per lo scoppio di un ordigno. Sempre ieri, in scontri con i talebani nella provincia settentrionale di Kunduz, sono morti 3 soldati tedeschi e altri 5 sono rimasti gravemente feriti.
04-04-2010 BOMBE NEL CENTRO DI BAGDAD, VITTIME
Tre potenti esplosioni hanno colpito la zona centrale di Bagdad, provocando la morte di almeno 30 persone e il ferimento di altre 224. Due delle deflagrazioni sono avvenute vicino alle ambasciate dell’Iran e dell’Egitto. Come riportano fonti ufficiali, il terzo ordigno è esploso presso una residenza di pertinenza dell’ambasciata tedesca. I tre attentati, compiuti tutti un rapida successione in un momento tutti in rapida successione in un momento in cui il centro della capitale irachena era intasato da un grosso ingorgo, sarebbero opera di altrettanti kamikaze.
04-04-2010 IRAN LANCIA CONFERENZA PER DISARMO NUCLEARE
L’Iran risponde al prossimo summit sul nucleare del 12 e 13 aprile a Washington, a cui parteciperà anche il premier cinese Hu Jintao, lanciando una conferenza internazionale sul disarmo nucleare, il 17 e 18 aprile. “Energia nucleare per tutti, armi nucleari per nessuno”, il tema della conferenza. “L’Iran, che auspica il disarmo nucleare si appella a tutte le nazioni. La Cina ha accolto con favore questa iniziativa e vi parteciperà”, ha detto il capo iraniano dei negoziatori per il nucleare, Salili. L’Iran nega che il suo programma nucleare copra l’intenzione di dotarsi dell’arma atomica.


04-04-2010 ATTACCHI IRAQ, C’È LA MANO DI AL QAEDA
C’è la mano di Al Qaeda dietro gli attentati contro le ambasciate iraniana, arabe europee che hanno sconvolto Bagdad. È quanto ha detto il ministro degli Esteri irachena, Zebari, aggiungendo che bisogno comunque attendere la fine delle indagini per conoscere l’identità dei responsabili degli attentati. Secondo Zebari, la tecnica usata negli attacchi è uguale a quella di Al Qaeda.


04-04-2010 BOMBE NEL CENTRO DI BAGDAD, 41 VITTIME
È salito a 41 vittime e a oltre 150 feriti il numero delle persone coinvolte in tre potenti esplosioni avvenute ieri, nella zona centrale di Bagdad. Due delle deflagrazioni sono accadute vicino alle ambasciate dell’Iran e dell’Egitto. Come riportano fonti ufficiali, il terzo ordigno è esploso presso una relazione di pertinenza dell’ambasciata tedesca. I tre attentati, compiuti tutti in rapida successione in un momento in cui il centro della capitale irachena era intasato da un grosso ingorgo, sarebbero ad opera di kamikaze. Dietro agli attacchi ci sarebbe la mano di Al Qaeda.


05-04-2010 PAKISTAN, ATTACCATO IL CONSOLATO AMERICANO
Il consolato americano a Peshawar, in Pakistan, è stato attaccato da un comando di uomini armati che hanno aperto il fuoco contro le forze dell’ordine dopo che almeno quattro potenti bombe erano esplose nella zona. Almeno sei persone, fra cui 4 assalitori e un poliziotto sono rimasti uccisi. I feriti sono 18. Alcuni testimoni hanno parlato di un’autobomba ma le notizie giungono ancora confuse e frammentarie. I talebani hanno rivendicato l’azione.


05-04-2010 ATTENTATO A RIUNIONE PARTITO PASHTUR, MORTI
Poche ore prima dell’attacco contro la sede diplomatica Usa, a Peshawar, un kamikaze si è fatto esplodere durante una riunione dell’Awami National Party, una formazione nazionalista Pashtun. L’attentato è costato la vita a 38 persone. I feriti sarebbero invece circa 100. È avvenuto nella città di Timergarah, nel distretto del Lower Dir, nel nordovest del Pakistan, governato da una coalizione guidata proprio dall’Awami National Park. Il partito locale laico contende agli integralisti l’egemonia politica sulle tribù Pashtun, le stesse da cui provengono i talebani.


12-04-2010 HELMAND: MAI DETTO ITALIANI CON AL QAEDA
Il portavoce del governo di Helmand, Daoud Ahmadi, smentisce il Times di Londra dichiarando di non “aver mai parlato di un legame fra gli italiani e Al Qaeda”. “Tutto quello che ho da dire – conclude Ahmadi – l’ho dichiarato il primo giorno e non aggiungo altro perché le indagini sono in corso”. Annunciando l’arresto di nove persone, Ahmadi aveva precisato che le armi trovate nell’ospedale di Emergency servivano per un complotto pro-talebani teso fra l’altro ad uccidere il governatore della regione, Goulab Mangal.


14-04-2010 C’È INTESA TRA I 47 SU SICUREZZA NUCLEARE
I partecipanti al vertice di Washington hanno convenuto di mettere in sicurezza entro 4 anni tutto il materiale nucleare oggi non adeguatamente protetto. Nel confermare piena fiducia all’Aiea, l’agenzia atomica Onu, i 47 paesi che hanno preso parte al summit si dichiarano pronti a rafforzare la collaborazione contro il traffico di materiale nucleare, nel rispetto del diritto di ciascun Stato a produrre energia atomica per usi civili. Il Messico si è impegnato a disfarsi di tutto il suo uranio arricchito: Mosca spenderà 2,5 miliardi di dollari per smantellare il suo plutonio.
15-04-2010 EMERGENCY, I 3 MEDICI ITALIANI A KABUL
I tre medici italiani di Emergency sotto fermo di polizia in Afghanistan sono stati trasferiti da Helmand a Kabul. La notizia è stata riferita dall’inviato speciale per l’Afghanistan e il Pakistan del ministro degli Esteri, Attilio Iannucci. Iannucci incontrerà stamane il presidente Karzai e gli recapiterà il messaggio del ministro Frattini e la lettera del presidente del Consiglio Berlusconi.
15-04-2010 KIRGHISTAN: Violenza fra opposte fazioni alla manifestazione in favore dell’ex presidente Bakiev. La Russia tenta di mediare.

19-04-2010 AFGHANISTAN, LIBERATI I TRE DI EMERGENCY
Sono stati liberati i tre operatori di Emergency arrestati la scorsa settimana dalla polizia afghana a Lashkar Gah, nella provincia di Helmand. “Abbiamo ottenuto quello che era il nostro obiettivo prioritario, e cioè la libertà per i nostri connazionali senza mettere in discussione la nostra posizione di ferma solidarietà con le istituzioni afghane e la coalizione internazionale nella lotta contro il terrorismo”, ha detto Frattini. Marco Garatti, Matteo dell’Aira e Matteo Pagani, assieme a 6 colleghi afghani, erano stati fermati con l’accusa di complotto per assassinare il governatore di Helmand, Mangai.
19-04-2010 KABUL: “OPERATORI EMERGENCY INNOCENTI”
“I tre italiani di Emergency sono stati rilasciati perché non colpevoli”. È quanto si legge in un comunicato del Nds, i servizi di intelligence di Kabul. “C’è l’impegno formale del governo italiano nei confronti dell’Afghanistan che qualora, dopo la liberazione, emergano accuse nuove nei confronti dei tre cooperanti di Emergency rilasciati, saranno le autorità giudiziarie italiane a occuparsi del caso”, ha detto il ministro degli Esteri Frattini.
19-04-2010 AFGHANISTAN, SISMA: 7 MORTI E 30 FERITI
Un terremoto di 5,3 gradi Richter ha colpito il nord dell’Afghanistan, provocando la morte di almeno sette persone e il ferimento di altre 30. La prima scossa, che è stata avvertita anche a Kabul, in Uzbekistan e in Tagikistan, è stata registrata poco prima dell’una notte nella provincia di Samangan, a metà strada fra Kabul e Mazar-i-Sharif. Il sisma ha danneggiato molte strade rendendo difficili i collegamenti.
19-04-2010 UCCISI DUE LEADER DI AL QAEDA IN IRAQ
Il leader di Al-Qaeda in Iraq, Abu Al-Masei, è stato ucciso in un’operazione nella provincia di Al-Anbar. L’uomo è stato ucciso da una squadra dei servizi segreti iracheni. Con lui sono morti altri terroristi, tra i quali Omar Al-Baghdadi, l’emiro del cosiddetto “stato islamico iracheno”. Il premier iracheno Al-Maliki ha mostrato alla stampa le foto dei due, a conferma della notizia della morte di Al-Masri, già data nel 2007 e poi smentita. L’esercito Usa ha confermato l’esame del Dna. Il vicepresidente Usa Biden ha parlato di “colpo devastante” per Al Qaeda.
21-04-2010 ANCORA SCONTRI IN KIRGHIZISTAN: 5 MORTI
Il governo ad interim del Kirghizistan ha inviato l’esercito per domare focolai di rivolta in varie zone del Paese. Centinaia di persone che cercavano di appropriarsi di terreni appartenenti ai russofoni e ai turcofoni sono stati dispersi alla periferia della capitale Bishkek, dove gli scontri nella notte hanno provocato 5 vittime. Nel Sud, resistono ancora gruppi di combattenti che rivendicano il ritorno del deposto presidente Bakiev. Il nuovo governo kirghizo ha inoltre annunciato che chiederà alla Bielorussia l’estradizione di Bakiev, da ieri “ospite” del presidente Lukashenko.


24-04-2010 IRAN, PERQUISITE NAVE ITALIANA E FRANCESE
I pasdaran iraniani hanno affermato, perquisito e poi rilasciato una nave italiana e una francese nello Stretto di Hormuz, nel Golfo, per verificare “se si attenessero alle norme ambientali”, Lo riferisce l’agenzia iraniana Irna. “Dopo la conferma che non vi erano violazioni, le navi sono state autorizzate a proseguire il loro viaggio”, si legge nel comunicato, che non precisa di quali navi si tratta. Da due giorni sono in corso nello Stretto di Hormuz manovre militari iraniane, presentate come una risposta alle “minacce nucleari” Usa.


26-04-2010 MAROCCO, SMANTELLATA RETE DI AL QAEDA
I servizi di sicurezza marocchini hanno scoperto e smantellato una rete di presunti terroristi legati ad al Qaeda. Il ministero dell’Interno, citato dall’agenzia di stampa Map, parla di ventiquattro persone arrestate in operazioni condotte dalla polizia a Casablanca e in altre città del Marocco. La cellula, secondo il ministero dell’Interno marocchino, stava pianificando omicidi mirati ai danni di personalità del Paese e attacchi contro i servizi di sicurezza e interessi stranieri. La rete reclutava inoltre cittadini marocchini per inviarli a combattere in Afghanistan, Iraq e Somalia.


26-04-2010 KANDAHAR, OPERATORI ONU COSTRETTI A CASA
Le Nazioni Unite hanno ordinato ai propri 200 dipendenti di Kandahar di restare a casa per ragioni di sicurezza. È salita infatti la tensione nella città meridionale afghana, roccaforte dei talebani, in seguito all’ammissione da parte del comando Isaf di aver ucciso per errore quattro civili afghani. Stamane, tre esplosioni hanno ucciso due civili proprio a Kandahar dove le forze americane stanno pianificando per la prossima estate l’ennesima offensiva per cacciare i talebani dall’area.


26-04-2010 HEBRON, RAID ISRAELE: UCCISO LEADER HAMAS
Le forze israeliane hanno ucciso Ali Sweiti, leader di Hamas, mentre si trovava nella sua casa a sud di Hebron, in Cisgiordania. I militari avrebbero circondato l’abitazione di Sweiti, ricercato da 6 anni. Secondo fonti israeliane, il militante di Hamas invece di arrendersi avrebbe aperto il fuoco, scatenando così la reazione dei soldati. Al termine dell’operazione, i militari hanno reso al suolo la casa in cui Sweiti si nascondeva.

29-04-2010 PAKISTAN, ESERCITO UCCIDE 17 TALEBANI
Almeno 17 talebani, fra cui due comandanti, sono stati uccisi nel nord-ovest del Pakistan in seguito a scontri con l’esercito. Lo riferiscono fonti della sicurezza, precisando che i capi sono stati identificati come Abdul Mateen e Abdul Malik. I combattimenti sono avvenuti nella zona tribale chiamata “Orazaki Agency”, dove da tempo è in corso l’offensiva dei militari. Nelle ultime settimane sarebbero morti 400 insorti.


29-04-2010 GAZA, 4 MORTI IN TUNNEL CONTRABBANDO
Quattro palestinesi sono morti nei tunnel fra la Striscia di Gaza e l’Egitto, a causa dei gas usati dalle forze di sicurezza egiziane per evacuare le gallerie usate per il contrabbando. Lo afferma il ministero dell’Interno di Hamas, aggiungendo che altre sei persone sono ricoverate all’ospedale di Rafah a causa del gas inalato. L’Egitto, che periodicamente cerca di chiudere le vie del contrabbando con l’uso di lacrimogeni, non ha commentato.


04-05-2010 AHMADINEJAD ALL’ONU: VIA ARMI USA ITALIA
“Bisogna eliminare le armi nucleari Usa dall’Italia e da altri Paesi europei”. Lo ha detto il presidente iraniano, Ahmadinejad parlando ieri alla Conferenza Onu sulla non proliferazione nucleare, in cui ha attaccato Israele e Usa. Il Segretario di Stato Usa, Clinton, ha affermato che con il suo comportamento l’Iran “mette a rischio il futuro della non proliferazione”.

10-05-2010 IRAQ, DECINE DI MORTI IN SERIE DI ATTACCHI
Decine i morti e un centinaio i feriti nell’ondata di attacchi messi a segno in diverse zone dell’Iraq quasi contemporaneamente nelle prime ore di oggi. Il bilancio più pesante, secondo fonti della sicurezza, nel duplice attacco suicida presso un mercato della cittadina meridionale Suwayra: 13 morti e una sessantina di feriti. Una decina, in poche ore, gli attacchi a Bagdad contro check-point di polizia e esercito e contro una moschea sciita. Tre i morti, tra cui una donna, a Falluja, nell’esplosione di ordigni davanti a case di ufficiali della polizia e della sicurezza irachene.


15-05-10 IRAQ, STRAGE ALLO STADIO: 25 MORTI
Un’autobomba e un attacco kamikaze hanno provocato 25 morti e almeno 120 feriti poco prima di una partita di calcio nel Nord dell’Iraq. Lo annuncia la polizia di Tal Alfar, una città abitata in gran parte da turkmeni sciiti, a circa 60 km da Mosul, che è invece uno dei fulcri del terrorismo sunnita legato ad Al Qaeda. Il veicolo è stato fatto esplodere all’ingresso dello stadio il kamikaze si è fatto saltare in aria sugli spalti, mentre sul campo era in corso un derby tra due squadre locali.


18-05-2010 ATTACCHI ANTI-NATO A KABUL: 18 MORTI
Un kamikaze ha attaccato un convoglio di mezzi della Nato nella capitale afghana, provocando almeno 18 morti e 47 feriti. Tra le vittime 6 soldati della Nato, tra i quali 5 americani. Obiettivo dell’attacco suicida erano alcuni veicoli statunitensi in transito. L’azione è stata rivendicata telefonicamente da un portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid. La violenta esplosione si è verificata nel centro di Kabul, vicino alle sedi del Parlamento, del Museo nazionale e del Ministero dell’Energia e dell’Acqua.


18-05-2010 PAKISTAN, ATTACCO KAMIKAZE: 12 MORTI
Un kamikaze a bordo di un auto, si è lanciato contro un bus della polizia a Dera Ismail Khan, nel nord-ovest del Pakistan. Almeno 12 i morti. Tra questi, tre sarebbero poliziotti e due bambini. Lo ha riferito il medico del principale ospedale in cui sono giunte le vittime. Dieci sarebbero le persone rimaste ferite.


18-05-2010 NUCLEARE IRAN, C’È BOZZA NUOVE SANZIONI
C’è accordo tra Usa, Cina e Russia su un progetto di risoluzione Onu che introduca nuove sanzioni contro l’Iran in relazione al suo programma nucleare. L’annuncio è stato dato dal segretario di Stato americano, Hillary Clinton. La bozza, ha detto, sarà sottoposta oggi stesso al Consiglio di sicurezza. Intanto la Turchia avverte: se, come previsto dall’accordo siglato due giorni fa, l’Iran non consegnerà entro un mese l’uranio da arricchire, sarà “lasciato solo”.


21-05-2010 STRAGE AL MERCATO, 22 MORTI IN IRAQ
Ancora un massacro in un mercato in Iraq. Un’autobomba è esplosa tra la folla a Khalis, 80 km a Nord di Bagdad. Le vittime accertate sono 22, i feriti oltre 50. È l’attentato più sanguinoso dal 14 maggio, quando furono 25 morti in un duplice attacco contro lo stadio di Tal Afar nell’Iraq settentrionale, durante una partita di calcio.


21-05-2010 UCCISI 2 PALESTINESI A CONFINE GAZA-ISRAELE
Le forze israeliane hanno colpito a morte due miliziani palestinesi che si erano infiltrati da Gaza in territorio israeliano. Lo ha reso noto la radio dell’esercito, specificando che precedentemente un razzo sparato dal nord della Striscia aveva colpito “la regione di Ashkelon senza comunque causare feriti”. Ai margini della Striscia di Gaza c’è stato uno scambio di colpi di arma da fuoco. Le fonti militari affermano che l’uccisione dei due palestinesi ha permesso di sventare un attentato.

28-05-2010 PAKISTAN, ASSALTATE DUE MOSCHEE: 80 MORTI
Dopo due ore di aspra battaglia, l’esercito pakistano è riuscito a liberare le centinaia di persone intrappolate nelle due moschee attaccate dai talebani a Latore. Il bilancio delle vittime degli assalti continua ad aggravarsi: secondo le autorità locali, i morti sono 80, tra cui almeno cinque dei terroristi che hanno lanciato granate sui fedeli prima di asserragliarsi bei luoghi di culto. Sono diverse decine i feriti tra i fedeli che affollavano le moschee per la preghiera del venerdì. Gli assalti sono stati rivendicati dai talebani pakistani. Severa condanna degli Stati Uniti.


28-05-2010 GLI AHMADI, MINORANZA IMPEGNATA NELLA PACE
Gli Ahmadi, in Pakistan circa 4 milioni di persone, sono i seguaci di un movimento islamico non riconosciuto, nato in India alla fine del XIX secolo. Ma nel mondo attualmente gli Ahmadi sono alcune decine di milioni in 193 Paesi e il loro numero è in continua crescita, soprattutto in Asia e Africa. Credono nell’insegnamento cranico: “Non c’è costrizione nella religione”. Incoraggiano il dialogo interreligioso e condannano il terrorismo. L’attacco a Latore, secondo la Geo Tv, è stato rivendicato dal Tehrit-i-Taliban legati ad Al Qaeda, che in passato hanno già colpito minoranze religiose.


28-05-2010 INDIA, ATTENTATO SUI BINARI: OLTRE 100 MORTI
Sono oltre 100 i morti e circa 160 i feriti gravi per deragliamento e l’impatto fra di loro di treni provocato dall’esplosione di un ordigno sui binari nel distratto del West Midnapore. Un treno passeggeri con 13 vagoni diretto da Mumbai a Kolkata (Calcutta), nel Bengala occidentale, è deragliato e ha investito un convoglio merci che viaggiava sul binario opposto. Spaventosa la scena apparsa ai soccorritori. L’attentato è stato rivendicato con alcuni volantini da un gruppo della guerriglia maoista indiana, il “Comitato popolare contro le atrocità della polizia”.


28-05-2010 INDIA, ITALIANI LIBERI PROVVISORIAMENTE
Sono stati provvisoriamente rilasciati i tre tecnici italiani fermati in India per possesso di materiale bellico. La polizia, ha riferito una fonte diplomatica, non ritiene necessario procedere per ora dall’arresto dei tre torinesi, che comunque devono restare a disposizione delle autorità indiane. Domani saranno nuovamente sentiti dalla polizia per ulteriori accertamenti. Nella loro stanza di albergo sono stati trovati due caricatori e 24 cartucce, nascosti nel vano del condizionatore.


29-05-2010 GAZA, NUOVI RAID AEREI ISRAELIANI
L’aviazione israeliana ha effettuato questa notte sei raid aerei nella Striscia di Gaza. Lo rendono noto testimoni e responsabili dei servizi di sicurezza palestinesi, secondo i quali non risultano vittime. Gli aerei israeliani avrebbero portato cinque attacchi nella parte Sud della Striscia, presso Rafah e la frontiera egiziana. Un altro raid avrebbe colpito un quartiere situato a Est della città di Gaza.
29-05-2010 ONU: MEDIORIENTE SENZA ARMI NUCLEARI
La conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare ha concluso i lavori raggiungendo un consenso sull’idea di un Medioriente senza armi atomiche. Il segretario Ban Ki-moon ha parlato di “successo e grande spirito di collaborazione”. Malgrado tutti i 189 Paesi abbiano approvato il documento per un piano di azione contro il riarmo atomico, Stati Uniti e Paesi arabi rimangono divisi sui passi chiesti a Israele, che non ha ma mai aderito al Tnp e non ha mai ammesso di possedere armi nucleari. Preoccupazioni anche per il programma nucleare dell’Iran, che aderisce al Tnp.

29-05-2010 NUCLEARE, IRAN PLAUDE CRITICHE DA ISRAELE
L’Iran si è congratulato per il risultato raggiunto dalla Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), che ha trovato a New York il consenso su un Medio Oriente senza armi nucleari. Il rappresentante iraniano all’Aiea, Soltanieh, ha detto: “È un passo avanti verso un mondo senza armi nucleari”. Insoddisfatti gli israeliani, invitati ad aderire al Trattati e a mettere le loro testate nucleari mai dichiarate sotto il controllo dell’Aiea. “L’intesa ha il marchio dell’ipocrisia”, affermano.


31-05-2010 ISRAELE ATTACCA FLOTTA AIUTI PER GAZA, 9 MORTI
Sono nove gli attivisti che, a bordo di una flotta di battelli partiti da Cipro verso Gaza per portare aiuti al palestinesi, sono stati uccisi nell’assalto delle forze israeliane. Il bilancio ufficiale diffuso dai militari ridimensiona il numero di vittime, 19, riferito in un primo tempo dai media. I feriti sarebbero una quarantina, tra cui dieci militari israeliani. Dopo l’assalto della Marina, che ha utilizzato anche un elicottero, le navi della flottiglia umanitaria sono state scortate nel porto di Ashdod, zona vietata a chiunque, giornalisti compresi.
31-05-2010 FREEDOM FLOTILLA: “STOP AD ATTACCO BRUTALE”
L’organizzazione Freedom Flotilla, formata da numerose Ong e organizzazioni umanitarie, ha lanciato un appello “alla comunità internazionale per chiedere a Israele di fermare questo brutale attacco contro civili che tentavano di portare aiuti vitali ai palestinesi”. Secondo il convoglio umanitario, l’attacco è avvenuto in acque internazionali, “in violazione del diritto internazionale”. Gli scontri sono avvenuti sulla nave turca Mavi Marmara. Non ci sono invece state violenze sulle altre navi.

31-05-2010 ISRAELE: SOLDATI ATTACCATI, C’ERANO ARMI
Il viceministro israeliano degli Esteri Danny Ayalon, ha definito la flottiglia attaccata dalla Marina israeliana “armata dell’odio e della violenza” ed ha accusato gli organizzatori di essere “terroristi” legati a Hamas. E il portavoce del premier israeliano Netanyahu, Regev, ha affermato che sono state le persone a bordo della flotta di aiuti umanitari a “dare il via alla violenza”, aggredendo con spranghe e bastoni i soldati israeliani, dieci dei quali sono rimasti feriti. Secondo il ministero degli Esteri israeliano, a bordo della nave turca Mavi Marmara c’erano armi.


31-05-2010 NETANYAHU ANNULLA VISITA A WASHINGTON
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annullato la visita di Stato negli Usa. Domani sarebbe stato ricevuto da Obama alla Casa Bianca. Netanyahu, che tornerà in Israele per far fronte alla crisi internazionale provocata dal raid militare compiuto contro la flotta pacifista di Gaza, si trova attualmente in Canada. Da Ottawa il premier israeliano ha espresso “pieno sostegno” alle forze armate del suo Paese e “rammarico” per le vittime. Intanto è allerta in Israele, dove la popolazione araba ha indetto per domani un sciopero generale.


04-06-2010 BANGLADESH, INCENDIO A DACCA: 110 MORTI
Almeno 110 morti, tra cui donne e bambini, e oltre 100 feriti è il bilancio, ancora provvisorio di un incendio scoppiato a causa di un corto circuito, in un centro commerciale a Dacca, capitale del Bangladesh. “Finora abbiamo estratto quasi 100 salme, ma molti altri sono all’interno e il numero delle vittime salirà”, hanno spiegato i vigili del fuoco. Il rogo ha coinvolto in totale almeno sette edifici.


07-06-2010 IRAN SFIDA ISRAELE: DUE NAVI UMANITARIE A GAZA
La Mezzaluna rossa iraniana invierà entro la fine della settimana due battelli di aiuti umanitari a Gaza. Lo annuncia un responsabile dell’organizzazione. “Uno dei battelli trasporterà i doni della popolazione, generi alimentari e medicinali di prima necessità, l’altro trasporterà volontari umanitari della Mezzaluna rossa”, ha detto all’agenzia Irna di Teheran il direttore della Mezzaluna rossa iraniana, Adibzadeh. L’Iran intende così sfidare l’embargo israeliano imposto alla Striscia di Gaza tre anni fa, a una settimana dal blitz militare contro la “Freedom Flotilla”, che fece 9 morti e 45 feriti.

07-06-2010 ISRAELE: “PROVOCAZIONE” AIUTI IRAN PER GAZA
Le autorità israeliane non credono che l’Iran intenda realmente inviare due navi di aiuti della Mezzaluna rossa nella Striscia di Gaza e parlano di una “provocazione” da parte di Teheran. È quanto dichiara all’Ansa il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Palmor. L’annuncio in merito è “l’ulteriore dimostrazione che tutte le flottiglie verso Gaza sono al servizio degli interessi dell’Iran e di Hamas, non del popolo palestinese”. La Striscia subisce un blocco imposto da Israele da quando, nel 2007, gli estremisti di Hamas ne hanno preso il controllo.


07-06-2010 GAZA, ISRAELE UCCIDE 4 PALOMBARI ARMATI
Uomini della Marina militare israeliana hanno ucciso al largo di Gaza 4 subacquei palestinesi, che presumibilmente si apprestavano a compiere un attentato. A riferirlo è un portavoce militare israeliano, precisando che le vittime indossavano tute da sub ed erano armate di fucili da combattimento. Una motovedetta ha individuato una barca con a bordo “membri di un commando terroristico; i soldati hanno aperto il fuoco e colpito molti di loro”. L’episodio ha provocato anche un disperso e un ferito, sempre tra i palestinesi. Fonti di Hamas respingono l’accusa e parlano di una “esercitazione”.


07-06-2010 BIDEN: SERVE NUOVO APPROCCIO PER GAZA
Gli Stati Uniti e i loro alleati stanno cercando “modi nuovi” per affrontare i problemi connessi con il blocco imposto da Israele sulla Striscia di Gaza. Così il vicepresidente Usa, Biden, dopo il colloquio a Sharm El Sheikh con il presidente egiziano, Mubarak. Gli Usa, ha aggiunto, si consultano con l’Egitto e altri partner per affrontare gli “aspetti umanitari”, economici, politici e di sicurezza” a Gaza. L’incontro avviene a una settimana dal blitz israeliano contro le navi con gli aiuti. Sulle sanzioni all’Iran per il nucleare, Biden ha parlato di “sviluppi a breve” al Consiglio di sicurezza Onu.


07-06-2010 TURCHIA, VERTICE SULLA SICUREZZA IN ASIA
La Turchia non normalizzerà le sue relazioni con Israele se il governo israeliano continuerà a rifiutare un’inchiesta internazionale sul blitz militare contro le navi che portavano aiuti a Gaza. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Ankara, Davutoglu. La dichiarazione arriva a margine del vertice sulla sicurezza in Asia che si tiene oggi e domani a Istanbul. La Turchia ne approfitterà per chiedere di nuovo una condanna per Israele. Partecipano ai lavori i presidenti iraniano Ahmadinejad, siriano Assad, afghano Karzai, palestinese Abu Mazen e il premier russo Putin.


07-06-2010 VIENNA, AL VIA RIUNIONE AIEA, SI PARLA DI IRAN
Mentre le potenze occidentali premono per nuove sanzioni contro Teheran, il dossier nucleare iraniano sarà il principale argomento all’ordine del giorno al Consiglio dei governatori dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea), iniziato stamane a Vienna. La scorsa settimana l’Aiea ha pubblicato un rapporto sul nucleare iraniano. La riunione dei 35 governatori che rappresentano 151 Stati membri affronterà anche la questione di Israele. Per la prima volta dal 1991, l’Aiea, sotto la pressione degli Stati arabi, esaminerà l’attività dello Stato ebraico, considerato una potenza nucleare.


07-06-2010 AIEA ATTENDE RISPOSTA RUSSA E DI USA SU IRAN
L’Aiea è sempre in attesa di una risposta ufficiale da pare di Usa, Francia e Russia sull’accordo di scambio siglato dall’Iran con la Turchia e il Brasile. Lo ha detto il segretario generale dell’Agenzia internazionale per l’Energia atomica, Yukiya Amano. Durante il suo discorso di apertura del Consiglio dei governatori dell’Aiea, Amano ha spiegato di aver trasmesso il documento sull’accordo a Washington, Mosca e Parigi il 24 maggio scorso. “Sono in attesa delle loro risposte e nel frattempo proseguo le mie consultazioni con tutte le parti coinvolte”, ha precisato.


14-06-2010 KABUL, SCOPERTO TESORO DI GIACIMENTI MINERARI
Gli Usa hanno scoperto in Afghanistan un tesoro di giacimenti minerari che potrebbe radicalmente cambiare l’economia afghana. I giacimenti, secondo il New York Times che cita funzionari dal governo americano, valgono circa mille miliardi di dollari e includono vene di ferro, rame, cobalto, oro e litio. La scoperta è stata fatta da un team del Pentagono e da geologi americani. Il governo afghano e il presidente sono stati informati.


15-06-2010 COREE: VERSIONI OPPOSTE SU AFFONDAMENTO NAVE
Le due Coree hanno presentato due relazioni contrastanti sull’affondamento della corvetta Cheonan al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. L’unità sudcoreana è affondata tre mesi fa e nel naufragio sono morti 46 marinai. Secondo la versione della Corea del Sud la nave è stata affondata da un siluro lanciato da un sottomarino nordcoreano. Pyongyang respinge le accuse e replica: “Siamo anche noi vittime di questo incidente”. L’Onu ha sollecitato le due Coree ad astenersi da ogni atto che possa portare a un’escalation della tensione.
17-06-2010 ISRAELE ALLEGGERISCE EMBARGO A GAZA
Il Gabinetto israeliano per la sicurezza ha approvato un alleggerimento del blocco della Striscia di Gaza. Sarà facilitato l’ingresso di “beni a uso civile” e di “materiali per progetti civili”, secondo questo riferisce una nota dell’ufficio del premier israeliano. Israele chiede alla comunità internazionale, in cambio dell’allentamento di un embargo durato 4 anni e imposto dopo la cattura di Shalit, “di lavorare per l’immediato rilascio del soldato israeliano”nelle mani di Hamas del 2006. Inoltre, sottolinea che “continuerà le procedure di sicurezza esistenti per prevenire l’ingresso di armi”.
17-06-2010 HAMAS: “ALLEGGERIMENTO EMBARGO NON CI BASTA”.
“L’alleggerimento dell’embargo su Gaza deciso dagli israeliani non ci basta e non è ciò che chiediamo”. Lo afferma Taher Nuno, portavoce del movimento radicale islamico al potere nella Striscia di Gaza, intervistato da al Arabiya. Hamas chiede alla comunità internazionale nuove iniziative per ottenere la rimozione totale del blocco di Gaza. “Le sofferenze del nostro popolo continueranno”, dice Taher Nuno. “Si tratta di un tentativo di abbassare le pressioni internazionali e continuare a controllare Gaza”, dichiara il leader di Hamas Issali Radwan.
18-06-2010 AFGHANISTAN, BOMBA CONTRO ALPINI. ILLESI
Un ordigno è esploso stamane al passaggio di una pattuglia alpina, nella provincia di Herat, in Afghanistan. Illesi i cinque alpini che erano a bordo dell’unico Lince colpito. La pattuglia di Alpini della Task Force Centre costituita da sei veicoli Lince stava percorrendo una zona disabilitata a 12 km da Shindand. Il lince colpito ha resistito all’onda d’urto riportando solo danni nella arte inferiore. La Task Force Centre è costituita dal 3° reggimento Alpini di Pinerolo.
18-06-2010 SCONTRI KIRGHIZISTAN FORSE DUEMILA VITTIME
Le vittime delle violenze etniche dei giorni scorsi in Kirghizistan sarebbero più di duemila. A riferirlo, secondo la stampa di Mosca, sarebbe stata la presidente ad iterim, Roza Otumbayeva. La leader è in visita a Osh, roccaforte del deposto presidente Bakiev e teatro degli scontri tra uzbeki e kirghizi, per “tentare una riconciliazione”, stava percorrendo una zona disabilitata. Intanto dall’Uzbekistan il sottosegretario Usa con delega per l’Asia centrale, Blake, parla con preoccupazione di “emergenza umanitaria” e chiede che sia aperta un’inchiesta indipendente sulle violenze, che secondo l’Oms hanno coinvolto fino a un milione di persone.
19-06-2010 VENTI DI GUERRA TRA TURCHIA E PKK
Otto soldati turchi sono morti e 14 loro commilitoni sono rimasti feriti in un attacco sferrato da ribelli turchi del partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), contro una base militare di Semdinli, in Turchia sud-orientale, vicino alla frontiera con l’Iraq. Immediata la rappresaglia delle Forze armate turche, che hanno bombardato le postazioni dei ribelli curdi nel Nord dell’Iraq. Uccidendone 12. La stessa operazione è costata la vita ad altri due soldati; due anche i feriti. Negli ultimi tre mesi, informa l’esercito di Ankara, sono stati uccisi 130 miliziani del Pkk.
25-06-2010 NUCLEARE IRAN, USA INASPRISCONO SANZIONI
Il Congresso Usa ha approvato nuove sanzioni unilaterali contro l’Iran per il suo programma nucleare. Dopo che il Senato aveva approvato la misura nel pomeriggio, in serata è arrivato anche il voto favorevole della Camera. La misura attende ora la firma del presidente Barack Obama per diventare legge. Il testo, approvato a larga maggioranza, potrebbe avere effetti non solo nei confronti dell’Iran, ma anche contro quei soggetti che hanno rapporti d’affari con la repubblica islamica nei settori finanziari e dell’energia.
25-06-2010 AFGHANISTAN, TROVATI 11 CORPI DECAPITATI
La polizia afghana ha rinvenuto in una zona rurale del centro del Paese i cadaveri di 11 civili senza testa. “E’ opera dei talebani: hanno decapitato questi uomini perché appartenevano all’etnia hazara ed erano sciiti”, ha detto un dirigente della polizia locale. Finora bon è giusto nessuna rivendicazione.
26-06-2010 PAKISTAN, 2 RIBELLI UCCISI DA DRONE USA
Due talebani sono stati uccisi e due feriti dai missili lanciati da un drone americano alle luco dell’alba a Mir Ali, a circa 30 Km da Miranshah, la principale città del Waziristan del nord, una delle più importanti roccaforti dei talebani legati ad Al Qaeda in Pakistan. Lo hanno annunciato alcuni responsabili dei servizi di sicurezza.


26-06-2010 AFGHANISTAN, FORTE ESPLOSIONE A KABUL
Una forte esplosione è stata avvertita questa mattina nel centro di Kabul. Lo riferiscono testimoni, tra cui il portavoce del ministero dell’Interno afghano Bashary che ha detto: “Stiamo cercando di determinare l’origine”. Nella capitale afghana in queste ore si trova l’ammiraglio Michael Mullen, capo di stato maggiore interforze degli Stati Uniti.
27-06-2010 INDEPENDENT McCHRYSTAL ESCLUSE “PROGRESSI”
Oltre all’imprudente intervista a “Rolling Stone”, a costare il posto al generale americano McChrystal sarebbe stato anche un suo fosco e pessimista rapporto sul conflitto in Afghanistan. Secondo il quotidiano britannico “Independent”, pochi giorni prima della sua rimozione il comandante Usa in Afghanistan escluse davanti ai ministri Nato “progressi nei prossimi 6 mesi” e parlò di un “rafforzamento” dei talebani. McChristal accusò inoltre il governo Karzai di inefficienza e corruzione, sostenendo che controlla appena 5 aree su 122, ed espresso preoccupazioni sulle forze di sicurezza afghane.
27-06-2010 CIA: “IRAN HA URANIO PER DUE BOMBE”.
Il direttore della Cia, Leon Panetta, lancia l’allarme dalla tv statunitense Abc: “Crediamo che l’Iran abbia uranio debolmente arricchito sufficiente per fabbricare due armi atomiche”. Teheran, ha precisato Panetta, “avrà bisogno ancora di un anno di tempo per fabbricare l’ordigno e di un altro anno per sviluppare il sistema operativo”. Il capo della Cia conferma dunque le preoccupazioni espresse al G8 dai leader mondiali, che temono anche un attacco preventivo di Israele contro l’Iran. E sull’Afghanistan Panetta ha detto: “La guerra Afghanistan fa progressi ma è più dura e lenta del previsto”.
01-07-2010 NETANYAHU: PER SHALIT MILLE PALESTINESI
Israele è pronto a rilasciare mille detenuti palestinesi in cambio della liberazione del caporale Gilad Shalit, da 4 anni in mano ad Hamas nella Striscia di Gaza, ma non a consentire il loro rientro nei Territori. Lo ha detto il primo ministro Netanyahu in un discorso alla tv pubblica.
02-07-2010 PAKISTAN, ATTENTATO A LAHORE: 41 MORTI
Sono almeno 41 i morti, e 175 i feriti nel triplice attentato di ieri contro il tempio, Data Gunj Bakhsh nel cuore della città di Laore, in Pakistan. Le autorità locali, aggiornando il bilancio delle vittime dell’esplosione, che molto probabilmente è destinato a crescere, affermano che potrebbe essersi trattato di un triplice attacco suicida. Secondo le prime ricostruzioni, una delle esplosioni ha avuto luogo ai cancelli d’ingresso al sito religioso, mentre le altre due nei sotterranei.

02-07-2010 AFGHANISTAN, 8 MORTI IN ATTACCO TALEBANI
Un comando di quattro talebani, alcuni erano kamikaze, hanno attacco la scorsa notte a Kunduz City la sede dell’Ong Usa “Development alternatives inc”. Otto al momento i morti, tra cui un cittadino tedesco. Lo ha reso noto il governatore della provincia di Kunduz. “È il nostro benvenuto al generale Petraeus”, avrebbe detto il portavoce dei talebani, che ha rivendicato l’atto. Intanto, nell’Afghanistan orientale è morto un altro militare Forza internazionale dell’assistenza alla sicurezza, il secondo dall’inizio del mese. Lo hanno comunicato fonti Isaf.

03-07-2010 PAKISTAN, BUS FUORI STRADA: 13 MORTI
Almeno 13 persone sono morte in un incidente stradale nel Kashmir pachistano quando il pullman sul quale viaggiavano è finito in un burrone. Lo riferiscono i media locali. Il mezzo era pieno di turisti che si stavano recando nella vallata himalayana. L’incidente è successo nei pressi del capoluogo di Muzaffarabad. Secondo la polizia, il veicolo sarebbe sbandato a causa della velocità eccessiva e della strada tortuosa.

03-07-2010 AFGHANISTAN, PETRAEUS: “UNITI PER VINCERE”
Per combattere l’insurrezione bisogna essere uniti: è l’appello lanciato dal nuovo comandante in capo delle Forze internazionali in Afghanistan, David Petraeus, che ha sostituito nell’incarico Stanley McChrystal. Il generale americano, giunto ieri in Afghanistan, ha fatto la sua prima apparizione pubblica in una cerimonia all’ambasciata Usa a Kabul, in occasione delle celebrazioni per il 4 luglio, l’Independence Day. Domani assumerà ufficialmente il comando della forza Isaaf. “Il successo degli afghani – ha detto Petraeus – sarà il successo di tutti".

03-07-2010 STUDIO NOOA, MAREA NERA TOCCHERÀ MIAMI
Il petrolio della Bp che da oltre due mesi avvelena il Golfo del Messico arriverà probabilmente anche alle spiagge di Miami. Lo prevede uno studio reso noto dagli esperti della National Oceanic Atmospheric Administration (Nooa). La ricerca è fondata su proiezioni matematiche e ha calcolato che parte del petrolio sarà spinta dalle correnti oltre la punta meridionale della penisola della Florida e risalirà verso le spiagge americane della costa atlantica, tra cui quelle di Miami.

03-07-2010 AFGHANISTAN, MUORE SOLDATO DELL’ISAF
Un soldato della forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), è morto ieri sera nell’Afghanistan meridionale, secondo quanto riferisce il comando Isaf a Kabul., Nel comunicato si precisa che il militare, del quale non si conosce la nazionalità, è il 5° rimasto ucciso a luglio ed è deceduto per le ferite provocate dall’esplosione di un ordigno rudimentale. Ieri è morto anche un marine britannico a seguito di un attentato sempre nel sud dell’Afghanistan.
06-07-2010 TURCHIA: SENZA SCUSE, ROMPEREMO CON ISRAELE
La Turchia romperà le relazioni con Israele se non riceverà le scuse per il raid 31 maggio scorso contro la Freedom Flotilla, che causò nove morti. Lo ha annunciato Ahmet Davutoglu, ministro degli Esteri turco, dopo che il premier israeliano Netanyahu ha escluso le scuse del suo governo per il raid contro la nave che trasportava aiuti umanitari a Gaza. “Israele non si scuserà. Caso mai ci aspettiamo il contrario”, dice il ministro Lieberman. Il ministro turco ha esortato lo Stato ebraico ad accettare le conclusioni di un’inchiesta ‘internazionale ed imparziale” sul raid del 31 maggio.
06-07-2010 PRESTO TRE MINISTRI UE IN VISITA A GAZA
I ministro degli Esteri spagnolo, Moratinos, francese, Koucher, e l’italiano Frattini si recheranno presto nella Striscia di Gaza. Lo ha annunciato il premier spagnolo, Zapatero, specificando che la visita avverrà entro questo mese. I tre ministri dovranno verificare il progressivo sblocco dell’embargo imposto a Gaza da Israele nel 2006, dopo la cattura del caporale Shalit, e rafforzato un anno dopo con la presa del potere da parte di Hamas. A giugno Frattini era stato invitato a visitare Gaza dal ministro degli Esteri israeliano Lieberman.
07-07-2010 NETANYAHU: SIAMO PRONTI PER LA PACE
Israele è pronto a far molto per la pace. Lo ha detto il premier Netanyahu al presidente americano, Obama. Dopo l’incontro, avvenuto a Washington, Netanyahu ha anche dichiarato che “è giunto il momento per avviare colloqui diretti tra israeliani e palestinesi”. Israele è “ben preparato ad assumersi il rischio della pace” ma vuole una pace “sicura”. Il premier israeliano ha ribadito che il legame fra usa e Israele è e rimane saldo, e che le speculazioni su un’incrinatura nei rapporti bilaterali sono “completamente sbagliate”.
09-07-2010 PAKISTAN, 102 I MORTI PER ATTACCO TALEBANO
È salito a 102 il numero dei morti per l’attacco talebano nel villaggio di Yakaghund, nella regione tribale nord-occidentale, vicino al confine con l’Afghanistan. L’attentato avvenuto ieri, è stato compiuto da un kamikaze in motocicletta che si è fatto esplodere davanti agli uffici dell’amministrazione locale. L’elevato numero di vittime è dovuto al fatto che all’esterno degli uffici c’era una folla in attesa di entrare all’interno.
09-07-2010 STRISCIA GAZA, LIBIA INVIA NAVE DI AIUTI
La nave “Speranza” è stata inviata dalla Fondazione umanitaria Gheddafi alla striscia di Gaza, per aggirare l’embargo israeliano. Trasporto 2 tonnellate di aiuti umanitari tra cibo e medicine. A bordo della nave numerose personalità del mondo politico e arabo. Si profila di nuovo tensione, per l’embargo decretato da Israele, il timore è che possa ripetersi quanto accaduto con la flottiglia turca, che ha provocato la morte di nove persone dopo l’intervento dell’esercito israeliano.
10-07-2010 ISRAELE: ONU FERMI NAVE AIUTI PER GAZA
Le autorità israeliane hanno chiesto all’Onu di fermare nave libica, che dalla Grecia tenterà di portare aiuti alla popolazione di Gaza. Secondo il giornale Haaretz, l’ambasciatore a Palazzo di Vetro ha chiesto alla comunità internazionale di “esercitare la propria influenza sul governo libico che deve dimostrare responsabilità e impedire la partenza della nave”. Israele si riserva il diritto di intervenire nel caso di violazione del blocco navale imposto alla Striscia di Gaza.

10-07-2010 AFGHANISTAN, 5 CIVILI UCCISI DA TRUPPE NATO
Ennesimo incidente da parte delle truppe della Nato in Afghanistan. Durante un’operazione dell’artiglieria nella provincia di Paktia, alcuni colpi hanno centrato un gruppo di persone. La Nato, in un comunicato, si è scusata per l’accaduto, assumendosi la responsabilità. In diversi combattimenti i talebani hanno ucciso 5 soldati statunitensi. Condannando l’attentato di ieri in Pakistan, il ministro Frattini ha spiegato che nell’area è diffusa la presenza di cellule terroristiche, assicurando l’impegno del contingente italiano. Quindici pakistani sono rimasti uccisi in un agguato al bus su cui viaggiavano nella regione di Waza.
12-07-2010 AL QAEDA A PARIGI: UCCIDEREMO OSTAGGIO
Al Qaeda nel Maghreb islamico pone un ultimatum al governo di Parigi, minacciando di uccidere un ostaggio francese rapito in Niger. I terroristi chiedono in cambio il rilascio di diversi detenuti. L’ostaggio è il 78enne Michel Germaneau, preso nel nord del Niger il 22 aprile scorso. L’anno scorso il gruppo ha rivendicato l’uccisione del britannico Edwin Dyer, dopo che Londra ha rifiutato le sue condizioni.
12-07-2010 KARZAI: EX TALEBANI VIA DA LISTA NERA
Il presidente afghano Karzai vuole convincere l’Onu a rimuovere 50 ex talebani dalla lista nera dei territori. Il tentativo, diretto a riavviare colloqui di riconciliazione, incontra le resistenze delle Nazioni Unite che chiedono garanzie che le persone proposte abbiano rinunciato alla violenza. Nella lista di circa 140 nomi ci sono ex talebani che lavorano per il Parlamento e per la mediazione tra governo e insorti. Karzai spera in qualche concessione prima della conferenza internazionale del 20 luglio.
15-07-2010 GIUNTA IN EGITTO NAVE LIBICA PER GAZA
Ha attraccato nel porto egiziano di El Arish la nave libica Amalthea, salpata dalla Grecia per Gaza con un carico di aiuti umanitari per i palestinesi. Il cargo ha cambiato rotta dopo che la Marina Israeliana aveva minacciato di intervenire per impedirgli di violare il blocco marittimo imposto dalla Striscia, governata dagli estremisti di Hamas. Il carico della Amalthea, fornito dalla Fondazione Gheddafi, che ha gestito l’impresa, dovrebbe essere trasferito a Gaza via terra, attraverso il valico di Rafah.
16-07-2010 AFGHANISTAN, FERITI 3 MILITARI ITALIANI
Tre militari italiani sono rimasti feriti in uno scontro a fuoco avvenuto nell’ovest dell’Afghanistan, a sud di Bala Murghab. Lo si apprende da fonti della Difesa. Dei tre feriti, impegnati in attività di supporto alle forze di sicurezza afghane, uno sarebbe grave con lesioni a un polmone e a una spalla. Le condizioni di un altro dei feriti sono ritenute serie mentre un terzo non sarebbe grave.
17-07-2010 AFGHANISTAN, RIENTRANO IN ITALIA 2 DEI FERITI
Rientreranno oggi in Italia due dei tre militari italiani feriti in uno scontro a fuoco nell’ovest dell’Afghanistan, a sud di Bala Morghab. Il terzo, colpito a un polmone e a una spalla, è stato trasferito nell’ospedale della base Usa di Bagram per essere operato. Una volta stabilizzato, sarà trasferito in Italia. I militari erano impegnati in attività di supporto alle forze di sicurezza afghane. Colpito anche l’elicottero che trasportava il ferito più grave. Un augurio di rapida guarigione per i militari feriti è stato espresso dal presidente della Repubblica Napolitano.
17-07-2010 PAKISTAN, ATTACCO ARMATO A NORD: 18 MORTI.
Sono almeno 18 le persone uccise stamane in un attacco nella regione tribale di Kurram, al confine con l’Afghanistan. Le vittime si trovavano su due minibus, quando un gruppo armato ha aperto il fuoco. Alcune delle vittime viaggiavano dalla città di Parachinar, sul confine afghano, a Peshawar, il principale centro del nord-ovest. Secondo fonti sanitarie 6 persone sono morte sul colpo, mentre le altre sono decedute in seguito alle ferite riportate.
18-07-2010 KAMIKAZE A BAGDAD, UCCISI 43 MILIZIANI
Almeno 43 persone sono morte e altre 41 sono rimaste ferite in un attacco suicida compiuto nel distretto di Radwaniya, zona sud-occidentale di Bagdad, contro alcuni membri della milizia sunnita. Un kamikaze si è fatto saltare in aria mentre i miliziani erano in fila per ricevere la paga. La milizia sunnita filo-governativa nota come Sahwa, o Figli dell’Iraq, da alcuni anni combatte le formazioni di Al Qaeda nel Paese ed è spesso bersaglio di attacchi da parte dei terroristi.
18-07-2010 AFGHANISTAN, SPIETATO MESSAGGIO DA MULLAH
Un ordine durissimo – e per gli analisti “autentico al 100% - è stato lanciato ai comandanti talebani afghani dal mullah Omar, loro guida spirituale. Cinque le direttive, tra cui quella di “catturare e uccidere ogni afghano che appoggia e/o lavora per la coalizione o il governo dell’Afghanistan” e “qualunque donna afghana che collabori con le forze della coalizione”. Guerra fino alla morte, reclutamento globale e più armi le altre direttive del mullah Omar che, secondo il portavoce Isaf Blotz, è ora in Pakistan.
18-07-2010 AL CELIO I 2 SOLDATI FERITI IN AFGHANISTAN
I due soldati italiani feriti in Afghanistan nello scontro a fuoco di venerdì scorso sono stati trasferiti all’ospedale militare del Celio, a Roma. I militari sono atterrati nella notte allo scalo romano di Ciampino con un Falcon 900 dell’Aeronautica. Il terzo ferito è all’ospedale della base militare Usa di Ramstein, in Germania. Quattro civili sono rimasti uccisi a Kabul. Un kamikaze in bicicletta si è fatto esplodere non lontano dalla base Isaf. Altre cinque persone sono rimaste ferite.

20-07-2010 SUMMIT AFGHANISTAN, FRATTINI A KABUL
Il ministro degli Esteri Franco Frattini è a Kabul, per la Conferenza internazionale sull’Afghanistan. Imponenti le misure di sicurezza per la presenza dei ministri e alti funzionari di quasi 70 Paesi e organizzazioni internazionali e regionali. Vicino all’area che ospita il summit, il primo nella capitale afghana dal 2001, nella notte si sono udite almeno quattro esplosioni. Punti centrali i programmi di sviluppi e le modalità per il passaggio di responsabilità da Isaf a esercito e polizia afghani.
20-07-2010 AL ZAWAHRI: ISRAELE? LEADER ARABI PEGGIO
Il numero due di Al Qaeda, Al Zawahri, ha attaccato i leader arabi filo-occidentali accusandoli di essere più dannosi di Israele per la causa palestinese. Al Zawahri se l’è presa in particolare con il presidente egiziano, Hosni Mubarak, per il blocco imposto alla Striscia di Gaza. Nel messaggio, si attacca anche il presidente americano Obama e si lanciano nuove minacce ai soldati americani in Afghanistan.
23-07-2010 ISRAELE: STOP FLOTILLA LIBANO VERSO GAZA
Appello dell’ambasciatrice d Israele alle Nazioni Unite, Shalev, affinché la comunità internazionale e il Libano impediscano alle 2 navi libanesi di dirigersi verso Gaza. Lo ha riferito il quotidiano israeliano Haaretz. “Israele fa appello alla comunità internazionale – ha affermato l’ambasciatrice – affinché usi la propria influenza”. Poi il monito: “Israele si riserva il diritto di ricorrere a qualsiasi mezzo, nel contesto del diritto internazionale, per impedire a quelle navi di forzare il blocco marino”. Intanto Israele ha deciso di restituire alla Turchia 3 navi della Flottiglia.
26-07-2010 USA: BIN LADEN E VICE SONO IN PAKISTAN
I massimi dirigenti di Al Qaeda, compresi Bin Laden e il suo vice al Zawahiri, si sono nascosti e sono protetti in Pakistan. Lo ha sostenuto il capo degli Stati maggiori americano, ammiraglio Mike Mullen. A conclusione della sua visita in Aghanistan, l’ammiraglio ha confermato di aver sollevato la questione con le autorità di Islamabad, chiedendo azioni più energiche per lo smantellamento delle basi di Al Qaeda.
26-07-2010 IRAQ, KAMIKAZE CONTRO SEDE TV AL ARABIYA
Attacco kamikaze contro la sede della tv al Arabiya a Bagdad. Il bilancio è di 4 morti e 16 feriti. L’emittente satellitare, a capitale saudita e con sede a Dubai, è da tempo nel mirino di Al Qaeda e un mese fa, in seguito a minacce, gli uffici di Bagdad erano stati chiusi. I giornalisti hanno accusato il ministero dell’Interno iracheno di aver alleggerito la protezione intorno alla sede, sostenendo che non vi erano minacce reali.
28-07-2010 AFGHANISTAN, UCCISI 2 MILITARI ITALIANI
Due militari italiani sono morti in una località ad una decina di chilometri a nord di Herat. I due soldati sarebbero rimasti vittime dell’esplosione di un ordigno artigianale, dopo averne neutralizzato un altro, segnalato dalla polizia afghana. Nella successiva perlustrazione per accertare la presenza di altri ordigni, i due sono stati investiti da una forte esplosione. I militari facevano parte di un team specializzato nella rimozione di esplosivi improvvisati. Con i due di oggi, sale a 29 il numero dei militari italiani morti dall’inizio della missione Isaf, nel 2004.
28-07-2010 AFGHANISTAN, CORDOGLIO DA ISTITUZIONI
Il presidente della Repubblica, Napolitano appresa la notizia del grave attentato in cui hanno perso la vita due militari italiani impegnati nella missione in Afghanistan, esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei familiari dei caduti. Anche il premier Berlusconi ha espresso “profondo cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime dell’attentato”. “Istituzioni e Paese sono vicini ai nostri militari” ha detto il presidente della Camera Fini. Camera e il Senato hanno osservato un minuto di raccoglimento ed espresso sentimenti di “cordoglio” come il ministro della Difesa La Russa, che domani riferirà alle Camere.
28-07-2010 BUS SU MINA, 25 MORTI IN AFGHANISTAN
Almeno 25 persone, fra cui donne e bambini, sono morte oggi nella provincia sud-occidentale afghana di Nimroz quando l’autobus su cui viaggiavano è saltato su una mina. Lo scoppio, ha detto il governatore provinciale Dastgir Azad, ha investito l’automezzo sulla statale che collega Zaranj a Kabul provocando anche una ventina di feriti. Per ora nessun gruppo ha rivendicato l’azione, ma il governatore ritiene responsabili i talebani.
31-07-2010 GAZA, 8 FERITI IN RAID ISRAELIANI
Gli israeliani hanno lanciato raid aerei su Gaza per rappresaglia al lancio di un razzo da parte di Hamas contro la città israeliana di Ashqelon. Lo riferiscono testimoni palestinesi parlando di diverse esplosioni a Gaza City. Secondo fonti mediche, i raid hanno provocato il ferimento di otto persone. Gli aerei israeliani hanno preso di mira anche tunnel utilizzati per traffici di contrabbando alla frontiera con l’Egitto senza però causare vittime.
31-07-2010 WIKILEAKS, TALEBANI: UCCIDEREMO SPIE USA
A pochi giorni dalla divulgazione di migliaia di pagine di rapporti militari da parte di Wikileaks, i talebani minacciano di “punire” gli informatori delle forze della coalizione, gli afghani che vi collaborano e “le spie degli Usa”. In un’intervista a Channel 4 News, il portavoce dei talebani, Mujahid, ha precisato: “Indagheremo se le persone indicate sono veramente al soldo degli Usa e se lo sono, sapremo come punirle”.
04-08-2010 ATTENTATO CONTRO AHMADINEJAD, ILLESO
Il presidente iraniano Ahmadinejad è sfuggito ad un tentativo di omicidio. Lo riferisce la tv satellitare Al-Arabiya. La notizia è stata confermata dalle autorità iraniane. Ahmadinejad si stava recando in auto dall’aeroporto di Hamadan, una città a ovest di Teheran, verso lo stadio locale. Una granata a mano è esplosa ad un centinaio di metri dal convoglio presidenziale, colpendo il minibus dei giornalisti al seguito e ferendo diverse persone. Il presidente ha tenuto ugualmente il suo discorso. Arrestato l’attentatore, secondo l’edizione ondine del quotidiano Khabar.
04-08-2010 TENSIONE: ISRAELE MANDA TRUPPE CONFINE LIBANO
Tensione al confine israelo-libanese, dove è in corso un forte spiegamento di truppe israeliane dopo gli scontri che ieri hanno causato 4 morti. Secondo l’Unifil, l’albero che i soldati israeliani volevano sradicare ieri si trova in territorio israeliano. Oggi vertice sicurezza. Da parte sua Beirut fa sapere che risponderà a nuove provocazioni e un portavoce militare ammette che è stato l’esercito libanese a sparare per primo, dato che i militari israeliani erano “entrati in territorio libanese”. Un incontro tra rappresentanti di esercito israeliano, libanese e Unifil si terrà questa sera al confine. Lo annuncia il ministro libanese Mitri.
05-08-2010 AFGHANISTAN, RAID NATO: MORTI 28 CIVILI
Un raid aereo della Nato, condotto all’alba nella provincia di Kunar, nell’Afghanistan orientale, avrebbe causato la morte di almeno 28 civili. Lo riferisce Al Jazira, ma la notizia non è stata confermata né dal governo afghano né dalla Nato. Intanto, si registra l’ennesimo attacco suicida contro un convoglio Nato nella provincia di Kunduz, nel nord del Paese: 6 poliziotti afghani e un appartenente alla milizia locale sarebbero rimasti uccisi dall’esplosione di un’autobomba. Almeno altri 8 civili sarebbero feriti.
07-08-2010 AFGHANISTAN, TALEBANI UCCISI 9 STRANIERI
Rivendicata dai talebani l’uccisione di 9 stranieri nel nord-est dell’Afghanistan. Un loro portavoce ha detto al telefono con l’agenzia tedesca Dpa che si trattava di “missionari cristiani” che raccoglievano informazioni d’intelligence nella regione: “Abbiamo trovato loro documenti di spionaggio”. La polizia afghana parla di 8 persone, di cui 2 cittadini Usa e 6 tedeschi, tra cui 3 donne. L’organizzazione cristiana, International Assistance Mission (Iam) ha detto: le persone uccise “sono molto probabilmente nostri membri”.
08-08-2010 INONDAZIONI INDIA, ALMENO 150 MORTI
Almeno 150 morti nelle inondazioni della regione Himalayana e meta turistica del Ladakh (Nord dell’India). Circa 370 i feriti e 500 i dispersi secondo le autorità. Le piogge di eccezionale intensità hanno distrutto case e strade; 1.000 turisti, di cui 300 stranieri, sono bloccati e ospitati in centri di accoglienza e strutture alberghiere. L’ambasciata italiana a New Delhi precisa che non ci sono italiani tra le vittime. A Leh, la capitale, intensificati i voli per evacuare i turisti stranieri. Nell’ospedale, anch’esso travolto dal fango, sono ricoverati circa 400 feriti.
08-08-2010 IRAQ, AUTOBOMBA A RAMADI: 7 MORTI
Sette persone sono rimaste uccise e 21 ferite per l’esplosione di un’autobomba a Ramadi, a un centinaio di chilometri a Ovest di Bagdad. L’esplosione è avvenuta nel centro della città, tra un distributore di benzina e un cinema. Intanto, si aggrava il bilancio della duplice esplosione avvenuta ieri davanti a una moschea di Bassora, seconda città del Paese. Le vittime sono 43 e decine i feriti.
09-08-2010 INONDAZIONI IN INDIA, ALMENO 150 MORTI
Almeno 150 i morti nelle inondazioni della regione himalayana e meta turistica del Ladakh (Nord dell’India). Circa 370 i feriti e 500 i dispersi secondo le autorità. Le piogge di eccezionale intensità hanno distrutto case e strade; 1.000 turisti, di cui 300 stranieri, sono bloccati e ospitati in centri di accoglienza e strutture alberghiere. L’ambasciata italiana a New Delhi precisa che non ci sono italiani tra le vittime. A Leh, la capitale, intensificati i voli per evacuare i turisti stranieri. Nell’ospedale, anch’esso travolto del fango, sono ricoverati circa 400 i feriti.
09-08-2010 FARNESINA: SEGNALATECI PRESENZA ITALIANI
Circa 40 italiani sono rimasti intrappolati nella zona di Leh, nel Kashmir indiano, per l’inondazione che ha isolato la regione del Ladakar. Lo ha riferito l’ambasciatore Roberto Toscano. Dalla Farnesina confermano che non risultano italiani tra i morti e i feriti. “Tutti i connazionali contattati stanno bene”, si legge in una nota. L’Unità di crisi intanto invita coloro che avessero notizie di parenti o amici presenti nella zona di segnalarlo al numero di telefono 0636225 o all’indirizzo email unità.crisi-esteri.it.
09-08-2010 DOPO 17 ANNI L’ONU TORNA IN SOMALIA
Dopo 17 anni di assenza le Nazioni Unite torneranno in alcune zone della Somalia entro due mesi: lo ha annunciato il responsabile Onu per il Corno d’Africa, Mahiga, precisando che la decisione di ricollocare dirigenti nel tormentone paese africano è stata presa dal segretario dell’Onu Ban Ki-moon. Per ragioni di sicurezza l’Onu si ritirò dalla Somalia nel 1993, e la maggior parte delle rappresentanze diplomatiche l’anno dopo, spostando le sedi a Nairobi. La Somalia non ha una valida autorità centrale dal 1991.ò Il Governo federale di transizione controlla solo una piccola area della capitale.
09-08-2010 FLOTTIGLIA, NETANYAHU: “SEGUITO DIRITTO”
Israele “ha agito secondo il diritto internazionale”: lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanayahu davanti a commissione di inchiesta sul mortale blitz della Marina contro una nave turca carica di attivisti filo-palestinesi il 31 maggio al largo della costa di Gaza. La seduta, che solo in parte si svolgerà a porta aperte, dovrebbe durare circa cinque ore. La commissione di cinque membri è presieduta dall’ex giudice della Corte Suprema Yaacov Tirkel.
09-08-2010 INDIA, “MAREA NERA” PER SCONTRO CARGO
L’India rischia un disastro ecologico a causa dello scontro tra due cargo al largo del porto di Mumbai. Decine di tonnellate di greggio si sono riversate in mare dopo l’impatto fra un cargo ed una petroliera, che si è inclinata su un fianco. Il carico è composto da 1200 container contenenti sostanze chimiche e 2000 tonnellate di carburanti, che fuoriescono nella misura di 5 di tonnellate l’ora. La marea nera ha già toccato un villaggio sulla costa. Difficili le operazioni di contenimento del greggio a causa del maltempo.
10-08-2010 ISRAELE: MILITARI NON DEPORRANNO SU GAZA
Il premier Netanyahu ha ribadito che non permetterà ai militari dello stato ebraico di deporre davanti alla commissione di inchiesta dell’Onu che indaga sugli incidenti del 31 maggio scorso tra forze israeliane e la flottiglia di pacifisti diretta a Gaza. Lo ha riferito un portavoce del premier israeliano, sentito dalla commissione stessa, facendo seguito a quanto detto dal segretario generale Onu, Ban Ki-Moon che aveva smentito accordi segreti con Israele per evitare che i militari fossero sentiti dalla commissione.
11-08-2010 ALLUVIONI INDIA, UNA VITTIMA ITALIANA
C’è un giovane italiano tra le vittime delle inondazioni nel Kashmir indiano: Riccardo Pitton, 23 anni, di Torino, in India con amici per fare trekking. Il suo corpo non è stato ancora ritrovato. Un funzionario dell’ambasciata italiana a New Delhi è a Leh, e lavora con le autorità indiane per localizzare altri 200 italiani che si trovano nel Ladakh. Circa 300 gli stranieri ancora bloccati l’Unità di crisi intanto invita coloro che avessero notizie di parenti o amici presenti nella zona a segnalarlo al numero di telefono 0636225 o all’indirizzo email unità.crisiesteri.it. Le inondazioni hanno causato 166 morti, 400 feriti e almeno 500 dispersi.

 

12-08-2010 GUARDIAN: AL QAEDA SI RIORGANIZZA IN IRAQ
In vista del ritiro delle truppe Usa dall’Iraq, Al Qeda starebbe reclutando miliziani sunniti dei comitati per il risveglio (Sahwa). Lo ha sostiene il quotidiano britannico “The Guardian”. Uno dei leader del Sahwa ha detto al giornalista che Al Qaeda offre ai miliziani compensi più alti di quelli offerti dal governo. Intanto, l’esplosione di un ordigno ha ucciso 8 militari e 3 civili iracheni vicino a Baluba, una delle città del triangolo sunnita nel centro del Paese.

12-08-2010 IRAQ, OBAMA: RITIRO TRUPPE COME PREVISTO
I soldati americani lasceranno l’Iraq “nei temi previsti”, il 31 agosto cesseranno la loro “missione di combattimento”, ed entro la fine del 2011 saranno fuori dal Paese, compresi quelli rimasti per addestrare le truppe locali. Così il Consiglio di sicurezza Usa, convocato da Obama su situazione in Iraq. Gli Usa hanno fatto sapere che il Penatagono si accinge a vendere al Kuwait 209 missili antimissile Patriot GEm-t, di ultima generazione, in grado di intercettare eventuali attacchi dall’Iran.

12-08-2010 PAKISTAN, ONU: MILIARDI DI DOLLARI PER DANNI
Serviranno miliardi di dollari per la ricostruzione delle infrastrutture distrutte dal maltempo e per rilanciare agricoltura e zootecnia in Pakistan. Lo ha detto un portavoce del settore aiuti umanitari delle Nazioni Unite. Ieri l’Onu ha chiesto alla comunità internazionale 500 milioni di dollari per l’immediato, e ha avvertito che il bilancio delle vittime-finora 1.600- “potrebbe raddoppiare”. Intanto, il ministro della Difesa Usa, Gates, ha fatto sapere che il Pentagono ha mobilitato per gli aiuti la portaelicotteri, Peleliu.

13-08-2010 NUCLEARE, IRAN CONFERMA AVVIO REATTORE BUSHEHR
L’agenzia russa per l’agenzia atomica ha annunciato che da sabato prossimo Mosca inizierà a caricare combustibile nucleare nel reattore della centrale iraniana di Bushehr. “Dal 21 agosto il combustibile nucleare nel reattore della centrale iraniana di Bushehr. “Dal 21 agosto il combustibile verrà trasferito nell’impianto dove si trova il reattore”, ha confermato il direttore dell’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran, Ali Akbar Salehi. “Ci sono 165 barre di combustibile che devono essere trasferite nel nocciolo del reattore. Per farlo, occorrerà circa una settimana”, ha aggiunto Salehi.

14-08-2010 ONU,PAKISTAN CONFERMA PRIMO CASO COLERA
Diventano più concreti i timori per la possibilità di epidemie in Pakistan, colpito dall’ondata di maltempo. I responsabili dell’ospedale di Minora, la prima città della valle dello Swat, hanno confermato dall’Onu. Nello stesso centro i casi sospetti sarebbero però sei. Intanto, l’india tende la mano al Pakistan mettendo a disposizione 5 milioni di dollari. Le inondazioni dei giorni scorsi hanno causato 1.600 morti, 2 milioni di senzatetto e danni incalcolabili all’economia del Paese.
14-08-2010 WIKILEAKS, PRESTO NUOVI FILES “AFGHANI”
Entro due settimane, WikiLeaks diffonderà i rimanenti 15mila files in suo possesso sulla guerra in Afghanistan. Lo ha annunciato il fondatore dell’organizzazione, che riceve documenti classificati, ne controlla l’autenticità e poi il pubblica su Internet attraverso i server in Svezia e Belgio. I 15.000 documenti sono quelli che erano stati esclusi dalla pubblicazione di 76.000 files, diffusa il 25 luglio, per verificare che non contenessero dati sensibili. Le verifiche ora sono a metà del loro percorso.
16-08-2010 AFGHANISTAN, PETRAEUS CAUTO SU RITIRO 2011
Il generale David Petraeus, comandante in capo dell’Isaf e delle truppe americane in Afghanistan, intende “riservarsi” il diritto di giudicare prematuro il ritiro dal Paese nel 2011. In un’intervista alla tv Nbc, il generale ha spiegato di aver avuto in lungo colloquio con il presidente Obama che è stato chiarissimo nello spiegare che il ritiro non è un evento fisso ma dipenderà dalle condizioni sul terreno”. E su Bin Laden assicura che la sua cattura resta una priorità. Petraeus, che ha preso il comando a luglio, ha condannato Wikileaeks per la pubblicazione di dossier riservati”.
16-08-2010 AFGHANISTAN, NATO: “UCCISI CINQUE CIVILI”
Il comando Nato in Afghanistan ha riconosciuto in un comunicato di aver ucciso per errore, giovedì, 5 civili afghani nel distretto di Lashkar Gah, nella provincia di Helmand. La Nato precisa bombardamento aereo compiuto dopo che a terra “le forze internazionali erano state bloccate dall’intenso fuoco degli insorti” (i talebani ) e avevano chiesto supporto aereo”. “In uno degli edifici colpiti –dice la Nato- abbiamo trovato prove della presenza di civili”. I talebani, accusati di essere loro i responsabili della morte di civili nel conflitto, propongono un comitato Onu Nato per indagare sulle vittime civili.
17-08-2010 IRAQ, ATTACCO KAMIKAZE A BAGDAD: 59 MORTI
È di 59 morti e 112 feriti il primo bilancio di un attacco kamikaze compiuto a Bagdad, che ha preso di mira reclute dell’esercito iracheno. Lo hanno riferito alcuni responsabili del ministero dell’interno iracheno. Le reclute erano allineate all’esterno del quartier generale di una divisione dell’esercito iracheno, nella zona di Baab al-Muatham, nel cuore della capitale.
17-08-2010 AFGHANISTAN: ORDIGNI, 3 SOLDATI MORTI
Tre soldati delle forze di sicurezza internazionali sono stati uccisi in due esplosioni di ordigni artigianali, avvenute nell’est e nell’ovest dell’Afghanistan. Lo detto L’Alleanza atlantica in un comunicato. La Nato non ha indicato la nazionalità dei soldati uccisi ma ha precisato che due sono rimasti vittime dell’esplosioni di una mina ad est del Paese, mentre un altro è morto in un’esplosione Ied (improvised explosive device) ad ovest, dove è di stanza il contingente italiano che non è stato coinvolto.
19-08-2010 PER NBC ULTIME TRUPPE USA LASCIANO L’IRAQ
Le ultime truppe da combattimento Usa hanno lasciato l’Iraq con una decina di giorni in anticipo. A darne notizia è stata la Nbc. Circa 7 anni e mezzo dopo la guerra che ha rovesciato il regime di Saddam Hussein, la 4/a brigata Stryker - secondo il giornalista Nbc che viaggia con i militari – ha superato la frontiera con il Kuwait. Il presidente Usa, Obama, si era impegnato al ritiro entro fine mese. Resteranno 50 mila militari con mansioni di addestramento delle forze irachene. Tuttavia, la Casa Bianca ha definito “prematura” la notizia della Nbc, poiché la missione dei militari Usa cambierà soltanto dal 31 agosto, come previsto.
19-08-2010 NUCLEARE, IRAN: Sì NEGOZIATI, NON CON USA
La guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, ha detto che Teheran è disposta a seguire la via dei negoziati sul nucleare. Ha però escluso che il suo paese possa sedersi al tavolo con gli Stati Uniti se da Washington continuano ad arrivare minacce e se le sanzioni contro la repubblica islamica resteranno in vigore. In dichiarazioni riportate dal sito dell’emittente in lingua inglese Press Tv, Khamenei ha detto che non è possibile negoziare con gli Usa “in un clima di intimidazione”.
20-08-2010 MEDIORIENTE, PRESTO IN USA COLLOQUI DIRETTI
Secondo quanto riportato dal New York Times, il premier israeliano, Netanyahu, e il presidente palestinese, Abu Mazen, sono stati invitati a Washington dal presidente Usa, Obama, per i primi di settembre. Il prossimo venerdì, il segretario di Stato, Clinton, annuncerà la ripresa dei colloqui diretti fra israeliani e palestinese, dopo uno stop durato 20 mesi. L’amministrazione Usa non conferma la notizia, ma il quotidiano newyorkese dà per certa la ripresa dei negoziati.
20-08-2010 NUCLEARE, AHMADINEJAD APRE A NUOVI COLLOQUI
L’Iran si dice pronto a partecipare, anche immediatamente, a negoziati con le potenze occidentali sullo scambio di combustibile nucleare. Lo ha affermato il presidente Ahmadinejad, in un’intervista al quotidiano giapponese Yomiuri Shimbun. In caso di accordo, dice il leader di Teheran, potrebbe esserci la sospensione del controverso programma iraniano di arricchimento dell’uranio.
21-08-2010 IRAN, AL VIA IMPIANTO NUCLEARE DI BUSHEHR
Le operazioni per introdurre il combustibile nel reattore della prima centrale nucleare iraniana a Bushehr, nel sud dell’Iran, sono cominciate stamattina. Lo ha annunciato l’Agenzia atomica di Teheran. Le operazioni sono svolte da tecnici iraniani e russi. Il governo assicura che non vi saranno utilizzazioni per fini militari. Per celebrare l’evento sono state organizzate cerimonie in tutto il Paese.
22-08-2010 L’IRAN INAUGURA IL SUO PRIMO DRONE
All’indomani dell’avvio della centrale nucleare di Bushehr, l’Iran ha presentato il suo primo drone, velivolo che si sposta senza pilota. Si tratta di un bombardiere chiamato Karrar, lungo 4 metri e “in grado di percorrere grandi distanza ad alta velocità”. La presentazione dell’aereo, trasmessa dalla tv di Stato, è avvenuta nella giornata nazionale dell’industria di difesa iraniana. “Non vogliamo attaccare nessuno, ma aspiriamo a diventare un giorno un ’ombrello’ capace di proteggere le Nazioni libere dagli aggressori mondiali”.
22-08-2010 NETANYAHU: PACE DIFFICILE MA POSSIBILE
La pace tra Israele e palestinesi è “difficile, ma possibile”. A sostenerlo è il premier israeliano Netanyahu. “Vogliamo placare le apprensione degli scettici, ma per farlo abbiamo bisogno che da parte palestinese ci sia un vero partner pronto a dare una mano”, ha detto al Consiglio dei ministri. Netanyahu ha aggiunto che la sicurezza sarà una priorità nel negoziato. Ieri il capo negoziatore palestinese Erekat aveva condizionato il dialogo al blocco di ogni progetto edilizio nelle colonie ebraiche in Cisgiordania da parte di Israele.
25-08-2010 IRAQ, ONDATA DI ATTENTATI: 52 MORTI
Almeno 52 persone sono morte e quasi 250 sono rimaste ferite in una serie di attentati in Iraq. Secondo la polizia sono state almeno 14 le autobomba esplose a Bagdad e in altre zone del Paese. Gli attentati più sanguinosi a Bagdad e a Kut. Nella capitale un’autobomba è esplosa nei pressi di un posto di polizia uccidendo 15 persone e ferendone 58. A Kut, un attentato kamikaze con un’auto ha colpito un ufficio per la consegna di passaporti e documenti di identità. Ventisei persone sono morte, 45 sono rimaste ferite.

25-08-2010 PAKISTAN, APPELLO ONU PER 800.000 ISOLATI
Nuovo appello delle Nazioni Unite alla comunità internazionale: servono urgentemente almeno 40 elicotteri da inviare in Pakistan, dove 800.000 persone sono ancora completamente isolate dopo le recenti inondazioni. “Le inondazioni senza precedenti richiedono uno sforzo straordinario”, si legge nel comunicato Onu. Il Pakistan vive la crisi umanitaria più grave della sua storia. Più di un quinto del Paese è inondato, almeno 1500 persone sono morte e circa 8 milioni di persone hanno bisogno di aiuti immediati.
28-08-2010 PAKISTAN, ATTACCO A UFFICIO DEL GOVERNO
Un commando terroristico ha assaltato un ufficio del governo vicino al consolato degli Usa a Peshawar, in Pakistan. Il gruppo, riferisce la polizia, si è infiltrato in una zona blindata e ha dato vita a una sparatoria, prendendo in ostaggio due agenti. Secondo un’ipotesi della tv, gli autori potrebbero essere invece alcuni detenuti talebani, che si trovavano già nell’edificio per essere interrogati. L’intera zona è stata completamente isolata e sorvegliata da elicotteri.
31-08-2010 QUOTIDIANO IRAN: CARLA BRUNI “MERITA MORTE”
Gli attacchi mossi da un giornale conservatore di Teheran contro Carla Bruni sono “inaccettabili”. Lo sostiene il ministero degli Esteri francese, che ha inviato una protesta formale all’Iran. La “première dame” è stata definita una “prostituta” dal quotidiano “Kayhan”, che oggi rincara la dose: “Merita la morte”. Nel mirino, l’appello della Bruni in favore di Sakineh Mohammadi Ashtiani, l’iraniana condannata a morte per adulterio e concorso in omicidio. Il ministero degli Esteri iraniano si è dissociato da “chi insulta le autorità di altri Paesi”.
31-08-2010 MALIKI: USA LASCIANO IRAQ LIBERO E SICURO
“L’Iraq è oggi un Paese sovrano e indipendente”. Con questo parole il primo ministro iracheno, Maliki, ha salutato i militari americani che hanno concluso la loro missione di combattimento. “Le nostre forze armate sono in grado di garantire la sicurezza”, ha aggiunto. Atteso nella notte un discorso del presidente Obama sul ritiro dall’Iraq, dove restano comunque 50mila soldati americani con compiti di addestramento. A Bagdad c’è il vicepresidente Usa, Biden. Appello di un portavoce della Casa Bianca affinché, a 6 mesi dalle elezioni, l’Iraq si doti finalmente di un nuovo governo.
01-09-2010 PACE IN MEDIORIENTE, NEGOZIATI A WASHINGTON
Dopo quasi due anni di gelo, riparte da Washington il negoziato di pace in Medioriente. L’attesa è tutta per Obama e la sua volontà politica di trattative dirette tra israeliani e palestinesi. Prima degli incontri di domani, il premier Netanyahu e il presidente Abu Mazen hanno incontrato il segretario di Stato Clinton e il presidente Obama. Nello studio ovale saranno ricevuti pure il re giordano Abdallah e l’egiziano Mubarak. Seguirà una cena alla Casa Bianca, con l’inviato del Quartetto Tony Blair, che sarà la prima occasione di confronto per i leader mediorientali.
01-09-2010 BARAK: GERUSALEMME DIVISA IN DUE
“Gerusalemme ovest e i 12 rioni a Est dove vivono 200mila coloni ebrei saranno nostri; i rioni arabi di Gerusalemme Est(250.000 abitanti) saranno loro, mentre per la città di David e il Monte degli Ulivi serve uno statuto speciale”. Questa la schematica soluzione proposta dal ministro della Difesa israeliano, Barak, al problema della spartizione della capitale dei due Stati. “Esiste un’occasione vera per il successo. C’è bisogno di coraggio per prendere decisioni storiche e dolorose”, spiega. Da Washington, un membro della delegazione del premier Netanyahu smentisce Barak: “Gerusalemme resta indivisibile”.
01-09-2010 ISRAELE: NON PROLUNGATA MORATORIA COLONIE
Non sarà prolungata la moratoria alla costruzione di nuovi insediamenti ebraici nei Territori palestinesi che scade a fine settembre. Lo ha detto il premier israeliano, Netanyahu, al segretario di Stato americano Hillary Clinton. L’incontro è stato il primo appuntamento ufficiale in vista dell’avvio dei negoziati diretti da Israele e Anp, previsto domani alla Casa Bianca. I palestinesi hanno minacciati di ritirarsi dai colloqui se dovessero riprendere le costruzioni di nuove colonie.
01-09-2010 UCCISI PRESSO HEBRON 4 COLONI ISRAELIANI
Decine di uomini vicini a Hamas sono stati arrestati dai servizi di sicurezza dell’Autorità nazionale palestinese a Hebron (Cisgiordania) dove ieri quattro coloni, tra cui una donna incinta, sono stati uccisi in un agguato. Le vittime erano a bordo di un’auto crivellata dai colpi di armi da fuoco all’ingresso dell’insediamento ebraico di Kiryat Arba. L’azione è stata rivendicata dal braccio armato di Hamas, le brigate Ezzedin Al-Qassam. Il presidente Abu Mazen e il premier Netanyahu hanno condannato l’attacco.


01-09-2010 IRAQ, USA DANNO VIA A MISSIONE “NUOVA ALBA”
Il vice presidente Usa Biden e il capo del Pentagono Gates hanno dato il via a Bagdad alla missione “Nuova Alba”, che impegna i 50mila soldati americani nella formazione militare agli iracheni. “Nuova alba” ha sostituito la missione di combattimento iniziata nel 2002 per volontà dell’amministrazione Bush. “Gli Stati Uniti hanno pagato un prezzo enorme per mettere il futuro dell’Iraq nelle mani del suo popolo: adesso è giunto il momento di voltare pagina”, ha detto il presidente Obama in un discorso, preannunciando l’inizio del ritiro dell’Afghanistan per l’agosto 2011.
03-09-2010 IRAN: ISRAELE SPARISCA DA SCENA MONDIALE
“I popoli della regione hanno la capacità di far scomparire il regime sionista dalla scena internazionale”. Lo ha detto il presidente iraniano, Ahmadinejad, intervenendo alla Giornata per Gerusalemme, organizzata da Teheran a sostegno dei palestinesi. All’indomani della ripresa del negoziato diretto tra Israele e Autorità palestinese, Ahmadinejad ha anche ribadito che “le trattative sono nate morte e sono destinate al fallimento” e accusato il presidente Abu Mazen di non rappresentare il popolo palestinese al tavolo dei negoziati.
03-09-2010 13 GRUPPI PALESTINESI MINACCIANO ISRAELE
Tredici gruppi palestinesi, fra i quali l’ala amata del movimento integralista Hamas, hanno annunciato di aver unito le loro forze per coordinare i loro prossimi attacchi contro Israele. Gli estremisti palestinesi sono contrari a qualunque accordo. “Abbiamo deciso di creare un centro di coordinamento per le nostre operazioni contro il nemico”, ha dichiarato Abu Obeidah, il portavoce delle brigate Ezzedin al Qassam, braccio armato di Hamas.
03-09-2010 BOMBA A CORTEO SCIITA STRAGE IN PAKISTAN
È di 53 morti e quasi duecento feriti il bilancio di un attentato a Quetta, nel Pakistan occidentale, che ha preso di mira un corteo sciita durante la giornata della solidarietà. La strage è stata rivendicata dai talebani pakistani. La manifestazione era stata organizzata a favore della causa palestinese e contro il controllo israeliano su Gerusalemme. Negli ultimi tre anni, centinaia di attentati hanno insanguinato la Giornata della solidarietà. Sempre vicino al confine afghano, ma più a nord, nel Waziristan, un drone Usa ha colpito una casa: cinque i morti.
04-09-2010 “AFGHANISTAN, MOTOBOMBA UCCIDE 7 PERSONE”
Almeno 4 poliziotti e a 3 civili sono morti in un attentato nella provincia di Kunduz, nel Nord dell’Afghanistan. L’esplosione, dovuta ad una motobomba, ha provocato anche diversi feriti e la distruzione di molti negozi. La provincia di Kunduz, un tempo tra le più tranquilla dell’Afghanistan, negli ultimi mesi è sempre più interessata dall’offensiva dei talebani.
04-09-2010 “KARZAI: CONSIGLIO PER NOI DIALOGO CON TALEBANI”
Il presidente afghano Karzai ha annunciato la creazione di un Consiglio “è un significante passo in avanti verso i colloqui di pace”. L’iniziativa è nata a giugno nel corso della cosiddetta “Jirga per la pace”, assemblea dei notabili e dei capi tribù del Paese. La lista dei partecipanti al Consiglio di pace sarà annunciata verso metà settembre.
05-09-2010 RAID AEREI ISRAELIANI SU GAZA, DUE MORTI
Due palestinesi sono morti e altri tre feriti in tre incursioni dell’aviazione israeliana nel sud della Striscia di Gaza. È il nuovo bilancio fatto da fonti mediche palestinesi e testimoni. Due raid hanno colpito alcuni tunnel di contrabbando verso l’Egitto: una delle gallerie è crollata seppellendo un uomo che vi stava lavorando. Il terzo attacco aereo è stato portato ad est della città di Khan Yunes contro un’ex base del braccio armato di Hamas, che controlla la Striscia. Un portavoce militare di Israele ha confermato i raid.

05-09-2010 FIGLIO SAKINEH: APPELLO A ROMA E AL PAPA
Un nuovo appello per salvare la madre. Dall’Iran Sajjad Ghaderzadeh, figlio di Sakineh, si appella al governo italiano e al Papa per fermare l’esecuzione della madre, condannata alla lapidazione. Attraverso AdnKronos internazionale, il giovane chiede l’intervento del presidente del Consiglio Berlusconi e del Papa per fermare “le atrocità ingiustificate” cui è sottoposta la donna, che ha subito altre 99 frustate. “Solo la mobilitazione mondiale può salvarla. Le voci di Carla Bruni e Francesco Totti hanno grande eco in Iran”, spiega. L’avvocato di Sakineh teme l’esecuzione sia questione di ore. “Altre 150 attendono la lapidazione”, dice.
05-09-2010 SAKINEH, FRATTINI: SERVE GESTO CLEMENZA
“Serve solo un gesto di clemenza per salvare Sakineh”, la donna iraniana condannata a morte per lapidazione. Lo afferma il ministro degli Esteri Frattini in seguito all’appello del figlio Sajjad al governo italiano e al Papa. “Il governo fa questo suo questo ultimo, drammatico appello”, dice il ministro per le Pari Opportunità, Carfagna. “L’impegno diplomatico di Frattini è senza sosta”. “Il Corano, che è la parola di Dio, non parla di lapidazione”, dice il presidente dell’Istituto islamico milanese, Shaari, aderendo all’appello di Sajjad.
05-09-2010 IRAN, S.SEDE: POSSIBILI AZIONI DIPLOMATICHE
Il Vaticano sta “seguendo con molta attenzione quanto sta avvenendo in Iran a proposito del caso di Sakineh”, la donna detenuta che rischia la lapidazione per adulterio. Lo riferiscono fonti della Santa Sede, ricordando che “Il Vaticano è sempre contrario alla pena di morte”. “Quindi la Santa Sede è richiesta in modo appropriato perché intervenga su questioni umanitarie, come è avvenuto molte volte in passato, usa farlo non in forma pubblica ma attraverso i propri canali diplomatici”, ha precisato padre Lombardi, direttore della sala stampa vaticana.
06-09-2010 FIGLIO SAKINEH: GRAZIE MA SERVE MOLTO DI PIÙ
“Grazie di cuore all’Italia e a tutti quelli che si sono mobilitati. Ma serve di più, perché qui capiscono solo i rapporti di forza”. È il nuovo appello di Sajjad, figlio di Sakineh, la donna iraniana condannata alla lapidazione. “Le dichiarazioni del governo italiano sono importanti – spiega il giovane – ma servono passi più formali, solenni, come la convocazione dell’ambasciatore a Roma. Penso anche al rafforzamento delle sanzioni, l’unico linguaggio che capiscono a Teheran”. Il giovane aveva chiesto l’intervento di Roma e del Papa per evitare l’esecuzione della madre.
06-09-2010 PAKISTAN: ATTENTATO SUICIDA, 19 MORTI
Sono 19 i morti, tra i quali 4 bambini che andavano a scuola e 11 agenti, provocati da un attacco suicida a una stazione di polizia a Lakki Marwat, nel nordovest del Pakistan. Tra u 45 feriti almeno una ventina di poliziotti. L’attentato per ora non è stato rivendicato, ma le autorità non esitano a ricondurlo ai miliziani legati ad Al Qaeda e ai talebani. Al momento dell’attacco nella stazione di polizia erano presenti una cinquantina di agenti. La città è stata già in passato teatro di attacchi nei confronti delle forze di sicurezza e delle tribù alleate del governo.

07-09-2010 SAKINEH, FRATTINI: NO A ROTTURA RELAZIONI IRAN
Nessuna rottura dei rapporti diplomatici con Teheran nel caso in cui ci fosse la lapidazione di Sakineh. È quanto ha spiegato il ministro degli Esteri Frattini, aggiungendo che “non possiamo immaginare di fare politica estera in questa maniera”. “All’interno del sistema iraniano da tempo c’è un dibattito sulla praticabilità di un’esecuzione così brutale e orribile”, ha aggiunto Frattini dicendosi favorevole a incontrare il collega iraniano “se venisse a Roma”. “Nessuna decisione è stata al momento presa dalle autorità iraniane sull’esecuzione della condanna di Sakineh”.
07-09-2010 DICO IO: Quello che non capisco è perché uccidere una donna che commette adulterio nei confronti del marito, e non si uccide anche il marito che commette adulterio nei confronti della moglie.
07-09-2010 SAKINEH, SCONTRO TRA UE E IRAN
Scontro tra Unione europea e Iran sul caso di Sakineh. A Strasburgo il presidente della Commissione Ue, Barroso, ha definito “una barbarie oltre quel che le parole possono esprimere”, la condanna alla lapidazione della donna. Immediata la replica del portavoce del ministro degli Esteri che ha invitato la comunità internazionale a non interferire negli affari interni: “Purtroppo si sta difendendo una persona che è sotto processo per adulterio e omicidio, reati che non devono diventare una questione di diritti umani. Alcuni dirigenti occidentali, tra cui di Italia e Francia, si sono lasciati coinvolgere sulla base di informazioni sbagliate.
07-09-2010 NAPOLITANO SU SAKINEH: ATTO LESIVO LIBERTÀ
Il presidente della Repubblica Napolitano ha detto, in merito alla vicenda Sakineh, che “la posizione del governo italiano è stata netta e non solo di principio: c’è stata una iniziativa nei confronti del governo iraniano e lo stesso ministro Frattini mi ha riferito che nessuna decisione è stata presa”.
07-09-2010 NATO SI SCHIERA CONTRO IL ROGO DEI CORANI
Il segretario generale della Nato, Rasmussen, ha lanciato un appello al pastore evangelico Jones, di Gainesville, in Florida, che ha invitato a bruciare copie del Corano nell’anniversario degli attentati dell’11 settembre. “Tali atti sono in forte contraddizione con i valori per ci battiamo” ha detto Rasmussen, aggiungendo che così si rischiano “gravi conseguenze” per la sicurezza delle truppe Nato in Afghanistan. Già il generale Petraeus, a capo delle forze internazionali nel Paese, aveva criticato l’iniziativa di Jones. Anche la Casa Bianca si è detta “preoccupata” dalla proposta del pastore.
08-09-2010 IRAN: SOSPESA LA LAPIDAZIONE DI SAKINEH
Le autorità iraniane hanno sospeso la sentenza di lapidazione per Sakineh, la donna condannata per adulterio e per presunta complicità nell’omicidio del marito. Lo annuncia il ministero degli Esteri iraniano. “Il verdetto sulla vicenda di tradimento è stato bloccato ed è stato sottoposto a revisione”, dice il portavoce Mehmanparast. “Comunque – ha continuato- la difesa di una persona dall’accusa di omicidio non dovrebbe essere trasformata in una questione di diritti umani. Se così fosse i Paesi europei dovrebbero rilasciare gli assassini incarcerati”. Il Parlamento iraniano accusa Parigi e Roma per interferenza.
08-09-2010 PAKISTAN, DRONI CONTRO AL QAEDA: 14 MORTI
Almeno quattordici miliziani integralisti islamici sono stati uccisi in un attacco compiuto da due droni americani contro il Waziristan, la provincia nel nord del Pakistan al confine con l’Afghanistan. Come hanno annunciato fonti militari pakistane, bersaglio dell’attacco sono state postazioni di talebani. Si tratta del sesto attacco di droni in sei giorni contro lo stesso distretto.
12-09-2010 AFGHANISTAN, DUE MORTI IN PROTESTE ANTI ROGHI
Due manifestanti sono morti e 5 sono rimasti feriti in scontri con la polizia, quando gli agenti hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco, a Paul-e-Alam, nella provincia afghana di Logar. Al grido di “Morte all’America e ai cristiani”, i dimostranti hanno protestato per il 3° giorno consecutivo contro il proposito, da parte del pastore americano Jones, di bruciare il Corano. La protesta è andata avanti nonostante Jones abbia desistito dal suo proposito. I manifestanti hanno comunque chiesto garanzie che non ci saranno roghi, minacciando altrimenti di attaccare a migliaia le basi delle truppe straniere.
12-09-2010 GAZA, BOMBE ISRAELIANE UCCISI TRE PALESTINESI
Sarebbe di tre morti il bilancio di un bombardamento israeliano nella zona nord della Striscia di Gaza. I tre sarebbero civili. Lo sostengono fonti mediche palestinesi, precisando che tra le vittime ci sono un uomo di 91 anni, un suo nipote di 17 ed un altro giovane di 20 anni. Israele non ha confermato l’incidente, anche se la radio militare dello Stato ebraico ha parlato di due terroristi uccisi, di cui uno armato. In mattinata miliziani palestinesi avevano sparato due razzi contro un villaggio israeliano nel Neghev.
13-09-2010 IRAN, RILASCIATA ATTIVISTA SU CAUZIONE
Shiva Nazar Ahari, arrestata nel dicembre 2009, è libera. L’attivista è stata scarcerata su pagamento di una cauzione di 500 mila dollari. La donna, iraniana, detenuta nella prigione Evin a Teheran, era stata arrestata più volte in passato con diverse accuse, tra cui quella di aver lanciato una guerra contro Dio, un reato che prevede la pena di morte. Nel carcere Evin sono ancora in attesa di giudizio Evin sono ancora in attesa di giudizio decine di attivisti e giornalisti.
18-09-2010 HERAT, RAZZO A BASE ITALIANA: NESSUN DANNO
Un razzo è caduto in uno spazio aperto vicino alla base di Shindand, a sud di Herat, dove sono dispiegati circa 500 militari italiani. L’attacco, si apprende da fonti militari, non ha provocato vittime né danni. Alla vigilia delle elezioni in Afghanistan, una serie di violenze a catena, operazioni militari e sequestri ha caricato di tensione il Paese. Una giornata segnata dalla morte di un tenente italiano e altri cinque soldati Nato.
18-09-2010 AFGHANISTAN, SISMA MAGNITUDO 6,3 NEL NORD
Una scossa di terremoto magnitudo 6,3 è stata avvertita a Kabul, quando ormai la popolazione stava dormendo. Secondo testimonianze, la terra ha tremato visibilmente per una decina di secondi in diverse zone della capitale afghana. Stando all’Istituto geofisico Usa, l’epicentro è stato individuato nell’Hindu Kush, nel nord del Paese, al confine con il Pakistan dove il sisma è stato avvertito in diverse zone. L’ultimo terremoto importante è avvenuto nel centro del Paese nell’aprile 2010 con magnitudo 5,3 causando sette morti.
18-09-2010 AFGHANISTAN, FORTE EPLOSIONE A KABUL
Una forte esplosione è stata avvertita all’alba nel centro di Kabul, dove oggi sono in programma le elezioni legislative. Poco mano di seimila seggi saranno aperti tra le 7 e le 16 (le 4.30 e le 13.30 italiane). Gli elettori dovranno scegliere, fra le 2.514 candidati, i 249 membri della Wolesi Jirga (Camera bassa). Per legge 68 seggi sono riservati alle donne).

19-09-2010 AVVOCATO SAKINEH: STUPITO DA AHMADINEJAD
“Mi meraviglio delle dichiarazioni del presidente Ahmadinejad sul capo Sakineh perché surreali e in contraddizione con la sentenza che ha condannato la mia assistita a morte per lapidazione. Così Kian, legale di Sakineh, ha smentito le dichiarazioni del presidente iraniano secondo il quale “è falsa la notizia della condanna per lapidazione. Intanto, intervistata dal sito di Repubblica, l’avvocatessa iraniana premio Nobel Ebadi ha detto “Oltre a Sakineh almeno altre 20 donne e 4 uomini in Iran attendono la morte per lapidazione. Nelle carceri iraniane ci sono oltre 800 prigionieri politici”.
19-09-2010 AHMADINEJAD: “GLI USA RILASCINO 8 IRANIANI
Il presidente dell’Iran Ahmadinejad ha chiesto agli Usa di liberare 8 cittadini iraniani, detenuti illegalmente negli Stati Uniti. Così ha detto in un’intervista alla Tv Abc. Martedì era stata liberata Sarah Shourd, una dei tre escursionisti Usa arrestati il 31 luglio 2009. Presente a New York per l’Assemblea generale dell’Onu, Ahmadinejad ha definito “un reato” le frasi ingiuriose che un giornale ultraconservatore di Teheran ha rivolto alla première dame francese, Carla Bruni, per il suo impegno in favore di Sakineh.
20-09-2010 POVERTÀ NEL MONDO L’ONU FA IL PUNTO
Sono 140 i capi di Stato e di governo riuniti per tre giorni all’Onu, all’Assemblea generale, per fare il punto sugli “Obiettivi del Millennio”, il programma delle Nazioni Unite per dimezzare la povertà nel mondo entro il 2015. Oltre a ridurre la fame e la miseria estrema, il progetto, firmato nel 2000 dal 192 stati membri, punta ad assicurare l’educazione primaria a tutti, a favorire l’uguaglianza tra i sessi, ridurre la mortalità infantile, migliorare la salute materna, combattere l’Aids e altre malattie, salvaguardare l’ambiente e attuare un partnership globale per lo sviluppo.

20-09-2010 LE SFIDE DEL VERTICE “OBIETTIVI MILLENNIO”
Ogni giorno in tutto il mondo, 22mila bambini muoiono di fame o di malnutrizione. Per la Fao, gli affamati nel 2010 sono 925 milioni, 98 milioni in meno rispetto al miliardo e 23 milioni del 2009. Secondo l’Unicef, in 18 anni sono scesi del 34% i decessi per parto. “Non dobbiamo deludere i miliardi di persone che contano su di noi per soddisfare la promessa di un mondo migliore”, ha detto il segretario generale dell’Onu, Ban Ki – moon, che ha fissato come obiettivo di questo vertice nuovi stanziamenti pari a 45 miliardi di dollari.
20-09-2010 AFGHANISTAN, BRITANNICI LASCIANO AREA SANGIN
Le forze armate britanniche in Afghanistan hanno ceduto a quelle americane il controllo dell’area di Sangin, bastione talebano della provincia di Helmand. Gli Usa hanno già cambiato la strategia nella zona, abbandonando il pattugliamento di alcune basi che i britannici avevano invece strenuamente difeso. L’area, passaggio cruciale delle rotte dell’oppio, è stata per anni teatro di scontri fra talebani e britannici, che vi hanno perso 106 soldati, oltre un terzo di tutte le perdite nel Paese. Il premier Cameron ha tentato di stemperare le critiche sull’impegno in Afghanistan, senza fornire date del ritiro.
20-09-2010 TAGIKISTAN, TERRORISMO: UCCISI 23 SOLDATI
Ventitré soldati sono stati uccisi e una decina sono rimasti feriti in Tagikistan, in un attacco terroristico nell’Est del Paese. L’attacco è stato compiuto da due gruppi di terroristi islamici fondamentalisti. Dalla fine di agosto in questa zona, al confine con l’Afghanistan, le forze dell’ordine stanno cercando decine di evasi, tra cui 25 militanti di Al Qaeda, fuggiti dalla prigione della capitale.


22-09-2010 BOMBA ALLA PARATA DODICI MORTI IN IRAN
Dodici persone sono rimaste uccise e decine di altre sono rimaste ferite nell’esplosione di una bomba a Mahabad, nel nord dell’Iran. Lo scoppio è avvenuto tra la folla che assisteva a una parata militare in occasione del trentesimo anniversario dell’inizio della guerra contro l’Iraq. L’ordigno, dotato di un timer, era stato collocato sotto un albero. Nessun ferito tra i militari. Lo riferisce la televisione iraniana al Alam, aggiungendo che tra le vittime ci sono soprattutto donne e bambini. La polizia locale, citata dall’agenzia Meher, punta il dito contro i separatisti curdi, attivi nel nord del Paese.


22-09-2010 BLITZ AGENTI ISRAELE A SPIANATA MOSCHEE
La polizia israeliana ha compiuto una incursione nella Spianata delle Moschee a Gerusalemme Est. L’incursione è stata decisa “in seguito a ripetuti lanci di sassi” da parte di manifestanti palestinesi, che protestavano per l’uccisione di un connazionale da parte di una guardia israeliana. Gli agenti non sono entrati nella moschea di Al Aqsa, dove si sono rifugiati alcuni manifestanti. Finora si ha notizia di una decina di feriti.


23-09-2010 AHMADINEJAD: “L’11 SETTEMBRE FU OPERA DEGLI USA
Gli attentati dell’11 Settembre 2001 sono stati “orditi dagli Stati Uniti”. E quanto ha sostenuto il presidente iraniano Ahmadinejad, davanti all’Assemblea generale Onu. I delegati di Usa e di alcuni Paesi occidentali hanno, per reazione, lasciato l’aula. Secondo Ahmadinejad, l’Onu dovrebbe “istituire un comitato d’inchiesta indipendente che accerti i fatti”, poiché l’11 Settembre ha fatto “scattare un’enorme propaganda su scala mondiale”. Ahmadinejad ha detto di rispettare il Corano e la Bibbia, in quanto “parola divina”, e ha proposto che il 2010 sia dichiarato “anno del disarmo nucleare”.


23-09-2010 AHMADINEJAD: “L’ATOMICA NON CI INTERESSA
“Non abbiamo alcun interesse e una bomba nucleare, non sarebbe utile a Teheran”, Lo dice il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad alla Cnn. “Regume sionista e governo degli Stati Uniti dovrebbero essere disarmati, le minacce al mondo vengono dalle bombe in loro possesso”, aggiunge. Il premier israeliano Netanyahu “è un killer professionista da processare”. Il regime sionista –ha detto poi in aula- si è macchiato dei crimini più orribili contro i palestinesi”. Ahmadinejad ha accusato gli Usa per l’attentato di ieri in Iran.


25-09-2010 AHMADINEJAD: RIAVVIARE NEGOZIATO SUL NUCLEARE
L’Iran è pronto a negoziare sul proprio programma nucleare, a patto che ciò avvenga “nella giustizia e nel rispetto”. A dirlo è il presidente Ahmadinejad, a margine dell’Assemblea Onu a New York. Già da ottobre, aggiunge, un rappresentante iraniano potrebbe incontrare i negoziatori del 5+1 (Usa, Cina, Russia, Regno Unito, Francia e Germania). “L’Iran potrebbe sospendere la sua produzione di uranio arricchito se i 5+1 forniranno combustibile nucleare”. Poi chiede all’Unione Europea di fissare una data per la ripresa dei colloqui, e invita il capo della diplomazia Ue, Ashton, a contattare Teheran.


25-09-2010 UE: “L’IRAN PASSI DALLE PAROLE AI FATTI”
“L’Unione europea è stata sempre pronta a negoziare sul nucleare con l’Iran, e continua ad esserlo. Ma alle parole devono seguire i fatti”. Così la portavoce dell’Alto commissario Ue Catherine Ashton commenta la proposta di ripresa dei colloqui lanciata dal presidente iraniano Ahmadinejad. “L’Ue non ha mai ricevuto risposte concrete”, neppure quando Ashton ha mandato una proposta al negoziatore di Teheran, Salili. L’Iran “deve dare una risposta formale”.


27-09-2010 PAKISTAN, VIDEO ABC SU LAPIDAZIONE DONNA
La rete televisiva statunitense Abc ha mandato in onda le scioccanti immagini, riprese con un cellulare, della lapidazione di una donna pakistana da parte di un gruppo di presunti talebani. La donna giace a terra, chiede pietà, ma gli uomini continuano a colpirla con le pietre fino a quando la loro vittima smette di muoversi. L’esecuzione avrebbe avuto luogo nella regione tribale di Orakzai, al confine con l’Afghanistan. La donna sarebbe stata giustiziata perché vista in compagnia di un uomo. La tv americana ha ricevuto il video dall’emittente araba Al Aan, che si occupa dei diritti delle donne.


28-09-2010 IRAN, SAKINEH COLPEVOLE RISCHIA L’IMPICCAGIONE
La Tv di Stato iraniana ha annunciato che il verdetto definitivo per Sakineh è stato “rinviato di due settimane”. Lo affermano i media francesi. Dal tribunale colpevole per l’omicidio del marito. Lo ha detto il procuratore generale. Il ministero degli Esteri iraniano ha spiegato che la “procedura giudiziaria non è ancora completata e la sentenza finale sarò annunciata dopo la fine di questa procedura”. Il reato è punibile con l’impiccagione. Il figlio della donna ha chiesto all’Italia di intervenire.


28-09-2010 SAKINEH, FARNESINA SPERA REVISIONE PENA

L’Italia si augura che l’Iran abbia un ripensamento sulla condanna a morte di Sakineh, la donna accusata di adulterio e di aver ucciso il marito. “Auspichiamo fortemente che la condanna possa essere rivista”, ha detto il portavoce del ministro degli esteri. Rispondendo all’appello dei figli della donna, il ministro ha detto: “Continueremo ad adoperarci con la massima determinazione come fatto finora. L’Italia è notoriamente contraria alla pena di morte ovunque essa venga eseguita”.


28-09-2010 NIGERIA, RAPITI QUINDICI BAMBINI
Quindici bambini, alunni di una scuola internazionale in Nigeria, sono stati rapiti da un gruppo di uomini armati. Lo riferisce la polizia locale, precisando che i sequestratori hanno attaccato lo scuolabus su cui i bambini, alcuni dei quali hanno meno di 10 anni, stavano andando alla Abayi International School. Al momento non si conoscono le nazionalità dei piccolo. I sequestratori hanno contattato direttamente la scuola, chiedendo un riscatto di 130000 dollari.
28-09-2010 RAID A GAZA, MORTI TRE MILIZIANI JIHAD
Un attacco israeliano, non confermato da Tel Aviv, ha provocato la morte di 3 miliziani palestinesi della Jihad islamica nel settore centrale della Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti mediche palestinesi, stando alle quali i corpi sono stati recuperati dal luogo di una esplosione avvenuta all’esterno del campo profughi di Bureiji, vicino al confine con lo stato ebraico. Secondo la tv di Hamas, il movimento che controlla la Striscia, lo scoppio è stato causato da un razzo lanciato da un aereo o da un colpo di artiglieria.
28-09-2010 AFGHANISTAN, KARZAI SI COMMUOVE IN TV
Il presidente afghano Karzai ha condannato duramente la violenza e ha chiesto ai talebani di non “distruggere la terra in cui vivono a beneficio di altri”. In un passaggio del suo discorso, in diretta tv da una scuola di Kabul, Karzai si è interrotto, non riuscendo a trattenere le lacrime mentre di riferiva al futuro di suo figlio, Mirwais. Stamane presso Ghazni un kamikaze ha ucciso sei persone fra cui il vice-governatore della provincia. Spesso bersaglio di attacchi, Ghazni ospita la strategica arteria che collega Kabul a Kandahar, centro di una nuova operazione lanciata contro i talebani.
02-10-2010 AFGHANISTAN, UCCISI ALTRI 2 SOLDATI ISAF
Due soldati della forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), sotto comando Nato, sono morti nell’Afghanistan orientale, portando a 11 le vittime straniere nelle ultime 24 ore. In un breve comunicato, in cui non viene precisata la nazionalità delle vittime, l’Isaf precisa che i militari sono deceduti per le ferite riportate nell’esplosione di un ordigno rudimentale. I caduti stranieri in Afghanistan, dall’inizio dell’anno, sono 252.
04-10-2010 TERRORISMO, FRATTINI “ALLARME REALISTICO”
L’allerta su probabili attentati in Europa e Usa “è un allarme realistico”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Frattini, secondo cui “non ci sono comunque obiettivi specifici e non ci sono allarmi particolari per l’Italia”. Il ministro degli Esteri, interpellato in merito all’avvertimento degli Usa ai viaggiatori americani in Europa, aveva fatto sapere che si tratta di “procedure cautelative”. Costantemente aggiornato, sui rischi specifici Paese per Paese, il sito dell’Unità di crisi “Viaggiare sicuri”.
04-10-2010 TERRORISMO, MARONI: ALLARME RESTA ELEVATO
“Non ci sono segnali precisi di rischi individuabili, ma l’allarme terrorismo in Italia resta elevato”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Maroni. “L’allarme terrorismo non è mai sottovalutato – ha precisato Maroni – i nostri servizi di sicurezza stanno seguendo con grande attenzione questo rischio, in contatto con l’intelligence dei Paesi europei e degli Stati Uniti”. Quanto ai possibili obiettivi, per Maroni non si può escludere nulla, ma non ci sono luoghi precisi nel mirino.
04-10-2010 TERRORISMO, NEL MIRINO ANCHE NOTRE DAME
La Tour Eiffel e la cattedrale di Notre Dame a Parigi; la stazione centrale, la torre della tv ad Alexanderplatz e un albergo di lusso vicino alla porta di Brandeburgo, a Berlino: questi alcuni dei bersagli del complotto ordito dai terroristi per colpire l’Europa. Secondo la tv americana Fox News, la lista dei possibili bersagli è stata fornita da un terrorista tedesco di origine pakistana, Siddiqui, detenuto nella base militare di Bagram, in Afghanistan. Anche Belgio e Italia tra i possibili obiettivi. La tv Usa Abc sostiene che nel mirino ci siamo cinque aeroporti europei.
08-10-2010 RAID ISRAELE, UCCISI 2 MILIZIANI HAMAS
L’esercito israeliano ha ucciso 2 miliziani di Hamas in un raid nei pressi di Hebron, in Cisgiordania. I due, uno dei quali è un dirigente del gruppo islamico, sono ritenuti responsabili dell’uccisione di 4 israeliani il mese scorso davanti a un insediamento ebraico. Il ministro della difesa Barack ha detto che questa è “la risposta all’assassinio dei 4 civili israeliani”. “Israele continuerà a combattere con determinazione le organizzazioni terroristiche”, ha aggiunto.
08-10-2010 AFGHANISTAN, UCCISO GOVERNATORE DI KUNDUZ
È di venti morti il bilancio di un attentato in una moschea di Talugan, capoluogo della provincia di Takhar, nel nord dell’Afghanistan. Lo riferiscono i media locali. Nell’attentato sono morti anche Muhamad Omar, governatore della provincia di Kunduz, e l’imam. L’attacco, che è stato sferrato durante la preghiera del venerdì, è il più grave dopo dalle elezioni parlamentari del mese scorso. Non è ancora noto se si sia trattato di una bomba o di un attacco suicida.
08-10-2010 VIOLENZE E ATTENTATI TANTI CIVILI MORTI
Non è solo l’alluvione del fiume Indo a devastare il Pakistan dove le violenze e gli attentati sono all’ordine del giorno. Le bombe scoppiano vicino alle stazioni di polizia, alle cerimonie e nelle scuole causando la morte di tanti civili, tra cui donne e bambini. Il 23 settembre scorso sono saltate in aria ad opera dei talebani pachistani per l’ennesima volta due scuole per bambine nel nord-ovest del paese, vicino a Peshwar (quattrocento nella provincia le scuole distrutte dal 2003). Gli estremisti colpiscono le scuole per privare le donne dell’istruzione, spiegano le autorità locali.

08-10-2010 LA MINACCIA DEI TALEBANI PACHISTANI
Il 3 settembre scorso, due giorni dopo essere stati inseriti dagli Usa nella lista nera dei gruppi terroristici, i talebani pachistani del gruppo Tehreek-e-Taliban hanno rivendicato l’attentato a Quetta (53 morti, 197 feriti) nel sud-ovest del Paese e minacciato un attacco all’America e all’Europa. “Ci vendicheremo dei raid con i droni. Obama e i suoi alleati sono nostri nemici, hanno paura di noi”, ha detto al telefono un comandante talebano. Oltre 3.600 persone sono state uccise in tre anni in quasi 400 attentati nel Paese.


08-10-2010 BIN LADEN CHIEDE AIUTI A PAESI MUSULMANI
E anche Bin Laden, il leader di al Qaeda, è intervenuto sulla crisi del Pakistan. Il terrorista, in una nuova veste umanitaria, in due messaggi audio nel giro di 24 ore, ha chiesto ai Paesi musulmani più aiuti per il Pakistan devastato dalle alluvioni. Bin Laden ha invitato i Paesi musulmani perché aiutino le vittime e accusato alcuni Paesi arabi e musulmani di non essersi mobilitati adeguatamente, puntando il dito in particolare sugli Stati del Golfo, la Malesia e la Turchia.

09-10-2010 AFGHANISTAN, UCCISI 4 MILITARI ITALIANI
Quattro soldati italiani sono stati uccisi e un quinto è rimasto ferito nella provincia di Farah, in Afghanistan. La notizia giunge da fonti del ministero della Difesa. Al momento non si conoscono ulteriori particolari.

09-10-2010 PAKISTAN, NUOVO ATTACCO MEZZI NATO INCENDIATI
Una ventina di uomini, armati hanno attaccato e incendiato 29 automezzi di un convoglio Nato che trasportava carburante destinato alle forze Nato in Afghanistan. Un militare della scorta sarebbe rimasto ferito. E’ successo vicino alla città di Sibi, mentre i camion, che erano diretti alla città di frontiera di Chaman, erano parcheggiati davanti ad un ristorante. “Uomini armati hanno prima sparato e poi lanciato razzi contro i camion” ha detto un funzionario governativo locale.

12-10-2010 KABUL, ESPLODE VELIVOLO ISAF: UN MORTO, 8 FERITI
Una persona è morta e altre otto sono rimaste ferite a causa dell’esplosione di elicottero della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), che era appena atterrato nell’Afghanistan orientale. A bordo dell’elicottero c’erano 26 persone. Secondo l’Isaf, l’elicottero è stato colpito da un razzo Rpg nella zona del bagagliaio. Secondo la tv araba Al Jazeera, le milizie talebane avrebbero rivendicato l’attentato all’elicottero dell’Isaf.

12-10-2010 AFGHANISTAN, FRATTINI: RITIRO DAL 2011
Il ministro degli Esteri Frattini, in un’intervista a “La Repubblica”, spiega che il ritiro dei militari dall’Afghanistan inizierà, in pieno accordo con gli alleati, nell’estate del 2011 e si concluderà nel 2014. Intanto, la presenza del contingente italiano è necessaria “per evitare che i terroristi collegati ai gruppi presenti in Afghanistan e Pakistan possono arrivare fin qui, in Europa, a casa nostra”.

15-10-2010 NUCLEARE IRAN, MOTTAKI APRE A NUOVI COLLOQUI
Il ministro degli Esteri iraniano, Mottaki accoglie la proposta di riprendere i negoziati sul nucleare, avanzata ieri dall’Unione Europea. “Si tratta di un’ottima notizia. Ottobre o novembre sono un buon periodo per ristabilire il dialogo con il gruppo di contatto “5+1”, ha detto. Ieri, il capo della diplomazie europea, Catherine Ashton, ha proposto tre giorni di colloqui da tenersi a metà novembre a Vienna, nella sede dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea).
17-10-2010 ONU: AFGHANISTAN NON SARÁ MAI VIETNAM
“Siamo una coalizione di 46 Paesi impegnati non a vincere i talebani ma a negoziare con il governo di Kabul. L’Afghanistan non sarà mai il Vietnam. Lo ha detto il rappresentante Onu, Stefan De Mistura, a Roma per i lavori preparatori alla conferenza di Lisbona. “Dal prossimo luglio aggiunge – inizia il disimpegno militare. È una fase delicata perché i talebani vorranno dimostrare con atti eclatanti che l’offerta negoziale non li interessa. I rischi di attentati e vittime aumentano”.
20-10-2010 PAKISTAN, ANCORA 7 MILIONI SENZA TETTO
“Almeno sette milioni di persone sono attualmente senza un tetto nelle aree colpite dalle inondazioni in Pakistan. Il bilancio viene dato dalla portavoce dell’Onu Stacey Winston, che aggiunge: le abitazioni distrutte dalle alluvioni sono oltre un milione e 900mila. A tre mesi dal disastro, le Nazioni Unite hanno lanciato un appello per raccogliere due miliardi di dollari, ma fin qui è entrato solo il 35% dei fondi richiesti. Sono 14 milioni le persone bisognose di assistenza umanitaria.

27-10-2010 MESSAGGIO DI BIN LADEN CON MINACCE A FRANCIA
“La vostra ingiustizia è che pensate di avere il diritto di impedire alle nostre donne di mettere il velo”. È l’accusa di Osama Bin Laden alla Francia, trasmessa dalla tv Al Jazira. “L’unico modo per conservare la vostra sicurezza è mettere fine alle ingiustizie verso l’Islam, attraverso il ritiro dalla guerra che è stata cominciata da Bush in Afghanistan”. Nel messaggio, Osama minaccia: “Così come voi uccidete noi uccidiamo,così come voi fate prigionieri, noi prendiamo in ostaggio. Il rapimento dei tecnici francesi avvenuto in Niger è la nostra risposta alla tirannia della Francia”.

27-10-2010 IRAQ, VESCOVI CONTRO CONDANNA MORTE AZIZ
Levata di scudi dei vescovi iracheni contro la condanna a morte inflitta a Tareq Aziz, ex ministro degli Esteri e numero due del regime di Saddam. “Noi cristiani rispettiamo il diritto alla vita”, ha spiegato il vicario patriarcale caldeo di Bagdad, monsignor Shlemon Warduni. “Ciò che chiediamo – ha aggiunto – è l’incontro tra le persone, non lo scontro. Vogliamo il meglio per ogni essere umano”. Pessimismo è stato ribadito dal figlio di Tareq Aziz. “A cosa serve appellarsi a una simile decisione in un Paese dominato da gruppi che vogliono vendicarsi dei simboli del passato regime?”.

27-10-2010 ISRAELE, SCONTRI A CORTEO ESTREMA DESTRA
La polizia israeliana ha lanciato lacrimogeni a Umm el Fahm, nel nord del Paese, per disperdere 200 manifestanti arabi scesi in piazza contro un corteo dell’estrema destra. A volto coperto e con le bandiere palestinesi, la folla ha lanciato pietre e bruciato copertoni per impedire il corteo. La manifestazione era stata organizzata per chiudere la messa al bando del Movimento islamico israeliano, partito presente in diversi consigli comunali. Diverse persone sono state fermate. A Umm el-Fahm lo sceicco Raed Sallah, leader del movimento che non riconosce Israele, gode di vasti consensi.

27-10-2010 RUSSIA A BAGDAD: “CLEMENZA PER AZIZ”
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha chiesto al consiglio presidenziale iracheno di rinunciare ad eseguire la condanna a morte di Tereq Aziz. Nonostante la condanna venga definita “un affare interno all’Iraq”, Lavrov sottolinea la necessità di “tenere presente l’età avanzata e lo stato di salute” dell’ex-vice di Saddam Hussein. La decisione – aggiunge Lavrov – non risponde alla tendenza che si afferma nella comunità internazionale di rinunciare alla pena capitale come punizione.

30-10-2010 IRAQ, KAMIKAZE AL BAR PROVOCA 25 MORTI
Un attentatore suicida si è fatto saltare in aria nella città di Balad Ruz, 70 km a nord-est di Bagdad, uccidendo almeno 25 persone e ferendone altre 45. L’attacco è avvenuto in serata in un affollato bar di un quartiere abitato in massima parte di sciiti. Si tratta dell’attacco più sanguinoso registrato nelle ultime settimane nel Paese.

01-11-2010 IRAQ, STRAGE IN CHIESA CATTOLICA A BAGDAD
È finito in un massacro l’attacco di un commando di terroristi alla chiesa siro-cattolica di Bagdad: uccisi 38 fedeli, due preti, 7 militari e 5 membri del commando. Tra le vittime, anche 5 donne e 7 bambini. Ferite 56 persone. L’attacco è avvenuto ieri nella cattedrale di Sayidat Al Nejat, nel centro della capitale irachena, durante la messa serale. I terroristi sono entrati e hanno preso in ostaggio i fedeli. Subito dopo, l’assalto delle forze di sicurezza irachene e dei militari Usa. Il fatto “conferma la difficile situazione che vivono i cristiani” in Iraq, ha detto padre Federico Lombardi.

01-11-2010 AL QAEDA RIVENDICA ATTACCO CHIESA BAGDAD
Un gruppo della rete di Al Qaeda, lo Stato islamico d’Iraq (Sii), ha rivendicato l’attacco alla chiesa siro-cattolica situata nel centro di Bagdad. Il gruppo ha lanciato un ultimatum di 48 ore alla Chiesa copta d’Egitto per liberare i musulmani “imprigionati dei monasteri”. Secondo il Centro Usa che sorveglia i siti islamici, il gruppo ha emesso un comunicato che accusa i cristiani in Iraq di “idolatria” e di sostegno “a coloro che combattono contro l’Islam”. Il governo egiziano ha condannato la strage a Bagdad e rafforzato la sorveglianza intorno alle chiese cristiane.
01-11-2010 TROVATO AD ATENE PACCO BOMBA PER SARKOZY
Intercettati ad Atene quattro pacchi bomba, uno dei quali era indirizzato al presidente francese Sarcozy. Lo ha annunciato la polizia greca, che ha fatto poi brillare due dei pacchi rinvenuti presso un corriere privato greco. L’esplosione del primo attacco ha provocato lievi ustioni a un’impiegata, mentre il pacchetto per il presidente francese era in possesso di un giovane anarchico arrestato assieme a un complice. Gli altri tre pacchi erano indirizzati alle ambasciate messicana, belga e olandese ad Atene.
01-11-2010 PAKISTAN, DRONE USA UCCIDE 5 MILITANTI
Cinque combattenti islamici sono stati uccisi da missili lanciati da un drone Usa nelle zone tribali dal nord-ovest del Pakistan, roccaforte dei talebani e degli alleati di Al Qaeda. Lo hanno annunciato responsabili della sicurezza pachistana. I razzi hanno colpito alcuni ribelli mentre dormivano in un accampamento nei pressi del villaggio di Hai Der Khel, nel distretto di Mir Al, 25 km da Miranshahi, principale città del Waziristan del nord.
03-11-2010 BAGDAD, SERIE DI ATTACCHI: 76 MORTI
Serie di attacchi in alcuni quartieri sciiti di Bagdad. Secondo fonti della polizia, 76 persone sono morte e più di 200 sono rimaste ferite. Le deflagrazioni sono avvenute nei dintorni di bar e luoghi di ritrovo. A provocarle 12 autobombe fatte detonare quasi simultaneamente e altri due ordigni. Colpite stazioni di polizia, obiettivi religiosi sciiti, ristoranti e luoghi di aggregazione. Il mese di ottobre è stato il più violento da novembre 2009.
03-11-2010 SAKINEH, CONDANNA NON ANCORA ESEGUITA
Sakineh Ashtiani, la donna iraniana condannata prima alla lapidazione, poi all’impiccagione, è ancora viva e non dovrebbe essere giustiziata oggi. Lo ha detto all’Ansa il portavoce del Comitato internazionale contro le esecuzioni. “Per la signore Ashtiani la situazione resta pericolosa. L’ora delle esecuzioni per oggi è ormai passata in Iran, ma il rischio rimane”, afferma Ahadi. “Le pressioni dei governi europei su Teheran hanno contribuito alla decisione”. “Il caso Sakineh è strumento per fare pressioni su di noi”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Parast.


03-11-2010 BAGDAD, SERIE DI ATTACCHI: 64 MORTI
Serie di attacchi in alcuni quartieri sciiti di Bagdad. Secondo fonti della polizia, 64 persone sono morte e 360 sono rimaste ferite. Le deflagrazioni sono avvenute nei dintorni di bar e luoghi di ritrovo. A provocarle, 12 autobombe fatte detonare quasi simultaneamente e altri due ordigni. Colpite stazioni di polizia, obiettivi religiosi sciiti, ristoranti e luoghi di aggregazione. Il mese di ottobre è stato il più violento da novembre 2009.
03-11-2010 AL QAEDA IN IRAQ: “CRISTIANI NEL MIRINO”
Al Qaeda in Iraq annuncia che “tutti i cristiani sono bersagli legittimi” dopo la scadenza dell’ultimatum concesso alla chiesa copta in Egitto. Lo riferisce il centro americano di monitoraggio dei siti integralisti. Nel rivendicare il sanguinoso attacco di domenica a una chiesa cristiana a Bagdad, l’ala irachena di Al Qaeda aveva dato un ultimatum di 48 ore per liberare due donne che sarebbero prigioniere in un monastero dopo essersi convertite all’Islam. Gruppi islamici egiziani più noti, come i Fratelli musulmani, condannano le minacce di al Qaeda: contrarie alla Sharia.
06-11-2010 PAKISTAN, BOMBA IN UNA MOSCHEA: DECINE DI MORTI
Settantuno persone sono state uccise in due attentati dinamitardi contro due moschee nel nord-ovest del Pakistan. Nel primo, un kamikaze si è fatto saltare in aria durante la preghiera in una moschea di Akhurwall, nella zona di Darra, Adam Khel, vicino a Peshawar. L’area è considerata una roccaforte di miliziani islamici che combattono i talebani. L’esplosione, molto potente, ha provocato la morte di 66 persone. I talebani hanno negato di essere responsabili dell’attentato. Nel secondo attacco, 4 bombe a mano sono state lanciate contro la moschea di Suleiman Khel, uccidendo 5 persone.
06-11-2010 AFGHANISTAN: BOMBA FERISCE DUE ALPINI
Due militari italiani sono rimasti coinvolti nell’esplosione di un ordigno in Afghanistan. I due alpini, entrambi del quinto reggimento di Vipiteno, sono rimasti feriti uno alla spalla e l’altro alla schiena in modo lieve. Un convoglio composto da dieci blindati Lince è stato investito dallo scoppio a sud di Shindand, nell’area centrale della regione ovest, affidata alla responsabilità dei militanti italiani. I due alpini sono stati subito soccorsi e trasportati all’ospedale di Herat da dove hanno parlato con le famiglie. La bomba ha danneggiato uno dei blindati Lince.
07-11-2010 IRAN: NEGOZIATI SUL NUCLEARE IN TURCHIA
Teheran è pronta a riprendere in Turchia i negoziati con le grandi potenze sul suo piano nucleare, interrotti da circa un anno. Lo annuncia il ministro degli Esteri iraniano, Mottaki. “E’ stato raggiunto l’accordo sul luogo dei negoziati mentre le consultazioni per decidere la data continuano”, dice. Ma la Ue fa sapere di non avere ancora ricevuto “nessuna proposta ufficiale” dal governo iraniano. “Quando la riceveremo, con la data ed il luogo preciso dell’incontro – afferma il portavoce di Catherine Ashton, capo della diplomazia Ue – allora la esamineremo con i nostri partner del gruppo 5+1”.
10-11-2010 IRAQ, ATTACCATE CASE CRITIANI: 6 MORTI
Una serie di attacchi con colpi di mortaio e ordigni artigianali hanno colpito stamane abitazioni di cristiani a Bagdad. Secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno, 6 persone sono state uccise e almeno 33 ferite. Ieri sera altre case di cristiani erano state colpite da bombe, Secondo il ministero dell’Interno non ci sarebbero vittime, ma per il vicario episcopale siro-cattolico, Kasha sono state ferite 3 persone fra cui un bambino di 4 mesi. Dopo la carneficina alla cattedrale di Bagdad, Al Qaeda aveva minacciato altri attacchi ai cristiani, considerati “bersaglio legittimo” delle milizie.
13-11-2010 AFGHANISTAN: TALEBANI ATTACCANO AEROPORTO
Un gruppo di kamikaze talebani ha attaccato il principale aeroporto della città afghana di Jalalabad e una base militare nella quale si trova una contingente delle forze internazionali. Secondo le prime notizie, sul posto è giunta immediatamente una forza di reazione rapida formata da soldati afghani e dell’Isaf che ha ucciso 8 militanti, uno dei quali era imbottito di esplosivo. Un portavoce talebano ha detto che i kamikaze erano 14 e che un folto gruppo di militanti è entrato nell’aeroporto e si è scontrato con le forze afghane e internazionali.
13-11-2010 AFGHANISTAN, BOMBA AL MERCATO: 8 MORTI
Ancora un attentato in Afghanistan. Una motobomba è stata fatta esplodere nel mercato di una cittadina della provincia di Kunduz, nel nord del Paese. “Otto persone, 6 civili e due membri della milizia locale, sono rimasti uccisi e altri 18 civili sono stati feriti”, ha dichiarato il capo del distretto. La provincia di Kunduz era stata per molto tempo risparmiata dalle violenze, ma i talebani risultano sempre più presenti e attivi nella zona.

19-11-2010 VIOLENZE AD HAITI, SI FERMANO I SOCCORSI
Resta tesa la situazione ad Haiti, dopo le contestazioni e le violenze degli ultimi giorni provocate dall’emergenza colera. Bersaglio delle proposte sono i Caschi blu dell’Onu, accusati di aver diffuso l’epidemia, ma anche, a volte, gli stranieri delle organizzazioni umanitarie internazionali. I disordini più gravi sono avvenuti nella capitale Port-au-Prince e soprattutto a Cap Haitien, nel nord. Medici senza frontiere denuncia la lentezza dei soccorsi. I morti sono già 1.186. Allerta dell’Organizzazione mondiale della Sanità, che teme che l’epidemia si diffonda in Repubblica Dominicana.
24-11-2010 PYONGYANG: LE NOSTRE ARMI NON TACCIONO
“La nostra artiglieria non è ancora a riposo”. L’avvertimento è contenuto in un breve messaggio letto alla radio e alla tv di Stato nordcoreane. “Gli Usa e i Paesi che ci condannano, lo fanno senza conoscere la dinamica dei fati”, ha detto un’annunciatrice di Pyongyang. La crisi, aveva in precedenza sottolineato l’agenzia Kcna, è stata generata dalle “continue provocazioni” di Seul, che ha interrotto gli aiuti umanitari. “L’attacco è stato una provocazione premeditata della Corea del Nord per rafforzare l’immagine del suo prossimo leader Kim Jong-un”, ha detto il premier sudcoreano Kim Hwang-sik.
27-11-2010 ONU: RISPOSTA LENTA PER AIUTI AD HAITI
Le Nazioni Unite hanno ricevuto solo 19,4 milioni di dollari dei 164 milioni chiesti alla comunità internazionale lo scorso 12 novembre per il finanziamento della lotta contro l’epidemia di colera che continua a uccidere ad Haiti. “Serve un finanziamento più rapido per evitare il peggiore scenario di 400mila contagi ipotizzato dall’ Oms”, dice Elisabeth Byrs, portavoce dall’Ufficio Onu coordinazione aiuti umanitari (Ocha). Sale intanto a oltre 1,600 il numero dei morti mentre il Paese di prepara ad affrontare le elezioni di domenica. I casi di contagio sono oltre 70mila, circa 30mila le persone ricoverate.
27-11-2010 PYONGYANG TORNA AD ALZARE I TONI CON SEUL
“Se ci sono state vittime civili, si tratta di un fatto molto increscioso”. È la posizione espressa dalla Corea del Nord in relazione al bombardamento condotto lunedì su un’isola sudcoreana. Al tempo stesso, Pyongyang accusa Seul di aver usato “scudi umani” per proteggere le sue attrezzature militari”. L’agenzia Kcna, voce del regime, ammonisce: l’uso di una portaerei americana durante le manovre Usa-Sud Corea, previste domani nel Mar Giallo, può avere “conseguenze imprevedibili”. “Se il nemico violerà il nostro spazio sovrano trasformeremo il suo cuore in un mare di fuoco”, si legge in una nota.
04-12-2010 ISRAELE, ANCORA FIAMME SUL MONTE CARMELO
Indomato l'incendio che sta distruggendo ettari di boschi sul monte Carmelo, nei pressi della città israeliana di Haifa. Accanto ai Vigili del fuoco di Israele sono al lavoro aerei antincendio inviati da diversi Paesi. Il premier Netanyahu chiederà oggi nuovi aiuti. I morti sono 42, quasi tutte guardie carcerarie rimaste bloccate all'interno di un bus ribaltatosi. In 17.000 hanno dovuto abbandonare le case, 4.000 gli ettari di bosco e di riserva naturale distrutti. Il vento forte rende difficile il contrasto alle fiamme.
05-12-2010 FRATTINI IN IRAQ PER CRISTIANI E AZIZ
Il ministro degli Esteri Frattini è a Bagdad, ultima tappa del tour compiuto in settimana nel Golfo Persico. Nell’incontro con il premier al Maliki, il capo della Farnesina ha avuto l’assicurazione di una task force per la difesa dei cristiani. Frattini, che vedrà anche il presidente Talabani, ha inaugurato la nuova sede dell’ambasciata italiana a Bagdad. Al centro dei colloqui, oltre alla difesa della libertà di culto per i cristiani, la richiesta di grazia per l’ex numero 2 di Saddam Hussein, Tareq Aziz, condannato a morte per il ruolo avuto nello sterminio di curdi e sciiti.
08-12-2010 PAKISTAN: ATTENTATO A KOHAT: 15 MORTI
Almeno 15 persone sono morte in un attentato suicida contro un mercato e la stazione dei bus a Kohat, nel nordovest del Pakistan. Lo riferisce la polizia pakistana, precisando che l’attacco aveva come bersaglio un capo tribale rivale dei talebani, forti nella zona e responsabili di una sanguinosa campagna di attentati. Non si sa se il capo tribale, bersaglio dell’attentato, ne sia rimasto coinvolto. La maggior parte delle vittime sono passeggeri di un autobus. Vi sono anche una ventina di feriti.
10-12-2010 SAKINEH, TV IRAN PARLERA' DI LEI DOMANI
Ancora nessuna conferma ufficiale da Teheran della liberazione di Sakineh Ashtiani, la donna condannata a morte per adulterio e l'omicidio del marito. La tv iraniana in inglese, Press Tv, ha solo annunciato per oggi un programma su di lei. E ha mostrato le immagini di una donna presentata come Sakineh, appesantita rispetto alle foto giovanili, che confessa l'omicidio. Secondo fonti degli attivisti per i diritti umani, Sakineh sarebbe già a casa sua a Tabriz assieme al figlio.
20-12-2010 NORD COREA ACCETTA RITORNO ISPETTORI ONU
La Corea del Nord ha accettato il ritorno sul suo territorio degli ispettori Onu incaricati di sorvegliare il suo programma nucleare, al fine di abbassare le tensioni nella penisola coreana. L’annuncio è arrivato nel corso di una visita a Pyongyang del governatore del Nuovo Messico, Bill Richardson, inviato dall’amministrazione Obama. I vertici nordcoreani avrebbero anche accettato di inviare all’estero le barre di combustibile necessarie all’arricchimento dell’uranio. La Corea del Nord aveva chiuso le porte alle ispezioni nella località di Yong-byon nell’aprile 2009.
27-12-2010 BAN KI-MOON CONDANNA VIOLENZE IN Nigeria
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, “condanna con fermezza questi deplorevoli atti di violenza avvenuti quando milioni di nigeriani celebrano le feste religiose e sostiene gli sforzi compiuti dalle autorità della Nigeria per portare i responsabili davanti alla giustizia”. Dallo scorso venerdì, le violenze a sfondo religioso hanno causato in Nigeria almeno 38 morti e circa 70 feriti. Uomini armati di pistole e coltelli hanno assaltato alcune chiese a Jos durante le messe della vigilia, uccidendo sacerdoti e fedeli e incendiando edifici. Per contrastare le violenze sono dovuti intervenire polizia ed esercito.
27-12-2010 IRAQ, BOMBA CONTRO SEDE GOVERNO: 17 MORTI
Sono 17 le persone che hanno perso la vita a causa di un doppio attentato a Ramadi, nell’Iraq occidentale. Gran parte di loro erano agenti di polizia. Due kamikaze si sono fatti esplodere a bordo di altrettante vetture davanti a un edificio governativo, che ospita il Consiglio provinciale e il comando di polizia di Al Anbar. Le esplosioni hanno provocato anche 47 feriti. La notizia è stata data dalle polizia, che non ha fornito altri particolari.
28-12-2010 NIGERIA, 86 MORTI IN STRAGE DI NATALE
Si aggrava il drammatico bilancio degli scontri della vigilia di Natale tra giovani cristiani e musulmani nella Nigeria centrale. L’Agenzia per le emergenze ha fatto sapere di aver recuperato finora 86 cadaveri a Jos. I feriti sono quasi 200. Una setta islamica ha rivendicato l’attentato. I vertici militari nigeriani hanno annunciato l’arresto di tre uomini, due nigeriani e uno proveniente dal Ciad, in possesso di dinamite e armi. Per gli investigatori, erano pronti a compiere un attentato a una chiesa.
31-12-2010 TURCHIA, ARRESTATI 10 SOSPETTI AL QAEDA
La polizia turca ha arrestato 10 sospetti membri di Al Qaeda, ritenuti in procinto di preparare un attentato prima di Capodanno. I sospetti, otto dei quali sono stati arrestati in un blitz anti-terrorismo nella città nord-occidentale di Bursa, dovranno comparire oggi in tribunale.
31-12-2010 IRAQ, BOMBE CONTRO CASE CRISTIANI: DUE MORTI
Sono 14 le bombe piazzate davanti ad abitazioni di cristiani a Bagdad e di queste 10 sono esplose uccidendo due persone e ferimendone altre 16. La notizia è stata diramata da un funzionario del ministero degli Interni iracheno. Quattro ordigni non sono esplosi e dopo essere stati recuperati sono stati fatti brillare dalle forze di sicurezza. Al momento questi nuovi attacchi non sono stati rivendicati, ma pochi nutrono dubbi circa la responsabilità della divisione irachena di al Qaeda. Negli ultimi mesi, infatti, l’organizzazione ha preso più volte di mira questa comunità di cristiani.
03-01-2011 CHIESA COPTA ERA TRA BERSAGLI DI AL QAEDA
La Chiesa dei Santi di Alessandria d’Egitto, teatro della strage di sabato scorso, era in una lista dei possibili bersagli degli attacchi di Al Qaeda. Il sito internet Shumukh al Islam, vicino alla rete terroristica, pubblicava il 2 dicembre un articolo che esortava “tutti i musulmani che abbiano a cuore la reputazione delle sue sorelle” a far esplodere i luoghi di culto nel momento in cui “saranno pieni” di fedeli. Nella lista, risultano circa 50 chiese copte in Egitto, Francia, Germania, Regno Unito. Intanto è salito a una cinquantina (di cui 45 agenti) il bilancio dei feriti negli scontri di ieri al Cairo.
03-01-2011 HERAT, BOMBA CONTRO ITALIANI: NESSUN FERITO
Un ordigno è esploso al passaggio di un convoglio militare vicino alla base di Camp Arena, a Herat, nell’Ovest dell’Afghanistan. Secondo il portavoce del contingente italiano, tutti i militari sono rimasti illesi. Un soldato è stato portato in infermeria per accertamenti, in seguito allo stato di choc. Un ordigno improvvisato è esploso al passaggio di un convoglio di 3 mezzi blindati Lince per Team di ricostruzione provinciale. Due mezzi hanno riportato lievi danni.

04-01-2011 NUCLEARE IRAN, USA: OBBLIGHI NON CAMBIANO
L’invito dell’Iran a visitare i suoi impianti nucleari “non è una misura sostitutiva dei suoi obblighi di cooperazione con l’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica), e non distoglie l’attenzione dalle questioni fondamentali sul programma nucleare dell’Iran”. Lo ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, commentando la decisione di Teheran di aprire alcune strutture alle visite. L’Iran ha intanto confermato: “Abbiamo invitato ambasciatori di Paesi europei Paesi non allineati, e del gruppo 5+1”.

04-01-2011 ALESSANDRIA, TROVATA TESTA DI KAMIKAZE
Una testa mozzata è stata rinvenuta fra le macerie provocate dall’attentato alla chiesa copta di Alessandria, dove sono rimaste uccise 22 persone. La testa che dovrà essere esaminata e identificata, potrebbe essere di un afghano o un pakistano. Nessuno dei parenti delle vittime l’ha riconosciuta. Continuano intanto, per il terzo giorno consecutivo, le manifestazioni di copti al Cairo; una decina gli agenti feriti. Nuovo appello alla calma del patriarca Shenouda III e misure di sicurezza straordinarie intorno alle chiese, in porti e aeroporti, in vista del Natale copto, giovedì e venerdì.

04-01-2011 TEHERAN, ARRESTATI MISSIONARI CRISTIANI
Le autorità di Teheran hanno arrestato alcuni missionari cristiani. “I leader del movimento sono stati arrestati e altre persone finiranno in manette prossimamente”, ha detto il governatore della provincia senza fornire le identità né la nazionalità dei detenuti, e senza spiegate a quale movimento appartengano, ma sottolineando che si tratta di un’organizzazione “deviata”. “Si sono infiltrati nell’Islam come parassiti, con l’appoggio della Gran Bretagna”, ha concluso il governatore.

04-01-2011 PAKISTAN, ASSASSINATO GOVERNATORE DEL PUNJAB
Il governatore della provincia centrale pachistana del Punjab è stato ucciso. L’agguato è avvenuto in una zona ricca di Islamabad. Il leader del Punjab, Salmaan Taseer è stato ucciso dalla sua guardia del corpo mentre era in un ristorante. L’assassino si è arreso alla polizia dicendo di averlo fatto perché Taseer si opponeva alla legge sulla blasfemia. Taseer aveva appoggiato il caso di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte per blasfemia e aveva promesso di presentare domanda di grazia al presidente Zardari. Il premier Gilani ha proclamato tre giorni di lutto nazionale.

10-01-2011 IRAN: “SGOMINATA RETE DI SPIE DEL MOSSAD”
Le autorità iraniane hanno arrestato presunte spie in favore di Israele, accusate dell’omicidio di uno scienziato nucleare. Teheran punta il dito contro il Mossad, colpevole di “sostenere una rete di terroristi all’interno dell’Iran”, organizzando attentati contro personalità di rilievo del mondo scientifico. Masud Ali-Mohammadi, a conoscenza di importanti informazioni sul programma nucleare iraniano, è stato ucciso da una bomba un anno fa. Secondo esuli dell’opposizione, criticava il regime e si apprestava a lasciare il Paese.

14-01-2011 PAKISTAN, ATTACCO DA AFGHANISTAN: 7 MORTI
È di 7 morti e 13 feriti il bilancio provvisorio di un bombardamento con tiri di mortaio, effettuato dal territorio afghano contro il villaggio di Tepi Madakhel, nella confinante regione pakistana del Nord Waziristan. Lo riferisce Arynews Tv, secondo cui i colpi che hanno ucciso civili, tra cui donne e bambini, sarebbero partiti dalle truppe della coalizione internazionale. Ma un portavoce della forza di sicurezza internazionale Isaf, interpellato a Kabul, ha detto che non risultano operazioni militari della coalizione in zona.

15-01-2011 TUNISIA, OBAMA CHIEDE LIBERE ELEZIONI
Il presidente Usa, Obama, condanna ogni violenza e plaude alla dignità e al coraggio del popolo tunisino. “Chiedo con urgenza a tutte le parti di mantenere la calma ed evitare la violenza – scrive Obama – e chiedo al governo tunisino di rispettare i diritti umani e di indire elezioni libere e corrette in un prossimo futuro, che riflettano la vera volontà e le aspirazioni del popolo tunisino”. Il segretario generale delle Nazioni unite, Ban Ki-moon, fa appello ad una “soluzione democratica” della crisi. Un appello analogo giunge da Mosca.

16-01-2011 EGITTO, PENA DI MORTE AD AUTORE STRAGE COPTI
Il tribunale egiziano di Qena ha condannato a morte uno degli autori della strage di cristiani del 6 gennaio 2010. In quell’occasione, 6 fedeli rimasero uccisi in una sparatoria all’uscita di una chiesa di Nagaa Hamadi, dove avevano appena assistito alla Messa del Natale copto. I giudici hanno condannato alla pena capitale Mohammed Ahmed Hussein per omicidio premeditato, mentre devono ancora emanare il verdetto per i suoi due complici. La condanna a morte dovrà essere confermata dal Gran Muftì, la massima autorità religiosa per i musulmani d’Egitto.
21-01-2011 OSAMA MINACCIA PARIGI: LASCIATE AFGHANISTAN
Osama Bin Laden, leader di Al Qaeda, ha inviato un messaggio audio in cui mette in guardia la Francia dal proseguire la sua permanenza in Afghanistan. Nel messaggio, inviato alla tv araba Al Jazira, Osama si è rivolto al presidente Sarkozy e al popolo francese, affermando: “Pagherete cara la vostra presenza in Afghanistan”. Osama ha inoltre sottolineato il legame fra la liberazione degli ostaggi francesi e il ritiro della Francia dall’Afghanistan.
21-01-2011 IRAQ, BLAIR: “SADDAM NON ERA HITLER”
A Londra, davanti alla commissione Chilcot che indaga sulla guerra in Iraq nel 2003, l’ex premier britannico, Tony Blair, ha detto che all’epoca c’erano due visioni: “La mia e quella di Chirac”. Per Blair “bisognava appoggiare Bush”, ma ha negato di avergli dato “un assegno in bianco”. “I terroristi hanno ucciso 3mila persone, ma ne avrebbero uccise 300mila se avessero potuto”, e questa analogia è valida anche oggi per l’Iran. La valutazione di Blair sul terrorismo è cambiata dopo l’11 settembre e ora ha fatto marcia indietro sul paragone tra Hussein e Hitler.
21-01-2011 NUCLEARE, INCONTRO TRA IRAN E I “SEI”
Incontro a Istanbul tra i “Sei” e Teheran per discutere del controverso programma nucleare iraniano, con una debole speranza di appianare le divergenze. I colloqui sono condotti dal capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton, e dal responsabile iraniano, Said Salili. Teheran sostiene che il suo programma sull’uranio arricchito sia unicamente finalizzato al ricavo di energia e si rifiuta di avviare un negoziato sull’eventuale sospensione del processo. Le preoccupazioni dell’Occidente riguardano una potenziale fissione nucleare e il rifiuto iraniano di cooperare.
21-01-2011 USA-CINA, PROGRESSI CON VISITA HU JINTAO
Flebili segnali di progresso nelle relazioni sino-americane dopo il vertice di mercoledì tra i presidenti, Obama e Hu Jintao. La visita del presidente cinese è stata l’occasione per tornare a discutere di alcuni dossier su cui le due superpotenze economiche sono in forte disaccordo. Dopo Washington, Hu Jintao si è recato a Chicago, città di Obama e sede principale negli Usa di Wanxiang International, società che dà lavoro a molti americani. Chicago, inoltre, sta diventando il maggior centro Usa per lo studio della lingua e della cultura cinese.


24-01-2011 ATTENTATO IN AEROPORTO A MOSCA, 35 VITTIME
Almeno 35 persone sono rimaste uccise in un attentato suicida nell’aeroporto moscovita di Domodedovo. I feriti sono più di 130: una ventina sono gravi. L’esplosione, che è avvenuta in un’area aperta al pubblico, ha devastato il terminal arrivi internazionali. L’ordigno avrebbe avuto una potenza pari a 7 kg di tritolo. Per la polizia il kamikaze era “dei origine caucasica”, il che avvalora la pista del separatismo ceceno. Sembra che i servizi segreti siano stati avvertiti di un possibile attentato. La Farnesina sta verificando se vi siano italiani coinvolti.
24-01-2011 MEDVEDEV: PUNIREMO I RESPONSABILI
Il presidente russo, Medvedev, ha ordinato di rafforzare la sicurezza negli aeroporti e nelle stazioni dei treni, dove ha inviato le forze speciali. “Troveremo e puniremo i responsabili dell’attentato terroristico”, ha assicurato Medvedev, “occorre instaurare un regime speciale per garantire la sicurezza in tutte le grandi infrastrutture dei trasporti”. L’attacco dimostra, ha aggiunto, “che non tutte le norme di sicurezza sono state rispettate”. Il presidente ha rinviato la partenza per il Forum economico di Davos.
25-01-2011 ATTENTATO DI MOSCA, KAMIKAZE ERA UN UOMO
Gli inquirenti russi sono coinvolti che il kamikaze che ieri si è fatto saltare in aria all’aeroporto Domodedovo di Mosca, era un uomo. Secondo la ricostruzione, il terrorista aveva tra 30 e 40 anni, era di corporatura robusta e di aspetto europeo. L’uomo avrebbe agito da solo, facendo esplodere una bomba, pari a 5 chili di Tnt, che era legata al suo corpo. Tra le 35 vittime, ci sono 8 stranieri. Migliorano le condizioni dell’italiano ferito. Avviata un’inchiesta per la violazione delle norme sulla sicurezza all’aeroporto moscovita.
29-01-2011 EGITTO, OBAMA: USA CON POPOLO EGIZIANO
“Ho parlato con Mubarak dopo il suo discorso alla Nazione. Il presidente egiziano ha assicurato maggiore democrazia”, ha detto il presidente Usa Obama spiegando di aver chiesto a Mubarak “passi concreti per il popolo egiziano”. “Gli Stati Uniti sostengono il diritto di libera associazione e la libera associazione e la libertà di esprimersi in Egitto come in tutto il mondo: tutti i governi hanno il dovere di governare sulla base del consenso”, ha detto ancora Obama sottolineando che “gli Stati Uniti sono al fianco del popolo egiziano”.
29-01-2011 NUOVI CORTEI AL CAIRO, POLIZIA SPARA
Migliaia di manifestanti sono confluiti nella centrale piazza Tahrir, al Cairo, presidiata da carriarmati dell’esercito, per chiedere le dimissioni del governo e del presidente Mubarak. La polizia, appoggiata dall’esercito, ha esploso colpi d’arma da fuoco (non è chiaro se veri o di gomma) per disperdere i dimostranti. Altri spari ci sono stati davanti al Parlamento. Violenti sconti si segnalano a Ismailia, Alessandria, Suez e Porto Said. Intanto, i servizi di telefonia mobile, bloccati ieri dalle autorità, hanno ripreso parzialmente a funzionare.
29-01-2011 AL BARADEI: MUBARAK DEVE ANDARSENE
Per il leader dell’opposizione el Baradei “il presidente Mubarak deve andarsene. Non è riuscito a realizzare le aspirazioni del popolo. Scenderò in piazza anche oggi per contribuire al cambiamento”, ha detto l’ex direttore Aiea, aggiungendo di non essere agli arresti domiciliari. “Se il regime non cade, l’Intifada del popolo continuerà”, ha aggiunto el Baradei spiegando che “le manifestazioni sono totalmente pacifiche”. Il segretario della Lega araba, Moussa, chiede un cambiamento nella politica egiziana, mentre i Fratelli musulmani invitano a una transizione pacifica.
31-01-2011 EGITTO, IL GOVERNO TRATTA CON OPPOSIZIONE
Sarà il governo egiziano, guidato dal ministro dell’Aviazione civile Shafiq, a condurre il dialogo con l’opposizione. Shafiq ha ricevuto la delega dal presidente Mubarak, che ha precisato che “la priorità è esaudire le legittime richieste del popolo”. L’ex capo dell’Agenzia atomica Onu, El Baradei, è stato delegato a trattare dai Fratelli musulmani. Ieri in piazza ha promesso: “Abbiamo avviato un cambiamento inarrestabile”. Crescono intanto i timori per la penuria di generi alimentari, conseguenti alla prolungata chiusura dei negozi.
31-01-2011 ISRAELE: USA E UE SOSTENGANO MUBARAK
Un invito pressante da parte dei vertici politici israeliani agli Usa e ai governi europei per sostenere “la stabilità” del regime egiziano e a por fine, almeno pubblicamente alle critiche nei confronti del presidente Mubarak. Lo riporta oggi il giornale Haaretz, all’indomani della telefonata del presidente americano Obama al premier israeliano Netananyahu. Secondo il giornale, l’establishment israeliano ritiene che il “mantenimento della stabilità del regime egiziano sia nell’interesse dell’Occidente e Medio Oriente in generale”.
31-01-2011 EGITTO, NETANYAHU TEME DERIVA IRANIANA
Israele segue con “preoccupazione e vigilanza” le proteste in Egitto. Lo ha detto Benjamin Netanyahu. Il premier israeliano spiega di temere che la rivolta porti a un regime islamico radicale in Egitto, come accadde in Iran nel 1978 con la rivoluzione khomeinista contro lo Scià. Parlando alla stampa dopo un incontro con il cancelliere tedesco Merkel, Netanyahu si è augurato che il trentennale trattato di pace con Israele possa sopravvivere ai cambiamenti in Egitto.
02-02-2011 AL CAIRO, ALCUNI MORTI NEGLI SCONTRI
Si registrano alcuni morti e diversi feriti negli scontri tra sostenitori e oppositori di Mubarak in piazza Tahrir, al Cairo, dove sono stati uditi 3 spari. Il ministero dell’Interno smentisce che vi siano agenti in borghese infiltrati nella piazza dove hanno fatto irruzione anche uomini su cavalli e cammelli. Il neoeletto segretario del “Comitato politico dell’opposizione unita”, Al Izz, afferma che “l’intifada popolare” proseguirà fino alla partenza di Mubarak e chiama a una nuova protesta di massa per la giornata di venerdì. Appello dell’esercito che chiede ai manifestanti di tornare a casa.
02-02-2011 MUBARAK: NON MI RICANDIDERÒ A ELEZIONI
“Non mi candiderò alle prossime elezioni, voglio concludere il mio lavoro per l’Egitto, il mio Paese, presentandolo al prossimo governo, quello che verrà dopo di me”. Così Mubarak, presidente dell’Egitto. E aggiunge: “Nei prossimi mesi lavorerò per approntare le misure necessarie per un trasferimento di potere pacifico”. Il rais non lascia l’Egitto. “Morirò in questa terra”, avverte. E sulla sicurezza: “Intendo chiedere alla polizia di svolgere il proprio ruolo proteggendo i cittadini”. Poi annuncia che la Costituzione sarà modificata in ordine alla durata del mandato presidenziale e il potere dell’esecutivo.

06-02-2011 AFGHANISTAN, KARZAI: LOTTA ALLA CORRUZIONE
Il presidente afghano Hamid Karzai ha assicurato che la sua amministrazione si sta “concentrando sulla lotta alla corruzione”. Karzai lo ha detto alla conferenza di Monaco sulla sicurezza, anticipando che il 21 marzo comincerà la prima fase di “afghanizzazione”. Il ministro degli Esteri tedesco, Westerwelle, aveva puntato il dito contro i “non isolati casi di corruzione e nepotismo” che avvengono nel Paese. Tema sottolineato con durezza anche dal senatore Usa Lieberman, che ha fatto notare che, se “gli americani dovessero sapere che loro soldi sono sperperati o rubati”, sarebbe difficile per loro mantenere il sostegno al Paese.

08-02-2011 L’EGITTO VERSO RIFORMA COSTITUZIONALE
Il presidente egiziano Mubarak ha creato una commissione per emendare la Costituzione. Ad annunciarlo alla tv di Stato il vicepresidente Suleiman. “Il presidente Mubarak ha firmato un decreto per la formazione di una commissione costituzionale che si occuperà degli emendamenti alla Costituzione”, ha riferito Suleiman. Gli emendamenti sono legati alle candidature per le elezioni previste per settembre e al mandato presidenziale. Mubarak non sarà tra i candidati.

10-02-2011 PROTESTA CONTINUA ESERCITO DISPIEGATO
I manifestanti che chiedono le dimissioni del presidente Mubarak restano in piazza Tahrir al Cairo nonostante la minaccia del governo di far intervenire l’esercito in caso il Paese precipitasse nel caos. Alle proteste si uniscono oggi avvocati, medici e infermieri. I militari bloccano gli accessi al Parlamento e alla sede della tv di Stato. I Fratelli musulmani, principale gruppo dell’opposizione, annunciano che parteciperanno al secondo incontro con il governo per una soluzione della crisi. Attese nuove manifestazioni anche se la marcia più imponente è prevista per domani, in occasione del venerdì islamico.
10-02-2011 EGITTO, OBAMA SENTE IL RE D’ARABIA
Barack Obama ha chiamato il re saudita Abdullah, per ribadire l’importanza che gli Usa attribuiscono a una transizione “ordinata, significativa, durevole e legittima in Egitto. Obama ha sottolineato l’importanza dell’adozione di misure immediate e che corrispondano alle aspirazioni del popolo egiziano. Secondo il Times di Londra, il sovrano ha chiesto di non umiliare Mubarak e si è offerto di subentrare agli Usa negli aiuti se Washington utilizzerà il miliardo e mezzo di dollari destinati ogni anno al Cairo come leva per imporre le dimissioni di Mubarak.
10-02-2011 IRAN, AGLI ARRESTI LEADER OPPOSIZIONE
Mehdi Karrubi, uno dei leader dell’opposizione iraniana, è stato posto agli arresti domiciliari. Ne dà notizia il figlio, citato dal sito del partito di cui Karrubi è presidente. Agenti della sicurezza hanno vietato a chiunque di andarlo a trovare fino a lunedì prossimo. Domani in Iran si celebra l’anniversario della rivoluzione islamica e l’opposizione aveva chiesto l’autorizzazione per un corteo a sostegno delle proteste in Egitto e Tunisia. Il regime ha messo in guardia i movimenti antigovernativi dal cercare di scendere in piazza.
10-02-2011 PAKISTAN, KAMIKAZE IN CASERMA: 31 MORTI
Un adolescente kamikaze ha compiuto una strage in un centro di reclutamento dell’esercito pakistano a Mardan, nella turbolenta provincia nordoccidentale. Almeno 31 cadetti sono morti e altri 30 sono rimasti feriti. Il ragazzo, che indossava una divisa scolastica, è riuscito a mescolarsi tra le reclute e a farsi saltare in aria. Il premier Gilani ha definito l’attentato un “atto codardo” che comunque non “minerà il morale e la determinazione di lottare contro il terrorismo”. Un gruppo talebano legato ad Al Qaeda ha rivendicato l’attacco.
12-02-2011 MILITARI EGITTO: RISPETTEREMO TRATTATI
Il Consiglio superiore delle Forze armate egiziane garantirà una “transizione pacifica verso il potere civile, democraticamente eletto”. Lo sostiene l’ultimo comunicato dei militari. Il governo uscente rimarrà in carica per “gestire gli affari correnti” fino all’insediamento del nuovo esecutivo. “Tutti i trattati e gli impegni regionali e internazionali presi dai precedenti governi saranno rispettati”, aggiunge la nota. Tra questi, figura anche il Trattato di pace con Israele. Intanto la folla e i militari, insieme, continuano a ripulire piazza Tahrir, epicentro della protesta per 18 giorni.
13-02-2011 ISRAELE: BENE ANNUNCIO EGITTO SU TRATTATI
Il governo israeliano ha accolto con soddisfazione l’annuncio con cui il Consiglio superiore delle forze armate egiziane si è impegnato a rispettare tutti i trattati internazionali che vincolano il Paese, in primis quello di pace con Israele, che risale al 1979. “La pace non è solo un interesse nostro ma anche egiziano”, ha commentato il ministro delle Finanze d’Israele, Steinitz. Nei giorni scorsi il premier Netanyahu aveva invitato chiunque arrivasse al potere al Cairo a “osservare l’accordo” il sito web Debka Files, vicino ai servizi segreti, aveva espresso preoccupazione per la sicurezza nel Sinai.
13-02-2011 IRAQ: ATTENTATO KAMIKAZE, 38 VITTIME
È di almeno 38 morti il bilancio di un attentato messo a segno da un kamikaze a Samara, a nord di Bagdad. Decine i feriti gravi, molti quelli medicati sul posto. L’uomo si è fatto esplodere all’interno di un autobus di pellegrini sciiti, eludendo il tentativo di un poliziotto di fermarlo. L’attentatore indossava un giubbotto imbottito di esplosivo. Questo è il secondo attentato della settimana contro i fedeli sciiti, che commemorano la morte di un grande imam.
15-02-2011 IRAN: PENA CAPITALE PER LEADER OPPOSIZIONE
Il parlamento iraniano ha invocato la pena di morte per i leader dell’opposizione Karrubi e Musavi, agli arresti domiciliari, organizzatori delle proteste di ieri. Un secondo manifestante è stato ucciso negli scontri di ieri. Arrestate 250 persone. Il presidente del Parlamento, Larijani, ha accusato Stati Uniti e i loro alleati di aver dato supporto alle manifestazioni, condannando “le interferenze negli affari interni iraniani”. L’Ue intanto ha chiesto all’Iran di garantire il diritto a manifestare pacificamente e criticato le restrizioni imposte a esponenti dell’opposizione.
16-02-2011 NUOVI SCONTRI IN IRAN DOPO FUNERALI VITTIMA
Scontri a Teheran fra sostenitori del regime e oppositori, durante i funerali di una delle vittime delle proteste anti-governative di lunedì. Secondo la tv di Stato, “studenti e altre persone che partecipavano al funerale del martire si sono scontrati con appartenenti al movimento di opposizione”. Le autorità sostengono che il giovane ucciso facesse parte delle milizie filo-regime dei Basiji; per gli oppositori, era invece tra i protagonisti delle proteste. Per arginare il dissenso, il governo ha organizzato contro-manifestazioni di sostegno al regime per venerdì.
16-02-2011 OPPOSIZIONE IRAN: “ASCOLTATE IL POPOLO”
“Finché siete in tempo, aprite le orecchie e ascoltate la voce del popolo”. È l’appello rivolto a Teheran dai capi dell’opposizione Mussavi e Karrubi. Karrubi condanna la repressione delle manifestazioni di lunedì e mette “in guardia” il potere. Mussavi respinge le accuse delle autorità, secondo cui l’opposizione ha legami con l’estero, ma critica “gli Usa e i sionisti” che “tentano di trarre profitto” dal movimento di protesta iraniano. Il governo di Teheran minaccia punizioni nei confronti di Karrubi e Mussavi, che si oppongono alla presidenza di Ahmadinejad.
19-02-2011 LIBIA NELLE RIVOLTE, OSCURATO INTERNET
Si aggrava il bilancio delle proteste in Libia. Secondo Human Rights Watch, che cita testimoni e fonti mediche, le forze di sicurezza avrebbero ucciso 84 manifestanti. Una settantina sarebbero le vittime solo a Bendasi, seconda città libica, dove è stato chiuso anche l’aeroporto. Intanto si moltiplicano le contestazioni al colonnello Gheddafi. Le autorità di Tripoli hanno bloccato il segnale di Al Jazira nel Paese e oscurato il sito web. Secondo una società americana specializzata da ore è stato disattivata la rete internet in tutto il Paese.
19-02-2011 EGITTO IN FERMENTO ASPETTA LE RIFORME
Tutto l’Egitto in fermento a una settimana dalla caduta del regime di Hosni Mubarak. Dopo l’impotente manifestazione, che ha riportato due milioni di persone in piazza Tahrir, al Cairo la situazione è tornata tranquilla. L’esercito, che in Egitto detiene il potere, ha dichiarato che non tollererà scioperi e proteste, nocivi a economia e sicurezza del Paese. Il governo svizzero intanto ha annunciato di aver congelato i conti di diversi esponenti di spicco dell’ex regime.
20-02-2011 LIBIA IN RIVOLTA CENTINAIA DI VITTIME
Situazione sempre più drammatica in Libia dove sale il numero dei morti negli scontri. Per Al Jazira sono 250 solo a Bengasi, ma fonti mediche locali parlano di 285 vittime. Impossibile avere una conferma ufficiale. L’esercito è intervenuto a Bengasi sparando razzi Rpg sui manifestanti. Lo riferiscono testimoni alla tv Al Jazira. Usati inoltre proiettili urticanti. Scontri sono segnalati anche a Misurata. I medici chiedono sangue e aiuti. Estremisti islamici avrebbero preso in ostaggio agenti e civili in Pirenaica. A Tripoli, cortei di sostenitori del regime di Gheddafi.
20-02-2011 LOTTA A IMMIGRAZIONE LA LIBIA MINACCIA L’UE
Tripoli smetterà di cooperare nella lotta contro l’immigrazione illegale se l’Unione europea continuerà ad “incoraggiare” le proteste in Libia. È quanto rende noto la presidenza di turno ungherese dei Ventisette. La minaccia è stata comunicata dalle autorità libiche all’ambasciatore di Budapest a Tripoli. Si rincorrono intanto le voci di un tentativo di golpe in Libia, e delle dimissioni del ministro dell’Interno, Yunis. Il governo fa sapere di aver sventato un sabotaggio di pozzi petroliferi.
22-02-2011 GHEDDAFI IN TV: NON MI FARÒ DA PARTE
“Non sono il presidente, ma il leader della nazione e non mi farò da parte”. Muammar Gheddafi parla in tv alla Libia in rivolta e assicura: “Non posso lasciare la terra mia e dei miei avi. Morirò come un martire”. Il Colonnello rivendica “le vittorie” e la “gloria” che ha portato al popolo libico e accusa: “Vogliono rovinare la vostra immagine nel mondo”, mentre la Libia è “la guida dei continenti”. I contestatori sono “giovani drogati”, e dietro di loro ci sono “infiltrati” mossi dall’estero che “li pagano” per provocare disordini. Poi minaccia: “Ripulirò il Paese casa per casa”.
22-02-2011 GHEDDAFI: “IL POPOLO DIFENDA IL SUO LEADER”
“Le famiglie devono uscire in strada per attaccare i ribelli e difendere Muammar Gheddafi, orgoglio della Libia, che ha tenuto in patria i proventi del petrolio a vantaggio del popolo”. È l’appello lanciato dal rais in tv. “Non abbiamo ancora usato la forza, se costretti lo faremo nel rispetto delle regole internazionali. Non temo nulla. Abbiamo combattuto Usa, Regno Unito e chiunque ci ha minacciato”. E promette una risposta “come a Tienanmen”. Gheddafi ha poi annunciato la nascita, “già da domani” di 50 a 150 Comitati popolari municipali autonomi, una forma di devoluzione federalista.
22-02-2011 GHEDDAFI: USA E ITALIA ARMANO RIBELLI BENGASI
Nel suo discorso alla tv di Stato, il leader libico Gheddafi ha accusato gli Usa e l’Italia di aver “distribuito ai ragazzi di Bengasi” razzi rpg. Gheddafi ha accusato i dimostranti di voler istaurare un “emirato islamico guidato da Osama Bin Laden”, in modo da dare agli Stati Uniti “un pretesto per intervenire”. Infine il Colonnello si è appellato al popolo, invitando “chiunque ami Gheddafi a scendere in strada” per una “marcia santa” che purifichi il Paese. Poi annuncia la formazione di “comitati per la rivoluzione” a difesa delle infrastrutture e della sicurezza.
22-02-2011 LIBIA, NUOVI RAID AEREI SU MANIFESTANTI
Nuovi raid aerei sui manifestanti a Tripoli. All’alba elicotteri e aerei sono tornati in azione e “mercenari” hanno ripreso a sparare sui civili in città. L’ultimo bilancio fornito da organizzazioni non governative parla di oltre 500 morti, quasi 4.000 feriti e 1.500 dispersi. Testimoni indicano oltre mille mori solo nella capitale. Per Human Rights Watch, le vittime sono 62. La televisione di Stato libica liquida come “menzogne e illazioni” i massacri così come il figlio di Gheddafi che ha parlato di bombardamenti a depositi di armi e non contro i civili.
22-02-2011 LIBIA, RIUNIONE CONSIGLIO DI SICUREZZA
Il Consiglio di sicurezza Onu, convocato su richiesta della delegazione libica, che ha sconfessato Gheddafi, tornerà a riunirsi in serata. Sul tavolo, le proposte di istituire una zona di interdizione al volo e un corridoio umanitario. L’Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, ha chiesto una “inchiesta internazionale indipendente sulle violenze in Libia”. L’Alto commissario Onu per i rifugiati ha rivolto un appello all’Europa, e in particolare all’Italia, affinché non respinga i libici in fuga.
22-02-2011 PETROLIO DALLA LIBIA FRATTINI RASSICURA
Il ministro degli Esteri Frattini ha detto che non ci sono problemi per l’approvvigionamento di petrolio, nonostante sia stata ridotta l’erogazione dalla Libia. “Abbiamo altre fonti per rifornirci”, ha assicurato. Dal Cairo, Frattini aveva detto di essere molto preoccupato “per i rischi di una guerra civile in Libia e di un’immigrazione verso l’Unione Europea di dimensioni epocali”. Frattini ha incontrato in Egitto il maresciallo Tantawi, capo del Consiglio supremo delle forze armate, che guida il Paese dopo la rivolta popolare e la caduta di Mubarak.
22-02-2011 UE A ITALIA: AIUTI SÌ SMISTARE IMMIGRATI NO
“Solidarietà” col governo italiano, “disponibilità a fornire materiale umano e mezzi finanziari”, ma – dicono fonti diplomatiche Ue – nessuna apertura a uno smistamento di migranti in Europa. “Un Paese di 60 milioni di abitanti” come l’Italia “non può avere problemi a fronteggiare qualche migliaio di migranti”, affermano le fonti, ricordando che “la Germania non battè ciglio” per i 300mila arrivi della crisi balcanica. Disponibilità invece a considerare “problema europeo” le rivolte nei Paesi arabi. Sarebbe questa la posizione Ue, in vista del prossimo Consiglio Affari interni e Giustizia, giovedì e venerdì.
22-02-2011 SISMA CHRISTCHURCH, 100 ANCORA IN TRAPPOLA
Sono ancora un centinaio le persone in trappola sotto le macerie dopo il sisma di magnitudo 6.3 che ha colpito Christ-church, seconda città neozelandese. Il sisma ha provocato 65 vittime accertate e centinaia di feriti. L’epicentro è stato individuato in una faglia fin qui sconosciuta, e probabilmente attivata da un terremoto di magnitudo 7.4 avvenuto a 34 km, nel settembre 2010. In rovina molti edifici storici, tra cui la cattedrale. Le strade sono allagate a causa delle condutture spaccate. In quasi tutta la città sono interrotte le linee elettriche e telefoniche. Evacuato tutto il centro, tranne l’ospedale.
22-02-2011 LIBIA, BERLUSCONI TELEFONA A GHEDDAFI
Il presidente del Consiglio dei ministri, Berlusconi, ha avuto nel pomeriggio una conversazione telefonica con il leader della Jamahiriya libica, Muammar El Gheddafi. A darne notizia è una nota di Palazzo Chigi.
23-02-2011 LIBIA, FRATTINI: CESSI IL BAGNO DI SANGUE
Il governo italiano, assieme all’Ue e all’Onu, chiede che cessi immediatamente “l’orribile spargimento di sangue” che “la leadership Gheddafi ha annunciato e sta continuando a fare”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Frattini, riferendo alla Camera dei deputati, confermando la stima dei mille morti. “Se crolla la Libia – ha aggiunto – le conseguenze non possono ricadere solo sull’Italia. Per la gestione dell’ondata di immigrati non chiediamo uno smistamento in Europa, ma un meccanismo serio di ripartizione degli oneri economici, sociali e anche umani. Chiediamo con forza che l’Ue si assuma il suo dovere di coordinamento”.
23-02-2011 AL ARABIYA: “IN LIBIA DIECIMILA MORTI”
La violenta repressione delle proteste in Libia ha causato almeno 10mila morti e 50mila feriti. Lo riferisce Al Arabiya su Twitter, citando un membro della Corte penale internazionale. Al Shanuka, presidente della Commissione giustizia e sviluppo della Cpi – scrive Al Arabiya – ha aggiunto che “da quando Gheddafi è arrivato al potere ha assassinato migliaia di persone anche nelle stesse carceri”. Secondo il governo libico, i morti negli scontri degli ultimi 10 giorni sono 300.
25-02-2011 LIBIA, COLLOQUIO TRA OBAMA E BERLUSCONI
Il Presidente degli Stati Uniti, Obama, ha avuto colloqui telefonici con i principali leader europei per confrontarsi sulla crisi in Libia. Con Berlusconi, ha concordato di continuare a tenersi in contatto, consultandosi e lavorando insieme, anche attraverso i rispettivi staff, per fronteggiare la crisi e le conseguenze. Obama ha parlato anche con il premier britannico Cameron e il presidente francese Sarkozy che “hanno affermato il loro forte sostegno ai diritti universali del popolo libico”.
25-02-2011 LIBIA, ONU E NATO IN SEDUTA D’EMERGENZA
La diplomazia mondiale si mobilita nel tentativo di fermare le violenze in Libia. Il segretario della Nato, Rasmussen, ha convocato una riunione urgente dell’Alleanza atlantica. La Francia e la Gran Bretagna hanno proposto al Consiglio di sicurezza dell’Onu un progetto di risoluzione che preveda un embargo totale sulle armi, sanzioni e il ricorso alla Corte penale per crimini contro l’umanità. Attesa la decisione su possibili sanzioni europee, tra cui il divieto di ingresso nell’Ue e il congelamento dei beni di Gheddafi e famiglia. Si ipotizza anche una no-fly zone sulla Libia.
25-02-2011 PROTESTE ANCHE IN IRAQ CON MORTI E FERITI
La rivolta del Nord Africa influenza anche l’Iraq, dove da giorni i social network hanno chiamato a raccolta per scendere in piazza nel “venerdì della collera”. Almeno 5 manifestanti sono morti e una trentina sono stati feriti a Mosul e Hawya, durante raduni indetti per protestare contro alla corruzione, il malgoverno e la disoccupazione. A Bagdad la polizia ha sparato in aria per fermare i manifestanti radunati sul Ponte della Repubblica. I militari hanno vietato l’accesso a piazza della Liberazione.
28-02-2011 GHEDDAFI: “IL POPOLO LIBICO MI AMA”
“Tutto il mio popolo mi ama. Morirebbe per me”. Parole di Gheddafi, intervistato dalla Abc. “Ho dato ordine di non sparire sui ribelli”, aggiunge, “e non userei mai armi chimiche”. Poi: “Obama è bravo ma disinformato”, “forse vogliono occupare la Libia”. E invita l’Onu a “venire in Libia ed organizzare una missione investigativa”. Ai microfoni della Bbc, Gheddafi riferisce di essersi sentito tradito da alcuni Paesi occidentali con cui aveva costruito relazioni negli ultimi anni. “Avevamo un accordo per combattere Al Qaeda, adesso che lo facciamo ci abbandonano”. Sull’ipotesi di un suo esilio: “Chi lascia il proprio Paese?”.
01-03-2011 LIBIA, ONU: EMERGENZA AL CONFINE TUNISINO
Situazione sempre più critica al confine tra Libia e Tunisia. Lo denuncia l’Alto commissariato Onu per i rifugiati. Circa 75mila persone hanno varcato la frontiera dal 20 febbraio, 14mila solo ieri, secondo la portavoce Fleming. I militati avrebbero sparato in aria per sedare le risse per un po’ di pane. La tendopoli è al collasso. “In Libia ci sono un centinaio di italiani che hanno scelto di restare per motivi di lavoro”, afferma il capo dell’Unità di crisi della Farnesina, Romano. “Siamo pronti ad intervenire per aiutarli, se necessario”, aggiunge.
01-03-2011 UE: LIBIA, PER ORA NESSUN PIANO MILITARE
Per ora non è previsto nessun intervento militare europeo in Libia. È quanto dichiara il portavoce dell’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Catherine Ashton. “Vediamo come funzionano le sanzioni adottate ieri. Tutte le opzioni sono tuttavia sul tavolo”. L’11 marzo vertice straordinario Ue. L’Europa ha deciso un embargo sulle armi e restrizioni ai visti per Gheddafi e altri 25 membri del regime. Saranno anche congelati i beni del rais. “L’Italia è pronta a corridoi umanitari con aiuti ai civili”, dice il ministro Frattini al Consiglio Onu per i diritti umani, a Ginevra.
02-03-2011 GHEDDAFI: “HO COSTRETTO L’ITALIA A SCUSARSI”
“Abbiamo costretto l’Italia ad abbassare la testa nei nostri confronti”. Lo ha affermato il leader libico Gheddafi. “Siamo andati in Italia portando il figlio di Omar Muktar, e li abbiamo costretti a scusarsi per la colonizzazione. È una cosa storica, costringere l’Italia a pagare la Libia”. “Berlusconi ha detto che non rappresento la Libia, ricordi che la Libia sono io”. “Non avendo più poteri dal 1977, non posso dimettermi: la nostra democrazia non prevede un presidente”. Gheddafi ha minacciato di sostituire le compagnie occidentali che estraggono il greggio libico con aziende cinesi e indiane.
02-03-2011 LIBIA, SEIMILA MORTI DA INIZIO RIVOLTA
Sono circa seimila le persone uccise in Libia da quando è scoppiata l’insurrezione contro il regime di Gheddafi. Il calcolo è stato effettuato dalla Lega libica per i diritti umani sulla basa di testimonianze raccolte. Le vittime sono circa 3.000 a Tripoli, 2.000 a Bengasi e un migliaio in altre città, come Zawia e Zenten. Si tratta comunque di un bilancio arrotondato per difetto, sottolinea il portavoce Zerdan. Si accentua intanto l’emergenza umanitaria nel Paese. Il Programma alimentare mondiale ha lanciato un piano di aiuti urgenti da 38,7 milioni di dollari, poiché “le scorte sono finite”.
02-03-2011 LEGA ARABA: SOSTENIAMO POPOLO LIBICO
La situazione in Libia è “tragica” e “non possiamo accettarla”, ha detto il segretario generale della Lega araba, Amr Moussa, davanti ai ministri degli Esteri arabi riuniti al Cairo. “Dobbiamo sostenere il popolo libico che sta soffrendo motlo nel suo cammino verso la libertà”. I ministri degli Esteri chiedono al leader libico Gheddafi di prendere decisioni “coraggiose” per fermare la violenza e di rispettare i “diritti legittimi del popolo”.

06-03-2011 TRIPOLI, SOSTENITORI RAIS IN FESTA
I sostenitori di Gheddafi hanno fatto festa a Tripoli dopo le notizie diffuse dal regime di vittorie contro i ribelli. La tv libica ha annunciato che le forze governative hanno ripreso il controllo di Ras Lanuf, Misurata, Tobruk e si dirigono ora verso Bengasi, la roccaforte degli insorti. Gli spari uditi nella capitale sarebbero festosi. Secondo voci non confermate, le tribù libiche nella notte avrebbero raggiunto un accordo per porre fine alle ostilità. Ieri, le forze governative sono entrate ad Al Zawiyah, la città in mano ai ribelli più vicina a Tripoli. Decine, se non centinaia, i morti.
06-03-2011 GHEDDAFI: MIGRANTI INVADERANNO L’EUROPA
“Migliaia di persone invaderanno l’Europa dalla Libia, e non ci sarà nessuno a fermarli”. È lo scenario dipinto da Muammar Gheddafi in un’intervista al francese Le Journal de Dimanche. “Se si minaccia, si destabilizza, di andrà verso la confusione, verso Bin Laden e i gruppuscoli armati”, sostiene il leader libico. “Avrete Bin Laden alle vostre porte, ci sarà una jihad islamica davanti a voi”, prosegue il rais. “Io non lo lascerei accadere”.
06-03-2011 LA SPINTA DEMOGRAFICA DEL NORD AFRICA
La crisi politica nordafricana fa rimbalzare da settimane in Europa l’allerta immigrazione. Potrebbe trattarsi solo dell’accelerazione di un processo previsto da tempo? “Il potenziale delle emigrazioni è in gran parte già scritto nella storia del passato”, spiega a Televideo Gustavo De Santis, docente di demografia all’Università di Firenze. “La forte crescita demografica del recente passato africano si traduce oggi in una forte presenza di ventenni, che cercano sbocchi lavorativi. Le crisi possono scatenare il fenomeno, che si esalta e concentra in poco tempo, anziché diluirsi”.
12-03-2011 SAIF GHEDDAFI: ITALIA HA TRADITO LA LIBIA
“Siamo molto irritati con l’Italia”. Sono le parole di Saif Al Gheddafi, figlio del leader libico, nelle interviste ad alcuni quotidiani italiani. Saif ribadisce la sua fiducia nella vittoria finale e attacca l’Italia, che avrebbe tradito l’amicizia con la Libia. “Berlusconi – ha aggiunto – è nostro amico. Potevamo aspettarci questo dalla Francia, ma non dall’Italia. Sarà molto facile rimpiazzare l’Italia con la Cina e state attenti: quello che succede oggi qui, succederà domani da voi”. Ieri Tripoli ha interrotto i rapporti diplomatici con Parigi, per ritorsione perché ha riconosciuto gli insorti.
14-03-2011 LIBIA, RAIS TENDE MANO AI SOLDATI RIBELLI
La tv libica ha annunciato che i militari passati con i ribelli saranno “graziati” se si arrenderanno. Il beneficio sarà concesso a condizione “che mostrino pentimento e riconsegnino le armi”. La città di Ajdabiya, a sud di Bengasi, è stata bombardata dai caccia del colonnello Gheddafi. Lo riferisce la tv araba al Jazira, aggiungendo che i raid hanno preso di mira in particolare l’ospedale e la caserma dell’esercito della città, nuovo obiettivo di riconquista delle forze del regime nell’est del Paese
14-03-2011 MOSCA METTE AL BANDO GHEDDAFI E FAMIGLIA
Il Cremlino ha decretato il divieto di ingresso e transito nel territorio russo per Muammar Gheddafi e i suoi familiari. Lo annuncia il presidente russo, Medvedev, aggiungendo che per il colonnello e il suo clan sarà bandita anche la possibilità di effettuare operazioni finanziarie in Russia. Il provvedimento risponde alle sanzioni imposte dall’Onu al regime libico. Nel decreto, citato dall’agenzia Interfax, è stilato un elenco di 15 persone.


14-03-2011 AFGHANISTAN, STRAGE DI RECLUTE A KUNDUZ
Decine di morti e feriti sono stati provocati da un attentato suicida contro un centro di reclutamento dell’esercito a Kunduz, nel nord dell’Afghanistan. La maggior parte delle vittime erano volontari che stavano per arruolarsi. Una fonte della polizia riferisce che i morti sono 37 e più di 40 i feriti. Tra le vittime ci sarebbero anche alcuni bambini.

15-03-2011 GHEDDAFI MINACCIA: “CI ALLEIAMO CON AL QAEDA”
Se i governi occidentali “si comporteranno come in Iraq, la Libia uscirà dall’alleanza internazionale contro il terrorismo. Ci alleiamo con al Qaeda e dichiariamo la guerra santa”. Così Gheddafi in un’intervista al Giornale. Il leader libico si dice “scioccato dall’atteggiamento degli europei” e si ritiene “tradito” da Berlusconi. Quanto ai ribelli, per Gheddafi non c’è spazio di dialogo possibile, poiché sarebbe il popolo stesso a chiedergli di intervenire contro “le bande armate”. Trattare “con i terroristi legati a Bin Laden non è possibile. Loro stessi non credono al dialogo”, ha detto Gheddafi.
15-03-2011 RIBELLI LIBICI AL G8: COLPITE GHEDDAFI
I ribelli libici esortano le potenze occidentali a uccidere Gheddafi. Secondo il Guardian, una delegazione del Consiglio di Bengasi ha consegnato questo messaggio al presidente francese Sarkozy e alla segretaria di Stato Usa Clinton, a margine del G8 di Parigi. “Chiediamo una no-fly zone, attacchi tattici contro i carri armati e i razzi che vengono usati contro di noi e un attacco al compound di Gheddafi. Se muore nessuno verserà una lacrima”.
16-03-2011 LIBIA, TV: IMMINENTE ATTACCO A BENGASI
“Tutte le forze nell’est che non sono passate con i traditori sono chiamate a unirsi nell’avanzata verso Bengasi”, roccaforte dei ribelli. È l’appello lanciato dalla tv di Stato libica. Il figlio del colonnello Gheddafi, Saif Al Islam, ha detto che “tutto finirà in 48 ore e che una no-fly zone sarebbe inutile”. “Sarkozy ci restituisca i soldi con cui abbiamo finanziato la sua campagna elettorale”, ha aggiunto. I lealisti bombardano di nuovo Misurata (5 morti) e hanno iniziato l’attacco a Zintan (120 km da Tripoli), ancora in mano ai ribelli. Medici senza frontiere richiama i suoi operatori da Bengasi,
16-03-2011 BAN: “IN LIBIA CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO”
Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha rivolto un appello per un immediato cessate il fuoco in Libia. Ban si dice “gravemente preoccupato per l’escalation militare delle forze del governo” e teme futuri raid su Bengasi. Al Consiglio di sicurezza, il presidente francese Sarkozy ha chiesto di appoggiare l’iniziativa della Lega Araba volta a istituire una no-fly zone. Qualsiasi decisione il Consiglio prenda sulla Libia, ha detto il segretario di Stato Usa, Clinton, essa dovrà comprendere non solo la leadership ma anche la partecipazione dei Paesi arabi. Clinton auspica una risoluzione entro domani.
19-03-2011 SARKOZY: FERMEREMO FOLLIA OMICIDA REGIME
Muammar Gheddafi non ha rispettato l’ultimatum internazionale ed è “nostro dovere fermare la follia omicida” in Libia. Così il presidente francese, Sarkozy, al termine del vertice Ue-Lega araba convocato a Parigi. “Le nostre forze aeree sono pronte a impedire nuovi attacchi sui civili a Bengasi” da parte del regime, aggiunge. “Faremo rispettare la risoluzione Onu”. Il raìs può ancora evitare il peggio, spiega, “se si conforma alle richieste della comunità internazionale”. Secondo il premier belga Leterme, il summit ha dato il via libera ad azioni militari “nelle prossime ore”.
19-03-2011 GHEDDAFI AI “GRANDI”: LA LIBIA NON È VOSTRA
“Le risoluzioni Onu sono inaccettabili e avranno ripercussioni sul Mediterraneo e in Europa. Ve ne pentirete. Questo è il nostro Paese”. Così il leader libico Gheddafi in un messaggio inviato a Sarkozy, Cameron e Ban Ki-moon. “La Libia non è vostra. Il Consiglio Onu non può interferire negli affari interni di una nazione. È un’ingiustizia e un’aggressione. Non spareremo mai contro il nostro popolo, noi siamo in guerra contro Al Qaeda nel Maghreb”. In una lettera indirizzata a Obama il raìs scrive: “Che fareste voi se Al Qaeda attaccasse le città americane? I libici sono pronti a morire per me”.
19-03-2011 IN IRAQ E IRAN, SCIITI PROTESTANO PRO BAHREIN
Migliaia di sciiti iracheni sono scesi in piazza a Bagdad a Bassora a manifestare contro la repressione delle proteste sciite nel Bahrein. Dissenso anche per l’invio di truppe saudite nella capitale del Bahrein, Manama. Il Parlamento iracheno resterà fermo per 10 giorni in segno di protesta contro l’uso della forza deciso da Manama. La manifestazione di oggi, alla quale hanno partecipato 5mila sciiti, è stata indetta anche dal partito dell’attuale premier iracheno, Nuri Al Maliki. In Iran, 700 manifestanti hanno assaltato il consolato saudita a Mashhad, e hanno issato la bandiera del Bahrein.
20-03-2011 GHEDDAFI: VINCEREMO, SIETE TERRORISTI
“Subiamo una crociata con metodi terroristi, ma la nostra terra sarà un inferno per voi. Difenderemo la nostra gloria. Noi vinceremo e voi perderete”. Il leader libico Gheddafi è così intervenuto a poche ore dai raid occidentali. “Questo attacco è un nuovo nazismo e voi cadrete come Hitler e Mussolini”, ha continuato il rais, ricordando “le sconfitte dell’Occidente in Somalia, Iraq, Afghanistan e contro Bin Laden. Noi non faremo mai un passo indietro” e infine “l’Italia ci ha tradito, come la Francia, gli Usa e la Gran Bretagna”.
20-03-2011 QATAR PARTECIPA A RAID PER “FERMARE VIOLENZE”
Il Qatar ha confermato la partecipazione all’intervento militare in Libia per “porre fine al bagno di sangue” messo in atto dalle forze di Gheddafi. Il premier ha precisato che non è “contro il popolo libico, il rais e i suoi figli”. Nella base sarda di Decimomannu sono attesi aerei provenienti dagli Emirati arabi. Già presenti spagnoli e canadesi. Nessun aereo italiano partecipa ai raid contro la Libia. L’Aeronautica sta rischierando i velivoli nella base di Trapani, dove sono pronti gli F-16 del 37° stormo, insieme ai Tornado del 50° stormo di Piacenza, gli aerei da ricognizione Awacs e Tanker.

20-03-2011 LIBIA, BRIGATE GHEDDAFI A MISURATA
I carri armati delle forze fedeli al colonnello libico, Gheddafi, hanno raggiunto il centro di Misurata. Lo riferisce l’edizione araba della Bbc. L’esercito del rais bombarda anche con i cannoni. I ribelli rispondono al fuoco. Testimoni parlano di “un vero e proprio massacro”. Dieci i morti, 40 i feriti degli scontri. Distrutte a Bengasi decini di mezzi militari del rais. A Tripoli numerosi incendi, secondo la Cnn. In fiamme le postazioni antiaeree di Gheddafi. Nella capitale, i funerali delle vittime dei raid di ieri.

22-03-2011 LIBIA, MISSIONE NATO PER EMBARGO ARMI
La Nato ha “deciso di lanciare un’operazione per imporre l’embargo sulle armi contro la Libia”. Lo ha confermato Anders Fogh Rasmussen, segretario generale dell’Alleanza atlantica. La Nato ha anche “completato i piani per imporre una no-fly zone”, ha detto, “per portare il nostro contributo, se necessario, al vasto sforzo internazionale per proteggere il popolo libico dalla violenza del regime di Gheddafi”. Aerei e navi di Paesi Nato già operano nel Mediterraneo con questo scopo.

22-03-2011 AL JAZIRA: LIBIA, VIOLATA NO-FLY ZONE
Attaccato un jet militare di Gheddafi in volo verso Bengasi. Lo dice la tv Al Jazira. L’aereo è stato intercettato dalla coalizione occidentale. Almeno nove persone sono morte a Yefren in “scontri violenti” tra ribelli e forze del regime. I residenti si aspettano “che la coalizione internazionale impedisca ai battaglioni di Gheddafi di avanzare”. Lo riferiscono fonti locali. Bombardata Zintan. Almeno 10 i morti. L’attacco del raìs su Bengasi di sabato ha fatto 120 vittime e 250 feriti. Gli insorti affermano inoltre che nel primo raid dei caccia francesi presso la città sono morti 400 militari di Gheddafi.

22-03-2011 INVIATO ONU VEDE CAPI DEGLI INSORTI
Abdel Al Khatib, inviato delle Nazioni Unite in Libia, ha incontrato per la prima volta i capi degli insorti libici. I colloqui si sono svolti ieri a Tobruk al confine con l’Egitto, ma la notizia è stata data oggi dal Palazzo di vetro. I ribelli hanno ribadito la richiesta di un rapido cessate il fuoco e la fine dell’assedio alle città degli insorti da parte delle forze di Gheddafi. L’esercito libico ha intanto fermato tre giornalisti occidentali: due reporter della France Presse e un fotografo della Getty Images.

22-03-2011 ISRAELE CENTRA UNA CASA A GAZA, 5 MORTI
Un carroarmato dell’esercito israeliano ha sparato contro una casa nella Striscia di Gaza, uccidendo almeno cinque palestinesi. Tra le vittime tre giovani. Lo affermano fonti palestinesi. I militari israeliani non hanno confermato l’attacco. Poco prima hanno fatto sapere che quattro missili erano stati lanciati dall’enclave contro Israele. A Gaza tre palestinesi della Jihad islamica sono morti in un attacco aereo da parte di Israele. Un altro miliziano è rimasto ferito. La rappresaglia di Israele si è intensificata in seguito agli attacchi dei giorni scorsi da parte di Hamas.

22-03-2011 LEGA ARABA CONDANNA REPRESSIONE IN YEMEN
Ferma condanna della Lega araba nei confronti delle forze di sicurezza yemenite, responsabili di “crimini perpetrati contro i civili”. In un comunicato, l’organizzazione teme per una “situazione estremamente pericolosa e grave, in quanto minaccia l’unità dello Stato e la sua stabilità”. La Lega araba invita a compiere “ogni sforzo per salvaguardare l’unità nazionale e la libertà d’espressione”.

22-03-2011 REPRESSIONE IN SIRIA, UE: “INACCETTABILE”
La repressione sui manifestanti in Siria è “inaccettabile”. Lo dice l’Unione europea. L’Onu chiede a Damasco di condurre un’inchiesta “indipendente, trasparente ed efficace” sulla morte di 6 manifestanti a Daraa. Lo afferma l’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani: “Esortiamo la Siria di aprire un dialogo ampio e significativo con i dimostranti”. Un bambino di 11 anni è morto soffocato dai gas lacrimogeni durante le proteste antiregime. La tv Al Arabiya riferisce che per il quinto giorno consecutivo in migliaia sono tornati in piazza. Le forze di Sicurezza la moschea di Daraa.

24-03-2011 CACCIA FRANCESE ABBATTE AEREO LIBICO
Un caccia francese ha abbattuto un aereo militare libico che aveva violato la zona di interdizione al volo vicino a Misurata. Si tratta del primo jet libico colpito dalle forze della coalizione dall’avvio delle operazioni militare per imporre la no-fly zone decisa dall’Onu in Libia. L’aereo era un G-2 Galeb, di fabbricazione jugoslava. Secondo un portavoce militare francese, il velivolo è stato colpito mentre si apprestava ad atterrare. Altre fonti sostengono invece che si trovava a terra. Secondo Tripoli, nei raid della Coalizione sono morti 100 civili.

26-03-2011 LIBIA, BOMBE ALLEATE SU MISURATA
Gli aerei della coalizione hanno bombardato postazioni delle forze armate di Gheddafi alla periferia di Misurata. Lo comunica un portavoce dei ribelli. Abdelbasset. I raid alleati hanno colpito anche un deposito di armi all’interno di una base aerea. La città di Misurata è controllata dai ribelli, ma assediata dalle forze lealiste, che la bombardano con l’artiglieria, mentre i cecchini sparano sui civili. Dopo i raid aerei, la pressione dei governativi è diminuita.


26-03-2011 SIRIA, BRUCIATA SEDE DEL PARTITO DI REGIME
Migliaia di persone hanno preso d’assalto e dato alle fiamme la sede del partito Baath ed un posto di polizia a Tafas, un piccolo centro nei pressi di Deraa, la città al confine con la Giordania teatro da giorni di violente manifestazioni anti-regime. Baath è il partito del presidente Bashar al Assad. I dimostranti stavano partecipando al funerale di una delle persone uccise durante le proteste di piazza a Deraa. Secondo la tv Al Jazira, che riporta fonti mediche, sarebbero oltre 150 le persone uccise in una settimana dalle forze di sicurezza nel sud del Paese, nella repressione delle rivolte.


26-03-2011 ISAF: CIVILI AFGHANI UCCISI PER SBAGLIO
Sette civili afghani, tra cui tre bambini, sono stati uccisi per errore da un aereo della Forza internazionale Isaf nella provincia meridionale di Helmand. Lo annuncia il governatore locale. “Civili afghani sono stati uccisi e feriti accidentalmente nel distretto di Naw Zad”, aveva ammesso l’Isaf. L’incidente è avvenuto a seguito della richiesta di un bombardamento aereo da parte delle forze di sicurezza contro 2 veicoli che si riteneva trasportassero un comandante talebano. Ma l’informazione dell’intelligence era errate e sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta.


29-03-2011 GHEDDAFI: “FERMATE L’OFFENSIVA BARBARA”
Il leader libico Gheddafi ha inviato un messaggio al Gruppo di contatto sulla Libia, che si riunisce oggi a Londra, esortandolo a fermare “l’offensiva barbara”, comparata alle campagne militari europee di Hitler. “Bloccate la vostra barbara e ingiusta offensiva contro la Libia e lasciate il Paese ai libici. State conducendo una operazione di sterminio di un popolo in sicurezza e distruggendo un Paese in sviluppo”, aggiunge Gheddafi. “Lasciate che sia l’Unione africana a gestire la crisi, la Libia accetterà qualsiasi decisione che l’Unione assumerà”, conclude il colonnello.


30-03-2011 LIBIA, NATO AVVIA PASSAGGIO CONSEGNE
La Nato ha avviato stamane il passaggio delle consegne, in vista della piena assunzione del controllo sulle operazioni militari in Libia, previsto per domani mattina. “La transizione si sta svolgendo per gradi, come previsto”, ha detto una portavoce dell’Alleanza. Il generale Bouchard potrà annunciare presto la fine della missione “Odissea all’alba”, guidata da Usa, Francia e Regno Unito, e l’inizio di “Unified Protector”, la missione che “unisce l’embargo marittimo e la no-fly zone sulla Libia e la tutela dei civili”.


02-04-2011 AFGHANISTAN, 9 MORTI IN PROTESTA A KANDAHAR
Nove afghani sono rimasti uccisi e 73 feriti a Kandahar, nel Sud dell’Afghanistan, durante una manifestazione indetta contro il rogo di una copia del Corano avvenuto negli Stati Uniti. Presenti alla manifestazione circa mille persone che scandivano slogan contro gli Usa e contro il presidente afghano Karzai. La polizia avrebbe sparato in aria. Arrestate 17 persone, sette delle quali erano armate. Secondo il governatore locale, Ayoubi, la protesta è stata organizzata dai talebani. Ieri l’attacco all’ufficio Onu a Mazari-Sharif, nel Nord del Paese, costato la vita a 7 impiegati stranieri.


03-04-2011 PAKISTAN, KAMIKAZE NEL SANTUARIO, 41 MORTI
È di 41 morti e un centinaio di feriti il bilancio di un doppio attentato suicida, avvenuto in un mausoleo sufi a Dera Ghazi Khan, nel Punjab. Fra le vittime molte donne e bambini. Le esplosioni si sono verificate nel tardo pomeriggio, in un momento di grande affollamento. L’attentato è stato rivendicato dai talebani pakistani, che minacciano di compierne altri per ritorsione contro le operazioni militari anti-ribelli nel nordovest del Paese. Secondo gli estremisti islamici, visitare un mausoleo sufi va contro lo spirito dell’Islam. Negli ultimi anni ci sono stati molti attacchi contro i sufi.


05-04-2011 LIBIA, NATO FERMA NAVI CON ARMI PER INSORTI
Unità navali della Nato hanno fermato quattro imbarcazioni dei rivoltosi libici cariche di armi, partite da Bengasi e dirette a Misurata. A bordo, con le armi, c’erano anche aiuti umanitari. I militari dell’Alleanza atlantica hanno detto agli insorti di consegnare le armi oppure di tornare indietro. Una delle barche è tornata a Bengasi. È invece riuscita ad attraccare nel porto di Marsa el Hariga, controllato dai ribelli, una petroliera registrata in Libia. Il Qatar, che ha riconosciuto il Consiglio rivoluzionario di Bengasi, commercializzerà il greggio che viene dai pozzi dell’Est della Libia.


09-04-2011 VERTICE SULLA LIBIA GIOVEDì 14 AL CAIRO
Una conferenza internazionale sulla Libia si terrà giovedì prossimo al Cairo. A convocarla è stata la Lega araba su iniziativa delle Nazioni Unite. All’incontro parteciperanno il segretario generale dell’Onu, Ban, il capo della diplomazia dell’Unione europea, Ashton, e il presidente della Commissione dell’Unione africana, Ping. La tv libica mostra intanto immagini di Gheddafi che riappare in pubblico, visitando una scuola. Le sue truppe hanno ripreso a bombardare gli insorti a Est di Aidabiya. E i ribelli ripetono: niente tregua finché Gheddafi e i suoi figli non lasceranno il potere.


09-04-2011 RASMUSSEN: IN LIBIA SOLUZIONE POLITICA
Il segretario generale della Nato, Rasmussen, ha affermato, in un’intervista al settimanale tedesco Der Spiegel, che “non esiste soluzione politica. Tocca al popolo libico muoversi in tal senso”. Dal fronte arrivano notizie di 4 raid aerei Nato, che hanno colpito posizioni dell’esercito di Gheddafi a Misurata. Secondo fonti dei ribelli, in città sono morte almeno otto persone nei violenti scontri con le forze lealiste.


09-04-2011 RAID ISRAELIANI A GAZA MORTI 18 PALESTINESI
Un comandante locale di Hamas e due sue guardie del corpo sono rimasti uccisi in un raid aereo israeliano che ha colpito un veicolo nel sud della Striscia di Gaza. Un terzo palestinese è morto nell’attacco di un drone a Gaza City. Sale così a 18 il numero di palestinesi uccisi in azioni di rappresaglia di Israele per i continui lanci di razza e colpiti di mortaio sul Neghev. Il governo israeliano ha ribadito che i raid continueranno finché non cesseranno i lanci di missili Qassam. L’avvio di una “terza Intifada” è stato invocato dal movimento integralista palestinese che controlla la Striscia.


10-04-2011 LIBIA, CNT: “PRONTI A FERMARE CLANDESTINI”
Mustafa Jalil, capo del Consiglio transitorio libico di Bengasi, ha detto al Gr RadioRai che il Cnt è pronto a combattere l’immigrazione clandestina. “in cambio – ha aggiunto – vorremmo che l’Italia ci desse una mano nell’affrontare tutto questo, aiutandoci a proteggere le nostre frontiere”. Jalil, che martedì sarà a Roma per incontrate Napolitano, Berlusconi e Frattini, ha espresso gratitudine al governo italiano per il suo impegno nel difendere i civili diventati bersaglio dell’esercito di Gheddafi. “Il mio desiderio – ha concluso – è che le relazioni con l’Italia diventino più solide”.


16-04-2011 UCCISO VOLONTARIO ITALIANO RAPITO A GAZA
È stato strangolato Vittorio Arrigoni, l’attivista italiano di 36 anni rapito nella Striscia di Gaza da un gruppo salafita vicino ad Al Qaeda. Il suo corpo è stato ritrovato in una casa di Gaza City in un blitz dei miliziani di Hamas. Per il portavoce del governo di Hamas, Arrigoni è stato ucciso alcune ore prima dell’irruzione, conclusasi con l’arresto di 2 militanti salafiti. La Brigata salafita Mohammed Bin Moslama aveva diffuso giovedì il video con Arrigoni bendato e con il volto insanguinato, accusandolo di propagare fra i palestinesi i “vizi occidentali”, chiedendo il rilascio dei detenuti salatiti.


21-04-2011 TRIPOLI: 11 MORTI NEI RAID DELLA NATO
Sette persone sono rimaste uccise e altre diciotto ferite in un raid della Nato a Tripoli, nella zona di Khallat Al Farjan, alla periferia sud della capitale libica. È quanto riferisce la televisione di Stato. Secondo l’agenzia di stampa libica Jana, un secondo raid della coalizione a Bir Al Ghanam, 50 km a sudovest di Tripoli, è costato la vita ad altre quattro persone.


22-04-2011 GLI USA IMPIEGHERANNO DRONI IN LIBIA
Gli Stati Uniti inizieranno a usare i ‘droni’ (aerei senza pilota) in Libia per colpire le forze di Gheddafi. Lo spiega Robert Gates, segretario alla Difesa, dopo che il presidente Obama ne ha approvato l’impiego. Gli insorti libici salutano l’invio dei droni come un aiuto a Misurata per uscire dall’assedio. Intanto, secondo testimoni, decine di soldati lealisti, incalzati dall’offensiva dei ribelli, hanno passato il confine tunisino a Dhiba per consegnarsi disarmati. Il regime libico ha ammonito la comunità internazionale sulle conseguenze di un invio di addestratori militari.


24-04-2011 ISRAELE: NABLUS OMICIDIO INGIUSTIFICATO
Il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha definito un “omicidio ingiustificato” l’uccisione del nipote del nipote del ministro Livnat a Nablus. L’uomo era andato a pregare sulla tomba di Giuseppe, nell’area controllata dai palestinesi, ma non aveva il permesso per accedervi. Con lui c’erano altri 4 israeliani, ebrei ultraortodossi hassidici. A sparare sarebbero state le forze di sicurezza dell’Anp. “Nessun coordinamento – ha detto Barak – può giustificare un incidente simile e il gesto di sparare contro innocenti”.


24-04-2011 LIBIA, MISURATA: RIPRESI I COMBATTIMENTI
Nonostante l’annuncio del ritiro delle truppe di Gheddafi da Misurata, sono ripresi i combattimenti nella città della Tripolitania controllata dai ribelli. Come riferisce un portavoce del Consiglio transitorio di Bengasi, le truppe di Gheddafi “non sono andate via e hanno ripreso i bombardamenti”. Anche il viceministro degli Esteri di Tripoli, che aveva ieri annunciato il ritiro, ha rettificato: “Le forze armate avevano semplicemente sospeso le operazioni”. Nella giornata di ieri sono rimaste uccise 25 persone e ferite almeno cento.


29-04-2011 SPARI SULLA FOLLA, NUOVA STRAGE IN SIRIA
Non si ferma la repressione in Siria contro i manifestanti che chiedono la fine del regime del presidente Assad. Le forze di sicurezza hanno sparato sulla folla uccidendo almeno 15 civili a Deraa. Il bilancio dei recenti attacchi dell’esercito è di oltre 80 morti, tra cui donne e bambini. Nell’ennesimo venerdì di proteste anti-governative, una decina i morti a Homs. Almeno 250 siriani che tentavano di varcare il confine turco sono stati fermati. Blindata la capitale per timore di scontri. Il Consiglio dei diritti umani dell’Onu ha condannato le violenze e chiesto una missione per indagare sulle accuse di violazione dei diritti umani.


29-04-2011 ATTACCO FORZE GHEDDAFI CONTRO CITTÀ TUNISINA
L’esercito tunisino ha aperto il fuoco per rispondere all’attacco lanciato dalle truppe fedeli a Gheddafi contro le postazioni degli insorti libici a Deliba, città della Tunisia al confine con la Liabia. Testimoni locali parlano di una fitta sparatoria in corso nel centro della città. Le forze di Gheddafi avrebbero attaccato i ribelli oltre confine anche con colpi di artiglieria. Ieri le truppe fedeli al regime avevano riconquistato il valico di frontiera di Deliba Wazin, caduto giorni prima nelle mani degli insorti.


29-04-2011 NATO: RIUSCITI I RAID ITALIANI IN LIBIA
Il generale Weighill, sottocapo di stato maggiore delle operazioni della Nato in Libia, ha affermato a Bagnoli che “nell’ultima settimana l’Italia ha partecipato ad attacchi che sono andati a buon fine”, e che “hanno portato grandi benefici alle operazioni”. “Siamo grati all’Italia – ha aggiunto – per ciò che ha fatto dall’inizio della missione, sia con la no-fly zone sia con l’embargo”. Oggi nuovo raid di due Tornado italiani armati di bombe decollati da Trapani e scortati da due caccia F-16.


29-04-2011 STRAGE MARRAKECH, “RIFORME VANNO AVANTI”
La strage di Marrakech non rimetterà in discussione le riforme democratiche avviate dal re Mohammed VI. È quanto assicura il portavoce del governo. “Siamo impegnati in un processo di riforma globale che riguarda tutti i settori. La decisione è salda”, spiega Khalid Naciri. Poi parla delle indagini sull’attentato al bar Argana, costato la vita a 16 persone: “Tutte le piste vanno esplorate, compresa quella di Al Qaeda”. Tra le vittime ci sono 6 francesi, un olandese e un’israeliana. L’ordigno è stato azionato a distanza e conteneva chiodi per un maggior potere distruttivo.


29-04-2011 EGITTO RIAPRIRÀ LA FRONTIERA CON GAZA
Il ministro degli Esteri egiziano, Al Arabi, ha annunciato alla tv Al Jazira che il suo Paese vuole riaprire il valico di Rafah, alla frontiera con la Striscia di Gaza, per alleggerire il blocco israeliano imposto al territorio palestinese. Finora, l’Egitto aveva riaperto il valico solo per motivi umanitari. Il ministro egiziano ha definito “vergognosa” la decisione di chiudere il valico di Rafah, considerato che esso è l’unico punto di ingresso alla Striscia non controllato da Israele. Il valico era stato chiuso nel 2007, quando Hamas prese il potere a Gaza.


29-04-2011 LIBIA, CALDEROLI: A OGGI NON VEDO VIE D’USCITA
“A oggi, non vedo vie d’uscita”. Così il ministro della Semplificazione Calderoli sulla possibilità di una crisi con il PdL sul passaggio parlamentare della missione in Libia. “Si rischia di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati”, dice. “Partito il primo raid è tutto molto più difficile”. “L’immigrazione crescerà ancora”, avverte. E aumenteranno anche spese e tasse: “Cosa si può fare di più o di peggio?”. Una crisi di governo? “I giornalisti ne parlano da 3 anni”. “La politica estera è una cosa, la missione in Libia un’altra. Non fa parte del programma elettorale, non ci sentiamo legati al programma su questo”.

30-04-2011 GRUPPO CONTATTO LIBIA LA CLINTON SARÀ A ROMA
Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, parteciperà giovedì 5 maggio alla riunione del Gruppo di contatto sulla Libia prevista a Roma, per discutere dell’aiuto da dare agli insorti e ai civili. La sua presenza è stata annunciata dal Dipartimento di Stato. Il Gruppo, creato a Londra alla fine dello scorso marzo, include Paesi occidentali e arabi, e organizzazioni internazionali. Ha già tenuto una riunione a Doha, in Qatar, il 13 aprile scorso: presenti dirigenti del Consiglio nazionale di transizione istituito dagli insorti libici.


01-05-2011 FARNESINA: L’ITALIA NON TORNA INDIETRO
“Gli attacchi contro gli edifici della nostra ambasciata a Tripoli non indeboliranno la determinazione dell’Italia a continuare la propria azione, insieme agli altri partner, a difesa della popolazione civile libica”. È quanto si legge in una nota della Francesina. “Il regime di Gheddafi, nel mancare di assicurare la necessaria protezione alle missioni diplomatiche straniere a Tripoli, è venuto meno ancora una volta ai propri elementari obblighi internazionali”, prosegue la nota, esprimendo la ferma condanna per l’attacco “grave e vile”.


02-05-2011 CIA: “QUASI CERTA VENDETTA DI AL QAEDA”
Al Qaeda vendicherà “quasi certamente” l’uccisione di Osama Bin Laden. Lo prevede il direttore della Cia, Panetta. “Se Bin Laden è morto, Al Qaeda non lo è. Dobbiamo restare vigili e pronti, ed è ciò che faremo”, ha detto. Leon Panetta prenderà a breve la guida del Pentagono al posto di Robert Gates. Interpol ha invitato i suoi 188 Stati membri a una “vigilanza extra” per il “rischio terroristico accresciuto”. Il governo britannico si è gia adeguato. Le polizie di New York e Los Angeles hanno aumentato il livello di guardia. Rigide misure di sicurezza per le comunità cristiane in Pakistan.


02-05-2011 LIBIA, GOVERNATIVI ATTACCANO MISURATA
Le forze lealiste hanno nuovamente bombardato il porto di Misurata con l’artiglieria. Le incursioni si sono fermate dopo l’intervento di alcuni aerei della Nato, che hanno preso di mira i militari filo-Gheddafi. Il porto della città, sempre in mano agli insorti ma da settimane assediato dai lealisti, rimane tuttora chiuso. Il presidente del Consiglio Berlusconi intanto non dà importanza alle minacce di Gheddafi: “Credo che la sua sia stata una reazione alla delusione che ha dell’Italia per il Trattato di amicizia”. Berlusconi esclude legami tra le minacce libiche e la morte di Bin Laden.


03-05-2011 PAKISTAN: NON ABBIAMO PARTECIPATO AL BLITZ
Il presidente pakistano Zardari, in un intervento sul Washington Post, ha detto che il Pakistan non ha materialmente partecipato al blitz contro Bin Laden, ma ha contribuito all’individuazione del corriere di Osama, che ha portato gli americani al covo del terrorista. Zardari ha anche rivendicato un decennio di collaborazione con gli Stati Uniti nella lotta al terrorismo. Intanto, ambasciata e consolati Usa in Pakistan sono stati chiusi al pubblico per gli affari correnti “fino a nuovo ordine”. Restano aperti per tutti gli altri affari e per i servizi d’urgenza ai cittadini americani.

03-05-2011 NYTIMES: 79 MARINES AL BLITZ CONTRO BIN LADEN
Il New York Times rivela che al blitz che ha portato all’uccisione di Bin Laden hanno partecipato 79 membri dei Navy Seals, le truppe scelte della Marina Usa, a bordo di 4 elicotteri. Di diverso avviso il Washington Post, che invece parla di 24 militari impegnati nell’operazione. All’inizio si era parlato di 2 elicotteri partiti dall’Afghanistan, ai quali si era poi aggiunto un Chinook, dopo che uno dei velivoli aveva avuto problemi in fase di atterraggio. Il quotidiano Dawn, di Islamabad, ipotizza che Bin Laden possa essere stato ucciso da una delle sue guardie.


05-05-2011 GRUPPO CONTATTO: TEMPO SCADUTO PER GHEDDAFI
“Il tempo sta scadendo per il regime libico che adesso è sulla difensiva ed è sempre più isolato a livello internazionale. Intensificheremo la pressione sul regime”. Così le conclusioni del gruppo di contatto sulla Libia a Roma. “Accogliamo favorevolmente il primo rapporto dell’accusa della Corte Internazionale sui crimini contro l’umanità del regime di Gheddafi”, presentato dalle Nazioni Unite, si legge ancora nel documento. Il gruppo di contatto ha inoltre istituito un “fondo speciale” per finanziare gli insorti libici.


05-05-2011 IRAQ, 25 POLIZIOTTI UCCISI IN ATTENTATO
Venticinque agenti della polizia irachena hanno perso la vita a seguito dell’esplosione di un’autobomba nella città di Hilla, 120 km a sud di Bagdad. Oltre 70 agenti sono rimasti feriti. L’attentato è avvenuto alle 7 ora locale (le 6 in Italia) contro il quartier generale del pronto intervento della polizia, nel centro della città. Sarebbe stato un kamikaze a bordo dell’auto imbottita di esplosivo ad azionare il dispositivo. L’attacco kamikaze è avvenuto mentre era in corso un cambio di turno e quindi il cortile della caserma era particolarmente affollato di poliziotti.


06-05-2011 AL QAEDA AMETTE: BIN LADEN È MORTO
Al Qaeda ha confermato la morte di Bin Laden. Con un comunicato su Internet, il gruppo ha spiegato che gli attacchi agli americani e ai loro alleati continueranno. “La loro gioia diventerà tristezza e il loro sangue si mescolerà con le loro lacrime”. “La sua morte è una maledizione per gli Stati Uniti. Il suo sangue non è stato versato invano”, spiega la nota, che incita il Pakistan a rivoltarsi contro la corruzione americana. Al Qaeda inoltre diffonderà un messaggio audio di Bin Laden, registrato una settimana prima della sua morte. Conterrebbe poesie sulle rivolte arabe.


10-05-2011 COLPITA LA BASE DI GHEDDAFI A TRIPOLI. NATO: “NON SAPPIAMO SE IL RAIS È IN VITA”
Fonti della Nato hanno riferito di non sapere se Gheddafi è vivo o morto. Dopo che violenti bombardamenti aerei hanno scosso la scorsa notte Tripoli e missili Nato hanno colpito la base del leader libico. Diversi aerei hanno lanciato otto raid in circa tre ore, in un attacco insolitamente violento contro la capitale. Secondo funzionari libici, almeno quattro bambini sarebbero rimasti feriti, di cui due in modo grave. Intanto, da New York il responsabile delle operazioni umanitarie Onu, Valerie Amos, ha precisato che sono circa 750.000 i libici fuggiti dal Paese dall'inizio del conflitto. Quattro esplosioni hanno scosso Tripoli dopo le 02:00 locali, seguite poco dopo da altre due deflagrazioni.

Secondo testimoni, tra gli obiettivi colpiti ci sarebbero il compound di Gheddafi, un'agenzia di intelligence e un edificio già bombardato il 30 aprile scorso, sede dell'alta commissione per l'infanzia, stando a quanto riferito da una fonte ufficiale libica. Nella tarda serata di ieri, invece, altri testimoni avevano riferito di due esplosioni contro la televisione di stato e l'agenzia ufficiale Jana. Durante la notte a Tripoli hanno poi risuonato sirene e sporadici colpi di fucili d'assalto e armi pesanti, mentre gli aerei continuavano a sorvolare la città. I violenti bombardamenti sono stati lanciati all'indomani della dichiarazione del Segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, secondo cui per Gheddafi "la partita è finita". Il leader libico "dovrebbe comprendere rapidamente e non troppo tardi che non c'è futuro per lui o per il suo regime", ha detto il numero uno dell'Alleanza Atlantica, che da fine marzo guida le operazioni militari della coalizione internazionale. Il primo maggio scorso, il figlio di Gheddafi, Saif al Arab, e tre suoi nipoti sono rimasti uccisi in un attacco della Nato a Tripoli.


11-05-2011 AL QAEDA MINACCIA GLI USA, MISTERO SULL’ULTIMO FIGLIO DI OSAMA
Al Qaida nella penisola arabica torna a minacciare gli Usa e l'occidente mentre si infittisce il mistero sul figlio ventenne di Osama bin Laden, Hamza, che secondo le mogli di Osama sarebbe riuscito a sfuggire al raid del commando americano che ha ucciso lo sceicco del terrore.
In un messaggio apparso sui siti web islamisti, il capo di al Qaida nella penisola arabica (Aqpa), lo yemenita Nasser al Wahishi, ha avvertito gli Stati Uniti che "il peggio" per loro deve ancora venire, minacciando che sarà intensificata la jihad, la "guerra santa", in risposta all'uccisione di bin Laden. Lo riporta oggi SITE, il centro americano di sorveglianza dei siti islamisti.
Gli americani hanno ucciso lo sceicco, ma devono sapere che la braci della jihad ardono ancora" ha affermato lo yemenita al Wahishi nel suo messaggio. "Non pensate che la questione sia finita, il peggio deve ancora venire, quello che vi aspetta sarà più intenso e nocivo" ha aggiunto il capo dell'Aqpa. Si infittisce intanto il mistero sulla sorte di Hamza bin Laden. Stando a quanto riferito alla tv statunitense Abc da funzionari della sicurezza pachistana, le tre mogli di bin Laden hanno dichiarato di non averlo più visto dopo il raid. Le fonti non lo hanno identificato, ma si pensa sia Hamza bin Laden, dato inizialmente per morto nel blitz, prima che la Casa Bianca rettificasse l'informazione, precisando che si trattava di Khalid bin Laden, 22 anni. Hamza, 20 anni, era apparso in un video di propaganda di al Qaida già nel 2001, quando aveva solo 10 anni. Quindi era ricomparso in un altro filmato diffuso dai siti estremisti in occasione del terzo anniversario dell'attentato a Londra, compiuto nel 2005. L'ultimogenito di Bin Laden è sospettato di complicità nell'omicidio della leader pachistana Benazir Bhutto; la stessa Bhutto scrisse nell'autobiografia apparsa postuma che Hamza stava complottando per assassinarla.


16-05-2011 CORTE AIA: GHEDDAFI VA ARRESTATO
Il procuratore generale della Corte penale dell’Aia ha chiesto l’arresto di Muhammar Gheddafi. Mandati di cattura sono stati richiesti anche per il figlio, Saif al Islam, e il capo dei servizi segreti libici e cognato di Gheddafi, Abdullah al-Senussi. I tre, ha spiegato il procuratore Luis Moreno Ocampo, sono accusati di crimini contro l’umanità per aver colpito deliberatamente i civili nella repressione contro gli insorti. Dall’inizio della rivolta si stima che siano morte migliaia di persone e oltre 750.000 sono state costrette a fuggire.


20-05-2011 HAMAS BOCCIA PROPOSTA DI PACE DI OBAMA
Consensi positivi dall’Autorità palestinese al discorso del presidente Obama che ha chiesto di riprendere il negoziato di pace dal confine del 1967. Opposto il giudizio di Hamas, al potere nella Striscia di Gaza, che ritiene il discorso di Obama “schierato dalla parte israeliana” e che esclude ogni ipotesi di riconoscere Israele. “Ignora ancora una volta i diritti dei palestinesi”, dice un portavoce. Il segretario della Lega Araba, Mussa, chiede che, dopo il discorso di Obama, gli Usa si attivino “ fin dalle prossime settimane per la creazione di uno Stato palestinese indipendente”.


20-05-2011 TRIPOLI, RAID NATO AFFONDANO OTTO NAVI
L’Alleanza atlantica ha annunciato l’affondamento di otto navi da guerra del regime libico. La Nato ha compiuto una serie di raid notturni sui porti di Homs, Tripoli e Sirte. Un portavoce ha spiegato che l’operazione si è resa necessaria per continuare a proteggere la popolazione civile e le proprie forze marittime. Intanto, la tv di Stato ha mandato in onda le immagini di Gheddafi a colloquio con Mohammed al-Sharif, che martedì scorso era in missione a Mosca. Il regime di Tripoli ha definito “delirante” il presidente americano Obama che ha attaccato il rais.

20-05-2011 KABUL, MISSIONE SICUREZZA DELLA FOLGORE
Con una complessa operazione congiunta, che ha visto impiegati oltre 600 militari, tra forze di sicurezza afghane, soldati Usa e paracadutisti italiani della Folgore, è stata ampliata di circa il 50% verso Nord, in direzione del Turkmenistan, la zona di sicurezza nell’area di Bala Mourgab. L’operazione “Spring Break”, durata diversi giorni, ha permesso di espandere l’area afghana sotto il controllo della coalizione. Le attività hanno visto la presenza sul campo del Comandante Isaf Petraus e il generale Masiello.


22-05-2011 AL QAEDA: NATO RUBA LE RISORSE DELLA LIBIA
Al Zawahiri, possibile successore di Bin Laden a capo della rete terroristica di Al Qaeda, accusa la Nato di voler “rubare le risorse della Libia” e sostiene che il conflitto nel Paese è una “guerra della nazione musulmana”. Così in un audio online. Le sue dichiarazioni sui siti jihadisti riportate dai media Usa sarebbero state incise prima della morte di Bin Laden. “La Nato non è un’organizzazione di buona volontà, ma uno strumento delle potenze egemoniche”, aggiunge, e invita gli egiziani a unirsi alla lotta in Libia e sauditi e yemeniti a ribellarsi ai loro governanti.


29-05-2011 KARZAI: “BASTA AZIONI NATO UNILATERALI”
Il presidente afghano Hamid Karzai ha lanciato un monito agli Stati Uniti dopo il raid aereo della Nato nella provincia di Helmand, nel quale sono rimasti uccisi 14 civili. Fra le vittime ci sono donne e bambini. Quello di Karzai è un “ultimo avvertimento” agli Usa, affinché cessino le loro operazioni “unilaterali”. Il presidente afghano ha definito un “grave errore” e un “omicidio” le perdite civili. Un aereo Usa, intervenuto su richiesta di un gruppo di marines attaccati da ribelli talebani, ha colpito per errore due abitazioni nelle quali si trovavano le vittime.


29-05-2011 YEMEN, BLITZ AL QAEDA CONQUISTATA CITTÀ SUD
Combattenti armati legati ad Al Qaeda hanno preso con le armi il controllo della città di Zinjibar, nel sud dello Yemen, al termine di un conflitto a fuoco con le forze governative. Cinque civili sono stati uccisi, ma il bilancio potrebbe aggravarsi. Ieri a Sayon, nel sudest del Paese, sono stati rapiti 3 operatori umanitari francesi. Si suppone che ci sia Al Qaeda dietro alla sparizione delle tre persone, due donne e un uomo. Tre manifestanti contro il regime di Saleh sono stati invece uccisi dalle forze di sicurezza nella città meridionale di Taez.

01-06-2011 NATO: FINE GHEDDAFI, QUESTIONE DI TEMPO
L’uscita di scena di Gheddafi dalla Libia è solo questione di tempo. Lo ha dichiarato il Segretario generale dell’Alleanza atlantica, Rasmussen. In un discorso a Bruxelles sul ruolo della Nato nella primavera araba, Rasmussen ha detto: “La domanda non è se Gheddafi se ne andrà, ma quando”. La Nato, secondo Rasmussen, “può far volgere al meglio le condizioni della regione e aiutare il Nordafrica nella transizione democratica, integrando l’aiuto di altri fattori internazionali come la Ue e le Nazioni Unite”.


01-06-2011 FUKUSHIMA, RISCHIO TSUNAMI SOTTOVALUTATO
Secondo il team degli esperti Aiea, l’Agenzia atomica dell’Onu, Tokyo ha sottovalutato i rischi legati allo tsunami non solo a Fukushima, ma in diverse centrali nucleari del Paese. L’Aiea sollecita la creazione di “un centro di emergenza più efficace “in caso di incidenti. “Progettisti degli impianti e operatori devono opportunamente valutare e fornire protezione contro i rischi collegati a tutti i pericoli naturali”. L’agenzia ha giudicato comunque “esemplare” la reazione delle autorità nipponiche di fronte al disastro nucleare.


01-06-2011 LIBIA, MINISTRO LASCIA GHEDDAFI. È A ROMA
Il ministro del petrolio libico Shukri Ghanem è a Roma, dopo aver abbandonato il suo Paese. “Mi unisco alla rivolta, voglio combattere per un Paese democratico. In questa situazione non si può più lavorare”, ha detto Ghanem, che ancora non ha cominciato a collaborare con i ribelli. “Ho abbandonato il regime per il quotidiano spargimento di sangue e l’insopportabile spirale di violenze”. L’ex-ministro ha rivelato che Gheddafi sta già iniziando a negoziare: “Due giorni fa ha incontrato il presidente sudafricano Zuma”. Ghanem non ha escluso una soluzione pacifica della crisi.

05-06-2011 PROTESTE IN SIRIA 35 MORTI NEL NORD
Ancora scontri tra dimostranti e forze di polizia e ancora vittime in Siria. Secondo fonti dell’opposizione, sono 35 i morti nella città nord-occidentale di Jisr Ash Shugur, dove la polizia ha aperto il fuoco sui cortei di protesta. Tra le vittime ci sarebbero sei agenti delle forze di sicurezza. I feriti sono molte decine. Scontri e feriti anche a Deir Al Zor, dove i dimostranti hanno tentato di abbattere una statua di Hafez Al Assad, il padre del presidente Bashir.

07-06-2011 GHEDDAFI: RESTERÒ A TRIPOLI VIVO O MORTO
“Resterò a Tripoli, vivo o morto. Non abbiamo paura. Siamo più forti dei vostri missili”. Lo afferma in un messaggio audio alla tv di Stato il leader libico Gheddafi, invitando i suoi sostenitori a radunarsi, nonostante i bombardamenti, vicino al suo quartier generale. “Combatteremo fino alla fine, non potrete vincere la volontà del nostro popolo”. E poi, rivolgendosi ai leader occidentali: “pensate di vincere? Preferiamo un milione di volte il martirio alla resa”. Le tribù libiche “sconfiggeranno le bande armate”, aggiunge il rais.


07-06-2011 LA UE RAFFORZA SANZIONI CONTRO LIBIA
L’Unione europea blocca sei porti libici. Aumenta così la pressione dell’Europa sulla Libia. I 27 Stati membri dell’Ue, riuniti a Strasburgo, hanno deciso di rafforzare ulteriormente le sanzioni già imposte al regime di Gheddafi contro entità e individui. “Il Consiglio Ue ha deciso di congelare beni e attività commerciali di sei porti libici a causa della gravità della situazione nel Paese”, spiega una nota. Nell’elento, ci sono i porti di Tripoli, Zuara, Zawiyah, Al Khoms, Ras Lanuf e il terminal petrolifero di Brega. I sei scali potranno funzionare solo per scopi umanitari.


12-06-2011 SIRIA, ESERCITO ENTRA A JISR AL SHUGHUR
Le truppe siriane sono entrate nella città di Jisr Al Shughur, al confine con la Turchia, che si trovava sotto assedio e che nelle ultime ore era stata bombardata. La tv pubblica annuncia che l’esercito è intervenuto per “espellere i gruppi armati”. A guidare l’attacco, il fratello del presidente Assad. Nella città sono in corso combattimenti. Testimoni parlano anche di case date alle fiamme. Continua l’ondata di profughi verso la Turchia, dove migliaia di siriani si sono rifugiati per sfuggire alla repressione delle proteste che sta insanguinando il Paese.

12-06-2011 IRAN, GIORNALISTA MUORE IN CARCERE
Un noto giornalista e attivista politico dell’opposizione iraniana, Reza Hoda Saber, è morto di infarto durante uno sciopero della fame in carcere. Era detenuto a Teheran da due anni, arrestato durante una protesta contro la rielezione del presidente Ahmadinejad. Lo riferisce l’agenzia Isna. La sorella del reporter ha confermato la morte. L’uomo, 54 anni, non mangiava dal 2 giugno scorso in segno di protesta per la morte di Haleh Sahabi, figlia di Ezatollah, un dissidente leader di un piccolo movimento nazionalista religioso al quale apparteneva il giornalista.

16-06-2011 TERRORISMO, ZAWAHIRI NUOVO CAPO DI AL QAEDA
Il numero due di Al Qaeda, Ayman Zawahiri, è il nuovo capo dell’organizzazione terroristica, dopo l’uccisione di Osama Bin Laden. Lo scrive un comunicato del gruppo terrorista, divulgato dall’emittente televisiva Al Arabiya. “Nonostante la morte di Osama Bin Laden la Jihad va avanti contro gli americani crociati e Israele” si legge in una nota diffusa attraverso i forum jihadisti sul web.

16-06-2011 SAIF GHEDDAFI: ELEZIONI SUBITO, VINCEREMO NOI
“Elezioni subito, con la supervisione internazionale per uscite dell’impasse in Libia. Andiamo alle urne e vinca il migliore”. Lo ha dichiarato Saif al islam, figlio del colonnello Gheddafi, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Secondo Saif, le elezioni si potrebbero tenere entro tre mesi, “e se vincono i ribelli – afferma – tanto di cappello, ma vinceremo noi”. Il secondogenito del colonnello non risparmia critiche all’Italia: “Vergogna – dice – Berlusconi e Frattini si sono comportati in modo abominevole. Terremo un atteggiamento diverso con un’Italia senza Berlusconi”.

17-06-2011 GHEDDAFI, CLINTON: STUPRO ARMA DI GUERRA
Il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha accusato le truppe del leader libico Gheddafi di aver trasformato stupri e “violenze contro le donne” in veri “strumenti di guerra”. La Clinton ha elogiato le “donne coraggiose” della Libia che si sono fatte avanti per raccontare le loro terribili esperienze e ha invitato a condurre una inchiesta approfondita e a portare i responsabili davanti alla giustizia. Il consiglio dei diritti umani dell’Onu ha chiesto al team già inviato in Libia un’ulteriore rapporto su violazioni e crimini di guerra da presentare all’assemblea dell’Onu di settembre.
17-06-2011 LIBIA, ACCORDO ITALIA CNT SU IMMIGRAZIONE
Il ministro degli Esteri Frattini e il capo del Consiglio nazionale transitorio dei ribelli libici, Jabril, hanno firmato a Napoli un accordo per prevenire e contrastare l’immigrazione irregolare. “Italia e Cnt procederanno allo scambio di informazioni sui flussi di immigrazione illegale, sulle organizzazioni criminali che li favoriscono”. Il governo degli insorti “si impegna da subito al rimpatrio dei clandestini”, spiega Frattini ricevendo Jabril. L’assemblea della società civile libica a Roma nei prossimi giorni “è il segno di svolta che aspettavamo, dice Frattini. Jabril nega trattative con Gheddafi.

21-06-2011 NATO AMMETTE RAID SU “OBIETTIVO MILITARE”
Il governo libico ha denunciato un nuovo raid della Nato contro obiettivi civili. Il bilancio è di 15 morti, tra cui 3 bambini. L’attacco è stato messo a segno a Sorman, a Ovest di Tripoli. L’agenzia ufficiale Sana parla di 19 morti tra cui otto bambini. L’Alleanza ammette di aver colpito Sorman, ma nega di aver ucciso civili: i raid, precisa, avevano per bersaglio un centro di controllo delle comunicazioni quindi un obiettivo militare. La Nato aveva in precedenza ammesso di aver causato 9 vittime civili in un raid sulla capitale, a causa di un guasto al sistema di lancio.

22-06-2011 ONU, BAN KI-MOON CONFERMATO SEGRETARIO
L’Assemblea generale dell’Onu ha confermato il segretario generale Ban Ki moon per un altro quinquennio alla guida del Palazzo di Vetro. I 192 Paesi hanno deciso di affidargli un altro mandato, dal 2012 al 2017, senza voto, con un lungo applauso. Il presidente dell’Assemblea generale dell’Onu, lo svizzero Deiss, ha preso la parola dopo l’applauso che ha confermato il Segretario generale e ne ha lodato “la lealtà, la discrezione, la coscienza”.

24-06-2011 LIBIA, “GHEDDAFI SI PREPARA ALLA FUGA”
Muammar Gheddafi si sta preparando a lasciare la Libia “entro due o tre settimane”. Parola dell’ex ambasciatore di Tripoli all’Onu, Shalgam, passato con gli insorti. Il raìs “sa di non poter più governare la Libia” e “sta cercando soldi” per la fuga, afferma il diplomatico. La Corte penale internazionale dell’Aia informa intanto che deciderà lunedì sui mandati d’arresto chiesti dal procuratore Ocampo per Gheddafi, il figlio Seif Al Islam e il capo dell’intelligence libica, Al Sedussi, per crimini di guerra contro i civili.

27-06-2011 UA: GHEDDAFI NON PARTECIPERÀ NEGOZIATI
Il raìs libico Gheddafi ha accettato di non partecipare a negoziati sulla Libia. È quanto hanno riferito capi di Stato africani che portano avanti i negoziati dell’Unione africana per trattative di pace tra Tripoli e gli insorti. Intanto, secondo il portavoce del governo, Gheddafi non intende lasciare il potere. “Non cederemo alle richieste di bande di criminali che hanno preso in ostaggio alcune città libiche, né alla Nato”, ha aggiunto Moussa Ibrahim.
27-06-2011 PAKISTAN, 12 MORTI IN ATTACCO A CASERMA
Un commando di venti militanti islamici estremisti, vestiti con il burqa, hanno occupato sabato una caserma di Dera Ismail Khan, nel Pakistan nord occidentale. Gli assalitori avevano bombe a mano e indossavano giubbotti esplosivi. Diversi agenti sono stati presi in ostaggio e utilizzati come scudi umani. Nel lungo conflitto a fuoco, durato oltre cinque ore, accompagnato da una serie di esplosioni, sono morte 12 persone. Tra queste anche una coppia, marito e moglie, di attentatori kamikaze.

01-07-2011 SIRIA, UCCISI 5 CIVILI NELLE PROTESTE
Migliaia di siriani sono tornati a protestare in diverse città contro il regime del presidente Assad. Cinque civili sono stati uccisi in scontri con la polizia. Tre sono morti vicino al confine turco, due a Homs. Le opposizioni hanno organizzato manifestazioni nelle principali città, così come nel nord-est dominato dai curdi, al confine con l’Iran e con la Turchia, teatro da un mese dell’offensiva dell’esercito che ha portato alla fuga di migliaia di persone.

02-07-2011 GHEDDAFI: BASTA RAID O SARÀ CATASTROFE
I Paesi africani non eseguiranno il mandato d’arresto per Gheddafi emesso dalla Corte internazionale dell’Aia. La decisione è arrivata al termine del vertice tenuto in Guinea Equatoriale. I 53 capi di Stato della Ua hanno firmato una “road map” per la soluzione pacifica della crisi, che prevede l’avvio del dialogo con gli insorti. Intanto, il leader libico in un discorso trasmesso dalla piazza Verde di Tripoli minaccia l’Europa e ingiunge alla Nato di cessare i raid. “Invece di minacciare, Gheddafi si preoccupi del suo popolo e lasci il potere”, replica il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton.

09-07-2011 GHEDDAFI: NON CADREMO, NATO FERMI I RAID
“Il regime in Libia non cadrà: è fondato sul popolo, non su Gheddafi. La Nato deve fermare i suoi attacchi”. Il leader libico è tornato a farsi sentire con un messaggio audio, a quattro mesi dall’inizio delle operazioni militari dell’Alleanza atlantica. “La Nato si sbaglia se pensa di riuscire a far cadere il regime in questo Paese”, aggiunge Gheddafi, che poi minaccia di inviare centinaia di martiri in Europa per vendicare le vittime dei raid.

13-07-2011 LIBIA, RIBELLI: NO A SOLUZIONE POLITICA
La replica dei ribelli libici alle dichiarazioni di ieri del premier francese Fillon, che ha ammesso contatti con il regime per cercare una soluzione politica alla crisi, è arrivata a stretto giro di posta. “Fino a questo momento è stato impossibile trovare una soluzione politica: Gheddafi vuole restare al suo posto e i ribelli non vogliono”, ha detto alla France Presse il colonnello Juma Brahim, capo del centro operativo della ribellione del Djebel Nefussa. Intanto Belgio, Olanda e Lussembergo hanno riconosciuto il Cnl di Bengasi come legittimo rappresentante libico.

14-07-2011 ATTENTATI A MUMBAI, INDIA IN ALLERTA
Stato di allerta in tutta l’India dopo il triplice attentato di ieri a Mumbai, costato la vita a 18 persone. I feriti sono oltre 130. In assenza di rivendicazioni, le autorità puntano il dito contro i terroristi islamici pakistani. La prima esplosione è avventa nella zona del mercato di Zaveri, nucleo centrale della città. Un minuto dopo una seconda vicino all’Opera House, mentre la terza ha colpito il quartiere Dadar. Il governo pakistano ha condannato gli attacchi, che però potrebbero mettere a rischio il precario clima di distensione, già logorato dal blitz americano che ha ucciso Osama Bin Laden.
14-07-2011 LIBIA, OBAMA A RUSSIA: GHEDDAFI VADA VIA
Il presidente Obama ha manifestato al ministro degli Esteri russo, Lavrov, il sostegno allo “sforzo di mediazione di Mosca per arrivare a una soluzione politica della crisi libica. Obama chiede tuttavia che il colonnello Gheddafi lasci il potere. Lo ha reso noto la Casa Bianca, precisando che Obama e Lavrov hanno anche discusso di altri temi, dal nuovo accordo tra Russia e Stati Uniti sulle adozioni dei bambini al riconoscimento della sovranità del nuovo Stato del Sud Sudan.


16-07-2011 GAZA, QUARTA NOTTE DI RAID ISRAELIANI
Quarta notte di raid israeliani su Gaza. L’aviazione ha effettuato un’incursione sulla Striscia contro obiettivi militari di Hamas. Un palestinese sarebbe rimasto ferito mentre si apprestava a lanciare un razzo. Negli ultimi giorni da Gaza si sono intensificati i lanci di razzi verso Israele. Questa nuova escalation ha fatto partire la reazione immediata da parte dell’aviazione israeliana. Ieri una serie di raid sulla Striscia avevano causato il ferimento di sei palestinesi, tra cui due bambini.

18-07-2011 AIUTANTE KARZAI UCCISO RIVENDICANO I TALEBANI
I talebani hanno rivendicato l’omicidio di Jan Mohammad Khan, consigliere del presidente afghano, Hamid Karzai, assassinato ieri sera a Kabul da due uomini armati che hanno dato l’assalto all’abitazione di Khan nella capitale. Nell’aggressione è rimasto ucciso anche un deputato che si trovava a casa di Khan, mentre gli aggressori sono stati usccisi dalla polizia. Lo ha comunicato il Ministero dell’Interno, secondo il quale anche un poliziotto è rimasto ferito nell’attacco terroristico.
18-07-2011 RAID ISRAELIANO CONTRO STRISCIA DI GAZA
È di due feriti, uno dei quali grave, il bilancio di un nuovo attacco israeliano contro obiettivi palestinesi della Striscia di Gaza. L’Esercito israeliano ha confermato il raid aggiungendo che sono stati attaccati “palestinesi che si accingevano a compiere un attentato terroristico contro Israele”. I lanci di razzi e di mortai contro il territorio israeliano e i contrattacchi da patre di Israele sono ripresi da diversi giorni dopo due mesi di tregua.

19-07-2011 PAKISTAN, SCONTRI E ATTENTATI: 16 MORTI
Una bomba al margine della strada in Pakistan ha colpito un veicolo sul quale viaggiavano combattenti talebani causando la morte di 5 persone e il ferimento di tre. L’esplosione è avvenuta nel villaggio di Pirkhel nell’area tribale del Sud Wazirist Waziristan. In uno scontro nel Nord-ovest, invece, 11 persone sono state uccise nel villaggio di Kurra, dove è in corso una campagna contro i talebani. Un agente è stato ucciso in un agguato mentre 5 militanti islamici sono stati uccisi in una rappresaglia.

20-07-2011 AFGHANISTAN, UCCISI 4 POLIZIOTTI NEL SUD
Almeno 4 agenti sono stati uccisi in un attacco armato a una stazione di polizia a Kandahar, nel sud dell’Afghanistan dove sono presenti in forza i talebani. Altri tre poliziotti sono stati feriti, mentre due miliziani sono stati uccisi. A Mazar-i-Sharif, quattro civili sono morti e altri 11 feriti in un attentato. L’esplosivo era stato nascosto in una bicicletta. Nel Nord del Paese ucciso in un agguato il capo dell’intelligence del distretto di Achkamish, nella provincia di Takhar.

03-08-2011 LIBIA, LA RUSSA: ITALIA NON ERA OBIETTIVO
“È totalmente da escludere che la nave italiana fosse l’obiettivo del razzio libico caduto a due chilometri dalla fregata Bersagliere. Lo ha detto il ministro della Difesa, La Russa, parlando di razzo visto la sua cortissima gittata e la mancanza di una guida radar. “Non bisogna creare allarmismi – spiega – perché il razzo è caduto lontanissimo dalle coste italiane, ma vicino a quella di Misurata”.
03-08-2011 EGITTO, SI È APERTO IL PROCESSO A MUBARAK
Al via al Cairo il processo all’ex presidente egiziano Mubarak. Fuori dal tribunale ci sono stati scontri tra sostenitori e oppositori dell’ex leader, nei quali sono rimaste ferite 61 persone. Mubarak è accusato di corruzione e di omicidio premeditato dei manifestanti. L’83enne ex rais, che per problemi di salute ha assistito all’udienza disteso su una barella, ha respinto tutte le accuse, così come i figli coimputati. La prossima udienza è stata fissata per il 15 agosto. La radio israeliana intanto rivela: Mubarak rifiutò una proposta di asilo politico fattagli dal premier Netanyahu.
05-08-2011 LIBIA SMENTISCE MORTE DEL FIGLIO DI GHEDDAFI
Secca smentita del governo libico sulla presunta uccisione di Khamis Gheddafi, figlio del Colonnello. Un portavoce definisce la notizia “un’invenzione”, uno “sporco trucco”, con cui i ribelli “cercano di nascondere i loro crimini”. La morte di Khamis Gheddafi in un raid Nato su Zlitan, costato la vita ad altre 31 persone, era stata annunciata dagli insorti libici. La morte di Khamis era già stata annunciata a marzo, e successivamente smentita. L’Alleanza conferma i raid ma non la morte di Khamis Gheddafi “perché non ha forze sul terreno”. “I singoli individui non sono un nostro obiettivo”, dice.

06-08-2011 KABUL, CADE ELICOTTERO: MORTI 31 MILITARI USA
Trentuno militari americani sono rimasti uccisi nello schianto di un elicottero della Nato nella provincia centrale afgana di Wardak durante un’operazione contro i talebani. Lo riferisce la presidenza afgana. L’incidente ha causato anche la morte di 7 soldati locali. Le autorità provinciali e l’esercito afgano affermano che il velivolo è stato abbattuto dai talebani, i quali avevano rivendicato l’azione. La Nato conferma la notizia ma non parla di vittime e non ne precisa le cause. Si tratta dell’episodio che ha causato più vittime dall’inizio delle operazioni della coalizione nel Paese nel 2001.

08-08-2011 AFGHANISTAN, BOMBA FERISCE 4 ITALIANI
Quattro militari italiani sono rimasti feriti nell’esplosione di un ordigno rudimentale in Afghanistan. La Difesa: “non sono in pericolo di vita”. Ferito anche un interprete afghano. I 4 sono ricoverati nell’ospedale da campo di Farah. L’attentato è avvenuto durante un pattugliamento congiunto con le forze afgane. Vicinanza ai feriti è stata espressa dai presidenti di Senato e Camera Schifani e Fini, e dal ministro della Difesa La Russa. Due soldati francesi sono rimasti uccisi e 5 feriti in uno scontro a fuoco con insorti afgani nella valle del Tagab.

15-08-2011 ATTENTATI IN IRAQ PROVOCANO 50 MORTI
Due bombe sono esplose nella città di Kut, in Iraq, causando la morte di almeno 34 persone e il ferimento si altre 52. Lo anno annunciato fonti ospedaliere. Kut, 400mila abitanti, si trova 160 km a Sudest di Bagdad. Le due bombe sono esplose verso le 8 del mattino in una zona affollata della città. Altri atacchi a Tikrit, Bagdad, Najaf, Baluba, Kirkuk, Ramadi, Serbala, Balad e Khan Beni Saad sono costati la vita a 16 persone; un centinaio i feriti. Lo scorso mese di luglio in Iraq sono morte 259 persone, di cui 159 civili, a seguito di attentati.

18-08-2011 AFGHANISTAN, ATTACCO KAMIKAZE A BASE USA
Attentato a una base militare americana nella provincia sud-orientale afgana di Paktia. Un’esplosione è avvenuta davanti all’ingresso della base. Al momento non si hanno ancora dichiarazioni ufficiali sul numero delle vittime. Secondo un operaio afghano impiegato nella base, “molti uomini della sicurezza afghana e straniera sono morti”. I talebani hanno rivendiacato l’attacco e hanno precisato che “è stato realizzato da un kamikaze di 70 anni alla guida di un autocarro”.

18-08-2011 AFGHANISTAN, MINA FA STRAGE DI CIVILI
È di 22 morti e almeno 12 feriti il bilancio di un attentato avvenuto nella zona di Herat, nell’ovest dell’Afghanistan. Un ordigno artigianale, nascosto lungo il ciglio di una strada, è esploso al passaggio di un minibus. Molte delle vittime sono donne e bambini.

19-08-2011 KABUL, KAMIKAZE CONTRO BRITISH COUNCIL
Almeno 9 morti e 11 feriti negli attentati rivendicati dai talebani contro la sede del British Council a Kabul. Quattro attentati, di cui due messi a segno da kamikaze, hanno colpito la sede dell’ente culturale britannico nella zona di Karte Parwan, dove si trovano gli uffici della missione Onu e le residenze di importanti politici. Dopo le esplosioni iniziali, nel complesso si sono uditi spari e raffiche di mitra. Le forze di sicurezza hanno ucciso quattro kamikaze. L’attacco avviene nel giorno dell’anniversario dell’indipendenza dell’Afghanistan dalla Gran Bretagna, nel 1919.

19-08-2011 TENSIONE IN ISRAELE, RAZZO COLPISCE ASHDOD
Un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza ha raggiunto la città costiera di Ashdod, ferendo sei israeliani. Uno è in gravi condizioni. Immediata la reazione israeliana con un raid su Gaza. Dopo gli attacchi di ieri, l’allerta resta al massimo. L’intelligence mette in guardia di un possibile attentato al confine con l’Egitto, dove è stato aumentato il dispiegamento di soldati. Gli attacchi di ieri nei pressi di Eilat sono costati la vita a 8 cittadini israeliani (6 civili e due militari) e a 7 attentatori palestinesi. Nei raid di rappresaglia condotti ieri su Gaza sono morti altri 6 palestinesi.

19-08-2011 LIBIA, NUOVI RAID SU TRIPOLI
Diverse esplosioni hanno scosso nella notte Tripoli, dove si sentiva costantemente il rumore degli aerei della Nato. Dopo la mezzanotte si sono udite esplosioni provenienti dalla zona di BA bel Aziziya, la residenza bunker di Gheddafi che si trova al centro della capitale libica e nei quartieri occidentali della città. Gli insorti libici, sempre più vicini a Tripoli, annunciano di aver conquistato Garyan, città posta 80 km a Sud della capitale, nonché Morzuk, considerata una roccaforte della tribù di Gheddafi. Presa anche la raffineria di Zawiya.

20-08-2011 EGITTO RICHIAMA AMBASCIATORE ISRAELE
Dopo l’uccisione di 5 suoi agenti alla frontiera con Israele, l’Egitto ha richiamato il suo ambasciatore a Tel Aviv. Il ritiro, spiega una nota, durerà fino alle scuse ufficiali di Israele, cui Il Cairo chiede un’inchiesta congiunta. Gli agenti erano stati colpiti dagli israeliani, che davano la caccia agli autori degli attacchi a Eilat: 14 i morti, tra cui 7 attaccanti. Dopo una riunione seguita all’annuncio del Cairo, un responsabile della Difesa israeliana ha detto che il trattato con l’Egitto è “strategico e basato sul dialogo”. Israele, ha proseguito, non aveva intenzione di colpire gli agenti.

22-08-2011 TRIPOLI LIBERATA: RIBELLI A PIAZZA VERDE
Tripoli è insorta ed all’85% in mano ai ribelli. Si sono arresi sia la guardia repubblicana di Gheddafi sia tre dei suoi figli, tra i quali Seif al Islam. Il conflitto, cominciato 5 mesi fa, sembra alla sua svolta conclusica. Al momento del raìs non ci sono notizie tranne un messaggio diffuso in tv verso la mezzanotte. Secondo France presse, violenti combattimenti sono in corso presso la residenza di Gheddafi. I ribelli hanno occupato anche la centralissima Piazza Verde, rinominandola “Piazza della Resistenza”. A migliaia i manifestanti sono scesi in piazza per celebrare la fine del regime.

22-08-2011 LIBIA, GOVERNO OFFRE IL CESSATE IL FUOCO
Il portavoce del regime libico, Mussa, ha chiesto alla Nato, davanti alle telecamere delle tv presenti a Tripoli, di convincere i ribelli a fermare gli attacchi sulla capitale. Gheddafi, ha riferito, sarebbe pronto a negoziare direttamente con il capo dei ribelli. Ma poi il colonnello aveva fatto in un messaggio audio un appello ai partigiani: “Ripulite la capitale dai ribelli”. Il capo degli insorti, dopo l’occupazione di Tripoli, si è detto a cessare il fuoco se Gheddafi annuncerà la sua partenza.

22-08-2011 LIBIA, GOVERNO ITALIANO “GHEDDAFI SI ARRENDA”
Gheddafi “si arrenda e abbandoni il potere, non ci sono assolutamente alternative”, questa “è l’unica possibilità” per evitare una situazione “che può trasformarsi in un bagno di sangue”. È l’appello che il ministro degli Esteri Frattini rivolge al raìs. “Gheddafi ora è con le spalle al muro. Mi auguro che accolga l’invito degli insorti” che ne accolga l’invito degli insorti” che ne chiedono la partenza in cambio del cessate il fuoco, dice il ministro della Difesa, La Russa. Il dopo – Gheddafi? Il piano Nato non prevede l’invio di “uomini delle forze armate in Libia, ma accorgimenti e aiuti, ancora allo studio, per far decollare l’eventuale governo democratico”.

23-08-2011 RIBELLI A TRIPOLI, ASSALTO A BUNKER RAIS
Tripoli è quasi completamente in mano ai ribelli, che hanno occupato anche la piazza Verde, al centro della città. I caccia della Nato hanno ripreso a bombardare la zona nei pressi del bunker di Gheddafi, l’ultimo bastione del regime che ancora resiste. Secondo diverse fonti, il raìs sarebbe asserragliato nel suo rifugio blindato. Sotto controllo degli insorti anche l’aeroporto di Tripoli e la tv di Stato. Arrestata la conduttrice che era apparsa in video armata. “Ucciderò o morirò con questa pistola”, aveva detto.

22-08-2011 AEREO NATO INTERCETTA SCUD LANCIATO DA SIRTE
Le forze leali a Gheddafi hanno lanciato un missile, si presume uno Scud, da una zona vicina a Sirte, città natale del raìs, a est di Tripoli. Lo riferisce una fonte del Pentagono. La tv Al Jazira, confermando la notizia, precisa che il missile è stato intercettato da un caccia della Nato. Nell’arsenale libico gli Scud, l’arma più potente a disposizione di Gheddafi, dovrebbero essere decine ma si ritiene che non tutti siano efficienti. Nel 1986 due di questi missili furono lanciati contro Lampedusa per rappresaglia al blitz Usa su Tripoli e caddero in mare.

23-08-2011 SAIF AL ISLAM SMENTISCE L’ARRESTO
“Gheddafi è in Libia e sta guidando la battaglia”. Lo ha annunciato il portavoce del governo di Tripoli alla tv “Al Urubah”, unica emittente su cui può ancora contare il regime. La stessa notizia è stata confermata da Saif al Islam, uno dei figli del raìs, che, contrariamente a quanto dichiarato ieri dalla Corte penale internazionale, non è stato arrestato ed è attualmente a Tripoli. In un’intervista alla Bbc ha aggiunto: “Abbiamo spezzato la schiena ai ribelli”. Intanto, Muhammad, altro figlio del raìs, finito agli arresti domiciliari è stato liberato ed è riuscito a fuggire. Khamis si è messo alla guida della 32a Brigata.
23-08-2011 ONU: SCONGIURARE BAGNI DI SANGUE
Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto alle forze fedeli a Gheddafi di porre fine ai combattimenti per “scongiurare ulteriori bagni di sangue”. Ban ha convocato un vertice Onu in settimana con la Lega Araba e con l’Unione Africana. Gli Emirati Arabi Uniti si sono congratulati con il Consiglio nazionale di Transizione (Cnt) della Libia “per la vittoria ottenuta”. Lo riferisce l’agenzia di stampa emitratina Wam, sottolineando che lo sceicco Mohammed Bin Zayed Al Nahyan ha reiterato pieno sostegno alla Libia e al suo popolo per il conseguimento delle proprie aspirazioni.
24-08-2011 LIBIA, PARLA GHEDDAFI: “VITTORIA O MARTIRIO”
“Il ritiro dal bunker di Bab al-Azizya è stata una mossa tattica”. È quanto ha dichiarato nella notte il colonnello Gheddafi, in un discorso alla radio. Al-Urubah, l’unica voce del regime. Il raìs ha aggiunto di essere stato costretto a lasciare il quartier generale, “raso al suolo dopo 64 attacchi della Nato”. “Sono stato un poco in giro per Tripoli con discrezione e non ho sentito che la città fosse in pericolo”, ha detto Gheddafi in un messaggio audio trasmesso dalla tv Al-Rai. “Tutti i libici – ha aggiunto – devono essere presenti a Tripoli” per “rastrellare i traditori”.
24-08-2011 A TRIPOLI IN 3 GIORNI 400 MORTI, 2-000 FERITI
È di 400 morti e 2.000 feriti il bilancio di tre giorni di combattimenti tra ribelli e lealisti a Tripoli. A renderlo noto Mustafa Abdel Jalil, leader del consiglio Nazionale transitorio di Bengasi. In un’intervista alla tv France-24, Jalil ha fatto sapere che nella battaglia 600 fedelissimi di Gheddafi sono stati catturati e non verranno rilasciati fino alla resa del Colonnello.
24-08-2011 LIBIA, JIBRIL: “OGGI SUMMIT SU FONDI A CNT”
Oggi a Doha si terrà una conferenza per lo stanziamento di 2,5 miliardi di dollari per l’assistenza umanitaria al popolo libico. Lo ha annunciato il primo ministro del Cnt, Jibril. La somma dovrebbe essere sbloccata dai fondi libici congelati all’inizio del conflitto. Al summit parteciperanno Usa, Qatar, Gran Bretagna, Italia ed Emirati Arabi. La prima tranche di fondi dovrebbe essere stanziata entro 3 giorni e servirà per abiti, beni di prima necessità e farmaci, ha concluso Jibril. Un portavoce del Cnt ha intanto annunciato che nel giro di due giorni il quartier generale delle forze ribelli verrà trasferito da Bengasi a Tripoli.
26-08-2011 INSORTI: “ABBIAMO ACCERCHIATO GHEDDAFI”
Gli insorti libici sostengono di aver individuato e accerchiato il covo del colonnello Gheddafi e dei suoi figli. La struttura, ha detto un miliziano all’agenzia Reuters, si trova a Tripoli, nelle vicinanze dell’ex quartier generale del rais, ora in mani ribelli. Gheddafi e i figli sono “insieme, in una piccola buca”. Attaccato anche l’hotel Corinthia, dove si trovano i 4 reporter italiani liberati all’indomani del loro sequestro. Il portavoce di Gheddafi ha ribadito che il rais “si trova in Libia, al sicuro e guida la battaglia”.
25-08-2011 GHEDDAFI INCITA ANCORA A COMBATTERE STRANIERI
Nuovo appello di Muammar Gheddafi al popolo libico, uomini e donne, affinché combattano per “sconfiggere il nemico straniero”. L’audio è stato trasmesso dalla tv Al Orouba, rimasta fedele al regime, da una località imprecisata. “Correte a distruggere i nemici e ripulite Tripoli. La Libia è dei libici, non della Francia o dell’Italia, non dei colonialisti. Non consentite che i ratti ci consegnino a loro. La schiacciante maggioranza della popolazione è con me”, ha detto. Poi ha esortato gli imam a invitare i giovani a combattere la guerra santa.
26-08-2011 LIBIA, FRATTINI: NO AD APPROCCIO COLONIALE
“Non c’è una corsa a chi arriva primo in Libia. Non dobbiamo dimenticare che il protagonista deve essere il popolo libico. Non ci può essere un approccio quasi colonialistico. In Libia ci sono classi dirigenti e giovani preparati, e noi vogliamo aiutare la capacità dei libici”. Così il ministro degli Esteri, Frattini, a “Radio Anch’io”. Nello stesso programma l’ambasciatore libico Gaddur ha detto che Gheddafi voleva “una Lampedusa nera”, inondata di immigrati nordafricani, confermando quanto detto in precedenza da Frattini sulla strumentalizzazione dell’emergenza immigrati come forma di espressione.
26-08-2011 MO, NUOVO CESSATE FUOCO PER STRISCIA DI GAZA
Le principali fazioni palestinesi della Striscia di Gaza hanno deciso di aderire a un nuovo cessate il fuoco. La nuova tregua riporta la situazione tra Israele e Palestina a prima dei sanguinosi attacchi a Eilat contro Israele, cui avevano fatto seguito raid aerei sulla Striscia e lanci di missili palestinesi da Gaza su Israele. Preziosa sarebbe stata la mediazione del Cairo per il nuovo accordo, accettato da Hamas, il movimento che controlla la Striscia di Gaza. Da Israele nessuna conferma, ma se gli attacchi da Gaza cesseranno, si fermeranno anche i raid israeliani, dicono responsabili della Difesa, “salvo interventi urgenti”.
29-08-2011 INSORTI: GHEDDAFI ANCORA UNA MINACCIA
Muammr Gheddafi rappresenta ancora una minaccia per i libici e per il mondo intero e per questo motivo la comunità internazionale non deve mollare la presa proprio ora. Lo ha detto il presidente del Consiglio di transizione, Mustafa Abdel Jalil, da Doha, dove sono riuniti ministri della Difesa dei Paesi che appoggiano gli insorti. Jalil ha chiesto alla Nato di continuare ad appoggiare la loro azione. “Senza questo sostegno, in Libia ci sarebbe stato un massacro ancora maggiore”.
29-08-2011 NATO BOMBARDA SIRTE E TRIPOLI
I ribelli libici, sostenuti dagli aerei della Nato, sono ormai alle porte di Sirte, città natale di Gheddafi e ultima roccaforte del regime. Violenti combattimenti sono in corso nell’est del Paese contro la resistenza delle forze lealiste. Malgrado il nascondiglio del raìs resti un mistero, non si esclude che il suo nuovo bunker si trovi proprio a Sirte della città. I ribelli trattano con le tribù per la resa della città, escludendo ogni tipo di negoziato con Gheddafi. Critica la situazione a Tripoli, bombardata dalla Nato. Scarseggiano i generi di prima necessità, l’acqua e ci sono continui black out elettrici.
30-08-2011 DIRITTI UMANI: “ABUSI DA FORZE DI GHEDDAFI”
L’Alto Commissariato Onu per i diritti umani ha denunciato le “esecuzioni sommarie di massa” compiute dalle forze armate di Gheddafi, poco prima che Tripoli cadesse nelle mani dei ribelli. “Siamo molto preoccupati” ha detto un portavoce dell’organizzazione, che ha lanciato un appello affinché cessino le “violazioni dei diritti umani e gli atti di vendetta” da parte dei ribelli. Secondo un rapporto di un gruppo per i diritti umani, con sede a Boston, i militari di Gheddafi hanno compiuto stupri, massacri e crimini di guerra.
30-08-2011 AFGHANISTAN, FERITI DUE PARÀ ITALIANI
Due paracadutisti italiani sono rimasti lievemente feriti nello scoppio di un ordigno artigianale vicino alla base italiana di Camp Snow, in Afghanistan. I due militari, che non sono in pericolo di vita, sono ricoverati nell’ospedale militare di Farah. Il Lince sul quale viaggiavano è stato coinvolto nell’esplosione durante un’attività di ricognizione. Il ministro della Difesa La Russa e il presidente del Senato Schifani hanno espresso vicinanza ai due parà del 186° Reggimento Folgore.
01-09-2011 SAADI GHEDDAFI CHIEDE LA TREGUA
Messaggi contraddittori da parte dei figli di Gheddafi sulla possibilità di una resa. Saif Al Islam ammonisce gli insorti a non attaccare Sirte: “La resistenza continua, la vittoria è vicina”, dice. L’altro figlio, Saadi, dice invece di essere pronto a trattare e di parlare anche a nome del padre. Inoltre, afferma di essere disposto a consegnarsi per evitare spargimenti di sangue. Gli insorti hanno arrestato il ministro degli Esteri di Gheddafi, Obeidi, e rivendicano il diritto a uccidere Gheddafi se non si arrende. Il Cnt respinge l’ipotesi di una forza internazionale o di osservatori.
01-09-2011 LIBIA, RIBELLI: GHEDDAFI È A BANI WALID
Il colonnello libico Muammar Gheddafi si trova a Bani Walid, una città a 150 chilometri a sudest di Tripoli. Lo conferma uno dei capi degli insorti libici, Abdel Majid, che coordina le operazioni di guerra nella capitale libica. Majid parla di una fonte fidata, secondo la quale assieme a Gheddafi si trova anche suo figlio Saif e un ex comandante dei servizi segreti del regime. Nei giorni scorsi, fonti diplomatiche libiche avevano affermato che il raìs si trovasse lì.
02-09-2011 GHEDDAFI: RESISTETE ANCHE SENZA MIA VOCE
“Mettete la Libia a ferro e fuoco”. È quanto ha detto il colonnello Gheddafi in un messaggio audio diffuso dal canale Al Arabica incitando le tribù alla lotta. “Continuate a combattere anche se non sentite la mia voce”, ha aggiungo il raìs secondo il quale vi sono “divergenze tra i ribelli”. Accusando gli insorti di usare mercenari, Gheddafi ha detto che “le tribù di Bani Walid e Sirte sono armate ed è impossibile assoggettarle”. Secondo i ribelli, il colonnello si nasconderebbe a Bani Walid, 150 chilometri a sudest di Tripoli.
02-09-2011 SARKOZY: CNT GARANTISCA RICONCILIAZIONE
I raid Nato in Libia proseguiranno “finché Gheddafi sarà una minaccia”. Così il presidente francese Sarkozy al termine della Conferenza degli amici della Libia a Parigi. Il Cnt libico deve “garantire” l’avvio di un processo di “riconciliazione e perdono” dice Sarkozy, ribadendo che solo così si eviteranno gli errori compiuti in altri Paesi. Sui beni di Gheddafi, Sarkozy nota che dai 63 partecipanti alla Conferenza è giunta la “richiesta unanime” di scongelarli a favore delle nuove autorità libiche.


04-09-2011 LIBIA, RIBELLI: “OGGI PRENDIAMO BANI WALID”
I ribelli hanno confermato che intendono attaccare e conquistare oggi la roccaforte lealista di Bani Walid, dove nei giorni scorsi si è diffusa la voce che possa nascondersi Gheddafi. Ieri il presidente del Consiglio Nazionale di Transizione aveva ribadito che l’ultimatum alle roccaforti ancora in mano ai pro-Gheddafi scade solo sabato prossimo, ma un comandante locale dei ribelli aveva preannunciato per oggi la “scadenza del termine per Bani Walid”. Dalla cittadina, secondo il “Guardian”, ieri sarebbero fuggiti 3 figli del raìs.
04-09-2011 SARKOZY: “IN LIBIA ABBIAMO SALVATO VITE”
“Decine di migliaia di vite sono state salvate col nostro intervento”. Lo dice il presidente francese Nicolas Sarkozy durante la conferenza stampa finale del vertice di Parigi sulla Libia. “I valori delle nostre democrazie sono universali, valgono per arabi, europei, africani, occidentali, sono un diritto”, ha detto il presidente francese alludendo alla missione fatta nel paese per difendere i civili. “Auspichiamo che sia l’inizio di una politica autorizzata dall’Onu, che mette la forza militare al servizio delle popolazioni oppresse”.
05-09-2011 LIBIA, FALLITI COLLOQUI SI SPARA A BANI WALID
Sparatorie sarebbero avvenute in nottata vicino a Bani Walid, uno degli ultimi bastioni dei lealisti fedeli a Gheddafi, dopo il fallimento dei negoziati tra le parti, portati avanti con la mediazione di alcuni leader tribali. La notizia, riferita da Al Arabica che cita un reporter locale, non è stata confermata al momento da altre fonti. Le forze del Cnt avrebbero circondato la cittadina, a sud-est di Tripoli, attestandosi a circa 15 km dall’abitato. I colloqui tra i ribelli e i capi tribù per la resa di Bani Walid, città dove potrebbe esserci rifugiato Gheddafi, sono falliti dopo giorni di trattative.
05-09-2011 LIBIA, CONTRASTI TRA I FIGLI DI GHEDDAFI
Il terzogenito di Muammar Gheddafi, Al Saadi, accusa il fratello maggiore Saif di aver fatto fallire i colloqui sulla sorte di Sirte e Bani Walid, ultimi bastioni dei lealisti in Libia. Al Saadi, noto in Italia per aver tentato senza fortuna la carriera di calciatore, afferma alla Cnn che i toni “aggressivi” del fratello sono la causa della rottura delle trattative. Saadi, che si è proclamato “neutrale” rispetto al conflitto, ha detto di essere sempre pronto a negoziare una tregua.
06-09-2011 LIBIA, ACCORDO PER ENTRARE A BANI WALID
I ribelli libici hanno annunciato stamane di aver raggiunto un accordo per entrare a Bani Walid senza combattere. Lo riferisce la tv Al Jazira citando un suo corrispondente sul posto. Colpi di artiglieria sono stati sparati contro le forze del Cnt, che stazionano nei pressi di Sirte in vista della scadenza dell’ultimatum fissata per sabato. Lo riferisce Skynews che parla di “almeno 8 esplosioni”. La situazione a Sirte, città natale del raìs e una delle roccaforti ancora in mano ai suoi fedelissimi, è in stallo. Il Cnt ha dato tempo ai lealisti fino a sabato per arrendersi, poi partirà l’offensiva per la conquista della città.

07-09-2011 ATTENTATO IN INDIA 10 MORTI A NEW DELHI
Un attentato dinamitardo è stato compiuto all’ingresso dell’Alta Corte di Giustizia di Nuova Delhi, capitale dell’India: 10 i morti e 62 i feriti. L’esplosione è stata provocata da una bomba nascosta in una valigetta. Secondo la polizia, l’ordigno era a base di nitrato di ammonio. La valigia era stata lasciata nell’atrio del Tribunale, nel centro della città. L’attentato è stato rivendicato dal gruppo islamico Harkat ul Jihad Islami. “L’India non si piegherà al terrorismo”, ha detto il premier Manmohan Singh. Allerta in tutte le principali città del Paese.

07-09-2011 PAKISTAN, ATTENTATI A QUETTA: 24 MORTI
Duplice attentato kamikaze nella città di Quetta, nel nord del Pakistan. Almeno 24 i morti. Una quarantina i feriti, tra cui donne e bambini. Un’autobomba è esplosa nella zona abitata da numerosi funzionari pubblici e un ordigno è stato fatto scoppiare nella casa del vice capo delle forze paramilitari, rimasto illeso. Morte numerose guardie. A Quetta, la scorsa settimana è stato catturato Al Mauritani, un importante esponente di Al Qaeda. L’attacco è stato rivendicato dai talebani pakistani, che parlano di una vendetta per il suo arresto.

08-09-2011 GHEDDAFI: MENZOGNE SU MIA FUGA IN NIGER
“Le menzogne su una mia fuga in Niger sono solo una guerra psicologica”. Con queste parole, in un messaggio audio trasmesso dalla tv Al Arrai, Gheddafi è tornato a farsi vivo e ha esortato i libici ad armarsi contro i ribelli, accusando il Consiglio nazionale transitorio di essere un fronte dei poteri occidentali. “La Nato sarà sconfitta”. “La terra di Libia è vostra e dovete difenderla contro questi traditori. Furoni spie italiana e ora sono della Francia. Catturate quelli che lavorano con Nato e Gran Bretagna”, ha aggiunto. Per l’ambasciatore Usa in Libia, Cretz, “il raìs è ancora un pericolo e lo sarà fino a quando resterà in libertà”.

10-09-2011 IL CAIRO, SPARATOIA E SCONTRI: TRE MORTI
Una sparatoria è avvenuta all’alba davanti all’Università del Cairo, a 500 metri dall’ambasciata d’Israele. Decine di blindati sono confluiti nella zona, dove si vedono diverse auto bruciate. Sono tre i morti e mille i feriti negli scontri tra forze di sicurezza e manifestanti, che hanno attaccato ieri sera l’ambasciata israeliana nella capitale. Diciassette gli arresti. Il premier Sharaf ha convocato una riunione per oggi. Il presidente Usa Obama ha telefonato al premier israeliano Netanyahu, esprimento “grave preoccupazione”. “Si è evitato un disastro”, ha detto Netanyahu, che ha ringraziato Obama per l’aiuto.

10-09-2011 LIBIA, SCADE ULTIMATUM PER RESA DEI LEALISTI
Scade oggi l’ultimatum per la resa delle forze del leader libico Gheddafi, mentre si continua a combattere per il controllo dei Bani Walid e vicino la città natale del colonnello, Sirte. A stabilire la scadenza è stato il Cnt, che sta continuando i colloqui su Bani Walid, dove si pensa siano rifugiati alcuni degli ex funzionari del regime, tra cui il portavoce di Gheddafi, Mussa Ibrahim. Il capo del Cnt, Jalil, è atteso a Tripoli per la sua prima visita nella città.

12-09-2011 LIBIA, SAADI GHEDDAFI FUGGITO IN NIGER
Saadi Gheddafi, terzogenito del colonnello libico, ed ex calciatore nella serie a in Italia, è fuggito in Niger. Lo conferma il ministro della Giustizia del Niger. “Era assieme a nove persone dirette a nord in direzioni di Agadez”, ha detto Marou Adamou, precisando che è stato accolto per “motivi umanitari” e che a breve potrebbe giungere a Niamey, la capitale. Il premier del Paese africano, Brigi Rafini, afferma che dal 2 settembre sono arrivati in Niger 32 persone vicine a Gheddafi, fra cui il figlio Saadi e tre generali.

13-09-2011 KABUL, ATTACCO A QUARTIER GENERALE NATO
Sarebbero non più di 5 i talebani asserragliati in un edificio a Kabul, dopo l’attacco di stamane all’ambasciata Usa e al quartier generale della Nato. Gli scontri sono ancora in corso e le forze afghane tentano a fatica di riportare la situazione sotto controllo. Quattro i feriti tra i civili. I talebani hanno rivendicato l’azione affermando che fra gli obiettivi vi sono i servizi segreti. Il segretario generale della Nato, Rasmussen, ha detto che si tratta di un tentativo di mettere alla prova la transizione. Attaccata anche una sede della polizia nella zona di Kabul ovest. La Farnesina è in continuo contatto con l’ambasciata italiana.

14-09-2011 KABUL, UCCISI TUTTI I TALEBANI IN EDIFICIO
Uccisi gli ultimi due talebani asserragliati da ieri pomeriggio nell’edificio in costruzione vicino l’ambasciata americana a Kabul. L’attacco, durato 20 ore, ha investito edifici simbolo di Kabul come l’ambasciata Usa, il quartier generale dell’Isaf, la sede della Direzione nazionale della sicurezza (Nds) e i Servizi afghani di intelligence. Il bilancio è di 11 morti, fra civili e agenti di polizia. 6 i talebani uccisi. Tra i feriti, anche 6 militari Isaf. Gli attacchi rappresentano il “tentativo di mettere alla prova la transizione”, ha detto il segretario Nato, Rasmussen. “Non ci faremo intimidire”, ha affermato il segretario di Stato Usa, Clinton.

14-09-2011 SAADI GHEDDAFI “SORVEGLIATO” IN NIGER
Saadi Gheddafi, terzogenito del raìs, si trova “sotto sorveglianza” in una foresteria del governo nigeriano a Niamey. Lo riferiscono fonti locali, secondo le quali Saadi sarebbe volato nella capitale del Niger a bordo di un aereo militare dalla città di Agadez, insieme a 8 uomini del proprio clan. La notizia è stata confermata anche dal Dipartimento di Stato Usa, il quale ritiene che si tratti di arresti domiciliare. Secondo il quotidiano egiziano Al Ahram, Saadi Gheddafi starebbe cercando di ottenere asilo politico.

15-09-2011 TRIPOLI, CAMERON: TROVEREMO GHEDDAFI
“Vi aiuteremo a trovare Gheddafi e a catturarlo”. Lo ha detto il premier britannico Cameron, a una conferenza stampa a Tripoli con il presidente del Cnt, Jalil, e il premier ad interim, Jibril. Sarkozy ha dichiarato: “Gheddafi deve essere arrestato e giudicato in base al diritto internazionale. Deve rispondere di ciò che ha fatto” e ha aggiunto: “Continueremo a stare accanto al popolo libico”. Ringraziando la Francia e la Gran Bretagna, Jibril ha aggiunto: “Stiamo scrivendo la storia”. In quella che è la prima visita di leader stranieri del dopo Gheddafi, si discute anche dei progressi nella stabilizzazione del Paese.

16-09-2011 GLI INSORTI LIBICI ENTRANO A BANI WALID
I miliziani che combattono contro le forze di Gheddafi sono entrati nella città di Bani Walid, uno degli ultimi feudi lealisti. Lo annuncia un portavoce dei ribelli, senza fornire precisazioni ma asserendo che “la situazione sarà risolta entro stasera”. La tv Al Arabica riferisce invece di aspri combattimenti a Sirte, dove gli insorti sono riusciti a occupare alcuni quartieri periferici e l’aeroporto. Centinaia di blindati del Cnt sono stati visti convergere verso la città. Nella battaglia, 11 ribelli sono rimasti uccisi e altri 34 feriti.

16-09-2011 LIBIA, A TRIPOLI PREMIER TURCO ERDOGAN
Il primo ministro turco, Erdogan, giunge oggi a Tripoli dopo il trionfale viaggio del presidente francese Sarkozy e del premier britannico Cameron. La visita di Erdogan, proveniente da Egitto e Tunissia, doveva svolgersi ieri ma Ankara ha preferito evitare un incontro con i due leader europei, accolti come eroi dalla popolazione libica. La Turchia è interessata ad affermare e consolidare la sua influenza nel Nord-Africa e a strappare qualche dividendo economico per il dopo Gheddafi. La visita di Sarkozy e Cameron è “l’inizio di un progetto di colonizzazione”. Così Ibrahim, portavoce di Gheddafi.

16-09-2011 ABU MAZEN: ONU RICONOSCA LA PALESTINA
Il leader dell’Anp, Abu Mazen, ha ribadito che chiederà all’Onu il “pieno riconoscimento dello Stato palestinese” con Gerusalemme Est come capitale e nei confini del 1967, “perché è un diritto legittimo dei palestinesi”. “Non vogliamo isolare Israele, ma la politica del suo governo”, ha spiegato. Poi ha precisato che più di 126 paesi riconoscono la Palestina come Stato. Oltre che all’Assemblea generale, ha aggiunto Abu Mazen, “ci rivolgeremo al Consiglio di Sicurezza” dell’Onu, dove però gli Stati Uniti hanno già preannunciato il loro veto. Anche gli estremisti di Hamas criticano il passo.

16-09-2011 ISRAELE: MOSSA ALL’ONU NON AVVICINA LA PACE
La pace “non si ottiene con mosse unilaterali all’Onu”, ma solo “con negoziati diretti con Israele”. Una nota dell’ufficio del premier israeliano Netanyahu risponde così al presidente palestinese Abu Mazen, che ha confermato la presentazione all’Onu, la prossima settimana, della richiesta ufficiale di riconoscere la Palestina come Stato membro. “Quando l’Autorità palestinese abbandonerà le mosse sterili, troverà in Israele un partner per un negoziato diretto di pace”, aggiunge la nota.

19-09-2011 LIBIA, CONTINUA LA BATTAGLIA A BANI WALID
La battaglia continua a Bani Walid, roccaforte dei lealisti libici. Scambi di artiglieria con le forze del Consiglio nazionale di transizione continuano. I ribelli sono entrati nella città e hanno condotto una dura battaglia, anche se le forze di Gheddafi oppongono una forte resistenza. Le forze anti-Gheddafi hanno affermato che le loro truppe si stanno aprendo altri varchi per arrivare a controllare anche Sirte. Durante i combattimenti sono rimasti feriti un giornalista della Cnn e un fotografo francese. Spari contro un cargo militare turco con aiuti umanitari. Nessun danno.

19-09-2011 LIBIA, CNT RINVIA ANNUNCIO NUOVO GOVERNO
L’annuncio del nuovo governo del Consiglio nazionale transitorio libico è stato rinviato a data da destinarsi, “per concludere le consultazioni”. Lo ha detto il premier ad interim, Jibril. All’interno del Cnt vi sono ancora delle divergenze sulla composizione del governo. I vertici del Consiglio dei ribelli sono riuniti a Bengasi. Nell’esecutivo sono previsti 34 ministri, fra cui due donne. Il governo guiderà la transizione in attesa della elezioni e della redazione di una nuova Costituzione.

19-09-2011 SIRIA, POLIZIA CONTRO MANIFESTANTI: 5 MORTI
È salito a cinque il numero delle vittime della repressione nella zona di Homs, nel centro della Siria. Le forze fedeli al presidente Assad hanno aperto il fuoco contro abitazioni e civili a Hula, cittadina vicino a Homs, uccidendo cinque persone, tra cui una donna. Secondo fonti locali, ci sono stati almeno 20 feriti.
19-09-2011 ABU MAZEN: “ISRAELE RICONOSCA PALESTINA”
“Israele dovrà riconoscere la Palestina per non perdere l’occasione di un’intesa di pace”. Così il presidente palestinese, Abu Mazen, che ha parlato ai giornalisti in volo verso New York, dove il 23 settembre il Consiglio di sicurezza dell’Onu voterà la risoluzione per il riconoscimento dello Stato della Palestina. Abu Mazen ha detto di aspettarsi una “situazione molto difficile” all’indomani del voto. Ieri sera a New York incontro tra il premier palestinese Fayyad e il ministro israeliano BArak proprio nel timore che si possano scatenare disordini nei Territori e in Medioriente. Gli Usa porranno il veto.

23-09-2011 AFGHANISTAN: MORTI TRE MILITARI ITALIANI
Sono tre i militari italiani che hanno perso la vita in un incidente stradale in Afghanistan, presso la base di Herat. Le vittime sono il tenente Riccardo Bucci e i caporalmaggiori Mario Frasca e Massimo Di Legge. I tre erano a bordo di un veicolo Lince, assieme ad altri due soldati, rimasti contusi. I militari facevano parte delle unità preposte all’addestramento dei soldati afghani. Sale così a 44 il bilancio delle vittime italiane nella missione Isaf in Afghanistan. Il presidente della Repubblica Napolitano ha espresso il profondo cordoglio di tutto il Paese.
23-09-2011 KARZAI: MORTE RABBANI NON FERMA SFORZI PACE
Esequie solenni a Kabul dell’ex presidente afghano ed ex capo del Consiglio per la pace, Rabbani, ucciso da nella sua casa da un kamikaze, martedì scorso. Durante la cerimonia, il presidente Garzai ha detto che “gli sforzi di pace intrapresi non saranno fermati dall’uccisione di Rabbani”. Migliaia le persone radunate per partecipare ai funerali, in una Kabul, blindata da imponenti misure di sicurezza. Uditi spari vicino al luogo della sepoltura di Rabbani. Secondo la polizia sono stati necessari per disperdere la folla. Nella provincia di Kandahar, 7 civili sono stati uccisi da una bomba.


24-09-2011 NETANYAHU: PALESTINESI NON VOGLIONO LA PACE
“Tendo la mano ai palestinesi, con cui vogliamo una pace giusta”, ma “i palestinesi vogliono uno Stato senza la pace”. Lo ha detto il premier israeliano, parlando davanti all’Assemblea Onu. Netanyahu ha ribadito: la pace “non si raggiunge con le risoluzioni Onu, ma solo attraverso negoziati diretti”. E “i palestinesi rifiutano di negoziare”. Poi: “Il cuore della questione non sono gli insediamenti, ma il rifiuto dei palestinesi di riconoscere Israele”. Dunque, “prima facciano la pace con noi, poi chiedano il riconoscimento del loro Stato”. E ad Abu Mazen: “Avviamo i negoziati subito, qui a New York”.

25-09-2011 TRIPOLI, FOSSA COMUNE CON 1.200 CORPI
Una fossa comune con i resti di almeno 1.200 corpi è stata trovata vicino al carcere di Abu Salim a Tripoli, capitale della Libia. Lo ha riferito la tv Al Jazira, che cita responsabili sanitari libici. La prigione di Abu Salim veniva usata dal regime del colonnello Gheddafi per rinchiudere i suoi oppositori, inclusi molti dei rivoluzionari durante la guerra civile. E nel ’96, il carcere fu teatro di un massacro: durante una rivolta furono uccisi duemila detenuti, secondo attivisti per i diritti umani.
25-09-2011 ARABIA, RE APRE ALLE DONNE IN POLITICA
Le donne saudite faranno parte della Shura, il Consiglio consultivo del regno, e potranno sia candidarsi sia votare alle prime elezioni municipali, per loro finora vietate, del 29 settembre. Lo annuncia il re dell’Arabia Saudita, Abdullah. “Ci rifiutiamo di emarginare le donne dalla società in tutti i ruoli che sono conformi con la svaria” (la legge), ha detto il re, e pertanto abbiamo deciso di “coinvolgere le donna nella Shura dalla prossima sessione”. Gli attivisti sauditi hanno per anni lanciato appelli per chiedere maggiori diritti per le donne, alle quali è vietato viaggiare, lavorare, guidare l’auto.
26-09-2011 LIBIA, ENI RIAVVIA PRODUZIONE PETROLIO
L’Eni ha avviato la riapertura di quindici pozzi nel giacimento di Abu-Attifeel, a circa 300 chilometri a sud di Bengasi. Attualmente il livello di produzione è pari a 31.900 barili al giorno. Nei prossimo giorni saranno riattivati altri pozzi, con l’obiettivo di raggiungere i volumi minimi per riavviare l’oleodotto che trasporterà il greggio dal campo al terminal di Zuetina.

27-09-2011 LIBIA, SCOMPARSI 20000 MISSILI ANTI-AEREI
Dagli arsenali incustoditi del Raìs sarebbero scomparsi 20.000 missili anti-aerei “strela”, di fabbricazione russa, simili agli Stringer americani. È stato il sito web della Abc a lanciare l’allarme, citando fonti dell’intelligence Usa. I missili, che pesano 25 kg e possono essere portati a spalla, seguono la scia di calore dei reattori dei velivoli. In mano a terroristi potrebbero costituire una minaccia anche per i velivo commerciali. “Sarebbe il peggiore degli incubi”, ha commentato la senatrice Barbara Boxer, della commissione commercio e trasporti del Senato Usa.

27-09-2011 MESSAGGIO GHEDDAFI: ATTENDO IL MARTIRIO
“Io sono tra il mio popolo”, ha detto Gheddafi in un nuovo messaggio diffuso dalla radio di Bani Walid, ancora in mano ai lealisti. “Ogni martire libico è morto per dire no al colonialismo”, afferma, dicendosi pronto a morire come “martire”. Dopo aver conquistato il porto di Sirte gli insorti del Cnt hanno sospeso le operazioni militari per permettere l’evacuazione dei civili. Lo riferisce la tv araba Al Jazira. Secondo Al Arabiya, i capi della tribù di Gheddafi, presenti a Sirte, hanno ottenuto un salvacondotto e una tregua temporanea per uscire dalla città.
29-09-2011 INTERPOL: ARRESTATE SAADI GHEDDAFI
Il figlio del colonnello libico Gheddafi, Saadi, è ricercato dall’Interpol. L’organizzazione di polizia internazionale ha emesso un ordine di arresto nei suoi confronti su richiesta delle nuove autorità libiche. La ‘red notice’ è stata inviata ai 188 Paesi membri dell’Interpol, in particolare quelli confinanti con la Libia. “Saadi Gheddafi, 38 anni, è stato visto l’ultima volta in Niger”, conferma l’Interpol. È ricercato per “presunta appropriazione indebita” e violenza.
29-09-2011 ANP: OTTO MEMBRI ONU PER STATO PALESTINESE
Otto membri del Consiglio di sicurezza voteranno a favore della richiesta dell’Anp per il riconoscimento dello Stato della Palestina. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri palestinese, al Maliki, citato dal sito del quotidiano israeliano Haaretz. Sono Russia, Cina, India, Sudafrica, Brasile, Libano, Nigeria e Gabon per al Maliki i Paesi che supportano l’Anp. Ora si lavora per ottenere il voto decisivo, il nono, affinché la richiesta palestinese possa essere approvata e passare all’assemblea generale delle Nazioni Unite. Fonti diplomatiche indicano Colombia o Bosnia.

30-09-2011 YEMEN, UCCISO AL AWLAKI IMAM CAPO DI AL QAEDA
Il governo yemenita ha annunciato l’uccisione dell’imam Anwar Al Awlaki, il religioso radicale nato negli Stati Uniti e considerato un leader della cellula di Al Qaeda nello Yemen. L’imam, 40 anni, è stato colpito da un aereo senza pilota americano durante un’operazione della Cia, mentre viaggiava in auto nel Nord del Paese. Awlaki era implicato in un attentato fallito nel 2009, quando un terrorista tentò di far esplodere un aereo diretto da Amsterdam a Detroit. Ricercato dalla Cia e ritenuto un successore di Osama Bin Laden, era noto per i suoi infuocati sermoni anti-occidentali sul web.

03-10-2011 LIBIA, ASSEDIO SIRTE: È ESODO DI MASSA
Migliaiai di persone hanno lasciato le proprie abitazioni a Sirte, dopo che i ribelli hanno annunciato l’offensiva finale per la conquista della città. Molti feriti, ha riferito un testimone, sono morti a Sirte perché non ci sono attrezzature mediche. La Croce Rossa Internazionale definisce la situazione “disperata”. Gli insorti hanno conquistato Qasr Abu Hadi, villaggio natale di Gheddafi a 20 km da Sirte. Dopo tre giorni di scontri, sono caduti gli ultimi avamposti dei lealisti all’esterno della città.
03-10-2011 NATO: LIBIA, ISPETTORI PER CERCARE ARMI
L’Alleanza è molto preoccupata per i missili e le armi scomparse in Libia che potrebbero finire nella mani sbagliate ed è in contatto con il Consiglio nazionale transitorio libico. Lo afferma il segretario della Nato, Rasmussen, secondo il quale il Paese va aperto agli ispettori internazionali per fare chiarezza sul caso. All’appello mancherebbero circa 10mila missili terra-aria. Della eventualità che Al Qaeda possa impossessarsene sono seriamente preoccupati anche gli Usa. A Sabha, nel Sud della Libia, sono state trovate 9 tonnellate di proiettili d’artiglieria contenenti il gas iprite.
03-10-2011 MEGRAHI: LOCKERBIE, VERITÀ VERRÀ FUORI
Abdel Basset Al Megrahi, accusato dell’attentato di Lockerbie, ha detto da Tripoli, dove vive costretto a letto da un tumore, che la verità sarà rivelata “nel prossimo futuro”. Megrahi ha detto all’agenzia Reuters che gli restano pochi mesi di vita e che il suo ruolo nell’attacco, che causò 270 morti nei cieli di Scozia, è stato sopravvalutato. “Non ho mai fatto del male a nessuno”, ha aggiunto. L’uomo è stato rilasciato dalle autorità scozzesi due anni fa perché malato di un cancro in fase terminale.
03-10-2011 IRAQ, VITTIME E OSTAGGI IN ATTACCO KAMIKAZE
È di almeno 13 morti il bilancio dell’assalto di un commando kamikaze a Ramadi, nella provincia irachena di Al Anbar, a maggioranza sannita. I miliziani hanno attaccato il quartier generale delle forze di polizia, prendendo in ostaggio alcune persone per diverse ore. Tra le vittime c’è anche il comandante e cinque terroristi. Nel tentativo di far arrendere gli insorti, l’esercito ha circondato l’edificio, innescando violenti scontri con i miliziani. Alcuni di loro si erano fatti saltare in aria nei momenti iniziali dell’attacco.

05-10-2011 ONU, FRATTINI: GIORNO TRISTE PER SIRIANI
“È un giorno triste per i coraggiosi siriani che stanno lottando per la libertà. Il Consiglio di sicurezza non è stato in grado di raggiungere obiettivi che erano invece a portata di mano”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Frattini, commentando il veto di Russia e Cina alla risoluzione Onu sulla Siria. Anche il rappresentante Usa all’Onu ha detto che il suo Paese è “indignato” per il veto. Il rappresentante di Parigi ha parlato di “veto politico” che non tiene conto di una situazione drammatica e della morte di 2.700 persone innocenti.
05-10-2011 SCONTRI YEMEN, 7 MORTI E 50 FERITI A TAIZ
È di 7 morti e 50 feriti il bilancio delle vittime di un attacco condotto dall’esercito yemenita a colpi di artiglieria contro un gruppo di oppositori nella città di Taiz, nello Yemen. A quanto riferisce la tv araba “Al Jazeera”, l’artiglieria dell’esercito fedele al presidente Ali Abdullah Saleh ha colpito le postazioni dell’opposizione in diversi quartieri della città. Gli oppositori stanno portando avanti da mesi, un sit-in per chiedere le dimissioni del capo dello Stato.

05-10-2011 LIBIA, CNT: FRA 2 GIORNI CONQUISTEREMO SIRTE
“In questo momento controlliamo oltre la metà della città di Sirte”. Lo ha annunciato alla tv Al Arabiya uno dei capi militari del Consiglio nazionale di transizione libico, impegnato nella conquista della roccaforte e città natale di Muammar Gheddafi. La stessa fonte ha aggiunto che le forze del Cnt “stanno attaccando il centro di Sirte con un fitto lancio di razzi”. I ribelli hanno inoltre fatto sapere che “entro due giorni Sirte verrà liberata”.

07-10-2011 GHEDDAFI AI LIBICI: PROTESTATE CONTRO CNT
Il colonnello libico è tornato ieri a farsi sentire con un nuovo messaggio audio che chiede ai libici di protestare pacificamente contro il governo degli insorti. “Protestate a milioni in modo pacifico”, invita, bollando la situazione nel Paese come “insostenibile”. Nel nuovo audio, trasmesso dalla tv satellitare Al Arabiya, il raìs mette in guardi i leader del “Terzo mondo”: se riconoscono la legittimità del Cnt, conquistata con la forza, si preparino ad essere rimossi uno dopo l’altro.
08-10-2011 LIBIA, A SIRTE ANCORA ASPRI COMBATTIMENTI
Violenti combattimenti sono in corso a Sirte, la città libica che ha dato i natali al colonnello Gheddafi e roccaforte delle forze a lui fedeli. Le forze del Cnt (Consiglio nazionale di transizione) incontrano forti resistenze nella loro “offensiva finale”. Secondo il colonnello Ahmed El Obeidi, l’esercito del governo transitorio avanza da diverse direzioni. Fonti mediche parlano di almeno 12 combattenti del Cnt uccisi e di altri 125 feriti. In precedenza, fonti Usa avevano parlato di “80% della città sotto controllo del governo di transizione libico”.


10-10-2011 CAIRO,PROTESTE COPTI: 36 MORTI, 200 FERITI
È di 36 morti e oltre 200 feriti il bilancio dei sanguinosi scontri di ieri sera al Cairo, tra cristiani copti ed esercito. Arrestate almeno 40 persone. Gli sconti sono seguiti a una manifestazione di copti che chiedevano la rimozione del governatore di Aswan, dove giorni fa è stata distrutta una chiesa. Il premier Sharaf ha detto che il Paese è “in pericolo” dopo le violenze. Migliaia di copti si sono intanto nuovamente radunati al Cairo, in attesa dei funerali delle vittime. La Chiesa copta accusa infiltrati. Anche l’esercito, che chiede un’indagine, parla di cospirazione contro la già difficile transizione.
I copti sono i cristiani egiziani nativi, un importante gruppo etno-religioso nel paese. Il cristianesimo era la religione predominante nell'Egitto di epoca romana tra il IV e il VI secolo, fino alla conquista da parte dei musulmani, ed è rimasta la fede di un significativa minoranza della popolazione fino ad oggi. La loro lingua copta è la diretta discendente dell'egiziano demotico parlato nell'era romana, ma ormai è vicino all'estinzione ed è limitato all'uso liturgico dal XVIII secolo. I copti in Egitto costituiscono la più grande comunità cristiana del Medioriente, nonché la più grande minoranza religiosa della regione, rappresentando circa il 10% della popolazione egiziana. La maggior parte dei copti aderica alla Chiesa ortodossa copta; il resto del gruppo è spartito tra la Chiesa cattolica copta e varie confessioni cristiane protestanti. Essendo una minoranza, i copti sono vittime di una significativa discriminazione nell'Egitto moderno e degli attacchi di gruppi islamici estremisti. Il termine "copto" deriva dall'arabo qub? (???), un'arabizzazione del termine di Kubti (bohairico) e Kuptaion (sahidico). Tale termine a sua volta deriva probabilmente dal greco aiguptos, egiziano. Il termine greco Aiguptos, Egitto ha una lunga storia, infatti risale a un'antica lingua micenea (prima forma del greco) in cui il termine a-ku-pi-ti-jo (letteralmente "egiziano", usato nel senso di uomo egiziano). Il significato etimologico del termine si riferisce pertanto alle persone di origini egiziane, non solo a quelle che professano la religione copta. Dopo la grande conversione di gran parte del popolo egiziano all'Islam, il termine copto iniziò a essere associato agli egiziani cristiani che non si unirono in matrimonio con gli invasori arabi. Nel XX secolo, alcuni egiziani nazionalisti e intellettuali cominciarono a usare il termine copto nel senso storico, ad esempio Markos Pascià Semeika, fondatore del Museo Copto, disse che ogni egiziano è o musulmano copto o cristiano copto, poiché entrambi i gruppi di fedeli discendono dagli antichi egiziani. La lingua copta si scrive per mezzo dell'alfabeto copto, simile al greco. La lingua copta è la sola discendente dell'egiziano antico. È dunque una lingua afro-asiatica, nonostante questa teoria non sia accettata da tutti i linguisti come Theophile Obenga. Si contano vari dialetti:
• bohairico,
• sahidico,
• fayoumico,
• oxyrhynchita (o medio egiziano),
• akhmimico,
• lycopolitano (o subakhmimico).
Solo il bohairico è ancora utilizzato e unicamente nel linguaggio della liturgia. Esso ha rimpiazzato, nell'uso liturgico, il sahidico nel XI secolo. A partire da questa scelta è nata l'emergenza di un'identità copta. Da notare è che il termine sa'id deriva da una parola copta/egiziana la quale designa un fiore del deserto egiziano che fiorisce in qualche ora sotto l'effetto della pioggia passeggera e, in seguito, appassisce tanto rapidamente. Lo studio della grammatica copta si poggia su due orientamenti di studio linguistici, diacronico e sincronico, la cui scelta è terreno di dibattito tra linguisti. I due punti di vista partono entrambi dal principio che lo studio dei dialetti permette di risalire alla grammatica copta originale, focalizzandosi principalmente sul copto liturgico il quale sarebbe una normalizzazione più o meno arbitraria del copto antico. Questo tipo di orientamento teorico è stato utilizzato per lo studio di altre lingue:
• lo studio del sanscrito in cui la normalizzazione della grammatica risale all'epoca di Pa?ini
• lo studio dell'ebraico la cui normalizzazione prende il nome di Massora
• lo studio del latino normalizzato nel X secolo
• lo studio dell'arabo normalizzato dalla grammatica coranica
Questo primo orientamento teorico è detto linguistica sincronica: i dialetti sono inizialmente reperiti geograficamente e poi studiati in rapporto al contesto storico locale. Il secondo orientamento teorico è la linguistica diacronica, ed è stato utilizzato da Champollion per decifrare i geroglifici. Essa consiste nello studiare la genealogia delle lingue, in particolare delle loro strutture grammaticali. In questo modo, le ricerche hanno permesso di stabilire delle invarianti grammaticali tra testi geroglifici delle piramidi e le strutture grammaticali dei dialetti copti. La lista di tali invarianti è divisibile in due gruppi:
• Le invarianti che si ritrovano uniformemente in tutti i dialetti copti, chiamate Pandialettali.
• Le invarianti che si trovano solo in alcuni dialetti, ossia le invarianti dialettali.
Status giuridico e rapporti interconfessionali
Il termine copto qualifica nello stesso tempo una lingua, un popolo (Egitto), un culto e una Chiesa. Oggi i copti appartengono a tre principali chiese: la maggioranza dei fedeli si riversa nella più anziana Chiesa copta Ortodossa Tawahedo; gli altri fanno parte della più recente Chiesa cattolica copta e delle chiese protestanti. Il numero di copti in Egitto si suppone oscilli tra il 14% e il 20% (tra 10 e 15 milioni), anche se il governo egiziano insiste sul fatto che i copti siano molto meno, ossia circa il 6% (4 milioni) della popolazione egiziana. Causa della controversia potrebbe essere il numero crescente di copti nati fuori dall'Egitto. Il numero di copti all'interno dell'Egitto sta comunque diminuendo a causa dell'emigrazione dovuta alle discriminazioni da parte dei musulmani integralisti e del governo egiziano. Il World Factbook del 2006 stima che 7,6 milioni, ovvero il 10% degli egiziani, siano cristiani; i copti sarebbero il 9% della popolazione totale. I copti egiziani sono stati oggetti di discriminazioni e molte autorevoli fonti egiziane hanno rilevato che il governo è stato spesso complice o, perlomeno, noncurante di certi “incidenti” contro di essi.La situazione della comunità copta in Egitto è contrassegnata da numerose contraddizioni. Secondo la Costituzione egiziana, la professione religiosa è libera, ma l'art. 2 pone la shari'a (la legge islamica) tra le principali fonti giuridiche. Le chiese cristiane in Egitto sono soltanto 2.000 e il loro numero è fermo da molto tempo: risulta infatti molto difficile ottenere i permessi per costruire nuovi edifici di culto. Episodi di marginalizzazione e di vessazione cui sono vittime i cristiani sono stati messi in luce da alcune organizzazioni per i diritti umani. Sono numerosi i casi di donne copte rapite e convertite per essere date in moglie a uomini musulmani. Nel 1976 il Patriarca della Chiesa copta, papa Shenouda III, denunciò la pratica, ignorata dalle autorità egiziane. Un altro problema riguarda i gruppi radicali islamici. Alcune fonti sostengono che strati delle forze di sicurezza e degli apparati amministrativi abbiano in passato coperto tali formazioni, che si sono rese responsabili di numerosi attacchi armati ed episodi di violenza ai danni della popolazione cristiana, soprattutto nelle zone dell'Alto Egitto. Nel 1981 un gruppo di fondamentalisti uccise 17 cristiani e ne ferì 112. I copti protestarono per l'accaduto. Ma il presidente Sadat represse la protesta e mise agli arresti il Patriarca Shenouda III. Fu un caso di detenzione unico nei confronti di un primate di una chiesa cristiana nel Novecento, se si eccettuano i paesi comunisti. Nel 2009 è stato pubblicato un Rapporto sul fenomeno del rapimento di ragazze copte da parte di uomini musulmani. Il documento s'intitola «La scomparsa, la conversione forzata e i matrimoni forzati delle donne cristiane copte in Egitto» ed è stato redatto da Michele Clark (docente di Tratta di esseri umani alla George Washington University) e Nadia Ghaly, avvocatessa copta. Il primo gennaio del 2011 ad Alessandria d'Egitto si è fatto esplodere un integralista musulmano dinanzi alla Chiesa copta dei Santi, nel quartiere di Sidi Bishr, causando la morte di 23 fedeli copti e il ferimento di numerosi altri che partecipavano ad una tradizionale cerimonia religiosa per l'anno nuovo. Dall'esplosione è rimasta danneggiata anche una vicina moschea e 8 musulmani sono rimasti feriti. (Queste informazioni sono state prese dal sito di Wikipedia).

10-10-2011 CONSIGLIO UE CONDANNA VIOLENZE IN EGITTO
Il Consiglio degli Affari esteri dell’Ue ha condannato le violenze esplose in Egitto contro i cristiani copti. Riuniti a Lussemburgo, i 27 hanno chiesto alle autorità egiziane di agire per tutelare le minoranze religiose. “È un fatto che non si deve ripetere”, ha sottolineato il ministro Frattini, secondo cui dall’Egitto arrivano voci di “un esodo di cristiani copti. Si parla di 100mila persone, non so se sia vero ma sono cifre enormi. Spero in una reazione forte delle autorità del Cairo”.

11-10-2011 TENSIONE AL CAIRO, COPTI ANCORA IN PIAZZA
Copti di nuovo in piazza al Cairo dopo gli scontri di domenica sera che hanno causato 36 morti e almeno 200 feriti. In migliaia hanno marciato verso piazza Tahrir portando la bara di un giovane morto nelle violenze. Per ricordare le vittime degli scontri hanno cominciato uno sciopero della fame di tre giorni. Dopo la Chiesa copta, che aveva segnalato la presenza di infiltrati tra i manifestanti, anche i Fratelli musulmani hanno criticato la protesta dei cristiani egiziani, denunciando l’azione di forze “esterne ed interne” che cercano di far fallire la rivoluzione.


11-10-2011 LIBIA, INSORTI NEL CENTRO DI SIRTE
I miliziani del Consiglio nazionale Transitorio libico hanno conquistato il quartier genererale della polizia, nel centro di Sirte. Lo rende noto l’agenzia France Presse, aggiungendo che all’arrivo dei ribelli il complesso era vuoto. La città costiera, che con Bani Walid è uno degli ultimi bastioni dei seguaci del colonnello Gheddafi, è per buona parte in mano agli insorti, che preparano la battaglia finale. I lealisti controllano ancora la piazza centrale.


11-10-2011 EGITTO, GOVERNO PRESENTA LE DIMISSIONI
Il premier egiziano Sharaf ha presentato le dimissioni del suo governo al Consiglio Supremo delle Forze armate, guidato dal generale Tantawi. È quanto ha affermato lo stesso Sharaf nel corso di una conferenza stampa al Cairo, citato da Al Jazira. Per il sito web di al-Wafd, la giunta militare accetterà nelle prossime ore le dimissioni. Tutto avviene a due giorni dai violenti scontri tra cristiani copti e forze della sicurezza al Cairo, dove sono morte 36 persone.

15-10-2011 ATTACCATA BASE NATO IN AFGHANISTAN
Kamikaze a bordo di un’auto si sono schiantati contro l’edificio sede di una base americana nel distretto di Rokha, nel nord dell’Afghanistan. Lo ha reso noto la polizia locale. Due attentatori sono morti. A finire sotto attacco è stata la base del Provincial Reconstruction Team della Nato, gestita da americani, che si trova in una zona, il Panshir, di solito risparmiata dalle violenza. Nessun militare Nato è rimasto ferito.
14-10-2011 ONU: OLTRE TREMILA I MORTI IN SIRIA
Le violenze in Siria sono costate la vita a oltre tremila persone dall’inizio delle proteste contro il regime di Bashar Al Assad, nel marzo scorso. Lo afferma l’Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay. Tra le vittime si contano anche 187 bambini. Solo ieri, gli scontri hanno provocato 36 morti, tra cui 25 militari, alcuni dei quali sarebbero disertori passati con l’opposizione. E altri dieci civili sono stati uccisi oggi dalle forze di sicurezza. Lo rende noto l’Osservatorio siriano per i diritti umani.

16-10-2011 YEMEN, SPARI SU CORTEO 13 MORTI A SANAA
Le forze federali al presidente yemenita Saleh hanno aperto il fuoco, a Sanaa, su un corteo, provocando la morte di sei persone. Lo hanno riferito fonti mediche, precisando che vi sarebbero anche dei feriti. Scontri tra militari antigovernativi e soldati fedeli al regime hanno causato altre 7 vittime. Il corteo era formato, secondo le fonti, da decine di migliaia di persone che chiedevano le dimissioni del presidente e marciavano verso una zona controllata dall’esercito, all’indomani di un’analoga manifestazione in cui sono rimaste uccise 12 persone.

16-10-2011 IRAN: NON ABBIAMO BISOGNO FARE OMICIDI
“Gli iraniani non hanno bisogno di commettere assassini. Questo è il vostro lavoro”. Così il presidente iraniano Ahmadinejad è intervenuto per la prima volta sul complotto terroristico addebitato dagli Usa a Teheran. “Accusano l’Iran di organizzare azioni terroristiche. Queste azioni sono opera di persone di scarsa cultura non del popolo iraniano che è colto e istruito”, ha aggiunto il presidente iraniano.

16-10-2011 KABUL, ATTACCO A ITALIANI: TUTTI ILLESI
Una pattuglia di militari italiani è stata attaccata in Afghanistan con armi leggere e colpi di mortaio. Lo ha comunicato il ministro della Difesa La Russa da Washington, dove si trova in visita ufficiale. Non ci sono feriti. “Lo scontro a fuoco si è verificato alle 6 del mattino, a circa 30 km da Herat”, ha detto il ministro, precisando che “i nostri soldati erano in supporto di militari afghani”. La pattuglia ha risposto al fuoco e con l’aiuto dell’aviazione alleata è riuscita a disimpegnarsi.

20-10-2011 "Gheddafi è morto". Ucciso da un raid Nato. Finita la guerra libica
"Muammar Gheddafi è morto". La conferma è arrivata dal Cnt libico che in precedenza aveva invece parlato di "gravi ferite" riportate dal Colonnello. Il Raìs sarebbe morto a seguito delle ferite riportate in un raid della Nato e dei successivi scontri sul campo, come ha confermato l'Alleanza atlantica. Si chiude così il conflitto in Libia due mesi dopo la caduta della capitale Tripoli.
Secondo la tv libica citata da Al Jazeera il colonnello Gheddafi sarebbe stato in un primo momento catturato durante l'attacco a Sirte ma sarebbe morto poco dopo a seguito delle ferite.
Poco prima il Consiglio Nazionale di Transizione aveva annunciato la caduta di Sirte. Con la presa della città la guerra di liberazione si può considerare conclusa.
Al Jazeera cita le parole del colonnello Yunus Al Abdali, capo delle operazioni militari in città "Sirte è stata liberata. Non ci sono più forze di Gheddafi in città. Stiamo dando la caccia ai suoi miliziani che tentano la fuga".
Il Cnt aveva anticipato di considerare la caduta di Sirte, città natale di Gheddafi, come l'ultimo atto ancora mancante per considerare chiusa la guerra di liberazione libica. Nei giorni scorsi le forze del Cnt aveva espugnato l'altro caposaldo dei gheddafiani, Bani Walid. Ora si apre la strada alla creazione di un governo definitivo della nuova Libia, governo che potrà definire anche i contratti petroliferi e no con le varie imprese straniere. Due giorni fa il segretario di Stato Usa Hillary Clinton aveva anche sottolineato la necessità di creare un esercito ufficiale. Dopo la fine dell'offensiva, per tutta la città si sono sentite salve di fuoco in aria per i festeggiamenti. Dalla caduta di Tripoli, il 21 agosto, i fedeli al vecchio regime di Gheddafi avevano organizzato la loro resistenza in varie aeree del Paese, principalmente Sirte e Bani Walid.


20-10-2011 MUAMMAR GHEDDAFI UCCISO A SIRTE
Muammar Gheddafi è morto. La notizia, diffusa dalla tv libica, è stata confermata dal Consiglio nazionale di transizione. In precedenza, la tv libica aveva annunciato che il raìs era stato ferito a entrambe le gambe. Gheddafi sarebbe deceduto durante il trasporto in ambulanza a Misurata. Un comandante degli insorti afferma che il raìs si nascondeva in una “buca” e che abbia gridato: “Non sparate!” Un’altra fonte sostiene che Gheddafi sarebbe stato ucciso con un colpo sparato alla testa.
20-10-2011 LEALISTI DI GHEDDAFI UCCISI E CATTURATI
Nei violenti scontri per la conquista di Sirte è stato ucciso anche il ministro della Difesa del regime di Gheddafi, Abu Bakr Younes. Lo ha annunciato la tv Al Arabiya. Catturato il capo dei servizi segreti, Abdallah Senoussi. Presso anche il portavoce di Gheddafi, Mussa Ibrahim, mentre stava fuggendo da Sirte. Lo riferisce un comandante del Cnt, Al Hakim, che assicura di averlo visto con i suoi occhi. Nelle mani dei rivoltosi è caduto anche il quinto figlio dell’ex raìs, Mutassim, che si occupò soprattutto di riallacciare i rapporti con gli Stati Uniti.
20-10-2011 GHEDDAFI, LEADER DELLA LIBIA DAL 1969
Muammar Gheddafi, 69 anni, è stato leader della Libia dal 1° settembre 1969, quando si autonominò ‘guida ideologica’ del colpo di Stato militare che portò alla caduta della monarchia del re Idris I di Libia, accusato di essere filo-occidentale. L’ex rais nasce a Sirte, che all’epoca fa parte della provincia italiana di Misurata, il 7 giugno 1942, in seno a una famiglia islamica di cui non si conosce molto. Frequenta l’Accademia Militare di Bengasi, si specializza in Gran Bretagna e comincia la sua carriera nell’esercito all’età di 27 anni.

21-10-2011 NATO: IGNORAVAMO RAIS FOSSE IN CONVOGLIO
La Nato era all’oscuro del fatto che nel convoglio di auto bombardato da due dei suoi aerei ieri mattina ci fosse Muammar Gheddafi. Lo si legge in un comunicato diramato dall’Alleanza, dove si precisa che solo dopo il raid “si è appreso da fonti dell’intelligence alleata” che il raìs si trovava a bordo di una delle auto. “La politica della Nato”, si legge ancora, “non è quella di puntare individui. L’intervento è stato condotto con lo scopo di proteggere i civili”, anche se il raid “ha probabilmente contribuito alla cattura” di Gheddafi.

21-10-2011 MOSCA: INGIUSTIFICATO RAID CONTRO GHEDDAFI
“Il convoglio sul quale viaggiava Gheddafi non minacciava nessuno quando è stato attaccato”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Lavrov. La Nato aveva precisato di averlo bombardato per proteggere i civili. “Non vi è alcun collegamento tra la no-fly zone e un attacco a un bersaglio a terra”, ha aggiunto Lavrov. “Gheddafi doveva essere trattato come un prigioniero di guerra, secondo la convenzione di Ginevra, non ucciso”. La sua morte “solleva molte questioni”.
21-10-2011 CNT: GHEDDAFI MORTO PER SPARO ALLA TESTA
Muammar Gheddafi è morto per un colpo di arma da fuoco alla testa. È il risultato al quale è arrivato il medico legale che ha esaminato il cadavere. Il raìs è stato scovato ieri in una buca a Sirte, ferito inizialmente alle gambe e poi ucciso poco dopo la cattura. Entro domani sarà sepolto con rito islamico a Sirte o a Misurata, dove si trova attualmente il suo cadavere. L’Alto commissario Onu per i Diritti umani, Pillay, ha tuttavia auspicato l’apertura di un’inchiesta sulle circostanze della morte del Colonnello, inchiesta sollecitata anche dalla vedova del raìs.
21-10-2011 LIBIA, CNT: CATTURATO FIGLIO GHEDDAFI
“Abbiamo catturato Saif al Islam Gheddafi a Sud di Zliten”. È quanto ha annunciato Ali Ashawish, miliziano del Consiglio nazionale transitorio alla tv Al Arabiya. “Lo abbiamo preso ed è sotto le cure dei nostri medici. È ferito in diverse parti del corpo. Dopo averlo curato gireremo un video e ve lo mostreremo”, ha aggiunto. Ma una fonte del Consiglio nazionale transitorio a Zlitan smentisce la cattura di Saif.

21-10-2011 OBAMA ANNUNCIA RITIRO TOTALE TRUPPE DA IRAQ
“Come promesso, il resto delle truppe americane lascerà l’Iraq entro l’anno”. Il presidente degli Stati Uniti Obama annuncia così la fine dei “quasi nove anni” della missione che ha rovesciato il regime di Saddam Hussein. Con il ritorno a casa dei militari “entro le festività” di fine anno, aggiunge Baraci Obama, la guerra “sarà finita”. E gli Usa avranno “relazioni forti e durature” con Bagdad. Obama ha annunciato il ritiro totale dopo aver parlato in videoconferenza con il premier iracheno, Al Maliki, che a dicembre sarà in visita a Washington.

23-10-2011 COOPERANTE ITALIANA RAPITA IN ALGERIA
Un’italiana e due spagnoli, che lavorano nei campi dei rifugiati sahsrawi, sono stati sequestrati la notte scorsa Tinduf, in Algeria. Il rapimento, secondo la sicurezza mauritana e il Polisario, è opera di Al Qaeda nel Maghreb islamico. Rossella Urru, 30enne di Samugheo, è rappresentante del Comitato italiano sviluppo dei popoli. Da due anni si occupa nel campo di interventi per la nutrizione, l’acqua e la salute materno – infantile. Secondo i media spagnoli, uno dei cooperanti potrebbe essere ferito. Il responsabile della Sicurezza dell’autoproclamata repubblica Saharawi ha condannato “l’azione terroristica”.

23-10-2011 LIBIA PROCLAMATA LIBERA DAL REGIME
“Dichiariamo al mondo intero che abbiamo liberato il nostro amato Paese, le sue città, i suoi villaggi, colli, monti, cieli e deserti”. Con queste parole, al cospetto di migliaia di persone, un funzionario del Consiglio nazionale transitorio ha solennemente proclamato la liberazione della Libia dal regime gheddafista. La cerimonia si è svolta a Bengasi, cuore fin da febbraio della ribellione. Intanto il premier dimissionario Jibril ha annunciato l’avvio di consultazioni per formare entro un mese un nuovo governo, che possibilmente racchiuda tutte le realtà politiche del Paese.

25-10-2011 LIBIA, SULLA MISSIONE NATO CONSULTERÀ CNT
Prima di prendere una decisione definitiva sulla fine della missione in Libia, la Nato si consulterà con l’Onu e il Consiglio nazionale transitorio libico. “L’ultima decisione verrà comunque presa con il Consiglio Atlantico”, precisa la Nato, in relazione alla richiesta del Cnt di prolungare le operazioni dell’Alleanza nel Paese “almeno di un mese”. Il Consiglio Atlantico, che dopo la morte di Gheddafi aveva già annunciato la fine della missione per il 31 ottobre, si riunirà domani per discutere il caso. La decisione non è stata infatti ancora formalizzata dai 28 Stati membri.

30-10-2011 JIHAD ANNUNCIA TREGUA CON ISRAELE A GAZA
La fazione estremista palestinese Jihad islamica ha annunciato un cessate il fuoco a Gaza dalle 7 di oggi (le 6 in Italia). Lo affermano fonti egiziane all’agenzia di stampa Reuters. In 48 ore, lanci di razzi dalla Striscia e raid israeliani hanno causato la morte di nove miliziani palestinesi e di un civile israeliano ad Ashqelon. Nel sud d’Israele le scuole restano chiuse. Si tratta della prima serie di violenze dal rilascio del soldato israeliano Shalit- Hamas non avrebbe partecipato al lancio di razzi, per non pregiudicare l’ulteriore scambio di prigionieri con Israele entro due mesi, secondo i media.



31-10-2011 PALESTINA NELL’UNESCO, L’EUROPA SI SPACCA
La Conferenza generale dell’Unesco ha accettato l’adesione della Palestina come membro a pieno titolo. È la prima agenzia dell’Onu a esprimere il voto, dopo la richiesta di ammissione alle Nazioni Unite avanzata a settembre. Il voto dell’agenzia, con l’astensione dell’Italia e della Gran Bretagna, innesca la sospensione dei finanziamenti da parte degli Stati Uniti, che si aggira intorno al 22% del totale. I voti a favore sono stati 107, tra cui Francia e la quasi totalità dei Paesi arabi, africani e di America Latina; 14 i contrari, tra cui Germania e Stati Uniti; 52 gli astenuti.
31-10-2011 ISRAELE: UNA TRAGEDIA PALESTINA NELL’UNESCO
Il via libera dell’Unesco all’adesione della Palestina è “una tragedia”. Lo ha detto il rappresentante di Israele, intervenendo alla sessione plenaria dopo il voto favorevole ai palestinesi. La decisione dell’agenzia Onu, sostiene il governo, allontana ogni ipotesi di pace. Il rappresentante statunitense ha spiegato che gli Usa “non possono accettare” l’adesione, definita “prematura” e “controproducente”. L’Italia, ha detto il portavoce della Farnesina Massari, “ha optato per l’astensione in mancanza di una posizione unitaria dell’Ue”.
31-10-2011 LIBIA, RAMUSSEN: ARMI ATOMICHE? NON RISULTA
Alla Nato non risulta che in Libia ci siano scorte di armi chimiche o nucleari. Lo ha detto il segretario generale, Rasmussen, a Tripoli nell’ultimo giorno della missione dell’Alleanza. Le dichiarazioni di Rasmussen non confermano dunque quanto asserito dal Cnt, che ieri ha parlato di una scorta di armi nucleari. Neppure l’Aiea ha avuto conferme in merito. Rasmussen ha detto che la Nato non ha alcuna intenzione di stabilire delle basi in Libia, ma ha confermato la disponibilità a un’altra missione, qualora le nuove autorità dovessero richiederlo.


01-11-2011 LETTERA UE, ALCUNE MISURE IN L. STABILITÀ
Il governo, secondo quanto si apprende, starebbe valutando anche l’ipotesi di inserire nella legge di stabilità alcune misure anticrisi previste nella lettera inviata a Bruxelles dal governo italiano venerdì scorso. In particolare, i provvedimenti potrebbero essere inseriti negli emendamenti alla legge di stabilità la cui presentazione scade giovedì. Questa è una delle possibilità per accelerare il varo delle prime misure contenute nella lettera inviata all’Ue. Non rientrerebbe tra le possibilità, invece, il varo di una legge omnibus. In ambienti di governo non si esclude ancora un CdM in settimana, prima del G20.
01-11-2011 UNESCO, ISRAELE STUDIA RISPOSTA A PALESTINA
Il premier israeliano Netanyahu ha convocato una riunione d’emergenza dell’esecutivo per esaminare le ripercussioni dell’adesione della Palestina all’Unesco, definendola “una tragedia”. Secondo fonti del governo, “è una manovra unilaterale che non porterà cambiamenti sul terreno ma allontanerà la possibilità di un accordo di pace”. Ieri, i voti a favore della decisione Unisco sono stati 107. Si sono astenute Italia e Regno Unito. Quattordici i contrari, con gli Usa che hanno deciso di interrompere i finanziamenti all’Unesco, pari al 22% del totale. Dubbi su futura partecipazione anche del Canada.

05-11-2011 ISRAELE ABBORDA “FLOTILLA” PER GAZA
La Marina israeliana ha “fermato e abbordato” due barche della “Flotilla” dirette a Gaza, scortandole verso un porto israeliano. Nessun ferito tra i 27 attivisti e giornalisti a bordo. Lo rende noto lo Stato maggiore israeliano e lo confermano gli attivisti. Le navi, una irlandese e l’altra canadese, sono state bloccate “a circa 35 miglia dalla Striscia”. Israele aveva avvertito le navi via radio di cambiare rotta verso l’Egitto. Invito respinto. La “solidarietà mondiale” con il popolo palestinese “metterà fine all’assedio” imposto da Israele. Così Haniyeh, il capo di Hamas che controlla Gaza.

 

09-11-2011 ISRAELE: MONDO FERMI L’ATOMICA IRANIANA
“La comunità internazionale deve impedire all’Iran di mirare ad ami nucleari che mettano in pericolo la pace nel mondo e nel Medioriente”. Lo afferma il premier israeliano Netanyahu all’indomani della pubblicazione del rapporto dell’Aiea sul piano nucleare iraniano. “Il documento dell’Agenzia dell’Onu dimostra che ci sono forti indizi che Teheran si stia dotando di armi atomiche”. Si tratta della prima reazione ufficiale di Israele al rapporto con cui l’Aiea ha segnalato le sue “serie preoccupazioni” sull’Iran.
09-11-2011 IRAN: PRONTI A COLLOQUI SUL PIANO NUCLEARE
Teheran è pronta a intraprendere colloqui con l’Occidente sui propri piani nucleari, ma solo in un clima di “rispetto”. È quanto afferma un portavoce del ministero degli Esteri iraniano. Diverse le parole dette in precedenza dal presidente Ahmadinejad: l’Iran “non arretrerà di un millimetro nella strada intrapresa” sul nucleare. Ahmadinejad respinge le accuse lanciate dal rapporto Aiea sugli scopi militari del programma nucleare iraniano: “Non abbiamo bisogno dell’atomica”, assicura. Parigi chiede una riunione urgente del Consiglio di sicurezza Onu e invoca sanzioni dure. Ma Mosca si oppone.
13-11-2011 IRAN, NETANYAHU: MONDO TRAGGA CONCLUSIONI
I leader del mondo traggano “ovvie conclusioni” dal rapporto Aiea sul programma nucleare iraniano. Lo ha detto il primo ministro israeliano Netanyahu, al termine di una riunione di governo sul tema, sottolineando che il rapporto ha confermato quanto Israele e alcuni alleati sostengono da sempre: l’Iran sta “sistematicamente” sviluppando ordigni nucleari. “La Comunità internazionale deve fermare la corsa dell’Iran al nucleare”, ha concluso Netanyahu.
13-11-2011 USA-RUSSIA: PRESSIONE COMUNE SULL’IRAN
Gli Stati Uniti e la Russia devono operare in sintonia per mantenere la pressione su Teheran affinché “rispetti gli obblighi internazionali” sul nucleare. Lo ha detto il presidente americano Barack Obama, al termine dell’incontro con il presidente russo Dmitri Medvedev a margine del summit Apec (Cooperazione economica Asia Pacifico), in corso alle Hawaii. Obama ha incontrato anche il presidente cinese Hu Jintao, sottolineando che la cooperazione tra Washington e Pechino è vitale per il mondo. Hu ha ugualmente auspicato che la cooperazione bilaterale si estenda.

22-11-2011 ANCHE L’UE INASPRIRÀ LE SANZIONI ALL’IRAN
I 27 Stati membri dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo di principio per estendere le sanzioni contro l’Iran ad altri 190 nomi, tra personalità del regime ed entità economiche, cui saranno congelati beni e visti d’ingresso. Il nuovo pacchetto sarà approvato dal vertice dei ministri degli Esteri, in programma il primo dicembre. La decisione è giunta all’indomani dell’inasprimento delle sanzioni varato dal presidente americano, Obama. Saranno penalizzate anche persone e aziende che aiutano lo sviluppo del settore petrolifero e petrolchimico iraniano. La Russia ha condannato le nuove misure.

23-11-2011 ONU: SI INDAGHI SULLA REPRESSIONE AL CAIRO
L’Alto commissario Onu per i Diritti umani, Navi Pillay, ha chiesto l’avvio di un’inchiesta “rapida, imparziale e indipendente” sulla repressione degli ultimi giorni a Piazza Tahrir, al Cairo. “Chiedo alle autorità egiziane di metter subito fine all’evidente abuso della forza contro i manifestanti”, ha detto, aggiungendo l’opportunità che si indaghi sui recenti fatti. Secondo Pillay il modo di operare delle forze di sicurezza, anziché riportare la calma, “ha infiammato la situazione”.
23-11-2011 SIRIA, ALTRI 11 MORTI GUL: ASSAD SI DIMETTA
Si allarga la scia di sangue in Siria, dove solo oggi sono state uccise almeno 11 persone, secondo fonti dell’opposizione riprese dalla tv Al Jazira. Nelle ultime 48 ore, il bilancio è di 41 vittime, che portano a oltre 3.500 i morti totali della repressione da metà marzo, secondo l’Onu. Il presidente turco, Abdullah Gul, ha aggiunto la sua alle numerose voci che chiedono le dimissioni del presidente Assad, sottolineando come il regime di Damasco si arrivato ad un “Punto di non ritorno”.

26-11-2011 EGITTO, CARICA SUI MANIFESTANTI: 2 MORTI
Alta tensione al Cairo a due giorni dalle prima tornata elettorale. Le forze dell’ordine hanno caricato i dimostranti per impedire un sit-in davanti al Palazzo del governo. Due persone sono state uccise. In precedenza la polizia aveva respinto la folla lanciando gas lacrimogeni. I movimenti d’opposizione, che respingono Ganzuri come premier, hanno nominato un governo di salvezza nazionale guidato dall’ex-direttore Aiea, Baradei. Il segretario Onu Ban Ki-moon ha chiesto al Consiglio militare di garantire una transizione pacifica e il rispetto dei diritti umani.


29-11-2011 TEHERAN, ASSALTATA AMBASCIATA BRITANNICA
Una delle palazzine che ospitano l’ambasciata a Teheran ha preso fuoco, dopo che alcuni manifestanti hanno lanciato molotov al suo interno. Il complesso in cui sorge la legazione è stato assaltato da un gruppo di studenti. Alcuni di loro sono entrati negli uffici e hanno gettato documenti dalla finestra, rubandone altri. Il personale dell’ambasciata è fuggito dalla porta di servizio. Un altro gruppo di dimostranti è penetrato poi in un secondo complesso diplomatico, e avrebbe sequestrato 6 dipendenti dell’ambasciata. La polizia ha disperso i dimostranti che si trovavano fuori dalla legazione.

29-11-2011 SIRIA, RUSSIA CHIEDE FINE ULTIMATUM
La Russia ha chiesto che si smetta di porre ultimatum alla Siria e che si lavori invece per una ripresa del dialogo. La frenata, giunta dal ministro degli Esteri russo Lavrov, arriva dopo le sanzioni contro Damasco adottate dalla Lega araba e i moniti di Stati Uniti e Unione europea al regime di Assad. Lavrov si è anche detto contrario all’embargo sulle armi, affermando che “le proposte di imporre un bando sulla fornitura sono disoneste” e ha aggiunto che si deve tener conto della lezione libica, alludendo alle forniture di armi ai ribelli del Cnt, che favorirono la caduta di Gheddafi.

29-11-2011 EGITTO, SECONDO GIORNO ELEZIONI POLITCHE
Si sono riaperti alle 8 locali i seggi per la seconda giornata di voto del primo turno delle elezioni politiche in Egitto. È la seconda e ultima giornata al Cairo e Alessandria. In altre province, il voto continuerà in più fasi fino a gennaio. La complessità del sistema rende azzardata qualsiasi pronostico si chi sarà eletto, ma tutti gli analisti danno per certa l’affermazione dei Fratelli musulmani e di altri partiti islamici, messi al bando fino a pochi mesi fa. Altissima l’affluenza di ieri, e generalmente calma l’atmosfera malgrado gli scontri e le vittime dei giorni scorsi.

02-12-2011 ONU: 307 BAMBINI UCCISI IN SIRIA
Le Nazioni Unite chiedono “provvedimenti urgenti ed efficaci a protezione dei civili in Siria”. Secondo un rapporto del Palazzo di Vetro, le forze siriane nell’ultimo mese hanno ucciso 56 bambini; 307 da marzo, quando è iniziata la rivolta contro il regime di Assad. In una riunione speciale a Ginevra, il commissario per i diritti umani, Pillay, ingresso nel Paese di osservatori per monitorare l’evolversi della crisi. Intanto, la Farnesina ha fatto sapere che presto il ministro Terzi incontrerà il Consiglio nazionale siriano, l’organismo d’opposizione al regime.


02-12-2011 IRAN, EUROPA E USA INASPRISCONO SANZIONI
Il Senato americano ha adottato all’unanimità nuove sanzioni contro la banca centrale iraniana, con lo scopo di rinforzare quelle già in vigore contro il regime di Teheran e obbligarlo a rinunciare al suo programma nucleare. Il provvedimento giunge dopo quello dell’Ue, che ha deciso restrizioni per 147 società e 37 persone fisiche. Le sanzioni si aggiungono a quelle già adottate che riguardano il bando dei visti e il congelamento dei beni. Le diplomazie dei 27 hanno deciso di lavorare su ulteriori restrizioni nel settore energetico e petrolifero, da adottare a gennaio 2012.

02-12-2011 IRAN, SANZIONI USA CONTRO BANCA CENTRALE
Il Senato americano ha adottato all’unanimità nuove sanzioni contro la banca centrale iraniana, con lo scopo di rinforzare quelle già in vigore contro il regime di Teheran e obbligarlo a rinunciare al suo programma nucleare. I parlamentari hanno adottato le misure (con 100 voti a favore, il totale) sotto forma di un emendamento al progetto di legge di finanziamento al Pentagono per l’esercizio 2012, malgrado le resistenze dell’amministrazione Obama che teme turbative sul mercato del petrolio.

10-12-2011 LIBIA: PERDONEREMO COMBATTENTI GHEDDAFI
Il nuovo governo libico è pronto a perdonare chi ha combattuto a fianco di Gheddafi, ingaggiando contro gli insorti una violenta battaglia. Aprendo una conferenza di riconciliazione nazionale, il capo del Consiglio di transizione, Abdel Jalil ha spiegato che “la Libia è di tutti. Siamo capaci di perdono e tolleranza e di includere tutti”. Si tratta del primo vertice per la riconciliazione da quando il Cnt ha dichiarato la liberazione del Paese.

13-12-2011 MINISTRO DIFESA USA A SORPRESA A KABUL
Visita a sorpresa del segretario della Difesa Usa, Panetta, a Kabul. “Il 2011 è stato un anno importante per i nostri sforzi in Afghanistan, con un calo delle violenze, la messa in sicurezza di alcune zone del Paese e il progressivo passaggio del potere”, ha detto il capo del Pentagono. Nella missione di due giorni vedrà il presidente Karzai e il ministro alla Difesa. Washington ha avviato il ritiro parziale delle truppe, con un primo contingente di 10mila uomini in partenza a fine dicembre e altre 23mila che lasceranno il Paese a settembre 2012.
13-12-2011 PAKISTAN, 50 “DROGATI” INCATENATI IN MADRASSA
Incatenati e regolarmente picchiati. Una cinquantina di tossicodipendenti, tra cui molto minorenni, sono stati trovati nello scantinato di una scuola cranica di Karachi dalla polizia pachistana che ha arrestato tre persone. Il responsabile della madrassa all’arrivo degli agenti è riuscito a fuggire. Le forze dell’ordine sono intervenute dopo un’inchiesta della stampa locale. I “drogati” erano stati affidati dalle famiglie al seminario cranico per un “trattamento di disintossicazione”. In Pakistan ci sono circa 16mila scuole craniche; 12mila appartengono alla corrente rigorista dell’Islam sunnita.

19-12-2011 SIRIA: SERVE SOLUZIONE POLITICA PER LA CRISI
“Occorre una soluzione politica alla crisi” in Siria. Così il ministro degli Esteri siriano, Muallem, dopo la firma del protocollo di pace della Lega Araba al Cairo, che consente l’invio entro 72 ore di osservatori nel Paese. “Non abbiamo firmato subito per proteggere la sovranità territoriale. Abbiamo siglato l’intesa dopo alcune modifiche e su consiglio di Mosca”, ha detto. L’opposizione ha chiesto un intervento militare degli arabi, sostenendo che il sì di Damasco al piano di pace sia “una messa in scena per evitare sanzioni”. Sono 30 le vittime odierne della dura repressione del regime di Assad.
19-12-2011 EGITTO, NUOVI SCONTRI AL CAIRO: TRE MORTI
Tre manifestanti sono rimasti uccisi in nuovi scontri con le forze di sicurezza scoppiati anche oggi in piazza Tahrir, al Cairo. I dimostranti sarebbero morti soffocati dai lacrimogeni, ma secondo notizie diffuse da Twitter, i tre sarebbero stati uccisi da proiettili. Le vittime di tre giorni di proteste sono almeno 14. Le proteste contro il premier Ganzuri si sono intensificate dopo le sue accuse agli oppositori, definiti “controrivoluzionari”. Il segretario Onu, Ban, accusa la polizia egiziana di un uso eccessivo della forza. “Profondamente preoccupata”, il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton.

25-12-2011 AFGHANISTAN, ATTACCO SUICIDA: 20 MORTI
Almeno venti i morti e cinquanta i feriti in un attentato suicida nella città afghana di Taliqan, nel nord del Paese. Lo riferisce la polizia locale, che non fornisce altri particolari. Un kamikaze si sarebbe fatto esplodere tra la gente che partecipava a un funerale. Tra le vittime, c’è anche un parlamentare.
25-12-2011 AFGHANISTAN. ESERCITO UCCIDE 35 RIBELLI
Sono 35, compreso un comandante talebano, gli insorti uccisi dalle forze di sicurezza afghane, che hanno anche arrestato sette persone, nel corso di alcune operazioni condotte nelle ultime 24 ore. Lo ha riferito il ministero dell’Interno, che ha precisato le zone di Kandahar, Herat, Farah e Nagharar. Alle operazioni hanno partecipato le forze Isaf.

25-12-2011 NIGERIA, STRAGE DURANTE MESSA DI NATALE. SANTA SEDE: “ODIO CIECO”
Si aggrava il bilancio delle vittime per l'esplosione di una bomba questa mattina nella chiesa di Santa Teresa, nel popoloso quartiere di Madalla, alle porte della capitale nigeriana Abuja. La deflagrazione durante la messa di Natale. Secondo la polizia, sono almeno 27 i morti e 50 i feriti. I soccorsi sono intervenuti sul posto ma hanno lamentato la mancanza di ambulanze. Testimoni hanno raccontato anche di successive esplosioni nelle città di Damaturu, Gadaka (entrambe al nord) e Jos, nel centro del Paese. Qui avrebbe perso la vita un poliziotto. IL BOKO HARAM. A rivendicare l'attentato contro la chiesa di Santa Teresa è stato il gruppo islamico Boko Haram. "Siamo noi i responsabili di tutti gli attacchi dei giorni scorsi e compreso quello contro la chiesa di Madalla, continueremo a lanciare simili attacchi nel nord del Paese nei prossimi giorni", hanno detto al telefono con l'Afp un uomo affermando di parlare a nome del gruppo islamico. Boko Haram rivendicò già l'attentato suicida avvenuto nell'agosto scorso contro al sede delle Nazioni unite ad Abuja, in cui morirono 24 persone. Così come fece per la serie di attentati che sconvolse la Nigeria il 24 dicembre 2010. SANTA SEDE: "ODIO ASSURDO". La Santa Sede ha condannato gli attentati, definendoli "la manifestazione ancora una volta della crudeltà di un odio cieco e assurdo che non ha alcun rispetto per la vita umana e cerca di suscitare e alimentare altro odio e confusione". Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardih testimoniato la vicinanza della Santa Sede "alla sofferenza della Chiesa e di tutto il popolo nigeriano, così provati dalla violenza terroristica anche in questi giorni che dovrebbero essere di gioia e di pace".
26-12-2011 IRAQ, ATTACCO KAMIKAZE: 7 MORTI E 30 FERITI
Almeno 7 persone, fra cui 4 poliziotti, sono morte e oltre 30 sono rimaste ferite in seguito a un attentato kamikaze fuori dalla sede del ministero dell’Interno iracheno, a Bagdad. Le guardie avevano appena aperto la porta del ministero per far entrare alcuni operai, quando il kamikaze è entrato in azione e ha fatto esplodere l’autobomba. Il nuovo attacco giunge a 4 giorni di distanza dai recenti attentati che, sempre nella capitale irachena, hanno causato la morte di almeno 72 persone.

08-01-2011 IRAN, PRESTO SITO SOTTERRANEO PER URANIO
Un sito sotterraneo per l’arricchimento di uranio sarà “operativo in un prossimo futuro”. Lo riferiscono i media iraniani, citando un alto responsabile del programma nucleare. Il nuovo progetto – dice il capo dell’agenzia per l’Energia atomica iraniana, Abbasi Davani – prevede che si possa produrre “uranio arricchito al 20% 3,5% e 4%”. Inoltre, l’Iran è pronto a fornire servizi e tecnologie nucleari ai “Paesi amici che lo richiedano”. Teheran ha sempre sostenuto che il programma nucleare ha finalità civili. L’Occidente, invece, accusa l’Iran di mirare alla bomba atomica.

 

13-01-2012 SIRIA, MANIFESTAZIONI PER ESERCITO LIBERO
Manifestazioni in tutta la Siria a sostegno dell’Esercito libero siriano, formato da soldati disertori passati all’opposizione nel tentativo di rovesciare il regime di Assad. Il bilancio degli scontri durante i cortei di oggi, secondo gli oppositori, è di 15 morti. Il principale movimento degli oppositori siriani all’estero ha intanto incontrato a Beirut i vertici dell’Esercito libero per giungere a un maggiore coordinamento e rafforzamento nelle comunicazioni. Intanto gli Usa esprimono “preoccupazione” per una nave russa giunta in Siria con un carico di armi.

20-01-2012 RASMUSSEN CONFERMA IMPEGNO IN AFGHANISTAN
Il segretario Nato, Rasmussen, conferma l’impegno dell’Alleanza in Afghanistan, dopo l’uccisione di 4 militari francesi per mano di un soldato afghano e la sospensione da parte di Parigi dei suoi programmi. “Questi tragici incidenti sono terribili e attirano l’attenzione, ma restano episodi isolati”, ha detto. “Restiamo impegnati ad aiutare il popolo afghano a raggiungere l’obiettivo di un paese responsabile della propria sicurezza”. Il New York Times intanto rivela i risultati di un rapporto che dimostra l’aumento degli attacchi ai militari Isaf da parte di soldati afghani.

20-01-2012 EGITTO, RUBATO MATERIALE RADIOATTIVO
Un contenitore di sicurezza pieno di materiale radioattivo è stato rubato a Al Dabaa, sulla costa mediterranea dell’Egitto, dove le autorità vogliono costruire una centrale nucleare. Lo ha rivelato il giornale egiziano Al Ahram, spiegando che è in corso un’indagine per accertare i fatti. L’Aiea ha diffuso una nota in cui spiega che “gli elementi scomparsi sono fonti radioattive di basso livello”. Giorni fa centinaia di persone hanno manifestato contro la costruzione della centrale nucleare. Negli scontri con la polizia che sono seguiti, circa dieci persone sono rimaste ferite.

23-01-2012 LIBIA, BANI WALID IN MANO A GHEDDAFISTI
La città libica di Bani Walid è sotto il controllo dei miliziani fedeli al deposto regime di Gheddafi, che hanno rilasciato alcuni detenuti. La svolta è avvenuta dopo un attacco, condotto nella stessa città, da circa 150 guerriglieri del clan dei Warfalla, che sostengono il passato regime. I miliziani hanno colpito una base degli ex ribelli, ora del Cnt, uccidendo 5 persone e ferendone una ventina. Un convoglio militare è partito da Misurata per aiutare le truppe governative a riconquistare la città. Bani Walid è rimasta a lungo l’ultimo bastione dell’ex rais, assieme a Sirte.

23-01-2012 NASSIRIYA, ARRESTATI I TERRORISTI DELL’ATTACCO AGLI ITALIANI
La polizia irachena ha arrestato sette persone facenti parte di una cellula terroristica, i quali hanno ammesso la loro diretta responsabilità nell'attentato del 12 novembre 2003 contro la base italiana di Nassiriya, costato la vita a 28 persone, di cui 12 carabinieri, 5 militari dell'esercito, 2 civili e 9 iracheni e il ferimento di 58 persone di cui 19 italiani. E' quanto ha dichiarato all'agenzia di stampa indipendente Aswat-al-Irak un alto funzionario della provincia meridionale di Dhi Qar spiegando che si è giunti agli arresti dopo le indagini sugli ultimi attentati intorno a Nassiriya costati la vita a 50 fedeli e il ferimento di altri 80, mentre erano diretti a Kerbala, seconda città sacra per i sciiti, per fare visita alla tomba dell'imam Hussein, nipote del profeta Maometto. La cellula terroristica qaedista, ha riferito agli investigatori che l'autocisterna esplosa era guidata da un attentatore di nazionalità marocchina di nome Abu al-Kacem abu Leile. Il funzionario ha inoltre fatto sapere che la cellula operava in modo autonomo senza nessun collegamento con le altre cellule di al-Qaeda presenti nella zona. Già nel febbraio del 2007, le indagini dei carabinieri del Ros sulla strage di Nassiriya erano giunte all'identificazione delle persone coinvolte nell'organizzazione e nell'attuazione dell'attentato. Tra loro spiccava Abu Mussab al Zarkawi capo dell'organizzazione qaedista "Anasr al-Islam" fedele a Osama Bin Laden, ucciso in un conflitto a fuoco nel giungno del 2006 e il giordano Abu Anas al-Shami, emiro del "Consiglio della shura" l'organo supremo ideologico-religioso dell'organizzazione terroristica "Al Tawhid wal Jihad" che ha compiuto la strage.

26-01-2012 AFGHANISTAN, BOMBA A ITALIANI: NO FERITI
Un veicolo antimine del contingente italiano è stato attaccato in Afghanistan a colpi di arma da fuoco e, contemporaneamente, è saltato su un ordigno. I quattro militari a bordo “sono stati sottoposti ai controlli sanitari di routine e hanno informato le rispettive famiglie”, ha detto il portavoce del contingente italiano in Afghanistan, colonnello Vincenzo Lauro. L’attacco è avvenuto nei pressi di Bala Murghab.

26-01-2012 AFGHANISTAN, 4 MORTI IN ATTACCO KAMIKAZE
Una donna e un bambino sono tra le 4 vittime di un attentato kamikaze nel sud dell’Afghanistan. I feriti sono 31, tra cui diversi stranieri. L’attacco è avvenuto a Lashkar Gah, nella provincia di Helmand. Lo riferiscono i media locali. Tutte le vittime sono straniere. Il kamikaze si è fatto esplodere a bordi di un veicolo vicino a una scuola, accanto al Gruppo di ricostruzione provinciale gestito dalla Gran Bretagna, che nel luglio scorso ha cominciato a trasferire la tutela della città agli afghani.

01-02-2012 SIRIA, 44 UCCISI OGGI DA FORZE DEL REGIME
Altre 44 persone, di cui 42 civili, sono state uccise oggi nella repressione delle forze di sicurezza del regime di Al Assad in diverse località della Siria. Lo rendono noto i Comitati locali di coordinamento dell’opposizione. Soltanto ieri le vittime dell’offensiva militare del regime sono state 26, fra cui una ragazzina e 4 soldati disertori. Sempre ieri, il presidente Assad è apparso in tv mentre visitava in ospedale i militare feriti dai “terroristi”, indicati come responsabili delle violenze in corso.

01-02-2012 TALEBANI SMENTISCONO COLLOQUI A RIAD
I Talebani afghani hanno smentito che ci siano in programma colloqui in Arabia Saudita con il governo di Kabul. “Le notizie secondo cui una delegazione dell’emirato islamico incontrerà nel prossimo futuro rappresentanti del governo di Karzai in Arabia Saudita sono false” hanno comunicato sul loro sito on line. Erano stati funzionari afghani a Riad a rivelare il 30 gennaio che i sauditi avrebbe presto ospitato colloqui diretti tra l’esecutivo afghano e i Talebani.

01-02-2012 MONTI RICEVE IL PREMIER SOMALO
Il presidente del Consiglio Mario Monti ha ricevuto a Palazzo Chigi il premier somalo Mohamed Ali, che ha ringraziato l’Italia per il supporto politico ed economico assicurato al processo di pacificazione e riconciliazione in corso in Somalia. Monti ha auspicato la liberazione della nave italiana Enrico Ievoli, in mano ai pirati somali e il suo omologo ha assicurato il suo impegno personale nelle trattative. Per la pacificazione della Somalia, una tappa importante sarà la Conferenza di Londra, il 23 febbraio.


01-02-2012 SIRIA, 44 UCCISI OGGI DA FORZE DEL REGIME
Altre 44 persone, di cui 42 civili, sono state uccise oggi nella repressione delle forze di sicurezza del regime di Al Assad in diverse località della Siria. Lo rendono noto i Comitati locali di coordinamento dell’opposizione. Soltanto ieri le vittime dell’offensiva militare del regime sono state 26, fra cui una ragazzina e 4 soldati disertori. Sempre ieri, il presidente Assad è apparso in tv mentre visitava in ospedale i militare feriti dai “terroristi”, indicati come responsabili delle violenze in corso.

01-02-2012 TALEBANI SMENTISCONO COLLOQUI A RIAD
I Talebani afghani hanno smentito che ci siano in programma colloqui in Arabia Saudita con il governo di Kabul. “Le notizie secondo cui una delegazione dell’emirato islamico incontrerà nel prossimo futuro rappresentanti del governo di Karzai in Arabia Saudita sono false” hanno comunicato sul loro sito on line. Erano stati funzionari afghani a Riad a rivelare il 30 gennaio che i sauditi avrebbe presto ospitato colloqui diretti tra l’esecutivo afghano e i Talebani.

01-02-2012 MONTI RICEVE IL PREMIER SOMALO
Il presidente del Consiglio Mario Monti ha ricevuto a Palazzo Chigi il premier somalo Mohamed Ali, che ha ringraziato l’Italia per il supporto politico ed economico assicurato al processo di pacificazione e riconciliazione in corso in Somalia. Monti ha auspicato la liberazione della nave italiana Enrico Ievoli, in mano ai pirati somali e il suo omologo ha assicurato il suo impegno personale nelle trattative. Per la pacificazione della Somalia, una tappa importante sarà la Conferenza di Londra, il 23 febbraio.

03-02-2012 IRAN: SOSTERREMO CHI COMBATTE ISRAELE
“Noi pensiamo di liberare Gerusalemme e le terre palestinese. L’Iran sosterrà qualunque Paese che combatta contro il regime sionista”. Lo ha dichiarato la guida suprema Khamenei, oggi a Teheran. “L’Iran – ha continuato – non indietreggerà sul suo programma nucleare e le sanzioni dell’Occidente porteranno solo nuovi benefici all’industria nazionale”. Continuare a dire che “tutte le opzioni rimangono sul tavolo” è controproducente per gli Usa, perché le minacce mostrano la loro debolezza nell’affrontare il dialogo” ha concluso.

09-02-2012 SIRIA, LEGA ARABA: SÌ A MISSIONE MA CON ONU
La Lega araba si appresta a rimandare in Siria la missione di osservatori, sospesa il 18 gennaio dopo l’aggravarsi della situazione. Ma stavolta chiede la cooperazione delle Nazioni Unite. “Ho suggerito una missione congiunta in Siria con un emissario speciale comune”, ha detto il segretario Onu, Ban ki-moon, dopo un colloquio con il segretario della Lega araba, El Araby. La Casa Bianca ha proposto agli alleati un incontro per valutare i passi da compiere, mettendo al centro dei lavori la crisi umanitaria. La Turchia intanto continua a lavorare all’ipotesi di una conferenza internazionale sulla Siria.
09-02-2012 LA GERMANIA ESPELLE 4 DIPLOMATICI SIRIANI
Quattro funzionari dell’ambasciata siriana a Berlino sono stati espulsi dalle autorità tedesche. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Westernwelle. I quattro sono accusati di spiare gli oppositori al regime di al Assad che vivono in Germania. Con la medesima accusa di spionaggio ai danni di dissidenti siriani, la polizia aveva arrestato due giorni fa a Berlino due presunti agenti dei servizi segreti di Damasco.

12-02-2012 LA SIRIA RESPINGE DECISIONI LEGA ARABA
La Siria respinge “categoricamente” le decisioni prese della Lega Araba che, secondo Damasco, non fanno altro che riflettere “l’isteria” di alcuni paesi arabi. Lo comunica l’ambasciata siriana al Cairo. Fra le richieste della Lega, quella di una forza militare di pace arabo-Onu e di ulteriori sanzioni economiche. E non si ferma la repressione delle forze armate siriane. Contate ieri 21 vittime civili, 14 delle quali ad Homs, sotto assedio da giorni. Una trentina di blindati per il tra sporto truppe è diretto verso la città ribelle.
12-02-2012 FREDDO E BUIO A GAZA, FINITO GASOLIO EGITTO
La Striscia di Gaza è al buio e al freddo. È finito il gasolio egiziano nell’unica centrale elettrica locale. Solo gli abitanti delle estremità nord e sud della Striscia, collegati alle reti israeliane ed egiziane, ricevono la corrente. Per oltre un milione di persone si profilano giorni duri. Le stazioni di carburante sono a secco. Per ora si ricorre al carbone per scaldarsi ed ai generatori di corrente familiari. La sospensione delle forniture è dovuta ai disordini verificatisi nel Sinai. Considerata l’ostilità fra Israele ed Hamas, è stata scartata l’ipotesi di chiedere aiuto a Tel Aviv.

19-02-2012 LIBIA, È GIALLO SULLA GIORNALISTA DEL RAIS
La nota giornalista libica che lo scorso agosto si presentò in studio televisivo con in mano una pistola con cui minacciò i ribelli anti - Ghedaffi, sarebbe stata trovata morta in una prigione di Tripoli. Lo riferiscono alcuni media, smentiti però dai familiari della donna, interpellati dal sito Albawaba News. Questi hanno risposto: “Si trova in una situazione molto critica, la sua morte potrebbe avvenire da un momento all’altro. Fedelissima del raìs, Hala Misrati, una volta catturata e arrestata dai ribelli aveva chiesto ufficialmente scusa.

19-02-2012 BAGDAD, ATTENTATO A POLIZIA: 18 MORTI
Almeno 18 persone sono morte e 27 sono rimaste ferite nell’esplosione di un’autobomba contro l’accademia di polizia della capitale irachena. Secondo alcune fonti, l’attentato sarebbe stato compiuto da un kamikaze che indossava una cintura esplosiva. Si tratta dell’attentato più grave dallo scorso 27 gennaio quando un kamikaze aveva fatto esplodere un’auto piena di esplosivo davanti a un’ospedale della capitale, uccidendo 31 persone.

09-03-2012 RAID ISRAELE A GAZA UCCISI 2 PALESTINESI
Quattro palestinesi sono morti e un altro è rimasto ferito in due raid aerei israeliani contro Gaza. Colpi di mortaio erano stati lanciati da Gaza contro villaggi israeliani di frontiera, senza causare vittime. Poi, un velivolo israeliano ha colpito un’auto in transito uccidendo un capo dei Comitati di resistenza popolare e un palestinese liberato a ottobre in cambio del soldato Shalit. Lo conferma Israele. In serata sono stati uccisi anche altri due palestinesi in un nuovo raid aereo israeliano. I morti sarebbero miliziani che stavano per sparare dei razzi verso Israele.

12-03-2012 STRAGE A HOMS, UCCISI 47 TRA DONNE E BAMBINI
I cadaveri 26 bambini e 21 donne sono stati trovati nel quartiere di Karam al Zeitoun a Homs, città simbolo dell’opposizione al presidente Assad e teatro di una sanguinosa repressione. Un video diffuso sul web mostra l’orrore: corpi torturati, mutilati, abusati e straziati. Molti sono stati sgozzati, altri uccisi con un colpo in testa. Per gli insorti, sarebbero vittime di un’esecuzione di massa da parte delle truppe lealiste. Damasco accusa “bande di terroristi”. In migliaia hanno deciso di fuggire da Homs. Il Consiglio nazionale siriano chiede una riunione urgente del Consiglio Onu.
12-03-2012 STRAGE CIVILI, TALEBANI MINACCIANO VENDETTA
I talebani hanno giurato di vendicare il massacro dei 16 civili afghani, tra cui 9 bambini e 3 donne, compiuto da un soldato americano vicino a Kandahar. I talebani promettono di intensificare gli attacchi contro i “selvaggi americani malati mentali” e “vendicheranno i martiri uccisi selvaggiamente dagli invasori”, si legge in un sito web dei ribelli. “La maggior parte delle vittime sono bimbi innocenti, donne e anziani, massacrati dai barbari americani”. Il militare avrebbe avuto un raptus, ma alcuni testimoni parlano di diversi soldati ubriachi in azione.
12-03-2012 MERKEL: INCERTI TEMPI RITIRO DA AFGHANISTAN
Il ritiro delle truppe tedesche dall’Afghanistan entro il 2014 “non è certo”. Lo ha dichiarato il cancelliere Angela Merkel, oggi in visita a sorpresa ai militari tedeschi nel nord dell’Afghanistan. Fonti della Cancelleria hanno spiegato che, nonostante i progressi fatti con l’avvio del processo di riconciliazione, non si è ancora attivati al punto di poter affermare con certezza che il ritiro delle truppe della Nato avvenga entro i tempi previsti.
14-03-2012 AFGHANISTAN, VISITA SEGRETARIO DIFESA USA
Dopo la strage di 16 civili compiuta da un soldato americano in Afghanista, il segretario alla Difesa Usa, Leon Panetta, è in visita nel Paese. La missione di due giorni del segretario era già in calendario, ma dopo gli ultimi eventi assume un significato politico diverso. Panetta, che incontrerà il presidente Karzai, ha visitato la base Nato di Camp Leatherneck, dove ha detto ai militari che il rogo di copie del Corano a febbraio e la recente strage sono fatti “profondamente inquietanti” che mettono a rischio gli sforzi militari. Uccisi a Helmand da una mina otto civili.

25-03-2012 AFGHANISTAN, INDENNIZZI USA A VITTIME STRAGE
Le autorità americane, tramite l’ambasciata Usa a Kabul, hanno pagato un indennizzo in contanti alle famiglie delle 17 vittime della strage compiuta da un soldato Usa in due diversi villaggi dell’Afghanistan. Ogni famiglia ha ricevuto 50mila dollari per ciascuna persona uccisa e 10mila per ciascun ferito. La notizia, data dal governatorato di Kandahar, non è stata confermata dai vertici militari Isaf. Il sergente Robert Bales, presunto autore della strage, è in carcere negli Usa. Secondo la ricostruzione degli inquirenti militari, avrebbe agito in due tempi, nell’arco di oltre un’ora.
25-03-2012 USA, IRACHENA UCCISA IN CASA: “VATTENE”
La polizia di El Cayon, in California, non lo considera per ora un crimine razziale, ma gli assassini di Shaima Alawadi, 32enne irachena madre di 5 figli, hanno lasciato un biglietto con la frase: “Torna al tuo Paese, sei una terrorista”. La donna, da anni immigrata negli Usa, è stata massacrata di botte nella sua casa. Trovata agonizzante dalla figlia, è morta in ospedale. Pochi giorni prima, aveva ricevuto un biglietto di minacce, ma non vi aveva dato peso. Forse il fatto che indossasse sempre il velo islamico sui capelli ha contribuito a renderla un bersaglio.

03-04-2012 INDAGINI SU MINACCIA AL QAEDA A NEW YORK
Le autorità Usa indagano su un’immagine diffusa online in cui è ritratto lo skyline di Manhattan con la scritta (in inglese): “Al Qaeda tornerà presto ancora a New York”. “Il New York Police Department sta indagando sull’origine e sul significato” dell’immagine apparsa oggi su alcuni forum di Al Qaeda in lingua araba, afferma la polizia di New York, in una nota riportata dalla stampa americana: “Finché non sapremo di più sull’origine, valuteremo seriamente ogni minaccia contro New York”. Indaga anche l’Fbi.


13-04-2012 RAZZO COREA DEL NORD. USA: PROVOCAZIONE
La Corea del Nord ha lanciato un razzo a lunga portata, ufficialmente per mettere in orbita un satellite meteorologico, disintegratosi poco dopo il decollo. Il lancio è per la Casa Bianca “un atto provocatorio che minaccia la sicurezza” della Regione. Obama è “pronto a impegnarsi con la Corea del Nord” ma questa deve “rispettare gli obblighi internazionali”. Stamattina, riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Ieri, i ministri degli Esteri del G8 avevano chiesto “con fermezza”alla Corea del Nord di rinunciare al lancio.
16-04-2012 KABUL, UCCISI ULTIMI TALEBANI: 47 LE VITTIME
Dopo circa 20 ore di combattimenti, governo e forze di sicurezza hanno annunciato che tutti i terroristi che erano ancora asserragliati a Kabul, dopo gli attentati di ieri contro il Parlamento e il quartiere diplomatico e in altre province del Paese, sono stati uccisi. Il nuovo bilancio ufficiale parla di 36 talebani uccisi, 8 talebani – è una risposta al rogo del Corano in una base Nato e all’uccisione di 17 civili da parte di un soldato Usa. Colpiremo ancora”. Alcuni talebani sono entrati ieri a Kabul nascosti sotto un burqa.
16-04-2012 KARZAI: CARENZA DI INTELLIGENCE E NATO
Gli attacchi portati ieri dai talebani a Kabul e nell’est del Paese hanno mostrato una carenza dei servizi di intelligence afghani ma anche della Nato. È quanto sostiene il presidente dell’Afghanistan, Karzai, lodando tuttavia la reazione delle forze di sicurezza nazionali che hanno dimostrato di poter far fronte a qualunque tipo di minaccia. “I progressi sono impressionanti, le forze speciali afghane sono competenti e professionali”, afferma la portavoce della Nato, Lungescu, aggiungendo che “quanto accaduto non cambia gli obiettivi della strategia di transizione dell’Alleanza”.
16-04-2012 AFGHANISTAN, SOLDATO SPARA SU FORZA ISAF
Un soldato dell’esercito afghano ha aperto il fuoco contro un convoglio di militari della forza internazionale dell’Isaf, nell’aeroporto di Kandahar. Lo ha reso noto un ufficiale, specificando che i soldati dell’Isaf hanno immediatamente risposto al fuoco, uccidendolo sul colpo. Non si conoscono le ragioni del gesto del soldato, su cui è stata aperta un’inchiesta. Negli ultimi mesi questi episodi di “fuoco amico” si sono moltiplicati nel sud del Paese.

04-05-2012 PAKISTAN, KAMIKAZE PROVOCA STRAGE
Almeno venti persone sono morte e una quarantina sono rimaste ferite in un’esplosione avvenuta a Khar, nel distretto tribale di Bajaur, nel Pakistan nord occidentale. Lo riferisce Geo News. Secondo una prima ricostruzione, si è trattato di un attentatore suicida che si è fatto esplodere in un mercato affollato. Il kamikaze, di età compresa fra i 14 e 18 anni, sarebbe giunto a piedi e si sarebbe fatto esplodere davanti a un posto di blocco della polizia. Tra le vittime si contano infatti 4 agenti. L’attacco è stato rivendicato dai talebani pachistani.

06-05-2012 È BOOM DI ITALIANI CHE SI CONVERTONO ALL’ISLAM: 4MILA OGNI ANNO
I convertiti sono 70mila. Secondo l'Ucoi in Italia sta accadendo come in Gran Bretagna. Per l'Ucoi sono 70mila gli italiani convertiti all'Islam, al ritmo di 4mila all'anno, come in Gran Bretagna. "Un vero e proprio boom di conversioni accentuato dalla crisi dei valori, ma anche economica che sta attraversando l'Italia", ha detto Elzir Izzedine intervenuto al programma KlausCondicio, che sta realizzando una inchiesta sugli italiani che abbracciano la fede di Maometto. L'Ucoi ha illustrato in anteprima alcuni dati secondo i quali "sono oltre settantamila i ritornati e quello che colpisce di più è il numero di italiani che prendono contatti con moschee per conoscere l'Islam e studiarlo. Un fatto assolutamente positivo. Se si considera che ci sono già 150mila mussulmani con cittadinanza italiana e un milione di immigrati di fede islamica residenti, lei si renderà conto - ha detto Izzedine - che si può parlare di un vero e proprio boom senza precedenti". Il presidente dell'Ucoi ha parlato di un ritmo di 5.000 conversioni l'anno in Gran Bretagna e 4.500 in Germania. "Stiamo raggiungendo quei ritmi, è una adesione cosi massiccia pone la questione dei diritti al primo posto". A convertirsi sarebbero soprattutto giovani, ma anche donne. La conversione coinvolge varie classi sociali imprenditori, poliziotti, artigiani, semplici manovali, professori universitari, dipendenti dello Stato, avvocati.
06-05-2012 DICO IO: Sono delle persone che non conoscono la Bibbia cioè la Parola di Dio, la colpa è dell’insegnamento cattolico, queste persone restano sempre senza la Parola di Gesù.


12-05-2012 SIRIA, SUL CAMPO 201 OSSERVATORI DELL’ONU
Gli osservatori Onu attualmente dispiegati in Siria sono 145 militari e 56 civili. Lo comunicano le Nazioni Unite. Un gruppo di 32 ribelli si sono intanto arresi alle forze del regime in cambio della libertà, secondo l’agenzia Sana. I rivoltosi hanno assicurato che non torneranno a prendere le armi. Ieri, un’esplosione si è verificata davanti alla sede del Baath, il partito del presidente Assad, ad Aleppo. Le forze del regime hanno inoltre sventato un attentato kamikaze nel quartiere Al Shaar. Nell’ennesimo venerdì di proteste si sono registrate altre 9 vittime.

14-05-2012 AFGHANISTAN, RIVENDICATO ASSASSINIO RAHMANI
L’assassinio a Kabul di Arsala Rahmani, autorevole membro del Consiglio di Pace afghano, è stato rivendicato dal “Fronte Mullah Dadullah”, un piccolo gruppo estremista vicino ad Al Qaeda e attivo nel Sud dell’Afghanistan. In un messaggio inviato ai media pakistani, si legge: “Arsala aiutava le forze di invasione e faceva il doppio gioco vendendo la nazione afghana; il fronte Mullah Dadullah rivendica la sua uccisione”. Rahmani, che era anche parlamentare, è stato ucciso mentre con il suo autista si recava in Parlamento a Kabul.
22-05-2012 NUCLEARE: AIEA, PRESTO ACCORDO ISPEZIONI IRAN
Alla vigilia della ripresa domani a Bagdad di una nuova tornata di colloqui tra Iran e il 5+1, l’Aiea, l’agenzia internazionale per l’energia atomica, e l’Iran si sono accordate su un “approccio strutturale” per risolvere le questioni in sospeso sul controverso programma nucleare iraniano. Lo dice il direttore dell’Aiea, Yulika Amano, al ritorno dalla sua visita a Teheran, precisando che l’accordo sarà firmato presto. Anche se permangono “alcune differenza” Teheran ha assicurato che esse non sono un ostacolo alla firma, ha detto Amano. L’Iran annuncia il caricamento di barre di combustibile nel reattore di Teheran.

23-05-2012 FUKUSHIMA, RADIAZIONI ENTRO LA NORMA
Radiazioni entro la norma. Lo sono la maggior parte dei livelli riscontrati dopo il disastro nucleare dello scorso anno a Fukushima, in Giappone. Lo dice l’Organizzazione mondiale della Sanità. I livelli sono sotto la soglia stabilita dalle misurazioni internazionali, tranne che in due località giapponesi. In altre nazioni vicine sono state registrate quantità “molto piccole”. Ma sempre sotto il livello di guardia. La dose di radiazioni in due zone della prefettura di Fukushima è relativamente alta: dai 10 ai 50 msv, rispetto alla banda media di 1-10 msv. Nel resto del Giappone: o.1-1, nel mondo sotto lo 0.01.
29-05-2012 AFGHANISTAN, UCCISO NUMERO DUE AL QAEDA
Il numero due di Al Qaeda in Afghanistan è stato ucciso in un raid aereo della Nato, nell’est del Paese, al confine con il Pakistan. Lo ha reso noto l’Isaf, specificando che si tratta di Saudi Sakhr Al Taifi, noto anche come Mushtaq e Nasim. Con lui è stato ucciso un altro miliziano. Al Taifi portava gli ordini dei dirigenti di Al Qaeda dal Pakistan all’Afghanistan, dove comandava gli insorti stranieri e dirigeva gli attacchi contro forze della coalizione ed esercito.

29-05-2012 VIA AMBASCIATORI SIRIA DAI PAESI OCCIDENTALI
Via dall’Italia il rappresentante diplomatico siriano. Lo annuncia la Farnesina. La decisione è stata presa in reazione al massacro di Hula, in Siria. Anche Usa, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Olanda, Svizzera, Canada e Australia hanno espulso gli ambasciatori o gli incaricati d’affari. L’ambasciatore Hasan Khaddour, ricevuto alla Farnesina, è stato dichiarato “persona non grata”. Gli ambasciatori hanno poco tempo per lasciare le loro sedi estere. Sono state date 72 ore al diplomatico siriano a Berlino, ed entro la settimana prossima dovrà lasciare l’ambasciatrice a Parigi.

29-05-2012 ASSAD AD ANNAN: SCONFIGGERE TERRORISMO
Gruppi terroristici stanno perpetrando uccisioni e sequestri in tutta la Siria. È quanto riferito dal presidente Assad all’inviato di Onu e Lega Araba, Kofi Annan, in visita a Damasco. Gli oppositori devono adempiere a quanto previsto dalla tregua, sottoscritta 6 settimane fa. Il successo del piano di pace in 6 punti, ha detto Assad, “dipende dalla fine del terrorismo, di coloro che lo appoggiano e che favoriscono il contrabbando di armi”. Al telefono con Annan, il ministro degli Esteri russo Lavrov ha ribadito la richiesta a tutte le parti di fermare le violenze senza indugio

08-06-2012 NUCLEARE IRAN, RIPRESI COLLOQUI CON L’AIEA
L’Aiea e l’Iran hanno avviato una nuova tornata di colloqui per cercare un accordo e riprendere le ispezioni sul controverso programma nucleare iraniano. L’agenzia delle Nazioni Unite vuole un’intesa che permetta ai suoi ispettori di visitare il complesso militare di Parchin e altri siti che sospetta siano collegati a quella che definisce la “dimensione militare” del programma. Malgrado Teheran abbia dato la propria disponibilità a collaborare e definisca le accuse “false e costruite”, le ispezioni e il negoziato sono sospesi da lungo tempo.

12-06-2012 ONU: IN SIRIA BAMBINI USATI COME SCUDI UMANI
L’esercito siriano sta usando bambini come scudi umani. Lo rivela un rapporto delle Nazioni Unite sui minori nei conflitti armati. Secondo il dossier inoltre le truppe di damasco sarebbero colpevoli anche di torture ed esecuzioni sommarie di almeno 1.200 bambini, deceduti nei 15 mesi di rivolte in Siria. Secondo Human Right Watch tuttavia anche l’esercito libero siriano e i soldati disertori avrebbero utilizzato bambini nel conflitto. Intanto, sono almeno 92 le persone uccise nelle ultime 24 ore nella repressione delle forze fedeli al presidente Assad.
10-06-2012 EGITTO, PEGGIORANO LE CONDIZIONI DI MUBARAK
L'ex presidente egiziano, Mubarak, ricoverato presso l'ospedale del penitenziario di Torah, perde continuamente conoscenza. Lo riferiscono fonti ufficiali citate da Al Arabiya, secondo cui le condizioni di salute dell'ex raìs sarebbero sempre più gravi, pochi giorni dopo la conclusione del suo processo. Mubarak, 84 anni, sta scontando una condanna all'ergastolo per l'uccisione di centinaia di manifestanti durante la rivoluzione che nel 2011 ha posto fine al suo regime trentennale. I suoi legali hanno chiesto la scarcerazione per motivi di salute.
10-06-2012 CONTRO DUE CHIESE
Tre uomini armati hanno aperto il fuoco in una chiesa di Biu, nello Stato di Borno, nel nord della Nigeria, uccidendo una donna e ferendo diversi fedeli. Due di loro versano in gravi condizioni Quasi contemporaneamente un attentatore suicida si è fatto esplodere in un'altra chiesa, a Jos. Secondo il governo vi sarebbero numerosi morti e feriti. Entrambi gli attentati sono stati rivendicati dagli estremisti islamici di Boko Haram, in risposta alla repressione dei militari. Sdegno è stato espresso dal ministro degli Esteri Terzi, che ha chiesto di inserire la tutela delle minoranze religiose nell'odg della riunione dei 27 ministri Ue, il 25 giugno.

03-07-2012 IRAN, TEST MISSILE “CONTRO ISRAELE”
L’Iran ha testato un missile balistico in grado di raggiungere Israele. Lo hanno riferito i media locali, spiegando che il test è avvenuto nel deserto di Kavir, nel centro del Paese. Si tratta di un missile Shahab 3 a medio raggio, 2 mila chilometri, in grado quindi di raggiungere il territorio israeliano che dista un migliaio di chilometri dall’Iran. Eseguito anche un altro test per 2 missili a corto raggio.

 

06-07-2012 LIBIA DOMANI VOTA PER NUOVA ASSEMBLEA
Una Libia divisa, dove regnano caos e paura, si prepara ad andare alle urne per le prime elezioni democratiche dopo oltre 40 anni. Domani si vota per l’Assemblea costituente che dovrà redigere e approvare la nuova Costituzione. Chiusa la campagna elettorale, le città si sono riempite di manifesti a favore dei candidati. Tra quelli più in vista, Abdel Hakim Belhaj, del Partito Giustizia e Sviluppo, alla politica dei Fratelli musulmani, e Mahmud Jabril, ex premier, della coalizione delle Forze nazionali. Preoccupazioni per la sicurezza e per il pericolo di brogli.

09-07-2012 NIGERIA: STRAGE DI CRISTIANI, 100 MORTI
Ancora violenza nello Stato nigeriano di Plateau: uomini armati hanno attaccato tra sabato e domenica numerosi villaggi cristiani nei pressi di Jobs. Le vittime sarebbero più di 100. Cinquanta cadaveri bruciati sono stati trovati in una chiesa. Inoltre, durante i funerali sono stati uccisi un senatore e un deputato, entrambi cristiani. “Credo che la comunità internazionale debba impegnarsi di più per arginare i massacri di cristiani”, ha detto il ministro degli Esteri Terzi. “I cristiani in Nigeria vivono un orrore senza fine” ha detto il segretario Udc Cesa.

16-07-2012 CLINTON IN ISRAELE E IN CISGIORDANIA
Nucleare iraniano, evoluzione della transizione in Egitto e processo di pace sono i temi al centro della visita di Hillary Clinton in Israele. Il segretario di Stato è a Gerusalemme, per colloqui con il presidente Peres e il premier Netanyahu. Prevista anche una tappa a Ramallah con il premier palestinese Fayad. Nei due giorni trascorsi in Egitto, Clinton ha incassato dal presidente Morsi l’impegno a rispettare tutti gli accordi “utili alla pace globale”, e dal capo delle Forze armate, Tantawi, una dichiarazione di non ingerenza nei poteri legislativi ed esecutivi.

04-08-2012 AFGHANISTAN, BATTAGLIA A KUNAR: 10 MORTI
Forze di sicurezza afghane e internazionali si sono scontrate con commando di talebani, dopo che questi ultimi hanno attaccato 8 distretti della provincia nord-orientale di Kunar. L’Isaf, con un comunicato, informa che sono rimasti uccisi 8 insorti, una donna e un bambino, e che lo scontro a fuoco ha permesso di respingere l’attacco. Per fonti militari afghane molti insorti si sarebbero infiltrati nella zona indossando dei burqa. Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha negato che il suo gruppo abbia avuto vittime, sostenendo invece che sono rimasti uccisi numerosi responsabili della sicurezza afghani e stranieri.
04-08-2012 SIRIA, RIBELLI FIRMANO CODICE ETICO RIVOLTA
Un codice etico della rivoluzione è stato diffuso dai ribelli siriani dell’Esercito libero che si impegnano a usare le armi “per difendere i siriani in rivolta”, a rispettare i diritti dei prigionieri e a non praticare violenze. Gli insorti denunciano una strage a Hama con 62 morti e un bombardamento su un campo palestinese. Violenti scontri a Damasco e Aleppo. Mosca nega di aver inviato navi da guerra nel porto di Tartus.

07-08-2012 NIGERIA, ATTACCO ARMATO IN CHIESA: 15 MORTI
Quindici persone sono state uccise in un attacco a una chiesa, avvenuto ieri sera a Otite, nello Stato centrale di Kogi. Lo riferiscono fonti ufficiali. I fedeli erano riuniti nella Deeper Life Bible Church per la lettura di testi biblici, che viene fatta ogni lunedì, quando alcuni uomini armati sono entrati nell’edificio, hanno chiuso le porte per impedire ai fedeli di fuggire e hanno aperto il fuoco. Anche alcuni automobilisti e studenti di una scuola vicina hanno dovuto cercare riparo per non essere colpiti. Numerosi i feriti.

14-08-2012 AFGHANISTAN, STRAGI DI KAMIKAZE: 49 MORTI
È di 49 morti e circa 120 feriti il bilancio di una serie di attentati a Nimroz e Kunduz, in Afghanistan. A Zaranj, capoluogo della provincia afghana di Nimroz, al confine con l’Iran, sono morti 21 civili e 16 agenti di polizia, a causa di 3 kamikaze che si sono fatti esplodere nei pressi dell’ospedale e del bazaar. I feriti sono 79. Un altro grave attentato è avvenuto nella provincia settentrionale di Kunduz, dove l’esplosione di una moto-bomba ha causato la morte di 12 civili e il ferimento di altri 36.

15-08-2012 “ISRAELE VUOLE FARE GUERRA ALL’IRAN”: IN UN BLOG LE CARTE SEGRETE
Il blogger israelo-americano Richard Silverstein, considerato il Wikileaks d’Israele, ha svelato al mondo intero i presunti piani di guerra dello stato ebraico contro l’Iran. Un attacco coordinato, che includa anche un’aggressione cibernetica senza precedenti in grado di paralizzare totalmente il regime iraniano e la sua capacità di comprendere cosa stia accadendo entro i propri confini. I presunti piani segreti controTeheran sono stati pubblicati dal blogger sul suo sito ‘Tikun Olam’ (‘Riparare il mondo’, in ebraico): un estratto di un dossier che gli sarebbe stato dato da una fonte israeliana di alto livello che a sua volta l’ha ricevuto da un ufficiale delle Forze di Difesa israeliane. Silverstein spiega che il documento sarebbe stato passato perché, secondo la sua fonte, ”questi non sono tempi normali e temo che Bibi (Netanyahu, premier d’Israele, ndr) e Barak (ministro della Difesa, ndr) facciano maledettamente sul serio”. Il dossier rivela un piano di attacco in tre fasi: nella prima si ricorrerebbe alla tecnologia più sofisticata per mettere ko Internet, i telefoni, la radio, la tv, le comunicazioni satellitari, le connessioni in fibra ottica degli edifici strategici del Paese, comprese le basi missilistiche sotterranee di Khorramabad e Isfahan.
Per la seconda fase sarebbe previsto il lancio di decine di missili balistici, in grado di coprire una distanza di 300 chilometri, contro la Repubblica islamica dai sottomarini israeliani posizionati vicino al Golfo Persico. Missili ”non dotati di testate convenzionali”, precisa il documento, ”ma con punte rinforzate, progettate per penetrare in profondita”’. In questo caso, il dossier fa riferimento ai siti sotterranei, come quello di Fordo, forse quello che più preoccupa Israele perché scavato in una montagna vicino a Qom ad una profondità tale che si presume sia fuori della portata anche delle bombe più perforanti. Infine la terza fase, con il lancio di altri missili – questa volta da crociera – per mettere ko i sistemi di comando e controllo, di ricerca e sviluppo e le residenze del personale coinvolto nel piano di arricchimento dell’uranio. Le informazioni raccolte nel corso degli anni saranno utilizzate per decapitare completamente i ranghi professionali e di comando dell’Iran in questi campi. Dopo la prima ondata di attacchi, che saranno cronometrati al secondo, un satellite passerà sopra l’Iran per valutare i danni agli obiettivi. Le informazioni saranno quindi trasferite agli aerei di guerra dotati di tecnologia sconosciuta al grande pubblico e anche all’alleato americano, invisibili ai radar e inviati in Iran per finire il lavoro, colpendo un elenco ristretto di obiettivi. Che si tratti di mere indiscrezioni o di reali intenti di guerra, non è dato saperlo. Ma è un po’ inquietante il fatto che proprio in questo caldo Ferragosto il ministro uscente della Difesa Interna israeliano, Matan Vilnai, abbia rilasciato un’intervista in cui assicura che “Israele ha preparato la popolazione a un eventuale conflitto che potrebbe durare 30 giorni su diversi fronti simultaneamente”. “Non c’é alcuna ragione di essere isterici. Mai prima d’ora il fronte interno è stato così ben preparato”, ha detto il ministro al quotidiano Maariv mentre una parte della stampa israeliana aveva denunciato nei giorni scorsi l’impreparazione della difesa civile in caso di conflitto con l’Iran, accusato di volersi dotare dell’arma nucleare. “Posso assicurarlo con la massima autorità: oggi ognuno sa esattamente quello che deve fare”, ha aggiunto riferendosi alla ripartizione dei compiti tra le diverse istituzioni incaricate della protezione civile, per quanto riguarda la concentrazione della popolazione fuori dalle zone di combattimento in tempo di guerra. Secondo Vilnai, “Israele si è preparato a uno scenario di guerra di 30 giorni su diversi fronti” che potrebbero causare 500 morti “persino di più, o meno”. Inoltre ha precisato che ci sono kit contro attacchi chimico-batteriologici disponibili per oltre la metà della popolazione israeliana. L’esercito sta intanto testando un sistema di allerta per sms per avvertire la popolazione in caso di attacchi missilistici.


15-08-2012 ISRAELE PRONTO AD ATTACCARE L’IRAN: “TEHERAN HA LA BOMBA ATOMICA”
La tensione tra Iran e Israele non ha mai toccato livelli così alti. La parola guerra riecheggia ormai da mesi e lo spettro di un conflitto armato, dalle conseguenze imprevedibili, si fa sempre più concreto. Tanto che i giornali israeliani, citando fonti nel governo di Benyamin Netanyahu e asserite informazioni provenienti dall'intelligence Usa, sostengono che Teheran abbia accelerato il lavoro per la costruzione di testate nucleari: Haaretz, giornale progressista spesso critico del governo Netanyahu, cita un anonimo funzionario israeliano per il quale un nuovo rapporto di intelligence statunitense cita un "aggiornamento" su "progressi iraniani" nello sviluppo di una testata atomica "ben oltre quanto noto" agli ispettori Onu. Secondo il conservatore e filo-governativo Israel Hayom, lo stesso rapporto americano - National Intelligence Estimate (Nie) - parla di "sforzi accresciuti" nel programma atomico iraniano, tra cui quelli per realizzare testate per missili balistici. Nessuno dei due giornali fornisce citazioni dirette delle fonti o prove dettagliate. L'Iran ha sempre negato di aver intenzione di dotarsi di armi atomiche, affermando che il suo programma nucleare ha solo fini pacifici. Nahum Barnea e Shimon Shiffer, editorialisti del quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, si spingono ancora più in là e azzardano una previsione inquietante e lo fanno commentando le recenti dichiarazioni del ministro della Difesa Ehud Barak che ieri ha definito "urgente" questa eventualità. Secondo Barnea e Shiffer, il Primo ministro Benjamin Netanyahu e Barak lanceranno un attacco "anche prima delle elezioni americane del 6 novembre". Anche perché un Obama a fine campagna elettorale non potrebbe non schierarsi al fianco di Netanyahu.Le dichiarazioni di Barak hanno avuto eco anche sugli altri organi di stampa dello stato ebraico: il quotidiano Haaretz apre la sua edizione del week-end con gli avvertimenti di un responsabile che afferma, in condizione di anonimato, che Israele oggi è ancora più in pericolo che alla vigilia della guerra del 1967. "Il coltello alla nostra gola è al momento più affilato di prima della Guerra dei Sei giorni", afferma. La situazione è talmente seria che l'esercito israeliano ha annunciato l'avvio di un test nazionale per un sistema di allarme che avvisa la popolazione di un attacco missilistico in arrivo attraverso sms. Messaggi in ebraico, arabo, inglese e russo verranno inviati ad abitanti di diverse regioni tra cui quelle di Tel Aviv, Gerusalemme e Haifa. Il testo sarà "Comando di difesa passiva. Test del sistema di allerta mobile", secondo un comunicato dell'esercito. L'esperimento durerà fino a giovedì 16 agosto, quando sarà condotto a livello nazionale . Secondo i media locali, l'esercitazione serve a preparare la popolazione a possibili lanci di missili da parte dell'Iran o degli Hezbollah libanesi, in seguito a un eventuale attacco contro i siti nucleari iraniani.

 

12-09-2012 AL QAEDA: OLOCAUSTO CONTRO MUSULMANI USA
Al Qaeda torna all’attacco di Obama e con un video, in occasione dell’11 settembre, afferma che “Washington si oppone all’Islam”, e avverte i musulmani americani: “Preparatevi a un olocausto contro di voi”. Ieri il presidente Usa aveva affermato che gli Stati Uniti combattono contro Al Qaeda ma non contro l’Islam. Nel video, in cui parlano sia il numero uno Al Zawahiri sia il portavoce Gadhan, si afferma che i musulmani americani saranno colpiti a “New York, Los Angeles, come vengono colpiti dai droni in Yemen”.


14-09-2012 ASSALTI ANTI USA IN EGITTO E YEMEN. NAVI DA GUERRA VERSO LA LIBIA
Nuovi attacchi anti Usa in Egitto e Yemen. Le ambasciate americane del Cairo e di Sanaa sono state prese d'assalto dai manifestanti che protestavano contro il film The innocence of Muslims, ritenuto oltraggioso nei confronti dell'islam. All'indomani dell'attacco al consolato di Bengasi costato la vita a un ambasciatore e tre funzionari americani, sono quindi scoppiati altri scontri davanti alle sedi diplomatiche statunitensi. In Egitto i manifestanti hanno lanciato pietre e molotov e la polizia in tenuta antisommossa ha risposto con gas lacrimogeni per disperdere al folla. Nello Yemen gli agenti hanno sparato in aria e i manifestanti hanno appiccato il fuoco. La reazione Usa, nel frattempo, non si è fatta attendere. Il Pentagono ha deciso di inviare due navi da guerra verso le coste libiche. "Due navi stanno muovendo verso la Libia, ma semplicemente come misura preventiva", ha confermato una fonte.

Le due unità, secondo quanto riferito dalla stampa locale, sarebbero la USS Laboon e la USS McFaul, armate con missili Tomahawk. Lo stesso presidente Barack Obama ha detto che il governo egiziano non è né alleato né amico degli Stati Uniti e ha messo in guardia contro un "vero grande problema" nel caso in cui il Cairo non sarà in grado di proteggere l'ambasciata americana nella capitale egiziana. Secondo fonti americane, l'assalto di ieri in Libia è stato pianificato prima della diffusione del trailer del film ritenuto anti-islam del regista Sam Bacile; e gli aggressori, probabilmente un gruppo legato ad Al Qaida, hanno utilizzato la protesta fuori dal consolato come diversivo. Mentre Washington sta cercando di capire chi abbia organizzato l'attacco, però, restano ancora molte cose da verificare sul film: molti interrogativi riguardano chi sia il vero autore della pellicola e chi abbia deciso di postare su internet alla vigilia dell'11 settembre un trailer del film tradotto in arabo. Il trailer in sé era su internet da luglio ma non aveva suscitato particolare interesse o scalpore e a fare la differenza è stata proprio la versione tradotta in arabo. Misteriosa è comunque la figura di Sam Bacile, l'americano con cittadinanza israeliana che rivendica di essere il regista della pellicola.

Ieri Bacile parlando al telefono col Wall Street Journal ha ribadito di considerare l'islam "un cancro", ma resta il fondato sospetto che il suo non sia altro che uno pseudonimo. Intanto droni statunitensi di sorveglianza dovrebbero iniziare a sorvolare Bengasi e altre località nell'est della Libia per stanare accampamenti jihadisti e obiettivi che potrebbero essere collegati all'attacco contro il personale del Dipartimento di stato americano. Il piano prevede che gli aerei senza pilota raccolgano elementi di intelligence e li trasferiscano ai leader libici, di modo che le forze del Paese africano colpiscano gli obiettivi selezionati. La Libia, comunque, ieri ha chiesto scusa: "Presentiamo le nostre scuse agli Usa, al popolo americano e al mondo intero" ha dichiarato in una conferenza stampa il presidente del Congresso generale Nazionale Mohamed al-Megaryef.


15-09-2012 AL QAEDA AI MUSULMANI: ATTACCATE AMERICANI
Al Qaeda nella Penisola araba invita i musulmani ad attaccare altre ambasciate americane e proseguire le manifestazioni contro il film su Maometto. “Le proteste devono continuare fino alla chiusura delle sedi diplomatiche Usa”, incita un comunicato. L’ala yemenita della rete terroristica afferma inoltre che l’attacco di Bengasi ha “vendicato” la morte di Al Libi, il numero due” di Al Qaeda ucciso da un drone americano a giugno in Pakistan. I talebani pakistani hanno rivolto un appello ai giovani musulmani nel mondo affinché si uniscano alla protesta contro il film su Maometto.
15-09-2012 FBI INTERROGA AUTORE FILM ANTI-ISLAM
Le autorità federali americane hanno interrogato Nakoula Basseley Nakoula, considerato il produttore del filmato su Maometto, che ha infiammato il mondo islamico. L’uomo, cristiano copto di 55 anni che vive vicino a Los Angeles, è stato prelevato dagli uomini dell’Fbi che ora sta valutando una sua possibile incriminazione. La polizia ha riferito che l’uomo non è in stato di fermo, ma si è affidato volontariamente agli agenti. Il sito americano Gawker sostiene che a girare il film sia stato un regista di film pornografici a basso budget, reclutato da Nakoula.

15-09-2012 AFGHANISTAN, UCCISI DUE MARINES AMERICANI
Due marines americani sono rimasti uccisi in un attacco, descritto come “complesso”, sferrato dai talebani nella base di Camp Bastion, nella provincia afghana di Helmand (sud). Morti anche venti assalitori. Nella base è da alcuni giorni di stanza il principe Harry, che proprio oggi compie 28 anni ed è pilota di elicotteri. Fonti britanniche hanno precisato che “il principe non è mai stato in pericolo”. I talebani hanno rivendicato l’attacco, mettendolo in relazione con la diffusione del video su Maometto.
15-09-2012 INVIATO ONU: CRISI SIRIA MINACCIA MONDO
L’inviato speciale delle Nazioni Unite Lakhdar Brahimi ha incontrato a Damasco il presidente siriano Assad. “La crisi – ha detto Brahimi – minaccia il popolo siriano, la regione e il mondo”. Il leader siriano si è detto pronto a collaborare, giudicando indispensabile il “dialogo tra siriani” per risolvere la crisi. Brahimi, che ha preso il posto di Kofi Annan, ha assicurato che visiterà tutti i Paesi che hanno interessi in Siria per mettere a punto una nuova strategia.

16-09-2012 ASSALTO AMBASCIATA USA 50 ARRESTI IN LIBIA
Arrestate 50 persone per l’assalto al consolato Usa di Bengasi in cui è rimasto ucciso l’ambasciatore americano in Libia, Christopher Stevens, insieme a un funzionario Usa e a due Marines. Lo dice il presidente del Parlamento libico, Mohammed al-Megaryef, in un’intervista al telegiornale della Tv americana Cbs. Megaryef ha precisato che alcuni degli arrestati sono “stranieri entrati in Libia da diversi punti, alcuni da Mali e Algeria”.
16-09-2012 AFGHANISTAN, UCCISI ALTRI 4 SOLDATI NATO
Quattro soldati della Nato sono stati uccisi nel sud dell’Afghanistan da due presunti membri delle forze di polizia. Non si conosce ancora la nazionalità delle vittime. Ucciso uno degli aggressori. Si tratta del secondo attacco interno in meno di 12 ore: ieri due marines americani hanno perso la vita in un attacco nella Base di Camp Bastion, nell’Helmand (sud Afghanistan), dove è di stanza il principe Harry. I talebani hanno rivendicato l’attacco mettendolo in relazione con il film anti-islam. Nel 2012 sono stati 51 i membri Isaf uccisi da genti o militari afghani, in circa 37 attacchi interni.
18-09-2012 GAZA, DUE ERGASTOLI PER OMICIDIO ARRIGONI
La Corte marziale di Gaza ha condannato all’ergastolo due miliziani salatiti, colpevoli di aver rapito e ucciso il pacifista italiano Vittorio Arrigoni. Secondo fonti locali, sarebbe stata la famiglia di Arrigoni ad opporsi a una condanna alla pena di morte. I fatti risalgono all’aprile del 2011, quando il giovane brianzolo, noto a Gaza per la sua attività umanitaria, veniva rapito all’uscita da una palestra da un commando jihadista. Per rilasciarlo, i sequestratori chiedevano la liberazione del loro leader entro 24 ore. Ma prima della scadenza il corpo di Arrigoni veniva trovato in un’abitazione a Gaza.


19-09-2012 ISLAM, USA CONTRO PUBBLICAZIONE VIGNETTE
La Casa Bianca condanna la pubblicazione delle vignette satiriche su Maometto da parte di una rivista francese. “Noi non mettiamo in discussione il diritto che siano pubblicate, ma la saggezza della scelta di pubblicare qualcosa del genere”, proprio dopo le proteste del mondo arabo contro il film anti-Islam prodotto negli Stati Uniti. Così il portavoce della Casa Bianca, Carney. Sono immagini “offensive e incendiarie”, ma Carney ribadisce “che nulla può giustificare la violenza”.

 

30-09-2012 KENYA, GRANATA UCCIDE DUE BAMBINI IN CHIESA
Due bambini sono morti e altri 8 sono rimasti feriti nell’esplosione di una granata lanciata contro una chiesa di Nairobi, in Kenya.
Al momento dell’attacco, nella chiesa di San Policarpo si stava celebrando una messa per gli alunni delle scuole. Poco dopo, un centinaio di abitanti del quartiere sono scesi nelle strade, accusando la comunità somala dell’attacco e in particolare la milizia islamica Shebab, contro cui combatte in Somalia l’esercito kenyota. La polizia ha disperso la manifestazione. Uccisi inoltre due poliziotti a Sarissa, vicino al confine somalo.


30-09-2012 KENYA, ORDIGNO ESPLODE IN CHIESA: MORTO UN BIMBO, 3 FERITI
Un ordigno è espoloso in una chiesa anglicana a Nairobi, in Kenya, durante le lezioni della scuola domenicale per i bambini. Un bimbo è morto e altri tre sono rimasti gravemente feriti. Lo riferisce il capo della polizia, Moses Ombati, i cui sospetti ricadono sui simpatizzanti del gruppo di militanti somali al-Shabab. Un membro della chiesa, Julius Macharia Maina, ha riferito di aver portato in ospedale quattro bambini: uno è morto per le gravi ferite alla testa, mentre gli altri hanno riportato ustioni. In Kenya si sono verificati molti attacchi contro le chiese da quando l'anno scorso il Paese è intervenuto in Somalia per combattere contro gli al-Shabab. Proprio venerdì le forze del Kenya hanno cacciato i militanti fuori dalla loro ultima roccaforte, Kismayo. Negli attacchi contro le chiese vengono spesso usate granate, ma il capo della polizia oggi ha parlato semplicemente di un apparecchio esplosivo.

01-10-2012 AFGHANISTAN, 14 MORTI IN ATTACCO KAMIKAZE
Sono 14 le persone morte nell’attacco di un kamikaze a Khost, nell’est dell’Afghanistan. L’attentatore suicida ha preso di mira una pattuglia congiunta delle forze Nato e afghane. Tra le vittime, anche tre soldati dell’Isaf e quattro militari afghani. Nell’esplosione sono stati feriti tre poliziotti e 37 civili. Proprio ieri, il numero dei soldati americani uccisi in Afghanistan dall’inizio della missione, 11 anni fa, ha superato quota duemila.

23-10-2012 IRAN E ISRAELE INFIAMMANO DUELLO TV
Il programma nucleare iraniano e i rapporti con Israele infiammano l’ultimo dibattito tv tra Obama e Romney. “Finché sarò presidente l’Iran non avrà l’atomica” assicura Obama, che smentisce la notizia di un’intesa con Teheran per avviare negoziati. “Se Israele viene attaccato saremo al suo fianco, ma non dobbiamo colpire per primi”. Romney: “Teheran vede gli Usa deboli, siamo 4 anni più vicini a un Iran atomico e non avremmo dovuto perdere questi 4 anni. Il Medioriente è in fiamme. Obama ha cominciato il mandato con un giro mondiale di scuse”. Il presidente ribatte: “È una colossale bugia”.

11-11-2012 NETANYAHU: SU GAZA PRONTI A ESCALATION
Israele è pronto a “un’escalation del conflitto con Gaza”. Lo ha detto il premier Netanyahu, dopo quella che l’esercito israeliano ha definito “una notte insonne e una mattinata di terrore”. L’esercito israeliano ha infatti bombardato due quartieri di Gaza, dopo che, ieri, l’artiglieria israeliana aveva risposto ai razzi di un gruppo di miliziani contro una jeep israeliana, saltata in aria. Dalla Striscia sono arrivati 36 razzi contro Israele e a Sderot è scattato l’allarme per la popolazione. Sei morti fra i palestinesi.

11-11-2012 NUCLEARE, SMANTELLAMENTO SITO IN IRAN
L’Iran sta smantellando il sito militare di Parchin, nel mirino per sospetti esperimenti sul nucleare. Lo ha reso noto il direttore generale dell’agenzia atomica, Amano, sottolineando di non poter fornire ulteriori dettagli. Amano ha aggiunto che ci sono “buone ragioni” perché Teheran cooperi con l’Aiea anche in vista dei colloqui sul dossier nucleare iraniano che dovranno riprendere il 13 dicembre.

16-11-2012 UE: “INACCETTABILI ATTACCHI DI HAMAS”
“Inaccettabili” gli attacchi di Hamas contro Israele. Questa la posizione dell’Unione europea. L’Ue chiede a Israele che “la risposta sia proporzionata”. “Israele ha il diritto di proteggere la sua popolazione” afferma Ashton, capo della politica estera Ue, che “deplora la perdita di vite civili da entrambe le parti”. Ashton si augura che l’Egitto aiuti a giungere alla pace. Lo auspica anche la cancelliera tedesca, Merkel, che accusa Hamas di aver dato inizio alla violenza. Mentre il presidente francese, Hollande, è “molto preoccupato per quello che sta accadendo nella zona di Gaza.


19-11-2012 GAZA, ONU: “CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO”
Il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon si è detto “profondamento addolorato” dalla notizia della morte di 10 membri di una stessa famiglia palestinese in un raid israeliano, e “allarmato” dal continuo lancio di razzi dalla Striscia di Gaza in Israele. Ban ha lanciato un appello per un “cessate il fuoco immediato”. “Ogni ulteriore escalation – ha sottolineato – aumenterà inevitabilmente le sofferenze delle popolazioni civili coinvolte”. Oggi Ban sarà al Cairo per incontrare il ministro degli Esteri egiziano, il premier e il presidente Morsi. Poi è atteso in Israele e nei Territori.

20-11-2012 GAZA, COLPITI NUOVI OBIETTIVI: 7 FERITI
Aviazione e marina militare di Israele hanno continuato nella notte a colpire obiettivi nella striscia di Gaza. Centrati fra l’altro un istituto bancario palestinese e “tunnel terroristici”. Tre persone sarebbero morte e altre 7 sono rimaste ferite. Ieri negli attacchi sono rimaste uccise a Gaza 38 persone, fra cui una coppia e i suoi due figli. Al momento il bilancio complessivo delle operazioni israeliane è di 115 morti e 900 feriti. Tra le vittime, almeno 56 civili.

21-11-2012 GAZA; NIENTE ACCORDO, LA TREGUA SLITTA
La speranza di una tregua a Gaza tra israeliani e palestinesi è sfumata. Israele, secondo quanto riferito dalla Cnn, ha detto che non ci sarà alcun accordo sul cessate il fuoco fino a che non ci sarà un periodo di totale calma che duri almeno 24 ore. “La tregua slitta a causa di Israele, dobbiamo aspettare fino a domani”, ha accusato ieri un dirigente di Hamas. L’organizzazione aveva annunciato un cessate il fuoco alle 24 di ieri sera. Un annuncio che non aveva trovato conferma da parte israeliana (“stiamo ancora negoziando”).
21-11-2012 ISRAELE COLPISCE 100 OBIETTIVI DI HAMAS
L’aviazione israeliana ha ripreso prima dell’alba i bombardamenti sulla Striscia di Gaza, colpendo un centinaio di obiettivi. Tra questi, la sede del ministero della Sicurezza di Hamas. Colpiti anche cinquanta postazioni per il lancio di razzi, tre depositi e una fabbrica di armi. Unità navali hanno partecipato all’attacco. In due nuovi attacchi a metà giornata sono morti 4 palestinesi. La conta delle vittime supera ormai quota 160. Da Gaza sono stati lanciati invece sei razzi, due dei quali intercettati. Almeno 400 i lanci in 8 giorni di ostilità.
22-11-2012 CALMA DOPO LA TREGUA A GAZA E IN ISRAELE
Prevale la calma dopo la tregua a Gaza. La popolazione tira un sospiro di sollievo per la fine dei raid israeliani costati la vita a 158 palestinesi, fra cui 30 bambini (dati Onu). Sollievo anche in Israele, sebbene nel Sud del Paese le scuole restino chiuse e vengano mantenute in vigore le misure di sicurezza. Con la morte di un ufficiale ferito ieri da un colpo di mortaio, salgono a 6 le vittime israeliane. Hamas ha proclamato una Giornata nazionale di vittoria in seguito alla tregua con Israele, mediata da Usa ed Egitto. Completamente cessati i lanci di razzi verso il territorio israeliano.
23-11-2012 BUS, ARRESTATI AUTORI ATTENTATO BUS TEL AVIV
Lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno israeliano, ha arrestato gli autori dell’attentato contro un bus a Tel Aviv. “I membri della cellula, presunti responsabili dell’attentato a Tel Aviv, provenienti da Beit Lakya vicino a Ramallah e legati ad Hamas e alla Jihad islamica, hanno riconosciuto durante gli interrogatori di avere pianificato attentati contro gli israeliani, preparando un congegno esplosivo e di avere scelto Tel Aviv come obiettivo”, scrive lo Shin Beth in una nota. La bomba contro il bus sarebbe stata attivata con un telefono cellulare.

 

05-12-2012 STRAGE DI STUDENTI SIRIANI A SCUOLA
Sono 29 i morti, 28 studenti e un insegnante, nel bombardamento di una scuola nel campo profughi di Wafidee, vicino a Damasco. Il campo ospita 25 mila persone fuggite dalle alture del Golan, occupate da Israele dal 1967. Secondo gli attivisti, le vittime nelle violenze di ieri sono 123, di cui 32 bambini. Secondo testimoni, citati dall’Ansa, gli insorti controllano nella capitale la strada per l’aeroporto e sono avanzati fino a 6 km dal centro della città. Per l’agenzia Sana, un giornalista è stato ucciso in città da “terroristi armati”. Il programma alimentare mondiale lancia intanto un nuovo allarme nel Paese.

24-12-2012 AFGHANISTAN, SCHIFANI VISITA TRUPPE ITALIANE
Il presidente del Senato, Renato Schifani, è in Afghanistan per portare gli auguri al contingente italiano, circa 3mila militari tra Herat e Farah. Quello svolto dai militari italiani in Afghanistan “è un lavoro che viene da molti anni” e che ha portato alla crescita e alla pace. “Oggi il nostro sostegno è logistico e di istruzione”, e siamo “vicini al disimpegno”, ha detto. L’impegno dei militari italiani nelle missioni di pace internazionali “ha sempre trovato il Parlamento unito e sono certo che lo sarà anche il prossimo”, ha aggiunto Schifani, nel saluto di auguri di Natale.

28-12-2012 PAKISTAN, GOVERNO: NO A NEGOZIATI CON TALEBANI
Il Pakistan ha respinto l’offerta per un negoziato di pace avanzata dai talebani pachistani, sostenendo che “il governo farà tutto per eliminare il terrorismo”. Ieri il portavoce del Tehrek-e-Taliban Pakistan (Ttp), Ehsanullah Ehsan, aveva sostenuto che l’inizio di un dialogo era possibile a condizione che il Pakistan sospendesse la sua partecipazione alla guerra in Afghanistan ed accettasse una riscrittura della costituzione nazionale per metterla in sintonia con lo spirito del Corano.
12-01-2013 USA – KABUL, FORSE TRUPPE RESTANO DOPO IL 2014
La presenza di un contingente ridotto di soldati Usa in Afghanistan dopo il 2014 è “possibile” anche dopo il completamento delle operazioni di ritiro del grosso delle truppe (al momento a quota 66 mila). È quanto si legge in un comunicato della Casa Bianca al termine dell’incontro tra il presidente Obama e il collega afghano Karzai. I due Paesi stanno negoziando un accordo di sicurezza per definire il numero esatto di soldati Usa che resteranno. Intanto il presidente Karzai conferma che lascerà al termine del suo mandato, che scade nel 2014.

21-01-2013 ALGERIA, SONO 48 GLI OSTAGGI UCCISI
L’ultimo bilancio ufficiale provvisorio della sicurezza algerina porta a 48 il numero degli ostaggi morti nell’attacco all’impianto di In Amenas. Le truppe algerine hanno trovato i corpi di 25 ostaggi che si aggiungono ai 23 del bilancio precedente. Con i 32 sequestratori uccisi il bilancio sfiora così gli 80 morti. Il numero delle vittime potrebbe essere più pesante perché sono numerosi gli stranieri dispersi. Catturati dai militari 5 jihadisti nascosti nell’impianto. Tre sono ricercati. Il terrorista algerino Belmokhtar ha rivendicato l’assalto all’impianto a nome di Al Qaeda.

21-01-2013 TALEBANI ASSALTANO SEDE POLIZIA A KABUL
Un attacco coordinato con tre o quattro kamikaze e una potente autobomba ha preso di mira la sede centrale della polizia stradale a Kabul. Almeno 14 persone sono rimaste ferite. I talebani hanno rivendicato l’attacco, cui è seguito un conflitto a fuoco tra militanti e forze di sicurezza. Cinque terroristi e tre agenti sono morti. I talebani si erano asserragliati nell’edificio che si trova vicino al Parlamento. Non è escluso che il vero obiettivo fosse la vicina sede della polizia di frontiera.

21-01-2013 MALI, TRUPPE FRANCESI ENTRANO A DIABALI
Una folla festosa ha accolto le truppe francesi e maliane al loro arrivo a Diabali, 400 km a nordest da Bamako. I soldati sono arrivati con un convoglio di una trentina di blindati nella città, occupata da giorni ai kihadisti. A precedere l’arrivo delle truppe, diversi raid aerei. Una seconda colonna di militari francesi ha preso Sèvarè, dove sorge un aeroporto strategico per le operazioni nel nord del Mali. I miliziani islamici si sarebbero ritirati verso Kidal, al confine algerino.

17-02-2013 ONU: COLLOQUI DI PACE DAMASCO-OPPOSIZIONE
L’inviato di Onu e Lega araba Brahimi ha invitato il governo siriano e l’opposizione a incontrarsi per colloqui che, almeno nella fase iniziale, potrebbero svolgersi in una sede delle Nazioni Unite. Cinque insorti siriani e un miliziano Hezbollah sono intanto morti in scontri lungo il confine con il Libano. Il movimento sciita libanese, che controlla alcuni villaggi siriani e appoggia il regime di Assad, ha attaccato tre villaggi sanniti nelle mani dei ribelli dell’Esercito libero siriano.

26-02-2013 NUCLEARE, RIPRESI COLLOQUI IRAN E “5+1”
Riavviati ad Almaty, in Kazakhstan, i negoziati sul nucleare iraniano. Dopo nove mesi di stallo, siedono intorno al tavolo i 5 Paesi del Consiglio di Sicurezza Onu e la Germania con l’Iran, sotto la supervisione del responsabile europeo per gli Esteri, Catherine Ashton. I sei grandi chiedono a Teheran di sospendere l’arricchimento dell’uranio, di trasferire a un Paese terzo l’uranio già arricchito e di chiudere il nuovo impianto di Fordo, in cambio di un allenamento delle sanzioni.

19-03-2013 IRAQ: SERIE DI ATTACCHI 50 MORTII, 170 FERITI
È di almeno cinquanta morti e 170 feriti il bilancio di una serie di attentati nelle zone sciite di Bagdad. Una decina di autobomba sono esplose nella capitale irachena nel decimo anniversario dell’intervento americano. Nessuna rivendicazione è finora giunta ma da mesi gli estremisti hanno intensificato i loro attacchi settari anche contro le forze di sicurezza del governo guidato dallo sciita Al Maliki. Il governo iracheno ha deciso di rinviare per motivi di sicurezza le elezioni provinciali di Anbara e Nineveh, data la violenza in corso tra maggioranza sciita e minoranza sunnita.

20-03-2013 OBAMA: USA ORGOGLIOSI DI ALLEANZA ISRAELE
“Gli Stati Uniti sono fieri di essere al fianco di Israele come più forte alleato e più grande amico”. È quanto afferma Barack Obama a Tel Aviv nella sua prima visita nella regione da presidente americano. “La pace deve arrivare in Terra Santa”, questo il primo appello di Obama, che ha salutato in ebraico il presidente Peres e il premier Netanyahu. Iran, Siria e processo di pace con i palestinesi saranno al centro dei colloqui con Netanyahu. Domani Obama sarà a Ramallah dove ci sono manifestazioni contro il suo arrivo e dove incontrerà Abu Mazen. Venerdì in Giordania, l’incontro con re Abdallah.

20-03-2013 OBAMA: USA ORGOGLIOSI ALLEANZA ISRAELE
“Gli Stati Uniti sono fieri di essere al fianco di Israele come più forte alleato e più grande amico”. È quanto afferma al suo arrivo a Tel Aviv il presidente americano Obama, dicendosi fiducioso che “questa alleanza sia destinata a conservarsi eterna”. Il presidente Peres e il premier Netanyahu hanno accolto con un applauso il saluto in ebraico del presidente Usa. Obama ha sottolineato come non sia casuale che si svolga proprio in Israele la prima visita del suo secondo mandato.

21-03-2013 OBAMA: PALESTINA ABBIA CONTINUITÀ TERRITORIO
“Lo Stato palestinese deve essere indipendente, in grado di sostenersi, dotato di contiguità territoriale, accanto allo Stato di Israele”. Lo afferma a Ramallah il presidente americano Obama dopo il colloquio con Abu Mazen. “Gli Usa restano impegnati alla visione dei due Stati”, sottolinea, riferendo di aver detto al presidente israeliano Netanyahu che la “politica degli insediamenti non è costruttiva per la pace”. “Non possiamo rinunciare alla pace e l’unico modo è con negoziati diretti”. “La questione centrale è come assicurare la sovranità ai palestinesi e la sicurezza agli israeliani”, afferma Obama.

21-03-2013 OBAMA: USA ORGOGLIOSI DI ALLEANZA ISRAELE
“Gli Stati Uniti sono fieri di essere al fianco di Israele come più forte alleato e più grande amico”. È quanto ha detto Obama ieri dopo essere stato accolto a Tel Aviv dal presidente Peres e dal premier Netanyahu, che ha ribadito: “La difesa per Israele costituisce un diritto”. A Gerusalemme ha incontrato il presidente Peres. Le relazioni bilaterali e il rilancio del negoziato di pace, in stallo dal 2010, al centro dei colloqui anche con il premier Netanyahu. Obama oggi nel pomeriggio parlerà all’Università di Gerusalemme. Domani sarà ad Amman per incontrare re Abdallah.

21-03-2013 ABU MAZEN, GERUSALEMME EST, NOSTRA CAPITALE
Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, ha stamane ribadito la necessità di uno Stato palestinese, con Gerusalemme Est come capitale. Abu Mazen lo ha detto dopo il colloquio avuto a Ramallah con il presidente americano, Barak Obama. “Noi crediamo che la pace sia necessaria, doverosa e possibile”. Il leader palestinese ha definito i colloqui avuti con Obama “buoni e utili”. “La pace non viene costruita con la violenza, gli insediamenti o gli arresti” ha aggiunto Maze. In precedenza, il leader ha condannato i razzi lanciati da Gaza contro la cittadina israeliana di Sderot.

22-03-2013 OBAMA: CON ISRAELE FORTE MAI PIÙ SHOAH
In “un Israele forte, una nuova Shoah non si ripeterà”. Così il presidente Usa, Obama, al termine della visita nel Museo dell’Olocausto Yad Vashem, a Gerusalemme. Accompagnato dal capo di Stato israeliano Peres e dal premier Netanyahu, Obama ha reso omaggio al legame millenario del popolo ebraico con la terra d’Israele e posto una corona di fiori sulle tombe di Herzl, padre del sionismo, e Rabin, il premier ucciso nel ’95. Obama ha poi visitato la Chiesa della Natività a Betlemme per poi recarsi ad Amman, in Giordania, per colloqui con re Abdullah.

16-04-2013 SI INDAGA SU JIHADISMO E PISTA INTERNA
Gli investigatori non si sbilanciano sulla matrice dell’attacco alla più antica gara podistica d’America. I media notano tuttavia che l’attentato è avvenuto nel Patriot’s Day come altri attacchi di matrice interna nel Paese. Gli agenti dell’Fbi hanno fatto irruzione nella casa di uno studente saudita che si trova sotto sorveglianza in un ospedale. La polizia smentisce che il giovane, visto nella zona dello scoppio e interrogato a lungo, sia stato fermato. Dai loro rifugi, i talebani pachistani negano un loro coinvolgimento. Secondo la Cnn, una delle 2 bombe era stato messa in una pentola a pressione.

16-04-2013 INTELLIGENCE: AL QAEDA CONTRO EVENTI SPORTIVI
Un appello a compiere attentati durante eventi sportivi era stato lanciato ai jihadisti di tutto il mondo dal braccio yemenita-saudita di Al Qaeda. A rilevarlo è la piattaforma di intelligence americana “Site”, che segue da vicino l’attività delle organizzazioni terroristiche internazionali. Abu Musab Al Suri, stratega di Al Qaeda, ha tra l’altro pubblicato su un giornale jihadista l’elenco dei maggiori eventi sportivi previsti nel 2013, sottolineano gli 007 americani. Ma per l’ex esperto Onu di terrorismo, Barret, l’attentato sembra più l’opera di terroristi di destra interni.

26-04-2013 ARMI CHIMICHE SIRIA, ACCUSE RECIPROCHE
Damasco accusa i gruppi di opposizione e Al Qaeda di aver usato armi chimiche ad Aleppo il 19 marzo, e ipotizza che siano state portate dalla Turchia. È la tesi sostenuta a Mosca dal ministro per l’informazione siriano Al Zabi. I ribelli siriani hanno intanto chiesto all’Onu di intraprendere azioni rapide per impedire che il regime di Assad “continui a usare armi chimiche”. L’inerzia, sostengono, sarebbe interpretata come “un’accettazione internazionale”. La richiesta giunge dopo che gli Usa hanno detto di ritenere verosimile che Damasco stia facendo uso di gas nervino.

06-05-2013 ONU A DEL PONTE: SIRIA, NO PROVE ARMI CHIMICHE
La Commissione Onu d’inchiesta sui crimini di guerra in Siria “non ha prove conclusive in grado di determinare l’uso delle armi chimiche né dall’una né dall’altra parte”. Questa la replica al magistrato svizzero Carla del Ponte che aveva parlato di uso delle armi chimiche da parte degli insorti e non degli uomini del presidente siriano Assad. “Abbiamo testimonianze sull’utilizzo di armi chimiche, da parte degli oppositori” al regime di Assad. Sono elementi – aveva avvertito Del Ponte – “da vagliare e accertare con le cautele del caso”. La Nato “non ha prove né sulle circostanze né su chi abbia usato tali armi”.

15-05-2013 NUCLEARE IRAN, SE NE DISCUTE A ISTANBUL
Il capo negoziatore per il nucleare iraniano, Jalili, è a Istanbul per incontrare la rappresentante per la politica estera dell’Ue, e coordinatrice dei Paesi del gruppo 5+1, Catherine Ashton. Lo riferiscono i media iraniani. Ieri Teheran aveva sottolineato che dall’incontro di oggi nella città turca sul Bosforo si aspetta una risposta “costruttiva” da parte del gruppo 5+1 alle proprie proposte. L’incontro di oggi si svolge mentre a Vienna una delegazione iraniana incontra rappresentanti dell’Agenzia atomica internazionale sul nucleare di Teheran.

20-05-2013 COREA NORD LANCIA MISSILE CORTO RAGGIO, QUINTO IN 3 GIORNI
Per il terzo giorno consecutivo, il regime nordcoreano ha lanciato un missile a corto raggio nelle acque del Mare dell'Est, il Mar del Giappone. Lo ha reso noto il ministero della Difesa sudcoreano. E' il quinto missile di questo tipo lanciato dalla Corea del Nord dalla stessa zona, le sue coste orientali, negli ultimi tre giorni (tre ne aveva lanciati sabato e un altro domenica). Si tratta delle prime azioni bellicose da parte del regime di Pyongyang, dopo che nelle ultime settimane aveva abbassato notevolmente il tono delle minacce contro la Corea del Sud, gli Stati Uniti e il Giappone.

27-05-2013 AFGHANISTAN, FERITI 2 SOLDATI ITALIANI
Un’autobomba è esplosa al passaggio di un mezzo di militari italiani, nell’Ovest dell’Afghanistan: due i soldati rimasti feriti. L’attentato, secondo quanto si è appreso, avvenuto a una ventina di km da Farah, una delle zone più turbolente dell’area affidata al controllo delle truppe italiane. I militari coinvolti nell’esplosione si trovavano a bordo di un mezzo blindato Lince. Sono stati soccorsi e trasferiti per le cure del caso. Le loro condizioni non sono gravi. I talebani hanno rivendicato l’attacco compiuto con “un kamikaze”.
27-05-2013 AFGHANISTAN, FERITI 2 SOLDATI ITALIANI
Un’autobomba è esplosa al passaggio di un mezzo di militari italiani, nell’Ovest dell’Afghanistan: due i soldati rimasti feriti. L’attentato, secondo quanto si è appreso, è avvenuto a una ventina di km da Farah, una delle zone più turbolente dell’area affidata al controllo delle truppe italiane. I militari coinvolti nell’esplosione si trovavano a bordo di un mezzo blindato Lince. Sono stati soccorsi e trasferiti per le cure del caso. Le loro condizioni non sono gravi. I talebani hanno rivendicato l’attacco compiuto con “un kamikaze”.


29-05-2013 SIRIA, OBAMA PRONTO ALLA NO-FLY ZONE
Il presidente Usa,Barack Obama,ha chiesto al Pentagono di mettere a punto piani per una possibile no-fly zone da imporre in Siria. Lo riporta il giornale online "The daily beast", citando alcune fonti dell'amministrazione, secondo cui la Casa Bianca starebbe ancora valutando se fornire armi a gruppi dell'opposizione siriana; e ragionando di un pieno riconoscimento formale della coalizione dell'opposizione. Sempre secondo la stampa Usa, l'operazione sarebbe da attuare insieme a Francia e Gran Bretagna.

30-05-2013 USA CHIEDONO RITIRO HEZBOLLAH DAL LIBANO
Gli Stati Uniti chiedono l'immediato ritiro dei miliziani sciiti libanesi di Hezbollah che combattono in Siria al fianco del regime di Assad. La loro presenza, dice un portavoce del Dipartimento di Stato, è "inaccettabile e pericolosa". Secondo Parigi, i miliziani Hezbollah in Siria sarebbero circa quattromila. E la Casa Bianca non esclude l'opzione di imporre una zona di non sorvolo. Il Consiglio Onu per i diritti umani ha condannato il regime di Damasco per l'assedio posto a Qusayr, al confine con il Libano, e per l'intervento di combattenti stranieri nel conflitto.


31-05-2013 LE STRAGI IN IRAQ
Altri 26 morti in Iraq per l'ennesima serie di autobombe che hanno insanguinato Bagdad e alcuni centri vicini alla capitale. Sette le esplosioni. Lo scontro settario tra musulmani sciiti - che rappresentano la maggioranza degli iracheni - e musulmani sunniti è tornato ad infiammarsi nelle ultime settimane, provocando nel solo mese di maggio almeno 600 morti. Il timore è che si torni a un'aperta guerra civile tra i membri delle due confessioni, come quella che tra il 2006 e il 2007 causò molte migliaia di vittime.

10-06-2013 ATTACCO DEI TALEBANI ALL’AEROPORTO DI KABUL
Attacco dei ribelli all’aeroporto di Kabul. I talebani hanno preso di mira il settore militare dell’aerostazione, sul lato ovest, sede di importanti basi straniere. C’è stata una grossa esplosione, quindi i miliziani sono entrati e hanno cominciato a sparare. L’area è stata circondata dalle forze di sicurezza, che hanno risposto all’attacco. Sospesi tutti i voli e chiuse le strade di accesso all’aeroporto. L’attacco, iniziato alle 4.30 ora locale, è stato condotto da un gruppo di circa dieci militanti. Secondo la polizia sette sono stati uccisi.

14-06-2013 NATO: DAMASCO CONSENTA LE NOSTRE ISPEZIONI
Il segretario generale Nato, Rasmussen, chiede al regime siriano di consentire ispezioni sull’uso di armi chimiche. “Le accuse degli Usa sono chiare, la questione presenta un’estrema urgenza. Ogni uso di armi chimiche viola il diritto internazionale ed è inaccettabile”, sostiene Rasmussen. Chiede con urgenza una verifica sul posto, ma affidata all’Onu, l’Unione europea, che esprime “preoccupazione” e “riafferma la necessità di una soluzione negoziale” della crisi.

17-06-2013 SIRIA, OBAMA CERCHERÀ ACCORDO CON PUTIN
Il presidente americano, Obama, al G8 di Belfast tenterà di trovare un terreno comune con il presidente Putin, per cercare di portare Assad al tavolo del negoziato. Il tentativo di mettere fine a due anni di conflitto siriano sarà dunque il nodo centrale del primo faccia a faccia, in un anno, dei due presidenti. Putin, il più potente alleato della Siria, si è già espresso contro un accordo sul sostegno militare ai ribelli.


20-06-2013 RIDURRE ARMI ATOMICHE
"Finché ci sarà la minaccia dell'atomica non saremo mai al sicuro". Così Obama, che dice di voler mantenere il deterrente nucleare ma di voler ridurre gli arsenali atomici di un terzo. Davanti alla Porta di Brandeburgo, Obama dice di voler avviare negoziati con Mosca che "ci allontanino da vecchie posizioni da Guerra Fredda" e di voler "lavorare con gli alleati per ridurre le armi tattiche in Europa". Si tratta di "passi da compiere per creare un mondo di pace e di giustizia". Parla poi dell’occupazione,lotta al terrorismo e maggiore impegno contro il cambiamento climatico.


21-06-2013 IN ATTENTATO A KABUL
E' morta Barbara De Anna, la funzionaria dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) gravemente ferita, il 24 maggio scorso, durante un attacco dei talebani a Kabul. La funzionaria, 40enne, è deceduta all'ospedale di Ramstein, in Germania, nel centro grandi ustionati, dove era stata trasferita a seguito dell'attacco. Aveva ustioni sul 90% del corpo. Dall'inizio dell'anno il numero delle vittime civili del conflitto in Afghanistan è aumentato del 24% rispetto allo stesso periodo del 2012.


21-06-2013 CROLLO A MUMBAI: NOVE MORTI, 25 INTRAPPOLATI
Un edificio di quattro piani nella periferia di Mumbai, nell'India centrale, è crollato nella notte, uccidendo almeno nove persone, di cui due sono bambini di 2 mesi e 7 anni. I soccorsi hanno estratto vive almeno 15 persone, mentre altre 25 sono intrappolate sotto la struttura crollata.

04-07-2013 EGITTO, ESERCITO A USA: PRESTO GOVERNO CIVILE
Un governo civile sarà insediato rapidamente, assicurano i vertici delle Forze armate egiziane, dopo la preoccupazione manifestata da Obama per la destituzione di Morsi, sostenuto dai Fratelli Musulmani, e la sospensione della Costituzione. Gli Usa chiedono un governo eletto democraticamente. “È il rilancio della rivoluzione del 25 gennaio 2011. La road map garantisce elezioni presidenziali anticipate e una vera conciliazione”, afferma el Baradei, leader delle opposizioni insieme all’ex segretario della Lega Araba Amr Moussa. L’agenzia di Stato riferisce intanto dell’arresto del leader del partito dei Fratelli Musulmani.

04-07-2013 EGITTO, ONU: DUBBI PER INTERFERENZA MILITARE
Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki moon è “preoccupato per l’interferenza dei militari” negli affari dell’Egitto. Ban, in un comunicato, fa appello “alla calma, alla non violenza, al dialogo è alla moderazione” e afferma che “sarà cruciale rafforzare il governo civile in linea con i principi della democrazia”. Occorre, ha aggiunto, “mantenere i diritti fondamentali, tra cui il diritto alla parola e all’assemblea”. Infine rimarca: “l’interferenza militare preoccupa in qualsiasi Stato”.

18-07-2013 AFGHANISTAN,UCCISO EX
L'ex ministro degli Esteri e fratello del consigliere del presidente afghano per la Sicurezza nazionale, Rangin Dadfar Spanta, è stato ucciso in un agguato nella provincia di Herat, nell' Afghanistan occidentale. L'attacco è stato sferrato da due uomini armati su una moto nel distretto di Karokh. Finora nessuna rivendicazione. Nei dati di Unama (la missione Onu in Afghanistan), sono 3.092 le persone uccise o ferite negli ultimi 5 mesi,molte dipendenti statali o leader tribali.

23-07-2013 HEZBBOLLAH, WASHINGTON PLAUDE A DECISIONE UE
Washington plaude alla decisione dell’Ue di inserire l’ala armata di Hezbollah nella lista nera del terrorismo. È un messaggio forte, il movimento sciita libanese non può agire impunito. Il segretario di Stato, Kerry, ha invitato altri governi a seguire l’Europa. Per il ministro degli Esteri Bonino, la decisione risponde all’esigenza di “non far passare senza reazione” gli attacchi terroristici nell’Unione. I 28 ministri degli Affari Esteri Ue, pur mantenendo gli aiuti finanziari e umanitari al Libano, considerano Hezbollah responsabile di attacchi sul suolo europeo.

24-07-2013 CONTRO IL TERRORISMO
"Faccio appello a tutti gli egiziani onesti a scendere in piazza venerdì per dare l'ordine alle forze armate di affrontare violenza e terrorismo". Lo ha dichiarato il capo dei militari egiziani e ministro della Difesa, El Sissi, assicurando: "Non abbiamo tradito Morsi". Immediata la risposta dei Fratelli musulmani, che organizzano una contro manifestazione per venerdì. "Le minacce delle Forze armate non ci impediranno di mobilitare milioni di persone". Intanto a Mansura, nel delta del Nilo, un'esplosione davanti a un commissariato ha provocato la morte di un agente.
24-07-2013 AL QAEDA RIVENDICA
Al Qaeda ha rivendicato l'assalto di lunedì ai due penitenziari iracheni di Abu Ghraib e Taji, da dove sono riusciti a fuggire circa 500 detenuti. I combattimenti, cominciati nella notte tra domenica e lunedì, sono durati 10 ore; il bilancio ancora non definitivo dell'operazione parla di 41 vittime, di 20 agenti e 21 prigionieri. Molti degli evasi sono condannati a morte per reati di terrorismo, appartenenti a cellule di Al Qaeda. La caccia all'uomo continua in tutto il Paese.

27-07-2013 SIRIA, ONU: RAGGIUNTO ACCORDO ARMI CHIMICHE
Le Nazioni Unite hanno raggiunto un accordo con la Siria sulle armi chimiche. L’Onu potrà svolgere inchieste sull’uso eventuale di queste armi, ma non è chiaro se gli ispettori potranno svolgere indagini sul posto. Due inviati speciali Onu si sono recati nella capitale siriana e hanno incontrato il vice primo ministro e il ministro degli Esteri di Damasco. Il segretario generale, Ban Ki-moon, ha chiesto piena libertà di accesso per far luce su tutti i casi sospetti di uso di armi chimiche. L’Onu ha informazioni su 13 casi di attacchi chimici dall’inizio del conflitto, che dura da 28 mesi e che ha causato più di 100.000 morti.

03-08-2013 AL QAEDA MINACCIA, LE AMBASCIATE CHIUDONO
Dopo Regno Unito e Germania, anche la Francia chiude domani e lunedì la propria sede diplomatica nello Yemen, per questioni di sicurezza. Quella italiana rimarrà invece aperta, ma sono state adottate importanti precauzioni. L’allarme per possibili attacchi di Al Qaeda è stato lanciato dal Dipartimento di Stato Usa. I Paesi coinvolti vanno dall’Algeria al Bangladesh, in un arco che comprende Nordafrica, Medio Oriente e altri Paesi islamici. Il Dipartimento di Stato evoca inoltre una minaccia “seria e credibile” per i turisti da parte di Al Qaeda. L’allerta resterà valida per tutto agosto.
03-08-2013 AFGHANISTAN, 12 MORTI IN ATTACCO KAMIKAZE
Due kamikaze si sono fatti esplodere nei pressi del consolato indiano di Kalabad, nell’Afghanistan orientale. Dopo la forte esplosione altri due miliziani hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza. Al momento non è stato fornito un bilancio ufficiale delle vittime, ma fonti del dipartimento cittadino della sanità parlano di 12 morti e 22 feriti. Tra le vittime 7 bambini. Il ministero degli Esteri indiano riferisce che i funzionari in servizio nella sede diplomatica sono illesi. I talebani hanno fatto sapere di non essere coinvolti nell’attentato.

05-08-2013 MINACCE, USA RINVIANO RIAPERTURA AMBASCIATE
Il Dipartimento di Stato americano ha esteso fino al 10 agosto la chiusura di 19 sedi diplomatiche, tra cui quelle di Amman, Il Cairo, Kuwait e Abu Dhabi. Altre sedi, come quelle di Kabul, Bagdad e Algeri, sono state riaperte oggi. Uffici sempre chiusi anche nelle legazioni di Germania, Francia e Regno Unito nello Yemen, dove la riapertura è stata ritardata di un giorno. Al Qaeda, affermano fonti di stampa, sarebbe già pronta a colpire, ma finora non sono stati segnalati episodi di violenza o altre anomalie presso le sedi diplomatiche, gli aeroporti o i grandi complessi turistici.


05-08-2013 USA: QAEDISTI CON BOMBE IMPIANTATE NEL CORPO
L’ultimo allarme attentati di Al Qaeda contro gli interesse americani nel mondo rilancia l’ipotesi di “bombe impiantate chirurgicamente nei corpi degli aspiranti kamikaze”. È quanto riferisce alla tv Abc un alto funzionario dell’amministrazione Obama, coperto da anonimato. Il sistema consentirebbe di entrare negli aeroporti ed in tutti gli edifici pubblici con esplosivo non rilevabile dai metal detector. “Questa gente ha sviluppato tecniche per rendere inefficaci le nostre rilevazioni”, osserva.


05-08-2013 ASSAD: INAFFIDABILE OPPOSIZIONE SIRIANA
“Questa opposizione non è affidabile” e quindi non può avere alcun “ruolo per risolvere la crisi”. È quanto ha affermato il presidente siriano, Assad, alla televisione pubblica del Paese. Secondo Assad, l’unico modo per giungere a una soluzione del conflitto è quello di schiacciare il terrorismo, “reprimendolo con mano di ferro”. Il presidente ha quindi incoraggiato le forze armate a proseguire nella lotta alla ribellione. La crisi “non sarà risolta che sul campo di battaglia”. I ribelli intanto hanno ripreso il controllo di alcune zone costiere e montuose attorno a Latakia.

07-08-2013 TERRORISMO, OBAMA: REAZIONE NON ESAGERATA
La minaccia che ha portato alla chiusura delle ambasciate è significativa. “L’estremismo radicale e violento è ancora di fronte a noi”, ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, intervenendo al “Tonight Show” di Jay Leno. Secondo Obama gli Usa non hanno reagito in modo esagerato con la chiusura di ambasciate e consolati in seguito alla minaccia di attacchi terroristici. Obama ha poi confermato che andrà al G20 nonostante la “delusione” dell’asilo concesso da Mosca a Snowden. Non ha precisato se incontrerà Putin.
07-08-2013 YEMEN, SALTA PIANO OLEODOTTI DI AL QAEDA
Sventato un piano di Al Qaeda per far saltare alcuni oleodotti nello Yemen. Lo riferisce la Bbc online che cita un portavoce del governo di Sana’a, Badi. Il complotto, riferisce, puntava a far saltare alcuni oleodotti e il controllo di due porti nel sud dove si concentrano le esportazioni e dove sono impiegati diversi lavoratori stranieri.

14-08-2013 IL CAIRO, COMPLETATO SGOMBERO PRIMO SIT-IN
Si è trasformato in un nuovo bagno di sangue lo sgombero del più piccolo dei sit-in dei seguaci di Morsi al Cairo. Fin qui sono stati contati 43 cadaveri. Per i Fratelli musulmani, i morti sono almeno 250, e più di 8mila i feriti. Le autorità dicono che ad agire è stata la polizia, che ha lanciato lacrimogeni nella tendopoli. Piazza Nahda è “tornata sotto il completo controllo” degli agenti, i manifestanti si sono spostati nel vicino orto botanico. Ora tocca alla grande tendopoli alla moschea Rabaa. Tra le 200 persone arrestate, diversi leader dei Fratelli musulmani, ma “è presto” per rivelarne i nomi.
14-08-2013 L’EGITTO SULL’ORLO DELLA GUERRA CIVILE
Si moltiplicano in Egitto gli scontri tra i sostenitori del presidente deposto Mohamed Morsi e le autorità; il Paese è sull’orlo della guerra civile. A Minya, i manifestanti hanno incendiato due chiese copte. Ad Assiut, sempre a Sud del Cairo, la polizia ha disperso con lacrimogeni circa 3mila dimostranti. Islamici bloccano il lungomare e prendono possesso del governatorato ad Alessandria; 2 soldati uccisi a Ismailya. Trani bloccati da e per Il Cairo. I Fratelli musulmani non si piegano e, attraverso il portavoce Haddad, promettono: “Rimarremo sempre in piedi, per affrontare ogni tipo di tirannia”.
16-08-2013 CONTRO HEZBOLLAH
Un'autobomba è esplosa in un quartiere a sud di Beirut, causando 24 morti e oltre 300 feriti. L'attacco è stato rivendicato da un gruppo sunnita, le "Brigate di Aisha". La zona, sciita, è controllata dal movimento Hezbollah, alleato del presidente siriano Assad. Un video, recapitato al leader Hezbollah Sayed Nasrallah, mostra un uomo a volto coperto che minaccia nuovi attacchi per l'impegno degli sciiti contro i ribelli siriani. Il mese scorso un'autobomba era esplosa in una roccaforte Hezbollah provocando 53 feriti. Il segretario Onu Ban Ki-moon ha condannato come "inaccettabile" l'atto.

19-08-2013 “AL QAEDA PREPARA ATTENTATI SUI TRENI”, È ALLARME TERRORISMO
La Bild: "La rete terroristica progetta azioni sui treni ad alta velocità in Europa". L'avvertimento arriva dall'agenzia statunitense Nsa. La rete terroristica Al Qaeda starebbe progettando di compiere attentati terroristici sui treni ad alta velocità in Europa. Lo scrive la Bild, precisando che le autorità tedesche preposte alla sicurezza sono già state messe in stato di allarme. Secondo gli esperti, gli attentati potrebbero aver luogo su binari, linee elettriche e in tunnel ferroviari, oltre che sui treni. Secondo le forze di sicurezza l'avvertimento è stato formulato dalla Nsa, l'agenzia americana di intelligence da settimane nella bufera a causa delle sue intercettazioni. Il giornale aggiunge che da oltre due settimane le autorità tedesche sorvegliano le linee ferroviarie e le stazioni della Deutsche Bahn con "misure invisibili", mentre sarebbe stato anche intensificato il controllo da parte di pattuglie della polizia in borghese.


19-08-2013 EGITTO, ESPLODE UNA BOMBA NEL SINAI: UCCISI 24 SOLDATI A RAFAH
Asfissiati dai lacrimogeni 36 detenuti pro-Morsi, il ministero dell'Interno: "I gas usati per fermare un tentativo di evasione". Ventiquattro membri delle forze di sicurezza egiziane sono rimasti uccisi da una esplosione a Rafah, nel nord del Sinai. Lo hanno riferito fonti mediche e di sicurezza. Nella zona sono frequenti ultimamente attacchi di fondamentalisti islamici alle truppe del Cairo. Il ministero dell'Interno egiziano ha fornito la versione ufficiale, dopo che in serata erano state diffuse versioni contrastanti sulla morte di 36 detenuti islamisti durante un tentativo di evasione: le vittime sono "morte soffocate dai gas lacrimogeni usati per fermare la loro fuga". E' quanto si legge in un comunicato del ministero, secondo il quale i prigionieri erano riusciti a prendere in ostaggio un agente durante il tentativo di fuga, avvenuto durante il trasferimento a bordo di un veicolo della polizia in una prigione a nord del Cairo. Le 36 vittime facevano parte di un gruppo di 612 degli oltre mille sostenitori dei Fratelli Musulmani arrestati sabato. E si tiene oggi una riunione d'emergenza degli ambasciatori dei Paesi Ue che prepareranno il terreno all'imminente consiglio straordinario dei ministri degli Esteri che decideranno le misure da adottare per rivedere i rapporti diplomatici con l'Egitto. Tra le opzioni c'è la possibilità di sospendere gli importanti programmi di cooperazione economica con Il Cairo. Lo scorso novembre l'Ue annunciò un pacchetto finanziario di oltre 5 milioni di euro in prestiti e aiuti, destinati a sostenere per due anni la transizione politica e lo sviluppo economico dell'Egitto. Al vaglio anche la possibilità di imporre un embargo alla vendita di armi. Intanto sono ventisei i viaggiatori che ieri hanno deciso di partire per il Mar Rosso dall'aeroporto di Orio al Serio, nonostante ciò che sta avvenendo in Egitto. Tra il tardo pomeriggio e la serata sono infatti decollati quattro aerei (due di Meridiana e due di Neos) che hanno portato a Sharm El Sheik e Marsa Alam i turisti, che hanno viaggiato decisamente comodi: due su un velivolo, due su un secondo, otto sul terzo e quattordici sul quarto.

19-08-2013 TERRORISMO, ITALIA: NESSUNA MINACCIA
“Nessun allarme specifico per l’Italia”. È questo il commento di fonti della sicurezza sull’allerta lanciato dal quotidiano tedesco Bild, secondo il quale la rete terroristica di al Qaeda starebbe progettando attentati sui treni ad alta velocità in Europa. “La vigilanza è elevata”, aggiungono alla sicurezza, dato che sono giorni di forte afflusso passeggeri. Dopo il “warning” americano dei giorni scorsi, la sorveglianza e la protezione degli obiettivi sensibili è rafforzata. La stampa tedesca ha parlato di possibili attentati lungo i binari, tunnel ferroviari, linee elettriche e treni.

23-08-2013 SIRIA, PENTAGONO VALUTA OPZIONI MILITARI
Gli Usa hanno iniziato a definire le loro opzioni militari per un possibile attacco in Siria nell’ambito di un piano d’emergenza nel caso in cui il presidente Obama decidesse di agire. Lo riporta il WSJ citando rappresentanti dell’amministrazione Obama, per i quali sarebbero anche in atto sforzi diplomatici per delineare una risposta internazionale alle accuse di uso di armi chimiche mosse contro il regime di Assad. Intanto, il segretario di Stato Kerry ha avuto colloqui telefonici con Francia, Turchia, Giordania, Ue e Onu.


23-08-2013 USA: RIBELLI SIRIANI INCAPACI DI USARE GAS
Gli Stati Uniti ritengono che i ribelli siriani non abbiano la capacità di usare le armi chimiche. Lo afferma il Dipartimento di Stato, sottolineando che se le notizie di un attacco con il gas sarin fossero confermate, “si tratterebbe di un’escalation oltraggiosa e palese” da parte del regime di Assad. Il presidente ha chiesto all’Intelligence di raccogliere informazioni, in quanto finora non è stato possibile determinare l’uso di armi chimiche in Siria. Gli ultimi sviluppi richiedono “la massima attenzione degli Usa, è un evento molto grave che desta grande preoccupazione”, commenta Obama. “È arrivata l’ora delle scelte”, aggiunge.


23-08-2013 SIRIA, DA USA E RUSSIA “INCHIESTA OGGETTIVA”
Il ministro degli Esteri russo, Lavrov e il segretario di Stato americano, Kerry, condividono la necessità di una “inchiesta oggettiva” sul possibile uso di armi chimiche presso Damasco. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Mosca, dopo un colloquio telefonico tra i capi delle due diplomazie.


23-08-2013 SIRIA, ONU: UN MILIONE I BAMBINI RIFUGIATI
Il numero di bambini rifugiati fuggiti dal conflitto in Siria ha raggiunto oggi la drammatica soglia del milione, di cui circa i tre quarti, 740mila, hanno meno di 11 anni. Lo rivelano gli ultimi dati dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati e l’Unicef. A questi si sommano oltre due milioni di bambini e minorenni sfollati all’interno del loro Paese e l’Onu stima che almeno 7mila sono stati uccisi. Minori esposti a minacce quali il lavoro forzato e lo sfruttamento sessuale.

27-08-2013 NBC: 3 GIORNI DI RAID IN SIRIA DA GIOVEDÌ
Una serie di attacchi limitati contro la Siria, in rappresaglia per l’uso di armi chimiche, potrebbero essere lanciati “a partire da giovedì”. È quanto ha detto alla tv Nbc una fonte dell’Amministrazione americana. “Tre giorni di raid” sarebbero limitati nell’obiettivo e mirati a mandare un messaggio al regime di Damasco, ha aggiunto la fonte. La decisione sarebbe maturata dopo i colloqui del presidente Obama con il premier australiano Rudd il presidente francese Hollande. Secondo fonti della Casa Bianca, Obama non ha ancora deciso su un’azione militare contro il regime siriano.


27-08-2013 LONDRA E PARIGI PER LA LINEA DURA
Venti di guerra spirano a Londra. Downing Street fa sapere che il Regno Unito sta mettendo a punto un piano d’emergenza nell’eventualità di una risposta al presunto attacco chimico a Damasco. Cameron ha però aggiunto che l’intervento dev’essere mirato. “Non vogliamo una guerra”. “L’attacco chimico su Damasco non può restare senza una risposta e la Francia è pronta a punire chi ha preso la decisione di colpire col gas degli innocenti”, ha detto il presidente Hollande. La Cina invece bolla l’atteggiamento Usa come “retorico e pericoloso”, e potrebbe portare ad uno scenario simile a quello dell’Iraq. Lo dice Nuova Cina.


28-08-2013 SIRIA, USA: RIUNITO CONSIGLIO DI SICUREZZA
Il Consiglio per la Sicurezza Nazionale Usa si è riunito alla Casa Bianca per discutere della situazione della Siria. Nessuna indiscrezione è emersa finora sui contenuti della riunione, che fa seguito ai contatti dell’amministrazione Obama per mettere a punto una reazione internazionale comune all’uso di armi chimiche da parte di Damasco. Secondo il Washington Post, già domani, l’amministrazione statunitense potrebbe rendere pubblico il suo atto di accusa contro il regime di Damasco.


28-08-2013 STAMPA USA: LE PROVE DELL’USO DEI GAS
Secondo la rivista Foreign Policy, i servizi segreti americani sarebbero in possesso di intercettazioni telefoniche che dimostrerebbero il ruolo del regime siriano nell’attacco con armi chimiche ad est di Damasco. Le intercettazioni riguardano le telefonate di un funzionario della difesa siriana con un responsabile dell’unità armi chimiche. Nella conversazione si chiede conto e ragione dell’attacco al sarin che ha ucciso oltre 1000 persone. Queste telefonate hanno confermato che l’attacco è opera del regime di Assad.
28-08-2013 IRAN E FONTI DAMASCO: RITORSIONI SU ISRAELE
“Se Damasco verrà attaccata, anche Tel Aviv verrà presa di mira e se Usa e i suoi partner osano una vera guerra contro la Siria, si scatenerà un immediato controattacco contro Israele”. Lo afferma l’agenzia iraniana Fars, vicina al Corpo d’elite dei Pasdaran, che cita una “alta fonte delle forze armate siriane”. Secondo questa fonte potrebbero aumentare gli attacchi contro Israele anche da parte di gruppi estremisti. Dal canto suo il deputato israeliano, Haqiqatpour, parla del rischio di pesanti tributi. Imprecisati esperti militari citati sempre da Fars, ritengono che i “missili supersonici e anti-nave della Siria” non siano intercettabili da Usa.


28-08-2013 HACKER PRO-ASSAD ATTACCANO N.Y. TIMES
Il sito web del New York Times e l’account Twitter sono stati oscurati da un attacco informatico, a sole 2 settimane da un precedente black out. La portavoce della testata, Eileen Murphy, ha comunicato via twitter che da qualche ora “sono in corso verifiche tecniche”. Anche il 14 agosto si pensò ad una violazione esterna, rivelatasi poi un disguido tecnico interno. A rivendicare l’atto di pirateria è stato “l’Esercito elettronico siriano”, un gruppo di hacker che sostiene il regime siriano e responsabile anche di altri attacchi al sito dell’Huffington Post.

28-08-2013 GATILOV: SENZA ONU USO FORZA VIOLA DIRITTO
Dopo il monito del ministro degli Esteri russo, Lavrov, contro l’uso della forza militare in Siria, “non farà altro che destabilizzare ulteriormente il Paese e la regione”, anche il suo vice, Gatilov, interviene affermando che l’intervento “senza l’Onu è una violazione del diritto internazionale”. La guida suprema iraniana, Ali Khamenei, ha definito “un disastro per la regione” un eventuale intervento occidentale, aggiungendo che il M. Oriente “è una polveriera e il futuro non può essere previsto”.


28-08-2013 SIRIA: TERRORISTI USERANNO GAS SU EUROPA
Il viceministro degli Esteri siriano Faisal Maqdad ha detto che Gran Bretagna e Francia hanno aiutato i “terroristi” a usare le armi chimiche in Siria e che gli stessi gruppo le useranno anche in Europa. A usare le armi chimiche il 21 agosti, giorno dell’attacco sui sobborghi orientali di Damasco, ha spiegato, non è stato l’esercito siriano, ma l’opposizione armata. Infine ha aggiunto che un rapporto completo al riguardo è stato già inviato all’Onu, dopo l’inchiesta interna disposta dalle autorità siriane.

29-08-2013 CAMERON: SE “NO” ONU IMPENSABILE ATTACCO
“Sarebbe impensabile procedere con un intervento armato contro il regime siriano se ci sarà una schiacciante opposizione in Consiglio di sicurezza”. Questa la posizione espressa dal premier britannico Cameron nel corso del dibattito ai Comuni sulla mozione del governo sulla Siria, che non prevede al momento ancora una via libera all’attacco. “Le prove sulle armi chimiche usate da Assad sono sotto i nostri occhi”, ha aggiunto ribadendo, però, che l’approvazione dell’Onu non costituisce l’unica base legale per un intervento. “La situazione è differente rispetto all’Iraq”.


29-08-2013 ONU: LAVORO ISPETTORI SI CONCLUDE DOMANI
Sfumata, per il momento, l’ipotesi di un attacco nei prossimi giorni contro il regime siriano di Assad, tutti attendono il verdetto degli ispettori Onu al lavoro in Siria per scovare le armi chimiche usate negli attacchi contro i civili. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che preme per una soluzione diplomatica, ha detto che gli ispettori lavoreranno in Siria fino a domani. Gli Usa ripetono che nessuna decisione è stata ancora presa. Intanto, il presidente francese, Hollande, ha affermato che deve essere fatto tutto il possibile per trovare una soluzione politica.

31-08-2013 SIRIA, TV: “OGNI MOMENTO POTREBBERO ATTACCARE”
Mentre gli Stati Uniti stanno ancora decidendo come rispondere all’uso delle armi chimiche sulla popolazione in Siria, fonti delle sicurezza di Damasco affermano di aspettarsi un attacco “in qualsiasi momento”. Le stesse fonti hanno riferito alla tv Al Arabiya che le forze di sicurezza siriane sono “pronte a rispondere”. Intanto, gli ispettori Onu hanno lasciato il Paese e sono arrivati in Libano. Secondo testimoni, nella capitale siriana si respira un clima tranquillo, con la gente e il traffico che circola normalmente nelle strade.

31-08-2013 USA, SICURI: ASSAD USÒ ARMI CHIMICHE”
Damasco ha ucciso civili con armi chimiche. Lo affermano gli Stati Uniti. “No ripeteremo l’esperienza dell’Iraq in Siria”, dice il Segretario di Stato Usa, Kerry, che definisce Assad un “assassino”. I razzi sono stati lanciati da zone sotto controllo del regime, più volte e non solo il 21 agosto. Hanno cercato di nascondere le prove”, si legge nel documento diffuso dalla Casa Bianca. “Sappiamo che ha ucciso 1.429 civili, tra cui 426 bambini”. Gli ispettori Onu torneranno in Siria, “ma non si può dire quando”, dice il portavoce Onu, Nezirsky, che aggiunge: “Si saprà se siano state usate armi chimiche, ma non da chi”.

02-09-2013 MOSCA: PROVE USA SU SIRIA NON CONVINCONO
“Sull’uso di armi chimiche da parte di Damasco gli Usa ci hanno mostrato alcuni materiali che non contengono nulla di concreto e che non ci convincono”. Così il ministro degli Esteri russo. “Non ci sono né mappe geografiche, né nomi. Inoltre, ci sono molte incongruenze, restano moltissimi dubbi”, dice Lavrov. “Alla richiesta di conferme più dettagliate rispondono che è tutto segreto. Anche ciò che hanno fatto vedere britannici e francesi non ci convince”. “Russia e Cina sono esclusivamente per soluzioni diplomatiche” e contrarie al “linguaggio degli ultimatum”. Quindi, ricorda i dossier iraniano e nordcoreano.
02-09-2013 KERRY: ASSAD COME HITLER E SADDAM
Gli Usa hanno le prove che il regime di Damasco ha usato il gas sarin. Campioni di sangue e capelli, ha detto Kerry, sono “nuove prove che suggeriscono il ruolo di Damasco nel raid, prove che continuano ad arrivare”. Secondo Kerry i test condotti sull’uso del gas sono risultati positivi: gli esiti sono arrivati, ha detto, nelle ultime 24 ore. Kerry si è poi detto “fiducioso” sul fatto che il Congresso “farà la cosa giusta” al momento di decidere su un intervento Usa. Alle tv Fox e Nbc, il segretario di Stato americano ha paragonato Assad a Hitler e Saddam.


02-09-2013 SIRIA ALTRE NAVI USA VERSO MAR ROSSO
La portaerei nucleare Uss Nimitz e altre navi del suo gruppo d’attacco sono in navigazione verso Ovest in direzione del Mar Rosso, per contribuire a un eventuale attacco alla Siria. Lo hanno riferito fonti della Difesa all’agenzia Reuters. Al momento le navi non hanno ricevuto l’ordine di entrare nel Mediterraneo, ma si stanno comunque avvicinando, per essere pronte qualora dovessero riceverlo. Poco lontano, più ad Est, nell’Oceano Indiano, gli Usa hanno anche un’altra portaerei, la Uss Harry Truman.


02-09-2013 ONU: NIENTE SCADENZE SU LAVORO ISPETTORI
L’Onu “non si dà scadenze” sul rapporto degli ispettori inviati in Siria per raccogliere prove sull’uso di armi chimiche. Lo ha detto il portavoce dell’Organizzazione, Martin Nesirky. “Ban vuole il risultato al più presto possibile, ma deve essere fatto aderendo agli standard scientifici più alti”. Il Segretario generale è in ogni caso “pronto” a informare il Consiglio di sicurezza sul lavoro degli ispettori. “Sta al Consiglio chiedere un incontro” ha concluso Nesirky.


02-09-2013 SIRIA: NOSTRA FERMEZZA HA SVENTATO ATTACCO
All’indomani della dichiarazione del presidente Usa sulla decisione di attaccare la Siria solo dopo il voto del Congresso, il vice primo ministro siriano Jamil commenta: “La nostra determinazione ha sventato l’aggressione, ma rimaniamo con il dito sul grilletto”. “Grande fiducia” da parte della Siria verso i suoi alleati e di nuovo il monito all’Occidente: la risposta a un attacco potrebbe arrivare ovunque. Infine: l’annuncio di Obama, che sia “solo un rinvio o un dietrofront, è diventato ormai oggetto di sarcasmo per tutti”. “Esitante, deluso econfuso”: così è apparso il presidente Obama, dice il vice ministro agli Esteri Muqdad.


02-09-2013 MAURO, POSITIVA PAUSA DI RIFLESSIONE
“Sulla Siria credo che siamo tutti chiamati ad alimentare la speranza di una soluzione politica”. È quanto ha detto il ministro della Difesa, Mauro, accogliendo con favore “la pausa di riflessione che Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia si sono presi” per un eventuale intervento armato in Siria. “Credo che la politica abbia questo compito: sperimentare prima senza dubbi un’opportunità di convivenza civile per i popoli”, ha aggiunto il ministro.

04-09-2013 USA, LEADER SENATO: OK AD ATTACCO SIRIA
I leader della Commissione Esteri del Senato americano hanno raggiunto un accordo sulla bozza di autorizzazione per l'uso di forza militare in Siria. Un limite massimo di 90 giorni per l' intervento in Siria e il divieto a truppe da combattimento di terra. È quanto prevede la bozza dell'accordo che sarà votata dalla Commissione nelle prossime ore, secondo la stampa Usa. Se il testo sarà approvato andrà in Aula dopo il 9 settembre, quando il Senato e la Camera torneranno al lavoro dopo la pausa estiva. Il presidente Obama parlerà oggi da Stoccolma.


04-09-2013 KERRY: OBAMA NON CHIEDE GUERRA, FERMARE ASSAD
Il segretario di Stato Usa, Kerry, al Congresso: “Obama non vi chiede di andare in guerra ma l’autorizzazione a fermare Assad sull’uso di armi chimiche”. “Il mondo ci guarda. Tanti nemici”, dall’Iran ai libanesi Hezbollah alla Corea, sperano nel no all’intervento. “Non possiamo rimanere in silenzio”. Poi rimarca: “Se foste Assad e gli Usa rinunciassero all’azione militare” quale sarebbe il messaggio? Che “gli stiamo garantendo l’impunità”. Quindi non aveva escluso invio di truppe di terra, ma solo se la Siria implodesse, con la caduta di Assad. Poi però si è corretto nettamente: “Non vogliamo che nessun soldato metta piede” in Siria.


04-09-2013 PUTIN: SI' RAID ONU
Il presidente russo non esclude l'appoggio di Mosca ad un'operazione militare in Siria se fosse provata la responsabilità di Assad nell'uso di armi chimiche,ma solo con il sì dell'Onu. "Mosca -precisa- ha congelato ma non interrotto la fornitura di missili S-300 promessi a Damasco. Siamo pronti a fornire questi missili sensibili ad altri Paesi se sulla Siria verrà violato il diritto internazionale". Secondo Putin, il video che mostra bambini siriani uccisi in un attacco chimico "è un montaggio di elementi legati ad Al Qaeda".


04-09-2013 SIRIA, HILLARY CLINTON APPOGGIA OBAMA
L’ex segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, rompe il silenzio sulla crisi siriana e annuncia il suo sostegno alla linea assunta dalla Casa Bianca per un’azione militare mirata in Siria. “Appoggiamo lo sforzo del presidente di cercare il consenso del Congresso per perseguire una risposta forte e mirata all’uso orribile delle armi chimiche da parte de regime di Assad”. Lo ha detto un consulente della ex first lady, a politico.com


06-09-2013 USA RIVELANO ORDINI DA IRAN ATTACCHI ANTI-USA
Gli Stati Uniti hanno intercettato un ordine impartito a miliziani in Iraq di attaccare siti americani a Bagdad nel caso di un attacco militare in Siria. Lo riferisce il Wall Street Journal. Secondo fonti ufficiali anonime citate dal giornale, l’ambasciata americana nella capitale irachena era un obiettivo probabile. Le fonti non hanno specificato la gamma dei potenziali obiettivi indicati dall’intelligence. Ieri sera il Dipartimento di Stato ha emesso un avviso ai cittadini affinché evitino i viaggi “non essenziali” in Iraq.

05-09-2013 USA: LA RUSSIA TIENE IN OSTAGGIO L’ONU
La Russia continua a tenere in ostaggio il Consiglio di Sicurezza. Lo ha detto, fuori dall’aula dei Quindici, l’ambasciatrice americana all’Onu, Power. “Non c’è nulla nel commento del presidente russo Putin che lascia pensare che ci sia una via da seguire all’interno del Consiglio di Sicurezza Onu”. Così replica all’affermazione di Putin che si potrebbe tornare all’Onu se ci fossero prove certe sull’uso di armi chimiche da parte di Damasco.

09-09-2013 SIRIA: OBAMA, ULTIMI CONTATTI PRIMA DI VOTO
Continua il ‘giro’ di Obama per ottenere il via libera del Congresso per l’azione in Siria. Ieri sera il presidente ha partecipato a una cena con il vicepresidente Biden e alcuni senatori repubblicani. Oggi Obama sarà a Capitol Hill per incontrare alcuni senatori democratici, alla vigilia del voto sulla Siria. E prosegue in parallelo l’offensiva mediatica della Casa Bianca per convincere gli americani della necessità di una azione in Siria: oggi sono in programma sei interviste televisive di Obama ai maggiori network americani e domani il discorso del presidente alla nazione.


09-09-2013 KERRY: NIENTE ATTACCO SE ASSAD CONSEGNA GAS
“Assad potrebbe evitare un attacco consegnando le sue armi chimiche alla comunità internazionale entro la settimana prossima”. È quanto chiede al presidente siriano il segretario di Stato Usa, che si dice pessimista su una eventuale risposta positiva. Kerry parla di una grande quantità di prove sulle responsabilità di Assad. “Le armi chimiche in Siria sono sotto il controllo di Assad, del fratello Mahar e di un altro generale”, dice Kerry. “La soluzione alla crisi non è sul campo di battaglia, dobbiamo arrivare al negoziato”, aggiunge, sottolineando tuttavia che la via pacifica è stata perseguita per anni.


09-09-2013 ASSAD: NESSUNA PROVA CHE HO USATO I GAS
“Non ci sono prove che io abbia usato armi chimiche contro la mia gente, non sono stato io”. Lo ha detto il presidente siriano Bashar Al Assad, in un’intervista alla Cbs. Si tratta della prima intervista di Assad a un network statunitense in quasi due anni. Assad ha avvertito che in caso di un attacco, ci saranno “ritorsioni” da parte di chi “ci appoggia”.


09-09-2013 SIRIA, LETTA: NIENTE BASI SENZA MANDATO ONU
L’Italia non concederà le sue basi militari a un intervento americano in Siria che non abbia il mandato Onu. Lo ha detto il presidente del Consiglio Letta in un’intervista alla BBC. “Senza un’autorizzazione delle Nazioni Unite, la nostra partecipazione attiva sarà impossibile”, ha risposto Letta a una domanda sull’uso delle basi. “Ho fiducia in Obama. Ue ed Usa devono stare insieme, evitare le divisioni che ci sono state 10 anni fa”, aggiunge. “Abbiamo firmato un documento insieme a molti altri Paesi… pensiamo sia necessaria una grande e chiara reazione a quanto avvenuto il 21 agosto”.

12-09-2013 ONU RICEVE LETTERA SIRIA SU ARMI CHIMICHE
Le Nazioni Unite hanno ricevuto una lettera con cui Damasco chiede di aderire alla Convenzione contro le armi chimiche. Lo rende noto il portavoce del Palazzo di Vetro, Haq. L’invio della lettera al segretario generale dell’Onu, Ban, è il primo passo della procedura per l’adesione della Siria alla Convenzione, spiega il portavoce. Il presidente siriano Assad aveva preannunciato il documento in un’intervista alla tv “Rossiya 24”. “Legalmente parlando” – dice l’ambasciatore siriano al Palazzo di Vetro, Jafaari – la Siria è ora membro effettivo della Convenzione.

13-09-2013 NO DEI RIBELLI DI ESL AL PIANO RUSSO
I ribelli dell’esercito siriano libero (Esl) respingono con forza la proposta russa di provare a mettere sotto controllo internazionale l’arsenale chimico di Damasco. Lo fanno sapere in un video diffuso su Youtebe. Intanto continuano i combattimenti nell’antica città cristiana di Maaloula, presso Damasco, intorno al convento di Santa Tecla. L’esercito governativo è entrato a Maaloula mercoledì scorso, secondo l’agenzia ufficiale Sana, alla ricerca degli estremisti del Fronte Al Nusra.

14-09-2013 DALL’ONU NUOVE ACCUSE AL REGIME SIRIANO
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, presenterà lunedì mattina al Consiglio di sicurezza il rapporto sulle armi chimiche in Siria. Gli ispettori Onu hanno il mandato di determinare se armi chimiche siano state utilizzate il 21 agosto a Damasco, in un attacco in cui sono morte centinaia di persone. Ban si è detto certo che il rapporto lo dimostrerà con prove “schiaccianti”. Assad, dice, “ha commesso numerosi crimini contro l’umanità”. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro degli Esteri italiano, Bonino, che rilancia la proposta Ue: “Va deferito al Tribunale dell’Aia”.

15-09-2013 “ACCORDO ARMI CHIMICHE È VITTORIA PER SIRIA”
“L’accordo tra Usa e Russia sulle armi chimiche è una vittoria per la Siria e permette di evitare la guerra”. Questa la prima reazione ufficiale del regime siriano, pronunciata dal ministro per la Riconciliazione, Haidar. “È una vittoria grazie ai nostri amici russi”. Oggi verrà presentato all’Onu il rapporto degli esperti sull’uso di armi chimiche in Siria. Secondo l’intesa tra Usa e Russia i gas dovranno essere distrutti entro la prima metà del 2014. L’adesione di Damasco alla Convenzione contro le armi chimiche è stata il primo passo per consentire l’accesso degli ispettori Onu ai depositi siriani.

19-09-2013 BOMBA IN SIRIA CONTRO AUTOBUS: 19 MORTI
Attentato in Siria: 19 i morti. Un ordigno collocato sul ciglio della strada è esploso al passaggio di un autobus nella provincia di Homs. Lo rende noto un funzionario siriano, citato da Sky news. Nello scoppio sono rimaste ferite anche quattro persone. Il villaggio dove è avvenuto l'attentato è a maggioranza alawita, una setta derivante dagli sciiti cui appartiene la famiglia del presidente siriano Assad, ma è abitata anche da cristiani e da sunniti.


21-09-2013 SIRIA CONSEGNA TUTTI I DOCUMENT SUI GAS
La Siria ha consegnato all'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) il resto della documentazione sul proprio arsenale chimico, rispettando i tempi previsti dalla mediazione russo-statunitense. Nel dà notizia un portavoce dell'Opac, precisando che il Segretariato tecnico sta ora esaminando le informazioni ricevute. "La documentazione - ha inoltre aggiunto - è abbastanza lunga e va tradotta".

26-09-2013 IRAN, TEHERAN PRONTO A INCONTRARE GLI USA
L’Iran è pronto a un incontro ai massimi livelli con gli Stati Uniti: lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zafir, secondo l’agenzia di stampa ufficiale Irna. “Un incontro non è un obiettivo in sé, ma neanche un tabù”. Il presidente Rohani non ha problemi di principio” a incontrare il suo omologo statunitense Obama, ha osservato. Quanto all’ipotesi che i due leader si incontrassero in questi giorni, a margine dell’assemblea Onu a New York, ha affermato che “sarebbe stato un buon inizio”. In un’intervista al Washington Post, Rohani ha detto di ritenere possibile un accordo sul nucleare da negoziare in tre mesi.

27-09-2013 IRAN: DISARMO NUCLEARE È UNA NOSTRA PRIORITÀ
“La nostra massima priorità è il disarmo nucleare”. Lo ha detto il presidente iraniano, Rohani, in un incontro Onu sulla non proliferazione. “Nessuno dovrebbe avere armi nucleari; invece che sugli armamenti investiamo sullo sviluppo”, ha aggiunto. Rohani ha invitato Israele a firmare “senza indugio” il Trattato di non proliferazione. I negoziati sul programma nucleare iraniano riprenderanno nel merito il 15 e il 16 ottobre a Ginevra. Lo ha annunciato il capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton, al termine dell’incontro all’Onu tra il ministro degli Esteri iraniano, Zarif, e gli omologhi dei “5+1”.

27-09-2013 NEW YORK, IRAN APRE SU NUCLEARE AI “5+1”
Clima disteso a New York, nell’incontro a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu, tra i rappresentanti degli Esteri degli Stati del Consiglio di sicurezza allargato, il cosiddetto “5+1” (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna più la Germania), sul programma nucleare di Teheran, e il ministro iraniano Zarif. Il segretario di Stato Usa, Kerry, ha detto che Zarif ha messo sul tavolo alcune “possibilità”. E Zarif ha parlato di “discussioni molto costruttive”, “da continuare”, e affermato che le “sanzioni sono controproducenti, quando si guarda avanti”. “L’obiettivo dell’Iran è l’accordo entro un anno”, ha aggiunto Zarif nell’incontro a due con Kerry.


27-09-2013 USA: ACCORDO NUCLEARE, IRAN ACCETTI ISPEZIONI
Il Segretario di Stato Usa, Kerry, in un’intervista al programma “60 minutes” della Cbs, ha detto che Washington potrà togliere le sanzioni contro l’Iran nei prossimi mesi se Teheran accetterà il controllo internazionale sul suo programma nucleare. Kerry ha proposto che l’Iran apra la sua centrale di Fordo agli ispettori per verificare il grado di arricchimento dell’uranio. E sull’accordo entro tre-sei mesi, annunciato da Rohani, Kerry ha detto: “È possibile”, ma “dipenderà dalla “trasparenza” dell’Iran.

06-10-2013 SIRIA, ARMI CHIMICHE AL VIA DISTRUZIONE
Gli esperti internazionali hanno cominciato il processo per la distruzione dell’arsenale chimico siriano. Lo dichiarano fonti della missione congiunta dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche e dell’Onu all’agenzia France Presse. Nell’ambito della missione è prevista anche la distruzione dei luoghi di produzione delle armi chimiche presenti nel Paese. La prima fase dell’operazione durerà un mese. L’intero arsenale deve essere distrutto entro la metà del 2014, in base all’accordo russo – americano.


06-10-2013 USA: OPERAZIONE CONTRO AL QAEDA IN LIBIA
Nel giro di poche ore gli Usa hanno messo a segno in Africa due importanti operazioni contro il terrorismo. Operazioni delle truppe speciali in Libia e in Somalia. A Tripoli è stato catturato dai Navy Seal il super-ricercato al Ruqai, esponente di spicco di al Qaeda, considerato la mente degli attentati contro le ambasciate Usa in Kenya e Tanzania del 1998, in cui morirono 224 persone. L'operazione è stata condotta in sinergia dalla Cia e dall'Fbi. Su al Ruqai pendeva una taglia di 5 mln di dollari. Tripoli chiede spiegazioni agli Usa per il raid, di cui non era stata informata

14-10-2013 IRAN, USA: “PIÙ APERTA FINESTRA DIPLOMATICA”
“Al momento, la finestra diplomatica” sul nucleare iraniano “si apre sempre di più”. Ma “voglio che sappiate che i nostri occhi restano aperti”. Così, da Londra, il segretario di stato Usa, Kerry, a due giorni dai negoziati tra Teheran e il gruppo “5+1” a Ginevra. Kerry ha discusso del dossier iraniano con l’alto rappresentante Ue, Ashton. “Alle parole devono seguire i fatti”, aggiunge, riferendosi ai recenti segnali di apertura di Teheran. Le autorità iraniane bocciano l’ipotesi di inviare all’estero le scorte di uranio arricchito e ritengono necessaria una riunione ministeriale dopo Ginevra.

03-11-2013 NUCLEARE IRAN, KHAMENEI “NON OTTIMISTA”
L’ayatollah Khamenei, massima autorità iraniana, si è detto “non ottimista” sui negoziati sul nucleare iraniano; “difficile”, ha aggiunto, il ruolo dei negoziatori iraniani. Rivolgendosi agli studenti a Teheran, Khamenei ha aggiunto che le trattative non comporteranno perdite per l’Iran, anzi “questa esperienza aumenterà il potenziale della nazione”, ha detto. Poi l’affondo: “tutte le ambasciate Usa dei Paesi più vicini” agli States sono “covi di spie”, e l’immancabile riferimento a Israele, “regime illegittimo e bastardo”.

 

06-11-2013 SIRIA, ATTENTATO A DAMASCO: OTTO MORTI
Otto persone sono state uccise nel centro di Damasco dall’esplosione di una boma. È quanto riferisce l’agenzia governativa Sana, aggiungendo che “l’attentato ha colpito la sede delle ferrovie ed è stato compiuto da terroristi”. Secondo fonti dell’opposizione, alcuni gruppi di ribelli del regime di Assad si sono impadroniti di gran parte dell’arsenale dell’esercito nella provincia di Homs. La notizia è stata smentita dal regime.

08-11-2013 NUCLEARE, VERSO ACCORDO USA-IRAN A GINEVRA
Usa e Iran sembrano molto vicini a un accordo sul dossier nucleare. Il segretario di Stato, Kerry, sarà oggi a Ginevra dove incontrerà il collega iraniano Zarif, con cui si potrebbe arrivare alla firma di un accordo di massima. Ieri i colloqui tra i vertici di Iran e gruppo 5+1 (Usa, Russia, Cina, Regno Unito, Francia, Germania) alla presenza della responsabile della Politica estera Ue, Ashton, hanno registrato notevoli progressi. Obama ha fortemente sostenuto il viaggio di Kerry a Ginevra. Assente, il ministro degli Esteri russo, Lavrov. Sulla partecipazione del suo omologo cinese, Wang Yi, Pechino mantiene ancora il massimo riserbo.


08-11-2013 ISRAELE RESPINGE ACCORDO NUCLEARE IRAN
“Israele respinge completamente questo accordo”. È quanto ha detto il premier israeliano Netanyahu al Segretario di Stato Usa Kerry parlando dell’eventuale intesa tra Iran e il gruppo 5-1 sul nucleare che potrebbe arrivare oggi a Ginevra. “Volevano un allentamento delle sanzioni dopo anni di pressioni e lo ricevono. Non pagano un prezzo perché non riducono in alcun modo la capacità di produrre uranio. Non ci sentiremo legati in alcun modo a questo accordo”, ha aggiunto.

10-11-2013 NUCLEARE, FRANCIA: LE RAGIONI DEL NO
Il sito web francese “Rue89 le Novel Observateur” rivela le ragioni del no della Francia all’accordo sul nucleare fra i “5+1” e l’Iran. Secondo Rue89 quello di Ginevra2 era un cattivo accordo ma John Kerry voleva un’intesa a tutti i costi, per ragioni personali e di politico interna Usa. Per Parigi l’accordo provvisorio, della durata di 6 mesi, non avrebbe impedito di completare la costruzione della centrale di Arak, in grado di produrre plutonio. Un diplomatico francese sostiene che “non ci sono state discussioni serie tra i 6 occidentali e Kerry è arrivato con un testo non concordato”.


10-11-2013 NUCLEARE IRAN, 5+1 A GINEVRA IL 20 NOVEMBRE
I colloqui a Ginevra dei 5+1 (Usa, Russia, Gran Bretagna, Francia, Germania e Cina) sul nucleare dell’Iran riprenderanno il 20 novembre. “Progressi concreti sono stati fatti, ma restano alcuni problemi”, dice il capo della politica estera Ue, Ashton. Ma il presidente iraniano Rohani ribadisce che ci sono delle “linee rosse”, che Teheran non può oltrepassare, come quella del diritto all’arricchimento dell’uranio. Fra i possibilisti su un prossimo accordo il ministro degli Esteri Emma Bonino: “È stato fatto un grande passo avanti, dopo 30 anni di gelo”. Anche per il britannico Hague ci sono “buone chance” di raggiungere un accordo.


16-11-2013 PRIMI AIUTI ITALIANI GIUNTI NELLE FILIPPINE
Intersos, Agire e Croce Rossa hanno cominciato a scaricare e distribuire gli aiuti umanitari inviati dall’Italia nelle Filippine colpite dal tifone. Si tratta di 14 tonnellate tra farmaci, coperte e tende, messe a disposizione dal governo italiano e giunte nell’isola di Cebu. Domani partirà un secondo cargo con ulteriori aiuti. Intanto, il governo filippino ha individuato un sito di 8 ettari a Tacloban, nell’isola di Leyte, per costruire gli alloggi per gli sfollati del tifone. 13 milioni di persone hanno subito danni fisici o materiali; il 60% dei due milioni di sfollati sono senza alloggio.

16-11-2013 FARNESINA: “ITALIANI LASCINO LA LIBIA”
Gli italiani residenti in Libia dovrebbero rientrare in patria. Lo consiglia l’ambasciata italiana a Tripoli dopo le tensioni e gli scontri tra milizie. La Farnesina dice di “valutare la possibilità di rientri temporanei nei prossimi giorni in Italia, in attesa di un chiarimento della situazione”. “I sanguinosi eventi di ieri a Tripoli hanno determinato instabilità con ripercussioni sulla sicurezza”. Così scrive il ministero degli Esteri che lancia l’allerta sul sito “Viaggiare sicuri”.

20-11-2013 NYT: DISARMO CHIMICO IN SIRIA, ESAME OPZIONI
Gli Stati Uniti valutano l’ipotesi di distruggere in mare le armi chimiche della Siria, a bordo di una nave. Lo riferisce il New York Times, citando un rappresentante del governo. Due le ipotesi allo studio. Una prevede 5 inceneritori che a 2.700 gradi possano distruggere su un’imbarcazione tutti i materiali precursori per la creazione di armi chimiche, in 60 giorni. L’altra ipotesi ricorre al sofisticato sistema mobile del Pentagono che si basa sulla dissoluzione delle sostanze. L’arsenale chimico siriano pesa mille tonnellate. Nessun Paese si è fin qui detto pronto a ospitarne la distruzione.

22-11-2013 IRAN GELA LE SPERANZE SU ACCORDO SU NUCLEARE
L’Iran non parteciperà a nuovi colloqui sul nucleare finché i Paesi occidentali non mostreranno un atteggiamento di fiducia. Lo ha detto il capo negoziatore di Teheran, Abbas Araghchi. “Oggi abbiamo avuto un lungo colloquio con la mediatrice Ashton. Ma permangono irrisolti molti nodi importanti, di cui il maggiore è la mancanza di fiducia”, ha detto durante una pausa dei negoziati in corso a Ginevra. “In ogni caso – ha aggiunto – non penso che i negoziati si concluderanno stasera e per domani non possiamo prevedere nulla”. Il Senato Usa, intanto, si prepara a discutere nuove sanzioni contro Teheran.

24-11-2013 NUCLEARE IRAN: ACCORDO
Un accordo è stato raggiunto a Ginevra tra le potenze del 5+1 e l'Iran. Lo ha annunciato Michael Mann, portavoce del capo diplomazia dell'Ue, Catherine Ashton. Il "piano d'azione" raggiunto a Ginevra è "importante "ma è solo "un primo passo",dobbiamo continuare ad andare avanti. Lo ha detto il ministro degli Esteri e capo-negoziatore per il nucleare iraniano Mohammad Javad Zarif.E' un'opportunità - ha poi aggiunto - per ricreare un clima di fiducia tra Occidente e Iran. Il ministro degli Esteri francese, Fabius, conferma il raggiungimento dell' intesa.


24-11-2013 OBAMA A ISRAELE: INTESA
Lo storico accordo raggiunto a Ginevra tra il gruppo 5+1 e l'Iran è "un primo importante passo verso un accordo generale", ribadisce Obama. "Rimane fermo il nostro impegno verso i nostri alleati, in particolare Israele e i nostri partner nel Golfo, che hanno buone ragioni per essere scettici sulle intenzioni di Teheran" aggiunge il presidente Obama, precisando che "solo la diplomazia può raggiungere una soluzione di lunga durata alla sfida posta dal programma nucleare iraniano".


24-11-2013 CHIUDERANNO IMPIANTI
"È molto importante che abbiamo posto fine a una crisi non-necessaria sulla base del rispetto dei diritti iraniani e rimuovendo ogni dubbio sul programma nucleare dell'Iran": lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Zarif. "Sono sicuro che,attraverso ulteriore collaborazione, possiamo andare avanti" Zarif ha detto che nessun impianto iraniano verrà chiuso in base all'accordo e non vi sarà invio all'estero di materiale atomico. Infine ha precisato che il diritto all'arricchimento è stato riconosciuto nelle sezioni sugli"obiettivi" e nel "passaggio finale". Dal presidente iraniano Rohani la convinzione che si aprano"nuovi orizzonti".

02-12-2013 NETANYAHU: CON ITALIA DOMANI SARA' LUMINOSO

Il domani sarà "luminoso" per l'Italia e per Israele, e la ricetta per uscire dalla crisi è innovare. Lo ha detto il premier israeliano, Netanyahu, ricevuto a Roma dal collega Letta. Netanyahu ha assicurato di voler raggiungere una "pace duratura con i palestinesi. Lavoriamo per la pace e speriamo che anche il nostro partner lo voglia, lo sapremo presto". In ogni caso, la pace "non risolverà i problemi del mondo arabo:basti pensare ai "grandi sconvolgimenti in Siria e Iraq". Infine, ha definito "retrogrado, come Hamas ed Hezbollah" il regime iraniano, ribadendo che "è un pericolo mondiale".

06-12-2013 IL MONDO PIANGE NELSON MANDELA
Le esequie di Nelson Mandela saranno celebrate domenica 15 a Qunu, il suo villaggio natale del Sudest del Paese. Lo annuncia il presidente sudafricano, Jacob Zuma, aggiungendo che la cerimonia commemorativa si terrà invece martedì 10 nello stadio dei mondiali di calcio, a Johannesburg. Proclamati 10 giorni di lutto nazionale. Mandela soffriva di un’infezione polmonare, conseguenza della tubercolosi contratta durante la lunga prigionia nel carcere di Robben Island. La sua salma è ora in un ospedale di Pretoria; dopo le esequie, sarà seppellito a Qunu, il suo villaggio natio, nel Sudest.

06-12-2013 MANDELA, SIMBOLO DELL’AFRICA EMANCIPATA
Nelson Mandela è stato il fautore della lotta contro le discriminazioni razziali e il simbolo dell’intera Africa nel cammino verso l’emancipazione. Proveniente da una tribù altolocata nel sistema sudafricano di caste, inizia le sue battaglie per l’uguaglianza razziale già da studente di giurisprudenza. Nel 1944, è tra i fondatori della Lega giovanile dell’African National Congress, il movimento che si batte per l’uguaglianza e i diritti civili. Quando, nel 1948, il governo dell’oligarchia di origine olandese impone il regime di apartheid, Mandela assurge a leader della contestazione non violenta.

06-12-2013 MANDELA, SIMBOLO DELL’AFRICA EMANCIPATA
La svolta giunge nel 1960. Uscito indenne dal massacro di Shaperville, che costa la vita a 69 militanti dell’Anc, Mandela abbraccia la lotta armata. Arrestato per banda armata, cospirazione e sabotaggio nel 1963, viene condannato all’ergastolo. Confinato a Robben Island, al largo di Città del Capo, diventa la bandiera dell’Anc, che continua la sua lotta clandestina, e diviene definitivamente un mito quando rinuncia alla grazia, propostagli dal governo in cambio della rinuncia alla lotta armata. Le cose cambiano quando anche gli Usa si uniscono alle pressioni internazionali contro il regime dell’apartheid.

 

06-12-2013 MANDELA, SIMBOLO DELL’AFRICA EMANCIPATA
Il crollo del comunismo, vicino all’Anc e nemico giurato dei boeri, nonché il completo isolamento del Paese, convincono il presidente sudafricano De Klerk a rilasciare Mandela nel 1991. Tre anni dopo, il dialogo istituzionale tra le etnie sancisce la fine dell’apartheid. Il primo voto libero nella storia del Sudafrica porta Mandela alla presidenza. Suo vice è De Klerk, che un anno prima proprio assieme a lui era stato insignito del Nobel per la Pace. Mandela resta in carica fino al 1998; il suo mandato è tutto proiettato verso una laboriosa riconciliazione nazionale. Nel 2004, si ritira a vita privata.

08-12-2013 IRAQ, BOMBA A BAGDAD E BAQUBA: 42 MORTI
Una serie di attentati messi a segno a Bagdad e a Baquba hanno provocato 42 morti e almeno 150 feriti. Nella capitale irachena almeno 10 autobomba e un ordigno sono esplosi in diversi quartieri, lasciando sul terreno 38 vittime e numerosi feriti. A Baquba, a circa 60 chilometri a nord-est di Bagdad, 4 persone sono rimaste uccise e 6 ferite per l’esplosione di diversi ordigni in 2 diversi quartieri. L’attacco più sanguinoso nel quartiere a maggioranza sciita di Bayaa, a Bagdad, dove un’autobomba è deflagrata vicino ad alcune officine, uccidendo 7 persone e ferendone 14.

15-12-2013 ZUMA: VIAGGIO VERSO LA LIBERTÀ CONTINUA
“Il tuo lungo cammino verso la libertà si è concluso, ma il viaggio continua”. Questo il tributo all’eredità di Mandela del presidente Zuma, che ha chiuso la cerimonia a Qunu, prima dei riti tradizionali. Contestato brevemente, Zuma aggiunge: “Faremo vivere la tua eredità”. Lungo e complesso il rituale tradizionale prima della sepoltura. Secondo la tradizione africana, Madiba è stato sepolto quando il sole ha toccato l’apice del cielo e sulla terra non c’erano ombre. Sulla bara, la bandiera del Sudafrica. Madiba riposa accanto a tre dei suoi figli.

25-12-2013 BAGDAD: AUTOBOMBA PRESSO CHIESA, 12 MORTI
Almeno 12 persone sono morte a seguito di un’esplosione di una autovettura vicino ad una chiesa a Bagdad. Lo ha detto un responsabile della polizia. L’esplosione che ha colpito nel giorno di Natale il quartiere di Doura, nel sud della capitale irachena, ha provocato anche una trentina di feriti.

29-12-2013 VOLGOGRAD, DONNA KAMIKAZE: 18 MORTI
Un attentato dinamitardo alla stazione ferroviaria di Volgograd (Sud) ha provocato la morte di 18 persone e il ferimento di altre 40. A far saltare in aria l’ordigno, sarebbe stata un’attentatrice suicida. Lo scorso 21 ottobre un altro attentato suicida compiuto da una donna sempre a Volgograd aveva provocato 7 morti e 30 feriti. Volgograd è vicino al Caucaso settentrionale, attraversato da violenze di matrice islamista. Questa strage rafforza la paura di nuovi attentati durante le Olimpiadi invernali a Sochi, la cui apertura è prevista il 7 febbraio prossimo.

01-01-2014 CIA: “IN SIRIA ALTRI 10 ANNI DI GUERRA”
La guerra civile siriana potrebbe durare ancora dieci, se non più anni. Lo sostiene un rapporto della Cia, reso noto dal Wall Street Journal. L’agenzia di intelligence Usa prevede un Bashar Assad “non vincitore, ma in grado di sopravvivere” senza controllare, “tutta la Siria come la conoscevamo finora, ma un’area al confine con il Libano e la costa del Mediterraneo”. Il resto del Paese, prevede la Cia dovrebbe “balcanizzarsi”, con numerose enclave controllate dalle diverse milizie etniche e religiose, opposte tra loro e divise dal grado di radicalizzazione.

02-01-2013 IRAQ, UOMINI AL QAEDA CONTROLLANO DUE CITTÀ
Miliziani legati ad Al Qaeda hanno preso il controllo di vaste aree delle città irachene di Ramadi e Fallujah. Lo riferiscono fonti nella provincia occidentale di Al Anbar, teatro negli ultimi giorni di scontri tra forze governative e dimostranti sunniti. In diversi quartieri delle due città, le strade sono pattugliate da camion di uomini armati delle milizie dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante, gruppo legato ad Al Qaeda attivo anche in Siria. Secondo l’Onu, 8.868 i civili uccisi in violenze in Iraq nel 2013.

 

03-01-2014 SIRIA, RAPITI SEI MEDICI SENZA FRONTIERE
Sei membri dello staff di Medici Senza Frontiere sono stati rapiti nel nord della Siria da un gruppo, di armati, probabilmente ribelli. Lo ha riferito in un comunicato la portavoce dell’organizzazione non governativa, Samantha Maurin, sottolineando che i 6 sono sottoposti ad interrogatorio e che non daranno ulteriori informazioni per non mettere a rischio la loro sicurezza.

04-01-2014 AFGHANISTAN, ATTACCO SUICIDA A BASE USA
Un gruppo di kamikaze ha attaccato una base afghano-americana nel distretto di Ghanikhel, nella provincia orientale di Nagarhar. Sette i morti, sei attentatori talebani e un militare della Nato. Secondo fonti governative, l’azione è cominciata quando un kamikaze si è fatto esplodere a bordo di un veicolo lanciato contro l’ingresso della base. Una potente esplosione ha scosso il quartiere diplomatico di Kabul, vicino a una delle basi della coalizione. Non ci sono state vittime.

04-01-2014 IRAQ, FALLUJA È IN MANO AD AL QAEDA
Il governo di Bagdad ha perso il controllo di Falluja, che ora si trova in mano ai miliziani di Al Qaeda. Lo ha riferito una fonte della sicurezza della provincia di Anbar. “Falluja è sotto il controllo dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante”, ha detto la fonte. Sventolano bandiere nere sui palazzi. Ieri il ministero dell’Interno aveva riferito che i militanti di Al Qaeda avevano preso il controllo di circa la metà delle città di Ramadi e di Falluja nella provincia di Anbar. Falluja si trova a circa 50 km a ovest di Bagdad.

06-01-2014 SIRIA, LIBERATO FOTOGRAFO RAPITO
Liberato il fotografo turco rapito nel nord della Siria lo scorso novembre da gruppi ritenuti legati ad al-Qaeda. Lo rende noto l’agenzia di stampa statale turca Anadolu Agency. Il 43enne Bunyamin Aygun, riferisce l’agenzia, è stato consegnato a un gruppo di funzionari dell’intelligence tura e sta tornando in patria. Il fotografo del giornale Milliyet, aveva di recente vinto premi per i suoi scatti sulla guerra civile siriana. Il premier Erdogan ha confermato il rilascio di Aygun senza però fornire altri dettagli.

08-01-2014 PERSECUZIONI CRISTIANI AUMENTO NEL 2013
Nel 2013 sono aumentate le violenze contro i cristiani secondo il rapporto annuale dell’associazione “Porte ouverte France” su 50 Paesi. Durante una conferenza stampa a Parigi, il direttore Michel Varton, precisa che per “persecuzione” si intendono anche pressioni, divieti e discriminazioni. Per il secondo anno, la Corea del Nord è il Paese dove per i cristiani la vita è più difficile. La Somalia compare al secondo posto. Seguono Afghanistan, Maldive, Arabia Saudita, Yemen, Iran, Libia.

 

08-01-2014 COREA DEL NORD, AL VOTO IL 9 MARZO
La Corea del Nord ha annunciato elezioni parlamentari per il prossimo 9 marzo, le prime dopo la salita al potere di Kim Jong-un, e cinque anni dopo l' ultimo voto, a cui si presentò un solo candidato per ciascun seggio. Le ultime consultazioni si erano tenute con il padre di Kim Jong-un, Kim Jongil, morto nel dicembre 2011. Gli è succeduto il figlio,la terza generazione di Kim a dirigere il Paese comunista dal partito unico. I risultati del voto dovrebbero chiarire l'evoluzione degli equilibri di potere nel Paese, dopo le 'purghe' dello scorso dicembre.

12-01-2014 IRAQ, DENUNCIA ALL’AIA SU ABUSI MILITARI GB
Due Ong, una tedesca e una britannica, hanno chiesto alla Corte penale internazionale di aprire un’inchiesta su oltre mille presunti casi di tortura e 200 omicidi, anche di prigionieri inermi, da parte dei soldati britannici in Iraq tra il 2003 e il 2009. Lo riferisce Sky News. I particolari dei dossier forniti all’Aia dall’European Centre for Constitutional Rights, con sede a Berlino, e dal britannico Public Interest Lawyers, saranno resi noti martedì. Londra aveva già istituito un team di esperti per indagare sui presunti casi di abusi di militari britannici in Iraq.

12-01-2014 SIRIA, WSJ: RESISTENZE PORTI ITALIA PER ARMI
“Le resistenze locali in Italia rischiano di ritardare la distruzione dell’arsenale chimico siriano”. Così il Wall Strett Journal, secondo cui “i piani che prevedono di usare un porto italiano” che accolga le navi con le armi chimiche, “inciampano” nell’opposizione che diverse località stanno manifestando. Si tratta – scrive il Wsj – dell’ultimo capitolo di un processo, (lo smaltimento dei gas siriani), caratterizzato dalle forti preoccupazioni per la sicurezza.

21-01-2014 SIRIA, GINEVRA 2: FUORI IRAN DA TRATTATIVE
Dopo la decisione del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon di ritirare l’invito all’Iran alla conferenza di pace per la Siria, gli Stati Uniti auspicano che “tutte le parti possano ora tornare a concentrarsi sullo scopo” della riunione, che è quello di “porre fine alle sofferenze del popolo siriano e avviare un processo verso la transizione politica” attesa da lungo tempo. Lo ha affermato in un comunicato la portavoce del Dipartimento di Stato, Jen Psaki: “Lo scopo di Ginevra è l’applicazione del Comunicato di Ginevra del 30 giugno 2012, con la realizzazione di un consenso comune su un governo di transizione con pieni poteri”.

21-01-2014 SIRIA, OPPOSIZIONE: SAREMO A GINEVRA 2
Dopo la decisione dell’Onu di ritirare l’invito all’Iran a Ginevra 2, l’opposizione siriana in esilio conferma la sua partecipazione alla conferenza di pace di Montreux, esperimento soddisfazione per l’esclusione di Teheran, che appoggia il regime Assad. Ma il blocco più consistente della Coalizione anti-Assad, il Consiglio Nazionale, si ritira come segnale di protesta nei confornti della presenza di rappresentanti del regime di Damasco al “tavolo”. Ginevra 2 non si apre sotto i migliori auspici. Assad annuncia che non lascerà la politica e che potrebbe ricandidarsi alle presidenziali. La guerra in Siria conta 130mila vittime.

21-01-2014 IRAN: SENZA DI NOI POCHE CHANCE SU SIRIA
“Tutti sanno che senza l’Iran le possibilità di arrivare ad un accordo in Siria non sono tante”. È quanto ha detto il vice ministro degli Esteri iraniano, Araghchi, dopo il ritiro dell’invito da parte dell’Onu a Teheran per “Ginevra 2”. “Se la Conferenza agirà sulla base del realismo sarà un passo per una ricomposizione pacifica della crisi”, ha detto in una nota il ministero degli Esteri iraniano. “L’assenza dell’Iran è un errore ma no una catastrofe”, ha detto il ministro degli Esteri russo Lavrov.

21-01-2014 SIRIA, REGIME AVREBBE UCCISO 11MILA DETENUTI
Secondo un rapporto di 31 pagine redatto da 3 ex procuratori di Tribunali penali per la ex Jugoslavia e la Sietta Leone, pubblicato da “Guardian” e “Cnn”, vi sono “prove evidenti” che il regime di Damasco abbia torturato e ucciso sistematicamente circa 11 mila detenuti. Il rapporto contiene oltre 55 mila foto digitali, uscite dalla Siria grazie a un disertore, un ex fotografo della polizia militare siriana. Le vittime sono per la maggior parte giovani uomini. Molti corpi appaiono “emaciati, macchiati di sangue e con evidenti segni di torture”. Il rapporto è stato consegnato alle Nazioni Unite, a governi e organizzazioni per i diritti umani.

23-01-2014 AL QAEDA: STOP A LOTTE INTERNE IN SIRIA
È un appello all’unità e a mettere fine “immediatamente” agli scontri tra fazioni quello rivolto dal leader di al Qaeda, al Zawahiri, ai ribelli islamici impegnati in Siria. Il messaggio, su Youtube, si rivolge ai gruppi jihadisti, tra i quali quello dello Stato islamici dell’Iraq e del Levante e quello del Fronte al Nusra. “I nostri cuori stanno sanguinando, il cuore della nostra nazione islamica sta sanguinando mentre vede la lotta interna in Siria”, ha aggiunto.

23-01-2014 INVIATO ONU INCONTRA DELEGAZIONI SIRIANE
Dopo il palco di Montreux, la conferenza sulla Siria si sposta a Ginevra. L’inviato Onu per la Siria Brahini “apre” alla possibilità che le due delegazioni siriane siano pronte a discutere sui punti nodali del presente. Per il segretario di Stato Usa, Kerry, “Assad non farà parte di questa transizione politica in Siria; un uomo non può tenere un Paese e l’intera regione in ostaggio”. Duro il ministro degli Esteri siriano, Muallem: “Le potenze straniere appoggiano il terrorismo”, solo i siriani possono “destituire Assad”. Per il ministro degli Esteri, Bonino, tuttavia, “la lotta al terrorismo non può giustificare la violazione dei diritti umani”.

23-01-2014 IRAQ, RAID CONTRO AL-QAEDA: 50 MORTI
Un raid dell’aeronautica irachena ad Anbar, nell’Iraq occidentale, ha causato la morte di 50 “terroristi” legati alle cellule locali di al-Qaeda. Il ministero della Difesa di Bagdad ha comunicato che le forze di sicurezza, “dopo aver ricevuto informazioni dettagliate, hanno eseguito raid aerei contro” basi di terroristi. Fra le vittime figurano anche parecchi miliziani stranieri. L’offensiva dell’aviazione irachena fa parte di una serie di operazioni per riconquistare aree del Paese cadute nelle mani di al-Qaeda.

24-01-2014 GINEVRA, TRATTATIVE SEPARATE SIRIA-RIBELLI
Partenza in salita per i negoziati di Pace sulla Siria, con la delegazione di Damasco e quella dell’opposizione che non avranno contatti diretti. Il mediatore di Onu e Lega araba, Brahimi ha incontrato la delegazione del governo siriano e vedrà quella dell’opposizione il regime siriano ha ribadito che “non accetterà la richiesta di un governo di transizione” così come chiede la delegazione dell’opposizione. Il ministro degli Esteri di Damasco, Muallem, minaccia di lasciare Ginevra. “Tutti i combattenti stranieri devono lasciare la Siria”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Zarif, dal World Economic Forum in corso a Davos.

02-02-2014 AFGHANISTAN, AL VIA CAMPAGNA PRESIDENZIALI
Iniziata ufficialmente, in un clima di violenza, la campagna degli 11 candidati alle presidenziali in Afghanistan. Ieri sera a Herat City sono stati uccisi due membri del comitato di sostegno all’ex ministro degli Esteri, Abdullah. Il voto è previsto per il prossimo 5 aprile. Il ministero dell’Interno ha annunciato che ciascun candidato disporrà di 6 veicoli, di cui tre blindati, e 36 agenti di polizia per sé e per i 2 candidati alla vicepresidenza. Stamane un ordigno è esploso a Jalalabad, fortunatamente senza causare vittime.

05-02-2014 BAGDAD, SERIE ATTENTATI ALMENO 25 MORTI
Almeno 23 persone sono morte e altre 37 sono rimaste ferite a causa di una serie di attentati, dei quali 3 nel cuore di Bagdad, la cosiddetta Zona verde della capitale irachena che ospita gran parte degli uffici governativi e diverse ambasciate straniere. Lo riferiscono fonti della sicurezza. Presi di mira il ministero degli Esteri un ristorante frequentato da uomini della sicurezza e una zona commerciale di Sinak, sulla riva orientale del fiume Tigri. Un quarto attentato è avvenuto vicino la centrale piazza Khullani.

06-02-2014 ISRAELE: USA SFIBRA NOSTRA SICUREZZA
“Decisioni sbagliate” da parte degli Usa hanno messo in pericolo la sicurezza di Israele. Lo ha detto il ministro dell’Economia e leader nazionalista religioso, Bennet, vicino ai coloni israeliani, tornando alla carica contro l’amministrazione Obama. Bennet è arrivato ad addebitare alla politica di Washington persino “l’aumento del lancio di razzi da Gaza”.

07-02-2014 SIRIA SARÀ AL SECONDO ROUND DI GINEVRA 2
Il governo siriano ha annunciato che parteciperà al secondo round di negoziati a Ginevra a partire da lunedì. L’opposizione aveva già fatto sapere che sarebbe stata presente al tavolo. È cominciata intanto l’evacuazione di decine di civili da Homs dove grazie a una tregua di 3 giorni tra ribelli e forze di Damasco potranno anche entrare aiuti umanitari nella città vecchia. L’accordo è stato accolto favorevolmente da Onu e Usa. La situazione della città, sotto assedio dal 2013, è stata discussa nella conferenza di Ginevra 2. Ban Ki-Moon, segretario Onu, condanna i bombardamenti con barili di esplosivo su Aleppo, “devastanti” per i civili.

 

 

11-02-2014 COMBATTERE TERRORISMO
Stati Uniti e Francia insieme per combattere il terrorismo. E'l'impegno preso da Obama e Hollande in occasione della visita del presidente francese alla Casa Bianca. Per Hollande "bisogna rispondere alla minaccia della proliferazione delle armi nucleari e chimiche e per risolvere le crisi del vicino Oriente e della Siria". Obama ha sottolineato che i 2 Paesi sono uniti nel voler prevenire che l'Iran abbia il nucleare. Sul Datagate Obama ha assicurato che "sarà protetta la privacy di tutti, non solo degli Usa". Obama ha accettato l'invito di Hollande a recarsi in Francia in coincidenza dell'anniversario del D-Day, il 6 giugno.


12-02-2014 CASA BIANCA, HOLLANDE “TERZO INCOMODO” A CENA
Oltre trecento gli ospiti alla Casa Bianca per la cena di gala offerta da Barack e Michelle Obama al presidente francese Hollande. Lui, assente l’ormai ex première dame Valèrie Trierweiler, era seduto tra i padroni di casa, soluzione trovata dopo giorni di consultazioni degne di Monsignor della Casa. Smoking per i presidenti, seta e merletti firmati Herrera per la First Lady, per una cena che ha radunato alla Casa Bianca politici, industriali, imprenditori, intellettuali e star. “Vive la France, Dio benedica l’America e lunga vita all’alleanza tra i nostri due grandi Paesi”, ha brindato Obama.

15-02-2014 SIRIA, CONSEGNATO SOLO 11% DI ARMI CHIMICHE
Il governo siriano ha consegnato finora solo l’11% delle armi chimiche stoccate nei propri depositi, e difficilmente rispetterà la scadenza del 30 giugno prossimo, entro il quale dovranno essere distrutti tutti gli agenti chimici in base a un accordo tra Russia e Usa. Lo rende noto l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Intanto l’Osservatorio siriano dei Diritti umani ha fatto sapere che l’ultimo bilancio delle vittime delle violenze nel Paese è di 53 persone: 48 uccise dall’esplosione di un’autobomba nel sud e 5 nell’esplosione in un albergo che ospita militari, ad Aleppo.

15-02-2014 DALLE CONSULTAZIONI PRIMI SI' A RENZI
Dalle consultazioni i sì ad un governo guidato da Renzi, segretario del Pd. Un esecutivo Renzi "può dare fiato ad una legislatura che sia improntata alle necessarie riforme sociali ed economiche", dice Tabacci (Cd) ai cronisti dopo il colloquio con Napolitano sulla crisi di governo. Una apertura a Renzi arriva anche dalla minoranza della Sudtiroler Volkspartei. Alfreider, dopo l'incontro con il presidente della Repubblica, dice: "Il nostro obiettivo è un governo stabile che operi a favore della nostra autonomia".


15-02-2014 SIRIA, USA VALUTANO AUMENTO PRESSIONI
Gli Usa stanno valutando “passi intermedi” per aumentare la pressione sulla Siria. Lo ha detto il presidente Obama, durante un incontro con il re di Giordania, Abdallah II, in California. “Noi ci attendiamo di risolvere la situazione nel breve termine” ha detto Obama, aggiungendo che ci sono “passi intermedi” anche per “valutare la situazione umanitaria”. Obama ha poi proposto il rinnovo di un accordo di cooperazione di 660 milioni di dollari annui per aiutare la Giordania a ricevere i profughi dalla Siria.

17-02-2014 STRAGE CRISTIANI IN NIGERIA, 100 MORTI
È salito ad almeno 100 morti, la maggioranza cristiani, il bilancio di un’ennesima strage in Nigeria attribuita agli integralisti islamici Boko Haram. Teatro del massacro il villaggio di Izghe nel turbolento stato nord-orientale di Borno al confine con il Camerun. Lo riferiscono fonti locali. Continua quindi l’insurrezione islamista contro i cristiani, già colpiti nei giorni scorsi e costretti a fuggire dalle loro case.

 

21-02-2014 UE: PRIMO RESPONSABILE È YANUKOVICH
“La prima responsabilità della situazione attuale” ricade “direttamente” sul presidente Yanukovich e sulle autorità ucraine cui spetta “il primo passo per riprendere il dialogo”. Sono le conclusioni del Consiglio Esteri, che in maniera compatta ha deciso sanzioni mirate. Previsto il congelamento dei beni per i responsabili delle violazioni dei diritti umani, il bando dei visti di viaggio e il blocco dell’export. Non sono stati fatti nomi, la cui scelta è stata delegata ai gruppi di lavoro Ue. Washington ha già inserito i nomi di 20 funzionari nella lista nera dei visti.

21-02-2014 UCRAINA, IANUKOVICH: PRESTO UN ACCORDO
Il presidente ucraino annuncia un’intesa a breve per superare la grave crisi del Paese, senza peraltro fornire particolari, proprio mentre la troika europea parla di sospensione della mediazione. “I negoziati riprendono prima delle 12” fanno sapere fonti diplomatiche dell’Ue. Il ministro francese Fabius, che ha partecipato ai colloqui con il polacco Sikorski e il tedesco Steinmeier, è cauto: “Nulla di definitivo fino alla firma”. Voto anticipato a dicembre, governo di coalizione e riforma della Carta, i punti dell’intesa, secondo la tv nazionale. Cento morti e 500 feriti negli scontri, per Cnn; 80 morti da martedì, per Kiev. La Rada ha condannato l’uso della forza.

 

22-02-2014 UCRAINA, OBAMA-PUTIN: COLLOQUIO COSTRUTTIVO
Secondo il Dipartimento di Stato Usa, la telefonata tra il presidente statunitense Obama e il presidente russo Putin è stata “costruttiva” sul tema della crisi ucraina. I due leader – prosegue la fonte Usa – si sono detti d’accordo perché l’accordo di pace entri in vigore in tempi brevissimi. Obama e Putin hanno parlato anche della Siria e sulla necessità di una risoluzione forte del Consiglio Onu su questo tema.

22-02-2014 USA, OBAMA RICEVE IL DALAI LAMA
Nonostante la richiesta ufficiale da parte di Pechino di cancellare l’incontro con il Dalai Lama, il presidente americano, Obama, ha ricevuto alla Casa Bianca, il leader spirituale tibetano. Nell’account di Twitter del Consiglio di Sicurezza nazionale Usa, si legge: “ Il presidente incontra sua santità il Dalai Lama nella sua veste di leader culturale e religioso rispettato a livello internazionale”. Il comunicato di Pechino aveva definito l’incontro una “enorme interferenza” Usa negli affari interni della Cina e in serata il viceministro degli Esteri ha convocato l’incaricato di affari americano per protestare contro l’incontro.

 

26-02-2014 USA: MOSCA RISPETTI INTEGRITÀ UCRAINA
Gli Stati Uniti lanciano un monito alla Russa sull’Ucraina. Il segretario di Stato Kerry ha spiegato che Washington non cerca un confronto con Mosca, sottolineando che la Russia dovrebbe essere “molto attenta” nelle sue valutazioni e che ogni Paese “dovrebbe rispettare l’integrità territoriale” ucraina. “La Russia – ha continuato – ha affermato che lo farà e noi riteniamo molto importante che mantenga la sua parola”. Mosca ha avviato esercitazioni militari con 150mila uomini e non ha escluso che “possano svolgersi vicino ai confini della Russia con gli altri Stati, tra i quali anche l’Ucraina”.

 

27-02-2014 USA: MOSCA RISPETTI INTEGRITÀ UCRAINA
Gli Stati Uniti lanciano un monito alla Russia sull’Ucraina. Il segretario di Stato Kerry ha spiegato che Washington non cerca un confronto con Mosca, sottolineando che la Russia dovrebbe essere “molto attenta” nelle sue valutazioni e che ogni Paese “dovrebbe rispettare l’integrità territoriale” ucraina. “La Russia – ha continuato – ha affermato che lo farà e noi riteniamo molto importante che mantenga la sua parola”. Mosca ribadisce la preoccupazione per la violazione dei diritti umani delle minoranze in Ucraina.

 

03-03-2014 IRAN: “NON POSSIAMO BLOCCARE INTERNET”
L’Iran non potrà vietare per sempre l’accesso a Internet e conservare le restrizioni imposte al web. Per questo Teheran sta preparando una revisione delle regole di accesso alle rete. Lo ha ammesso il ministro della Cultura, Ali Janati, in uno slancio di apertura dopo l’arrivo del presidente Rohani. E ricorda che nonostante il divieto del 2009, 4 milioni di iraniani sono su Facebook grazie a meccanismi che eludono i filtri di controllo. “Non possiamo limitare la tecnologia con il pretesto di proteggere l’Islam”, ha aggiunto.

09-03-2014 IRAQ, 34 MORTI IN UN ATTACCO KAMIKAZE
Sono 42 le persone rimaste uccise in un attacco suicida nella città di Hilla, in Iraq. I feriti sarebbero 167, secondo un bilancio provvisorio, fornito dalla polizia locale. L’esplosione è avvenuta contro un posto di blocco in un momento di grande affluenza all’ingresso della città di Hilla, 95 chilometri a sud di Bagdad. “Alcune vittime sono rimaste intrappolate nelle loro auto che sono andate bruciate”, dice un ufficiale di polizia.

 

15-03-2014 AEREO MALESE, PREMIER: CAMBIO ROTTA VOLUTO
“Una situazione senza precedenti”: così esordisce il premier malese Razak, nella conferenza stampa sul giallo del Boeing 777 sparito dai radar una settimana fa, dopo il decollo da Kuala Lumpur Dirottamento? “Non possiamo confermarlo”. I sistemi di comunicazione di bordo, ha continuato Razak, sono stati disattivati poco dopo che il volo è arrivato in quota sulla costa est; qui l’aereo ha effettuato manovre “compatibili con l’azione deliberata” di qualcuno a bordo. Sette ore dopo la scomparsa dai radar l’ultimo contatto satellite situa l’aereo in 2 possibili corridoi: nord, Thailandia – Kazahstan; sud, Indonesia – Oceano indiano. Stop ricerche in Mare Cina Sud.

 

 

16-03-2014 COREA NORD, RAZZI CORTO RAGGIO IN MARE
La Corea del Nord ha lanciato 25 missili a corto raggio in direzione del mare. Lo comunica l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap. I missili di Pyongyang sono stati lanciati dalla costa orientale verso il Mar del Giappone.

 

20-03-2014 BAN KI-MOON: IN CRIMEA OSSERVATORI ONU
Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha proposto, nel suo incontro al Cremlino con Vladimir Putin, il dispiegamento di osservatori dell’Onu in Crimea. “È importante che sia garantita la sicurezza di tutti i cittadini dell’ Ucraina, soprattutto delle minoranze. Il miglior modo di eliminare l’inquietudine per i diritti umani sarebbe che tutte le parti accettassero il dispiegamento di gruppi di osservatori Onu, che potrebbero valutare la situazione e comunicare quello che succede”.

12-04-2014 AMBASCIATORE IRAN ONU USA NEGANO IL VISTO
Gli Stati Uniti hanno negato il visto per il nuovo ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite perché ritenuto coinvolto nella crisi degli ostaggi americani a Teheran nel 1979. Hamid Abutalebi, ha spiegato il portavoce della Casa Bianca, faceva parte del movimento degli studenti fedeli all’ayotallah Khomeini che tenne per 444 giorni in ostaggio 52 americani. La Camera e il Senato Usa hanno votato una risoluzione contro la concessione del visto. Per Teheran è una decisione “deplorevole” che viola il diritto internazionale e quello degli Stati membri di designare rappresentanti all’Onu.

21-04-2014 RAZZI DA GAZA SUL NEGHEV, DANNI A SDEROT
Almeno sette razzi palestinesi sono stati sparati da Gaza verso il Neghev occidentale. Mentre era in corso l’attacco, le sirene di allarme sono risuonate nella città israeliana di Sderot, dove un razzo ha provocato danni ad alcuni edifici. Un altro razzo è stato intercettato dalla batteria di difesa “Iron Dome”. Non si segnalano vittime.

15-05-2014 SIRIA, ONG: 850 UCCISI IN CARCERE IN 4 MESI
Circa 850 siriani, tra cui 15 minori e sei donne, sono stati uccisi dall’inizio dell’anno nelle prigioni del regime siriano: lo rivela un’indagine dell’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) che dal 2007 monitora le violazioni nel Paese. Secondo l’Ondus, si tratta di persone uccise con torture, giustiziate sommariamente, morte per le pessime condizioni igieniche e private dell’assistenza medica. Secondo il rapporto, nelle carceri del regime vi sono ancora circa 18 mila persone, molti dei quali scomparsi in celle dei servizi di controllo e repressione, o nelle caserme delle truppe lealiste.


19-05-2014 CAOS LIBIA, MILIZIE ATTACCANO PARLAMENTO
Scontri a Tripoli davanti al Parlamento dove sono giunti i mezzi militari e le milizie dell’ex generale Haftar. Il bilancio è di 2 morti e 55 feriti. Il presidente del Parlamento ha parlato di golpe e almeno 20 deputati sarebbero stati sequestrati. Haftar ha sospeso il Parlamento e chiesto una Costituente. L’autoproclamato “Esercito libico” ha respinto la nomina a premier di Mitig. Per il ministro della Giustizia, Al-Marghani, gli scontri di Tripoli “non hanno alcun collegamento reale” con l’offensiva, definita golpista, di Haftar a Bengasi, dove sono morte 80 persone. Attaccate con razzi la tv Lybia International e una base militare a Bengasi.


19-05-2014 FARNESINA CONTATTA ITALIANI IN LIBIA
L’ambasciata italiana a Tripoli si è messa in contatto con i connazionali dopo i violenti scontri scoppiati nella capitale libica. Il personale diplomatico ha garantito ogni forma di assistenza. Il ministro degli Esteri, Mogherini, ha invocato “una transizione verso la democrazia”, che “si compia con successo e con il coinvolgimento di tutte le parti”. Bisogna utilizzare “tutti gli strumenti della diplomazia” per evitare che la Libia “imbocchi la strada della conflittualità” e “prima che la situazione sfugga al controllo”, ha affermato.

23-05-2014 ONU SANZIONA ISLAMICI DI BOKO HARAM
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha posto il gruppo islamico di Boko Haram nella lista nera delle organizzazioni terroristiche. Previsto il blocco dei beni, embargo sulle armi e divieto di viaggi per i componenti. La Nigeria aveva chiesto il provvedimento al Comitato delle sanzioni contro al Qaeda, che dipende dal Consiglio, e nessuno dei membri si è opposto. Il gruppo è responsabile del rapimento delle 200 liceali e di attentati, costati la vita a migliaia di civili.


23-05-2014 EGITTO: UCCISO LEADER GRUPPO QAEDISTA
Le forze di sicurezza egiziane hanno ucciso il leader di un gruppo integralista islamico con base nel Sinai e altri tre componenti. Shadi el-Menei era considerato il capo di Ansar Beit al-Maqdess (partigiani di Gerusalemme), gruppo ispirato ad al Qaeda e responsabile di una serie di attacchi contro le forze di sicurezza egiziane dopo la destituzione del presidente Morsi.

29-05-2014 PRESIDENZIALI EGITTO, PLEBISCITO PER AL SISI
Il generale al Sisi avrebbe ottenuto, secondo dati parziali diffusi da fonti governative,il 96,2% dei voti alle presidenziali egiziane. Allo sfidante Sabbahi, che ha già ammesso la sconfitta, il 3,2%. Al Sisi, che guida il governo da un anno,si è detto sempre certo di avere il sostegno popolare anche per aver deposto a luglio il presidente Morsi, dei Fratelli musulmani. Festeggiamenti al Cairo, davanti al palazzo presidenziale Le organizzazioni per la difesa dei diritti umani sottolineano la totale assenza dell'opposizione e la bassa affluenza (il 44,4%). Il voto, secondo gli osservatori si è svolto regolarmente.

30-05-2014 SIRIA, DA GENNAIO 2 MILA MORTI AD ALEPPO
Dall’inizio dell’anno almeno 1963 civili sono rimasti uccisi nei bombardamenti aerei su Aleppo e le aree circostanti, in Siria. È quanto ha reso noto l’Osservatorio siriano per i diritti umani, aggiungendo che tra le vittime vi sono 567 bambini e 283 donne. Aleppo è stata teatro di un durissimo conflitto tra ribelli e militari di Damasco dal 2012. Negli ultimi mesi le truppe di Assad hanno lanciato una dura offensiva con bombardamenti aerei.


08-06-2014 IRAQ, ATTACCHI SEDE PARTITO CURDO: 18 MORTI
È di almeno 18 morti, tra i quali alcuni agenti, e 60 feriti il bilancio del duplice attentato contro la sede del partito Democratico curdo, guidato da Barzani, a Jalula, nell’Est del Paese. Un’autobomba è scoppiata davanti alla sede del partito. Poi, all’arrivo della polizia, un kamikaze si è fatto esplodere. Ieri, 120 persone sono morte in diversi attacchi in tutto il Paese. Terroristi dello “Stato islamico dell’Iraq e della Siria” hanno assaltato il campus dell’università di Anbar, a Ramadi. Almeno 35 studenti iracheni sono ancora ostaggio dei miliziani.

12-06-2014 IRAQ, 500 MILA IN FUGA DA MOSUL
Oltre mezzo milione di civili è fuggito da Mosul, la seconda città dell’Iraq, caduta nelle mani dei miliziani Jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante, ispirato ad Al Qaeda. Lo rende noto l’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Gli Stati Uniti “si tengono pronti” a aiutare l’Iraq, che sta affrontando l’offensiva jihadista nel nord del Paese. Lo ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato, Jennifer Psaki. Il ministro degli Esteri Mogherini ha lanciato un appello per “appoggiare l’Iraq contro la minaccia del terrorismo” a margine del vertice Ue-Lega Araba, ad Atene.

12-06-2014 IRAQ, ISIS ANNUNCIA PRESA CITTÀ NINIVE
I miliziani jihadisti dello Stato islamico in Iraq e in Siria (Isis), legati ad Al Qaeda, annunciano di aver conquistato la città di Ninive, capoluogo dell’omonima provincia nella quale hanno già preso Mosul. Conquistata anche Tikrit, città natale del deposto e defunto presidente iracheno Saddam Hussein. Nella provincia di Kirkuk, i miliziano hanno giustiziato 15 uomini delle forze di sicurezza irachene. Lo ha reso noto un funzionario della polizia locale. I ribelli muovono ora la loro offensiva verso Bagdad.

12-06-2014 SIRIA, USA PRONTI AD ADDESTRARE RIBELLI
Gli Usa aumentano l’impegno a favore dell’opposizione siriana. Dopo l’invio di armi, il Dipartimento di Stato ha annunciato che l’amministrazione Obama sostiene la proposta di far addestrare dal Pentagono l’opposizione siriana. Lo riferisce Dana Shell Smith, designata da Obama prossimo ambasciatore in Qatar. “Da quanto ho avuto modo di apprendere, l’amministrazione sostiene il testo della legge (National Defense Authorization Act) che autorizza l’addestramento e la fornitura di equipaggiamento all’opposizione moderata”, ha dichiarato Smith nella sua audizione di conferma della nomina da parte del Senato.

22-06-2014 IRAQ, L’ESERCITO SI RITIRA E L’ISIS AVANZA
Gli jihadisti sunniti dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Isis) hanno conquistato tre città nella provincia di Anbar nell’Iraq occidentale. “Le truppe dell’esercito si sono ritirati da Rawa, Ana e Rutba e le forze di Isis hanno rapidamente assunto il controllo di queste città”, ha riferito un agente dei servizi segreti. Le forze di sicurezza hanno operato un raid aereo a Tikrit, in mano ai ribelli da due settimane: 7 i morti per i testimoni, 40 insorti per la tv di Stato. Dopo l’annuncio dell’invio di 300 soldati Usa in Iraq, la guida suprema dell’Iran condanna ogni ipotesi di intervento: “L’America punta a egemonia Paese”.


30-06-2014 NIGERIA, BOKO HARAM ATTACCA LE CHIESE
È di quindici morti il bilancio provvisorio dell’ennesimo attacco degli integralisti islamici di Boko Haram contro alcune chiese, nello stato nord-orientale nigeriano di Borno. Il sanguinoso blitz si è verificato in un villaggio ad appena 5 km da Chibook, dove il 5 aprile scorso i terroristi hanno rapito 276 ragazze. Testimoni parlano di decine di vittime tra donne e bambini. I miliziani hanno fatto irruzione nelle chiese con bombe a mano e armi, sparando all’impazzata sui fedeli durante la celebrazione della messa.

30-06-2014 NETANYAHU: "HAMAS LA PAGHERA'"
"Hamas è responsabile, Hamas la pagherà". Così il premier Benyamin Netanyahu nella seduta del governo israeliano indetta per esaminare le ripercussioni della uccisione di tre ragazzi ebrei in Cisgiordania. "Sono stati rapiti ed uccisi a sangue freddo da belve umane" ha ribadito il premier Netanyahu descrivendo la fine dei tre adolescenti ebrei.


01-07-2014 NIGERIA, 54 VITTIME IN ATTACCHI A CHIESE
Sono 54 le vittime dell'attacco contro alcune chiese nello Stato del Borno, in Nigeria, sferrato domenica e attribuito agli estremisti di Boko Haram. Un funzionario dello Stato ha riferito che "al momento ci sono 54 morti". Le ricerche di vittime continuano e il bilancio potrebbe salire.


01-07-2014 MEDIA: ISRAELE COLPISCE
Dura rappresaglia di Israele su Gaza, dove sono stati colpiti 34 obiettivi, e a Hebron, in Cisgiordania, dove su ordine del gabinetto di sicurezza israeliano sono state demolite le case dei 2 ricercati per il sequestro e l'uccisione dei tre giovani scomparsi a giugno. A Jenin, in un raid in un campo profughi, ucciso un 18enne palestinese. "Hamas è responsabile, Hamas la pagherà". Così il premier Benyamin Netanyahu nella seduta del governo israeliano indetta per esaminare le ripercussioni della uccisione di tre ragazzi in Cisgiordadania. "Sono stati rapiti ed uccisi a sangue freddo da belve umane", ha detto il premier Netanyahu.

02-07-2014 ARABO UCCISO, NETANYAHU “CRIMINE ABOMINEVOLE”
“Crimine abominevole”, ha definito l’uccisione del giovane palestinese il premier israeliano Netanyahu rispondendo all’invito del leader palestinese Abu Mazen che gli chiedeva una condanna. Intanto prosegue la caccia agli assassini dei 3 ragazzi israeliani, rapiti e uccisi in Cisgiordania. Nella notte le forze di sicurezza hanno arrestato 42 palestinesi, attivisti di Hamas. Nessuna traccia al momento dei due palestinesi ritenuti i responsabili dell’omicidio.


03-07-2014 RAID ISRAELIANO SULLA STRISCIA DI GAZA
L’aviazione israeliana ha colpito 15 obiettivi di Hamas a Gaza, in seguito al lancio di una ventina di razzi dalla Striscia. Il bilancio è di 10 feriti. Gli obiettivi colpiti, ha spiegato un portavoce militare di Israele, erano postazioni di lancio di razzi, magazzini di armi e siti “terroristici”. L’ondata di violenza, scaturita dall’uccisione dei tre giovani israeliani e dalla successiva morte del ragazzo arabo, è stata condannata dall’Onu che ha chiesto il ritorno alla calma.

07-07-2014 NIGERIA, FUGGONO 63 RAGAZZE RAPITE
Almeno 63 ragazze delle 68 sequestrate a giugno dagli estremisti Boko Haram nel nord-est della Nigeria sono riuscite a scappare. Lo ha reso noto una fonte della sicurezza locale, secondo la quale le ragazze sono fuggite venerdì mentre gli estremisti si erano assentati per condurre un’operazione in un villaggio. Le giovani furono sequestrate a metà giugno nel villaggio di Kummabza, nello Stato di Borno. Altre 200 studentesse furono rapite ad aprile dai Boko Haram a Chibok, sempre nella Nigeria Nord-Est.


08-07-2014 NIGERIA, RICATTURATI 45 OSTAGGI FUGGITI

Sono state nuovamente catturate da militanti Boko Haram 45 delle 63 persone, donne e bambini, che erano riuscite a fuggire dai villaggi di Damboa e Chibok nello stato Nord-Orientale nigeriano del Borno, dove erano tenute in ostaggio dal gruppo estremista. Lo ha riferito un membro del gruppo di vigilanti di Chibok. Le 63 persone erano riuscite a fuggire durante gli scontri tra militanti e soldati nigeriani. "Solo 18 dei 63 sono riusciti a scappare nella foresta", ha aggiunto la fonte.


09-07-2014 GAZA, ISRAELE PREPARA ATTACCO DI TERRA
Israele si prepara a tutte le opzioni, compresa un’offensiva di terra per fermare i lanci di razzi da Gaza. E mentre si registrano 6 forti esplosioni a Tel Aviv, dove sono stati intercettati 5 missili, sale a 26 morti il bilancio delle decine di raid aerei israeliani contro i radicali di Hamas, 160 solo nella notte. Sei morti a Beit Hanun dove tra le maceria di una casa sono stati trovati i corpi di donne e bimbi; “scudi umani”, secondo la stampa israeliana. Il governo di Netanyahu ha richiamato 40mila riservisti. L’esercito israeliano ha lanciato diverse offensive nella Striscia, l’ultima nel novembre 2012 con un bilancio di 177 palestinesi uccisi.


09-07-2014 AFGHANISTAN, GHANI: HO VINTO LE ELEZIONI
L’ex ministro delle Finanze afghano Ashraf Ghani Ahmadzai ha dichiarato di essere “sicuro di avere vinto senza inganni” le elezioni presidenziali e di “non temere qualsiasi verifica” del popolo afghano e della Commissione elettorale indipendente (Iec). Riferendosi poi alle proteste di Abdullah che ha dichiarato di non voler accettare l’esito dello spoglio, ha detto che il suo avversario è “rispettabile” e che non “formerà un governo parallelo come ha minacciato di fare. Venerdì il Segretario di Stato Usa, Kerry, sarà a Kabul “per rimettere il processo elettorale nei suoi binari”.

09-07-2014 KABUL, OBAMA: NO AIUTI IN CASO DI VIOLENZE
Gli Usa cesseranno gli aiuti all’Afghanistan in caso di violenze o di azioni al di fuori dell’ambito costituzionale. Così Obama ai due candidati alle presidenziali, Ashraf Ghani e Abdullah Abdullah, fa sapere la Casa Bianca. A entrambi Obama ha ribadito che gli Usa si augurano un esame attento delle accuse di brogli per garantire un processo elettorale credibile. Il monito di Obama giunge dopo le tensioni provocate dalla rivolta di Abdullah che non ha accettato i risultati provvisori del ballottaggio che vedono Ghani vincitore.

13-07-2014 TEL AVIV, INTERCETTATI E DISTRUTTI DUE RAZZI
Il portavoce dell’esercito israeliano ha confermato che due razzi sono stati intercettati e distrutti nell’area metropolitana di Tel Aviv, grazie al sistema di difesa Iron Dome. Un altro razzo è caduto tra Haifa e Naharya, senza provocare vittime. Nella notte, Israele ha lanciato una breve operazione contro un sito di lancio di missili di Hamas. Secondo fonti di Gaza, 17 raid hanno colpito la striscia di Gaza all’alba. Un ragazzo di 14 anni è rimasto ucciso. Il bilancio di sei giorni di bombardamenti militari è di 167 morti e 1167 feriti. Chiusa, stamane la Spianata delle Moschee per disordini.

13-07-2014 ISRAELE BOMBARDA BEIT LAHYA
Israele ha aperto il fuoco su Beit Lahya, all’estremità nord della Striscia di Gaza. Gerusalemme aveva rivolto diversi moniti alla popolazione affinché lasciasse le proprie abitazioni. Poi la decisione di far avanzare l’artiglieria. Sono ormai 10 mila in tutta l’area i palestinesi sfollati che hanno chiesto accoglienza all’ente dell’Onu per i Rifugiati. L’esercito israeliano considera Beit Lahya zona di lancio di razzi a lunga gittata. Secondo fonti militari israeliane, sono oltre 800 i razzi lanciati da Gaza su Israele.

13-07-2014 STRISCIA, FUGA DI MASSA DOPO MINACCE DI RAID
Tre località, situate all’estremità nord della Striscia di Gaza, si sono trasformate in agglomerati “fantasma”, dopo le minacce israeliane di iniziare presto bombardamenti a tappeto. Si tratta di Beit Lahya, Aatatra e Salatin. Fonti locali riferiscono che migliaia di abitanti (alcune stime parlano di 20mila) hanno abbandonato precipitosamente nella notte le loro abitazioni e si sono rifugiati in istituti scolastici dell’Unrwa, l’agenzia Onu per i profughi, nella speranza che questi non siano colpiti.

13-07-2014 GAZA: OGGI 4 POTENZE DISCUTONO SU TREGUA
Il ministro degli Esteri britannico Hague ha comunicato che oggi Gran Bretagna, Usa, Germania e Francia discuteranno a Vienna della tregua in Israele. I colloqui si terranno a margine di una riunione dei 5+1 (i 4 più Cina e Russia) con Teheran sul nucleare iraniano. Anche l’Egitto si è messo in moto per risolvere la crisi, e ha “intensicato i contatti per fermare le aggressioni israeliane nei territori palestinesi”. Il Consiglio di Sicurezza Onu lancia un appello per la cessazione delle ostilità e chiede “il ripristino della calma e la ripresa del cessate il fuoco del novembre 2012”.

13-07-2014 KUWAIT CHIEDE RIUNIONE LEGA ARABA SU CRISI
Il Kuwait ha chiesto una riunione d’urgenza dei ministri degli Esteri della Lega Araba per discutere del “deteriorarsi della situazione nella Striscia di Gaza”, dove i raid israeliani si succedono in risposta ai tiri da Gaza. Come riferisce un rappresentante della Lega Araba, la riunione potrebbe essere fissate per domani stesso. Il Kuwait è attualmente alla presidenza della Lega Araba e cercherà di far fronte alle dichiarazioni del premier israeliano Netanyahu, secondo cui nessuna pressione internazionale “ci impedirà di colpire”.
14-07-2014 NUOVI RAID ISRAELIANI SULLA STRISCIA DI GAZA
Nuovi raid israeliani hanno colpito stamane la Striscia di Gaza, nel settimo giorno dell’offensiva contro Hamas. I bombardamenti, che non hanno provocato vittime, hanno preso di mira installazioni delle Brigate Ezzedine al-Qassam, braccio armato di Hamas. Un drone partito dalla Striscia di Gaza è arrivato nel sud di Israele ed è stato abbattuto da un missile Patriot israeliano sui cieli di Ashod. È la prima volta che da Gaza viene usato un metodo simile. Il bilancio del conflitto è di circa 170 morti, in maggioranza palestinesi.

14-07-2014 HAMAS: DA ISRAELE GUERRA PSICOLOGICA
Il movimento islamico Hamas ha chiesto ai palestinesi del settore settentrionale della Striscia di Gaza di “tornare immediatamente” nelle loro case, ignorando l’appello dell’esercito israeliano a sgombrare le case prima di un raid. Secondo Hamas, “Israele fa guerra psicologica”. In vista di una possibile offensiva di terra da parte di Israele, oltre 10mila persone hanno abbandonato le proprie case nel Nord della Striscia di Gaza (Beit Lahya, Aatatra, Salatin) e hanno trovato rifugio presso le sedi Onu.

15-07-2014 HAMAS ROMPE LA TREGUA MONITO DI ISRAELE
Se Hamas non accetta la proposta di tregua egiziana, Israele “è legittimato ad ampliare l’offensiva militare” contro Gaza. Questo il monito del premier, Netanyahu, poche ore dopo l’inizio di una tregua che è già stata violata con il lancio di una ventina di razzi su Ashdod. Colpito un condominio. Il cessate il fuoco è stato accettato da Israele che ha dichiarato una tregua unilaterale, ma bocciato da Hamas e dal braccio armato, le Brigate nezzedine. “L’obiettivo – ha detto Netanyahu – è quello della demilitarizzazione della Striscia da missili, razzi e tunnel attraverso strumenti diplomatici”.

15-07-2014 ISRAELE BOMBARDA ALTURE DEL GOLAN
Israele ha ripreso i bombardamenti sulla Striscia di Gaza dopo una tregua durata poche ore. Raid israeliani anche sulle alture del Golan, dove sono rimasti uccisi quattro civili e una decina feriti. Intanto Hamas ha deciso la chiusura del valico di Erez, fra la Striscia di Gaza e Israele. Il provvedimento riguarda anche i palestinesi diretti in ospedali israeliani e i giornalisti stranieri.

15-07-2014 GAZA, USA: SÌ PROPOSTA TREGUA EGITTO
Gli Stati Uniti accolgono favorevolmente la proposta di tregua tra Israele e Hamas avanzata dall’Egitto e sperano che essa “permetterà un ritorno alla calma nel più breve tempo possibile”. Il portavoce della diplomazia Usa, Psaki, afferma in una nota che “il segretario di Stato John Kerry tiene stretti contatti con il primo ministro israeliano Netanyahu, le autorità egiziane e il presidente palestinese Abbas”. Gli Usa “sono impegnati con loro e con tutti i partner della regione per trovare una soluzione”, continua la nota. Anche dalla Lega araba la richiesta alle parti di accettare tregua proposta.

16-07-2014 GAZA, UCCISE 10 PERSONE 6 SONO BAMBINI
Quattro bambini sono morti durante un bombardamento, mentre si trovavano in un bar sulla spiaggia di Gaza. Altri piccoli sono rimasti feriti. I bambini apparterrebbero alla stessa famiglia. Secondo fonti palestinesi i quattro sono stati colpiti da 2 razzi forse sparati da una motovedetta israeliana. Altre 6 persone, tra cui 2 bimbi, sono morte durante nuovi raid israeliani. Oltre 200 i morti nella Striscia, 1500 feriti. Intanto Israele ha aperto un’inchiesta per accertare le circostanze in cui i 4 bambini palestinesi sono stati uccisi sulla spiaggia di Gaza. Lo ha affermato un portavoce militare parlando alla tv.

16-07-2014 ISRAELE OSSERVERÀ 6 ORE TREGUA UMANITARIA
Domani Israele osserverà a Gaza una tregua umanitaria di sei ore, accogliendo così una richiesta dell’emissario dell’Onu per la regione Robert Serry. Lo riferisce la televisione di Stato israeliana. Ancora non è noto se in parallelo anche Hamas sospenderà i lanci di razzi verso Israele.

16-07-2014 HAMAS RIFIUTA CESSATE IL FUOCO DI EGITTO
Hamas ha annunciato di aver informato ufficialmente l’Egitto della sua decisione di rifiutare l’iniziativa di cessate il fuoco, presentata due giorni fa. Lo rende noto la tv satellitare Al Arabiya. Precedentemente, il giornale israeliano “Maariv”, aveva fatto sapere che Hamas era interessato a concordare “una tregua di dieci anni”. Secondo il giornale erano state formulate dieci richieste precise, anche se da Gaza non vi era stata alcuna conferma.

19-07-2014 PROSEGUE AVANZATA DI TERRA DI ISRAELE
Prosegue l’avanzata di terra delle forze israeliane, che hanno distrutto tunnel e lanciatori di razzi. Dall’inizio dell’operazione terrestre sono almeno 58 i palestinesi uccisi. In 12 giorni di operazioni le vittime sono 307. In uno degli ultimi episodi, una cannonata ha fatto strage di una famiglia di 8 persone, fra cui 4 bambini. Hamas ha reagito all’operazione israeliana lanciando decine di razzi intercettati dal sistema di difesa di Israele. “Non vogliamo rovesciare Hamas. Il nostro obiettivo è distruggere i tunnel per il passaggio delle armi: siamo pronti a estendere l’offensiva”, ha detto il premier israeliano Netanyahu.


22-07-2014 GAZA, NUOVI RAID AEREI ISRAELIANI: VITTIME
Due soldati israeliani sono rimasti uccisi nei combattimenti nella Striscia di Gaza. Sale così a 27 il bilancio dei militari di Israele morti dall’inizio dell’offensiva contro Hamas. In nuovo raid aereo israeliano sterminata una famiglia: 7 le vittime, tra cui 4 donne. Arriva così a quasi 600 il numero dei morti in 16 giorni dell’operazione nella Striscia di Gaza. Quasi 4mila feriti, 83 mila gli sfollati. Ieri almeno 4 morti nell’ospedale di al Aqsa, colpito da razzi israeliani. Altri 15 vittime, tra cui diversi bambini, a Gaza. Pioggi di razzi di Hamas su Israele.

24-07-2014 GAZA, 16 GIORNI DI RAID: OLTRE 700 MORTI
Almeno 89 palestinesi sono stati uccisi tra ieri e la scorsa notte, nel sedicesimo giorno dell’offensiva militare israeliana contro Gaza, portando così a 718 il bilancio dei morti palestinesi, in gran parte civili. Diversi i bambini. Lo riferiscono i servizi di soccorso locali, precisando che è difficile verificare il numero mentre continuano a essere trovati corpi tra le macerie. Secondo l’esercito israeliano, invece sono morti 32 soldati mentre i razzi lanciati da Gaza hanno ucciso 2 civili. Hamas si dice pronto ad una tregua se verrà tolto il blocco a Gaza, condizione che Israele difficilmente accetterà.


24-07-2014 AGENZIA USA TOGLIE DIVIETO VOLI ISRAELE
Pur ribadendo “la situazione molto instabile”, l’agenzia federale Usa per l’aviazione ha tolto il divieto di volo da e per Israele imposto martedì alle compagnie aeree Usa. Lo rende noto la stessa Faa, spiegando che la misura, presa dopo il lancio di un razzo presso l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, è stata annullata “dopo verifica, fatta col governo Usa, di nuovi elementi e iniziative israeliane per ridurre potenziali rischi all’aviazione civile”. “Abbiamo fatto progressi nelle ultime 24 ore”, dice il sottosegretario Usa Kerry.

27-07-2014 HAMAS ACCETTA TREGUA, APPELLO ONU A ISRAELE
Hamas ha detto sì a 24 ore di tregua umanitaria con Israele a partire dalle 14 (le 13 in Italia). “In risposta all’intervento dell’Onu e considerando la situazione del nostro popolo è stato concordato tra le fazioni della resistenza di accettare una calma umanitaria di 24 ore”. Lo comunica Hamas. L’inviato dell’Onu in Medio Oriente, Robert Serry, spera che “il governo israeliano voglia riaffidarsi ad una pausa umanitaria, ora che Hamas è pronta per una tregua senza condizioni”. Lo riporta il quotidiano israeliano Haaretz. “Ho chiesto al governo israeliano di mostrare autocontrollo e accettare la richiesta”, aggiunge Serry.

27-07-2014 NETANYAHU: HAMAS VIOLA TREGUA ANNUNCIATA
Israele ha sospeso gli attacchi aerei a Gaza, ma continua a demolire i tunnel offensivi scavati nella Striscia sotto i recinti di confine. Secondo l’emittente Canale2 i militari hanno ricevuto l’ordine di non lanciare offensive. Gli ordini sono stati impartiti dopo che i palestinesi hanno accettato la tregua umanitaria di 24 ore. Ma Netanyahu precisa alla Cnn: “Hamas sta violando la tregua annunciata. L’organizzazione deve smilitarizzare Gaza”. Il premier ha respinto la proposta di pace di Kerry, ritenendo valida quella egiziana.

28-07-2014 GAZA, ONU PER CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha adottato nella notte una dichiarazione unanime in cui chiede un “cessate il fuoco umanitario immediato e senza condizioni” a Gaza. I quindici Paesi, riuniti d’urgenza a New York, esortano Israele e Hamas ad “applicare pienamente” la tregua per la festa musulmana dell’Aid el-Fitr, che segna la fine del Ramadan, e oltre. Il Consiglio chiede poi il “pieno rispetto del diritto umanitario internazionale, in particolare per proteggere i civili”. Il premier israeliano Netanyahu ha accusato Hamas di non rispettare la tregua di 24 ore (dalle 14 locali di ieri) che aveva dichiarato di accettare.

28-07-2014 OBAMA A NETANYAHU: “TREGUA IMMEDIATA”
In un colloquio telefonico con il premier israeliano Netanyahu, il presidente degli Stati Uniti Obama ha chiesto “il cessate il fuoco umanitario immediato e incondizionato”, come “imperativo strategico per arrivare a una cessazione definitiva delle ostilità”. È quanto ha riferito la Casa Bianca. Obama ha espresso a Netanyahu la sua preoccupazione per il numero crescente di morti palestinesi e la perdita di vite israeliane, rende ancora noto Washington. “Qualsiasi soluzione duratura al conflitto israelo-palestinese deve garantire il disarmo dei gruppi terroristici e la smilitarizzazione di Gaza”, ha sottolineato Obama.


28-07-2014 USA. INSULTO DIRE KERRY HA TRADITO ISRAELE
Forte irritazione a Washington per come gli israeliani “hanno riportato i nostri sforzi” per porre fine alle violenze a Gaza. Lo riferiscono fonti del dipartimento di Stato che parlano di “riferimenti inaccurati”, che sono arrivati a “distorcere la strategia di Kerry, attacchi gravi con accuse insultanti come quella di aver tradito Israele”. Kerry aveva proposto un cessate il fuoco di 7 giorni, invitando israeliani e palestinesi a sedersi a un tavolo per definire un’ipotesi d’intesa più ampia, con la mediazione dell’Egitto, basandosi su accordi 2012. Nella proposta di Kerry l’esercito israeliano sarebbe rimasto a Gaza per localizzare i tunnel.

28-07-2014 GAZA, NOTTE SENZA RAZZI NÉ RAID AEREI
Sono cessati, nella notte, gli scontri tra Hamas e Israele. Secondo la Sicurezza palestinese, ci sono stati solo sporadici spari di carro armato vicino a Khan Yunis (nel Sud della Striscia di Gaza). L’esercito israeliano conferma che nessun razzo è stato sparato fa Gaza e che dalle 23 locali di ieri (le 22 in Italia) non ci sono stati raid aerei. Sono morti, intanto, due palestinesi rimasti feriti la settimana scorsa da soldati israeliani nella Striscia. Sale così a 1032 il numero dei palestinesi morti in venti giorni di conflitto.

30-07-2014 INFERNO DI BOMBE NELLA STRISCIA DI GAZA
La Striscia di Gaza sotto tiro. L’ultimo bilancio parla di 1245 morti e oltre 7000 i feriti. Oltre 40 le vittime palestinesi nella notte, 5 delle quali appartenenti a un’unica famiglia, a Khan Yunis, e gli altri raggiunti dalle bombe a Jabaliya, una ventina nel solo bombardamento che ha colpito una scuola Onu in cui sono rifugiati diversi sfollati. Secondo l’Onu, dall’inizio dei raid sono stati uccisi 229 bambini. Solo ieri sono stati più di 100 i palestinesi morti Hamas respinge la proposta di tregua delle Nazioni Unite: “Non ci sarà alcun cessate il fuoco se Israele non fermerà l’aggressione e l’assedio”. Oggi delegazione con Hamas, Jihad, Anp al Cairo.


30-07-2014 BENGASI, BASE MILITARE IN MANO JIHADISTA
Il quartier generale delle Forze speciali dell’esercito libico, la principale base militare di Bengasi, è caduta ieri sera in mano dei gruppi islamisti, dopo giorni di combattimenti sanguinosi. È stato il Consiglio della Shura dei rivoluzionari di Bengasi, che rappresenta una alleanza di gruppi islamisti e jihadisti, ad annunciarlo in un comunicato e la notizia è stata confermata dall’esercito libico. È stato intanto liberato il parlamentare libico ed ex vice premier, Abushagur, rapito ieri sera a Tripoli da uomini armati. Lo riferisce l’agenzia di stampa libica Lana, che cita fonti della sicurezza locale.

31-07-2014 ISRAELE RICHIAMA ALTRI 16 MILA RISERVISTI
L’esercito israeliano mobilita altri 16 mila riservisti, portando il totale a 86 mila in vista del proseguimento dell’operazione nella Striscia di Gaza. La decisione è stata presa all’unanimità dal Gabinetto di sicurezza con l’obiettivo di proseguire gli attacchi contro “obiettivi terroristici” e “neutralizzare i tunnel di Hamas”. Atteso un nuovo vertice nel pomeriggio. Il governo di Israele fa sapere che la direttiva è intensificare gli attacchi dato che l’esercito è a “pochi giorni dall’obiettivo finale”. Dall’inizio dell’operazione contro Hamas, sono morti 56 soldati e 2 civili israeliani.


01-08-2014 L'ONU: TREGUA FINITA
Per Israele la tregua è finita. Lo riferiscono fonti ufficiali citate da radio Gerusalemme. Il governo avrebbe informato l'inviato Onu, Serry. Scambio di accuse tra Israele e Hamas sulla violazione della tregua scattata stamane alle 8 locali e che ha provocato a Rafah,nel Sud della Striscia, decine di morti secondo fonti palestinesi. Secondo media locali, il bombardamento dell'esercito israeliano sarebbe seguito al tiro di colpi di mortaio da Gaza. L'Onu aveva ricevuto assicurazioni dalle parti per una tregua incondizionata di 72 ore. Delegazioni di Israele e Palestina erano attese al Cairo per mediare una tregua durevole.

01-08-2014 GAZA, USA: ACCORDO PER TREGUA UMANITARIA
Israele e Hamas hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco umanitario di almeno 72 ore a Gaza. Lo ha affermato il Dipartimento di Stato americano. In un comunicato congiunto, Stati Uniti e Onu affermano di aver ricevuto assicurazioni da tutte le parti per un cessate il fuoco incondizionato durante il quale ci saranno trattative per una tregua più duratura.

03-08-2014 GAZA, ISRAELE RITIRA GRAN PARTE TRUPPE
Ancora decine di vittime nelle ultime ore nei nuovi raid israeliani sulla Striscia di Gaza. Le vittime totali sono oltre 1.740, la maggior parte civili. Un drone presso una scuola Onu a Rafah ha ucciso 10 persone, tra cui un membro dello staff Onu. Sirene nel Sud d’Israele per le decine di razzi lanciati dai miliziani di Hamas dalla Striscia. L’esercito israeliano ha già ritirato parte delle truppe dalla Striscia. Secondo il portavoce dell’esercito, “l’operazione va verso una prossima tappa”. Il premier Netanyahu ha affermato: “Agiremo fino al completamento della missione”. Per Hamas “nessun cessate il fuoco fino al ritiro completo”.

03-08-2014 GAZA, BAN: ISRAELE SAPEVA POSIZIONI UNRWA
“L’esercito israeliano è stato ripetutamente informato della posizione” in cui si trovano le strutture delle Nazioni Unite. Così il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, sull’attacco nella zona della scuola Unrwa a Rafah, che ha definito “atto criminale” che deve essere “rapidamente indagato”, insieme, aggiunge, “alle altre violazioni del diritto internazionale. Ban si dice “profondamente costernato” per l’escalation di violenza nella Striscia, per la “crisi umanitaria” che ha prodotto, e torna a invocare il cessate il fuoco: “questa follia deve finire”, conclude.

03-08-2014 UE: STOP IMMEDIATO BAGNO DI SANGUE
“Stop immediato del bagno di sangue” a Gaza. Lo chiede la Ue in un comunicato del presidente del Consiglio europeo Van Rompuy. “Gaza sta sopportando sofferenze intollerabili da oltre tre settimane e la perdita di molte vite umane, tra cui donne e bambini – scrive in un comunicato il presidente del Consiglio europeo, Van Rompuy – tutto ciò deve finire immediatamente”. E aggiunge: “Condanniamo i lanci continui di razzi contro Israele, riconosciamo il diritto alla legittima difesa, ma deve essere proporzionato”.

03-08-2014 MO, DAL CAIRO TESTO UNITARIO PER TREGUA
L’incontro al Cairo tra delegati delle diverse fazioni palestinesi si è concluso con un documento unitario di cessate il fuoco nella striscia di Gaza. Il testo, che sarà presentato ai mediatori egiziani, prevede la tregua, il ritiro israeliano da Gaza ma anche la fine dell’embargo nell’enclave, la riapertura del valico di Rafah e garanzie per l’ingresso nella Striscia, libertà di pesca nelle acque territoriali, l’eliminazione nella zona cuscinetto, ma anche impegni per la ricostruzione e la messa in sicurezza degli aiuti che arrivano dall’estero tramite il governo di unità nazionale palestinese. Chiesto anche rispetto accordi ottobre 2011.

03-08-2014 BAN: ISRAELE SAPEVA POSIZIONE BASI UNRWA
“L’esercito israeliano è stato ripetutamente informato della posizione” in cui si trovano le strutture delle Nazioni Unite. Così il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, sull’attacco nella zona della scuola Unrwa a Rafah, che ha definito “atto criminale” che deve essere rapidamente indagato”. Ban si dice “profondamente costernato” per l’escalation della violenza nella Striscia, per la “crisi umanitaria” che ha prodotto, e torna a invocare il cessate il fuoco: “questa follia deve finire”, dice.

05-08-2014 USA-ISRAELE, OBAMA FIRMA PER FONDI ‘IRON’
Il presidente Usa, Obama ha firmato il disegno di legge che garantisce l’aumento di 225 milioni di dollari di fondi per finanziare Iron Dome, il sistema difensivo missilistico di Israele. Lo riferisce una nota della Casa Bianca. “Gli Usa sono orgogliosi che l’Iron Dome, sviluppato in coordinamento con Israele e con fondi americani, abbia salvato innumerevoli vite umane”, così la Casa Bianca nella nota. Dal 2011 a oggi gli Stati Uniti hanno finanziato Iron Dome con 700 milioni di dollari.

05-08-2014 SCATTATA NUOVA TREGUA ISRAELE: RITIRO DA GAZA
È entrata in vigore alle 8 locali, le 7 in Italia, la nuova tregua umanitaria di 72 ore accettata da Israele e Hamas dopo un mese di guerra. Allo scattare del cessate – il – fuoco, Israele ha detto che ritirerà le sue forze di terra dalla Striscia. Soltanto un piccolo contingente – spiega un alto comandante – si riposizionerà vicino al confine, nel caso Hamas rompesse la tregua. A un’ora dal termine delle ostilità, le sirene d’allarme sono suonate ad Ashkelon e in altre città israeliane al confine con Gaza.

05-08-2014 ISRAELE: DISTRUTTI I TUNNEL NELLA STRISCIA
Hamas e Israele hanno detto sì alla proposta dell’Egitto che ha guidato gli sforzi diplomatici internazionali con lo scopo di giungere a una tregua permanente. L’esercito di Tel Aviv aveva annunciato ieri la distruzione di tutti i tunnel nella Striscia. È invece durata poco più di 6 minuti la tregua di 7 ore voluta ieri da Israele. Un raid aereo a Gaza, sul campo profughi di Shati, aveva ucciso una bimba. Hamas aveva sparato colpi di mortaio contro insediamenti israeliani. A Gerusalemme, in un “attentato terroristico” 2 morti e diversi feriti quando un trattore si è schiantato su un bus.

05-08-2014 EBOLA, OMS: 887 MORTI USA SPERIMENTANO SIERO
Numeri da brivido quelli diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sul virus Ebola, che sta mietendo vittime nell’Africa Occidentale: quasi 900 morti e 1600 infettati in Guinea, Liberia, Sierra Leone. Un caso in Nigeria. Migliorano intanto i missionari americani infettati in Liberia trattati con un siero sperimentale. Il prodotto, chiamato Zmapp e prodotto negli Usa, è stato definito “miracoloso”. Sospetto contagio intanto a New York per un uomo appena rientrato dall’Africa. La Banca Mondiale è pronta a stanziare 200 mln di dollari per l’emergenza Ebola.

05-08-2014 ONU: BENE TREGUA GAZA, ORA NEGOZIATI PACE
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, accogliendo con favore la tregua umanitaria per la Striscia di Gaza, esorta alla “massima moderazione” le parti e all’avvio di negoziati per un cessate il fuoco duraturo. Ban invita le parti a “cominciare al più presto i colloqui al Cairo”, reputando positivo l’impegno della delegazione palestinese sotto la leadership del presidente Abu Mazen. I negoziati sono “l’unica strada per fermare le violenze che sono costate troppe vite”, prosegue il segretario dell’Onu.

06-08-2014 SCATTATA NUOVA TREGUA ISRAELE: RITIRO DA GAZA
Sembra reggere la tregua umanitaria di 72 ore, accettata da Israele e Hamas dopo un mese di guerra, scattata ieri. Già completato il ritiro delle forze di terra israeliane dalla Striscia; riposizionato al confine solo un piccolo presidio, in caso Hamas rompesse la tregua Novecento gli operativi di Hamas e altre fazioni uccisi nei 29 giorni del conflitto, secondo fonti di Tsahal. Una delegazione israeliana è attesa al Cairo per negoziati con i palestinesi. L’esponente di Hamas, Abu Marzouk, al Cairo per la trattativa, avvierà “negoziati indiretti con Israele sulla base delle richieste del popolo palestinese.


06-08-2014 TRE RAPITI E UCCISI, PRESA “MENTE” COMMANDO
“A distanza di un mese, le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato al campo profughi di Shuafat”, a nord di Gerusalemme, un palestinese “sospettato di avere guidato il commando che ha rapito e assassinato” i 3 giovani israeliani, il 12 giugno a Hebron, Cisgiordania. Lo comunica la polizia locale. L’arresto è stato effettuato l’11 luglio e reso noto oggi. I tre giovani israeliani furono trovati morti il 30 giugno. Secondo i media israeliani, l’accusato avrebbe ammesso di aver ricevuto finanziamenti di Hamas a Gaza per reclutare e armare il commando che ha rapito e ucciso i giovani. In fuga due altri uomini del commando.

07-08-2014 IRAQ, PRESE DA ISLAMICI CITTÀ CRISTIANE A NORD
I jihadisti dell’autoproclamato califfato islamico hanno preso il controllo delle principali città cristiane nel Nord dell’Iraq. L’ultima è la cittadina di Talkeef, a nord di Mosul. “La maggior parte delle famiglie ha lasciato la città ed è fuggita verso la provincia di Dahuk in Kurdistan”, riferisce un testimone. Talkeef è la terza città irachena che, dal controllo delle forze curde, è caduta nelle mani dei jihadisti. Sono 100.000 i cristiani in fuga dalle città del nord iracheno, i jihadisti hanno “tolto le croci dalle chiese e bruciato antichi manoscritti”, dice il patriarca caldeo di Kirkuk. La Francia chiede riunione Consiglio Onu.
07-08-2014 GAZA, BAN: INDAGINI SU ATTACCHI A SEDI ONU
"Gli attacchi contro le strutture delle Nazioni Unite a Gaza, insieme ad altre sospette violazioni del diritto internazionale, devono essere rapidamente indagate". Lo chiede il segretario Onu Ban Ki-moon all'Assemblea Generale. "Non possiamo continuare a costruire e poi a distruggere. Ricostruiremo di nuovo, ma deve essere l'ultima volta", aggiunge. "La bandiera Onu deve essere rispettata, le nostre zone devono essere sicure, non di combattimento".
07-08-2014 IRAQ, NYT: OBAMA VALUTA BOMBARDAMENTI IS
Nel corso di una riunione alla Casa Bianca con il team della sicurezza nazionale, il presidente Obama avrebbe valutato una serie di opzioni per fermare l’avanzata dell’Is in Iraq. Lo riferisce il New York Times. Il presidente Usa ha prospettato di lanciare cibo e medicine sul monte Sinjiar, dove sono intrappolate 40mila persone appartenenti a minoranze religiose. Oppure bombardare le postazioni dello Stato Islamico istallate alle pendici della montagna. Il portavoce della Casa Bianca ha detto che “siamo vicini ad una catastrofe umanitaria. Gli Usa sono preoccupati e pronti ad aiutare il governo iracheno”.

07-08-2014 NYT: I RISCATTI UN BUSINESS PER AL QAEDA
Quello delle 2 volontarie italiane rapite in Siria è solo l’ultimo di una serie di rapimenti messi a segno dalle varie formazioni di ispirazione qaedista sparse per i vari teatri di guerra nordafricani e medio-orientali. Secondo il New York Times, dal 2008 ad oggi i paesi occidentali, soprattutto europei, hanno versato nelle casse di Al Qaeda almeno 125 mln di dollari per la liberazione di ostaggi. Di fatto, i paesi che combattono il terrorismo finiscono per alimentarlo, tranne Usa e Regno Unito, che non trattano. Per liberare un ostaggio, si pagano dai 5 ai 10 mln di dollari. Dei 125 mln versati, ben 91 sono andati ai gruppi del Magreb.

08-08-2014 IRAQ, PRESE DA ISLAMICI CITTA CRISTIANE A NORD
I jihadisti del califfato islamico hanno preso il controllo delle principali città cristiane nel Nord dell'Iraq. L' ultima è Talkeef, a nord di Mosul. La maggior parte delle famiglie ha lasciato la città ed è fuggita verso la provincia di Dahuk in Kurdistan. Talkeef è la terza città irachena che,dal controllo delle forze curde, è caduta nelle mani dei jihadisti. Sono 100.000 i cristiani in fuga dalle città del nord. Dopo i raid aerei Usa contro le postazioni dell'Isis, l'Onu sta lavorando alla "creazione di corridoi umanitari" per evacuare i civili intrappolati. Con l'acuirsi del conflitto stop ai voli commerciali americani e britannici su Iraq.


08-08-2014 PENTAGONO: RAID USA CONTRO POSTAZIONI ISIS
Gli Usa hanno bombardato alcune postazioni dell'Isis in Iraq. Gli obiettivi sono stati le postazioni dell'artiglieria dell' Isis contro le forze curde che stanno difendendo Erbil. I primi raid alle 6,45 ora di Washington con due bombe da 226 kg ognuna. Poi un nuovo attacco sulle montagne del Sinjar, nel nord-ovest. I bombardamenti sono stati autorizzati da Obama "per evitare un genocidio e perché non si possono chiudere gli occhi". Non invieremo truppe Usa di terra, ha precisato Obama. "Appoggiamo le scelte Usa", dice il ministro italiano Mogherini,"difendere i civili, i cristiani e yazidi, e sostenere milizie curde contro l'Isis".

 


08-08-2014 NYT: I RISCATTI UN BUSINESS PER AL QAEDA
Quello delle 2 volontarie italiane rapite in Siria è solo l'ultimo di una serie di rapimenti messi a segno dalle varie formazioni di ispirazione qaedista sparse per i vari teatri di guerra nordafricani e medio-orientali.


08-08-2014 ITALIANE SEQUESTRATE DA GRUPPO CRIMINALE
Sarebbe un gruppo armato che in passato ha già rapito diversi attivisti e giornalisti quello responsabile del sequestro delle due cooperanti italiane Greta Ramelli e Vanessa Marzullo in Siria. Lo riferisce il quotidiano giordano Assabeel, citando come fonte un attivista locale corrispondente di alcune testate Il doppio sequestro sarebbe avvenuto in località El Ismo,ovest di Aleppo, nella casa del "capo del Consiglio rivoluzionario" locale, dove le giovani erano ospitate. Con loro,afferma la fonte,vi era anche un giornalista italiano de Il Foglio, che è riuscito a scappare dando l'allarme. Le due sono state viste l'ultima volta il 1° agosto.


09-08-2014 20 JIHADISTI MORTI
Nuovi raid Usa contro i militanti dello Stato islamico del nord dell'Iraq per bloccarne l'avanzata su Erbil. Almeno 20 i jihadisti uccisi,oltre 55 i feriti. L'ultimo bombardamento sul quartier generale Isis nell'area di Khazar,tra Mosul e Erbil. I jihadisti hanno preso da mesi il controllo di vaste zone nel nord,l'esercito di Baghdad e i pashmerga curdi non sono riusciti a fermarli. I ribelli sunniti minacciano 40.000 persone di minoranze religiose fuggite sul monte Sinjar. Un attivista yazidi lancia un appello per 4000 Yazidi residenti di due villaggi a sud della città irachena di Sinjar minacciati di morte se non si convertiranno all'Islam.


09-08-2014 ANCORA RAID SU GAZA E MISSILI CONTRO ISRAELE
Venti i raid aerei sferrati da Israele nella notte e stamane sulla Striscia di Gaza: l'esercito riferisce di avere attaccato diversi siti, senza specificare gli obiettivi. Cinque i morti, riferiscono fonti mediche locali. Da Gaza sono invece partiti quattro razzi contro Israele, senza causare vittime, ha detto un portavoce militare. In Cisgiordania, un palestinese 43enne è morto durante scontri, colpito da un soldato israeliano. A Ramallah, ucciso un altro palestinese ventenne.

09-08-2014 IRAQ: BIDEN A MASUM, ISIS È UNA MINACCIA
L'Isis rappresenta una minaccia per tutti gli iracheni. Lo ha detto il vice presidente americano, Joe Biden, durante un colloquio telefonico con il neo eletto presidente dell'Iraq, il curdo Fouad Masum. Biden ha ribadito l'impegno del presidente americano, Barack Obama, di assistere e proteggere i civili iracheni intrappolati sul monte Sinjar, e l'importanza di formare un nuovo governo. Nuovi aiuti umanitari alle popolazioni sul monte Sinjar sono stati paracadutati nella notte da aerei statunitensi, ha reso noto il Pentagono.


10-08-2014 IRAQ, ISIS: È STRAGE DI DONNE E BAMBINI
Sono 500 i civili appartenenti alla minoranza religiosa degli yazidi “”giustiziati” dai jihadisti dello Stato islamico. La denuncia arriva dal ministro iracheno dei Diritti Umani, che fornisce anche particolari raccapriccianti: le vittime sono state sepolte vive in fosse comuni. Il ministro, al-Sudani, afferma di avere le prove che si tratta soprattutto di donne e bambini. Altre 300 donne sono state rapite e schiavizzate. Intanto 20mila dei 40mila yazidi rifugiati sul monte Sinjar sono riusciti a fuggire, attraverso un corridoio di fuga controllato dai combattenti curdi.

10-08-2014 IRAQ, NUOVI RAID USA NEL NORD DEL PAESE
L’aviazione militare Usa ha annunciato di aver compiuto nuovi raid del nord dell’Iraq contro i miliziani dell’Isis. Caccia e droni statunitensi hanno distrutto veicoli blindati dei jihadisti, che il presidente Obama ha definito “terroristi barbari”. “Vogliamo scongiurare un genocidio”. Poi ha aggiunto che si sta studiando assieme agli alleati la creazione di un corridoio umanitario; che “non c’è un programma” per la fine della missione e che è stata aumentata l’assistenza militare alle forze curde in Iraq. Infine ha ribadito il no a truppe Usa nel Paese.

10-08-2014 OBAMA: AVANZATA JIHAD “PIÙ RAPIDA” PREVISTO
Secondo il presidente Usa, “L’avanzata dei jihadisti in Iraq è “più rapida” del previsto. Abbiamo fiducia nel fatto che possiamo prevenire l’Isis” dal salire sul monte Sinjar e “dall’uccidere la gente fuggita lì”, dove è crisi umanitaria per la mancanza di acqua e cibo, ha detto Obama. Il Paese, ha aggiunto, ha bisogno di un governo inclusivo. Impossibile risolvere il problema “in qualche settimana”, dice, serve un progetto di lungo termine. Obama si è detto convinto che neppure la presenza di truppe Usa avrebbe scongiurato la crisi attuale. Inoltre, per creare un passaggio sicuro per le minoranze assediate potrebbe essere necessario tempo.

10-08-2014 MEDIORIENTE, NETANYAHU: LUNGA OFFENSIVA A GAZA
L’operazione a Gaza “continuerà e ci vorrà del tempo”. Così il premier israeliano Netanyahu, aprendo la riunione di governo a Gerusalemme. “Hamas non ci logorerà e non negozieremo sotto il fuoco” dei razzi, ha ribadito. Il ritorno israeliano al tavolo dei negoziati al Cairo è chiesto da Hamas entro oggi altrimenti anche i palestinesi rientreranno a Gaza. Francia, Gran Bretagna e Germania hanno chiesto congiuntamente una tregua immediata. Il ministro degli Esteri, Mogherini, chiede che la Ue adotti una posizione comune. Tre i palestinesi morti nei raid della notte, 4 razzi da Gaza sul Neghev.

10-08-2014 IRAQ, ISIS: È STRAGE DI DONNE E BAMBINI
Sono 500 i civili appartenenti alla minoranza religiosa degli yazidi “giustiziati” dai jihadisti dello Stato islamico. La denuncia arriva dal ministro iracheno dei Diritti Umani, che fornisce anche particolari raccapriccianti: le vittime sono state sepolte vive in fosse comuni. Il ministro, al-Sudani, afferma di avere le prove che si tratta soprattutto di donne e bambini. Altre 300 donne sono state rapite e schiavizzate. Intanto 20mila dei 40mila yazidi rifugiati sul monte Sinjar sono riusciti a fuggire, attraverso un “corridoio” controllato dai curdi che sono riusciti a riconquistare la città di Makhmur.


11-08-2014 IRAQ, MOGHERINI: VALUTIAMO INIZIATIVE
“Stiamo chiaramente valutando una serie di altre iniziative in questi giorni che non riguarderanno solo il ministero degli Esteri, ma potranno riguardare anche quello della Difesa”. Così il ministro degli Esteri Federica Mogherini a Rainews24, su un possibile coinvolgimento militare italiano in Iraq. Il ministro ha riferito di aver avuto un colloquio telefonico con il presidente curdo Barzani, che ha chiesto una cooperazione “non soltanto civile”. “È chiaro”, ha aggiunto la Mogherini, “che serve una mobilitazione internazionale”.

11-08-2014 IRAQ, MALIKI: MASUM VIOLA COSTITUZIONE
Massima allerta a Baghdad e forze di sicurezza intorno alla “Zona verde”, l’area fortificata della capitale sede di uffici governativi e ambasciate, dopo il discorso tv del premier iracheno, lo sciita al Maliki. Questi ha accusato il neopresidente, il curdo Masum, di aver violato la Costituzione e ha quindi annunciato richiesta formale al Parlamento di messa in stato d’accusa di Masum. Ma l’Alleanza Nazionale Irachena, che raccoglie i maggiori partiti sciiti, chiede di fatto ad al Maliki di farsi da parte e di rinunciare al terzo mandato da premier. Suo successore potrebbe essere Haider al Abadi, numero 2 del Parlamento uscito dalle legislative.


11-08-2014 M.O. DELEGAZIONE ISRAELE TORNA AL CAIRO
La delegazione israeliana sta tornando al Cairo per riprendere posto al tavolo dei negoziati, dopo avere verificato il rispetto della nuova tregua da parte delle fazioni palestinesi. Lo riferiscono i siti israeliani. La riapertura dei negoziati era stata subordinata da Israele proprio al rispetto della nuova tregua, scattata nella notte. Poiché da Gaza non sono partiti razzi dopo l’inizio del cessate il fuoco, i negoziatori israeliani si sono messi in viaggio per l’Egitto. L’Onu esprime apprezzamento per la nuova tregua e invita le parti a trovare la strada per una tregua duratura.

10-08-2014 IRAQ, ONU: AL MALIKI RISPETTI PRESIDENZA
Il rappresentante a Bagdad delle Nazioni Unite, Mladenov, ha invitato il premier iracheno al Maliki a “rispettare le responsabilità costituzionali” del presidente Masum, attaccato da al Maliki. Questi aveva annunciato in tv la denuncia contro Masum per violazione della Carta irachena, per non aver dato seguito ai risultati delle legislative vinte dagli sciiti di al Maliki; ora Masum farà un “governo inclusivo accettabile da tutti”, dice l’inviato Onu, invitando le forze fedeli a al Maliki a evitare “interferenze” nella situazione.

11-08-2014 IRAQ, DA ONU E USA SOSTEGNO A MASUM
Il rappresentante Onu a Bagdad, Mladenov, invita il premier iracheno al Maliki a “rispettare le responsabilità costituzionali” del presidente Masum, attaccato dallo stesso al Maliki. Ora Masum farà un “governo inclusivo accettabile da tutte le parti sociali”, dice l’inviato Onu, invitando le forze fedeli ad al Maliki schierate a Bagdad a evitare “interferenze”. “Sosteniamo lealmente il presidente Masum che ha la responsabilità di sostenere la Costituzione irachena”, dice il segretario Usa Kerry; “la nostra speranza è che il signor Maliki non smuova troppo le acque”, conclude.

12-08-2014 IRAQ, MALIKI: ESERCITO RESTI FUORI DA CRISI
Il primo ministro iracheno uscente, al Maliki, ha ordinato alla sicurezza di restare fuori “dalla crisi politica” in corso su chi farà il prossimo governo. Incarico rivendicato con forza da Maliki, premier già 2 volte, e l’incaricato dal presidente Fuad Masum, al Abadi. Maliki, dal suo sito web, chiede di “continuare nel loro lavoro di difesa dello Stato”. Parole che – se confermate – potrebbero segnare la presa d’atto di Maliki, abbandonato al suo destino, dopo gli Usa e gli Occidentali, anche dal suo primo alleato, l’Iran.

12-08-2014 IRAQ, NUOVI RAID USA CONTRO JIHADISTI
Checkpoint e camion dell’Isis i bersagli dei nuovi raid Usa. Obiettivo, aprire un varco che permetta la fuga alla minoranza yazida intrappolata sulle montagne del Sinjar. Prosegue l’avanzata dell’Isis: i jihadisti hanno preso Jalawla, 130 km a nord-est di Baghdad, minacciando i confini meridionali della regione autonoma del Kurdistan. Il capo del Pentagono Hagel ha confermato l’invio di armi da parte di Washington ai curdi anti Isis attraverso il governo iracheno e ha escluso l’invio in Iraq di truppe di terra Usa.

12-08-2014 STATO ISLAMICO: PRESE 600 GIOVANI YAZIDE
Gli Jihadisti sunniti dello Stato Islamico (Is) tengono in ostaggio oltre 600 ragazze della minoranza religiosa degli yazidi in una delle prigioni della provincia di Ninive. Lo ha detto oggi la parlamentare yazida, Vian Dakheel, in un comunicato stampa, precisando che il carcere in cui sono detenute le giovani è quello di Badush. Le ragazze sono state rapite insieme ad altri membri della minoranza yazida a Sinjar, località vicina a Mosul.

13-08-2014 DISINNESCO GAZA, MORTO REPORTER ITALIANO
È Simone Camilli il giornalista italiano morto a Gaza, durante il disinnesco di un ordigno. La notizia è stata confermata dalla Farnesina. Romano, 35 anni, Camilli era un video-reporter, collaboratore di un’agenzia internazionale. “È sempre stato in prima linea, ha seguito altri conflitti”, dicono i familiari. Lascia la moglie e una bambina di tre anni. Le vittime sono cinque: 3 artificieri palestinesi, il giornalista italiano e un giornalista di Gaza. La bomba era un ordigno israeliano inesploso. Gli artificieri palestinesi stavano lavorando al disinnesco, quando è esplosa.

13-08-2014 IRAQ, KERRY: SI STUDIA EVACUAZIONE YAZIDI
Gli Stati Uniti stanno esaminando varie opzioni per l’evacuazione “urgente” di almeno 30 mila profughi yazidi isolati sulle montagne di Sinjar, nordest dell’Iraq, dall’avanzata dei jihadisti dello Stato islamico. Così il segretario di Stato americano John Kerry. Intanto, il principale tempio degli yazidi, quello di Lalish, 60 km a nord di Mosul, è stato distrutto con l’esplosivo dai jihadisti, secondo quanto scrive il quotidiano iracheno Al Sabah.

14-08-2014 TREGUA FINO A LUNEDÌ MA RAZZI E RAID A GAZA
Ore drammatiche nella Striscia di Gaza. Nonostante il prolungamento di 5 giorni della tregua, raggiunto grazie alla mediazione egiziana, continuano i lanci di razzi di Hamas e i raid israeliani. Il premier israeliano, Netanyahu, ha ordinato all’esercito di tornare a colpire Gaza, in risposta alle provocazioni di Hamas. Jet israeliani hanno centrato tre obiettivi nella parte est di Gaza. Sei i razzi su Israele: uno caduto sulla parte egiziana di Rafah, a sud della Striscia, ha colpito una casa uccidendo una bimba e ferendone altre due, riferisce l’agenzia Mena. Nonostante l’esclation della violenza i mediatori continuano la trattativa con le parti.

14-08-2014 DISINNESCO GAZA, MORTO REPORTER ITALIANO
È Simone Camilli il giornalista italiano morto a Gaza, durante il disinnesco di un ordigno. Romano, 35 anni, Camilli era un video-reporter, collaboratore dell’Associated Press. “È sempre stato in prima linea, ha seguito altri conflitti”, dicono i familiari. Lascia la moglie e una bambina di tre anni. Le vittime sono cinque: 3 artificieri palestinesi, il giornalista italiano e un giornalista di Gaza. La bomba era un ordigno israeliano inesploso. Gli artificieri palestinesi stavano lavorando al disinnesco, quando è esplosa. La procura di Roma ha aperto un’indagine sulla morte di Camilli.

14-08-2014 ISIS: RAPITI 100 DONNE E BAMBINI YAZIDI
Un alto responsabile dell’Isis ha confermato alla Cnn che i jihadisti tengono prigionieri almeno 100 fra donne e bambini yazidi. Sono stati rapiti una settimana fa a Sinjar, quando, ha affermato, i combattenti sono entrati “uccidendo un alto numero di uomini”. “Posso confermare – ha poi aggiunto – che sono stati portati a Mosul per essere convertiti all’islam”.

14-08-2014 IRAQ, PREMIER MALIKI ANNUNCIA DIMISSIONI
Il premier iracheno al-Maliki ha deciso di rinunciare al potere e sostenere al-Abadi, suo successore alla guida del governo. Lo ha annunciato in un intervento tv, spiegando la volontà di “salvaguardare gli interessi più alti del Paese. Resto un soldato che difende l’Iraq e il suo popolo”. Il presidente Masum nei giorni scorsi ha nominato lo sciita al-Abadi nel tentativo di favorire una riconciliazione con la comunità sunnita.

15-08-2014 IRAQ, AL VIA MISSIONE UMANITARIA ITALIANA
Al via missione italiana a sostegno alle popolazioni del Nord dell’Iraq. I ministri degli Esteri e della Difesa, Mogherini e Pinotti, hanno dato il via libera a un ponte aereo, con 6 voli, per la distribuzione attraverso l’Unicef di 36 t di acqua, 14 di biscotti proteici, 200 tende da campo e 400 sacchi a pelo. Il primo volo sabato con la consegna a Erbil di acqua e biscotti. “La nostra preoccupazione è soccorrere i civili e proteggere le comunità cristiane e yazide”, dicono i due ministri, auspicando che dal Consiglio Ue esca un’azione forte e condivisa. Sono 4/5000 i rifugiati yazidi sul monte Sinjar, dice il Pentagono, meno delle attese.

15-08-2014 IRAQ, PREMIER MALIKI ANNUNCIA DIMISSIONI
Il premier iracheno al-Maliki ha deciso di rinunciare al potere e sostenere al-Abadi, suo successore alla guida del governo. Lo ha annunciato in un intervento tv, spiegando la volontà di “salvaguardare gli interessi più alti del Paese. Resto un soldato che difende l’Iraq e il suo popolo”. Il presidente Masum nei giorni scorsi ha nominato lo sciita al-Abadi nel tentativo di favorire una riconciliazione con la comunità sunnita.

16-08-2014 IRAQ, UE FAVOREVOLE A FORNIRE ARMI A CURDI
L’Ue “accoglie c